Gentili lettori, suppongo che molti di voi
abbiano già letto il famoso best-seller "Il Terzo Occhio"
dell'ancor più celebre scrittore Dr. T. Lobsang Rampa.
A suo tempo, questo personaggio fece
molto parlare di sé, specialmente in Inghilterra, per il mistero
della sua identità. Ecco dunque svelata la sua storia, risalente ad
un periodo in cui il termine "Walk-in" non era per niente
conosciuto.
Questa prassi, atta a compiere missioni
importanti per l'Umanità, è stata adottata soprattutto in Tibettra
i lama più evoluti, ma anche all'occorrenza, in varie parti del
mondo.
Non aggiungo altro, perché dalla
lettura di questo articolo risulteranno chiare molte cose.
Introduzione
Premessa dell'editore,Ken Adachi
Sono venuto a conoscenza degli scritti
di Lobsang Rampa come un pesce fuor d'acqua.
Egli ha sempre sostenuto, dal suo primo
libro in poi, come ogni parola scritta fosse la verità e non ho
trovato mai alcun motivo per dubitarne. La sua dichiarazione sembra
autentica e corrisponde ad altre fonti di conoscenza esoterica.
L'irrisione, il sarcasmo e il disprezzo
che aveva sopportato per anni da una stampa britannica disinformata e
insensibile sarebbero stati ardui da sopportare per qualsiasi uomo,
ma egli l'ha sempre ignorata ed ha continuato a scrivere.
I suoi lettori erano meno cinici, per
fortuna, e la sua popolarità era ormai diffusa in molti paesi.
Finalmente lasciò la Gran Bretagna e si stabilì prima in Irlanda e
poi in Canada, per allontanarsi definitivamente dagli sproloqui
costanti dei tabloid britannici. Morì in Canada nel 1981.
Non avevo le idee chiare su quanti
libri avesse pubblicato Rampa, perché ne ho trovati solo 20 negli
Stati Uniti, ma a quanto pare, il numero corretto è di 24, con 4 di
questi disponibili solo in Europa. Un breve brano dal titolo "La
mia visita a Venere" è stato probabilmente edito dopo il suo
trapasso.
Sono debitore di un'enorme gratitudine
verso il mio buon amico Tian Boon del Canada, per avere a mia
disposizione l'80% di una raccolta di libri scritti da Rampa.
Nel corso di e-mail e scambi
telefonici, Tian ha compreso che avevo la medesima sua ammirazione
per le produzioni di questo Autore, ma ne ho potuti avere soltanto
alcuni a livello locale. In maggior parte erano fuori stampa e non
avevo alcuna idea di dove poterli trovare.
Senza rivelarmi nulla, Tian si è preso
la briga di copiare a mano, faticosamente, ogni pagina degli undici
libri di Rampa in suo possesso insieme con il piccolo brano "Visita
a Venere", e di inviarmeli in un unico pesante e voluminoso
scatolone.
Mi sentivo come un bambino a Natale,
quando ho aperto quell'involucro misterioso proveniente dal Canada.
Il dono dei libri copiati per me è stata solo una delle numerose
gentilezze accordatemi da Tian, un vero amico.
Tutti i libri di Lobsang Rampa sono ora
disponibili on-line gratuitamente. (Da noi, in Italia, è possibile
farne il downloadQUI; ndt).
La storia di Cyril Hoskin e di T.
Lobsang Rampa
Nel 1947, Cyril Hoskin, uno
sconosciuto e disoccupato scrittore comunicò all'attonita moglie che
stava andando a cambiare il suo nome in Carl Kuon Suo.
Sempre in lotta per affermarsi e
trovare lavoro, anche con il suo nuovo nome, Carl sentiva tuttavia
uno strano impulso ad adottare modi orientali.
Ruppe i legami con la famiglia e gli
amici e si trasferì in una delle zone più remote d'Inghilterra con
la consorte, dove il 13 giugno 1949, subì una lieve commozione
cerebrale dopo una caduta da un albero che stava crollando nel suo
giardino.
Perdette i sensi per un breve periodo,
ma dopo essersi ripreso Carl Kuon Suo non c'era più; un altro
essere, un tibetano, aveva preso il suo posto. Potete documentarvi
sulla reazione di sua moglie a questa nuova personalità leggendo il
brano qui di seguito riportato da Gray Barker.
Gray Barker, 7 ottobre 2005
Nel 1956, a Londra, gli editori Secker
e Warburg pubblicarono quello che ritenevano fosse un ottimo libro
occulto.
Mai avrebbero presagito, nemmeno i più
grandi pubblicisti Doubleday and Company di New York, che l'opera
avrebbe improvvisamente catturato l'interesse e la fantasia di due
nazioni la cui maggioranza di persone lo avrebbe letto come il più
affascinante testo sul Tibet mai edito prima.
Il libro era autobiografico e
raccontava la strana ed entusiasmante storia di un monaco tibetano
evolutosi da neofita a lamahood (studente per diventare lama; ndt),
che aveva finalmente raggiunto una certa facoltà nascosta
riguardante appunto il titolo del libro stesso.
«Il Terzo Occhio»del Dr. T.
Lobsang Rampa, non era solo un racconto delle sue iniziazioni e delle
vicende del monastero, ma aveva anche dimostrato di essere un
resoconto assai vivace della vita giornaliera tibetana.
Lo si leggeva tutto d'un fiato in una
notte, perché ogni brano era affascinante come tutti gli altri. Ma
non si poteva fare a meno di domandarsi come un orientale potesse
avere una padronanza simile della lingua inglese.
La risposta era ben presto arrivata
dallo scalpore che il libro aveva fatto a Londra, quando alcuni
«tibetani colti» avevano contestato l'autenticità di Rampaasserendo che non era un tibetano e che non si era mai recato in
Tibet!
Poi venne rivelata una parte della
storia di T. Lobsang Rampa. Cyril Hoskin, alias Carl Kuon Suo, non
era infatti mai stato in Tibet di persona. Lo Spirito di un lama
tibetano era però entrato nel suo corpo, in circostanze insolite.
Replicando ai suoi detrattori,il Dr.
T. Lobsang Rampa ebbe a dichiarare:
"Il libro «Il Terzo Occhio» è assolutamente
vero e tutto ciò che vi scrivo è reale. Io, lama
tibetano, ora occupo quello che originariamente era il corpo di un
uomo occidentale, e vi risiedo in esclusione totale e permanente del
primo occupante.
Egli ha dato il suo consenso
volontario, essendo felice di svincolarsi dalla vita su questa Terra
e considerando la mia urgente necessità.
Il subentro effettivo ha avuto luogo il
13 giugno 1949, ma la modalità era stata preparata qualche tempo
prima. Io so di avere un compito speciale da compiere, ed ero
consapevole che sarebbe stato necessario venire in Inghilterra per
varie ragioni collegate ad esso.
Nell'ultima parte del 1947, sono stato
in grado, tramite telepatia, di inviare segnali a questa persona
idonea. Nel febbraio del 1946 aveva cambiato legalmente il suo nome
con un atto unilaterale.
