lunedì 2 marzo 2026

LA VOCE: "MAI CORPO UMANO MACCHIÒ QUESTA MIA LUCE"




Sebirblu, 3 marzo 2026

Il messaggio che segue è solo un esempio di come, se interiormente preparati, si possono ricevere le altissime vibrazioni chiamate "Nouri", dal greco 'nous'=intelletto e 'roos'=onda pensativa, che ininterrottamente giungono dall'Infinito per sostenere la fatica umana. (Cfr. QUI e QUI).

Bisogna sintonizzarsi! E per farlo è necessario alzare la propria "antenna" (ved. QUI e QUI) oltre il cicaleccio del mondo che ora, più che mai, è sprofondato nel vortice pestifero tramato dall'Élite per asservirci tutti ai suoi fini abbietti.  

Dice la VOCE a chi l'ascolta:

"Operate, date cibo e bevanda spirituale ai molti che languono nel deserto della vita desiderosi della mano che li guidi verso un'oasi confortatrice".

Tale VOCE, INTELLIGENZA PURISSIMA, chiamata umanamente "Il MAESTRO" ‒ è l'emanatore dall'Invisibile dei concetti trasmessi all'avv. Gino Trespioli nel libro "La Vita", introvabile, ma reperibile e scaricabile QUI.

Dice di SÉ: "MAI CORPO UMANO MACCHIÒ QUESTA MIA LUCE".

Ed è proprio da questa FONTE d'Acqua Viva che è giunto a noi e a tutti coloro che hanno "orecchie per intendere" il messaggio seguente. Certo, è per pochi... ma non disperiamo... perché le tribolazioni apocalittiche IN ATTO e l'AVVERTIMENTO in ARRIVO (ved. QUI, QUI, QUI e QUI), indurranno molti a ravvedersi e a cambiar vita, anche all'ultimo momento.



IL MESSAGGIO DELL'ASCENSIONE (DELL'UOMO)

Il Maestro:

‒ Un Arciere con l'arco teso: parte una Freccia che precipita sulla Terra disegnando una parabola feconda tra l'Universo e il mondo fisico; l'Arciere è la Legge, la Freccia è Colui che scese nel tempo, Colui che prese sembianze umane... Egli dimora nel mondo da sempre.

Oltre l'eternità, nel profondo mistero dell'Uno, maturò l'espansione d'Amore che raggiunse il punto mirabile nella Manifestazione del Figlio.

La Terra crebbe e si moltiplicò per l'Amore di Lui; gli uomini uscirono dalle tenebre per il Soffio di Lui; il mondo umano segue l'immancabile rotta che si è volutamente tracciata dalla libertà acquisita nell'attimo stesso in cui l'Uno si manifestò con l'Amore.

Voi testimoni del passato, voi testimoni del presente, sarete tali e quali in quel movimento successivo definito "futuro"; l'Orbita contrassegnata dalla Legge è rimasta tale e quale nella sua profonda origine.

"Abbà dice il Figlio immutabile al Padre Io sono in Te e Tu sei in Me... Abbà, perdona loro, perdona tutti, perdona Me"

Quale profondo  linguaggio  esce  dalla  bocca del Divino?  È un linguaggio ermetico, è il Sigillo dei sigilli. "Perdona Me"... cosa doveva perdonare il Padre al Suo Sé stesso?

In questa espressione è racchiuso tutto il Potere dell'Unità: Io Figlio, uscito dal Tuo Fuoco, rivestito delle membra dell'umanità, ho preso su di Me i peccati del mondo... "Abbà, Ti chiedo perdono".


Brian Jekel

Tremate a cotanto Amore, compenetrate voi stessi, e vedete se in voi vi è la traccia di questa Scintilla di Fuoco.

Quando l'uomo dice: "Io mi sento buono", commette superbia; per essere buoni, della sostanza naturata Divina, si rende necessario l'annientamento dell'io, per assurgere "nuovo" in Lui e per Lui.

Il mondo è in pieno vituperio fin dall'attimo in cui chiese, volle per sé l'intero Moto... e nella concessione elargita sta racchiuso il Soffio della Bontà Divina.

Egli è sempre davanti a voi e dietro di voi, nell'arsura quotidiana dell'anima che non sa attingere acqua alla Divina Fonte, è là nel dolore, chiuso nel palpito angoscioso della carne dilaniata nella contorsione dello spirito che non sa ascendere... guai a coloro che osano sminuzzare la Divinità come se fosse posta nel mondo alla mercé del giudizio umano.

Ciascuna manifestazione pulsante è viva, laddove la Natura compie il suo Ritmo ininterrotto Egli è Manifesto e Immanifesto: "Noi siamo, o Signore, perché Tu sei", così sussurra l'anima presa dal desìo ardente di fondersi coll'Unità.

L'uomo, stretto e chiuso nelle tre dimensioni, elaborando le capacità umanizzate dell'intelletto, si è allontanato sempre più dal Principio; l'ostinazione, che fa parte dell'orgoglio, rimane fissa, indurita nel cuore e nella mente degli uomini, i quali sono usciti dal Sentiero prima ancora di compiere il tragitto da essi stessi chiesto... ed Egli attende da sempre. (Cfr. QUI; ndr).

