Visualizzazione post con etichetta Léon Denis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Léon Denis. Mostra tutti i post

sabato 10 gennaio 2026

Da Léon Denis: La Vita nelle Dimensioni Superiori


Dale Terbush























Sebirblu, 10 gennaio 2026

Ripropongo, cari Lettori, un estratto molto interessante del noto libro di Léon Denis "Dopo la Morte" che descrive in modo meraviglioso la vita nell'Aldilà, nei piani superiori, dove vibrano tutti coloro che si sono affrancati dagli affanni e dalle angosce dell'esistenza terrena.

Un brevissimo profilo dell'Autore precede lo scritto per maggiore conoscenza. Che tutto ciò sia un augurio e un incoraggiamento per chi ancora digiuno, incerto o tribolato dovesse affacciarsi, per la prima volta, alla vita dello Spirito. (È basilare leggere  anche  QUI).


Léon Denis 1846-1927

Léon Denis nacque a Foug in Francia il 1° Gennaio 1846; il padre, semplice impiegato, non potè essergli di grande aiuto e il giovane, in cui si sviluppò ben presto l'amore allo studio, dovette istruirsi da sé e formarsi da solo quelle convinzioni e quella cultura che lo resero poi universalmente stimato.

Si distinse nel campo spiritualista, e con la parola facile e persuasiva divenne presto ricercato oratore, cosicché la sua opera venne richiesta, non solo nelle principali città della Francia, ma anche in Belgio, in Olanda, in Svizzera e in Algeria, dove fu conferenziere acclamato.

Ma ciò che rese soprattutto meritevole della causa spiritualista Léon Denis fu la sua produzione letteraria. Il suo capolavoro "Dopo la Morte", raggiunse in pochi anni la quattordicesima edizione e fu tradotto in quasi tutte le lingue.

Esso contiene un'esposizione chiara, sentita e vigorosa della filosofia e della morale spiritualista, e la conoscenza dello scrittore è così viva e profonda, che si comunica al lettore e lo rapisce in quei campi dell'Ideale che sono i luoghi eterni della Luce e dello Spirito.

Egli, per la vasta visione del problema spirituale e per il riconoscimento dell'opera sua, ha raccolto meritatamente le simpatie di tutte le ramificazioni dello spiritualismo.

Infatti il Congresso del 1900, che raccolse a Parigi i rappresentanti delle più disparate scuole, di magnetismo, spiritismo, teosofia, occultismo, ermetismo, lo acclamò Presidente.

Nessuno, forse, nell'àmbito dello spiritualismo moderno, che per molti fu doloroso calvario, raccolse tanta messe di plauso come Léon Denis che, giovane ancora di fibra e di entusiasmi, ha assistito alla risurrezione e al trionfo di quell'Ideale, per cui ha tanto strenuamente combattuto.

Nella sua lunga vita (trapassò il 12 Marzo 1927 a Tours in Francia all'età di 81 anni), scrisse ben 19 libri e fu uno dei continuatori della filosofia spirituale di Allan Kardec a fianco di Gabriel Delanne e Camille Flammarion.


Jurgen Ziewe





















La Vita Superiore

Allorché l'anima virtuosa, vinte le passioni, abbandona il corpo miserabile che fu per essa strumento di dolore e di gloria, si invola attraverso l'immensità per raggiungere le sue sorelle dello spazio, percorrendo regioni di armonia e di splendore, spinta da un impulso irresistibile.

La parola umana è troppo povera per esprimere ciò che essa vede: quale espansione, quale gioia deliziosa spezzare la pesante catena che ci lega alla terra, abbracciare i cieli, immergersi nello spazio senza limiti, e dominare da tale altezza l'orbita dei mondi!

Non più corpo infermo, meschino, pesante come una cappa di piombo, non più catene materiali trascinate dolorosamente! Sciolta dai suoi lacci, l'anima brilla, inebriata di spazio e di libertà.

