lunedì 17 agosto 2026

M.J. JAHENNY "VIDE" la VIA CRUCIS della CHIESA!


"L'Orto del Getzemani" (particolare) di Marcello Ciampolini

Sebirblu, 17 agosto 2026

L'articolo che segue rappresenta l'ennesima testimonianza di quanto i mistici di tutti i tempi abbiano annunciato sugli anni apocalittici che stiamo vivendo.

Marie Julie Jahenny non è da meno, e la sua storia merita di essere conosciuta, soprattutto da coloro che si sono "dimenticati" come sia proprio la Via della Croce a condurre alla Vittoria.


Marie Julie Jahenny (1850-1941), la stigmatizzata bretone.

Marie-Julie nacque a Blain (Francia) il 12 Febbraio 1850. Aveva appena tre o quattro anni quando la famiglia Jahenny si trasferì nel paesino di La Fraudais. Bambina molto pia, si distinse presto per un grandissimo amore per la preghiera e per la Croce.

All'età di 23 anni, cadde malata e durante quella che si credeva essere la sua agonia prima di morire, la Santa Vergine le apparve a due riprese per annunciarle la sua prossima guarigione e per domandarle se accettava di portare sul suo corpo, i segni delle Piaghe del suo Divin Figlio.

La stigmatizzazione iniziò il 21 Marzo 1873. Da quel giorno in poi, fino alla sua morte, visse la Passione di Nostro Signore tutti i venerdì.

La sua vita fu un susseguirsi di eventi soprannaturali: visioni celesti (dialogò con più di 200 tra Santi e Sante del Cielo), profezie riguardanti l'avvenire della Chiesa e della Francia, comunioni miracolose, digiuni completi, discernimento circa gli oggetti benedetti e non...

(Ma conviene leggere, QUI, l'interessante libretto da scaricare, perché l'esistenza di questa mistica è talmente eccezionale che non è possibile tracciarla con poche parole; ndt).




Durante la sua vita, Marie-Julie ricevette l'appoggio di Monsignor Fournier (che si recò personalmente a Roma per difendere la sua causa) e di Monsignor Le Fer de la Motte, Vescovo di Nantes. Entrambi si recavano spesso a farle visita.

Vittima espiatrice per la Santa Chiesa, la Francia e i peccatori, Marie-Julie si spense serenamente a La Fraudais il 4 Marzo 1941.

La Passione della Chiesa

Il Maligno ha ingannato gli uomini per mezzo dell'orgoglio della Scienza senza coscienza, la quale si basa solo sul raziocinio, nega la Rivelazione ed è così fonte di ogni ingratitudine verso Dio Creatore e ordinatore di tutte le cose...

È dall'epoca di Marie Julie che si sono riversate sul mondo le teorie di Darwin riducendo l'uomo allo stato di "scimmia" evolutosi per caso; le deduzioni di Freud che hanno confinato la sua mente ad una mera sessualità, ed infine le elucubrazioni di Marx che lo hanno "appiattito" e soffocato in tutti i suoi moti spirituali.

Un vero e proprio tsunami di confusione e di ingratitudine verso Dio si è abbattuto sull'umanità a partire dal XIX secolo. Sotto la maschera della "elevazione" dell'uomo, lo spirito anticristico lo conduce al nichilismo, al nulla o al suicidio disperato.

Egli (il Maligno; ndt) è "la perdizione, la menzogna, la morte", l'avversario di Colui che, invece, è "la Via, la Verità e la Vita".

Generazioni di bambini sono state alimentate da questi inganni e rigettano qualsiasi buon nutrimento spirituale. L'insegnamento religioso è stato strangolato e spesso sottilmente falsificato con una progressione ed una sottigliezza veramente diaboliche.

Lo spirito anticristico vuole innanzitutto che l'essere si faccia uguale a Dio, poi che adori sé stesso come tale. Il culto dell'uomo è l'inversione a 180° della vera religione. È per questo che coloro che mantengono un buon orientamento sono considerati "nemici del genere umano".

"Vi si metterà a morte credendo di servire Dio." Quante persone ingannate perché ignare della Verità! Credono di servire la buona causa mentre gli voltano le spalle.

L'ignoranza religiosa è un flagello terribile che, insieme al livello elevato di vita materiale spiega il crollo delle vocazioni, l'apostasia generale, la defezione dei preti e dei consacrati ecc.

La persecuzione per addormentamento è più efficace delle violenze. La fascinazione del serpente precede il soffocamento. Sul piccolo numero che tenta di restare sveglio e fedele, le forze del Male e i loro seguaci del mondo scatenano i loro assalti: violenze fisiche, morali e profanazioni sacrileghe non si contano più.


Gustave Doré

«Prima che il Castigo di Mio Figlio Adorabile non piombi sulla terra di Francia, ci saranno molte anime che perderanno la Fede. Tale terra sarà ricoperta da masse di uomini colpevoli che, dal fondo delle logge, lavoreranno per glorificare Satana ed elevargli luoghi di culto nella maggior parte della nazione.» (La Vergine, il 22 agosto 1882).

