mercoledì 7 ottobre 2026

VANO sperare di VOLAR VIA... Senza le "ALI ADATTE"!


"Il Poema dell'Anima" di Anne François Louis Jinmot

Sebirblu, 7 ottobre 2026

Ripropongo interamente, per l'importanza del suo contenuto, il post presentato nel 2020, visto il momento critico che ora l'umanità sta vivendo per il reale pericolo di un terzo conflitto planetario.

Il 31 dicembre 2022, Benedetto XVI (il vero papa e 'Katechon' ‒ ved. QUI) veniva a mancare, lasciando il mondo al suo destino ineluttabile, che così bene l'apostolo Giovanni descrisse nella sua Rivelazione o Apocalisse.

Essendo stato tolto dalla Legge Eterna il "Baluardo" difensivo che 'tratteneva' il Mistero d'Iniquità, la scintilla iniziale già scoppiata in Europa si è andata aggravando e, come una miccia, ha raggiunto il Medioriente con le stragi che tutti noi conosciamo e che diventano di ora in ora sempre più estese, coinvolgendo e travolgendo, al pari di un immenso incendio devastatore, interi paesi e, con essi, l'esistenza di coloro che vi abitano.

Possa la Vergine S.S. Regina del Rosario, della Quale oggi si celebra la Vittoria nella "Battaglia di Lepanto", proteggere i Suoi figli in questi tempi bui e perigliosi.

Scrissi nell'ottobre 2020...

Il messaggio che segue, semplice ma sostanziale, è rivolto a tutti, perché il percorso di vita che l'umanità sta compiendo necessita urgentemente della dirittura indicata dalla Guida entélica che da un cinquantennio ci ammaestra. (Ved. QUI, al post scriptum, il significato di Entéle).

È sostanziale perché fondato sulla "Roccia-Cristo", la Pietra angolare che regge l'edificio umano e che nulla potrà scalfire... anzi, si abbatterà inesorabilmente su quei costruttori inetti che continuano a scartarla. (Cfr. QUI, i punti dove la Scrittura ne parla).

I due brani evangelici a cui si riferisce il messaggio sono più che eloquenti. D'altronde l'efficacia delle parabole, usate così frequentemente da Gesù, è fuori discussione. Solo il superficiale o lo stolto non vi si soffermano per riflettere e trarne vantaggio. (Cfr. QUI).


Igor Zanin


La prima similitudine concerne Mt. 7, 13-14 e dice:

«Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la Via che conduce alla Vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!»

(Con la zavorra delle passioni e l'anima carica di vizi non si può varcare la soglia dell'eternità! Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).

La seconda è un po' più complessa e indica ancora Matteo al cap. 22, 1-14:

«Il Regno dei Cieli è simile ad un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.

(Il re è il Padre, il figlio è il Cristo e i servi sono coloro che annunciano la "chiamata" alla Verità suprema; ndr).

Di nuovo mandò altri servi a dire: "Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze." Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

(I primi invitati rappresentano coloro che si reputano "imparentati con Dio"... ligi alle pratiche religiose e zelanti nell'osservanza dei Sacramenti. Essi sono sicuri di esserGli sempre bene accetti, ma sottovalutano la Sua "chiamata" ritenendola forse non così essenziale e impellente... Si sentono a posto così...

I secondi non aderiscono all'invito perché ancora tiepidi, o addirittura non credenti; presumono di dover prima completare i propri "affari" non tenendo in nessuna considerazione gli "inviati" che, invece, vengono derisi, perseguitati, e talvolta pure uccisi. Il loro "Io" è più importante di Dio. Ndr).

Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, giustiziò quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.

(Certo! Questa è la fine spirituale e talvolta anche fisica che faranno i denigratori, i beffardi, gli uccisori di anime e i negatori preconcetti insieme al loro ambiente, se non si pentiranno; ndr).


"La parabola degli invitati alle nozze" di Francisco Goya.

Poi disse ai suoi servi: "Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali.

(E qui si compie la scrittura, quando Gesù in Mt. 21, 31 dice: "In verità vi dico: i pubblicani [ossia gli odiati esattori delle tasse al servizio dei Romani] e le prostitute vi precedono nel Regno di Dio." Ndr).

Il monarca entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito adeguato, gli disse: "Amico, come hai potuto entrare qui senza l'abito nuziale?" Ed egli ammutolì.

Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

(Apparentemente sembra una crudeltà... Si potrebbe discutere sulla imprevedibilità dell'invito per giustificare in qualche modo il "malcapitato", ma in quei tempi un sovrano donava a tutti l'abito adatto per la cerimonia – di solito un camice bianco – che veniva indossato diligentemente dagli ospiti sopra i propri vestiti, sia per preservarli, che per dare un tono di maestosità alla festa.

Ciò accade anche oggi, nelle tradizioni ancora in atto in alcune zone d'Oriente, ma soprattutto lo si deduce dal testo greco che riporta: "Ora il re, entrato nella sala per dare un'occhiata e vedere chi fosse presente, vide un invitato che non era stato rivestito con l'abito nuziale".

Il punto è proprio nel termine "rivestito", esplicativo del duro ordine regale di espellere immediatamente l'uomo che non si era attenuto alle disposizioni per la ospitalità, mantenendo i propri abiti, disdegnando l'omaggio ricevuto, e quindi offendendo il Padrone di Casa.

In parole chiare, la parabola spiega che, se le vibrazioni di un'anima non sono sufficientemente alte, in armonia e in amore col Divino, non vengono assimilate e dunque non possono fondersi con la purezza dei Cieli; ndr).


"Alba" di Alex Alemany

Ecco dunque il relativo messaggio annunciato:

«Io vi saluto,

Una grande strada la società vi offre... ma bisogna cercare la Vera Strada, la "strada stretta"... (Mt. 7, 13-14; ndr).

E il viandante, carico di pesi, di cose che porta dal mondo, ha da fare molta strada per raggiungere il Regno del Padre e durante il cammino, per la stanchezza, per il desiderio di pervenirvi, perché vuole accelerare, deve naturalmente lasciare... lasciare delle cose che, pur essendo valide e preziose per gli umani, diventano inutili e vane per il Regno di Dio.

