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Sebirblu, 17 luglio 2026
Scriveva "Rinascita Mariana" l'8 marzo 2025 (lo pseudo-papa argentino se ne sarebbe andato poco tempo dopo, il 21 aprile 2025).
UN SOLO PICCOLO RESTO!
«Quando Mosè si presentò insieme ad Aronne al cospetto del faraone e trasformò la sua verga in serpente, i maghi di corte fecero altrettanto, ma il rettile di Mosè divorò tutti gli altri.
Così, allorché si moltiplicano le imitazioni del Piccolo Resto, quasi a voler competere con l'originale, possiamo esser certi che, alla fine, le copie lasceranno il tempo che trovano e saranno destinate a dissolversi in breve tempo.
La differenza fra queste diverse realtà è la loro origine. I movimenti che si ispirano al Piccolo Resto non fanno che riprendere e rielaborare a modo loro quanto noi già affermiamo da anni, ma poiché sono mossi soltanto dall'intelligenza e dalla logica umana, evidenziano tutti i limiti della loro stessa natura.
Il Piccolo Resto Cattolico, per chi lo voglia credere, non nasce solo dall'intuizione di don Alessandro Maria Minutella, ma per esplicita volontà della Santa Vergine, come lui stesso più volte ha ricordato.
Il Leone di Maria (ved. QUI; ndr) si propone di raccogliere il gregge disperso a causa dell'apostasia e dell'eresia, unite alla corruzione e all'indolenza dei suoi pastori, per riportarlo nell'unico vero Santo Ovile di Cristo.
Malgrado le locuzioni e tanti altri episodi straordinari della vita di questo Sacerdote, che conosceremo bene solo in futuro, il Piccolo Resto non si fonda su tal genere di manifestazioni.
Le sue catechesi hanno un carattere prettamente teologico, dogmatico, canonistico e attingono direttamente alle Sacre Scritture e alla Tradizione Apostolica.
Quando perciò viene affermato che Bergoglio non era il papa e quella da lui guidata non era (e non lo è tuttora con Prevost; ndr) la vera Chiesa, non è il risultato di chissà quale rivelazione, ma un dato di fatto, visto che il magistero non può contraddire se stesso e l'elezione del cosiddetto "Papa Francesco" è stata effettuata inficiando le norme del Codice di Diritto Canonico. "Contra factum non valet argumentum". (Ved. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).
È innegabile tuttavia che, essendo il Piccolo Resto la parte rimanente della vera Chiesa Cattolica non piegatasi all'impostura in corso (sin dal 13 marzo 2013; ndr) venga assistito direttamente dal Cielo. E ciò si evince dalle prove che don Minutella sta affrontando.
Questi, infatti, (da circa un decennio; ndr) viene attaccato da molteplici fronti: dai tradizionalisti, dai modernisti, dai sedevacantisti, dagli "una cum", dai bergogliani, dai "fuoriusciti", dai media, dai "fariani", dai "cornettiani", "dai cionciani" che, di fatto, si sono ritagliati il ruolo di antagonisti.
Se la sua Opera non fosse protetta dalla "Donna vestita di Sole" (Ap. 12; ndr), a quest'ora, dopo tanti anni di dura battaglia, sarebbe già venuta meno!
Invece, l'unico Piccolo Resto ‒ profetizzato anche da Joseph Ratzinger (QUI; ndr) e da Paolo VI (riportato QUI; ndr)* ‒ rimane sempre lì, incrollabile al suo posto, ergendosi come baluardo, come unico Faro di Luce in questi tempi bui di apostasia.
*(In un dialogo privato citato da Jean Guitton, in cui papa Montini gli confidava che la Chiesa non avrebbe mai ceduto, e che un esiguo 'Resto' finale si sarebbe posto a difesa del Vero).
Perciò, avanti con Maria, popolo di Dio! Restiamo saldi nella Verità e non lasciamoci attirare dal canto delle sirene. Gli eventi mondiali stanno subendo un'inaspettata ed improvvisa accelerazione.
La comparsa dell'Anticristo è sempre più alle porte. Occorre restare pronti per combattere l'ultima ed epica battaglia fra Bene e Male, profetizzata fin dal libro della Genesi: quella fra la Stirpe della Donna e quella del Serpente:
‒ "Tu le insidierai il calcagno, ma Questa ti schiaccerà la testa". (Genesi 3,15). La Vittoria sarà del calcagno di Maria, formato dai suoi figli fedeli e prediletti. È scritto!
Basta crederci, basta volerlo, basta impegnarsi.»
Rinascita Mariana
D'altronde, un Piccolo Resto è sempre esistito sin dall'era di Noè, dove solo la sua famiglia si schierò dalla parte di Dio, fidandosi dei Suoi avvertimenti. A seguire, ci fu Abramo che tra la discendenza noetica di Sem, Cam e Jafet, fu guidato soltanto verso la stirpe semitica. Con questa lasciò la Mesopotamia e si stabilì in Canaan.
I suoi figli si smarrirono, ma la fedeltà venne mantenuta tramite Giuseppe che fu rinnegato e venduto come schiavo dai suoi fratelli. La conseguenza per tale rifiuto fu la prigionia del popolo eletto per 400 anni, in Egitto.