Disse il Maligno:

«In questi vostri anni io farò molte rivelazioni. Sarà impossibile smascherare il mio linguaggio, perché imiterò troppo bene tutte le parole del Cristo e i Suoi dettami.

Nell'insidiare le anime, voglio corrompere molti sacerdoti pii affinché si perdano profondamente in tutte queste cose. Voglio sviarne anche molti che non sono preti.

Se non riuscirò a trascinarli con me, almeno distruggerò la loro reputazione. Li farò investire da pesanti calunnie, e denunciare davanti ai tribunali delle leggi umane». (28 giugno 1880).

Marie Julie:

«La sovversione maligna obbligherà i cattolici a rinnegare il Cristo come Salvatore, come unico Messia, l'Unto di Dio. "Gesù" significherà pertanto: "Dio salva".

Una messa contenente tali affermazioni sarà l'opposto assoluto della Santa Messa vera che è interamente fondata sulla Fede nella Redenzione attraverso il Sacrificio della Croce.

Quest'ultima profanazione della Messa, con l'attacco sacrilego al nome proprio di Gesù porterà apertamente la firma del Nemico. Bisognerà essere ben ciechi per non rendersene conto.

Questo progetto di fondare una religione "ecumenica" è già ben lanciato e fa la gioia, di fatto, degli "spiriti più aperti" alle utopie che portano all'abisso.»

Il solo rimedio a tutti gli inganni è la fedeltà assoluta alla Santa Messa codificata da San Pio V. È una rocca inespugnabile, immutabile, divina nel suo principio, nelle sue modalità e nel suo fine. Gli uomini si schianteranno contro di essa ed essa schiaccerà l'orgoglio di Satana.


La tradizionale Messa Tridentina 

Disse Gesù:

«Io ho inviato Mia Madre, non si è creduto alla Sua parola. Ho fatto udire la Mia Voce, scegliendoMi delle vittime sulle quali ho operato meraviglie. Sono state disprezzate e perseguitate. Sto per liberare la Mia collera. Ricorderò a Me stesso i Miei parafulmini». (1884).

«È soltanto per la dolce offerta di tutte le preghiere, le lacrime, le croci dei Miei poveri figli che Io prolungo ancora la tregua, che trattengo il colpo fatale contro i peccatori. Offro a Mio Figlio i sacrifici dei Suoi Ministri, le loro suppliche e le loro Croci.» (Nostra Signora, il 23 gennaio 1879).

Marie Jiulie:

«Io vedo che durante un tempo assai lungo, ogni santo Sacrificio (le Messe) sarà vietato. Le chiese diventeranno un rifugio per gli animali; esse serviranno da sale di piacere in cui l'inferno verrà a danzare in loro, per canti e blasfemìe...

La confusione sarà dappertutto. Il popolo sarà disperso, e come folle cadrà sotto il dolore e la morte... Molti avranno ancora la fede, ma essa non sarà così grande per resistere a ciò che nessuno può immaginare».

«La persecuzione è muta, ma esiste già in tutta la sua ampiezza spaventosa e mormora a voce bassa contro il "Legame della Fede" (Papa Benedetto XVI, ossia il Katéchon = forza frenante prima dell'Anticristo; ndt).

I cuori, ora sornionamente chiusi, si solleveranno violentemente contro il Pontefice della Mia Chiesa e... in poco tempo, il fulmine, che avvisa della tempesta futura, lascerà cadere le sue scintille nel mezzo della Città Eterna.» (Il Signore Gesù, il 23 febbraio 1882).

(Ed è la folgore che si è abbattuta sul Cupolone proprio il giorno delle dimissioni indotte, ved. QUI  e QUI , di Benedetto XVI dal soglio di Pietro; ndt).




Marie Julie Jahenny predisse la disoccupazione di massa, l'insicurezza nelle città, la liberazione di prigionieri, la perdita della fede con la conseguente scristianizzazione, i cambiamenti climatici e le catastrofi ad essi legati, orribili terremoti e tanti altri eventi che si stanno compiendo sotto i nostri occhi.

"La Francia diventerà di Maometto..."

"Piogge torrenziali ritarderanno i raccolti; saranno i segni precursori..."

"La grande rivoluzione mondiale inizierà in Francia: essa per prima correrà verso l'abisso, ma sarà anche la prima a risorgere."

"Bisogna che il regno delle Tenebre e del peccato abbia fine. Mai la Terra e il mondo si sono trovati in un simile stato. È necessario che tutto questo termini, altrimenti le anime si perderanno!"

"Vedo nel sole che si vuole imporre una legge laddove sia possibile: ci sarà la profanazione del giorno Santo di Dio e si cercherà di stabilirla regolarmente ovunque e su tutti i punti."

"C'è del male dappertutto, e Dio conosce il fondo di ogni cuore. Ogni luogo è segnato dal Dito di Mio Figlio sulla pagina di un libro nascosto sotto la Sua Tunica Divina. La Sua Misericordia sarà pronta a lasciarsi toccare, ma sono molto poche le anime che pregano... un così grande numero di oltraggi..." (La Vergine, il 24 Marzo 1881).

