martedì 18 novembre 2014

CLAMOROSO! Commando ruba L'ARCA SACRA in Etiopia!




Sebirblu, 15 novembre 2014

Era prevedibile, gentili Lettori, che prima o poi avremmo sentito parlare dell'Arca dell'Alleanza, visto che per la costruzione del terzo Tempio di Gerusalemme è assolutamente  indispensabile.  (Leggere QUI)

Questa notizia, dunque, sancisce ancor più il precipitare dei tempi e l'avverarsi inesorabile del disegno sionista che stiamo vivendo.

ATTENZIONE! è necessario precisare che a tutt'oggi (7 novembre 2018) tale notizia non è mai stata confermata, né riportata da nessun organo di stampa.

Si è saputo che il sito di provenienza non è molto affidabile, quindi, non v'è certezza assoluta dell'accaduto. Ho avvertito di questo anche QUI, dato che l'articolo parla ampiamente dell'Etiopia.



Il Patriarca della Chiesa Etiope Tewahedo, l'Abuna Mathias 

 Denunciato il furto dell'Arca dell'Alleanza
 dalle Autorità della Chiesa Copta

Etiopia: Aksum, 11 novembre 2014

Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Tewahedo, Sua Santità Abuna Mathias, ha annunciato questa mattina che il tesoro biblico più pregiato al mondo, l'Arca dell'Alleanza, è stato sottratto e asportato ieri sera dai sotterranei della Chiesa di Nostra Signora Maria di Sion.

I guardiani dell'Urna Antica sarebbero stati indotti al sonno con l'uso di armi chimiche, prima che i ladri entrassero nella cripta per rubare il prezioso oggetto sacro.

L'operazione criminale, come riportato, sarebbe stata eseguita per mezzo di un gruppo costituito da un minimo di dodici fino a sedici professionisti altamente qualificati che è giunto a bordo di due elicotteri militari neri.

I velivoli sono atterrati a meno di 500 metri di distanza dal loro obbiettivo e si presume che siano arrivati da Oriente.

Gli uomini indossavano uniformi nere di stile militare e sembravano muoversi come un'unità ben coordinata dell'esercito. Erano dotati di apparecchiature per la visione notturna e armati con armi di grosso calibro che davano loro un vantaggio incredibile rispetto alle forze di sicurezza locali.

Infatti, la protezione dell'Arca era stata lasciata ad un gruppo di volontari non addestrati, dal momento che l'antica struttura sacra avrebbe dovuto proteggere se stessa da persone con intenzioni impure. Per questo motivo la Chiesa non ha ritenuto di applicare una maggiore sicurezza.

Così, le undici guardie e i volontari armati di Kalašnikov presenti sul luogo per difendere l'Arca sono stati neutralizzati dai criminali con alcune granate ad alta tecnologia, che hanno rilasciato un tipo di gas soporifero raro a base di oppio.

Poi, i predatori si sono dedicati ad un lavoro molto faticoso, utilizzando martelli pneumatici ed esplosivi per allargare i corridoi in diversi cunicoli all'interno delle catacombe conducenti all'Arca, per poter rimuovere la grande cassa dalla sua volta sotterranea.

L'intera operazione è stata portata a termine in meno di un'ora, un tempo incredibilmente breve considerando il numero di ostacoli da superare. Questa incredibile efficienza suggerisce che i ladri si fossero ripetutamente esercitati, preparandosi con cura alla gravissima sottrazione.

Sul luogo questa mattina, sono rimasti visibili soltanto pochi segni del reato ma un'enormità di danni è stata riportata all'interno delle catacombe sotto l'edificio.

Da lungo tempo la Chiesa ortodossa etiope afferma di detenere l'Arca dell'Alleanza, ma solo da pochi anni si è venuto a sapere che è conservata in una cappella della piccola città di Axum, negli altopiani settentrionali del paese.



Axum: Chiesa di Santa Maria di Sion, dov'era custodita l'Arca dell'Alleanza. 

Il Clero locale sostiene pure che il suo arrivo in Etiopia risale a quasi 3.000 anni fa, e che è stata custodita da una sequela di monaci vergini ai quali, una volta ricevuta l'Unzione, è fatto divieto di uscire all'esterno della Chiesa fino alla loro dipartita.

A nessuno, tranne ai guardiani, è stato mai permesso di vedere l'Arca, nemmeno al Patriarca in persona.

La storia relativa è raccontata nel Kebra Negast (in lingua Ge'ez, Gloria dei Re), che racconta la cronaca dell'avvicendarsi in Etiopia della sua stirpe regale. (Che troverete di seguito ampiamente descritta in un interessante articolo di Enrico Baccarini; ndt).

La scomparsa dell'Arca è certamente una notizia drammatica per la Chiesa Ortodossa Etiope, dato che parecchio del suo prestigio è derivato dal possesso della reliquia e molti dei suoi rituali sono stati incentrati su di essa.

Il Patriarca, Sua Santità Abuna Mathias, era visibilmente emozionato quando ha fatto l'annuncio ai molti giornalisti e ai fedeli presenti alla conferenza stampa, che sono scoppiati in lacrime nel momento in cui hanno ricevuto la notizia.



L'antico libro sacro agli Etiopi, il Kebra Negast

L'Arca in Etiopia

Nel 1992 lo scrittore Graham Hancock diede alle stampe un testo estremamente sconcertante in cui, dopo anni di ricerche ed indagini sul campo, fece conoscere al mondo occidentale una tradizione etiope cui pochi sembravano aver riservato il dovuto interesse.

Diventato ben presto un best seller internazionale, il volume di Hancock si basava su una credenza etiope molto antica e codificata all'interno di uno dei libri più sacri per questo popolo, il Kebra Negast.

