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martedì 17 dicembre 2024

Gustavo Rol e Padre Pio: "Il Mistero e la Fede"

 

"Luce in movimento" di Marcello Ciampolini

Sebirblu, 15 dicembre 2024

Già scrissi QUI e QUI delle strabilianti facoltà di questi due uomini eccezionali, Gustavo Adolfo Rol e Padre Pio da Pietrelcina che, pur appartenendo a campi diversi, l'uno secolare e l'altro religioso, hanno sbalordito il mondo con i loro "miracoli", prodigandosi, seppur sovente in modo diversi, per il Bene dell'umanità e il suo Risveglio interiore.

L'articolo che segue è un tentativo di comparazione tra loro, considerando come unico fattore comune il Mistero retto dalla Fede in Dio. Ho estratto i brani scelti, e accorciati, da un testo di Vincenzo Mercante QUI, con la presentazione di Giorgio Galazzi.




"Mi sono definito «la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto"

A questa suggestiva espressione che, in sintesi, avvalora il pensiero e la mirabolante opera dell'elegante e colto Gustavo Rol, il più grande sensitivo del XX secolo, fanno eco i mistici aneliti, le sublimi rivelazioni ed i miracoli di un eclatante "Vedo tutto in Dio" del Santo di Pietrelcina, l'umile frate cappuccino di estrazione rurale meglio noto con il nome di Padre Pio.

Tra i sogni della fantasia e le apparenze dell'irreale, nel mondo cristiano (e non solo!) fioriscono  così  prodigiose  intenzioni e realizzazioni  straordinarie  che ‒ paragonate ai pianeti ed alle stelle ‒ brillano non di luce propria ma acquisita dall'Eterno per sviluppare armoniche energie, finalizzate tanto a sanare situazioni individuali e collettive di sofferenza, quanto a convertire l'uomo ad un'intelligente spiritualità, spesso traendolo dal materialismo ateo.

Il tramite? Quelle due figure, talmente diverse tra loro, eppur così vicine negli intenti, dotate entrambe di poteri che nella prima potremmo definire preternaturali, nella seconda decisamente soprannaturali.

Franco Rol, lontano cugino di Gustavo, ha desiderato fare un commento a proposito di questa distinzione:

«Un'analisi attenta degli esperimenti, dei prodigi e delle guarigioni compiute da Rol dimostrano invece una commistione delle due categorie. Tanto più che il pensiero di Gustavo è costantemente intriso di riferimenti religiosi e di ringraziamenti a Dio per quanto avviene. L'essere "laico", inteso nell'accezione di "non sacerdote", vale a dire "civile", non esclude affatto la possibilità di essere strumento di miracoli. Lo Spirito vola dove vuole, e Dio può servirsi per la Sua Opera di chiunque.»

E aggiunge ancora: «Sia Gustavo Rol che Padre Pio si consideravano solo strumenti della divinità. Non di rado Rol, dopo un esperimento, ringraziava Dio per avergli concesso di dare agli altri uomini testimonianza della Sua Grazia, per mostrare loro quali e quante possibilità li aspettano lungo il cammino della loro evoluzione, per affermare che la morte non esiste e che l'Amore è "causa suprema di ogni cosa".»




I fenomeni naturali sono conformi alle leggi fìsiche. Per esempio, l'acqua riscaldata a 100°C bolle. Possiamo distinguerli in fisici, fisiologici, psichici. Di essi si può dare anche un'altra classificazione: normali, anormali e super-normali.

Basterà dare degli esempi: un fenomeno normale è una pietra che cade, mentre un evento anomalo si ha coi gemelli siamesi, e super-normale (o eccezionale) è quello degli stenocalcolatori, ovvero delle persone che calcolano mentalmente con grande rapidità.

I fenomeni preternaturali si distinguono perché sorpassano le leggi di natura: o in sé o nel modo come avvengono, o nel soggetto in cui si verificano. Al contrario, quelli soprannaturali contraddicono tali leggi. Esempi rispettivi sono:

‒ le luci che si possono intravedere in certe sedute spiritiche; un oggetto che si muove senza essere toccato; una persona incolta che parla o comprende varie lingue allorché si abbandona in trance alla scrittura automatica.

‒ l'acqua cambiata in vino da N.S. Gesù Cristo; la pesca miracolosa; la resurrezione di Lazzaro; la guarigione del cieco nato.

Per la nostra Fede, nella fattispecie, sono unicamente questi i veri miracoli. Essi appartengono all'Opera esclusiva dell'Onnipotente, che ‒ a Sua gloria ed onore ‒ può prescegliere e delegare persone in odore di santità al fine di perpetuare sulla Terra, nei secoli e nei millenni, eloquenti messaggi di amore.

Sono arcinote, d'altronde, le ingiuste contestazioni e le amare umiliazioni subite dal Frate stigmatizzato prima che dall'intempestivo ravvedimento dei vertici della Chiesa trovassero alfine avvio, nei suoi confronti, illuminate provvidenze di riabilitazione e successiva beatificazione e santificazione. (Cfr. QUI; ndr).

Meno conosciute, ma egualmente infondate sono state le pesanti insinuazioni di certi media su Gustavo Rol: le sue indubbie virtù paranormali erano state deprezzate al livello di un abilissimo fervore divinatorio, null'altro più di una spettacolare quanto fascinosa esibizione di prodigi da "illusionista e mistificatore", rivelatesi invece tutte, nel concreto, manifestazioni autentiche ispirate dall'Alto.




