Jorge Mario Bergoglio... il Pifferaio magico... |
Sebirblu, 13 aprile 2023
Ripropongo, a distanza di cinque anni, questo articolo perché nel post di tre giorni fa QUI ho menzionato l'episodio della disputa di Gesù giovanetto con i Dottori della legge, che Bergoglio ha definito "scappatella" infantile. Qui, ne descrivo i particolari con la corretta interpretazione.
Ciò che sta accadendo alla "Barca
di Pietro", sotto la guida indegna del "Nocchiero" che
ne tiene in mano il timone, viene incredibilmente accolto e condiviso
da gran parte dell'umanità perché mai fino ad ora, e in modo così
evidente, essa ha trovato chi la giustifichi e la assolva da
qualunque suo comportamento libertino e licenzioso.
Il terreno di coltura preparato ad arte
dal Maligno sin dalle "innovazioni" del Concilio Vaticano
II con l'infiltrazione della Massoneria ecclesiastica nel cuore della
Chiesa Cattolica (ved. QUI, QUI, QUI e QUI), ha fatto in modo che il popolo dei
"fedeli" le assimilasse poco a poco come miglioria
necessaria, mentre a piccole dosi l'antico Serpente inoculava il suo
veleno nelle coscienze assopite e fidenti che tutto fosse legittimo e
santo.
Così le masse, adusate a seguire
pedissequamente l'insegnamento cristiano impartito loro dal Magistero
di Roma, senza sviluppare alcun senso critico personale e di
approfondimento spontaneo della Sacra Scrittura, si sono ritrovate
completamente sprovviste di difese e suscettibili di inganno davanti
agli sproloqui vergognosi del "Falso Profeta" assiso oggi
in Vaticano.
Questi, dal quel lontano 13 marzo 2013
‒ giorno in cui fu invalidamente eletto con l'aiuto della
cosiddetta "Mafia di San Gallo" (ved. QUI), non ha cessato
di diffonderli "urbi et orbi" come fossero "Vangelo"
(e mai termine fu più appropriato di questo) fuorviando gli
sprovveduti e gli ignoranti e sospingendo la gran parte dei
consacrati nel mondo o allo sconcerto silenzioso (ipocrisia), o
all'accettazione supina per questioni di interesse, oppure al timore
(fondato) di essere perseguiti.
Il 28 marzo 2017, durante la Messa
celebrata a Casa Santa Marta dove risiede, il "Vescovo venuto
dalla fine del mondo" come da lui stesso asserito, ha spiegato
il brano evangelico dell'uomo paralizzato da 38 anni (che cercava di
bagnarsi nella piscina di Gerusalemme, ma non ci riusciva perché
tutti gli passavano avanti; ved. Gv. 5, 5-14) e la sua guarigione ad
opera di Gesù.
Della piscina probatica si narrava che
quando scendeva un angelo e agitava le acque, chi s'immergeva veniva
guarito. Gesù, afferma Bergoglio, vedendo il paralitico, gli chiede:
«Vuoi guarire?». «È bello ‒ sottolinea il "papa" ‒
Gesù sempre dice questo a noi: "Vuoi guarire? Vuoi essere
felice? Vuoi migliorare la tua vita? Vuoi essere pieno dello Spirito
Santo? Vuoi guarire?", quella parola di Gesù...
Tutti gli altri che erano lì, infermi,
ciechi, zoppi, paralitici avrebbero detto: "Sì, Signore, sì!".
Ma questo è un uomo strano, gli rispose: "Signore, non ho
nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita, mentre
infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me"...
La risposta è una lamentela: "Ma
guarda, Signore, quanto brutta, quanto ingiusta è stata la vita con
me. Tutti gli altri possono andare e guarire... ed io è da 38 anni
che cerco ma"...».
Quest'uomo, osserva il "papa", era come l'albero piantato lungo i corsi d'acqua, di cui parla il
primo Salmo, «ma aveva le radici secche» e «quelle radici non
arrivavano all'acqua, non poteva prendere la salute dall'acqua»:
«Questo si capisce dal suo atteggiamento, dalle lamentele e anche
sempre cercando di dare la colpa all'altro».