Per compiere più agevolmente il
passaggio, aveva modificato il suo indirizzo un certo numero di volte
e perso il contatto con amici e parenti.
Il 13 giugno 1949 ha subito un lieve
incidente che gli ha provocato una leggera commozione cerebrale
facendogli perdere coscienza e proiettandolo fuori. Ciò mi ha
permesso di prendere il suo posto.
Ho tentato, in maniera molto dura
davvero, di ottenere un impiego in Inghilterra, ma per vari motivi
non ho avuto alcuna assistenza dall'Ufficio di Collocamento.
Per anni ho visitato questo genere
d'uffici compresa la relativa sede di presidenza a Tavistock Square
di Londra.
Ho anche scritto ad un certo numero di
agenzie private per il lavoro e versato anche cifre considerevoli in
tasse, ma nessuna di loro ha fatto niente per me.
Per qualche tempo ho vissuto con il
capitale che era stato risparmiato e con tutto ciò che ho potuto
autonomamente guadagnare scrivendo o pubblicizzando.
Ho una missione speciale da compiere
perché durante la mia vita in Tibet sono stato al Chang Tang
Highlands dove esisteva un dispositivo che permetteva alle persone di
scorgere l'aura umana. Io sono un chiaroveggente e posso vederla come
ho dimostrato molte volte a numerose persone.
Sono consapevole che se i medici e i
chirurghi avessero la possibilità di analizzarla, allora potrebbero
diagnosticare le malattie che affliggono un corpo umano prima che si
aggravino di più.
L'aura è semplicemente una corona
emessa dal corpo (e da tutti i corpi sottili che trovereteQUIeQUI;ndt),
costituita di forza vitale.
È simile all'energia emanata da un
cavo ad alta tensione che può essere vista da chiunque in una notte
nebbiosa.(Questo esempio però, si adatta bene solo all'aura del corpo eterico; ndt). Se il denaro fosse stato speso per la ricerca, la scienza
medica avrebbe uno degli strumenti più potenti per la cura delle
patologie.
Ho dovuto avere i soldi per poter
svolgere la mia ricerca, ma non ho mai preteso nulla per curare le
malattie della gente o per risolverne i problemi come è stato
travisato e distorto da certa stampa!
E in che modo «Il Terzo Occhio»
ha visto la luce? Certamente non desideravo scriverlo, ma ero
disperato per non riuscire a trovare un impiego che mi permettesse di
espletare il compito assegnatomi.
Ho provato lavoro dopo lavoro, senza
alcun risultato, finché un amico si è offerto di mettermi in
contatto con un signore che avrebbe potuto essere idoneo per
utilizzare il mio servizio.
Mr. Brooks disse che avrei dovuto
scrivere un libro. Ho insistito che non ne avevo alcuna voglia e così
ci separammo. Egli mi scrisse di nuovo e ancora una volta mi suggerì
che avrei dovuto farlo.
Nell'intervallo tra l'incontro e la
ricezione della sua lettera ero stato convocato per altri colloqui ed
ero stato respinto.
Quindi, con molta riluttanza, ho
accettato l'offerta del signor Brooks di scrivere un testo e qui,
ancora una volta, ribadisco che tutto quanto vi è descritto
corrisponde a verità, come è assolutamente vero il contenuto del
mio secondo libro «Il Medico venuto da Lhasa».
Non bisogna dare troppo credito a
taluni «esperti» o «tibetani dotti» quando si
nota che uno contraddice l'altro, quando si constata che non riescono
a mettersi d'accordo su ciò che è giusto o sbagliato.
E dopotutto, quanti di quegli «studiosi
del Tibet» sono entrati in un lamaseria all'età di sette anni,
ed hanno lavorato lungo tutto il tragitto della vita come tibetani
per poi riprendere il corpo di un occidentale? Io l'ho fatto."
Che dire dell'uomo il cui corpo Rampa
ha assunto? Come è stata la sua vita prima dello scambio decisivo?
Di seguito sono riportate alcune rilevanti dichiarazioni di sua
moglie:
"Molte persone si porranno domande
in merito a colui che occupava quel corpo occidentale prima d'essere
rilevato da un tibetano ed io, come moglie, vorrei dire qualcosa sui
fatti che portarono al cambio di personalità.
Al primo indizio di qualcosa di diverso
ero poco più che sgomenta. Stavamo conducendo una vita tranquilla
nel Surrey, essendo mio marito nello staff di un istituto per
corrispondenza, a titolo consultivo, mentre la guerra era finita da
due anni.
Il suo annuncio arrivò di punto in
bianco verso la fine del 1947; seduto in silenzio per un certo
periodo, mi sorprese dicendomi improvvisamente: «Ho l'intenzione di
cambiare il mio nome». Lo guardai sbigottita perché non riuscivo a
trovare alcun motivo per fare una cosa del genere.
Non avevamo niente da nascondere, nulla
da cui scappare. Mi ci volle un po' di tempo per riprendermi... dopo
continuò, «Sì, cambieremo il nostro nome con un atto unilaterale».
Dal febbraio 1948, tutte le formalità
di legge furono completate, e non avevamo più alcun diritto al
nostro nome precedente.
Il datore di lavoro di mio marito non
era contento, ma c'era ben poco che potesse fare al riguardo,
soprattutto perché a quel tempo uno dei direttori della ditta aveva
fatto una modifica al proprio nome.
Naturalmente, tutti alla fine pensarono
che avessimo perso il lume della ragione, ma ciò non mi ha mai
infastidito. Avevo vissuto con mio marito otto anni e sapevo che se
avesse avuto l'intuizione di fare qualsiasi cosa, ci sarebbe stata
sempre una buona ragione per attuarla.
Ben presto però notammo che le persone
non pronunciavano il nostro nome rivolgendosi a noi, ed anche dopo
averlo visto scritto, non sembravano in grado di sillabarlo; per
questa ragione lo abbiamo poi accorciato.
Desidero chiarire questo punto per
dimostrare che non abbiamo mai, in nessun momento, utilizzato uno
pseudonimo com'è stato erroneamente suggerito.
Durante tale periodo, mio marito
parlava parecchio dell'Oriente e infatti, in quelle occasioni,
indossava abiti orientali. Spesso sembrava molto assorto in se
stesso; lo vedevo cadere in trance ed esprimersi in una lingua
sconosciuta che ora penso fosse una lingua orientale.
Nel luglio del 1949, prese di nuovo
un'ulteriore improvvisa decisione, quella di rinunciare al suo
impiego! Questo fatto procurò la costernazione del suo datore di
lavoro che lo aveva sempre ritenuto un elemento assai utile e
coscienzioso nel suo staff.
L'idea, dietro tutto questo, era che
avremmo potuto abbandonare il quartiere e perdere ogni contatto con
il passato, ed è ciò che è avvenuto. In un anno avevamo
completamente perso di vista le conoscenze anteriori e il nostro
precedente stile di vita.
