Sebirblu, 9 maggio 2026
Sebbene i nostri giorni terreni siano giunti ad un'imminente "Mietitura spirituale", ved. QUI, QUI, QUI e QUI, provo ancora a riversare in qualche anima adatta, ossia in un terreno già sufficientemente pronto, la linfa vitale di cui necessita per produrre, almeno in quest'ultima ora, qualche frutto saporoso per sé e per gli altri.
Non è facile nel deserto attuale della Terra, divenuto arido e insidioso per mano dei servi di Lucifero, trovare piccole oasi ristoratrici e polle d'acqua sorgiva. Per tutto ciò, riporto due splendidi messaggi ultrafànici, provenienti dai piani altissimi (ved. QUI), che sicuramente nutriranno i pochi ma GIUSTI disposti a cibarsene.
Prima di presentarli però è necessario che io faccia una premessa in quanto, nel frattempo, è avvenuto qualcosa di imprevisto. In altre occasioni, nel corso dei miei scritti, avevo detto che negli anni passati eravamo stati guidati, io e il gruppo di cui facevo parte, da un Entele (ved. QUI e al post scriptum QUI). Si tratta di un'entità altissima avente per missione l'insegnamento cristico, peculiare proprio alle pure intelligenze di quella dimensione.
Ebbene, ieri sera mi è arrivata l'ispirazione di cercare qualche ammaestramento passato di tale Guida, sotto una "spinta" notevole, tanto da intravedere il suo sollecito invito all'azione con l'indurmi alla domanda: "Sei tu che mi indirizzi?"
Così, ho estratto da un faldone, "a caso", un suo intervento avvenuto ben 48 anni fa, che iniziava in modo abbastanza drammatico, stigmatizzando i tempi bui di quel periodo.
Con un po' di perplessità e incertezza ‒ non per l'attinenza ai nostri giorni attuali forse peggiori di allora, bensì per l'apparente distonia con il messaggio successivo scelto ‒ ho deciso di lasciare in sospeso il foglio sul tavolo per andare a coricarmi.
Stamane nel dormiveglia, ripensando a quell'anno (1978), m'è giunto il pensiero che forse il "ponte" per collegare le due ricezioni sarebbe stato quello di verificare se davvero quei tempi si riferissero ai famosi "anni di piombo" culminati con l'uccisione di Aldo Moro, uno dei politici più "scomodi" per il "Deep State", cioè dei Poteri occulti dominanti il pianeta.
Subito dopo, e prima di far colazione, ho avuto conferma tramite una rapida ricerca (perché ormai la mia memoria "fa le bizze") che erano davvero stati quelli gli anni oscuri per noi... e non è tutto!... Ho appreso pure che proprio oggi ricorre il triste anniversario dell'assassinio e del ritrovamento del corpo ormai senza vita del grande statista, in via Caetani a Roma, il 9 maggio 1978.
Ecco quindi l'analogia cronologica che mi permette di esporre, senza discrepanza alcuna il messaggio a seguire, e il consecutivo, in quanto diretti da una Volontà superiore, atta a definire la pericolosità dei due archi temporali di allora e di adesso, con lo scopo di correggere urgentemente la singola posizione spirituale in rapporto alla Legge eterna di Dio.
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Venerdì, 14 aprile 1978
«Io vi saluto, anime care...
il sangue chiama sangue e l'odio imperversa sulla vostra Terra in contrapposizione all'amore; Amore che vi è stato impartito con l'Esempio dal Cristo e che di continuo vi viene erogato dal Padre. Ma gli umani non hanno orecchie per questa musica, per questa Armonia che viene dall'Alto e così, chiusi nel loro egoismo, cercano con la violenza di avvantaggiarsi, di prevaricare, di sommergere il fratello!
Voi dite: ‒ "Perché questo scempio? Perché questo odio? Chi lo genera? Perché si produce?" ‒ Miei cari, l'odio è sempre l'effetto di una causa, quindi diventa una legge contraria all'Amore stesso.
Gli animi esacerbati da dolori, angosce, umiliazioni e violenze, non avendo un sicuro appiglio spirituale, non sapendo immergersi nell'«arte» più bella (di saper amare) brancolano nel buio, i loro occhi restano iniettati di sangue e con le mani adunche cercano altro sangue, e fiumi di sangue vengono versati sulla Terra.
"Cosa potremo fare noi?" ‒ chiedete. Ognuno può espletare quella parte che gli compete, senza dubbio, nessuno può con orgoglio dire: "Io riesco a domare la Terra", poiché il mondo è già stato vinto dal Cristo. Egli disse infatti: "Io ho vinto il mondo" ma allora a noi ‒ direte voi ‒ cosa resta da fare? Questo è il problema!...
