sabato 30 gennaio 2016

Salvati da misteriose presenze di cani fantasma




Sebirblu, 29 gennaio 2016

Questo articolo è dedicato in modo speciale a tutti coloro che hanno condiviso la vita con il migliore degli "amici" che essere umano possa avere: un cane.

E visto che anch'io ne ho avuto uno, posso comprendere la nostalgia e i dolci ricordi che affiorano alla mente nel ripercorrere i momenti vissuti con lui; gli sguardi e le tenerezze di cui ci ha fatto dono, tanto da rientrare a pieno titolo nel novero dei nostri familiari.

Che questa lettura riaccenda in voi la speranza di rincontrarlo un giorno... perché l'amore, quello vero, non si esaurisce con il cessare della vita fisica ma prosegue oltre... negli spazi infiniti.




L'uomo salvato dai fulmini

Frank Talbert, un agente immobiliare di Denver, nel Colorado, era sempre felice quando poteva trascorrere qualche giorno nella casetta di tre stanze che si era costruito sulle Montagne Rocciose. Quella volta avrebbe dovuto restare lì per dieci giorni, da solo, a lavorare nella sua proprietà.

La prima giornata era volata via rapidissima, e Frank decise di andare a letto presto. Prima di addormentarsi attizzò il fuoco che aveva acceso nel camino. Quella sera, poi, faceva particolarmente fresco perché si era già ai primi di ottobre e cominciava a piovere.

Così, si lasciò cullare dagli scrosci di pioggia, senza badare troppo ai tuoni che scuotevano il suo rifugio e ai lampi che rischiaravano il paesaggio. Non sapeva quanto avesse dormito, quando fu svegliato da un rumore fastidioso: fuori c'era un cane che abbaiava.

Egli si sedette sul letto, ascoltando attentamente. Lo udì ancora, e questa volta in lontananza. Stava per rimettersi a dormire quando i latrati sembrarono vicinissimi, proprio davanti all'ingresso.

Talbert pensò che l'animale si trovasse in difficoltà e che chiedesse aiuto, o molto semplicemente un ricovero per la notte. Aprì la porta, ma riuscì a vedere ben poco a causa della pioggia fittissima. Chiamò, ma non vi fu risposta alcuna.




Stava per chiudere nuovamente la porta quando un lampo gli fece intravedere il cane a circa cento metri da lui. Lo chiamò, ma invece di appressarsi, quello se ne andò pian piano, ululando pietosamente.

L'uomo arguì chiaramente che l'animale desiderava che lo seguisse e si chiese se non potesse essere una madre i cui cuccioli fossero esposti alla pioggia. Si infilò gli stivali e indossò il parka (giaccone impermeabile, foderato di pelliccia, con cappuccio; ndr), mentre il cane lo aspettava.

Frank riuscì ad avvicinarglisi fino a pochi passi prima che questo si allontanasse, evidentemente aspettandosi di essere seguito. Lo aveva intravisto abbastanza bene al lume della torcia per constatare che si trattava di un Setter rosso, con petto e collo bianchi.

Talbert gli si era accodato solo per pochi metri, quando all'improvviso ogni cosa intorno a lui rosseggiò ed una tremenda esplosione, assordante, scosse l'aria. Un fulmine aveva colpito il rifugio e la camera da letto si era incendiata.

Riuscì unicamente a salvare alcuni averi ma fu un lavoro faticoso a causa della pioggia e dell'oscurità, con la sola luce di qualche lampo occasionale. La maggior parte della piccola dimora era stata distrutta e non poté far altro che osservarne le fiamme dal suo camioncino.




Soltanto quando si preparò a partire per recarsi nel luogo abitato più prossimo, Frank si ricordò del cane. La pioggia era cessata, il cielo si era alquanto schiarito e la luna illuminava parzialmente la scena.

Egli cercò il Setter, ma era scomparso. E mentre lo cercava gli venne in mente che la folgore aveva colpito la camera da letto provocando l'incendio del materasso e delle coperte ed era questa la ragione per cui il fuoco era divampato così prepotentemente.

Se il cane non lo avesse svegliato e attirato fuori di casa, molto probabilmente sarebbe deceduto in quella stanza.

Quando raccontò la storia al vicino, l'uomo rimase perplesso: «Il cane che tu descrivi sembra Sandy», disse, scuotendo lentamente la testa. «Era una femmina di Setter con petto e collo bianchi...» «Si tratta certamente di lei... senza alcun dubbio.»

Mio Dio, dov'è? Le debbo la vita!», esclamò il sopravvissuto. Il confinante non disse nulla per parecchi minuti. Fissò Talbert e poi si lasciò cadere su una sedia. La sua voce era un sussurro mentre diceva: «Non è possibile Frank... Sandy è morta più di due mesi fa».

Ma allora, come poteva essere ancora fisicamente viva tanto da allontanare Frank Talbert dal pericolo? No, non ci si poteva sbagliare sul suo decesso; era stata sepolta nei pressi dell'abitazione del padrone.

Avrebbe potuto trattarsi di un altro Setter identico? Ciò era possibile, naturalmente, ma che abitasse nella stessa zona e che avesse le medesime caratteristiche di Sandy rendeva questa evenienza molto remota.

Ed anche la probabilità che si trattasse di un cane appartenente ad una sua cucciolata era da scartarsi perché Sandy era nata nel Texas ed era stata portata in Colorado quando aveva otto anni. Non aveva mai dato alla luce dei piccoli perché aveva subìto un'operazione atta ad impedirglielo.

Perciò, Talbert e noi non lo sapremo mai. Ma egli si ricordò del suo salvatore per lungo tempo. Il vicino gli diede una foto di Sandy. Frank la fece incorniciare e adesso la tiene sulla scrivania, a casa.