Siamo riusciti a vivere basandoci su
quello che avevamo risparmiato, insieme a quanto potevamo guadagnare
da varie forme di scrittura.
Il giorno in cui mi capitò di guardare
fuori dalla finestra e scorgere mio marito riverso ai piedi di un
albero nel giardino è qualcosa che non dimenticherò mai.
Mi precipitai fuori per cercare di
rianimarlo, ma per me, infermiera qualificata, egli pareva stordito o
qualcosa del genere. Quando finalmente riprese conoscenza, agiva
visibilmente in maniera diversa, e in modi che non capivo.
Dopo averlo fatto entrare all'interno e
al piano superiore del nostro appartamento per riposare, il pensiero
principale della mia mente fu quello di chiamare un medico il più
rapidamente possibile.
Ma avevo fatto i conti senza di lui,
perché sembrava che avesse percepito la mia intenzione e mi implorò
di non farlo, assicurandomi che tutto era a posto.
È certo però, che nell'esprimersi
risultava diverso, più esitante, come se non avesse familiarità con
la lingua, e la sua voce risuonava più profonda di prima.
Per qualche tempo rimasi abbastanza
preoccupata perché era evidente che fosse accaduto qualcosa alla sua
memoria.
A quanto appariva, prima di parlare o
muoversi faceva dei calcoli; solo molto più tardi avrei saputo che
si sintonizzava con la mia mente per vedere che cosa mi sarei
aspettata da lui.
Non ho difficoltà ad ammettere che
nelle prime fasi ero molto turbata, ma ora egli pare del tutto
normale.
Non ho mai smesso di domandarmi perché
una comune persona come me avrebbe dovuto essere così strettamente
connessa ad un evento così straordinario come la venuta di un lama
tibetano nel mondo occidentale."
Benché i cosiddetti «tibetani
dotti» abbiano acquisito la maggior parte delle copie stampate,
ci sono stati quelli che non li hanno ritenuti poi così saggi, alla
fine.
Si prenda in esame la lettera che
segue, ricevuta da Gray Barker da un buddista, quando ha diffuso
l'annuncio che avrebbe pubblicato il secondo libro di Rampa negli
Stati Uniti e discusso della polemica sui giornali.
Caro Signor Barker,
dopo aver letto le sue osservazioni su
"Il Terzo Occhio" di Lobsang Rampa, mi viene richiesto di
aggiungere anche un mio parere.
Nel corso del 1957, ebbi l'occasione di
pubblicare una recensione del libro, per il "North Indian
Buddhist Quarterly", e specificamente di pronunciarmi
sull'aspetto teologico e filosofico contenuto all'interno del testo.
Nel momento in cui scrissi tale analisi
critica, ero, come tanti altri, impegnato a verificare l'esattezza
delle informazioni pubblicate.
Avevo già sentito dire che certe
descrizioni riguardanti i costumi e l'abito non corrispondevano ai
rapporti di antropologia accademica.
Di conseguenza, nella mia ignoranza
sulle divergenze tra religione tibetana e buddismo ortodosso, rimasi
colpito nello scoprire che un individuo, auto-definitosi monaco,
abbracciasse concetti che, dal punto di vista della dottrina ariana
esistevano tutti, ma venivano considerati eretici.
Immaginate poi la mia sorpresa quando
ricevetti delle lettere da un tibetano phoongi che si complimentava
sulla breve esposizione della teologia "dbu-chan" contenuta
nella mia critica.
Essa però, era composta soltanto da
parafrasi inerenti al libro di Lobsang Rampa sotto esame. Il più
grande punto di discussione era quello connesso con l'ordine o la
disciplina all'interno delle comunità itineranti dei monaci
tibetani.
Tutti i corrispondenti occidentali e
gli osservatori indiani mi dissero che Rampa si sbagliava, ma i
tibetani scrissero lamentandosi del fatto che avesse divulgato la
Conoscenza segreta, di proprietà delle Scuole Arcane del loro Paese.
E aggiunsero pure che «Un fratello
- chiuso - in una forma fisica o eterica, aveva fatto male a
pubblicare i suoi scritti nelle terre lontane dell'Occidente, dove si era esposto
allo sguardo dei non-iniziati».
Sinceramente vostro
Ganesha Mahaguru,
Bodhi Sangha
Sat America
New York, NY
Monte Makalu e Monte Chomolonzo - Tibet
Anche se "esposto" ai
tibetani dotti, il pubblico ha continuato a credere in Rampa e a
comprare i suoi libri.
I testi scritti successivamente
forniscono ulteriori dettagli di esperienze passatedopo il periodo
descritto con "Il Terzo Occhio".
Speriamo che sempre più
persone possano leggere e documentarsi grazie alla sua straordinaria
testimonianza spirituale.
«Su questa espressione la Chiesa ha fondato il proprio dogma sulla indistruttibilità del vincolo matrimoniale fra due esseri.
Qual è il Vero significato sostanziale dell'espressione? Quello che la Sacra Istituzione le ha annesso o uno infinitamente superiore?
Essa, impostando il problema del matrimonio in rapporto al senso terreno della frase, otteneva una coesione familiare, portava cioè nell'ambiente umano un'impronta inconfondibile di armonia, più che necessaria se si considera lo stato d'arbitrio, di involuzione delle masse.
Ha errato però la Chiesa, pur agendo con buone intenzioni, perché avrebbe dovuto lasciare all'espressione cristica la sua potenzialità e condurre le genti verso una maggiore sostanza ed una reale evoluzione.
Per comprendere meglio, necessita tornare ad Atlantide, quando l'umanità si trovava ancora nella prima condensazione eterica, allorché l'Eterno dette inizio alla scissione degli Spiriti "Ribelli" ‒ dopo la Caduta iniziale (ved. QUI, QUI e QUI; ndr) ‒ in «2» parti distinte, l'uomo e la donna, in maniera che nel successivo periodo chiamato adamitico, l'uno donasse (il maschio) e l'altra ricevesse (la femmina).»
(Questo brano è tratto dal 1° vol. di Scintille dall'Infinito come altri, virgolettati, che esporrò più avanti, la cui fonte verrà messa a fine articolo).
"Caduta degli Angeli" di Johann Peter Krafft - (Germania, 1780 - Austria, 1856)
Questa separazione fu attuata dall'Altissimo per due ragioni precise:
1)Per l'immensa Misericordia del Padreche ha concesso ad ogni binomio d'anima di riscattare la propria colpa (più o meno pesante in base al grado di partecipazione alla Rivolta) dimezzandone il peso, pur rimanendo intatto, perché divino, il potenziale di sopportazione.
2)Affinché ogni semitermine, evolvendosi per conto proprio,potesse accelerare il percorso di risalita alla Casa del Padre, purificandosi attraverso le prove dell'esistenza mediante il saliscendi reincarnativo. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI).
È evidente che per ricomporre l'intero, o Monade primaria,è necessario ritrovare quella che umanamente viene citata come "anima gemella" e non è così facile... ma, se si considera la progressiva evoluzione degli esseri, è possibile sempre incontrare, affidandosi a Dio, non necessariamente la singola controparte mancante ma, almeno, una individualità "compagna di percorso" che condivida le nostre scelte e con noi sia in sintonia spirituale. Cfr. QUI.
