martedì 16 aprile 2019

Adatto solo per i Fervidi Amanti delle Altezze




Sebirblu, 16 aprile 2019

Proprio come ho espresso nel titolo, il testo che segue è indirizzato soltanto a coloro che con tutto il cuore e in assoluta purezza d'animo sono alla ricerca di risposte e di Conoscenza vera.

Purtroppo, i tempi che stiamo vivendo non aiutano di certo la presa di coscienza, né ci si può aspettare che le indicazioni arrivino dalle cattedre giuste.

I falsi richiami si moltiplicano nel mondo come specchietti per le allodole e l'umanità intera ha perso l'orientamento senza sapere dove andare.

Solo lo Spirito potrebbe salvarla da naufragio sicuro, ma la sua Voce non viene udita, soffocata dagli allettamenti delle sirene e dal fragore della tempesta.




Eppure al "Porto" bisogna ritornare! E quando tutto sembra perduto... ecco che dai cieli  oscuri  arriva  un  raggio  provvidenziale  che  raggiunge  le  anime  in  pericolo.

Persino  la barca di Pietro  è  alla deriva!  Questo  antico  punto  di  riferimento  che  le folle per millenni hanno seguito, si è tramutato in scoglio minaccioso che insidia maggiormente  il  loro navigare.

Ma tutto ciò era scritto... e lo Spirito soffia dove vuole...




...e la Nuova Chiesa avanza...

"E Gesù allora, vedendo la madre sua e accanto a lei il discepolo prediletto, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese con sé." (Gv. 19,26)

Questa è la seconda espressione (di sette) pronunciata dal Cristo sulla Croce e determinante  per  iniziare  a  spiegare  quello  che  oggi  sta  succedendo nella  Chiesa di Roma.

Ebbene, ad una prima analisi, risulta molto strano il modo usato da Gesù per rivolgersi a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» e sembra addirittura irrispettoso, ma i giudizi affrettati spesso ingannano perché il valore sostanziale è altissimo.

Emerge  infatti  con  estrema  chiarezza  il  rapporto esistente  fra  Divinità e Creatura, non tra Figlio e Madre, esattamente come avvenne al Tempio quando, da pargolo, Gesù insegnava ai Dottori della Legge e apostrofò alla stessa maniera sua Madre, sopraggiunta trafelata con Giuseppe perché lo stavano cercando.

(Altro che "scappatella" di Gesù, come dichiarato dal Falso Profeta! Ved. QUI, lo sproposito detto, insieme ad altri ancora più madornali QUI, QUI e QUI). 


(Autore non rintracciato)

Sono proprio questi aspetti, che non vengono considerati, a sollevare i veli su una centralità sconosciuta e talvolta anche negata dagli stolti, che viene però scoperta solo dai semplici, dagli insignificanti, da coloro che il mondo ignora...

"Ti ringrazio Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai grandi e ai sapienti e le hai fatte conoscere ai piccoli." (Mt. 11,25)

Nell'ora  attuale,  le questioni religiose,  ancora presentate col linguaggio  prestabilito e la forma mentale ereditata da secoli di tradizioni rigide e dormienti, vengono semplicemente  accantonate  fuori  dalla  vita.

Ma Cristo resta vivo nel mondo, e l'attuale sistema di liquidarlo senza farlo conoscere in profondità alle masse è il tentativo estremo di una Chiesa in disfacimento ormai preda del Maligno che, sfidandolo, vuole trascinare con sé il maggior numero possibile di "fedeli".

Il pericolo è grande, se persino il conduttore di una Radio Mariana diffusa in tutto il mondo si "arrampica sui vetri" pur di assecondare questo pontificato e i suoi compromessi con il mondo!

E lo stesso vale per il Predicatore ufficiale della Santa Sede quando asserisce, per compiacere le altre correnti religiose, che il culto dato a Maria è "talvolta esagerato e sconsiderato"! (Ved. QUI, l'articolo di A. Socci).


Il Tradimento di Giuda di Sir Anthony Van Dyck  (1599 - 1641)

Dice Pietro Ubaldi di avere "la sensazione d'essere come un novello Diogene che va per il mondo con la lanterna, tra i Cristiani, cercando chi segue il Cristo."

(Per sapere chi è il personaggio, QUI e QUI.  Ma il suo nome è pure sulle etichette). 

E aggiunge:

"I superficiali si offenderanno di questo linguaggio che disturba gli accomodamenti, ma i più maturi sentiranno dietro la critica l'ansia di una rivalorizzazione del Cristianesimo in un momento di crisi in cui è necessario ma difficile correre, perché si è gravati da tante ormai insopportabili sovrastrutture medioevali.

Oggi il gregge è diverso. Il mondo si è messo a pensare e vuole capire. La fede non serve per questo, anzi la si usa per proibire l'approfondimento cristico come se ciò fosse una colpa. Allora si fa di tutto un fascio: fede, religione, misteri, perché in questo momento l'incomprensibile non serve alla vita che ha di fronte altri problemi da risolvere.

E visto che le masse, assecondate dalla Chiesa, si sono adattate ad una religione comoda e non sono disposte a rinunciarvi, l'autorità si è abituata a comandare e i fedeli a ridurre al minimo il lavoro interiore, evitando la fatica di riflettere.

Così ciascuno soddisfa il suo desiderio ed è tutt'altro che disposto a cambiare e a fare sacrifici per prendere la spiritualità sul serio.

Una consapevolezza vera, con un Dio presente sempre ed implicante una continua condotta ad Esso relativa, è un peso che non si accetta più e col tempo è diventato addirittura un modo incomprensibile di concepire l'esistenza.

Di fronte ad una Conoscenza sostanziale la massa dei cristiani si è accomodata in un materialismo religioso che in pratica vale quanto essere atei.