La gratitudine di Jeff verso il suo padrone.

Anche Robin Deland è certo di essere vivo grazie al provvidenziale ritorno sulla terra del suo affezionato amico a quattro zampe.

Stava guidando su una strada non asfaltata, stretta e piena di curve. Aveva appena imboccato un ripido pendio vicino alla cittadina di Gunnison quando, ad un tratto, scorse un cane in mezzo alla via.

L'animale rimase fermo, costringendolo a fermarsi a sua volta. Un istante più tardi, Robin restò raggelato perché aveva riconosciuto in esso il suo Collie, Jeff, che era deceduto sei mesi prima.

Egli sentiva di non sbagliare. Lo aveva trovato su un'autostrada ferito a morte, portato in ospedale e curato fino a quando non fu totalmente ristabilito; poi lo tenne con sé dodici anni.

L'uomo, perciò, rimase così turbato e sbalordito dalla presenza di Jeff da non ricordare di essere uscito dall'auto. Rammenta però di essergli andato incontro e di aver allungato la mano chiamandolo per nome.

Era in procinto di toccarlo... ma l'animale improvvisamente si volse e muovendosi lentamente andò verso l'apice della salita. Robin lo seguì, cercando ancora di avvicinarglisi per accarezzarlo.

E con sua grande sorpresa, arrivando in cima, si avvide che la strada terminava proprio in quel punto. Se fosse arrivato fin lassù, Robin Deland sarebbe sicuramente piombato nel vuoto con la sua auto.

Oggi, ripensando all'episodio, egli resta sempre più nella convinzione che il suo amico Jeff sia tornato dall'aldilà per salvargli la vita, riscattando il debito di gratitudine verso di lui, che l'aveva raccolto sull'autostrada strappandolo a morte sicura e tenuto così amorevolmente con sé.




Mac, il cane pompiere.

Vi furono parecchi testimoni agli eventi che strapparono la famiglia Peters da una sicura trappola mortale in una notte di dicembre di poco tempo fa.

Raymond e sua moglie Suzanne rientrarono presto a casa, perché stanchissimi. Ma erano rimasti svegli per l'intera nottata perché uno dei loro figli aveva male allo stomaco. Anche nelle due notti precedenti avevano fatto le ore piccole per calcolare le proprie imposte sul reddito.

Sognavano il letto e rammentano che quando si coricarono erano già quasi addormentati. Ma era scritto che pure in quella notte avrebbero dormito ancor meno.

Infatti, dopo circa quattro ore, i due coniugi sentirono un cane abbaiare. Raymond, ancora assonnato, ricorda di aver ordinato a Mac, il suo Scottie, di stare zitto mentre la moglie esclamava:

«Cosa diavolo ha?». Ma il cane insisteva. Raymond riferisce che non poté in alcun modo tornare a dormire perché un attimo dopo aver chiuso gli occhi il suo Mac aveva ripreso freneticamente ad abbaiare e proprio vicino al suo orecchio.

Allora si sedette sul letto ed esclamò:

«Dannazione, Mac... », pensando che il cane avesse la necessità urgente di uscire. Ma poi percepì odor di fumo...

Si svegliò completamente e saltò giù dal letto. La camera era chiusa e quando l'aprì, il fumo aveva già saturato il corridoio. Sentirono il calore dell'incendio sul soffitto; l'estremità dell'anticamera era già in fiamme, ma non aveva ancora raggiunto la stanza dove dormivano i bambini.

Allora li afferrarono mentre erano ancora nel sonno e fuggirono fuori all'aperto; fecero appena in tempo, perché alcuni minuti dopo la vecchia casa era avvolta dal fuoco.




Il vicino aveva prontamente chiamato i pompieri: anche lui era stato svegliato dai latrati del cane, perché in un primo tempo non aveva visto né fiamme, né fumo, uscire dall'abitazione.

L'animale abbaiava cosi forte, dichiarò, che all'inizio gli venne il pensiero che fosse dentro casa sua, ed è stato poi che, guardando fuori dalla finestra, aveva visto bruciare tutto.

Quando arrivarono i vigili del fuoco, l'edificio era quasi completamente distrutto ed essi cercarono, nondimeno, di circoscrivere l'incendio. Raymond e Suzanne persero ogni cosa, ma la loro famiglia si salvò.

Solo quando il confinante disse loro:

"Mio Dio, non ce l'avreste mai fatta se non fosse stato per il vostro cane. Non sapevo che ne aveste preso un altro dopo la scomparsa di Mac... Dov'è, Ray? È riuscito a scappare dalla casa?». I Peters si guardarono senza parole per qualche minuto.

Raymond non era molto sicuro di cosa avesse detto in quel momento, ma si ricordava di aver sentito il cuore fermarsi e la testa girargli.

Udì Suzanne mormorare: «Raymond... oh, Raymond», come se fosse sconvolta e lui stesso poi si era ricordato di aver aggiunto: «È stato Mac... conosco il suo modo di abbaiare...» E rispondendo all'uomo precisò: «No, non abbiamo avuto più nessun altro cane».




Quindi, non c'era necessità di cercarlo, perché se ne era andato tre mesi prima...

Relazione adattamento e cura di:


Brani scelti e tratti da:

"Anche gli animali vanno in Paradiso, storie di cani e di gatti oltre la vita" Ed. Mediterranee 

lunedì 25 gennaio 2016

La mirabile gamma di Energie che ci compenetra




La mirabile gamma di Energie che ci compenetra

Sebirblu, 25 gennaio 2016

L'uomo vive in un ambiente di energie provenienti dai mondi stellari, dall'Infinito, e da ogni singolo essere.