Alla laidezza terrena, alla vecchiaia decrepita e rugosa, subentra un corpo fluido, diafano e brillante dalle forme squisite, che ha le fattezze umane idealizzate.

L’anima ritrova gli Esseri amati che la precedettero nella nuova vita; gli eletti della sua tenerezza, i suoi compagni di lavoro e di prova che sembrano attenderla, come dal ritorno di un lungo viaggio.

Essa cammina liberamente con loro e le espansioni traboccano di una felicità accresciuta dalla rimembranza dei tristi ricordi della terra, dal confronto dell'ora presente con il lacrimoso passato.

Tutti coloro che divisero con essa i giorni buoni o tristi, che con essa crebbero, lottarono, piansero e soffrirono, si affrettano a riceverla, e la sua memoria si ridesta, provocando esplosioni di gioia, effusioni che la penna non sa descrivere.

Come riassumere le impressioni dello Spirito nella vita radiosa che gli si apre davanti? Squarciata ad un tratto l'opaca veste e il pesante mantello che impacciavano i suoi sensi intimi, le sue percezioni si centuplicano.

Non più limite, l'infinito profondo luminoso, si spiega con le sue meraviglie inenarrabili, coi suoi milioni di Soli - focolai multicolori, zaffiri, smeraldi, gioielli enormi sparsi nell'azzurro, col loro magnifico corteggio di pianeti.





























L'anima, sciolta dalla materia, percepisce a poco a poco le vibrazioni melodiose dell'etere, le delicate armonie che scendono dalle Gerarchie Celesti; ascolta il ritmo imponente delle Sfere, il canto dei mondi, la Voce dell'Infinito, che risuona nel silenzio e la compenetra fino al rapimento.

Nei mondi superiori alla Terra, la materia esercita una forza minore. I mali generati da essa, diminuiscono a misura che l'Essere si eleva, finché spariscono del tutto. Là, l'uomo non si muove penosamente al suolo sotto il peso di un'atmosfera greve, ma si sposta con la massima facilità.

Le occorrenze del corpo, i rudi lavori vi sono quasi sconosciuti; l'esistenza, più lunga della nostra, vi scorre fra lo studio e la partecipazione alle opere di una civiltà perfezionata, che ha per base la morale più pura, il rispetto dei diritti comuni, l'amicizia e la fratellanza.

Lo Spirito, dopo aver percorso il ciclo delle sue esistenze planetarie, dopo essersi purificato nelle reincarnazioni e nelle sue migrazioni attraverso i mondi, chiude la serie delle esperienze vitali ed entra nella vita spirituale definitiva - la Vera Vita dell'anima, che non conosce il male, l'ombra, l'errore.

Allora, anche le ultime influenze materiali svaniscono; la calma, la serenità, la sicurezza profonda subentrano agli affanni, alle inquietitudini di prima. L'anima ha raggiunto il termine delle sue prove ed è certa di non più soffrire.

Con quale commozione essa ricorda allora i fatti della sua vita dispersa nei tempi, del suo lungo pellegrinaggio alla conquista dei meriti e del suo grado!

Quale ebrezza vivere fra Entità illuminate, pazienti e dolci, unirsi a loro con affetto imperturbato, condividere le aspirazioni, i lavori, i desideri; sapersi compresi, sostenuti, amati, trionfatori delle necessità e della morte, giovani, di una giovinezza che non sente il morso dei secoli!

Poi, studiare, ammirare, glorificare l'Opera infinita e penetrarne più profondamente i Divini Misteri, riconoscere in ogni cosa la Giustizia, la Bellezza, la Bontà celeste e identificarsi con esse, abbeverarsene e nutrirsene.

Lo Spirito, essendo Scintilla Divina, agisce sulle energie dello spazio; dirette da potente volontà, le unisce e le foggia a suo modo, dando loro le tinte e le forme che rispondono al suo obbiettivo.


