Sebirblu, 9 agosto 2026
Dietro il fosco scenario in cui siamo
immersi, bersagliati da tutte le parti e privi della visuale giusta
per poter riconoscere gli eventi, una luce nuova appare all'orizzonte
della storia, rendendosi palese, per ora, soltanto a chi ha sguardo
lungimirante e spirito sveglio.
Quello che ci aspetta "dietro
l'angolo" è meraviglioso, e basterebbe documentarsi un po' di
più per lenire il morale di coloro che, stremati, non riescono a
intravvedere l'uscita del labirinto in cui sono stati spinti a loro
insaputa. (Cfr. QUI, QUI e QUI).
In piccolo ci provo io, presentando due
brani di fonte diversa annuncianti il periodo felice che affiora
dalle quinte del mondo per portare speranza agli esausti e giustizia
a chi in Dio confida.
Gioacchino da Fiore e l'era dello
Spirito Santo
Il beato Gioacchino da Fiore profetizzò
l'avvento di una nuova era nella storia del genere umano. La sua
influenza fu così profonda che Dante Alighieri lo citò nella Divina
Commedia.
Fu un austero monaco cistercense
riformatore della sua Congregazione, ispirato ai modelli degli eremi
della Tebaide da lui visitati. Visse dal 1130 al 1202 in Calabria,
sua terra natale, e fu abate nel cenobio di Corazza.
Scrisse libri sulla profezia della
Sibilla Eritrea, sui vaticini di Merlino, commentò i profeti e
l'Apocalisse, ma ciò che lo rese più famoso fu il testo "I Vaticini del
Vangelo Eterno".
Ebbe l'intuizione di una nuova epoca
nascente e, come in una visione profetica, sentì i preparativi
cosmici del grande evento. La sua opera, che comprende le note
profezie, fu stampata per la prima volta verso il 1484, ma senza data
né luogo.
Successivamente furono fatte altre
edizioni di cui alcune col testo italiano a fronte di quello
originale latino. In alcune, vi sono pure aggiunte le profezie
attribuite ad Anselmo vescovo di Marsico, e vi sono riprodotti
simboli, immagini ed oracoli arabi e turchi.
Dante credeva in Gioacchino e, come
Francesco d'Assisi, si ispirò a lui. Lo incontra nel Paradiso (Par.
XII) e fa dire di lui a S. Bernardo:
"... e lucemi da lato / il
calavrese abate Gioacchino / di spirito profetico dotato."
Annunciò l'avvento di una nuova Chiesa
dello Spirito Santo, dopo l'era del Padre e quella del Figlio.
Sostanzialmente, egli affermava che il mondo avesse tre età:
‒ la prima, quella dell'Antico
Testamento, età del Padre, della Legge e del timore;
‒ la seconda, del Nuovo Testamento,
età del Figlio, della fede e del perdono;
‒ la terza, dello Spirito Santo,
dell'amore scambievole e della pace.
Quest'ultima età, secondo Gioacchino,
sarà preceduta da persecuzioni e da calamità, dopo le quali
verrà proclamato il Vangelo Eterno. Tutto l'assetto della Chiesa,
a suo dire, avrà un cambiamento, e prenderà piede
l'interpretazione spirituale dei Vangeli.
"Pietro cederà il passo a
Giovanni, perché l'era dello Spirito sarà il regno dei «liberi»".
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"Pietro e Giovanni corrono al sepolcro" di Eugène Burnand - cfr. QUI, QUI e QUI.
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Il tempo iniziale fu costituito da
schiavi, il secondo, in prevalenza da tiepidi e fedeli, il terzo, da
comunità consapevoli e unite. Nel primo dominò la Legge, nel secondo
la Grazia, nel terzo la presa di Coscienza più ampia e decisiva.
E ancora...
Fase uno: schiavitù e paura,
flagelli, dominio dei vecchi, notte, inverno e gelo.
Fase due:
sapienza, figliolanza, luce dell'aurora, primavera, spighe e vino.
Fase tre: inizio della vera libertà,
contemplazione, carità fraterna, amici, meriggio, estate, grano e
olio, totale cambiamento".
Per il dotto abate, alla Sacra
Istituzione dogmatica sarebbe succeduta quella della Verità
sostanziale.
Innovatore nei concetti, ma sempre
deferente e rispettoso verso la Chiesa Madre, Gioacchino da Fiore
sosteneva che, come il simbolo lascia il posto alle realtà figurate,
così la Struttura gerarchica ecclesiale avrebbe ceduto il posto a
quella Mistica dello Spirito, quando l'ora sarebbe scoccata.
"Tutto in essa è una simbologia
transeunte... tuttavia non deve essere abbandonata anzitempo, in
quanto possiede una profonda virtù formativa.