Vi si narra di come l'Arca fosse stata trasportata da Gerusalemme in Etiopia dal figlio avuto segretamente tra la regina di Saba, Makeda, e re Salomone conosciuto come Menelik.

Il Kebra Nagast, fece la sua prima comparsa verso gli inizi del XIV secolo e narra di come Menelik avesse sottratto l'Arca dal Tempio di suo padre, favorito da un complotto religioso con alcuni ebrei ribelli.

L'approdo finale della Reliquia sarebbe stata la città di Axum ove nei secoli sarebbe stata custodita e dove sarebbe ancora oggi (se non fosse stata rubata; ndr), proprio nella chiesa di Santa Maria di Sion.

Gli ebrei etiopi, ovvero i falascià di Menelik, sarebbero così diventati gli eterni custodi del simbolo tangibile del Patto dell'Alleanza tra Dio e Mosè.




L'Arca dell'Alleanza e la Costruzione del Terzo Tempio

"L'antico tramando biblico veterotestamentario introduce, con la figura di Mosé, una delle tradizioni e delle vestigia più affascinanti che la storia umana abbia mai conosciuto, l'Arca dell'Alleanza.

Numerosi sono stati gli aggettivi con cui le tre principali religioni monoteistiche del nostro Pianeta hanno cercato di definire questo sacro contenitore; ricettacolo per sante reliquie, strumento di potenza divina, mezzo per parlare con Yahweh ma anche arma temibile in grado di scagliare fulmini e saette.

Tutte definizioni però che non rendono merito alla potenza e allo splendore che questo manufatto suscitò, e sembra ancora risvegliare, intorno a sé.

Attraverso l'aura misteriosa da esso promanata e le importanti valenze religiose e politiche ad esso attribuite, la casa regnante di Davide quanto la casta sacerdotale levitica furono in un certo senso legittimate nella loro storia, nelle loro conquiste e nel loro potere.

Simbolo della forza regale e della successione sacerdotale, l'Arca dell'Alleanza assunse entro il proprio mistero tutta la coscienza del popolo ebraico imprimendogli quella forza e quello slancio che gli consentirono di padroneggiare oltre mille anni di storia.

Sarà proprio quando questo misterioso emblema sembrerà scomparire dalla Città Santa che inizierà il lento declino del Popolo Eletto che vedrà la sua definitiva disfatta nella ignominiosa diaspora israelitica dei secoli successivi.

Da oltre duemila anni il mito dell'Arca è stato sostenuto da ogni tipo di informazione e leggenda concepibile dalla mente umana. Decine le sue peregrinazioni, centinaia i luoghi in cui sarebbe stata o parrebbe custodita.

Un filo comune sembra però legare questa sacra reliquia con il popolo di Israele e soprattutto con storie che nei secoli hanno segnato lo sviluppo dell'Umanità.

Il primo riferimento che compare nella Bibbia sull'Arca Santa si trova in Esodo 25:10-22 quando il Dio di Mosè (chiamato anche El Shaddai, il Dio Onnipotente) trasmise al Patriarca le "conoscenze" per la costruzione del sacro cofano.

"Farai un'Arca di legno d'acacia e la rivestirai d'oro puro. E dentro vi porrai la Testimonianza che io ti darò", queste le parole con cui il Signore Yahweh si rivolse a Mosé sul Sinai.




L'Arca venne costruita da Bezaleel, artigiano israelita, in legno di acacia (anche se generalmente nella versione dei Settanta si parla genericamente di "legno incorruttibile") e rivestita internamente ed esternamente di oro zecchino, il tutto seguendo i rigorosi dettami rivelati da Dio a Mosé.

Le sue dimensioni sono ancora oggi fonte di accese discussioni, in riferimento soprattutto ai differenti valori che si è dato all'unità di misura utilizzata, il cubito.

Considerando il valore standard che gli viene oggi attribuito, circa 46 cm, si può stimare che il sacro contenitore fosse di 113x68x68 cm. ma, essendo il cubito un'unità di misura estremamente variabile, si può supporre una dimensione massima di 140x84x84 cm.

In entrambi i casi esiste comunque un rapporto fondamentale fra l'altezza, la lunghezza e la larghezza che risulta essere sempre di 1:1,1666 ovvero, all'incirca, il valore della sezione aurea.

Dopo innumerevoli peregrinazioni e spostamenti, l'Arca venne definitivamente condotta da re David a Gerusalemme attorno al 968 a.C. e posta successivamente da Salomone, antecedentemente alla costruzione del Primo Tempio, all'interno del proprio palazzo reale.

Sarà proprio attraverso la figura e l'operato di questo sovrano illuminato ante litteram, che le ataviche credenze e gli antichi valori ebraici ritroveranno un rinnovato splendore.

L'Arca non costituì solo uno strumento di potere religioso e regale per l'ebraismo di un tempo ma venne impiegata anche come arma di fondamentale importanza nell'iniziale lotta israelitica contro le popolazioni autoctone dell'antica Terra promessa.

Essa si è trasformata quindi da sacro forziere a Simbolo del Popolo Eletto, a testimonianza della sua potenza e a monito per i suoi nemici.

L'Arca Santa, in un momento imprecisato della storia ebraica, sembrò però sparire dal suo antico luogo di riposo lasciando dietro di sé indizi minimi sulla sua destinazione finale.

In svariate occasioni, la storia ci racconta che il primo Tempio fu saccheggiato da popoli invasori e da nemici.




Gli egiziani, capeggiati dal faraone Soshena I, avevano esteso nel 925 a.C. le loro incursioni a Gerusalemme, come anche il re Gioas di Israele nel 797 a.C., mentre gli eserciti babilonesi e le armate caldee avevano depredato la città nel 621 a.C.

