Pubblico con grande forza questo
articolo quale esempio illuminantedi comeun'anima retta debba
ergersi a baluardo del Bene più prezioso conservato in cuor suo:la
Fede certa, coraggiosa e inamovibile nel Cristo – Via, Verità,
Vita.
Aggiungo che, a mio avviso, e se ne
vedono avanzare i segnali (cfr.QUIeQUI),presto Bergoglio, il Falso Profeta,condurrà la Chiesa ad undisastroso SCISMA,come predetto in numerose profezie.(Cfr.QUI,QUIe QUI, ma soprattuttoQUI)
Jean-Pierre Snyers, classe 1956, è un
vecchio professore di religione e direttore del mensile mariano
"Mediatrice et Reine", nonché autore di una ventina di
opere e insignito di numerosi premi letterari nel suo paese.
Questo scrittore belga ha preso in mano
la penna per scrivere ieri a Papa Francesco sul suo blog personale.
Il destinatario non mancherà di considerare il mittente come un
Essere «rigido» (cfr. QUI; ndr): benvenuto nel club!
Egli dice a voce alta ciò che molti
pensano in sordina...
Lettera aperta a Papa Francesco
Jean-Pierre Snyers, 11 novembre 2016
Buongiorno Papa Francesco,
con tutto il rispetto che ho per Lei,
ma non per un buon numero delle sue idee, Le scrivo per dirLe che
sono prossimo a lasciare la sua Chiesa. Non avrei mai pensato che un
papa potesse indurmi a considerare una tale rottura, ma Lei è
riuscito in questa prodezza.
Da dopo la sua elezione, che Lei deve
in gran parte all'oscuro gruppo San Gallo, io L'ho osservata. Per
lungo tempo Le ho lasciato il beneficio del dubbio. Ma oggi, Santo
Padre, io non posso più riconoscere in Lei Colui che rappresenta.
Comparando i suoi discorsi con ciò che
è riportato nella Scrittura dagli Apostoli, posso solo constatare
che Lei non presenta più il Vangelo descritto da essi. Un esempio:
Lei parla DELLE vere religioni, le cui fondamenta (dottrine) poggiano
secondo Lei sulla capacità dell'uomo di trascendere se stesso verso
l'Assoluto.
Dicendo questo, Lei lascia chiaramente
intendere che la Verità è plurale. Ebbene, mi è impossibile
sottoscrivere una tale affermazione senza rinnegare puramente e
semplicemente che Cristo è, come dice Lui stesso, LA VERITÀ e LA
SOLA VIAche conduce al Padre e alla vita eterna. (Ved. QUI; ndr).
Crede Lei, come San Paolo, che il cuore
del Vangelo sia che Gesù è morto e risorto per salvarci dal peccato
e dalla dannazione e che, di conseguenza la nostra salvezza è
solo in Lui? (Che è l'AMORE impersonificato e che senza AMORE non si va da nessuna parte? Cfr. QUI ndr).
Crede Lei, come San Paolo, che per
colui che annuncerà tutt'altro è anatema? (Galati 1, 7-9)
È fedele, Lei, all'appello del nostro
Redentore che ci esorta, non a dialogare allo scopo di costruire una
religione mondiale, ma a cercare di informare coloro che non Lo
conoscono o che Lo rifiutano?
A sentire le sue dichiarazioni
sincretiste e relativiste e ad osservare le sue azioni, per me la
risposta è no.
Quando Lei dice ad un ateo (il
giornalista Scalfari) che NON VUOLE provare a convertire, io non posso riconoscere il linguaggio di un San Pietro.
E quando Lei aggiunge che il
proselitismo è una sciocchezza (che è soltanto lo zelo impiegato da un nuovo
convertito perché altri possano scoprire il tesoro da lui scoperto), io dico a me stesso che Lei condanna gli Apostoli
e i primi cristiani che hanno pagato col sangue la loro fedeltà
a Gesù Cristo.
No, non è affermando che «Dio non è
cattolico, che non esiste un Dio cattolico» che Lei solleverà il
morale delle sue truppe e inciterà gli altri a convertirsi. Poiché
se, come Lei pensa, Dio non è cattolico quali ragioni avremmo noi di
esserlo?
Lei pensa davvero che il nostro
Redentore (o gli Apostoli) avrebbero detto: Dio non è cristiano»?
Che cosa genera, Lei, pronunciando tali
dichiarazioni,se non il dubbio, lo scompiglio e la confusione?
Chi condurrà alla fede cristiana con
questo tipo di affermazioni?
Io ritengo che i suoi sottintesi siano
disastrosi nei confronti del popolo dei cristiani e delle periferie
alle quali Lei, peraltro, non annuncia mai la Predicazione apostolica.
Papa Francesco: un giorno, in quell'Aldilà di cui Lei non ci parla praticamente mai,dovrà rispondere a
Colui che Le chiederà:
«Che hai fatto con ciò che hai
ricevuto? Hai vegliato fedelmente all'integrità della fede? Hai
predicato la conversione in vista della salvezza eterna delle anime o
ti sei solo dedicato alla salvezza temporale dei corpi?»
Lei mi dirà: «Dio è misericordioso.
Egli non giudica» Sì, invece, Egli giudica! Tutta la Bibbia lo
proclama e anche il Credo lo afferma!
Intendiamoci, per Gesù e per i Suoi
discepoli non vi sono "delle" vere religioni, ve n'è una
sola e quelle che non sono cristiane essi le chiamano idoli!