E questo non può accadere laddove gli interessi del mondo e gli effimeri desideri intimi offuscano la mente ingannando anche il cuore e trascinando gli esseri umani nei vortici della materia, nei palpiti infecondi degli istinti primordiali.
Per tal motivo avvengono così tante separazioni e divorzi! Perché, prima di unirsi con un eventuale partner, la nostra attenzione dovrebbe rivolgersi alla sostanza interiore, piuttosto che soltanto alla forma esterna, poiché questa... il più delle volte inganna.
Diventa necessario osservare attentamente se esistono davvero dei valoricome la schiettezza, l'onestà, l'altruismo e la Fede, che ha per compagne di viaggio la Speranza e la Carità, ossia l'Amore che tutto affronta, perdona e regge...
Bisogna inoltre tener conto che due persone possono trovarsi d'accordo per un certo periodo di tempo nelle scelte e nelle visioni della vita... poi, una delle due comincia a cercare... perché le cose non la soddisfano più... e vuole sapere il "perché si vive", "che cos'è la morte" e, in definitiva, che senso può avere il succedersi degli anni che inesorabilmente volano via...
Ecco il punto di crisi... non ci si comprende più... l'uno (o l'una) è tutto preso dalla carriera, dai figli o da tutt'altre cose inerenti al mondo, mentre il compagno (a) sente nel suo intimo, prorompente, il desiderio di conoscere, di addentrarsi in quel campo spirituale che in cuor suo ha sempre percepito esistere in sé.
E così, ci si divide... si divorzia... perché la convivenza diventa impossibile per taluni.Due mondi si scontrano: lo Spirito e la materia.
Vince sempre chi per amore si adatta all'altro e, di solito, è proprio colui (o colei) che vorrebbe "spiccare il volo" verso l'Alto e che, così facendo, vi riesce pienamente col sacrificio e l'umile preghiera.
Ed ecco un profondo avallo a questo mio dire, proveniente da una "gloria" del diritto romano che nell'antica Urbe si chiamava Elio Floriano Modestino.
È stato l'avvocato Gino Trespioli ad accoglierne la vocenel suo preziosissimo ed ora introvabile testo "La Vita"(ep. 376 B), da scaricarsi QUI.
Pertanto, lo stesso Trespioli dice:
"Fortunatissimo incontro! Giacché era stato più volte in me il desiderio di interpellare un giurista veramente sommo sul tema del divorzio. E veniva proprio Modestino, l'autore della più perfetta definizione del matrimonio.
Salutatolo, gli dichiarai che sono sempre stato un fautore, salvo razionali restrizioni, del divorzio, per una vasta quantità di motivi sociali ed etici, contro i quali, superfluo è nasconderlo, non sono meno formidabili le obbiezioni."
"Discutiamo ‒disse Modestino ‒ e poniamo ben chiaro il concetto: il divorziare è un fattore necessario oppure negativo?"
Trespioli:
"È risaputo che Elio F. Modestino col «Consortium omnis vitæ» e con l'«Individoe vitæ comunicatio»aveva affermato la monogamia e la indissolubilità del vincolo; ciò contro l'antica concezione romanistica della natura contrattuale del matrimonio, e per ciò risolvibile.
Elevato l'istituto a Sacramento, si è dimenticato che Gesù esigeva la indissolubilità del nodo fintantoché non lo si fosse dimostrato invalido per fornicazione, e la Chiesa si è basata SOLO sul principio indiretto e opposto: «Quel che il sacerdote congiunge non può essere disgiunto».
‒ Quale delle due formule, o Modestino, è secondo giustizia?"
Monumento dedicato al grande giureconsulto Modestino, antistante il Palazzo di Giustizia a Roma. (Ved. QUI).
E questi risponde:
‒ Chi nel tempo fa le leggi? Gli uomini. Orbene, la legge umana va distinta da quella vitale, che proviene da Dio. Ma Dio è disconosciuto dagli uomini quando creano dei dissensi nel legame.
Questo lo si è voluto elevare a Sacramento, ma si è considerato unicamente il fatto rituale trascurando la connessione d'Anime, così che di sovente si congiungono in nome di Dio due esseri che sono in realtà disgiunti e concordi solo nella materia e nei motivi d'interesse.
E io domando: Possono lungo la via verificarsi degli squilibri? Sì. Specialmente se manca l'educazione dello Spirito; allora nascono profondi contrasti di pensiero e di azione. Fu uno dei vanti di Roma l'avere affermata la «affectio maritalis» come unica ragione del coniugio. Esaminando poi la questione dal punto spirituale, pongo alla tua analisi un quesito... Stai bene attento:
Un'unione ‒ continuò il sommo giurista ‒ può essere turbata da un'improvvisa passione di uno dei coniugi: ma se l'unione è d'anima il coniuge, che ama e sa, non deve gettar giù l'altro ma, afferratolo, educarlo, e sostenerlo con la bontà che fa tutto perdonare. [...]
E mentre nella legge evangelica sembra si affermi l'assolutismo del vincolo, si proclama: «Chi ama il padre e la madre più di Me non è degno di Me». Dunque i legami di sangue non sono in armonia con quelli animici."
Trespioli:
‒ Perciò, l'interpretazione del «Ciò che voi unirete sarà unito da Dio in cielo...»?
Risposta di Modestino:
‒ Ho detto e ripeto che, allorquando il sacerdote lega due individui, unisce cioè un maschio e una femmina, non constata né sa accertare se esista fra i due un'unione d'anime.
"E sarà una gloria della futura legislazione ispirata dalle noùri enteliche ‒conclude il Maestro(la Purissima Intelligenza, guida di tutta l'Opera; ndr) ‒ che saprà dare all'istituto domestico le granitiche basi della Spiritualità:
‒ Non la passionalità del momento, non dei fini d'interesse materiale,ma la romana «affectio maritalis», che per tutti noi è la precisa congiunzione di due anime, sarà il motivo vero dell'unione; non il libero amore inteso brutalmente, causa di dissoluzioni capricciose mosse da interessi e da passioni; non l'adulterio e il tradimento volgari e bestiali...
Analizzate con saggezza il responso del giureconsulto,e la legge civile corrisponderà alle supreme leggi dell'armonia universale."
⁎⁎⁎⁎⁎⁎⁎⁎⁎
Ora, tornando a noi, bisogna dire che(e riporto nuovamente un brano da "Scintille dall'Infinito"):
«Il Cristo non accennò al matrimonio ma a quell'unione che non si poteva distruggere perché voluta dall'Altissimo Padre e che si doveva e poteva compiere fra gli umani se, percorrendo le vie del tempo in purezza, avessero acquisita quella percezione che avrebbe consentito loro di individuare il termine gemello del binomio, legalizzando anche umanamente il connubio.
