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venerdì 19 giugno 2026

Angeli in Astronave: La Visione dei Corpi Sottili.




Sebirblu, 18 giugno 2026

È incredibile come il contenuto di questo libro ormai famoso che molti attribuiscono alla fervida fantasia dell'Autore, coincida perfettamente con le verità insegnate dalle più grandi menti spirituali che hanno illuminato veggenti e mistici da millenni.

Sono le Purissime Intelligenze che vibrano nei Piani Infiniti e che si manifestano continuamente ai semplici e ai puri di cuore che intendono seguire la via della Luce e del Bene.

L'Ultrafanìa, di cui spesso ho parlato, ved. QUI e QUI, conferma inequivocabilmente tutto quanto Giorgio Dibitonto e i suoi amici hanno vissuto nella loro straordinaria esperienza.

È inutile perciò irridere e minimizzare la portata di questa testimonianza, perché è vicino il tempo in cui anche i più scettici dovranno arrendersi all'evidenza dei fatti e piegare le ginocchia e il capo dinnanzi alla maestosità di Dio che riprenderà il dominio su questa Terra distrutta dall'arbitrio e dall'arroganza dell'uomo.

Ho pubblicato altri tre post inerenti al testo (QUI, QUI e QUI) che, prefigurando i tempi attuali, ci avvisano degli eventi in arrivo e ci ammaestrano sul comportamento da tenere se vogliamo uscirne senza esserne trascinati e coinvolti pesantemente.





"A bordo dell'astronave"
- dal cap. 12 -

La sera del ventisette luglio vi fu un nuovo incontro. Dopo una lieve salita, la luce del disco ci segnalò la presenza dei Fratelli dello Spazio. Ci venne incontro Raffaele, e ci condusse fino ad esso, che era poggiato a terra fra gli alberi.

Dal portello aperto una luce bianchissima illuminava il prato. Leggendomi nel pensiero, Raffaele mi assicurò che non avrei sofferto di alcun disturbo, né di vertigini. Visto da vicino, il mezzo spaziale appariva maestoso, e una luce soffusa traspariva da tutti i suoi punti.

Tina era visibilmente commossa. Raffaele mise piede nel mezzo spaziale, e con la mano ci fece cenno di seguirlo. Entrò per prima Tina, poi io, e poi Paolo, che era venuto con noi.

L'interno era di una particolare semplicità. L'abitacolo era illuminato da una luce che si diffondeva ovunque, senza che ne apparisse una fonte manifesta. Sotto la grande cupola, quattro pannelli luminosi fungevano da pareti.

Provai un'emozione straordinaria: tutti eravamo illuminati da quella luce che non ha eguali sul nostro pianeta. Pace e sensazioni di liberazione interiore si mescolavano alla gratitudine per quegli Esseri meravigliosi che ci davano una simile opportunità. Ero pervaso dalla commozione.

Tina conversava con Orthon, mentre Firkon spiegava qualcosa a Paolo che lo guardava meravigliato. Dissi a Raffaele che non sarei stato capace di esprimere la mia gioia. Raffaele sorrise e guardò Paolo, che ora taceva con l'espressione di chi stia vivendo un'esperienza straordinaria e non voglia sciuparla con le parole.

Uno dei pannelli era illuminato da linee colorate e lampeggiava di luci; un Fratello, che vi stava seduto di fronte, si alzò e si avvicinò per darci il benvenuto.

Era alto, aveva gli occhi di un colore tra il verde e il celeste e i capelli castani con riflessi color rame che gli scendevano quasi fino al collo. Fui colpito dalla sua squisita gentilezza. Si scusò e tornò al suo posto di fronte al pannello delle luci.

Il portello si richiuse, e il pavimento sul quale poggiavamo i piedi ebbe un lieve sussulto ed una vibrazione che si protrasse. «Stiamo salendo» ‒ disse Raffaele ‒ «fra poco saremo a bordo dell'astronave».

Vi erano, in quella sala sotto la grande cupola, tre gruppi di sedie. Raffaele ci invitò a sederci, e sedette anche lui. Gli altri Fratelli andarono a parlare a bassa voce con l'uomo che pareva pilotare.

«L'astronave» ‒ ci informò Raffaele ‒ «si trova fuori dell'atmosfera della Terra. Non ci vorrà molto per raggiungerla».




Vennero a sedersi accanto a noi anche Orthon e Firkon. Quest'ultimo mostrava la sua esultanza per averci a bordo, e rideva bonariamente sulla paura delle vertigini che avevo prima di salire.

«Come vedi» ‒ rideva simpaticamente ‒ «stiamo tutti bene». Risi con lui, e gli confermai che era proprio come non avrei mai potuto immaginare. Tina espresse la sua ammirazione per la semplicità e la funzionalità del velivolo.

Paolo era riuscito ad esprimere la sua sorpresa di trovarsi nello spazio. Io stavo meditando sul come i Fratelli ci facessero vivere esperienze così grandi, con tanta naturalezza e bontà. Mi dicevo che tutto questo era frutto di una grande intelligenza e conoscenza delle cose. Non so quanto tempo passò. Il disco ebbe un leggerissimo sussulto. «Siamo arrivati» ‒ annunciò Raffaele. «Stiamo entrando nell'astronave».

Ci alzammo, e il portello si aprì. Usciti di là, ci trovammo a camminare in un corridoio dal soffitto non molto alto. Le pareti parevano fatte di un metallo fuso con vetro. Avevano una specie di trasparenza e luminosità difficili da spiegare, ma gradevolissime a vedersi. Una porta si aprì di fronte a Raffaele, in fondo al corridoio, senza che nessuna maniglia fosse stata toccata.

Entrammo in una sala abbastanza grande, permeata di riflessi colorati che rendevano vivi tutti gli oggetti, come se rispecchiassero infinite fonti luminose impossibili da individuare, e ciò offriva toni di soavità, calore e finezza ad ogni cosa che cadeva sotto i nostri occhi.

Tina volle toccare il tessuto di una delle poltrone sparse a gruppi qua e là in quell'ambiente piacevolissimo. Firkon le sorrise leggendo nella sua mente una domanda. Quel tessuto simile ad oro pallido poteva essere di stoffa, ma la consistenza e la morbidezza facevano pensare ad una sostanza sconosciuta sulla Terra.

«Abbiamo molte cose da dirci» ‒ egli osservò. «Il tempo non è molto». Mi accorsi che dall'istante in cui eravamo saliti a bordo dei mezzi spaziali avevo perduto il senso del tempo. Raffaele ci invitò a sederci. Prendemmo posto su un divano, davanti a cinque poltrone in semicerchio che accolsero Raffaele, Orthon e Firkon.

Osservai il soffitto, e mi parve meno luminoso delle pareti. Variazioni appena accennate della colorazione davano l'impressione di una consistenza fluida del suo spessore. Era come se mani invisibili giocassero su una carta da presepio, e l'effetto in chi osservava era piacevole e riposante.

Entrarono Kalna, Ilmuht e Zuhl, e noi trasalimmo di felicità. Parevano più giovani in quella luce straordinaria, anche per l'effetto cromatico del loro abbigliamento. Sedettero, dopo averci tributato una festosa accoglienza.




«Da tempo aspettavamo questo momento» ‒ disse Raffaele in modo pacato. La sua voce produsse un'atmosfera ancor più intensa. Tina, Paolo ed io eravamo commossi. Così i Fratelli.

Raffaele mi fissò con dolcezza, ed io non potei astenermi dall'elogiare la rara bellezza dei fiori che erano posti in vasi trasparenti, sul tavolo alla nostra destra. Avevano forme e colori meravigliosi, a ellisse, rotondeggianti o a calice. Sulla Terra non ne avevo mai veduti di simili. Emanavano un profumo delicatissimo, che procurava soavi sensazioni.