E allora, visto che la sua religione
irenica (che promuove l'unione tra i cristiani separati; ndr) non ha
alcun posto nella Bibbia, forse sarebbe tempo che Lei riveda la sua
ideologia in funzione di ciò che dice la Scrittura e La smetta di
leggerla con le lenti di quest'altro vangelo che Lei cerca di
imporre.
Sì, che Lei cerca di imporre! Poiché,
vista la maniera brutale con la quale Lei ha licenziato in tronco i
27 collaboratori del cardinale Sarah, per rimpiazzarli con dei suoi
pappagalli, e vista la designazione alla porpora cardinalizia di
Arcivescovi vicini alla «mafia» di San Gallo (il termine mafia è
utilizzato con vanteria dal cardinale Daneels che ne faceva parte),
Lei manifesta al mondo intero la sua volontà di rompere con la
Tradizione cara ai suoi due predecessori e a quei vescovi coraggiosi
come per esempio il cardinale Sarah e Mons. Léonard.
Santo Padre: chi è Lei veramente? Su
quale riva sta conducendo la barca di Pietro?
Lei mi fa paura. E io comincio
francamente a pensare che Lei sia al servizio di tutt'altro che la
fede cattolica.
E non è certo il fatto che Lei si
inginocchi davanti ai migranti, ma non davanti al suo Signore
presente nell'Ostia consacrata, che mi rassicura. (Cfr. QUI; ndr).
E non è neanche la sua presenza in
Svezia per festeggiare i 500 anni dello scisma di Lutero, e la sua
assenza alla processione del Corpus Domini e al congresso eucaristico
a cui erano presenti tutti i vescovi d'Italia, che contribuirà a
farmi credere che Lei sia sulla buona strada.
Scrivendo questa lettera, io mi sento
come in una strana veste:quella di un semplice laico che è
obbligato a supplicare il successore di San Pietro, i vescovi e i
sacerdoti,di essere fedeli alla fede apostolica e cattolica.
E allora, io sogno il giorno in cui,
piuttosto che impietosirsi per il surriscaldamento climatico, Lei
abbia finalmente a cuore l'interessamento per il raffreddamento della
fede; sogno il giorno in cui i media e il mondo non l'applaudiranno
più,perché Lei avrà acconsentito a ritornare a quello a cui
Cristo L'ha chiamata:l'annuncio di quella VERITÀ che è la SOLA VIA
verso il Cielo e verso Dio, nostro Padre.
Verrà quel giorno? Io non lo so e per
non nasconderLe nullaio ne dubito assai.
Nondimeno, possano Nostro Signore e la
Madonna fare in modo che sia così.
Il Pontefice, nell'omelia della messa
mattutina del 24 ottobre a Casa Santa Marta, ha ricordato che
i "rigidi" hanno in tanti casi una doppia vita: sembrano buoni, ma
soffrono. O sono ipocriti, o sono malati.
Parole pesantissime che si aggiungono
alla già lunga lista delle invettive incredibili e alle
persecuzioni, vedere QUI,che questo papa scaglia verso tutti coloro
che dimostrano fede sincera e sostanziale, collegata al vero
insegnamento cristico.
Parole che vengono espresse con
dolcezza, cura e determinazione affinché in modo sottile, penetrando
come una lama nel cuore degli uomini, possano devastare, senza che
questi se ne accorgano, il campo del Signore.
La dolcezza e l'indulgenza fanno presa
su chiunque, e il "Falso Profeta" lo sa bene, perciò continua la sua opera distruttiva edulcorando subdolamente e svilendo il senso autentico della Verità che, proprio per questo, non può
piegarsi ad alcun compromesso con il mondo:
"Il cielo e la terra passeranno,
ma le mie parole non passeranno." (Mt.
24, 35)
Pertanto, riproduco volentieri l'ottimo
articolo del Prof. Francesco Lamendola che mirabilmente riflette ed
esprime anche il mio pensiero.
Se i rigidi sono cattivi e ipocriti
anche Gesù Cristo era rigido?
Ormai le bordate di papa Francesco contro quanti non condividono le linee-guida del suo pontificato si
sono infittite, sono pressoché quotidiane e sempre più aspre,
irritate, impietose.
L'ultima, "sparata" dal
pulpito della Chiesa romana di Santa Marta,accusa costoro di essere
delle persone "rigide", e aggiunge, per buona misura, che
esse sono cattive e ipocrite, perché hanno, in genere,
una doppia vita; oppure che sono malate.
Molto, moltissimo ci sarebbe da dire su
questo stile pastorale, che, da un lato, polemizza continuamente con
quei cattolici che si mostrano poco persuasi dalle novità che lui sta introducendo e che, come nelle dittature "classiche", vorrebbe far passare col vecchio metodo comunista del "centralismo
democratico", ossia criminalizzando e negando il diritto ad
esistere di qualunque pensiero critico (alla faccia della tanto
sbandierata umiltà, di cui parla) e dall'altro, abbassando sempre
più il piano della discussione e della riflessione teologica, fino
ad un livello così misero, quale mai era stato toccato.
Livello che il filosofo Enrico Maria
Radaelli ha giustamente denominato street theology, "teologia da
strada", ma che potremmo anche chiamare "teologia da
autobus" o "teologia da bar Sport", con buona pace di
una tradizione speculativa – quella cattolica – che vanta glorie
imperiture come sant'Agostino e san Tommaso d'Aquino, autori che
hanno dato un contributo fondamentale al pensiero europeo e alla
civiltà stessa del nostro continente.