Nella mirabile Manifestazione Infinita i Cieli ininterrottamente si aprono, ed ecco scendere per Potenzialità una pioggia inesauribile di energie salutari, e la pioggia è elargita per Amore... gli Angeli porsero a Lui il Cibo Sostanziale, gli stessi Angeli somministrarono  all'Umanità  il Cibo  della  Grazia.




Un silenzio profondo, che ha in sé il Linguaggio dei linguaggi, è infranto dal vociare che sale dalla Bolgia... Egli è là, ascolta, raccoglie, non si muove, ha dato l'Amore, e l'Amore mantiene... nella crocifissione acuta e dilaniante l'umanità ha ribadito chiodi su chiodi, strappando le Divine Membra e trascinandole nel vortice passionale dell'odio e dell'ira.

E ancora la Mano si alza in un'invocazione estasiante, ed Egli grida: "Abbà... Abbà". Vi è forse dell'angoscia in Lui? Vi è il tremito dell'umano che sente strapparsi la vita? No, vi è il gemito dell'Amore, invocante su quell'umanità che si lacera volutamente, ed Egli cerca di arginare e di porsi fra l'uno e l'altro.

"Io sono fatto di Te, Abbà"... voi siete fatti di Lui, uomini del tempo, e ogni volta che la vostra mano si alza per compiere un gesto di infrazione alla Legge, voi battete e ribattete i chiodi nelle Membra Divine.

Quanto pianto inutile e vano... le lacrime del mondo non basteranno a riparare il delitto; la vostra preghiera è debole, manca ad essa il fuoco della fede, accendete tutte le lampade della vostra "casa", e guardate se in qualche angolo vi è polvere da buttar fuori. (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUIndr).

Siete pronti al Battesimo?

Vi siete rivestiti della candida tunica che fascia dall'alto al basso?

Siete voi riusciti a ritmare il vostro pensiero, le vostre opere, attraverso di Lui?

Non Io rispondo all'interrogativo... guardando in voi stessi risponderete a Lui.

Ed Egli è uscito fuori dalla Casa del Padre, ha camminato per i sentieri del mondo, si è fatto Fanciullo per Amore, Adulto per Amore, è Asceso per Amore. Lo vedete voi?


Greg Olsen


Egli È, e rimane chiuso per gli infecondi, nel mistero di una Nascita, il Non Partorito, e ancor più chiuso nel mistero impenetrabile della Sua Morte e dell'Ascesa. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUIQUI, QUI QUI; ndr).

Muore il Cristo? Muore il Dio crocifisso?

No, muore l'umanità nel Sigillo della Croce, muore quel Parto Divino che ha cercato nei meandri del mondo troni, altari, da opporre a Colui che è senza trono; ma Egli vive perché L'Uno non ha notte, non ha tempo, Egli è la Vita, Vita perenne che si condensa nell'immensità degli Universi siderali eterei, che si condensa maggiormente nel cosmo, s'imprime totalmente in voi tutti.

Egli nulla chiede, il Suo invito è dolce come acqua che zampilla dal ruscello montano: "Venite a Me, prendete la vostra croce e seguiteMi, chi non porta la croce non è degno di Me", parole strane che si ripetono ininterrottamente, la di cui eco è in tutti coloro che hanno fede.

Ma Io vi dico non parole, Fuoco che vi compenetra, Luce che vi invita. "Guardate dice Lui e chiudete gli occhi, operate".

Astraetevi da voi stessi... a che servono anni moltiplicati di vita, dimenticando l'Opera Una? A che serve lasciare orme umane? E che serve chiudersi nei cerchi egoistici del "mio", del "tuo", del "suo"?

Egli ribadisce: "Io Amo". Abbraccia l'infedele e il fedele: "I peccatori e le meretrici saranno davanti a voi, e guai a chi alza la mano e scaglia la pietra".

Qui è tutta la saggezza dell'insegnamento Divino, perché Egli dice:

"Io guardo in te, uomo della Terra, in ogni istante, specialmente quando sei solo. Il lavacro è elargito, do a voi per Legge ritmica tutto quello che ho raccolto: fuoco e acqua; rinnovo questi elementi affinché voi li possiate usare per un benefico influsso, perché nasca il Bene, perché il mondo esterno riceva esempio da voi", così venne detto allora, così Io ripeto a voi, poiché siete ancora quelli e non altri.

Venite, siete in sufficiente forza per salire sul Monte, fermatevi là dove incomincia il sentiero ancor più stretto, disponetevi a cerchio, raccogliete le infinite opportunità che fuoriescono da esso, una preghiera mormori l'anima vostra nell'attesa.

Che cosa attende l'umanità? Chi potrà rispondere all'interrogativo? LUI

Ed Egli cammina senza lasciare orma, è trasportato come sempre da Mano invisibile, il Suo Volto è un Sole, i Suoi Occhi lampeggiano, un Tuono si ode da un punto all'altro della Terra: è l'Oriente che viene incontro all'Occidente (ved. QUI; ndr), sembra che l'ira esca dal Divino, ed Egli è l'opposto poiché si noma Amore... il gemito delle forze, contenute entro ai limiti segnati dalla Legge, hanno lo stesso spasimo dell'attesa.