«L'Amore Universale è la vita di tutta la Creazione. Il mistero del male è tutto qui: la perdita dell'Amore. Amare è essere nella Luce. La cecità interiore, l'ignoranza, la malvagità, sono tutti effetti della mancanza d'Amore. L'Essenza Divina è Amore, e da Essa procede l'intero Creato».

Con queste parole Raffaele iniziò a dirci cose che catalizzarono la nostra attenzione. «Il male» ‒ precisò ‒ «è non essere nell'Amore. Per chi invece non lo vive, è difficile percorrere le infinite vie della Consapevolezza che conducono al Creatore: somma aspirazione di ogni Sua creatura.

Per chi non pratica l'Amore, e quindi si trova nel male, la vera Conoscenza è difficile, persino impossibile. Più si è immersi nella sua Luce, e più facile è comprendere questa Forza grandiosa.

Purtroppo, sulla Terra vi sono poco Amore e poca Conoscenza. Ecco perché gli uomini,  prima di poter  tornare sul  giusto cammino  che  conduce a Dio ‒ fonte di Tutto ciò che è buono ‒ dovranno parecchio sperimentare, soffrire e comprendere le illusioni e gli errori del male».

«Voi» ‒ proseguì ‒ «siccome siete nelle tenebre, complicate le cose.  La semplicità è una delle grandi vie della Luce.  Ecco perché  vi fu detto che  per conquistare il Cielo è necessario farsi fanciulli. Ciò che è superiore e profondo, è sempre estremamente semplice».

Orthon prese a sua volta la parola. «Vi saranno mostrate» ‒ annunciò ‒ «alcune situazioni. Lo faremo con sobrietà e metodo, affinché possano esservi forniti alcuni elementi atti a farvi comprendere concetti più alti. Poi vi faremo visitare l'astronave e faremo festa con voi».

Firkon ci invitò a disporre la nostra mente all'accoglienza, e il nostro cuore a donare la nostra partecipazione.

«Guardate da quella parte» ‒ disse Kalna indicando la parete che stava alla nostra sinistra, dal lato opposto a quello del tavolo coi fiori. «Osservate quanto vi verrà esposto». Ci voltammo, e tutti fissarono lo sguardo verso il punto indicato.

La luce dell'ambiente si abbassò, creando un'atmosfera più intima. Tina e Paolo non battevano ciglio. Una specie di fumosità si produsse in un punto della stanza.


Alex Alemany

Sembravano dei vapori che condensandosi formavano una nube grigiastra. Da tale nube si andarono delineando tre figure. Noi guardavamo stupiti quell'incredibile metamorfosi sorta dal nulla. A poco a poco, vedemmo concretizzarsi le sagome di un uomo, di una donna e di un bambino.

Erano reali, sotto i nostri occhi, e allo stesso tempo ci apparivano come una scena di un film o di un teatro. Quel vapore continuò a definire le strutture di alcuni alberi delineando, al di sotto, tutto quanto può rappresentare un prato con erba, fiori e piccole piante.

L'uomo sedette su una pietra; la donna, che stava in piedi, indossava maglietta e pantaloni. Il bimbo tracciava sull'erba dei segni con un piccolo pezzo di legno. Era una scena campestre, forse la gita di una famigliola. Quelle figure che dapprima vedevamo come in uno schermo televisivo in bianco e nero, ma completamente reali, andavano colorandosi.

La sostanza grigiastra e vaporosa emetteva colore, e presto la luminosità di tutta la scena aumentò di molto. Nel contempo, andava abbassandosi la luce dell'ambiente dove eravamo. Cominciai a sentirmi coinvolto in ciò che vedevo.

L'uomo si alzò, e conversò con la donna che doveva essere la sua sposa. Il bambino canticchiava trastullandosi, noncurante dei genitori a lui vicini. Udimmo la voce melodiosa di Ilmuth, che ci avvertiva: «Ora» ‒ spiegò ‒ «vi sarà fatto vedere, in questa scena familiare di repertorio, quanto ci sta a cuore possiate comprendere. Fate attenzione».

Le tinte delle figure umane, dei vegetali e delle cose prima si intensificarono, poi iniziarono ad attenuarsi. I vestiti che indossavano i tre si confusero in quelle tenui colorazioni e ci apparvero tre corpi umani "più fluidi" ben fatti. Quelli appunto di un uomo, di una donna e di un bambino.

Un colore celestino-chiaro cominciava ad emergere, sovrapponendosi all'incarnato dei loro organismi ed evidenziando un altro corpo (quello eterico; ndr) leggermente più luminoso e visibile, in maniera tale da far scorgere, per ogni persona, i due corpi coincidenti ma in realtà separati l'uno dall'altro.

Il processo si ripeté, ed altri corpi vennero a mostrarsi, tutti collimanti sebbene divisi; dalle luminescenze e dai colori diversi. Potevo osservare che quanto più ciascuno di essi appariva in profondità, maggiormente era luminoso, ma non copriva la vista dei precedenti più esterni ed oscuri. Ne contai sette. (Cfr. QUI; ndr).

L'ultimo, al nucleo, appariva candido, e palpitava come se pulsasse ritmicamente di luce. Ad ogni palpito emanava un chiarore che attraversava tutti gli altri corpi, fino a quello fisico.

«Guardate» ‒ disse Ilmuth ‒ «Osservate anche le piante e la roccia». Anche per loro, come per le persone, era avvenuta la stessa cosa. Era una scena mai vista. Tutto mostrava un'interiorità vitale, una ricchezza di colorazioni... I ritmi dei passaggi di quella luce e la simmetria delle forme, mi sbalordivano. Non avrei mai potuto immaginare una cosa simile.


Dale Terbush

«Vi è possibile visualizzare qui» ‒ continuò Ilmuth ‒ «i vari livelli d'energia vitale nell'uomo, nella vegetazione e nelle strutture del regno minerale. Potremmo anche suddividere queste sette dimensioni in tre modi di essere, somiglianti fra loro» (fisico, psichico e spirituale, cfr. QUI; ndr).

Guardai e vidi che i primi tre corpi più superficiali erano simili nel loro aspetto, soprattutto riguardo al senso di consistenza e al grado di tenue luminosità. I tre successivi erano più luminosi ed apparivano più sottili ed evanescenti nel maggior grado di profondità.

L'ultimo, che pulsava bianchissimo, appariva in una luce eccezionale e chiaramente irradiava flussi ritmici di intensa luce a tutti gli altri corpi, attraversandone tutta l'estensione. Mi resi conto che non era fattibile, sulla Terra, riuscire a penetrare tutta quella realtà nascosta.

Tale scenario insolito aveva prodotto delle opportunità ai miei sensi che in un normale stato di coscienza, come noi siamo soliti vivere, non poteva accadere.

«Il corpo più esterno ‒ riprese Ilmuth ‒ «è quello materiale. Gli altri sono di energia meno densa, eterica, astrale, mentale o cosmica, come la chiamano i vostri studiosi sulla Terra. Con ognuno di questi veicoli, l'Essere può vivere in diversi mondi e dimensioni, su pianeti più evoluti.

L'involucro più esterno muore, e il corpo sottostante è pronto ad attivarsi pienamente nel nuovo ambiente energetico. È quanto avviene alla morte, ma in realtà è soltanto una nascita col nuovo rivestimento in un livello superiore, in un nuovo mondo di pari grado evolutivo a quello in cui si trova l'individuo stesso.