Il culto è diventato ambientalismo, politica dell'accoglimento, problema finanziario, azione sociale, autorità, potere temporale; la spiritualità è la cosa di cui meno si parla.

Tutto ciò può dare un'illusione di forza, perché oggi la parte terrena è in auge. Ma così, la Chiesa tradisce il suo mandato, poiché si trova al polo opposto del potere spirituale di Cristo, proprio dalla parte del mondo che Egli più condannò."


Harry Anderson

Ma ritornando alle parole di Gesù sulla Croce e al mandato trasmesso a sua Madre Maria e a Giovanni, viene ad essere svelato il dono più grande che Dio-Amore abbia potuto offrire al genere umano dopo la Caduta iniziale. (Cfr. QUI e QUI).

Alla Vergine in quell'attimo solenne venne affidata l'intera Umanità (rappresentata da Giovanni) della quale diventava la Madre spirituale, mentre il discepolo che sarebbe dovuto "rimanere" nel mondo fino alla Sua Seconda Venuta (Gv. 21, 21-22), ricevette in eredità Maria affinché se ne prendesse cura e la amasse con devozione filiale.

Ora, siccome il termine "chiesa" significa assemblea, riunione, comunità di fedeli, Maria ne è la Madre, dunque è Madre della Chiesa di Cristo, proprio per espresso desiderio di Gesù.

Ma quale tipo di "chiesa" auspicava il Cristo? Egli lo spiega chiaramente alla donna samaritana incontrata al pozzo di Sichem (cfr. QUI) e alla quale aveva chiesto dell'acqua. In Giovanni (cap. 4,1-30) troviamo la frase emblematica:

"Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in Spirito e Verità». (Gv. 4, 23-24).


Simon Dewey

Dunque, la chiesa voluta dal Cristo non è certamente quella che per circa duemila anni è andata sempre più compromettendosi scendendo a patti con "Mammona" (denaro e potere) e irrigidendosi nei dogmi e nei riti, bensì quella umile e povera esemplificata da Francesco d'Assisi! (Cfr. anche QUI).

E men che meno il Divino Maestro desidera quella di oggi, con a capo colui che ha osato assumere il nome del santo fraticello e addirittura appropriarsi del «Laudato si'» con un'enciclica impertinente ed estranea al suo ruolo!

D'altra parte, già dai tempi della Sua ineffabile Risurrezione, il Volere supremo si offre all'occhio attento di chiunque aneli realmente alla Luce e alla Verità.

Il Vangelo di Giovanni riporta che sia lui che Pietro corsero al luogo di sepoltura non appena seppero che Gesù era risorto:


Simon Dewey

"Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra vi era stata ribaltata.

Corse dunque e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».

Uscì perciò Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono alla tomba. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro fu più veloce di Pietro e vi giunse per primo. Chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nell'avello e vide le fasce al suolo, e il sudario che gli era stato posto sul capo non vicino alle fasce, ma piegato in un luogo a parte.

Allora entrò anche l'altro discepolo, che vi era giunto per primo, e vide e credette." (Gv. 20,1-8)


Eugène Burnand (1850 - 1921)

Adesso, analizzando l'intero movimento possiamo notare che Giovanni, essendo più giovane, arriva prima al sepolcro ma non vi entra per rispettare la priorità di Pietro, sia come anziano che come capo degli apostoli. Poi, una volta entrato quest'ultimo, vi accede anche lui, subito dopo.

Ebbene, fu in quel momento che iniziò sostanzialmente la Chiesa di Pietro, di Simon Pietro, chiamato "Cefa = Pietra", nome imposto dallo stesso Cristo perché doveva essere il fondamento, la roccia sulla quale si sarebbe edificata la Chiesa temporale:

"E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la Mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa." (Mt. 16,18).

Doveva essere Pietro, dunque, ad entrare per primo nella tomba vuota, come a stabilire una continuità tra il Cristo che aveva appena concluso la sua Missione ed il suo successore che ne diventava il Vicario in Terra.

Pietro, dal temperamento impetuoso e intransigente raffigura la Chiesa di Roma, con la sua incongruenza ed eccessi, ma anche con la sua ottusità e l'attaccamento alla materia tanto che per salvarsi tradì il Maestro.

Ma è Giovanni il Prosecutore effettivo della Chiesa voluta dal Cristo, quella mistica, ardente e vera. Ecco perché è entrato nel sepolcro dopo aver dato la precedenza al capo degli apostoli! (Consiglio vivamente di leggere anche QUI, per l'aspetto esoterico di quanto ho descritto, confermato pure sorprendentemente a Medjugorje).

Pietro e Giovanni: principio e fine di un movimento inteso come parabola umana, perché sarà proprio la Chiesa di Giovanni, rinnovata e vitale più che mai, ad accompagnare l'Umanità nella nuova dimensione, dove finalmente lo Spirito avrà riconquistato la sua Signoria nel cuore degli uomini ormai incamminati verso un meraviglioso futuro.





Il brano di Pietro Ubaldi è tratto da "La Discesa degli Ideali" ‒ Om Edizioni.

venerdì 12 aprile 2019

"Affinché siano SENZA SCUSE", diceva S. Agostino...


"Sant'Agostino" di Philippe de Champaigne  1645-1650  (dettaglio).

Sebirblu, 12 aprile 2019

L'Ultrafanìa è quella corrente di pensieri elevatissimi (noùri) che viene captata attraverso la ghiandola pineale o epìfisi (ved. QUI) da persone altamente spirituali atte a divenire strumenti per l'evoluzione umana.

