giovedì 15 settembre 2016

Teresa Neumann e "l'Età di Caino dal 1999 al 2017"




Le Profezie di Teresa Neumann 

Sono innumerevoli i personaggi che hanno parlato della gravità di questa nostra epoca, e fra i tanti Teresa Neumann (biografia completa QUI), che è stata nelle sue visioni simboliche di una chiarezza e di una precisione incredibili nel descrivere, anticipandoli, i tempi che stiamo vivendo ora.

È da molto tempo che mistici e veggenti ci fanno predizioni sul futuro del mondo, precorrendo eventi che marcheranno in modo indelebile la storia dell'Umanità.

Un tema che, in questo drammatico momento della storia, risulta ancora più importante, dati i gravissimi rischi autodistruttivi a cui siamo soggetti sul piano ambientale e umano, a causa della terribile crisi economica mondiale, delle guerre già in atto e la caduta delle risorse, che potrebbero sfociare in un conflitto mondiale.

Ella nacque a Konnersreuth, un piccolo paese della Baviera settentrionale, l'8 aprile 1898. Primogenita degli undici figli di Ferdinand Neumann, sarto, e di sua moglie Anna Grillmeier, contadina. Battezzata poco dopo la nascita, il 10 aprile di una domenica di Pasqua, crebbe nel modesto ambiente familiare educata ai valori cristiani.

Dopo aver ricevuto la Cresima nel 1908 e la Prima Comunione nel 1909, avrebbe voluto diventare suora missionaria, ma l'inizio della Grande Guerra impedì la realizzazione di questa sua aspirazione.

Nei sogni e nelle percezioni profetiche Teresa indicò il massimo potere e dominio delle incarnazioni sataniche in un periodo che lei aveva chiamato "l'età di Caino", compreso  tra il  1999 e il  2017.

Disse esattamente che: "…la grande piaga si aprirà nel 1999 e sanguinerà per diciotto anni: sarà questo il tempo di Caino". Diciotto anni sono la somma del numero della bestia,  cioè  6+6+6=18,  svelato  dall'apostolo  Giovanni  nel  libro  dell'Apocalisse.




Ecco cosa riportò di questo periodo storico: "Vedo rovesciare sulla terra una cesta piena di serpenti, che strisciano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto. Sarà in questa età che trionferanno l'ignoranza, il disprezzo per la cultura, l'arroganza, la superbia, la violenza, il materialismo".

Aggiunse ancora: "Sul trono più elevato ho visto sedere il serpente dei serpenti. E ho visto l'asino dettare legge al leone... In quel tempo, troppi leoni avranno il cuore dell'asino e si lasceranno trarre in inganno".

E precisò: "Ho visto affidare il mondo a bestie orrende, con la testa d'asino e il corpo da serpente".

Molto interessante è la frase in cui la veggente dice: "Sul trono più elevato ho visto sedere il serpente dei serpenti", concetto che dà una connotazione chiara, su cosa o chi, ella possa aver indicato con questo termine.

Teresa Neumann conclude poi così: "Arriverà un momento in cui l'uomo e la terra saranno sporchi e corrotti a tal punto che non ci sarà altra soluzione al di fuori di quella di una pulizia generale, di un diluvio. Ma questa volta sarà un diluvio di fuoco".

Esistono dei richiami sul piano umano che tale periodo fino al 2017 abbia un reale riscontro nei fatti? La risposta è sì, e anche da fonti autorevoli, ne riporto alcune. (Cfr. anche QUI; ndr).

Nella primavera del 1997 venne costituita negli USA l'Organizzazione no-profit "Project for the New American Century" (Progetto per il Nuovo Secolo Americano), conosciuta anche come PNAC, uno dei principali "Think-Tank" (serbatoio di cervelli) dei neo-conservatori americani, di cui fanno parte personaggi come Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Paul Wolfowitz, Jeb Bush, fratello dell'ex presidente George W. Bush.

Da questo gruppo di uomini scaturì quel terribile documento conosciuto come "Rebuilding America's Defences: Strategies, Forces And Resources for a New Century", (http://www.kelebekler.com/occ/pnac.pdf) nel quale sono fissate le strategie necessarie per realizzare il dominio economico e militare globale da parte degli Stati Uniti d'America.




Il dossier fu pubblicato nel settembre del 2000, e quindi redatto a cavallo dell'anno 1999. Fu proprio in quel progetto che venne fissato il concetto di "guerra infinita" da cui scaturirono, direttamente o indirettamente, tutti i gravissimi eventi che hanno segnato la storia degli ultimi anni:

‒ l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, la guerra contro l'Iraq, l'Afghanistan e la Libia, le varie crisi politiche ed economiche, l'abolizione di molte delle libertà democratiche, e via dicendo... che avrebbero segnato pesantemente il futuro in brevissimo tempo, se consideriamo anche l'attuale crisi in Siria e il sempre più imminente attacco all'Iran.

Notevole il fatto che, nonostante sia cambiata l'amministrazione americana con l'arrivo alla presidenza di Barack Obama, nulla sia cambiato. Mutano le facce ma non i piani… è evidente che il vero potere decisionale si trova da un'altra parte.

Nel riferimento al tempo di Caino 1999-2017 in cui la Neumann vide, come suddetto, la cesta piena di serpenti rovesciarsi ovunque, viene ad essere incredibilmente confermato il testo del PNAC dove è scritto, cosa ancor più sconvolgente, che entro il 2017 la Cina sarebbe stata in grado di contrastare politicamente, economicamente e militarmente, la potenza americana a livello mondiale.

