venerdì 6 novembre 2026

Mirando all'Infinito, si svela a noi l'INVISIBILE!

 


Sebirblu, 6 novembre 2026

Il vero ricercatore non si ferma all'apparenza delle cose. Egli, pur non sapendo nulla dell'ignoto dinnanzi a lui, prosegue coraggioso il suo cammino confidando nella Forza misteriosa che lo spinge avanti... e trova ne «L'Invisibile» proprio quelle risposte che da tempo andava cercando per dare un senso alla propria vita.

Se il suo cuore è puro ed ha la mente aperta come un bambino, allora si accorgerà di non esser solo perché una Luce discreta illuminerà i suoi passi, proteggendolo e accompagnandolo verso la grande Mèta...

È quello che in sintesi viene spiegato da Amadeus Voldben (Amedeo Rotondi) ne "Il Protettore invisibile", uno dei tantissimi libri da lui scritti per il "Risveglio" delle Coscienze, dal quale ho tratto il brano che segue.




L'Invisibile e noi

Quando gli scienziati arrivarono a penetrare nel sistema dell'atomo, cominciava un'epoca nuova per l'umanità. Constatarono con stupore che, in apparenza, l'oggetto più denso, era fatto soltanto di spazi vuoti dove c'era solo movimento: crollava un idolo.

Non si trattava più di materia, ma di energia, forma invisibile delle potenze nascoste dell'universo. Si scopriva che la materia è soltanto apparenza, che il cosmo è tutto dinamismo: è vita. Il vecchio materialismo subiva il colpo più consistente nella sua parte che riteneva «scientifica».

Se i nostri occhi acquistassero la capacità di vedere la struttura intima della materia, anche solo fino allo stadio di elettroni e di protoni, ogni elemento ed ogni distanza sparirebbero in una visione di punti rotanti intorno a vari nuclei centrali.

Ma più fantastico e meraviglioso ci apparirebbe ciò che ci attornia, se i nostri sensi acquisissero la capacità di vedere e di sentire oltre i ristretti confini della loro limitata percezione.

L'invisibile e l'inudibile sono divenuti contesti inimmaginabili anche per gli uomini di più alta fantasia. L'energia può assumere forme ignote a noi o da noi impensabili, al di sopra e fuori degli schemi mentali umani.

Esistono mondi nello spazio dove non possiamo arrivare neppure con i più potenti telescopi, e vi sono piani di vita che oltrepassano la nostra intelligenza e la capacità di comprensione: è una scala infinita che non sappiamo come incominci né dove arrivi. Anche se la realtà dovesse essere diversa dalle concezioni umane, non avrebbe alcuna importanza.

Essenziale è sapere che quel «quid» che noi abbiamo denominato Spirito, Scintilla Divina o Individualità, che costituisce la nostra vera essenza, può rivestire forme diverse, anche inconcepibili dalla mente, e usare energie ben superiori alle nostre capacità.

Il cosmo è così infinitamente grande che si ignora persino il numero delle galassie. È stato calcolato recentemente che la distanza delle più lontane corrisponde a decine di miliardi di anni luce. Vi si possono trovare forme di vita che l'umano è impossibilitato a vedere, sentire e immaginare.


Ron Dicianni


Negarne l'esistenza vuol dire rapportare tutto a se stessi come fanno quelli rimasti al sistema tolemaico, cioè i materialisti. Ma ciò è soltanto l'effetto di una visione miope e meschina. Non è assurdo ritenere che l'uomo sia il più progredito, e solo, in questa infinita distesa di universi?

Vi sono luoghi nello spazio dove l'evoluzione è proceduta armoniosamente e si è raggiunto uno stato di coscienza superiore. Da tempi immemorabili altri esseri hanno raggiunto lo stadio in cui gli uomini si troveranno fra migliaia d'anni.

I sensi sono i confini che segnano la condizione dell'essere fisico, che nulla sa, perché nulla può recepire di quei mondi vastissimi e innumerevoli che vivono al di là dei limiti della nostra esperienza vitale.

Dinnanzi ad essi, restiamo muti, senza nulla comprendere, perché trascendono le nostre comuni facoltà. Lo spettroscopio ci rivela che a noi sfuggono immense frequenze di vibrazioni cromatiche che oltrepassano il nostro campo visivo, sia nel senso più elevato come in quello più basso della materia.

Abbiamo occhi e non vediamo, abbiamo orecchie e non sentiamo. Il mondo dei sensi è la prigione nella quale siamo confinati e ci restringe entro limiti molto angusti. Così oltre i sedicimila cicli al secondo non riusciamo a percepire nessun suono: è la zona degli ultrasuoni, infatti.

Il limite della nostra vista è il viola. Oltre, esistono raggi le cui radiazioni l'occhio umano non capta e alle quali non è sensibile.

Non percepiamo il magnetismo, i raggi cosmici, l'elettricità, le onde radiotrasmittenti, l'infrarosso e l'ultravioletto, la radioattività, i raggi gamma, l'irradiazione delle piante, degli animali e così via. (Cfr. QUI; ndr).



Tante sono le cose per le quali i nostri sensi sono vani. Man mano che si sale verso livelli più elevati essi sono inutili perché idonei soltanto ad una minima parte del piano fisico, non oltre. Così come noi non possiamo vedere il coraggio, il valore, la tenacia, l'intelligenza, il timore, eccetera.

L'Eterno ha posto dei margini precisi all'apparato sensorio dell'uomo, ma ha anche provveduto affinché le sue relazioni con gli altri piani dimensionali fossero non solo possibili ma attive e continue.

I sensi servono per l'ambiente limitato in cui egli vive, mentre per i contatti con la vita infinita l'individuo possiede in sé la potenza delle sue facoltà superiori. Non si vuole accennare solo a quelle extrasensoriali che non sono appannaggio di tutti, o almeno nel medesimo grado, ma alla più comune capacità di intuizione che ognuno dovrebbe raggiungere e sviluppare.

Tramite essa possiamo ampliare la visione del mondo e giungere là dove la percezione interna, limitata al campo fisico, è quasi sempre irrilevante.

