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venerdì 10 aprile 2026

Gli incontri astrali con Gesù, Divina Misericordia

 


...dice il Signore:
«anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come la neve»...
Isaia 1,18


Sebirblu, 9 aprile 2026

Man mano che i giorni avanzano, uno dopo l'altro, l'Avvertimento annunciato da ogni dove si avvicina (ved. QUI, QUI e QUI) e la grande maggioranza delle anime ancora non è pronta allo straordinario evento promesso dal Cielo, in modo speciale dalla Vergine Maria QUI, oltre che da mistici e santi di ieri e di oggi.

Ecco cos'ha detto Gesù nel corso delle apparizioni di Jacarei, in Brasile, il 1° maggio 2011:

"Poco è il tempo della misericordia per voi, ed è molto vicino il grande Avvertimento che manderò a tutta la Terra. Nessun'anima, nessun essere umano sfuggirà a questo avviso: scuoterà le coscienze... sarà come un piccolo Giudizio sulla vostra esistenza, come se passaste attraverso il giudizio particolare che avviene dopo la morte.

Tutti potranno vedere la loro vita, ognuno la vedrà con gli occhi dello Spirito, come la vede Dio, come Lui stesso osserva le vostre miserie. Tutti constateranno il male compiuto o il bene non fatto, e per ogni peccato commesso, patiranno per il dolore causato al Mio Cuore e al Cuore immacolato di Mia Madre."

Proprio domenica si celebrerà la festa della Divina Misericordia, richiesta inoltrata da Gesù a suor Faustina Kowalska come riporta il suo diario, e istituita solennemente da Giovanni Paolo II nel 1992, inserendola nella cosiddetta "domenica in albis", ossia una settimana dopo Pasqua. Lo stesso Pontefice ha poi canonizzato la religiosa polacca, rendendola "santa" nell'anno 2000. (Ved. QUI).

Queste sono le dovute premesse al fine di presentare il nuovo articolo concernente un emblematico caso di pre-morte (o NDE) occorso ad un semplice uomo filippino, divenuto famoso nel mondo per le sue conferenze sulla diffusione della Misericordia divina dopo che, durante un coma, gli è apparso Gesù affidandogli tale missione.

Lo stato animico in cui si trova l'umanità, almeno a partire dalle 3 ultime generazioni, si è talmente deteriorato nei rapporti con Dio e la Madre Santissima da far impallidire persino gli antichi abitanti di Sodoma e Gomorra, quindi urge, nonostante il duro ostruzionismo dei negatori o l'indifferenza degli stolti apatici, prendere coscienza della realtà dello Spirito e della continuità della vita dopo la morte fisica.

Se tutti costoro, ce lo auspichiamo, avranno un sussulto di dignità e di buon senso, distoglieranno lo sguardo perennemente rivolto alle cose del mondo, per indagare al loro interno e focalizzare meglio la propria situazione nei rapporti di "Qualcuno"... imponderabile finché si vuole... ma incombente come un macigno sulle singole coscienze. (Consiglio di leggere QUI, QUI e QUI).

Conviene pensarci prima... rimandare al domani potrebbe essere fatale!


Stanley Villavicencio

I ripetuti incontri con Gesù della Divina Misericordia

«Per tre giorni Stanley Villavicencio rimase in coma fino a quando i suoi medici lo dichiararono clinicamente morto. Eppure oggi egli vive per raccontare la sua storia a tutti coloro che vogliono ascoltare e, lui spera, anche credere. Ecco ciò che gli è successo.

Il 2 marzo 1993 doveva svegliarsi presto poiché era il suo turno per ricevere la statua della Santa Vergine al "Rosario dell'Aurora", del quartiere dove abitava. Ma non poteva alzarsi... e si riaddormentò. Al risveglio aveva le convulsioni e schiumava dalla bocca, vomitava sangue. Il suo polso non poteva essere percepito.

Così la sua famiglia lo condusse urgentemente all'ospedale di Chong Hua dove, al pronto soccorso, smise di respirare. Fu trasferito in terapia intensiva. Lì, la sua respirazione venne monitorata artificialmente.

Suo padre e sua sorella minore, entrambi medici, giunsero da Negros Oriental. Non potevano fare gran che sul piano professionale perché quattro specialisti di Cebu se ne occupavano già.

In seguito, Stanley riferì che durante il coma il suo gruppo "Dawn Rosary" (Rosario dell'Aurora) aveva pregato per lui, sebbene i suoi amici sapessero che, se fosse sopravvissuto alla prova forse sarebbe rimasto paralizzato, mentalmente indebolito o qualcosa di simile. Il suo caso fu trasmesso per radio e le persone, persino straniere, pregavano per lui.

Nel momento in cui il suo colorito divenne bluastro dalla testa ai piedi e tutti i suoi organi non davano alcun segno di vita, i suoi cari si rassegnarono all'inevitabile.

La consorte preparò tutto per le esequie e il terreno cimiteriale di famiglia per la sepoltura, mentre la suocera si accingeva ad approntare il suo piano commemorativo. Ma pur con tutto l'allestimento fatto per il funerale del proprio caro, la famiglia non aveva accettato che il supporto vitale venisse rimosso.

Durante il tempo in cui Stanley era deceduto per il mondo, disse di aver visto una luce bianca, non abbagliante, poi una fitta nebbia che si diradava poco a poco per rivelare una candida figura che egli riconobbe come Gesù Cristo.


Walter Rane

D'altronde, era sempre stato devoto al Suo Sacro Cuore; devozione cominciata all'era della scuola elementare, all'Accademia del Sacro Cuore, appunto, a Bais nel Negros Oriental.

Quando si sposò (con Melissa Gantuangco Villar) e si trasferì a Cebu (Mambaling), il Sacro Cuore gli apparve ancora una volta nella sua vita dove si stabilì, presso la cappella della contrada intitolata ad Esso in modo specifico ma che, nel frattempo, era diventata portatile, costruita soltanto per la celebrazione della festa e in seguito smantellata.

Allorché ne divenne presidente nel 1983, una vicina, la dottoressa Rosita Gutierrez, e la sua famiglia donarono un terreno per un oratorio permanente che fu costruito e ubicato di fronte alla casa dei Villavicencio.

Egli descrive il Cristo, che gli apparve durante il coma, molto somigliante all'icona dell'edicola di Gesù esposta, tranne che per il colore dei capelli, neri, e non castani o biondi, e fondamentalmente diritti e lunghi, anche se un po' ondeggianti nella brezza. 

Gli occhi erano azzurri, la carnagione così sottile e giusta da apparire quasi traslucida. Il naso era lo stesso di quello che viene mostrato nelle immagini, così come le labbra, ma più rosee.

Inoltre, Gesù indossava una veste talmente nivea da sembrare luminosa e i raggi che irradiavano dal suo petto non erano a colori come in alcune Sue raffigurazioni.

Stanley riferisce di aver osservato la mano del Signore per vedere se mostrasse il segno inconfondibile del chiodo, ma non c'era. Avrebbe voluto anche osservarne i piedi per lo stesso motivo: vedere se ci fossero i fori delle ferite, ma la tunica di Gesù era lunga e dunque non scoprì nulla.

Fu allora che si rese conto di trovarsi in una specie di Eden, camminando su quella che sembrava essere un tipo di erba detta Bermudagrass. Il posto era profumato e fresco come fosse "climatizzato"; dietro alle spalle di Gesù si scorgeva un bellissimo giardino con tutti i tipi di fiori, incluse grandi rose di ogni colore possibile.

