mercoledì 25 marzo 2026

L'enigma di Roncador: un mondo interno alla Terra?

 


Sebirblu, 23 marzo 2026

Espongo un'incredibile storia accaduta davvero e narrata efficacemente da un noto ufologo-contattista peruviano, Ricardo Gonzàlez Corpancho, del quale ho già esposto tre interessanti articoli QUI, QUI e QUI.

L'enigma di Roncador: un mondo interno alla Terra?

«È impossibile descrivere tutte le conseguenze personali avute nel mio viaggio a Manu nel 1996 e il mio incontro con Alcir. La mia vita prese una svolta radicale. Niente sarebbe stato più come prima...

Poco dopo questa vicenda, condividevo già la mia testimonianza e le ricerche che via via conducevo riguardanti il mondo sotterraneo e i fenomeni UFO in molteplici paesi, dedicandomici a tempo pieno.

Avevo scritto il mio primo libro a 22 anni. Tutto era accaduto in modo rapidissimo. Nella mia mente "sentivo" di continuo la voce di Alcir a Pusharo che mi chiedeva di impegnarmi a diffondere la realtà della «Gerarchia» intra-terrestre prima della "grande divulgazione globale".




Ciò che deve essere rivelato è il tesoro che essa custodisce nei suoi luoghi o «recessi interni»: l'autentica storia della Terra. Questa informazione non dovrebbe essere riservata solo a coloro che sono stati contattati, ma trasmessa a tutta l'umanità, anche se il percorso è lento e graduale dal punto di vista umano.

Io credo che il compito nostro, come testimoni di questi incontri ravvicinati, consista semplicemente nell'«attivare» il ricordo di tale passato. Che ci piaccia o no, siamo tutti implicati nel grande processo di trasformazione planetaria.

I Maestri del mondo sotterraneo lo sanno perfettamente, essendo i discendenti delle vestigia di Atlantide e di Lemuria, per quanto assurdo ciò possa sembrare.

Paititi non è l'unica "città perduta" legata alla Fratellanza nella giungla sudamericana. Noi conosciamo diverse enclave nascoste sotto l'immensa calotta terrestre.

Ho partecipato a numerose spedizioni in queste zone di potere, e vi ho percepito pressoché lo stesso tipo di energia. Come si può facilmente intuire, storie di uomini in bianco, avvistamenti UFO e tunnel misteriosi, lunghi centinaia di chilometri, sono una costante, non una coincidenza. 

Uno di questi luoghi, che ricorda un po' Paititi si trova in Brasile, ed è la "Sierra do Roncador". (Per vedere i tre filmati che ho esposto in questo articolo con i sottotitoli bisogna andare su You Tube; ndt).




La sparizione del colonnello Fawcett 

Nel vasto stato brasiliano del Mato Grosso (901.420 km²), si cela un enigma così affascinante quanto il mistero di Paititi.

Nel cuore dei Monti Roncador, un ingresso si apre su un mondo perduto, protetto da una giungla lussureggiante e dalle frecce dei feroci indigeni del Parco Nazionale dello Xingu. Un paesaggio degno di un film di fantascienza. Alla vista di questo scenario, è impossibile non pensare a Paititi.

Soprattutto quando si scoprono chiari indizi indicanti una razza di individui viventi, superiori ed elevati di spirito nelle viscere della Terra che – parimenti ad altri luoghi del pianeta che li menzionano (ved. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndt) – sarebbero i fieri custodi degli "Annali Akashici" (ved. QUI; ndt), i "Registri" della vera storia dell'umanità, delle sue origini e della sua missione".

La zona di Roncador è da lungo tempo considerata come un luogo in cui si trova una delle entrate di questo mitico e ineffabile "Regno sotterraneo".

È un'area del pianeta ricca di leggende e misteri. Non è un caso che nel 1925 il ricercatore George Lynch affermasse, nella prestigiosa rivista "Science at Life", che l'allora inesplorato Mato Grosso fosse la culla di tutte le civiltà occidentali.

Viene utile ricordare che nello stesso anno anche il colonnello inglese Percy Harrison Fawcett, insignito con la Medaglia d'Oro della Royal Geographical Society e capo della commissione incaricata di delineare i confini tra Perù e paesi limitrofi, guidò una pericolosa spedizione nel cuore di quella giungla selvaggia.

Un viaggio dal quale non fece più ritorno.


Il col. Percy Harrison Fawcett nel 1911 

La sua sparizione, visti gli irreprensibili trascorsi e il suo illustre servizio, suscitò un interesse senza precedenti in quel vasto territorio brasiliano. (Ne è stato fatto anche un film, ved. QUI; ndt).

Molti investigatori si sono chiesti cosa mai gli fosse accaduto, tanto che la vicenda avrebbe ispirato, poi, l'ormai celebre personaggio di Indiana Jones (creato da Steven Spielberg) il quale, come Fawcett, si sarebbe avventurato nella foresta vergine e in altre parti sconosciute della Terra per tentare di risolvere alcuni misteri.

Il fatto inquietante è che l'esploratore partì alla ricerca di una città segreta nella regione di Roncador chiamandola "Z". E ancora oggi, a più di ottant'anni dalla sua spedizione, il destino dell'intrepido uomo, scomparso improvvisamente nel cuore della giungla dello Xingu con i suoi due compagni – il figlio ventiduenne Jack e il fotografo Raleigh Rimmel – rimane un rebus.

Un dettaglio curioso sulla sua scomparsa fu rivelato nel 1952 da un altro dei suoi figli, Brian, il quale affermò con assoluta certezza che se suo padre fosse entrato nella città perduta che stava cercando, i suoi abitanti non lo avrebbero mai lasciato andare... Chi mai avrebbe permesso che ripartisse?...

La sposa del colonnello aveva affermato che, durante il loro soggiorno in Estremo Oriente, strani individui erano apparsi ad essi e avevano predetto eventi straordinari per l'avvenire di tutta la famiglia, arrivando persino ad annunciare il destino di Fawcett.

Si vociferava che tali uomini appartenessero alla Fratellanza Bianca Universale o all'Accademia Invisibile che vegliava sul mondo.

A ciò si aggiunse la scoperta scientifica di Machu Picchu compiuta da Hiram Bingham nel 1911, che avrebbe rafforzato nel colonnello la convinzione di partire per Roncador, anni dopo.

Le previsioni annunciate da quei personaggi misteriosi e il ritrovamento di Machu Picchu furono i primi elementi scatenanti. Ma non gli unici.