Nella terza era veniente, a
differenza del passato, vi saranno quelli che, nell'acquisita
noncuranza del mondo e nell'umiltà, annunceranno come unica Legge
quella dello Spirito, basato sull'Amore.
L'intensità dell'esistenza culturale e
teologica della Chiesa di Pietro rimarrà solo un pallidissimo e oscuro
prodromo di quella futura di Giovanni che si radicherà sulla
Rivelazione dello Spirito di Verità e di Sapienza."
Queste concezioni gioachimite ebbero
molti seguaci; si diffusero largamente negli ambienti mistici ed
ebbero anche numerosi interpreti. Il loro influsso fu notevole
sull'Alighieri e su diversi scrittori successivi.
Alcuni le ritengono attuali, benché il
famoso monaco le avesse elaborate al tempo suo. I Francescani ad
esempio sostennero che tali profezie si stessero attuando con il loro
Ordine.
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| Il "Liber Figurarum" di Gioacchino da Fiore. (Dettagli inediti al post scriptum) |
I suoi argomenti furono adottati anche
da S. Bonaventura e da S. Bernardino da Siena. Oggi, coloro che non
accettano le vecchie strutture e maggiormente sentono la necessità
di un urgente cambiamento nella Chiesa riportano il suo pensiero.
La grande attesa per l'avvento e
l'affermazione dei veri valori spirituali sulla Terra unificano il vero
significato del messaggio di Gioacchino da Fiore. La sua attualità
si fonda sull'aspirazione al rinnovamento spirituale degli esseri,
molto percepita ora.
Il presupposto del suo ardore, come
quello di coloro che oggi sentono imminente una radicale mutazione
nella vita degli uomini, è la certezza di un piano divino epocale in
ciò che si sta svolgendo ed attuando al nostro tempo.
Concetto questo divenuto comune,
adesso, fra coloro che hanno una fede più aperta. Non è avvenuto
così per quelli che nel passato condannarono le sue idee. Non ebbe
modo di avvedersene il santo monaco. Era trapassato, infatti, da una
decade quando Innocenzo III, nel Concilio Lateranense 1212, riprovò
le sue illuminate visioni.
Per Gioacchino, il terzo periodo
realizzerà in pienezza la Verità esposta nel Nuovo Testamento. In
questa significativa concordanza si ritrovano le più antiche
predizioni come in quelle più vicine a noi.
Un esempio sono le affermazioni di
Louis M. Grignion de Montfort che scrisse:
"Il Regno del Padre
durò fino al diluvio e si concluse con un profluvio d'Acqua; il
Regno del Figlio si compì con uno spargimento di Sangue, e il Regno
dello Spirito si concluderà con una effusione di Fuoco, d'Amore e di
Giustizia".
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"Gioacchino da Fiore mostra i ritratti di Domenico di Guzman e di Francesco d'Assisi" Opera di Gregorio Vasquez de Arce y Ceballos (1680) |
Ed eccone una versione più attuale, espressa dalle parole ispirate di Pietro Ubaldi.
«Il cammino evolutivo del pensiero
religioso umano si può dividere in tre fasi o età.
Fase 1: età del "Dio padrone", anteriore al Cristo. Un Dio forte, terribile, guerriero, vendicativo,
geloso, protettore solo del suo popolo. È il Dio degli eserciti. Gli
si deve obbedienza servile unicamente per il gran timore che ispira, senza
comprensione né amore, per legge spietata del taglione.
Epoca violenta e feroce, in cui l'uomo,
nel suo involuto stato di egocentrismo ristretto e di dura
insensibilità, non poteva rispondere che per egoismo, interesse o
timore del proprio danno, seguendo i suoi istinti di guerra, né
tanto meno sapeva ubbidire, comprendendo soltanto la potenza e il
comando assoluto del più forte.
Solo per questo Dio veniva rispettato
perché, essendo superiore a tutti, poteva anche punire. Se non lo
fosse stato, tutti si sarebbero rivoltati contro di Lui. L'Amore e la comprensione non erano ancora sorti nell'animo umano. I popoli
potevano capire solo la cieca ubbidienza per forza e terrore.
Fase 2: età del "Dio Padre".
Quella dopo il Cristo fino ad oggi. Abbiamo un Dio più buono e
pacifico, più universale. Gli si deve una filiale obbedienza per
amore e fede. Egli punisce non per vendetta ma solo per giustizia,
insegnando con misericordia e bontà per mezzo della Provvidenza, a favore dei
Suoi figli.
Si è avvicinato a noi con indulgenza e amore immensi. Concetti prima del tutto ignoti. Ciò è stato
possibile per la maggior evoluzione umana, verso la quale si può
fare appello ai sentimenti e al cuore, in precedenza quasi
sconosciuti o latenti.
