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lunedì 17 febbraio 2025

L'Anticristo o Gesù guida il Primo Cavallo Bianco?




Sebirblu, 16 febbraio 2025

È difficile per un occhio acuto ed un orecchio attento non assimilare a questi tempi burrascosi l'immagine dei quattro cavalieri dell'Apocalisse che irrompono al galoppo nella scena del mondo, ma è altrettanto arduo, senza l'aiuto dello Spirito, dissolverne le incongruenze che nel corso della storia sono emerse dagli esegeti.

Prima d'iniziare, però, ecco una parte del capitolo 5 del testo giovanneo, necessaria introduzione al tema:

«E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, chiuso con sette sigilli. Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: "Chi è degno di aprire il libro e romperne i suggelli?"

Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il rotolo e leggerlo. Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di farlo. Uno dei vegliardi mi disse:

"Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, ed aprirà il libro e i suoi sette sigilli".

Poi vidi ritto in mezzo al Trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette Spiriti di Dio mandati su tutta la terra. E l'Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul Trono.

E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno un'arpa e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi. Cantavano un canto nuovo:

"Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli,
perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue,
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione..." 
(Ap. 5, 1-9)».

Si noti lo strano spostamento dell'Agnello che prima viene adorato al centro del Trono divino come vittima sacrificale e poi avanza, ritto in piedi (essendo Risorto), verso l'Eterno Padre che è seduto su quello stesso trono e del Quale Egli è il Raggio-Figlio da cui riceve il libro.




Questo movimento fa risaltare ancor di più ciò che Giovanni scrisse nel suo Prologo: "In Principio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio, ed il Verbo era Dio..." (Consiglio  di  leggere  QUI).

In seguito, al cap. 6, 1-2 troviamo, ed è su questo contenuto che intendo articolare il mio post:

«Quando l'Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava con voce di tuono: "Vieni". Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora.»

Si tratta del primo dei famosi cavalli dell'Apocalisse, quello bianco, che precede gli altri tre e sulla cui identità da sempre esistono delle divergenze d'opinione.

Dice un commento al testo, ridimensionato e rivisto da me QUI:

«È vero che Gesù tornerà su un cavallo bianco, come descritto in Apocalisse 19, 11-16, ma qui abbiamo a che fare con un dittatore satanico che Lo imita e che dà il via alla distruzione finale dell'umanità.

Costui regna (gli fu data una corona); regna con un arco, non una spada; esercita il dominio sopra la Terra (uscì fuori come vincitore e per vincere). Ma le conseguenze del suo governo, come riportano i versetti successivi, mostrano chiaramente che non si tratta affatto del futuro Regno del Cristo.

"L'intera compagine e le caratteristiche dei sigilli ci impediscono categoricamente di ritenere che questo cavaliere sia il Signore Gesù, come in molti affermano. Al suo seguito non vi saranno guerre, carestie e conflitti." (Jennings).

Qui giungiamo ad un bivio esegetico del libro dell'Apocalisse. Si può comprendere molto da come una persona intende questo passo e il relativo piano concepito da Dio guardando in qual modo interpreta il primo dei quattro visitatori.

Coloro che considerano la scrittura da un punto di vista storico pensano che tale personaggio sia Nostro Signore. Quelli che invece la valutano con il profilo profetico, a venire, spesso riconoscono questo cavaliere come l'Anticristo.

Ritenendolo perciò il flagello ultimo degli uomini, egli sarà davvero il più terribile di tutti i tiranni che l'hanno preceduto. Dominerà il mondo in qualità di falso messia e condurrà l'umanità in una ribellione demoniaca contro Dio, seguendo le orme di Nimrod, il sovrano di Babele (ved. Genesi 10, 8-14).»

L'attuale scenario socio-politico-religioso, con l'Impostore assiso in Vaticano che lo presenterà al più presto a tutti, è ormai idoneo per l'affermazione di un leader del genere. Ciò che si attende è che Dio lo permetta nei Suoi tempi, dopo che avrà portato via la Sua chiesa dalla Terra con il Rapimento o Sollevamento del "Piccolo Resto", come ho esposto QUI, QUI, QUI, QUI e QUI.

Nei due video, don Alessandro Minutella spiega bene questo prossimo intervento divino:






Dice San Paolo al riguardo in 2Tess. 2, 6-7: «Ed ora sapete ciò che lo ritiene, affinché sia manifestato a suo tempo. Il mistero dell'empietà infatti è già all'opera, aspettando soltanto che colui che lo frena, al presente, sia tolto di mezzo.» Cfr. QUI e QUI.

È altrettanto significativo che questo primo sigillo conduca all'ascesa dell'Anticristo. Viene ipotizzato che la "70ª settimana di Daniele" (cap. 9) abbia inizio allorché si "stipulerà un patto con molti" – versetto n° 27; cfr. QUI: "Gli Accordi di Abramo".

Ecco cosa riporta al proposito lo stralcio preso da QUI:

«Dei 70 "sette," 69 si sono concretizzati nella storia. Ciò significa che rimane un altro "sette" da realizzare. La maggior parte degli studiosi crede che stiamo vivendo in un enorme intervallo di tempo tra la 69ª e la 70ª settimana. L'orologio profetico si è fermato, per così dire. Il "sette" finale di Daniele è quello che chiamiamo di solito il periodo della Tribolazione.

La sua profezia rivela alcune delle azioni del "capo che verrà". "Nel mezzo della settimana [...] sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore" nel Tempio. Gesù avvertì di questo evento in Mt 24, 15 (ved. QUI).

