venerdì 24 aprile 2026

L'INTUIZIONE, atta ad attingere al MONDO DELLE IDEE


Christiane Vleugels
(l'Intuizione sceglie fra le "Idee"... più luminose...)

Sebirblu, 23 aprile 2026

Prima ancora di iniziare a stendere questo mio articolo è necessaria una premessa che avevo già evidenziato in un altro scritto anni addietro (ved. QUI). Riguarda certe espressioni di uso comune che vengono utilizzate sovente in modo improprio per mancanza di conoscenza specifica sui "corpi sottili" dell'uomo (QUI per saperne di più).  Eccole:

L'Istinto viene dal corpo fisico.

L'Impulso viene dal corpo eterico-astrale o emozionale.

L'Ispirazione viene dal corpo mentale inferiore come da quello superiore, dunque bisogna riconoscerne la provenienza per non esserne ingannati.

L'Intuizione viene dal corpo causale influenzato dall'IO superioreSpirito. Essa trascende la Ragione che risiede nel mentale inferiore e quindi il suo prodotto è sempre limpido e sicuro. L'Intuizione SA.



Detto questo, riporto ciò che scrive Ubaldi nel suo prezioso libro "La Grande Sintesi". (Brano da me pubblicato QUI):

«Non sapete che tutte le scoperte umane sono nate dalla profondità dello Spirito che ha toccato l'aldilà? Da dove viene il lampo del genio, la creazione dell'arte, la luce che guida i condottieri dei popoli, se non da questo Mondo di cui io parlo? Le grandi idee che muovono e fanno avanzare il mondo le trovate forse nell'ambiente delle vostre competizioni quotidiane, o in quello dei fenomeni che la scienza osserva? E allora da dove vengono?»

Queste parole, nello stesso testo, fanno seguito ad un altro capitolo molto importante che specifica meglio l'argomento di oggi:

L'Intuizione

«Non spaventatevi di questa incomprensibile Intuizione. Incominciate a non negarla ed essa apparirà.

Il grande concetto che la scienza ha affermato (seppure in forma incompleta e con conseguenze sbagliate)  l'Evoluzione, non è una chimera e sospinge il vostro sistema nervoso verso una sensibilità via via sempre più accentuata che prelude all'Intuizione, appunto.

È così che tale psiche più profonda si manifesterà, apparirà in voi, per legge naturale di evoluzione, per una maturazione fatale che è prossima.

Voi lascerete da parte, per gli usi della vita pratica, quella vostra psiche esteriore e di superficie che è la ragione, perché solo con questa psiche interiore, che è nel vostro intimo, potrete comprendere la realtà più vera, esistente nel profondo delle cose.

Questa soltanto è la strada che porta alla conoscenza dell'Assoluto. Solo tra simili è possibile comunicare, e per comprendere il mistero insito ovunque dovete saper scendere nel vostro mistero, dentro di voi.

Ciò non vi è del tutto ignoto; voi guardate stupiti a tanti elementi che affiorano da una vostra coscienza più complessa, senza poterne rintracciare le origini: istinti, tendenze, attrazioni, repulsioni e sprazzi intuitivi.

Di là nascono irresistibili tutte le più grandi affermazioni della vostra individualità. Là è il vostro IO vero ed eterno; non l'Io esteriore della personalità figlio della materia che con essa muore, quello che voi, avendo un corpo, maggiormente sentite e che nel continuo volger della vita si espande, si porta verso quella coscienza latente che tende a salire e a rivelarsi.

I due opposti dell'essere, la coscienza esteriore chiara (il piccolo Io) e la coscienza interiore latente (il grande IO), tendono a fondersi. La prima sperimenta, assimila e passa alla seconda le cognizioni acquisite attraverso il movimento-vita; distillazione di valori, automatismi che saranno gli impulsi e le ispirazioni dell'avvenire.


Quale delle due coscienze ascoltare?


Cosi la personalità si espande con questi scambi incessanti e si attua il grande fine esistenziale. Quando il grande IO avrà preso il sopravvento (ossia lo Spirito; ndr) e la sua signoria prevarrà su tutto, in quel giorno l'uomo avrà vinto la morte.

Approfondiremo in seguito tale questione. Lo studio delle scienze psichiche è il più importante che voi oggi possiate fare (cfr. QUI; ndr). Il nuovo strumento di indagine che dovete raggiungere e che naturalmente si sta sviluppando, è appunto la grande coscienza latente (che corrisponde al "Nosce te ipsum" di socratica memoria; cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).

Avete guardato abbastanza fuori di voi; ora risolvete il problema al di dentro e avrete risolto tutti gli altri. Abituate pian piano il vostro pensiero a seguire questo nuovo ordine di idee, e se saprete trasferire il centro della vostra personalità in questi strati profondi, sentirete rivelarsi in voi dei sensi nuovi, una percezione animica, una facoltà di visione diretta che è quella Intuizione che fa capo all'Infinito.

Purificatevi moralmente, raffinate la sensibilità dell'«oggetto d'indagine» che siete voi e solo allora potrete vedere. Quelli che non sentono per nulla queste cose ‒ gli immaturi ‒ si mettano da parte; tornino pure a voltolarsi nel fango delle loro basse aspirazioni e non chiedano la Conoscenza, premio prezioso concesso solo a chi lo ha duramente meritato.»




Gli fa eco l'Entele Guida rispondendo:

«Ogni idea, ogni pensiero che voi ritenete di plasmare attraverso un vostro sforzo è latente oltre il limite. Solo la degenerazione, cioè il pensare e l'agire infecondi sono il frutto di una storpiatura voluta, studiata e cesellata dal moto umano arbitrario.