Gesù le disse:

"Ho voluto avvisare il mio popolo affinché non sia sorpreso." "Aspettate nella Fiducia e nella Speranza. Dubitare, sarebbe offenderMi."

"Non temere, Francia, che i giorni e le ore sono contate nel Mio Cuore; ancora un po' di tempo e le Mie promesse si avvereranno!"

"Avvertirò i Miei amici con i Segni della Natura. Io li avviserò." "Saprò proteggere tutti i miei. Ho fatto mettere sul Mio Cuore una scala che conduce alla Terra, la via preparata per i tempi dei castighi.

"Fermerò la vendetta degli empi con tali castighi. Se lasciassi fare non resterebbe alcuna traccia o pietra delle Mie Chiese. Poi andranno nei chiostri, chiederanno di rinnegarMi e di spaccare la Croce. Ci sarà un incendio che distruggerà tutto."

"Le nuvole si abbasseranno, sembrerà di toccarle. Il sole non avrà più forza, non si vedrà più nulla. Non si conoscerà più l'ora del giorno. Dopo questi tre giorni che saranno NERI i miei ministri avranno più libertà: ricominceranno a celebrare i santi misteri, ma segretamente.

Le candele della Santa Chiesa rimarranno spente TRE giorni. Si troveranno poi anime caritatevoli che porteranno via con prontezza i VASI SACRI." (Cfr. QUI; ndt).


Marie Julie: ‒ Signore, i Padri della Chiesa Vi toglieranno dal Tabernacolo?

Gesù: "Sì, mia cara vittima, qualcuno lo farà ma non tutti. Preferiranno salvare le loro VITE e lasciarmi esposto."

Marie Julie: ‒ Vedo, nel sole, che si chiederà, se sono pronunciati i voti... dove poter esercitare funzioni religiose.

La sicurezza diminuisce, la fiducia diventa debole, la Fede non è più fondata su basi indissolubili. Miserabili i sacerdoti che abbandonano il gregge! IN MOLTE DIOCESI NON CI SARANNO PIÙ PASTORI!

Prosegue Gesù:

«Presto si verificherà una Passione Sanguinosa per i cristiani, per il Mio popolo... il Mio Calvario sarà detronizzato ignominiosamente (il Sacrificio della Messa; ndt).

L'iscrizione affissa sopra la Mia testa (INRI) sarà cancellata e riprodotta con parole rivoluzionarie.

Nel momento dell'immenso dolore, si porrà tale iscrizione sulla fronte dei cristiani, poi ci si genufletterà davanti a loro (in effetti la Messa è diventata "ad memoriam", una cena in comune, ved. QUI; ndt).

Li si forzerà ad abiurare la fede. Se essi persevereranno, li si trascinerà come Io fui trascinato, Re del Mio popolo. Li si incatenerà, in gruppi uniti, e li si condurrà ad altri incaricati di sterminarli nella maniera più strana.» (13 gennaio 1881).

Ancora il Signore:

«Quando il Mio popolo è entrato nell'indifferenza, ho cominciato ad ammonirlo. Oggi, egli merita la Mia giustizia.

Sono venuto sulla Terra... Mi vogliono cacciare, toglierMi dal Santo Tabernacolo... Rovesciare la Mia Croce... E misconoscere la Mia Potenza.» (4 gennaio 1884).

‒ Oh Signore, dice Marie Julie, abbi pietà!

‒ Sì, avrò pietà del buon popolo, ma l'altro lo inghiottirò.

‒ La Terra si aprirà ed esso sparirà per sempre.»

"Prima che giunga il regno della resurrezione e della Pace bisogna che Satana regni pienamente, come sovrano, dominerà tutto. Quando avrà conquistato e cancellato ogni ricordo di Fede, cancellati i santi Templi, cancellata la Mia immagine e la Mia Croce, il suo regno non durerà a lungo. Giungerà a questo completo trionfo tramite procedimenti odiosi."

"Questa santa Croce sarà rovesciata, calpestata, coperta d'insulti. Oggi, non se ne vuol sapere del Mio Divin Figlio... Si vuole distruggere la più piccola traccia della Sua potenza, nulla deve rimanere che parli di Lui e della Sua Presenza.

Vi sarà un atroce martirio per i Sacerdoti." (Gesù e Sua Madre, il 18 luglio 1905)
.



E per concludere, ecco cosa disse Marie Julie in un'estasi del 29 marzo 1879:

"La Chiesa abbandonata (a sé stessa) sarà orfana del suo capo supremo che la governa e la dirige. Per molto tempo deve essere privata di ogni preghiera, di ogni celebrazione, ed esiliata da Dio e dai Santi.

Si avrà anche l'intenzione di rimuovere i Crocifissi e le statue Sacre da tutti i santuari e gettarli in un luogo profano per distruggerli con gioia".

Una tragica prospettiva, non c'è che dire!... Purtroppo, in parte già attuatasi, ved. QUI, QUI, QUI e QUI.