"Io sono l'Alfa e l'Omega", si forma nel Cielo, non visibile, un cerchio e un contro cerchio, immedesimato l'uno nell'altro, la Sposa e lo Sposo, l'Unità si qualifica ancora una volta, e la Manifestazione non cessa di dare testimonianza.

Vi ho condotto a metà del Monte, lasciandovi soli... siete capaci di compiere l'Ascesa? Una voce sussurra attorno a voi: "No, se Egli vi abbandona siete perduti", perduti veramente come si disperde il pulviscolo che danzando nell'aria è sbattuto nelle correnti negative.

"Io so che nulla potete senza di Me"...

... ed è per Lui che Io Mi aggancio alla Terra, ed è per Lui che Io rivesto il pensiero di parola, parola minuscola, atta a percuotere il vostro udito d'anima, ad imprimere sul vostro intelletto i caratteri di fuoco... dovete purificarvi, e allora solo sarete i figli dell'Eterno.

Ed ecco che le pietre divennero pane...  allungate la mano,  prendete il Pane,  cibatevi e datene a coloro che sono digiuni; bevete dell'Acqua che scorre vicino, levatevi l'arsura, e date da bere a chi ha sete.

Il tramando dell'Assunzione è giunto fino a voi attraverso dettami di uomini che videro, coi loro occhi, allontanarsi dalla Terra Colui che vi aveva camminato... voi avete letto, avete analizzato, avete creduto.

Chi erano quegli uomini, e come vi è giunto il tramando? Siete certi che nessuno vi abbia arbitrariamente posto un proprio giudizio, una sua espressione?

La fede ha sempre un valore quando spinge all'Opera... qual è la certezza che potete estrarre dalla Conoscenza che vi è stata elargita?

Non vi colga dubbio quando guardate al Cielo, non vi colga ansietà quando guardate alla Natura, non siate titubanti allorquando le analisi umane vi portano ad obiezioni, a drastici giudizi più o meno logici... non dimenticate che il Cristo non può essere imprigionato nelle tre dimensioni, Egli non è il Profeta, È Colui che È.

"Ascendo al Padre Mio e Padre vostro"... ecco il Mistero, Io ritorno là da dove sono uscito, perché Io sono Lui, Io sono la Madre Spirito, ecco perché voi umani avete un Padre che vi ha generato, e avete una Madre Spirito che è la Sua stessa Sapienza.


Brian Jekel

Siete nati dall'Amore perché Egli si è manifestato come fratello, voi siete rigenerati, ribattezzati per Lui e in Lui.

Ascendete... e l'ascendere sia per voi un mutare intrinseco; non fate una larvale promessa a Colui che ode, Egli sa che gli uomini sono fallaci, Egli sa che la materia è debole; fate che le vostre membra non divengano gravose, e fate che il vostro spirito vada avanti ad esse. "Laddove il Mio Spirito è, ivi Io sono"... cercate di tradurre in realtà questo insegnamento.

Nell'Ascesa tutte le energie si aprirono come si apre la corolla del fiore in attesa della rugiada; ad ogni vibrazione fu elargita molteplice capacità, ad ogni pulviscolo fu impresso il segno della Croce; un nuovo Parto emise Colui che lasciando la Terra lasciava su di essa il Sangue e la Carne.

I Cieli sussultarono... e il sussulto è paragonabile ad una precipitazione del Moto Infinito sul finito, quindi l'intreccio del Non Manifesto sul manifesto fu stabilito da una Legge che tuttora rimane.

"Chiudo il primo Cielo e ne apro un secondo", dice Colui che è a guardia dei Cieli.




La misurazione si compì nell'attimo stesso in cui i segnati videro dileguarsi nell'aria quello che si definiva il Corpo del Cristo, le Membra non si sciolsero, l'umanità era rimasta, Egli usciva dall'umanità poiché Egli sapeva che il tradimento non era personificato da colui che portava il nome di Iscariota, Egli sapeva che tutta l'umanità si chiamava Iscariota. (Cfr. QUI; ndr).

L'Amore ha fallito alla Missione? Gli uomini hanno vinto Dio? Orrore... no! 

L'Invincibile, Colui che È, ancora è spettatore del tradimento ininterrotto. L'Ascesa si compie ogni volta che l'uomo cerca, attraverso il Cristo, di raggiungere la Vetta del Monte; non soffermatevi sulle circostanze che portano a voi speciali ricordi di fede, siate sempre in ardore, siate permeati dal Soffio di Lui, e ricordate:

Non pronunciate mai più "raca" ('stupido', Mt. 5,22; ndr), e quando udite questa ingiuria qua e là, quando sentite il serpe che s'insinua per farvela pronunciare, fuggite lontano, e allora sarete i Figli di Lui.

La vostra dimora è pronta, guardate ad essa con occhi sereni, e i vostri sforzi si moltiplichino, affinché l'Amore possa fiorire laddove voi entrate. Cercate di lasciare ovunque un profumo di Bontà, allora conoscerete che cosa sia il donare: "Signore, ciò che mi elargisci, io lo dono".

Siete venuti al Monte, avete udito il Tuono, avete partecipato all'Ascesa, vi siete immedesimati nelle energie, avete raccolto la pioggia salutare che vivifica la vita.