Proviamo dunque a renderci conto di tale intreccio indispensabile alla vita fisica e all'habitat terrestre, visto che il nostro pianeta è ininterrottamente investito da questa pioggia provvidenziale.

Mentre però è normale che ogni goccia d'acqua si sommi ad una simile, unificandosi per via della medesima costituzione, per le energie siderali che sono di varia natura, non avviene la stessa cosa, rimanendo esse ben distinte ed integre anche se l'una può servire da vettore ad un'altra.

Si tratta di un complesso energetico di così spaventosa potenzialità che il nostro ambiente, racchiuso nella forma e perciò "finito", non può sopportare, ed è per questo che esiste la fascia atmosferica, onde assottigliare ogni raggio portandolo ad essere compatibile con la capacità ricettiva umana.




Ognuna di queste radiazioni, avente una sua particolare caratteristica, assolve ad un determinato compito; così, ad esempio, ve ne sono oltre settecento necessarie, vitali per ognuno, che operano in un punto preciso dell'organismo umano, e soltanto lì, in modo che ciascun organo o ghiandola assorba solo quella specifica energia.

Questo flusso imponente di raggi cosmici viene assimilato dal corpo fisico attraverso i terminali nervosi situati sulla superficie cutanea che ne delineano la sensibilità epidermica atta a riceverli. Poi, una volta penetrati, si sommano all'energia statica presente nell'organismo e a quella dinamica prodotta dal sangue e dal moto delle cellule pulsanti di vita, per la metamorfosi.

Dunque, per ricapitolare, sono tre i tipi di radiazioni essenziali ad ogni individuo: le energie cosmiche, le fisio-statiche e le fisio-dinamiche.

Da dove giunge l'elettricità statica che l'uomo porta con sé? Proviene dai tre regni che lo affiancano e lo alimentano sostenendone la vita sul piano fisico: il regno minerale, vegetale ed animale.

A loro volta questi sistemi, vengono sapientemente coordinati e diretti da Purissime Intelligenze, le quali si avvalgono di altre entità, dette "Elementali" o Spiriti di Natura (QUI, QUI e soprattutto QUI) che ne governano le funzioni necessarie alla vita.


Gilbert Williams

Così, la parte minerale emette masse energetiche che tendono a proiettarsi dall'alto in basso e dal basso in alto per poi spiralizzare i due moti portandoli entrambi di nuovo all'apice.

Questo duplice movimento è necessario per abbracciare tutto il pianeta nella sua forma sferica ed è diretto esclusivamente al vivere umano.

Dal mondo vegetale si dipartono radiazioni rotanti a spirale che investono di lato gli uomini, le creature e le cose depositando su tutti una specie di amalgama potenziale, essenziale al ricambio a alla trasformazione.

Contemporaneamente dal regno animale si sprigionano energie a zig zag, lancinanti, che sfiorano gli esseri e non ledono le altre due compagini, vegetale e minerale.

Soltanto le emanazioni dell'uomo permangono di segno negativo, salvo i casi sporadici in cui le belle forme a spirale abbracciano tutto il resto... e provengono dai chiamati, dagli eletti, da coloro a cui è nota la Verità...

Questo sancisce l'esigenza di condurre le popolazioni verso una consapevole effusione positiva per aiutarle a rientrare nell'armonia del Tutto e a smettere di diffondere forme ‒ pensiero (QUI e QUI)  che  distruggono  invece  di  edificare.




Le tre Emanazioni Umane

È indispensabile sapere che l'essere umano è dotato di una triplice emanazione energetica che si esprime con peculiarità diverse.

La prima, ossia le "Energie Radianti" (che definirò fondamentali in quanto legate al fattore karmico), è caratterizzata da una duplice emissione splendente che si manifesta come aureola intorno ad ognuno, con onde cromatiche di piccola e media lunghezza indicanti varie potenzialità latenti.

Di queste, i raggi più corti o "radiazioni psicofisiche" sono chiamati così perché dalla stima della loro colorazione e dall'intrinseca frequenza vibratoria emerge lo stato evolutivo singolo. Essi scaturiscono dalla materia che deve compiere quella precisa fatica e assolvere quel determinato compito.

I raggi più lunghi, invece, denominati "radiazioni animiche", sono tarati in relazione alla loro potenza e rappresentano il grado di abilità ad evolversi radicato in noi.

Queste due emissioni, unite, formano l'«aura» e sono in stretto rapporto con la materia e con la psiche. Allo sguardo di un'entità superiore, di un Entele per esempio, (significato QUI e QUI), appare come fosse una vera e propria "carta di identità" rivelante la crescita spirituale raggiunta da chi la irradia.




La seconda emanazione è contraddistinta dalle "Energie Luminose" che scaturiscono dallo Spirito ma vengono proiettate tutt'intorno per mezzo del cardiaco, il chakra del cuore. Sono energie d'amore esistenti in chiunque, anche se ai primi gradini della scala ascensionale.

L'impronta "Amore" è peculiare alla Scintilla divina, perciò da essa viene effuso con una potenzialità di emanazione equivalente alla capacità penetrativa più o meno acquisita dall'individuo lungo il cammino spirituale.

Tali energie sono assolute, le stesse che venivano irradiate dal Cristo quando passava tra le folle, quelle che definiscono un Essere "persona che sa farsi amare".

La terza specie è costituita dalle "Energie Proiettanti", od operanti, che si dipartono unicamente dal cerebro e sono frutto di un movimento psico-meccanico, di una volontà mentale dominata dall'anima che le dirige sempre per il bene altrui.