Poi, Dio liberò il Suo popolo mediante Mosè che lo condusse fin sulla soglia della Terra Promessa ‒ nonostante il tradimento di una parte, a causa del Vitello d'oro ‒ dove l'Opera proseguì con Giosuè, al quale fu affidato il comando del Piccolo Resto rimasto fedele.
Le dodici tribù d'Israele, stabilite in Terra Santa, raggiunsero l'apice della gloria con Davide e Salomone. Tuttavia, la decadenza iniziò nella generazione successiva. Tale declino ebbe i suoi alti e bassi e si concluse con l'apostasia quasi completa del popolo.
Per grazia di Dio sorsero gli Esseni, che a loro volta decaddero, e unicamente un Piccolo Resto rimase fedele al Piano divino. A questo appartenevano Gioacchino, sua moglie Anna, Simeone, Zaccaria, Elisabetta, Giovanni Battista e soprattutto la Sacra Famiglia.
Così arrivò la "Pienezza dei Tempi" con la Manifestazione di Nostro Signore. Ed è oltremodo interessante notare che essa, davanti a Dio, non è avvenuta in un arco cronologico di fedeltà generale, ma soltanto nell'alveo di un nucleo residuo.
Il Nuovo Testamento inizia con l'infedeltà degli ebrei e il Nuovo Annuncio a tutti i gentili. In risposta alla chiamata degli Apostoli e frutto del sangue dei martiri, nacque a Bisanzio, con Costantino, un cristianesimo greco e in alcune regioni d'Europa uno romano.
Entrambi furono sorretti dai Padri della Chiesa. Ma la loro durata non fu lunga. Innumerevoli cattolici che lasciarono le catacombe abbracciarono presto le eresie. Dopo grandi lotte e persecuzioni, la breve cristianità romana fu distrutta dai barbari nel V secolo (iniziando dalla fine del IV con il "Sacco di Roma" ad opera dei Visigoti guidati da Alarico), mentre la maggior parte di quella greca fu dissolta dagli arabi musulmani nel VI secolo.
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| Persecuzione dei primi cristiani di Giuseppe Mancinelli (1813-1875) |
Proprio in quell'arco temporale emersero provvidenzialmente tre figure straordinarie che come astri fulgenti hanno caratterizzato la storia della Vera cristianità. Sono:
‒ Sant'Atanasio, vissuto nel IV secolo, in fuga dalle persecuzioni ariane, portò a Roma l'archetipo di un nuovo modello di vita religiosa, il monachesimo. Questo seme sarebbe germogliato in San Benedetto da Norcia dando vita all'Ordine benedettino, largamente fautore e responsabile delle due riforme religiose successive (cluniacense e cistercense) che avrebbero plasmato il Medioevo. (Ved. QUI).
‒ Sant'Agostino, vissuto nel V secolo, lasciò un'altra semente eccezionale che avrebbe dato frutto: "La Città di Dio", la sua più grande opera. Testo considerato da Carlo Magno "guida fondamentale per l'istituzione del Nuovo Impero".
‒ San Remigio, vissuto fra il V e il VI secolo. Arcivescovo di Reims, è storicamente noto per aver battezzato il re dei Franchi Clodoveo nel 498, un evento fondamentale che portò alla conversione al cattolicesimo l'intero popolo franco e agli albori dei natali dello stato francese.
Questi tre Santi condividono profonde analogie profetiche e teologiche sul concetto di "Piccolo Resto" cattolico.
Ecco i punti di contatto principali:
Difesa della Verità
Custodia del dogma originale.
Rifiuto dei compromessi dottrinali.
Resistenza alle eresie dilaganti.
Solitudine Istituzionale
Isolamento dai vertici ecclesiali.
Fedeltà nella clandestinità.
Scomuniche ed esili ingiusti.
Conservazione della Tradizione
Protezione della liturgia sacra.
Continuità con il passato.
Trasmissione della vera fede.
Vittoria Escatologica
Trionfo finale della verità.
Rinascita dalle ceneri storiche.
Premio per la perseveranza.
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| "Santi e Dottori della Chiesa" di Jacob Jordaens (1593–1678) |
Questa Santa Triade di giganti dello Spirito ha plasmato la fede cattolica occidentale attraverso la coraggiosa difesa del Dogma Trinitario, l'approfondimento della Grazia e il forte Radicamento Istituzionale nei regni romano-barbarici. Insieme, essi hanno traghettato la Chiesa dal collasso dell'Impero Romano d'Occidente all'Alto Medioevo.
Poi, dall'Alto Medioevo ai giorni nostri, sia la Chiesa cattolica che la civiltà cristiana hanno subito l'offensiva della cospirazione rivoluzionaria. Tre grandi moti hanno scosso la stabilità del Regno di Cristo: la Rivoluzione protestante, la Rivoluzione francese e la Rivoluzione comunista.
I semi di tutte e tre sono penetrati nella Sacra Istituzione e, per uno strano paradosso, oggi ci sono ecclesiastici che promuovono le loro tendenze più avanzate.