Mario Duguay























Con tali energie, si plasmano opere che sfidano ogni confronto ed ogni analisi: immagini mobili, luminose, riproduzioni delle vite umane.

La moltitudine innumerevole di Esseri si conosce e si ama. I legami di famiglia che li univano nella vita terrena, spezzati dalla morte, si ristabiliscono per sempre.

Essi vengono da diversi punti dello spazio e da mondi superiori, si comunicano i risultati delle loro missioni, dei loro lavori, si rallegrano dei successi, e si aiutano nelle opere difficili.

Nessun rimpianto, nessun sentimento di gelosia può entrare in queste anime sensibili. La confidenza e la sincerità presiedono alle loro riunioni in cui ricevono le istruzioni dai Messaggi Divini e accettano nuovi mandati che contribuiscono ad ulteriori elevazioni.

Gli uni si incaricano di vegliare sul progresso e sullo sviluppo delle nazioni e dei mondi; altri vi si incarnano per compiervi delle missioni di sacrificio, per istruire gli uomini nella morale e nella scienza.

Altri ancora, Spiriti protettori e guide, affiancano qualche anima incorporata, la sostengono nell'aspro cammino dell'esistenza, la accompagnano dalla nascita alla morte, e la accolgono poi sulla soglia del mondo invisibile.

L'Essenza, a qualsiasi grado della Gerarchia appartenga, ha il suo compito nell'Opera immensa del progresso, e concorre all'esecuzione delle leggi supreme.

Più l'Essere si purifica, più intensa e ardente diventa in esso la necessità di amare, di attrarre a sé, nella Luce e nella felicità del soggiorno che non conosce dolore, tutto ciò che soffre, che lotta e si agita nelle profondità della vita immortale.

Noi tutti abbiamo uno di questi Geni tutelari, che ci ispira nelle ore difficili e ci dirige sulla retta via, da ciò la poetica realtà dell'Angelo custode.


Greg Olsen





































Questa protezione occulta, fortifica i legami di solidarietà che uniscono il Mondo Celeste alla Terra, lo Spirito libero all'uomo prigioniero della forma fisica.

L’involucro fluidico dell'Essenza è come una veste tessuta con i suoi stessi meriti nel corso delle ripetute esistenze. Da esso quindi si ravvisa il livello evolutivo raggiunto.

Appare tenebroso e denso nell'anima inferiore e man mano aumenta di bianchezza, purificandosi sempre più in proporzione ai progressi realizzati, mentre già è luminoso nello Spirito evoluto ed acquista uno splendore inconcepibile nelle Entità superiori.

Ogni Essere è una Scintilla di Luce; luce dapprima profondamente velata, compressa, invisibile, che si sviluppa con la forza morale, si accresce gradatamente e aumenta in estensione e in intensità.

Il grado di radianza è il risultato di un insieme di lavoro fecondo, di un tale numero di vite che, a noi uomini, potrebbe sembrare un'eternità.

Tuttavia, per raggiungere queste altezze quasi divine, bisogna lasciare sulle pendici che vi conducono, gli appetiti, i desideri, le passioni, lacerandosi con le spine, purificandosi alle acque dei ghiacciai.

Bisogna conquistare la dolcezza, la rassegnazione, la fede; imparare a soffrire senza lamento, a piangere in silenzio e, sdegnando le ricchezze e le gioie effimere del mondo, consacrare tutto il proprio cuore ai beni che non tramontano mai.

Bisogna deporre nei cimiteri della Terra molte spoglie alterate dal dolore, soffrire senza ira l'indigenza, l'umiliazione, il disprezzo, sentire i morsi del male, il peso della solitudine e della tristezza, bisogna vuotare molte volte il calice profondo e amaro.

Soltanto la sofferenza sviluppa le forze virili dell'anima, temprandola per la lotta e l'ascensione, purificandola e maturandola per le altezze che le aprono le porte della Vita felice.






