Poi, senza una parola, Gesù alzò la mano verso il cielo, dove le nuvole sembravano prima raccogliersi per poi scendere roteando su loro stesse e scoprire uno schermo gigante dove l'intera sua vita venne proiettata davanti ai suoi occhi.



Ogni volta che aveva commesso uno sbaglio, l'immagine animata sembrava andare lentamente, divenendo ancor più lenta se si trattava di una colpa più grave, e non v'era modo di sfuggire alla realtà di quegli errori: l'ora, compresi i minuti, i secondi e le date erano inoltre sullo schermo, molto, molto di più di un'istantanea su macchina fotografica con timer incorporato.

Tutta la sua esistenza passò davanti a lui, non una ma tre volte, anche se le due dopo la prima si mostravano più veloci.

Si rivide, proiettato sullo schermo, passare davanti alla cappella del Sacro Cuore che aveva contribuito a costruire. Era sera e nel transitarvi scorse delle persone giocare al suo interno...

ma si limitò soltanto ad oltrepassarla,

senza dire ai suoi vicini di non trastullarsi entro di essa.

La medesima scena si ripeté, e osservò che passava sempre davanti all'oratorio, ma in quell'attimo coloro che erano là non solo suonavano ma bevevano anche... 

E lui si era unito alla bevuta...

Notò a quel punto che andava formandosi un primo piano di sé stesso,
mentre beveva.

Per la terza volta gli apparve la stessa inquadratura, ma in questa vide l'auto di un vicino parcheggiata dentro e, 

subito, l'immagine divenne palpitante, ingrandendosi

e rimpicciolendosi in modo vertiginoso.

Gesù precisò il suo dissenso nel vedere il luogo a Lui rivolto usato in modo profano, ed espresse il suo desiderio affinché fosse utilizzato unicamente per attività spirituali specifiche; chiedeva che le persone pregassero lì ogni giorno o, se non fosse possibile, almeno una volta alla settimana.

Disse pure che voleva il tempietto più ampio, almeno il doppio della sua dimensione di allora e che l'ingresso fosse a forma di cuore.

Stanley sapeva che il fondo-cassa della loro cappella era di soli nove pesos, ma rispose di "Sì". Gesù allora scomparve dopo avergli detto: "Torna là perché hai ancora molte cose da fare. Se avessi un messaggio per te, ti apparirò in sogno."




Quando si svegliò dal coma, si sentiva perfettamente bene. Si tolse il deflussore con il glucosio e il sondino nasogastrico che gli penetrava profondamente nello stomaco.

Allorché un'infermiera lo vide, corse e tornò con i colleghi e molti medici. Uno di questi lo visitò con uno stetoscopio, indi lo mise da parte e ne utilizzò un altro. Poi il "risvegliato" subì una serie di test, non una, ma due volte.

Sua moglie, che lo venne a sapere mentre stava facendo arrivare la cassa funeraria, rimase sbalordita. Semplicemente non poteva credere a quello che era successo.

Quando alla fine tutti gli esami si rivelarono negativi a qualsiasi cosa, all'uomo fu detto che poteva tornare a casa e poiché la consorte era ancora sconvolta, scese lui stesso a pagare il conto ma dal momento che la sua liquidità era insufficiente dovette chiedere aiuto all'amico Lim Liu, che era un azionista di quell'ospedale.

Costui riuscì a malapena a credere che si trattasse proprio di Stanley e non del suo fantasma, perché era a conoscenza dello stato critico in cui versava.

Non appena risolse la questione economica, egli se ne tornò a casa in auto. Il crocevia fra le strade per Tabada e Tagonol era affollato di persone che corsero verso di lui nel vederlo.

Poi, avvicinandosi a casa, si fermò davanti ad una donna incinta che camminava, la quale si intimorì non potendo credere ai suoi occhi; era appena andata al mercato di zona ad acquistare fiori per la sua tomba...

Altri suoi conoscenti, fermi all'angolo dell'incrocio, aspettavano l'arrivo della bara per poterlo scortare fino in chiesa... quando, improvvisamente, lo scoprirono vivo e vegeto al volante.

Il momento in cui "risuscitò", per una strana "coincidenza" era un venerdì: a tre giorni precisi (ore 8 del mattino) dal suo ricovero in ospedale.

Ben presto Stanley si mise al lavoro sulla cappella, come ordinatogli da Gesù. In un modo o nell'altro, la divina Provvidenza gli faceva arrivare il denaro per il progetto, ma solo il necessario per retribuire i lavoratori o attraverso delle forniture come il cemento, spesso in forma anonima. (Cfr. QUIcome funziona l'aiuto supremo; ndt).

Finalmente venne applicata anche la porta a forma di cuore, divenuta oggi una sorta di attrazione turistica ed impedendo così anche l'ingresso alle auto che avessero inteso parcheggiare.

Il nostro uomo sostiene di aver visto Gesù in sogno per altre dieci volte dopo la prima apparizione. Ha raccontato la sua esperienza ad innumerevoli persone visitando i luoghi più disparati, come Bohol, Negros Oriental, Siquijor, Leyte e Mindanao. (Poi, pian piano in tutto il mondo; ndt).

Il 6 settembre dell'anno scorso (l'articolo è comparso nel giugno 1994 sul "Freeman Metro Journal", un periodico molto conosciuto a Cebu city; ndt) Stanley aveva un appuntamento nel primo pomeriggio nella città di Mandaue.

A mezzogiorno era pronto per uscire di casa ma improvvisamente venne sopraffatto da uno strano torpore e dalla necessità di dormire. Durante il sonno, Gesù gli apparve dicendo:

"Figlio Mio, ti ho riportato in vita per affidarti una grande missione. Sei uno dei Miei rari mietitori scelti.

Il Signore lo invitò,  allora, a promuovere  la devozione  alla Sua Misericordia Divina e, prima di iniziare qualsiasi discorso pubblico, avrebbe dovuto esporre l'immagine specifica di Gesù, apparsa alla Santa suora Faustina Kowalska, e offrirne una piccola copia ad ogni fedele presente nel nuovo oratorio.




Stanley rimase turbato da queste parole perché non aveva la possibilità economica sufficiente per distribuire a tutti quelle immaginette.

Gesù gli suggerì perciò di entrare in contatto con l'impresa Mandaue Galleon Trade, Inc. per i rosari, e le signore Valentina Plaza (che lui conosceva ma ne aveva perso l'indirizzo) nonché Inday Ilagan, per i depliant plastificati della Divina Misericordia.

(Solo in quel momento egli si rese conto che il Gesù apparsogli durante il coma era Quello della Divina Misericordia.)

Poi, appena si svegliò, chiamò la società Mandaue Galleon Trade, a Cabancalan. L'impiegata che rispose al telefono gli disse che stranamente quella mattina avevano ricevuto scatole e scatole di rosari da Manila e Davao, ma che non sapevano cosa farsene. Dal momento che scopriva essere destinati a lui, era il benvenuto per poterli ricevere.

Da allora, Stanley si mise alla ricerca incessante ed instancabile di anime alle quali comunicare la Grande Misericordia di Nostro Signore, soprattutto alle ore tre di ogni venerdì (ora della Sua morte), pronta per essere riversata su tutti coloro che la avessero richiesta.

Gli incontri avuti con Gesù e la visione cruda di tutte le sue colpe e trasgressioni hanno lasciato il cuore di quest'uomo, padre di undici figli, molto pesante.