E così il viandante abbandona, ad ogni passo in salita, ora gli onori, ora le cariche, la vanagloria, la superbia, l'invidia, l'arrivismo, l'egoismo, la lussuria, l'avarizia: TUTTO VA LASCIATO, anche il vestito più aderente, la personalità va lasciata...

Perché il Regno dei Cieli è come un meccanismo, una grande macchina che deve prendere solo le anime pulite, le anime splendenti, le anime raggianti, cosicché, quando ci si avvicina ad essa e non si è nelle condizioni ideali... si viene "scartati".

Molte volte si torna indietro per rifare lo stesso percorso con esperienze nuove, con strutture fisiche nuove, perché il suddetto meccanismo raccoglie ed accoglie soltanto le anime perfette. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).

Il Cristo ha detto: "Siate perfetti come è perfetto il Padre". Ecco come le anime si apprestano ad essere pulite, monde. Nemmeno un briciolo di polvere ci dev'essere poiché, se non sono pulite al massimo, vengono respinte.

Ecco l'analisi che l'uomo dovrebbe fare in sé stesso: emendarsi, pulirsi di tutte le nefandezze, di tutte le sconcezze e di tutto ciò che contrasta con la Bellezza e la Sapienza del Padre.

Ma in questo cammino duro e tortuoso molti vacillano, parecchi si stancano, altri si prostrano... Non sono consapevoli che la sapienza massima per l'anima è la PIENA COSCIENZA!

SOLO QUANDO SI È PIENAMENTE COSCIENTI dell'immediato futuro, allora tutta la fatica spesa nel correggersi vale il più grande tesoro! ( Cfr. QUI , QUI e QUI; ndr).

Veramente, se l'uomo prendesse coscienza, nessuna cosa al mondo lo fermerebbe, poiché la sua volontà, sorretta dalla potente Volontà del Padre, non ha barriere, non ha confini, non ha schermi.

Quando la volontà dell'essere umano si inserisce nella Volontà di Dio diventa la più grande spinta che lo renderà immortale... perché NON TORNERÀ, perché rientrerà nell'ambito spirituale, perché non avrà più bisogno di assumere vesti di materia, in quanto ormai rifulge, risplende... avendo abbandonato ogni attaccamento mondano, gli stimoli della carne, i desideri insani.


Lucie Bilodeau

E l'anima ascende... e in questa ascesa UNA FORZA LA SOSPINGE... E UN'ALTRA L'ATTRAE. Ecco come va spedita, ma... se dubbi, incertezze, attaccamenti frenano il suo Cammino, la distolgono dalla Retta Via e la inducono a soffermarsi, a sostare.

Un proverbio dice: "Chi ha tempo non aspetti tempo", un proverbio molto santo, poiché spiega la necessità immediata di entrare in quella certa forma mentale per capire subito qual è il destino VERO dell'umanità, qual è la sorte dell'anima.

Il Padre è Gioia, il Padre è Amore e l'umanità distorce questo sentimento di Gioia e Amore e ne fa delle brutture, riesce a gioire del dolore altrui, riesce a gioire quando gli altri soffrono... e nell'amore distorce l'amore pulito, vero, limpido, con tutte le bassezze che questo sentimento a volte comporta.

Ma chi potrà dare all'umanità intera questo insegnamento se essa stessa lo rifugge, si allontana e non lo vuol sentire?

Lo Spirito Santo illumina tutte le anime che, ardenti, vogliono seguire la Strada del Padre, ma senza dubbio non violenta alcun intelletto, ed ognuno è libero di agire secondo il suo modo di vedere.

Tuttavia, quando l'uomo imparerà che tramite la "Legge di Causa ed Effetto" TUTTO ciò che ha compiuto di male ricadrà su di lui... allora forse prenderà coscienza... e nell'abbattimento, nella sconfitta, quando le narici inspireranno la polvere... egli capirà... e sarà giunto il tempo per lui di seguire la Vera Strada...

Così, mentre una parte dell'Umanità dirà: "Dio è crudele, Dio è ingiusto..." l'altra parte, fiaccata da questo schianto e da questa disfatta avrà il momento per pensare di mutare all'istante il proprio tenore di vita.

In tutto il pianeta avvengono dei fatti strazianti, oltremodo strazianti, ma sono il prodotto dell'arbitrio umano, per cui SOLO COSÌ l'uomo può comprendere l'errore e rinnovarsi.

Mi appello a coloro che si trovano sul Cammino conducente al Padre, affinché quanti seguono l'Insegnamento di Gesù il Cristo, facciano da modello e da luce a quella parte di umanità che langue nelle Tenebre.




Dice ancora la Guida entélica:

PORTATE ALTA LA FIACCOLA DELLA FEDE! Siate d'insegnamento e di esempio agli altri e, qualsiasi cosa accada, SIATE FORTI, poiché avete saputo stabilire bene le fondamenta di questo enorme edificio.

Questa sera avete emanato il pensiero per chi è sulla soglia del Trapasso (ved. QUI, QUI, QUI e QUI) e avete fatto benissimo. Quante anime cieche trapassano... quante anime sorde!

Il vostro pensiero di soccorso, inserito nella Volontà del Padre, dà quel lenimento necessario, quella illuminazione atta a far prendere coscienza e, come gli operai dell'ultima ora (Mt. 20, 1-16; ndr), anche un attimo prima del decesso, possono, per la Misericordia del Padre, cambiare totalmente col rimorso bruciante tutta la loro vita.

Quando vedete i vostri fratelli soffrire, siate partecipi al loro dolore pregando il Padre di illuminare le menti affinché, attraverso la sofferenza possano riscattare la loro esistenza agli occhi dell'Eterno.

Pace a voi... Pace a tutti.»




Chiosa di Sebirblu

Termino con questo video raro, in onore del Santo Fraticello di Assisi che tanto amo e ringrazio per tutti gli aiuti che nell'arco della mia lunga vita si è degnato di offrirmi. Gli 800 anni dalla sua scomparsa, compiutisi tre giorni fa, non hanno scalfito per nulla il suo ricordo e il fulgido esempio di Vera cristianità data al mondo. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e specialmente QUI.


Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it


venerdì 2 ottobre 2026

Troppi indizi e coincidenze!... CHI È l'ANTICRISTO?

 

Nell'ombra... un volto inconfondibile!...