L'essere umano non è tale solo per i cinque sensi fisici che sono la parte più materiale e persino più ingannevole di lui. Ciò che è fuori dalla portata della sua percezione sensoriale può essere da lui colto con le facoltà superiori di cui è dotato, prima fra tutte l'intuizione.

Egli ha prerogative che trascendono i sensi, proprio per le relazioni con i piani e i mondi dove gli strumenti ordinari di percezione non possono arrivare.

Tuttavia, anche là esistono dei limiti invalicabili, segnati per ciascuno dalla propria evoluzione spirituale: mondi invisibili e inudibili che si possono raggiungere solo in seguito ad un graduale progresso. Oltre a tutto questo è mistero e silenzio, zone mute, dimensioni ignote.



La grande mistica spagnola del '500, santa Teresa d'Avila, ha scritto che il Paradiso più che un luogo è un modo di essere dello spirito. (Perciò ognuno, a seconda della propria "frequenza" animica, si troverà esattamente dove dev'essere, essendo per lui impossibile salire a più alti livelli; ved. QUI; ndr).

Vi sono piani infinitamente diversi che vanno dai più densi ai più sottili, in una scala e in una gamma di vibrazioni di energie tali da qualificare i diversi stati di coscienza relativi al grado evolutivo raggiunto. (Ved. QUI; ndr).

L'aldilà può indicare tutto ciò che vive oltre i nostri angusti limiti, i mondi che noi ignoriamo, dove l'esistenza, seppur in forme diverse, è certamente più attiva e assai più raffinata di quella grossolana in cui ci troviamo.

La maggior parte della vita universale si svolge sui piani che nessuna facoltà umana riesce a percepire. Neanche l'uomo più evoluto può toccare gli estremi "confini" dell'Infinito, perché là vivono esseri immensamente a lui superiori.

Se l'individuo vedesse questi piani di vita, non potrebbe reggere: sono livelli oltre gli schemi comuni che l'umano non può comprendere né concepire perché sono mondi dello spirito. Il materialista, per cui essi sono una frontiera irraggiungibile in quanto chiuso nel carcere dei sensi, nega perché non comprende.

Per molti l'impedimento ad intuire è dovuto alle "incrostazioni" intellettuali e al grande uso distorto della ragione che conducono alla negazione preconcetta: ostacoli indicativi di immaturità spirituale.

Ciò che l'essere meno evoluto considera inesistente, perché fuori della sua convalida sensoriale, è la compagine a più alta vibrazione dove l'esistenza è più ricca e intensa: la sua anima, ancora chiusa, non può vedere né sentire.


Gustave Doré

Non può dunque stupire che la scienza, che ignora tante cose del mondo materiale, non conosca nulla dei piani più elevati. Nessuna meraviglia, quindi, che non possa aggiungere altro a ciò che trascende il livello fisico. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).

Certi spazi, oltre l'umano, sono talvolta raggiungibili da determinati strumenti o con l'aiuto di facoltà extrasensoriali. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).

Ciò può avvenire quando si tratta di luoghi o modi di essere ancora vicini alla densità fisica, non certo per ambienti e stadi spirituali assolutamente inarrivabili per chi vive su questo pianeta.

E, poi, quali mezzi avrebbe l'individuo per studiarli? Gli scienziati seri lo sanno e, nell'umiltà, comprendono i propri limiti. Soltanto certi "eruditi", saccenti ripetitori di nozioni scientifiche, negano.

Non essendo costoro veri studiosi, per nascondere il loro scetticismo e la preconcetta avversione a tutto ciò che è spirituale, si coprono puerilmente del manto scientifico per negare e rivestirsi così (secondo loro) di credibilità.

Per noi sono spazi silenziosi le innumerevoli galassie dove pulsano miriadi di stelle. Chi vive in quei mondi? Nessuno può ragionevolmente pensare che l'uomo sia il solo abitatore dei cieli e il resto sia tutto deserto e assenza di rumore.

Nei piani superiori la vita vibra e si svolge in maniera più elevata ed armonica. È là che il nostro pensiero ama sostare, in quella dimensione più sottile dove la materia si smaterializza: è l'energia.

Oltre i limiti umani, può sembrare tutto silenzio e zona morta a chi non concepisce altra vita che quella capace di comprendere. L'individuo è portato naturalmente a concepire le cose secondo la propria misura, ma è necessario riflettere che la vita non può sussistere solo in base ai nostri schemi.

Nella scala esistenziale infinita, è logico supporre che operino esseri più progrediti e, tra questi, coloro che ci hanno preceduto nel cammino, già vissuti sul piano umano.

È ragionevole pensare a dimensioni, lontane dalla densità terrestre, dove si svolge una vita più intensa perché di vibrazione più alta, mondi e modi di essere svincolati dalle ristrettezze umane, in una libertà acquisita per più avanzata evoluzione; anime in possesso di prestigiose facoltà in grado eccelso.



E questo spazio infinito, entro cui si muove la Vita universale, è quello descritto dal poeta nel più mirabile dei modi:


" ...e il naufragar m'è dolce in questo mare..."

(da «L'Infinito» di Giacomo Leopardi)


Relazione e cura di Sebirblu.blogspt.it

Estratto da "Il Protettore invisibile" di Amadeus Voldben – ed. Mediterranee


lunedì 2 novembre 2026

RIP (Riposa In Pace): in cosa consiste tale Riposo?


Jeannette Woitzik 

Sebirblu, 1 novembre 2026

Il 31 maggio scorso, proprio il giorno in cui mio figlio Emmanuele avrebbe compiuto 53 anni, essendo trapassato poco tempo prima, il 15 dicembre 2025, ho pubblicato un interessante e sorprendente articolo QUI, che è necessario leggere per comprendere appieno ciò che sto per scrivere oggi.

Dalla Chiesa cattolica, e in generale da molte altre correnti religiose, abbiamo appreso che dopo la dipartita le anime entrano in una sorta di non meglio definita "fase di riposo":

«L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace. Amen.»

