sabato 16 giugno 2012

Cristalli, Ferro, Pietre, Vivono! Ovunque c'è Vita.

Foto di Andrew Osokin

Cristalli, Ferro, Pietre Vivono! Ovunque c'è Vita.

È intensa la speranza che questo scritto possa far giungere le menti al riconoscimento dell'Universalità del Tutto; alla convinzione che pure noi siamo parti dell'Unità che ci racchiude, le cui pulsazioni sono sentite anche al limite esteriore del circolo della vita, nell'uomo come negli unicellulari, nei cristalli, nell'atomo.

È indispensabile sentire che l'intima Essenza della Volontà creatrice è dentro di noi, sforzandoci di realizzare la nostra completa unione interiore con Essa e con tutte le altre forme di vita. L'intera compagine esistente è una sola, un'unica formazione di cui noi siamo soltanto frammenti.

La Terra primordiale fu una miscellanea di energie compresse e in evoluzione, formanti i diversi elementi che la componevano.

Siamo soliti reputare viventi solamente le piante e gli animali perché nascono, crescono, si moltiplicano e muoiono. La scienza aggiunge: perché evolvono. Anzi, pare che essa consideri l'evoluzione vitale come unico segno distintivo di un essere.




Così, noi non riteniamo vivi metalli e pietre. Eppure la vita è ovunque, sia nella materia inorganica come in quella organica.

Esaminiamo l'atomo, che unito ad altri costituisce la molecola. Se ne prendiamo due di idrogeno e uno di ossigeno e li avviciniamo tra loro, si corrono subito incontro e compongono un agglomerato, una molecola d'acqua.

Ma non sempre si congiungono fra loro; possono anche respingersi. E così è per tutte le particelle che si attraggono o si ricusano strutturando le diverse combinazioni chimiche. Si creano così le piccole o le grandi masse di materia solida, liquida o gassosa.

Questa coesione, questa forza di attrazione, non può essere semplicemente meccanica perché è una preferenza, una scelta, una manifestazione di psichismo. Ed è infatti un'espressione vitale della molecola o dell'atomo.


Foto di Andrew Osokin

Lo scienziato tedesco Haekel ha detto: "Io non posso immaginare il più semplice processo chimico o fisico senza attribuire il movimento dei piccoli corpuscoli ad un'inconscia sensazione.

L'idea dell'omologia chimica consiste nel fatto che i vari elementi percepiscono le differenze nella qualità degli altri e provano piacere o rigetto al contatto di essi, eseguendo i loro rispettivi movimenti in base a questo sentire.

Noi possiamo attribuire il senso di soddisfazione o di negazione della stessa a tutti gli atomi affini e alla repulsione fra quelli diversi."

Oggi poi, che la scienza ha frammentato l'atomo, arrivando addirittura ai quantum ed oltre, è ancora più chiaro che tutto ciò che esiste è vivo poiché tutto è movimento e dove c'è ritmo vibratorio vi è la mutazione e, di conseguenza, la vita.




Anche il cadavere che siamo abituati a considerare come corpo morto, perchè apparentemente immobile, in realtà vive e si trasforma.

Lentamente si disgrega e si dissolve nei suoi elementi costitutivi che tornano ad unirsi con altri della stessa natura, anche se, quando Spirito e Anima lo abbandonano, non si presenta più nella sua funzionalità di corpo umano.

Nell'Universo non vi è nulla di "morto". Non vi potrebbe essere trasformazione da "materia inerte". In tutta la natura c'è un continuo mutamento di "energia vivente".

Le pietre, i fiori, gli animali, il tavolo al quale ci poggiamo, la sedia che ci sostiene, le farfalle, l'acqua, l'aria, il nostro corpo, tutto il mondo visibile e invisibile è composto da piccolissime particelle materializzate, in evoluzione, di cui l'intera Creazione è satura.




È interessante sapere che nuovi aspetti di vita appaiono continuamente dalle strutture inorganiche. Il Dott. Bastian Charlton, di Londra, ha scattato più di cinquemila micro-fotografie in relazione all'origine di unità vive dalla presunta "materia morta".

Con il micoscopio ha scoperto lo sviluppo, in un liquido precedentemente chiaro, di piccolissime macchie nere che ingrandiscono gradatamente e si trasformano in batteri.

Il Prof. Burke di Cambridge ha dimostrato che si possono produrre in un brodo chimico sterilizzato, soggetto all'azione del clorato di sodio, minutissime formazioni viventi che dimostrano accrescimento e suddivisione.

Un notevole esempio di "vegetazione metallica", che dimostra quanto sia viva, si può riscontrare nella configurazione spontanea dell'albero di piombo, il "lead tree". L'esperimento si esegue mettendo in una bottiglia dal collo molto lungo una soluzione limpidissima e acidula di acetato di piombo.