Sebirblu, 30 settembre 2026

Sono molte ormai le Voci che con ampio anticipo hanno annunciato la presa satanica sul Trono di Pietro e la devastazione della Chiesa fondata da Nostro Signore nei tempi ultimi.

Ne sono un esempio vivo quelle della Madonna di La Salette nel 1864 dove avvertiva che Roma sarebbe diventata la sede dell'Anticristo, la voce di Padre Pio (QUI) che ne parlava con don Gabriele Amorth, quella di Katerina Emmerick nelle sue visioni (QUI e QUI) e di Teresa Neumann (QUI) che disse:

‒ Sul trono più elevato ho visto sedere il serpente dei serpenti. E ho visto l'asino dettare legge al leone... (cfr. QUI) parimenti a S. Ildegarda di Bingen in "Scivias, libro III, visione 11" dove vede:

‒ una figura femminile monumentale che rappresenta la Chiesa (la Sposa di Cristo). La donna è radiosa, ma dal suo grembo emerge una scena terribile: una testa mostruosa e nerissima con occhi di fuoco, orecchie d'asino e fauci leonine. Questa testa rappresenta l'Anticristo, il figlio della perdizione, che cerca di nascondersi all'interno della Sacra Struttura per ingannare i credenti.




Nell'ultimo articolo che ho ripubblicato QUI, menziono l'Arcangelo Michele come "ponte" fra San Pio da Pietrelcina e San Francesco d'Assisi, ed è per tal motivo che associo la prima apparizione del Principe-Guerriero ‒ avvenuta l'8 maggio 490 sul Gargano, in contemporanea alla festa della Madonna di Pompei ‒ al giorno («guarda caso») della nomina invalida (ved. QUI) di Robert Francis Prevost compiutasi l'8 maggio 2025.

Assistiamo perciò alla solenne presenza della Regina degli Angeli e del potente Capo delle Milizie Celesti al conclave dell'anno scorso, nel preciso istante in cui l'umanità veniva esposta al suo inganno peggiore.

Passiamo ora a valutare la scelta del pomposo nome di "Leone", come da lui stesso dichiarato davanti ai cardinali che, seppur spiegandone le ragioni assimilabili alle 'Cose Nuove' della "Rerum Novarum", non poteva delinearne anche la posizione assolutamente antitetica, emersa dai fatti che sto elencando.




Presento perciò le contraddizioni emerse da un Robert Francis Prevost che assume il nome di Leone XIV in continuità al processo di "modernizzazione" iniziato, secondo lui, dall'antico predecessore Gioacchino Pecci. Delle numerose encicliche lasciate da quest'ultimo ne espongo solo alcune per darne un'idea:

Inizio con la "Aeternis Patris" che consiglia i fedeli di tornare alla tradizione di San Tommaso d'Aquino (piuttosto che a quella del teologo tedesco Karl Rahner che tanto ha influito in peggio sul Concilio Vaticano II).

Nella "Immortale Dei" invita i cattolici ad evangelizzare (al posto di avversare il "proselitismo" come ha fatto più volte Bergoglio, mentore di Prevost).

Nell'enciclica "Arcanum" denuncia la gravità del divorzio, della separazione e rilancia la sacralità del matrimonio. (Altro che "Amoris Laetitia"! Che Leone XIV non solo non ha corretto, ma ha pure indetto, dopo dieci anni dalla sua promulgazione, un incontro dal 7 al 14 ottobre prossimo come verifica sulla sua attuazione globale; ved. QUI). 

Infine, la "Humanus Genus" verte principalmente sulla condanna della Massoneria e del Relativismo filosofico e morale da essa promossi. (E su questo punto, ormai lo sanno anche le pietre che la Chiesa Cattolica è stata ampiamente infiltrata dalla Massoneria ecclesiastica, tanto che Giovanni Paolo 1° ci ha rimesso la vita, ved. QUI, QUI e QUI o meglio QUI, dove si trova il post completo, con le rivelazioni di Conchiglia, vietatemi).

Come si constata, non è che Leone XIV si trovi in perfetta sintonia con le prese di posizione dell'antico papa omonimo, nonostante abbia preso spunto dalla "Rerum Novarum", piuttosto lo è con l'«Argentino» che aveva il compito di presentarlo al mondo.

Infatti Bergoglio, il Falso Profeta ‒ che molte volte ho specificato essere in realtà la seconda Bestia apocalittica uscente dalla terra, analogamente al precursore di Gesù, Giovanni Battista, che doveva preparare la Sua venuta come Messia ‒ ha concluso la sua missione dopo aver presentato all'umanità dormiente e distratta, il «pacifista», l'«ecologista», l'«ecumenista» che è proprio quello indicato da Solovëv e Benson QUI e QUI, dal «Grande Umanitario», secondo mons. Fulton Sheen QUI, ma ancor meglio da Maria Valtorta QUI.

Ciò non deve stupire, perché sia Bergoglio (QUI) che Prevost (QUI), essendo stati posti ai vertici della "Cupola" vatican-religiosa dalla Massoneria Ecclesiastica (cfr. QUI), formano pressoché un tutt'uno con gli altri due poteri mondiali: la City di Londra per l'Economia e Washington DC per la Militarizzazione.




Questi due ultimi "papi", infatti, sono stati chiamati "impostori" da Nostro Signore in un messaggio ricevuto da Suor Amapola, di cui ho scritto QUI.

Ricordo infine che Leone XIII viene indicato soprattutto come il papa della visione avuta sul dialogo intercorso fra Gesù e Satana (post scriptum QUI) per ottenere il consenso di agire sulla Chiesa al fine di distruggerla per un periodo massimo di 100 anni. E lo ottenne... ma con l'avviso che non vi sarebbe riuscito del tutto...

Estremamente turbato, egli scrisse allora l'altrettanto nota preghiera rivolta a San Michele Arcangelo (ved. QUI) con il preciso proclama, obbligatorio, di essere recitata al termine di ogni Messa officiata nel mondo intero. Prescrizione abolita (chissà come mai!...) dopo il Concilio Vaticano II:

«La Sacra Congregazione dei Riti, con l'istruzione Inter Oecumenici del 26/9/1964 sull'attuazione della Costituzione sulla liturgia del Concilio Vaticano II, eliminò l'obbligo delle preci leonine (tra cui quella di San Michele) alla fine della Messa.»