Egli, adesso, cerca di fare del suo meglio per riscattarsi agli occhi di Dio e, sebbene sia sempre la stessa persona di prima, il suo lavoro di vita è ora unicamente dedicato a diffondere la notizia della Misericordia di Dio, in modo che tutti possano usufruirne.

Così facendo, raggiungerà lo scopo per cui il Cristo gli affidò questa devozione al fine di preparare il mondo al Suo Ritorno, in adempimento a quanto da Lui detto a Suor Faustina:

"Ma prima che Io venga come giusto Giudice, spalancherò la Porta della Mia Misericordia. Che nessun'anima abbia paura di avvicinarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero color scarlatto". (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndt).

Aggiunse pure:

"Che i più grandi peccatori ripongano la loro fiducia nella Mia Misericordia... Se la loro fede sarà grande, allora la Mia generosità non conoscerà limiti."»

Jenara R. Newman




Traduzione libera, relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: QUI, dove si può leggere la biografia del personaggio e i messaggi datigli da Gesù, in italiano, insieme a questo articolo intero, in inglese.


Post scriptum

Termino con l'ultima catechesi di don Alessandro Minutella, diffusa questa sera, che meglio di me sponsorizzerà la grande Riunione del "Piccolo Resto" di domenica 12 aprile 2026, a Milano-Assago, per la festa della Divina Misericordia. 

Invito tutti ad aderirvi in quanto è l'UNICA VERA VOCE rimasta, insieme ai suoi confratelli sacerdoti, a contrastare con estremo coraggio, rimettendoci di persona (com'è avvenuto di recente anche al caro Fra' Celestino della Croce con la vergognosa "riduzione" allo stato laicale), i due pseudo-pontefici che sono stati diabolicamente eletti dalla Massoneria Ecclesiastica.

Ci penserà  Nostro Signore  e la Madre Sua S.S.  a fare Giustizia di questo obbrobrio del quale la Falsa Chiesa è responsabile, lasciando tranquillamente liberi pedofili e stupratori seriali come ad esempio l'ex gesuita (tuttora sacerdote, ved. QUI) Marko Rupnik e i due preti di Chiclayo in Perù che Prevost stesso ha "coperto", a danno di tre sorelle (ved. QUI).

E tutto questo mentre l'umile Fra' Celestino (che cammina a piedi scalzi) è stato, non solo "buttato fuori" dal vecchio convento dove risiedeva, ma anche "spogliato" del suo sacro saio che, giustamente, continua ad indossare, essendo CANONICAMENTE invalida la sentenza che gli è stata comminata. 





sabato 6 dicembre 2025

La Sconvolgente NDE di Vicky Noratuk - Nata Cieca!




La Sconvolgente NDE di Vicky Noratuk - Nata Cieca!

Tra il 1947 e il 1952, parecchi bambini sono stati accecati da un eccesso di ossigeno nelle incubatrici, dotate di un erogatore di nuova concezione.

È stata la scoperta della mancata visione periferica, accusata dai piloti che respirano ossigeno attraverso le maschere d'aria, ad indicarne la causa.

«Ero rimasta nel grembo materno 22 settimane, dal dicembre del 1950, quando sono nata all'ospedale San Luca a Pasadena, in California. Non pesavo nemmeno un chilo e mezzo alla nascita, ed era logico che sarei stata messa in una delle nuove incubatrici.

Da allora, per 43 anni, non ho visto alcuna luce né ombra, nulla, dal momento che i nervi ottici dei miei occhi erano stati distrutti. Quando sogno, vivo le medesime sensazioni che provo quando sono sveglia. Non ci sono dati visivi, solo il tatto e il suono.

Ma ho visto come vedete voi. In due episodi sono stata in procinto di morire, e in quelle occasioni, per la prima volta in vita mia ho potuto vedere. Ho lasciato il mio corpo e ho visto. Questo è il resoconto della mia seconda esperienza di premorte.

Il 2 febbraio 1973 lavoravo come cantante e pianista in un ristorante a Seattle, Washington.

Erano le due di notte. Il proprietario, avendo paura di offendere una coppia ubriaca che si era offerta di accompagnarmi a casa ed annullando le mie obbiezioni, aveva insistito che accettassi l'offerta rifiutandosi pure di aprire l'ufficio affinché potessi chiamare un taxi.

Poi se n'era andato e nessun altro avrebbe percorso la mia strada. Ho accettato a malincuore il passaggio. Non appena siamo partiti, il conducente ha detto che stava vedendo doppio. L'auto zigzagava per le strade.

Vicino alla base della collina Queen Anne ho sentito un forte stridìo di gomme e siamo finiti fuori controllo. La moglie del guidatore ha gridato: "Oh mio Dio, ci stiamo schiantando!" Tutto è diventato molto lento. Ho urlato, ed è stata la mia ultima consapevolezza nel corpo fisico.

Stordita e disorientata ho sentito me stessa uscire dalla bocca. Il tempo sembrava ancora rallentare ed estendersi. Mi stavo sollevando in aria, sopra la strada, confusa.


"Il corpo e l'Anima" di Marcello Ciampolini

Ho visto il mio corpo brevemente ed ho avuto un momento di incertezza quando una parte di me voleva tornare dentro ed un'altra sentiva che era così bello rimanere fuori! Poi sono rientrata.

È stato come quando si ritorna a casa perché si è dimenticato qualcosa. Non mi ricordo il viaggio all'ospedale di Harborview.

Arrivata al pronto soccorso, ero cosciente di trovarmi vicino al soffitto. Potevo vedere di nuovo! Durante quest'esperienza di premorte ero in uno stato continuo di sbalordimento nel poter guardare ogni cosa.

In realtà, era tutto così estraneo a me che diventava una complicazione costante sostenere i miei sforzi. Proprio come capita di ascoltare una lingua straniera che non si comprende, ma che si desidera capire di più.

Sotto di me c'era un corpo su una lettiga e non ero sicura si trattasse di me. Ero sconvolta ed atterrita. La lunghezza dei capelli era la mia, ed una gran parte di essi era stata rasata!

Questo può essere un non senso, ma mi ci è voluto molto tempo per farli crescere, ed ho amato così tanto i miei capelli! È stato come perdere un lato importante di me.

Nelle vicinanze ho visto distintamente un'esponente femminile dell'equipe medica. Mi sono sentita attratta verso di lei e non riesco a spiegare il perché. Ma avevo un gran bisogno di essere capita.

Poi ho sentito una voce maschile asserire che c'era del sangue sul timpano del mio orecchio sinistro, e che avrei potuto diventare sorda. "Io non sono sorda! Non sono sorda!" Gli urlavo. Forse la donna sarebbe stata in grado di dirglielo. "Non mi senti? Sono proprio qui!"

A questo punto, mentre le impressioni visive mi confondevano, diventavano anche secondarie al mio desiderio di comunicare verbalmente, perché questo era il modo principale che avevo utilizzato attraverso la vita.




Poi la dottoressa ha soggiunto: "Non sappiamo quanti danni cerebrali ci siano... e se potrebbe trovarsi in uno stato vegetativo..." Le ho gridato: "Io non sono in uno stato vegetativo!" Ero così frustrata e stizzita perché stavo urlando con tutta la forza che avevo, ma era come se non esistessi!

Volevo solo uscire da lì. Quasi all'istante, come se fosse una risposta al mio pensiero, ho avuto la percezione di essere attirata verso una sorta di "Vooom!" diritta attraverso il soffitto e l'ospedale, proiettandomi nello spazio.