«Gesù ‒ rimarca Bergoglio ‒ non
lo rimprovera, ma gli ingiunge: "Alzati, prendi la tua barella e
cammina". Il paralitico guarisce, ma poiché era sabato, i
dottori della Legge gli dicono che non gli è lecito portare il
lettuccio e gli chiedono chi l'abbia guarito in quel giorno: "Va
contro il codice, non è di Dio quell'uomo"».
Il paralitico, commenta il "Falso
Profeta", non aveva neanche detto grazie a Gesù, non gli aveva
chiesto nemmeno il nome: «Si è alzato con quell'accidia» che fa
«vivere perché è gratis l'ossigeno», fa «vivere sempre guardando
gli altri che sono più felici di me» e si è «nella tristezza»,
si dimentica la gioia.
«L'accidia ‒ aggiunge ancora ‒ è
un peccato che paralizza, ci fa paralitici. Non ci lascia camminare.
Anche oggi il Signore guarda ognuno di noi, tutti abbiamo peccati,
tutti siamo peccatori ma guardando questo peccato» dice ad ognuno:
«Alzati». [...]
Ora, verifichiamo il testo:
«Si trovava là un uomo che da
trentotto anni era malato. Gesù vedendolo disteso e, sapendo che da
molto tempo stava così, gli chiese: "Vuoi guarire?". Gli
rispose il malato: "Signore, io non ho nessuno che mi immerga
nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per
andarvi, qualche altro scende prima di me".
Gesù gli disse: "Alzati, prendi
il tuo lettuccio e cammina". E sull'istante quell'uomo guarì e,
presa la barella, cominciò a camminare. Quel giorno però era un
sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo guarito: "È sabato e
non ti è lecito prender su il tuo lettuccio". Ma egli rispose
loro: Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi il tuo
lettuccio e cammina".
Gli chiesero allora: "Chi è stato
a dirti: Prendi il tuo lettuccio e cammina?". Ma colui che era
stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato,
essendoci folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel Tempio e
gli disse: "Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non
ti abbia ad accadere qualcosa di peggio."»
Nathan Green |
Bene, innanzitutto bisogna sapere che nei Vangeli questo è l'unico caso in cui la guarigione viene elargita senza essere stata richiesta, e ciò stride all'istante con la banalizzazione effettuata da Bergoglio nell'aggiungere: «Sempre Gesù dice a noi: "Vuoi guarire? Vuoi essere felice?..."».
Affinché possa succedere questo
infatti, come intervento provvidenziale, bisogna avere tutte le
"carte" in regola (ved. QUI). Solo allora la Legge divina
dona il suo aiuto con una "prontezza matematica" e con una
dolcezza ineguagliabile, ma soltanto quando si è in condizioni di
meritarla!
Il legame fra l'Eterno e l'umanità è
perenne e dunque Egli sa discernere fra essa chi ha veramente fede e
chi non l'ha. Lo storpio non poteva operare perché la sua infermità
glielo impediva, ma non si ribellava, anzi emanava il suo pensiero
per incoraggiare gli altri a mantenere ferma la speranza in Dio.
Il Cristo vede quest'opera, la fede
dalla quale era germogliata e dona quello che non era stato
richiesto. Altro che "indolenza" ed "accidia"!
Come si può pensare che Egli sia intervenuto per "premiare"
con la guarigione un essere così indegno come viene dipinto dal Suo
falso "Vicario"? Tutto ciò è assolutamente obbrobrioso!
Ma il brano evangelico contiene un
altro importante insegnamento. Quando Gesù lo incontra poco dopo nel
Tempio gli dice: "Va, e non peccare più, affinché non ti
accada di peggio". L'espressione usata dal Cristo mostra con
chiarezza il rapporto esistente fra la malattia, ossia il cattivo
stato fisico, e il comportamento contrario alla Legge di Dio.
Nella Sacra Scrittura sono molti gli
esempi che ribadiscono questo concetto come, per esempio, quello
dell'adultera: "Neppure Io ti condanno; va, e non peccare
più...". Il diritto all'acquisizione della libertà da
qualsiasi affanno morale o fisico opprimente l'uomo, si può
raggiungere soltanto rientrando nella morigeratezza e nell'Ordine
voluto dall'Eterno, non nel caos, nel sopruso e nella trasgressione.
Ma tornando all'argomento centrale
intrapreso, emerge in tutta evidenza come sia fuorviante la
"catechesi" fatta da Bergoglio, purtroppo non unica, in
oltre dieci anni di reggenza così tragica e discutibile.