Giovanna d'Arco e tanti altri mistici ne sono un esempio lampante! Se nell'ambito cattolico moltissimi sono ancora diffidenti verso ciò che non rientra nei canoni tradizionali, ciò è dovuto alla colpevole trascuratezza dell'indagine causata sia dallo stretto condizionamento trasmesso nei secoli dalla Chiesa, quanto dalla miopia intellettuale che si rivela essere il più formidabile ostacolo per la scoperta del VERO.

Ho pensato quindi, in prossimità della Pasqua di Risurrezione, di riportare due brani significativi il cui spessore non sfuggirà di certo a coloro che, staccandosi dalle masse insonnolite e tiepide, hanno deciso di immettersi a grandi passi nel luminoso flusso ascensionale che li renderà liberi davvero di sollevarsi oltre la caligine di questo mondo.


"Il Trionfo della Cristianità" di Gustave Doré (dettaglio).

La Legge sociale del Vangelo

Dando uno sguardo al prossimo futuro della storia dell'uomo vi si può scorgere ciò che "la Voce" proveniente dagli spazi siderali precisa:

"L'evoluzione collettiva raggiungerà la legge sociale del Vangelo, capovolgimento completo, assoluto dei sistemi umani; assurdo apparentemente irrealizzabile, ma mèta suprema, realtà del domani. In essa, tutti i problemi della convivenza saranno radicalmente risolti con un concetto semplice: "ama il prossimo tuo come te stesso".

È la perfezione, è la legge di chi è giunto, il sogno di chi è in cammino per arrivare. Ma la via è lunga e non facile; la guardiamo nella sua realtà di aspra fatica, come conquista che si compie, lenta ma vera, non soltanto facile sogno per chi ignora le resistenze della vita.

Nel Vangelo tutte le divergenze sono composte, gli stridori sopiti in una pace sostanziale, in un equilibrio più stabile che affonda le sue radici nel cuore dell'uomo.

Ecco la mèta dell'evoluzione collettiva, il regno del superuomo, l'etica universale in cui l'umanità troverà la coordinazione di tutte le sue energie: il Vangelo, che poniamo all'apice del progresso sostanziale dell'esistenza.

La distanza che separa l'attuale vita sociale da tale vertice è immensa. Ogni vostro atto e pensiero è permeato di lotta e vi fa sentire che il Vangelo è lontano; ma appunto perché è una "lotta" diventa via di conquista. È demolizione della stessa ed avvicinamento progressivo ad esso, che si trova ad un altro livello.

Questo significa uno spostamento completo del punto di vista delle cose. I fatti umani osservati da una prospettiva più alta assumono un valore diverso. È la visione lontana e globale dell'animo che ha conquistato la bontà e la conoscenza.

Quelle norme, rispondendo ad un'ampiezza visiva grandangolare molto più vasta, vi appaiono inattuabili. Al Vangelo si può giungere solamente per approssimazione successiva. Esso resta inaccessibile per la sua altezza se presentato di colpo all'uomo d'oggi, che difatti non lo comprende e non lo segue.

Ma guardate più lontano, nell'essenza della vita, penetrate più in fondo alla scienza, avanzate, e il Vangelo sorgerà da sé. Il vostro è il mondo visto dalla Terra, il Vangelo è il mondo guardato dal Cielo.




L'assurdità è nella vostra involuzione. Nel Vangelo si muovono le forze dell'Infinito, la giustizia è automatica, perfetta, sostanziale, la coordinazione sociale è raggiunta, l'uomo si muove in pace con l'armonia dell'universo.

Ivi non è più necessario essere forti, basta essere giusti. Forza, lotta, egoismo hanno assorbito se stessi nella diuturna fatica delle ascensioni umane.

Qui, vi muovete finalmente in grembo alla grande Legge, le reazioni del dolore sono state riassorbite, il male è stato superato. È il regno dell'uomo divenuto angelo e santo.

Perciò è possibile la legge del perdono perché lo Spirito sente e muove altre forze che non le vostre povere braccia e quelle forze accorrono a difesa del giusto anche se inerme. È la legge di giustizia che parla nella vostra coscienza, che si esprime attraverso i moti dell'animo umano.

Allora, colui che sembra un vinto della vita diventa un gigante. Legge semplice ma sostanziale, che fa l'uomo, regge gli atti nelle loro motivazioni, tutto risolve là dove i vostri farraginosi sistemi di controllo e di sanzione nulla risolvono.

Nel Vangelo il cammino della virtù è tutto percorso; la sua logica sublime porta ad una selezione di superuomini, mentre la logica della vostra lotta quotidiana porta ad una selezione di prepotenti.




I principi del Vangelo organizzano il mondo e creano le civiltà; i principi che voi vivete disgregano tutto e sperperano in attriti inutili; dove passa il Vangelo e il suo Amore nasce un fiore; dove passate voi ogni fiore muore e nasce una spina.

Esso è legge di paradiso trapiantato nell'inferno terrestre; solo gli angeli in esilio (cfr. QUI; ndr) sanno vivere laggiù la legge divina detta da Cristo sulla Croce.

Chi nel vostro mondo rinuncia ad aggredire e a difendersi ed offre l'altra guancia; chi rinuncia ad affondare gli artigli nella carne altrui per il proprio vantaggio e non vuole, per principio, carpire con la forza tutte le infinite gioie della vita, resta sopraffatto; egli è un vinto fuori legge, un espulso, un non-valore che si annulla.

Costui, guardato dal "regno della forza", è inerme, indifeso, ridicolo. Eppure in quella sconfitta, in quella debolezza apparente, vi è il mistero di una Forza ben più grande che giunge tuonando da lontano, destando il presentimento di realizzazioni più vaste nelle profondità dell'anima.

E il vincitore, nel momento stesso della vittoria, ha la sensazione di una sconfitta. Il vinto guarda in alto come un vincitore... e tale è, perché ha scoperto e vissuto forme di vita più alte.