Se Tu, o Signore, sei con noi, che dobbiamo temere?

Siate come dei fanciulli, siate dolci, della dolcezza di Lui: "Donna, dove sono i tuoi accusatori?" Ricordate, nessuno pronunci mai l'umano giudizio, perché Egli disse: "Io non ti condanno". (Gv. 8, 1-11; ndr).




Così è, così sia... e pregate con Me:

«Eterno, noi siamo davanti a Te, generati dalla materia, Tu ci vedi andare per il mondo in cerca di Te, è il nostro possesso, o Signore, la scintilla Divina; concedi alla nostra miserabilità il Fuoco vivificatore; il cammino è aspro, noi lo seguiremo tutto, portando in noi la Tua Grazia. 

E quando il soffio della tempesta ci coglie, Signore, percuotici, fa che essa non ci travolga, ma Tu batti su di noi colla Tua Divina Potenza.

Ti abbiamo trafitto, dilaniato, ingiuriato, e Tu ci dai l'Amore... fa che questo Amore si tramuti per noi in vampa ardente, e usaci come Tu vuoi, sminuzza la nostra carne se così è necessario, ma che la Tua Volontà si compia sempre.

Signore, Ti preghiamo per coloro che non sanno, T'invochiamo per coloro che sono lacerati e percossi, aiuta quelli e annienta noi. 

Signore, Tu che Sei il Sole Unico, irradia sulle nostre coscienze, fa che ognuno di noi possa essere Tuo servo fedele.

Così sia.»


Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: "LA VOCE" - Ultrafanìe - dal '32 al '53 vol. 1° - QUI

venerdì 27 febbraio 2026

TUTTO appartiene a CHI NON HA PAURA della MORTE!

 
"Il Settimo Sigillo" di Ingmar Bergman - (scena della partita a scacchi con la Morte).

Sebirblu, 25 febbraio 2026

Gutta cavat lapidem (la goccia scava la pietra) dicevano i latini, e una volta di più, vista la recente dipartita di mio figlio una decade prima del Natale scorso (ved. QUI, QUI e QUI), mi accingo a ribadire, per tutti coloro che ancora non ne avessero preso coscienza, che la morte non esiste.

È uno spauracchio inconsistente, basato sull'ignoranza e sulla credulità popolare, quello di ritenere autentico solo ciò che i nostri occhi vedono e i sensi percepiscono. Se si continua a mantenere lo sguardo verso terra non si potranno certo osservare le stelle in cielo...

D'altronde, questo terribile vuoto di sapere, che tanto dolore e lacrime porta con sé rallentando l'evoluzione delle anime "in partenza", è imputabile anche alla carenza d'insegnamento religioso trasmesso nei secoli alle genti, costrette in vincoli e divieti che ne hanno impedito il passo.

Mi riferisco alla costante opposizione della Chiesa cattolica a qualsivoglia ricerca autonoma, indirizzata verso la medianità in generale, non concedendo alcuna libertà di movimento ai devoti per preservarli dai pericoli ad essa inerenti. Questa è almeno la versione ufficiale imposta... che l'ha salvata dal perdere il potere temporale sul mondo.

Certo, i pericoli esistono (come ad esempio QUI), ma se ai bambini si insegna a maneggiare il coltello o ad attraversare la strada, non vedo perché ai figli di "Madre Chiesa" non debba essere insegnata la realtà invisibile con tutte le incognite relative.

È per questo motivo che Pietro Ubaldi (ved. QUI) lasciò l'Italia per il Brasile, non avendo trovato nella sua stessa patria l'accoglimento giusto alla sua ispiratissima "Grande Sintesi" che, invece, fu ingiustamente inserita nell'elenco dei libri proibiti «Index Librorum Prohibitorum» dall'ex Sant'Uffizio; ved. QUI.

In quel lontano paese sudamericano trovò le porte aperte, anzi spalancate da una profonda cultura dello Spirito, pronta ad accoglierlo come meritava e di cui "Nosso Lar" (la Nostra Dimora) come ho descritto QUI, ne è il meraviglioso prodotto.

Eccolo, provvidenzialmente ricomparso su You Tube, ma che consiglio di scaricare prima che lo tolgano di nuovo.




E a proposito di Pietro Ubaldi, riporto ora un commento, ricevuto dal noto medium brasiliano Francisco Cândido Xavier, detto Chico, dal suo spirito-guida Emmanuel (che, come si vede nel film, impersonò Publio Lentulo nell'antica Roma al tempo delle persecuzioni; ved. QUI, ed il prezioso pdf QUI), che anticipa mirabilmente l'estratto del grande pensatore e mistico umbro, posto in evidenza subito dopo.

Messaggio di Emmanuel
(inserito in tutte le edizioni brasiliane)

«Quando tutti i valori della civiltà occidentale stanno svanendo in una dolorosa decadenza, è giusto che accogliamo una luce come questa, che emana dalla grande e silenziosa Voce de "La Grande Sintesi".

Nella stessa Italia che volgarizzò il sacerdozio romano, eliminando le più significative fioriture del sentimento cristiano nel mondo, in virtù del meccanismo convenzionale della Chiesa "Una Cattolica Apostolica Romana", esistono dispositivi di grande verità, restauratori del messianismo, sul sublime cammino delle grandi rivelazioni della fede.