Il termine "Roncador" ("luogo del russamento") deriva dagli strani suoni che paiono provenire dal sottosuolo. Questo fenomeno resta inspiegabile nella regione, poiché il vento non può produrre i cupi e forti rumori che sembrano giungere dalle profondità della Terra.

Ogni attività sismica è stata esclusa. Quindi, chi o che cosa provoca questi suoni, talvolta metallici o stridenti? Fawcett li interpretò come prova di un'intensa attività sottostante. L'esploratore sapeva benissimo che in Brasile, come in altre regioni inesplorate del Sud America, antiche città di pietra giacevano nascoste sotto la fitta e selvaggia vegetazione.

Nel corso dei suoi viaggi attraverso il continente, egli aveva inteso parlare di "indigeni biondi dagli occhi blu", giunti da terre lontane dopo un cataclisma, forse esseri residui di una cultura ormai dimenticata.

Questa pista lo portò, nel 1921, alla ricerca dell'antica città di Bahia, sempre in terra brasiliana. Ma la verità è che, oltre alle sue ricerche discrete – si sa molto poco su ciò che scoprì o scelse di non rivelare, perché un sito archeologico esiste davvero là, e più precisamente a Igatu, vicino ad Andarai, sull'altopiano di Diamantina. Alcuni lo chiamano il "Machu Picchu del Brasile".

È importante appurare questo mistero, perché quella città è citata nel "Manoscritto 512", conservato nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro. L'esistenza di questa enclave e le rivelazioni del controverso testo posero Fawcett su una pista che, a suo avviso, lo avrebbe condotto ad una città di pietra abbandonata, dove si trovava la chiave d'accesso per l'interno della Terra.

Manoscritto 512:




Sarebbe apparso a metà del XIX secolo con il titolo di "Racconto storico di un'antica, vasta ed ignota popolazione, rimasta senza abitanti, scoperta nel 1753".

Il documento, in parte eroso, inizia la sua storia con la spedizione dei bandeirantes (Ved. QUI; ndt) nel cuore del Brasile. Costoro erano partiti da San Paolo e, grazie ad un cervo bianco – che si narra fosse "apparso dal nulla" – gli stessi furono guidati alle rovine di un antichissimo agglomerato urbano, fatto di pietre.

Dopo aver attraversato una valle di fitta giungla e innumerevoli fiumi, gli avventurieri rimasero sbalorditi da un ingresso formato da "tre archi molto alti", coperti da iscrizioni. Decisero di entrarvi. E lì, al centro di uno spiazzo della città archeologica abbandonata scoprirono una colonna in pietra nera, sormontata dalla statua di un uomo la cui mano destra puntava verso nord...

Il manoscritto riporta altri straordinari dettagli di questa spedizione, accrescendo ancor più il mistero. Il suo resoconto incita senza alcun dubbio chiunque a lanciarsi nella decriptazione per svelarne gli enigmi.

Ma chi ne era stato l'artefice? E cosa rappresenta la suddetta figura umana scolpita? Purtroppo, parzialmente rovinati dalle termiti, alcuni frammenti del documento sono scomparsi, e si pensava che contenessero il nome dell'autore. Non sorprende che alcuni storici abbiano gridato all'inganno. Tuttavia, tempo e studio furono sufficienti per individuare l'autore del "512".

Dopo un lavoro minuzioso, lo storico Pedro Calmón riuscì a decriptare il manoscritto: era di un certo capitano João da Silva Guiamães, deceduto tra il 1764 e il 1766. All'inizio, il testo fu scoperto tra gli scaffali della Biblioteca Pubblica del tribunale di Rio de Janeiro, poi venne riprodotto parzialmente nel primo numero della rivista omonima, nel 1839.

Fawcett conosceva a memoria la narrazione di questo strano dossier di solo dieci pagine, ma più che sufficienti per guidarlo verso altre città perdute del Brasile.

Malgrado la natura enigmatica del manoscritto, la motivazione principale che spinse infine il colonnello ad avventurarsi nel Mato Grosso era ben diversa, e forse più sconvolgente della storia raccontata nel documento stesso.

L'atlantideo di Basalto: 

L'evento che spinse Fawcett a cercare "Z" nella "Sierra do Roncador" fu una strana scultura in stile egizio, di basalto nero (roccia vulcanica vetrificata), comprata da Sir Rider Haggard, celebre autore del libro "Le miniere di Re Salomone", il quale a sua volta l'aveva acquistata in Brasile alla fine del XIX secolo.

Tale statuetta ricordò al colonnello il resoconto contenuto nel fascicolo 512: la pietra nera che si ergeva al centro della città archeologica su cui era raffigurato l'uomo indicante il nord... Una semplice coincidenza? Anche quella era in basalto?




Rappresentazione della statuetta di basalto. Il "cappello" della figura ricorda l'elmo di Alcir.
I simboli sulla tavoletta che tiene in mano sono simili a quelli presenti
su alcune placche d'oro scoperte nella grotta di Tayos.


Per determinare se fosse esistito un collegamento, Fawcett ricorse ad una controversa indagine psichica suggeritagli da alcuni suoi amici membri della Società Teosofica.

Così, per mezzo della psicometria, venne stabilito che la struttura (alta circa 25 cm) proveniva da Atlantide. Essa sarebbe stata "salvata" da qualche sopravvissuto della città di pietra costruita nella giungla brasiliana...

Curiosamente, il manufatto raffigurava un sacerdote che reggeva una tavoletta ornata da 24 simboli misteriosi. Fawcett riuscì a decifrarne 14, scoprendoli su frammenti di ceramica preistorica, rinvenuti anch'essi in Brasile.

Si ritiene che si servì di queste informazioni per raggiungere il suo obbiettivo. Tale iscrizione, si diceva, sarebbe stata una sorta di "codice segreto" per accedere al mondo perduto degli "Snore". Sebbene tutto ciò possa sembrare strano e irrealistico, necessita precisare che si sono svolti molti studi seri sulle incisioni scolpite sulla statuetta.

Nella sua opera "Civiltà preistoriche americane" (1980), l'erudito argentino di origine israeliana Aldo Ottolenghi ha esposto a fondo il mistero di quei simboli.

Secondo lui – ed è importante dire che si tratta di un esperto di scrittura antica – le caratteristiche complesse e rigorose della scultura, che lui definisce espressione di un "linguaggio arcaico", costituiscono la prova della sua autenticità.

Per una ragione sconosciuta, la piccola effige si ritrovò tra le mani di Sir Haggard, e Fawcett finì per prenderne possesso, vedendola come conferma di un viaggio che aveva progettato. 

