sabato 27 giugno 2015

La Scienza scopre che lo Spirito guarisce il corpo




Lo Spirito che guarisce

Il titolo "Lo Spirito che guarisce" è apparso, a suo tempo, sulla copertina di Der Spiegel, il più diffuso e autorevole settimanale tedesco.

Ebbene sì, dopo anni che chiunque segue vie interiori tenti di trasmettere la propria esperienza, nella maggior parte dei casi invano, oggi i neuroscienziati hanno fatto la grande scoperta: lo Spirito può guarire il nostro corpo.

Raccontano stupefatti – e ancora increduli – come l'Anima possa modificare la struttura biologica dell'organismo e lo possa aiutare a superare la malattia. Ossia di come qualcosa di non misurabile, pesabile, visibile, possa in qualche modo modificare il visibile, il pesabile, il misurabile.

Meditare, fare Yoga e pensare positivamente, chiosa Der Spiegel, conquistano ora la medicina ufficiale.

Quello che decine di tradizioni sapienziali, di centinaia di ricercatori indipendenti e di migliaia di persone che lo praticano quotidianamente hanno sempre saputo, oggi – udite, udite – è verità scientifica!

Beh, allora deve essere proprio vero…




Qui di seguito i risultati di alcune interessanti ricerche su questo argomento.

Iniziamo da due autorevoli psicologi, Vladimir Bostanov e Philipp Keune, i quali avrebbero scoperto l'azione guaritrice dello Spirito sul corpo umano, mediante un esame neurologico cerebrale (misurazione dell'attività elettrica delle cellule) su alcuni individui, prima e dopo un corso di meditazione.

I risultati di questo studio hanno evidenziato come il cerebro, dopo il suddetto corso di otto settimane, abbia significativamente incrementato la propria reattività.

Il cervello dei soggetti che lavoravano meditativamente aveva imparato a non rimuginare continuamente, indirizzando le risorse pensative liberate concentrandosi sul test.

"Meditare aiuta i pazienti a dirigere la propria attenzione  ha dichiarato il dottor Keune  –  e  li  rende  meno  inclini  a  perdersi  in  considerazioni  negative".

Allo stesso modo di Keune anche la psicologa Bethany Kok, sta indagando sul potere di guarigione della mente. La scienziata americana studia in particolare il nervo vago.

Insieme ai colleghi della University of North Carolina la Kok ha portato avanti un interessante esperimento: per nove settimane 65 donne e uomini ogni sera dovevano annotare in un questionario le esperienze e i sentimenti sia positivi che negativi della giornata.

La metà del gruppo partecipava poi a un corso di meditazione dove si imparava ad esprimere sentimenti come amore, gentilezza e compassione.

Bethany Kok ha presentato il risultato della ricerca sulla rivista Psychological Science: ebbene, il tono del nervo vago di coloro che meditavano è aumentato in modo significativo.




"Chi alimenta buoni sentimenti migliora il tono del proprio nervo vago conclude la Kok, che oggi lavora al Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia – e questo a sua volta è collegato con una buona salute e probabilmente con un allungamento della vita".

Il nervo, da sempre poco conosciuto, potrebbe rappresentare il collegamento decisivo tra sentimenti positivi e salute fisica. "Le conoscenze acquisite – così il Dr. Thomas Schlaepfer dalla Clinica di Psichiatria e Psicoterapia dell'Università di Bonn – rendono molto verosimile che il nervo vago sia proprio la struttura di collegamento tra corpo e anima".

"È lo Spirito ad edificare il corpo" scriveva Friedrich Schiller oltre due secoli or sono. Ed ecco che – passo dopo passo – la neuroscienza riconosce quello che il poeta, che peraltro era anche medico, sosteneva: vale a dire che l'Anima può cambiare il corpo.

Psicologi e medici, attualmente, stanno lavorando in molti ospedali universitari per abbinare alla medicina moderna tecniche meditative ricavate dal Buddhismo e dall'Induismo.

Nel suo libro "La Meditazione per gli scettici" Ulrich Ott vom Bender dell'Institute of Neuroimaging dell'Università di Giessen illustra il sentiero della meditazione, utile "ad ampliare la coscienza e a liberarsi dagli stereotipi comportamentali di pensiero acquisiti".