È chiaro, quindi, che per gente dall'ottica basata soltanto su termini di potenza militare, dire che la Cina va fermata prima che possa diventare, già nel 2017, una minaccia seria all'egemonia Usa, significa una cosa sola: guerra!

Guerra alla Cina entro il 2017 dunque? Il futuro che il gruppo dirigente USA prepara per il mondo, è segnato da un tremendo conflitto militare con quella Nazione, dal poderoso armamento atomico.

Senza contare che anche la Russia, altro paese nucleare, dopo anni di assenza dalla scena internazionale, è fermamente intenzionata a recitare la sua parte, tutt'altro che da comparsa... e i suoi interessi collimano con quelli della Cina stessa.

Per cui, ci troviamo concettualmente e cronologicamente, proprio dentro il periodo indicato dalla Neumann, i diciotto anni del "tempo di Caino", che si concluderanno appunto nel 2017.




Anche attraverso le parole di un personaggio come il Principe Carlo d'Inghilterra emerge l'importanza di questa data come fine ultimo per salvare la Terra e i suoi abitanti.

Nel marzo 2009, con gran stupore di tutti, al convegno di Rio de Janeiro in cui si discuteva sulle misure da adottare per combattere la crisi economica a livello mondiale, parlando ad oltre 150 capi d'azienda egli lanciò un avviso agghiacciante:  "Il tempo per salvare il pianeta sta scadendo... restano solo 100 mesi".

Queste le parti più salienti del suo discorso: "Le proiezioni più ottimistiche ci dicono che abbiamo meno di 100 mesi per modificare il nostro comportamento, prima che i cambiamenti climatici comportino rischi catastrofici ed orrori inimmaginabili".

E continuò dicendo: "Le difficoltà che il mondo affronta oggi saranno nulla in confronto ai concreti effetti che il riscaldamento globale avrà sull'economia mondiale. I primi risultati sono che in vaste aree del mondo moltissime persone sono costrette sin da ora a fuggire da inondazioni o siccità.

C'è incertezza sulla produzione di cibo e sulla mancanza di acqua e, naturalmente, sulla crescente instabilità sociale e su potenziali conflitti. Essa incide sul benessere di ogni uomo, donna e bambino del nostro pianeta".

I 100 mesi menzionati dal Principe Carlo corrispondono a poco più di otto anni, e considerando che il discorso venne fatto nel marzo 2009, arriviamo esattamente al 2017...

Penso che storia e profezie vadano di pari passo, unendosi in un terribile e mortale abbraccio senza che la popolazione planetaria e i potenti del mondo diano il benché minimo segno, o poca presa di coscienza, di questi tremendi avvertimenti.

Notevole anche il fatto che il mese successivo dello stesso anno, nell'aprile 2009, il Principe Carlo, in visita da noi, lanciò il medesimo drammatico appello in un incontro ufficiale con Papa Benedetto XVI e al Parlamento italiano.

L'indicazione dei 100 mesi non era astratta, infatti in Italia il Principe disse che mancavano 99 mesi al punto di non ritorno. (Leggasi l'articolo su Repubblica, QUI).

Teresa Neumann, nelle profezie citate, ci ha descritto perciò lo scenario, purtroppo reale, dei tempi in cui stiamo vivendo, ma certamente non è la sola.


Teresa Neumann (1898 - 1962)

Molti altri mistici e veggenti hanno avvisato dei gravissimi rischi a cui stiamo andando incontro se non modifichiamo il nostro modo di vivere.

Accorati  appelli  dalla  Vergine Maria  e  dallo  stesso  Cristo non hanno finora avuto un reale e radicale ravvedimento dell'Umanità. Eppure, nonostante l'indifferenza dell'uomo, i richiami che arrivano dalla Sfera divina non cessano, anzi...

Quando la purificazione sarà completata, riprenderà la vita. L'uomo nuovo indosserà un abito novello, quello dell'umiltà e della fede, dei valori cristici, e si compirà anche la più importante delle profezie:

"In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo, (Cristo) venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

Egli manderà gli Angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del Cielo." Mt. 24, 29 ‒ (Leggere l'intero attualissimo discorso profetico QUI; ndr).

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: prefazione dal libro on line QUI.

domenica 11 settembre 2016

Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi!




Sebirblu, 11 settembre 2016

Ecco un'ottima analisi della situazione in cui l'Umanità, in gran parte indifferente e cieca, si trova a vivere con questo pontificato, dicendo: "Io delle cose riguardanti la Chiesa non mi interesso, anzi mi danno fastidio..." Ma dovrà molto presto, suo malgrado, prendere seriamente in considerazione il precipitare improvviso degli eventi...




Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi. 
La navicella di San Pietro se ne sta andando allegramente alla deriva 
quasi che una brama di autodistruzione li avesse afferrati. 
Sorge la domanda: quale padrone stanno servendo? 
di Francesco Lamendola

Oramai ne stiamo vedendo di tutti i colori, per cui, purtroppo, si finisce per non meravigliarsi più di nulla, per non scandalizzarsi, per non indignarsi.

Specialmente quando il cattivo esempio viene dall'alto, non c'è trombettiere o mascotte del reggimento, perfino vivandaia al seguito, che non si sentano autorizzati a stracciare e a lordare le bandiere, a tirare fango contro le uniformi, a ballare oscenamente sulle ceneri di ciò che un tempo furono onore, disciplina, spirito di sacrificio,  senso  del  dovere,  lealtà,  fedeltà,  coerenza.

La navicella di San Pietro se ne sta andando allegramente alla deriva e una parte dei marinai, invece di ammainare le vele, le mandano tutte a riva, quasi che una brama di autodistruzione li avesse afferrati; e il nocchiero, invece di tenersi sottovento, porta la nave di traverso alle onde e si direbbe che voglia offrirle il fianco per farle imbarcare più acqua che sia possibile, fin che le onde non l’avranno rovesciata e affondata.