Leone XIII - (1810 - 1903)

Non ci si meravigli troppo di quanto ho detto fin qui, perché in un messaggio del febbraio 2024 di una veggente tedesca, che ho tradotto ed esposto QUI, Gesù le avrebbe detto che...

‒ un "nuovo" personaggio sta per giungere sulla scena planetaria;
‒ apparirà presto, senza essere riconosciuto come tale;
‒ sarà un evento di rilevanza internazionale;
‒ egli si compiace d'esser colto, di avere molto viaggiato,
‒ di essere estremamente edotto su qualsiasi notizia;
‒ vuole dare l'impressione del "progredito raffinato".
‒ È un manipolatore molto pericoloso, perché sin dall'inizio non è facile scoprirlo.

‒ Costui sarà capace di influire e progettare ogni cosa come in una partita a scacchi. Manovrerà i fili come in una tela di ragno... in una interazione molto complessa che saprà espletare a suo vantaggio.

‒ Tale "sedicente" leader è in attesa di ricoprire il suo ruolo globale in tutta rilevanza, perché saprà muovere le masse nella direzione da lui voluta con una così intelligente maestria che esse non si accorgeranno di nulla.

‒ Sarà come un arciere delicato e provetto che indirizzerà il suo arco (ved. QUI, l'importante indizio) in modo inosservato e preciso verso l'obbiettivo fissato. Con esso raggiungerà un gran numero di persone che si sentiranno coinvolte da tutto ciò, infervorandosi e arrivando al culmine dell'entusiasmo.

‒ Il suo "sorriso" fa gelare il sangue nelle vene, è molto ampio e cattivo, ripugnante e disgustoso. Un tale ghigno deve essere un avvertimento... Ecco perché è necessario stare attenti ai "segni", perché non passerà molto tempo prima che appaia. Si sta già preparando. Semplicemente non si rende ancora visibile a voi.




‒ Egli orienterà i popoli verso una nuova religione. Proporrà di seguirlo. Sembrerà pure avere idee favolose sulla fede. Farà in modo che si formi una grande comunità globale, con concetti rivoluzionari, come se l'esistenza di Quella antica, bimillenaria, fosse completamente superata, obsoleta.

‒ Così, egli interverrà abilmente nell'istituzione della Nuova Chiesa, conducendo i fedeli sulla sua strada, lontani dal Cristo. Inizierà ad interferire sulla loro fiducia in Lui, cominciando a reinterpretare tutto.

‒ Agli esordi sarà poco appariscente e molto discreto, tanto che si dedicherà, nel silenzio, alla causa della pacificazione nelle contese belliche.

‒ In seguito, quando queste si diffonderanno a macchia d'olio e il contesto mondiale sarà molto teso per l'entrata in guerra di diversi paesi, egli interverrà come "portatore di pace". Sarà così che in molti lo considereranno, mentre il pianeta andrà a fuoco.

Ecco il primo saluto alle genti di Leone XIV:




Queste sono soltanto alcune piccole parti del profilo di identificazione dell'Anticristo, trasmesse da Gesù alla veggente Mélanie, ma l'articolo intero è disponibile al link sopra dato.

E continuo, facendo notare che numerosi tratti dell'inquietante figura a lei descritta corrispondono in modo straordinario al detentore attuale del soglio di Pietro: Il "sorriso" ad esempio... non è forse un po' stereotipato, a volte anche ambiguo e per nulla spontaneo?

E la sua vasta cultura in Scienze matematiche e Fisica (si è laureato alla Villanova University in Pennsylvania) oltre che in Diritto canonico (dottorato conseguito a Roma presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino), in Teologia e Filosofia (con laurea a Chicago), nonché il suo ampio Poliglottismo (descritto in diverse profezie acclarate), non lo pongono forse ad un livello di consapevolezza superiore, tanto da esserne compiaciuto?

È naturale che, con questo patrimonio acquisito nel campo scientifico e tecnologico, Leone XIV abbia dedicato la sua prima enciclica: «Magnifica Humanitas». "Sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale" (ved. QUI, ma anche QUI e QUI) proprio a quanto lo riguarda da vicino.

Dietro le sue "zelanti e premurose parole", espresse anche ultimamente all'Eliseo, miranti a non permettere che di questo strumento se ne faccia un uso "improprio e pericoloso", si nasconde la "Deep Church" di cui Leone XIV è il vertice, con il ben simulato desiderio di impadronirsene per il suo utilizzo sovranazionale, al fine di signoreggiare il pianeta. (ved. QUI e QUI).

Propongo al riguardo, sia l'ampia conferma a quanto ho appena scritto, offertami dall'articolo di Umberto Pascali nel suo substack QUI, che l'interessante sua clip a seguire:




Prima di continuare, ecco una mia riflessione sulle numerose "coincidenze" emerse:

Agli albori della Cristianità c'è stato un Pietro apostolo a capo della Chiesa iniziale voluta dal Cristo, e un Pietro Romano finale, citato da S. Malachia nel lungo elenco di papi (ved. QUI), ciascuno individuabile da un motto preciso. L'ultimo di questi, il 111° "Gloria Olivae", si riferisce a Benedetto XVI.

Poi più nulla, in quanto il successivo aforisma "Caput Nigrum", andato perduto e fortunosamente ritrovato (leggere QUI, l'articolo basilare), ha colmato il "vuoto" indicante proprio il gesuita Bergoglio il cui richiamo al nero (nigrum) caratterizza da secoli la Compagnia di Gesù.

Nell'arco temporale che ci caratterizza è apparso un Francesco d'Assisi, "riparatore" della Chiesa di Cristo, come da Lui richiestogli (ved. QUI), ed un Francesco 1°, pseudo-pontefice e Falso Profeta "demolitore" (ved. QUI) che, unico nella storia, ha osato prenderne il nome...

E adesso, al termine della Storia, tramandataci da Giovanni nell'Apocalisse, ecco apparire Leone XIV sulle orme (a detta sua) di Leone XIII, il quale aveva deciso di combattere Satana con la preghiera a San Michele Arcangelo, poi eliminata, proprio in seguito all'indirizzo "nuovo" scaturito dalle deviazioni occulte insite nel Concilio Vaticano II.