L'individuo,  ad esempio,  di fronte al concetto "musica" (suono vibrante nell'anima) si porta nel "Mondo delle Idee" e sceglie quelle armonie che sono sintonizzate col proprio grado spirituale evolutivo, come avviene per un qualsiasi altro evento analogo nella vita degli uomini.

Ossia l'Essere, tramite un filo radioattivo, lega il cerebro a tale Mondo e rapidamente seleziona e cerca quel concetto ritenuto più confacente alla propria necessità e con esso in sintonia. Vi sono infinite idee a disposizione armonizzanti con la Legge di Amore.»

Continua l'Entele:

«Avete "pescato" un'idea fra le tante e la portate nella vostra mente, entro un ambito finito, dove comincia la lotta Spirito-materia. L'individuo evoluto estrinseca l'idea recepita mediante un'azione corretta, positiva: manifestazione d'Amore. L'involuto, invece, la deforma cerebralmente e cerca di attuarla a danno del fratello, del suo prossimo.

Il "Mondo delle Idee" è il palpito dell'Universo creato per voi umani, è quindi un ambiente costituito unicamente per l'umanità. Oltre esso vibra la Sapienza Infinita ed ogni Ente superiore, che ha acquisito il conoscere assoluto, sa ciò che deve fare nel Nome della Divinità.

Voi disponete perciò di una massa di cognizioni che si moltiplicano e dalle quali potete attingere, pur restando sempre circoscritte al piano fisico. Infatti, cosa potrebbe interessare ad un mondo stellare il sapere come si guarisce una malattia organica o come si compone una gamma di colori in seguito all'unione di vari componenti?

Per accedere a tale "Mondo" è necessario sapersi ritrarre dalle umane fatiche e dal contesto in cui siete immersi con le vostre preoccupazioni quotidiane. Laddove, però, la manifestazione dell'intelligenza tende ad avere un'impronta più alta, in cui la fatica del vivere viene staccata dalla normalità corrente (arti, lettere), allora l'isolamento dalla gravosità della materia è necessario sia assoluto.

Ecco l'artefice di un poema (voi lo definite sognatore) che, astraendosi, seguendo il volo di una libellula, il rintocco di una campana, il profumo di un fiore, il mormorio di un fiume, suoni e fragranze, sale verso l'Infinito in cui l'armonia è somma, e lì, palpitando, raccoglie, trattiene, plasma e crea, unendo la serie di note sonore, parole o tinte, sino a formare un'eccelsa opera che ha l'impronta del Divino.»



[La stessa cosa vale per uno scienziato o un inventore che, tentando di trovare una soluzione a qualche problema o disagio che incontra l'umanità, desidera migliorarne la vita impegnandosi nella ricerca di qualche "luce" nel grande 'serbatoio' universale. Così si spiega la contemporaneità di due risultati identici ottenuti dagli studiosi, spesso in luoghi distanti fra loro, dando poi luogo a tristi rivendicazioni sul primato raggiunto. Ndr].

Prosegue l'Entele:

«Seguiamo ora minuziosamente la via che unisce, attraverso la potenza e la sapienza dell'Eterno, il "Mondo delle Idee" al vostro globo. L'intelletto umano capta un concetto da quell'ambiente, perché la cognizione stessa è perfettamente in sintonia con il mentale di colui che cerca.

La mente, captata l'idea, la trasferisce quindi al Pensiero che la elabora, la modifica e spesso la ottimizza, compiendo un'azione di rifinitura nel concretizzarla in forma definitiva.

Per giungere a questo risultato, il Pensiero è obbligato a ricorrere alla Ragione, per cui l'idea ricevuta viene ragionata per essere accolta ed attuata.

Siamo adesso arrivati al momento cruciale, in quanto la trasformazione dell'idea stessa in fatto concreto è già avvenuta, ma manca il nulla osta, ossia il vaglio finale della Coscienza: se ne può nascere danno per qualcuno, essa deve rimanere tale e la sua attuazione non può avvenire, come nel caso di un ordigno atomico.

[Già ho parlato ampiamente, QUI e QUI, di questi tre elementi donatici dall'Eterno per utilizzare bene il nostro libero arbitrio in ogni occasione esistenziale; ndr].

Ricapitolando la sequenza: "Mondo delle Idee", mente, Pensiero, Ragione, Coscienza; l'unione fra la Legge divina e le capacità degli uomini è un fatto ininterrotto, e conferma inequivocabilmente che il pensiero più infantile, più insignificante, non dovrebbe nemmeno essere formulato senza passare prima al vaglio di questa triade.

La vostra superficialità, invece, usa creare problemi a non finire, senza preoccuparsi di enunciarli dopo aver avuta la preventiva sanzione della Coscienza superiore (la Voce divina in noi; ndr) cioè della trinità umana.


Il Pensiero è al vertice, mentre alla base vi sono la Coscienza a destra e la Ragione a sinistra.

Non v'è incapacità vostra a legarvi al "Mondo delle Idee"; siete voi che non sapete porvi in quello stato di sintonia psichica e mentale necessaria (indipendentemente dalla vostra fede) per poter fare incontrare i due pensieri.

Se sgombrerete lo Spirito da ogni pesantezza umana, da ogni fatica e preoccupazione, lasciando tersi e trasparenti mente e cerebro, limpida la coscienza e ardente la fede, potrete effettuare le ricerche che vi interessano e persino comunicare con gli abitanti di altri mondi, come ad esempio gli indù, che hanno la possibilità di intrecciare colloqui a centinaia di chilometri di distanza.

Tutto ciò è possibile; solo la materia e l'egoismo ve lo vietano; la superbia vi toglie tutta l'energia necessaria, ma la possibilità sussiste. Rammentate: prima pregare e rinunciare... dopo, tutto si vince, ogni conflitto di idee, ogni conflitto di uomini ed ogni conflitto di Spiriti.»