Sorge allora la domanda: quale padrone stanno servendo, tutti costoro? Vedono il pericolo, vedono la rotta suicida su cui la nave si posta, eppure non fanno nulla per tentar di scongiurare la catastrofe imminente; al contrario, si direbbe che facciano di tutto per affrettarla, per renderla più certa e più immediata.

Eppure non sono degli stupidi; molti di loro sono persone intelligenti e preparate, pertanto sanno benissimo quello che stanno facendo.

Sapranno anche il perché? Sarebbe meglio pensare di no: perché, se non lo sapessero, a dispetto di tutta la loro intelligenza, sarebbero solo dei presuntuosi che hanno deciso di sfidare la rovina, in piena coscienza, illudendosi, forse, di riportare chi sa quale trionfo, mai visto e mai udito prima.

Cosa, questa, che tradirebbe il loro movente segreto, una sfrenata, folle ambizione, insieme ad una compulsiva, indomabile voglia di apparire, di essere al centro dell'attenzione, di ricevere applausi e, magari, anche critiche, ma comunque di far parlare di sé, di lasciare il segno.

Se, al contrario, sapessero perché stanno agendo in questo modo, cioè se stessero portando la nave verso il naufragio sapendo quello che fanno, allora sarebbe ancora peggio: l'unica conclusione possibile alla quale potremmo giungere, sarebbe che ad ispirarli non sia la voce di Dio, ma quella del Diavolo.


"Insidia" di Marcello Ciampolini

Il papa Francesco, ormai da molto tempo, si può dire quasi dall'inizio del suo pontificato, ha adottato un nuovo stile "pastorale" quello di sfidare, irridere e offendere i sentimenti di quanti, dentro la Chiesa, non la pensano come lui; di quanti non condividono certe sue aperture, certe sue "sparate", certe sue temerarie improvvisazioni.

Di quanti, soprattutto, si preoccupano di salvare la navicella di Pietro e non pensano solo in termini quantitativi, non sono dominati dall'ossessione di ritrovare i grandi numeri, le folle oceaniche del passato, ma di ricompattare il tessuto dogmatico, teologico e morale della Chiesa.

Ma anche di rinsaldare la fede vacillante di una parte significativa del clero, di ripartire alla ricerca delle anime da salvare e non solamente delle folle da attirare per i grandi incontri internazionali, come la Giornata Mondiale della Gioventù, dove, di cristiano e di cattolico, alla fine dei conti, si vede ben poco e si respira ancora meno.

Tutti i Papi del XX secolo, coscienti delle tensioni e delle contraddizioni innescate dai processi della modernità nella carne viva della Chiesa, clero e laici, hanno sempre tenuto conto della sensibilità dell'intero popolo di Dio: sia i Papi considerati, a torto o a ragione, progressisti, sia quelli considerati conservatori.

Tutti si sono sforzati di salvare la concordia o quantomeno l'unità all'interno della Chiesa; tutti hanno assunto un atteggiamento di rispetto e, fin dove possibile, di delicatezza verso quanti non condividevano appieno la loro linea.

Bisogna  dire,  peraltro,  che  prima  di  papa  Francesco  non  si  era  mai  parlato  di una "linea" pontificale, perché i Papi, tutti dal primo all'ultimo, si sono sempre considerati come i depositari e i custodi di una Verità da custodire, difendere e tramandare, non certo come gli autori di una innovazione unilaterale, di una accelerazione nel senso desiderato dal "mondo".

Le cose sono cambiate in quest'ultimo pontificato, davanti allo spettacolo, ormai pressoché quotidiano, di un Papa che polemizza in continuazione con i suoi veri o presunti "oppositori" che, non pago di averli esemplarmente castigati e mortificati ‒ come avvenuto nel caso dei Francescani dell'Immacolata (cfr. QUI; ndr) ‒ non si perita di denigrarli pubblicamente.

Di un Papa che sfrutta il pulpito delle sue omelie quotidiane nella Chiesa di Santa Marta, e soprattutto i microfoni dei giornalisti che lo intervistano, specialmente durante  i  suoi  spostamenti  aerei  nel  corso  dei  viaggi  pastorali,  per  indirizzare bordate  su  bordate  contro  quelli che lui giudica,  facendo  di  tutta  l'erba  un  fascio, i "conservatori", i "nostalgici" del passato e, naturalmente, i "nemici" del Concilio Vaticano II. (Cfr. anche QUI; ndr)




Spettacolo clamoroso, sconcertante, penosissimo: che non avremmo mai voluto vedere, cui non avremmo mai desiderato assistere. Spettacolo inaudito, se appena si riflette su quale sia la natura della missione del romano pontefice.

Chi è il Papa, infatti? Si risponde: il successore di San Pietro, che Gesù Cristo ha eretto a capo della sua Chiesa. Dunque, San Pietro e Gesù Cristo dovrebbero essere i suoi grandi, i suoi unici modelli; e nessun altro.

Ora, non ci risulta affatto, leggendo il santo Vangelo, che né San Pietro né tanto meno il divino Maestro, Gesù Cristo il Figlio di Dio, avessero l'abitudine di regolarsi in questo modo: di rivolgersi con tono d'incessante reprimenda, di sfida, di fastidio verso gli altri Apostoli; né, per la verità, nei confronti di nessun altro, né i semplici fedeli e neppure i non credenti.