La Parola di Cristo proietta le sue radiazioni energiche e gentili in questo momento, muovendo un potente esercito dei suoi messaggeri all'interno del laboratorio della evoluzione universale. Il momento è psicologico.

Le  nostre  affermazioni  astraggono  dal  tempo  e  dallo  spazio,  in  contrasto  con le vostre preoccupazioni; ma il secolo che passa deve essere segnato da meravigliosi rinnovamenti della vita terrena. I contributi richiesti saranno molto importanti. Eppure un'alba radiosa succederà all'angoscia di questo crepuscolo.


Igor Zenin

Qui parla la "Sua Voce", divina e dolce, austera ed oltremodo compassionevole. Nella formulazione di queste tesi, che spesso trascendono l'idealismo contemporaneo, si riflette sovranamente la Sua magnanimità, la Sua misericordia e la Sua saggezza.

Tutti gli aspetti dell'attività umana sono riuniti in questa esposizione d'inconcepibile meraviglia! Perché, mentre la ragione è di origine umana, l'intuizione è di origine divina, preludendo a tutte le conquiste dell'umanità.

La grande lezione di quest'opera è che il Signore non disprezza il vostro razionalismo scientifico, nonostante l'ingannevole veste del suo impenitente negativismo. Nella Sua misericordiosa saggezza, Egli valorizza al meglio tutti i vostri sforzi, anche i più inferiori e miserabili.

Vi avvicina al Suo cuore augusto e compassionevole, ungendovi con il Suo Amore sconfinato, rinnovando i Suoi insegnamenti dal Mare di Galilea. Vedete, dunque, che tutti i vostri progressi e tutte le vostre ondate evolutive sono previsti nel Vangelo. Tutte le vostre scienze e i vostri valori, nello scenario delle civiltà passate e nel meccanismo di quelle future, sono incarnati nella Sua Parola divina e redentrice.

La Grande Sintesi è il vangelo della scienza, che rinnova tutte le capacità della religione e della filosofia, unificandole alla rivelazione spirituale e restaurando il messianismo di Cristo, ordinamenti dell'evoluzione terrena.

Inchiniamoci davanti alla misericordia del Maestro e rendiamo grazie con cuore genuflesso per la Sua bontà. Accostiamoci a questo altare di speranza e saggezza, dove scienza e fede si uniscono in Dio.

E, mentre il vecchio mondo si prepara a grandissime prove collettive, meditiamo sull'infinito campo delle rivelazioni della Divina Provvidenza, ponendo al di sopra di ogni preoccupazione transitoria le glorie sublimi e perenni dello spirito immortale.»




Il ciclo della vita e della morte e la sua evoluzione
da "La Grande Sintesi" pag. 339

«La morte non lede affatto il principio della vita che resta intatto, anzi continuamente ringiovanito da questo continuo rinnovellarsi. Se la natura non la teme e non la schiva è perché essa è condizione di vita e nulla si sperpera o va perduto nella sua stretta economia.

Che cosa è mai la morte? Che cosa è questa strana evaporazione di coscienza per cui in un attimo l'organismo passa dal movimento all'immobilità, dalla sensibilità alla passività inerte? Voi guardate sgomenti a quel corpo morto e gli domandate invano che renda alla vostra sensazione la Scintilla della vita spenta.

Eppure la materia è tutta lì, nel primo momento ancora intatta: vi sono tutti gli organi, i tessuti, il plasma, la "macchina" riposa completa. Manca solo la volontà dell'insieme, lo psichismo direttivo, manca il potere centrale e il complesso si affretta a sciogliersi come un esercito senza più capo, ove ogni soldato pensa ormai solo a sé stesso per aggregarsi ad altri eserciti comunque ne trovi.

L'edificio splendido crolla ed altri costruttori vicini, non importa se meno abili, corrono ad attingere materiali per i loro edifici. Tutto viene presto ripreso in un nuovo circolo, riutilizzato, e rivive al sole. Nulla può mai morire.

Solamente l'unità collettiva si dissolve nelle minori unità componenti. Vi è dunque separazione dello psichismo e un profondo cambiamento di stato nella densità energetica. Vi è in questo fenomeno qualcosa che vi ricorda altre mutazioni più semplici, come il passaggio dalla materia solida al liquido e poi al gassoso.

Vi è una perdita di mobilità, una liberazione di energia. Nulla si distrugge in natura e anche la morte «deve», per legge universale, restituire intatto lo psichismo che in quel corpo, ormai invano, cercate di rintracciare.

Non importa se ai vostri sensi e mezzi di osservazione esso sfugge nell'imponderabile. Uno psichismo animatore vi era ed ora non vi è più. Tutto l'universo, per l'ubbidienza costante alla sua Legge, vi grida che quello psichismo non può assolutamente essere andato distrutto.



Quel principio voi lo vedete in ogni momento rinascere, come dal mare rinascono le piogge che vi sono precipitate: rinascente ricco di istinti, proporzionato all'ambiente, individuato come era quando il corpo morì.