La si chiude ermeticamente con un tappo attraverso il quale viene inserito un filo di rame alla cui estremità viene sospeso un pezzettino di zinco che scende fino al centro della soluzione stessa. Ma si può creare questo anche con altre sostanze liquide.

Immediatamente il filo di rame comincia a coprirsi di uno strato di piombo somigliante a fine muschio. Da questo si dipartono rami e propaggini che a loro volta manifestano uno sviluppo simile a foglie fino a che viene a formarsi un cespuglio ad alberello in miniatura.

Per accorgersi come la forza vitale esista dappertutto è utile osservare anche come i cristalli di ghiaccio si formino sui vetri delle finestre a guisa di foglie, rami, fiori e bocciòli. Quando il salnitro viene esposto agli effetti della luce polarizzata, assume delle figurazioni molto simili alle orchidee.

Il Prof. Chunder Bose, eminente fisiologo indiano, da noi ignorato e sconosciuto, educato nelle Università inglesi, fondatore dell'Istituto Bose di Calcutta, studiò profondamente la sensibilità delle forme inorganiche e delle piante.


Foto di Andrew Osokin

Nei suoi esperimenti usò un galvanometro, strumento scientifico molto delicato e preciso e ideò pure altri sofisticati dispositivi per misurare le reazioni agli stimoli esterni, convinto che la più sicura prova della vita nella materia sia la sua reazione verso di essi.

Nei suoi interessanti libri fece vere e proprie rivelazioni. Quella, per esempio, che una barra di ferro è sensibile come il corpo umano e può essere stimolata e irritata, avvelenata e uccisa.

Infatti alcuni veleni chimici uccidono parti di metallo rendendolo immobile e quindi azzerando lo strumento che ne sta registrando le reazioni.

Esso può manifestare una specie di sonno, di torpore e di pigrizia, e le sue malattie, come la ruggine per il ferro, si possono prevenire e curare come si fa per i malanni delle piante e degli animali.

I metalli soffrono anche per l'eccessivo calore e l'estremo freddo e accusano a volte fenomeni di stanchezza. Infatti il diapason, se viene troppo usato, perde la sua capacità di vibrare, che riprenderà solamente dopo un periodo di riposo.


Diapason con cassa di risonanza

Esiste pure la stanchezza delle macchine quando sono affaticate da un uso prolungato per cui non rispondono più alla richiesta di lavoro e sembrano guaste; invece, con uno o due giorni di riposo, ritornano normali e produttive.

Se puliamo la superficie di un metallo e la trattiamo con un adatto agente chimico sottoponendola ad opportuni trattamenti elettrici o termici, l'osservazione al microscopio ce la mostrerà come una massa di piccolissimi cristalli le cui dimensioni sono, generalmente, di qualche centesimo o millesimo di centimetro.

Anche le sostanze fibrose come il legno, e qualunque corpo solido propriamente detto, sono costituite da una struttura cristallina, a volte visibile ad occhio nudo, come il sale, lo zucchero, il quarzo, talaltra visibile solo al microscopio, come per i metalli.

E i cristalli nascono e crescono come gli altri esseri viventi. Si formano dal liquido matrice e si plasmano e crescono secondo un modello ben definito, similmente ad ogni forma vegetale e animale.

Si riproducono per scissiparità allo stesso modo delle forme viventi inferiori e possono essere resi sterili, incapaci di riprodursi, con processi chimici o scariche elettriche.


Bolivia - America Meridionale

Le nostre più dure rocce sono composte di cristalli e il sasso che calpestiamo è pietra polverizzata. Tutto è vivo e tutto si evolve, anche se la trasformazione, lentissima, non ci risulta visibile.

La vita è presente in ogni dove, perché Dio "È" ovunque, e Tutto è Sua manifestazione.

In ogni atomo, in ogni molecola, in ogni cellula, in ogni pianta, animale o uomo, l'Assoluto è presente come impulso vitale, forza energetica, scintilla umanizzata, intelligenza costruttrice, essenza in evoluzione, e senza di Lui, nulla può esistere.

E la sapienza della Natura è la stessa Sapienza dell'Eterno diffusa in ogni Sua espressione. Essa, vibrando di vita, si rivela con una finalità evolutiva che è quella delle creature di Dio, dei figli del Divino Genitore, delle Scintille divine che vogliono e debbono ritornare al Padre.

La splendida visione di un meraviglioso futuro si estende innanzi allo sguardo dell'Anima fino a che la mente si smarrisce in questo sublime panorama e non riesce proprio più ad afferrarlo.

Estratti da: "L'Evoluzione dell'uomo" di Anna Castellano e da "La Suprema Sapienza" di Yogi Ramacharaka.

Relazione e adattamento: Sebirblu.blogspot.it

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