Le "Energie Luminose" ‒ radianti amore, insieme alle ultime "Proiettanti" formano un  binomio  che  deve  considerarsi  continuo,  perenne  e  indistruttibile.

Sintetizzando, le prime  che  si riferiscono  all'aura  esprimono  un  moto involontario; le seconde ‒ emananti amore ‒ congiunte alle terze, proiettanti, trovano il loro potenziamento  nell'opera  che  quotidianamente  ognuno  deve  compiere.

Le masse egoiste, pertanto, non ancora risvegliate, emettono brevissime radiazioni amorevoli che si limitano all'ambiente domestico e a qualche altra individualità isolata. Da ciò, ne consegue l'impellente necessità di accrescere e propagare di più il flusso d'amore così carente ovunque.

Conclusione

Si può dunque dire che siamo circonfusi e compenetrati da innumerevoli energie che giungono dall'Infinito e che, filtrate dall'atmosfera, rappresentano la più possente manifestazione di misericordia dell'Eterno verso l'Umanità ribelle. (Cfr. QUI e QUI).




Non solo, ma quelle appartenenti alla sfera terrestre e a noi singolarmente, e perciò limitate, inter-scambiandosi con i flussi provenienti dagli spazi siderali, formano un incommensurabile e prodigioso intreccio che permette e alimenta la vita a tutti i livelli promuovendone l'evoluzione.

Noi cataloghiamo i raggi in alfa, beta, gamma, infrarossi, ultravioletti... e ci sembra di conoscere chissà cosa con questo esiguo numero... ma ignoriamo che ogni cellula del nostro corpo, ogni foglia o radice, ogni granellino di sabbia nei deserti ed ogni goccia d'acqua negli oceani ha singolarmente la necessità, per sussistere, di una specifica energia proveniente dall'immensità del Cosmo.

Se dunque è dai Cieli che giunge a noi ininterrottamente la mirabile elargizione dell'Altissimo, evidentemente è necessario che da ciascun essere umano si diparta una emissione altrettanto sollecita verso i consimili e l'intera Creazione, potenziata dal desiderio di restituire, moltiplicandola per altruismo e gratitudine, ogni radiazione ricevuta.

Il Divino Genitore, infatti, nulla dona perché sia trattenuto dal singolo, ma tutto elargisce affinché questo Tutto, potenziato e incrementato dall'Amore, venga donato agli altri per sostenerli e rischiararne la via facilitando il cammino ascensionale.


Interpretazione libera dell'insegnamento ultrafànico tratto da "Scintille dall'Infinito" Ed. Il Cenacolo.

lunedì 18 gennaio 2016

Il 2016 si aprirà al Nuovo Mondo e Dimensione?




Il 2016 si aprirà al Nuovo Mondo e Dimensione?

E se il 2016 fosse la svolta decisiva per la nostra razza umana? E se ci trovassimo sulla soglia di un nuovo mondo o di una nuova dimensione?

Molto spesso mi capita di visualizzare ad occhi aperti, in una sorta di sogno lucido, degli esseri umani che si tengono per mano, componendo un'immensa catena d'amicizia.

E, contemporaneamente, intravvedo uno scenario sociale basato sull'altruismo e la fraternità, con tante casette ecologiche formanti dei villaggi improntati alla "saggezza" che  si  suddividono  intorno  ad  un'isola  centrale.

Una struttura comune che serve agli scambi, alle decisioni, alle feste... Davanti ad essa, si trova un grande giardino curato da persone dotate di particolare sensibilità verso le piante.

Altre si dedicano alla medicina olistica rivolta al mantenimento della salute sul piano energetico, a livello dei chakras e della propria missione animica.

Dei costruttori si occupano di progettare e di prendersi cura delle abitazioni individuali così come di quella comunitaria. Le dimore singole sono di piccole dimensioni:  una  ventina  di  metri  quadrati.

Degli insegnanti largiscono la conoscenza necessaria per lo sviluppo dei due emisferi del cervello: quello destro ‒ intuitivo e fantasioso, il sinistro ‒ analitico e razionale. Nessuna  dominante  deve prevalere  per  l'equilibrio  dell'essere  umano.

Altri individui dal forte potere creativo hanno il compito di produrre armonia attraverso i suoni, i canti, la pittura... l'arte in generale.




In questo genere di società, il denaro non ha più motivo di esistere. Tutto è al servizio degli altri. Ciascuno apporta i suoi doni e i propri talenti per il benessere della collettività che permette a tutti di esistere per sé e per mezzo di sé.

Qualora ognuno si comportasse così sulla Terra, non ci sarebbero più cupidigia, rancore ed odio.

All'inizio il denaro serviva per scambi equi... Ma è diventato poi fonte di potere. La nuova umanità deve poter andare oltre questo concetto se vuole essere altruista.

L'altruismo non è sottomissione. E non è nemmeno annientamento dell'individuo a favore del gruppo. È un donarsi al Tutto, certi che questo Tutto, a sua volta, non farà mancare nulla al singolo.

Questo avviene ovunque nell'Universo e sarà l'impronta energetica del nuovo mondo imperniato sul rispetto di ogni vita sull'intero pianeta.

Pensandoci bene, questo quadro rassomiglia a certi film di fantascienza che mostrano delle popolazioni plagiate e sottomesse, divise in caste. Tali spettacoli fanno venire i brividi alla schiena. La libertà è inesistente.

Per questo, chiarisco meglio il mio pensiero o sogno immaginifico. A differenza di queste fictions, non ci sono degli aguzzini al potere, ma dei "saggi", un po' alla maniera degli indiani d'America che presenziavano solo per guidare.