Tuttavia, in questa sede, non ci
soffermeremo né sull'atteggiamento autoritario, intollerante,
aggressivo, assunto da papa Francesco nei confronti dei "dissidenti"
– proprio lui, che dice di battersi per un rinnovamento in senso
"democratico" e "partecipativo" alla vita della
Chiesa; né sulla estrema povertà, sull'approssimazione, sulla
scandalosa ignoranza teologica del suo discorso, che, con la scusa di
rivolgersi al "popolo" e di farsi capire da tutti,
impoverisce, banalizza e stravolge i contenuti e le pratiche della
fede, cadendo nella peggior forma di demagogia.
Quella demagogia di chi vuol essere
popolare ad ogni costo e non esita ad adattare la complessità del
discorso ai suoi fini particolari, stravolgendone il senso profondo:
perché, da che mondo è mondo, e da che la Chiesa è Chiesa, il
compito che spetta a chi sa è di innalzare gli altri al livello
della verità, e non già di abbassare la verità al livello di chi
non sa, o, peggio, a chi crede di sapere, a chi crede di capire, a
chi crede di avere la Bibbia e la Rivelazione in tasca, mentre non ha
capito proprio nulla, nemmeno di non aver capito.
No: in questa sede, ci limiteremo a una
breve riflessione sull'ultimo attacco sferrato da papa Francesco
contro quanti non condividono la sua idea della Chiesa e del
cattolicesimo, che ha accusato di essere rigidi e di nascondere,
dietro la loro rigidità, una serie impressionante di pecche umane e
religiose.
Ecco quali sono state le sue precise
parole (prontamente riportate dal settimanale cattoprogressista
Famiglia Cristiana, che, per non essere rigido, da anni scrive delle
cose che non hanno niente a che fare con ciò che scriveva un tempo:
si vede che l'incoerenza e la contraddittorietà rispetto a se stessi
sono diventate virtù, la virtù di essere flessibili, cioè appunto,
l'opposto della rigidità, tanto deprecata dal papa):
«Dietro la rigidità c'è qualcosa di
nascosto nella vita di una persona. La rigidità non è un dono di
Dio. La mitezza, sì; la bontà, sì; la benevolenza, sì; il
perdono, sì. Ma la rigidità no! Dietro la rigidità c'è sempre
qualcosa di nascosto, in tanti casi una doppia vita; ma c'è anche
qualcosa di malattia.
Quanto soffrono i rigidi!... quando
sono sinceri e si accorgono di questo, soffrono!... Perché non
riescono ad avere la libertà dei figli di Dio; non sanno come si
cammina nella Legge del Signore e non sono beati... E soffrono
tanto!... Sembrano buoni, perché seguono la Legge; ma dietro c'è
qualcosa che non li fa buoni... O sono cattivi, ipocriti, o sono
malati. Soffrono! [...]
Preghiamo il Signore, preghiamo per i
nostri fratelli e le nostre sorelle che credono che camminare nella
Legge del Signore è diventare rigidi (e pazienza per il mancato uso
del congiuntivo; nemmeno la lingua italiana è il piatto forte di
papa Francesco: ma forse anche aspettarsi una correttezza linguistica
è indice di "rigidità") [...].
Che il Signore faccia sentire loro che Lui è Padre e che a Lui piace la misericordia, la tenerezza, la
bontà, la mitezza, l'umiltà. E a tutti ci insegni (sic; vedi sopra)
a camminare nella Legge del Signore con questi atteggiamenti.»
Potrebbero sembrare quasi parole di
compassione e di misericordia, specialmente per via della chiusa
finale (veramente degna dello stile gesuitico), che rivolge una
preghiera perché codesti rigidi si ravvedano; ma, a ben guardare, è un discorso perfido, gonfio di rancore, che demonizza l'avversario; e
chi siano questi rigidi, e come egli li percepisca alla stregua di
avversari, se non addirittura di implacabili nemici, è fin tropo
chiaro, al punto che non c'è bisogno di dirlo.
Lui, almeno, non ha sentito il bisogno
di chiarirlo: e anche questo è un segnale. È l'ennesima bastonata
ai cattolici "tradizionalisti",lui che trova il modo di
lodare anche Pannella e Lutero.
Classico, poi, il ricorso alla parabola
del padre misericordioso, meglio nota come la parabola del figlio
prodigo, per individuare, nel fratello che non vuole entrare in casa
e fare festa anche luial ritorno del fratello che si era perduto, la
figura del cristiano "rigido", che si aggrappa alla Legge e
che si sente migliore per questo.
"Il Ritorno del Figliol Prodigo" di Edward John Poynter (1836 - 1919)
Insomma, papa Francesco vuol far
passare i cattolici che non sono d'accordo con il suo modo di
impostare il supremo Magistero, per dei farisei ipocriti, per degli
scribi che, come nel Giudaismo antico, si credono a posto con Dio
perché osservano la Legge, e intanto perdono di vista la cosa
essenziale: la Grazia del Signore, che è un dono gratuito di Lui.
Ma anche questo accostamento rivela un
atteggiamento malevolo e ingeneroso.Possibile che non si possa
pensarla diversamente da questo papa (il quale, a sua volta, dimostra
di pensarla diversamente da tanti altri papi, e su questioni
essenziali, come il santo Pio X, che condannò formalmente il
modernismo, tanto vicino al pensiero di Bergoglio), senza ricadere
nell'ipocrisia e nel formalismo farisaici, tanto deprecati – e
giustamente – da Gesù, nei racconti evangelici?