È assai nota pure l'estrema cautela della Chiesa nell'avvalorare accadimenti che, pur straordinari nella loro stupefacente virtualità e ai limiti dell'umana comprensione, non possono entrare nella logica di un rigore ecclesiastico estremamente selettivo:

‒ questo è infatti volto a surclassare fenomeni eccezionali, osannati dalla credulità popolare ma non del tutto permeati della Grazia divina, come pure esita nell'elevare alla gloria degli altari persone che, pur dotate in vita di misteriosi carismi, non siano state giudicate autentiche portatrici dei messaggi di Dio.

E com'è l'atteggiamento del mondo scientifico nei riflessi del paranormale? Tende attualmente ad essere più possibilista rispetto al passato, facendo proprio l'assioma che "è pur sempre il dubbio a distinguere la persona intelligente dalla stolta!".

Certo è che, oggi più che mai ‒ assistendo estasiati al lento, progressivo dissolversi dei misteri dell'Universo (che sono tanti e destinati in gran parte a rimanere tali!), ma specialmente di fronte alle immani sciagure della cronaca e della storia, qui, sul minuscolo nostro pianeta ‒ si avverte nel genere umano un impellente e profondo bisogno di spiritualità.

E se Padre Pio sarà sempre ricordato come un grande Santo e benefattore, non meno degne di menzione potranno essere le riservate e complesse sperimentazioni dello straordinario "metafisiologo" di nome Rol, finalizzate alla sensibilizzazione educativa delle masse sulle potestà – multiformi ed occulte – dell'Onnipotente, di cui è stato semplice e devoto messaggero:

– sensitivi entrambi; ambedue dotati di chiaroveggenza, di facoltà diagnostico-criptoscopiche e di quant'altro sfugga al normale controllo dei nostri comuni sensi, ma nel contempo ciascuno ben differenziato dall'altro nell'assetto socio-culturale ed ambientale.»
                                                                                                                  Giorgio Galazzi
         



Una Vita di Prodigi

La straordinarietà In Padre Pio era così abituale da passare quasi inosservata a chi viveva accanto a lui. Una particolare riconoscenza merita senz'altro padre Agostino da S. Marco in Lamis, il quale, come suo direttore spirituale, impose a Francesco Forgione di mettere per iscritto e rispondere a talune domande sulle esperienze carismatiche della sua fanciullezza, raccolte poi in un diario.

Veniamo così a sapere che le apparizioni cominciarono fin dal quarto anno di età, similmente alle vessazioni diaboliche già attive sin d'allora. Il primo miracolo risale al 1908: Padre Pio si trovava a Montefusco in provincia di Avellino per rinfrancare la malferma salute, e il convento in cui albergava era situato presso un gran bosco di castagni.

Il Frate, raccolto un sacco di marroni, lo inviò a Pietrelcina alla zia Daria, che da sempre gli dimostrava un forte affetto. Una sera, rovistando in un cassetto dove il marito custodiva la polvere da sparo, una scintilla appiccò il fuoco ed una fiammata la investì in pieno volto. Urlando la donna involontariamente pose sul viso il sacchetto che aveva contenuto le castagne e immediatamente il dolore scomparve senza lasciare alcun segno di bruciatura.

Risalgono a quel periodo, nella stanzuccia chiamata la Torretta, a Pietrelcina, i lunghi colloqui con il Signore, la Madonna e S. Michele Arcangelo, intervallati da poderosi disturbi demoniaci, come rumori sordi, colpi sui muri, rottura di pentole e sedie, seguiti da svenimenti ed estasi.

Proseguendo nella comparazione, queste stesse parole si addicono pure a Gustavo Rol, il maggiore tra i sensitivi del XX secolo. È chiaro però che un paragone fra i due personaggi risulta un poco azzardato, trattandosi di personalità diversissime fra loro.

Il Frate di San Giovanni Rotondo si presenta come un gigante mistico e taumaturgo, la cui grandezza cresce sempre più dopo la santificazione ufficiale stabilita sotto l'egida di papa Wojtyla, i cui interventi prodigiosi visibili e spirituali non solo non si affievoliscono, ma si dilatano attirando folle dai cinque continenti.

Nel frattempo, anche la grandezza e la fama di Rol fanno la storia, ne tramandano intatta la memoria che aleggia intorno alla sua potente personalità da "grondaia che convoglia l'acqua cadente sul tetto", acqua che lo spingeva ad agire con "spontaneità quasi sotto l'impulso di un ordine ignoto" a favore di un'umanità curva sotto il peso della sofferenza.

Ebbe a dire di lui Federico Fellini: 

"Gustavo è l'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene".

Rol, in ricordo del grande regista, scriveva il 19 novembre 1993 a Giulietta Masina:

"Mi permetto farle conoscere un foglio pervenutomi il 27 gennaio 1990 quando ho perduto la mia adorata Elna: foglio che mi ha molto confortato, perché descrive, come lo immaginavo, quell'aldilà del quale avevo tanto parlato a Federico.

Su quel foglio c'era scritto:

"Se tu conoscessi il mistero immenso del Cielo dove ora vivo, se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza limiti ed in questa luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti se mi ami. Mi è rimasto l'affetto per te, una tenerezza che non ho mai conosciuta... Nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine pensa a questi meravigliosi luoghi dove non esiste la morte e dove, nuovamente uniti, ci disseteremo insieme alla Fonte inesauribile dell'Amore e della Felicità..." 