Poiché i piani sono innumeri (come sconfinati sono i modi d'essere dell'uomo, cfr. QUI e QUI; ndr), anche i corpi latenti umani, pur essendo sette, presentano infinite sfumature e densità. Vi mostriamo soltanto questi per facilitare la vostra piena comprensione».

Ero tutto concentrato in quella realtà meravigliosa. Udii la voce di Tina che esclamava: «La bellezza dell'ultimo corpo luminoso è estasiante!».

«È quanto volevamo comprendeste maggiormente» ‒ intervenne Kalna, e la sua voce esprimeva soddisfazione. «Il corpo bianco-lucente che emette ondate di energia potenziale verso i corpi astrali, fino a quello fisico è la visualizzazione di ciò che voi chiamate "Spirito".

Nella Scrittura voi potete trovare che l'essere umano viene suddiviso in corpo, anima e Spirito, intendendo per corpo quello materiale, per anima (o psiche; ndr) l'insieme dei corpi astrali e mentali, e per Spirito quell'Ente essenziale dell'uomo (rivestito, fino ad evoluzione conclusa, del suo corpo causale; ndr) che è eterno e quindi non morirà mai perché Particella divina, sede della Vita e della Coscienza Universale».


"Luce in Movimento" di Marcello Ciampolini

«Lo Spirito» ‒ proseguì Ilmuth ‒ «ha la capacità di vivere nello sconfinato ambiente oltre la Barriera Celeste (o Biotesi dell'Immortalità; ndr) mentre, quando è ancora avviluppato nei suoi involucri astrali, non può oltrepassarli e deve soggiornare nei mondi cosmici adatti al proprio grado evolutivo».

Firkon spiegò: «I Fratelli dello Spazio, quali noi siamo, sono coloro che hanno realizzato il maggior grado spirituale e quindi normalmente risiedono nei luoghi sublimi  della  Luce  siderale.

Essi sono quelli che le Scritture chiamano spesso Angeli del Signore, avendo la facoltà di intraprendere viaggi in tutte le dimensioni cosmiche e di rivestirsi, secondo la necessità, dei corpi adatti (condensando le energie appropriate di volta in volta; ndr).

Invece, i Fratelli che non si sono ancora evoluti al punto di liberarsi dai corpi sottili e poter oltrepassare la suddetta Barriera Celeste, hanno la possibilità di scendere nei piani inferiori per portare soccorso. Questo lo possono fare autonomamente, in virtù delle loro conoscenze e delle missioni che si propongono o vengono loro affidate.

Per recarsi nei mondi a più alta frequenza vibratoria, come è accaduto a voi oggi, essi devono affidarsi a noi, perché ci troviamo in uno stato di Consapevolezza dello Spirito, collegato sempre al Creatore che opera attraverso di noi, permettendoci di farvi attuare viaggi in mondi superiori al vostro grado evolutivo». [...]

[...] Raffaele richiamò la nostra attenzione a quanto avveniva ora nella nube colorata che mostrava le tre figure umane e un giardino. L'uomo e la donna discutevano. Notai che l'uomo muoveva le braccia come si è soliti fare in una discussione animata. Ne udimmo la voce. Rimproverava la sposa di qualcosa che non compresi bene, ma che riguardava il bambino. Questi pareva non curarsi del diverbio fra i genitori e continuava a trastullarsi.

«Osservate» ‒ disse Raffaele ‒ «ora vedrete le conseguenze dell'ira sui corpi sottili e sul corpo spirituale di questi fratelli».

L'uomo emetteva parole severe alla donna, accusandola di non essere in grado di fare il suo dovere. Era accigliato, e la sua donna lo guardava sorpresa. Vidi la figura dell'uomo, i contorni dei suoi corpi deformarsi, come se venissero distorti da una forza bruta.

L'armonia delle linee veniva compromessa. Dal corpo spirituale che si offuscava e perdeva la propria bianchissima luminosità, partivano flussi di grumi energetici che attraversavano gli altri corpi alterandone la luce, l'omogeneità e la forma.

L'uomo ora gridava, e la donna piangeva. La luce biancastra del suo corpo spirituale si fece di un colore sporco, sul marrone scuro; tutto il suo essere subì un'ondata di quella colorazione sgradevole e la sua sagoma si contrasse restando menomata.

Soltanto il corpo materiale, benché divenuto il contenitore di quelle deformazioni e stravolgimenti che avevano investito gli altri corpi oscurandoli, subì un minore deturpamento.

Adesso, dal corpo dell'uomo fuoriuscivano scariche di energia vitale disordinata e cupa che si espandevano in emissioni successive nell'aria circostante penetrando nei corpi sottili della donna che, a loro volta, si contraevano deformandosi e procurando anche ad essi un abbassamento della loro naturale luminosità.


Aura di un individuo in preda all'ira.

«Ciò che vedete» ‒ spiegò Raffaele ‒ «è quanto avviene in un essere umano la cui coscienza si abbandona all'ira. La sua energia vitale si oscura e si deforma. Dal corpo spirituale questo sconquasso si trasmette a tutti gli altri corpi, fino a quello materiale, e tutti ne soffrono. (Ne vengono investiti anche gli astanti; ndr).

L'energia vitale di ogni individuo è connessa, attraverso l'ambiente, con quella dei suoi simili e quindi chi vive ordinatamente e bene giova ai Fratelli, mentre chi vive disordinatamente e male danneggia non solo gli altri, ma l'intero contesto a lui d'intorno.

Tutto  il  Creato  è  in  comunione, e più  una  realtà  è  sottile, più è vitale.  Il pensiero, le sue forme e quella che voi chiamate fantasia o immaginazione è di una tale consistenza che l'uomo chiuso nella materia non può comprendere. [...]

Intanto l'uomo seguitava nella sua esplosione d'ira, ed il «contagio energetico» poc'anzi descritto, investiva pure il figlioletto che tuttavia seguitava a mostrare noncuranza alla lite dei suoi.

Anche la vegetazione era pervasa da quelle ondate di energia oscura e dannosa persino nel ritmo di emanazione, provocando disarmonia nella roccia. (Ecco il perché dell'accentuarsi dei disastri sulla Terra!). Cominciammo tutti a sentirci invasi da quel malessere.

«Che brutta cosa!» ‒ disse Tina ‒ «Che brutta cosa!».

La scena subì un'accelerazione, poi rallentò al tempo naturale. Ora l'uomo cingeva dolcemente la sua sposa che si asciugava le lacrime. Il piccolo, tra loro, rideva a tratti, contento. Intanto, i corpi dei tre e di tutte le realtà vegetali e minerali si stavano ricomponendo.

Ondate di luce e colore davano nuova armonia e respiro a quelle figure. Sentivamo tornare in noi gioia e felicità mentre si allontanava l'incubo di quanto avevamo veduto e provato.

La scena si spense pian piano e la nube vaporosa tornata sul grigio svanì lentamente. La luce ambientale apparve come prima e Raffaele insieme agli altri ci sorrideva, come se fossimo usciti da una parentesi di turbamento. Con gioia, ripensai al viaggio dalla Terra all'astronave sulla quale mi trovavo con Tina, Paolo e quei Fratelli.

Riprese la parola Raffaele: «Se tutti i figli del Padre Iddio avessero usato la libertà loro concessa per seguire soltanto le infinite vie dell'Amore Universale e si fossero affidati esclusivamente alla bontà delle Sue Leggi, non vi sarebbe stata la necessità di sperimentare dimensioni cosmiche così limitate rispetto allo Spazio infinito al di là della Barriera Celeste.

Ma poiché vi fu in origine un "Ribelle" (Lucifero; cfr. QUI e QUI; ndr) il quale convinse tanti altri che si sarebbe potuto disobbedire al Padre Buono agendo anche senza di Lui, da quell'atto di superbia ebbe inizio, come conseguenza, il Male. (Cfr. QUI; ndr).