In realtà, nel giro di pochissime
frasi, il discorso di papa Francesco infilzatutta una serie di
spropositi teologici o di vere e proprie mistificazioni del pensiero
altrui. Ci limitiamo a segnalare quelli più evidenti:
‒ Non definisce cosa sia la
"rigidità"; e non fa la doverosa distinzione fra la
rigidità dei principi, che è semplicemente coerenza e talora,
sacrosanta intransigenza, e la rigidità del carattere, che è una
incapacità di relazionarsi con il prossimo e con la realtà esterna.
In questo modo, essa diventa una etichetta che si può attribuire a
chiunque, a propria discrezione.
Vedremo che lo stesso Gesù Cristo, per
certi aspetti, sapeva anche essere rigido, pur non essendo tale ma,
al contrario, capace di provare una profonda empatia con il
prossimo, fino al punto di commuoversi per i due sposi in difficoltà
alla festa di nozze, e piangere per la morte dell'amico Lazzaro.
‒ Di conseguenza, se la rigidità non
è, in se stessa, un dono di Dio, certamente lo sono, nelle
circostanze che lo richiedono, la fermezza, la saldezza incrollabile,
l'intransigenza su ciò che non può essere oggetto di negoziato, né
di compromesso.
Era una persona rigida, la madre dei
sette fratelli Maccabei che si fecero martirizzare davanti a lei,
sostenuti e spronati dalle sue parole, per non tradire la fede in
Dio?
Ed era rigido san Pietro, quando
respinse e maledisse Simon Mago, il quale voleva acquistare i doni
dello Spirito Santo, pagandoli in moneta?
Ed era rigido Giovanni il Battista,
allorché non desistette dal rimproverare Erode Antipa che conviveva
apertamente con la moglie di suo fratello? Certo, se fosse stato meno
rigido, avrebbe conservato la testa sul collo...
"Giovanni Battista rimprovera Erode", di Autore sconosciuto
‒ I "rigidi" sono definiti
o degli ipocriti, o dei malati: il che equivale a polemizzare con
essi. La domanda che ci facciamo è se un pastore possa o debba
entrare in polemica con le sue pecorelle.
Un insegnante laico, per esempio,
davanti a degli studenti che non capiscono la sua lezione, dovrebbe
domandarsi se, per caso, non sia stato abbastanza chiaro, e sforzarsi
di farsi capire meglio da tutti (e non solo da quelli che hanno
simpatia per lui, e per i quali egli stesso non nasconde la propria
simpatia).
Quello di polemizzare con chi non è
convinto di ciò che gli vien detto, o da chi non ha compreso, è
l'atteggiamento più facile, più banale, più egoico e meno adatto
al ruolo di chi vuole trasmettere la verità. Se è sbagliato e
inopportuno per un insegnante laico, per un maestro o un professore,
a maggior ragione lo è per un sacerdote; e più ancora se si tratta
di un vescovo, di un cardinale o del papa in persona.
Il papa è il pastore di tutte le
pecore, non solo di alcune, così come il presidente della Repubblica
è il rappresentante di tutti i cittadini, e non solo di quelli che
fanno riferimento alla sua parte politica.
Anzi, il papa dovrebbe stare al disopra
delle polemiche per un motivo molto più grande: perché non svolge
una funzione meramente rappresentativa e di garanzia, come quella del
presidente della Repubblica, ma anche una funzione direttiva.
‒ Si accusano i "rigidi" di
non saper camminare nella Legge del Signore, e si spiega questo
concetto affermando che essi "non sanno che cos'è la libertà
dei figli di Dio". Ecco un'affermazione strabiliante: la libertà
dei figli di Dio sarebbe, dunque, qualche cosa di simile alla libertà
del mondo profano, cioè il regolarsi a propria discrezione e fare
quel che si ritiene giusto, così, semplicemente?
Noi credevamo che la libertà dei figli
di Dio, per il cristiano, coincidesse con il fare la Sua Volontà.
Orbene, può darsi benissimo che, per fare la volontà di Dio, debba
essere necessario scontrarsi con lo spirito del mondo, con le sue
abitudini e con i suoi modi di pensare e di agire, ma questo equivale
ad essere rigidi?
Insomma: essere liberi, secondo la
nuova "street theology" (teologia da strada; ndt), significa che il
cristiano non deve più mostrare intransigenza su ciò che è
essenziale al Vangelo?
Ma non restiamo sul vago e facciamo un
esempio concreto. Il bollettino della arcidiocesi di Vienna, qualche
giorno fa, ha "sdoganato" il matrimonio gay e la famiglia
omosessuale: è indice di rigidità, dire che quella Chiesa sta
sbagliando in pieno e che sta tradendo la lettera e lo spirito del Vangelo?
E papa Francesco, che ce l'ha tanto con
i rigidi, e li chiama ipocriti e malati, non ha nulla da dire su quel
bollettino? Sta zitto perché lo approva, o perché teme di apparire
rigido?
‒ Alla rigidità, che non viene da
Dio, si contrappongono i doni che vengono da Lui:la misericordia, la
tenerezza, la bontà, la mitezza, l'umiltà.
Ma è una contrapposizione fasulla: il
cristiano può, e talvolta deve, essere sia mite che rigido; sia
umile quanto rigido, eccetera; viceversa, essere "umile" ed
essere "mite" non equivale in alcun modo a cedere o a
transigere sui principi del Vangelo; non è un segno di virtù se non
si accompagna alla saldezza e alla coerenza; non definisce il
carattere cristiano, se degenera in buonismo o in relativismo.
Dio stesso non può essere concepito e
presentato solo come Uno "a cui piacciono" (ma è un
linguaggio teologicamente terribile, quasi insopportabile) la
misericordia, la tenerezza, la bontà, la mitezza, l'umiltà; perché
tacere sulla Giustizia di Dio e contrapporla implicitamente a
queste altre qualità, equivale a falsificarne l'immagine.