Traduzione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonti: infomirroir.wordpress.com
    "    : dafeizhontadoukoz.org
    "    : marie-juliejahenny.blogspot.com
    "    : myriamir.wordpress.com

giovedì 13 agosto 2026

Il Sublime ed Ultimo VOLO della COLOMBA BIANCA





Sebirblu, 13 agosto 2026

La mia voce in questo inusuale rovente agosto è rivolta ai "LIBERI", a tutti coloro che, pur rimanendo centrati col cuore, con la mente e con l'indomita forza interiore alla parabola cristica e al suo incommensurabile splendore, sono andati oltre le fasciature della prima infanzia spirituale e necessitano perciò, come dice San Paolo, di cibo più consistente per proseguire ed accelerare lo slancio verso l'Alto.

E mentre il mondo è in tutt'altre cose invischiato e sospinto, senza sapere di trovarsi lungo un fiume in piena dove vortici e mulinelli possono ghermirlo all'improvviso, altri, pochissimi in verità, hanno raggiunto, dopo lotte ed affanni indicibili, una Terra sconosciuta che li nutre e li ripara dai venti tempestosi... quasi un sogno.

Questa Terra rigogliosa e rassicurante offre i suoi frutti a chi riesce a svincolarsi dalle pastoie materiali e ad elevarsi a più alte vibrazioni, raggiungendo una Consapevolezza nuova che, SOLA, può affrancarlo da riti e dogmi ‒ non per disdegnarli ma per con-prenderli ‒ andando oltre a questi, per vivere SEMPRE, seppur nella vita di tutti i giorni, in comunione con Dio mettendo in pratica l'insegnamento e l'Esempio datoci dal Cristo.

Se scrivo questo, è per puntualizzare e chiarire ancora una volta che se ci si innalza sopra la foschia che limita l'orizzonte a valle, là dove l'aria si fa più rarefatta, si potrà cogliere senza alcun dubbio il dispiegarsi del VERO con gli occhi dello Spirito che ‒ come ha detto Gesù ai suoi ‒ ci svelerà la VERITÀ tutta intera!

Perciò, dal momento che dopodomani si celebra la Festa della Vergine Assunta in Cielo (prego chi volesse smettere di leggere proprio ora, di fare un piccolo sforzo e vedere almeno quello che ho da dire) devo specificare alcune cose che normalmente non si dicono.

L'Assunzione di Maria, come l'Ascensione di suo Figlio, ha potuto aver luogo, come ho già ampiamente detto QUI, QUI e QUI, perché l'organismo che la racchiudeva era costituito da energie spirituali purissime non avendo Ella partecipato alla "Rivolta Iniziale" delle entità che seguirono Lucifero (ved. QUI, QUI e QUI).

L'unica differenza tra le due Manifestazioni prodigiose sta nel fatto che l'Assunzione in anima e corpo avvenne tramite un intervento angelico, mentre Gesù, essendo Lui stesso Dio, operò da Sé medesimo elevandosi verso il Padre nell'Ascensione gloriosa.

Ricordiamoci che il "marchio" tutt'ora incombente su tutta l'umanità è la morte fisica, alla quale la Madre ‏‒ essendo un Serafino ‒ non poteva, per il motivo sopra detto, soggiacere, così come non ha vissuto il travaglio e nemmeno i dolori da parto nel dare al mondo il Figlio Redentore. (Cfr. anche QUI).


"L'Assunzione di Maria" di Anthonis Sallaert

Dice Maria alla mistica Valtorta il 18 dicembre 1943:

«Come entrai in estasi alla nascita del Figlio, nel rapimento in Dio che mi prese in quell'ora, tornando poi presente a me stessa e alla Terra col mio Bambino fra le braccia, così la mia impropriamente detta "morte" fu un altro rapimento in Dio.

Fidando nella promessa avuta nello splendore del mattino di Pentecoste, io pensavo che l'avvicinarsi del momento della venuta ultima dell'Amore, per rapirmi con Sé, dovesse manifestarsi con un aumento del fuoco d'amore che sempre mi ardeva. Né feci errore.»

E ancora Ella dice l'8 e il 15 luglio 1944:

«Un'estasi fu il concepimento del Figlio mio. Una più grande estasi il darlo alla luce. L'estasi delle estasi il mio transito dalla Terra al Cielo.

Soltanto durante la Passione nessuna estasi rese sopportabile l'atroce mio soffrire.

La casa, da dove fui assunta al Cielo, era una delle innumerevoli generosità di Lazzaro per Gesù e la Madre sua. La piccola casa del Getsemani, presso il luogo della sua Ascensione.

Inutile cercarne i resti. Nella distruzione di Gerusalemme ad opera dei romani fu devastata e le sue rovine furono disperse nel corso dei secoli».

Ed ecco come descrive l'Assunzione la Vergine stessa il 18 Aprile 1948:

«Io morii?

Sì, se si vuol chiamare morte la separazione della parte eletta dello Spirito dal corpo.
No, se per morte si intende la separazione dell'Anima vivificante dal corpo, la corruzione della materia non più alimentata da questa, lo spasimo della morte e la lugubrità del sepolcro.

Come morii, o meglio ancora, come trapassai dalla Terra al Cielo? Prima con la parte immortale, poi con quella peribile. Come era giusto per Colei che non conobbe macchia da colpa.