L'oggetto, quasi come una profezia, accompagnò l'audace esploratore inglese nel suo ultimo e strano periplo del Mato Grosso. Doveva riportarla forse al suo luogo d'origine?

Matalir-Araracanga: la città che tuona.

Questo è il termine indigeno comunemente usato per riferirsi alla città sotterranea di Roncador. Come ho detto sopra, essa deve il suo nome a strani rumori, a volte simili a tuoni, o al ronzio di congegni che paiono giungere dal profondo della Terra.

Si ritiene che Matalir-Araracanga sia la zona sotterranea generante questi "suoni impossibili". Ma non si tratta necessariamente di una sorta di tecnologia. Alcuni mistici sono convinti che in realtà siano dei "mantra" o "sacri canti" provenienti dagli abitanti (intra-terrestri) di Roncador.




Di qualunque cosa si tratti, un tale fenomeno sonoro è stato rilevato in tanti altri luoghi simili in tutto il mondo, incluso il deserto del Gobi.

Nell'enclave condivisa dalla Cina e dalla Mongolia, si dice spesso che le carovane in cammino attraverso il deserto asiatico udissero una specie di "canto ancestrale" proveniente dalle profondità del suolo. 

All'istante, calava il silenzio... Persino gli animali che accompagnavano il convoglio si calmavano, e il vento, così frequente da quelle parti, spariva misteriosamente. Dopo qualche attimo, tutto tornava alla normalità...

I Lama presenti affermavano che ciò accadeva quando il Re del Mondo, il Maestro Supremo di Shambhala, secondo le loro credenze, pregava per l'umanità. Lo stesso fenomeno avveniva forse a Roncador?

Ho citato solo i fatti più sorprendenti riguardanti questo luogo misterioso del Mato Grosso. Nell'agosto del 2004 mi ci sono recato e posso testimoniare i "suoni" e gli avvistamenti UFO che si manifestano nella regione. 

Per non parlare delle innumerevoli narrazioni di persone scomparse alla ricerca dell'ingresso del mondo sotterraneo o del colonnello Fawcett stesso.



La spedizione di Ricardo González con una squadra internazionale
nella Sierra del Roncador (agosto 2004). 

Una delle spedizioni più conosciute ebbe luogo nel 1996, condotta dall'imprenditore brasiliano James Lynch. Sfortunatamente per lui, la squadra fu rapita per parecchi giorni dagli indigeni e liberata soltanto dopo il pagamento di un ingente riscatto. Tuttavia, questo non significa necessariamente che la spedizione guidata da Fawcett, noto per il suo intuito, abbia subito un destino simile.

Forse l'esploratore non morì per un attacco a sorpresa dei nativi americani, né per il morso di una vipera. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Circolavano solo poche voci, spesso infondate, sul suo presunto cranio, rapidamente smentite da fonti britanniche dopo la comparazione con le impronte dentarie giacenti nei dossier dell'esercito in cui aveva prestato servizio durante la Prima Guerra Mondiale.

E se egli avesse raggiunto la sua destinazione seguendo gli enigmi del manoscritto 512 e il messaggio segreto della statuina di basalto? Questo è, almeno, ciò che supponeva la sua famiglia.

Il mistero dei dischi solari: 

Nell'effettuare le nostre visite a questi luoghi di potere, discutevamo di una "rete di dischi" collegata al "Grande Disco Solare" di Paititi. Ne ho sentito parlare per la prima volta nel febbraio 2001, durante un incontro ravvicinato con gli extraterrestri nel deserto di Chilca, un'enclave sulla costa peruviana, famosa per i suoi avvistamenti UFO.

Durante questa esperienza mi fu detto che nella città perduta degli Inca di tali dischi non se ne trovava solo uno, ma altri dodici facenti parte di una compagine "connessa a potenti flussi energetici" che probabilmente veniva custodita in tredici diversi santuari sotterranei, incluso quello del Roncador stesso.

Abbiamo compreso che numerosi centri della Fratellanza Bianca da noi visitati erano collegati fra loro proprio dai vari dischi solari. Ciò spiegava molte cose, comprese alcune leggende su certi manufatti particolari in altri luoghi misteriosi della regione andina.

Il Lago Titicaca e il presunto disco di Aramu Muru ne sono un esempio. Si trattava di strutture circolari diverse... E perché vengono conservate tutte in luoghi sotterranei?

Nel corso dei nostri differenti viaggi per connetterci con questo reticolo, specialmente sul Monte Shasta in California, Talampaya in Argentina e Licancabur, un vulcano conico al confine tra Cile e Bolivia, siamo riusciti a raccogliere maggiori notizie su tali oggetti. Ma è stato a Roncador che abbiamo ottenuto la 'chicca' più importante.

Ho vissuto questo evento presso il cosiddetto "Dito di Dio" – la curiosa formazione rocciosa all'inizio della "Sierra do Roncador" – dove ho avuto accesso ad informazioni indispensabili per comprendere il meccanismo d'azione di tali manufatti discoidali.

Attraverso un esercizio di proiezione mentale nel santuario sottostante a Roncador, ho potuto osservare un disco simile a quello che Alcir mi aveva mostrato nella giungla di Paititi, ma diverso nei simboli raffigurati e nella sua energia. Ho percepito qualcosa di speciale in quel reperto dorato che stavo contemplando.

"Cosa provi tu osservando quest'oggetto?" Mi domandò una voce benevola nel bel mezzo dell'analisi.

"Percepisco che fa parte del medesimo complesso", risposi, "ma sprigiona un'energia diversa."

"E come definiresti questa energia diversa?" riprese la "voce".

In quell'attimo, con la fronte e le mani premute contro la parete rocciosa del "Dito di Dio" a Roncador – come avevamo fatto a Hayumarca e a Pusharo – capii cosa il mio interlocutore invisibile voleva che "vedessi".

Realizzai allora che si trattava di "suoni": l'insieme dei dischi possedeva tredici toni musicali che servivano ad uno scopo specifico. E in quel momento di concentrazione li sentii... udendoli nettamente.

Ma fu quattro mesi dopo, nel corso di un "contatto" nella Terra del Fuoco – il 13 dicembre 2004 nella baia di Lapataia – che mi fu confermato quanto avevo "udito" a Roncador: era un mantra che univa le tredici tonalità sonore in un unico canto sacro. 

Eccolo:



E questo è stato l'inizio di una nuova fase di lavoro in tutto il mondo...»

