Lo sdegno vivace di questi ultimi giorni, sostenuto soprattutto dal nostro primo ministro Meloni, e in modo inusitato persino dalla voce antitetica dell'opposizione, per le "irriverenti" parole di Trump contro Leone XIV, ha sollevato in me la necessità di preparare una stesura chiarificatrice sulle vere motivazioni che hanno indotto il presidente americano ad "osare" tanto.
Tuttavia, dal momento che approntare un articolo esaustivo e ben documentato richiede tempo, pubblico prima ciò che Mons. Carlo M. Viganò ha esposto sul suo sito, come propedeutico a quanto presenterò in un prossimo futuro.
«Dovrebbe darsi una regolata»
Alcune osservazioni sulle relazioni
tra Stati Uniti e Vaticano
È comprensibile che molti Cattolici si sentano offesi e scandalizzati dalle esternazioni del Presidente degli Stati Uniti nei riguardi di Leone¹, anche se non si può certo dire che Jorge Bergoglio durante il suo "regno" abbia risparmiato attacchi e provocazioni nei confronti di Donald Trump.
L'intervento del Presidente è inoltre contestuale alle dichiarazioni orchestrate contro di lui nel programma di propaganda "60 Minutes" della CBS², da parte di tre corrottissimi cardinali: McElroy, Cupich, e Tobin; tre porporati notoriamente ultra-bergogliani e ultra-progressisti, appartenenti alla lunga filiera dell'abusatore seriale Theodore McCarrick, legati a doppio filo con la Sinistra radicale woke, grandi elettori di Robert Prevost e suoi più stretti collaboratori.
I cardinali McElroy - Cupich - Tobin
Interpellato dai giornalisti sul post di Donald Trump, Leone ha risposto:«Non ho paura dell'amministrazione Trump né di proclamare con forza il messaggio del Vangelo, che è ciò che credo di essere chiamato a fare, ciò che la Chiesa è chiamata a fare»³.
Queste parole, apparentemente incontestabili sulla bocca di Prevost, possono però cambiare nettamente di significato, a seconda di come le si interpreta. Esse possono voler dire semplicemente: «Non ho paura del potere civile», a indicare la superiorità dell'autorità spirituale della Chiesa Cattolica su ogni autorità terrena; oppure, in senso diametralmente opposto: «Non ho paura di questa amministrazione»,mentre in altri casi egli considera che sia legittimo avere paura e astenersi dal «proclamare con forza il messaggio del Vangelo».
E subito ci vengono in mente tutte quelle volte che abbiamo visto il Vaticano "temere"altre amministrazioni, tanto a Washington ‒ specialmente quando le interferenze di Hillary Clinton e di John Podesta giungevano a far bloccare in Vaticano le transazioni bancarie del circuito SWIFT ‒ quanto a Pechino, dove la Santa Sede si è impegnata ufficialmente con la dittatura comunista, attraverso un Accordo segreto, a non«proclamare con forza il messaggio del Vangelo», ratificando a piè di lista le nomine episcopali dell'Associazione Patriottica cinese, senza che questo ‒ a differenza delle Consacrazioni di Ecône ‒ sia ritenuto un atto scismatico.
In numerosi altri casi, Prevost e Bergoglio prima di lui, hanno pensato bene di tacere di propria iniziativa, forse perché la loro acquiescenza ‒ quando non addirittura una entusiastica cooperazione ‒ era ciò che il Potere si attendeva dalla Chiesa conciliare e sinodale.
Infatti, non appena proprio l'Amministrazione Trump ha interrotto il fiume di denaro che l'USAID versava alla USCCB e ai vari organismi della Chiesa Cattolica americana per favorire l'immigrazione, è iniziata la guerra aperta di tutti quei cardinali e vescovi che Clinton, Obama e Biden avevano sino a quel momento coperto di soldi.
Nel corso di quegli anni di vacche grasse, Bergoglio e l'intero Episcopato americano si guardavano bene dal rompere l'idillio con la Casa Bianca ‒ grazie anche ai buoni uffici dell'allora cardinale McCarrick ‒ e poco importava delle politiche abortiste, LGBTQ+ e gender promosse dai Democratici "cattolici".
La sola idea di poter scomunicare i politici "pro-choice" (ossia, a pro della libertà di scelta per la donna di abortire; ndr) era considerata un'intollerabile ingerenza della Gerarchia che essa stessa ha ben chiarito di non aver alcuna intenzione di adottare.
Ecco allora come una frase, estrapolata dal contesto:
– «Non ho alcuna paura dell'amministrazione Trump né di proclamare con forza il messaggio del Vangelo» – possa risultare condivisibile; ma che, letta in un quadro assai più ampio e coerente, lascia interdetti, perché sconfessa le parole che Leone ha pronunciato in quella medesima circostanza: «Non siamo politici. [...] Non credo che il messaggio del Vangelo debba essere strumentalizzato, come alcuni stanno facendo».
E se vi è indubbiamente chi strumentalizza «il messaggio del Vangelo» con deliri pseudo-messianici tipici dei telepredicatori d'Oltreoceano, di sicuro vi è Oltretevere chi non esita a strumentalizzare quello stesso Vangelo per dare una parvenza di legittimità e moralità al piano di sostituzione etnica e di islamizzazione dell'Occidente pervicacemente portato avanti dall'élite globalista con l'Agenda 2030.
Un'Agenda che a Trump non piace per nulla;mentre la Santa Sede, Leone, la USCCB (l'Assemblea dei Vescovi Cattolici USA; ndr) e tutte le charities pseudo-cattoliche l'hanno eretta a nuovo totem globalista del proprio programma sinodale.
Non dimentichiamo la ratifica dottrinale che Bergoglio ha dato alla farsa pandemicae alla vaccinazione di massa, così come alla frode climatica e agli obiettivi sostenibili con la pseudo-enciclica Laudato si',e la benedizione che Prevost ha impartito a un blocco di ghiaccio fatto arrivare apposta dall'Antartide, durante una imbarazzante cerimonia a Castel Gandolfo.