Dio non sarebbe buono, se non fosse
anche giusto: sono le due facce della stessa medaglia. E "giusto"
(rigido?) non significa "crudele", perché l'anima che lo
rifiuta si condanna da sé; e a Dio non resta altro che di prendere
atto, con immenso dispiacere, che nulla è valso a redimere
quell'anima, la quale ha deciso di perdersi, nemmeno l'Incarnazione e
la Passione...
Ecco il video di cui si parla:
Per concludere, vorremmo porre qualche
domanda "scorretta" a tutti i buonisti e a tutti i non
rigidi che condividono il punto di vista di papa Francesco in questa
particolare omelia di Santa Marta:
Gesù era "rigido", quando
disse a san Pietro: "Lungi da Me, Satana! Tu mi sei di scandalo,
perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini"?(Mt.
16, 23; e Mc. 8, 33).
Gesù era "rigido" quando
diceva ai suoi discepoli, senza tanti fronzoli: "Se il mondo vi
odia, sappiate che prima di voi ha odiato Me. Se foste del mondo, il
mondo amerebbe ciò che è suo; ma Io vi ho scelti dal mondo, per
questo il mondo vi odia"?(Gv.
15, 18-19).
Gesù era "rigido" quando
maledisse il fico sterile: "Non nasca mai più frutto da te"?(Mt.
21,19).
Gesù era "rigido" quando
cacciò i venditori dal tempio, rovesciandone i banchi?(Mt.
21, 13).
Gesù era "rigido" quando
ammoniva: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti"?(Mt.
23, 13).
Gesù era "rigido" quando
disse al Padre: "Io prego per loro; non per il mondo"?(Gv.
17, 9).
E quando ammoniva: "Chi avrà
bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in eterno:
sarà reo di colpa eterna?(Mc.
3, 29).
Sì, cari buonisti, prendete nota: sarà
reo di colpa ETERNA...
Se i rigidi sono cattivi e ipocriti,
anche Gesù Cristo, dunque, era rigido?
Questi eventi sono accaduti dieci anni
fa, ma data la drammaticità in cui è precipitata la Chiesa con
l'attuale Pontefice,essi hanno soltanto precorso i tempi che stiamo
vivendo oggi.
I Preti della Nuova Chiesa
Dalla Comunità cattolica Corpus
Christi di Aliso Viejo, diocesi di Orange, California, il cui vescovo
è Tod D. Brown e il parroco Fred K. Bailey.
La messa Halloween sì!
La Messa Tridentina: no!
La "comunione" con i fedeli
in costume diabolico: sì!
La Comunione con i fedeli in ginocchio:
no!
La notizia ha avuto una larghissima
diffusione, grazie anche all'articolo diMaurizio Blondet (che
pubblico dopo queste righe; ndr) e, per ovvie ragioni, pure allo
stato scandalosamente miserevole di certe celebrazioni liturgiche
condotte da alcuni pseudo preti ed avallate da altrettanti pseudo
vescovi.
Non che la cosa sorprenda più di
tanto, poiché sfidiamo chiunque a dimostrare che ormai l'annuale
ricorrenza della Vigilia di Ognissanti non venga comunemente chiamata con il nome di «Halloween», in quasi tutte le nostre parrocchie.
Anche in Italia, quante sono le diocesi
che in questi ultimi anni possono vantare la totale assenza di ogni
richiamo ad «Halloween», alla fine di ottobre, in tutti gli ambienti
ecclesiali?
Nell'articolo di Blondet viene
riportato in parte il testo del volantino preparatorio di questa
celebrazione satanica; distribuito non da qualche burlone, ma dal
prevosto: ovviamente con la collaborazione del "consiglio
parrocchiale".
Una volta si diceva:
"Quos perdere vult, Deus dementat"
ossia: "Dio fa impazzire chi vuol perdere".
Non usiamo questa citazione solo per
l'evidenza della pazzia che ormai dominanelle menti e nei cuori dei preti della nuova Chiesa, ma anche per il fatto che essa aiuta
a chiarire un altro equivoco moderno:
Dio può anche decidere di far
"perdere" un'anima, se è questo che essa merita,e ciò
proprio in forza della Giustizia dell'Altissimo, che non toglie
assolutamente nulla alla Misericordia divina.
Di certo è che questo accade a tanti
prelati, preti e religiosi, che continuano a fare strame (ossia a
"massacrare" in senso figurato; ndr) della pastorale, della
liturgia e della dottrina della Chiesa Cattolica.
Ma, come si dice... al peggio non
v'è mai fine, e quindi ecco dell'altro in quest'angolo del "nuovo
mondo".
Questa pieve si trova nella diocesi di
Orange, in California, a capo della quale siede Tod D. Brown, a suo
tempo ordinato vescovo (?!).
Il vescovo Tod D. Brown
Costui è perfettamente in linea con
cose come quella qui segnalata: infatti, una delle sue più
importanti preoccupazioni pastorali consiste nell'osteggiare la
celebrazione della Messa Tridentina (documentarsi QUI; ndr), insieme al palese
disconoscimento delle prescrizioni liturgiche, a cui immeritatamente
appartiene.
Non sopporta, per esempio, che un
fedele si genufletta per ricevere la Comunione.
Il parroco Fred K. Bailey officia la Messa in "buona compagnia"!
Fred K. Bailey dice "messa"
la vigilia di Ognissanti con i parrocchiani in costume.Chi "guarda
le spalle" del prete? Il diavolo! Ed è ancora il diavolo che
canta inni nel corso di questa pseudo messa.