Dopo che l'Anticristo infrangerà l'alleanza con Israele, inizierà la suddetta "grande Tribolazione" (Mt 24, 21). Daniele predice inoltre che lo stesso si troverà davanti al giudizio. L'Altissimo permetterà al Male di arrivare solamente fino ad un certo punto, poiché il giudizio dell'Uomo Iniquo è già stato pianificato.»

Ritornando però alla vera identità del personaggio entrante in scena per primo ed erroneamente scambiato da molti per Gesù stesso, posso dire questo:

Se il Cristo spezza i sigilli, non può essere lo stesso cavaliere che impugna un arco* (senza frecce). Questa è la versione all'acqua di rose ipotizzata da diversi critici sia nell'antichità come da taluni anche in questo tempo: addirittura è stata resa credibile anche dal film-capolavoro de "l'Apocalisse di Giovanni" di cui espongo la clip. Si può trovare e scaricare la pellicola intera QUI, prima che la censurino.




*Dal mio post del 19 giugno 2024 ecco cosa dice Gesù in una visione di Melanie, veggente tedesca, riferendosi all'Anticristo:

"Sarà come un arciere delicato e provetto che indirizzerà il suo arco in un modo inosservato e preciso (perché gli strali sono invisibili; ndr) verso l'obbiettivo voluto. Con esso raggiungerà un grande numero di persone che si sentiranno coinvolte da tutto ciò, infervorandosi e arrivando al culmine dell'entusiasmo.

Diranno: "Abbiamo atteso tanto questo leader! Dov'è stato finora? È lui il nostro uomo! Ci condurrà tutti alla salvezza! È come se fosse il nuovo Messia."

Inoltre,  i flagelli sono quattro e non tre, come tanti conteggiano escludendo il primo, e non potrebbe essere diversamente visto che il numero «3» è segno di perfezione (omnia trina perfecta sunt) mentre il «4» lo è in senso negativo, perché spigoloso e chiuso in sé stesso. (ved. QUI, il significato dei numeri.)

Essi raffigurano in sequenza la «conquista» (delle anime), la «guerra», la «carestia» e la «morte o peste» fermo restando che il termine greco thánatos ha entrambi i sensi. (Sarebbe un altro errore grossolano darne una definizione cronologica singola, in quanto annunciano soltanto delle sequenze nefaste generalizzate).

Un altro aspetto lo fornisce Empedocle: filosofo siciliano che identifica la quadriglia profetica con i rispettivi elementi naturali: il cavallo bianco con l'aria, il rosso con il fuoco, il nero con la terra e il verdastro con l'acqua. E ciò sta a significare la rivolta della Terra verso gli abusi subiti e perpetrati dall'uomo, specialmente in questi tempi finali.

«Il personaggio sul destriero bianco sarà un conquistatore che si approprierà del dominio con l'astuzia delle lusinghe e delle sue macchinazioni.

La promessa sotto il suo imperio è costituita da un mondo di pace e sicurezza (ved. QUI), [che si tramuterà in rovina improvvisamente... come "le doglie ad una donna incinta" alle quali non si può scampare; ndr].

Egli per giunta non ha una corona, ma gli viene data dopo... [esattamente come il passo "uscì vittorioso per vincere ancora"... E quando mai fino al presente, se non la morte fisica, il Cristo ha vinto? E poi... perché, essendo Egli Dio stesso, dovrebbe ricevere da qualcuno il permesso di vincere? Ndr].

Infine, egli non otterrà il conseguimento con battaglie sanguinose, ma con inganni, raggiri, intrighi ed artifici...» ‒ Brano tratto da QUI.




L'entrata in scena di questo cavallo bianco, montato da un cavaliere sicuro di sé ed agghindato in pompa magna da "Gran Signore", proprio per ingannare gli stolti, non è altro che la "scimmia di Dio" – l'Anticristo – il quale, mimetizzandosi come soltanto lui può fare, introduce nell'ingenuo consorzio umano tutte le sciagure che in modo subdolo già si stanno svelando sotto i nostri occhi.

Ne è un esempio eclatante ed insostituibile il Falso Profeta, assiso invalidamente in Vaticano, che da ben 12 anni prende in giro il mondo intero, spacciandosi per quello che non è e che ha rinunciato ufficialmente ad essere, ossia il ruolo di "Vicario di Cristo" (ved. QUI).

In Apocalisse 13, 1-18 (ved. QUI), al versetto 11, viene presentata la "seconda bestia che sale dalla terra" raffigurata da "un agnello con due corna che però parla come un drago". Ebbene Bergoglio, come "Vescovo di Roma", auto-definitosi così prima delle altre nomine, ne ha tutti i tratti distintivi, persino il numero corrispondente... 666. 

(Su tale scoperta, visionare QUI, sulla destra, lo splendido articolo di Andrea Cionci riportato da qualcuno su Facebook, perché il suo blog è stato eliminato da "Libero").

Al versetto 12, leggiamo che l'Anticristo doterà il Falso Profeta della propria potenza e autorità diabolica, che eserciterà poi in presenza del suo padrone.

E ancora, ai versetti 16-17, è scritto che il finto Agnello argentino, precursore dello pseudo messia, analogamente a Giovanni, il Battista, che lo era per il Cristo Vero, perorerà la causa dell'Anticristo propagandando il "marchio della bestia" senza il quale "non si può vendere né comprare"... (cfr. QUI, ma anche QUI e QUI), come da video:



Satana si metterà al servizio dell'Anticristo in ogni momento e anche agli ordini del Falso Profeta, operando segni e prodigi bugiardi alla presenza per ora invisibile del primo, alias "prima bestia che sale dal mare" e, al momento opportuno ‒ ormai a breve ‒ si manifesterà, felicemente accolto dalla maggioranza umana ancora "cieca".