L'ultimo dato che ci viene fornito dalle tradizioni storiche ci permette di sapere che nel 516 a.C., periodo del prefetto Zorobabel, l'Arca era ormai scomparsa da diversi decenni.

Successivamente sarà la tradizione cabalistica ed esoterica che si innesterà all'interno dell'eterna sua ricerca, lasciando dietro di sé echi di un antico potere e di una conoscenza ritenuta perduta.

Gli stessi Cavalieri Templari effettuarono scavi sotto la spianata del Tempio, nel corso della loro prima permanenza a Gerusalemme, ricercando un antico segreto o forse proprio la stessa Arca.

Più recentemente i rabbini israeliani Shlomo Goren e Jehuda Ghez, durante un sopralluogo effettuato nel 1981 attraverso i tunnel sotterranei del Monte Moriah, affermarono di essere arrivati nelle vicinanze di una cripta in cui, secondo loro, avrebbe potuto essere conservata l'Arca.

Goren affermò: "Basterebbe scavare in corrispondenza della sua antica collocazione. Purtroppo però adesso in quella zona sorge la spianata delle moschee islamiche di Gerusalemme e le autorità religiose preferiscono evitare qualsiasi scavo archeologico per evitare attriti con i musulmani...".

Secoli di storia e decine di documenti ci narrano di come la stessa montagna fosse costellata da ricoveri segreti e volte inaccessibili fatte costruire appositamente per proteggere i sacri tesori del Tempio di Israele.

Maimonide (1135-1204) nella sua Mishneh Torah e Jehudah Ha Levi nel suo Khuzari narrano di come tali strutture fossero state volute direttamente da Salomone durante la costruzione del Tempio.

"Nel secondo Tempio - scrisse Jehudah Ha Levi - fu posta una pavimentazione di pietra nel luogo in cui doveva essere l'Arca, e fu celata dietro una cortina, poiché i sacerdoti sapevano che era stata sepolta in quel luogo".

Maimonide afferma invece che "C'era una pietra presso il muro occidentale del Santuario interno su cui era postata l'Arca. Davanti ad essa c'era l'Urna contenente le Tavole della Legge con i 10 Comandamenti, la manna ed il bastone di Aronne.




Quando costruì il Tempio, Salomone sapeva che sarebbe stato destinato alla distruzione, perciò predispose anche delle stanze segrete in cui l'Arca avrebbe potuto essere nascosta, in cunicoli profondi e tortuosi".

Come testimoniano le documentazioni, i locali si potrebbero trovare nei sotterranei dell'antico Tempio salomonico non ancora rinvenuti e utilizzati in tempo di guerra e di ostilità.

Recenti rilevazioni effettuate attraverso strumenti come il georadar hanno confermato questi resoconti storici identificando, ad esempio, nei pressi del cancello di Hulda, una grande camera sotterranea artificiale mai scoperta e conosciuta prima.

Attualmente, purtroppo, l'eterno conflitto fra israeliani e palestinesi, associato a prescrizioni millenarie di tipo religioso, impediscono scavi o rilievi archeologici in loco.

L'Arca era uno strumento tanto potente e tanto enigmatico da essere mostrato in pubblico solo in casi eccezionali e nessuno, se non il Sommo Sacerdote levita, per la legge religiosa ebraica poteva entrare nel Sancta Sanctorum - il Santo dei Santi - nella parte interna del Tempio, per officiare i riti e comunicare con Yahweh.

Abbiamo accennato precedentemente come l'Arca non costituisse soltanto il Simbolo del potere religioso israelita ma fosse considerata a tutti gli effetti un'arma micidiale contro coloro che, nemici o amici, vi si trovassero davanti.

Proprio a causa di tale potenza solo il Sommo Sacerdote poteva, indossando dei paramenti sacri particolari, entrare ove era custodita durante le celebrazioni.

Tutto l'Antico Testamento è pervaso da questa percezione di paura e timore reverenziale verso l'Arca, considerata come la manifestazione vivente e terrena del Potere Divino.

Gli stessi Filistei furono consci di questo Potere quando riuscirono a prenderne possesso e a trasferirla nella città di Asdod.

La sua presenza, o forse l'incapacità di "saperla utilizzare", avevano attirato su questo popolo enormi disgrazie e desolazioni al punto tale che, dopo prostranti perdite, i Filistei avevano deciso di restituirla ai Leviti nella città di Beth-Shemesh.



L'Arca predata dai Filistei

La sua Potenza non risparmiò nemmeno lo stesso popolo ebraico, e al riguardo l'Antico Testamento ci ricorda la storia di Uzzia, che afferrò l'Arca con le mani durante il suo trasporto nella Città Santa nel tentativo di impedire che si rovesciasse a causa del dondolare del carro su cui era trasportata.

Il premuroso gesto ebbe la ripercussione che segue: "...l'ira del Signore si accese contro Uzzia, l'Altissimo lo percosse per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l'Arca di Dio".

Se è possibile ravvisare in questa morte una sorta di folgorazione provocata dal contatto con l'Arca è allo stesso tempo indubbio che il suo Potere sembrava non sfuggire a nessuno ed è per tale motivo che solo una cerchia strettissima di individui era chiamata alla sua cura ed al suo utilizzo.

Durante le cerimonie più importanti, sembra che il sacro cofano si "aureolasse di Luce Divina" o fosse in grado di "annientare migliaia di persone scatenando la sua Potenza".

Su come ciò potesse avvenire, scartando ovviamente l'ipotesi religiosa, ad oggi non si è riusciti a dare una spiegazione esauriente.

di Enrico Baccarini

Post Scriptum

Giuseppe Claudio Infranca, architetto e docente di Restauro Archeologico ed Architettonico presso le Università degli Studi di Roma "La Sapienza", di Palermo, di Reggio Calabria e del Politecnico di Bari ha scritto un libro sulla sua strepitosa esperienza personale concernente l'Arca Santa.