Nella morte lo vedete scomparire, nella nascita riapparire; come è mai possibile che il ciclo, come avviene per tutte le cose, non si chiuda ricongiungendo i suoi estremi? Come ciò che non muore non può esser nato, cosi ciò che era prima della nascita non può morire. Ciò che non è nato con la vita, con la vita non muore.

La logica dell'universo, la voce di tutti i fenomeni, concorde vi conduce a questa conclusione: se, come è dimostrato, nonostante il mutar della forma la sostanza è indistruttibile, se l'esistenza di un principio psichico è evidente, esso deve essere immortale, e immortalità non può essere che eternità, equilibrio tra passato e futuro, cioè reincarnazione.

Se tutto ciò che esiste è eterno, voi, se esistete, siete eterni. Nessuna cosa si potrà mai annullare. Non v'è legge o autorità umana che possa distruggere la logica e l'evidenza dei fenomeni. Sopravvivenza dello Spirito è sinonimo di reincarnazione.

O rinunciare a capire l'universo, come fa il materialismo o, se si ammette un piano, un ordine e un equilibrio come tutti i fatti affermano, è necessario seguirne la logica (non è possibile fermarsi a metà), fino alle ultime conseguenze.

Vita e morte sono i contrari che si compensano, le due spinte che fanno l'equilibrio, le due fasi complementari dello stesso ciclo. Scomparirà lo Spirito nell'indistinto di un grande serbatoio animico amorfo? Assurdo.

Quel principio non lo vedete riapparire amorfo, ma con qualità già pronte poiché si manifestano rapidamente, cioè le qualità di istinto, coscienza e personalità con cui lo avete visto scomparire. Troppo l'unità ricostruita rassomiglia all'unità distrutta, perché non possa trattarsi della stessa.




Solo cosi potete spiegarvi la prescienza dell'istinto, la gratuità della sua conoscenza, quell'apparire di capacità innate senza un apparente precedente costruttivo. Come potrebbero gli istinti, il destino, la personalità nascere dal nulla così diversi e definiti, fuori dall'universale legge di causalità?

Ma essi sono il passato che per quella legge rinasce sempre e che nessuna morte potrà mai distruggere. È assurdo e impossibile un continuo costruirsi e disintegrarsi di personalità, un passaggio dell'essere al non essere, in cui si spezzerebbe la catena di causalità che tutto prepara e tutto conserva.

E poi tutto è individuato, tutto grida «io», nell'universo. In esso non vi sono mari di inerzia, zone di vuoto. L'evoluzione non indietreggia, non demolisce mai, difende come cosa preziosa i vari frutti di tanta sua fatica.

Ed una cosi complessa unità collettiva qual è l'individualità umana, resta il più alto prodotto dell'esistenza e riassume i risultati del più grande lavoro dell'evoluzione. Potrebbe mai questa, nella sua stretta economia, permettere la dispersione dei suoi maggiori valori?

E poi, perché mai la testimonianza dei sensi delusi dovrebbe avere più forza del vostro istinto che vi dice: io sono immortale? Delle religioni, dei fenomeni medianici, della logica dei fatti, della voce concorde dell'intera umanità e dei tempi tutti che vi dicono: tu sei immortale?

Lo psichismo individuale sopravvive nelle piante, negli animali, nell'essere umano; lo sviluppo embriologico che ripete e riassume tutto il passato vissuto dimostra che nella vita è sempre la stessa matrice che continua la sua opera; questa indistruttibile sopravvivenza dell'ieri e dell'oggi, che garantisce la continuità di evoluzione, vi mostra anche una identità costante del principio d'azione.

Ma la morte non è uguale per tutti. Lo è nel corpo, non nello Spirito. Negli esseri inferiori, compreso l'uomo ai primi gradini, il centro perde coscienza e si affretta a ritrovarla, trascinato dalla corrente delle forze della vita, per rinascere di nuovo. 

Questa perdita temporanea può dare loro la sensazione di quella fine di tutto che il materialismo sostiene: sensazione, non realtà.

Ma negli uomini più evoluti, entrati nella fase «A» propriamente detta dello Spirito, la coscienza non si estingue, ma ricorda, osserva, prevede e poi sceglie le prove con conoscenza. La coscienza è conquista ed è premio ad immense fatiche.»




Ed ora, per concludere, aggiungo un breve brano sullo stesso tema, scritto da un altro prestigioso autore, in arte Amadeus Voldben (Amedeo Rotondi), tratto dal suo libro: 

"Lo scopo e il Significato della vita" 
(pag. 119).

«Con la morte del corpo non finisce tutto. Quelli che vivono ancora nella materia, che non sono risvegliati, ma ancora dormienti, hanno solo il concetto zoologico della vita e affermano che sia la fine totale.

Muore il corpo, ma l'uomo non è soltanto corpo. Essi avrebbero ragione se l'uomo fosse soltanto corpo. L'uomo è Spirito che per il suo viaggio per le vie dei mondi, per le necessarie esperienze, si è rivestito di un corpo fisico e di un corpo animico.

Il corpo fisico è il rivestimento più grezzo, che si logora più rapidamente e, quindi, viene abbandonato. Il ciclo vitale dell'uomo sulla Terra è breve rispetto a quello che egli vive sul piano astrale e animico; è addirittura un puntino rispetto alla vita sul piano spirituale.