Lei sa, carissima Giulietta, che ho speso la vita per dimostrare che il nostro Spirito può compiere prodigi che la scienza non saprebbe rinnegare, fra queste la conoscenza del futuro. (Ved. l'articolo su "La Stampa" QUI; ndr).



Gustavo Rol e Federico Fellini in una mostra del 1986.

Nella copertina posteriore di presentazione del saggio di Remo Lugli si legge: "Rol ha fatto tante cose sbalorditive, tutte senza scopo di lucro, con la sola finalità di recare del bene al prossimo e di far capire che queste doti, a lui, uomo di Fede, venivano dall'Alto per dimostrare l'esistenza di Dio".

Parole che bene convengono anche al Santo del Gargano. Non sembri assurdo allora tentare un approccio di paragone, riproducendo qui una dichiarazione rilasciata da Renzo Allegri, ammiratore e biografo del celebre torinese, ad un giornale:

"In testa alla classifica dei casi strani del mondo metterei di sicuro Gustavo Rol. Ma se penso a Padre Pio, direi che anche in lui, grande asceta, c'erano, oltre alla santità, tutti i fenomeni paranormali. L'ho incontrato due volte a S. Giovanni Rotondo, ho avuto tra le mani migliaia di documenti, anche inediti, che possono confermare questa tesi".

L'Allegri ripeteva spesso anche in dibattiti televisivi ciò che il famoso sensitivo sosteneva come idea di fondo:

"L'uomo, in quanto figlio di Dio, ha in sé una natura divina di cui dovrebbe prendere coscienza. Aprendosi con fiducia a questa consapevolezza l'uomo può ritrovare la possibilità di fare cose strepitose".

E di accadimenti strepitosi è traboccante pure la vita di Padre Pio. Egli fu l'uomo del confessionale, in cui passava sovente oltre 15 ore al giorno per curare i mali dello spirito. Uscitone poi stanchissimo, camminando fra due ali di devoti, poneva sulla testa o avvicinava una mano stigmatizzata alla guancia di chi voleva strappargli una guarigione, una liberazione, un miglioramento delle proprie sofferenze.

Sulla conoscenza di lingue mai studiate, una volta ricevette una lettera in greco dal suo direttore spirituale e con facilità lesse tutto lo scritto. Richiesto come avesse potuto farlo, rispose: "L'angelo custode mi ha spiegato tutto".

In  un'altra circostanza  arrivò  una lettera in francese.  Apertala  assieme  all'arciprete di Pietrelcina, mons. Pannullo, trovò il foglio interamente macchiato d'inchiostro. Pensando fosse uno dei soliti dispetti di Satana, lo benedì con l'acqua santa; la macchia d’inchiostro sparì, riapparirono i periodi limpidamente vergati, poi lesse con tranquillità ignorando del tutto la lingua francofona.

Le guarigioni operate da colui che la gente già in vita aveva battezzato "Santo" non si contano. Sparivano d'improvviso o lentamente tumori al cervello e tubercolosi ossee e polmonari a persone cui Padre Pio appariva in sogno; vari bambini rachitici o affetti da anomalie sovente incurabili ritornavano normali.

Non c'è biografia che non riporti un lungo repertorio di portenti strappati a Dio tramite le preghiere del Frate. Durante la guerra, al convento di S. Giovanni Rotondo era un continuo viavai di poveri che chiedevano l'elemosina ed i frati finivano per dar loro anche i propri alimenti.



Un giorno nella cesta del pane ne era rimasto circa mezzo chilo, insufficiente per la comunità. I frati pregarono l'Altissimo e intanto sedettero a tavola a mangiare la minestra.
Poco dopo arrivò Padre Pio con parecchi filoni di pane fresco.

Al superiore che gli chiese dove li avesse presi rispose candidamente: "Me li ha dati una pellegrina alla porta". Nel silenzio generale del refettorio più d'uno comprese che solo quel confratello stigmatizzato aveva il dono di incontrare certi pellegrini.

Sulle predizioni: impossibile un calcolo, tanto sono numerose. Possono riguardare accadimenti dolorosi, come un annuncio di morte, o gioiosi, come il superamento di pericoli o infermità. Lui poi conosceva con esattezza il giorno del proprio trapasso. Gesù gli aveva detto: "Per cinquant’anni porterai le ferite, poi verrai da Me". La preveggenza si avverò in pieno. 

Gli episodi di chiaroveggenza sono registrabili nell'intero arco della sua vita: un benefattore, quando giaceva a letto infermo, era solito portargli una camicia candida per ricevere la Comunione. Una mattina al portinaio che era in procinto di recarsi a prendergliela, disse: "Aspetta, non andare adesso, aprigli la porta fra un'ora e mezza". Passato il tempo predetto, portinaio e benefattore si incontrarono sulla porta del convento.

Per bilocazione, come dice l'etimologia, si deve intendere la presenza simultanea della stessa persona in due luoghi distinti. Padre Pio fu protagonista di inspiegabili episodi di bilocazione. Dà un forte schiaffo sulla guancia di una persona che, mentre pregava, aveva preso sonno.

Compare ad un capitano di fanteria e gli grida di allontanarsi da un determinato posto che sarebbe stato bersagliato poco dopo da pericolosissimi colpi di cannone. Si presenta "in carne ed ossa" ad una suora e le ordina di portare una teca racchiudente un frammento di reliquia della Croce all'abitazione della contessa Silj. 