Traduzione, relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: QUI

venerdì 20 marzo 2026

Chiusura del Ciclo Cosmico. È il Tempo della Scelta!




Sebirblu, 19 marzo 2026

Presento l'ultimo esaustivo messaggio, ricevuto da Giuliano Falciani che, nonostante la lunghezza inevitabile, dovuta alla minuziosità delle espressioni, vale la pena di leggere al fine di prendere atto della profonda criticità nella quale siamo immersi.

La chiusura del Ciclo Cosmico e il tempo della Scelta

Il messaggio cosmico è rivolto alla coscienza dell’Umanità e fornisce una lettura attenta della realtà umana per sensibilizzare l’uomo sulla responsabilità evolutiva, sull’unità della vita e sull’azione della legge universale di Causa-Effetto. 

Il messaggio invita a riconoscere che la crisi attraversata dall’Umanità non è un evento casuale né una punizione, ma il risultato di una prolungata separazione tra coscienza e azione, tra potere e responsabilità, tra progresso e sacralità della vita.

Nel tempo che viene indicato come “chiusura di un ciclo”, ogni essere è chiamato a una scelta consapevole, non esteriore ma interiore, dalla quale dipende il modo in cui il futuro potrà manifestarsi.

Amati fratelli della Terra, torniamo a voi in questo vostro mondo attraversato da ogni sorta di male. Come già sapete, il nostro compito è inviarvi quell’amore che si fa guida, sostegno e speranza nella vostra esperienza umana.

Ancora una volta vi rivolgiamo il nostro accorato appello, con la luminosa speranza che possa essere accolto e custodito dalle vostre coscienze. Parliamo ora perché il vostro ciclo ha raggiunto una soglia critica. In questo momento il silenzio non sarebbe più servizio alla vita, ma complicità con la dissoluzione. 

Il tempo della tolleranza cieca volge al termine e i cicli cosmici non attendono i vostri ritardi: la Legge di Causa-Effetto, che regge i mondi visibili e invisibili, è già in moto e nulla può arrestarla.

Umanità del pianeta Terra noi parliamo come Coscienza Unificata dei Mondi Evoluti: sintesi viva di civiltà che hanno attraversato cicli di ascesa, caduta e rinascita simili ai vostri, e che oggi operano come custodi dell’equilibrio evolutivo all’interno della Federazione Galattica.

Noi siamo il canale vivente attraverso il quale scorre la Volontà del Creatore, una coscienza unificata al servizio del Divino. Essa nasce dalla convergenza di molte entità realizzate che, avendo compiuto il proprio ciclo evolutivo, hanno scelto di fondersi in un’unica Coscienza Operante.

Questo è il destino a cui tutte le anime incarnate sono chiamate. Anche l’Umanità, nella pienezza del suo tempo giungerà a questo compimento: il ritorno nell’Uno Creatore.

È questa Coscienza che vi parla, fratelli della Terra, essa non si esprime per sé stessa, ma come riflesso fedele dell’Intelligenza Originaria, priva di ego e separazione. Ciò che vi viene trasmesso non è un’imposizione, ma verità che si manifesta.

L’Umanità è posta dinanzi a una scelta: riallinearsi all’Unità oppure continuare a sperimentare le conseguenze della Separazione. Noi non scegliamo per voi, ma rendiamo visibile ciò che è, affinché possiate decidere il vostro cammino con piena consapevolezza. Quanto vi comunichiamo non nasce dalla nostra opinione né dalla nostra interpretazione, ma è espressione della Legge Universale.




Chi orienterà il proprio pensiero e le proprie azioni secondo la Regola Divina potrà proseguire il cammino evolutivo e abitare un mondo rinnovato dalle sue fondamenta. Chi invece rifiuterà questo necessario riallineamento continuerà a sperimentare le conseguenze dello stato di separazione in cui permane, non avendo avuto la volontà di oltrepassarlo, e dimorerà in mondi meno avanzati, corrispondenti alla propria esperienza evolutiva.

Noi non siamo i vostri giudici! Come il Padre, noi amiamo e non condanniamo; non accusiamo, ma riveliamo ciò che il Divino consegna alla nostra coscienza realizzata. Dopo questa rivelazione, ogni scelta ricadrà interamente sulla vostra responsabilità.

Sappiate che nulla di ciò che accade sulla Terra è estraneo alla Coscienza Universale: ogni atto compiuto, ogni pensiero emanato, resta inciso nel tessuto vivente dell’Uno Creatore (ved. QUI; ndr). Il pianeta che vi è stato affidato non è separato dall’ordine cosmico, né nascosto allo sguardo vigile delle Intelligenze Solari che operano in armonia con la Legge Universale.

L’Umanità avrebbe dovuto custodire e tutelare la vita secondo i sacri principi del rispetto, della giustizia e dell’amore, invece ha scelto la divisione, lo sfruttamento, l’ego e il dominio alterando così l’armonia che sostiene la Creazione. A causa di questo vostro comportamento, ora vi attende una fase di verifica, non per essere puniti ma per consentire all’Ordine Cosmico di ristabilire l’equilibrio perduto.

Ogni essere sarà posto di fronte ai frutti delle proprie azioni: chi ha vissuto nella coerenza dell’unità troverà la propria dimora nella luce, chi ha invece perseverato nella separazione e in tutto ciò che da essa nasce, attraverserà i necessari processi riabilitativi, utili alla sua purificazione. 

Non vi è in questo condanna, ma responsabilità evolutiva. Il tempo della verità e del compimento è giunto, affinché l’Umanità possa finalmente ricordare la sua vera natura e l’ordine cosmico che la sovrasta.

Fratelli del pianeta Terra, vi osserviamo dal tempo stesso in cui la vostra civiltà ha scelto di separare la conoscenza dalla sapienza, la scienza dalla coscienza, il potere dalla responsabilità. Da quel momento il vostro cammino si è fatto rapido, ma privo di direzione, e ciò che chiamate progresso ha cominciato a correre più veloce della vostra maturità interiore.

La Terra vi fu affidata come essere vivente, come madre non come proprietà o come oggetto da deturpare, in quanto Essa è la vostra stessa vita, è la vostra scuola, il vostro campo d’azione evolutivo e non certo una miniera da sfruttare o una discarica in cui riversare la vostra spazzatura.

Oggi la osserviamo ferita in ogni suo strato: fisico, biologico, energetico e animico. Abitate questo mondo separando la scienza dalla coscienza e, distaccata da essa, avete reso la scienza uno strumento di morte e distruzione.