Nonostante insista nel dichiarare di non essere un politico,Leone non ha avuto alcuna remora nel ricevere in udienza privata lo scorso 9 Aprile David Axelrod, il principale stratega di Barack Obama e suo ex consigliere senior alla Casa Bianca. (Per intenderci, Axelrod è colui che ha insegnato ad Obama lo slogan "yes, we can!" per la sua campagna elettorale. Ndr).
Una domanda è più che legittima: Axelrod è forse venuto in Vaticano per dettare a Leone una precisa strategia politica,come già avvenuto con le ingerenze di Hillary Clinton e John Podestaper spingere Benedetto XVI alla Rinuncia e favorire l'elezione di Bergoglio?
David Axelrod è in piedi di fianco a Barack Obama. È interessante notare che non v'è alcuna foto sull'udienza privata del 9 aprile 2026.
Il paradosso è reso manifesto dallo stesso Trump:«Leone dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!» Il che è assolutamente vero, più di quanto il Presidente Trump possa immaginare...
Se l'Amministrazione DEM ha più volte indebitamente interferito nel governo della Chiesa di Roma, non si può dire siano mancati anche interventi intempestivi del Vaticano nei riguardi di Washington.
E se non stupivano le invettive del Gesuita di Buenos Aires contro Trumpdefinito«non cristiano» perché dichiarava di voler rimpatriare le orde di clandestini, di certo hanno lasciato sconcertati le uscite dell'Agostiniano di Chicago a proposito dell'immigrazione, e più recentemente anche sulla guerra: «Dio non benedice alcun conflitto. Chi è discepolo di Cristo, Principe della Pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia bombe»⁴, ha detto Leone.
Certo, egli avrebbe potuto circostanziare, come fece Benedetto XVI:«Viste le nuove armi che rendono possibile una distruzione che va ben oltre i gruppi di combattenti, oggi dobbiamo chiederci se sia ancora lecito ammettere l'esistenza stessa di una guerra giusta»⁵.
O, ancor meglio, Leone avrebbe potuto ricordare le parole di Pio XII:«Un popolo minacciato o già vittima di una ingiusta aggressione, se vuole pensare ad agire cristianamente non può restare in una indifferenza passiva; tanto più la solidarietà della famiglia dei popoli interdice agli altri di comportarsi come semplici spettatori in un atteggiamento d'impassibile neutralità»⁶.
Ma Prevost ‒ ed è qui che sta il vero problema ‒ non parla con la voce della Chiesa: le sue parole di condanna per qualsiasi guerra finiscono con il legittimare anche le guerre ingiuste, privando l'aggredito del diritto di difendersi dal momento che anche la guerra di difesa sarebbe ingiusta.
Questo errore è simile all'affermare che tutte le religioni si equivalgono; che i precetti della Morale si devono adattare alle circostanze contingenti (vedi Amoris Lætitia e Fiducia Supplicans); o che la pena capitale è contraria al Vangelo. Poiché anche in questi casi colui che dovrebbe essere un punto di riferimento nel discernere il Bene dal Male tradisce il proprio mandato riconoscendo pari diritti all'errore e alla Verità, piuttosto di assumersi la responsabilità morale di condannare l'uno e difendere l'altra.
Certo, se mai Leone osasse parlare con la voce autorevole della Chiesa Cattolica, si troverebbe contro non solo la Sinistra pacifista (in cui Prevost ha militato sin dagli anni Ottanta⁷, aderendo al movimento dei Giovani Agostiniani⁸, o Agostiniani per la pace sponsorizzato dal Partito Comunista Italiano), ma anche la destra teocon cui non pochi conservatori cattolici sono pericolosamente contigui.
La tolleranza di cui beneficia temporaneamente la Gerarchia conciliare è infatti condizionata alla sua accettazione e promozione non solo dell'agenda globalista dell'ONU, del World Economic Forum di Davos, del Council for Inclusive Capitalism with the Vatican fondato da Bergoglio con Lynn Forester de Rothschild, ma anche dell'agenda liberale della lobby anglo-sionista.
Ecco il "Council for Inclusive Capitalism with the Vatican" fondato da Bergoglio nel 2020. Alla sua destra si vede Lynn Forester de Rothschild.
Ossia di due poteri sovranazionali che agiscono su fronti apparentemente opposti ma per un comune obiettivo: l'instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale, che a seconda di chi prevarrà nello scontro vedrà comunque perseguitato unicamente il Cattolicesimo, quello tradizionale che Roma cerca in ogni modo di distruggere o di fagocitare "conciliarizzandolo" e "sinodalizzandolo".
Secondo il richiamo di Trump«Leone dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa [...] e concentrarsi sull'essere un grande Papa, anziché un politico».
Perché l'elezione di un "papa" americano di Chicago, intriso di dottrine ereticali acquisite negli anni di ministero in America Latina, dedito al culto della Pachamama e ideologicamente affine – per sua stessa ammissione – al peggior progressismo dei famigerati cardinali Bernardin e Cupich, sembra essere stata pianificata apposta per costituire un contraltare al Presidente degli Stati Uniti.
Se il suo ruolo avrebbe dovuto essere ‒ come infatti si è visto in questi mesi ‒ quello di continuatore della rivoluzione conciliare e sinodale, non stupisce che Bergoglio abbia preparato minuziosamente la sua ascesa ecclesiastica in modo che gli succedesse e non vanificasse i dodici anni di sistematica demolizione dell'edificio Cattolico e di totale asservimento alla cupola globalista da parte del Gesuita Argentino.
Il totale silenzio della sparuta minoranza moderatamente conservatrice del Collegio cardinalizio dinanzi alle dimostrazioni concrete di tale continuità tra Bergoglio e Prevost conferma la sua complicità ed inadeguatezza.
Il coro unanime dei media mainstream e dei neo-papisti costituisce la provache Leone non parla da Papa ma da porta-bandiera dell'antitrumpismo, per così dire.
Perché gli elogi provengono da personaggi ‒ interni ed esterni al corpo ecclesiale ‒ che di cattolico non hanno nulla, e che sarebbero i primi a crocifiggere Prevost se solo osasse esprimere qualche dubbio sui "dogmi" intoccabili della Sinistra radicale.