Questo logorio è troppo spesso accresciuto dall'insipienza dell'uomo stesso che poco conosce delle leggi della natura e meno ancora ne è rispettoso, cosicché l'esistenza naturale che dovrebbe durare oltre i cento anni, è ridotta a vecchiaia precoce per gli attaccamenti viziosi che ne determinano un carico pesante di tanti mali.

La morte non è la cessazione di tutto, ma soltanto una scena di un dramma che non ha fine. Il grande saggio Marc'Aurelio scrisse: 

"Considera, dietro e d'innanzi a te, l'abisso infinito del tempo. La tua esistenza terrena è un punto appena visibile, un puntino nell'immenso fluire delle epoche, un istante fra secoli e millenni che passano e si rinnovano, simile ad un lampo che illumina e si spegne in un attimo nel corso di miliardi di anni, durante i quali civiltà sorgono e scompaiono nella vicenda dei tempi." »

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Infine un video che mio figlio Emmanuele ha tuttora sul suo canale Youtube (QUI), che invito a visitare, se non altro per il gran lavoro che ha compiuto per risvegliare le coscienze di molti. 

QUI, ha lasciato un altro canale che dedicava agli appassionati di musica mixata... era ciò che preferiva creare. 




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonti: da "I Commenti" e "La Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi.

lunedì 23 febbraio 2026

La "Partita" a Scacchi tra Dio e il Diavolo




Sebirblu, 23 febbraio 2026

Di questo prestigioso ed illuminato Autore, come delle sue opere, ho già parlato QUI, QUI, QUIQUI e QUI. Egli merita senz'altro un'attenzione particolare, specialmente da parte di coloro che anelano ad avere risposte serie ai tempi gravosi e bui che opprimono oggi l'Umanità intera.

La visione allegorica qui descritta invita a riflettere sullo scenario reale che si mostra solo a chi sa vedere oltre la cortina fumosa del mondo ingannevole che ci circonda.

Penso che esprima con molta efficacia la condizione in cui si trova chiunque si sia "Risvegliato alla Luce" e voglia rendere partecipi gli altri della sua straordinaria "Scoperta".




La "Partita" a Scacchi

Vedo due Esseri cimentarsi con gli scacchi. Da solo, non sarei mai riuscito ad immaginare che Dio potesse mettersi a rivaleggiare col Diavolo. Eppure...

Sento, tuttavia, che si tratta di un'immagine e che devo interpretarla. Mi applico quindi a comprenderla. Innanzitutto capisco che i pezzi del gioco posizionati sulla scacchiera rappresentano degli individui e mi sembra addirittura di riconoscermi in uno di essi, direi tra i più piccoli...

Mi rendo conto allora che in tale competizione anche una semplice pedina può essere preziosissima, se per esempio si trova al posto giusto, nel momento giusto. Tutto dipende dalla strategia di colui che studia le mosse da farsi.

Osservando la sfida, mi appare sempre più evidente che l'Eterno si trovi in una posizione di svantaggio. Nella scena impersonifica mio Padre.

Penso: «È impossibile che Lui, essendo Dio, non vinca la partita. Egli è più forte del Diavolo. Questi è una creatura, e non può vincere contro Colui che lo ha creato. Il Divino Genitore è necessariamente più intelligente dei figli partoriti, anche dei più dotati».

Tuttavia... Il Suo sfavore è ben visibile. Lo guardo con occhi ansiosi. Sono come un bimbetto che osserva il suo Papà, lo sa Onnipotente e, malgrado ciò, lo vede indietreggiare di fronte ad un turpe e misterioso avversario vestito di nero.

Peggio ancora, vedo pure che a tratti Gli vengono le lacrime agli occhi, o quasi, perché la contesa lo obbliga a cedere uno, due, o magari tre dei suoi pezzi, che per Lui sono così preziosi...

Il bambino (ossia me, nella visione), si ribella all'idea che suo Padre, valentissimo, il più bravo di tutti, perda terreno di fronte ad un antagonista così brutto, ma proprio brutto!




Ancora bimbo, scopro per la prima volta l'esistenza del Male: qualcosa di così sgradevole ed opprimente che sembra capace di sconfiggere il Bello e il Buono, di sopprimerlo, di annientarlo, di distruggerlo, e che per me non ha senso.

Per la prima volta nella mia vita percepisco la realtà di questa forza mortifera, e ne soffro moltissimo... Non riesco a concepire come essa possa vincere, neanche in forma parziale, nemmeno per un istante.

Il fanciullino, che sono, ha bisogno di aiuto, di luce, ha bisogno di una spiegazione che gli permetta di respingere un dubbio così schiacciante, così atroce... Non potendone più, mi metto a dire con voce di pianto:

Papà...! Papà...! Papà...! Non voglio che Tu perda! Non voglio!... Fa' qualcosa... Sei Dio... Sei Onnipotente! Lo so... lo so che sei Onnipotente... e allora devi vincere! Non puoi perdere! Devi vincere... vincere... Voglio che Tu sia il Vincitore!