Anche al Massachussetts General Hospital di Boston è recentemente stata eseguita una ricerca su 15 pazienti, inizialmente agitati, con sonno disturbato e pieni di preoccupazioni. La diagnosi: disturbi d'ansia generalizzata.

Per otto settimane hanno frequentato un corso di meditazione; al termine erano in grado di controllare meglio le loro paure e hanno ricominciato a dormire bene.

L'indagine ha rivelato che il loro cervello, meditando, aveva subito una modificazione positiva; zone della corteccia prefrontale (deputata alla coscienza di sé) registravano una irrorazione sanguigna superiore, così come le aree che presiedono alla regolazione del sentimento.




Inoltre si evidenziava una maggiore connessione tra la corteccia prefrontale e l'amigdala, il centro della paura nel cervello, rispetto ai pazienti che non avevano meditato.

"Nell'essere umano vi sono elementi chiave per la guarigione - sostiene Winfried Rief, del Dipartimento di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell'Università di Marburg – egli, se vuole, può influenzare il suo recupero anche con gravi malattie fisiche".

"Per guarire con lo Spirito si ha bisogno della connessione tra anima e corpo", dice lo psicologo Manfred Schedlowski, dell"Istituto di Psicologia Medica e Immuno-biologia Comportamentale dell'Università di Essen.

"Sia che io mediti o che il mio medico susciti un'aspettativa in me, produco dei cambiamenti biochimici che raggiungono i miei organi attraverso il sangue e i nervi".

Che un atteggiamento positivo verso l'esistenza e la salute siano collegati, viene confermato   anche   dagli  studi  epidemiologici.

Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno studiato fotografie di 196 giocatori di baseball, a partire dal 1952, individuando quelli che sorridevano. 

Poi hanno ricercato quelli ancora in vita nel 2009. Risultato: quelli che si mostravano sorridenti avevano avuto un grado di mortalità molto più basso!

Ma non è tutto.

Alla Duke University Medical Center hanno scoperto che anche la Fede garantisce maggiore serenità. In uno studio su 3.851 anziani in North Carolina, coloro che pregano e meditano, hanno avuto una vita più lunga. (Cfr. anche QUI; ndr).


Geras Tonas Kiekvienam

La psicologa Julianne Holt-Lunstad ha analizzato 148 studi di questo tipo con dati provenienti da oltre 300.000 persone. L'esito è che vive più a lungo chi abbia legami sociali, e con un tasso di sopravvivenza maggiore del 50%!

In altre parole, sentirsi soli è nocivo quanto fumare, non fare esercizio fisico ed essere in sovrappeso.

Di grande importanza ed efficacia naturalmente anche il rapporto medico-paziente; da molte ricerche condotte negli ultimi anni si è visto come un contatto di fiducia nei confronti del medico possa aiutare enormemente il malato ad attivare le forze di guarigione latenti in lui.

Infine, alcuni ricercatori statunitensi hanno recentemente riconosciuto come cuore e Spirito siano strettamente legati. Hanno studiato 201 uomini e donne con problemi coronarici, di cui la metà praticava la meditazione trascendentale.

Questi ultimi hanno potuto ridurre il proprio stress e rinforzare il cuore, con l'effetto che quelli che meditavano hanno subìto un minor numero di attacchi cardiaci ed ictus e hanno vissuto più a lungo.

Insomma – concludono gli scienziati giustamente affascinati da questa straordinaria capacità dell'essere umano – la meditazione agisce sul cervello come una fontana di giovinezza.

Essa incrementa la materia grigia nelle regioni del cervello che sono collegate ad attenzione, concentrazione e memoria. In questo modo, contrasta attivamente stati di tensione e di esaurimento.

Inoltre, non rafforza solo il cerebro, ma anche i processi vitali del corpo. Insomma, il sistema immunitario funziona meglio, la pressione sanguigna diminuisce, aumenta l'attività degli enzimi.

Vi pare poco?

Poi, magari, meditare potrebbe anche aiutarci a capire meglio il mondo e noi stessi, ma quella è un'altra storia...

Piero Cammerinesi 

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it


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