L'uomo resta muto e disorientato dinnanzi a questo strano essere senza armi che proclama una stupefacente legge nuova e sembra di un altro mondo. Lo stesso uomo sente che se ha ragione nel suo ambiente, v'è un altro piano dove tutto si rovescia, dove il vinto della terra può essere un vincitore e il vincitore della terra un vinto.

Un abisso lo separa da quell'essere superiore: l'uomo aggredisce ed egli perdona, non è che un giusto e sa soffrire. Egli è là per indicarvi nella sua vita la mèta raggiunta, la via per seguirlo verso la realizzazione della più alta e feconda legge sociale: l'Amore evangelico."

Tratto dalla pag. 443 de "La Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi (ved. QUI).




I Tre Periodi dell'Evoluzione Umana

Possiamo ritenere il ciclo vitale dell'umanità divisibile in tre periodi:

il primo ciclo va dalla precipitazione (ved. QUI; ndr) al diluvio; il secondo dal diluvio alla discesa del Cristo; il terzo dalla discesa alla distruzione del movimento umano nel suo complesso.

Il primo periodo, in rapporto alla vita umana, è da considerarsi quasi illimitato, dell'ordine di decine di miliardi di anni; il secondo, successivo al diluvio, cioè quello per voi attuale, detto del primo e del secondo Adamo (ossia l'umanità chiusa nella materia fisica) è il periodo dell'acqua, dell'immanenza; il terzo corrisponde al fuoco, alla trascendenza.

Nella prima lunghissima fase, l'umanità iniziò la sua rielaborazione, il suo progresso (dopo la "Caduta"), onde riconoscere ed espiare la ribellione, ponendosi in analogia con la Legge d'Amore, la Legge Universale.

La seconda fase, successiva al diluvio, è quella che io chiamo della Luce, in quanto la sommersione delle acque avrebbe dovuto portare nelle menti e nelle coscienze, oltre che negli Spiriti, una capacità di valutazione, di analisi tale da consentire all'umanità un veloce cammino di ripresa, di ascesa, di evoluzione.

La  terza  fase  concernente il  fuoco  la  definisco fulminea,  perché rispetto alla prima e alla seconda, di gran lunga più corta, quest'ultima, pur essendo breve, presenta un'intensità  di  dolore,  da viversi,  paragonabile  al  primo  periodo.

Gli esseri umani si trovano oggi sulla soglia del moto fuoco; direte voi: una soglia relativa in quanto le Scritture stesse parlano di oltre un millennio. Un batter di ciglio, il palpito di un cuore.

Il diluvio che cosa ha inteso rappresentare? Un richiamo all'umanità, una distruzione di massa (ved. QUI; ndr) per una profonda rinascita collettiva. Da questo movimento ammaestrante quale beneficio ne ha tratto l'umana specie? Quale vantaggio? Se ante-diluvio dominava la superbia, post-diluvio è forse scomparsa? No, però si è attutita.

Il cataclisma venne a ridestare le genti, a riportare nelle masse, se non la coscienza dell'errore, della colpa prima, per lo meno la certezza che nulla è stato mai riservato al caso, che tutto è frutto di una Mente, di una Volontà, di una Potenza, di un Amore.


"Il Diluvio" di John Martin 

Primo periodo: Legge Mosaica, i Profeti parlarono, predissero. Secondo periodo: Cristo, Quantità Una e Trina, discese, sofferse, si immolò: modestia, altruismo, amore.

Quale giovamento trasse l'umanità da tale dedizione, rinuncia, e sublime prova di umiltà e sacrificio? Il profitto è ancora in corso; gli umani stanno attraversando un percorso di assestamento, stanno avviandosi verso una più profonda conoscenza del Figliolo per poter appieno interpretare la potenza del Padre.

Il Figlio Uno e Trino nel tempo, il Padre Uno e Trino nell'Infinito: Egli sotto l'umile sembianza umana di Figlio, il Padre sotto l'inimmaginabile sembianza di Increato.

Volgiamo lo sguardo al passato; ho parlato di parecchie decine di miliardi di anni dall'attimo della precipitazione ad oggi, ho parlato di poco più di un millennio per raggiungere l'attimo tremendo in cui si inizierà e si chiuderà contemporaneamente l'epoca del fuoco.

Si tratta dunque di accelerare questo periodo di assestamento, di sfruttare ogni attimo, di riesaminarsi attraverso quelle analisi introspettive di cui reiteratamente parlai e parlo (ved. QUI); si tratta di creare tra la vita dell'individuo e la vita del Cristo nel tempo quella comunione, quella comprensione che sola può rappresentare la salvezza delle genti, la salvezza spirituale, poiché la materia non ha valore.



«Uomini di Galilea, perché fissate nel cielo lo sguardo?
 Come l'avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà».
 (At. 1,11).

Ancora  una volta,  nell'ora in cui gli umani  si  apprestano a ricordare,  mentalmente se non spiritualmente, il mirabile evento della Risurrezione e dell'Ascesa, la Legge consente il sublime abbraccio che, intenerendo i cuori ed infiammando le coscienze, dovrebbe porre gli esseri nella giusta veste di contadini dell'Eterno, di seminatori di amore.

Preparate la dimora, cercate di pensare animicamente agli errori commessi, alle colpe, e poi di fronte all'unico Giudice, di fronte a Colui che può assolvere e condannare, mostratevi  pentiti e pii.

Raggio Cristico

I chiodi della Crocifissione vengono ribaditi dall'umanità.

In Verità, in Verità vi dico: prima che tramonti il giorno il sangue pioverà dall'alto. Entrate nel Mio costato e sottraetevi allo sguardo del mondo. Soffio satanico investe la terra e tenta i Cieli, mentre la voce dell'uomo ripete ancora una volta la bestemmia: «Se sei il Figlio di Dio abbandona la Croce!»