Ed è sempre il diavolo che
distribuisce quella che dovrebbe essere la Comunione, ma che
sicuramente è un semplice "niente" poiché si tratta di
una Messa invalida, con una consacrazione nulla.
Dio vede e provvede!
Per chi pensasse che noi esageriamo
parlando di "messa satanica",pubblichiamo
l'intercettazione di un colloquio tra Belzebù e un suo impiegato.
... non possiamo rivelare la nostra
fonte... ovviamente, ma assicuriamo gli scettici che si tratta di una
ricezione condotta sulla linea che collega l'Inferno con certe
diocesi qua e là nel mondo.
Certo che è solo per sdrammatizzare un po'!
Ma chi potrebbe mai negare che la
realtà vera non si discosta poi tanto da scherzose fantasie come
questa?
La "Messa" di Halloween: una
"Trovata" modernista!
di
Maurizio Blondet
Stati Uniti ‒ È accaduto nella
diocesi di Orange, California, nella parrocchia di Aliso Viejo
intitolata (ahimè) al Corpus Christi: i preti, giulivi, hanno
sollecitato i fedeli a presentarsi in chiesa mascherati per Halloween.
Ecco un passo del volantino d'invito,
intitolato:
"Lascia uscire il fanciullino che è in te"
«Per il giorno di All Hallows (festa
di Ognissanti; ndr) i parrocchiani sono invitati a venire alla Messa
in costume (sì, bambini ed adulti).
Inoltre, famiglie e singoli sono
esortati a preparare una zucca Fred O'Lantern (ved. QUI; ndr) da
disporre attorno all'altare. Speciali dolcetti (e pochissimi
scherzetti) saranno a disposizione dei giovani, e dei giovani nel
cuore, a tutte le Messe.
E in più, che cominci la domanda su
chi o cosa diventerà FKB (Fred K. Bailey è il parroco che, infatti, si maschererà da animale) alla fine
della Messa: io vi amo, voi mi amate.
Don Fred K. Bailey, dopo la Messa, travestito da "cane"
Anche se certe comunità ecclesiali
spaventano i loro membricon sciocche storie su Halloween che sarebbe
un culto del demonio e altre scemenze, noi cattolico-cristiani
comprendiamo che All-Hallows è il giorno di tutti i Santi, una
celebrazione di autunno che onora la nostra eredità spirituale.
Sicuri della Resurrezione di Gesù,
siamo capaci di prenderci gioco delle cose che un tempo ci
spaventavano. Il nostro Dio non è minacciato da vegetali scavati,anzi si rallegra di una famiglia parrocchiale che si riunisce per
adorare, divertirsi e folleggiare».
Il parroco Fred K. Bailey
Le fotografie della celebrazione
neo-liturgica parlano da sole. I fedeli con parrucche colorate
ingoiano l'Ostia come fosse una caramella o una pasticca, mandandola
giù con un sorso di Coke; c'è persino una tizia mascherata da
diavolo che distribuisce la Comunione.
La diocesi di Orange ‒ 2,7 milioni di
abitanti, un quarto dei quali cattolici ‒ è alla avanguardia nella
neo-religione «cattolica».
Il vescovo Tod Brown ha fermamente vietato la celebrazione della Messa tridentina, che i parrocchiani di
Saint Mary by the Sea (Huntington Beach) avevano ottenuto per
indulto, e a cui partecipavano la domenica (unico giorno ammesso)
oltre trecento persone.
Ciò, malgrado una petizione con 1.200
firme a favore della vecchia Messa in latino.
I parrocchiani di Saint Mary sono stati
diffidati, dal "santo" prelato, di inginocchiarsi
all'Angelus, come pare avessero l'abitudine di fare da trent'anni;
con tanto di accuse di «grave disobbedienza e peccato mortale» se
si fossero ostinati a genuflettersi.
Una sessantina di cattolici ancor più
tenaci sono stati costretti, tramite lettera, a lasciare la parrocchia anzi, meglio, la diocesi stessa. Il motivo addotto: il vescovo non
voleva che il rito fosse «profanato da gesti anomali che esulano
dalla norma liturgica».
Evidentemente, la Messa-Halloween con i
coristi mascherati da diavoli ne è, invece, coerente. Lo
spirito del Concilio (Vaticano II; ndr) ‒ e del progresso ‒ non
si ferma davanti a nulla.
Qui il video
della Messa blasfema e come il «sacerdote» al termine (come da foto sopra; ndr), lasciandosi andare ad un discorso improbabile, si
travesta da cane per impartire la benedizione.
"Lutero brucia la Bolla papale di Scomunica" di Paul Thumann (1834 - 1903)
Bergoglio, nel giorno della Madonna di
Fatima (oscurata), fa entrare trionfalmente in Vaticano la statua di
Lutero, il più grande eretico, come un «Santo».
E per la notte di
Halloween (31 ottobre)
prepara uno «scherzetto» contro la Chiesa
Cattolica.
Nel 2017 siamo a 500 anni dallo scisma
protestante (che segna la fine dell'unità spirituale dell'Europa) e
a 100 anni dalle apparizioni di Fatima, il più grande evento
profetico della storia della Chiesa.
Lutero è all'origine di quel
soggettivismo da cui – come insegna Jacques Maritain – sono nate
poi le filosofie e le ideologie che abbiamo sperimentato nei tempi
moderni.