Conclusione

Ritornando alla premessa iniziale, vorrei ribadire che l'uomo non è un corpo soltanto, bensì il riflesso dello Spirito. I sensi di per sé sono materiale inerte, è l'IO superiore che li muove perché possano agire ed operare.

Colui che si ferma a guardare unicamente il mutare e il perire delle forme, e non sa identificarsi con la Vita che non muta, avrà una visione distorta ed errata e, per compagnia, la sofferenza.

L'IO Spirituale, che è l'«Uomo eterno», impalpabile e invisibile, si riveste di "guaine" eteree per manifestarsi ed essere percepito. Questo avviene per ogni esperienza reincarnativa (ved. QUI, QUI, QUI e QUI), ricoprendo la sua divina Essenza di una serie di involucri "sottili", costituiti da energia gradualmente più "densa" man mano che compenetrano e abbracciano il corpo di materia.

L'IO superiore compie questa operazione utilizzando e plasmando, con il pensiero, l'energia peculiare relativa ad ognuno di essi, traendola cioè dal piano mentale, astrale, eterico e fisico, per poi modellare il suo organismo seguendo lo "schema" contenuto nel corpo causale che resta, invece, sempre lo stesso per l'intero ciclo delle esistenze. Per ulteriori approfondimenti, ved. QUI.

Sarebbe davvero assurdo pensare che il Moto infinito non debba essere imperniato su un mirabile Piano Divino ed ogni cosa fosse abbandonata a sé stessa, senza scopo e coordinamento.

Nell'uomo, l'IO Spirituale, che è Intelligenza individualizzata, agisce mediante la sua trinità umana, come mostrato sopra, per evolversi dopo la "Caduta" (ved. QUI, QUI e QUI) e tornare alla purezza iniziale.

Per questo l'Eterno Padre, nella sua immensa Bontà, ha munito i figli ribelli dei mezzi necessari per l'ardua fatica del ritorno a "Casa" e,  tra questi,  come perla splendente vi è l'Intuizione, atta ad attingere nel "Mondo delle Idee" le cognizioni giuste per orientarsi, discernere e decidere la Via da seguire, sia per sé che per il bene degli altri.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brani da: "La grande Sintesi" di Pietro Ubaldi

        e da: "Scintille dall'Infinito"  vol. II - Ediz. Il Cenacolo
    

lunedì 20 aprile 2026

Mons. Viganò chiosa sull'affronto di Trump a Prevost

 


Sebirblu, 19 aprile 2026

Lo sdegno vivace di questi ultimi giorni, sostenuto soprattutto dal nostro primo ministro Meloni, e in modo inusitato persino dalla voce antitetica dell'opposizione, per le "irriverenti" parole di Trump contro Leone XIV, ha sollevato in me la necessità di preparare una stesura chiarificatrice sulle vere motivazioni che hanno indotto il presidente americano ad "osare" tanto.

Tuttavia, dal momento che approntare un articolo esaustivo e ben documentato richiede tempo, pubblico prima ciò che Mons. Carlo M. Viganò ha esposto sul suo sito, come propedeutico a quanto presenterò in un prossimo futuro.

«Dovrebbe darsi una regolata»
Alcune osservazioni sulle relazioni 
tra Stati Uniti e Vaticano

È comprensibile che molti Cattolici si sentano offesi e scandalizzati dalle esternazioni del Presidente degli Stati Uniti nei riguardi di Leone¹, anche se non si può certo dire che Jorge Bergoglio durante il suo "regno" abbia risparmiato attacchi e provocazioni nei confronti di Donald Trump.

L'intervento  del Presidente  è  inoltre  contestuale  alle  dichiarazioni  orchestrate contro di lui nel programma di propaganda "60 Minutes" della CBS², da parte di tre corrottissimi cardinali: McElroy, Cupich, e Tobin; tre porporati notoriamente ultra-bergogliani e ultra-progressisti, appartenenti alla lunga filiera dell'abusatore seriale Theodore McCarrick, legati a doppio filo con la Sinistra radicale woke, grandi elettori di Robert Prevost e suoi più stretti collaboratori.



I cardinali McElroy - Cupich - Tobin

Interpellato dai giornalisti sul post di Donald Trump, Leone ha risposto: «Non ho paura dell'amministrazione Trump né di proclamare con forza il messaggio del Vangelo, che è ciò che credo di essere chiamato a fare, ciò che la Chiesa è chiamata a fare»³.

Queste parole, apparentemente incontestabili sulla bocca di Prevost, possono però cambiare nettamente di significato, a seconda di come le si interpreta. Esse possono voler dire semplicemente: «Non ho paura del potere civile», a indicare la superiorità dell'autorità spirituale della Chiesa Cattolica su ogni autorità terrena; oppure, in senso diametralmente opposto: «Non ho paura di questa amministrazione», mentre in altri casi egli considera che sia legittimo avere paura e astenersi dal «proclamare con forza il messaggio del Vangelo».

E subito ci vengono in mente tutte quelle volte che abbiamo visto il Vaticano "temere" altre amministrazioni, tanto a Washington ‒ specialmente quando le interferenze di Hillary Clinton e di John Podesta giungevano a far bloccare in Vaticano le transazioni bancarie del circuito SWIFT ‒ quanto a Pechino, dove la Santa Sede si è impegnata ufficialmente con la dittatura comunista, attraverso un Accordo segreto, a non «proclamare con forza il messaggio del Vangelo», ratificando a piè di lista le nomine episcopali dell'Associazione Patriottica cinese, senza che questo ‒ a differenza delle Consacrazioni di Ecône ‒ sia ritenuto un atto scismatico.