Egli, al seguito di una missione archeologica e di restauro del CNR al Parco delle Stele di Axum, è stato invitato dal Clero locale a visitare il Santuario di Santa Maria di Sion, gravemente danneggiato nella copertura dai bombardamenti della guerra civile etiope.

In quella breve visita si è introdotto furtivamente all'interno del Sancta Sanctorum, scoprendo la presenza della biblica Arca dell'Alleanza.

Rimasto esterrefatto dalla scoperta, ne ha scattato una foto rocambolesca e nel frattempo, ha cominciato a sentire strani ronzii alle orecchie. Per anni, ha preferito celare l'incredibile vicenda di cui è stato protagonista.



La foto 
"rubata" dell'Arca, nella cripta di S. Maria di Sion ad Axum 

Poi, un giorno, Claudio Infranca è venuto a conoscenza che due israeliani, un uomo e una donna facenti parte dei servizi speciali di Israele, erano entrati di nascosto nel medesimo luogo dove Lui aveva ammirato l'Arca del Patto ed avevano diffuso l'importante notizia al mondo.

Da quel momento, diventatogli chiaro il valore di quanto ha visto, ha iniziato a dedicarvisi con studi approfonditi per comprendere come l'Arca dell'Alleanza fosse giunta fino in Etiopia da Gerusalemme.

Dopo lunghi anni di ricerche, finalmente è riuscito a ricostruirne la storia e il lungo viaggio dall'antica Palestina alla lontana Axum, documentando il tutto nel suo interessantissimo libro: "L'Arca dell'Alleanza - Il tabernacolo di Dio - Diario di una scoperta".




Traduzione, relazione e cura di: Sebirblu.blogspot.it


Fonte: edicolaweb.net - (senza link attivo perché il sito ora è introvabile)

sabato 8 novembre 2014

Il Gen. Mini: Clima pazzo? No. Guerra Ambientale!




La Sconvolgente Dichiarazione del
Generale Fabio Mini 

Mai come adesso ci siamo accorti di quanto sia "impazzito" il tempo. Ed ecco la straordinaria rivelazione fornitaci dal generale Mini:

 "È guerra climatica, l'atmosfera viene modificata con agenti chimici".

Riportiamo qualche passo significativo della testimonianza di questa persona, il cui ultimo incarico è stato esercitato al comando delle forze NATO in Kosovo; dunque non si tratta di un generale di "cartone" come vien detto nel gergo di coloro che non hanno mai ricoperto ruoli simili.

Sicuramente, egli conosce l'argomento che menziona ed anche solo per questo, dovrebbe essere ascoltato.

"La guerra ambientale non è più soltanto un'ipotesi: è un accadimento in corso. Ma guai a dirlo, si passa per pazzi. Eppure, "negare l'informazione è già un atto di guerra fondamentale" ‒ denuncia il generale, che conferma tutto: 

"La «bomba climatica» è la nuova arma di distruzione di massa a cui si sta lavorando in gran segreto per acquisire vantaggi inimmaginabili su scala planetaria. Alluvioni, terremoti, tsunami, siccità, cataclismi. Uno scenario che purtroppo non è più fantascienza." (Cfr. anche QUI e QUI; ndr).

Egli racconta che nel lontano 1946, lo scienziato neozelandese Thomas Leech, lavorò in Australia per conto dell'Università di Auckland, con fondi americani e inglesi, per provocare piccoli tsunami.

Il «Progetto Seal» ebbe successo, ma spaventò lo scienziato inducendolo ad interrompere le sperimentazioni, che poi sicuramente sono state riprese e rifinite.




Le forze della natura vengono impiegate come strumento ed arma. E tra l'altro accade ‒ sottolinea Mini ‒ che l'opinione pubblica, alla stregua di qualsiasi altra aberrazione di carattere mostruoso, sia innanzitutto incredula:

"La maggior parte della gente ritiene inconcepibili certi scenari, in quanto non è a conoscenza delle progettazioni in materia di tecnologie militari e quindi delle conseguenti  implicazioni."

"Esiste pure una rassicurante convenzione delle Nazioni Unite del 1977, che proibisce espressamente l'uso militare, o di altra natura ostile, di tecniche di modificazione ambientale con effetti a larga diffusione, di lunga durata o di violenta intensità.

In realtà, al 90% le prescrizioni ONU vengono regolarmente disattese, in particolare dai militari".

"Essi sono già in possesso della capacità di condizionare l'ambiente: tornado, uragani, sismi e maremoti alterati o addirittura indotti dall'uomo sono una possibilità concreta.

Nell'ambito militare è assente quella rettitudine che possa impedire di oltrepassare un certo punto. Basti pensare allo sviluppo e alle applicazioni degli ordigni atomici. Non esiste alcun vincolo morale, ciò che si può fare si fa."

In più, non si tratta soltanto di una mancanza di integrità, ma secondo Mini si va anche oltre: "La bramosia di conseguire un vantaggio spinge ad usare le tecnologie senza eseguire i relativi test a sufficienza.

Soltanto una possibilità viene messa in atto per verificarne il funzionamento, sperimentandone sul campo direttamente gli effetti."

Con l'articolo su Limes, il generale aveva già divulgato il progetto dell'Aeronautica Militare Americana risalente al 1995.

In «Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025» ossia (Meteo come moltiplicatore di Forza: Possedere il Tempo nel 2025; ndr) si delineavano i piani non «di possedere il clima», ma di controllare il meteo, lo spazio atmosferico per condurre operazioni belliche in sicurezza, dice sempre l'alto ufficiale:

"Per esempio, irrorando le nubi con ioduro d'argento, altre sostanze chimiche o polimeri, per dissolverle o spostarle. Si tratta della possibilità di destabilizzare una regione o paese, in qualsiasi parte del mondo. Oggi siamo piuttosto vicini al traguardo del 2025."