Moltissimi cattolici sparsi per tutto il pianeta hanno sperato, dopo la dipartita del "riconosciuto demolitore" ‒ concernente la dottrina sancita da Cristo nel Vangelo per Volontà dell'Eterno ‒ che l'ultimo "Vicario" potesse "voltare pagina" e ripristinare il «Vero» eliminando il «Falso», ma non è avvenuto perché Prevost, in modo suadente, gentile e per ciò persuasivo nelle parole, ha continuato a propinare veleno su veleno con i fatti e le decisioni, a sfida di Dio, lasciando intatto ogni affronto perseguito dal suo predecessore.  

In un anno e quasi cinque mesi dalla sua nomina non ha fatto altro che confermare e, in sordina, addirittura superare la tremenda deriva imposta da Bergoglio a quel che resta della Chiesa NON più Santa, e men che meno Cattolica Apostolica Romana.

Non è a caso che l'«Americano» abbia ricevuto in regalo un cavallo bianco di nome "Proton" (importante leggere QUI), ovvero il primo dei 4 cavalieri dell'Apocalisse indicante l'Anticristo con un arco senza frecce, come accennato sopra, e ricevente una corona, simbolicamente datagli dalla regina Camilla (rigorosamente di foglie d'alloro nere) in visita ufficiale con Carlo d'Inghilterra (cioè dalla City di Londra: "la testa del serpente del Deep State"). 



Si consideri che questo "cavallo bianco" appare per primo, quando già l'umanità è nell'apostasia, nell'eresia e nell'idolatria, mentre lo seguono a ruota gli altri tre; il "rosso" (la guerra) il "nero" (la carestia) e il "verdastro" (la pestilenza). 

A tal proposito, in pochissimi, forse, si sono accorti che questo "segnale" dei 4 cavalli apocalittici è stato annunciato in modo drammatico dall'evento accaduto a Londra il 24/4/2024 (che sommato dà 666, e il luogo non è una "coincidenza"!) allorché per un improvviso fatale rumore proveniente da un cantiere edile, 5 cavalli della guardia di Buckingham Palace si sono dati alla fuga dopo aver disarcionato i militari, causando danni e feriti. Espongo prima la foto per la brevità del filmato:




Nel video, si rifletta che il cavallo bianco, ossia "l'Anticristo", correndo all'impazzata tutto insanguinato, simbolicamente "annuncia la guerra" e il nero, affiancato, avvisa di un'imminente carestia... mentre un altro finito in ospedale... la pestilenza. 

E se non avessimo ancora compreso il messaggio dei cavalli dell'Apocalisse, ce lo ricordano quelli nostrani fuggiti a Roma il 2/6/2026 (che ancora dà il risultato 666! Proprio il giorno della Festa della Repubblica, cioè la città dove si trova l'altro polo di "Potere", o "Cupola" vaticana, menzionata sopra. 

Ma non è nemmeno un "caso" che Leone XIV abbia ricevuto in dono ‒ proprio l'11 settembre 2026, a 25 anni esatti dalla tragedia delle Torri Gemelle ‒ una Sfera di cristallo verde dai Maestri Vetrai di Murano, contenente dei brani estratti dalla sua enciclica «Magnifica Humanitas», quasi a racchiudervi l'Umanità intera tramite l'Intelligenza Artificiale, "dando vita" alla statua parlante di Ap. 13, 14-15, già citata nel link sopra. 

QUI, invece, indico un articolo molto interessante al riguardo, perché è un sito dove la verità viene detta tutta intera! 
 



Così, la grande parabola del Bene e del Male sta giungendo al termine... tra l'immensa devastazione di anime che nel frattempo non si accorgono di nulla... ma ecco, a disposizione di quanti ancora hanno gli "occhi aperti" la convalida definitiva proveniente da una "voce" che spesso ho citato nei miei articoli e che purtroppo, per motivi di sicurezza, ha dovuto appartarsi in un silenzio discreto per obbedienza al Cielo.

La "voce" è quella di Conchiglia della S.S. Trinità che, unitamente a due altre veggenti (JNSR e Madeleine Aumont), ha ricevuto lo stesso tipo di messaggio da Gesù sulla Croce di Dozulé (ved. QUI).

Ebbene costei è perfettamente credibile, a motivo dell'immensa mole di rivelazioni ricevute, e finora tutte realizzatesi, raccolte in un voluminoso libro "Bentornato, Mio Signore", che è stato fatto pervenire a Benedetto XVI nei Giardini Vaticani. Nel testo, il Cristo lo invita a lasciare libero il Seggio di Pietro affinché il Mistero d'Iniquità si compia.

Ora, dopo diversi anni dal momento in cui ho dovuto, sotto pressione del Movimento d'Amore San Juan Diego (MASJD), ved. QUI, eliminare in gran parte i suoi scritti, ho scoperto un canale-video, legittimato dallo stesso, nel quale sono esposti i passaggi più importanti giunti dal Cielo per svelare all'umanità come davvero stanno le cose, anche se assolutamente incredibili per molti.

Invito dunque a guardare questo filmato, QUI, di cui proprio ieri è stata vietata la esposizione in siti estranei, e concludo il presente articolo con due proclami, che sorprenderanno i più e faranno scuotere la testa a quanti, purtroppo, per la propria presunzione e caparbietà si sono esposti alla "Potenza d'Inganno" di cui parlò San Paolo che ho evidenziato QUI.

Aggiungo inoltre questi link importanti dove nel primo, QUI, v'è una parte di quanto descritto da Conchiglia sul satanismo in Vaticano, da pag. 45 in poi, QUI le testimonianze di sacerdoti vescovi e cardinali, e QUI il suo libro completo, sfogliabile, per leggervi la sintesi degli eventi e i numerosi messaggi dal Cielo.






Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

sabato 26 settembre 2026

San Michele Arc. ponte fra S. Pio e S. Francesco




Sebirblu, 26 settembre 2026

Pochi giorni di differenza legano insieme questi tre Fari di Santità:

San Pio da Pietrelcina che viene celebrato il 23 settembre, l'Arcangelo Michele il 29 e San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, il 4 ottobre.

C'è un filo invisibile che li congiunge, impreziosendo ancor più, se possibile, un sito già sacro perché toccato e voluto dalla mano di Dio: la Basilica-Santuario dedicata al Principe delle Milizie Celesti.