Invece le apparizioni di Fatima –
dove la Madonna preannuncia la rivoluzione bolscevica in Russia, le
persecuzioni comuniste e la seconda guerra mondiale – misero in
guardia proprio dalle conseguenze apocalittiche di quelle ideologie
contro Dio.
C'è dunque un misterioso antagonismo
fra i due eventi. In questi giorni si ricordano le loro date
fondamentali: il 31 ottobre è il giorno di Lutero, mentre –
all'inverso – il 13 ottobre è il giorno di Maria.
Il 31 ottobre 1517 Lutero affisse le
sue 95 tesi al portone della cattedrale di Wittemberg. Il 13 ottobre
1917, davanti a 70 mila persone, la Madonna dette il clamoroso segno
che aveva preannunciato ai tre pastorelli nei mesi precedenti, il
segno che la stampa laica portoghese pretendeva.
Fatima: il Miracolo del Sole
La Donna vestita di Sole
I giornalisti presenti quel 13 ottobre
a Fatima restarono di sasso. Ricordo – per tutti – Avelino de
Almeida, direttore responsabile del quotidiano «O Seculo», di
Lisbona, il più diffuso e il più laico. Si era recato di persona,
quel giorno, nelle sperdute campagne di Fatima, per riferire il
fallimento di quell'imbroglio clericale.
Al contrario, il 15 ottobre si trovò a
firmare un articolo che fin dal titolo diceva ben altro:"Cose
straordinarie! Come il sole ha danzato a mezzogiorno a Fatima".
Proprio per quell'evento la Chiesa
riconobbe subito le apparizioni (e le profezie della Madonna si sono
puntualmente verificate).
Ma in Vaticano la ricorrenza del
«miracolo del sole» quest'anno è stata dimenticata da papa
Bergoglio che invece il 31 ottobre prossimo si recherà in Svezia, a
Lund, proprio per festeggiare con i luterani i 500 anni dello scisma
di Lutero.
La signora Antje Jackelen - Arcivescovo e Primate della Chiesa luterana svedese - contraccambierà l'accoglienza tributatale da Bergoglio il 4 maggio 2015.
Benedetto XVI, quattro anni fa, aveva
fatto sapere che non sarebbe andato perché "per la Chiesa
Cattolica non c'è nulla da festeggiare".
Invece Bergoglio va. Già la sua scelta
ha lasciato perplessi molti cattolici (ancor più preoccupati per le
«concessioni» teologiche che Bergoglio lassù potrebbe fare), ma ha
sollevato un vespaio di proteste, nel web, anche la scelta di
Bergoglio, che giovedì scorso, 13 ottobre – mentre dimenticava il
«miracolo del sole», avvenuto a Fatima – ha fatto entrare in
Vaticano, ad un'udienza, addirittura una statua di Lutero.
È pur vero che a quell'udienza erano
presenti anche dei protestanti, ma la portata simbolica di
quell'ingresso, in pompa magna, di Lutero in Vaticano (dove peraltro
il suo ritratto campeggiava accanto a quello di Bergoglio) ha
suscitato un vero scandalo.Anche perché – appunto – è avvenuto
proprio nel giorno della Madonna di Fatima, che invece è stata del
tutto ignorata.
Lutero nemico della Fede
Oltretutto la statua di Lutero è pure
una contraddizione. Infatti i protestanti si caratterizzarono per la
lotta durissima contro le raffigurazioni sacre:
"Proprio a Lund, dove Francesco si
recherà", ha ricordato Vittorio Messori"tutte le chiese
furono rase al suolo, tranne la cattedrale, pur ovviamente denudata
di ogni decorazione, all'uso riformato. Le pietre degli edifici
cattolici abbattuti furono impiegate per le fortificazioni e la cinta
muraria della città".
Ovviamente è naturale e giusto che
oggi vi sia un fraterno dialogo fra cattolici e protestanti, ma il
problema è proprio il personaggio Lutero celebrato in quella statua
come un santo.
C'era bisogno di questo gesto simbolico
che sembra una sorta di «canonizzazione», oltretutto in
sostituzione della celebrazione della Madonna?
È giusto che gli studiosi si occupino
di Lutero, ma esaltarlo come un santo, in Vaticano, da parte del papa
fa scandalo nel popolo cristiano.
La Chiesa ha sempre definito Lutero
«eretico e scismatico» e lo ha scomunicato il 3 gennaio 1521.
Peraltro egli è il protagonista di una delle svolte più tragiche
(forse la più tragica) della storia cristiana.
Le 95 "Tesi" fatte affiggere da Lutero sul portale della chiesa di Wittenberg, il 31 ottobre 1517, festa di Halloween.
Il grande storico Henri Pirenne,
ricordato da Messori, ha scritto:
"Il luteranesimo, in gran parte
dei Paesi che lo accettarono, fu imposto con la forza dai principi e
dai nobili che concupivano i beni della Chiesa e non parve loro vero
di poterli sequestrare.
La convinzione religiosa ha avuto un
ruolo assai modesto nella espansione della nuova fede. Gli adepti
sinceri , convinti e disinteressati, almeno all'inizio, erano assai
pochi. Imposto d'autorità e accettato per obbedienza esso ha
proceduto per annessione, spesso forzata".
Da questo scisma, fra l'altro,
divamparono le tragiche guerre di religione: "Tutta l'acqua
dell'Elba non potrebbe fornire lacrime sufficienti a piangere i
disastri della Riforma: il male è senza rimedio", ebbe a
scrivere Melantone, il più stretto collaboratore di Lutero.
Del resto Lutero è quello che si
riprometteva di «strappar la lingua al papa e infilarlo alla forca
con tutta la plebaglia che lo idolatra».