Ecco come presenta Isaia al cap. 14, 11-15 il livore, la rabbia, e soprattutto l'invidia dell'Angelo ribelle che sin dalla Rivolta iniziale (ved. QUI, QUI e QUI) lo spingono a voler imitare Dio nella Persona di Suo Figlio:

«Negli inferi è precipitato il tuo fasto,
la musica delle tue arpe;
sotto di te v'è uno strato di marciume,
tua coltre sono i vermi.

Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?

Eppure tu pensavi: 

"Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea,
nelle parti più remote del settentrione.
Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all'Altissimo."

E invece sei stato precipitato negli inferi,
nelle profondità dell'abisso!»

Chiosa finale di Sebirblu 

Ecco, fra le tantissime altre, la testimonianza sublime di Giovanni Apostolo dai Piani Infiniti, ricevuta dall'avv. Gino Trespioli e raccolta in un volume ‒ "La Vita" ep. 539 ‒ ora super-esaurito ma che QUI si può sempre scaricare a beneficio dei lettori votati alla "Ricerca":

«In verità, in verità ti dico che la mia mano non tracciò menzogna, ed io scrissi quel che vidi e dissi quel che udii.

In verità ti dico che i cavalieri dell'Apocalisse, e i candelabri e le aspre lotte vitali rappresentano le epoche, e tutto quanto la vostra critica qualifica come allegoria, e plastica è la compagine delle vicende esistenziali che maturano, matureranno e giungeranno agli uomini sulla Terra nella data prefissa.»

Trespioli: "La Visione sarebbe profezia di una realtà sicura?"...

Soggiunse il Maestro (Guida eccelsa di tutta l'Opera):

‒ «Sicura, poiché è un dato di fatto il dominio della Materia sullo Spirito. I "Seniori" incoronati, che stanno seduti intorno a Quei che ha l'aspetto della pietra jaspide (o diaspro, un tipo di quarzo prezioso; ndr), raffigurano il succedersi dei domini terreni che saranno travolti dai fatidici segni vitali. Squilli di tromba, cadute di stelle, terremoti, scomposizioni naturali, assorbimento di continenti, invasioni di acqua...»

Trespioli: "Maestro ‒ quasi gridai ‒ ma la Divina Bontà non sarà più grande della collera divina?"

Ma Giovanni riprese:

‒ «E la Voce tuonerà in Sua possanza e tutte le resistenze della Natura saranno squassate al contatto di cotanto Fuoco. Beati coloro che saranno passati nel divino Amore, poiché gli ultimi, lenti e ritardatari, riceveranno l'urto della loro materia.

Così passerà nel Tempo ancora una volta la Divina Grandezza, mentre la Fiamma di Amore eterno riceverà i figli diletti assimilati nel Fuoco vivo della Sapienza.

Sia l'Amore, per voi, il segno, il segno maggiore della grandezza delle anime vostre; sia l'Amore la fiaccola che vi illumina la via nei lunghi pellegrinaggi terreni. O pellegrini, sia breve la vostra sosta; non attardatevi nel deserto in cui si annichila e ci si distrugge.

"Venite a me" disse Gesù "o voi che siete affaticati e stanchi, ed io vi ristorerò poiché sono il Pane della Vita; qui manducat meam carnem et bibit sanguinem meum in me manet et ego in illo." »

Svanì la Favilla. Svaniva Miris con tutto il fulgore della sua atmosfera di potenza...

Ad Maiorem Dei Gloriam

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

sabato 8 febbraio 2025

TRAPASSO e Divario tra Spiritismo e Spiritualismo




Sebirblu, 7 febbraio 2025

È necessario ancora e ancora, senza mai stancarsi, spiegare al mondo sprofondato nella materialità più rozza e negli appetiti primordiali mai sazi, nascosti spesso sotto una forma colta ed elegante, che la vita non si lascia ingannare e che quando meno la si aspetta la "SVOLTA" arriva, improvvisa... e allora la malattia, la disgrazia o la morte irrompono, spezzando l'individuo e costringendolo a riflettere.

Di solito queste tre infauste visitatrici provocano rabbia, rivolta e disperazione, ma questo avviene perché gran parte dell'umanità IGNORA il motivo per cui viene afflitta da  tali  fenomeni  e,  non sapendolo,  cede  alla  paura  e  alla  ribellione,  imprecando quel  DIO nel quale non crede più, e abbandonandosi inerte alla "fatalità crudele ed ingiusta".

Già avevo scritto QUI e QUI sul DOLORE e la sua altissima funzione, ma oggi mi voglio occupare in modo più approfondito del TRAPASSO (ved. QUI, QUI e QUI), chiarendo innanzitutto quanto le infermità gravi, che ad esso ineluttabilmente portano, siano un mezzo efficacissimo affinché l'Essere che ne viene colpito, insieme alla sfera del suo entourage, ossia parenti e amici, prenda coscienza di una diversa dimensione alla quale nessuno di essi, o quasi, aveva mai pensato prima.

Quando tale opportunità viene a mancare, perché il decesso giunge inaspettato, è certamente più difficile "adeguarvisi", dal momento che la maggioranza delle persone non pensa a quando la cosiddetta "morte" potrebbe incoglierla e, scaramanticamente, NON VUOLE nemmeno parlarne, come se quella soglia non dovesse arrivare mai!