In numerosi altri casi, Prevost e Bergoglio prima di lui, hanno pensato bene di tacere di propria iniziativa, forse perché la loro acquiescenza ‒ quando non addirittura una entusiastica cooperazione ‒ era ciò che il Potere si attendeva dalla Chiesa conciliare e sinodale.
  



Infatti, non appena proprio l'Amministrazione Trump ha interrotto il fiume di denaro che l'USAID versava alla USCCB e ai vari organismi della Chiesa Cattolica americana per favorire l'immigrazione, è iniziata la guerra aperta di tutti quei cardinali e vescovi che Clinton, Obama e Biden avevano sino a quel momento coperto di soldi.

Nel corso di quegli anni di vacche grasse, Bergoglio e l'intero Episcopato americano si guardavano bene dal rompere l'idillio con la Casa Bianca ‒ grazie anche ai buoni uffici dell'allora cardinale McCarrick ‒ e poco importava delle politiche abortiste, LGBTQ+ e gender promosse dai Democratici "cattolici". 

La sola idea di poter scomunicare i politici "pro-choice" (ossia, a pro della libertà di scelta per la donna di abortire; ndr) era considerata un'intollerabile ingerenza della Gerarchia che essa stessa ha ben chiarito di non aver alcuna intenzione di adottare.

Ecco allora come una frase, estrapolata dal contesto:

«Non ho alcuna paura dell'amministrazione Trump né di proclamare con forza il messaggio del Vangelo» – possa risultare condivisibile; ma che, letta in un quadro assai più ampio e coerente, lascia interdetti, perché sconfessa le parole che Leone ha pronunciato  in  quella  medesima  circostanza:  «Non siamo politici. [...]  Non credo che il messaggio del Vangelo debba essere strumentalizzato, come alcuni stanno facendo».

E se vi è indubbiamente chi strumentalizza «il messaggio del Vangelo» con deliri pseudo-messianici tipici dei telepredicatori d'Oltreoceano, di sicuro vi è Oltretevere chi non esita a strumentalizzare quello stesso Vangelo per dare una parvenza di legittimità e moralità al piano di sostituzione etnica e di islamizzazione dell'Occidente pervicacemente portato avanti dall'élite globalista con l'Agenda 2030. 

Un'Agenda che a Trump non piace per nulla; mentre la Santa Sede, Leone, la USCCB (l'Assemblea dei Vescovi Cattolici USA; ndr) e tutte le charities pseudo-cattoliche l'hanno eretta a nuovo totem globalista del proprio programma sinodale. 




Non dimentichiamo la ratifica dottrinale che Bergoglio ha dato alla farsa pandemica e alla vaccinazione di massa, così come alla frode climatica e agli obiettivi sostenibili con la pseudo-enciclica Laudato si', e la benedizione che Prevost ha impartito a un blocco di ghiaccio fatto arrivare apposta dall'Antartide, durante una imbarazzante cerimonia a Castel Gandolfo.
 



Nonostante insista nel dichiarare di non essere un politico, Leone non ha avuto alcuna remora nel ricevere in udienza privata lo scorso 9 Aprile David Axelrod, il principale stratega di Barack Obama e suo ex consigliere senior alla Casa Bianca. (Per intenderci, Axelrod è colui che ha insegnato ad Obama lo slogan "yes, we can!" per la sua campagna elettorale. Ndr).

Una domanda è più che legittima: Axelrod è forse venuto in Vaticano per dettare a Leone una precisa strategia politica, come già avvenuto con le ingerenze di Hillary Clinton e John Podesta per spingere Benedetto XVI alla Rinuncia e favorire l'elezione di Bergoglio?
 

David Axelrod è in piedi di fianco a Barack Obama.
È interessante notare che non v'è alcuna foto sull'udienza privata del 9 aprile 2026.

Il paradosso è reso manifesto dallo stesso Trump: «Leone dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!» Il che è assolutamente vero, più di quanto il Presidente Trump possa immaginare...

Se l'Amministrazione DEM ha più volte indebitamente interferito nel governo della Chiesa di Roma, non si può dire siano mancati anche interventi intempestivi del Vaticano nei riguardi di Washington.

E se non stupivano le invettive del Gesuita di Buenos Aires contro Trump definito «non cristiano»  perché dichiarava  di voler  rimpatriare le orde  di clandestini, di certo hanno lasciato sconcertati le uscite dell'Agostiniano di Chicago a proposito dell'immigrazione, e più recentemente anche sulla guerra: «Dio non benedice alcun conflitto. Chi è discepolo di Cristo, Principe della Pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia bombe», ha detto Leone.

Certo, egli avrebbe potuto circostanziare, come fece Benedetto XVI: «Viste le nuove armi che rendono possibile una distruzione che va ben oltre i gruppi di combattenti, oggi dobbiamo chiederci se sia ancora lecito ammettere l'esistenza stessa di una guerra giusta».




O, ancor meglio, Leone avrebbe potuto ricordare le parole di Pio XII: «Un popolo minacciato o già vittima di una ingiusta aggressione, se vuole pensare ad agire cristianamente non può restare in una indifferenza passiva; tanto più la solidarietà della famiglia dei popoli interdice agli altri di comportarsi come semplici spettatori in un atteggiamento d'impassibile neutralità».

Ma Prevost ‒ ed è qui che sta il vero problema ‒ non parla con la voce della Chiesa: le sue parole di condanna per qualsiasi guerra finiscono con il legittimare anche le guerre ingiuste, privando l'aggredito del diritto di difendersi dal momento che anche la guerra di difesa sarebbe ingiusta. 