"Caduta degli Angeli ribelli" di Giovan Battista Beinaschi

Fu allora che l'Eterno creò i mondi astrali e materiali che, sebbene meravigliosi come Opera delle Sue Mani, erano però pur sempre definiti.

In essi molti Suoi figli si dettero all'egoismo in luogo della compartecipazione, alla cattiveria al posto della bontà, al sadismo invece che alla felicità di veder gioire i propri Fratelli.

I reprobi perseguirono le vie del male anziché del bene, l'odio al contrario dell'Amore, la cecità piuttosto della Conoscenza che vivifica.

Ecco perché venne a crearsi la materia: (perché le energie trattenute e non emanate, come tutta la compagine stellare fa, si condensarono incapsulando l'Essere nella sua prigione di carne. Ndr) e inoltre, perché lo Spirito e la Coscienza racchiusi in essa avrebbero avuto una difesa.

Voi avete visto come il corpo fisico sia il meno sensibile; quello che ammortizza lo sconvolgimento causato dalle passioni nei corpi sottili dell'uomo. Se questi figli non avessero il rivestimento fisico e astrale, essi sperimenterebbero la negatività che la loro spinta ribelle vuole provare in condizioni ben più palesi e di dolore.

È importante che l'uomo si convinca dell'inutilità e pericolosità del male durante la sua vita di tempo, perché altrimenti in altre dimensioni ne farà l'esperienza patendo molto di più e subendone tutta la violenza.

Occorre che l'uomo sappia comprendere la Bontà del Padre, che non ha tolto la libertà ai figli infedeli al suo Amore, ma ha concesso loro di potersene convincere in una situazione di minore sofferenza.

La stessa sofferenza è mezzo di salvezza, il dolore è la Voce dell'Eterno che richiama le sue creature, è purificazione, è Amore. (Cfr. QUI; ndr).

Guai, se non ci fosse il dolore fino a quando non sia stato recuperato l'ultimo figlio del Padre! Voi avete assistito al suo effetto in quell'uomo che ha compreso di stare offendendo la propria sposa e danneggiando l'animo sensibile del bambino.

Il  rimorso  provato  dalla  sua  coscienza  era  un'energia  viva  che  si  sprigionava dal suo Spirito ricomponendo e ridando armonia al suo Essere, a quello della compagna  e  del  figlioletto».


"Purificazione" di Tomasz Alen Kopera

«Quando la bontà e l'Amore saranno riconquistati dai figli della Terra» ‒ disse Kalna con voce tenerissima ‒ «in quel  momento  il vostro Spirito  produrrà  energie mirabili che  daranno  Luce  alle  vostre  menti  e  calore  ai  vostri cuori.  Allora la forza benefica che da voi si sprigionerà risanerà i vostri mali spirituali, morali e materiali.

Anche gli animali ne saranno disintossicati, le piante e i sassi. Voi non potete immaginare come tutta la realtà vitale dell'ambiente sia legata alla vostra coscienza. Le  menti  condizionano  realmente  l'habitat  circostante,  i loro  mondi. 

Tutto è vivo: ogni vostro moto dell'animo, ogni desiderio, pensiero o sentimento, così come ogni vostra passione. Irridere queste realtà significa prolungare il cammino  verso  la  Luce  di  molti  millenni  ancora.

Ogni figlio del Padre perverrà alla Conoscenza spontaneamente, in modo libero, in virtù della propria cognizione della verità, del bene e dell'illusorietà del male.

Noi vi aiuteremo sempre, fino a quando il Genitore Divino sarà nuovamente felice di poter riavere il vostro amore e la vostra fiducia in Lui, Unico Creatore, Sommo Amore e Dio.

Ogni pensiero ha una sua forma, un proprio colore, un profumo, una voce e un significato. (cfr. QUI e QUI; ndr). Cosí tutto ciò che vive nello Spirito umano.

I figli dell'Eterno possono crearsi paradisi o realizzare altrettanti inferni. Egli si adopererà sempre per ricondurli a Sé, e noi saremo i suoi fedeli collaboratori, finché tutti si convinceranno della verità delle cose».


"L'uomo schiavo di sé stesso" di Ban Sarolta

Firkon mi guardò negli occhi. Compresi che aveva letto nel mio pensiero la domanda che volevo porre.

«Sì» ‒ mi  disse  con  tono  grave  e  sicuro. «Sì,  tutto questo finirà.  I  figli  ribellatisi a Dio, che stanno conducendo esperienze sbagliate, presto se ne renderanno conto. Essi provocheranno sulla Terra tanto dolore che anche i ciechi vedranno, e i sordi sentiranno. (QUI, la visione avuta da Giorgio Dibitonto sul "Rapimento"; ndr). 

I cuori si scioglieranno dalla loro millenaria durezza, le menti vorranno la Luce. Allora l'Eterno Padre farà una festa senza precedenti nella storia della Creazione perché il "figliol prodigo" avrà fatto definitivamente ritorno alla sua Casa d'origine.»

«Sta scritto» ‒ soggiunse Raffaele pensosamente ‒ «che soltanto il "figlio della perdizione" si perderà. (Lucifero, cfr. QUI, che per somma superbia rifiuterà di pentirsi; ndr). Questo rattrista infinitamente il cuore dell'Altissimo e fa soffrire il nostro.

Questi uomini testardi (che lo hanno seguito e lo seguiranno; ndr) non vorranno capire la lezione, ma non potranno più nuocere. Per essi tutto il piano d'Amore e di Salvezza non avrà dato frutto. Noi non possiamo sostituirci al Padre Iddio.

Egli ha preparato qualcosa anche per loro; ma guai a tentare l'immensa Bontà, la Misericordia e la Giustizia di Dio! Questi nostri fratelli ostinati non dimentichino che sempre e in ogni momento vi sarà compassione, perdono e Amore per loro. Ma dovranno soffrire nella misura della loro incredibile ostinazione».

«Quanto è avvenuto sulla Terra in questi millenni di storia di dolore, ingiustizia e sangue» ‒ aggiunse Raffaele con tristezza ma con voce ferma ‒ «nel Cosmo resterà d'esempio affinché la colpa sia mostrata in tutti i suoi aspetti di orrore». (Infatti non ve ne sarà un'altra mai più; ndr).

«Essa ormai sta raggiungendo il limite che il Padre ha posto nel Suo amorevole Cuore. Egli non permetterà che si soffra oltre, e tutti potranno avere la ricompensa per tutto quello che hanno sopportato in sé stessi». [...]

[...] Poi, Raffaele ci invitò a seguirlo. Vennero con noi Orthon e Firkon. Visitammo vari reparti di quell'enorme e meravigliosa casa di luce. Fummo condotti in una sala dove brindammo con una sostanza soavissima. Poi Kalna cantò, e udimmo una musica che commosse Tina fino alle lacrime.

Avevamo l'animo saturo di leggerezza, di pace e la certezza dell'Amore senza fine dei Fratelli. Quindi, ci ricondussero, attraverso il corridoio, nel disco che ci avrebbe riportati a terra. Nostri compagni di viaggio furono ancora Raffaele, Orthon e Firkon.

«Tempo verrà» ‒ diceva Ilmuth, mentre Kalna ci sorrideva ‒ «che non ci separeremo più. Tutti i fratelli della Terra che lo vorranno potranno viaggiare con noi nello spazio. Basterà volerlo, e soprattutto essere figli dell'Amore di Dio.

Insieme visiteremo mondi e solcheremo nuovi cieli. Saremo sempre in missioni d'Amore e di Conoscenza per altri fratelli che vorranno evolversi presto. Siatene certi» ‒ concluse Kalna ‒ «questa è la Verità».