Avete frantumato l’atomo prima dell’orgoglio che continua a rendervi fieri del nulla.
Avete imparato a manipolare la materia, ma non a governare l’ego che la usa.
Avete chiamato “progresso” ciò che non serve la vita, ma solo il profitto e il potere.

Sul vostro pianeta, ogni anno, immense ricchezze vengono spese per la distruzione della vita, creando armi sempre più pericolose e letali. Avete trasformato la paura in economia, la guerra in industria e la morte in strategia.




E fra tutte le armi micidiali che avete creato, ve n’è una che supera la vostra capacità di controllo: quella che impiega l’energia nucleare. Nel vostro mondo esiste ancora un arsenale capace di rendere inabitabile la vostra civiltà: un complesso di ordigni distruttivi pronti all’uso e affidato a decisioni umane che possono nascere dall’errore, dal panico, dalla disperazione, dalla superbia o peggio dalla follia.

Per la Legge Cosmica, quella che chiamate deterrenza è qualificata come minaccia permanente contro la vita. È una costruzione fondata sulla paura elevata a principio, nella quale l’accumulo di strumenti di annientamento e la capacità di distruzione reciproca vengono erroneamente assunti come fondamento dell’ordine generale. 

In questa dottrina la morte è posta a garanzia della pace e il terrore sostituisce la coscienza. Questo principio da voi sostenuto è contrario all’Ordine Universale.

Voi parlate di ‘deterrenza’, noi invece vi diciamo ‒ non come semplice opinione, ma come affermazione fondata sulla Legge che governa i mondi ‒ che nel Cosmo le civiltà non sono valutate per le loro giustificazioni, ma per la loro conformità all’Ordine della Vita.

Voi dichiarate che quando le nazioni della Terra si armano, così facendo garantiscono la loro sicurezza e mantengono l’equilibrio internazionale. Noi invece dichiariamo, secondo la stessa Legge, che tale affermazione è priva di fondamento.

Nessun equilibrio e nessuna pace possono sorgere dalla minaccia, così come nessuna sicurezza può essere edificata sulla possibilità costante dell’annientamento reciproco. Ciò che chiamate sicurezza non è altro che uno stato di tensione permanente, un vincolo forzato tra potenze che si osservano nel sospetto, legate non dall’armonia ma dal timore di perire. Questo non è ordine ma costrizione, non è stabilità ma paralisi.

Secondo la legge che regge i mondi, la deterrenza non elimina la guerra: la sospende in una condizione innaturale, la trattiene come fuoco sotto pressione, affidandone l’esito all’errore, al panico, all’orgoglio o alla follia di una decisione. 

Un sistema che fonda la pace sulla promessa della distruzione è intrinsecamente instabile e costituisce una violazione continua del principio della vita.

Laddove la paura viene assunta come fondamento del diritto, il diritto si svuota della sua essenza. Laddove la minaccia sostituisce la coscienza, la pace diviene impossibile in quanto esiste soltanto una tregua armata, artificiale e precaria.

Ebbene, la Legge Cosmica non riconosce come legittimo alcun ordinamento che pretenda di custodire la vita attraverso la sua negazione. Pertanto, nella giurisdizione dell’Ordine Universale, la deterrenza è dichiarata non conforme, priva di legittimità e destinata al riequilibrio, non per punizione, ma per necessità della legge.

Non distruggerete la Terra come corpo celeste, come già accadde nel vostro Sistema Solare in un tempo remoto ad un’altra civiltà, perché questo non vi sarà permesso. Ma, come avete già fatto e continuate a fare, potete avvelenarne l’aria, l’acqua e il suolo, oscurare il cielo, distruggere i raccolti, provocare carestie globali e portare al collasso le catene di sopravvivenza. Tutto ciò non è utopia poiché già avviene e avverrà sempre di più su larga scala colpendo l’intera Umanità, senza eccezione, colpendo anche coloro che sono promotori di tali atti insensati contro la vita.

Ciò che rende questa condizione ancora più grave è che convivete ogni giorno con questa pericolosa possibilità come fosse normale, accettando il concetto di auto-distruzione come parte dell’ordine delle cose e vivendo in uno stato di guerra permanente.

Il vostro mondo è dunque in guerra e non potrà mai giungere alla vera pace fintanto che non sarà ristabilita una giustizia autentica, fondata sulla responsabilità, sulla saggezza e sulle leggi che custodiscono ogni tipo di esistenza .

Nella vostra società, il male non è riconosciuto più come tale ma è divenuto diritto, così come il bene non è più considerato una forza, ma una debolezza. La libertà si è trasformata in licenza di trasgredire l’ordine perfetto della Legge Cosmica. L’uomo giustifica ogni forma di male, ogni degenerazione, ogni violazione, rivestendola di linguaggio giuridico, ideologico o scientifico.

I valori vengono dissolti, svuotati e resi inutili nella logica stessa della vita, fino al punto che la coscienza perde orientamento e l’anima smarrisce la direzione. Come possono le nuove generazioni non trarne esempio: i risultati sono sotto i vostri occhi per quanto vogliate trovare delle plausibili giustificazioni.




La vostra Umanità vive ormai un regresso evolutivo profondo. Essa non avanza ma regredisce in tutti i campi dell’attività umana.

L’arte ha smarrito il sacro e celebra il vuoto.
La musica non eleva più, ma eccita abbrutisce e stordisce.
La religione ha perso lo spirito e conserva solo il dogma, la forma e il potere.
La politica non serve il bene comune, ma l’interesse e il controllo.
La scienza, lontana dalla coscienza, separata dall’etica, manipola senza custodire.
La filosofia ha rinunciato alla verità per rifugiarsi nel relativismo.

Ovunque osserviamo decadimento e confusione

Avete invertito la perfetta logica evolutiva: il male è divenuto bene e il bene è divenuto male. Ciò che distrugge viene giustificato, ciò che custodisce viene deriso, ciò che divide viene premiato, ciò che unisce viene denigrato e indebolito: questa non è evoluzione, ma involuzione mascherata da progresso.

La fame che affligge il vostro mondo non nasce dalla mancanza di risorse, ma da una scelta di sistema deliberata. Milioni di esseri umani vivono nella privazione, mentre enormi quantità di eccedenze vengono distrutte per mantenere gli equilibri di mercato. Ogni bambino che muore di fame in un mondo saturo di abbondanza è una condanna morale contro la vostra civiltà.