Durante una notte bussa alla camera di un monsignore e gli suggerisce di andare ad amministrare il Viatico e l'Estrema Unzione ad un confratello morente. All'ospedale di San Severo, dove era ricoverato per una grave malattia, una notte Padre Placido vide accanto al capezzale San Pio che gli parlò, gli assicurò la guarigione e poi posò la mano sul vetro della finestra e scomparve.

Raccontò l'accaduto al personale ospedaliero, che incuriosito e scettico continuò per tutta la giornata a controllare quel vetro su cui brillava l'impronta di una mano. Neppure la pulitura del vetro con detersivo, ripetuta più volte, poté cancellare quel segno che riappariva di continuo.

Sulle "visioni a distanza",  citiamo un'apparizione  in sogno ad un ottantenne al quale il Santo dona dieci anni di vita. Questi e tanti altri racconti trovano la puntuale testimonianza di coloro che ne erano stati protagonisti e riconoscenti li divulgarono come ringraziamento all'Eterno e a edificazione dei devoti del Santo di Pietrelcina.

L'Allegri, nei suoi articoli, si sofferma lungamente su fatti avvenuti dopo il trapasso del cappuccino, riportati da persone malate che durante la notte hanno visto entrare nella loro stanza il frate dalla barba folta, spesso sentendosi toccare le spalle e udendo la sua voce con le parole: "Alzati e cammina" o "ti voglio aiutare... ora sei guarito".




Concludendo... sembra fuori da ogni dubbio che Francesco Forgione fosse dotato di specialissime  attitudini  che  penetravano  la  sfera dello spirito  e  del  soprasensibile. E ciò lo accosterebbe, con le dovute proporzioni e distinguo, al sensitivo torinese Gustavo Rol. I due uomini si assimilano in una espressione significativa: "Sono un mistero di fronte a me stesso".

Entrambi ebbero in comune episodi di visioni a distanza, chiaroveggenze, bilocazioni, imposizione delle mani. Ambedue professarono di essere strumenti di Dio al servizio di un'umanità sofferente.

In una parola, da una parte profondamente religiosa troneggia un gigante sotto tutti gli aspetti, e dall'altra, in ambito del tutto laico, pure il torinese è da considerarsi un gigante nella sfera psico-spirituale dell'altra dimensione, tanto che Remo Lugli titola la biografia su Rol: "Una vita di prodigi".

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

martedì 16 agosto 2022

Nell'Aldilà G. ROL aspettava al varco P. ANGELA!




Sebirblu, 16 agosto 2022

Gentili lettori, ho deciso di cambiare il titolo al seguente post (che era "Gustavo Rol: Emblema dell'Uomo del Terzo Millennio", pubblicato nel 2015) perché tre giorni fa è deceduto Piero Angela con cui Rol aveva un contenzioso in sospeso... finché non lo avesse incontrato di nuovo al passaggio... nell'Aldilà.

Ecco i fatti tornati alla ribalta nell'articolo mio. (Cfr. anche QUI e QUI):

‒ Dedico questo mio lavoro ad un uomo veramente eccezionale che, proprio per la sua elevatissima evoluzione non è stato compreso da chi, nell'ambito scientifico, avrebbe avuto la possibilità di aprire un varco e congiungere finalmente Scienza e Fede.

Evidentemente, i tempi non erano ancora maturi, ma molto presto l'Umanità si renderà conto che certe facoltà ad essa peculiari non sono né magie, né illusioni, perché provengono dallo Spirito divino che alberga in ognuno di noi.

Una Coscienza nuova sta sorgendo nel mondo e mai come ora è offerta a tutti l'opportunità di uscire dal guscio materiale che ci rinserra non permettendo di riappropriarci della singola Origine regale, ossia della nostra Divinità. (Ved. QUI, QUI  e  QUI).


Gustavo Adolfo Rol - Torino 1903 - 1994

Gustavo Rol: Emblema dell'Uomo del Terzo Millennio

Gustavo Adolfo Rol è stato un Maestro Spirituale italiano del XX secolo, dotato di carismi di straordinaria varietà ed estensione, non ancora accettati o comprovati dalla scienza ufficiale, ma in accordo con la tradizione spirituale di tutti i popoli.

Le sue dimostrazioni sperimentali, prodotte quasi sempre in piena luce di fronte a persone di tutte le classi sociali e culturali, sia nella propria casa di Torino che in qualsiasi altro ambiente al chiuso o all'aperto, sono interpretate da centinaia di testimoni e da altri sostenitori come autentici fenomeni paranormali, da lui chiamati semplicemente "possibilità".

Dai critici, invece, composti quasi integralmente da non testimoni e da gruppi scettici di matrice spiccatamente ideologica, vengono ritenute illusioni, prodotte con tecniche di prestidigitazione, se non addirittura di ipnosi.

Durante la sua vita Rol cercò sempre un collaboratore scientifico con sufficiente apertura mentale e maturità di spirito in grado di assimilare il procedimento psicofisico necessario alla comprensione dello svolgimento dei suoi prodigi, "conditio sine qua non" per comprendere successivamente e quindi ricreare le premesse per una loro replica possibile anche ad altri.