Si ha così il rispetto delle leggi umane e cosmiche, favorendo al massimo lo sviluppo dell'anima individuale.

Il sistema dei trasporti si è evoluto al punto da aver soppiantato per sempre gli antichi mezzi. Vetture, treni, aerei e navi non hanno più il loro posto perché la scienza si è messa al servizio dell'uomo. Il teletrasporto non è più una chimera e agevola la protezione ambientale.

Immaginate un mondo senza vie, senza autostrade, senza porti ed aeroporti... e l'umanità  che  veglia  sul  buon  andamento  della  natura.

In questa splendida energia di condivisione, l'Essere umano è pronto ad incontrare altre civiltà dell'Universo. La paura dell'ignoto è scomparsa e l'uomo percepisce gli influssi emanati da ogni creatura sapendo come comportarsi e, nel caso, difendersi da essi.

Non crede più che le armi di distruzione di massa lo proteggano. Ha compreso che gli ordigni mortali non sono la soluzione per salvaguardarsi dalle energie negative. Al contrario, essi le alimentano...

Ci sarebbe ancora tanto da dire su questo sogno, ma l'ideale sarebbe che ciascuno potesse cullarlo nel suo cuore per aiutarlo a fiorire nella nostra dimensione...

Ci auguriamo che l'anno 2016 e i seguenti possano contribuire alla nascita di un mondo più spirituale, più altruista e più sintonizzato con la Terra e l'Universo.

Sandrine Laroche




Traduzione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it


mercoledì 13 gennaio 2016

È Fatta! Il Papa a Capo dell'ONU delle Religioni!?



Danny Hahlbohm

Comunicato a Voi, Gentili Lettori

Per un motivo ancora sconosciuto, questo post che stavo sistemando, ha assunto la data di oggi 13 gennaio 2016 e non c'è stato verso, forse per mia incapacità, di riportarlo indietro nel tempo.

Dal momento che il "caso" non esiste, probabilmente c'è qualche ragione nascosta per la quale vi viene così straordinariamente ripresentato. 

Pertanto scusatemi, mentre ricordo a chi non l'avesse ancora visto o letto che l'ultimo articolo pubblicato l'altro ieri, è quello precedente a questo. Grazie.

È Fatta! Il Papa a Capo dell'ONU delle Religioni!?

Sebirblu, 9 settembre 2014

Recentemente, ci sono stati due importanti incontri a livello internazionale in Vaticano.

Il primo, al fine di pregare insieme per la Pace, tra il Papa, Shimon Peres, Abu Mazen e il Patriarca Bartolomeo I, ossia i rappresentanti delle quattro correnti religiose principali: cristiana, ebraica, mussulmana e cristiano-ortodossa.

Il secondo, con il leader israeliano che ha prospettato a Bergoglio di assumere la guida di un'inedita istituzione mondiale «l'ONU delle Religioni», che a suo avviso concilierebbe tutto e tutti.

Sembra, e non solo a me, che questa ulteriore mossa sullo scacchiere planetario porti sempre più alla realizzazione di ciò che è stato profetato da molti veggenti.

Tra questi, soprattutto Maria Valtorta famosa per la sua ponderosa Opera di 10 volumi: "Il Poema dell'Uomo Dio", poi corretto dalla Chiesa con un escamotage in: "Il Vangelo come mi è stato rivelato", al fine di prendere "prudentemente" le distanze dalla veridicità delle sue visioni.

Ed è proprio in base a tali visioni, relative ai tempi ultimi, che pubblico questo post dopo l'articolo concernente la visita e la richiesta fatta da Shimon Peres al Papa.




"Fondiamo l'ONU delle Religioni"

L'ex presidente israeliano ha proposto al Pontefice un organismo che raggruppi le principali confessioni e agisca come forza di interposizione nei conflitti.

Fulvio Scaglione, 4 settembre 2014

S. Peres: «In passato, la maggior parte delle guerre erano motivate dall'idea di nazione. Oggi, invece, le guerre vengono scatenate soprattutto con la scusa della religione.

Nello stesso tempo, però, se mi guardo intorno noto una cosa: forse per la prima volta nella storia, il Santo Padre è un leader rispettato come tale non solo da tante persone ma anche dalle più diverse religioni e dai loro esponenti.

Anzi: forse l'unico leader davvero rispettato. Per questo mi è venuta l'idea che ho proposto a Papa Francesco…».

In questa intervista, concessa in esclusiva a Famiglia Cristiana, Shimon Peres, 91 anni, protagonista della fondazione e poi della vita dello Stato di Israele di cui è stato presidente fino al 24 luglio di quest'anno, premio Nobel per la Pace nel 1994 insieme con Yitzhak Rabin e Yasser Arafat, illustra il progetto di cui ha fatto partecipe il Papa nell'incontro di stamattina in Vaticano.




S. Peres: «Oggi ci confrontiamo con centinaia, forse migliaia di movimenti terroristici che pretendono di uccidere in nome di Dio. È una guerra del tutto nuova rispetto a quelle del passato, sia nelle tecniche sia soprattutto nelle motivazioni.

Per opporci a questa deriva abbiamo l'Organizzazione delle Nazioni Unite. È un organismo politico ma non ha né gli eserciti che avevano le nazioni, né la convinzione che producono le religioni.

E lo si vede bene: quando l'ONU manda in Medio Oriente dei peace-keepers che vengono dalle Isole Fiji o dalle Filippine e questi vengono sequestrati dai terroristi, che può fare il segretario generale dell'ONU?

Una bella dichiarazione. Che non ha né la forza, né l'efficacia di una qualunque omelia del Papa, il quale nella sola piazza San Pietro raduna mezzo milione di persone.