Ci salutammo tutti con un abbraccio, e mentre prendevamo posto nel disco, la luce dell'abitacolo agiva in noi per prepararci a tornare nell'atmosfera terrestre.

Il nostro cuore era rimasto sull'astronave, con tutta la sua luce, i colori e i profumi. Il piccolo velivolo ci riportò dove ci aveva prelevati qualche ora prima. Erano circa le sei del mattino.

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Estratto dal libro "Angeli in Astronave" di Giorgio Dibitonto – da scaricare QUI.

mercoledì 30 ottobre 2024

3 Messaggi di Gesù da Dibitonto, letti da Red Ronnie

 
"Venite a Me" di Howard Lyon

Sebirblu, 29 ottobre 2024

In un momento critico per la storia del mondo, ci sono ancora molti "spensierati" che io nondimeno chiamerei "irresponsabili ignoranti" che si espongono, appunto senza saperlo, alle insidie diaboliche della festa di Halloween, di cui quest'anno non voglio parlare.

Già ne scrissi ampiamente in passato QUI, QUI, QUI e QUI, e quanto ho detto mi sembra abbastanza per aprire gli occhi a coloro che ancora si ostinano a tenerli chiusi. Per tale argomento "scottante" consiglio di leggere anche QUI, QUI, QUI e QUI.

"Voltando pagina", riferendomi perciò al sacro giorno di Tutti i Santi, preferisco onorarli riportando tre intensi comunicati di Nostro Signore, inviati a Red Ronnie da Giorgio Dibitonto i quali, anche se non recenti, riguardano proprio i tempi che stiamo vivendo.




Questo messaggio degli anni '80, ricevuto da Giorgio Dibitonto (autore di "Angeli in Astronave"; ved. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI) è stato letto da Red Ronnie il 27 ottobre scorso.

La decisione di esporre il video relativo a questo profondo ammonimento viene dalla reiterata constatazione della dirittura morale di questo uomo e dalla evidente sua estrema semplicità e pacatezza nella continua divulgazione, da ormai quarantun anni, della sua esperienza meravigliosa.

Gli disse Gesù:

«Il Fuoco di Dio purificherà e rinnoverà ogni elemento vitale del pianeta che sarà poi abitato dagli uomini trasformati nell'Uomo Nuovo.

Il Mio Fuoco eterno, l'Amore, monderà tutta la Terra; nessun orgoglio potrà più risalire dall'abisso a danneggiare gli umani.

Il Mio Trionfo è decretato dall'eternità e la volontà del Padre Mio non può mutare; voglio farvi tornare umili e buoni simili al vostro Creatore.

Io non ho creato il Male e non l'ho mai voluto; Io ho creato soltanto la Luce, ma quando voi la rifiutate, e ne restate senza, ecco la Tenebra che è l'assenza della Mia Luce.

Ho preferito questo per voi anziché lasciarvi cadere nel Nulla che è la negazione totale della vita; capirete questo allorché saprete cos'è il dono della vita.

Il Male è abusare della vostra libertà e dignità per non amarMi e non amare voi stessi e i vostri fratelli. La più grande disgrazia è non amare il proprio Creatore. Chi Mi ama osserva la Mia Parola che è Amore.

Vi rivelerò ogni cosa quando sarete tornati umili e buoni come quando foste creati, allora chi avrà accusato il suo Dio si pentirà amaramente e Mi loderà in eterno. Se così non fosse non sarei Dio.

Non cercate di capire oggi cose più grandi della vostra dimensione. Confidate in Me e chiedeteMi il Paraclito che vi darà un cuore e una mente nuovi. (Cfr. QUIQUI, QUI e QUI; ndr).

Io Sono la vera Scienza e la Conoscenza Infinita: Io Sono. Io sono l'Amore e il Bene immutabili. Io ho permesso il Male perché l'avete voluto.

Ma cos'è questa voce che corre sulla Terra: "Verrà il fuoco per mano di Dio?" Se il fuoco dev'essere sulla Terra, ciò avverrà per mano dell'uomo.

Il Padre Mio accoglie ogni Mia supplica per essa, a pro della quale ho versato tutto il Mio sangue.

Il Mio Fuoco Divino non viene, non verrà dal Cielo come voi potete immaginare con la vostra mente; Egli, il Paraclito, non viene come Fuoco creato.




Io Sono il Dio fattosi Scintilla Divina per ognuno di voi. Io, Signore Dio vostro, non spavento le Mie Creature. Io Sono la vostra Pace e Delizia, il vostro Amore struggente. Io Sono il Dio dolce e benevolo, Giusto e Santo.

Vi amo infinitamente. Amo i buoni con tenerezza perché diventino migliori. Amo i cattivi con dolore perché si ravvedano.

Sono il Dio all'opera per estinguere ogni Male. Sono il Signore, Dio degli eserciti in battaglia contro il Male e la paura. La paura è il violento frutto del Male. In Me e soltanto in Me non potrete più avere paura di nulla.

Nessun essere umano può dire come viene e verrà il Fuoco Divino dal Cielo, ma il Consolatore, il Paraclito, che è lo stesso Fuoco Divino, per volere del Padre Mio può rivelarlo a chi abita in Me ed Io in lui.

Nessuno può dire come avvolgerò nel Mio Amore struggente le Mie creature della Terra e come permeerò del mio Spirito eterno la Creazione.

Giovanni ha descritto come agirà il fuoco creato dagli uomini per distruggere, e come si sarebbe ribellata la Natura, fedele al suo Creatore. Ho mostrato loro un fuoco devastante, fatto dalle mani dell'uomo.

Ho mostrato a Gioele e ai Profeti il Mio Fuoco Divino ed essi vi hanno riferito le Mie parole. Esponi ai Miei portavoce d'oggi gli eventi profetizzati, ma il Mio Consolatore, il Fuoco di Dio, non lo si può raccontare né descrivere.

Ora, che sta per venire su tutta la Terra il Mio ineffabile Regno, prima purificherò gli uomini e le cose col Fuoco del Mio Amore.

Siete vicini al compimento di tali cose e quanto ora accade intorno a voi è basilare per farvi comprendere i Segni dello Spirito.

Il Consolatore si manifesta ai miei veggenti e ai profeti attuali per la Missione loro affidata. Essi sono i Miei testimoni.»

Qui il video:




Ed ecco il secondo messaggio "Scendo a voi coi miei Eserciti Celesti", sempre ricevuto da Giorgio Dibitonto e letto da Red Ronnie il 24 aprile 2024. Segue il video.

Al quesito posto da Red al noto "contattista" su quanto tempo ancora ci vorrà prima che finisca tutto questo pandemonio che mette a grave rischio la sopravvivenza del pianeta, egli ha risposto:

"Ci sarà ancora da penare ma (gli Esseri delle Stelle; ndr) non permetteranno una tale distruzione. Questa è una certezza. Più ci avviciniamo al caos più siamo vicini al cambiamento. Tutto avverrà in un baleno come quando sorge il sole al mattino e l'oscurità si dilegua.

Intanto operiamo per affrettare quel momento e per evitare il peggio. Nessun essere umano può immaginare quanto Loro stanno preparando. Presto si saprà come finisce il tempo degli uomini insensati che sono in procinto di causare il massimo disordine.

Il giorno e l'ora non li può sapere nessuno, ma ti assicuro che tutto sta precipitando ed è molto vicino. Gesù ha ricevuto l'ordine dal Padre di preparare tutto in fretta.