E perché questa difesa di Prevost è motivata proprio dal fatto che il "papa" ha scelto di fare il politico, dando prova di una partigianeria che scredita il Papato e la Chiesa Cattolica dinanzi al mondo.
Per questo Leone dovrebbe davvero «darsi una regolata nel suo ruolo di Papa»: cosa questa quanto mai difficile per chi come lui è stato scelto proprio perché il suo appoggio all'agenda globalista non sarebbe stato forzato, ma spontaneo e convinto.
E perché a vigilare su Leone ci sono gli emissari di quei Poteri che non hanno alcuna intenzione di abbandonare le posizioni raggiunte all'interno della Chiesa Cattolica, a così breve distanza dal traguardo.
Quando Nostro Signore Gesù Cristo è riconosciuto come Re delle Nazioni,nessun Anticristo potrebbe osare rivendicare il titolo di Messia. E quando è riconosciuto come Re e Pontefice in seno alla Chiesa, nessun Suo Vicario oserebbe sovvertire il Suo insegnamento e demolire la Sua Chiesa.
Se questo avviene oggi, sotto i nostri occhi, è perché ci troviamo in tempi escatologici, in cui Nostro Signore è stato spodestato nella Sua divina Regalità dalle Nazioni e nel Suo eterno Sacerdozio dai Suoi stessi Ministri.
Nel giudicare dunque gli eventi presenti, non lasciamoci sedurre da speculazioni astratte e non cerchiamo di modificare la realtà perché assecondi le nostre illusioni. Guardiamo tutto ciò che accade con uno sguardo soprannaturale, perché è l'unico modo per conservare nelle presenti tribolazioni quella pace dell'anima che il mondo non sa e non può dare (Gv 14, 27).
"Et multum
laboravi, quaerens Te extra me, et Tu habitas in me".
«Questa celebre frase proviene da "Le
Confessioni di Sant'Agostino di Ippona" (Libro X, capitolo 27). Essa
descrive il momento della conversione interiore di Agostino, il
passaggio dalla ricerca di Dio nelle cose esterne (creature) alla
scoperta della Sua presenza nell'interiorità dell'anima:
"Tardi ti amai, bellezza così
antica e così nuova, tardi ti amai. Tu eri dentro di me ed io fuori.
Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle Tue
creature. Tu eri con me, ma io non ero con Te..."
Ed ecco quello che possiamo dire(scrive
Pietro Ubaldi nel suo "Dio e Universo"; ndr) all'uomo immerso
nelle tenebre: "Svegliati e sentirai che Dio ti è accanto, è
dentro di te, è la tua vita, la vita del Tutto".
Questa è la grande scoperta che sposta
l'asse dell'essere che la scienza nemmeno sa concepire: scoprire la
propria immortalità, il Divino che è in noi e in esso imparare
eternamente a vivere. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).
Ridestare la propria coscienza
addormentata per comprendere che si è figli di Dio, immensamente
amati da Lui; capire che la causa di tutti i nostri guai non sta nella
cattiva costruzione del "Sistema" ma nella nostra
incomprensione del suo perfetto Ordine.
Capire che il tremendo destino di
dolore che su tutti grava dipende soprattutto dalla nostra ignoranza,
e che può essere superato da un percorso sereno solo se sapremo
oltrepassare i nostri bassi istinti e sfuggire all'intrinseca natura
animale.
Comprendere soprattutto in quale misura
Satana, che noi amiamo seguire perché ci alletta, è il primo nemico
della felicità, e che Dio, ignorato dai più in quanto esige da noi
il giusto lavoro per guadagnarci la gioia, è il primo nostro Amico
che desidera e cerca il nostro vero Bene.
Lo spirito di separatismo e di
disgregazione che lo anima annienterà anche lui per la stessa fatale
legge delle cose. E con Satana crolleranno il dolore e la morte e la
vita vincerà, quella vita il cui centro è nello Spirito, Scintilla
per cui Dio si manifesta in tutto ciò che è.
Quando i Giudei volevano lapidare il
Cristo, Giovanni racconta ‒ al cap.11, 33 e segg. ‒ che l'accusa
era di blasfemìa... "Ti lapidiamo per la bestemmia, perché
essendo Tu uomo ti fai Dio".Gesù replicò loro:"Non
è scritto nella vostra legge. Io ho detto: Voi siete dèi?"
(id. 11, 35).
Gerard van Honthorst (1592–1656)
Quando scopriremo la grandezza di questa nostra natura
divina facente capo a Dio? Nell'intimo del nostro essere, nello
Spirito, vi è una profondità d'infinito verso cui l'evoluzione
progressivamente ci ridesta. È lì che che il piccolo nostro «io
sono» si fonde con l'«Io Sono» del Tutto, Dio.
Solamente nell'essere umano questa
intima Sostanza è sprofondata nell'incoscientein seguito alla
"Caduta" (ved. QUI, QUI e QUI; ndr) che l'individuo stesso
(soprattutto occidentale; ndr) non ne sa più nulla e non riesce ad
immaginarsi quale Scintilla divina, incapsulata dentro il suo corpo
fisico.
L'attuale uomo comune è così abituato
a concepire ogni manifestazione solo nella sua ultima forma esteriore
o sensoria, talmente convinto che questa sia la sola ed unica realtà
che nei momenti in cui vuol pregare Dio ne proietta all'esterno una
immagine materiale, quella che egli può farsi di Lui, e la adora.
Ma allora, se Dio è in noi, come tanti
mistici cristiani hanno sostenuto (e questo rimanda alle riflessioni
di Sant'Agostino esposte sopra; ndr), qual è il percorso da seguire
per trovarLo e mettersi in comunicazione con Lui?
Rifacciamoci alle origini. Prima
di creare, Dio era l'Uno, che tutto doveva ancora trarre da Sé
Stesso, dal Suo Essere. Con la creazione, l'Uno si distinse in
Creatore e creatura, allora unicamente spirituale, e nacque il
"Sistema".
Ma con la "Caduta" questo si spezzò
in due: "Sistema" ed "Antisistema", in cui un
gruppo di Intelligenze Purissime (Spiriti ribelli; ndr) cadde nella
prigione della forma o corpo.