Questo errore è simile all'affermare che tutte le religioni si equivalgono; che i precetti della Morale si devono adattare alle circostanze contingenti (vedi Amoris Lætitia e Fiducia Supplicans); o che la pena capitale è contraria al Vangelo. Poiché anche in questi casi colui che dovrebbe essere un punto di riferimento nel discernere il Bene dal Male tradisce il proprio mandato riconoscendo pari diritti all'errore e alla Verità, piuttosto di assumersi la responsabilità morale di condannare l'uno e difendere l'altra.

Certo, se mai Leone osasse parlare con la voce autorevole della Chiesa Cattolica, si troverebbe contro non solo la Sinistra pacifista (in cui Prevost ha militato sin dagli anni Ottanta, aderendo al movimento dei Giovani Agostiniani, o Agostiniani per la pace sponsorizzato dal Partito Comunista Italiano), ma anche la destra teocon cui non pochi conservatori cattolici sono pericolosamente contigui.

La tolleranza di cui beneficia temporaneamente la Gerarchia conciliare è infatti condizionata alla sua accettazione e promozione non solo dell'agenda globalista dell'ONU, del World Economic Forum di Davos, del Council for Inclusive Capitalism with the Vatican fondato da Bergoglio con Lynn Forester de Rothschild, ma anche dell'agenda liberale della lobby anglo-sionista.



Ecco il 
"Council for Inclusive Capitalism with the Vatican" fondato da Bergoglio nel 2020.
 Alla sua destra si vede Lynn Forester de Rothschild.

Ossia  di due  poteri sovranazionali  che  agiscono  su fronti  apparentemente  opposti ma per un comune obiettivo: l'instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale, che a seconda di chi prevarrà nello scontro vedrà comunque perseguitato unicamente il Cattolicesimo, quello tradizionale che Roma cerca in ogni modo di distruggere o di fagocitare "conciliarizzandolo" e "sinodalizzandolo".

Secondo il richiamo di Trump «Leone dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa [...] e concentrarsi sull'essere un grande Papa, anziché un politico». 

Perché l'elezione di un "papa" americano di Chicago, intriso di dottrine ereticali acquisite negli anni di ministero in America Latina, dedito al culto della Pachamama e ideologicamente affine – per sua stessa ammissione – al peggior progressismo dei famigerati cardinali Bernardin e Cupich, sembra essere stata pianificata apposta per costituire un contraltare al Presidente degli Stati Uniti.

Se il suo ruolo avrebbe dovuto essere ‒ come infatti si è visto in questi mesi ‒ quello di continuatore della rivoluzione conciliare e sinodale, non stupisce che Bergoglio abbia preparato minuziosamente la sua ascesa ecclesiastica in modo che gli succedesse e non vanificasse i dodici anni di sistematica demolizione dell'edificio Cattolico e di totale asservimento alla cupola globalista da parte del Gesuita Argentino.

Il totale silenzio della sparuta minoranza moderatamente conservatrice del Collegio cardinalizio dinanzi alle dimostrazioni concrete di tale continuità tra Bergoglio e Prevost conferma la sua complicità ed inadeguatezza.

Il coro unanime dei media mainstream e dei neo-papisti costituisce la prova che Leone non parla da Papa ma da porta-bandiera dell'antitrumpismo, per così dire. 

Perché gli elogi provengono da personaggi ‒ interni ed esterni al corpo ecclesiale ‒ che di cattolico non hanno nulla, e che sarebbero i primi a crocifiggere Prevost se solo osasse esprimere qualche dubbio sui "dogmi" intoccabili della Sinistra radicale. 

E perché questa difesa di Prevost è motivata proprio dal fatto che il "papa" ha scelto di fare il politico, dando prova di una partigianeria che scredita il Papato e la Chiesa Cattolica dinanzi al mondo.

Per questo Leone dovrebbe davvero «darsi una regolata nel suo ruolo di Papa»: cosa questa quanto mai difficile per chi come lui è stato scelto proprio perché il suo appoggio all'agenda globalista non sarebbe stato forzato, ma spontaneo e convinto. 

E perché a vigilare su Leone ci sono gli emissari di quei Poteri che non hanno alcuna intenzione di abbandonare le posizioni raggiunte all'interno della Chiesa Cattolica, a così breve distanza dal traguardo.




Quando Nostro Signore Gesù Cristo è riconosciuto come Re delle Nazioni, nessun Anticristo potrebbe osare rivendicare il titolo di Messia. E quando è riconosciuto come Re e Pontefice in seno alla Chiesa, nessun Suo Vicario oserebbe sovvertire il Suo insegnamento e demolire la Sua Chiesa. 

Se questo avviene oggi, sotto i nostri occhi, è perché ci troviamo in tempi escatologici, in cui Nostro Signore è stato spodestato nella Sua divina Regalità dalle Nazioni e nel Suo eterno Sacerdozio dai Suoi stessi Ministri. 

Nel giudicare dunque gli eventi presenti, non lasciamoci sedurre da speculazioni astratte e non cerchiamo di modificare la realtà perché assecondi le nostre illusioni. Guardiamo tutto ciò che accade con uno sguardo soprannaturale, perché è l'unico modo per conservare nelle presenti tribolazioni quella pace dell'anima che il mondo non sa e non può dare (Gv 14, 27).

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d'America

Viterbo, 17 Aprile MMXXVI
S.cti Aniceti Papæ et Martyris

N O T E

1. – Cfr. tra gli altri https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116394704213456431

2. – Cfr. https://www.cbsnews.com/news/catholic-conversions-rising-inside-the-catholic-churchs-quiet-revival-60-minutes/

3. – Cfr. https://www.rainews.it/video/2026/04/il-papa-non-sono-un-politico-il-mio-messaggio-e-il-vangelo-smettiamola-con-le-guerre-b786b48e-2cf5-4d17-8b73-2ab093d1259d.html

4. – Cfr. https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-sinodo-chiesa-baghdad-caldei-medio-oriente-pace.html

5. – Così Joseph Ratzinger nel 2002.