Ho visto delle luci. Non so da dove venissero. Ma non me ne importava, perché mi sentivo così libera! Ero stordita dalla facilità di movimento, come se mi stessi innalzando. Provavo una sensazione incredibile di euforia e di inebriamento.

Questo potrebbe sembrare stravagante, ma mi ricorda lo stato in cui si può trovare un cucciolo quando si rotola sull'erba non curandosi affatto del dove stia rotolando. Poi, a distanza, ho sentito un suono bellissimo, come di campane tubolari.

Conteneva ogni singola nota che si possa immaginare, dalla più bassa alla più alta, tutte mescolate insieme. Come musicista ero incuriosita. C'erano così tante tonalità diverse che non sapevo fosse possibile! Ero in riverente soggezione.

Risucchiata a capofitto in un tunnel buio, sono stata condotta dal vento verso una luce lontana che si ingrandiva. Avevo una sensazione di arieggiamento, come se dei grandi, enormi ventilatori mi sospingessero. La galleria era confortevolmente ampia.

Di tanto in tanto oltrepassavo quelle che parevano essere aperture o finestre lungo le pareti. Attraverso queste, ho potuto intravvedere altri Esseri, sia davanti a me che dietro, in simili tunnel paralleli. Sembravano esprimere lo stesso stupore che stavo vivendo io.

Percepivo dentro di me un calore diffuso e mentre mi avvicinavo al termine del condotto, la luce diventava brillante.




Poco prima di raggiungerne la fine ho udito della gente cantare. Era come se tutti gli inni che mai si fossero sentiti si esprimessero in una sola volta, fondendosi insieme armoniosamente!

Ho considerato che non c'erano stati dei canti su Gesù morente, o carmi tristi di sangue e di dolore. Quelli che sentivo, al contrario, erano lodi di giubilo.

Nell'ascolto, ho potuto memorizzarne un singolo brano. In ogni modo la loro melodia congiunta era bellissima, non dissonante! Era adeguata per essere là e non avrebbe potuto mai essere qua. L'esultanza mi pervadeva.

La mia uscita dal tunnel può essere meglio descritta come il distendersi sull'erba sotto gli alberi in una soave e luminosa scena estiva, luogo brulicante di migliaia di persone che cantavano, ridevano e parlavano.

Alcuni suonavano degli strumenti a corda. C'erano dei fiori ovunque in diverse varietà, tanto che ricordo ancora un profumo di gelsomino nelle vicinanze.

Ho osservato anche, tra gli alberi, che i fiori e gli uccelli sprigionavano luce intorno ad essi ed ho notato pure che, sebbene appartenenti alla stessa specie, alcuni avevano più radianza rispetto ad altri.

Ad intervalli, delle colonne ornate sostenevano quelle che assomigliavano a tettoie, creando dei ripari nel parco. A distanza brillava un cancello enorme, l'oggetto più luminoso nel mio campo visivo.

Poi ho visto Debby e Diane venirmi incontro dalla destra, e il signore e la signora Zilk avvicinarsi dalla sinistra. Ero stata molto vicina a Debby e a Diane alla Scuola di Stato per i Ciechi in Oregon.




Debby era deceduto per una malattia idrocefalica quando aveva 10 anni, e Diane era annegata quattro anni prima nella vasca da bagno accanto alla mia camera, per uno spasmo muscolare.

Anche i bambini non vedenti possono essere crudeli, e siccome Debby, piuttosto in sovrappeso, si muoveva pesantemente e non parlava molto bene, e poiché Diane malediceva di frequente le persone, venivano entrambi evitati e presi in giro dagli altri bambini.

Ero dispiaciuta per entrambi ed ho teso loro una mano per questo.

La signora Zilk era un'anziana vicina di casa che mi accudiva come baby sitter quando mia nonna doveva lavorare. Era stata una vera dolce donna che ha dedicato moltissimo tempo ai miei giochi ricreativi.

Debby e Diane si sono diretti con grazia verso di me. Tutti e due sembravano essere guariti interiormente, o in qualche modo migliorati. Sentivo che mi raggiungevano con amore, Diane sembrava avere un desiderio quasi disperato di dire qualcosa.

In un luogo dove il tempo non può avere alcun significato, c'è stato un momento in cui ho saputo ogni cosa, dove tutto aveva un senso. In quel posto ho trovato le risposte a tutte le domande sulla vita, sui pianeti, su Dio, su tutto.

All'improvviso, ho capito intuitivamente la matematica e la scienza per le quali non sono mai stata incline, e non avevo domande in merito. All'istante ho compreso che le lingue erano diventate irrilevanti. Le conoscevo.

Anche senza fare domande, le risposte mi venivano impartite su ciò che avevo sempre desiderato di conoscere.

Costantemente  turbata  dal concetto di Trinità,  ero  consapevole  del  fatto  che il Padre fosse quello che si potrebbe chiamare l'Essere, la Fonte-Dio, che il Figlio ne contrassegnasse l'Azione, e che lo Spirito Santo fungesse da Trasmettitore, da Portatore di Conoscenza.

Ero cosciente che questi Tre Aspetti, visti separati possono apparire anche singoli, proprio nello stesso modo in cui lo sposo e la sposa pur essendo due, in realtà sono uno, essendo complementari l'uno all'altra.

Nell'attimo in cui Debby e Diane si stavano approssimando ed erano quasi a portata di mano, ho percepito un limite attraverso il quale non avrei potuto andare.

Poi è apparso il Cristo... 




La Sua Luce ha saturato la mia visione. Tenendo la mano destra alzata verso di me, ha detto molto nettamente:

"No!", bloccando me e loro dall'avvicinarci gli uni agli altri. Similmente a qualcuno che ci avesse impedito di andare aldilà di una scogliera, oppure di passare oltre un certo punto, poiché non si avrebbe avuta la possibilità di tornare.

Il Suo volto era forte ed amabile. Portava la barba, e i Suoi capelli erano lunghi. La Sua veste, aperta sul petto, aveva una fascia intorno alla vita. Io sto descrivendo una forma, ma l'incredibile Luce che fuoriusciva da Lui la superava in importanza.

Una parte di me poteva a stento reggere la Sua Presenza e potevo a malapena sostenerLa. Era come se la Luce si proiettasse direttamente fuori dal Suo corpo, e questi fosse stato formato da Essa. Ero anch'io luminescente, ma il mio chiarore non era così intenso come il Suo.

Pure Debby e Diane emanavano luce, ma nel Cristo era tutt'intorno a Lui, soprattutto in prossimità della testa dove era circolare, e nel punto delle braccia dove si estendevano raggi luminosi come quelli che si potrebbero vedere da una stella.

Attorno al resto della Sua figura lo Splendore era più uniforme. I Suoi occhi erano penetranti, ma teneri. Avrei quasi voluto distogliere lo sguardo da essi, ma non potevo. Egli sapeva tutto di me, vedeva chiaramente oltre ogni cosa, molto più di quanto io stessa potessi osservare o conoscere.

È stato piuttosto angoscioso essere così totalmente compenetrata, esposta, e nello stesso tempo accettata ed amata. Eppure non desideravo nulla più che essere parte di Lui.

Un tale stato si può paragonare a quelle canzoni che parlano di persone innamorate, dove da un lato vorrebbero fuggire e dall'altro non lo fanno perché attratte.