Ebbene, dopo più di mezzo secolo (dai 28 agli 85 anni attuali) passato in totale consapevolezza dell'inesistenza  del concetto  "morte"  a cui soggiace  l'essere umano, e della quale non cesserò mai di ringraziare Dio per avermene offerta l'opportunità, proseguo nel "risvegliare" le coscienze con le parole stesse usate dall'autore de "LA VITA NEL MONDO INVISIBILE" di Anthony Borgia, da scaricarsi QUI dove, a pag. 25, viene descritto in cosa consiste tale "RIPOSO".




[...] Questo sonno spirituale non è una novità in questo mondo. La causa è della Terra: le controversie e le dispute religiose sono il centro dell'ignoranza e della mancanza di conoscenza che molte persone portano con sé nel mondo astrale, e se le menti di queste sono ottuse e incapaci di pensare da sole, rimangono legate alle loro piccole visioni religiose ritenendole verità assolute, fino a quando non arriva il giorno del loro risveglio spirituale.

Allora capiranno che la cieca aderenza ai propri credi sta impedendo la loro crescita. Ma per ogni individuo che lascia per sempre queste congregazioni "limitate" ce ne sarà sempre un altro che andrà a prendere il suo posto ‒ fino a quando la Terra non saprà la Verità sul mondo dello Spirito.

Ovviamente non fanno del male a nessuno, se non a se stessi ritardando il proprio sviluppo interiore. Una volta che realizzano quello che stanno facendo e muovono il primo passo per uscirne, la loro gioia non ha confini e comprendono quanto tempo abbiano ‒ apparentemente ‒ sprecato.

Ci si può chiedere cosa possa sostituire queste comunità religiose, una volta acquisita la Conoscenza della verità. Nessuna forma di adorazione? Niente affatto, noi abbiamo i nostri incontri "religiosi" ma privati di ogni traccia di credenze insignificanti, di dottrine e di dogmi (eccetto naturalmente il Cristo Dio, ndr): adoriamo il Grande Padre Eterno con grande sincerità e con verità assoluta. Così siamo una sola mente nell'adorazione dell'Altissimo. [...]




Ruth (la compagna di viaggio dell'entità narrante; ndr) fu stupita da un solido edificio situato su un terreno alberato che attirò anche la mia attenzione. Edwin ci disse che era una casa di riposo per coloro che erano arrivati nel mondo dello spirito dopo una lunga malattia o dopo una morte violenta, e che di conseguenza erano sotto shock. [...]

Avvicinandomi, potei osservare che l'edificio non aveva per nulla l'aspetto di un ospedale in senso stretto, qualunque fosse la sua funzione. Era in stile classico, alto tre piani e interamente aperto ai lati; cioè non aveva finestre.

Era costruito con un materiale di colore bianco, ma immediatamente sopra di esso c'era un grande fascio di luce blu che lo inondava e lo avvolgeva, conferendo all'intero edificio una tonalità blu. Questo grande raggio era la sorgente della vita ‒ una luce guaritrice ‒ mandato a coloro che erano arrivati ma che non si erano ancora svegliati.

Quando si sarebbero ristabiliti completamente e spiritualmente, avrebbero avuto uno splendido risveglio e sarebbero stati accompagnati nel loro nuovo ambiente.

Notai che diverse persone erano sedute sull'erba o passeggiavano intorno all'edificio. Erano i parenti di coloro che erano sotto trattamento nella casa di riposo il cui risveglio era prossimo. Come si poteva notare dalle espressioni dei volti, erano pieni di gioia e molto emozionati... [...]

(Il brano prosegue con la descrizione accurata del tipo di abbigliamento che in un attimo, con l'aiuto del pensiero, si può indossare. Per ovvi motivi, abbrevio il capitolo andando all'essenziale per non appesantire l'articolo che, tuttavia, può essere letto direttamente dal pdf linkato sopra, a pag. 25; ndr).




Appena entrati Edwin fu salutato e accolto da un vecchio amico che ci venne incontro. Spiegò brevemente la sua missione e i motivi della nostra presenza e fummo invitati a vedere tutto ciò che desideravamo.

Un vestibolo esterno conduceva a un ambiente di considerevoli dimensioni: lo spazio che normalmente è riempito dalle finestre era occupato da alte colonne poste a media distanza l'una dall'altra e questa disposizione era presente su tutte e quattro le pareti.

Le decorazioni erano davvero molto scarse, ma questo non deve far pensare che l'appartamento avesse un aspetto freddo o da caserma. Era tutto fuorché questo: il pavimento era coperto da tappeti soffici ornati sobriamente e qui e là pendevano dalle pareti pannelli di tappezzeria meravigliosamente decorati. 

L'intero ambiente era occupato da confortevoli divani su ognuno dei quali giaceva una persona immobile e profondamente addormentata. Alcuni uomini e donne si muovevano con calma, intenti ad osservare i diversi occupanti sdraiati.

Notai che ci trovavamo sotto l'influenza del raggio blu: il suo effetto era fortemente energizzante, ma nel contempo infondeva molta calma e serenità. Un'altra qualità notevole era la completa mancanza di qualsivoglia istituzione con la sua inevitabile burocrazia. Non c'erano dubbi sulla prassi da seguire, e non mi sentii mai in mezzo ad estranei.

Coloro che vigilavano sui dormienti sembravano compiere un atto d'amore felici di farlo, piuttosto che eseguire un lavoro solo per dovere. Il risveglio di queste anime addormentate era una gioia continua per loro, così come per quelli che erano venuti ad assistervi.

Seppi che tutti i "pazienti" in questa stanza erano passati attraverso malattie lunghe e debilitanti prima della loro "morte": immediatamente dopo il loro passaggio vengono sospinti con delicatezza verso un profondo assopimento.

In alcuni casi il sonno segue istantaneamente il trapasso fisico, senza soluzione di continuità. Infermità prolungate prima di esso hanno un effetto debilitante sulla mente che, a sua volta, influenza negativamente il corpo spirituale.