[Da qui si deduce che Dio Creatore, pur
avendo assistito al tradimento delle Essenze generate da Lui e tratte
dalla Sua stessa Sostanza, non si è staccato da loro, ma le ha
seguite nella rovinosa precipitazione, "dimenticato"
all'interno delle vorticose energie che andavano vieppiù
addensandosi, come involucro o corpo, intorno ai reprobi; ndr].
Caduta degli Angeli di Gustave Dorè
Ora, fuori da tutto ciò era rimasto
l'Uno nel suo aspetto assoluto, ossia "Colui che è" oltre
qualsiasi manifestazione: è il Trascendente perfetto e immutabile
che continua ad esistere in tutta la Sua creazione come Dio
Immanente, sia nella parte integra che colpevole, crollata
nell'«Antisistema» per la "Rivolta" iniziale.
E che cos'è l'Immanenza se non la
Scintilla-Divina rimasta in fondo alla nostra forma come Spirito, per
animarlo, ed evolvendolo riportarlo a Sé? E come si fa a
questo punto a camminare verso il profondo di noi stessi e diventarne
coscienti?
Si tratta di passare da una lingua
falsa, dove tutto si fa col corpo e con i suoi sensi, costruttori
dell'illusione, ad una lingua VERA, dove tutto si fa con lo Spirito,
unica REALTÀ.
Questa è la sostanza e l'ultimo
significato dell'evoluzione: risvegliare in sé il Dio Immanente
nascosto nelle profondità dello Spirito, far diventare di nuovo
cosciente e vivo quello che, invertendosi per la "Caduta",
è diventato incosciente e morto.
La gerarchia di tutti gli esseri
dipende dal grado di tale Risveglio, che è anche il parametro con
cui si stabilisce il loro valore, rappresentato dalla piena capacità
di vibrare e dal livello di coscienza raggiunto che li avvicina più
o meno a Dio.
Vediamo adesso che cosa significa
diventare coscienti. Ascoltiamo le conferme delle anime grandi che
più hanno percorsa la "Via del Ritorno". Sant'Agostino
scrisse che"Est Deus superior summo, interior intimo meo"
aggiungendo poi la frase (posta all'inizio di questa mia relazione)
"Et multum laboravi, quaerens Te extra me, et Tu habitas in
me".
Egli testimoniava così che Dio è
intimo all'essere e che non va cercato fuori, ma dentro di noi. San
Paolo lasciò scritto dell'Altissimo che:"In ipso vivimus,
movemur et sumus" ("In Lui viviamo, ci muoviamo ed
esistiamo" ‒ Atti, 17, 28). Mentre la Beata Angela da Foligno
s'era sentita dire dal Cristo:"Io sono più intimo all'anima
tua, che non l'anima tua a te stessa".»
"Luce in movimento" di Marcello Ciampolini
Riflessione di Sebirblu
Ogni essere umano, prima o poi,
arrivato ad un certo punto dell'esistenza, o per un dolore subìto o
per una sua evoluzione raggiunta, si pone la domanda del perché
della vita; se tutto è dovuto al "caso" oppure
al sussistere di un Principio assoluto che molti chiamano Dio...
C'è molta ingiustizia nel mondo, ed è
facile per la maggioranza sentenziare:"Se Dio esistesse non
permetterebbe questo o quello..." Ma quanto sto per dire non è
adatto per coloro che pensano ancora in tal modo, bensì per quelli
che odono in sé stessi, nonostante il rumore intorno e l'evidente
sfacelo nel quale si vedono immersi, un richiamo indistinto, non ben
definito, che li attira da lontano, dalle profondità della loro più
intima essenza.
Allora, è saggio fermarsi, ed
ascoltare quel "richiamo" sottile che vuole imporsi alla
nostra attenzione... ma per udirlo è necessario fare silenzio intorno a
noi. E quel "SILENZIO"... è fatto di scelte:
‒ se davvero vogliamo capire,
dobbiamo dare la precedenza assoluta allo Spiritoche è in noie che
equivale al 1° comandamento: "Io Sono il Signore Dio tuo.
Non avrai altro Dio all'infuori di Me".
Perciò, ogni forma di adesione che
superi in interesse o che distragga dalla ricerca intima spirituale
del nostro sé interiore, foss'anche il lavoro, la famiglia, gli
amici o quant'altro, rende nulla la ricerca stessa finché non avremo
compreso la sua massima importanza.
Dice il Vangelo di Matteo 13, 44 nella
prima parabola:
"Il Tesoro
nascosto"
"Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo;
un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia,
vende tutti i suoi averi e compra quel campo".
E nella seconda, sempre in Matteo 13,
45-46, leggiamo:
"La Perla
preziosa"
"Il Regno dei cieli è simile ad un mercante che va in cerca di perle preziose;
trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra."
Dunque, per quanto mi concerne, avendo
io percepito quel pur flebile "richiamo" accennato sopra,
ho ritenuto imperativo acuire le orecchie d'anima ed iniziare a
dargli seriamente ascolto ridimensionando la mia vita, eliminando il
più possibile ogni attrattiva umana,per acquisire la ricchezza
incalcolabile della Consapevolezza del Sé interiore, la
Scintilla divina che alberga in noi.
Questo è esattamente quello che ho
fatto quando avevo 27 anni (ora ne ho 85) e non ho mai sentito alcun rammarico o pentimento. Avevo intuito animicamente che la "posta
in gioco" era qualcosa di immenso...
Ho allora lasciato la casa confortevole
che avevo per trovarne una più modesta; ho rinunciato ad una
brillante carriera lavorativa che mi dava tante soddisfazioni ma
lusingava troppo il mio orgoglio; ho scelto un'esistenza più
raccolta e meno mondana, abbandonando diverse amicizie che "non
mi riconoscevano più"...
Ma quello che ho trovato vale più di
tutto l'oro del mondo:ho scoperto l'Amore inestimabile del Cristo in
me, in quella piccola Particella che, guidandomi, ha reso possibile
l'Opera,che tuttora sto svolgendo, di essere utile a tanta gente nel
corso della mia lunga vita, espandendo e distribuendo l'enorme
Conoscenza ricevuta da Lui per il "Risveglio" d'anima delle
coscienze.