Oggi si può contare anche sulla più
diffusa cultura e intelligenza che portano ad una dottrina teologica
e ad un riassetto filosofico. Epoca della decodificazione,
soprattutto a difesa delle verità rivelate e, nel contempo, anche
dei "misteri" in cui si deve credere senza chiarimenti
razionali; epoca dei dogmi, della obbligata disciplina di pensiero
sprovvisti della quale, dato l'uomo qual è, non si mantiene
l'ordine.
Egli non sa ancora auto-giudicarsi per
libero intendimento e quindi necessita di una coazione, sia pur solo
morale, per non perdersi nell'anarchia.
Fase 3: età del "Dio in noi".
Quella del Suo Regno in Terra, della Nuova Civiltà del III
Millennio, la civiltà dello Spirito. Dio esce dal chiuso dei templi
e si rivela presente in ogni animo puro. Abbiamo un Dio amico, col
Quale entriamo in collaborazione, perché abbiamo compreso che fare
la Sua Volontà significa costruire la felicità nostra.
Egli si è ancor più avvicinato a
noi in quanto, per evoluzione, è
successo che, tramite un subitaneo "Risveglio" (ved. QUI,
QUI e QUI; ndr), tanti fra noi hanno preso coscienza
di averLo nell'intimo: infatti noi, come Spiriti, siamo una piccola
Particella di Lui.
In questo modo, cadono non solo le
costrizioni della forza inerenti alla prima età, ma anche quelle
morali della seconda età, perché l'uomo ha progredito ed è capace
di auto-guidarsi per libera comprensione, senza bisogno di
coercizioni affinché l'ordine sia mantenuto.
La disciplina è autonoma, costituita solo
da intelligenza e amore poiché l'essere ha compreso. Cadono i
misteri e i dogmi di fede perché sensibilità, cultura ed intelletto
saranno più sviluppati in lui che potrà direttamente intuire il
Vero da sé, sentire la Presenza di Dio o perlomeno comprendere, per
vie razionali, le verità che saranno tutte chiaramente dimostrate,
perché i tempi dei veli o delle esclusioni iniziatiche saranno
finiti.
Questa sarà l'epoca della Luce dello
Spirito, della Conoscenza, dell'obbedienza libera e vera perché
convinta e consapevole. Il Regno di Dio nascerà in noi per naturale
evoluzione, con un "Risveglio" interiore.
Dio allora non punirà più, in quanto
ogni uomo si auto-correggerà per la necessità di armonizzarsi nella
Legge in cui solo è felicità. Epoca della libertà cosciente, della
disciplina spontanea, della convinta adesione all'ordine di Dio.
Questa ascensione è logica, come è lo
sviluppo di un seme. Così si passa dal terrore della prima fase,
alla fede della seconda, alla conoscenza della terza; si passa da un
regime di forza, ad uno di amore, e infine ad un ultimo di
intelligenza e spiritualità.
È un processo di progressiva
liberazione che può attuarsi soltanto quando l'umana evoluzione lo
permetta. Tutto è in funzione di questa.
Le religioni non possono essere né più
elevate né più libere di ciò che è la natura dell'uomo che tutto,
fino al concetto di Dio, abbassa al suo livello. Questo scatto finale
verso la spiritualizzazione è il grande accadimento che si aspetta all'alba del terzo millennio: la grandiosa instaurazione del Regno di
Dio in terra.
E questo è quanto ci viene annunciato
dall'Apocalisse di Giovanni.»
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| Il credito dell'immagine va al prof. Johannes De Parvulis QUI. |
Post scriptum
Ho letto QUI (l'articolo è stato pubblicato il 23 gennaio 2023) che è stato girato un film sulla vita del santo monaco calabrese; dal testo ho tratto le righe seguenti che arricchiscono il significato dell'immagine stessa.
«Nel Canto XXXIII del Paradiso, Dante
Alighieri raffigura nella Divina Commedia il mistero della Trinità
in versione gioachimita. (Documentarsi sul pdf a questo link):
http://www.thomasproject.net/wp-content/uploads/2020/05/TP2_1_Andrea-Tagliapietra_Gioacchino-da-Fiore-Millennio-e-Utopia.pdf
Quando egli scrive:
"Nella
profonda e chiara sussistenza / dell'alto Lume parvermi tre giri / di
tre colori e d’una contenenza; / e l'un da l'altro, come iri da
iri, / parea reflesso, e il terzo parea foco, / che quinci e quindi
igualmente si spiri"...
sta illustrando i tre cerchi trinitari
presenti nel Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore; si tratta di un
rarissimo codice miniato medievale, la più bella e importante
raccolta di teologia figurale e simbolica del Medio Evo, di cui si
conoscono solo tre copie, la più antica delle quali si conserva ad Oxford, in Inghilterra.»
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Relazione e cura di
Sebirblu.blogspot.it
Fonte del primo brano QUI.
Il secondo, di Pietro Ubaldi, è
tratto dal suo testo inedito "Profezie".