È il Lutero che tuonava così:"Io
dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassinii
e gli adulteri, sono meno malvagi di quella abominazione che è la
Messa papista."
C'è poi il Lutero delle pesantissime
invettive contro gli ebrei (nel 1543 pubblicò "Degli ebrei e
delle loro menzogne") che tanto ha fatto discutere in Germania.
Infine Lutero è quello delle invettive
contro la ragioneche sarebbe – a suo dire –«cieca, sorda,
stolta, empia e sacrilega», essa – per lui – è addirittura «la
più grande prostituta al servizio del diavolo».
Questo – è stato osservato –
conduce diritti al fondamentalismo e infatti un insigne sociologo
protestante, Jean-Paul Willaime, scrive: «il protestantesimo è un
fondamentalismo» (da qui – ha notato Massimo Introvigne – viene
infine pure l'assolutismo).
Ecco perché san Pio X, nella
«Pascendi», scriveva che "l'errore dei protestanti fu il primo
a muovere il passo".
Bergoglio fan di Lutero
Immagine tratta dal sito (consigliato) di Cesare Baronio, QUI.
Non si capisce invece come il suo attuale successore, Bergoglio, abbia potutoribaltare tutto quello
che la Chiesa ha sempre affermato:
"Nell'ultima delle sue conferenze
stampa volanti, di ritorno dall'Armenia, ha tessuto l'elogio di
Lutero. Ha detto che era animato dalle migliori intenzioni e che la
sua riforma fu «una medicina per la Chiesa», sorvolando sulle
divergenze dogmatiche essenziali" (Sandro Magister).
Non c'è spiegazione. Tranne quella che
già Paolo VI aveva intravisto,parlandone con Jean Guitton:
"All'interno del cattolicesimo
sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può
avvenire che questo pensiero non cattolico dentro al
cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà
mai il pensiero della Chiesa".
Paolo VI non poteva immaginare che quel
«pensiero non cattolico»potesse arrivare addirittura al vertice
della Chiesa.
Dove è stato spinto da forti correnti
teologiche e clericali interne. Ma ci sono anche gruppi di potere
esterni alla Chiesa che da decenni caldeggiano la conversione del
Vaticano all'ideologia «politically correct».
Proprio in questi giorni da Wikileaks
scopriamo che importanti personalità del mondo democratico Usa (al
potere con Obama e Clinton) discutevano nel 2012 di come «piantare i
semi di una rivoluzione» dentro la Chiesa, ovviamente per sostenere
i soliti temi «progressisti» (ecologia, sessualità, emigrazione).
L'anno dopo, nel 2013, nella Chiesa si
ha l'enigmatica rinuncia di Benedetto XVI– combattuto da tutti i
media e i poteri del mondo – e l'arrivo di Bergoglio, osannato da
tutti i media e i poteri laicisti.
Qualcuno pensa che la chiave di questi
eventi – relativi ai «due papi» – stia proprio nell'enigmatica
visione del Terzo Segreto di Fatima:suor Lucia parla di «un vescovo
vestito di bianco» e dopo vede «il Santo Padre, mezzo tremulo» che
attraversa una città distrutta «con passo vacillante, afflitto di
dolore e di pena».
Antonio Socci
Da «Libero», 16 ottobre 2016, pubblicato anche QUI.
Post Scriptum di Sebirblu
Vi riporto, gentili Lettori, un
commento scritto da Luigi Rmv, a proposito di questo «scempio
bergoglionesco» che si «consumerà»,guarda caso, proprio in
concomitanza della festa più satanica dell'anno:
"Alquanto sinistra è la
coincidenza con la festa di Halloween celebrata dai satanisti di
tutto il mondo come il capodanno del diavolo.
Indubbiamente un bel colpo messo a
segno dal maligno: spingere dolcemente la Chiesa cattolica ad
avvicinarsi ai protestanti nella notte a lui dedicata.
Si è fatto un dono!
Costui, piano piano, mediante la
dolcezza, il dialogo, l'ecumenismo, la riconciliazione, la
misericordia e il senso di colpa per quei "confratelli buoni"
ingiustamente esclusi, e naturalmente con rinunce,
riconoscimenti e mea culpa da parte della sola Chiesa cattolica, che
a causa di quei cattivacci dei dottori della legge, i quali per duemila
anni l'hanno guidata, ha causato l'emersione del grande Lutero...
Uno scandalo si deve rimediare:
rinunciamo a tutti i motivi di divisione, tanto paghiamo noi...
Egli "non fa i coperchi", è
vero, ma appena ci allontaniamo da Gesù ci mangia in un sol boccone
e di danni ne fa parecchi.
Sono fermamente convinto che il Signore
stia consentendo tutto questo ‒ ed altro ancora dovremo vedere ‒
perché è l'unico modo per espellere il tumore modernista e
ricominciare da capo.
Troppo subdolo e radicato è il
modernismo con cui (Satana) sta guidando la Chiesa: i suoi
sostenitori potranno accorgersene soltanto guidandola e portandola a
schiantarsi contro un muro.
Solo allora capiranno.
Noi, figli di Adamo, dobbiamo spesso
battere la testa e farci molto male per capire, e più siamo
«capoccioni», o «duri di cervice», e più le botte devono essere
forti per poter rinsavire.
Nel nostro caso ne usciremo vivi perché
Gesù lo ha promesso, ma la tribolazione è già aspra e aumenterà.
Chissà se il Papa si metterà il
cappello da streghetta e dirà «dolcetto o scherzetto?» per
compiacere i figli dei fratelli protestanti, ed essere alla moda!"