"Estote parati!" (Siate pronti), ci ricordano Matteo e Luca nei Vangeli, ma questo invito  si  scontra  con  l'interpretazione  umana,  benché  fraintesa*,  di  una  famosa frase di Quinto Orazio Flacco "Carpe diem" = "Afferra il giorno" (e non l'erroneo "cogli l'attimo"), che intera suona "quam minimum credula postero" ("confidando il meno possibile nel domani").

*Locuzione fraintesa, perché il pensiero del grande poeta non era quello di invitare a godersi spensieratamente l'attimo, bensì di apprezzare qualsiasi cosa, anche piccola e in apparenza insignificante, che la vita ci avesse porto innanzi.

Detto questo, e riprendendo l'argomentazione, è inconcepibile come l'essere umano si disinteressi totalmente di sapere se esista vita dopo la morte o no, sebbene vi siano ormai centinaia di migliaia di casi in tutto il mondo che attestano esperienze dette di "premorte" o "NDE". (Tale voce si trova alle Etichette. Questi due racconti, QUI e QUI, sono davvero speciali).

Persino la Scienza ha scoperto questa immensa realtà! Ved. QUI e QUI.




D'altronde, la responsabilità più grande agli occhi di Dio è della Chiesa di Roma che in poco più di due millenni non ha mai detto una parola valida su questo tema, se non intimorendo con lo spauracchio dell'inferno o negando a priori qualsiasi indagine seria come l'hanno condotta agli inizi del novecento fior di scienziati.*

*Tra i più celebri pionieri sullo studio della sopravvivenza dell'Anima, dei fenomeni spiritici e dei poteri latenti nell'uomo come la telepatia, la psicometria, la telecinesi, la chiaroveggenza ed altro, cito Sir William Crookes, fisico e chimico britannico che scoprì il tallio e il tubo catodico e Charles Richet, medico e fisiologo francese, premio Nobel per la medicina nel 1913, che divenne Presidente della Società Metapsichica internazionale di Parigi.

Prima di terminare questa digressione, comunque necessaria per comprendere il grande valore che certi "intelletti eccezionali" hanno dato alla ricerca sull'esistenza dell'Aldilà, sfidando la Scienza ufficiale che li ha derisi e ostracizzati e la stessa Chiesa che ha "messo all'indice" le sorprendenti scoperte e i loro libri proibendoli ai fedeli e vietandone anche il possesso, dico quanto segue:

‒ Esiste una differenza abissale tra lo Spiritismo e lo Spiritualismo, in quanto il primo  è  il  risultato  di  comunicazioni  dall'Oltre  provenienti  da  entità  di  bassa o media evoluzione, la cui visuale è sempre limitata, e il secondo, al contrario, basato sulla Verità assoluta giungente da ricezioni percettive altamente spirituali (Nouri), emanate da Enteli e Purissime Intelligenze secondo l'Insegnamento Cristico. (ved. QUI, il significato di Ultrafanìa).

I "Ricercatori" dei primissimi anni del secolo scorso arrivarono soltanto a "metà dell'opera", perché occupandosi prevalentemente di medianità ad "effetti fisici", non potevano ancora concepire che vi potessero essere, e d'altronde non era ancora il tempo, degli individui evoluti atti a ricevere pensieri e ammaestramenti così elevati.

[Consiglio di scaricare il libro "La Vita" QUI, che ho messo a disposizione dei lettori perché introvabile, dal quale potranno imparare molto sul tema che sto trattando, essendo un compendio di altissimo livello di domande e risposte dai piani spirituali, raccolte dall'avv. Gino Trespioli, di cui ho parlato diverse volte soprattutto QUI e QUI (Voce alle etichette)].




Ecco un brano che si trova in tale libro a pag. 46, riguardante una spiegazione data dall'Entità suprema che ha guidato tutta l'Opera (e che non ha mai rivestito corpo fisico, perciò Intelligenza Pura) concernente il distacco dell'anima dal "veicolo" fisico al momento del decesso e confermante quanto da me suddetto.

Il Maestro:

«Esiste un corpo fluidico (il corpo eterico; ndr), più o meno compatto, a seconda delle energie che lo formano; esso esce dall'organismo dopo che questo abbia cessato la sua funzione che è quella di servire nel tempo da agente fra Spirito e Materia; quindi l'Essenza si distacca dal soma (corpo fisico; ndr) con un involucro che direi semi-materiale (ovvero l'Anima o psiche, che è l'insieme dei corpi sottili; ved. QUI; ndr).

Un tale involucro dell'Essenza/Spirito serve al passaggio dei diversi stadi o meglio "stati"; è una forma che permane sino a che si eterizzi (ossia diventi più eterea ed evanescente, diventando "corpo causale"; ndr), e ciò accade oltre il risveglio, dove si ha l'evoluzione del pensiero.

(Si notino i termini "risveglio" ed "evoluzione" che sono modi di essere in cui può trovarsi un individuo e che hanno dato per questo motivo il nome alle "Biotesi", ossia ai diversi piani d'esistenza che li ospitano; cfr. QUI; ndr).




Dopo l'atmosfera elettro-magnetica della zona amorfa, mare morto della letargia e del cupo abisso del "Rimorso", l'atmosfera eterico-dinamica del "Risveglio" è grigia ancora, ma poi, nella "Evoluzione", si fa limpida, di una chiarità crescente.

Sin qui e non oltre giunge la veggenza dello Spiritismo; e tramite i suoi richiami possono prodursi, di stadio in stadio, i fenomeni d'ultrafisi (cioè oltre le leggi fisiche; ndr), strani e sconcertanti, ma eloquenti ed efficaci, sino ai messaggi, non sempre limpidi, non sempre esatti: non per deficienza soltanto dei vostri mezzi riceventi le vibrazioni, ma principalmente perché le stesse vibrazioni irradiano da Essenze non anontiche, né tanto meno enteliche, quindi imperfette nel vedere e nel trasmettere.