"Ebbene, ciao," mi ha detto abbracciandomi. Ed io non volevo più stare lontana da Lui, mai e poi mai. Desideravo che mi avviluppasse in qualche modo, per non esserne divisa.





Ero così emozionata per la Conoscenza che avevo appena acquisito, che mi sentivo gorgogliante e leggera mentre cercavo di comunicarglielo per mezzo di una sorta di trasferimento di pensiero. Ed egli disse: "Non è meraviglioso? Tutto è bello qui, ed armonizza insieme.

Ti accorgerai di ciò, ma ora non puoi starvi. Non è ancora il tuo tempo. Devi tornare indietro". Poi aggiunse: "Guarda qua". E subito dopo, ho visto l'intera mia vita, dalla nascita fino a quel momento.

Sapevo che Egli era con me, ma la consapevolezza di qualsiasi altra cosa mi circondasse era scomparsa. In quel processo ho osservato la realtà di me stessa, così come sono stata cosciente dei miei pensieri e sentimenti e di tutti gli altri Esseri coinvolti in ogni avvenimento della mia vita.

Il Cristo ha lasciato che fossi solo io a valutare le cose, per trarne le dovute conclusioni. Mi sono resa conto di essere molto più intransigente di quanto non lo sarebbe stato Lui.

In un episodio, quando avevo nove o dieci anni, Sharon, la mia compagna di camera presso la scuola dei non vedenti, mi ha presentato un nuovo vestito che sua madre le aveva appena fatturato.

Quando ha lasciato la stanza, gli ho strappato tutti i bottoni e il bordo di pizzo. Ero arrabbiata perché desideravo essere curata nella maniera in cui sua madre si occupava di lei.

Perciò, quando insieme abbiamo osservato il mio comportamento nella revisione della vita, il Cristo mi ha detto:

"Già, questo non è molto bello. Ma poi hai fatto la cosa giusta comunque." E rideva osservando che in seguito mi ero scusata ed avevo abbracciato Sharon. Durante tutto questo incontro con Lui, ha utilizzato il mio gergo dialettale in maniera da rapportarsi meglio a me.

Il suo ridere era cordiale e sostenitore. Il pensare alla Sua reazione in tale circostanza mi è stato d'aiuto ad essere meno cupa e tesa riguardo alle cose che i miei bambini hanno fatto di non giusto.



Greg Olsen

Dopo mi ha chiesto: "Cos'hai imparato dalla tua vita?" Ho risposto che ho appreso quanto fosse importante essere onesti.

Poi il Signore mi ha precisato: "Devi imparare ed insegnare maggiormente ad amare e a perdonare. Se la gente lo merita o meno, non è questo il punto. Non si dovrebbe cercare di selezionare quelli che pensi siano degni d'essere perdonati dai non meritevoli".

Si riferiva ad una tendenza, nel mio passato, a perdonare soltanto coloro che mi avevano chiesto scusa. Mi ha inoltre confidato prima del mio ritorno che sarebbe stato difficile, ma di ricordare quello che avevo appreso. In seguito, non c'è stato che il nulla assoluto, per quanto tempo non saprei dirlo.

Improvvisamente mi sono sentita pesante e colma di dolore. Alla fine mi sono svegliata in ospedale per scoprire che avevo una frattura al cranio, una commozione cerebrale, una lesione al collo e alla schiena ed una ferita alla gamba.

Gli eventi che ho vissuto dalla mia seconda esperienza di premorte sono stati incredibilmente duri. Ma ho appreso molto da essi. Ho imparato a separare il peccato dal peccatore ma anche quello di giudicare meno e liberarmi di alcuni dei miei passati sensi di compiacimento e di superiorità.

Infine, sto tentando di prendermi cura di me stessa nel non permettere più ai pensieri negativi degli altri di trascinarmi in basso. Come ha detto il Cristo, il cammino è stato arduo, ma nel percorrerlo sento di essere cresciuta.»



lunedì 24 novembre 2025

La NDE di Dougherty e il Monito dell'Arc. Michele




Sebirblu, 24 novembre 2025

L'articolo che oggi ripropongo ai Lettori, merita tutta l'attenzione possibile di chi vuole assolutamente migliorare ed evolversi spiritualmente perché è un esempio di come si possa risalire dall'abisso più profondo di un'esistenza vacua e superficiale sino a divenire dei veri testimoni di Realtà superiori.

Il protagonista di quest'esperienza di premorte, come leggerete, spiega molte cose confermando una volta di più il senso nascosto della vita e dimostrando a tutti che non solo si può cambiare direzione ma anche trasformarsi in operatori più che credibili di Luce.

Ed è quello che da allora continua a fare Ned, essendo diventato lo strumento di numerosi messaggi, anche profetici, da diffondere agli uomini nei loro ultimi passi verso la Transizione tanto desiderata. (Cfr. QUI, QUIQUIQUI QUI).




La NDE di Ned Dougherty

Dougherty era proprietario di un night club di successo e viveva la sua vita in modo intenso e frenetico. Sebbene fosse stato cresciuto nella religione cattolica, non aveva alcun interesse per la vita spirituale e non credeva nell'aldilà.

Era troppo impegnato a cercare di godersi questa vita per annoiarsi con quel genere di cose. Tutto questo cambiò quando ebbe una NDE per un attacco di cuore durante un'animata colluttazione con un socio d'affari.

Quell'esperienza gli diede una piena Consapevolezza di quale fosse la sua missione nella vita. I brani seguenti sono tratti dal suo libro "Corsia diretta per il Paradiso" (Fast Lane to Heaven).

"Mi misi d'accordo per incontrare i miei amici al ristorante dopo aver fatto un giro d'ispezione per il Marrakech (il night di Ned) ed aver controllato gli impiegati che si stavano preparando per l'apertura.

Pensai che il mio socio d'affari, che era stato appena rilasciato dietro cauzione, avrebbe avuto abbastanza buon senso da starsene buono almeno per un paio di giorni dopo il suo arresto.

Sapendo che non avrei dovuto trattare con lui personalmente, cominciai a sentirmi perfino meglio mentre mi dirigevo verso il club.

Diversi addetti alla sicurezza del night stavano sistemando le barriere e le corde di velluto ai lati delle passerelle, preparando l'ambiente per l'affollamento della sera.

Passai attraverso l'atrio e salii la rampa di scale che conduceva agli spazi privati, riservati ai clienti di riguardo che sovrastavano la pista da ballo ed il piano terreno. Da quell'osservatorio privilegiato potevo osservare tutto il locale e analizzare il comportamento del personale.




Sebbene quell'area riservata fosse relativamente in ombra e tranquilla, ebbi la sensazione che vi fosse qualcun altro. Era il mio socio d'affari, il bersaglio della mia rabbia. Cominciò a sbraitare avvicinandosi a me con un bicchiere in una mano, e puntandomi con l'altra l'indice contro.

Non ascoltai nemmeno quel che stava dicendo. La mia ira esplose: gli saltai addosso con una raffica di pugni, stendendolo. Mentre barcollava e cadeva, lo afferrai alla gola con entrambe le mani stringendogli il collo in una morsa mortale. Il mio intento, accecato dalla collera, era omicida.

Mentre si sforzava di respirare, io stringevo con più forza, pensando che avrei potuto facilmente risolvere la nostra disputa d'affari premendo i miei pollici contro quel punto vulnerabile al centro della sua gola.