E allora, preso atto che l'ONU ha fatto il suo tempo, quello che ci serve è un'Organizzazione delle Religioni Unite, un'ONU delle religioni.

Sarebbe il modo migliore per contrastare questi terroristi che uccidono in nome della fede, perché la maggioranza delle persone non è come loro, pratica la propria religione senza uccidere nessuno, senza nemmeno pensarci.

E ritengo che dovrebbe esserci anche una Carta delle Religioni Unite, esattamente come esiste la Carta dell'ONU.

La nuova Carta servirebbe a stabilire a nome di tutte le fedi che sgozzare la gente, o compiere eccidi di massa, come vediamo fare in queste settimane, non ha nulla a che vedere con la religione. È questo che ho proposto al Papa».

Giornalista: "Lei vedrebbe bene Papa Francesco alla guida delle Religioni Unite?"

S. Peres: «Sì, per i motivi che dicevo prima ed inoltre perché lui comunque vi ha già provato, invitando Abu Mazen, il Patriarca di Costantinopoli e me a pregare in Vaticano».



Shimon Peres,  il Patriarca Bartolomeo I,  il Pontefice  e  Abu Mazen

Giornalista: "Eppure c'è stato anche chi ha detto: a che serve pregare, quando c'è gente che uccide?"

S. Peres: «La gente che oggi più spesso spara, quasi sempre dice di farlo in nome di Dio. Quello che serve è appunto un'indiscutibile autorità morale che dica ad alta voce: "No, Dio non lo vuole e non lo permette". Bisogna assolutamente battersi contro questa strumentalizzazione del nome di Dio.

Chi può pensare che Dio sia un terrorista o un sostenitore del terrorismo? Vede, chi fa la domanda che dice lei, è uno che sottostima la forza dell'animo umano.

Non sono pochi quelli che fanno questo errore. Ma non dovremmo diventare cinici. L'uomo è ben lungi dall'essere solo un insieme di carne e sangue».




Il Papa a Capo dell'ONU delle Religioni?

La Bibbia dice (in Ap. 13, 118) che "La Bestia simile ad un agnello sarà al servizio della prima Bestia, e ne consoliderà il potere".

La prima Bestia che sale dal mare, con le sue onde irrequiete, rappresenta il dominio politico e mondano dell'insieme delle Nazioni che è espresso così bene dal Sionismo Massonico.

La seconda Bestia invece, che sale dalla terra, è il simbolo del potere religioso Gesuitico Massonico che perora la causa della prima e la sostiene.

Dunque, colui che nell'Apocalisse riceve il titolo di falso Profeta, sarà probabilmente un usurpatore del Trono pontificio, un usurpatore che si vestirà da Papa.

Durante il suo mandato, la presenza della sua figura sul Trono pontificio offrirà l'illusione di una presenza papale, ma la Cattedra di S. Pietro sarà vacante a causa dell'illegalità di tale presenza.

È impressionante come tale profezia di Don Gobbi nel 1989 rispecchi esattamente la realtà che stiamo vivendo dopo le "dimissioni" di Papa Ratzinger, che coincidono anche con quelle espresse da Caterina Emmerick.

Ma è la Valtorta nei suoi «Quaderni del '43 e del '45» a sorprenderci particolarmente con gli scritti a lei dettati da Gesù stesso:



Maria Valtorta  1897 - 1961

«Ché se poi, nonostante ogni mezzo, la Giustizia avesse a perire e – trascinati sempre più da Satana – dominatori e dominati, per mimetismo malefico, si staccassero sempre più da Dio, allora leverò la Luce e la Verità.

E ciò avverrà quando anche nella Mia dimora – la Chiesa – vi saranno troppi che, per umano interesse e per debolezza indegna, saranno fra i dominati dai seminatori del Male nelle loro diverse dottrine.

Allora conoscerete il Pastore che non si cura delle pecore abbandonate, il Pastore idolo di cui parla Zaccaria».

"Perché, ecco, io susciterò nel paese un Pastore che non si curerà delle pecore che periscono, non cercherà le disperse, non guarirà quelle ferite, non nutrirà le sane, ma mangerà la carne delle grasse, e strapperà loro perfino le unghie. Guai al Pastore stolto che abbandona il gregge!" (Zc. 11,  1617; ndr).

E il messaggio prosegue:

«Ricorda l'Apocalisse di Giovanni. Ricorda il Dragone: il Male generatore dell'Anticristo futuro, il quale ne prepara il regno non solo sconvolgendo le coscienze ma travolgendo nelle sue spire la terza parte delle stelle e facendo degli astri fango. (I consacrati in genere; ndr).

Quando questa demoniaca vendemmia avverrà nella Corte di Cristo, fra i grandi della Sua Chiesa, allora, nella Luce resa appena bagliore e conservata come unica lampada nei cuori dei fedeli a Lui – perché la Luce non può morire Io l'ho promesso, e la Chiesa (quella mistica; ndr), anche nei periodi di orrore, ne conserverà quel tanto atto a tornare splendore dopo la prova – allora verrà il Pastore idolo (che è il falso papa, l'impostore per eccellenza, il "papa-fantoccio"), il quale sarà e starà dove vorranno i suoi padroni.

Chi ha orecchie per intendere, intenda. Per i vivi di quel tempo sarà un bene la morte». (Quaderni del '43 pagg. 644 – 645).



«
L'Ultimo Pastore» di Manuel Moschini

E Gesù ne specifica alla veggente anche l'aspetto:

«Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano, ma un astro di una sfera soprannaturale il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l'umiltà, l'ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell'oro dopo l'evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.

Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l'Oscuro. L'Anticristo, per superbia di un'ora, diverrà il maledetto e l'oscuro dopo essere stato un astro del Mio Esercito.