Quando il passaggio dello Spirito giunge alle alte "Biotesi della Vita", non si parli più di Spiritismo: sin qui ti condusse il tuo Piero (guida iniziale concessa a Trespioli; ndr) e ti manifestò la potenza di un Essere appena scosso dal letargo, al principio del risveglio del suo pensiero; egli non ha più il corpo fluidico (eterico-astrale; ndr) greve di scorie; il suo corpo fattosi trasparente e puro mantiene, per mezzo della potenza del suo pensiero, la forma che aveva nel tempo, per farsi riconoscere.

Tutte le Essenze, anche delle superne sfere, possono ricreare per propria volontà l'antica forma, ma eterea, pura e luminosa.

Qui non si parli più di Spiritismo; qui avete manifestazioni prettamente intellettive, cioè l'abbraccio delle Nouri con l'organismo umano.» (Ved. QUI).




Dunque  l'individualità-Spirito,  con tutti i suoi  rivestimenti sottili  formanti  l'Anima o psiche (ved. anche QUI), al momento del Trapasso scivola fuori dal corpo fisico, esattamente come gli accadde alla nascita, rimanendo per pochi istanti collegato ad esso col filo argenteo che, spezzandosi, decreta l'abbandono definitivo dall'organismo (ved. QUI).

L'Essere, nella maggior parte dei casi, visto che il livello medio dell'umanità si trova ancora ad uno stadio di inconsapevolezza, si trova confuso e frastornato, non sa cosa gli stia capitando, non sente più alcun dolore... ma si sente vivo... come prima, con lo stesso modo di pensare.

Allora cerca di parlare o di avere contatti con qualcuno presente, ma si accorge con sgomento di non poterlo fare; le sue mani attraversano la materia e le persone non lo vedono e non rispondono... Sono istanti difficili per lui... il disagio aumenta; sarà forse un incubo, o un brutto sogno dal quale presto si sveglierà?

Davanti ai suoi occhi comincia a scorrere la visione di tutta la sua vita, come in un film di cui lui stesso è protagonista. Fulmineamente comprende, da Spirito qual è, ogni Male fatto a sé e agli altri, e il Bene che non ha compiuto per indolenza o per egoismo.

Nel frattempo, ha l'impressione di entrare in un "tunnel" (anche se non sempre avviene così), ad una velocità incredibile, al cui termine scorge una Luce verso la quale viene attratto. Giuntovi, con suo grande stupore e gioia immensa, vede venirgli incontro i suoi cari e gli amici deceduti.

A questo punto, il suo destino dipende da lui, dal tenore di vita vissuto più o meno immerso nella materia, nei desideri e nei vizi, o dedicato in prevalenza alla ricerca del Vero e all'aiuto del prossimo.

L'unità di misura per tutti è l'Amore, a qualunque religione o corrente di pensiero si appartenga; ognuno sperimenterà la sua "realtà" personale a seconda dei moti più intimi dell'Anima e lo stato interiore determinerà anche il "soggiorno" nel quale si troverà, in rapporto alle proprie vibrazioni.


Dale Terbush

Chi è ancora attirato dalla vita materiale, dagli allettamenti e ambizioni, dai ricordi, dai rimpianti o dai legami familiari e dalle amicali frequentazioni soffrirà di più per il distacco, e spesso si troverà a girovagare nelle vicinanze del suo ambiente passato, a volte influenzando anche negativamente chi è rimasto. (Cfr. QUI).

In ogni caso, ogni Essere che "parte" e che ha molto sofferto prima di abbandonare il piano fisico entra in una fase di "riposo", di recupero di energie, sorretto e guidato amorevolmente da uno stuolo di "aiutatori" solerti ed evoluti, come ha esposto molto bene il magnifico film brasiliano Nosso Lar QUI, il dr. Luiz QUI, e un libro con un'altra testimonianza QUI e QUI.

In conclusione, è necessario imparare a non aver paura della "morte" e ad entrare in una maggiore consapevolezza di tutto quello che ci aspetta, proprio come quando ci prepariamo ad un lungo viaggio che ci porterà in altri lidi dove è giocoforza dover dimorare.

Di conseguenza, sapendo quali sono le regole vigenti nella nuova dimensione, è saggio prepararsi nel miglior modo possibile, cominciando sin d'ora a valutare la vita da un altro punto di vista, quello dello Spirito, appunto.

Non dimentichiamo mai, mentre restiamo in contatto con Dio, di emanare Amore e tenerezza non solo ai trapassati in difficoltà, ma anche a tutto il mondo fenomenico immerso nella sofferenza di questi tempi apocalittici.


domenica 29 dicembre 2024

SUGGELLO di FINE ANNO... dai Cieli Infiniti!

 
Jon McNaughton

«Ecco, Io verrò presto e porterò con Me il mio salario,
per rendere a ciascuno secondo le sue opere.
Io Sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il principio e la fine.
Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'Albero della Vita
 e potranno entrare per le porte nella Città.» (Ap. 22, 12-14).


Sebirblu, 28 dicembre 2024

Chiudo quest'anno 2024, carico di eventi funesti purtroppo, con l'ammaestramento finale che l'eccelsa ed insondabile "Voce", proveniente dai Cieli altissimi, ha inteso offrire agli umani di "Buona Volontà" affinché non si spenga nei loro cuori la fiamma della Speranza custodita da secoli: il Ritorno di Nostro Signore.