Ma mentre prendevo in seria considerazione l'idea di ucciderlo davvero, accadde in me qualcosa che non mi aspettavo: non riuscii a far forza sul mio pollice per affondarlo ancor più nella gola, in modo da causare un danno più serio, o perfino fatale.

Accorgendomi che qualcosa di invisibile stava trattenendomi, compresi che un'altra forza malvagia mi aveva sopraffatto completamente solo un attimo prima, al punto che io stavo realmente decidendo di ammazzare qualcuno e, in un momento di follia, avevo anche creduto che l'assassinio fosse in qualche modo giustificato.

Poiché ero sempre andato molto fiero del mio autocontrollo e pazienza, la personale reazione esplosiva in quella circostanza sorprese non poco sia me che i dipendenti che avevano sentito il rumore della colluttazione.

In quel momento, quando il mio violento ed incontrollato tentativo di commettere un omicidio era stato fermato da una voce interiore, un'altra forza, nella persona di una guardia del corpo, mi afferrò con una presa da dietro e mi spinse via dall'oggetto del mio furore.

Io fui altrettanto sorpreso da questo intervento quanto lo ero stato dalla voce interiore che mi aveva impedito di eliminare un uomo.

Per alcuni secondi, mentre venivo tenuto lontano dalla mia vittima predestinata, compresi che in qualche attimo questa strana forza invisibile aveva evitato che io commettessi un delitto e con buona probabilità trascorressi in carcere il resto della mia vita.



Immagine tratta dal sito  "ilsoffioultrafanico.net" che vivamente consiglio di visitare.

L'addetto alla vigilanza, forse sorpreso sia dalla propria reazione che dall'irrealtà di tutto il contesto, mi convinse a recarmi al piano terra. Mentre scendevo le scale vacillando e dirigendomi verso l'atrio, cercavo di raccogliermi nell'intento di riuscire a calmarmi.

Ansimavo cercando di ripristinare la respirazione nel tentativo di padroneggiarla. Mi accorsi che l'iperventilazione polmonare era ormai fuori controllo.

Il torace si espandeva e si comprimeva ad un ritmo sempre più rapido, ma ad ogni espansione e contrazione sempre meno ossigeno raggiungeva i polmoni. Potevo sentire il cuore pulsare con forza nel petto.

Quando uscii dal vestibolo del locale sul marciapiede, passai davanti ai buttafuori e agli incaricati che stavano all'ingresso, i quali non si erano accorti di quanto era appena accaduto nella sala appartata del piano superiore.

Adesso camminavo da solo, cercando ancora disperatamente di prendere fiato, finché non finii traballante in un vicolo. Vidi il mio amico Bill e di colpo compresi che qualcosa stava veramente andando male.

Una sensazione di pericolo si diffuse nella mia testa, ed altrettanto improvvisamente mi sentii pervaso da una calda sensazione di sicurezza, nonostante il fatto che sentissi di non poter più avere alcun dominio fisico sulla mia persona.

Per la prima volta dopo tanti anni, rivolsi lo sguardo in alto verso il cielo scuro sopra di me, come per raggiungerlo affinché venisse in mio aiuto.

Il caldo senso di sicurezza che stavo sentendo doveva esser prodotto da qualcosa che non era dentro di me, perché ciò che stava succedendo fisicamente nel mio corpo provocava un terrore traumatico nella mia mente.

Quando mi imbattei in Bill, tentai di dirgli che avevo bisogno di aiuto, ma era già troppo tardi. La mia incontrollata iperventilazione era cessata, ma nello stesso tempo non riuscivo più a respirare. Tutto tacque.

Il mio senso dell'udito si rivolse all'interno, cercavo di sentire qualche suono dai miei polmoni, completamente silenziosi, che sembravano del tutto vuoti e fermi. Solo qualche secondo prima il mio cuore pulsava con forza ed ora, bruscamente, il battito era cessato.



Nell'immagine è visibile il
"Filo Argenteo" che solo quando si spezza avviene il trapasso.
Per approfondimenti sulla struttura dei corpi sottili dell'uomo vedere QUI e QUI.

Per  un  lunghissimo ed  intenso  momento  ogni cosa  davanti  a me  si  fermò.  Stavo morendo e ne ero ben conscio. In un attimo pensai: «È la fine! Ecco come tutto finisce!» Istantaneamente sentii una specie di esplosione elettrica nella testa, ed il mio corpo si accasciò sul marciapiede.

Mentre un grande campo di energia cominciava a formarsi in cielo proprio davanti a me, udii un forte e sgradevole rumore meccanico, via via che il flusso energetico si trasformava in un cilindro a guisa di ciminiera verso l'alto.

Sembrava che l'oscurità sopra di me si trasformasse in una massa liquida curvantesi su se stessa come un'onda oceanica, formando un perfetto tunnel che si allungava fin nello spazio. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

Mentre guardavo dentro quel grande ed imponente tunnel, un'intensa energia blu, di una luminosità vibrante, cominciò a fluttuare attraverso il condotto dirigendosi verso di me.

Man mano che si avvicinava rapidamente, osservai che si infittiva prendendo forma, e materializzandosi nell'immagine di un Essere umano.

Quando le fattezze furono complete, mi ritrovai di fronte ad un vecchio amico. Il suo nome era Dan McCampbell, ma non mi sarei mai aspettato di rivederlo ancora. Dopo tutto, era rimasto ucciso in Vietnam.

Quando Dan ed io cominciammo a comunicare, mi accorsi che non ci parlavamo a vicenda come avviene nella vita terrena. Non appena pensai: «Dan, sei proprio tu!» lui ricevette il mio pensiero.

Ci intendevamo telepaticamente, cosa che implica una trasmissione di concetti tra le due menti con mezzi diversi che il dialogo verbale, ma questa descrizione non è adeguata al tipo di rapporto spirituale che stavamo sperimentando.

Non si trattava solo di relazionarsi a parole, ma ci scambiavamo anche sentimenti ed emozioni. Mentre pensavamo, noi davamo anche una struttura dinamica ai nostri pensieri.



Le "Forme Pensiero" sono reali e costituiscono il prodotto dell'attività della mente. (Vedere QUI e QUI)
Immagine tratta dal film "Aldilà dei Sogni". 

Così, pensieri ed emozioni venivano trasferiti telepaticamente e spiritualmente in un modo che superava di gran lunga la normale comunicazione umana.

Dan mi disse: «Sei sulla soglia di un importante viaggio. Di ciascuno dei luoghi e degli eventi che osserverai dovrai assorbire tutto quello che ti sarà possibile. È importante che tu ricordi ogni cosa che ti si presenterà.

Tornerai indietro, e dovrai rientrare con quello che avrai sperimentato. Hai una missione davanti a te nella vita, e quest'esperienza ti guiderà verso di essa.»

Ad un tratto, fui avvolto in una brillante luce dorata. Era un bagliore più splendente di quello irradiato dal sole, molte volte più forte e raggiante dell'astro stesso, e tuttavia non ne fui accecato, né bruciato.

Quella Luce si rivelò una fonte di energia che abbracciò il mio Essere. Mi ritrovai solo nel suo fulgore, sospeso davanti ad una magnifica Presenza. Immediatamente pensai di trovarmi al cospetto di Dio, il mio Creatore.

Sentivo che mi stava abbracciando, e che mi dava amore, un Amore immenso, più grande di qualsiasi altro avessi mai conosciuto sulla Terra. Compresi che Egli stava riversandomi la Sua Luce amorevole, mentre si trasformava da un brillante color oro ad un bianco puro.