Venite a Me voi che siete affaticati e stanchi! Hanno trafitto le Mie mani e i Miei piedi; ciò malgrado l'umanità vive in Me. Non dimenticate che sul mondo sta scritta la grande sentenza: «Andate, o reietti, precipitate negli abissi che Satana ha scavato ai vostri piedi».

Quando il Male vi colpirà, quando cioè Satana si impossesserà di voi, ricordateMi. Io in ciascuno di voi rinasco. Non disperdete le vostre energie, rammentate che ogni raggio che giunge a voi dall'Eterno è dono che non avete il diritto di respingere.

Discende fra gli umani Colui che per gli umani sofferse; nella manifestazione di Amore, nell'amplesso del Figliolo trovate quella Fede, quell'Ardore necessari ai discepoli.

A voi porto la Pace, a voi porto la Gioia, e la Pace e la Gioia voi portatela ai fratelli. Voi vivete nel tempo, raccogliete il Mio Sangue come lo raccolse Giuseppe di Arimatea,  raccogliete  anche  il  sangue  dei  Martiri:  il  Signore  è  in  voi!

                                                                                                                          Ego sum Qui sum

Estratto dalla pag. 306 del 1° vol. di Scintille dall'Infinito (testo reperibile QUI).

Relazione e cura di: Sebirblu.blogspot.com

martedì 9 aprile 2019

Puntuali... Ecco ORA i SEGNI dal MARE e dal CIELO!




Sebirblu, 9 aprile 2019

L'Annuncio di ciò che sta per arrivare non lo dà solo la natura impazzita rispetto ai suoi ritmi normali, né l'avanzare degli sconvolgimenti geo-politici e religiosi che sempre più delineano le nuove direttive per rendere i popoli schiavi del Sistema Occulto, ma soprattutto giunge dal Cielo che non cessa di richiamare l'attenzione su coloro che hanno occhi per vedere.

Un paio di anni fa, due forti segnali si sono sovrapposti l'uno all'altro: uno addirittura proveniente dal mare per mezzo dei suoi più efficienti operatori, gli straordinari delfini, e l'altro dai cieli alla terra, su un significativo campo di frumento con un cerchio nel grano.

Entrambi sono portatori di un messaggio mistico talmente grande da non venir considerato ormai che da un piccolo resto di Umanità fedele, ardente e risvegliata: l'imminente "Ritorno del Cristo".

Il primo, che ha del miracoloso, è avvenuto a Sochi sul Mar Nero dove una schiera di 12 delfini, nel maggio 2017, ha "restituito" al mondo un'emblematica icona trovata nei fondali, interamente imbrattata di melma e detriti.

‒ Quel giorno, un colonnello e sua moglie erano seduti sulla spiaggia di Sochi a godersi l'aria fresca del mare e la vastità della distesa d'acqua.

Improvvisamente la loro attenzione fu attratta da un branco di delfini che nuotavano verso il litorale: la donna riuscì pure a contarli ‒ erano una dozzina... e tutti impegnati a spingere a riva qualcosa di indistinto che coinvolgeva al massimo la loro proverbiale intelligenza... e, quando vi riuscirono, sveltamente presero di nuovo il largo.

Il misterioso oggetto era coperto di fango e talmente impresentabile da passare inosservato agli astanti, ma non alla signora dell'ufficiale in pensione che, incuriosita, chiese al marito di scoprire cosa fosse stato riportato a terra con tanta solerzia.

Così, una volta ripulito dallo spesso strato di mota che ne impediva il riconoscimento, quale non fu la loro sorpresa nel constatare che si trattava di una conosciutissima icona russa raffigurante la Madre di Dio con Bambino ‒ chiamata "Madonna del Segno" ‒ famosa per i suoi miracoli sin dal 1170 a Novgorod!




Impressionante che tra le numerosissime icone (ben 57!) elencate QUI, sia stata riportata e mostrata al mondo proprio quella della Vergine Orante detta del SEGNO! Quante probabilità ci sono che sia un "caso"? E per giunta spinta sulla spiaggia da DELFINI?

Ma per l'analisi e la storia riguardante tale immagine dirò più avanti, perché ora intendo parlare del secondo importantissimo segnale offertoci dal Cielo, tramite l'Opera dei Fratelli delle stelle.

Concerne un crop circle apparso in Gran Bretagna che per la sua conformazione geometrica indica la "Vesica Piscis" o "Mandorla Mistica" generalmente associata alle iconografie aventi l'immagine della Vergine Madre e del Figlio divino.




Il simbolo deriva dall'intersezione di due cerchi e viene chiamato «Ichthys» (dal greco antico «pesce») perché è l'acronimo di: "Iesus Christos Theios Yios Soter", ossia "Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore". Tale termine veniva usato dalle prime comunità cristiane per nascondere il nome del Messia e per contraddistinguersi fra loro, vista la persecuzione in atto.




Il pittogramma è apparso il 22 maggio 2017 nella contea del Dorset, presso Dorchester a sud dell'Inghilterra, in una valle detta della fertilità, così chiamata per il famoso Gigante nudo di Cerne Abbas; cfr. QUI.




L'agroglifo rappresenta appunto la "Mandorla Mistica" raffigurante la silhouette stilizzata della Madonna con un disco centrale da cui si dipartono dei raggi indicanti inequivocabilmente il concetto della sua maternità divina.

Ella, perciò, porta in grembo il Logos Solare, la Luce-Amore, l'«Ichthys» che presto si ripresenterà al mondo nella sua Seconda Venuta.

È molto interessante l'indagine condotta da Pier Giorgio Caria che accomuna il cerchio nel grano alla Madonna di Guadalupe.