«La storia di questo luogo è affascinante. Inizia tra il 490 e il 493 d.C. in cui si narra, secondo il "Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano", detto anche "Apparitio", l'episodio del toro di un ricco pastore che, tornato all'ovile con il gregge, si rese conto che il suo migliore animale era nuovamente fuggito.

Gargano (dal quale il promontorio prese il nome, ma che dagli scritti pare essersi chiamato Elvio Emmanuele), dopo affannose ricerche, ritrovò il toro all'interno di un'ampia grotta da cui esso non voleva proprio uscire. Preso dall'ira, gli scagliò una freccia che, non solo non colpì il bersaglio, ma prodigiosamente si rivoltò nell'aria come un boomerang e trafisse l'uomo che l'aveva lanciata, ferendolo ad una gamba.


"Gargano e il toro" di Priamo della Quercia - sec. XV - Pinacoteca di Lucca 

In quel momento venne avvolto da un'intensa luce al centro della quale c'era un Angelo che impugnava una scintillante spada.

Riavutosi dallo shock, il pastore decise di recarsi da Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto (antichissimo porto romano a due passi da Manfredonia) che, dopo averlo ascoltato, e ritenendolo vittima di un inganno diabolico (perché nell'antro venivano compiuti riti pagani) decretò per tutta la comunità tre giorni di digiuno e preghiere, non dando alcun peso all'episodio.

Prima Apparizione detta "del Toro"

Al termine di tale penitenza però, l'8 maggio 490, l'Arcangelo Michele apparve in visione notturna al presule dicendogli:

"Hai fatto bene a chiedere a Dio ciò che era nascosto agli uomini. Un prodigio ha colpito l'uomo con la sua stessa freccia, affinché fosse chiaro che tutto ciò avviene per mia volontà. Io sono l'Arcangelo Michele e sto sempre alla Presenza di Dio.

La caverna è a me sacra. E poiché ho deciso di proteggere sulla Terra questo luogo e i suoi abitanti, ho voluto attestare in tal modo di esserne il patrono e il custode per tutto ciò che vi avviene.

Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati agli uomini. Quel che sarà chiesto qui nella preghiera verrà esaudito. Non vi sarà più spargimento di sangue di animali. Va' perciò sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano".


Interno della grotta sacra del Gargano

Seconda Apparizione detta "della Vittoria"

Due anni dopo, nel 492, la città di Siponto fu assediata dagli Eruli comandati da Odoacre, ed era prostrata e ormai costretta alla resa. Il vescovo Lorenzo Maiorano mandò i suoi ambasciatori dal capo dei barbari che concesse tre giorni di tregua, giorni che la popolazione sipontina impiegò in penitenze e suppliche a San Michele.

L'Arcangelo, nel suo immenso splendore, apparve ancora al prelato durante il sonno, dicendo che le preghiere erano state esaudite e che veniva in aiuto a Siponto dando disposizioni per la battaglia all'ora quarta (Liber). Promise di intervenire qualora la città non si fosse arresa.

Suggerì quindi il contrattacco, che avvenne per volere dello stesso Condottiero Celeste nella mattinata del 19 settembre, in cui contribuì alla vittoria scatenando una terribile tempesta di grandine e sabbia così da mettere in fuga l'esercito barbarico.

Siponto era salva. Allora il vescovo, in segno di ringraziamento, salì in processione con il suo popolo alla grotta, ma non osò mettervi piede.


Cesare Nebbia (1536-1614) - Immagine di David Castor 

Terza Apparizione detta "della Dedicazione"

Nel 493 monsignor Maiorano decise di obbedire al Celeste Protettore e di dedicare al culto la spelonca in segno di riconoscenza, confortato anche dal parere positivo espresso da papa Gelasio I.

Ma nottetempo l'Angelo del Signore gli apparve per la terza volta e gli disse: "Non è compito vostro sacralizzare la Basilica da me costruita. Io l'ho fondata e l'ho anche consacrata. Ma voi entrate e frequentate pure questo luogo, posto sotto la mia protezione". (Sempre da "Liber" o "Apparitio").

«Quando il vescovo Lorenzo con altri sette presuli e i fedeli entrarono nella grotta, dice il mito, scorsero un segno soprannaturale lasciato da San Michele: l'orma di un suo piede, molto piccola, tanto da sembrare quella di un bambino, ma anche un altare coperto da un drappo rosso, con una croce di cristallo sopra. Era un miracolo!

Sorpreso, ma giubilante di poter dare al popolo una prova tangibile, Maiorano fece poi costruire una chiesa davanti alla cavità che dedicò a San Michele Arcangelo il 29 settembre 493.

In seguito, il luogo prese il nome di "Basilica Celeste" perché non consacrata dagli uomini. Con questo gesto, si intese sancire la vittoria del Cristianesimo sui culti pagani e sulle ultime resistenze eretiche...»


Interno della grotta di Monte Sant'Angelo - Trono vescovile

Trascorsero ben 723 anni prima che il promontorio del Gargano fosse di nuovo illuminato da un'altra Luce meravigliosa ad attestarne la sacralità. Successe questo, infatti, in occasione del pellegrinaggio che San Francesco vi fece, prima di recarsi in Terra Santa.

Il Poverello d'Assisi era molto devoto a San Michele tanto che ogni 15 agosto, festa dell'Assunta, iniziava una speciale "quaresima" di digiuno e preghiera per prepararsi alla ricorrenza del 29 settembre.

Accadde proprio durante uno di questi periodi penitenziali che sulla Verna egli ricevette le stigmate da un Serafino alato il quale, secondo diversi commentatori francescani, era proprio San Michele.

Fu nel 1216 che egli visitò la grotta, consacrata direttamente dalla mano del grande Condottiero angelico.

Quando entrò nel Santuario scavato nella roccia, non si sentì degno di accedervi e si fermò in raccoglimento presso l'entrata baciando ripetutamente il suolo ed incidendo su  una  pietra  il  segno  del  Tau (la  lettera «T», emblema  della  Croce  simbolo di redenzione e salvezza, ma anche di protezione ‒ come può esserlo... un «Tetto») particolarmente amato dai francescani, ed oggi ancora venerato come reliquia.

Nel 1276, a ricordo del passaggio del Santo fraticello, vicino all'ingresso della caverna sacra fu poi eretto un altare in omaggio a questo gigante dello Spirito.