No: non era questo il loro stile pastorale. Essi andavano alla ricerca della pecorella smarrita; cercavano di persuadere con l'esempio e con la dolcezza; certo, erano severi quanto alla sostanza del Vangelo, nel senso che non tolleravano storpiature o compromessi della dottrina di salvezza, ma erano estremamente pazienti e misericordiosi con i loro fratelli, compresi quelli che, a loro giudizio, si stavano allontanando, o erano in errore.

Questa dolcezza, questa carità, questa mitezza, Bergoglio le riserva esclusivamente agli altri: ai protestanti, ai musulmani, ai giudei, agli atei; quanto ai cattolici, li divide drasticamente in due campi: quelli che sono d'accordo con la sua "linea", e quelli che non lo sono; questi ultimi non solo non tenta di persuaderli, ma li provoca e li maltratta ogni santo giorno, senza misericordia, senza nemmeno un tratto di umana tolleranza o comprensione.

La misericordia Bergoglio la riserva unicamente ai lontani e ai diversi, primi fra tutti i migranti/invasori, da lui promossi tutti quanti, senza bisogno di quisquilie come l'accertamento individuale, al rango di "profughi" e, pertanto, di "fratelli bisognosi" meritevoli di ogni aiuto e di ogni comprensione da parte nostra. (Cfr. QUI; ndr).


Bergoglio a Lesbo - Grecia

Ma per i cattolici che egli, con pochissima stima, considera "tradizionalisti", e che sono semplicemente coloro i quali sono rimasti fedeli al Vangelo perenne e alla Chiesa di ieri, di oggi e di sempre, senza tanta teologia della liberazione (peraltro condannata in maniera esplicita da Giovanni Paolo II) e senza tanto buonismo e sociologia neomarxista o, peggio, neoradicale (si pensi alla sua stima dichiarata per personaggi come Pannella e Bonino, campioni del divorzio, dell'aborto, della eutanasia, della droga libera e dei matrimoni omosessuali), egli non ha che rimbrotti, frecciate, provocazioni e, in definitiva, disprezzo.

Il bello è che il "partito" clericale a lui favorevole non solo non fa nulla per attenuare queste sue asprezze, questa sua mancanza di tatto e di misericordia, questa sua durezza sgradevole e poco cristiana (si ricordi la luce cattiva che gli brillava nello sguardo quando, ai microfoni, ricordava che lui, l'allora sindaco Marino, in America non l'aveva invitato, no, assolutamente no, chiaro?) ma, come fanno i cortigiani di un sovrano che è sempre sopra le righe, lo fomentano, lo istigano e lo applaudiscono ogni volta che alza i toni e raddoppia le provocazioni.

La grande stampa cattolica, a cominciare da Avvenire e L'Osservatore Romano – per non parlare di Famiglia Cristiana che, in questa linea modernista e progressista si era messa già da tempo per conto suo, sovente in polemica con i predecessori del Papa attuale – si è schierata tutta al suo fianco, o meglio, al suo seguito.

Si legga, a titolo di esempio – uno fra mille – quanto scrive il vaticanista Luigi Accattoli per il mensile La Voce di Padre Pio (n. 5 del maggio 2016), che così conclude un articolo intitolato "Un vecchio pieno di giovinezza", che è tutto un panegirico di papa Francesco, anche negli aspetti più discutibili e divisivi del suo stile pastorale.

Tutti i Papi sono contestati, da dentro o da fuori, da destra o da sinistra. È inevitabile che una figura unica e bianca, posta sul candelabro, ogni giorno sotto gli occhi di tutti, non incontri il favore generale.

Ed è inevitabile che le sue decisioni scontentino alcuni o molti tra i tanti osservatori esteri e anche tra i cattolici. Ma se tutti i Papi sono contestati, i Papi riformatori sono contestati due volte: c'è un convincimento antico nella Chiesa Cattolica, ma anche nelle altre, che non si debba mai cambiare nulla e chi propone cambiamenti viene posto comunque sotto accusa.

Infine Bergoglio è contestato tre volte: tutti i Papi recenti cercavano di attenuare con il linguaggio il risentimento di quanti non erano d'accordo. Seppure dovevano contraddirli, provavano a farlo con buone parole.

Papa Francesco non si preoccupa di tenere buoni gli oppositori – qui è la più sorprendente delle sue novità – persino polemizza apertamente con loro, dicendo per esempio che quanti vogliono "tornare indietro" rispetto al Concilio Vaticano II sono "stolti" e "testardi".




Si tratta di un atteggiamento spregiudicato che è attribuibile alla "libertà di spirito" dei gesuiti che è famosa, e che Bergoglio ha più volte rivendicato. Una libertà che spiazza gli oppositori e che costituisce una delle migliori armi in mano al riformatore venuto "dalla fine del mondo".

Molti si chiedono che succederà "dopo" che Francesco sarà uscito di scena. Sarei tentato di scommettere che se durerà quanto Benedetto – cioè otto anni – riuscirà a porre le premesse perché il successore possa continuar l'opera avviata.

Possa, o debba? Perché, se il motto di papa Francesco è "indietro non si torna", allora egli sta facendo una cosa ancor più grave che imporre la "sua" linea; quasi che il Depositum Fidei, del quale è solo il custode, gli appartenesse in proprio, compresa la licenza di modificarlo a suo arbitrio.

Sta addirittura gettando le premesse per una svolta irreversibile, per una mutazione genetica definitiva della Chiesa cattolica. Ma ne ha il diritto giuridico, morale e pastorale?

Perfino i suoi ammiratori, se fossero in buona fede, dovrebbero convenire che questa, forse, non è precisamente l'opera che si domanda di svolgere ad un pontefice nel momento in cui viene eletto a capo della Chiesa cattolica.