6. – Pio XII, Radiomessaggio di Natale del 24 Dicembre 1948.

7. – Cfr. https://x.com/antoniosocci1/status/2044478728311320768

8. – Non sfuggirà l’assonanza col movimento dei Giovani Turchi, di chiara (anche se forse involontaria) ispirazione massonica.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it



giovedì 16 aprile 2026

Chi siamo in Realtà? La Scoperta che cambia la Vita!

 

Sebirblu, 14 aprile 2026

"Et multum laboravi, quaerens Te extra me, et Tu habitas in me".

«Questa celebre frase proviene da "Le Confessioni di Sant'Agostino di Ippona" (Libro X, capitolo 27). Essa descrive il momento della conversione interiore di Agostino, il passaggio dalla ricerca di Dio nelle cose esterne (creature) alla scoperta della Sua presenza nell'interiorità dell'anima:

"Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Tu eri dentro di me ed io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle Tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con Te..."

Ed ecco quello che possiamo dire (scrive Pietro Ubaldi nel suo "Dio e Universo"; ndr) all'uomo immerso nelle tenebre: "Svegliati e sentirai che Dio ti è accanto, è dentro di te, è la tua vita, la vita del Tutto".

Questa è la grande scoperta che sposta l'asse dell'essere che la scienza nemmeno sa concepire: scoprire la propria immortalità, il Divino che è in noi e in esso imparare eternamente a vivere. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).

Ridestare la propria coscienza addormentata per comprendere che si è figli di Dio, immensamente amati da Lui; capire che la causa di tutti i nostri guai non sta nella cattiva costruzione del "Sistema" ma nella nostra incomprensione del suo perfetto Ordine.

Capire che il tremendo destino di dolore che su tutti grava dipende soprattutto dalla nostra ignoranza, e che può essere superato da un percorso sereno solo se sapremo oltrepassare i nostri bassi istinti e sfuggire all'intrinseca natura animale.

Comprendere soprattutto in quale misura Satana, che noi amiamo seguire perché ci alletta, è il primo nemico della felicità, e che Dio, ignorato dai più in quanto esige da noi il giusto lavoro per guadagnarci la gioia, è il primo nostro Amico che desidera e cerca il nostro vero Bene.

Lo spirito di separatismo e di disgregazione che lo anima annienterà anche lui per la stessa fatale legge delle cose. E con Satana crolleranno il dolore e la morte e la vita vincerà, quella vita il cui centro è nello Spirito, Scintilla per cui Dio si manifesta in tutto ciò che è.

Quando i Giudei volevano lapidare il Cristo, Giovanni racconta ‒ al cap.11, 33 e segg. ‒ che l'accusa era di blasfemìa... "Ti lapidiamo per la bestemmia, perché essendo Tu uomo ti fai Dio". Gesù replicò loro: "Non è scritto nella vostra legge. Io ho detto: Voi siete dèi?" (id. 11, 35).

 


Gerard van Honthorst (1592–1656)

Quando scopriremo la grandezza di questa nostra natura divina facente capo a Dio? Nell'intimo del nostro essere, nello Spirito, vi è una profondità d'infinito verso cui l'evoluzione progressivamente ci ridesta. È lì che che il piccolo nostro «io sono» si fonde con l'«Io Sono» del Tutto, Dio.

Solamente nell'essere umano questa intima Sostanza è sprofondata nell'incosciente in seguito alla "Caduta" (ved. QUI, QUI e QUI; ndr) che l'individuo stesso (soprattutto occidentale; ndr) non ne sa più nulla e non riesce ad immaginarsi quale Scintilla divina, incapsulata dentro il suo corpo fisico.

L'attuale uomo comune è così abituato a concepire ogni manifestazione solo nella sua ultima forma esteriore o sensoria, talmente convinto che questa sia la sola ed unica realtà che nei momenti in cui vuol pregare Dio ne proietta all'esterno una immagine materiale, quella che egli può farsi di Lui, e la adora.

Ma allora, se Dio è in noi, come tanti mistici cristiani hanno sostenuto (e questo rimanda alle riflessioni di Sant'Agostino esposte sopra; ndr), qual è il percorso da seguire per trovarLo e mettersi in comunicazione con Lui?

Rifacciamoci alle origini. Prima di creare, Dio era l'Uno, che tutto doveva ancora trarre da Sé Stesso, dal Suo Essere. Con la creazione, l'Uno si distinse in Creatore e creatura, allora unicamente spirituale, e nacque il "Sistema". 

Ma con la "Caduta" questo si spezzò in due: "Sistema" ed "Antisistema", in cui un gruppo di Intelligenze Purissime (Spiriti ribelli; ndr) cadde nella prigione della forma o corpo.

[Da qui si deduce che Dio Creatore, pur avendo assistito al tradimento delle Essenze generate da Lui e tratte dalla Sua stessa Sostanza, non si è staccato da loro, ma le ha seguite nella rovinosa precipitazione, "dimenticato" all'interno delle vorticose energie che andavano vieppiù addensandosi, come involucro o corpo, intorno ai reprobi; ndr].



Caduta degli Angeli di Gustave Dorè

Ora, fuori da tutto ciò era rimasto l'Uno nel suo aspetto assoluto, ossia "Colui che è" oltre qualsiasi manifestazione: è il Trascendente perfetto e immutabile che continua ad esistere in tutta la Sua creazione come Dio Immanente, sia nella parte integra che colpevole, crollata nell'«Antisistema» per la "Rivolta" iniziale.