A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della Mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l'aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell'abisso perché lo apra.



Danny Hahlbohm

Ma lo apra del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, in modo che da loro stessi lo invochino Re, e corrano al seguito dell'Anticristo, l'unico che potrà spalancare le porte dell'abisso per farne uscire il Padrone stesso.

Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni potere, e specie ogni potestà di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo.

Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana, e cercherà altri soccorsi nei nemici del Cristo, i quali, saturi di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare angoscia nelle folle, lo aiuteranno finché Dio non dirà il Suo "Basta" e li incenerirà col fulgore del Suo aspetto». (Quaderni del '43 pagg. 147 – 148).

«In verità l'Avversario sta già iniziando il suo lavoro di distruzione della terza parte delle stelle del cielo. La Mia Chiesa non sarà colpita che dalla Chiesa.

Ogni altro nemico sarà vinto da Me. Ma l'abominio nel suo seno Io non lo posso vincere perché sacra Mi è la libertà d'arbitrio di ogni uomo». (Tratto dai Quadernetti, del '48.18, che troverete QUI; ndr).




Conclusione

Come vediamo, nonostante lo scetticismo e l'indifferenza dei più, il progetto escatologico si sta compiendo sotto i nostri occhi, in prevalenza beatamente chiusi.

Ma la cosa peggiore è che pure le "orecchie" d'anima di tutti coloro che si professano "credenti" rimangono ostinatamente sorde, vale a dire con il rifiuto di prestare ascolto persino davanti all'evidenza dei fatti!

Possiamo soltanto pregare e sperare, e mi rivolgo ai Veri Risvegliati, che arrivi presto il tanto sospirato "Avvertimento" ad Opera dello Spirito di Sapienza, affinché tutti, ma proprio tutti, prendano coscienza della singola situazione interiore e seppur nell'enorme choc di vedersi come realmente sono, decidano da che parte stare: o con Dio o contro di Lui, schierandosi quindi con l'Avversario.

Nota: per ulteriori spiegazioni sull'Avvertimento, leggere QUI e QUI.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte dell'articolo: famigliacristiana.it

lunedì 11 gennaio 2016

L'Immortalità dell'Anima e l'Apatia nella Ricerca


Le tre Parche o Moire: Clotho, Lachesis ed Atropos di John Strudwick

Sebirblu, 11 gennaio 2016

In questo nuovo anno, gentili Lettori, vi propongo un brano tratto da "I Pensieri" di Blaise Pascal che molti... molti anni fa mi colpì davvero. Ero ancora alle prime fasi della "ricerca", che poi avrebbe cambiato meravigliosamente la mia vita...

Per conoscere meglio questo straordinario personaggio vi consiglio di leggere QUI.

Spero che queste riflessioni dell'autore possano essere utili a coloro che, nella imminenza della grande Trasformazione, ormai in corso, continuano ad indugiare sonnecchiando,  senza  decidersi  per  un  definitivo  e  profondo  Risveglio  spirituale.


"L'Anima umana" di Luis Ricardo Falero

L'Immortalità dell'Anima 

L'immortalità dell'anima è cosa che ci coinvolge così da vicino e che ci riguarda così profondamente, che bisogna proprio aver perduto ogni sensibilità per rimanere nell'indifferenza di saperne qualcosa.

Tutte le nostre azioni e i nostri pensieri devono prendere vie così diverse, a seconda che ci siano da sperare dei beni eterni oppure no, che è impossibile fare un passo con accortezza e con giudizio senza misurarlo con la visione di questo punto che deve essere il nostro fine estremo.

Quindi il nostro primo interesse, così come il nostro primo dovere, dovrebbe essere quello di informarci bene su questo argomento da cui dipende la nostra condotta.

Ed è per questo che, tra quanti non ne sono convinti, faccio un'enorme differenza fra coloro che si affaticano con tutte le loro forze per istruirsi e quelli che vivono senza preoccuparsene e senza pensarci.

Posso avere solo compassione per coloro che gemono sinceramente in questo dubbio, che lo considerano come la peggiore delle sventure e che, non risparmiando nulla per dissolverlo, fanno di questa ricerca la loro principale e più seria occupazione.




Ma, quanto a coloro che trascorrono la vita senza riflettere al suo termine ultimo e che, per il motivo di non trovare in sé stessi i lumi che convincano la loro mente a ciò, trascurano di cercarli altrove, di esaminare a fondo se tale opinione sia riconducibile alla semplice credulità popolare o a quelle ragioni che, sebbene oscure per se stesse, hanno però un fondamento ben solido e incrollabile, io li considero in modo del tutto diverso.

Questa negligenza in una questione che riguarda loro stessi, la loro eternità, il loro tutto, mi irrita molto piuttosto che impietosirmi; mi stupisce e mi spaventa; è qualcosa di terrificante per me. Non parlo così per un pio zelo di devozione spirituale...

Al contrario: intendo dire che è necessario avere questo sentire per un principio di interesse umano e di amor proprio, non basandosi unicamente su quello che vedono le persone meno illuminate.

Non occorre avere un'anima molto elevata per capire che quaggiù non esiste alcuna soddisfazione veritiera e duratura, che tutti i nostri piaceri sono soltanto vanità, i nostri mali innumerevoli, e che la morte infine, minacciosa in ogni momento, ci metterà in pochi anni nell'ineluttabile circostanza di essere per sempre o annientati o infelici.

Non c'è nulla di più reale e terribile di questo. Facciamo gli spavaldi finché vogliamo: ecco la fine riservata alla più bella vita del mondo.