La sua effigie si presenta cinta da un nastro con fiocchi (che il popolo atzeco voleva viola per indicarne lo stato di gravidanza) contornata da raggi che fuoriescono da tutta la persona, esattamente come nel crop circle. (Per l'articolo intero QUI).




Questo secondo evento avvalora in modo incredibile l'azione compiuta dai delfini ed evidenzia ulteriormente la tesi che la Parusìa di nostro Signore è ormai alle porte.

Analisi e Riflessioni

Il termine "delfino" deriva dall'etimo greco "delphys" che significa utero, definendolo così non un pesce, ma un mammifero quale in effetti è. Questa considerazione di partenza è molto interessante se vogliamo cominciare a riflettere sul motivo per cui l'icona della Madonna del SEGNO sia stata spinta a riva.

Presso i Greci il delfino era il simbolo del principio femminile, del grembo da cui scaturisce la vita, e non solo fisica ma anche spirituale visto che Apollo ne assunse la forma dirottando una nave cretese verso Crisa, il porto ove poi sarebbe sorto il santuario di Delfi, noto per il famoso motto: "Gnōthi Seautón = Nosce Te Ipsum = Conosci Te Stesso", inciso sul suo frontespizio.

In epoca successiva l'immagine del cetaceo fu adottata per raffigurare la Resurrezione di Cristo, l'«Ichthys», come detto sopra, specialmente comparandola all'episodio biblico di Giona inghiottito dal mammifero ed espulso vivo dopo tre giorni di oscurità, emblema della morte inesistente di fronte alla Vita.

E sono stati proprio i delfini i latori meravigliosi del messaggio all'Umanità del Ritorno di Gesù, attraverso il "Nuovo Parto" della Madre di Dio rappresentato, sia sull'icona che sull'agroglifo, dal disco centrale che ne attesta la gestazione divina.

Lo stesso delfino (visto in verticale) così come la "Mandorla Mistica" del cerchio nel grano è l'emblema dell'organo genitale femminile da cui viene emesso per la seconda volta a beneficio di tutti, Colui che non solo è la VITA, ma anche la VIA e la VERITÀ.

Rispettivamente l'Acqua (il mare) e l'Aria (il cielo) sono simboli di purezza, di fluidità, di trasparenza e sono anche l'immagine dell'uomo trasfigurato di domani, purificato, rinnovato e libero dal peso della materia come promette, guarda "caso", la storia antica dell'icona proveniente dalla Chiesa della Trasfigurazione di Nostro Signore, che riporterò a breve.

I delfini erano dodici, così come erano dodici gli apostoli che insieme alla Madre Santissima nel Cenacolo ricevettero lo Spirito Santo promesso dal Signore, e che si ripeterà fra poco per l'intera Umanità con l'Avvertimento (cfr. QUI).

Ma erano dodici anche i monaci che nel 1919 iniziarono a scortare la preziosa icona in una fortunosa peregrinazione per la Russia fin tanto che, prodigiosamente, giunse a Novorossinsk.


Icona originale della "Signora del Segno" a Novgorod

Molte copie di tale immagine sono venerate oltre i confini della Russia producendo miracoli in innumerevoli luoghi che hanno dato un nuovo nome alla Madonna del SEGNO, come Dionysius-Glushtsk, Abalatsk, Kursk, Seraphimo-Ponetaevskaya, ed altri.

Bisogna anche notare che i due eventi sono avvenuti entrambi a maggio, mese dedicato alla Vergine Maria e che il primo, il prodigio dei delfini, si è manifestato a Sochi in Russia e il secondo, solo a cinque giorni di distanza, a Dorchester in Inghilterra, dove è stato rinvenuto il pittogramma.

Questo significa, come è scritto, che la Luce del Cristo procederà da Oriente verso Occidente perché è qui che il buio dell'apostasia ha maggiormente oscurato le coscienze.

È emblematico, infine, che l'icona della Madonna del Segno e di suo Figlio Gesù, condotta dai delfini, fosse completamente infangata, perché è proprio quello che sta succedendo ora con il tentativo nemmeno tanto velato di estromettere Lei (a favore dei protestanti) ed il Cristo-Eucaristia (con la scusa dell'ecumenismo) dalla centralità degli altari, relegandoLo dove capita prima, perché troppo scomodo.


Chiesa di "Notre-Dame de Bonne Nouvelle" a Parigi, dove non c'è traccia del Tabernacolo! 

Ed ecco la storia quasi completa dell'icona originaria.

‒ Nel dodicesimo secolo la città di Novgorod, una delle più antiche ed importanti città russe, estendeva la sua egemonia su tutta la parte settentrionale del paese.

Il principe Andrei Bogolyubsky, signore di Suzdal, nel 1169 raccolse un grande esercito alla cui testa mise il figlio Mstisalv, con l'intento di riunire sotto il suo potere tutte le Russie.

Dopo aver preso Kiev, l'esercito con il grosso delle sue forze si diresse fino alle porte di Novgorod, che cinse d'assedio nel mese di febbraio dell'anno successivo.

Dopo tre giorni di accerchiamento, i cittadini di Novgorod erano stremati dalla cruentissima battaglia, al punto da ritenere che la loro ultima speranza si riducesse soltanto nell'aiuto e nella protezione della Santissima Vergine.

In quel periodo in città, presso la cattedrale della Trasfigurazione, era ospitata la bellissima icona della "Znamenny", che in russo antico significa "Segno", portata dai missionari bizantini nella chiesa russa.

Elijah, il vescovo di allora, durante la terza notte di guerra era raccolto in preghiera di fronte all'icona, implorando il soccorso della Madre di Dio, quando udì distintamente una voce:

"Prendi la mia Icona e portala in processione assieme ai miei figli sulle mura della città. Ti fermerai sulla porta principale e farai in modo che l'esercito assediante mi veda. Sono anch'essi cristiani, intenderanno la mia vista come un segno di pace".