Disgraziatamente,  pur  avendoli  mostrati  anche  a  numerosi  uomini  di  scienza (inclusi a quanto pare, Albert Einstein ed Enrico Fermi) non trovò nessuno con le caratteristiche da lui auspicate o semplicemente con il coraggio, il tempo o l'umiltà necessaria ad accettarne i presupposti che non potevano scostarsi di molto dalle regole dell'Iniziazione.

Per questo in una lettera pubblicata nel 1978 sul quotidiano torinese "La Stampa" e indirizzata al giurista Arturo Carlo Jemolo (che lo aveva invitato dalle stesse colonne del giornale a sottoporsi a controlli scientifici) dichiarava:

«Meglio rimanere ignorato da una Scienza ufficiale che non è in grado, per ora, di comprendermi, piuttosto che venir meno a quei principi ai quali mi sono sempre ispirato e con i risultati che tutti conoscono».




Oltre alla maturità di chi avrebbe dovuto collaborare con lui e in seguito creare un protocollo di indagine applicabile alla ripetibilità di una parte della fenomenologia (in particolare alle prove con le carte da gioco, usate come strumento matematico), la difficoltà di Rol era dovuta anche alle caratteristiche stesse del processo.

Infatti, attraverso di esso le verifiche avrebbero dovuto sfociare in un esito positivo, vale a dire in uno stato di ispirazione simile a quello dei compositori che non poteva essere condizionato o vincolato da cause esterne non in sintonia con il suo stato di coscienza.

Di qui il mancato approccio con la comunità scientifica, diventato poi irreversibile a causa delle insinuazioni prive di fondamento del giornalista Piero Angela che era stato accolto in due occasioni a casa di Gustavo Rol per assistere ai suoi straordinari esperimenti.

Durante gli incontri, Angela, pur non nascondendo a Rol il suo pregiudizio scettico, non ebbe nulla da eccepire su quanto visto, ma successivamente, in un libro pubblicato nel 1978, mise in dubbio l'autenticità dei fenomeni e di conseguenza l'onestà dello stesso.

Affermò che, in mancanza del controllo di un prestigiatore, poteva trattarsi di abilità illusionistiche o ipnotiche ed omise di proposito alcuni episodi rivelatori.

Uno di questi fu la lettura a distanza che Rol fece mentre si trovava a Torino in collegamento telefonico di un testo giacente a Boston presso un amico di Angela. (Come espone il giornalista Nevio Boni nel video; ndr).
 



L'altro fu la materializzazione della sua firma su carte e libretti di assegni che il giornalista aveva in tasca e che non necessitavano della presenza di un illusionista per rendersi conto della loro autenticità.

Anni più tardi, in un'intervista pubblicata su "La Stampa" e senza nominare Piero Angela, Rol dichiarò: «ha mentito su quanto mi ha veduto fare, su come l'ha veduto fare e su cosa mi ha sentito dire.

Io sono convinto che egli abbia agito col deliberato proposito di distruggere in me la dimostrazione di tutto ciò che lo Spirito umano può compiere quando si ispira a Dio.

Tale comportamento mi fa pensare che egli in Dio non crede affatto, ma io lo attendo per quel giorno quando mi incontrerà nell'Aldilà e gli punterò contro il mio dito indice, non tanto per il dispiacere che può avermi procurato, quanto per l'avere, con il suo comportamento, chiuso quella porta che io avevo socchiuso alla Scienza».

Nello stesso periodo, sempre sullo stesso quotidiano, Rol scriveva al fisico Tullio Regge, anch'egli invitato a casa sua per assistere alle prove (dopo un primo incontro a casa della famiglia Olivetti), e pure lui rimasto scettico (Regge tre anni più tardi sarebbe stato proprio con Angela tra i fondatori del CICAP):

«Se un giorno non Le avessi mostrato alcuni miei modestissimi test, non mi sarei permesso di scriverLe questa lettera. Ricordo come cercai di provarle che esistono fenomeni fuori della norma ove la materia stessa è chiamata in causa e non dipendono soltanto da una particolare disposizione della psiche. [...]

Quel rapporto della mente col Meraviglioso al quale accennavo, verrebbe immediatamente turbato con l'esito facilmente intuibile: la distruzione in partenza della prova. [...] Lei ha veduto da me cose che ho definito modestissime eppure affermo che nessun prestigiatore, anche il più capace, sarebbe stato in grado di ripetere.

Per chi mi conosce profondamente e sa come mi comporto ed agisco, è comprensibile che questo tipo di verifica sia inutile, anzi inopportuna. Non un prestigiatore, ma un "ricercatore" è necessario. Egli è portato a sostituire con l'interesse e la collaborazione ogni eventuale sua diffidenza.

Non è difficile capire ed ammettere che nello sviluppo di una cooperazione, ogni forma di controllo, anche la più minuziosa, viene ad essere spontaneamente esercitata. La presenza poi di uno studioso avvezzo a queste esperienze offre la maggiore garanzia ai fini di un risultato positivo.

Va tenuto in considerazione che io agisco sempre di impulso, in uno stato d'animo che mi viene improvviso e che non so spiegare. E così, ho sperato che fosse proprio la Scienza ad aiutarmi a riconoscere e a codificare queste mie sensazioni che ogni uomo, sono sicuro, possiede. Sarà la stessa Scienza a rivelare queste facoltà e a promuoverle in tutti gli uomini... »




Quando Rol era in vita dunque, non fu possibile alcuna sperimentazione scientifica per la distanza incolmabile all'epoca tra due mondi lontani, ossia:

la metodica tradizionale (peraltro scossa nel corso del XX secolo dai principi e dalle nuove regole della fisica quantistica, dalle teorie della complessità ed altre legate alla biologia...) e ciò che si potrebbe definire il percorso iniziatico-spirituale ortodosso, antico di millenni.