Il 27 dicembre 2015, il "papa",
nella Basilica Vaticana per la festa solenne della Sacra Famiglia,
riferendosi all'episodio in cui Gesù fanciullo fu ritrovato al
Tempio coi dottori, ha esordito:
«Conosciamo che cosa Gesù aveva fatto
quella volta. Invece di tornare a casa con i suoi, si era fermato a
Gerusalemme nel Tempio, provocando una grande pena a Maria e a
Giuseppe che non lo trovavano più.
Per questa sua "scappatella", probabilmente anche Gesù dovette chiedere scusa ai suoi genitori. Il
Vangelo non lo dice, ma credo che possiamo supporlo. La domanda di
Sua Madre, d'altronde, manifesta un certo rimprovero, rendendo evidente
la preoccupazione e l'angoscia sua e di Giuseppe.
Tornando a casa, Gesù si è stretto
certamente a loro, per dimostrare tutto il suo affetto e la sua
obbedienza. Fanno parte del pellegrinaggio della famiglia anche
questi momenti che con il Signore si trasformano in opportunità di
crescita, in occasione di chiedere perdono e di riceverlo, di
dimostrare l'amore e l'obbedienza».
Ed ecco il brano evangelico riferentesi
a Luca 2,41 menzionato dal "papa":
«Ora, i suoi genitori si recavano
tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe
dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i
giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il
Fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne
accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una
giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i
conoscenti, ma non avendolo trovato, tornarono in cerca di Lui a
Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo
ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che
l'udivano erano pieni di stupore per la Sua intelligenza e le Sue
risposte.
Al vederlo restarono stupiti e sua
madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo
padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose: "Perché
Mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle faccende del Padre
Mio?" Ma essi non compresero le Sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a
Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose
nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a
Dio e agli uomini»
"Gesù al Tempio tra i Dottori della Legge" di James Seward |
Dunque, secondo Bergoglio, il Piccolo Gesù avrebbe compiuto una "scappatella" chiedendo addirittura scusa ai genitori, e contraddicendo in pieno sia il primo articolo del Decalogo: "Io Sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all'infuori di Me", sia il medesimo Suo insegnamento riportato in Mt. 10,35: "Chi ama il padre o la madre più di Me, non è degno di Me..."
Riflettiamo. Questo Fanciullo, privo di
ogni sostegno, di ogni collaborazione, ma depositario di quella
Verità che da Lui stesso si dipartiva, si allontana dalla famiglia e
per tre giorni resta al Tempio a discutere.
Egli, contro i giganti della Chiesa
pronti a schiacciarLo; Egli, Fanciullo inerme, ha la forza e la
capacità di ribadire e distruggere i concetti e i preconcetti dei
Sacerdoti, ponendo le basi indistruttibili della Nuova Legge.
È una manifestazione di Potenza e non
la sfida all'umanità come fatto umano, inusuale per la Sua età, ma
la sfida alla tenebra, all'ignoranza, all'ingordigia, al sopruso.
Egli osa ciò che nessuno avrebbe osato fare!
E quando, come risulta dai testi
antichi, affannosamente viene ritrovato dai Suoi, guarda Sua Madre e
chiede: "Che vuoi Tu Donna da Me?" non "Madre"
(esattamente come Le si sarebbe rivolto poi alle Nozze di Cana e ai
piedi della Croce, con il mandato a Lei e a Giovanni), stabilendo
inequivocabilmente la Sua Personalità divina rispetto alla natura
umana (seppur angelica; ved. QUI e QUI) di "Maria" che, tra
l'altro, sapeva quale sarebbe stato il Compito di suo Figlio dal
tempo della profezia del vecchio Simeone. (Lc. 2, 34-35).
I giganti, perciò, non erano i
Sacerdoti, ma il Cristo Bambino, mentre essi erano i pigmei! Altro
che "scappatella", "scuse" e "rimprovero",
scaturiti dalla mente contorta di questo "pseudo-pontefice"
scelto ed introdotto apposta (cfr. QUI e QUI) come "cavallo
di Troia", per distruggere la Chiesa Cattolica dal suo interno.