Sì, una legge morale, nel tempo, sconsiglia la distruzione di un focolare, ma la stessa morale sconsiglia la sua formazione quando tale unione non viene cementata dalla spiritualità, bensì provocata da diversi altri impulsi.
L'errore, quindi, non sta nello sciogliere ma nel legare, ed è proprio la Chiesa che, mentre solleva delle eccezioni per la scissione, non ne solleva alcuna per l'unione.»
E ancora:
‒ Hanno uguale significato sostanziale i termini «matrimonio» e «sposalizio»?
L'Entele (QUI il significato, al post scriptum) risponde:
«L'uomo è composto di Spirito e materia; quest'ultima è il veicolo portante il primo, che è quello vitale. È evidente che la materia deve essere sicuramente utilizzata non a scopo di godimento, di brivido, bensì al servizio del Padre, cioè per quel moto di saliscendi reincarnativo per il quale affermo «est modus in rebus».
Vi è una differenza fra matrimonio e sposalizio (o «nozze» che vi equivale), poiché Io interpreto il primo come un "contratto" in cui le due parti si offrono reciprocamente per il comune piacere o per il vicendevole sostegno nella fatica esistenziale, mentre nel secondo vi è la fusione di due Anime che capteranno l'attimo indicato dall'Eterno per un'esigenza di intimità fisiologica, ma a tempo debito, e non a rotazione continua.
Più semplicemente posso considerare il matrimonio come un'unione fisica, allorché lo sposalizio è una congiunzione spirituale e solo spirituale. Da qui la differenza dei sessi da utilizzarsi per un ben preciso scopo.»
"La Trasformazione dell'acqua in vino" di Morgan Weistling.
Di questo concetto, ne sono un limpido esempio le Nozze di Canae il miracolo che ne scaturì. Eccone la descrizione entélica:
«Due esseri si uniscono armonizzandosi:"Io, Divinità, sono là, unicamente là ove le nozze chiamano a congiungersi due elementi armonici, perfettamente in sintonia. Se questo viene a mancare, non vi è più congiungimento superiore, ma umano, denso, gravoso."
Nozze: ho detto «unione di due sessi» ma sopra questi vi sono due raffigurazioni: maschio e femmina, ossia l'espressione di una umanità ai primordi. È necessario perciò che l'intero genere umano giunga ora alle vere nozze, alla fusione con l'altra metà ritrovata, ricomponendo la propria singola Unità iniziale.(Altro che Fiducia Supplicans, la benedizione alle coppie gay! Ndr).
È necessario che questa umanità si avvii rapidamente verso l'armonia, la profonda intesa, l'accoppiamento d'anima: solo allora riavrà con sé la Divinità benedicente!
Cosa avviene nel giorno delle Nozze di Cana? Il vino era terminato. Ho già spiegato il significato di vino: Essenza. (Frutto della vite, la linfa vitale equivalente al sangue; ndr).
Dice Maria: «Figlio, il vino è finito».«Che vuoi Tu, donna?» Non considera il Cristo il rapporto di filiazione, ma quello di Divinità/umanità: donna. «Che vuoi Tu donna? Non sai che il Mio tempo non è ancora giunto?»
Di quale tempo parlava il Cristo? Del tempo della maggiore azione, il tempo in cui il moto «radiazione» doveva entrare in atto. Poi, percepita la scintilla che a questo principio Lo veniva a legare, dice ai servi: «Portate delle pinte d'acqua». E Maria soggiunge: «Fate ciò che Egli vi dice».
Portate dell'acqua, portate cioè davanti a Me un elemento puro ed IO lo trasformerò in Essenza. L'acqua giunse e venne mutata in un vino migliore, vi dice Giovanni (cap. 2, 1-11), del più buono dianzi bevuto.
Ciascuna armonia umana, ciascuna energia terrena è lungi dall'avere la perfezione, la potenzialità, la capacità di ciò che dal Divino si diparte. Il migliore! E dà questo vino ai convitati.
Voi rappresentate, uomini e donne, gli sposi e le spose chiamati dal Cristo alle nozze, perché queste siano compiute, perché l'armonia venga a stabilirsi indissolubile, perché la pace possa regnare, perché l'unità ritorni e non sia più distruttibile.
Nozze: il Cristo lietamente vi ha aderito, era stato invitato. La parte di umanità che più sente l'evoluzione invoca la Sua Venuta, perché Egli la abbia a suggellare (ved. QUI; ndr) e il richiamo renda lieto il Redentore.
Ebbene, amici, siete voi pure invitati alle nozze; cercate di portare il vostro io verso la ricerca di quella parte gemella che dovrà completarvi e che sarà raggiungibile unicamente attraverso l'Opera.
Non fatevi schiavi del dogma. Sì, una legge morale impera anche fra di voi e dice che i molteplici connubi hanno impronta satanica; colui che ha voluto per arbitrio legarsi ad un'altra individualità, sappia sopportare le conseguenze di questo gesto e offrire alla Legge ogni angoscia, ogni fatica dall'unione derivante.
Ma al di là di tale fatica, ve ne sta una superiore di ricerca, di liberazione attraverso una metamorfosi, e tutto ciò vi è imposto dal dono stesso che ininterrottamente vi viene elargito.
Ho parlato di nozze. Soggiungo: quotidianamente voi assistete a questi matrimoni, e potete constatare la facilità con cui l'uno o l'altro sesso ricerchi la fusione. Ciò vi svela la profonda «insufficienza» umana.
Ogni essere dovrebbe trovare nel tempo il proprio semitermine o non congiungersi, e a questo giungerete. Le unioni sintonizzate di semi-binomi portano alla formazione iniziale dell'«unità» e alla certezza che il residuo moto evolutivo si compirà nei campi astrali, non più nel "finito".
Questo significa che ogni passionalità terrena deve essere distrutta; non congiunzioni per lussuria, per ambizione, per avidità, ma solo per amore, e l'amore nella sua sostanzialità non può che essere elargito da un termine del binomio all'altro termine che gli appartiene.
Vi conduco verso una semplicità del vivere, verso la Verità. Quale effetto porta questo ammaestramento? La necessità per ognuno di seguire la via secondo il movimento karmico che trascina, non secondo un moto umano di arbitrio che travolge!
Il karma vi condurrà nel giusto tempo, nella giusta ora, ad incontrarvi col secondo termine del binomio; la passionalità vi condurrà ad un movimento ripetuto e tortuoso che ritarderà la formazione dell'unità.»
Chiosa di Sebirblu
Per sfuggire agli inganni di questa Falsa Chiesa, che fa sentire ipocritamente «liberi» i cattolici divorziati e risposati, sottoponendo al clero «deviato» le proprie istanze di coppia «irregolare» per accostarsi all'Eucarestia, o ai conviventi "more uxorio" che si sentono "in colpa",suggerisco almeno la coerenza e l'abbandono diretto a Dio che LEGGE nei cuori e SA come rispondere a chi, conanimo puroe in umiltà, a LUI si affida.