In ogni caso, egli ha previsto che un giorno la Scienza sarebbe arrivata a comprendere lo Spirito.

Un'altra nozione chiave del pensiero di Rol è quella di attuare straordinari fenomeni di "Coscienza sublime" ed aggiunge che essa è una tappa avanzata sulla strada della conoscenza dell'anima, fornendone altre indicazioni. Ecco degli estratti:

«La "Coscienza Sublime" non è una religione e neppure una scienza. Si può considerare, sotto un certo aspetto, una filosofia.

Vi si accede attraverso una vera e propria Iniziazione, dove l'esistenza di Dio, la sopravvivenza dell'anima e l'assenza di qualsiasi speculazione morale e materiale formano la base di tutto l'edificio».

«Un tale stato è l'unione con l'Assoluto, un Tutto, un'interezza senza separazione alcuna. Quando si entra nella sfera della "Coscienza Sublime" tutto diventa possibile».

L'unica definizione che Rol diede invece di se stesso fu la seguente:

«Io debbo necessariamente agire con "spontaneità", quasi "sotto l'impulso di un ordine ignoto" come disse Goethe. "Sono la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto". Non è quindi la grondaia che va analizzata, bensì l'acqua e le ragioni per le quali "quella Pioggia" si manifesta.

Non è studiando questi fenomeni a valle che si può giungere a stabilirne l'essenza, bensì più in Alto, dove ha sede lo "Spirito intelligente" che già fa parte di quel Meraviglioso che non è necessario identificare con Dio per riconoscerne l'esistenza.

Nel Meraviglioso c'è l'Armonia sintesi del Tutto e questo concetto è valido tanto per chi ammette quanto per chi nega Dio».




La sua Biografia

Gustavo Adolfo Rol nacque a Torino il 20 giugno 1903 da famiglia agiata e lì trapassò il 22 settembre 1994. Il padre Vittorio, fu un noto avvocato che nel 1909 venne nominato, per quasi un ventennio, direttore della sede torinese della Banca Commerciale Italiana.

La madre, Martha Peruglia, era figlia dell'Avv. Antonio presidente del tribunale di Saluzzo. Gustavo ebbe due fratellini, Carlo e Giustina, l'uno nato nel 1897 e l'altra nel 1900. Una terza sorellina, Maria, sarebbe arrivata nel 1914.

Si racconta che Gustavo non parlasse prima di aver compiuto due anni, fino a quando cioè non lo trovarono aggrappato al caminetto della casa di campagna, dove, di fronte ad un'immagine raffigurante Napoleone a Sant'Elena, piangeva e gridava: "Poleone, Poleone".

E infatti la figura di Napoleone sarebbe rimasta a lui strettamente connessa tutta la vita, visto che diventò un collezionista di suoi cimeli a livello internazionale, così come un esperto delle sue campagne, guerre ed imprese.

Già in terza elementare conosceva tutto sull'Imperatore, mentre al liceo sapeva descrivere con minuzia di particolari lo svolgimento dei conflitti, dando l'impressione di avervi assistito personalmente. I fatti singolari in relazione al grande personaggio sono numerosi.

Per esempio, negli anni trenta a Parigi, mentre stava passeggiando lungo una strada, fu spinto istintivamente ad entrare in una casa, chiese al custode di condurlo nelle cantine che avevano il pavimento in terra battuta e lì, fattosi consegnare una pala dall'uomo che lo guardava esterrefatto, dissotterrò uno splendido busto marmoreo di Napoleone.

Nella palazzina da caccia di Stupinigi, una pregiata residenza dei Savoia appena fuori Torino, è conservato un prezioso suo dono, la carrozza con la quale Napoleone da Parigi si recò a Milano per essere incoronato re d'Italia. Rol l'aveva acquistata a Marengo, dove l'Imperatore fu costretto a lasciarla perché guasta, avendo fretta di ritornare in Francia.


La carrozza di Napoleone donata da Rol.

Gustavo Rol passò la sua infanzia tra Torino e San Secondo di Pinerolo, dove la famiglia aveva una residenza settecentesca. Inizialmente di carattere chiuso e con modesti risultati scolastici, si appassionò poi allo studio e alla musica, imparando a suonare il pianoforte senza mai aver assunto lezioni e approfondendo la conoscenza del violino.

Durante il liceo conobbe il beato Pier Giorgio Frassati e la sorella Luciana, stimata poetessa, dei quali sarebbe restato amico tutta la vita. Nel 1921 intraprese la carriera giornalistica.

Nel 1923 si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza alla Regia Università di Torino, dove si sarebbe laureato qualche anno più tardi. In seguito, a Londra, conseguì un secondo dottorato in Economia ed una terza laurea in biologia medico-clinica a Parigi, con il sostegno del premio Nobel Jacques Monod che conobbe negli anni '50.

Nello stesso periodo, si iscrisse al Corso Allievi Ufficiali di complemento, fu nominato poi sottotenente e più avanti congedato. Tra il 1925 e il 1930 viaggiò attraverso l'Europa come funzionario delle filiali Comit di Marsiglia, Parigi, Londra ed Edimburgo, ma visse e lavorò anche a Casablanca e a Genova.