Quella sera, già s'era iniziato il riposo sabbatico, parlavo con Giovanni. Di Gesù. Delle cose sue. L'ora vespertina era piena di pace. Il sabato aveva spento ogni rumore di opere umane. E l'ora spegneva ogni voce d'uomo o di uccello. Soltanto gli ulivi intorno alla casa frusciavano al vento della sera, e sembrava che un volo d'angeli sfiorasse le mura della casetta solitaria.


"Giovanni e Maria" di William Dyce (1806–1864)

Parlavamo di Gesù, del Padre, del Regno dei Cieli. Parlare della Carità e del Regno della Carità è accendersi del fuoco vivo, consumare i serrami della materia per liberare lo Spirito ai suoi voli mistici. E se il fuoco è contenuto nei limiti che Dio mette per conservare le creature sulla Terra, al Suo servizio, vivere ed ardere si può, trovando nell'ardore non consumazione ma completamento di vita.

Ma quando Dio toglie i limiti e lascia libertà al Fuoco divino di investire ed attirare a Sé lo Spirito senza più misura, allora Questi, a sua volta rispondendo senza misura all'Amore, si stacca dalla materia e vola là dove l'Amore lo sprona ed invita. Ed è la fine dell'esilio e il ritorno alla Patria.

Quella sera, all'ardore incontenibile, alla vitalità senza misura del mio Spirito, si unì un dolce languore, un misterioso senso di allontanamento della materia da quanto la circondava, come se il corpo si addormentasse, stanco, mentre l'intelletto, ancor più vivo nel suo ragionare, si inabissava nei divini splendori.

Giovanni, amoroso e prudente testimone di ogni mio atto da quando mi era divenuto figlio d'adozione, secondo il volere del mio Unigenito, dolcemente mi persuase a trovare riposo sul lettuccio e mi vegliò pregando.

L'ultimo suono che udii sulla Terra fu il mormorio delle parole del vergine Giovanni. Mi furono come la ninna-nanna di una madre presso la culla. E accompagnarono il mio Spirito nell'ultima estasi, troppo sublime per essere detta. Lo accompagnarono sino al Cielo.

Giovanni, unico testimone di tale mistero soave, da solo mi compose, avvolgendomi nel manto bianco, senza mutarmi veste e velo, senza lavacri e imbalsamazioni.


"L'apostolo Giovanni" di Pieter Paul Rubens (1577-1640)
Lo Spirito di Giovanni, come appare chiaro dalle sue parole del secondo episodio di questo ciclo che va dalla Pentecoste alla mia Assunzione, già sapeva che non mi sarei corrotta, ed istruì l'apostolo sul da farsi.

Ed egli, casto, amoroso, prudente verso i misteri di Dio e i compagni lontani, pensò di custodire il segreto e di attendere gli altri servi di Dio, perché mi vedessero ancora e, da quella vista, trarre conforto e aiuto per le pene e le fatiche della loro missione. Attese, come fosse sicuro della loro venuta. Ma diverso era il decreto di Dio.

Buono come sempre per il Prescelto. Giusto come sempre per tutti i credenti. Appesantì a lui le palpebre, perché il sonno gli risparmiasse lo strazio di vedersi rapire anche il mio corpo. [...]

Quando dagli Angeli fui tratta dalla casetta, già il mio Spirito era tornato in me?

No. Lo Spirito non doveva più ridiscendere sulla Terra. Era, adorante, davanti al trono di Dio.

Ma quando la Terra, l'esilio, il tempo e il luogo della separazione dal mio Uno e Trino Signore furono per sempre lasciati, lo Spirito tornò a splendere al centro dell'Anima mia, traendo l'organismo dalla sua dormizione, onde è giusto dire che fui assunta in Cielo in Anima e corpo, non per capacità mia propria, come avvenne per Gesù, ma per aiuto angelico.

Mi destai da quella misteriosa e mistica dormizione, sorsi, volai infine, perché ormai il mio fisico aveva conseguito la perfezione dei corpi glorificati. E amai.

Amai il mio ritrovato Figlio e mio Signore, Uno e Trino, lo amai come è destino di tutti gli eterni viventi».


"Apparizione del Cristo alla Vergine" ‒ Guercino (1591-1666)

La conferma arriva dalle parole di Gesù a Maria Valtorta il 5 gennaio 1944:

«Io sono uscito dal Sepolcro senz'altro aiuto che il Mio Potere. Maria (Sua Madre: ndr) venne a Me, a Dio, al Cielo, senza conoscere il sepolcro col suo orrore di putredine e di lugubrità.

È uno dei più fulgidi miracoli di Dio. Non unico, in verità, se si ricordano Enoc ed Elia, che, perché cari al Signore, furono rapiti alla Terra senza conoscere la morte e trasportati altrove, in un luogo noto a Dio solo e ai celesti abitanti dei Cieli.

Giusti erano, ma sempre un nulla rispetto a mia Madre, inferiore, in santità, solo a Dio. Per questo non ci sono reliquie del corpo e del sepolcro di Maria. Perché Maria non ebbe sepolcro, e il suo corpo fu assunto in Cielo».