E per finire, ecco un altro "exploit" o meglio un "affondo" verso la Vergine SS. che non gli è per nulla congeniale... guarda caso! (Cfr. QUI, QUI e QUI).
Lo stesso anno in cui fu eletto, il 20
dicembre 2013, egli si distinse subito per la sua "squisita
considerazione" e "conoscenza teologica" riguardante
la Madre di Gesù. Nell'omelia tenuta a Casa Santa Marta, infatti,
egli ha avuto il "coraggio" di dire:
«Il Vangelo non ci dice nulla: se (la
Madonna) ha detto una parola o no... Era silenziosa, ma dentro il suo
cuore, quante cose diceva al Signore! "Tu, quel giorno –
questo è ciò che abbiamo letto – mi hai detto che sarà grande;
tu mi hai detto che gli avresti dato il Trono di Davide, suo padre,
che avrebbe regnato per sempre e adesso lo vedo lì!".
La Madonna era umana! E forse aveva voglia di dire: "Bugie! Sono stata ingannata!": Giovanni
Paolo II diceva questo, parlando della Madonna in quel momento. Ma
Lei, col silenzio, ha coperto il mistero che non capiva e con questo
silenzio ha lasciato che questo mistero potesse crescere e fiorire
nella speranza»
Ora, a confronto, due brani della Sacra
Scrittura:
«Allora Maria disse: Eccomi, sono la
serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc. 1,38).
E ancora: «Simeone li benedisse e
parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la
risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché
siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada
trafiggerà l'anima."» (Lc. 2, 34-35).
Anche il Catechismo della Chiesa
Cattolica, che Papa Giovanni Paolo II scrisse insieme a Ratzinger,
risulta dire esattamente il contrario:
Maria ‒ «Beata colei che ha creduto»
Par. 149: «Durante tutta la sua vita,
e fino all'ultima prova, quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce,
la sua fede non ha mai vacillato. Maria non ha cessato di credere
"nell'adempimento" della parola di Dio. Ecco perché la
Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede.»
E il Papa San Pio X, nell'Enciclica "Ad
diem illum" del 2-2-1904, per il 50° anno del dogma
dell'Immacolata Concezione ha scritto:
«Tutta la vita di Maria porta la
radiosa impronta di queste virtù [la fede, la speranza e la carità,
ndr] in tutte le sue fasi; ma esse raggiunsero il più alto grado di
splendore nel tempo in cui ella assistette il Figlio suo morente.
Gesù è crocifisso e gli si rimprovera
maledicendoLo di essersi fatto Figlio di Dio (Gv. 19,7). Maria con
ferma costanza riconosce ed adora in Lui la Divinità. Lo depone,
dopo morto, nel sepolcro, senza dubitare un attimo della Sua
Risurrezione.»
L'altissima Missione di Maria, la tutta pura, la piena di grazia, la Madre di Dio, Colei che con il Suo "Sì" ha dato inizio al Mistero di Redenzione e per sempre si è abbandonata alla volontà del Padre, Colei che ben sapeva che una spada le avrebbe trafitto l'anima, come suddetto, non può essere banalizzata, umanizzata e svuotata della sua essenza.
Ella è l'esempio perfetto di
ubbidienza amorevole e di abbandono incondizionato e totale alla
Volontà suprema, come testimoniano le parole da Lei pronunciate
nell'annunciazione ‒"Eccomi, sono la serva del Signore:
avvenga di me quello che hai detto" ‒ e nel Magnificat ‒
"Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente".
Come si permette Bergoglio di insinuare
il dubbio che la Madonna sia stata ingannata dall'Eterno? E ancora,
quale "spirito" gli ha suggerito tale riflessione non
avente alcun fondamento né all'interno della Sacra Scrittura, né in
coloro che nella storia hanno contribuito a far comprendere e a far
vivere, assimilandolo, il sublime Mistero della Vita di Maria?
Conclusione
Con questi tre esempi, per ora mi fermo qui, ma mi riservo, per coloro che ancora insistono a voler mantenere caparbiamente gli occhi chiusi, illudendosi che questo pontificato sia uno dei più straordinari per l'umanità, di tentare almeno, attraverso il confronto con le Sacre Scritture, di far chiarezza su come le cose siano diverse da ciò che appaiono.
Sebirblu.blogspot.it
Brevi spunti presi da: lastampa.it e difendiamolaverita.it
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