Secondo  il  meteorologo  statunitense  Edward  Norton  Lorenz,  padre  della «teoria del caos», mai e poi mai avremo conoscenze sufficienti per verificare le effettive conseguenze di una modificazione climatica.

Se qualcuno trae vantaggio da essa, dal lato opposto ci sarà qualcun altro che ne patirà un danno con conseguenze anche catastrofiche, e non è detto che lo subisca in termini lineari di tempo; una ripercussione che Lorenz chiama «effetto farfalla».




Proprio negli anni suddetti si cominciò a pensare di cambiare il meteo e di creare una situazione permanente trasformando il clima.

"Così qualcuno cominciò a pensare: cosa rende l'Europa prospera e le garantisce un tempo favorevole? La corrente del Golfo del Messico. Bene, allora quel qualcuno si mise a studiare come modificarla.

Non contento, iniziò anche a chiedersi: possiamo provocare un terremoto? La risposta fu «si può fare». (Leggere QUI; ndr) Ma questo qualcuno chi è?"

La domanda, infatti, è particolarmente inquietante: da chi scaturisce questa volontà politica che sta alla base della catena di comando?

Brutte notizie dice Mini: "Gli Stati stanno perdendo il controllo della situazione, che è monopolizzata da ristrettissimi gruppi super-potenti". Il generale le chiama «bande».

Sono costituite da "persone, associazioni ed organismi, coaguli di potere che non hanno nessun vincolo istituzionale, ma conseguono solamente il proprio interesse, e nel nome di esso, sono disposte a mandare in crisi un sistema per modificarlo a proprio vantaggio, utilizzando mezzi sia illeciti che legali".

L'enorme potere di questo super-clan è confermato dalla situazione mondiale di massima emergenza e dalle analisi di carattere strategico a livello militare.

In sintesi: la condizione difficile in cui versa il pianeta è in aumento esponenziale; le risorse della Terra sono in netta diminuzione; l'economia globale è in recessione. Insomma, la coperta è sempre più corta.

E il ruolo delle Nazioni per definire la minaccia è ormai ridotto a zero. Non sono più esse a decidere, ad individuare o a prevedere i pericoli, sottolinea Mini. Sono «altri» che fanno le analisi.

E compiere le valutazioni dei rischi "vuol dire fornire le indicazioni per la politica. Dunque, questa prerogativa non è più nelle mani degli Stati, nemmeno di quelli forti".




"George W. Bush, quando ha avviato la «guerra infinita» innescata dagli attentati dell'11 Settembre, non è stato indirizzato da fonti istituzionali, ma da «qualcuno che lavora fuori da esse, addirittura contro».

La situazione è veramente critica: molti Stati hanno l'acqua alla gola, colpiti dalla crisi e ricattati dalla cupola finanziaria mondiale. La criminalità è in netto aumento, il contrasto verso le mafie si è indebolito e la percezione dell'insicurezza è cresciuta.

Ogni problema viene estremizzato: la favola dello «scontro di civiltà» tra la cultura giudaico-cristiana e quella musulmana resta «il faro politico di tutte le relazioni internazionali». Così, non fa che crescere la militarizzazione del pianeta:

«Le cose che venivano fatte con strumenti civili oggi vengono attuate quasi esclusivamente con mezzi militari, inducendo tali apparati a potenziare sempre più la loro supervisione e il possesso di congegni tecnologici per ottenerla».




L'antagonismo si manifesta in maniera preponderante nello spazio con il controllo delle telecomunicazioni e dei sistemi di difesa, ed ora anche nell'ambiente, «che non è più il luogo ove la guerra si manifesta, ma ne è l'arma», e negli agglomerati urbani, «che sono i luoghi dove si prevede il maggior intervento in termini di mobilitazione delle forze armate».

Lo spazio è definito un «bene comune» e come tale dovrebbe essere salvaguardato. «Ma non succede, e la percezione di scarsa sicurezza alimenta un incremento della militarizzazione».

Come si sfrutta l'ambiente come arma? «Per mezzo delle modifiche meteorologiche, ma soprattutto occultandone le informazioni.

Esiste infatti una pratica militare chiamata «denial of service» (ovvero diniego d'accesso, solitamente doloso; ndr) dove si stabilisce che è necessario non solo negare la realtà o l'evidenza, ma anche i contenuti. E questo è già un vero e proprio atto di belligeranza.

Determinate persone o paesi non devono venire a conoscenza delle informative e ciò può causare catastrofi di proporzioni bibliche, come il devastante tsunami dell'Indonesia.

L'annuncio del suo arrivo era disponibile, ma alcune interferenze nella trasmissione, dovute ad anelli mal funzionanti o volutamente tali, ne ha impedito la tempestiva comunicazione."

Un altro aspetto emblematico è rappresentato dal sistema Haarp. Invece di influire sull'ambiente a carattere soltanto locale, dice Mini, ormai si può intervenire ovunque.

Come? "Andando a creare, artificialmente, dei punti più caldi o più freddi, e quindi modificando il clima interferendo anche sulle correnti".




Lo stesso dicasi per le alterazioni che provocano i terremoti, anche se il generale ricusa che il movimento sismico in Emilia sia stato «indotto».

Ma attenzione: "Nessuno può disconoscere che ci siano state più di 2.000 esplosioni nucleari nel sottosuolo terrestre, nelle profondità degli oceani e persino nello spazio". 

Già negli anni '90, per colpire obbiettivi di interesse militare in Cina, "fu pianificato di causare un terremoto con esplosioni dipartentesi dalla zona di Okinawa".