L'apostasia dei porporati, del clero e dei fedeli, principalmente e in modo marcato dal tempo di J. Bergoglio ad oggi, con il suo epigono R. Prevost, ha raggiunto proporzioni inimmaginabili.
Quelli rimasti davvero fedeli alla Dottrina di Cristo e alla Madre Santissima sono ridotti ad un Piccolo Resto che, con immensa fatica e persecuzioni continue, don Alessandro M. Minutella cerca di preservare dalle razzie costanti del demonio, inferocito per la grande sequela che, malgrado tutto, egli continua ad avere.
Invito tutti voi che mi seguite, del Piccolo Resto Cattolico, a pregare accoratamente e con fervore fiducioso la Santissima Nostra Madre Maria per far sì che mandi un Vescovo, seppur ortodosso ma non eretico né sedevacantista, al fine di consacrare validamente all'Episcopato di terzo grado il Leone di Maria (o Grande Prelato, ved. QUI), don Alessandro Maria Minutella, affinché possa proseguire serenamente, e senza 'strappi arbitrari', la sua splendida Opera in corso.
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| Grande Raduno a Monza del 29 giugno 2025 |
Come promemoria per gli "Una Cum", affinché riflettano sulla loro partecipazione alle S. Messe officiate in unione con l'attuale pseudo-pontefice Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, scandalosamente in linea con il suo mentore Jorge Mario Bergoglio (ved. QUI, QUI e QUI)...
pubblico
la celebre omelia pronunciata dall'allora neoeletto Cardinale Joseph Ratzinger, il 10 luglio 1977, nella Chiesa di San Michele a Monaco di Baviera.
CHIESA DI OGNI LUOGO E DI OGNI TEMPO
Celebrazione in comunione con il Papa
«Nella preghiera fondamentale della Chiesa, nell'Eucarestia, il cuore della sua vita non solo si esprime, ma si compie giorno per giorno.
L'Eucarestia ha nel più profondo di sé a che fare solo con Cristo. Egli prega per noi, pone la Sua preghiera sulle nostre labbra, poiché solo Lui sa dire: questo è il Mio corpo, questo è il Mio sangue.
Ci attira dentro la Sua vita, nell'atto dell'Amore eterno, in cui Egli si affida al Padre, così che noi, insieme con Lui, consegniamo a nostra volta noi stessi al Padre e, in questo modo, riceviamo in dono proprio Gesù Cristo.
L'Eucarestia è quindi sacrificio: affidarsi a Dio in Gesù Cristo e ricevere così in dono il Suo Amore. Cristo è Lui che dà ed è, allo stesso tempo, il Dono: per mezzo di Lui, con Lui e in Lui noi celebriamo l'Eucarestia.
In Essa è continuamente presente e vero ciò che dice l'epistola di oggi:
Cristo è il capo della Chiesa, che Egli acquista mediante il Suo sangue.
Allo stesso tempo, in ogni celebrazione eucaristica,
seguendo un'antichissima tradizione, diciamo:
noi celebriamo insieme al nostro Papa...
Cristo si dà nell'Eucarestia ed è presente tutto intero, in ogni luogo e, per questo, è dovunque presente, là dove viene celebrata l'Eucarestia, il mistero tutto intero della Chiesa. Ma Cristo è anche in ogni luogo un'unica persona e, per questo, non lo si può ricevere contro gli altri, senza gli altri.
Proprio perché nell'Eucarestia c'è il Cristo tutto intero, inseparato ed inseparabile, proprio per questo si rende ragione dell'Eucarestia solo se essa è celebrata con tutta la Chiesa.
Noi abbiamo Cristo solo se lo abbiamo insieme con gli altri. Poiché l'Eucarestia ha a che fare solo con Cristo, essa è il Sacramento della Chiesa. E per questa stessa ragione essa può essere accostata solo nell'unità con tutta la Chiesa e con la sua Autorità.
Per questo la preghiera per il Papa fa parte del canone eucaristico, della celebrazione eucaristica.
LA COMUNIONE CON LUI È LA COMUNIONE CON IL TUTTO,
SENZA LA QUALE NON VI È COMUNIONE CON CRISTO.
La fervida preghiera cristiana e l'atto di fede implicano l'ingresso nella totalità, il superamento del proprio limite. La liturgia non è l'iniziativa organizzativa di un club o di un gruppo di amici; la riceviamo nella totalità e dobbiamo celebrarla a partire da questa totalità e in riferimento ad essa.
Soltanto allora la nostra fede e la nostra preghiera si pongono in maniera adeguata, quando vivono continuamente in questo sforzo di superamento di sé, di auto-espropriazione, che arriva alla Chiesa di tutti i luoghi e di tutti i tempi: è codesta l'essenza della dimensione cattolica.
Si tratta proprio di questo, quando andiamo al di là della nostra piccola realtà, stabilendo un legame con il Papa ed entrando così nella Chiesa di tutti i popoli.»
Da: "II Dio vicino. L'eucaristia cuore della vita cristiana." di Joseph Ratzinger ‒ Ed. San Paolo 2008 (Pag. 127-128).
Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it



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