Si noti, peraltro, il sofisma svolto da Accattoli: Bergoglio viene criticato ("tre volte": come dire, tanti nemici, tanto onore) perché il suo stile consiste nel polemizzare apertamente, sfidare e offendere gli "oppositori" (perché chiamare dei cattolici, come lui fa, "stolti" e "testardi", è un vero e proprio offendere).


Luigi Accattoli, vaticanista di "Repubblica"

Ma allora, egli viene criticato perché è progressista, o perché non rispetta e, anzi, provoca e insulta chi non è d'accordo con lui? Sono due cose diverse; non è lecito confonderle. Del resto, un Papa che sia anche responsabilmente il capo della Chiesa cattolica (ma non aveva esordito dicendosi, semplicemente e assai umilmente, soltanto "il vescovo di Roma?") dovrebbe preoccuparsi, e molto, di avere degli "oppositori".

Non è una cosa normale: chi resta fedele all'insegnamento di Cristo, non ha "oppositori" dentro la Chiesa, se non gli eretici. Dunque, i "conservatori" sono diventati eretici? Perché, se così non fosse – e ci sembra che nemmeno lui e i suoi seguaci e ammiratori, tipo Enzo Bianchi, siano arrivati a tanto – allora non resterebbe che l'altro corno del dilemma: che eretica sia una certa "linea" da lui portata avanti con estrema decisione e ostinazione (a proposito di "testardaggine").

Tutto questo fa ancora più specie se si considera che, dalla bocca del Papa, non è mai uscita una sola parola, non diciamo di rimprovero, ma neanche lontanamente di ammonimento, per quanto blando, nei confronti dei seguaci delle altre religioni e delle diverse confessioni cristiane, per non parlare degli atei dichiarati e militanti: tutte bravissime persone, a sentir lui.

E basti pensare che, davanti alla persecuzione e allo sterminio di migliaia e migliaia di cristiani in tutto il mondo ad opera dei terroristi islamici, e davanti al sangue ancora caldo di padre Hamel, sgozzato sull'altare in una chiesa della Normandia da due ragazzi islamici, Francesco ha avuto l'ardire di negare che esista un fondamentalismo islamico, che vi sia un problema islamico...

Ma anzi ha sostenuto, con una logica aberrante, che, semmai, un fondamentalismo esiste anche fra i cristiani, e così pure un terrorismo, visto che... vi sono dei mariti, di religione cattolica, i quali uccidono le loro mogli, o le suocere.

Che dire poi della "famosa libertà di spirito dei gesuiti", di cui parla Accattoli? Non ci risulta per niente. Al contrario, si sono sempre vantati di obbedire (alla Chiesa?) "perinde ac cadaver", cioè come cadaveri... (Ved. QUI; ndr).

Francesco Lamendola ‒ (il suo profilo QUI; ndr).

Chiosa di Sebirblu con un'immagine
di
Gustave Doré

"Il Cielo e la Terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno"
Mt. 24, 35  

Relazione e cura di: Sebirblu.blogspot.it


domenica 14 agosto 2016

ORRIBILE! MESSA NERA PUBBLICA IL 15 VS L'ASSUNTA!


Bartolomé Esteban Murillo

Sebirblu, 13 agosto 2016

Gentili Lettori, spero che questa mia denuncia arrivi in tempo per coinvolgere il maggior numero di voi, nonostante le vacanze di ferragosto, ad unire i pensieri ma soprattutto il cuore in una grande emanazione d'Amore e di Preghiera per contrastare il Male che sempre più spudoratamente si manifesta nel mondo.

La notizia fa rabbrividire, specialmente leggendone i dettagli pubblicati sulla Gazzetta di Oklahoma City (USA) il 29 Giugno, QUI.

È stato il cardinale Raymond Leo Burke a dare l'allarme su un sito cattolico (link a piè pagina) molto visitato e letto da quanti, compreso lui, non condividono la svolta "modernista" impressa da Bergoglio alla Chiesa Cattolica. Eccone un estratto:

"Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, sono indignato e ancor più profondamente rattristato dalla notizia che una messa nera pubblica sacrilega è stata programmata e si svolgerà ad Oklahoma City il 15 agosto, Festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Sono stato anche informato che, dopo l'orribile sacrilegio della Messa Nera, una ulteriore bestemmia sarà perpetrata direttamente contro la Beata Vergine Maria. Tutto questo è stato fatto con l'approvazione ufficiale delle legittime autorità." [...]

Il porporato naturalmente chiede ai fedeli una potente azione di contrasto mediante la recita del Rosario, come da tradizione, ma a parer mio anche se non si è cattolici praticanti, un evento simile provoca sicuramente in parecchi di voi un profondo senso di disgusto per l'abiezione e l'arroganza sempre più sfrenata dei satanisti.




Certo, il tempo apocalittico in cui viviamo, ed urge ormai farsene una ragione, è in pieno svolgimento; se ne vedono i segni ovunque, a partire proprio dal Vescovo di Roma, il Falso Profeta, che regge il governo del soglio pontificio nell'acquiescenza e nell'addormentamento generali.

Ma ritornando a questo fatto gravissimo, autorizzato pure dalle personalità cittadine, l'unico modo davvero efficace per opporvisi è quello di prendere coscienza dello scontro titanico in atto tra le forze della Luce, ossia la Vergine e le sue schiere angeliche e quelle dell'Oscurità: Lucifero e le sue marionette elitarie impegnate ad asservirci tutti.

Tra l'altro, bisogna considerare che il Maligno odia particolarmente la Madonna e questo, per chi ha gli occhi aperti, appare chiaro nel comportamento di Bergoglio e dei consacrati attorno a lui che cercano, per compiacere i movimenti evangelici, di "ridimensionare" la figura di Maria SS. protestantizzando ed inserendo la Chiesa in un'Unica Religione Mondiale. Cfr. QUIQUI e QUI.