Essa è la Meta a cui tende l'evoluzione di ogni anima, dove tutti i sogni del bene si realizzano e le nobili aspirazioni si compiono, dove le speranze deluse, le affezioni respinte, gli slanci compressi della vita materiale si espandono liberamente per giungere di nuovo nel seno della grande Armonia.

Tratto dal libro "Dopo la Morte" di Léon Denis

Relazione e adeguamento linguistico contemporaneo a cura di:

  

mercoledì 12 marzo 2025

"Una Voce Sublime" e Léon Denis sui Bimbi Prodigio


Joshua David Bell - Prodigioso violinista statunitense dai 5 anni di età. QUI

Sebirblu, 12 marzo 2025

Ripropongo e condivido con voi, cari Lettori, la visione di questi due brevi filmati che sicuramente vi sorprenderanno come è accaduto a me e a tanti altri che hanno avuto modo di ascoltare sia  la voce paradisiaca di una bambina olandese di allora solo 9 anni, Amira Willighagen, quanto il talento raro di una giovanissima pianista asiatica di appena 5 anni, Tiffany Koo.

(Purtroppo le due versioni video, presentate in italiano, sono scomparse, ma le rappresentazioni che ho ripubblicato sono comunque le stesse e tutte da gustare).

Esse mi hanno dato lo spunto per farvi conoscere il pensiero del grande studioso Léon Denis (vedere QUI) su questi "casi" straordinari.


 



"I Bambini Prodigio" di Léon Denis

Certe manifestazioni precoci di genialità si possono considerare come prove di preesistenza, perché rivelano attività compiute dall'Anima in altri cicli anteriori. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

Fenomeni di questo genere, di cui parla la storia, non possono essere accadimenti a sé stanti, senza alcun legame con il passato, prodottisi per caso nel vuoto dei tempi e dello spazio. (Cfr. QUI; ndr).

Dimostrano, al contrario, che il Principio divino in noi è un Essere che arriva in questo mondo con un bagaglio completo di lavoro e di evoluzione, conseguenza di un progetto ben delineato e di un obbiettivo perseguito nel corso delle sue esistenze. (Cfr. QUI,  QUIQUIQUIQUI; ndr).

Ciascuna incarnazione trova nell'Anima che reitera la sua esistenza una cultura particolare, delle attitudini, delle acquisizioni mentali che spiegano la sua facilità di operare e la sua potenza di assimilazione. È per questo che Platone diceva: "Apprendere è ricordarsi!"

La legge dell'ereditarietà viene spesso ad intralciare, in un certo modo, tali manifestazioni dell'individuo, perché lo Spirito plasma il suo involucro fisico mediante gli elementi messi a disposizione dai fattori ereditari.

Tuttavia, nonostante le difficoltà materiali, si manifestano in certi individui, sin dalla più tenera età, delle prerogative talmente elevate e senza alcun rapporto con quelle dei loro progenitori, che non è possibile, malgrado tutte le sottigliezze della casistica ordinaria, collegarle a nessuna causa immediata e conosciuta.

Si è sovente citato il caso di Mozart, esecutore di una sonata al pianoforte all'età di 4 anni, mentre ne aveva 8 quando ha composto un'opera. Paganini e Teresa Milanollo, da bambini, suonavano il violino in maniera strabiliante.

Liszt, Beethoven, Rubinstein si facevano applaudire a 10 anni. Michelangelo e Salvator Rosa si rivelarono ad un tratto con delle capacità improvvise. Pascal a 12 anni, scoprì la geometria piana, e Rembrandt, prima di saper leggere, disegnava come un grande maestro.


"La parabola dell'Uomo Ricco" di Rembrandt Harmenszoon Van Rijn (olandese) 1606 - 1669

Napoleone si fece notare per la sua tendenza prematura per la guerra. Nella sua prima giovinezza, non giocava con i soldatini come i bambini della sua età, ma con un metodo straordinario che sembrava attingere da sé stesso.