Ora posso ben riprendere ciò che
Ubaldi (per conoscerlo meglio, ved.QUI) ha scritto su "Dio e Universo":
«Numerosi mistici cristiani, esperti in tali
ricerche, sostengono che:"Dio è la nostra superessenza",
cioè qualcosa di così intimo e profondo da apparire come la nostra
stessa sublimazione.
Come si constata il problema dell'ascesa spirituale
ha radici nel Cosmo e il gran filo conduttore per la risalita ‒
dove l'Immanenza divina fa capo alla Sua Trascendenza ‒ si trova
proprio in fondo a noi stessi.
È attraverso questo processo che si
riesce a sentire in sé e nelle cose la Presenza di Dio. Così le
anime si vanno lentamente ridestando, sospinte dalla Legge. Gli
involuti non sono che dei poveri addormentati, eppure l'Eterno Padre
è così vicino da essere addirittura "interior intimo meo".
Come far allora comprendere tutto ciò
ad individui che lo sentono invece così lontano da giungere persino
all'ateismo?
La vita dello Spirito è rappresentata
da uno stato vibratorio, e la vibrazione, più o meno rapida ed
evoluta piuttosto che lenta e gravosa, è anche la misurazione che lo
definisce.Ora, la prossimità o distanza tra un'anima e Dio è data
dal grado di affinità di vibrazione raggiunto da essa in rapporto a
Lui.
In altri termini, la vicinanza è una
sintonizzazione e quindi l'involuto, dalle frequenze vibratorie basse
e lente, non vibra affatto in accordo col Divino e da Questi, perciò,
si trova lontanissimo.
Ecco qual è il percorso per ritrovare Dio.
Quando l'uomo sarà divenuto cosciente della Presenza divina in lui,
il cammino dell'evoluzione sarà compiuto, l'edificio crollato sarà
ricostruito, la creatura ribelle sarà tornata al suo Creatore.
(Esattamente come spiega la parabola evangelica del Figliol Prodigo,
ved. QUI; ndr).
L'uomo comune è in balìa del gioco
delle sue illusorie sensazioni di superficie e ignora quali
meravigliosi tesori giacciono inesplorati nell'intimità del suo
essere. Ma ecco qui narrati in forma razionale quali profondi
mutamenti possono avvenire nell'animo quando un uomo si fa santo.
Pochi li avvertono perché i più
vivono di sensazioni a cui tali interiorità sfuggono. Essi non
possono assolutamente comprendere e ammettere una distanza
qualitativa ed evolutiva della propria natura di tipo vibrazionale da
qualcosa che ci è pur così intimo.
È inutile, quindi, parlare a chiunque
di una incomprensibile Immanenza di Dio in tutte le cose (con lo
psichismo ad esempio nei tre regni minerale, vegetale ed animale;
ndr) e soprattutto nel profondo della nostra anima.
Chi non è in grado di recepire una
vibrazione, la crede inesistente e la nega. Però questa
impossibilità si spiega facilmente. È difficile muovere alla
"Ricerca di Dio" dalla periferia, dove si è situati in
posizione capovolta (ossia nell'«Antisistema»; ndr).
Per poter tornare al "Sistema"
(dove, ricordo, sussiste perfetto l'Ordine divino; ndr) è necessario
percorrere per gradi la scala evolutiva del "Ritorno"
all'Uno Trascendente e fondersi di nuovo con Lui.
Grave e impressionante è la
conclusione di questo capitolo, specialmente per chi la sente con
forza perché l'ha raggiunta da sé attraverso una sua personale
maturazione e visione.
Rappresenta una scoperta rivoluzionaria il
venire a sapere che nelle profondità del proprio "io"
esiste una Scintilla dell'Altissimo, che l'animale ignora e
l'ignorante nega, e che pur è così vicina. È travolgente sentirsi
diventare eterni, cittadini dell'universo.
Conclusione grande, ma anche pericolosa
se non saputa maneggiare, che quindi non va rivelata a tutti, non va
data in mano all'involuto. A chi non è preparato non può essere
elargita la luce di tale abbagliante verità, che dev'essere sempre
proporzionata a chi la riceve.
Tali concetti, posti nella mente
dell'involuto, vengono traviati: possono venire intesi nell'aspetto contrario, com'è la sua posizione, ovvero non per fondersi nel
Supremo annullandovi il proprio egocentrismo, ma per potenziarlo
erigendosi ad anti-Dio.
La "Ribellione prima" è
sempre pronta a ripetersi nell'«Antisistema».Così l'individuo può
presumere e credere di essere Dio. Questa è l'interpretazione rovesciata delle
nostre conclusioni, cioè satanica.
È per questa ragione che la Conoscenza di così gran fatto, qual è quello della Presenza divinain noi,viene preclusa ai più; almeno finché essi non si evolvono.
Guai a chi intende in senso opposto tale Presenza di Dio in noi!
Allora tutto ciò servirebbe non per salire, ma per discendere ancor
più in basso.
Il mistico vero non si fa mai grande di
questa sua intima scoperta, anzi ne fa la via dell'ubbidienza e dell'umiltà;
non imbocca mai quella della rivolta e dell'orgoglio!
È necessario dar voce a Dio in sé, ma
non alla rovescia,l'«Io-Dio» è in noi come principio d'Amore,
affinché noi stabiliamo il nostro centro in Lui, e NON per farne un
centro contro di Lui. In questo caso, l'Eterno si negherebbe sempre più invece che donarsi e l'essere precipiterebbe ancora e ancora, al posto di salire.
Siamo in Terra, in un periferico regno
dell'«Antisistema», dove è facile capovolgere la verità
nell'errore. Così come è altrettanto facile dare alla nostra fede e
all'intuizione dell'Immanenza di Dio un significato di panteismo
impersonale.
Questa fu difatti l'interpretazione che
fu data di alcuni volumi precedenti, specie de "La Grande
Sintesi", di cui questo libro attuale e gli altri non sono che lo sviluppo e la spiegazione. Non è più l'«Io» ribelle che ora deve
trionfare, ma l'«Io» in sacrificio, ai piedi della Legge.