Concludo con un ineffabile messaggio che l'Ultrafanìa (ved. QUIQUI) ci regala.

Aleggia nei Cieli infiniti un'ineguagliabile armonia; è suono di prece che si diparte per voi dalla Madre/Spirito. Frementi di fronte a cotanto Amore e in tremore ansioso raccogliete il superbo dono.

«Fui Ancella. Donna fui chiamata da Colui che non fu partorito perché Raggio che portava nel mondo il Verbo Divino!

Ai piedi della Sua Croce raccolsi l'eredità divina che in Giovanni Mi faceva Madre dell'Umanità.

Come potete intendere il Mio soffrire di Madre per le vostre pene e le vostre fatiche se non sapete intendere la pena e la fatica del fratel vostro?

Cessate dal distruggere il divino legame col quale Egli vi ha uniti, cessate dal sottrarvi al Suo sublime abbraccio.

Amatevi e servite: così Mi troverete ai piedi del Padre che vi attende! Siete da sempre nel Suo Cuore, come lo è l'Infinito tutto ove il palpito universo è Amore!

                                                                                                                                  Maria

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Estratti dagli "Scritti di Maria Valtorta" (QUI)

e da "Scintille dall'Infinito" Vol. 1° pag. 21

lunedì 10 agosto 2026

Tenebra o Luce? Siamo all'Atto finale della Storia!

 


Sebirblu, 9 agosto 2026

Dietro il fosco scenario in cui siamo immersi, bersagliati da tutte le parti e privi della visuale giusta per poter riconoscere gli eventi, una luce nuova appare all'orizzonte della storia, rendendosi palese, per ora, soltanto a chi ha sguardo lungimirante e spirito sveglio.

Quello che ci aspetta "dietro l'angolo" è meraviglioso, e basterebbe documentarsi un po' di più per lenire il morale di coloro che, stremati, non riescono a intravvedere l'uscita del labirinto  in cui sono stati spinti  a loro insaputa. (Cfr. QUI, QUI e QUI).

In piccolo ci provo io, presentando due brani di fonte diversa annuncianti il periodo felice che affiora dalle quinte del mondo per portare speranza agli esausti e giustizia a chi in Dio confida.


Gioacchino da Fiore e l'era dello Spirito Santo

Il beato Gioacchino da Fiore profetizzò l'avvento di una nuova era nella storia del genere umano. La sua influenza fu così profonda che Dante Alighieri lo citò nella Divina Commedia.

Fu un austero monaco cistercense riformatore della sua Congregazione, ispirato ai modelli degli eremi della Tebaide da lui visitati. Visse dal 1130 al 1202 in Calabria, sua terra natale, e fu abate nel cenobio di Corazza.

Scrisse libri sulla profezia della Sibilla Eritrea, sui vaticini di Merlino, commentò i profeti e l'Apocalisse, ma ciò che lo rese più famoso fu il testo "I Vaticini del Vangelo Eterno".

Ebbe l'intuizione di una nuova epoca nascente e, come in una visione profetica, sentì i preparativi cosmici del grande evento. La sua opera, che comprende le note profezie, fu stampata per la prima volta verso il 1484, ma senza data né luogo.

Successivamente furono fatte altre edizioni di cui alcune col testo italiano a fronte di quello originale latino. In alcune, vi sono pure aggiunte le profezie attribuite ad Anselmo vescovo di Marsico, e vi sono riprodotti simboli, immagini ed oracoli arabi e turchi.

Dante credeva in Gioacchino e, come Francesco d'Assisi, si ispirò a lui. Lo incontra nel Paradiso (Par. XII) e fa dire di lui a S. Bernardo:

"... e lucemi da lato / il calavrese abate Gioacchino / di spirito profetico dotato."

Annunciò l'avvento di una nuova Chiesa dello Spirito Santo, dopo l'era del Padre e quella del Figlio. Sostanzialmente, egli affermava che il mondo avesse tre età:

la prima, quella dell'Antico Testamento, età del Padre, della Legge e del timore;

la seconda, del Nuovo Testamento, età del Figlio, della fede e del perdono;

la terza, dello Spirito Santo, dell'amore scambievole e della pace.

Quest'ultima età, secondo Gioacchino, sarà preceduta da persecuzioni e da calamità, dopo le quali verrà proclamato il Vangelo Eterno. Tutto l'assetto della Chiesa, a suo dire, avrà un cambiamento, e prenderà piede l'interpretazione spirituale dei Vangeli.

"Pietro cederà il passo a Giovanni, perché l'era dello Spirito sarà il regno dei «liberi»".


"Pietro e Giovanni corrono al sepolcro" di Eugène Burnand - cfr. QUIQUI e QUI.

Il tempo iniziale fu costituito da schiavi, il secondo, in prevalenza da tiepidi e fedeli, il terzo, da comunità consapevoli e unite. Nel primo dominò la Legge, nel secondo la Grazia, nel terzo la presa di Coscienza più ampia e decisiva.

E ancora...

Fase uno: schiavitù e paura, flagelli, dominio dei vecchi, notte, inverno e gelo.