E che cos'è l'Immanenza se non la Scintilla-Divina rimasta in fondo alla nostra forma come Spirito, per animarlo, ed evolvendolo riportarlo a Sé? E come si fa a questo punto a camminare verso il profondo di noi stessi e diventarne coscienti?

Si tratta di passare da una lingua falsa, dove tutto si fa col corpo e con i suoi sensi, costruttori dell'illusione, ad una lingua VERA, dove tutto si fa con lo Spirito, unica REALTÀ.

Questa è la sostanza e l'ultimo significato dell'evoluzione: risvegliare in sé il Dio Immanente nascosto nelle profondità dello Spirito, far diventare di nuovo cosciente e vivo quello che, invertendosi per la "Caduta", è diventato incosciente e morto.

La gerarchia di tutti gli esseri dipende dal grado di tale Risveglio, che è anche il parametro con cui si stabilisce il loro valore, rappresentato dalla piena capacità di vibrare e dal livello di coscienza raggiunto che li avvicina più o meno a Dio.

Vediamo adesso che cosa significa diventare coscienti. Ascoltiamo le conferme delle anime grandi che più hanno percorsa la "Via del Ritorno". Sant'Agostino scrisse che "Est Deus superior summo, interior intimo meo" aggiungendo poi la frase (posta all'inizio di questa mia relazione) "Et multum laboravi, quaerens Te extra me, et Tu habitas in me".

Egli testimoniava così che Dio è intimo all'essere e che non va cercato fuori, ma dentro di noi. San Paolo lasciò scritto dell'Altissimo che: "In ipso vivimus, movemur et sumus" ("In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo" ‒ Atti, 17, 28). Mentre la Beata Angela da Foligno s'era sentita dire dal Cristo: "Io sono più intimo all'anima tua, che non l'anima tua a te stessa".»



"Luce in movimento" di Marcello Ciampolini

Riflessione di Sebirblu

Ogni essere umano, prima o poi, arrivato ad un certo punto dell'esistenza, o per un dolore subìto o per una sua evoluzione raggiunta, si pone la domanda del perché della vita; se tutto è dovuto al "caso" oppure al sussistere di un Principio assoluto che molti chiamano Dio...

C'è molta ingiustizia nel mondo, ed è facile per la maggioranza sentenziare: "Se Dio esistesse non permetterebbe questo o quello..." Ma quanto sto per dire non è adatto per coloro che pensano ancora in tal modo, bensì per quelli che odono in sé stessi, nonostante il rumore intorno e l'evidente sfacelo nel quale si vedono immersi, un richiamo indistinto, non ben definito, che li attira da lontano, dalle profondità della loro più intima essenza.

Allora, è saggio fermarsi, ed ascoltare quel "richiamo" sottile che vuole imporsi alla nostra attenzione... ma per udirlo è necessario fare silenzio intorno a noi. E quel "SILENZIO"... è fatto di scelte:

‒ se davvero vogliamo capire, dobbiamo dare la precedenza assoluta allo Spirito che è in noi e che equivale al 1° comandamento: "Io Sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio all'infuori di Me".

Perciò, ogni forma di adesione che superi in interesse o che distragga dalla ricerca intima spirituale del nostro sé interiore, foss'anche il lavoro, la famiglia, gli amici o quant'altro, rende nulla la ricerca stessa finché non avremo compreso la sua massima importanza.

Dice il Vangelo di Matteo 13, 44 nella prima parabola:

"Il Tesoro nascosto"


"Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo;
un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia,
vende tutti i suoi averi e compra quel campo".

E nella seconda, sempre in Matteo 13, 45-46, leggiamo:

"La Perla preziosa"


"Il Regno dei cieli è simile ad un mercante che va in cerca di perle preziose;
trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra."



Dunque, per quanto mi concerne, avendo io percepito quel pur flebile "richiamo" accennato sopra, ho ritenuto imperativo acuire le orecchie d'anima ed iniziare a dargli seriamente ascolto ridimensionando la mia vita, eliminando il più possibile ogni attrattiva umana, per acquisire la ricchezza incalcolabile della Consapevolezza del Sé interiore, la Scintilla divina che alberga in noi.

Questo è esattamente quello che ho fatto quando avevo 27 anni (ora ne ho 85) e non ho mai sentito alcun rammarico o pentimento. Avevo intuito animicamente che la "posta in gioco" era qualcosa di immenso...

Ho allora lasciato la casa confortevole che avevo per trovarne una più modesta; ho rinunciato ad una brillante carriera lavorativa che mi dava tante soddisfazioni ma lusingava troppo il mio orgoglio; ho scelto un'esistenza più raccolta e meno mondana, abbandonando diverse amicizie che "non mi riconoscevano più"...

Ma quello che ho trovato vale più di tutto l'oro del mondo: ho scoperto l'Amore inestimabile del Cristo in me, in quella piccola Particella che, guidandomi, ha reso possibile l'Opera, che tuttora sto svolgendo, di essere utile a tanta gente nel corso della mia lunga vita, espandendo e distribuendo l'enorme Conoscenza ricevuta da Lui per il "Risveglio" d'anima delle coscienze.



Ora posso ben riprendere ciò che Ubaldi (per conoscerlo meglio, ved. QUI) ha scritto su "Dio e Universo":

«Numerosi mistici cristiani, esperti in tali ricerche, sostengono che: "Dio è la nostra superessenza", cioè qualcosa di così intimo e profondo da apparire come la nostra stessa sublimazione. 

Come si constata il problema dell'ascesa spirituale ha radici nel Cosmo e il gran filo conduttore per la risalita ‒ dove l'Immanenza divina fa capo alla Sua Trascendenza ‒ si trova proprio in fondo a noi stessi.