L'Altissimo ha pronunciato il Suo "BASTA". La Madre Divina con i suoi Angeli e la partecipazione dei Fratelli dello Spazio, o Extraterrestri benevoli, sono schierati e operativi. Ad un cenno dell'Arcangelo Michele ogni cosa accadrà in un attimo.

Tutti gli uomini di buona volontà saranno sollevati e trasformati (ossia non vi sarà più il Male, né la morte) e la Terra purificata sarà come il pianeta meraviglioso che ho descritto nel mio libro "Angeli in Astronave". (Cfr. QUI; ndr).




Ormai siamo giunti all'apertura del settimo sigillo dell'Apocalisse, cioè al termine di tutte le profezie."

Dice Gesù:

«Presto verrò sulle nubi del cielo con Grande Potenza e Gloria affinché la vostra gioia sia totale e possiate venirmi incontro nell'aria. Infatti, vi solleverò da terra.

Scendo a voi coi miei Eserciti Celesti per il Tempo della Fine, per fare Nuove tutte le cose.

Sarò in mezzo a voi coi Segni profetizzati per il Nuovo Tempo che è alle porte. Sarò con voi coi Miei segni, con sogni e visioni. Verrò sempre più manifestamente e con Me verranno la Madre Mia e gli Angeli nostri che voi chiamate Extraterrestri.

Costoro verranno a voi con segni nel cielo, sotto i mari e sul suolo della Terra. Sono in Missione di Pace e di Salvezza secondo il Volere del Padre Mio e daranno conferma ai Miei richiami, suscitati nel cuore degli uomini dal Mio Divino Spirito.

Ci mostreremo sempre più e potrete vedere la Gloria del Signore e rallegrarvene. I tempi incalzano. A voi accadrà come a Mosè che vide avverarsi ogni Parola che gli era stata rivolta da Dio.

Gli umani di buona volontà della Terra affiancheranno i Miei Cherubini, gli Arcangeli e tutti gli Operai della Mia Vigna.

I miei Extraterrestri operano per voi in Missioni di Pace e Salvezza nell'aria, sotto le acque e sulla superficie della Terra.

Io sono l'Amore Universale.

Quanti mondi e quante dimore vi attendono! Vi ho preparato un posto beato dove Io Sono e regno in eterno.

Prima voglio rinnovare tutta la faccia della Terra, poi verrò e vi porterò tutti dove Io Sono.»

Il breve video del testo letto da Red:




Infine, ecco il terzo comunicato del Signore: "Con gli Angeli miei distruggerò il vostro Male", inviato a Red Ronnie il 30 agosto scorso: 

«Siete nel tempo in cui farò nuove tutte le cose e conoscerete Cieli Nuovi e Terra Nuova. Si apriranno i Cieli e vedrete venire sulle nubi il Figlio dell'Uomo che Io Sono.

Dissi a Gioele che il Mio Giorno viene come una distruzione dell'Onnipotente. Ma il Mio Giorno non è così. Difatti, permetto questo a causa della vostra ostinazione, ma siete voi ad agire.

Io, Signore Dio, Creatore di tutte le cose, edifico sempre e non distruggo mai. A fare questo è sempre il Male che voi avete accolto, da Me non voluto.

Con gli Angeli Miei lo annienterò insieme alle cause della vostra devastazione, per salvarvi. La provocherete voi per la forza del Male che avete liberamente accolto se non vi convertirete al Mio Amore.

Io, l'Onnipotente, eliminerò il vostro Male per riedificarvi nel Bene.

Mia Madre vi ha invitati a purificarvi a sufficienza, alla preghiera, e vi ha esortati a convertirvi nel cuore. Vi ha ricordato che esiste il vostro Dio, affinché vogliate pregare per tornare buoni e semplici. 

Vi ha mostrato le sue cocenti lacrime per farvi comprendere la Sofferenza del Padre Celeste e la Mia. Avete avuto grandi Segni della Reale Presenza della Madre nelle sue Apparizioni.

Né Io, né il Padre, né il Paraclito vogliamo che la Terra resti nel pericolo.

Ma se voi proseguirete sulla via del Male Io permetterò che vi colgano i castighi da voi stessi preparati e sul pianeta vi sarà una distruzione senza eguali, di fronte alla quale gli Angeli miei piangeranno.

Molti uomini accusano Dio del Male presente sulla Terra, ma quando i loro occhi si apriranno vedranno tutta la loro iniquità e ostinazione.

Eccomi a voi per darvi la Mia Salvezza che non mente, la Mia Verità, il Mio Amore, la Mia Infinita Misericordia, purché mi vogliate.

AccoglieteMi, figli Miei e fratelli, venite a Me voi tutti uomini di buona volontà della Terra. Io vi chiamo e vi attendo, opero Segni e Prodigi per avervi con Me. Chiedo il poco per darvi il molto, in vista del mio Grande Ritorno.




Andate preparando una distruzione senza precedenti e Io vi porto un Tempo di Gioia che non ha pari dalla Creazione. Con poco Io vi farò uscire dal grande Male. Vengo a voi sulle nubi del cielo per salvarvi, ho fretta e allo stesso tempo ritardo perché siate tutti pronti a ricevermi.

Sono l'Iddio Paziente ma non posso più attendere.

Il Male sulla Terra sarà talmente grande che anche i buoni si chiederanno: "Com'è possibile mio Dio?". Vedrete, o uomini di buona volontà della Terra, sempre più la mia Mano Divina Potente e Misericordiosa.

La Madre Mia è apparsa a fanciulli e persone semplici per darvi una grande lezione di umiltà, secondo il mio Vangelo; ma quanti di voi lo hanno compreso? Diventate come fanciulli se volete entrare nel mio Regno.

Io sono l'Iddio Umilissimo.

Quanto mostrai ai Miei Profeti e a Giovanni nell'Apocalisse vado oggi a palesarlo ad un numero crescente di uomini della Terra. Vi rendo docili alla Mia Voce e umili affinché possiate comprendere le Mie cose così come esse sono e non secondo i criteri del mondo.

Il  mio Nemico  tenterà  di intorbidire  le Acque  di Vita Eterna  che  discendono  a voi e di togliervi la Mia Pace. Tutto questo è permesso dal Padre Mio affinché possiate sceglierMi liberamente, ma Io vi aiuterò sino alla fine, se mi vorrete accogliere.

Vi ho garantito che le forze del Male non avrebbero prevalso su di voi. Le vostre vesti rimarranno candide nonostante la continua azione devastatrice del Nemico purché preghiate e restiate con Me.

Saprete che da me viene soltanto il Bene, la Gioia e la Salvezza. Ogni rovina viene dal Devastatore invidioso di Dio e degli uomini. Anch'Io mando i miei Angeli distruttori del Male affinché vi aiutino a costruire il Bene.

Saprete come non è giusto accusare Dio del Male, causa del dolore. Io non l'ho mai voluto e presto lo cancellerò per sempre da voi con la vostra libera volontà di tornare a Me.

Vi mostrerò Segni di luce nel cielo, sui mari e sulla Terra; ve ne darò nel vostro cuore e nelle vostre case. Mi mostrerò a voi nei sogni della notte, nei vostri pensieri e negli affetti intimi. Verrò, Luce fra le tenebre, e non vi potrà più essere menzogna.

Vedrete come Io sia infinitamente Semplice e Buono e comprenderete di avere scelto voi il Male e le sue conseguenze. Vedrete la Grandezza e la Semplicità di Dio. Farò cessare ogni complicazione ed ogni insidia.

Allora avrete la Vera Conoscenza che è la Vera Intelligenza del Bene e la Vera Vita. Nell'Umiltà troverete la Conoscenza Reale.