Fase due: sapienza, figliolanza, luce dell'aurora, primavera, spighe e vino.

Fase tre: inizio della vera libertà, contemplazione, carità fraterna, amici, meriggio, estate, grano e olio, totale cambiamento".

Per il dotto abate, alla Sacra Istituzione dogmatica sarebbe succeduta quella della Verità sostanziale.

Innovatore nei concetti, ma sempre deferente e rispettoso verso la Chiesa Madre, Gioacchino da Fiore sosteneva che, come il simbolo lascia il posto alle realtà figurate, così la Struttura gerarchica ecclesiale avrebbe ceduto il posto a quella Mistica dello Spirito, quando l'ora sarebbe scoccata.

"Tutto in essa è una simbologia transeunte... tuttavia non deve essere abbandonata anzitempo, in quanto possiede una profonda virtù formativa.

Nella terza era veniente, a differenza del passato, vi saranno quelli che, nell'acquisita noncuranza del mondo e nell'umiltà, annunceranno come unica Legge quella dello Spirito, basato sull'Amore.

L'intensità dell'esistenza culturale e teologica della Chiesa di Pietro rimarrà solo un pallidissimo e oscuro prodromo di quella futura di Giovanni che si radicherà sulla Rivelazione dello Spirito di Verità e di Sapienza."

Queste concezioni gioachimite ebbero molti seguaci; si diffusero largamente negli ambienti mistici ed ebbero anche numerosi interpreti. Il loro influsso fu notevole sull'Alighieri e su diversi scrittori successivi.

Alcuni le ritengono attuali, benché il famoso monaco le avesse elaborate al tempo suo. I Francescani ad esempio sostennero che tali profezie si stessero attuando con il loro Ordine.


Il "Liber Figurarum" di Gioacchino da Fiore. (Dettagli inediti al post scriptum)


I suoi argomenti furono adottati anche da S. Bonaventura e da S. Bernardino da Siena. Oggi, coloro che non accettano le vecchie strutture e maggiormente sentono la necessità di un urgente cambiamento nella Chiesa riportano il suo pensiero.

La grande attesa per l'avvento e l'affermazione dei veri valori spirituali sulla Terra unificano il vero significato del messaggio di Gioacchino da Fiore. La sua attualità si fonda sull'aspirazione al rinnovamento spirituale degli esseri, molto percepita ora.

Il presupposto del suo ardore, come quello di coloro che oggi sentono imminente una radicale mutazione nella vita degli uomini, è la certezza di un piano divino epocale in ciò che si sta svolgendo ed attuando al nostro tempo.

Concetto questo divenuto comune, adesso, fra coloro che hanno una fede più aperta. Non è avvenuto così per quelli che nel passato condannarono le sue idee. Non ebbe modo di avvedersene il santo monaco. Era trapassato, infatti, da una decade quando Innocenzo III, nel Concilio Lateranense 1212, riprovò le sue illuminate visioni.

Per Gioacchino, il terzo periodo realizzerà in pienezza la Verità esposta nel Nuovo Testamento. In questa significativa concordanza si ritrovano le più antiche predizioni come in quelle più vicine a noi.

Un esempio sono le affermazioni di Louis M. Grignion de Montfort che scrisse:

"Il Regno del Padre durò fino al diluvio e si concluse con un profluvio d'Acqua; il Regno del Figlio si compì con uno spargimento di Sangue, e il Regno dello Spirito si concluderà con una effusione di Fuoco, d'Amore e di Giustizia".



"Gioacchino da Fiore mostra i ritratti di Domenico di Guzman e di Francesco d'Assisi"
Opera di Gregorio Vasquez de Arce y Ceballos (1680)

Ed eccone una versione più attuale, espressa dalle parole ispirate di Pietro Ubaldi.

«Il cammino evolutivo del pensiero religioso umano si può dividere in tre fasi o età.

Fase 1: età del "Dio padrone", anteriore al Cristo. Un Dio forte, terribile, guerriero, vendicativo, geloso, protettore solo del suo popolo. È il Dio degli eserciti. Gli si deve obbedienza servile unicamente per il gran timore che ispira, senza comprensione né amore, per legge spietata del taglione.

Epoca violenta e feroce, in cui l'uomo, nel suo involuto stato di egocentrismo ristretto e di dura insensibilità, non poteva rispondere che per egoismo, interesse o timore del proprio danno, seguendo i suoi istinti di guerra, né tanto meno sapeva ubbidire, comprendendo soltanto la potenza e il comando assoluto del più forte.

Solo per questo Dio veniva rispettato perché, essendo superiore a tutti, poteva anche punire. Se non lo fosse stato, tutti si sarebbero rivoltati contro di Lui. L'Amore e la comprensione non erano ancora sorti nell'animo umano. I popoli potevano capire solo la cieca ubbidienza per forza e terrore.

Fase 2: età del "Dio Padre". Quella dopo il Cristo fino ad oggi. Abbiamo un Dio più buono e pacifico, più universale. Gli si deve una filiale obbedienza per amore e fede. Egli punisce non per vendetta ma solo per giustizia, insegnando con misericordia e bontà per mezzo della Provvidenza, a favore dei Suoi figli.