A Parigi, in un "café", incontrò la persona che poi sarebbe diventata sua moglie. Il suo nome era Elna Resch-Knudsen, norvegese, figlia di un capitano di marina e nipote di un ministro di Stato. Gustavo era solito presentare Elna con orgoglio, facendo notare che ben 17 Re facevano parte della sua famiglia.

Da quell'incontro al loro matrimonio sarebbero passati circa tre anni, si sposarono a Torino nella chiesa di San Carlo il 17 dicembre 1930. In quel tempo Rol acquistò un alloggio in via Silvio Pellico 31 dove avrebbe abitato fino al termine dei suoi giorni.


Gustavo Rol con sua moglie Elna.

Il periodo più determinante della sua vita lo ebbe a Parigi perché le sue ricerche, iniziate a Marsiglia, sfociarono nella scoperta che farà di lui una delle persone più enigmatiche del XX secolo.

Infatti, il 28 luglio 1927 annotò sul suo diario: «Ho individuato una tremenda legge che collega tra loro il colore verde, la quinta musicale e il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!»

Da quel giorno entrò in una crisi esistenziale che lo indusse a ritirarsi nel 1928 presso la casa religiosa Villa Santa Croce, a San Mauro Torinese. Là, dovette scegliere se farsi sacerdote o vivere nel mondo con la sua nuova personalità spirituale.

Per un cammino del tutto originale era pervenuto a quello che in Oriente viene chiamato "Risveglio Interiore", ma all'inizio non fu per niente facile.

Secondo quanto lui stesso raccontò fu la madre Marta a convincerlo che poteva essere utile al suo prossimo anche in abiti civili, così pose termine al ritiro durato tre mesi ed iniziò il suo singolarissimo apostolato, considerando sempre come punto fermo l'Esempio e l'Insegnamento del Cristo.

Da quel momento, cominciò la sua fama di "sensitivo" e dalle varie testimonianze emerge la figura di un uomo incredibile, fuori del tempo e dotato di straordinari poteri:

telepatia, chiaroveggenza, precognizione, bilocazione, traslazione, viaggi nel tempo, levitazione, elasticità del corpo, telecinesi, materializzazione e smaterializzazione di oggetti, attraversamento di superfici, folgorazione ed altri.

Iniziò così a frequentare assiduamente gli ospedali dove spesso in forma anonima infondeva sollievo psicologico e spirituale alle persone che ne avevano un estremo bisogno.

A seconda dei casi, riusciva anche ad intervenire con i suoi "rimedi" terapeutici, dal grado più semplice che era costituito da una azione antidolorifica, a quello più elevato come l'asporto di un tumore. Il più delle volte però agiva a distanza, non aveva cioè la necessità di essere al capezzale del malato per poterlo curare.


Immagine tratta dal film Nosso Lar (QUI), che irreperibile in rete, è rintracciabile in streaming QUI.
Si noti l'energia verde di guarigione che veniva emanata da Rol.  

Quando poteva essere presente, agiva o con l'imposizione delle mani sulla parte malata che guariva a più riprese ma talvolta anche all'istante, oppure per mezzo dei "soffioni verdi" poiché alitava in maniera così intensa e ripetuta sulla zona colpita da ottenerne il medesimo risultato.

Egli visualizzava pure l'aura intorno all'organismo umano che gli permetteva di diagnosticare eventuali malattie a seconda delle frequenze cromatiche emesse dai vari organi; non solo, ma poteva anche mettere altri nella possibilità di avere la stessa percezione e realizzare i suoi stessi esperimenti.

Le dichiarazioni entusiastiche su Rol sono centinaia, e sarebbero migliaia se tutti coloro che lo avvicinarono avessero concesso interviste o lasciata scritta la loro testimonianza.

Queste sono soltanto alcune:

«Gustavo Rol è un uomo che Dio ha mandato fra di noi per renderci migliori»
  Franco Zeffirelli, 1987.

«Rol sfugge alla nostra possibilità di comprensione. È un mistero»
  Cesare Romiti, 2000.

«... una personalità fra le più sorprendenti del secolo»
  Alberto Bevilacqua, 2000.

«... è il più indecifrabile e fascinoso enigma in cui mai mi sia imbattuto»
  Roberto Gervaso, 1978.

«Tra le persone a cui rivolgo una preghiera quando sono in difficoltà c'è anche lui...»
  Vittorio Messori, 2002.

«A l'incroyable Rol, qui ne sera croyable qu'après demain seulement» (All'incredibile   Rol, che sarà credibile soltanto dopodomani)
  Jean Cocteau (dedica).

«Sono rimasto sbalordito, ma niente affatto sgomento: anzi, consolato ed arricchito»
  Valentino Bompiani.

«A Gustavo Adolfo Rol che cammina come un illuminato sulla geografia dell'ignoto e     della relatività»
  Pitigrilli, pseudonimo dello scrittore Dino Segre (dedica).

«Quell'uomo  legge  nel  pensiero  e  non  possiamo  rischiare  che i segreti dello Stato    francese vengano a conoscenza di estranei»
   Charles De Gaulle.

«Gustavo  era  un  essere  meraviglioso  che  manca  a  tutti  noi  e  che  ci  ha  lasciato   esperienze incredibili, emozioni uniche e straordinarie...»
  Valentina Cortese, 2002.

«...è  l'uomo  più  sconcertante  che  io  abbia incontrato. Sono talmente enormi le sue   possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene»
  Federico Fellini, 1964.