Il sedicesimo secolo ci ha lasciato il ricordo di un prodigioso poliglotta, Jacques Chrichton, che Scaligero denominava «genio mostruoso». Era scozzese e a 15 anni discuteva in latino, greco, ebraico, arabo su qualsiasi argomento. Fin dai 14 anni, aveva conquistato il diploma magistrale.

Henri de Heinecken, nato a Lubecca nel 1721, parlò pressoché dalla nascita. A 2 anni, sapeva tre lingue. Imparò a scrivere in qualche giorno e si esercitò ben presto a pronunciare dei piccoli discorsi. A 2 anni e mezzo, fu sottoposto ad un esame sulla geografia e sulla storia antica e moderna.

Viveva soltanto del latte della sua nutrice ma si volle svezzarlo, così deperì e si spense a Lubecca il 27 giugno 1725 nel corso del suo quinto anno di età, sostenendo le sue speranze in un'altra vita. Egli era, dicono «Le Memorie di Trévoux», delicato, disabile e spesso malato.

Questo giovane talento ebbe la piena coscienza della sua fine prossima. Ne parlava con una serenità così ammirevole quanto la sua scienza precoce e volle consolare i suoi genitori infondendo loro degli incoraggiamenti tratti dalle loro comuni credenze.

La storia degli ultimi secoli segnala un gran numero di questi bambini prodigio.


Christian Henrich Heineken - Lubecca  1721 - 1725  QUI 

Ma riprendiamo a parlare del concetto di ereditarietà, come accennato sopra, che si esprime con la trasmissione di alcuni fattori da un individuo ai suoi discendenti. Le influenze genetiche sono molte, sia dal punto di vista fisico che psichico.

Il passaggio dai genitori ai figli del temperamento, dei tratti somatici, del carattere e dell'intelligenza, risulta molto evidenziato su certe persone.

Ritroviamo in noi, sotto diversi aspetti, non soltanto le particolarità organiche dei procreatori o dei nostri antenati, ma anche i loro difetti e le rispettive qualità.

I membri di una stessa famiglia però, pur presentando delle somiglianze, delle fattezze comuni, rivelano anche talvolta delle differenze notevoli. Il fatto può essere constatato dappertutto, intorno a noi, in ciascuna famiglia, tra fratelli e sorelle e persino tra gemelli.

Molti di costoro, simili nel fisico nei loro primi anni, al punto che difficilmente è possibile distinguerli l'uno dall'altro, presentano nel corso del loro sviluppo delle differenze pronunciate di lineamenti, di personalità e di intelletto.

Per spiegare queste divergenze, è necessario immettere un termine nuovo nella soluzione del problema e ciò riguarda le precedenti esperienze esistenziali che consentono all'Essere di accrescere le inclinazioni, di vita in vita, di costituirsi un'individualità recante in sé la propria originale impronta e le singole facoltà.

Solo questo saliscendi reincarnativo potrà farci comprendere come certi Spiriti, incarnandosi, mostrino sin dai loro primi anni le scioltezze d'espressione e d'opera che caratterizzano i bambini prodigio.




Laboriose ricerche, studi, esercizi secolari hanno lasciato nel loro corpo causale delle tracce profonde, creando una sorta di automatismo psicologico. (Per approfondire vedere QUI e QUI; ndt). 

In particolare, la maestria si manifesta molto presto nei musicisti, attraverso tecniche di esecuzione che sorprendono i più indifferenti e rendono perplessi molti scienziati.

Esistono in questi giovani soggetti delle grandi riserve di conoscenze relegate nel subconscio che da lì si riversano nella coscienza sveglia producendo manifestazioni precoci di valentia e di genio.

Pur  apparendo anomale,  esse  sono  tuttavia  soltanto la conseguenza di uno strenuo e duro impegno perseguito attraverso i tempi. Questo capitale indistruttibile dell'individuo, chiamato anche "coscienza subliminale",  si trova  in ciascuno di noi.