L'articolo che segue è la sintesi di una catechesi interessantissima, trasmessa da don Alessandro
Minutella in un video di 4 anni fa che mostrerò alla fine del
testo. L'ho eseguita per soddisfare le esigenze dei "frettolosi" e, cosa
più importante, di coloro che si trovano privi dell'udito per una
ragione qualsiasi, ma desiderosi di apprendere ciò che sta
succedendo in questa nostra epoca.
Nell'esporre il tema del suo
ammaestramento, il fervente e dotto sacerdote ha preso spunto dal suo
libro "MARIA e L'ANTICRISTO", e inizia il suo dire citando
il cap. 13 dell'Apocalisse di Giovanni con i versetti 16 e 17 che
si riferiscono al Falso Profeta, una delle due Bestie lì
esposte:
"Faceva sì che tutti, piccoli
e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio
sulla mano destra e sulla fronte, e che nessuno potesse comprare o
vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il
numero del suo nome."
Don Minutella sottolinea che, per
diversi motivi, non si soffermerà a parlare del significato del
Marchio stesso (ved. QUI e QUI; ndr), ma sulla
"marchiatura" inflitta agli abitanti della Terra (cap. 13, v. 8; ved. QUI; ndr).
«Il termine "Marchio" in greco antico corrisponde a "Kàragma", che si contrappone
a "Sphragìs" (pronuncia Sfraghìs; ndr), Sigillo,
impresso in Apocalisse sulla fronte degli eletti».
E su questo, inserisco un necessario e
prezioso approfondimento.
«In Ap 7, 2-3 si parla di un misterioso Segno che l'Angelo di Dio imprime sugli eletti. Grazie a questa
"spirituale impressione", i giusti che appartengono al Signore si riconoscono a vicenda, militano per un fine comune e il Pastore
supremo non scorda che si è impegnato a proteggerli e a
salvarli...
Se, come si diceva, i figli prediletti
di Maria saranno in grado di compiere la profezia, che li vede
protagonisti nell'ultimo scontro vittorioso contro il Serpente-Drago, è certamente grazie a quel misterioso
"Simbolo" di cui si parla nell'Apocalisse, dove sono
contenuti i vaticini riguardanti la vita della Chiesa negli ultimi
Tempi.
Al capitolo 7, dunque, si legge:
«Vidi poi un altro Angelo che
saliva dall'Oriente e aveva il Sigillo del Dio vivente. E gridò a
gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di
devastare la terra e il mare: "Non devastate né la terra, né
il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il Segno del
nostro Dio sulla fronte dei suoi servi" » (Ap 7, 2-3).
Lo Sphragìs è innanzitutto un'indicazione di proprietà, ed è per tramite suo che gli eletti non si trovano più nell'anonimato, non possono
confondersi con gli altri uomini, perché Dio stesso li considera
Suoi.
Per tal motivo, nessuno può vantare il
diritto di nuocere ad uno di loro (in quanto, avendo ricevuto il Simbolo di appartenenza all'Altissimo, vengono da Lui
protetti e perciò difesi da qualsiasi attacco distruttivo; ndr).
Un tempo, nel mondo militare, lo Sphragìs era l'indice di riconoscimento (vessillo, divisa, stelletta...) intorno a cui si individuavano i soldati
facenti parte di uno stesso esercito.
Oltre al significato di appartenenza, codesto Simbolo delinea anche il cammino e l'impegno unico che i membri con lo stesso ideale esplicano in stretta
collaborazione.
In tal modo, il "Sigillo del Dio
Vivente" è il segnale identitario che, non solo permette
all'Altissimo di distinguere i propri eletti, ma consente loro di ravvisarsi a vicenda, sentirsi solidali in un'unica
missione al servizio dell'Eterno, per la Sua Gloria, la loro stessa
Salvezza d'anima e quella dei fratelli d'esilio.
Il Suggello assume così una
dinamica apostolica, di militanza che abilita le schiere Celesti a
combattere contro le forze del Male per l'edificazione del Regno divino sulla Terra, con le armi del Signore e sotto la Sua ègida.
Nel contesto biblico, lo Sphragìs ha una marcatura soteriologica (cioè salvifica). Indica,
infatti, soprattutto i concetti di Liberazione e Salvezza.
Sulle porte delle dimore degli Ebrei,
schiavi in Egitto – come viene descritto nel libro dell'Esodo (Es
12, 1-14) – Dio ordinò a Mosè di apporre un Segno ‒ il
"Sigillo del Dio Vivente" ‒ col sangue dell'agnello, in
modo che l'Angelo sterminatore, passando e vedendolo, avrebbe
risparmiato gli abitanti di quelle case. [...]
Un altro significativo raffronto si
coglie nel libro del profeta Ezechiele (9, 2-6), dove un emissario
della divina Giustizia venne da Dio incaricato di segnare, con un
misterioso "Tau" sulla fronte, le forze buone e incorrotte
del popolo che, aizzato in massa dalle guide disoneste e immorali, si
corrompeva e commetteva abomini dei quali Dio non poteva più
tollerare la perpetrazione:
«Ecco sei uomini giungere dalla
direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno
con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c'era un altro
uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco [...].
Il Signore gli intimò:"Passa in
mezzo a Gerusalemme e segna un Tau sulla fronte degli uominiche
sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono".
Agli altri ordinò, in modo che io stesso (Ezechiele; ndr) potessi udire:"Seguitelo attraverso la città
e colpite! Il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia.
Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo
sterminio*: solo non toccate chi ha il Tau sulla fronte;
cominciate dal mio Santuario!".
*[Se
qualcuno ancora si dovesse stupire dell'efferatezza della Scrittura
del Vecchio Testamento, deve sapere che allora vigeva la "Legge
del Taglione": ossia «l'occhio per occhio e dente per dente»,
legge mosaica alla quale è subentrata, col Cristo e col Suo
Sacrificio, la Legge dell'Amore e del Perdono che, se messa in
pratica, avrebbe spalancato le porte all'umanità reproba del ritorno
alla Casa del Padre, preclusa a tutti sin dalla ribellione iniziale,
ved. QUI, QUI e QUI; ndr].
In questo quadro interpretativo,
quindi, il Segno impresso sulla fronte degli eletti, se coerenti
sino alla fine, porta di certo alla loro Salvezza.
Si tratta di una "traccia" che possiede una
dimensione spirituale: con tale impronta si produce un effetto
nell'intimo dell'anima, una reale Presenza interiore, che opera una
mutazione e un rapporto nuovo con il Trascendente.
Per questo accadimento, espresso e
indicato dal "Sigillo-Sphragìs", il Signore può dire
giustamente: "Io conosco le Mie pecore e le Mie pecore
conoscono Me, e per queste Io do la Vita" (cfr. Gv. 10, 14-15).
Quello menzionato in Ap. 7, 2-3,
quindi, è un gregge prediletto su cui è stato impresso un 'riferimento' per cui Dio sa che esso appartiene a Lui, i suoi
membri si riconoscono reciprocamente e militano per un fine unico, e
il Pastore supremo non dimentica che si è impegnato a proteggerli e
salvarli.