"I primi saranno gli ultimi",
cioè chi vorrà essere il primo in seno al «Sistema», sia
nell'«Antisistema» l'ultimo, il servitore del suo prossimo, non in
superbia, ma in ubbidienza ed umiltà.
È evidente che questa sopra tracciata,
non è la via che porta a Satana, ma quella che porta a Dio.»
«anche se i vostri peccati fossero
come scarlatto,
diventeranno bianchi come la neve»...
Isaia 1,18
Sebirblu, 9 aprile 2026
Man mano che i giorni avanzano, uno
dopo l'altro, l'Avvertimento annunciato da ogni dove si avvicina
(ved. QUI, QUI e QUI) e la grande maggioranza delle anime ancora non
è pronta allo straordinario evento promesso dal Cielo, in modo
speciale dalla Vergine Maria QUI, oltre che da mistici e santi di
ieri e di oggi.
Ecco cos'ha detto Gesù nel corso delle
apparizioni di Jacarei,in Brasile,il 1° maggio 2011:
"Poco è il tempo della
misericordia per voi, ed è molto vicino il grande Avvertimento che
manderò a tutta la Terra. Nessun'anima, nessun essere umano sfuggirà
a questo avviso: scuoterà le coscienze... sarà come un piccolo
Giudizio sulla vostra esistenza, come se passaste attraverso il
giudizio particolare che avviene dopo la morte.
Tutti potranno vedere la loro vita,
ognuno la vedrà con gli occhi dello Spirito, come la vede Dio, come
Lui stesso osserva le vostre miserie. Tutti constateranno il male
compiuto o il bene non fatto, e per ogni peccato commesso, patiranno
per il dolore causato al Mio Cuore e al Cuore immacolato di Mia
Madre."
Proprio domenica si celebrerà la
festa della Divina Misericordia, richiesta inoltrata da Gesù a suor
Faustina Kowalska come riporta il suo diario, e istituita
solennemente da Giovanni Paolo II nel 1992, inserendola nella
cosiddetta "domenica in albis", ossia una settimana dopo
Pasqua. Lo stesso Pontefice ha poi canonizzato la religiosa polacca,
rendendola "santa" nell'anno 2000. (Ved. QUI).
Queste sono le dovute premesse al fine
di presentare il nuovo articolo concernente un emblematico caso di
pre-morte (o NDE) occorso ad un semplice uomo filippino, divenuto
famoso nel mondo per le sue conferenze sulla diffusione della
Misericordia divinadopo che,durante un coma, gli è apparso Gesù
affidandogli tale missione.
Lo stato animico in cui si trova
l'umanità, almeno a partire dalle 3 ultime generazioni, si è
talmente deteriorato nei rapporti con Dio e la Madre Santissima da
far impallidire persino gli antichi abitanti di Sodoma e Gomorra,
quindi urge, nonostante il duro ostruzionismo dei negatori o l'indifferenza
degli stolti apatici, prendere coscienza della realtà dello Spirito
e della continuità della vita dopo la morte fisica.
Se tutti costoro, ce lo auspichiamo,
avranno un sussulto di dignità e di buon senso, distoglieranno lo
sguardo perennemente rivolto alle cose del mondo, per indagare al loro interno e focalizzare meglio la propria situazione nei
rapporti di "Qualcuno"... imponderabile finché si vuole... ma incombente come un macigno sulle singole
coscienze. (Consiglio di leggere QUI, QUI e QUI).
Conviene pensarci prima... rimandare al
domani potrebbe essere fatale!
Stanley Villavicencio
I ripetuti incontri con Gesù della
Divina Misericordia
«Per tre giorni Stanley Villavicencio
rimase in coma fino a quando i suoi medici lo dichiararono
clinicamente morto. Eppure oggi egli vive per raccontare la sua
storia a tutti coloro che vogliono ascoltare e, lui spera, anche credere. Ecco ciò che gli è successo.
Il 2 marzo 1993 doveva svegliarsi
presto poiché era il suo turnoper ricevere la statua della Santa
Vergine al "Rosario dell'Aurora", del quartiere dove abitava. Ma non
poteva alzarsi... e si riaddormentò. Al risveglio aveva le
convulsioni e schiumava dalla bocca, vomitava sangue. Il suo polso
non poteva essere percepito.
Così la sua famiglia lo condusse
urgentemente all'ospedale di Chong Hua dove, al pronto soccorso,
smise di respirare. Fu trasferito in terapia intensiva. Lì, la sua
respirazione venne monitorata artificialmente.
Suo padre e sua sorella minore,
entrambi medici, giunsero da Negros Oriental. Non potevano fare gran che sul piano professionale perché quattro specialisti di Cebu se ne
occupavano già.
In seguito, Stanley riferì che durante
il coma il suo gruppo "Dawn Rosary" (Rosario dell'Aurora)
aveva pregato per lui, sebbene i suoi amici sapessero che, se fosse
sopravvissuto alla prova forse sarebbe rimasto paralizzato,
mentalmente indebolito o qualcosa di simile. Il suo caso fu trasmesso
per radio e le persone, persino straniere, pregavano per lui.
Nel momento in cui il suo colorito
divenne bluastro dalla testa ai piedi e tutti i suoi organi non
davano alcun segno di vita, i suoi cari si rassegnarono
all'inevitabile.
La consorte preparò tutto per le
esequie e il terreno cimiteriale di famiglia per la sepoltura, mentre
la suocera si accingeva ad approntare il suo piano commemorativo. Ma
pur con tutto l'allestimento fatto per il funerale del proprio caro,
la famiglia non aveva accettato che il supporto vitale venisse
rimosso.
Durante il tempo in cui Stanley era
deceduto per il mondo, disse di aver visto una luce bianca, non
abbagliante, poi una fitta nebbia che si diradava poco a poco per
rivelare una candida figura che egli riconobbe come Gesù Cristo.
Walter Rane
D'altronde, era sempre stato devoto al
Suo Sacro Cuore; devozione cominciata all'era della scuola
elementare, all'Accademia del Sacro Cuore, appunto, a Bais nel Negros
Oriental.