Si è avvicinato a noi con indulgenza e amore immensi. Concetti prima del tutto ignoti. Ciò è stato possibile per la maggior evoluzione umana, verso la quale si può fare appello ai sentimenti e al cuore, in precedenza quasi sconosciuti o latenti.

Oggi si può contare anche sulla più diffusa cultura e intelligenza che portano ad una dottrina teologica e ad un riassetto filosofico. Epoca della decodificazione, soprattutto a difesa delle verità rivelate e, nel contempo, anche dei "misteri" in cui si deve credere senza chiarimenti razionali; epoca dei dogmi, della obbligata disciplina di pensiero sprovvisti della quale, dato l'uomo qual è, non si mantiene l'ordine.

Egli non sa ancora auto-giudicarsi per libero intendimento e quindi necessita di una coazione, sia pur solo morale, per non perdersi nell'anarchia.

Fase 3: età del "Dio in noi". Quella del Suo Regno in Terra, della Nuova Civiltà del III Millennio, la civiltà dello Spirito. Dio esce dal chiuso dei templi e si rivela presente in ogni animo puro. Abbiamo un Dio amico, col Quale entriamo in collaborazione, perché abbiamo compreso che fare la Sua Volontà significa costruire la felicità nostra.

Egli si è ancor più avvicinato a noi in quanto, per evoluzione, è successo che, tramite un subitaneo "Risveglio" (ved. QUI, QUI e QUI; ndr), tanti fra noi hanno preso coscienza di averLo nell'intimo: infatti noi, come Spiriti, siamo una piccola Particella di Lui.




In questo modo, cadono non solo le costrizioni della forza inerenti alla prima età, ma anche quelle morali della seconda età, perché l'uomo ha progredito ed è capace di auto-guidarsi per libera comprensione, senza bisogno di coercizioni affinché l'ordine sia mantenuto.

La disciplina è autonoma, costituita solo da intelligenza e amore poiché l'essere ha compreso. Cadono i misteri e i dogmi di fede perché sensibilità, cultura ed intelletto saranno più sviluppati in lui che potrà direttamente intuire il Vero da sé, sentire la Presenza di Dio o perlomeno comprendere, per vie razionali, le verità che saranno tutte chiaramente dimostrate, perché i tempi dei veli o delle esclusioni iniziatiche saranno finiti.

Questa sarà l'epoca della Luce dello Spirito, della Conoscenza, dell'obbedienza libera e vera perché convinta e consapevole. Il Regno di Dio nascerà in noi per naturale evoluzione, con un "Risveglio" interiore.

Dio allora non punirà più, in quanto ogni uomo si auto-correggerà per la necessità di armonizzarsi nella Legge in cui solo è felicità. Epoca della libertà cosciente, della disciplina spontanea, della convinta adesione all'ordine di Dio.

Questa ascensione è logica, come è lo sviluppo di un seme. Così si passa dal terrore della prima fase, alla fede della seconda, alla conoscenza della terza; si passa da un regime di forza, ad uno di amore, e infine ad un ultimo di intelligenza e spiritualità.

È un processo di progressiva liberazione che può attuarsi soltanto quando l'umana evoluzione lo permetta. Tutto è in funzione di questa.

Le religioni non possono essere né più elevate né più libere di ciò che è la natura dell'uomo che tutto, fino al concetto di Dio, abbassa al suo livello. Questo scatto finale verso la spiritualizzazione è il grande accadimento che si aspetta all'alba del terzo millennio: la grandiosa instaurazione del Regno di Dio in terra. 

E questo è quanto ci viene annunciato dall'Apocalisse di Giovanni.»


Il credito dell'immagine va al prof. Johannes De Parvulis QUI.

Post scriptum

Ho letto QUI (l'articolo è stato pubblicato il 23 gennaio 2023) che è stato girato un film sulla vita del santo monaco calabrese; dal testo ho tratto le righe seguenti che arricchiscono il significato dell'immagine stessa. 

«Nel Canto XXXIII del Paradiso, Dante Alighieri raffigura nella Divina Commedia il mistero della Trinità in versione gioachimita. (Documentarsi sul pdf a questo link):

http://www.thomasproject.net/wp-content/uploads/2020/05/TP2_1_Andrea-Tagliapietra_Gioacchino-da-Fiore-Millennio-e-Utopia.pdf

Quando egli scrive:

"Nella profonda e chiara sussistenza / dell'alto Lume parvermi tre giri / di tre colori e d’una contenenza; / e l'un da l'altro, come iri da iri, / parea reflesso, e il terzo parea foco, / che quinci e quindi igualmente si spiri"...

sta illustrando i tre cerchi trinitari presenti nel Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore; si tratta di un rarissimo codice miniato medievale, la più bella e importante raccolta di teologia figurale e simbolica del Medio Evo, di cui si conoscono solo tre copie, la più antica delle quali si conserva ad Oxford, in Inghilterra.»

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte del primo brano QUI.

Il secondo, di Pietro Ubaldi, è tratto dal suo testo inedito "Profezie".