Pieno di speranza e di gioia il vescovo ordinò subito di prendere l'icona dall'altare e di radunare i fedeli per la processione.

Ma nonostante gli sforzi dei sacerdoti, dei diaconi e di tutti coloro che erano accorsi per dare aiuto, l'immagine non si spostava di un millimetro. Solo dopo la regolare celebrazione del Servizio Divino fu possibile rimuovere con enorme semplicità l'icona.




Con la Vergine in testa al corteo, il vescovo uscì in processione fra i singhiozzi e i pianti dei fedeli, ma non appena la moltitudine sulle mura fu ben visibile al nemico, questi fece cadere sulla folla una fitta pioggia di frecce.

Una di queste frecce colpì l'icona della Madre di Dio. La figura della Vergine, così offesa, girò immediatamente il suo capo prima nella direzione del nemico, poi in quella della città e cominciò miracolosamente a lacrimare.

Il vescovo gridò al miracolo e con un lembo dei suoi paramenti sacri terse le copiose lacrime della Madre di Dio. Il "SEGNO" del Cielo era giunto.

In quel preciso istante una densa nuvola coprì interamente gli assedianti, che comprendendo il gesto sacrilego compiuto, accecati dalla paura, pensarono di porvi rimedio punendo le truppe sacrileghe.

Iniziò così una battaglia interna, che finì per decimare le stesse truppe assedianti. I cittadini di Novgorod, riconoscendo in questi prodigi un chiaro segno di predilezione della Vergine, colsero al volo l'occasione per sferrare l'attacco decisivo. Il nemico fu battuto ed inseguito fino a molto lontano dalle mura cittadine.

Altre volte ancora, la Santissima Vergine dimostrò la sua protezione: nel 1352 la città fu colpita da una devastante epidemia di peste, che fu risolta grazie alle preghiere innalzate alla Vergine; gli abitanti grati le eressero una nuova chiesa in pietra.

Fu così che, a distanza di 186 anni dal "SEGNO", l'Immagine sacra lasciò la Chiesa della Trasfigurazione, per essere trasportata, nel 1356, nella nuova cattedrale a Lei dedicata. Nel 1566 la città fu salvata da un terribile incendio e nel 1611 dall'attacco degli Svedesi.


La "Signora del Segno" intera. Si noti l'assonanza con il crop circle soprastante.

Il punto di maggiore evidenza di questa Icona è il centro, ove un grande disco posto fra il petto ed il grembo della Vergine rappresenta il Bambino non ancora nato, vestito, benedicente ed irradiante luce.

Le braccia di Gesù sono aperte in segno di accoglienza verso l'Umanità, mentre con entrambe le mani benedice. L'icona intende coniugare la nota profezia di Isaia: "Pertanto il Signore stesso vi darà un SEGNO. Ecco: la Vergine concepirà e partorirà un Figlio, che chiamerà Emmanuele." (Is. 7,14)

La Theotokos (dal greco "la Madre di Dio") fu il primo "Ostensorio" di tutti gli Esseri umani. Ella ci portò la Fonte della nostra Salvezza e della nostra Unità, e ancora oggi, quasi al termine della nostra avventura terrestre, la Vergine Santa ci è vicina, annunciandoci il Ritorno Glorioso di Suo Figlio Gesù!

Traduzione, elaborazione e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: ruskline.ru

Fonte della storia di Novgorod: reginamundi.info

sabato 6 aprile 2019

Siamo appesi a un FILO, ma a quello ARGENTEO però!




Sebirblu, 6 aprile 2019

La prima cosa di cui dovrebbe occuparsi l'Essere umano, al di là di qualsiasi altro interesse, riguarda il sapere se la vita rimane davvero circoscritta in un lasso di tempo relativamente breve o se prosegue oltre la "morte" fisica. (Consiglio di documentarsi QUI e QUI).

È infatti inspiegabile come, ancor oggi, la gran parte degli uomini, pur essendo consapevole di dover prima o poi morire, non si dedichi seriamente alla ricerca per saperne qualcosa di più. Ma di questo concetto ne ho parlato QUI, riportando uno splendido brano di Blaise Pascal sull'Immortalità dell'Anima.

Essendoci però sempre qualcuno desideroso di approfondire tale argomento, debbo dire che uno degli aspetti più interessanti concerne il "filo argenteo", una specie di cordone  ombelicale  che  connette  il  corpo fisico  a  quelli  sottili  (cfr. QUI e QUI) e che si spezza al momento del trapasso: in modo netto con una morte improvvisa, e sfilacciandosi  lentamente  in  caso  di  malattia.




Ma quel che molti non sanno è che ne fa menzione persino la Bibbia  nell'Ecclesiaste o Qoèlet, dove al cap. 12: 1 e 6-7, si legge:

"Ma ricordati del tuo Creatore
nei giorni della tua giovinezza,
prima che vengano i giorni tristi [...],
prima che si rompa il cordone d'argento
e la lucerna d'oro s'infranga   (e la Scintilla divina venga liberata)
e si rompa l'anfora alla fonte  (e decada l'involucro fisico)
e la carrucola cada nel pozzo  (e manchi il sostegno spirituale per evitare l'abisso)
e ritorni la polvere alla terra, com'era prima,  (e il corpo si disgreghi)
e lo Spirito torni a Dio che lo ha dato. [...]"

Come si vede non è una "fantasticheria" senza radici, e con tutto quello che sta succedendo intorno a noi, sarebbe meglio concentrare la nostra attenzione su ciò che rimane anche "dopo", piuttosto che dare importanza a quanto svanisce o si deteriora nel tempo!