Quando si sposò (con Melissa
Gantuangco Villar) e si trasferì a Cebu (Mambaling), il Sacro Cuore
gli apparve ancora una volta nella sua vita dove si stabilì, presso
la cappella della contrada intitolata ad Esso in modo specifico ma
che, nel frattempo, era diventata portatile, costruita soltanto per
la celebrazione della festa e in seguito smantellata.
Allorché ne divenne presidente nel
1983, una vicina, la dottoressa Rosita Gutierrez, e la sua famiglia
donarono un terreno per un oratorio permanente che fu costruito e
ubicato di fronte alla casa dei Villavicencio.
Egli descrive il Cristo, che gli
apparve durante il coma, molto somigliante all'icona dell'edicola di
Gesù esposta, tranne che per il colore dei capelli, neri, e non
castani o biondi, e fondamentalmente diritti e lunghi, anche se un
po' ondeggianti nella brezza.
Gli occhi erano azzurri, la carnagione
così sottile e giusta da apparire quasi traslucida. Il naso era lo
stesso di quello che viene mostrato nelle immagini, così come le
labbra, ma più rosee.
Inoltre, Gesù indossava una veste talmente nivea da sembrare luminosa e i raggi che irradiavano dal suo petto
non erano a colori come in alcune Sue raffigurazioni.
Stanley riferisce di aver osservato la
mano del Signore per vedere se mostrasse il segno inconfondibile del
chiodo, ma non c'era. Avrebbe voluto anche osservarne i piedi per lo
stesso motivo: vedere se ci fossero i fori delle ferite, ma la tunica
di Gesù era lunga e dunque non scoprì nulla.
Fu allora che si rese conto di trovarsi
in una specie di Eden, camminando su quella che sembrava essere un
tipo di erba detta Bermudagrass. Il posto era profumato e fresco come
fosse "climatizzato"; dietro alle spalle di Gesù si
scorgeva un bellissimo giardino con tutti i tipi di fiori, incluse
grandi rose di ogni colore possibile.
Poi, senza una parola, Gesù alzò la
mano verso il cielo, dove le nuvole sembravano prima raccogliersi per
poi scendere roteando su loro stesse e scoprire uno schermo gigante
dove l'intera sua vita venne proiettata davanti ai suoi occhi.
Ogni volta che aveva commesso uno
sbaglio, l'immagine animata sembrava andare lentamente, divenendo
ancor più lenta se si trattava di una colpa più grave, e non v'era
modo di sfuggire alla realtà di quegli errori: l'ora, compresi i
minuti, i secondi e le date erano inoltre sullo schermo, molto, molto
di più di un'istantanea su macchina fotografica con timer
incorporato.
Tutta la sua esistenza passò davanti a
lui, non una ma tre volte, anche se le due dopo la prima si
mostravano più veloci.
Si rivide, proiettato sullo schermo, passare davanti
alla cappella del Sacro Cuore che aveva contribuito a costruire. Era
sera e nel transitarvi scorse delle persone giocare al suo interno...
ma si limitò soltanto ad oltrepassarla,
senza dire ai suoi vicini di non
trastullarsi entro di essa.
La medesima scena si ripeté, e osservò che passava sempre davanti all'oratorio, ma in quell'attimo coloro che erano là non solo suonavano ma bevevano anche...
E lui si era unito alla bevuta...
Notò a quel punto che andava
formandosi un primo piano di sé stesso,
mentre
beveva.
Per la terza volta gli apparve la
stessa inquadratura, ma in questa vide l'auto di un vicino parcheggiata dentro e,
subito, l'immagine
divenne palpitante, ingrandendosi
e rimpicciolendosi in modo
vertiginoso.
Gesù precisò il suo dissenso nel
vedere il luogo a Lui rivolto usato in modo profano, ed
espresse il suo desiderio affinché fosse utilizzato unicamente per
attività spirituali specifiche; chiedeva che le persone pregassero lì
ogni giorno o, se non fosse possibile, almeno una volta alla settimana.
Disse pure che voleva il tempietto più
ampio, almeno il doppio della sua dimensione di allora e che
l'ingresso fosse a forma di cuore.
Stanley sapeva che il fondo-cassa della
loro cappella era di soli nove pesos, ma rispose di "Sì".
Gesù allora scomparve dopo avergli detto:"Torna là perché
hai ancora molte cose da fare. Se avessi un messaggio per te, ti
apparirò in sogno."
Quando si svegliò dal coma, si sentiva
perfettamente bene. Si tolse il deflussore con il glucosio e il sondino nasogastrico che gli penetrava profondamente
nello stomaco.
Allorché un'infermiera lo vide, corse
e tornò con i colleghi e molti medici. Uno di questi lo visitò con
uno stetoscopio, indi lo mise da parte e ne utilizzò un altro. Poi il
"risvegliato" subì una serie di test, non una, ma due
volte.
Sua moglie, che lo venne a sapere
mentre stava facendo arrivare la cassa funeraria, rimase sbalordita.
Semplicemente non poteva credere a quello che era successo.
Quando alla fine tutti gli esami si
rivelarono negativi a qualsiasi cosa, all'uomo fu detto che poteva
tornare a casa e poiché la consorte era ancora sconvolta, scese lui
stesso a pagare il conto ma dal momento che la sua liquidità era
insufficiente dovette chiedere aiuto all'amico Lim Liu, che era un
azionista di quell'ospedale.
Costui riuscì a malapena a credere che
si trattasse proprio di Stanley e non del suo fantasma, perché era a
conoscenza dello stato critico in cui versava.
Non appena risolse la questione
economica, egli se ne tornò a casa in auto. Il crocevia fra le
strade per Tabada e Tagonol era affollato di persone che corsero
verso di lui nel vederlo.
Poi, avvicinandosi a casa, si fermò
davanti ad una donna incinta che camminava, la quale si intimorì non
potendo credere ai suoi occhi; era appena andata al mercato di zona
ad acquistare fiori per la sua tomba...