L'anima (ossia la psiche; ndr) necessita di riposo assoluto di varia durata. Ogni caso viene trattato individualmente e risponde perfettamente al trattamento. In questa fase, la parte mentale è completamente rilassata: non ci sono incubi, febbre o delirio.

Mentre ero testimone di questa splendida manifestazione della Divina Provvidenza, non potevo fare a meno di pensare a quelle assurde idee terrene di "eterno riposo", "sonno perpetuo" ed altre ugualmente fuorvianti... Qui c'era la prova evidente che questa credenza era senza senso.

Gli ospiti che riposavano sui vari divani avevano un'aria molto serena: erano tenuti sotto osservazione di continuo e, al primo segno di risveglio imminente, venivano chiamati i loro cari, o gli amici in attesa, perché tutto fosse pronto per il benvenuto.

Alcuni si ridestavano parzialmente e subito dopo ripiombavano nel sonno; altri si svegliavano di colpo e in questi casi le persone a loro vicine avevano un compito difficile: dovevano spiegare al nuovo arrivato che era "morto", ma che... era ancora vivo. 

Di solito ricordavano la loro malattia, ma non erano coscienti di essere passati nel mondo degli spiriti, e quando veniva gentilmente spiegata la realtà del nuovo stato, spesso sentivano il forte desiderio di tornare sulla Terra, sia da coloro che li stavano piangendo, come da quelli di cui si sentivano responsabili.

Veniva chiarito che non si poteva tornare indietro e che altri più esperti di loro si sarebbero presi cura di ciò che li faceva sentire così angosciati. Questi risvegli non erano così felici come quelli di chi si destava con la piena coscienza di quanto era accaduto.

La Terra ritiene di essere molto evoluta, molto civilizzata: questo concetto è segno di cieca ignoranza. Il piano terreno e i suoi abitanti vengono considerati di primaria importanza, mentre il mondo dello spirito è ritenuto come qualcosa di distante ed evanescente.

Quando un'anima nasce ha abbastanza tempo per pensarci, ma non desidera affatto annoiarsi sul tema fintantoché non giunge la sua ultima ora: questa è l'attitudine mentale di migliaia e migliaia di anime incarnate, e qui, in questa casa di riposo, vedemmo molte persone uscire dal loro sonno spirituale assistite da spiriti cortesi che tentavano continuamente di persuaderle che erano realmente "morte".

E questa è solo una delle tante case di cura e ristoro (come a Nosso Lar; ved. QUI e QUI; ndr) dove lo stesso servizio è portato avanti incessantemente!

(Eccone ancora una volta il film-capolavoro, doppiato in italiano. Per chi non l'avesse ancora visto, merita assolutamente di esserlo! Ndr).




Ci mostrarono un'altra area simile dello stesso edificio, dove dormivano coloro che avevano avuto un passaggio improvviso e violento. Questi casi di solito erano più difficili da gestire di quelli visti in precedenza, poiché la rapidità della loro dipartita aggiungeva molta più confusione alla loro mente.

Invece che con una transizione graduale, in molti casi il corpo spirituale viene espulso violentemente dal corpo fisico e precipitato nel mondo dello spirito: il passaggio è così improvviso che l'anima non avverte nulla.

Queste persone sono prese in carico rapidamente da entità che dedicano tutto il loro tempo e tutte le loro energie a questo compito e nella casa di riposo potemmo vedere i risultati del loro lavoro. Se tanti di questi trapassati avessero avuto anche solo una piccola contezza della realtà spirituale, tali risvegli sarebbero stati molto meno drammatici. [...]

Uscimmo all'aperto e prendemmo un sentiero che costeggiava un grande orto di rigogliosi alberi da frutto. Era a disposizione di coloro che si erano appena destati e, naturalmente, di chiunque desiderasse gustare una porzione dei frutti stimolanti. [...]

Mentre passeggiavamo iniziammo a chiacchierare sulle idee terrene che riguardavano l'aspetto delle entità. Ruth ci ricordò che spesso le creature celesti venivano descritte con grandi "ali". 

Gli artisti dell'antichità erano largamente responsabili di questa visione: ritenevano probabilmente che qualche mezzo di locomozione fosse indispensabile per loro e che il consueto modo di usare le gambe era troppo terreno per essere considerato anche una remota possibilità.

Non avendo alcuna conoscenza della potenza del pensiero a questi livelli e della sua diretta applicazione, ritennero che il solo modo di spostarsi nello spazio era l'utilizzo delle stesse. (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).




Per fortuna la scienza moderna ha provveduto a far piazza pulita di molte assurde concezioni per lungo tempo prevalenti. Edwin ci chiese se eravamo interessati a visitare la città che potevamo vedere non troppo lontano.

Quando dico "non troppo lontano", potrebbe dare l'idea che la distanza sia di qualche conto qui: sicuramente non è così!! Ruth e io fummo subito d'accordo che ci sarebbe piaciuto raggiungerla, poiché una città spirituale era davvero una grande rivelazione.

Ci domandammo se avessimo dovuto camminare o potere utilizzare un sistema di trasporto più veloce: entrambi volevamo provare la potenza del pensiero, ma come già in altre circostanze, non sapevamo come mettere in azione queste forze.

Edwin ci spiegò che una volta allenati in questo semplice processo del pensare, non avremmo più avuto alcuna difficoltà in futuro. Per prima cosa era necessario avere fiducia, e secondariamente dovevamo concentrarci: per fare un paragone terreno, dovevamo desiderare di essere LÀ, ovunque fosse, e LÀ noi ci saremmo trovati. (Cfr. QUI, i voli del "Gabbiano Jonathan"; ndr).

Per i primi tentativi era necessario uno sforzo cosciente, ma poco dopo avremmo potuto muoverci ovunque volessimo ‒ si potrebbe dire quasi senza pensare!

Per cercare di chiarire il concetto: quando volete sedervi, camminare o eseguire qualunque azione così familiare sulla Terra, non siete coscienti di fare un grosso sforzo di pensiero per portare a termine i vostri desideri.