Ci si rifletta un poco sopra e poi si deduca se non è indubitabile che vi sia un altro bene in questa vita al di fuori della speranza in un'altra esistenza migliore e che si sarà felici se non in misura dell'avvicinamento ad essa.


Gustave Doré 

Come non ci sarà più infelicità per coloro che avranno ottenuto una piena sicurezza nella continuità della vita, così non esisterà alcun conforto per coloro che non ne hanno la minima idea.

È dunque certamente un gran male trovarsi in questo dubbio, ma si impone almeno il dovere indispensabile di cercare, quando si è in tale situazione. Perciò colui che dubita, e non cerca, è nello stesso tempo assai infelice ed ingiusto.

E se rimanesse tranquillo e soddisfatto per questo, sino a dichiararlo apertamente e mostrando pure gioia e vanità, allora non trovo termini adatti per una così bizzarra creatura.

Come si possono nutrire certi sentimenti? Che motivo di gioia se ne trae dall'aspettarsi solo miserie senza scampo? Quale senso di vanità si può avere nel trovarsi in oscurità impenetrabili? E come è possibile una simile logica in un uomo ragionevole?:

«Non so chi mi abbia messo al mondo, né che cos'è il mondo, né chi sono io; mi trovo in un'ignoranza terribile di tutte le cose; ignoro cosa siano il mio corpo, i sensi, l'anima e questa parte di me che pensa quel che dico, riflette su tutto e su se stessa e non si conosce per niente.

Vedo quegli spaventevoli spazi dell'Universo che mi rinserrano, e mi trovo segregato in un angolo di questa vasta distesa, senza sapere perché mi trovo qui invece che in un altro luogo; né perché il poco tempo che mi è dato di vivere lo trascorro adesso, piuttosto che in un altro momento di tutta l'eternità che mi ha preceduto e che mi seguirà.




Vedo soltanto aspetti dell'Infinito, ovunque, che mi inghiottono come un atomo, simile ad un'ombra che dura un istante e non ritorna. Tutto quello che so è che devo presto morire; ma quello che ignoro di più è questa morte stessa che non potrei evitare.

Come non conosco da dove vengo, neppure so dove vado; so soltanto che, uscendo da questo mondo, piomberò per sempre o nel nulla o nelle mani di un Dio irritato, senza sapere quale di queste due condizioni mi toccherà in eterno.

Ecco il mio stato, pieno di miseria, di debolezza e di oscurità. E da tutto ciò concludo che devo dunque passare tutti i giorni della mia vita non considerando quello che mi deve accadere, seguendo soltanto le mie inclinazioni senza pensieri, né inquietudine.

Forse potrei trovare un po' di chiarezza ai miei dubbi; ma non ho alcuna voglia di interessarmene, né fare un passo per cercarla, anzi... tratterò con sarcasmo e disprezzo coloro che si adopreranno per saperne di più.

Voglio andare senza previdenza e senza timore verso un così grande evento, lasciandomi passivamente condurre verso la morte mantenendo l'incertezza nella mia condizione futura.»

Chi vorrebbe avere per amico uno che parlasse in questo modo? Chi lo sceglierebbe tra tanti per comunicargli i propri segreti? Chi ricorrerebbe a lui nelle afflizioni? Ed infine, a quale uso della vita lo si potrebbe destinare?

A dire il vero, è un onore per la religione avere come nemici uomini così irragionevoli; e la loro opposizione è così poco pericolosa che essa se ne serve addirittura per confermare le sue verità.

Perché la fede cristiana non mira quasi ad altro che a stabilire queste due cose: la corruzione della natura umana e la redenzione offerta da Gesù Cristo.

Orbene, se costoro non servono a mostrare la Verità della redenzione con la santità dei loro costumi, risultano meravigliosamente utili, almeno, a mostrare la corruzione della natura con i propri sentimenti così scriteriati.


"Il traghettamento di Caronte" di Alexander Litovchenko

Niente è così importante per l'essere umano quanto il suo stato; nulla è così temibile quanto la sua sorte. E quindi, non è affatto normale che si trovino degli uomini indifferenti al loro futuro e al pericolo di un'infinità di miserie.

Essi però si comportano ben diversamente nei riguardi di altre situazioni: hanno timore perfino delle cose più insignificanti, le prevedono, le sentono...

E il medesimo uomo che passa tanti giorni e tante notti nella rabbia e nella disperazione per la perdita di un posto di lavoro o per qualche offesa immaginaria al proprio onore, è lo stesso che sa di perdere tutto con la morte, e vi pensa tuttavia senza preoccuparsene, senza agitarsi... né avendo alcuna minima emozione.

Questo profondo disinteresse alle cose più essenziali, in un cuore sensibile nello stesso tempo a tutte le altre di minore importanza, è mostruoso... è un incantesimo insondabile, un assopimento innaturale... indizio di una forza potente che lo produce.

Ci deve essere uno strano sovvertimento nella natura umana per compiacersi di essere in questo stato, in cui pare incredibile che si possa trovare anche una sola persona.

Nondimeno, l'esperienza ce ne fa scorgere un così gran numero che il fatto sarebbe sorprendente se non sapessimo che la maggior parte di loro si comporta così per non sfigurare e lo fa solamente per imitare gli altri.

Lascino dunque costoro tali comportamenti a quelli che sono molto più induriti per esserne capaci e siano almeno onesti con sé stessi, riconoscendo infine che esistono soltanto due categorie di persone che possono dirsi ragionevoli:

‒ quelle che servono Dio con tutto il cuore perché Lo conoscono e quelle che lo cercano con tutto il cuore perché Non Lo conoscono.

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Tratto dal libro: "I Pensieri" di Blaise Pascal