Esso si rivela non solamente nel senso artistico, scientifico o letterario, ma anche mediante tutte le acquisizioni della mente, tanto nel campo morale quanto in quello intellettuale.

L'educazione, poi, sviluppa questi germi potenziali, permettendo loro di fiorire e produrre i singoli frutti.

Questi Esseri, sembrano portare nel mondo delle disposizioni particolari che non si trovano nei loro genitori.

Tutti questi fenomeni, in una varietà infinita, trovano la loro motivazione nel passato dell'Anima, nelle numerose vite umane che ha sperimentato.

Ciascuno apporta nascendo i risultati della sua evoluzione, ciò che ha imparato, le competenze acquisite nei diversi domini del pensiero e dell'opera sociale.




Lo Spirito è idoneo ai più diversi studi, ma nel corso limitato della vita terrestre, per effetto delle condizioni d'ambiente e delle esigenze materiali e sociali, esso si dedica generalmente soltanto allo studio di un numero ristretto di campi.

E dal momento in cui la sua volontà si orienta verso una delle aree dello scibile per mezzo delle tendenze e nozioni accumulate, la sua superiorità in tale direzione si delinea.

Si riverbera d'esistenza in esistenza, rivelando ad ogni ritorno sul piano terrestre manifestazioni sempre più precoci e maggiormente accentuate.

Ecco allora il bambino prodigio, il talento, il genio, come risultato di un'applicazione perseverante e continua mirata ad un obbiettivo specifico.

L'ingegno non si spiega dunque con i fattori ereditari e nemmeno con le condizioni ambientali.

Ci sono casi però, in cui la bravura, la memoria, l'immaginazione, le più alte facoltà della mente, sembrano ereditate. Queste somiglianze psicologiche tra genitori e figli possono essere spiegate con l'attrazione e la simpatia.

(Gli Spiriti simili si attraggono l'un l'altro per affinità vibratoria ed è per questo motivo che l'Anima, prima di reincarnarsi, sceglie i genitori in rapporto alle proprie virtù o ai difetti ma anche in relazione alle aspirazioni e alle esigenze karmiche; ndt).

Attraverso la reincarnazione ciascuno viene per eseguire un progetto, per riprendere il compito di ieri, il relativo perfezionamento interrotto dalla morte. Da essa proviene la superiorità eclatante di certe persone che hanno molto vissuto, tanto acquisito e grandemente lavorato.

Per mezzo di essa, queste individualità straordinarie, che appaiono qua e là nella storia, proiettano vivide luci sul cammino del genere umano. La loro supremazia è costituita soltanto dall'esperienza e dalle fatiche accumulate.

L'evoluzione dell'Umanità, considerata sotto questa luce, si mostra in tutta la sua grandezza. Essa si affranca lentamente dall'oscurità delle ere, emerge dalle tenebre dell'ignoranza e della barbarie, e avanza a passi misurati tra ostacoli e tempeste.




Percorre la via aspra e, ad ogni svolta, intravvede meglio le maestose cime, le sommità luminose dove troneggia la saggezza, la spiritualità, l'Amore.

E questo incedere collettivo è anche il viaggio individuale, quello di ciascuno di noi. Poiché questa Umanità è costituita da tutte quelle Essenze che, dopo un tempo di riposo nello spazio, ritornano di secolo in secolo, fintantoché non siano mature per una società migliore, per un mondo più bello.

Siamo stati tra le generazioni che furono, e lo saremo tra quelle future. In realtà, noi formiamo soltanto un'immensa famiglia umana in marcia per realizzare il Piano divino scritto in essa, quello del suo magnifico divenire.

Estratto dal libro francese di Léon Denis: "Il problema dell'Essere, del Destino e del Dolore" – 1908

Traduzione e adattamento: Sebirblu.blogspot.it

martedì 25 novembre 2014

Da Léon Denis - Ecco ciò che più conta nella Vita!