Il pensiero "desidero sedermi" passa rapidamente attraverso la vostra mente e vi sedete, senza dover controllare gli innumerevoli movimenti muscolari coinvolti in questa azione: essi diventano una seconda natura. E qui è precisamente la stessa cosa: semplicemente pensiamo che vogliamo essere in un certo posto e lì ci troviamo.

Bisogna dire però che non tutti i luoghi ci sono accessibili: esistono molti reami dove noi non possiamo entrare se non in particolari circostanze o se il nostro livello di evoluzione spirituale lo permette. Ciò non altera comunque la nostra modalità di locomozione ma la restringe a certe mete precise.

Per essere pratici, chiesi a Edwin come potevamo indirizzare i nostri pensieri in un luogo ben definito, in modo da essere là tutti e tre insieme contemporaneamente. Edwin ci rispose che esistevano diversi fattori da tenere a mente in questi frangenti, tra i quali uno si riferiva proprio a questa nostra prima esperienza di spostamento, mediante il pensiero. In ogni caso lui si sarebbe preso cura di noi.

Avremmo dovuto rimanere in stretto contatto l'uno con l'altro fintantoché egli non avesse dato voce al desiderio e all'intenzione unanime di farlo. Questi due elementi insieme erano bastanti a garantire un arrivo sicuro e unitario per la meta stabilita! Quando saremmo diventati sufficientemente esperti in tale metodica non avremmo più avuto difficoltà a mantenere la connessione.

Devo ricordarvi che qui il pensiero è istantaneo e non c'è possibilità di perdersi nello spazio infinito. Avevo già sperimentato come viaggiare in questo modo subito dopo la mia "morte", ma allora mi ero mosso lentamente e con gli occhi chiusi.

Edwin suggerì di tentare un esperimento da soli, assicurandoci che non avrebbe potuto nuocerci in nessun modo. Ci propose di proiettarci in un piccolo gruppo di alberi distanti circa un quarto di miglio ‒ misura terrestre.




Ci sedemmo sull'erba tutti e tre guardando il nostro obiettivo, suggerendoci di tenerci per mano. Ruth ed io dovevamo andare là da soli, mentre lui sarebbe rimasto dov'era. Prima di pensare che volevamo essere là vicino agli alberi ci guardammo divertiti, entrambi chiedendoci cosa sarebbe successo, mentre nessuno dei due osava prendere l'iniziativa.

Allora Edwin disse: "Andate!". La sua frase deve aver fornito lo stimolo necessario: io presi la mano di Ruth e improvvisamente ci trovammo sotto gli alberi! Ci guardammo basiti, e vedemmo Edwin che ci salutava con la mano nel punto dal quale eravamo partiti.

Poi accadde una cosa strana: entrambi vedemmo un lampo di luce davanti agli occhi, non era accecante, né ci infastidì in nessun modo, semplicemente catturò la nostra attenzione proprio come fa il sole quando esce da una nuvola sulla Terra.

Esso illuminò il piccolo spazio davanti alla nostra vista e noi rimanemmo immobili e in aspettativa. Udimmo chiaramente al di là di ogni dubbio ‒ non potrei dire se con le orecchie o con la mente ‒ la voce di Edwin che ci chiedeva se ci era piaciuto il breve viaggio e di tornare indietro da lui, esattamente nello stesso modo in cui lo avevamo lasciato.

Entrambi  commentammo  quello  che  avevamo  udito,  cercando  di  capire  se  fosse stata veramente la voce di Edwin: eravamo ancora molto perplessi per quest'ultima esternazione dello spirito, quando la percepimmo di nuovo mentre diceva che ci aveva sentito rimuginare sull'intera vicenda!!

Così, sorpresi e deliziati dall'incredibile manifestazione sulla potenza del pensiero, decidemmo di ritornare da Edwin all'istante per chiedergli ulteriori spiegazioni. Ripetemmo la procedura e ci ritrovammo là, seduti sull'erba accanto a lui, che rideva della nostra meraviglia.

Ci disse che aveva voluto farci questa sorpresa e noi lo bombardammo di domande. Questa era un'altra prova della concretezza potente del pensiero: se ci si poteva spostare solo con la sua forza, allora ci era anche possibile inviare le nostre emissioni a qualsiasi distanza.

Nell'immenso universo spirituale, quando focalizziamo i nostri pensieri su una persona, sia come messaggio definito che affettivo, raggiungeremo l'obbiettivo senza fallo, e saranno recepiti dal destinatario.

Questo è ciò che accade, ma il modo in cui succede Edwin non era in grado di dircelo: fino ad ora avevamo usato gli "organi della voce" per parlarci l'un l'altro; era naturale, e Ruth ed io non avevamo pensato che fossero disponibili mezzi di comunicazione a distanza non più limitati da condizioni terrene.

Un'altra cosa da dire è che, tuttavia, non si deve supporre che le nostre menti siano "libri aperti" nei quali ognuno può leggere. Non è così. Lo possiamo permettere solo se vogliamo lasciarli andare, senza controllo, in modo che possano essere visti e letti anche da altri.

Una delle prime cose da imparare quando si arriva qui consiste nel sapere che il pensiero è concreto: può creare e costruire forme (guardare i link posti sopra; ndr), quindi è fondamentale tenerlo a bada, sempre e comunque.

Nel mondo astrale ci si adatta presto alle nuove condizioni, se lo vogliamo, e non manca mai chi ci soccorra in qualsiasi difficoltà, come noi ‒ Ruth ed io ‒ abbiamo scoperto con sollievo e gratitudine. Ella era molto impaziente di visitare altri luoghi. Così, senza ulteriore indugio, ci alzammo e, una volta atteso l'ordine dalla nostra guida, partimmo."

Ecco una serie di link interessanti per saperne di più sul trapasso e temi correlati:


Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

mercoledì 28 ottobre 2026

Mondo e Chiesa: caos, razzie e divieti d'esorcismo




Sebirblu, 25 ottobre 2026

Non c'è alcun dubbio ormai che lo scenario attuale, emergente agli occhi dei più, sia fosco e pericoloso per chiunque abbia un minimo di senso critico. Ma quanti riescono davvero a percepire che dietro tutto questo caos generalizzato esiste ed opera una mente distruttiva e letale, di gran lunga superiore a quella dell'uomo?