Nel frattempo, passarono 1163 anni da quel lontano 493 in cui per la prima volta apparve il Principe degli Angeli, e in tutto il meridione imperversava una terribile pestilenza.

L'arcivescovo del posto, Alfonso Puccinelli, disperato, rivolse una preghiera accorata a San Michele  a pro della comunità colpita, e il 22 settembre 1656, presso la stanza vescovile dove si trovava assorto, avvenne la quarta apparizione.

L'Arcangelo, in uno splendore indescrivibile lo invitò a benedire i sassi della grotta e ad incidere su di essi il Segno della Croce e le lettere M.A. (Michele Arcangelo). Chiunque avesse devotamente tenuto con sé quelle pietre sarebbe stato preservato o guarito dall'epidemia.


Pietre benedette da S. Michele Arcangelo per la peste del 1656

L'arcivescovo compì quello che gli era stato detto. Ben presto non solo la città fu liberata dalla peste, ma venivano risanati anche coloro che richiedevano tali pietre, ovunque si trovassero.

Come ringraziamento, il presule fece erigere una statua a San Michele proprio di fronte al luogo dove gli apparve, apponendo una scritta in latino a ricordo del grande miracolo di guarigione ricevuto da tutta la cittadinanza, perennemente grata.

Ritornando a quanto detto sopra, anche Padre Pio ricevette le stigmate come San Francesco ed è interessante notare che sul crocifisso davanti al quale egli fu "trafitto", il 20 settembre 1918, è raffigurato San Michele sulla volta.

Un'altra curiosa circostanza che lega San Francesco al suo degnissimo "figlio" è che ogni 17 settembre, solo per il calendario liturgico cattolico (rimanendo sconosciuta la data vera), viene celebrata la memoria delle stigmate che egli ricevette alla Verna: proprio tre giorni prima, di quelle ricevute effettivamente da Padre Pio.

Tra i due stigmatizzati v'è la differenza che il primo ne fu investito quasi al termine della sua vita (ed oltre ai fori su mani e piedi gli crebbero delle escrescenze che simulavano le capocchie dei chiodi di Nostro Signore da una parte, e dall'altra le punte ricurve e ribattute degli stessi), mentre il secondo, ne fece l'esperienza dolorosa a 31 anni d'età e le avrebbe portate per 50, ossia fino al 1968 quando trapassò.

«Nell'ambiente francescano vi è stata sempre una grande devozione a San Michele Arcangelo, e a maggior ragione a san Giovanni Rotondo che dista dal Santuario del Gargano appena 25 km.


Veduta di Monte Sant'Angelo sul Gargano

Un blocco di pietra, ricavato dalla roccia della grotta di Monte Sant'Angelo fa parte della chiesa del convento dei Frati Minori e Padre Pio volle che si erigesse un mosaico dedicato a San Michele (opera dello svizzero Aurelio Gozzato) sulla torretta della Casa Sollievo della Sofferenza.

Egli andò soltanto una volta in pellegrinaggio alla sacra Basilica, e dedicò a questo avvenimento un fugace accenno nel suo Epistolario.

In una lettera ad Assunta di Tomaso, del 2 luglio 1917, Padre Pio si scusava con la stessa di non poter rispondere alle sue numerose domande scrivendo:

"Lo farò appena potrò e quando mi sarò rinfrancato dello strapazzo preso per la gita fatta ieri a Monte Sant'Angelo per visitare San Michele" (Epistola 3, 419).

Lo storico Gherardo Leone ha ricostruito nei dettagli questa visita, rivelando una passione senza limiti del Frate Santo verso l'Arcangelo.

Scrive Gherardo Leone: "Padre Pio fece il viaggio il 1° luglio 1917 su un carretto scoperto, come si usava a quel tempo, assieme a quattordici fratini del Collegio di San Giovanni Rotondo. Quel giorno faceva molto freddo. Padre Pio ne soffrì molto dal punto di visita fisico, anche perché era partito nel cuore della notte.

Entrando nel Santuario all'interno della grotta, prese un raffreddore per l'umidità molto intensa. Prima della celebrazione della Messa si raccolse in preghiera per tre quarti d'ora, poi iniziò il rito religioso davanti all'altare dell'Arcangelo.

Nell'offrire il Sacrificio nel luogo consacrato si commosse profondamente. Dopo la celebrazione, si trattenne per altri tre quarti d'ora. Era pallidissimo e tremava per il freddo: erano tre ore che stava in quella caverna umidissima e gelida.

Ad un certo punto due fedeli presenti, vedendolo in quello stato, lo sollecitarono ad andare in una casa vicina, per consumare una colazione calda.

Nella Basilica di San Michele – scrive Gherardo Leone – in quel momento di grande intensità spirituale, nella penombra della grotta arcangelica, Padre Pio prese piena coscienza della sua missione religiosa ed ebbe anche il presentimento di quanto il Signore gli stesse riservando".




Lo  scrittore  Giovanni Siena  afferma che: "Il ruolo  di  San  Michele  Arcangelo  nella vita e nell'Opera di Padre Pio, diventò evidente un anno dopo quel significativo pellegrinaggio di Monte Sant'Angelo. Il 1918 fu per Padre Pio un anno pieno di eventi straordinari.

Egli, infatti, fu protagonista di tre sconvolgenti fenomeni mistici che gli costarono anche grandi patimenti fisici:

1° La "transverberazione" ovvero la straziante lacerazione delle parti più profonde dell'anima per opera di un misterioso dardo di fuoco.

2° La "stigmatizzazione" ossia la comparsa sul suo corpo delle stesse ferite riportate dal Cristo sulla croce.

3° La "transfissione" cioè lo squarcio del cuore e del costato operato da una lancia.

Queste tre prove furono precedute dall'apparizione di quello che Padre Pio definiva un "misterioso personaggio". Chi era?


Danny Hahlbohm 

Il Frate non ha mai rivelato questo segreto. Ma alcuni studiosi di fenomeni mistici e storia della spiritualità sono convinti che si trattasse proprio di San Michele, l'Angelo inviato da Dio a coloro che devono realizzare una missione difficile.»