Rembrandt van Rijn - La Tempesta sedata (Mc. 4, 35-41)

Sebirblu, 24 novembre 2014

Impegnati come siamo, nella dura lotta per vivere, appare più che mai anacronistico ed incredibile il brano che ho scelto per voi, cari Lettori, affinché, sebbene immersi in questo grande mare esistenziale alquanto burrascoso (che d'altronde abbiamo scelto noi), possiamo riportare alla mente il vero senso della vita e tenerne saldamente il timone.

Vi suggerisco di leggere QUI anche il breve profilo di Léon Denis, autorevole pioniere dello spirito, e la maniera in cui si vive nelle dimensioni superiori. Invece QUI, troverete un suo interessantissimo studio sui bambini prodigio correlati da due video spettacolari.



John Michael Groves

La Conquista della Meta 

Esiste realmente una gerarchia di Spiriti, ma si basa soltanto sul valore morale e non esiste che in funzione di questo e per le qualità acquisite con il lavoro e con la sofferenza.

Noi sappiamo che nel loro principio tutti gli individui sono uguali, che tutti sono destinati ad un medesimo fine, e differiscono soltanto dal punto di vista del maggiore o minore sviluppo.

I gradi della gerarchia spirituale incominciano dalle profondità della vita inferiore e salgono ad altezze inaccessibili alla ragione umana: è un ascendere inenarrabile di Potenze, di Luci, di Virtù, che aumentano dalla base alla sommità; è la spirale del percorso evolutivo che si svolge all'infinito.

Essa si divide in tre grandi zone: vita materiale, vita animica, vita spirituale, (vedere anche QUI; ndr) che si riflettono, reagiscono l'una sull'altra, e formano un tutto che costituisce il campo di evoluzione degli Spiriti, la scala leggendaria di Giacobbe.

Su tutta l'immensa scala, un legame invisibile unisce Essere ad Essere, e ciascuno è sostenuto e attratto dai più elevati.



La Scala di Giacobbe di Mattew Scotland

Le Anime progredite che si manifestano a noi ci sembrano dotate di qualità sublimi, e nondimeno esse affermano l'esistenza di Esseri tanto al di sopra di loro, quanto esse lo sono in rapporto a noi; per cui i gradi si succedono e si perdono in una profondità colma di mistero.

L'involucro fluidico dello Spirito è una veste tessuta con i suoi stessi meriti nel corso delle esistenze. (Confrontare QUI, con il corpo causale; ndr).

Da esso quindi risulta la sua superiorità: tenebroso e denso nell'Anima inferiore, aumenta di bianchezza purificandosi sempre più in proporzione ai progressi realizzati e, già luminoso nell'Entità elevata, acquisisce nelle Essenze dei piani più alti uno splendore abbagliante.

Ogni Spirito è un focolare di Luce; Luce profondamente velata, compressa, invisibile, che si sviluppa con la forza morale, si accresce gradatamente, aumenta in estensione e in intensità.

Dapprima è un fuoco nascosto sotto la cenere che si rivela con deboli bagliori, poi diventa fiammella timida e vacillante, finché un giorno divampa in aureola, in incendio, si estende ed infiamma tutto lo Spirito che risplende come un Sole o come quegli astri erranti che percorrono gli abissi celesti, lasciandosi dietro una traccia luminosa.

Questo grado di splendore è il risultato di un insieme di lavoro fecondo, di un cumulo tale di vite che a noi uomini potrebbe sembrare l'eternità. Elevandosi sempre più verso le cime del pensiero, l'intuito giunge ad intravvedere che cos'è Dio - Anima dell'Universo e Centro prodigioso di Luce.




Ma la vista diretta del Principio Infinito non è possibile che ai più grandi Spiriti: la Luce divina compendia la Gloria, la Potenza, la Maestà dell'Eterno, è la visione della stessa Verità; poche Essenze possono contemplarla senza veli, e per sopportarne l'incommensurabile Splendore, bisogna essere di un'assoluta purezza.