È attraverso questo processo che si riesce a sentire in sé e nelle cose la Presenza di Dio. Così le anime si vanno lentamente ridestando, sospinte dalla Legge. Gli involuti non sono che dei poveri addormentati, eppure l'Eterno Padre è così vicino da essere addirittura "interior intimo meo".

Come far allora comprendere tutto ciò ad individui che lo sentono invece così lontano da giungere persino all'ateismo?

La vita dello Spirito è rappresentata da uno stato vibratorio, e la vibrazione, più o meno rapida ed evoluta piuttosto che lenta e gravosa, è anche la misurazione che lo definisce. Ora, la prossimità o distanza tra un'anima e Dio è data dal grado di affinità di vibrazione raggiunto da essa in rapporto a Lui.

In altri termini, la vicinanza è una sintonizzazione e quindi l'involuto, dalle frequenze vibratorie basse e lente, non vibra affatto in accordo col Divino e da Questi, perciò, si trova lontanissimo.

Ecco qual è il percorso per ritrovare Dio. Quando l'uomo sarà divenuto cosciente della Presenza divina in lui, il cammino dell'evoluzione sarà compiuto, l'edificio crollato sarà ricostruito, la creatura ribelle sarà tornata al suo Creatore. (Esattamente come spiega la parabola evangelica del Figliol Prodigo, ved. QUI; ndr).

L'uomo comune è in balìa del gioco delle sue illusorie sensazioni di superficie e ignora quali meravigliosi tesori giacciono inesplorati nell'intimità del suo essere. Ma ecco qui narrati in forma razionale quali profondi mutamenti possono avvenire nell'animo quando un uomo si fa santo.




Pochi li avvertono perché i più vivono di sensazioni a cui tali interiorità sfuggono. Essi non possono assolutamente comprendere e ammettere una distanza qualitativa ed evolutiva della propria natura di tipo vibrazionale da qualcosa che ci è pur così intimo.

È inutile, quindi, parlare a chiunque di una incomprensibile Immanenza di Dio in tutte le cose (con lo psichismo ad esempio nei tre regni minerale, vegetale ed animale; ndr) e soprattutto nel profondo della nostra anima.

Chi non è in grado di recepire una vibrazione, la crede inesistente e la nega. Però questa impossibilità si spiega facilmente. È difficile muovere alla "Ricerca di Dio" dalla periferia, dove si è situati in posizione capovolta (ossia nell'«Antisistema»; ndr).

Per poter tornare al "Sistema" (dove, ricordo, sussiste perfetto l'Ordine divino; ndr) è necessario percorrere per gradi la scala evolutiva del "Ritorno" all'Uno Trascendente e fondersi di nuovo con Lui.

Grave e impressionante è la conclusione di questo capitolo, specialmente per chi la sente con forza perché l'ha raggiunta da sé attraverso una sua personale maturazione e visione.

Rappresenta una scoperta rivoluzionaria il venire a sapere che nelle profondità del proprio "io" esiste una Scintilla dell'Altissimo, che l'animale ignora e l'ignorante nega, e che pur è così vicina. È travolgente sentirsi diventare eterni, cittadini dell'universo.


Conclusione grande, ma anche pericolosa se non saputa maneggiare, che quindi non va rivelata a tutti, non va data in mano all'involuto. A chi non è preparato non può essere elargita la luce di tale abbagliante verità, che dev'essere sempre proporzionata a chi la riceve.

  


Tali concetti, posti nella mente dell'involuto, vengono traviati: possono venire intesi nell'aspetto contrario, com'è la sua posizione, ovvero non per fondersi nel Supremo annullandovi il proprio egocentrismo, ma per potenziarlo erigendosi ad anti-Dio.

La "Ribellione prima" è sempre pronta a ripetersi nell'«Antisistema». Così l'individuo può presumere e credere di essere Dio. Questa è l'interpretazione rovesciata delle nostre conclusioni, cioè satanica.

È per questa ragione che la Conoscenza di così gran fatto, qual è quello della Presenza divina in noi, viene preclusa ai più; almeno finché essi non si evolvono. Guai a chi intende in senso opposto tale Presenza di Dio in noi! Allora tutto ciò servirebbe non per salire, ma per discendere ancor più in basso.

Il mistico vero non si fa mai grande di questa sua intima scoperta, anzi ne fa la via dell'ubbidienza e dell'umiltà; non imbocca mai quella della rivolta e dell'orgoglio!

È necessario dar voce a Dio in sé, ma non alla rovescia, l'«Io-Dio» è in noi come principio d'Amore, affinché noi stabiliamo il nostro centro in Lui, e NON per farne un centro contro di Lui. In questo caso, l'Eterno si negherebbe sempre più invece che donarsi e l'essere precipiterebbe ancora e ancora, al posto di salire.

Siamo in Terra, in un periferico regno dell'«Antisistema», dove è facile capovolgere la verità nell'errore. Così come è altrettanto facile dare alla nostra fede e all'intuizione dell'Immanenza di Dio un significato di panteismo impersonale.

Questa fu difatti l'interpretazione che fu data di alcuni volumi precedenti, specie de "La Grande Sintesi", di cui questo libro attuale e gli altri non sono che lo sviluppo e la spiegazione. Non è più l'«Io» ribelle che ora deve trionfare, ma l'«Io» in sacrificio, ai piedi della Legge.




"I primi saranno gli ultimi", cioè chi vorrà essere il primo in seno al «Sistema», sia nell'«Antisistema» l'ultimo, il servitore del suo prossimo, non in superbia, ma in ubbidienza ed umiltà.

È evidente che questa sopra tracciata, non è la via che porta a Satana, ma quella che porta a Dio.»

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it


Fonte: dal volume di Pietro Ubaldi "Dio e Universo".