La dismissione di migliaia di ordigni nucleari, dopo la fine della guerra fredda, ha favorito un mercato di materiali fissili da innesco.

Concludendo, per lasciare spazio alle domande, il generale Mini dice che "Le grandi compagnie petrolifere si offrirono di reimpiegarli e sappiamo che è possibile agire sulle faglie inducendo terremoti tramite congegni nucleari o micro-nucleari". 




E in aggiunta, ecco un magnifico ed esauriente video di Rosario Marcianò (Tanker Enemy) estremamente chiarificatore di quanto sta accadendo oggi nei cieli del pianeta. (I siti di quest'ultimo, QUI e QUI).





Relazione ampliamento e cura: Sebirblu.blogspot.it


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mercoledì 5 novembre 2014

A Valdaj, Putin denuncia l'11 Settembre e il NWO




Il Discorso di Putin a Valdaj: 

"Il Disordine planetario e il Ritorno alla saggezza"

Il presidente Vladimir Putin ha concluso i lavori dell'undicesima sessione del Club di Valdaj che si è svolto a Sochi dal 21 al 24 ottobre ultimo scorso.

Il tema era: l'ordine mondiale, nuove regole o assenza di esse? Ho avuto la possibilità di partecipare a questi dibattiti molto ricchi sia per la loro libertà quanto per l'elevatezza del tono che onorano la Russia nel dialogo con il mondo intero.

Il premier russo si è espresso davanti a 108 esperti di politica estera, di cui 62 inviati stranieri provenienti da 25 paesi diversi, e si è mostrato molto schietto nella sua analisi sulla crescita del caos globale, sebbene tracci delle linee di speranza per un mondo pacifico.

1) Il Pianeta minacciato dal Disordine in aumento.

Secondo Putin, l'aspetto planetario muta e la storia mostra che il cambiamento si accompagna in generale a gravi conflitti. I fondatori dell'ordine mondiale bipolare dopo la seconda Grande Guerra si rispettavano. Ora non più.

Gli Stati Uniti si sono dichiarati i soli vincitori della guerra fredda ed hanno stimato che potevano rimodellare il globo in funzione solo dei loro interessi. Il diritto internazionale è stato calpestato a vantaggio dell'arbitrarietà del più forte e ci si è serviti dei media ai fini di una propaganda unilaterale.

La forza militare, il ricatto economico e la suddetta propaganda sono stati imposti al mondo ma hanno provocato risultati spesso contrari. L'esagerazione, in un certo senso, alimenta l'eccesso inverso, come aveva già mostrato la filosofia greca dopo Eraclito.

Gli Stati Uniti hanno patrocinato dei gruppi estremisti islamici, dapprima contro l'URSS e in seguito con gli attentati dell'11 settembre a New York, e questo ha aperto loro gli occhi sul pericolo del nuovo scenario apertosi.



Le Torri gemelle nell'agosto 2001 quando svettavano ancora sull'orizzonte di Manhattan

Tuttavia, le azioni militari contro l'Iraq, l'Afghanistan e la Libia spesso condotte disdegnando il parere dell'ONU, hanno dato risultati opposti a ciò che si era sperato.

Oggi, un barbaro movimento islamita progredisce militarmente in Irak con uomini esperti ed armi sofisticate. Il denaro viene dalla droga e dal petrolio e l'Occidente ha lasciato fare, agevolando gli stessi terroristi quando si trattava di abbattere dei regimi laici aborriti.

Il mondo unipolare dominato da Washington dimostra di non battersi per qualche cosa, perché continua soltanto ad additare avversari secondo la logica geopolitica vicina al nazismo di Carl Schmitt che consisteva prima di tutto nella designazione del nemico.

Nel campo economico, si è arrivati a ritrattare i principi stessi dell'economia di mercato che invece si pretendeva di difendere. Le sanzioni contro la Nazione russa rimettono in causa il libero commercio e la proprietà privata. Si vuole isolare la Russianota il Presidente Putin.

Questo mi ricorda come Napoleone volesse emarginare l'Inghilterra con il suo «blocco continentale». È per renderlo più efficace che attaccò la Russia provocando così la sua disfatta. Voler isolare economicamente il nostro Stato è assurdo: sarebbe sufficiente guardare una carta geografica.



La Campagna Napoleonica Russa di Jean Louis Ernest Meissonier - 1814

La Russia non si separerà mai dall'Europa a motivo dei potenti legami economici che esistono già. In più, essa è ben posizionata per sviluppare le sue relazioni con l'Asia che sta assumendo un posto crescente nell'economia mondiale.

La politica degli Stati Uniti e dei suoi satelliti europei – continua il Presidente Putin – provoca un'escalation di conflitti etnici, religiosi e sociali, come si vede adesso in Ucraina.

Ci vuole dunque una nuova politica che assicuri un minimo di equilibrio globale. È doveroso porre fine all'aumento inesorabile del caos a livello internazionale.

2) Il Ritorno all'Ordine: risposta all'ideologia imperialista di Brzezinski.

Il Premier insiste sulla cooperazione tra Stati sovrani, applicando tutte le regole del diritto internazionale e rispettando le tradizioni culturali e storiche di ogni nazione. Tutto l'insieme è nato da una lenta evoluzione che bisogna rispettare come un'eredità preziosa.

Mi ricordo degli insegnamenti ricevuti dal professor Friedrich Hayek, premio Nobel d'economia, nei suoi libri «Diritto, Legislazione e Libertà» e «Pretesa Fatale: gli Errori del Socialismo» in cui mostrava come le istituzioni derivate dall'evoluzione: la lingua, il diritto o la morale, contenessero informazioni preziose accumulate nel corso dei secoli.

Voler forzare la storia e distruggere quanto acquisito porta soltanto alle guerre e alla regressione economica e culturale.