Cerchiamo adesso, alla luce di queste
considerazioni, di rinvenire l'interpretazione allegorica dello
spirituale Sphragìs con cui l'Angelo dell'Apocalisse
viene incaricato da Dio di segnare i salvati:
Molte ipotesi si fanno... e
generalmente viene creduto trattarsi del Segno della Croce con cui [l'Angelo] doveva segnare gli eletti perché sfuggissero alle
grandi tribolazioni che dovevano piombare sulla Terra.
L'Altissimo fece aspergere col sangue dell'agnello pasquale le porte delle abitazioni del Suo popolo, schiavo in Egitto,
per difendere dalla morte i primogeniti quando sarebbe passato l'Angelo sterminatore [Es. 12, 7].
Fece salvare dall'incombente rovina su
Gerusalemme coloro che avevano ricevuto sulla fronte l'impronta del Tau, lettera che somiglia proprio alla Croce [Ez. 9,
4-6].
I padroni segnavano i servitori col loro
nome o la propria sigla, per custodirseli più accuratamente, e
l'Eterno Padre voleva che fosse posto un Suggello sui Suoi figli fedeli perché non venissero confusi con quelli che
avrebbero dovuto essere colpiti, o perché per essi la tribolazione
si dovesse mutare in un vantaggio d'anima. [...]
Tutto questo ci conferma che il Sigillo dato dall'Angelo doveva rappresentare la
Redenzione, la paternità dell'Altissimo sulle anime e la
loro Salvezza mediante lo stigma della Croce, non solo materialmente,
ma soprattutto spiritualmente, come sintesi delle immolazioni e dei
dolori sofferti per amor Suo e dei fratelli.»
Terminato questo necessario inciso,
torniamo alla catechesi di don Minutella.
Jimmy Pineda
Riprendendo il discorso sul Kàragma o
Marchio della Bestia, che si contrappone a Sphragìs‒Sigillo
dell'Agnello, egli dice giustamente che, siccome il Maligno da sempre
scimmiotta Dio, il suo emissario, l'antiCristo, pone allora un
Marchio su tutti gli abitanti della Terra.
«Chi sono coloro che resisteranno
senza cedere al fascino della Bestia? Sono gli eletti illuminati dalla consapevolezza sostanziale della propria figliolanza
divina e perciò aventi in sé lo Sphragìs della loro appartenenza.
Dice Apocalisse 7, 3: "Il Suggello del nostro Dio sulla fronte
dei Suoi servi"».
«Satana, imitando Dio in una sorta di
"anti-battesimo", segna con il Marchio tutti coloro che,
inconsciamente e talvolta anche scientemente, a lui si affidano e
sperano, facendoli schiavi come avveniva un tempo per i trafficanti
di uomini.»
[Gesù,
sottoponendosi al Battesimo ad opera di Giovanni Battista,
rappresentava l'intera umanità che si offriva volontariamente alla
purificazione delle proprie colpe per entrare "monda" nel
nuovo movimento d'Amore introdotto dal Cristo; ndr].
«Io credo ‒ prosegue don Minutella ‒
che il tema del Kàragma o Marchio della Bestia abbia attinenza col
sogno proibito dell'anti-Cristo, il Transumanesimo: un preciso programma di ri-creazione, di ri-formulazione dell'essere umano.»
Continua ancora, puntualizzando che alcuni
filosofi di area tedesca parlano di "post-umanesimo" e probabilmente hanno ragione, sebbene nel suo libro abbia usato il termine
Transumanesimo.
«Non si tratta quindi di qualcosa che
concerne l'elevazione dell'uomo bensì di un oscuro disegno voluto
dall'anti-Cristo. Andando a ritroso, all'inizio della Creazione,
leggiamo nella Genesi: "Dio creò l'uomo a Sua immagine...
maschio e femmina li creò...", dunque vediamo subito una
stridente contraddizione con la "teoria gender" di chiara
matrice satanica.
Quindi c'è un progetto di
anti-creazione che si pone agli antipodi del piano originario divino.
Bisogna tener conto, però, che SOLO Dio può creare dal nulla, non
certo il demonio! Perciò, anche nel "Big Bang"
dell'universo, sostenuto dalla scienza, ne consegue la domanda: e chi
ha creato l'energia primaria che poi sarebbe esplosa?»
Sunto
mio:[La pretesa di Satana è l'assalto al principio creativo di Dio,
il provare ad emularLo anche in ciò. Ma non potendo riuscirvi,
necessita di una piattaforma idonea, già incuneatasi nel pensiero e
nel cuore degli uomini: la trasgressione soprattutto, l'ignoranza
verso il trascendente, il materialismo ad oltranza che rasenta quasi
la blasfemìa e il rigetto assoluto verso qualsiasi cosa richiamante il
"Sacro"].
«Sta scritto‒ prosegue don
Minutella ‒che dopo l'avvento del Cristianesimo si sarebbe
arrivati di nuovo al paganesimo integrale, e cosa stiamo vedendo
oggi? Con un Bergoglio che (in Canada) chiede alla "nonna"
(sciamana pellerossa) di invocare gli spiriti? Una "Chiesa
cattolica" che accoglie Pachamama nella Basilica di San Pietro?
Con la cupola satanista che sta in Vaticano?
Ma cosa fanno dentro le mura Leonine? Secondo voi
pregano la Madonna?...Lì, fanno le messe nere! [Ved. QUI, QUI e QUI;
ndr]. Lì dentro c'è Satana... il quale non erompe perché è ancora
in vita Benedetto XVI, che si è immolato... [Ved. QUI, QUI, QUI, QUIe, l'importantissimo articolo QUI: ndr].
Si è immolato perché lui è il Katéchon,
cioè chi impedisce che le forze del Male esplodano dando il tempo a
tutti di prepararsi per lo scontro definitivo. [Cfr. QUI; ndr].
Nel frattempo, Satana ha capito che questa è l'ora X, il conto alla
rovescia indicante che ci stiamo approssimando all'ora zero prima
della venuta dell'anti-Cristo, il momento in cui egli pensa di
provare a creare il post-uomo, l'anti-uomo.
Quest'ultimo sarà la contraffazione di
quello già esistente, visto che né il Maligno, né il suo terribile
"inviato" sono in grado di creare dal Nulla come Dio.
Dunque è necessario un progetto, un piano
che arrivi alla mappatura della parte più profonda, vitale e
nascosta dell'essere umano, per ricostruirlo, ricrearlo, ricomporlo
col perfido intento di asservirlo al Male. Allora, dobbiamo domandarci:"In
che modo il Transumanesimo realizza il sogno proibito di Lucifero di
costruire l'anti-uomo?"»
[Qui, don Minutella dice che vi ha
riflettuto molto e continua]:
«Personalmente credo che si possa
prevedere una immissione nel DNA umano di un prodotto, di un
siero, di una sostanza, una medicina... fatta passare per rimedio
"salvavita" che preserverà... ma che sarà mirata ad
ottenere due risultati tremendi, clamorosi da parte del demonio.