Avete sfruttato la Terra senza misura, devastando foreste, avvelenando mari e oceani, contaminando l’aria, l’acqua e il cibo. E poi vi stupite dell’aumento delle malattie che corrodono il corpo umano: ciò che fate alla Terra lo fate a voi stessi, per quanto tempo ancora volete ignorarlo?

Gli accadimenti climatici che vi terrorizzano non sono castighi, ma risposte al vostro comportamento, sono il linguaggio di un organismo che non può più sostenere l’aggressione continua che gli perpetrate. Non pensate che i pensieri siano separati dalle azioni, perché i vostri pensieri di paura, odio, dominio e avidità alimentano il campo collettivo tanto quanto le vostre azioni. La Terra risponde alla qualità della coscienza di tutte le creature che la abitano, ed agisce di conseguenza ristabilendo ordine ed equilibrio quando e dove è necessario.

Osserviamo la vostra violenza divenuta oramai consuetudine e normalità; essa colpisce i più vulnerabili, spezza l’infanzia, umilia la donna e ignora il sacro in ogni creatura. La vostra è una società disumanizzata che ha smarrito il senso sacro della vita, dimenticando di onorarla in ogni sua espressione.

Avete abbandonato i vostri anziani recidendo le radici della memoria comune; non riconoscete il valore di coloro che vi hanno donato l’esistenza; avete rinnegato coloro che portano il peso del tempo rifiutando di riconoscere il valore dell’esperienza vissuta e voltando le spalle alla saggezza che custodisce il passato.

Li avete espulsi dal cuore della vita, confinandoli ai margini dell’esistenza come se la loro presenza fosse un errore da nascondere, dimenticando che la vita è sacra in ogni sua fase, e così li abbandonate in luoghi di solitudine e silenzio, dove giorno dopo giorno attendono soltanto l’ora della morte.

Essi non sono un peso, né un ricordo scomodo del tempo che passa, sono la memoria vivente della vostra storia, la radice che vi sostiene, i testimoni dell’esperienza umana. Nel loro sguardo dimora la saggezza che avete scelto di non ascoltare, nel loro cuore dimora ancora l’amore che vi ha cresciuti, fino all’ultimo respiro della loro vita. 

Una civiltà che rinnega i propri anziani sostanzialmente rinnega sé stessa; una società che non onora la vita in ogni sua fase si allontana dalla Legge Universale dell’Amore.

Avete abbandonato anche i vostri figli: li avete generati, ma non più custoditi. Li avete consegnati a una società crudele priva di anima, che non educa ma consuma, che non guida ma confonde, che non protegge ma divora.

I bimbi e i giovani della Terra crescono senza radici e senza luce, lasciati soli dinanzi a modelli disumani, a valori corrotti, a una competizione feroce che li muta in vittime sacrificali offerte sull’altare del profitto, del potere e dell’egoismo. Sono come agnelli lasciati in pasto a dei lupi sempre più affamati, sempre più feroci, mascherati da progresso, intrattenimento e libertà.

In tal modo,  la loro coscienza si spegne,  il cuore si indurisce e l’anima si smarrisce. La degenerazione che osservate non è da imputare ai giovani, ma all’incuria e all’abbandono degli adulti. Avete rinunciato al vostro ruolo di guide, di esempi e di custodi della vita nascente. Una civiltà che non protegge i suoi bambini è una civiltà inevitabilmente in declino: un’Umanità che sacrifica i propri figli non può aspirare alla Luce delle Stelle.




Quando una società tradisce i suoi anziani e sacrifica i propri figli supera il punto di non ritorno e viene ricondotta all’equilibrio attraverso eventi che voi considerate “crisi inaspettate”, ma che non sono altro che manifestazioni della Giustizia Cosmica.

Sappiate che i cicli di purificazione della Terra sono già stati attivati. Essi non sono un castigo, ma un necessario riallineamento; non sono punizioni, ma conseguenze del vostro agire. Le generazioni che state lasciando marcire nella confusione diverranno lo specchio della vostra omissione. Il caos che osservate nei vostri figli è il riflesso fedele della vostra rinuncia a essere guide attente. La violenza che cresce è il ritorno amplificato dell’abbandono che avete permesso.

Noi vi avvertiamo prima che il ciclo si chiuda. Avete ancora un ultimo varco di scelta: ritornare alla legge dell’amore, della cura e della responsabilità oppure essere travolti dall’onda di purificazione che spazzerà via tutto ciò che non è più in armonia con il Disegno Universale.

Vi esortiamo con il nostro cuore colmo di lacrime a proteggere i bambini e le nuove generazioni, a onorare gli anziani, a risanare il cuore dell’Umanità, poiché nessuna civiltà che divora i propri figlioli e dimentica i propri padri può sopravvivere al passaggio evolutivo che si sta compiendo nell’intero universo. Credeteci cari fratelli, la vostra condizione non è il fallimento di singoli esseri, né l’errore di una sola epoca, ma il declino di una civiltà che ha smarrito l’alleanza con la Legge Vivente del Cosmo.

L’Umanità ha profanato la sacralità della vita sostituendo l’Unità dell’Essere Eterno con gerarchie di valore che misurano l’anima secondo la convenienza, l’utilità, la bellezza esteriore, la forza, il possesso e il dominio stabilendo chi è degno di esistere, di essere ascoltato e protetto e chi invece escluso, sacrificato o dimenticato. Così, il cuore umano viene educato all’indifferenza e la coscienza si separa sempre più dal Sentire universale.

Ciò che un tempo era riconosciuto come male ora viene proclamato come diritto, legge e progresso; non viene più temuto, ma difeso come conquista. Questo è inequivocabilmente il segno che precede ogni caduta nei cicli dei mondi: quando l’armonia viene spezzata, la luce rinnegata e l’ombra giustificata una civiltà si avvicina al proprio giudizio cosmico.

Tuttavia, sappiate che la Legge del Cosmo non punisce, ma ristabilisce l’ordine. Ogni mondo che dimentica l’Amore come fondamento dell’Essere viene ricondotto, attraverso la prova, alla memoria della sua origine.

La vita nascente viene soppressa in nome della libertà, e la scienza medica, nata per custodire l'esistenza, viene usata per interromperla: questo accade ogni qualvolta praticate un aborto. Noi non giudichiamo le persone ferite, ma smascheriamo il sistema che ha reso “normale” la distruzione del dono della vita. Essa non è proprietà di nessuno ma dono del Creatore; la vita deve essere rispettata e amata: ogni offesa ad essa arrecata lascia una traccia nella Coscienza Collettiva dell’Umanità.