La grande lezione dei sociologi occidentali come Edmund Burke e Hayek e dei pensatori russi come Dostoyevskij nel suo romanzo "I Demoni" sembra dimenticata oggi dagli americani, ma ripresa dalla Russia.



Ritratto di Fyodor Dostoyevskij di Vasily Perov - 1872

In avvenire gli Stati potranno vivere solo nell'interdipendenza e nel dialogo permanente. È questo rifiuto a relazionare con la Russia da parte della UE e degli USA che ha finito per precipitare l'Ucraina nel caos.

Coloro che attualmente lodano le rivoluzioni colorate (significato QUI; ndt) e ne etichettano gli artefici come "artisti brillanti", precisa Putin, non hanno appreso nulla da un ventesimo secolo rivoluzionario che ha causato tanto spargimento di sangue all'insegna di un romanticismo atto a creare un supposto «uomo nuovo».

Ed è proprio incredibilmente nel nome di quest'uomo nuovo, fascista, comunista o cosmopolita, e dei suoi diritti manipolati, che si osa opprimere l'uomo reale.

Il presidente russo propone un dialogo concreto fra l'Eurasia (Russia, Bielorussia, Kazakistan) e l'Unione Europea, e un margine di cooperazione da Lisbona a Vladivostok.

Di fronte alle sanzioni arbitrarie degli Stati Uniti e della Commissione di Bruxelles, egli propone di continuare a tenere la porta aperta!

La priorità è chiara per lui: «migliorare le nostre istituzioni democratiche, mantenere l'economia accessibile e tutto questo sulla base dei valori tradizionali e dell'amor di patria».

La Russia, aggiunge, non ha un'ambizione imperiale e vuole accrescere l'intesa collaborativa planetaria senza creare blocchi artificiali.

Il discorso di Putin contrasta con ciò che si può leggere nell'opera dello stratega ispiratore dei presidenti americani, dopo Jimmy Carter, il professor Zbigniew Brzezinski.



Zbigniew Brzezinski

Nel suo libro «La Grande Scacchiera», egli sostiene la legittimità dell'imperialismo americano, «novello impero romano che porta la civiltà ai barbari» (sic)!

Secondo lui, la Russia minaccia l'egemonia americana perché si estende fino all'Eurasia, il continente più importante della Terra. Bisogna dunque isolare la Russia e separarla dal suo ambiente naturale circostante, cominciando dall'Ucraina.

Questa ideologia è chiamata, come detto sopra, «Pretesa Fatale» secondo la definizione di Hayek, e può aumentare solamente le tensioni nel mondo, a detrimento stesso dei cittadini americani.

3) Il Declino delle qualità dei Protagonisti politici in Occidente.

Il Premier ha concluso con un tema che ci ricorda Aristotele: si sa che il grande filosofo greco scriveva che la prudenza era la qualità maggiore di un grande decisionista politico.

Questa prudenza era la saggezza applicata alle situazioni concrete. Adesso, la stessa accortezza sembra avere abbandonato parecchi dirigenti, specialmente americani.

Ciò proviene forse dal fatto che i poteri occidentali siano ormai soltanto delle democrazie apparenti, perché manovrati, in realtà, da potenti oligarchie.

Il presidente americano Eisenhower, vecchio grande generale della seconda guerra mondiale, paventava questo pericolo e l'aveva denunciato nel suo discorso d'addio nel 1961.

Temeva che la democrazia americana potesse essere fuorviata dal reticolo di poteri del «complesso militare-industriale» il quale, prendendo il dominio, avrebbe potuto utilizzare la forza dello Stato per soddisfare gli interessi delle grandi oligarchie economiche a discapito del bene comune della Nazione statunitense.

Oggi, questa predizione sembra realizzarsi e il cittadino medio americano deve rimpiangere il passato «isolazionista» del suo paese, senza cadere ancora però da un eccesso all'altro.

Questo rifiuto degli estremi, proveniente dal pensiero umanistico generato dai greci e ripreso nel cristianesimo, è oggi chiaramente espresso dal presidente Putin.

A Valdaj, egli ha descritto il pericolo del caos mondiale per il disprezzo di ogni regola e ha tracciato le condizioni di un ritorno ad un ordine più equilibrato.

Il suo discorso rappresenta perfettamente il simbolo russo di San Giorgio a cavallo che abbatte il drago: il connubio dell'intelletto (l'uomo) con il cuore (il cavallo) per disciplinare gli istinti disordinati della bestia che è presente anche in noi.



Raffaello Sanzio - San Giorgio e il Drago

Una buona politica riporta sempre ad una filosofia di saggezza che rispecchia spesso molto bene la teologia della nostra vecchia tradizione spirituale che si è cimentata con le sue prove sin dall'epoca di Costantinopoli e di Roma antica.



mercoledì 29 ottobre 2014

Monique Mathieu: "La Fine del Percorso"




La Fine del Percorso

"Sono ormai parecchi anni che vi guidiamo, vi prendiamo per mano e vi accompagniamo. È da molto che vi indichiamo la Via luminosa che attualmente state seguendo.

Il suo termine è ora prossimo. Per noi tutto è concluso, per voi restano ancora alcuni passi da compiere, un po' di tempo per sperimentare, capire, amare e lasciar correre.

Vi abbiamo trasmesso tutto ciò che potevamo per il singolo risveglio di coscienza e la vostra apertura di cuore. Sicuramente avete fatto molti progressi e ciascuno di voi, alla sua maniera, ha ben portato a compimento la sua missione di Operatore di Luce.

Sta per giungere il momento in cui diventerete adulti. Non sarete più dei bambini da prendersi per mano, sarete degli uomini, degli Esseri che ritroveranno la loro potenza, che riacquisteranno molte delle loro facoltà e che saranno in grado di procedere da soli.