«Viene da chiedersi: perché, nonostante la vicinanza al Santuario, non vi ritornò più? Il salesiano don Giuseppe Tomaselli, famoso sacerdote esorcista ed apostolo di Messina, che ebbe numerosi contatti con Padre Pio, raccontò un fatto interessante a questo proposito:

"Un gruppo di persone di Tortoreto Lido, in provincia di Teramo, avendo sentito parlare di Padre Pio decise di recarsi da lui per conoscerlo. In treno, i pellegrini incontrarono un prelato che chiese loro dove fossero diretti: "Andiamo a San Giovanni Rotondo, rispose uno, pare che lì ci sia un frate che faccia miracoli".

"Ma chi è questo frate?" ‒ fu la domanda. ‒ "Andate piuttosto al Santuario di Monte Sant'Angelo. Lì c'è veramente uno che fa miracoli, San Michele Arcangelo".

Una volta scesi dal treno, questi devoti disorientati rimasero in dubbio se andare a San Giovanni o a Monte Sant'Angelo. Alla fine prevalse il proposito di recarsi da Padre Pio. Il Frate li ricevette e durante il colloquio iniziò a comportarsi in maniera strana: apriva e chiudeva un cassetto, senza un motivo valido.

Quel cassetto era vuoto, si vedeva benissimo. Al termine della visita, prima di salutare gli ospiti, Padre Pio estrasse da tale cassetto diverse immagini raffiguranti l'Arcangelo del Gargano e li consegnò ad ognuno dei fedeli.

La sorpresa fu grande quando il Frate, dopo aver distribuito i santini, se ne uscì con questa frase: "Così potrete dire di essere stati al Santuario di San Michele". Tutti si convinsero – conclude don Tomaselli – che nello stesso momento in cui parlava con loro vi si fosse recato in bilocazione.»


Dettaglio tratto da uno dei suoi libri "Diario spirituale segreto"- Ed. Segno 

Non c'è da meravigliarsi se questi due potentissimi santi frati, Francesco d'Assisi e Padre Pio, al secolo anch'egli di nome Francesco, siano accomunati da un grande ardore per San Michele Arcangelo viste le persecuzioni e i continui tormenti che entrambi ha loro inflitto il Demonio.

Di tutta l'ampia letteratura esistente, mi limito a riportare, per ovvi motivi, soltanto un piccolo aneddoto riguardante il Padre cappuccino:

"Fu una lotta senza esclusione di colpi, cominciata sin dai primi giorni di vita quella del piccolo Francesco Forgione, secondo quanto testimoniato da un'anima eletta che ebbe una strabiliante visione durante un pellegrinaggio alla Grotta di San Michele a Monte Sant'Angelo.

A Padre Mariano Paladino, che fu uno degli infermieri di Padre Pio, quella persona raccontò di aver visto il piccolo Francesco adagiato in una culla e protetto dalle ali dell'Arcangelo.

Pensando che potesse essersi trattato di un'allucinazione, Padre Mariano raccontò l'episodio al Santo cappuccino e ne ricevette immediatamente una risposta netta: «Guai a me se non ci fosse stato San Michele: a quest'ora avreste visto Padre Pio sotto i piedi di Lucifero»."

Per quanto riguarda invece il mirabile Poverello: "Nelle fonti francescane viene evidenziata l'azione del Santo contro Lucifero, ritraendolo uomo forte e lottatore straordinario sia a difesa della propria persona quanto a quella degli altri.

È rimasto celebre il racconto ambientato nel palazzo del cardinale Leone a Roma, ove S. Francesco era ospite e fu attaccato violentemente dal demonio fino ad essere quasi mezzo morto. Gli attacchi non erano soltanto a livello morale o spirituale, ma erano diretti anche contro il corpo, in modo da tormentarlo fisicamente e farlo molto soffrire.

Ma egli, munito di fede, si faceva tanto più forte e fervente nella preghiera quanto più violento era l'assalto dei nemici. I demòni non sono altro che strumenti nelle mani di Dio per la purificazione dell'anima.

Le battaglie sembrano aumentare man mano che cresce la sua perfezione, diventano più acute e tormentose ma S. Francesco era consapevole che alla fine la vittoria è di colui che resta fedele a Cristo, non a Satana.

Per questo motivo egli si è sempre rimesso alla volontà di Dio con grande umiltà, sconfiggendo l'arroganza dei demòni, consapevole che possono esercitare il loro potere unicamente nella misura in cui la mano di Dio lo concede; essi non sopportano una simile forza d'animo e si ritirano sconfitti."


"Francesco assalito dai demòni" di Domenico Manfredi - ved. QUI

Concludendo, non può mancare quello che papa Leone XIII disse dopo la visione avuta il 13 ottobre 1884 (ved. QUI e QUI):

«Ho visto la terra avvolta dalle tenebre, e da un abisso uscire legioni di demòni che si spargevano per il mondo al fine di distruggere ed attaccare le opere della Chiesa che era ridotta allo stremo.

Allora apparve S. Michele che ricacciò gli spiriti malvagi nell'abisso. Poi l'ho scorto intervenire ancora, non in quel momento ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l'Arcangelo».

Nella relazione originale del famoso esorcismo di Leone XIII si leggeva:«Ecco la Chiesa, Sposa dell'Agnello Immacolato, satura di amarezza e abbeverata di veleno da nemici molto astuti; essi hanno posato le loro empie mani su tutto ciò che esiste di più sacro.

Laddove fu istituita la sede del beato Pietro e la cattedra della Verità, là hanno posto il trono della loro abominazione nell'empietà; in modo che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso».

(È quanto sta accadendo oggi; ved. QUI , QUI, QUI, QUI e soprattutto QUI; ndr). 

La preghiera a S. Michele Arcangelo venne incorporata al termine della Messa, ma fu poi abilmente fatta sparire dopo il Concilio Vaticano II (ved. QUI). 

Questo fu motivo di grande dispiacere per Padre Pio che ripeteva spesso: "Oggi più che mai, in quest'epoca apocalittica, è necessario combattere sotto il vessillo di San Michele Arcangelo".

Ecco la supplica, nella sua versione ridotta:

«San Michele Arcangelo, soccorrici nella lotta;
sii il nostro presidio contro la cattiveria e le insidie del demonio.
Noi ti chiediamo supplici che Dio comandi su di lui;
e Tu, Principe della milizia celeste, per Virtù divina
ricaccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni
che vagano nel mondo per la rovina delle anime.»
Amen.

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Spunti e piccoli brani tratti da: