sabato 16 maggio 2026

Eh sì..."Non si muove foglia che Dio non voglia"!

 
Cieli di Tel Aviv il 25/26 marzo 2026

Sebirblu, 15 maggio 2026

Un vecchio proverbio recita: "Non si muove foglia che Dio non voglia"... Eh sì, perché il "caso" non esiste, essendo Tutto sotto la giurisdizione dell'Assoluto, il Perfetto per antonomasia.

Mi riferisco alla comparsa recentissima, avvenuta il 25/26 marzo scorso, sui cieli di Tel Aviv in Israele, di un numero incalcolabile di corvi formanti dense nuvole nere, concentrate in particolare sopra le Torri Azrieli.

Ovviamente, ciò ha scatenato commenti di ogni tipo sul web, ma anche rassicurazioni dalla "scienza" che si è affrettata a dichiarare la "normalità" dell'evento in rapporto alle "rotte migratorie" di tanti uccelli in quei luoghi.

Non voglio entrare nel merito che proprio i corvi difficilmente migrano e, semmai, solo quando partono verso l'autunno da paesi molto freddi per nidificare e trovare cibo sulla dirittura Sud-Sud-Est (ved. QUI), ma il mio intervento al riguardo vuole andare più in profondità.

Quale motivo, ad esempio, ha portato lo stormo gigantesco ad oscurare il cielo in modo particolare sopra le Torri Azrieli? Da una rapida ricerca ho saputo che questo nome appartiene ad un noto imprenditore israeliano, David Azrieli, che ha fondato l'omonimo gruppo immobiliare costruttore delle Torri.

Ebbene, non ci sarebbe fino a qui nulla di strano se non fosse per la ragione che tale cognome d'origine ebraico/biblica, essendo una forma aggettivale o patronimica ‒ ossia indicante il padre, come nella lingua russa Ivanovič, Ivanovna, rispettivamente «figlio, figlia di Ivan» ‒ deriva dall'ebraico Azri-El, col significato di "Dio aiuta": Azri (da Ezra = sostegno, soccorso, assistenza) e El = Dio. (Cfr. QUI).

In molte correnti religiose abramitiche questo arcangelo viene descritto in modo preciso come "l'Angelo della Morte" che aiuta le anime a trapassare, ad abbandonare il proprio corpo fisico. 



"Angelo della Morte" di Evelyn De Morgan  (1855-1919)

Non è forse sorprendente che il massiccio stormo di corvi, già per conto suo foriero di sciagura e di calamità, abbia sorvolato le famose Torri di Tel Aviv, centro diplomatico e commerciale d'eccellenza, proprio con quel tipo di nome?

La Legge divina di "Causa-Effetto" esiste (cfr. QUI), ed è chiamata nell'antica lingua sanscrita, "Karma", alla quale non soltanto gli esseri umani sono soggetti in base al singolo comportamento pro o contro i "10 Comandamenti di Dio", emessi per tutta l'umanità poiché ne sono l'ética basilare ‒ perciò, compresi i relativi governanti come Nethanyahu ‒ ma agisce anche di riflesso sulle nazioni che si macchiano di abomini atroci come quello perpetrato da quest'ultimo sulla "Striscia di Gaza" e paesi limitrofi.

Mediante la massiccia incursione dei corvi neri su Israele il Cielo parla, e annuncia la catastrofe imminente da cui non può scappare... come dicono le Scritture d'altronde (ved. Ap. 19, 17).

Nulla è dovuto al caso, dicevo, e quindi non si può pensare che improvvisamente siano colpiti determinati luoghi piuttosto che altri senza una causa precisa, com'è avvenuto per le "Dieci piaghe d'Egitto" prima dell'Esodo attraverso il Mar Rosso (ved. QUI e QUI per una panoramica completa) o per Sodoma e Gomorra ed altro ancora; ved. QUI.

Anche il giorno dell'elezione di Bergoglio è stata evidenziata dal Cielo l'approssimarsi della sciagura per la Chiesa, mediante l'attacco di un corvo, e diversi altri "segni" inequivocabili, ved. QUI.

Ma il più certo ed infausto presagio, tramite questi uccelli, l'ho ricevuto proprio io qualche mese fa durante il sonno: annunciava il trapasso imminente del mio unico figlio, poi avvenuto davvero il 15 dicembre scorso. L'ho descritto QUI.

Non sono solo credulità popolari queste, ma avvertimenti permessi dall'Altissimo, soprattutto quando si tratta di fenomeni naturali concernenti i tre Regni: minerale, vegetale ed animale. Queste cose non sono conosciute dal mondo scientifico che, dall'alto della sua "Ratio", svuotata quasi sempre dell'Umiltà e della Fede, nega ogni realtà proveniente dalla sfera invisibile e spirituale.




Dice l'altissima Voce ultrafànica al par. 231 del libro "La Vita" (ormai introvabile ma che QUI si può scaricare):

"La vita degli animali consiste in un principio attivo intelligente, che si denomina Molecola vitale, da distinguere da quello che è l'Anima umana. In realtà questa e quella non sono che denominazioni di forme varie assunte dalla potenza spirituale infinita che, materializzando le sue particelle, produce le individualità cellulari."

E nel par. 298 troviamo:

"Nella disgregazione del corpo organico di qualsiasi animale, la Molecola vitale non si dissolve, permane, segue il moto evolutivo, e si ricompone nella nuova formazione dei corpi."

Allorché questa ondata di vita divina raggiunge il punto più basso del percorso destinatole, si immerge nella materia fisica; da lì a qualche tempo inizia il suo lungo viaggio evolutivo ascendente che vitalizza o anima il regno minerale, vegetale ed animale.

La vita interiore di questi tre regni non si manifesta però a livello individuale come succede per l'essere umano, bensì come "anima-gruppo" o monade collettiva che viene sapientemente diretta da Ordini di angeli a ciò addetti." 




E in un altro testo "L'Uomo visibile e invisibile" di Charles W. Leadbeater, notissimo chiaroveggente e scrittore, al cap. 7 (QUI), troviamo:

"A molti studiosi quest'idea dell'anima-gruppo sembra nuova e difficile; forse un paragone orientale può aiutarci a comprenderla più facilmente. Viene detto che essa è come l'acqua in un secchio e se immaginiamo di togliere un bicchiere d'acqua da quel contenitore avremo l'immagine dell'anima di un singolo animale o tipo di pianta.

L'acqua del piccolo bicchiere per il momento è del tutto separata da quella del secchio e prende la forma dal recipiente che la contiene. Supponiamo di mettere qualche sostanza colorante in quest'ultimo in modo che l'acqua acquisti una sua propria tinta distintiva; quella colorazione rappresenterà le qualità sviluppatesi temporaneamente nell'anima separata durante le varie esperienze dalle quali passa.

La morte dell'animale o pianta sarà rappresentata dal riversamento dell'acqua dal bicchiere nel secchio e il suo colore si espanderà tingendo un po' l'intero contenuto. Esattamente nello stesso modo, ogni qualità che sia stata sviluppata durante la vita del singolo ente si distribuirà, dopo la sua morte, all'intera anima-gruppo.

In questo modo, con il tempo si sviluppano in ogni ego animico collettivo parecchie differenti qualità che naturalmente si manifestano come congenite in ogni nuovo individuo che ne è l'espressione. Da qui gli istinti definiti con i quali nascono certe creature. 

L'anatroccolo appena si libera dal guscio cerca l'acqua e nuota senza paura, anche se sia stato covato da una gallina che teme l'acqua ed è terribilmente preoccupata nel vedere che i suoi protetti vanno verso ciò che lei paventa come pericolo mortale.

Ma quel frammento dell'anima-gruppo che agisce nell'anatroccolo, sa perfettamente, per esperienza precedente, che l'acqua è il suo elemento naturale ed il piccolo essere segue quel comando senza alcun timore."




Integra il quadro generale del profondo ammaestramento, pubblicato su "Scintille dall'Infinito", l'Entele Maestro (Guida elevatissima de "Il Cenacolo di Milano", ved. QUI):

"Voi avete delle entità preposte ai venti, al moto forestale, al moto acquoso e così via. Questi esseri "elementali" (ossia concernenti l'aria, l'acqua, la terra e il fuoco; ved. QUI, QUI e QUI; ndr) a loro volta vengono guidati da un Angelo del Signore.

Gli animali divisi per gruppi sono legati da un ritmo unico fatto vibrare da questa Intelligenza Purissima: la sua mente sublime imprime un impulso ad ogni specie partendo dal principio che tutto quanto è stato condensato sulla Terra (l'energia derivante dalla precipitazione dopo la Caduta iniziale; ved. QUI; QUI e QUI; ndr) è indispensabile alla vita fisica dell'essere."

"Mentre l'uomo vive la sua esistenza, quella degli altri regni viene vissuta, dirò per farmi intendere, per interposta persona. In Terra voi percepite il dolore perché potete manifestarlo verbalmente, ma il fiore reciso manda un lamento angoscioso, voi non lo captate perché l'anima vostra non è ancora giunta al punto di finezza necessario.

Analoga sofferenza è nella roccia scalfita dallo scalpello, perché è un'alterazione in un organismo creato dall'Eterno, è un grido di dolore che si può paragonare al vostro, ma questo è più o meno raccolto dai vostri simili, mentre nel caso dei tre regni ‒ e non parliamo delle terribili sofferenze inflitte dall'uomo alla sfera animale ‒ tutti, perché siete imperfetti, ignorate e siete incapaci di percepirne la sofferenza.

Francesco d'Assisi parlava alle piante e agli animali e quelle rispondevano e questi ubbidivano. Rispondevano per volontà di terze potenze, ma rispondevano, avevano capacità proprie per utilizzare le energie di queste Entità disincarnate preposte alla loro vita."




Il regno trino, quindi, possiede unicamente il palpito vitale guidato e diretto dagli "Spiriti di Natura" soggetti a lor volta agli Angeli dell'Eterno, mentre gli umani, dominanti l'intero sistema terrestre mediante la luce del Pensiero, della Ragione e della Coscienza (ved. QUI), ne sono i diretti responsabili.

Ora si comprende per quale ragione certe catastrofi, sciagure improvvise e calamità naturali, oppure voli d'uccelli "annunciatori" come nel caso di Tel Aviv, avvengono proprio in certi luoghi piuttosto che in altri.

Ossia laddove precisamente si sono addensate più negatività, arbìtri sconsiderati e distruttivi che, sommandosi, formano delle eggregore molto pericolose, attirando conseguenze estremamente nefaste simili a "castighi" o "punizioni divine": cioè la Legge di Causa ed Effetto (Karma) che le Purissime Intelligenze fanno rispettare sulla base della Giustizia Suprema.

In sintesi, non è direttamente Dio che manda i disastri come un vendicatore, ma sono gli individui stessi, e molti purtroppo governano stati, città e regioni che, con i propri arbitri sfrenati, la sete di potere e gli abusi terribili, attirano su di sé e sulle loro nazioni la biblica "Ira di Dio" che è solo la conseguenza dei loro misfatti, diretta e messa in atto dai Suoi Servitori Celesti.

Sono costoro che sorvegliano gli infiniti boomerang di ritorno lanciati dagli uomini stessi e diventati veri strumenti della Sua Giustizia;  sono sempre loro ad indirizzare in modo equo gli "elementali" e gli "ego collettivi" delle creature viventi sulla Terra, onde riportare tutti i "deviati", tramite il dolore e la sofferenza, sul retto cammino.




Procedendo sulla tematica dei corvi, è notevole valutare quanto curiosamente questi alati siano tenuti così in pregio dalla "monarchia britannica la cui sopravvivenza, secondo la leggenda, è legata a doppio filo a quella di tali volatili.

«Se i corvi della Torre di Londra moriranno o voleranno via, la Corona cadrà in mani straniere e con essa la Gran Bretagna» recita un detto inglese. Va da sé che in quel luogo da secoli ne vengono costantemente tenuti sette, accuditi da un "ravenmaster" tutto per loro. (Cfr. QUI; ndr).

Dal luogo simbolo della capitale britannica (soprattutto come centro mondiale del colonialismo e dell'usura come ho esposto QUI; ndr) i corvi non furono sfrattati nemmeno nel XVII secolo, su richiesta dell'astronomo John Flamsteed che li accusò di disturbare le sue osservazioni del cielo; in tutta risposta il re Carlo II d'Inghilterra fece spostare l'osservatorio reale a Greenwich piuttosto che trasferire i corvi."

[Non c'è da stupirsi quindi se questi uccelli hanno acquisito nei secoli un'oscura e funesta noméa, tanto da essere protetti particolarmente dalla Dinastia dei Windsor! Ndr].

Ecco il video relativo al "guardiano dei corvi" della mitica "Tower of London".




"Nella cultura popolare occidentale il corvo è presagio di morte mentre sulle pagine dei giornali trova ampio spazio negli articoli di inchiesta. Nel linguaggio giornalistico-giudiziario, infatti, "corvo" è sinonimo di spia, di gola profonda ‒ che tuttavia può anche fornire informazioni inventate al fine di denunciare l'impresa o l'istituzione di cui fa parte.

Oppure in un contesto ristretto come quello in cui operò il giudice Alberto Di Pisa condannato e poi assolto per una serie di lettere anonime che accusavano il giudice Falcone inviate nel 1989 in quella che passò alla storia come l'estate dei veleni.

Inoltre, di "corvi" si è tornato a parlare nel 2012 con il caso Vatileaks: una serie di scandali riguardanti la fuga di informazioni riservate in merito alla Città del Vaticano e allo IOR.

L'associazione tra il nero pennuto e la fuga di notizie risale all'anno VIII dopo Cristo, quando Ovidio nelle sue "Metamorfosi" descrisse l'uccello come un animale bianco candido e sacro ad Apollo, il quale lo punì trasformando il colore del piumaggio per avergli fornito la triste notizia del tradimento amoroso di Coranide, una mortale che il dio amava.

Da quel momento il corvo divenne la spia e l'uccello del malaugurio per antonomasia. Secondo altre leggende dopo il castigo di Apollo, il corvo si rifugiò nell'Oltretomba dove Ade lo prese come sua spia." (Brano tratto da QUI).
 



Al termine di questo mio scritto, però, vorrei "spezzare una lancia" contro questi poveri animali che di tutto quanto vien loro attribuito non hanno colpa alcuna, anzi, addirittura sono state scoperte recentemente delle prerogative eccezionali su tali creature.
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"La natura non smette mai di sorprenderci: i corvi hanno un sistema di intelligence degno dei migliori servizi segreti. Questi uccelli straordinari non soltanto riconoscono i nostri volti, ma possono ricordarli per anni, come dimostrato da numerosi studi scientifici.

Parimenti  ad  un sofisticato  sistema di allerta,  quando  un corvo  identifica qualcuno di potenzialmente pericoloso, passa l'informazione ai suoi simili servendosi di un comportamento chiamato "mobbing": si radunano e attaccano insieme l'individuo considerato una minaccia. S tratta di un vero e proprio network di sicurezza aereo che permette all'intera comunità di questa specie di rimanere al sicuro.

La cosa più straordinaria? Questa memoria sociale può durare anni, non solo mesi, ed è così precisa che gli scienziati hanno dovuto usare maschere nei loro esperimenti per studiarla. La prossima volta che incontrate un corvo, ricordate che anche lui vi sta studiando, memorizzando il vostro volto con un'attenzione che rivaleggia con la tecnologia moderna." (Brano tratto da QUI).

E ancora:

"I corvi sono oggi considerati tra le creature più brillanti dell'intero regno animale. Questi uccelli superano il semplice ruolo di spazzini, dimostrando abilità cognitive paragonabili a quelle dei primati e una spiccata propensione alla socialità.

Gli esperti confermano che i corvi possiedono la straordinaria capacità di risolvere enigmi complessi e di fabbricare strumenti per procurarsi il cibo. Inoltre, riescono a memorizzare i volti umani, distinguendo le persone innocue dalle reali minacce.

Questa inaudita intelligenza superiore garantisce loro un vantaggio evolutivo enorme. L'adattamento rapido agli ambienti urbani assicura la sopravvivenza della specie.

La scienza continua ad esplorare i limiti della mente di questi volatili. Le scoperte future potrebbero ridefinire la nostra concezione di intelligenza." (Brano recente postato QUI).




Ed ecco, a conclusione, l'esempio di come funziona un "Karma" positivo.

"Nell'anno 2010 la giovane Juliette Lamour decise di compiere un gesto di singolare altruismo. Dopo il devastante terremoto che colpì Haiti, la bambina di soli 5 anni portò il suo salvadanaio ad un banco donazioni della Croce Rossa situato in Ontario.

All'epoca consegnò l'intero contenuto dei suoi risparmi, pari a circa 42 euro. A distanza di 13 anni, a 18 anni appena compiuti, aveva acquistato il suo primo biglietto della lotteria su suggerimento del nonno. Quel tentativo le ha fruttato 33 milioni di euro.

La ragazza è diventata improvvisamente una delle vincitrici più ricche della nazione. La sua straordinaria vicenda ha fatto rapidamente il giro del mondo." (Brano tratto da QUI).



È dando che si riceve!...

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

lunedì 11 maggio 2026

L'Imprevisto che sigla la VOLONTÀ CELESTE di agire.




Sebirblu, 9 maggio 2026

Sebbene i nostri giorni terreni siano giunti ad un'imminente "Mietitura spirituale", ved. QUI, QUI, QUI e QUI, provo ancora a riversare in qualche anima adatta, ossia in un terreno già sufficientemente pronto, la linfa vitale di cui necessita per produrre, almeno in quest'ultima ora, qualche frutto saporoso per sé e per gli altri.

Non è facile nel deserto attuale della Terra, divenuto arido e insidioso per mano dei servi di Lucifero, trovare piccole oasi ristoratrici e polle d'acqua sorgiva. Per tutto ciò, riporto due splendidi messaggi ultrafànici, provenienti dai piani altissimi (ved. QUI), che sicuramente nutriranno i pochi ma GIUSTI disposti a cibarsene.

Prima di presentarli però è necessario che io faccia una premessa in quanto, nel frattempo, è avvenuto qualcosa di imprevisto. In altre occasioni, nel corso dei miei scritti, avevo detto che negli anni passati eravamo stati guidati, io e il gruppo di cui facevo parte, da un Entele (ved. QUI e al post scriptum QUI). Si tratta di un'entità altissima avente per missione l'insegnamento cristico, peculiare proprio alle pure intelligenze di quella dimensione.

Ebbene, ieri sera mi è arrivata l'ispirazione di cercare qualche ammaestramento passato di tale Guida, sotto una "spinta" notevole, tanto da intravedere il suo sollecito invito all'azione con l'indurmi alla domanda: "Sei tu che mi indirizzi?"

Così, ho estratto da un faldone, "a caso", un suo intervento avvenuto ben 48 anni fa, che iniziava in modo abbastanza drammatico, stigmatizzando i tempi bui di quel periodo. 

Con un po' di perplessità e incertezza ‒ non per l'attinenza ai nostri giorni attuali forse peggiori di allora, bensì per l'apparente distonia con il messaggio successivo scelto ‒ ho deciso di lasciare in sospeso il foglio sul tavolo per andare a coricarmi.

Stamane nel dormiveglia, ripensando a quell'anno (1978), m'è giunto il pensiero che forse il "ponte" per collegare le due ricezioni sarebbe stato quello di verificare se davvero quei tempi si riferissero ai famosi "anni di piombo" culminati con l'uccisione di Aldo Moro, uno dei politici più "scomodi" per il "Deep State", cioè dei Poteri occulti dominanti il pianeta.

Subito dopo, e prima di far colazione, ho avuto conferma tramite una rapida ricerca (perché ormai la mia memoria "fa le bizze")  che erano davvero stati quelli  gli anni oscuri per noi... e non è tutto!... Ho appreso pure che proprio oggi ricorre il triste anniversario dell'assassinio e del ritrovamento del corpo ormai senza vita del grande statista, in via Caetani a Roma, il 9 maggio 1978.

Ecco quindi l'analogia cronologica che mi permette di esporre, senza discrepanza alcuna il messaggio a seguire, e il consecutivo, in quanto diretti da una Volontà superiore, atta a definire la pericolosità dei due archi temporali di allora e di adesso, con lo scopo di correggere urgentemente la singola posizione spirituale in rapporto alla Legge eterna di Dio.

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                                                                                                       Venerdì, 14 aprile 1978

«Io vi saluto, anime care...

il sangue chiama sangue e l'odio imperversa sulla vostra Terra in contrapposizione all'amore; Amore che vi è stato impartito con l'Esempio dal Cristo e che di continuo vi viene erogato dal Padre. Ma gli umani non hanno orecchie per questa musica, per questa Armonia che viene dall'Alto e così, chiusi nel loro egoismo, cercano con la violenza di avvantaggiarsi, di prevaricare, di sommergere il fratello!

Voi dite:  ‒ "Perché questo scempio?  Perché questo odio?  Chi lo genera?  Perché si produce?"Miei cari, l'odio è sempre l'effetto di una causa, quindi diventa una legge contraria all'Amore stesso. 

Gli animi esacerbati da dolori, angosce, umiliazioni e violenze, non avendo un sicuro appiglio spirituale, non sapendo immergersi nell'«arte» più bella (di saper amare) brancolano nel buio, i loro occhi restano iniettati di sangue e con le mani adunche cercano altro sangue, e fiumi di sangue vengono versati sulla Terra.

"Cosa potremo fare noi?" ‒ chiedete. Ognuno può espletare quella parte che gli compete, senza dubbio, nessuno può con orgoglio dire: "Io riesco a domare la Terra", poiché il mondo è già stato vinto dal Cristo. Egli disse infatti: "Io ho vinto il mondo" ma allora a noidirete voicosa resta da fare? Questo è il problema!...

Ognuno deve attenersi alla Legge di Dio che è immutabile nel Tempo, che trascende il Tempo. Poiché fa parte dello Stesso e quindi Increata. Dio è Legge, perciò seguire la Legge di Dio è seguire Dio.

Attenersi ad essa significa innanzitutto Amare il Padre con tutte le proprie forze, con i pensieri, con le parole, con le opere e questo Amore lega l'uomo al Divino Genitore con un filo indistruttibile!

Ecco la prima ancora di salvezza! È naturale che chi si allontana da questa unione ingrossa le file del Maligno... molte volte, però, questo è dovuto alla non conoscenza. È sbandato l'essere e si stacca dalla Luce perché non ne conosce il dolce tepore... e va verso le Tenebre.




Ma dopo aver toccato il fondo potrà ancora, alzando il capo, scorgere la Luce e, contrito, si trasformerà avendo sperimentato, a sue spese, la parte più infima della materia. Solo così avrà la possibilità di rinnovarsi, prendendo coscienza, e illuminare poi a sua volta gli altri. Diventerà ardente fra i proseliti che seguono la Via del Bene, della Pace e dell'Armonia.

Intanto, la violenza dilaga e voi stasera, in unione col Padre, avete emesso i vostri pensieri che, sulle ali del prana (energia eterica vitale che permea tutto l'Universo), giungono ai punti più remoti della Terra dove questa grande scoria alligna, invade e appesta brutalmente, travolgendolo, il fratello indifeso ed oltraggiato.

Il vostro pensiero, se animicamente angosciato e proteso verso il Bene (ved. QUI, la seconda Voce),  arriva a destinazione e blocca la mano caina, il desiderio di vendetta; lenisce il rancore che conturba l'animo e rallenta la furia omicida.

Ma è la vostra espressione d'Amore che fa tutto questo! È l'immensa Potenza che il Padre dà a voi come manifestazione di una delle Sue prerogative. Voi sapete già (ved. QUI; ndr) quali sono: Potenza, Sapienza e Amore.

Voi umani con l'Amore potreste smuovere le montagne (avendo una fede anche minima: Mt 17, 20) poiché è quella Leva di potenza eccezionale di cui ancora non conoscete l'uso. Lo intendete in senso egoistico e ricettivo, in bene che vi viene dagli altri; consideratelo invece come "donazione assoluta di voi stessi" verso i fratelli e di conseguenza verso l'Altissimo.

Solo annullandovi così amerete veramente! Per l'uomo ciò è difficile, poiché le passioni traggono in inganno e l'amore lo percepite come scambio dilettevole di passioni, di doni, sorrisi e affetti, ma ciò avverrà ugualmente se la vostra proiezione è disinteressata verso tutti i fratelli, senza alcuna distinzione di sesso e di razza perché, automaticamente, l'Amore che date vi ritornerà come altrettanto Amore.

Le energie amorevoli che proiettate nel "finito" (l'ambiente circoscritto alla materia) ritornano potenziate dall'Eterno poiché Egli legge nei cuori e conosce i motivi, le ansie del vostro animo per le sofferenze altrui.

Vi esorto quindi, come tante altre volte, ad operare d'Amore divino affinché questo possa accrescersi di pensiero in pensiero, ingigantirsi e regnare sulla Terra come contrasto al Male, che così potrà rimanere bloccato e incatenato per migliaia d'anni.

Sappiate leggere fra le righe di questo mio ammaestramento perché la sostanza sta nascosta.

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Ed ecco la seconda Voce se possibile ancor più alta della prima (ved. QUI):

«Senza la fede tutto il vivere diventa aspro. Lo è maggiormente per coloro che la posseggono già, in quanto tale forza non è quella insegnata, tramandata per rito, ma è quel potere basilare che varia da individuo a individuo, che nell'uno può chiamarsi fede scientifica, nell'altro fede idealista, in un altro ancora fede ristretta al dinamismo delle cose, per arrivare infine a quella Potenza che è Fede sostanziale. 

Questa ha "occhi" profondi, occhi che scrutano nell'Io più intimo e al di fuori, che vedono i moti interiori del vivere. Con questi occhi si vede la maschera umana, quella copertura che talvolta può essere ironica, o spasmodica, severa, dolorante, ambigua, grifagna, mefistofelica. La fede è un innesto necessario affinché l'uomo possa con energia superare le fatiche della vita terrena. 

Nessuno può dire: "Non ho fede". Non si tratta di fede religiosa, bensì di una forza innestata nell'essere, che si esplica a seconda della condizione e delle aspirazioni che questi ha in sé. Esaminiamo chi dedica la vita allo studio delle filosofie. 

Costui pone per fondamento la fede, ed è talmente convinto nelle sue definizioni, nelle meticolosità del pensiero, che al di fuori di queste, per lui, non v'è altra via per ascendere e per giungere alla conoscenza. 

Se viceversa, lo studioso ha volto la sua intelligenza alle cose scientifiche, anche qui la fede primeggia: essa fa parte dei suoi esperimenti, siede sovrana su ogni risultato. L'uomo è felice di aver superato gli scogli tramite questa, che egli chiama "scienza". 

V'è anche un altro tipo di fede ed è quella religiosa. L'essere non ha tranquillità se non segue il rito, le pratiche, se non si prostra davanti ad una icona, e quando ottiene dei risultati positivi sa che tutto ciò è dovuto alla sua fede. 



Mieczysław Reyzner  (1902)

Un ultimo e speciale bagliore di Fede si manifesta in coloro che, fuori da qualsiasi rito, si sostengono con la certezza di possedere quella "Forza viva" che li sorregge nella battaglia esistenziale, nelle lotte giornaliere, nel superare gli intralci di quelle contese intime che talvolta li lasciano esausti, ma vittoriosi. Vi sono quindi certi problemi che si risolvono solo per Fede. Negare questa realtà è negare sé stessi in rapporto alla vita.

È vano quindi dire che il mondo può reggersi senza questa forza. Se essa non esistesse l'uomo la dovrebbe creare mediante la sua stessa suggestione. Non v'è capacità intellettiva senza luce, ed è proprio questa luce l'Armonia Infinita che si diffonde sugli umani e che dice: 

"Mi chiamo Speranza, sono nata dalla Fede, porto a te il mio grande contributo che è quello di sostenerti e di farti credere in ciò che è la Realtà del tuo presente, in quella che sarà la Realtà del tuo domani; prosegui sempre, non volgerti, Io vado avanti a te, ti traccio la via". 

E lungo il sentiero della Speranza ecco che fiorisce la Carità (o l'Amore). L'uomo che attraverso la Fede e la Speranza ottiene i grandi risultati, sa che avere al fianco "Madonna Carità" è necessario, perché insieme ad Essa va negli antri oscuri, dove la miseria geme in doppia mostra: morale e materiale. 

Questa "Nobile Signora" passa silenziosa, lenisce con grazia il dolore altrui, e se ne va nel silenzio dei Cieli, trascinando con sé l'anima umana. 

Ecco: voi potete giungere al "Porto" facendo questo sentiero senza volgervi.




È l'umanità pronta a ricevere la Scintilla vivificatrice? Sembra che talvolta l'umanità fiaccata e percossa sia pronta ad accogliere la Luce, poi un'oscillazione fa pensare che retroceda, eppure essa cammina senza rendersene conto. 

È un percorso di Legge, un moto che è al di fuori del progresso dell'umanità, un Moto Sostanziale che abbraccia tutti indistintamente, che porterà, volenti e nolenti, al Vero, all'Unica Meta. Voi la pensate sovente questa Meta, perché ormai la vivete in voi stessi, sia nel vostro pensiero, che nel vostro iter quotidiano; essa è radiosa, piena di Luce... aspetta voi... vi aspetta da sempre. 

E voi subirete la Trasformazione senza scosse, senza sussulti, perché vi siete preparati, perché assorbite in voi lo Spirito che anima tutte le forme e tutte le cose. Distinguo: le forme per ciò che riguarda gli esseri intelligenti; le cose per ciò che è stato formato ab eterno. E il palpito sostanziale della vita aleggia ovunque. 

Molti mormorano che la vita è un peso: quelli che hanno fede non osano dirlo, si sottomettono, si rassegnano. Questo non è contemplato nella Legge Eterna, l'essere dev'essere conscio di ciò che è, e che cos'è la vita in sé e per sé. La vita è un dono. 

Voi avete ricevuto lo stesso dono di tutti, vi distinguete per Conoscenza. È dono anche quando il dolore preme su voi e sugli altri. E sapete se è veramente dolore, nel senso di reazione cruenta, o è la Legge necessaria che viene incontro all'umanità scegliendo la via della manifestazione? (Cfr. QUI; ndr).

Sì, amici Miei, il dolore è la magnifica espressione della vita di tempo, esso irradia come sole, si trasforma lentamente, diventa la luminosità gioiosa del vostro futuro, se futuro può essere definito l'eterno presente. E questo eterno presente canta in voi la perpetua armonia con tutte le sue note, dalla fatica al raccolto. (Ved. QUI; ndr).

Voi siete nella fatica, il raccolto lo avete già pronto, lo preparate in continuità, e allora perché avere dell'ansia, perché temere, perché essere dubbiosi? Di quale dubbio? Se qualcuno ancora è dolorosamente fasciato, cerchi di sciogliersi. 

Quando l'incertezza rimane un'attività dell'io, la potete accogliere trasformandola gradualmente, se invece è per voi sosta, liberatevene, è un seme che non matura. L'umanità guarderà ancora con occhi strani al movimento dello Spirito, eppure esso aleggia precisamente là dove la materia si è indurita, dove l'uomo è arbitro delle sue azioni.

Una grande separazione: la Legge da un lato, l'arbitrio dall'altro, entrambe queste due correnti affiancano l'uomo e lo trasportano, come vi ho detto, mediante dei passi sincronici verso la sua radiosità ultima, ultima per quanto riguarda il suo permanere nel tempo, in realtà non è che Metamorfosi, un nuovo stato, non un altro mondo, non l'aldilà, una nuova dimensione: ricordàtelo!» (Cfr. QUI e QUI; ndr).

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte prima: appunti personali.

Fonte seconda: estratto dal 1° vol. di "Brani Ultrafanici", QUI

giovedì 7 maggio 2026

Maggio 1916 ‒ Aprile 2026... 110 Anni dopo...

 

Sebirblu, 5 maggio 2026

In due post passati, QUI e QUI, avevo esposto ampiamente la morsa brutale in cui è caduto il nostro mondo per mano dell'Antico Serpente, che ha stretto fra le sue spire, asservendole, un gruppo di famiglie avide di denaro tramite l'usura, le guerre infinite e i soprusi più biechi.

Di recente avevo anche riportato, QUI, il commento di mons. Carlo M. Viganò, che in un certo senso ha chiarito il motivo dell'attacco del presidente USA a Leone XIV, difeso poi dal primo ministro Meloni. (E che oggi si è ripetuto, ved. QUI).

Lo stesso Trump in quell'occasione ha inteso rivelare come il Vaticano (ved. QUI e QUI la continuità della Chiesa con il "Capitalismo Inclusivo") da quasi 200 anni si trovi ancora legato all'Oligarchia anglo-franco-sionista per vecchi prestiti ricevuti:

‒ papa Gregorio XVI (1831-1846), infatti, per risolvere il pesante deficit delle finanze pontificie dopo le guerre napoleoniche e i moti carbonari, si affidò ai banchieri Carl Mayer von Rothschild di Napoli e James Rothschild di Parigi. La prima volta nel 1832, con un credito di 12 milioni di scudi (stimati intorno a 400.000 sterline, pari a circa 70 milioni di euro attuali) e la seconda, agli inizi del 1850, sotto il pontificato di Pio IX. (Cfr. QUI e QUI).

Ecco la ragione che ai più sfugge ma che il tycoon aveva già promesso sin dal primo mandato (2016-2020) alla Casa Bianca ‒ della sua volontà di far "piazza pulita" di tutta la fanghiglia, l'inganno e gli abusi da lui chiamati "palude" (ossia il Deep-State e la Deep-Church), che soffocano da due secoli e mezzo l'intera umanità.


«L'attraversamento della "palude"»  di Jon McNaughton

Perciò qui di seguito, a compimento del quadro generale, pubblico un articolo del giornalista corrispondente italiano dagli Stati Uniti, Umberto Pascali, che testifica l'antico intreccio d'interessi intercorsi fra la Corona d'Inghilterra, la Francia e il Sionismo dei Rothschild per impadronirsi di tutto il Medio Oriente. (Cfr. QUI).

110 anni dopo...

Da Sykes-Picot (maggio 1916) all'accordo Starmer/Macron (aprile 2026)

110 anni di "Divide et Impera": la fine delle trame franco-britanniche. Crolla l'ultimo grande complotto di Londra e Parigi: l'«alleanza dei 40 paesi» contro il Grande Progetto di Cina, Russia e... USA (Trump), per liberare il Medio Oriente dai vampiri dell'usura.

L'Accordo Sykes-Picot non fu mai una semplice nota diplomatica neutra: fu la più brutale espressione di come una ristretta cricca di élite imperiali britanniche e francesi, imbevute dell'etica di superiorità razziale e diritto di nascita al comando, trattasse il mondo arabo (e chiunque altro) come una scacchiera per i propri giochi di potere.

L'alleanza per lo sfruttamento coloniale tra Francia e Inghilterra, rinfocolata dalla firma dell'Entente Cordiale (Intesa Cordiale) nel 1904, trovò la sua espressione più cinica, più duratura e più letale nell'Accordo Sykes-Picot del 16 maggio 1916. (Cfr. QUI; ndr).

Firmato in segreto da Sir Mark Sykes, imperialista tory uscito dal tipico stampo della classe dirigente britannica, e François Georges-Picot, rampollo di una famiglia coloniale francese, tracciò una linea grezza "nella sabbia" da Acri sul Mediterraneo a Kirkuk nel nord dell'Iraq.

Tutto ciò che stava a nord andava alla Francia (Siria, Libano e i campi petroliferi del nord Iraq); tutto ciò che stava a sud andava alla Gran Bretagna (Mesopotamia/Iraq, Palestina e Transgiordania). Alla Russia toccò una fetta, finché i bolscevichi non svelarono l'intero sporco patto.




Questo fu il classico "Divide et Impera", eseguito da uomini educati a Eton, Harrow e Oxbridge con la convinzione di essere nati per dominare intere civiltà. Sullo sfondo incombeva la City of London, il cuore pulsante del capitale finanziario britannico: aveva finanziato la guerra, voleva concessioni petrolifere (soprattutto dopo che la Royal Navy era passata al petrolio) e aveva bisogno di regimi fantoccio stabili per garantire rotte commerciali e materie prime.

L'accordo non riguardava la "civilizzazione" di nessuno: serviva a blindare territori strategici e ampie risorse per banchieri e industriali dell'impero. La lobby imperialista francese, altrettanto rapace, pretese la sua parte dopo che l'Entente Cordiale aveva superato le precedenti liti tra ladri. E proprio quell'alleanza – nata per spartirsi l'Africa e l'Asia – si consolidò nel Sykes-Picot nel 1916 come patto di ferro per il Medio Oriente, un patto che, centodieci anni dopo, nel 2026, pretende di dettare al mondo le regole del gioco.

Il gioco di potere Rothschild-Rhodes: banche, miniere e il progetto imperiale

Cecil Rhodes – l'arcimperialista che si era molto arricchito schiacciando la resistenza africana e sognava un impero britannico dal Capo al Cairo – era morto nel 1902, ma la sua ideologia sopravviveva intatta. Nel suo testamento segreto e nella "Confessione di Fede" aveva esplicitamente invocato l'occupazione britannica della Terra Santa come parte di un dominio anglo-sassone globale. (Cfr. QUI; ndr). 




La sua rete di élite, borsisti Rhodes e discepoli del Milner Group continuò a plasmare la politica estera britannica per decenni. Questa rete si fuse perfettamente con la potenza finanziaria di famiglie come i Rothschild, che occupavano il crocevia tra banche della City of London e lobby sioniste. I Rothschild non erano burattinai oscuri di qualche complotto da fumetto: erano giocatori influenti e dichiarati.

Lionel  Walter  Rothschild,  secondo  barone  Rothschild,  fu  il  destinatario  pubblico della "Dichiarazione Balfour" del 1917,  la lettera in cui il ministro degli Esteri Arthur Balfour (altro imperialista delle public school) dichiarava che la Gran Bretagna vedeva "con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico".

Ciò contraddiceva sia le lettere Hussein-McMahon (che promettevano l'indipendenza araba) così come il piano originale Sykes-Picot (che assegnava la Palestina ad una amministrazione internazionale). I Rothschild, insieme a Chaim Weizmann ed altri sionisti, avevano fatto una lobby serrata; per la Gran Bretagna una colonia di coloni ebrei rappresentava un avamposto strategico, fedele, a guardia del Canale di Suez e delle rotte petrolifere. 

Era l'Impero per altre vie: piantare una popolazione allineata e fanatica nel cuore del mondo arabo per garantire tensione perpetua e leva occidentale. La City of London approvava: il progetto assicurava profitti e controllo senza dover gestire direttamente un altro territorio ostile.

Lawrence d'Arabia, l'Arab Bureau, la pratica di guerra non ortodossa, guerriglia e "terrorismo" e il sabotaggio della Berlino-Baghdad.

Al centro di questo meccanismo di tradimento sistematico c'era l'Arab Bureau, l'unità di Intelligence britannica creata nel 1916 al Cairo per coordinare la politica araba. Diretta da figure come Sir Gilbert Clayton, reclutò Thomas Edward Lawrence – l'avventuriero oxfordiano conosciuto come "Lawrence d'Arabia" – e l'esploratrice archeologa e agente segreta Gertrude Bell, la "Regina del Deserto", la donna che, insieme a Lawrence, decise il destino delle dinastie hashemiti.

Lawrence e i britannici promisero agli hashemiti – Sharif Hussein della Mecca e i suoi figli Faisal e Abdullah – un vastissimo regno arabo indipendente, dal Mar Rosso all'Eufrate, in cambio della Rivolta Araba contro gli ottomani. 

Ma era tutta una menzogna: Sykes-Picot era già firmato. Lawrence lo sapeva (o lo scoprì presto) e continuò comunque a spingere gli arabi avanti, ammettendo poi, nel suo libro "I sette pilastri della saggezza", di essersi prestato ad una "cospirazione" e di aver garantito ricompense che sapeva non sarebbero mai arrivate.

[Ecco, finché non lo censurano, il film-capolavoro del 1962 "Lawrence d'Arabia", che merita d'esser visto; ndr].




Qui entra in scena, in modo organico e centrale nel disegno strategico, la pratica di guerra non ortodossa di Lawrence: guerriglia spietata e "terrorismo" mirato, elevato a strumento di politica imperiale. Non fu un semplice ufficiale di collegamento, ma un sabotatore sistematico delle infrastrutture ottomane.

Le sue bande attaccarono ripetutamente la ferrovia più importante per il trasporto e le comunicazioni nell'area: la Hejaz Railway, la linea che collegava Damasco alla Mecca e a Medina, arteria vitale per i rifornimenti ottomani e per il pellegrinaggio islamico. Con esplosivi, mine e incursioni fulminee, Lawrence e i suoi distrussero ponti, binari e treni, paralizzando le linee di rifornimento turche e seminando terrore tra le popolazioni.