Non direte più che Io ho permesso il Male ingiustamente, ma direte: "Abbiamo voluto sperimentarlo e abbiamo compreso che non era giusto commetterlo". »

Ecco il video relativo:




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

lunedì 14 ottobre 2024

Strabiliante inizio dell'avventura di G. Dibitonto

 


Sebirblu, 13 ottobre 2024

In questo tempo, nel quale l'umanità è quasi del tutto rassegnata al tragico avanzare di una terza guerra mondiale, sento l'impellenza di poter essere ancora utile a molti nel sollevarne il morale, e la speranza, pubblicando, come già ebbi a fare QUI, QUI e QUI i primi tre capitoli del famoso libro "Angeli in Astronave" di Giorgio Dibitonto, scaricabile QUI, e la sua visione sugli ultimi tempi QUI.

La pacatezza, la modestia e l'umiltà di questo personaggio, che affiorano dal video a seguire, rendono, per chi ha occhi e cuore adatti, ancor più credibile la straordinaria esperienza da lui vissuta in quel lontano 1980.

L'evento di cui era ospite si è svolto a Miramare di Rimini, condotto da Red Ronnie il giorno 8 giugno scorso, con la partecipazione di moltissime persone unite dal comune intento di pregare e meditare sulla Pace nel mondo, intonando anche l'«OM», cosa che indubbiamente fa "storcere il naso" a parecchi cattolici non ancora maturi per una visione più ampia della spiritualità.




L'Essere dalle ali di luce

"Quel pomeriggio mi trovavo in casa. Alzando casualmente il capo, intravidi nella stanza una luce che si fece man mano più forte fino a divenire più intensa di quella naturale. In mezzo a quel bagliore apparve la figura di un giovane di una bellezza straordinaria.

Lo osservai stupito e vidi che stava appena sollevato da terra. I suoi piedi erano nudi, indossava una tunica scintillante e aveva due ali splendenti. Continuai ad ammirarlo, rapito dalla dolcezza e maestà di quel volto. La visione durò a lungo, finché svanì così come era venuta.

Col passare dei giorni, non riuscivo a cancellare dalla mia mente la bellezza di quella apparizione e la dolcezza provata di fronte a quella luce. Era come se in silenzio mi accompagnasse ovunque.

Non avevo mai creduto, dopo l'età della fanciullezza, che le visioni fossero qualche cosa di reale: le avevo sempre ritenute frutto della fantasia eccitata. Ma ora andavo ripensando che il giovane mi si era mostrato mentre ero tranquillamente rilassato senza nessuna eccitazione.

La calma che aveva accompagnato, in me, l'accadere della cosa, era stata tale da farmi realizzare molto chiaramente tutti i particolari di quanto avevo visto. Non riuscivo a comprendere e, ripensando alle ali di quell'essere, andavo ripetendomi meravigliato che forse gli Angeli esistevano davvero.

Una sera, prima di Pasqua, ero appena rientrato in casa e mi accingevo a dedicarmi alle solite incombenze, quando l'apparizione tornò a farsi vedere, nello stesso punto e allo stesso modo della prima volta. [...]

Mi feci coraggio, e gli chiesi chi fosse. Egli sorrise e con voce soavissima, mi rispose: «Io sono Raffaele». Espressi il desiderio di sapere qualcosa di più su di lui, ed egli mi disse: «Nelle Scritture troverai il libro di Tobia (ved. QUI; ndr), attraverso quello ti sarà dato di conoscermi meglio. Mi rivedrai». [...]

Conservai tutto ciò nel mio cuore, con la speranza che avrei rivisto Raffaele, secondo la sua promessa.



Il luogo prescelto per l'incontro

Ero sdraiato sul letto per un breve riposo pomeridiano, e stavo prendendo sonno,  quando una nitida visione apparve dinanzi ai miei occhi. Vedevo un bosco, i suoi alberi, il sottobosco e l'erba divisa da un sentiero. Mi sentii invadere da una pace profonda.

Attesi di comprendere il significato di quanto mi stava accadendo, e allora udii la voce di Raffaele che mi disse: «Osserva bene il luogo. Lo riconoscerai: è stato prescelto per un nostro incontro». [...]

La notte del ventitré aprile 1980, l'Angelo mi comunicò: «Dopodomani, nel primo pomeriggio, prenderai la tua automobile e ti recherai a Finale Ligure. Là saprai cosa fare. Salute a te». Vincendo ogni titubanza, il giorno stabilito partii. [...]

Giuntovi, non dovetti pormi tanti problemi perché la voce di Raffaele arrivò puntuale ad indicarmi il percorso.

«Devi recarti a Calice», mi disse, «e di lì proseguirai verso la montagna. Ti saranno date altre indicazioni utili a condurti al luogo dell'incontro».

Mentre la mia auto saliva i tornanti della valle, non riuscivo a stabilire se a farmi procedere fosse del tutto la mia volontà, o una volontà a me superiore, se fosse la curiosità più forte di ogni timore o la gioia di un incontro che il mio animo presentiva sublime. Indiscutibile era però il mistero: non capivo perché fossi stato invitato a recarmi fin lassù.

Seguendo le indicazioni telepatiche, avevo girato verso destra, e adesso procedevo fiancheggiando un'altra vallata che si apriva e si restringeva in modo irregolare sotto il sole del tardo meriggio. Proseguii, finché mi venne detto di abbandonare la mia Fiat 500 e procedere a piedi. [...]

Il cuore ora mi saltava in gola. Mi fermai. La voce di Raffaele mi raggiunse subito: «Non hai nulla da temere», mi disse. «Respira profondamente. Riposati un poco e prosegui. Ti sentirai bene». Obbedii prontamente e mi sentii pervaso da un piacevole calore che mi ridiede tono e forza. Ripresi il mio cammino sulla salita. [...]

Il viottolo si inoltrava su una zona più aperta; sulla sinistra vedevo ancora la vallata e a destra saliva la montagna. Riconobbi il luogo mostratomi nella visione. Lo guardavo e mi stupivo di averlo già veduto tale e quale. La mia emozione si accrebbe.

«Respira profondamente e cammina», disse Raffaele. Lo feci e tornò a inondarmi il calore tonificante e ristoratore. Una piacevole brezza leggera mi percorse la persona. Mi sentii così sereno che la gioia apparve nel mio animo... «Veniamo dalla parte del sole», aggiunse. «Siamo molto vicini».

Mi voltai e, contro il sole, sulla vallata, notai una macchia vaporosa che si abbassava velocemente venendo verso di me. Sentii che emetteva un leggero ronzio.

Provavo un certo timore, ma ciò non mi impedì di tenere gli occhi rivolti al misterioso oggetto. Si avvicinò rallentando dolcemente e iniziò una discesa verticale fino ad arrestarsi in aria a poche decine di metri sulla mia testa.




Ora lo vedevo bene: appariva come un grande piatto argenteo che a tratti sembrava vetro fuso col peltro. Tutt'intorno aveva delle luci di vario colore e, sotto, mostrava tre grandi sfere. Mi sentii fortemente attratto verso l'alto ed ogni senso di apprensione svaniva.

Il disco si spostò nuovamente verso il cielo e andò a fermarsi sulla cresta degli alberi. Ora potevo osservarlo senza alcun impedimento. Mostrava nella parte superiore una grande cupola, sulla cui sommità era accesa una luce bianchissima che illuminava lo spazio circostante.

Essa aveva oblò rotondi  dai  quali  fuorusciva  una  luce simile a quella  che  irradiava da sopra. Quella luce aumentò e invece di abbagliarmi, mi dava una sensazione piacevolissima. Al suo confronto ora il sole era di un giallo sbiadito. [...]