Nel ripubblicare l'ultimo post QUI, ho pensato che fosse propedeutico per il presente scritto in quanto ne è quasi il prosieguo. Il Maligno infatti governa la Chiesa di Roma e il Mondo, dal momento in cui sia l'una che l'altro lo hanno ritualmente evocato: cfr. QUI e QUI.

Queste cose sono a conoscenza dell'Élite al potere, che celebra Satana di continuo approfittando della grande ignoranza dei popoli in campo spirituale, anche se tanti pensano di essere al sicuro sotto l'ombrello della cattolicità che "li preserverebbe", ma che di fatto vengono imbrogliati per primi.

Diverse volte ho parlato nei miei articoli del parallelismo in atto fra le due "bestie" apocalittiche e del loro manifestarsi pressoché simbiotico. Ad esempio, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI. Fra guerre, massacri, abusi e specialmente inganni, ora se ne vedono i frutti anche attraverso l'Intelligenza Artificiale.

Ma veniamo al dunque, perché oggi vorrei evidenziare alcuni fatti che servono ancor più a sollevare il velo di ipocrisia di cui si è ammantata la Sacra Istituzione fondata dal Cristo allorché, per ciò che riguarda il mondo laico, si trova nella confusione più totale.

Da quando è subentrato Prevost al Falso Profeta Bergoglio, purtroppo non "in odore di santità, ma di zolfo" ‒ ved. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e soprattutto QUI ‒ gli accadimenti si sono aggravati perché sostenuti da una personalità apparentemente bonaria e tradizionalista (con il fine di accreditarsi meglio ai "devoti" addormentati) mentre il suo comportamento reale è invece la continuità esatta del suo predecessore, incurante e stravolgente in modo vergognoso i santi e infallibili precetti lasciati da Nostro Signore.

Ora, malgrado i ripetuti e vigorosi richiami, sin dal 2016, pronunciati per primo dal coraggioso e impavido don Alessandro M. Minutella ‒ che ancora sta subendo di tutto in un soffocante ed estremo martirio bianco ‒ sono poche le voci che si sono alzate prendendo davvero una posizione precisa.

Tra queste, sebbene a posteriori del prete siciliano chiamato univocamente "Leone di Maria" (ved. QUI), ma in costante aumento di consapevolezza v'è il giornale online "LiveSiteNews" di John-Henry Westen che denuncia quotidianamente la profonda deriva, la corruzione e il tradimento della "Chiesa" nel suo clero docente e militante.

Così, mediante questa voce (QUI), ed altre minori, si è venuto a sapere quanto segue.
(Per i filmati seguenti esiste la traccia in italiano: azionarla).




Padre Chad Ripperger (esorcista) messo a tacere dal suo vescovo per un anno.

"L'arcivescovo di Denver James Golka ha ordinato a padre Chad Ripperger, il prete americano più autorevole in materia di esorcismo e guerra spirituale, di astenersi da qualsiasi attività pastorale pubblica per dodici mesi, come confermato direttamente dal nostro giornale.

Il provvedimento riguarda apparizioni pubbliche, conferenze, omelie online e scritti. Gli interventi già in programmazione sono perciò stati annullati. Ripperger avrebbe dovuto parlare al gala per il 30° anniversario di LifeSiteNews, il 24 aprile 2027. Ci ha comunicato di non poter più onorare l'impegno. "L'Arcivescovo mi ha domandato di prendermi una pausa dai discorsi in pubblico", ha scritto.

Interpellato sulla possibilità di inviare un video-messaggio o un messaggio scritto, ha rifiutato, precisando che le domande relative a tale restrizione dovrebbero essere rivolte all'arcivescovo di Denver. (Un posto davvero "raccomandabile", specialmente il suo aeroporto, ved. QUI; ndt).

Ha inoltre specificato che le restrizioni rimarranno in vigore per un anno, fino al prossimo settembre. La nostra redazione ha anche appreso che ha annullato impegni di oratoria con almeno altre due organizzazioni. [...]

Golka, nominato vescovo di Colorado Springs da Bergoglio nel 2021 e arcivescovo di Denver dal suo epigono e falso papa Leone XIV nel febbraio 2026, detiene ora le piene facoltà su padre Ripperger e sulla Società della Santissima Madre Addolorata (Padri Dolorani) fondata da lui.

L'imposizione al silenzio giunge dopo che tale reverendo ha raggiunto il pubblico più vasto che un prete forse abbia mai avuto, apparendo di recente nei famosi talk show di Tucker Carlson (col quale ha trascorso quasi due ore di intervista) e Shawn Ryan, noto podcaster, a discutere di possessione, occultismo e di politici satanisti.




Padre Ripperger, sessantunenne, è stato ordinato sacerdote nel 1997 dalla Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP) e presta servizio nell'arcidiocesi di Denver dal 2016. Nel medesimo anno è avvenuta la dipartita di padre Gabriele Amorth, presidente dell'Associazione Internazionale degli Esorcisti, di cui, a quanto pare, Ripperger ha ereditato il ruolo."




"Poi, (secondo questo sito) è emersa un'altra stranezza. LifeSiteNews ha scoperto che Ripperger risultava in pensione nell'elenco del clero di Denver. Successivamente, è stato segnalato che la dicitura era stata rimossa. Non è chiaro se si sia trattato di un errore amministrativo, una decisione interna o di qualcos'altro.




Un operatore di fama internazionale, a motivo del proprio sacro ministero, si ritrova pubblicamente emarginato. Il suo arcivescovo rilascia una concisa dichiarazione in cui "lo ringrazia" cortesemente per il suo Servizio. Nessuno spiega il vero problema.