Mentre diventavo più ricettivo nei confronti dell'Amore divino, la Sua Luce diventava più intensa, di un puro candore al di là di ogni descrizione.

Quando sentii che il mio Essere spirituale l'aveva ricevuta al punto da traboccarne, divenni consapevole del fatto che Dio stava trasfondendomi Energia per prepararmi alla missione.

Compresi che avrei fatto ritorno alla mia vita terrena e che il Supremo mi stava predisponendo ed orientando per questo rientro.

Egli cominciò ad infondermi una Conoscenza universale. Mi resi conto che ne ero sempre stato assetato e volevo assimilarla quanto più possibile. Mentre restavo sospeso nella Luce, fuori dal tempo e dallo spazio, percepivo che essa penetrava nel mio Essere e ne era assorbita.




La Consapevolezza fluiva dentro di me nello stesso modo dell'Amore divino, vibrando attraverso la mia Essenza. Dan era nuovamente con me, alle mie spalle. Poi, ci spostammo insieme da quella Luce in un universo di stelle brillanti.

Ci trovavamo ancora nel più profondo spazio vuoto, ma in quel momento ero perfettamente a mio agio in quella dimensione, nel mio corpo astrale: mi sentivo a casa in quel luogo celeste. Mentre Dan ed io continuavamo a scendere, fui colpito da una magnifica struttura eterea che si trovava sotto di noi.

Sembrava un anfiteatro, simile a quelli realizzati da antiche civiltà. Era costituito da una sostanza brillante, simile al cristallo, che irradiava onde ritmiche multicolori attraverso la sua forma.

L'edificio era sospeso nel vuoto in modo simile a come immaginiamo una stazione spaziale. Era pressoché delle dimensioni di uno stadio e trasmetteva un senso di grande maestosità.

Osservandolo, mi accorsi che era gremito di migliaia di Entità spirituali. Ci librammo proprio sopra di esso, e mi sentii avvolto da un'energia tonificante che sembrava giungere proprio dalla sua configurazione cristallina.

Più ci avvicinavamo, più ero attratto da quel flusso e captai che pure quelle migliaia di Essenze stavano assorbendolo. Si scambiavano tra loro raggi vibranti, che inviavano anche a Dan e a me.

Stavamo ora discendendo all'interno del campo circondato dall'ampio arco dell'arena. Sebbene l'avessi dapprima sentita solo come forza, mi accorsi che quella emanazione era anche una sinfonia musicale.

Ben presto Dan ed io ci trovammo sospesi al centro di quell'area, e l'attenzione di tutti quegli Esseri si focalizzò su entrambi. Sopra, sotto e dietro si trovava l'immensità dello spazio vuoto.



Gilbert Williams

Intorno a noi innumerevoli individualità spirituali trasmettevano, mediante suoni meravigliosi, i loro sentimenti di benevolenza. Le note di benvenuto erano in armonia con la melodia paradisiaca che emanava dal luogo.

Una volta consolidato l'equilibrio nel mezzo di tutta quella platea, potei osservare direttamente la parte sottostante della superficie cristallina della costruzione, e vidi prismi iridescenti di luce pulsarvi attraverso.

Fui sopraffatto dalla stupenda visione che mi stava davanti, ma i sentimenti d'Amore che tutti quegli Esseri proiettavano su di me saturavano ancor più il mio Spirito. Essi mi incitavano a gran voce, esprimendo il loro fervido incoraggiamento e supporto premuroso.

«Stai andando magnificamente! Siamo qui per darti sostegno! Continua a fare un buon lavoro, ed avrai il nostro appoggio.

Tu sei parte di noi, e noi siamo parte di te. Siamo pronti a venire in tuo aiuto quando avrai bisogno di noi, e certo questo accadrà. Chiamaci! Dacci un segno! Accorreremo da te quando verrà il momento.»

Sinceramente, fui confuso da tutta questa attenzione. Non c'era nulla di ammirevole nel modo in cui avevo vissuto la mia vita. Forse quegli Esseri stavano parlando di ciò che doveva ancora accadere.

Di certo non stavano riferendosi ad eventi della mia vita passata. Pensai: «Come fanno a dire che sto andando benissimo? Stanotte ho quasi ucciso un uomo. Posso mai esser giustificato per ciò che ho tentato di fare?»

Dan venne in mio soccorso: «Tu sei stato riscattato spiritualmente rispetto ad una situazione tragica che stava per aver luogo nella tua vita.

Hai appena cercato di comunicare un pensiero oscuro relativo a quell'evento, ma qui non puoi parlare di queste cose. Quassù non ne esistono, ma vengono espresse soltanto affermazioni positive.

Essi non possono udirti: non ti sentono quando ti riferisci a fatti di segno negativo. Devi essere armonioso per portare avanti la tua missione.»



Gilbert Williams

Mi voltai alla mia destra, vedendo che un gruppo di astanti si era unito a noi nella zona centrale. Questo evento fu davvero un ritorno a casa per me. Tra loro, scorsi conoscenti e familiari trapassati di questa mia esistenza terrena.

Individuai anche altri amici concernenti la vita spirituale vissuta prima della nascita sulla Terra. Fui colmo di gioia quando riconobbi i nonni, le zie e gli zii che erano morti durante gli anni della mia esperienza quaggiù. Fui però deluso di non vedere il papà in mezzo al gruppo.

Poi ne rividi altri, compresa una compagna del liceo. Non sapevo che fosse deceduta. I sentimenti d'amore e di gioia che scambiai con queste persone care erano molto al di là delle emozioni che avevo provato nei loro confronti durante il percorso vitale.

Avendo passato l'infanzia con genitori alcolisti e separati, non riuscivo ad esprimere bene il mio sentire verso parenti ed amici. Infatti, non ero nemmeno consapevole di avere molti sentimenti: la maggior parte di essi era nascosta nel profondo.

Adesso, in occasione del mio ritorno alla vera dimora come Entità spirituale, i saluti avevano quel calore che avevo immaginato appartenere alle famiglie felici.

Era come se stessimo celebrando tutte le feste più importanti: ogni nascita, ogni compleanno, ogni evento gioioso accaduto nelle nostre esistenze in un modo che non sarebbe stato mai possibile come umani mortali.

Avrei desiderato che queste manifestazioni di benvenuto non finissero mai, ma all'improvviso un profondo silenzio scese su tutta la foltissima assemblea.

L'intera attenzione sembrò rivolgersi alla zona centrale dove io mi trovavo, ed una luccicante sfera luminosa mi avvolse, facendomi sentire come se fossi racchiuso in un globo di cristallo.

Sebbene avessi la consapevolezza di essere sospeso in aria, ben in vista a tutti coloro che erano là riuniti, ebbi l'impressione di trovarmi in un altro dominio celeste.




In qualche modo gli Spiriti potevano ancora vedermi all'interno di detta sfera, e compresi il motivo per cui il silenzio fosse sceso sull'intera folla: stava per cominciare la revisione della mia vita, e davanti a tutto quel pubblico.

Ero consapevole di star per rivedere ogni evento, pensiero, emozione ed esperienza svoltisi, e divenni cosciente che lo scopo della visione era per me quello di valutare ciò che avevo vissuto in rapporto al patto o percorso programmato prima di nascere.

Dovevo esaminare tutto in modo che potessi focalizzare la mia attenzione su quegli aspetti che avevano rappresentato le possibilità più importanti in termini di crescita e di evoluzione sostanziale. (È ciò che accadrà presto all'umanità intera; ved. QUI; ndr).