Ognuno deve attenersi alla Legge di Dio che è immutabile nel Tempo, che trascende il Tempo. Poiché fa parte dello Stesso e quindi Increata. Dio è Legge, perciò seguire la Legge di Dio è seguire Dio.
Attenersi ad essa significa innanzitutto Amare il Padre con tutte le proprie forze, con i pensieri, con le parole, con le opere e questo Amore lega l'uomo al Divino Genitore con un filo indistruttibile!
Ecco la prima ancora di salvezza! È naturale che chi si allontana da questa unione ingrossa le file del Maligno... molte volte, però, questo è dovuto alla non conoscenza. È sbandato l'essere e si stacca dalla Luce perché non ne conosce il dolce tepore... e va verso le Tenebre.
Ma dopo aver toccato il fondo potrà ancora, alzando il capo, scorgere la Luce e, contrito, si trasformerà avendo sperimentato, a sue spese, la parte più infima della materia. Solo così avrà la possibilità di rinnovarsi, prendendo coscienza, e illuminare poi a sua volta gli altri. Diventerà ardente fra i proseliti che seguono la Via del Bene, della Pace e dell'Armonia.
Intanto, la violenza dilaga e voi stasera, in unione col Padre, avete emesso i vostri pensieri che, sulle ali del prana (energia eterica vitale che permea tutto l'Universo), giungono ai punti più remoti della Terra dove questa grande scoria alligna, invade e appesta brutalmente, travolgendolo, il fratello indifeso ed oltraggiato.
Il vostro pensiero, se animicamente angosciato e proteso verso il Bene (ved. QUI, la seconda Voce), arriva a destinazione e blocca la mano caina, il desiderio di vendetta; lenisce il rancore che conturba l'animo e rallenta la furia omicida.
Ma è la vostra espressione d'Amore che fa tutto questo! È l'immensa Potenza che il Padre dà a voi come manifestazione di una delle Sue prerogative. Voi sapete già (ved. QUI; ndr) quali sono: Potenza, Sapienza e Amore.
Voi umani con l'Amore potreste smuovere le montagne (avendo una fede anche minima: Mt 17, 20) poiché è quella Leva di potenza eccezionale di cui ancora non conoscete l'uso. Lo intendete in senso egoistico e ricettivo, in bene che vi viene dagli altri; consideratelo invece come "donazione assoluta di voi stessi" verso i fratelli e di conseguenza verso l'Altissimo.
Solo annullandovi così amerete veramente! Per l'uomo ciò è difficile, poiché le passioni traggono in inganno e l'amore lo percepite come scambio dilettevole di passioni, di doni, sorrisi e affetti, ma ciò avverrà ugualmente se la vostra proiezione è disinteressata verso tutti i fratelli, senza alcuna distinzione di sesso e di razza perché, automaticamente, l'Amore che date vi ritornerà come altrettanto Amore.
Le energie amorevoli che proiettate nel "finito" (l'ambiente circoscritto alla materia) ritornano potenziate dall'Eterno poiché Egli legge nei cuori e conosce i motivi, le ansie del vostro animo per le sofferenze altrui.
Vi esorto quindi, come tante altre volte, ad operare d'Amore divino affinché questo possa accrescersi di pensiero in pensiero, ingigantirsi e regnare sulla Terra come contrasto al Male, che così potrà rimanere bloccato e incatenato per migliaia d'anni.
Sappiate leggere fra le righe di questo mio ammaestramento perché la sostanza sta nascosta.
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Ed ecco la seconda Voce se possibile ancor più alta della prima (ved. QUI):
«Senza la fede tutto il vivere diventa aspro. Lo è maggiormente per coloro che la posseggono già, in quanto tale forza non è quella insegnata, tramandata per rito, ma è quel potere basilare che varia da individuo a individuo, che nell'uno può chiamarsi fede scientifica, nell'altro fede idealista, in un altro ancora fede ristretta al dinamismo delle cose, per arrivare infine a quella Potenza che è Fede sostanziale.
Questa ha "occhi" profondi, occhi che scrutano nell'Io più intimo e al di fuori, che vedono i moti interiori del vivere. Con questi occhi si vede la maschera umana, quella copertura che talvolta può essere ironica, o spasmodica, severa, dolorante, ambigua, grifagna, mefistofelica. La fede è un innesto necessario affinché l'uomo possa con energia superare le fatiche della vita terrena.
Nessuno può dire: "Non ho fede". Non si tratta di fede religiosa, bensì di una forza innestata nell'essere, che si esplica a seconda della condizione e delle aspirazioni che questi ha in sé. Esaminiamo chi dedica la vita allo studio delle filosofie.
Costui pone per fondamento la fede, ed è talmente convinto nelle sue definizioni, nelle meticolosità del pensiero, che al di fuori di queste, per lui, non v'è altra via per ascendere e per giungere alla conoscenza.