Il primo, diciamo nello spazio di una
decina d'anni, provocherà la decimazionedella popolazione
mondiale... Ma poi, perché Lucifero dovrebbe essere interessato a ciò attraverso le lobby globaliste? Perché odia l'uomo... lo vuole
morto!
Quindi, egli godrà nel vedere la
stirpe umana falcidiata da un prodotto, da un siero,da un medicinale
inserito, immesso nel DNA degli individui. Mi spiace di non poter
essere più chiaro... ma in questo momento, purtroppo, ho letto
cose... intorno alle quali non mi sento, per ora, di aggiungere
altro.
"Intelligentibus pauca"[agli
intelligenti poche parole (bastano); ndr], ciascuno di voi valuti
come applicare questo al presente, al passato o al futuro... Il primo
risultato dell'introduzione di tale sostanza sarà lo sterminio degli
uomini che gradualmente cadranno a terra come fichi secchi, dopo aver
aderito per la propria salvezza ad una terribile impostura
post-umana.
Giovanni Paolo II, interrogato un paio
di volte sul Terzo Segreto di Fatima, disse:"Se io vi dicessi
che milioni di uomini morranno in poco tempo e che i vivi
invidieranno i morti, mi credereste?" Lo disse a Fulda in Germania nel
1980... Sapeva qualcosa?
Il secondo obbiettivo, il più
considerevole, è quello di alterare la struttura psicofisica dell'uomo
[ved. QUI; ndr]. Un tale Marchio allora, chi è
così stupido da precipitarsi a chiederlo?
Intanto l'Apocalisse dice che "faceva
sì che piccoli e grandi...[il seguito è sopra, al 3° capoverso dall'inizio del post; ndr], quindi ‒ prosegue sempre
padre Alessandro ‒ la gente sarà felice di riceverlo!...
Questo vuol dire che la pubblicità in
favore di esso sarà mendace, menzognera, sarà una propaganda di
regime falsa, a cui però la gente crederà; i governi
sposeranno quella linea; gli stati si impegneranno a realizzare quel
progetto... È qualcosa di incredibile vero?... Se ci pensate...
Tale Marchio potrebbe
essere il frutto di un'emergenza che... non esiste... creata ad hoc,
di fronte alla quale soltanto le donne e gli uomini raggiunti dalla
"Sophia" [la Sapienza, dal greco; ndr], dalla Luce di Dio,
dalla Grazia, dall'Unzione del Santo, saranno in grado di scorgere la
Verità! ‒ direbbe Giovanni, come nella sua prima lettera.
Lì sarà il dolore dei Pastori secondo
il cuore di Dio. Quei preti, quei sacerdoti, pochi... (pensate che
Katerina Emmerick dice che saranno appena un centinaio nel mondo) che
proveranno ad aprire gli occhi alla gente, si accorgeranno che niente
c'è da fare e soffriranno moltissimo.
Un'emergenza bugiarda che con questo Marchio costringerà o indurrà volentieri le masse a
farsi bollare... ed entrerà all'interno del sistema profondo
dell'uomo... Io non sono medico, parlo da teologo, perciò, quando
dico "nel sistema profondo dell'uomo" intendo nella parte
più intoccabile, intima di esso. Satana vuole arrivare lì.
Contrapporsi a questa planetaria campagna promozionale sulla pseudo emergenza del siero satanico sarà molto difficile; in maniera analoga alla tenace opposizione al "falso papa" e alla "falsa chiesa". I due programmi
si equivarranno.
Procederanno insieme in alleanza,
concomitanti, cosicché, mentre verrà instaurato un regime
menzognero nella Chiesa con l'occupazione del Trono petrino, cui solo
gli eletti sapranno resistere, allo stesso modo si imporrà un
rimedio sanitario ai popoli, che sarà respinto con forza soltanto dagli uomini illuminati
dalla Luce di Dio. [...]
Di fatto, il Transumanesimo o post-umanesimo prevede già adesso (dietro massicci investimenti) di
condurre l'essere umano allo stato di anti-uomo, tramite l'uso
della biotecnologia, delle scienze cognitive, della tecnologia
informatica e dell'avanguardia delle nano-scienze. Cfr. QUI, QUI e soprattutto QUI.
Una volta raggiunta questa condizione,
l'umano cesserà di essere tale. Diverrà una macchina, immune
dalla morte ‒ così faranno credere ‒ non più soggetto alle proprie debolezze naturali.
L'ultimo obbiettivo del post-uomo sarà quello di diventare come Dio, similmente a Prometeo e alla sua fine, da cui emerge in tutta evidenza la matrice
anticristica.» [...]
Don Minutella conclude la catechesi citando il satanismo americano che convalida in tutto la propria
aderenza al Transumanesimo, come progetto sostanzialmente luciferino.
"Prometeo" di Angerer der Äeltere
Chiosa di Sebirblu
Aggiungo ora, a chiusura di questa mia
sintesi, un commento sul perché ho inserito il brano sullo
"Sphragìs" o "Sigillo dell'Agnello", proveniente da un altro sito.
Ho parlato infatti di "inciso
necessario", perché desidero terminare con una parola di
speranza il fosco quadro descritto magistralmente dall'intemerato
quanto coraggioso sacerdote sul diabolico piano che, come cappa
tenebrosa e letale, incombe su tutto il genere umano.
Il cosiddetto "Piccolo Resto",
ossia l'esiguo gruppo rimasto fedele a Dio in rapporto alla
stragrande maggioranza del mondo, SA che qualsiasi cosa succeda non
potrà MAI soccombere al Male, perché sommamente difeso dal Padre
Santissimo e dalla Vergine Maria.
Talmente protetta sarà questa
minoranza che, quando tutto il "sistema-mondo", disperato,
si troverà sull'orlo dell'abisso,il suo numero aumenterà a
dismisura, grazie all'imminente "Avvertimento" promessoci
dal Cielo in rivelazioni vicine e lontane (ved. QUI, QUI, QUI e QUI),
evidenziando così l'immensa Bontà e Misericordia dell'Eterno verso i
suoi figli dispersi e pluri-ingannati.
Niente paura perciò! L'essenziale è
re-immettersi sulla "strada giusta", riportando alla
memoria (perché la Coscienza parla; ved. QUIe QUI) tutti gli errori passati, per
poi prostrarsi davanti al "Regale Agnello" immolatosi per
noi, e chiedere il Suo Perdono che, se davvero pentiti, sicuramente
giungerà.
Questo permetterà di ritornare a far
parte, nonostante il ritardo (ricordiamoci la parabola degli operai
dell'ultima ora, QUI), della Figliolanza di Dio e ricevere il
provvidenziale "Sphragìs" che ci preserverà dalle grinfie
malefiche dell'anti-Cristo, esattamente come ho descritto QUI e QUI, quando la progenie della Donna vestita di Sole
(Ap. 12) sarà "rapita" in Cieloprima della grande
Tribolazione. Cfr. QUI, QUI e QUI, ma soprattutto QUI.