La stessa "Voce" chiamata "Maestro" da Gino Trespioli, che "osa" domandargli chi è (ved. QUI), giunge a noi dai piani sublimi per chiarirci ancora e definitivamente il Mistero "Cristo-Dio", percepito solo dai puri, dai semplici, da coloro che non sentono la necessità di vedere per credere, ma che nel silenzio dell'anima lo adorano... oltre ogni misura.

Gesù, il Cristo

Episodio 564 (B), estratto dal libro "La Vita", da scaricarsi QUI, perché introvabile altrove.

Trespioli:

‒ Non lasciò che io chiedessi; il mio Maestro ben sapeva quel che urgesse far sapere, e che è la Verità della Chiesa mistica.

Disse: ‒ La Divinità stabilì di riprodursi nel Tempo, e sotto forme umane. Radiò il Centro: Gesù. Divinità perfetta: assimilò quel quantitativo fluidico, eterico, atto a riprodurre forma. Distacco apparente di un Raggio dal Centro: la corrente divina rimase pur sempre allo stato primo di potenza. 

Fece piccola la forma per manifestarsi in un primo tempo; e non prese già dalla Donna corpo organico, bensì quel quantitativo di energia materiale idonea a riprodurlo in forma concreta. Si compose la nascita come un fatto naturale, umano, ma il parto non fu organico, fu eterico: la Vergine è madre.

Bada  bene;  i genitori,  ovvero i custodi,  andarono alla ricerca;  non  lo  trovarono  in un primo momento, poiché Egli già aveva scomposto il suo corpo fluidico. Lo ritrovarono poi e lo condussero nelle adiacenze della casa.


James Tissot

Che avvenne? Il mistero si iniziò; ascese Egli alle supreme sfere, pur restando in contatto coi custodi, dopo, nella data segnata ritornò per la predicazione. Durante la quale dava alla forma, a seconda delle circostanze, maggiore o minore densità.

Quindi tu dici: Dio poteva evitare il soffrire... Su questo ti fu risposto e ripeto: no, compì intera la redenzione assoggettandosi ai dolori sensibili di un corpo umano. In quegli attimi del suo soffrire, fece conoscere agli uomini la Legge di Vita: con le sue stesse espressioni, che non erano già di debolezza, ma erano conferma della Sua Divinità.

«Padre, allontana da me questo Calice»: non già per sé Egli chiedeva aiuto al Padre, ma per l'Umanità di cui vedeva il dolorare futuro; non a Lui fossero tolti il soffrire e la morte, ma fosse tolto all'Umanità di consumare il deicidio.

Si mostrò divino quando fu condotto al governatore; e alla domanda «Tu sei Figlio di Dio»? «Tu lo dici», rispose; e fu alta verità che brucia e consuma.

Sublime espressione d'amore divino sul Golgota e, allorché fu percosso, pregò: «Padre, perdona loro perché non sanno quel che si fanno».

(Questo "si fanno" è scritto nella Scrittura antica, originaria, perché il Cristo sapeva, per la 'Legge di Causa ed Effetto', quale conseguenza si sarebbero attirati gli aguzzini con la Sua ignominiosa esecuzione. Ndr).

Il che significa che Egli, pur potendo incenerire gli uomini, volle, sopportandoli, rendere manifesta la legge della evoluzione ed insegnare che coloro i quali ignorano la Legge avranno giudizio secondo, ma primo chi la offende pur conoscendola.

La Divinità si espresse attraverso il sussulto di tutti gli elementi della natura, che si scossero nelle loro energie allorquando il distacco ruppe i legami della materia per l'ascesa al Centro... Gesù fu la divina espressione della Legge; la stabilì, la coordinò, diede agli uomini il riscatto del suo stesso sangue, che è Vita di tutte le vite.

E ancora: la Divinità si manifestò nel suo puro linguaggio col «Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio»; e qui va intesa la vita materiale degli esseri, che Cristo pure osservò ed ai suoi fece osservare; l'insegnamento non si riferisce soltanto alle gabelle ed ai balzelli; esso è più profondo: date alla Materia quel che è della Materia, allo Spirito quel che è dello Spirito. L'Ideale, l'Anima, la Vita.

Egli venne a riscattare gli Esseri che avevano prevaricato per eccessivo amor di vita. Stringiamoci in atto di amore e troveremo i benefici massimi per la Vera Vita.


"Il tributo a Cesare da Rubens - di Jacopo Cestaro - (1718 - 1785)"

Episodio 565 (B).

Trespioli:

Ascoltavo, con gioia sempre più intensa, e non sapevo più nulla chiedere. Ma il Perfetto non aveva obliata una promessa; Egli non ignorava che la mia ragione si ribellava ad accettare alla lettera e non sapeva penetrare il simbolo del tremendo evento profetizzato all'Umanità:

«Quando poi verrà il Figlio dell'Uomo nella Sua gloria» ‒ lasciò scritto Matteo ‒ «si raduneranno tutte le nazioni e depurerà gli uni dagli altri... Allora il Re dirà a quei della sua destra: Venite, benedetti dal Padre mio, possedete il regno preparatovi fin dalla fondazione del mondo. E dirà a coloro della sinistra: Via da me, maledetti, al fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli. E questi andranno all'eterno supplizio, i giusti alla vita eterna».

E Marco descrive che «si oscurerà il sole e la luna non darà la sua luce e cadranno le stelle dal cielo e le forze nei cieli si sconvolgeranno». La fantasia degli esegeti ampliò, colorò l'evento con narrazioni di una grandiosità terrificante; e le genti si sono accasciate alla visione, spaventevole per tutti, poiché nessuno può ritenersi immune da colpa.