Sebbene  fossi  solo  in  quel  frangente,  ero  conscio di trovarmi  alla  Presenza di Dio e di venir osservato dalla grande moltitudine di Esseri evoluti nell'anfiteatro, che mi incoraggiavano con il loro Amore e con il loro sostegno.

Nulla della mia esistenza era celato a Dio e a quegli Spiriti, tuttavia non sentivo di essere giudicato. Compresi che una parte di coloro che erano stati creati da Dio, se ne erano allontanati (vedere QUI e QUI; ndr) ed avevano compiuto i più diversi errori durante i loro saliscendi reincarnativi.

Non c'era nessuno in quell'assemblea di Entità elevate che fosse in procinto di lanciare su di me la "prima pietra."

A questo punto Ned iniziò la completa revisione della sua vita, al termine della quale gli venne mostrato il futuro dell'Umanità.

Qualche tempo dopo la sua esperienza di premorte, visitò il Memoriale di guerra del Vietnam a Washington (un muro su cui sono incisi i nomi di tutti i Caduti) e mentre si trovava di fronte al nome del suo amico, ebbe un altro episodio extracorporeo:




"Stavo davanti alla lastra di granito con il nome inciso del caro Dan, e tornai col pensiero alla notte del 2 luglio, quando lasciai il mio corpo nell'ambulanza e fluttuai libero per poi incontrarlo.

Quell'evento aveva segnato l'inizio di un lungo e difficile percorso di ricerca spirituale che avrei dovuto continuare. Non era una coincidenza che mi trovassi ancora, di nuovo in ore notturne, davanti a quel solenne monumento.

Mentre stendevo il braccio per toccare il nome del mio amico sulla parete granitica, uno shock energetico mi attraversò tutto. Sentii che il mio corpo cadeva al suolo, mentre io me ne liberavo fluttuando al di sopra.

Fui circondato da una Luce intensa: ero in presenza di un Grande Essere spirituale. Una vibrazione fortissima riempì l'aria: era il suono più potente e maestoso che avessi mai udito, la Voce dell'Arcangelo Michele. Compresi che mi stava consegnando un messaggio molto importante:




"I vostri antenati hanno fondato una Nazione nel nome di Dio, in cui la libertà e la giustizia fossero assicurate a tutti. Erano uomini di alti ideali, guidati ed ispirati dallo Spirito per creare una patria ed una civiltà che fossero ammirate e rispettate, e che rappresentassero un esempio per il resto del mondo.

Esercitando la loro sovrana volontà sotto la guida e la direzione divina, sancirono una Costituzione ed una Dichiarazione dei Diritti che consentisse ad ogni uomo, donna e bambino di vivere liberi e di cercare la felicità.

Ma queste persone di alto intelletto e di elevato livello spirituale furono presto sostituite da altre che, sempre nell'esercizio del loro arbitrario volere, scelsero di anteporre a Dio il proprio egoismo e di sfidare i piani del Cielo.

Siete diventati una Nazione di sfruttatori, uomo contro uomo, fratello contro fratello, governo contro cittadini, e la patria prescelta è diventata un guerriero che combatte con o contro altri Stati.

Siete diventati una Nazione di criminali e di assassini: uccidete in guerra, uccidete gli innocenti, uccidete i vostri figli.

I vostri leader ratificano leggi per giustificare gli omicidi, per cercare di sovvertire il diritto, per riscrivere la morale e l'etica in modo che convengano alle vostre brame e desideri terreni.

Siete diventati una Nazione che si allontana sempre più dallo Spirito e dalla Influenza del Padre Santissimo. Avete ideato scienze e filosofie a sostegno di attività che riconoscono esclusivamente concretezze terrene, e che non solo rifiutano di ammettere la natura spirituale dell'uomo, ma persino la Realtà di Dio.

Avete estromesso l'Eterno e le Sue opere di preghiera e di meditazione fuori dal vostro organismo direttivo, dalle vostre istituzioni, dalle vostre scuole.

Avete fatto tutto quel che era in vostro potere per negarne l'esistenza; vi ritrovate in un contesto pieno di guerre, di odio, di miseria, di morte e non comprendete come mai il resto del mondo non vuole seguire il vostro «fulgido» esempio.

Siete una Nazione in contrasto con sé stessa, piena di rancori, pregiudizi, crimini, droghe ed omicidi. E quando alcuni di voi alzano lo sguardo verso l'Altissimo e gli chiedono perché consente che tutte queste cose accadano, non odono la Sua risposta.

Voi siete membri della razza umana, universalmente scaturita da Dio e dotata di libero arbitrio individuale per diritto d'Origine, e voi non vorreste in alcun modo esserne privati.




Ma ogni singolo piccolo atto di libera volontà che l'uomo ha esercitato fin dall'inizio dei tempi, non in sintonia con il Piano divino, ha prodotto un impatto sul  futuro  degli  uomini,  potenziato nelle  sue  conseguenze  negative.

Ogni semplice moto d'aggressione si moltiplica fino alle guerre mondiali. Ogni minimo atto di avidità si centuplica sino alla sofferenza umana e alla fame presenti in tutto il mondo.

Qualunque atto di devastazione dell'ambiente-Terra, che è stato creato dal Padre, incrementa le forze distruttive della natura: terremoti, inondazioni, pestilenze, dispersioni atomiche e rifiuti nucleari.

Qualsiasi violenza si trasforma in furia assassina e in stermini etnici a causa delle forme-pensiero o delle idee perniciose delle persone.

Eppure l'Eterno ha creato un popolo di alti ideali affinché sopravviveste ad altri imperi e civiltà che si sono dissolti nell'oblio, perché i loro leader si considerarono al di sopra di Lui, ed ora quegli stessi imperi e quelle civiltà non sono altro che mucchi di polvere o rovine sotto le acque.

Vi trovate già a ridosso del nuovo millennio, pronti per il futuro dell'Umanità, e vi state disponendo, come le grandi culture del passato, ad essere coperti dalla polvere e sommersi dalle acque.

Ma Dio torna di nuovo a voi, vi chiama come popolo, vi chiama come Nazione, si appella ai vostri leader. Il Suo Esercito di Angeli vi visiterà con una forza vitale inaudita, una Luce profonda irradiata dal Creatore verso tutto il genere umano.

Molti di voi sentono questa vibrazione inconfondibile e la Sua Divina Presenza. Egli sta comunicando con voi spiritualmente, vi sta dicendo di elevarvi al livello di trasformazione sostanziale necessario.

Invita coloro che tra voi lo odono, a diffondere il Suo messaggio e la Sua Luce; a riconoscere che sta arrivando. Guidati dalla preghiera e dalla meditazione, uomini, donne e bambini potranno rispondere alla Sua chiamata, ma questo deve accadere presto.

Il tempo sta per scadere! Gli Angeli stanno giungendo! Li sentite? Li ascoltate? Ci state ascoltando?"




Mentre il messaggio dell'arcangelo Michele terminava in un'eco indimenticabile, cominciai a fluttuare delicatamente indietro, verso il mio involucro fisico.

Diverse persone circondavano il corpo, mentre giaceva accasciato sul marciapiede alla base del muro dedicato ai Caduti. Più lontano, potevo vedere la corsa del team dell'ambulanza precipitarsi verso di lui (me) con una barella...

Relazione, cura e adattamento di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: neardeath.it  (questo sito non esiste più).