Non era solo tattica di guerriglia: era terrorismo puro, una guerra non ortodossa progettata per colpire il cuore logistico del nemico e destabilizzare l'intero fronte ottomano. Questa operazione si inseriva in un disegno più ampio e finalizzato: la determinazione britannica ad impedire o sabotare ad ogni costo la ferrovia Berlino-Baghdad, il progetto tedesco-turco che avrebbe collegato l'Europa centrale al Golfo Persico.

Per Londra quella linea rappresentava un pericolo mortale: avrebbe "tagliato in due l'Impero britannico", separando irrimediabilmente la colonia Egitto dalla colonia India, mettendo in forse il controllo britannico del Canale di Suez. La City of London e l'élite videro nella ferrovia tedesca una minaccia esistenziale al loro monopolio sulle rotte imperiali e sul petrolio. 

Lawrence e l'Arab Bureau furono lo strumento perfetto: distruggendo la Hejaz Railway (ora di nuovo all'ordine del giorno negli scambi diplomatici tra Egitto, Pakistan, Arabia, Turchia et al.) si colpiva indirettamente anche il sogno berlinese-baghdadese, mantenendo il Medio Oriente frammentato e dipendente dal controllo anglo-francese.

Gertrude Bell, con la sua profonda conoscenza della regione (ma sempre al servizio dell'Impero), tracciò confini, mappò tribù e convinse i vertici britannici che le dinastie fantoccio erano l'unica maniera per mantenere il petrolio, le rotte e la frammentazione araba.

Alla Conferenza del Cairo del 1921, organizzata da Winston Churchill, Lawrence e Bell decisero il destino dei giovani principi hashemiti: Faisal fu imposto come re dell'Iraq artificiale – uno straniero senza radici locali, assemblato da tre province ottomane con curdi, sciiti e sunniti mescolati deliberatamente per impedire l'unità. Abdullah ricevette la Transgiordania come emiro (poi re), creando un altro Stato-cuscinetto.




Non fu per nulla un processo arabo o democratico: furono due agenti dell'Intelligence – Lawrence e Bell – a giocare a fare gli dei dell'Olimpo con i popoli, trattando principi e territori come pedine su una mappa coloniale. L'Arab Bureau trasformò promesse di indipendenza in regimi clientelari fedeli a Londra.

La continuazione della procedura: bande "indipendenti" ma agli ordini di Londra (e Parigi).

La pratica di creare bande terroristiche formalmente semi-autonome – presentate come militanti per una causa di indipendenza nazionale o social-progressiva – non finì con la Prima Guerra Mondiale. Anzi, divenne il modello operativo dei servizi di Intelligence britannici (e, in seconda battuta, francesi). L'alleanza per lo sfruttamento coloniale tra Inghilterra e Francia, cementata dall'Entente Cordiale e perfezionata da Sykes-Picot, rimase intatta attraverso tutto il Novecento e oltre.

Da allora in poi Londra (con Parigi come socio minore) ha continuato a fomentare, armare e dirigere organizzazioni militanti "indipendenti" che, in realtà, operavano ed operano eseguendo gli ordini dei servizi segreti. Le attività di questi gruppi (i cui membri restano all'oscuro di chi tira i fili), spacciate per lotte di liberazione o per rivoluzioni progressiste, servono sempre allo stesso scopo: mantenere il "divide et impera", impedire l'unità araba, garantire il flusso di petrolio e preservare l'influenza occidentale. Il cinismo è identico: creare caos controllato per giustificare interventi, confini artificiali e regimi fantoccio.

Il costo umano e l'eredità che arriva fino al 2026.

Gli alti papaveri delle élite britanniche – Sykes, Balfour, i supervisori di Lawrence, Gertrude Bell – guardavano al Medio Oriente nello stesso modo col quale Rhodes aveva guardato all'Africa: territorio da mappare, dividere e sfruttare.

La City of London sosteneva tale politica perché garantiva il petrolio (Mosul venne rinegoziata nella zona britannica proprio per questo) insieme alle rotte commerciali. L'influenza Rothschild aiutò a piantare il progetto sionista come cuneo permanente. La Francia recitò la parte del socio minore nella spartizione.

Il risultato? Confini artificiali che ignoravano etnie, sette e storia; dinastie fantoccio sempre leali a Londra e Parigi; un progetto coloniale di insediamento in Palestina che garantiva conflitti eterni. Un secolo dopo, l'eredità è visibile in ogni guerra, ogni crisi di rifugiati, ogni reazione estremista all'umiliazione della partizione coloniale.

La mappa fu disegnata da uomini e donne che vedevano arabi (e in seguito ebrei e palestinesi) solo come pedine, non come popoli. E centodieci anni dopo, nel 2026, l'alleanza Sykes-Picot è ancora viva. 

Keir Starmer ed Emmanuel Macron si illudono di mettere insieme 40 paesi per impedire il piano di Russia, Cina e... Stati Uniti (Trump) per liberare il Medio Oriente dagli orrori colonialisti di quell'Accordo e dalle sue conseguenze.




Credono  di poter rinnovare  il vecchio patto  franco-britannico,  di poter  continuare il "divide et impera" sotto nuove bandiere. Ma i domini costruiti sulla menzogna, sulla pratica di guerra non ortodossa ("terrorismo" sponsorizzato), sul sabotaggio sistematico delle infrastrutture altrui e sulla spartizione cinica finiscono per crollare sotto il peso delle loro stesse contraddizioni. 

Il mondo arabo – e il mondo intero – ne paga ancora il prezzo. Il pericolo non fu mai astratto: era inciso nel DNA di un Impero che trattava intere civiltà come beni di scarto. E l'alleanza che lo ha reso possibile, da quell'Entente Cordiale del 1904 ad oggi, continua a illudersi di poter riscrivere la storia. Ma la storia, stavolta, potrebbe avere altri piani...

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Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: QUI, dove al termine dell'articolo di Umberto Pascali si possono leggere anche le interessanti note aggiuntive.