Da quel velivolo luminoso, udii la voce di Raffaele che mi parlava. «Non è la prima volta», disse, «che incontriamo gli uomini della Terra in questo modo. Da sempre parliamo alla vostra umanità dai nostri mezzi spaziali, dai dischi e dalle astronavi. Nelle Scritture si legge che il Signore parlava all'uomo della Terra dalla nube: è quanto ora accade a te per la prima volta e quanto fu dato di sperimentare ai vostri padri di ogni epoca».

Il mio stupore aumentava. Compresi che l'esperienza che stavo vivendo l'avevano già fatta molti altri uomini del mio pianeta prima di me. La voce di Raffaele continuò a farsi udire.

«Noi veniamo dalle 'tante dimore' della Casa del Padre», disse. «I nostri mondi appartengono alla fratellanza dell'Amore Universale. Fra noi regnano un'armonia e un grado di conoscenza a voi sconosciuto. Da sempre noi veniamo dallo spazio a portarvi aiuto e salvezza». [...]

«Abbiamo voluto questo incontro con te» disse ancora la voce. «La nostra gioia è grande. Sii sempre certo del nostro amore insieme ai tuoi fratelli della Terra. Verremo ancora. Ora ti salutiamo nel nome del Padre Universale».

Compresi che parlava anche a nome di altri che dovevano trovarsi sul disco. Avrei voluto chiedergli alcuni ragguagli che mi urgevano dentro, ma mi parve inopportuno, e mi dissi che non avrei saputo trovare parole adatte.

«Ci rivedremo presto ‒ concluse Raffaele ‒ ma non sarai solo ad incontrarci. Salute a te».

La luce che avvolgeva il disco volante mutò repentinamente colore: da bianca divenne arancione e poi violetta. Vi fu come un lampo, e in quell'attimo vidi nitidamente l'interno del disco come se si fosse avvicinato e fosse divenuto trasparente; l'Angelo stava in piedi sotto quella cupola con le braccia aperte e rivolte verso di me.

Vestiva un abito lungo fino alle caviglie e aveva intorno altre persone che non potei vedere chiaramente. L'oggetto sospeso era tutta una grande luce, emise un ronzio più sonoro e sfrecciò come un baleno verso la luna, scomparendo in un attimo. Sugli alberi restò una nube vaporosa che lentamente si dileguò.




Il primo incontro

Raffaele era là, ad una cinquantina di metri dal punto dove mi trovavo. Alto circa un metro e novanta, dimostrava un'età indefinibile. Il suo volto era lo stesso che m'era apparso in casa. Aveva le stesse sembianze e risplendeva della stessa bellezza. Stava in piedi fra gli ulivi e mi sorrideva.

Mi sentivo attratto verso la sua persona, e una gioia indicibile mi pervase provocando in me una profonda commozione. Mi salutò affabilmente. Gli dissi che ero felice di trovarmi con lui, e avrei voluto dirgli molte altre cose, ma non vi riuscii per il grande turbamento. Egli mi esortò a restare tranquillo, e mi disse che avremmo avuto tempo e modo di chiarire quanto mi stava a cuore.

Compresi allora tutto l'impegno che animava quegli Esseri di altri mondi a beneficio della Terra. Non sapevo che cosa vi facessero, ma avevo la certezza del loro buon operare per i Terrestri. Provai allora un acceso sentimento di riconoscenza che si mescolava alla commozione provata durante il primo approccio con la nave spaziale.

«Mi mostrai a te nella mia dimensione di Luce», asserì con un gesto della mano che indicava sé stesso, «e adesso mi presento con la mia forma cosmica. Ti faremo capire queste realtà. Già ti dissi che le Scritture descrivono una missione da me compiuta sulla Terra. Molti credono quel racconto una favola, ma tu puoi constatare la sua realtà.

Diversi fatti narrati nella Bibbia sono creduti simbolici e astratti, ma essi avvennero realmente, e altri dovranno accaderne. Se gli uomini della Terra apriranno la loro mente e il loro cuore, potranno ricevere molta conoscenza e sapere verità che ora sono nascoste. Verrà un momento in cui tutto il vostro pianeta entrerà in un'era senza precedenti nell'arco della sua storia millenaria».

Avvertivo che quell'Essere aveva in sé, nella sua massima semplicità e naturalezza, una grandezza interiore e una conoscenza di dimensioni incalcolabili. Riflettei con tristezza sull'orgoglio e sulla presunzione dei Terrestri, me compreso. Chissà quanto avremmo dovuto ancora impiegare per giungere a quello stadio di bontà e umiltà!

«È molto bella», commentò Raffaele volgendosi alla pianura sottostante. «Il vostro mondo è uno dei più belli del Cosmo. Eppure è in pericolo a causa dell'egoismo e dell'orgoglio di coloro che rischiano di travolgere l'umanità in una distruzione senza precedenti.

Da sempre cerchiamo di aiutarvi, operiamo per evitare che si realizzi il Male che sulla Terra andate preparando, influiamo beneficamente su di voi e sulle vostre azioni. Ma lo facciamo nel rispetto della vostra libera evoluzione. In noi non c'è violenza, non v'è sopraffazione».




Le sue parole avevano un tono grave, ma non sentii in esse alcuna traccia aggressiva, semmai un grande dolore, non disgiunto da un immenso amore. Pur non ritenendomi all'altezza di un dialogo su un tema così importante, mi feci coraggio e gli domandai: «Questo significa che voi ci aiuterete, se accadranno cose molto gravi sulla Terra?».

«Noi siamo tutti fratelli», rispose, «figli dell'Unico Padre Universale. Il nostro Amore è incondizionato verso tutti, anche verso quelli che vogliono ostinarsi a sperimentare strade assai negative che procurano dolore e morte perché in disobbedienza alle leggi universali del Creatore.

Essi non vogliono capire che "libertà" significa percorrere le infinite vie dell'Amore. Poiché soltanto in questa direzione è la Vita. Abusare della magnanimità di un Padre così buono è una gravissima colpa e ciò significa provocare la Sua Giustizia, che noi adoriamo in quanto Divina».

Il suo volto aveva assunto un'espressione pensosa senza per questo aver perduto la sua serena maestosità. Poi si illuminò in un sorriso e disse:

«Vogliamo rendervi edotti di molte cose. Vi faremo comprendere che in tutto il creato l'Amore è più forte di ogni altra realtà. Tale è la magnanimità del Padre Iddio.

Gli uomini della Terra dovranno capire quanto sia pericoloso disobbedire alle leggi universali date dal Suo Amore e sconvolgere i principi che reggono il Cosmo e fanno evolvere la Vita ovunque. Altrimenti, in proporzione ai loro errori, sperimenteranno la forza purificatrice del dolore». [...]

Non passò molto tempo (pochi minuti), che vidi arrivare dalla parte del sole una luce che, avvicinandosi, prese la forma del disco con la sua cupola. Era alto sulla pianura e avanzò rapidamente fino a fermarsi sopra di me. Poi riprese a muoversi lentamente fino a librarsi leggero sulla mia testa. Calcolai una distanza di alcune decine di metri.

«Altri fratelli della Terra», disse la voce, «si affiancheranno a te nei prossimi incontri. E con me ce ne saranno altri. Ci incontreremo presto. Arrivederci». Il disco volò verso l'alto, poi piegò in diagonale e descrisse nel cielo una corsa incredibile fino a sparire.

Apparvero ad un tratto, alte nel cielo azzurro, tre ondate di navi spaziali scintillanti, perfettamente visibili, che per la prospettiva sembravano ovali. Scomparvero dietro le montagne.




Era il ventisette aprile, due giorni dopo il mio viaggio a Finale."

(L'avventura continua... prossimamente; ndr).

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it