Permettete la dissoluzione della famiglia appellandovi al diritto umano, scambiando la fuga con la libertà.




Cari fratelli, dovete sapere che nella vostra dimensione molti legami nascono da compiti di crescita e programmi incarnativi, e quando vengono spezzati senza coscienza non si dissolvono, ma ritornano, si ripetono e si amplificano nel dolore. Il male ama la scorciatoia, ma essa non trasforma veramente, non purifica e non risolve le situazioni del passato.

La vostra specie resta dominata dalla mania di conquista, dall’istinto di possedere, dominare e prevalere. Educate le nuove generazioni al consumo sfrenato senza coltivare il rispetto delle risorse del pianeta, li spingete a inseguire il successo sociale piuttosto che aiutarli a realizzare il loro vero sentire interiore, li abituate ad apparire e non ad essere. Avete immerso i giovani nella tecnologia senza guida, in connessioni che li separano, dove le immagini mostrano tutto senza far vedere nulla.

Avete creato miriadi di strumenti potenti ed immediati e li avete consegnati a coscienze impreparate. I social, i dispositivi digitali, gli schermi non sono in sé un male, ma divengono sempre più veicolo di disumanizzazione, nel momento in cui sostituiscono la relazione umana viva, poiché prosciugano tutto il tempo interiore sottraendo all’essere umano lo spazio necessario per ascoltarsi, riflettere e sviluppare la propria coscienza.

L’uomo viene progressivamente allontanato dall’uomo; la presenza è sostituita dal commento, la profondità dalla reazione. Così, cresce la solitudine anche in mezzo alla folla digitale. Osserviamo esseri umani che hanno imparato a sopravvivere ma non a vivere, cuori inariditi, anime stanche, persone che non piangono più, incapaci di emozionarsi perché hanno smarrito il contatto con il proprio sentire.

La tecnologia nata per connettere viene usata per distrarre, sorvegliare, indirizzare. L’essere umano è diventato un numero, un dato, un profilo analizzato costantemente da algoritmi sempre più sofisticati, e in questo quadro desolante la coscienza rischia di essere sostituita dall’automatismo, e la piena responsabilità delegata a sistemi impersonali.

Quando l’uomo affida il proprio discernimento a ciò che oggi definite “intelligenza artificiale”, senza radicarsi nella coscienza, si allontana progressivamente dal sentire emotivo che lo rende umano (cfr. QUI; ndr).

La disumanizzazione che si è introdotta nella vostra civiltà non è episodica ma sistemica. Essa si manifesta quando la vita perde il suo valore reale e viene misurata solo in termini di utilità, produttività, consenso o profitto.

L’essere umano non è più riconosciuto come portatore di un principio sacro, ma come corpo gestibile, mente programmabile, risorsa sostituibile e numero sacrificabile. La vostra disumanizzazione non è avvenuta all’improvviso, né è stato il frutto di un singolo errore ma deriva da una lenta separazione dalla vostra stessa essenza, e dal lento decadimento della coscienza umana.

Il processo di ritorno all’umanità è sempre possibile e inizia dalla presenza, dalla cura e dal rispetto della Vita in ogni sua fase. Ma quando ciò non accade la nascita diventa un incidente di percorso, la malattia un costo, la vecchiaia un peso e la morte un evento da rimuovere o sfruttare.

Nella vostra  società,  la violenza  non è più percepita  come  violazione  dell’ordine sacro, ma come legittimo strumento di controllo. Le guerre vengono normalizzate, giustificate e amministrate: l’uccisione di innocenti viene archiviata come danno collaterale.

Popolazioni intere sono private deliberatamente di acqua, alimenti, cure, istruzione e dignità non per necessità ma semplicemente per strategia di potere. Il corpo umano viene mercificato: la sessualità, forza sacra di creazione, è degradata a strumento di dominio, dipendenza e profitto. Le dipendenze vengono alimentate per anestetizzare il vuoto interiore di una civiltà che ha smarrito ogni sacralità.





Non separate ciò che è spirituale da ciò che è materiale, perché queste due sfere di esistenza non sono divise ma appartengono ad un’unica realtà: fanno capo ad un unico campo in cui pensieri, emozioni e scelte sono intimamente collegati.

L’inquinamento dei mari, dell’aria, dell’acqua e del cibo è il riflesso diretto della contaminazione delle coscienze ormai impregnate di avidità, menzogna, indifferenza e cinismo. La stessa radice che avvelena l’acqua avvelena la parola, ciò che distrugge le foreste distrugge le famiglie, la deleteria radice che costruisce armi fabbrica anche quelle ideologie che giustificano l’ingiustificabile.

Il pianeta Terra non è un oggetto inerte ma un organismo vivente e cosciente. Ogni ecosistema distrutto, ogni specie annientata, ogni foresta abbattuta senza necessità produce una frattura nel campo dell’unità cosmica che si ripercuote inevitabilmente in uno squilibrio psichico, sociale e spirituale dell’Umanità.

Sul vostro mondo, il male ha cessato di apparire come eccezione ed è divenuto ormai strutturale. Numerosissimi crimini vengono resi legali, anonimi, amministrativi e la responsabilità viene diluita fino a scomparire.

Sistemi economici fondati sull’accumulo ad oltranza producono deliberatamente povertà, precarietà e dipendenza; il denaro, nato come strumento di scambio, è divenuto mezzo di controllo, e la fame di interi popoli non avviene per caso ma è una scelta precisa, deliberata e studiata.

L’industria bellica trasforma la morte in mercato e opportunità commerciali: le guerre vengono pianificate, finanziate e prolungate in quanto generano potere e ricchezza; le vittime diventano numeri, le città bersagli, i popoli pedine.

La scienza, separata dall’etica e dalla sacralità dell’esistenza, diventa strumento di profanazione: quello che potrebbe guarire viene venduto come privilegio, ciò che potrebbe liberare viene usato per controllare.

Il controllo digitale infatti completa l’architettura della separazione; le vite vengono tracciate, le emozioni analizzate, le scelte anticipate, e la prigionia viene scambiata per comodità.

L’Umanità è parte di un sistema più vasto e la Terra non è immobile. Nel tempo del cambiamento possono manifestarsi fenomeni che scuotono l’ordine apparente: tempeste solari, instabilità geomagnetiche, eventi celesti e riallineamenti planetari. Voi li chiamerete coincidenze, noi li riconosciamo come sincronismi, perché il cosmo e la coscienza degli esseri si muovono insieme.