La vita terrestre sospende le proprietà radianti animiche ma, durante il suo corso, la Luce della Particella divina, simile ad una fiaccola che brucia solitaria nel fondo di un sepolcro, rimane celata nell'involucro fisico.

Nondimeno, possiamo constatarne l'esistenza in noi; le nostre buone opere, i nostri generosi entusiasmi la alimentano, la ravvivano ed una intera moltitudine può riscaldarsi al contatto comunicativo di uno Spirito entusiasta.

Nei momenti di espansione, di carità, di amore, noi sentiamo in noi stessi una fiamma, un raggio che emana dal nostro Essere; è questa Luce interna che forma gli oratori, gli eroi, gli apostoli; che infervora l'uditorio e trascina i popoli sospingendoli a grandi cose.

Le Forze spirituali si rivelano allora allo sguardo di tutti, e mostrano ciò che è possibile ottenere dalle potenze dell'Anima, mosse dall'Amore del Bene e del giusto. Superiori a tutte le forze materiali, esse potrebbero sollevare un mondo: questa Possanza è la Luce.

"Piccolo focolare che alberghi nel nostro cuore, possa Tu essere alimentato dalle nostre azioni volonterose! Che esse, ravvivando la tua fiamma, facciano di te un braciere che illumina e riscalda tutto ciò che l'avvicina, un faro che diriga gli Spiriti scettici, brancolanti nelle tenebre!"

Noi abbiamo tentato di dare un'idea di ciò che è la vita celeste, definitiva: essa è la Meta a cui tende l'evoluzione di tutte le Anime, ove tutti i sogni di bene si realizzano, ove le nobili aspirazioni si compiono, ove le speranze deluse, le affezioni respinte, gli slanci repressi della vita materiale si espandono liberamente.

Lì, le simpatie, le tenerezze, i puri amori si ritrovano, si uniscono e si fondono in un'immensa fusione d'Amore che infiamma tutti gli Esseri, e li fa vivere in comunione perpetua nel seno della grande Armonia.




Tuttavia, per raggiungere queste altezze quasi divine, è necessario lasciare sulle pendici che vi conducono, gli appetiti, i desideri, le passioni, lacerandosi con le spine, purificandosi  alle  acque  dei  ghiacciai.

Bisogna conquistare la dolcezza, la rassegnazione, la fede; imparare a soffrire senza lamento, a piangere in silenzio e, sdegnando le ricchezze e le gioie effimere del mondo, consacrare tutto il proprio cuore a ciò che non tramonta mai.

Necessita deporre nei cimiteri della terra molte spoglie sformate dal dolore; soffrire senza ira l'indigenza, l'umiliazione, il disprezzo, sentire i morsi del male, il peso della solitudine e della tristezza, è necessario (checché se ne dica; ndr) inghiottire molte volte il calice profondo e amaro.

Soltanto la sofferenza sviluppa le forze virili dell'Anima, temprandola per la lotta e l'ascensione, purificandola e maturandola per le altezze che le aprono l'accesso alla vita felice.

"Spirito immortale, Spirito incarnato o libero, se Tu vuoi percorrere rapidamente il ciclo magnifico dei mondi e conquistare le regioni eteree, getta lontano da te tutto ciò che aggrava i tuoi passi e intralcia le tue facoltà latenti.

Rendi alla terra tutto ciò che viene dalla terra, e aspira ai tesori eterni; prega, lavora, consola, soccorri, ama fino all'immolazione, adempi il dovere a costo del sacrificio e della morte: sarà questo il germe della tua felicità futura!"

Tratto dal libro "Dopo la Morte" di Léon Denis, di cui è disponibile il download  QUI.

Relazione e adeguamento linguistico contemporaneo a cura di:

Sebirblu.blogspot.it