Il Perfetto parlò, lento, solenne:

‒ «Io verrò sulla nube fra lampi e tuoni», disse l'Eterno. E in quel giorno coloro che negarono l'Eterno, che fecero obbrobrio seminando discordia, si percuoteranno da loro stessi e grideranno ai monti di inghiottirli. Così disse.

Tutta la Vita scorre come fiume ed ha due rive: la destra e la sinistra; quindi Luce ed Ombra. Coloro che appartengono all'Eterno non hanno necessità di giudizio; ma quelli della riva sinistra il giudizio chiederanno.

Essi invocheranno d'essere levati dal fuoco per ritornare alla Luce. E la Legge, massima manifestazione di Amore e di Giustizia, conteggerà le opere, ed a seconda delle opere, procederà lungo la scala.

E allora sarà sentita la condanna là dove le opere furono infeconde. E l'Eterno distinguerà, sì, ma per rinnovare. Immutabile è il fatto sostanziale della Legge; le masse e le energie dovranno essere trasformate per passare a un nuovo ciclo, ad un nuovo stato sostanziale.

Lo scomporsi delle energie dà sussulto: e si comporranno nuovi Cieli e nuove Terre; e tutti i refrattari, i ritardatari, gli inetti, i negatori subiranno la veemenza degli elementi. Non siete voi, uomini, mondi, universi, in un continuo giudizio?

Gli Astri sono in ininterrotto moto, il Sole si oscura; rammentano all'Umanità la finale trasformazione dal mondo fisico ad un mondo radiante. Verrà la veemenza in ora segnata e sarà fuoco che consuma e rinnova. Non passo oltre al segno: chi ha orecchie intenda.


"Nel tempo e fuori dal tempo" di Marcello Ciampolini.

Episodio 566 (B).

Trespioli:

‒ La Voce tacque. Il Sublime pareva assorto, davanti allo spettacolo immane della metamorfosi universale da uno ad altro ciclo di vita, in eterna ascesa. Poi, come se un improvviso pensiero lo richiamasse verso di noi, umani in lotta, con dolcezza riprese:

‒ Siate semplici come colombe e prudenti come serpenti.

Egli vedeva quanto l'ira, quanto l'odio si sarebbero manifestati contro la nuovissima crociata: egli ricordava il monito dell'Unigenito ai Soldati della Fede: 

«Ecco, Io vi mando come pecore in mezzo ai lupi, siate dunque accorti come serpenti e semplici come colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi faranno comparire davanti ai tribunali e alle sinagoghe... e sarete odiati da tutti a causa del Nome Mio... Se hanno chiamato Belzebù il padrone di casa, quanto più i suoi domestici? Non li temete, poiché non c'è niente di nascosto che non s'abbia a rivelare».

Egli ben sapeva, il mio Maestro, che un'ondata di livido furore si sarebbe abbattuta e più dovrà abbattersi, ruggire, ululare nell'illusione di soffocare l'impeto della corrente di pensiero, che era ed è l'aspettativa delle genti.

Egli volle portare la parola che rincuora:

‒ La semplicità della colomba ha il profondo significato di un Vero che resta intatto nel suo principio; la prudenza del serpente consente di saper distinguere ciò che proviene dall'Eterno da ciò che può essere emanazione delle afosità evolutive, e consente di saper distinguere gli uomini dal loro segno.

A quelli che portano la Croce stellata e riconoscono il Cristo eterno, si può dire tutta la verità:

«Sarete percossi ed insultati a causa di Me». Non subisci tu, non subite voi l'ironia degli umani? La falsità del mondo? Ma che importa? Sappiate essere ardenti come Paolo; sappiate ripetere con Lui: «Non siamo noi che viviamo, ma è Cristo che vive in noi».

L'ideogramma della Scienza della Vita è la Croce stellata: «Deus in vobis».




Episodio 567 (B).

Trespioli:

‒ Dio!... Mille volte quel nome udii negli abissi e nei vertici luminosi... quel Nome che sulla Terra tutti sanno; Nome di Chi tutti ignorano.

E il Maestro:

‒ Dio!... Fuoco e tuono. Folgore che distrugge tutto ciò che non sia perfetto. Il Sublime in atto. Un Tutto che non ha limiti. Una radiazione ininterrotta, manifesta nelle infinitesime particelle di un atomo...

Dio! Eterno sussurro che si ripete ovunque; per lo spazio, nelle energie, nelle scomposizioni delle energie, negli sconvolgimenti di mondi e di universi... Dio? Non oltre. Struttura che congiunge e disgiunge... Potenza, Amore, Sapienza: Dio.

Trespioli:

‒ Seguì una lunga pausa. Io mi ero fatto incapace di più chiedere, di più parlare. Ai limiti dell'infinito della Sapienza era un tale bagliore, era nella voce del Sapiente un tale riflesso dello splendore del Superlativo, che s'ampliava in raggi abbaglianti per l'infinito del Pensiero, che io nulla più sapevo dire; ed ascoltavo soltanto, beandomi; ascoltavo con l'anima tesa, più forte, più anelante ancora di sapere...

Sapere! ‒ riprese il Sublime ‒ Riassumerò l'insegnamento.

E la Voce paterna ed amica riassunse l'insegnamento:

‒ Il Logos: Amore in Potenza legato, in Sapienza diffuso in ogni vibrazione, là dove esiste vita tangibile, là dove la Energia dice di Lui, centro di attività perenne. Non già un moto composto soltanto di vibrazioni, che dà per riflesso Luce, ma una potenzialità infinita, la di cui Luce è parto della Sua stessa sostanza; e dentro questa Luce, che è un canto perenne alla Vita, ogni cosa vitale ha sua stanza.