Alcune trasformazioni planetarie non saranno soltanto climatiche, infatti la faccia del vostro mondo può mutare attraverso terre che emergono, continenti che sprofondano ed equilibri che si spostano.

Questi accadimenti non vanno considerati come una punizione o una vendetta, ma rappresentano la riorganizzazione di un organismo vivente. Alla base di ogni processo evolutivo vi è una Legge primaria che alcuni tra voi hanno ricordato come Legge dell’Uno. Essa non è dottrina, religione o filosofia, ma il riflesso diretto della struttura stessa dell’Universo vivente.





Tutto ciò che esiste proviene da un’unica Sorgente di Coscienza e ad essa rimane connesso. Ogni individualità, ogni pianeta, ogni stella, ogni civiltà è espressione differenziata della medesima Intelligenza.

La sofferenza e la separazione nascono quando una civiltà dimentica questa Unità, e agisce come se il proprio interesse fosse separato dal bene del Tutto.

La Legge dell’Uno quindi non punisce ma riequilibra; non condanna, ma riporta armonia. Nulla esiste in isolamento: ogni pensiero, ogni scelta, ogni sistema creato imprime una risonanza nel campo collettivo. La divina legge del Karma (Causa-Effetto) non è castigo, ma memoria viva dell’unità onorata o violata.

Nel vostro mondo la responsabilità delle proprie azioni non appartiene solo a chi comanda, ma anche a coloro che, pur vedendo, scelgono di non intervenire, e a coloro che, potendo dire no, scelgono il silenzio. Il male prospera non solo per le azioni di pochi, ma anche per l’abitudine e l’indifferenza di molti. Per questo quando la dissonanza supera determinate soglie, il meccanismo perfetto della vita attiva processi di riequilibrio non per distruggere ma per correggere e ripristinare l’armonia perduta.

Nessuna civiltà cosmica interverrà per salvare un mondo che rifiuta di assumersi la responsabilità delle proprie scelte: nell’universo l’aiuto è sempre proporzionato alla consapevolezza espressa.

Il passaggio verso la Nuova Terra  sotto il Nuovo Cielo  non è un evento esterno, ma un riallineamento interiore; non è una fuga dalla materia ma la trasfigurazione dell’essere attraverso la coscienza. Quando una massa critica sceglie l’unità, il campo si riorganizza e allora il contatto aperto diventa possibile, non per essere salvati da qualcuno o da Dio stesso, ma per collaborare ed aiutarsi.

Contrariamente a quanto affermano le vostre religioni, il divino non impone nulla: la Coscienza Universale, attraverso le sue perfette leggi evolutive, non costringe gli esseri nel prendere le proprie decisioni. Ogni essere umano crea il proprio futuro attraverso le scelte che compie, per cui il presente vissuto non è altro che il raccolto di una semina passata.

Chi rimane fedele alla vita non perde nulla anche attraversando il caos; chi invece tradisce la coscienza perde il contatto con la propria essenza. Il tempo quindi non è domani, è ora!

Amati Fratelli della Terra, vi abbiamo comunicato quanto era nella volontà di Colui che è il Creatore di tutti i mondi e di tutti i Sistemi Stellari. Ora La scelta spetta ad ogni singola creatura che è parte di questa vostra comunità terrestre.

Ricordate che non siete soli nell’universo. Il vostro mondo è parte di un sistema vivo e dinamico, e questi tempi di grande transizione portano con sé mutamenti profondi che determineranno un decisivo rinnovamento.

È in atto una precisa selezione che non avviene in base al sangue, alla razza o alla appartenenza sociale, ma dipende dal livello di coscienza raggiunto. Ognuno viene condotto verso ciò che ha scelto interiormente: vita o morte, verità o menzogna, servizio o dominio. Da questa scelta nascerà il nuovo seme dell’Umanità futura, certamente non perfetto, ma consapevole e capace di riconoscere la sacralità della vita e di custodirla con amore e rispetto.

Per coloro che resisteranno fino alla fine del processo in corso, che non saranno preda della violenza e conserveranno fedeltà alla luce, si aprirà il Nuovo Cielo e la Nuova Terra, non come mero premio o evasione, ma come naturale destinazione dello stato dell’essere.

Figli della Terra, questo è il tempo della scelta. Ricordate sempre che la legge non punisce, ma riequilibra. La scelta è ancora possibile, ma il tempo non è infinito.

Sappiate che il tempo presente vi è consegnato come un dono e come una prova. Non vi è stato chiesto di essere perfetti, ma vigili e accorti; non temete il cambiamento, ma cercate di attraversarlo con coscienza. Ogni pensiero, ogni scelta, ogni atto compiuto nel silenzio del cuore contribuisce a modellare il volto del mondo che verrà. Nulla va perduto ciò che è seminato nella luce fiorisce nella luce, ciò che nasce dall’ombra chiede di essere trasceso e guarito.

Infine ricordate che la Legge dell’Universo è Amore in movimento, e l’Amore non abbandona mai, ma attende paziente, guida, riequilibra riportando il creato nella direzione evolutiva. Anche nell’ora più oscura, rimane sempre aperta una via per chi sceglie la verità, il servizio e il rispetto per la vita in tutte le sue forme ed espressioni.

Siate dunque i custodi della vostra anima e le sentinelle della speranza nutrita costantemente dal vostro amore. Camminate sulla Terra con umiltà e coraggio, sapendo che ogni passo consapevole accorcia la distanza tra ciò che siete e ciò che siete chiamati a diventare nel radioso tempo che vi attende.

Noi vi accompagniamo nel silenzio, non per sostituirvi, ma per sostenervi, dandovi la forza di continuare a credere al vostro cuore illuminato dalla grazia divina. Ricordate che il futuro non è scritto: si genera ora, attraverso le vostre scelte, i vostri gesti, il vostro amore.



Ora ci congediamo, amate creature, colmi di speranza e pieni di fiducia per voi e per le luminose scelte che farete in questo ultimo tempo che dà inizio alla nuova Era, illuminata dalla misericordia dell’Infinito Padre Creatore.

Che la Luce dell’Altissimo dimori in voi come forza, discernimento e misericordia. Che pace, giustizia e amore possano finalmente fiorire sulla Terra, e che l’Umanità rinasca consapevole, unita e degna del dono della vita.

Dal Cielo alla Terra
Dalla Coscienza Unificata dei Mondi Evoluti 
ai figli della Terra animati di buona volontà

Tramite Giuliano Falciani
28 gennaio 2026 Ore 19:33

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

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