Tentativo vano! Perché sappiamo tutti che Ella trionferà, proprio per la Sua Purezza, e schiaccerà la testa del Rettile Malefico che sin dal principio, ribellandosi a Dio, ha trascinato l'intero genere umano nella Caduta che ancora oggi tragicamente stiamo vivendo. Cfr. QUIQUI e QUI.

Dico "Purezza" perché si sappia finalmente, nonostante l'oscurato indottrinamento ricevuto, che:

MARIA ERA ED È UN SERAFINO!

NON HA PRESO PARTE ALLA RIBELLIONE INIZIALE, perciò...

ERA ED È SENZA MACCHIA ALCUNA, come giustamente Ella disse a Bernardette Soubirous: "Io Sono l'Immacolata Concezione".

IL SUO CORPO ERA DIAFANO, quindi non soggetto ai dolori da parto, né alla morte fisica.

HA "PARTORITO" LA LUCE, GESÙ, IL CRISTO UNIGENITO, ossia L'AMORE, manifestatosi a tutti gli effetti come "Uomo" per darci l'Esempio di come ritornare alla Casa del Padre.  Ecco perché...

ERA ED È VERGINE, PRIMA, DURANTE E DOPO IL PARTO ed è per la consistenza ineffabile del suo corpo, come a maggior ragione quello di Suo Figlio Gesù ‒ Dio stesso ‒ che...

FU ASSUNTA IN CIELO, similmente al Cristo che vi ascese dopo la Sua Risurrezione da una "Morte" che non poteva ghermirlo in quanto la fatturazione fisica era solo apparente; energia pura e non frutto della condensazione materiale umana.




Mi rendo conto che per molti di voi questi possano apparire dei vaneggiamenti e delle esaltazioni soggettive, ma è ORA DI SVEGLIARSI, e non per immetterci tutti in UNA SOLA RELIGIONE MONDIALE perché, con tali presupposti, sono i popoli che devono trascendere ogni concetto limitativo religioso e andare verso la REALTÀ VERA delle cose, cioè verso L'AMORE, anche se il Cristo non lo si conosce ancora!

Altro che elevare al grado di festa obbligatoria (il 22 luglio, cfr. QUIla celebrazione di Maria Maddalena e sminuire, offuscandolo, il culto della Vergine Madre!

Vi riporto un brano dettato da Gesù stesso alla famosa mistica Maria Valtorta ed annotato in uno dei suoi Quaderni dal 1945 al 1950:


Maria Valtorta (1897 - 1961)

6 gennaio 1948

"Ora l'ira di Dio si manifesta dal Cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità di Dio, iniquamente". (San Paolo ai Romani ‒ 1,18).

Dice l'Autore SS. (Gesù):

«Nella lezione prima di questa, ho invitato a difendere l'Idea religiosa per avere salvezza e pace, perché quando un popolo cade nella "cattiveria e iniquità" – è la più grande tragedia. La massima ingiustizia è offendere Dio, deridere la Religione, attaccarla, spegnerla nelle menti, ignorarla scientemente, premeditatamente, in tutti i suoi comandi – allora l'ira di Dio si manifesta dal Cielo.

Non occorrono folgori perché si mostri. Non cataclismi. Non diluvi. Ma è sufficiente che Dio vi abbandoni a voi stessi per darvi da soli la morte, l'angoscia, la disperazione. La collera di Dio, più che mostrarsi con punizioni, la vera immutabile collera,  si  manifesterà  con  l'abbandonarvi  completamente.

Quelli che voi chiamate castighi di Dio – guerre, mezzi atroci di distruzione, calamità, pestilenze – ancora non sono sdegno senza mutazione, sdegno assoluto. Sono rimproveri e richiami del Padre offeso, ma sempre premuroso di dare soccorso e perdono ai figli colpevoli.

Ma quando ogni "empietà e ingiustizia" mentale o fisica sarà nel cuore del 99% dell'umanità, quando queste avranno invaso ogni classe sociale fino a penetrare nella casa di Dio – l'abbominio della desolazione di cui parla il profeta, e lo conferma il Verbo, perché ancora non avete dato il giusto significato alla parola "desolazione" che sarà il segno della fine, e lo sarà – allora Dio non vi riprenderà più con paterni castighi – che purtroppo salvano pochi, perché i più sono già servi di Satana – ma vi lascerà a voi stessi.

Si ritirerà. Non farà più alcun atto. Sino al momento in cui un baleno del suo volere ordinerà ai suoi angeli di aprire i sette sigilli, di suonare le quattro trombe, di liberare l'aquila dei tre guai, e poi, orrore, sarà dato fiato alla quinta tromba, e il Giuda dei tempi ultimi aprirà il pozzo dell'abisso per farne uscire ciò che l'uomo avrà desiderato più di Dio.


Danny Hahlbohm

Quando? Quando? Già siete in quest'ora o state per entrarvi?

Temete. Ve lo chiedete... Ma non vi pentite. Non vi sarà detto il quando. Esso è scritto nel cuore dei presenti profeti, "ma è sigillato ciò che hanno detto i sette tuoni ad essi, e questi non lo diranno".

E in quel momento, come astro pacifico sull'orrore e terrore delle onde burrascose – la Terra scossa come mare in tempesta e tutti gli uomini immersi nella bufera, meno i servi di Dio raccolti sulla barca di Pietro, fedeli al Nauta santo – verrà l'aurora della Stella del Mare, precorritrice del sorgere, dell'ultimo apparire della Stella del Mattino.