Per essere precisi, la diocesi di Denver non ha annunciato alcuna sanzione canonica e le successive notizie confermano che Ripperger rimane un presbitero rispettoso delle regole. La dichiarazione pubblica, inoltre, non stabilisce che gli sia stato proibito di celebrare la Messa o di esercitare privatamente il suo ufficio sacerdotale.

Ciononostante, la voce autorevole di un noto esorcista è stata, di fatto, sottratta per un anno agli ascoltatori e ai fedeli non è stata fornita alcuna spiegazione sostanziale. Questo merita un esame ben più approfondito rispetto all'ennesima rassicurazione accuratamente elaborata dalla cancelleria.

Ripperger aveva ampiamente avvertito dell'opposizione fattagli in Vaticano, e sette mesi dopo, Golka lo ha messo a tacere." [...]




Il rito di esorcismo rivisto e il disagio post-conciliare
nei confronti del Demonio.

Continua sempre da QUI: "Dietro questa vicenda si cela una questione teologica più profonda.

Per decenni, i cattolici tradizionalisti hanno criticato la tendenza post-conciliare a reinterpretare le realtà soprannaturali attraverso categorie psicologiche, sociologiche e terapeutiche. Tale propensione assume particolare rilevanza quando si parla di possessione diabolica.

Nel 1999, il Vaticano aveva promulgato un rito di esorcismo aggiornato, che aveva sostituito quello anteriore, sostanzialmente associato al Rituale Romano del 1614.

Tra i suoi critici figurava padre Gabriele Amorth, la cui intervista interessantissima è "linkata" all'inizio. Egli si lamentava del fatto che i responsabili della revisione non avessero raccolto sufficienti informazioni pratiche da esorcisti esperti.

Si oppose alle restrizioni relative ai casi di presunte maledizioni e criticò parecchio l'eliminazione di preghiere la cui efficacia, a suo avviso, era stata dimostrata da secoli di utilizzo.




Padre Amorth andò ben oltre la semplice espressione di una preferenza liturgica. Descrisse le preghiere rivisitate come inefficaci, secondo la sua esperienza. Si è trattato di accuse gravi, emesse da una persona votata interamente al suo importante ministero.

Le sue obbiezioni illustrano una questione fondamentale: cosa accade quando una riforma liturgica condotta in nome di una sensibilità pastorale modernista sembra, agli occhi svegli di operatori esperti, aver abbandonato pratiche che essi considerano spiritualmente efficaci?

La critica cattolica tradizionale riguarda la mentalità più ampia che sottende a tali riforme. Gli ecclesiastici attuali (senza più la Luce dello Spirito, purtroppo; ndr) spesso mostrano una fiducia straordinaria nelle più recenti categorie psicologiche, trattando al contempo le pratiche cattoliche ereditate come imbarazzanti retaggi di un'epoca non sufficientemente illuminata.

Di sicuro, una corretta valutazione psichiatrica è auspicabile. Una malattia mentale non deve mai essere considerata subito come una possessione, e un esorcista ha la grave responsabilità di distinguere le due cose. Ma riconoscere il ruolo legittimo della medicina non richiede certo di porre le verità soprannaturali sotto la supervisione permanente dei presupposti terapeutici d'oggi. [...]

Il prosecutore di don Gabriele Amorth, padre Chad Ripperger, proclama queste realtà senza alcun imbarazzo. Per questo, sicuramente, la sua figura risulta scomoda per l'establishment ecclesiastico contemporaneo." [...]



Padre Chad Ripperger  (classe 1964).

"L'autore dell'articolo, Chris Jackson, prosegue dicendo che la recente promozione di Golka (ved. QUI) si riferisce al "premio" da lui ricevuto per aver rimosso il canonista occupatosi delle vittime di abusi a Chiclayo, le quali avevano accusato l'allora vescovo Prevost a cui si erano rivolte, per l'insabbiamento della loro vicenda.

Il fatto ha portato mons. Ricardo Coronado Arrascue, vicario giudiziale e cancelliere sotto il vescovo Michael Sheridan e successivamente sotto James Golka, a dimettersi nel maggio 2022 in seguito ad un accordo che, ufficialmente, lo lasciava sacerdote integerrimo.

Nel giugno 2023, la diocesi aveva emesso un precetto riguardante una non meglio precisata "grave accusa" e lo aveva sospeso. Il canonista Coronado ha poi citato in giudizio la diocesi stessa e Golka, per inadempimento contrattuale e diffamazione... più tardi le azioni civili vennero archiviate.
  


Mons. Ricardo Coronado Arrascue - avvocato ecclesiastico.

Nel febbraio 2024, dopo che il giurista era stato incaricato dalle tre sorelle peruviane abusate (allora bambine), Golka emetteva un decreto dichiarante il reverendo oggetto d'indagine interna e gli proibiva di esercitare la professione di avvocato ecclesiastico. Le denuncianti sono così rimaste senza rappresentanza legale durante il loro processo canonico." (traduzione libera da QUI; ndt).

Ciò che risulta assolutamente scandaloso è il fatto che, mentre Coronado assisteva legalmente le vittime del prete pedofilo Eleuterio Vásquez (noto come "Lute"), veniva improvvisamente colpito dalla interdizione di proseguire il suo ruolo difensivo, senza motivazione alcuna se non quella di far "sparire" un testimone scomodo per la dignità del futuro falso-papa (già in programmazione bergogliana), Leone XIV.

Incredibilmente, si può ottenere un riscontro davvero obbiettivo dell'intera storia da "Infovaticana" QUI, che di norma si considera faziosa.



Mons. James Robert Golka  (classe 1966).

In questo contesto diabolico è doveroso notare che Satana sta cercando in tutti i modi di contrastare i fedeli, rimasti tali, proprio attraverso i ministri consacrati e tra questi principalmente i vescovi che hanno la giurisdizione sulle loro parrocchie.

L'ultimo esempio è stato confermato da mons. Mark Beckman, vescovo di Knoxville, nel Tennessee, che recentemente ha proibito la preghiera di San Michele Arcangelo alla fine delle Messe (cfr. QUI) in tutta la diocesi, mettendo a segno un altro punto nella sua crescente campagna per estirpare la fede e le pratiche dei cattolici devoti, assidui frequentatori del Rito tradizionale in latino. (Ved. QUI). 