Mi sento avvilito, pieno di dolore, immerso nel dispiacere, e mentre soffro di questa esperienza i miei occhi si mettono a guardare la scacchiera. La guardo, la fisso... e mentre la fisso... così, senza un motivo particolare, di punto in bianco... Teeh! Ecco la spiegazione!... Ce l'ho davanti allo sguardo!

Mi accorgo, infatti, che tutti i pezzi che appartengono a mio Padre hanno il privilegio di essere provvisti di libertà, e che alcuni di essi, credendosi in posizione sfavorevole, anziché rimanere sul quadratino dove Lui li ha messi, si spostano da soli, chi verso un quadrato vicino, e chi più lontano ancora.

Ed è questa singola mancanza di fiducia nei confronti di Dio – mia e loro – che provoca la rispettiva perdita, la propria squalifica.

Sempre nella visione, pur rimanendo il fanciullino che sento di essere, capisco che mio Padre è davvero Onnipotente, ma che la libertà insita nella Sua legge d'Amore, della quale possono usufruire le pedine davanti a Lui, lo mette in posizione di svantaggio di fronte al rivale.




Viceversa,  nel campo  del  Diavolo  tale  libertà  non  esiste. Al suo posto c'è la paura, ed è tramite questa che l'Avversario riesce a mantenere ogni suo pezzo solidamente ancorato al quadratino che la sua diabolica intelligenza gli sceglie di volta in volta.

A questo punto, mi ritrovo dalla parte della realtà, quella di tutti i giorni, e la Voce silenziosa mi dice: «Mia cara, piccola pedina, ti ricordi quel testo ove diceva che qualsiasi cosa avvenga, Io ricostruirò la mia Chiesa?» Me lo ricordo, sì, ma non con le parole esatte, e allora cerco il testo. 

Rintracciatolo, mi metto a rileggerlo. Porta la data del 19 marzo 1969, e dice: "Il mondo moderno è la mia rinnovata Passione. Anche se tutti i Sacerdoti Mi dovessero abbandonare, come avvenne per i Miei discepoli, salvo uno che Mi seguì sul Golgota ‒ Giovanni, sarà proprio attraverso di lui che Io rinnoverò il mondo." (Cfr. QUIQUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).

La rilettura dello scritto mi fa capire che la vittoria finale appartiene all'Eterno. È cosa certa, sicura, ma durante la «partita» che oppone Dio all'Avversario ci possono essere delle sconfitte apparenti del Divino, dei trionfi illusori della morte sulla vita, del male sul bene, dell'infelicità sulla gioia, di Satana sul Cristo.

E tuttavia, anche se pare che a volte la morte prevalga sulla vita, tale trionfo non sarà mai definitivo, ma sempre provvisorio. Dio ha deciso che il bene e il male si separino l'uno dall'altro in questa maniera, che la morte si squalifichi da se stessa credendosi vittoriosa sulla vita.

Quello che conta, dunque, non è la serie di vittorie temporali e transitorie, ma solo quella finale.

Sto riflettendo su quanto il Signore mi ha appena fatto capire. Aspetto un commento dalla Voce silenziosa ma, visto che non arriva ne deduco che l'esperienza or ora vissuta debba essere abbastanza esplicativa.

Per me lo è, ma mi domando se lo sia anche per gli altri. Intuisco che se una persona non ama la Verità con cuore sincero, queste immagini, malgrado la loro potente chiarezza, non le saranno sufficienti.




Mi chiedo quale sia il fattore che impedisca a certi individui di lasciarsi convincere dalle spiegazioni che la Provvidenza divina invia a tutti indistintamente (cfr. QUI; ndr). Allora la Voce incorporea si fa udire di nuovo, e mi parla così:

"Esistono due tipi di persone. Le prime accolgono quello che viene offerto loro dall'Alto, invece le seconde non lo accettano. Le prime confidano nella Provvidenza, le seconde non vogliono credervi. Le une hanno buona volontà, le altre non ne hanno, e non desiderano nemmeno averla.

E ancora, talune sono come bimbette che creano la propria letizia con quello che ricevono dagli adulti dai quali sanno di dipendere, talaltre hanno un'anima somigliante ai contestatori professionali. Non v'è nulla che le convinca ad accettare la Verità allorché qualcuno la propone.

Per loro detta Verità non esiste, e se esiste, non ha alcun valore. Non la amano, la odiano. Se si accorgono che essa è in procinto di emergere da qualche parte, le negano il diritto di nascere in anticipo, la uccidono prima che nasca, la abortiscono.

Di conseguenza, se un testimone della Verità non dichiara il suo nome, la sua asserzione non è valida, se invece lo dice, è il nome a non esserlo.

Se un libro espone la Verità con tanto di "Imprimatur", si tratta per esse di vecchio paternalismo; se, al contrario, si presenta privo di tale placet, guai a colui che si è permesso di pubblicarlo così!"

A queste condizioni, mi dico, a che scopo indugiare oltre? È preferibile che io prosegua la mia strada senza perdere altro tempo; è meglio agire nel modo in cui Virgilio consigliava di fare al proprio compagno Alighieri nel corso del viaggio che entrambi compirono tra i meandri dell'Inferno: "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa". (Divina Commedia - Inferno - Canto III - v. 51)

Gustave Doré  (1832-1883)


Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Estratto da: "Il Regno dei Giorni Felici" di Johannes De Parvulis