«Religiosissimo,  credo  che  appartenga  al filone dei  "santi laici"  piemontesi,  come   Frassati e Savio...»
  Nico Orengo, 1994.

«Qualcosa  di  benefico si irraggia sugli altri.  È questa la caratteristica immancabile...   dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale,  e  di   conseguenza all'autentica bontà»  
  Dino Buzzati, 1965.


Rol nel suo studio.

Egli ebbe una vita riservata, immerso nella ricerca della Conoscenza, circondato da libri, enciclopedie e pregevoli oggetti di antiquariato.

Conobbe tra gli altri Einstein, Croce, Fermi, Picasso, Dalì, D'Annunzio, Cocteau, Krishnamurti.

La sua fama di veggente si diffuse tra l'élite politica e aristocratica di tutta Europa, e i Capi di Stato di molti paesi desideravano chiedergli consiglio: De Gaulle, Mussolini, Pio XII; anche Hitler lo avrebbe voluto conoscere e inviò i suoi a cercarlo con l'ordine di condurlo a Berlino.

Per ben tre volte gli uomini del Duce lo nascosero e lo sottrassero alle SS. Durante la guerra a San Secondo, Rol salvò molti individui condannati alla fucilazione. Si era impegnato a compiere i suoi "prodigi" in presenza degli ufficiali tedeschi in cambio della vita dei prigionieri. Per ognuna di queste prove sarebbe stata risparmiata la morte ad una persona.

Fu Renzo Allegri, in "Rol - Il Mistero", che raccontò questo episodio: «Un giorno, a Pinerolo, un comandante tedesco aveva messo al muro un gruppo di partigiani. Rol accorse a chiederne la liberazione. "Sono innocenti, non hanno commesso niente di male", diceva. "E lei come fa ad esserne tanto sicuro?", chiese il comandante.

"Alla stessa maniera con cui sono sicuro di conoscere cosa contengono i cassetti della scrivania nella sua casa ad Amburgo", rispose Rol e cominciò a descrivere minuziosamente gli oggetti che quel graduato aveva nella sua scrivania in Germania, soffermandosi sul contenuto di alcune lettere privatissime e di certi documenti segreti. Il tedesco, confuso e spaventato, liberò immediatamente i prigionieri».

Nel 1934, subito dopo la morte del padre, Rol lasciò l'impiego in banca, professione che non l'aveva mai attratto ma che aveva intrapreso solo per compiacere il genitore. Avrebbe voluto fare il giornalista, ma poi decise di dedicarsi al commercio di oggetti antichi, per i quali aveva sempre avuto una grande passione.

Aprì dunque, durante la guerra, un negozio di antiquariato, fino a quando preferì dedicarsi a tempo pieno alla pittura, all'approfondimento dei suoi studi e all'aiuto del prossimo.


"Rose" di Rol, che dipingeva soltanto con 3 colori.
Si noti la firma, tutt'uno con la Croce. 

Dagli anni '50 in poi l'alloggio di Via Silvio Pellico diventò la meta privilegiata di tanti personaggi famosi:

lo scrittore Dino Segre, in arte Pitigrilli, che fece diverse dediche a Rol e parlò ampiamente di lui in un suo libro; Federico Fellini, suo grande amico, che veniva spesso a chiedergli consiglio sulle nuove sceneggiature; John Cage, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota, Alberto Sordi, Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Valentina Cortese, Giovanni Agnelli, Cesare Romiti, Vittorio Gassman, Guido Ceronetti, Valentino Bompiani, Vittorio Messori e tanti altri.


Casa Rol: il salotto.

Rol ebbe anche l'occasione di conoscere alcuni presidenti della Repubblica Italiana, come Saragat e Einaudi. Sempre negli anni '50 incontrò la regina Elisabetta II a Londra, che, a quanto pare, desiderava mettersi in contatto con lo spirito del padre, Re Giorgio VI, deceduto nel 1952.

Risale a questo periodo anche l'incontro con Padre Pio, del quale egli era devoto e di cui teneva una fotografia sul comò. Nel 1964 incontrò ad Antibes l'Imperatore d'Etiopia, Hailé Selassié, al quale predisse la morte ad opera del suo popolo (fatto che si sarebbe verificato nel 1975).

Pure in America si interessarono a lui: Walt Disney volle incontrarlo e John Fitgerald Kennedy, nel suo unico viaggio in Italia da presidente, venne appositamente a Torino per incontrare Rol.

Nel 1981 il presidente Reagan gli inviò un telegramma di ringraziamento per aver contribuito con il suo aiuto "metafisico" alla liberazione del generale americano James Lee Dozier. Dalla metà degli anni '60 in poi Rol fu richiesto da molti centri di parapsicologia per dar dimostrazione delle sue facoltà eccezionali.




Tuttavia egli non acconsentì mai a volgarizzare ciò che riteneva espressione delle più alte vette spirituali raggiungibili dall'uomo, e quindi non si sottopose mai a controlli "profani", rimanendo così perfettamente coerente con le Sacre Scritture:

«Una generazione perversa e adultera pretende un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta» (Mt. 12, 38-39).

Conclusione

Termino con un vibrante appello ai giovani dello stesso Rol, diffuso in diretta da Franco Zeffirelli e Raffaella Carrà durante una trasmissione di "Domenica In", andata in onda l'11 gennaio 1987.




Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte testo:  gustavorol.org  e recente: michiamorol.altervista.org/