Nella Sua seconda venuta, l'Agnello di Dio, il Redentore, il Santo dei santi, avrà per precursore non il penitente del deserto salato dalle macerazioni (Giovanni Battista; ndr), e salante i peccatori per guarirli dalle pesantezze e farli agili ad accogliere il Signore, ma avrà per precursore l'Angelo nostro, Colei che, pur avendo forma, fu Serafino.

Colei in cui abbiamo fatto dimora (qui Gesù si riferisce alla Trinità; ndr), né più dolce e più degna potevamo averla, l'Arca dilettissima di puro oro che ancor ci contiene così come è da Noi contenuta e che trasvolerà nei cieli, raggiando il Suo Amore per preparare al Re dei re la strada profumata e regale e predisporre – generandoli e partorendoli in un'ultima maternità – quanti più germi di viventi sono e vorranno essere partoriti al Signore.

Guardate là, all'oriente dei tempi... Già sulle tenebre che coprono, sempre più folte e maledette, la Terra, si delinea un albore che più dolce non v'è. Esso è il tempo di Maria che sorge. L'estrema misericordia che il Nostro Amore ha pensata per voi. 

Grande sarà  la  lunghezza del Suo cammino. Contrastata  dal  Suo  eterno nemico che, per essere vinto, non è meno ostinato a crucciarLa e a combatterLa. Egli ottunde gli intelletti degli uomini per non far loro conoscere Maria. Spegne la fede e la devozione in Lei.




Crea nebbie. Getta fango. Ma la Stella del Mare è troppo alta sulle onde inquinate. Transiterà, né il fango sporcherà l'orlo della sua Veste. Scenderà soltanto, rapida come un arcangelo, ad imprimere la Sua sigla, il segno del Tau, sulla fronte dei fedeli, dei salvati al Regno eterno. E fortezza e pace entrerà nei loro Spiriti sotto il tocco della mano di Lei, Madre della Vita, Sorgente della Salute.

Benedite  Iddio  che  ha concesso alla Stella purissima  di  iniziare  il  Suo cammino per attirarvi a Lui con la dolcezza del Suo Amore, Salvatrice pietosa, estrema, compensante gli Spiriti buoni dal sempre più profondo allontanamento ed eclissamento di Dio, disgustato dalle colpe degli uomini. Non vi sembri ingiusto questo ritiro di Dio. [...]

Di nuovo Gesù vi ripete quello che già disse tanto tempo fa: "Ancora per poco sono con voi... e poi me ne andrò. E allora Mi cercherete ma non Mi troverete".

Sì, o dormienti. Parlo a voi più che ai nemici aperti. A voi che, se vi svegliaste, potreste difendere l'Idea e il vostro bene.

A voi che dormite mentre gli altri lavorano, e vi cullate nell'illusione che Dio vi sia servo, che il Cristo vi sia servo, un servo stolto che dopo essere stato dimenticato, non cercato, non seguito, fino al punto di essersi persuaso ad andarsene data l'inutilità del Suo rimanere fra voi, possa essere pronto e prono al vostro bisogno quando starete per essere sommersi e, finalmente, ma non tutti in tempo, vi desterete.

Cercate il Salvatore mentre ancora è fra voi, prima che l'odio lo mandi fuori dai vostri confini... fra popoli sorgenti alla Luce mentre voi sprofondate fra le tenebre. Le tenebre che soffocano la Verità, non facendola vedere, alzando il muro delle tiepidezze, dei quietismi là dove si innalza quello delle empietà e delle ingiustizie.»



Conclusione

Come si legge, non solo stupiscono l'attualità e la convergenza dello scritto con i tempi correnti, ma si ha la conferma sorprendente, in ambito cattolico oltre che ultrafànico (cfr. QUI),  dell'identità angelica di Maria come  Serafino  dell'Altissimo e Porta del Cielo poiché per mezzo Suo si è manifestata la Benignità del Padre, l'AMORE, il CRISTO ‒ che avrebbe riaperto la VIA a tutta l'umanità per il Ritorno a Casa.

Porta del Cielo che il 15 agosto prossimo alle ore 19 (corrispondenti alle 2 del 16 per noi italiani), si tenterà di parodiare satanicamente in Oklahoma City, tagliando la testa alla Sua effigie approntata con materiali orrendi, in un atroce rito onde aprire ancora una volta (ved. QUI e QUIla Porta dell'Inferno!


sabato 6 agosto 2016

M. Mathieu: Messaggio di Ashtar Sheran di Ago 2016




"Io vi saluto, fratelli della Terra!

Sento il dovere di parlarvi. Sono già venuto molte altre volte presentandomi come Ashtar. Se mi manifesto, è per dirvi che il vostro mondo è realmente in movimento e che presto saremo vicino a voi.

Passerete dapprima in un non-tempo (cfr. QUI; ndt) che si produrrà in ogni uomo, nell'energia globale della vostra Terra e in tutte le vite. Vi proietterà verso la quarta dimensione, preludio alla quinta, ma anche annuncio della grande purificazione.

Vi parlo in questo modo affinché non abbiate alcun timore; la sola cosa che realmente può permettervi di vivere al meglio certi eventi che avranno luogo intorno a voi è di sviluppare la Fede e l'Amore, confidare e avere la consapevolezza del fatto che l'umanità terrestre non è abbandonata a sé stessa, perché noi stiamo contattando sempre più i governi, sia fisicamente che visivamente.

Avviciniamo anche alcuni scienziati e tutti coloro che possono far avanzare il contesto sociale verso un'altra coscienza e fraternità.