Altri suoi conoscenti, fermi all'angolo
dell'incrocio, aspettavano l'arrivo della bara per poterlo scortare
fino in chiesa... quando, improvvisamente, lo scoprirono vivo e
vegeto al volante.
Il momento in cui "risuscitò",
per una strana "coincidenza" era un venerdì: a tre giorni
precisi (ore 8 del mattino) dal suo ricovero in ospedale.
Ben presto Stanley si mise al lavoro
sulla cappella, come ordinatogli da Gesù. In un modo o nell'altro,
la divina Provvidenza gli faceva arrivare il denaro per il progetto,
ma solo il necessario per retribuire i lavoratori o attraverso delle
forniture come il cemento, spesso in forma anonima. (Cfr. QUI, come funziona l'aiuto supremo; ndt).
Finalmente venne applicata anche la
porta a forma di cuore, divenuta oggi una sorta di attrazione
turistica ed impedendo così anche l'ingresso alle auto che avessero
inteso parcheggiare.
Il nostro uomo sostiene di aver visto
Gesù in sogno per altre dieci volte dopo la prima apparizione. Ha
raccontato la sua esperienza ad innumerevoli persone visitando i
luoghi più disparati, come Bohol, Negros Oriental, Siquijor, Leyte e
Mindanao. (Poi, pian piano in tutto il mondo; ndt).
Il 6 settembre dell'anno scorso(l'articolo è comparso nel giugno 1994 sul "Freeman Metro
Journal", un periodico molto conosciuto a Cebu city; ndt) Stanley
aveva un appuntamento nel primo pomeriggio nella città di Mandaue.
A mezzogiorno era pronto per uscire di
casa ma improvvisamente venne sopraffatto da uno strano torpore e
dalla necessità di dormire. Durante il sonno, Gesù gli apparve
dicendo:
"Figlio Mio, ti ho riportato in vita per affidarti una
grande missione. Sei uno dei Miei rari mietitori scelti.
Il Signore lo invitò, allora, a
promuovere la devozione alla Sua Misericordia Divina e, prima di
iniziare qualsiasi discorso pubblico, avrebbe dovuto esporre
l'immagine specifica di Gesù, apparsa alla Santa suora Faustina Kowalska, e
offrirne una piccola copia ad ogni fedele presente nel nuovo
oratorio.
Stanley rimase turbato da queste parole
perché non aveva la possibilità economica sufficiente per distribuire a tutti
quelle immaginette.
Gesù gli suggerì perciò di entrare in contatto
con l'impresa Mandaue Galleon Trade,Inc. per i rosari, e le signore
Valentina Plaza (che lui conosceva ma ne aveva perso l'indirizzo)
nonché Inday Ilagan, per i depliant plastificati della Divina
Misericordia.
(Solo in quel momento egli si rese
conto che il Gesù apparsogli durante il coma era Quello della Divina
Misericordia.)
Poi, appena si svegliò, chiamò la
società Mandaue Galleon Trade, a Cabancalan. L'impiegata che rispose
al telefono gli disse che stranamente quella mattinaavevano ricevuto
scatole e scatole di rosari da Manila e Davao, ma che non sapevano
cosa farsene. Dal momento che scopriva essere destinati a lui, era il
benvenuto per poterli ricevere.
Da allora, Stanley si mise alla ricerca
incessante ed instancabile di anime alle quali comunicare la Grande
Misericordia di Nostro Signore, soprattutto alle
ore tre di ogni venerdì (ora della Sua morte), pronta per essere
riversata su tutti coloro che la avessero richiesta.
Gli incontri avuti con Gesù e la
visione cruda di tutte le sue colpe e trasgressioni hanno lasciato il
cuore di quest'uomo, padre di undici figli, molto pesante.
Egli, adesso, cerca di fare del suo
meglio per riscattarsi agli occhi di Dio e, sebbene sia sempre la
stessa persona di prima, il suo lavoro di vita è ora unicamente
dedicato a diffondere la notizia della Misericordia di Dio, in modo
che tutti possano usufruirne.
Così facendo, raggiungerà lo scopo
per cui il Cristo gli affidò questa devozione al fine di preparare
il mondo al Suo Ritorno, in adempimento a quanto da Lui detto a Suor
Faustina:
"Ma prima che Io venga come giusto
Giudice, spalancherò la Porta della Mia Misericordia. Che nessun'anima
abbia paura di avvicinarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero
color scarlatto". (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndt).
Aggiunse pure:
"Che i più grandi peccatori
ripongano la loro fiducia nella Mia Misericordia... Se la loro fede
sarà grande, allora la Mia generosità non conoscerà limiti."»
Fonte:QUI, dove si può leggere la
biografia del personaggio e i messaggi datigli da Gesù, in italiano,
insieme a questo articolo intero, in inglese.
Post scriptum
Termino con l'ultima catechesi di don Alessandro Minutella, diffusa questa sera, che meglio di me sponsorizzerà la grande Riunione del "Piccolo Resto" di domenica 12 aprile 2026, a Milano-Assago, per la festa della Divina Misericordia.
Invito tutti ad aderirvi in quanto è l'UNICA VERA VOCE rimasta, insieme ai suoi confratelli sacerdoti, a contrastare con estremo coraggio, rimettendoci di persona (com'è avvenuto di recente anche al caro Fra' Celestino della Croce con la vergognosa "riduzione" allo stato laicale), i due pseudo-pontefici che sono stati diabolicamente eletti dalla Massoneria Ecclesiastica.
Ci penserà Nostro Signore e la Madre Sua S.S. a fare Giustizia di questo obbrobrio del quale la Falsa Chiesa è responsabile, lasciando tranquillamente liberi pedofili e stupratori seriali come ad esempio l'ex gesuita (tuttora sacerdote, ved. QUI) Marko Rupnik e i due preti di Chiclayo in Perù che Prevost stesso ha "coperto", a danno di tre sorelle (ved. QUI).
E tutto questo mentre l'umile Fra' Celestino (che cammina a piedi scalzi) è stato, non solo "buttato fuori" dal vecchio convento dove risiedeva, ma anche "spogliato" del suo sacro saio che, giustamente, continua ad indossare, essendo CANONICAMENTE invalida la sentenza che gli è stata comminata.