Ma a questo discorso, purtroppo, si diventa sensibili solo quando si è toccati dal dolore (sul tema cfr. QUI e QUI) e, nostro malgrado, costretti a volgere lo sguardo interiormente domandandoci quale sia il vero senso della vita.




Estelle Roberts, una delle maggiori sensitive e medium del secolo scorso, riferì che quando si trovava al capezzale di suo marito Hugh, al momento del trapasso assistette alla sua uscita dal corpo.

Osservò una nubecola emergere dal retro della testa che modellandosi gradualmente, diventava poco a poco la sua replica fisica, e mentre il suo organismo si spegneva, la controparte eterea acquisiva maggiore vitalità attraverso una "corda" scintillante ed argentea costituita da innumerevoli filamenti intrecciati fra loro.

Una sorta di corrente energetica spiraliforme scorreva attraverso di essi rinvigorendo e delineando sempre più l'aspetto animico del suo caro.

Vide pure che gli stessi, uno dopo l'altro, si spezzavano e si ritraevano come un elastico, fintantoché l'intero "cordone" non si ruppe del tutto e la forma del suo congiunto, che nel frattempo era rimasta sospesa a circa trenta centimetri dal corpo fisico, si raddrizzò, proprio come fa un tronco dopo essere caduto in acque profonde, e fluttuò via da un angolo della stanza.

Tale  "cordone" luminescente  è  connesso  alla  ghiandola pineale  (che è la prima a formarsi dopo il concepimento; ved. QUIQUI) e al plesso solare, in un insieme armonico, portatore continuo di forza vitale dai piani invisibili a quelli umani e viceversa, allorché da questi l'Essere si stacca.

Emblematico inoltre è il caso accaduto a Raymond, il figlio di Sir Oliver Lodge (noto pioniere dello spiritismo moderno di inizio novecento), deceduto combattendo in Francia e contattato tramite la celebre medium Gladys Osborne Leonard, egli descrisse un interessante episodio con estrema chiarezza, avendovi presenziato.

L'Entità rivelò che il "vestito fisico" non si decompone fino a quando lo Spirito non lo lascia e spiegò quello che vide.

Un uomo avrebbe dovuto essere cremato dopo 2 giorni dalla constatazione di morte (cfr. anche QUI), ma quando i familiari lo vennero a sapere, chiesero l'intervento di un medico-spiritualista accanto alla salma.




Il sensitivo comprese che il defunto non aveva lasciato il suo corpo perché ne era ancora profondamente attratto e quindi, mentre lo convinceva a staccarsene, si avvide che la "corda" continuava ad essere congiunta all'organismo fisico, seppure in modo flebile, perciò dovette attivarsi il più presto possibile per reciderglielo onde evitargli orribili sofferenze.

Quell'anima sentì l'equivalente di una piccola scossa, come se gli avessero amputato un arto, ma doveva essere fatto. Raymond suggerì un periodo di attesa di sette giorni prima della cremazione. "La gente è così imprudente", disse a suo padre. "Credo che tutti pensino sia giusto farli sparire subito, visto che sono morti".

La "corda" lucente ha un'estensibilità enorme perché l'Essere può trasferirsi ovunque: non solo da un punto all'altro della Terra ma nell'Universo intero e senza alcuna limitazione se non quella data dall'evoluzione stessa dell'individuo, che gli permetterà di arrivare soltanto là dove il suo pensiero è in grado di giungere e non oltre. (Per approfondimenti sul piano astraleQUI).

Così, mentre solitamente il corpo fisico dorme (perché molti evoluti si staccano da esso anche durante lo stato di veglia), la Scintilla divina, avvolta nei suoi "abiti" sottili, spazia dove vuole inviando costantemente all'organismo, attraverso questo "conduttore magnetico", l'alimento sostanziale per la vita di tempo.

Il più delle volte non ci si ricorda delle "escursioni" notturne; dei veri e propri viaggi nei quali si possono visitare in tutta libertà luoghi e paesi per soccorrere qualcuno, incontrare parenti e amici, sia trapassati che dormienti nei loro involucri terreni ma attivi a livello astrale.

Coprendo distanze considerevoli, il "filo argenteo" si assottiglierà sempre più potendo diventare dello spessore di un capello, ma non si spezzerà mai, né tanto meno verrà reciso se non a causa del termine stabilito per la durata dell'arco vitale.

E quando arriverà quel momento, ci accorgeremo che il distacco dall'ancoraggio fisico sarà completamente indolore, come se ci trovassimo ancora nel sonno, ma liberi dagli affanni e dalle malattie, dalle costrizioni della materia e da sofferenze di ogni tipo, a patto però che ci trovi preparati e consapevoli della nostra eternità.




La morte non è poi così terribile come la si è sempre dipinta; è una vera e propria nascita sul piano spirituale; è la vita che prosegue in barba allo spauracchio della "fine" paventato da tutti coloro che insistono a rimanere nel buio dell'ignoranza, tanto più colpevole quanto maggiormente dettata dall'indolenza e dall'indugio ad oltranza,  stretti  dalle  spire  soffocanti  della  materia.

L'unico problema non è il trapasso da una dimensione ad un'altra, ma la posizione interiore in cui si trova l'individuo nell'abbandonare il "bozzolo" di materia per librarsi come farfalla e volare libero.

Il continuo e reiterato permanere invischiati nei vizi personali (cfr. QUI e QUI) ed assecondare, spesso senza freni, le tendenze corporali esigenti soddisfazione, portano ad un appesantimento delle molecole costituenti il corpo eterico-astrale e ottundono, offuscandolo, il mentale inferiore, sede dell'intelletto, non permettendo l'ingresso ai più alti livelli dove la vita che ci attende è davvero meravigliosa!