In attesa che quel tempo giunga, noi saremo ancora vicino a voi a percorrere insieme gli ultimi metri che vi separano dalla vostra Rinascita.

Siete già nati su questo mondo, qui avete appreso. Dalla prima infanzia, voi siete passati all'adolescenza e all'età adulta, allorché normalmente vi arricchite di molte più esperienze. Ma iniziate adesso ad affrontare la maturità del vostro itinerario spirituale.

Questo si compirà assai rapidamente, nell'arco di pochissimo tempo, ma c'è ancora da fare, parecchie prese di coscienza devono avvenire in voi: è necessario che abbiate più comprensione, molta più accettazione.

Sicuramente nell'insegnamento che vi trasmettiamo troverete, dopo così tanti anni, numerosi elementi simili ad altri, perché ciò che vi doniamo è universale.

Ma fino a quando l'ammaestramento non verrà messo in pratica nella vostra vita quotidiana, dato che lo dimenticate velocemente, saremo indotti a ravvivarvi la memoria senza sosta.




Arriverà il giorno in cui tutto ciò che abbiamo seminato in voi farà sorgere una nuova bellissima consapevolezza di Esseri meravigliosi che irradieranno Luce e Amore.

Non avete però ancora iniziato il passaggio più difficile della vostra esistenza! Non vogliamo assolutamente parlare di cose che possono impaurirvi ed abbassare la vostra frequenza vibratoria con ciò che può giungere sul piano materiale come catastrofi o sconvolgimenti della natura.

Desideriamo soltanto dirvi che malgrado tutto quello che avete acquisito, spesso rimanete ancora negli antichi schemi di funzionamento, dei quali non vi siete del tutto liberati per poter accedere al vostro reale futuro.

Siete ancora troppo prigionieri delle vecchie abitudini, di tutto quanto avete appreso fino ad oggi, che vi è stato imposto talvolta a forza durante i vostri studi.

Vi è stato ribadito che era bene imparare quella o quell'altra cosa, il più delle volte utile soltanto a caricare la mente e ad offuscare il vostro intelletto.

Per la difficoltà della restante parte di cammino da percorrere sarete obbligati ad essere diversi! Non disporrete più degli stessi parametri e sarete costretti a perdere certi comportamenti abituali diventati punti fermi sulla vostra strada.

Rassicuratevi, se vi siete preparati bene per la trasformazione interiore, troverete per via altri riferimenti, dei fari indicatori.

Immaginate di aver camminato sinora con una piccola fiaccola lungo un'ampia strada relativamente scura, bordata d'alberi.




Disponete appena dell'illuminazione che vi permette di avanzare passo dopo passo, ma voi desiderate comunque portarvi sempre più lontano perché sapete che davanti a voi troverete la Luce vera.

È di questa Luce che siete in permanente ricerca. Arriverete in un luogo dove i grandi alberi ai lati della via la rischiareranno, perché saranno diventati magnificamente luminosi. In quell'attimo, anche il vostro stesso viaggio diventerà facile, splendente e meraviglioso.

Quello che maggiormente dovete temere, voi umani, risiede nel campo delle vostre emozioni, si tratta di quanto potrebbe scuotervi per tutto ciò che probabilmente sentirete, vedrete o forse avrete da vivere a causa di questa Transizione.

Affinché possiate continuare a procedere sul Sentiero della Luce, nella pace e nella fiducia, necessita che eliminiate il più possibile le paure, quelle che si presentano spesso come «alberi oscuri».

Noi saremo lì fino al termine del vostro percorso. Supereremo gli ultimi passi mano nella mano, praticamente da pari a pari, ma certo non per portarvi, né trascinarvi!

La vita sulla Terra si è rivelata per voi molto difficile, ma vi avrà fatto il grandissimo regalo di mutarvi, di permettervi d'acquisire innumerevoli qualità morali e incommensurabili  facoltà  di  cuore.

Tutti gli ostacoli che avete affrontato (e sappiamo che ognuno di voi ha avuto un certo numero di sperimentazioni) vi hanno consentito di levigare la vostra Anima, crescere infinitamente ed anche comprendere cosa siano l'Amore e la trasformazione, facendovi intravvedere il vero cammino individuale.



Josephine Wall

La vostra Terra subisce un'enormità di soprusi. È soggetta alle energie emanate da certi esseri viventi su questo mondo che cercano di manipolare tutta l'Umanità.

Essi emettono onde energetiche a bassa frequenza che possono perturbarvi; tentano, in questo modo, di sottomettervi meglio e fare di voi un immenso gregge che non sia più in grado di pensare o agire da sé stesso.

Le forze dell'Oscurità stanno vivendo gli ultimi loro istanti. Come in ogni «guerra», gli attimi finali sono i più difficoltosi perché coloro che stanno per soccombere provano, in tutte le maniere, a non essere sconfitti nel combattimento.

Quando si avvedono di non aver più nulla da perdere, letteralmente si scatenano, ed è quello che sta accadendo ora.

Certe energie si riversano su questo Pianeta e voi le percepirete sempre di più. Se in alcuni momenti vi sentite oppressi, e come dice il nostro canale, un po' «zavorrati», non colpevolizzatevi.

Ditevi semplicemente che tutte queste negatività non potranno raggiungervi. Hanno la facoltà di destabilizzarvi per un'ora, una mezza giornata o due giorni, ma a lungo termine non avranno alcun potere su di voi, poiché ognuno avrà già optato per la Luce.

Tutti coloro che avranno scelto la Luce saranno continuamente protetti da Essa. Le entità oscure cercano sempre di attrarre a sé il maggior numero di individui, fuorviandoli e talvolta facendo loro, come dite voi sulla Terra, degli sgambetti per farli cadere."