Se viceversa, lo studioso ha volto la sua intelligenza alle cose scientifiche, anche qui la fede primeggia: essa fa parte dei suoi esperimenti, siede sovrana su ogni risultato. L'uomo è felice di aver superato gli scogli tramite questa, che egli chiama "scienza".
V'è anche un altro tipo di fede ed è quella religiosa. L'essere non ha tranquillità se non segue il rito, le pratiche, se non si prostra davanti ad una icona, e quando ottiene dei risultati positivi sa che tutto ciò è dovuto alla sua fede.
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Mieczysław Reyzner (1902) |
È vano quindi dire che il mondo può reggersi senza questa forza. Se essa non esistesse l'uomo la dovrebbe creare mediante la sua stessa suggestione. Non v'è capacità intellettiva senza luce, ed è proprio questa luce l'Armonia Infinita che si diffonde sugli umani e che dice:
"Mi chiamo Speranza, sono nata dalla Fede, porto a te il mio grande contributo che è quello di sostenerti e di farti credere in ciò che è la Realtà del tuo presente, in quella che sarà la Realtà del tuo domani; prosegui sempre, non volgerti, Io vado avanti a te, ti traccio la via".
E lungo il sentiero della Speranza ecco che fiorisce la Carità (o l'Amore). L'uomo che attraverso la Fede e la Speranza ottiene i grandi risultati, sa che avere al fianco "Madonna Carità" è necessario, perché insieme ad Essa va negli antri oscuri, dove la miseria geme in doppia mostra: morale e materiale.
Questa "Nobile Signora" passa silenziosa, lenisce con grazia il dolore altrui, e se ne va nel silenzio dei Cieli, trascinando con sé l'anima umana.
Ecco: voi potete giungere al "Porto" facendo questo sentiero senza volgervi.
È l'umanità pronta a ricevere la Scintilla vivificatrice? Sembra che talvolta l'umanità fiaccata e percossa sia pronta ad accogliere la Luce, poi un'oscillazione fa pensare che retroceda, eppure essa cammina senza rendersene conto.
È un percorso di Legge, un moto che è al di fuori del progresso dell'umanità, un Moto Sostanziale che abbraccia tutti indistintamente, che porterà, volenti e nolenti, al Vero, all'Unica Meta. Voi la pensate sovente questa Meta, perché ormai la vivete in voi stessi, sia nel vostro pensiero, che nel vostro iter quotidiano; essa è radiosa, piena di Luce... aspetta voi... vi aspetta da sempre.
E voi subirete la Trasformazione senza scosse, senza sussulti, perché vi siete preparati, perché assorbite in voi lo Spirito che anima tutte le forme e tutte le cose. Distinguo: le forme per ciò che riguarda gli esseri intelligenti; le cose per ciò che è stato formato ab eterno. E il palpito sostanziale della vita aleggia ovunque.
Molti mormorano che la vita è un peso: quelli che hanno fede non osano dirlo, si sottomettono, si rassegnano. Questo non è contemplato nella Legge Eterna, l'essere dev'essere conscio di ciò che è, e che cos'è la vita in sé e per sé. La vita è un dono.
Voi avete ricevuto lo stesso dono di tutti, vi distinguete per Conoscenza. È dono anche quando il dolore preme su voi e sugli altri. E sapete se è veramente dolore, nel senso di reazione cruenta, o è la Legge necessaria che viene incontro all'umanità scegliendo la via della manifestazione?
Sì, amici Miei, il dolore è la magnifica espressione della vita di tempo, esso irradia come sole, si trasforma lentamente, diventa la luminosità gioiosa del vostro futuro, se futuro può essere definito l'eterno presente. E questo eterno presente canta in voi la perpetua armonia con tutte le sue note, dalla fatica al raccolto. (Ved. QUI; ndr).
Voi siete nella fatica, il raccolto lo avete già pronto, lo preparate in continuità, e allora perché avere dell'ansia, perché temere, perché essere dubbiosi? Di quale dubbio? Se qualcuno ancora è dolorosamente fasciato, cerchi di sciogliersi.
Quando l'incertezza rimane un'attività dell'io, la potete accogliere trasformandola gradualmente, se invece è per voi sosta, liberatevene, è un seme che non matura. L'umanità guarderà ancora con occhi strani al movimento dello Spirito, eppure esso aleggia precisamente là dove la materia si è indurita, dove l'uomo è arbitro delle sue azioni.
Una grande separazione: la Legge da un lato, l'arbitrio dall'altro, entrambe queste due correnti affiancano l'uomo e lo trasportano, come vi ho detto, mediante dei passi sincronici verso la sua radiosità ultima, ultima per quanto riguarda il suo permanere nel tempo, in realtà non è che metamorfosi, un nuovo stato, non un altro mondo, non l'aldilà, una nuova dimensione: ricordatelo!»
Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it
Fonte prima: appunti personali.

