Se oggi ci rivelassimo al mondo, certi popoli, persino quelli che sono del tutto immersi in ciò che chiamate religione, direbbero: "È una manifestazione del demonio!"

Bisogna che, prima, queste genti si aprano e si sveglino. Ed è grazie alla presa di coscienza e all'Amore di coloro che hanno capito che, estendendosi a macchia d'olio, gli altri potranno comprendere e pian piano destarsi. (Cfr. QUI; ndt).

Ci sarà un grande cambiamento interiore (cfr. QUI; ndt), un'accelerazione vibratoria enorme, una mutazione nel concepire la vita, ma anche un rifiuto di andare verso ciò che non è Luce, in voi e nella società.

Avrete, tuttavia, un momento di fluttuazione durante il quale gli esseri non sapranno più da che parte dirigersi perché il lato oscuro, in un estremo tentativo, si adornerà dei suoi migliori fronzoli per attrarre gli umani troppo ingenui.

Ma la Terra, che ha una missione meravigliosa, verrà aiutata, oserei dire per l'ultima volta, poiché in seguito diventerà un gioiello dove il vivere sarà straordinario, un mondo risanato in permanenza e colmo di Luce.


Josephine Wall

Questo ambiente luminoso sarà stato in qualche modo creato da voi, attraverso il sangue che avete versato e la violenza che avrete superato.

Comprenderete che sarà stato davvero necessario esservi tuffati nell'abisso della materia per potervi risollevare e risorgere. Questo è il punto infimo in cui si trova l'uomo attuale che comincia poco a poco a risalire verso l'alto."

‒ Egli mi mostra ora numerosi personaggi terrestri e non, dei quali non vedo il volto, che si attivano, consigliano e aiutano.

"C'è una grande coesione fra gli operatori che desiderano realmente soccorrere questo magnifico pianeta, prima che si scatenino eventi troppo gravosi per voi e per l'intero globo.

La vostra Terra, così come le diverse umanità che vi hanno vissuto in superficie e dentro di essa, arrivano al termine della loro sofferenza, alla fine della loro oscurità.

Adesso, in tutti i cuori, sono l'Amore e la fraternità ad essere reclamati. E noi abbiamo inteso le vostre voci... pur tuttavia, avete l'impressione che non udiamo i vostri appelli. Ma noi non siamo sordi... perché la trasformazione terrestre, come quella degli uomini, richiedono un certo tempo.

Tempo altrettanto necessario affinché i popoli accettino i loro Fratelli Galattici, visto che sono stati così tanto ingannati e manipolati! È comprensibile che essi dubitino, che si pongano delle domande su chi siamo veramente. Tutte le risposte saranno loro date molto presto.

Il momento del nostro ritorno è arrivato! I governi sono con le spalle al muro, ed essi sono obbligati, in un periodo ormai relativamente corto, a dire la verità. La parte oscura si trova ancora in questo mondo, ma essa non potrà più avere l'impatto che ha avuto fino ad oggi sul genere umano.




La coscienza di certe individualità, politiche, dirigenziali, scientifiche e via dicendo, sta rapidamente rischiarandosi. Ma viceversa, non è la stessa cosa per altri che si sono troppo inoltrati nella parte oscura; costoro spariranno, molto semplicemente.

Essi andranno a continuare l'apprendistato della vita in altri mondi (riprincipiando tutto da capo come al tempo dei trogloditi, senza nessuna memoria del passato, e per un tempo triplo ai tre miliardi di anni occorsi per la nostra evoluzione a partire dalla Caduta iniziale. Cfr QUI e QUI; ndt).

Io, Ashtar, e i miei Fratelli Galattici, ci attiviamo  sempre  più  su  questo  ed  altri pianeti del vostro sistema solare. Stiamo, in un certo senso, ripristinando l'ambiente marziano che potrà in futuro accogliere una piccola parte dell'umanità terrestre.

Le Grandi Gerarchie hanno la capacità di riqualificare Marte e la Luna dotandoli di una nuova atmosfera.

Tutto sta per cambiare profondamente nella vostra compagine planetaria. Questa trasformazione avverrà in una maniera molto rapida, ed è per tale ragione che è consigliabile, da subito, accettare la nostra realtà ed accoglierci, anche se voi non ci vedete."

‒ Io lo scorgo ora; ha un portamento fiero. È accompagnato da altri Esseri Galattici. Con mia sorpresa vedo una luce emanata dal suo abito o forse da lui. Mi dice:

"Io sono un po' come voi, ma anche altro. Ciò che tu percepisci è una vibrazione, un'energia che permette di densificarci sul vostro pianeta e che ci consente, quando vogliamo, di contattare "individui importanti" di questo mondo.

Essi possono essere artisti o sportivi, perché siete trascinati dalla loro notorietà; questa influisce parecchio su di voi, non su tutti naturalmente, ma in special modo su coloro che non si sono ancora risvegliati.

I miei fratelli ed io sosterremo, aiutandoli sempre più, coloro che servono davvero la Luce.

Aggiungerò soltanto che presto avvisterete quello che potreste chiamare un globo, e che noi individuiamo come vascello-pianeta.

Non dimenticate che, affinché il vostro sistema solare sia completo, necessita che abbia dodici pianeti e due soli, per trovarsi realmente in una compiuta vibrazione d'Amore. E così sarà! I due soli si manifesteranno al termine della quarta dimensione e all'inizio della quinta.




Con tutta la mia potenza d'Amore vi saluto e per terminare vi dico: anche se talvolta avete l'impressione che la vita vi sfugga, che niente vada dritto sulla vostra Terra, contrariamente a quanto voi pensiate, tutto sta per stabilizzarsi.

Traduzione e cura: Sebirblu.blogspot.it