Mons. Mark Beckman  (classe 1962).

Ma l'azione anticristica per eccellenza, che ora stiamo vivendo tutti all'insaputa quasi totale dell'umanità, è l'indirizzo fuorviante e fortemente voluto proprio da colui che dovrebbe essere il Vicario di Cristo in terra: l'impostore davvero insidioso  (anche se non sembra)  "Francis 2". (Cfr. QUI)

La sua Magnifica Humanitas è stata passata al setaccio da un saggista e analista che si occupa in modo speciale di esegesi, di testi magisteriali, encicliche e documenti pontifici. I suoi molti scritti adottano una linea teologica rigorosa, volta a difendere l'ortodossia e gli svariati dogmi della Chiesa cattolica romana rispetto alle derive del modernismo. 

Matthew McCusker collabora stabilmente con LifeSiteNews dove ultimamente sono state pubblicate tre sue approfondite analisi riguardanti l'Epistola circolare, appena citata, dell'attuale pseudo-papa Leone XIV (ved. QUI, QUI e QUI, servendosi del traduttore automatico, se non si conosce l'inglese) affinché ogni ricercatore accurato possa rendersi conto del sottile quanto subdolo inganno in atto.




Ecco qualche passo di ciò che egli scrive nella triplice analisi:

La "Magnifica Humanitas": 
un progetto per la distruzione della Chiesa cattolica.

"Nella nuova società di Leone XIV, «i poveri, i malati, i migranti e gli ultimi tra noi diverranno la pietra angolare», e non Gesù Cristo. Nella visione di Prevost, l'uomo, non Dio, è al comando della storia. E il mondo che è chiamato a costruire è una "fraternità" incentrata solo sull'essere umano.

In nessun punto del documento egli fa riferimento alla vera sua destinazione – ossia all'eterna Unione soprannaturale con Dio – che è l'autentico significato e scopo della sua vita.

La predicazione della fede è stata sostituita dal "dialogo".

La Chiesa non è stata fondata dal Cristo per dialogare: Leone sostituisce chiaramente il concetto della nostra esistenza eterna con Dio con quella di una vita migliore su questa terra.

Spiega che edificare la nuova Gerusalemme "significa accettare i limiti e le debolezze del genere umano senza considerarli un errore da correggere". La conversione, quindi, non sarà più necessaria.

La chiesa sinodale sostituisce la Chiesa cattolica.

Nel corso del testo, Leone XIV mina – o addirittura nega – l'autorità della Chiesa cattolica di insegnare, santificare e governare l'umanità: "La sua particolare vocazione è di ascolto, dialogo e servizio, di farsi sensibile a tutto ciò che riguarda la vita degli uomini e delle donne contemporanei".

La salvezza delle anime è la missione della Chiesa. Essa non esiste per immischiarsi in un processo di individuazione di "nuove vie per il bene comune", bensì per insegnare le verità eterne che rimangono l'unica via per l'umanità di raggiungere la felicità, sia terrena che soprannaturale. (Ossia la vita vera che È nel Cristo stesso; ndt).

La "nuova Gerusalemme" di Leone è un'utopia terrena, un nuovo ordine mondiale fondato sui principi del liberalismo, una nuova chiesa "che cammini insieme", che cerchi di leggere i segni dei tempi. Prevost chiama questa "Chiesa sinodale".

Il Nostro Signore ha conferito alla Sua Chiesa l'attributo della indefettibilità. Essa rimarrà immutata nella sua costituzione fondamentale fino al Suo Ritorno. (Che da quanto sta accadendo, sembra prossimo... ndt).

Leone XIV rifiuta apertamente il regno di Cristo Re sugli stati e sulle nazioni.

Gesù Cristo è la Seconda Persona della Santissima Trinità, per mezzo della quale tutte le cose sono state create. Egli è il nostro Redentore e Signore. Regna sulla Chiesa, di cui è il Capo Divino e Sommo Sacerdote. Ogni autorità legittima, sia nella Chiesa che nello stato, deriva da Lui.

[Ci si ricordi la frase precisa espressa da Gesù a Ponzio Pilato nel Vangelo di Giovanni al capitolo 19, versetto 11, allorché gli dice: "Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto"; ndr].

Leone XIV, affermando l'autonomia della società civile sia dalla religione che dalla autorità ecclesiastica, nega la dipendenza che la prima dovrebbe avere da Dio, suo Creatore. Esclude a priori Gesù Cristo dalla vita politica e civile e delimita la Sua Chiesa al ruolo di mero consigliere privo di autorità.

Egli ammette apertamente che questa è la sua intenzione. Ci dice che sta offrendo questa spiegazione perché "non farlo esporrebbe la Dottrina Sociale al rischio di essere percepita come un'indebita interferenza in questioni terrene o come un codice etico esterno imposto dall'alto".

Egli ritiene che la Chiesa non abbia il diritto di "interferire" negli affari "mondani" degli uomini né di imporre la legge morale. Ciò può essere vero per la "Chiesa sinodale" di cui Leone è il capo. Ma certamente non è altrettanto vero per la Chiesa cattolica fondata da Gesù Cristo.


"Io Sono la VIA, la VERITÀ e la VITA"

Anche se temporaneamente oscurata dall'azione di uomini malvagi, Essa attende solo il momento, predisposto dalla Divina Provvidenza, in cui la sua Voce sarà di nuovo chiaramente udita da tutti, proclamando alfine l'Impero glorioso di Nostro Signore."

Post scriptum

A conclusione di questo mio lavoro aggiungo, cari Lettori, un'analisi straordinaria trasmessa da Vicente Montesinos qualche ora fa in lingua italiana, dal suo canale YouTube "Adoración y Liberación", sul 3° Segreto di Fatima, che merita davvero di essere visto e ascoltato. Per il riferimento alle parole espresse da Padre Pio, cfr. QUI.



Ad Maiorem Dei Gloriam

Traduzione, relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it