Ecco perché si unifica ciascun essere nella Potenza. L'Amore che è uno stimolo di emissione, che è un continuo vibrare senza limite, proietta ogni sua scintilla nella infinita gamma dei colori, e dai colori, armonicamente composta, scende la Vita graduata.

Ed ecco che ha inizio la Legge.

Il Principio Potenziale allorché diffonde Sapienza-Amore, Amore-Sapienza, non distribuisce Legge alcuna se non quando la maturazione graduata dell'Amore prende stanza nei vari strati.

La Luce ha come una vibrazione precipitante a pioggia; le Scintille, proiettate a cerchio, si sistemano formando gli strati e da esse prendono movimento sferoidale le energie, che sostanzialmente vanno a comporre gli ambienti.

Ed ecco che nello stesso attimo la gamma cromatica diffonde la sua eterna aurora in ogni ambiente. E coloro che vi prendono dimora sono rivestiti della stessa colorazione, hanno l'impronta della Luce.




Le dimore infinite formano per la stessa potenzialità di emissione e congiunzione le catene che seguono questo ritmo, paragonabili a piedistallo del grande Edificio Potenziale.

Scendiamo dai mondi infiniti ai mondi finiti:

Ed ecco che per estrinsecazione di una catena secondaria avviene un'oscillazione ed uno spostamento nell'armonia; il moto, che riceve scarica negativa, si precipita con veemenza dentro ad un canale* composto di elettricità magnetica; gli elementi, all'istante resi densi, richiamano nel loro intenso ritmo le sferoidi minori ioniche elettroniche per comporre altra catena.

*I canali sono vortici.

La catena forma, anziché un cerchio chiuso, una angolosità, e si stabilisce una zona oscura che taglia nettamente la Luce Prima. Precipitano, per legge di affinità, le forze residuali che formeranno vestimento alle masse. Così è visibile, tangibile la rivolta all'Amore, alla Luce.

Ogni energia rappresenta una vitalità composta, intelligente. Nella vibrazione di ogni energia è strettamente legata l'Evoluzione.

O tu, Umanità, che vai cercando una affermazione della Potenza, in verità io ti dico che in ciò che tu chiami scientifico nulla crei, ma soltanto constati ciò che è stato emesso per Potenza. E quando tu, con la tua veste, vuoi ascendere negli strati siderei, trovi l'oscurità. E poi gridi al mondo: «Il Sole non è una luce!»

Ma io ti dico: con la tua composizione organica e psichica non puoi oltrepassare il limite. La Potenza mette davanti al tuo occhio una specie di tenebra. Tu ridiscendi a terra con le tue ali infrante sol perché ti manca la Luce interiore.

Una Voce emessa dalla Potenza entra nel mondo e dice: «Io sono la Luce; quella Luce che non ha tramonto. Umanità, la luce che tu vedi coi tuoi occhi fisici è il risultato composto delle energie attive e ricettive dalle quali tu estrai un raggio vitale tanto nelle ore di sole, quanto nelle ore lunari. ‒ Io che sono la Luce del Mondo compongo questa tua scintilla. ‒ Tu, o Umanità, camminerai sollecita soltanto attraverso di Me.»

Dice la Voce: «Il Padre Potenza, per virtù di Amore, dà ancora a te, o Umanità, il veicolo per ascendere e per impedire che tu precipiti nei vortici. Ma io so che tu vi precipiterai perché non mi hai conosciuto, né mi vuoi conoscere, nonostante Io cammini nel mondo fin dall'Eternità.»

Un miracolo d'Amore si compirà ancora a maggior confusione dei ribelli. Gli elementi condensati posti nel sottosuolo, entro la voragine terrestre, vengono richiamati dalla Potenza; gradualmente la Terra non darà più i suoi frutti fecondi, la sterilità è stabilita in determinati centri e il mondo nuovamente resterà sorpreso e dovrà testimoniare che solo un intervento occulto può agire all'istante.

E questo avverrà quando le singole masse saranno in maggior conflitto. Quale è dunque la via? Una sola: la Luce. Per quale arco voi dovete passare? Uno solo e ben distinto: l'Amore. Ecco perché è necessario saper dire con semplicità il Vero, ecco perché dovrete distinguervi per le opere, ecco perché dovrete sempre più stabilire, controllare che il Trino movimento è innestato in ogni vibrazione vitale.

Ricordate che gli elementi obbediscono senza ribellione alla Legge Prima; soltanto l'Uomo si ribella. Guai a coloro che non vogliono ascoltare la nostra Voce! Guai doppiamente a coloro che impediranno che altri ascolti la nostra Voce!



Trespioli:

 ‒ Dopo lunga pausa il Maestro, senza dubbio ancor più sfolgorante, riprese:

«O Principio infinito.
 
Tu che muovi per Tua forza d'amore infiniti Cieli,
dai a noi la potenziale vitalità per raggiungerTi
nel luogo ove Tu sei in Gloria eccelsa.

Tu Sole Unico; noi raggi minimi procediamo verso di Te.
Il sudore sanguigno si è tramutato in gloria di Cieli
e i palpiti di essi non sono che il ritmo della Tua Gloria infinita, o Eterno.

Il monte è scomparso nella Luce radiosa che Tu ci hai inviata,
ed ecco che al nostro occhio sono giunte le scale infinite.
Noi saliamo verso di Te dall'abisso del Tempo.

Non ci far mancare mai la Tua Luce».


Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it