mercoledì 20 gennaio 2021

Svelato il Simbolismo segreto di Maria a Pontmain!




Sebirblu, 19 gennaio 2021

In occasione del 150° anniversario della mariofanìa ancora poco conosciuta della Madonna di Pontmain dell'altroieri, ripropongo dopo quasi 5 anni lo straordinario evento francese affinché, malgrado la "mala sorte" paia accanirsi contro l'umanità, questa, attraverso la Fede, possa rimanere salda nella certezza della Vittoria finale. 


Quella di Pontmain è una delle apparizioni mariane più misteriose e complesse che abbia mai avuto luogo sul pianeta. 

Forse è per questo motivo che, nonostante ne sia stata riconosciuta ufficialmente l'autenticità, quasi nessuno ha scoperto la sua relazione con gli ultimi tempi, quelli che stiamo vivendo oggi.

L'ha realizzata un ricercatore francese, un ardente, un uomo che, dopo essersi risvegliato a livello interiore, ha deciso di dedicare la sua vita a diffondere quello che aveva trovato e che ancora trova, per illuminare gli altri e renderli edotti del mondo meraviglioso dello Spirito.

Necessariamente, affinché il suo articolo potesse risultare più comprensibile, ho dovuto correlarlo con la descrizione, seppur breve, dei fatti accaduti in quella circostanza lontana.

Per questo, cari Lettori, l'insieme ne risulta alquanto corposo ma, onde evitare di perderne la continuità ed il senso profondo, preferisco presentarvelo intero invece che spezzato in più parti.

Auspico che la grande maggioranza di voi lo apprezzi, perché oltre a riguardare i giorni attuali è, di fatto, un esempio eccellente di come può essere condotta un'indagine esoterica a livello spirituale.

Vi segnalo QUI un'altra basilare intuizione su Medjugorje, onde attestarne il Vero.


Il Santuario di Pontmain

L'Apparizione di Nostra Signora di Pontmain

La sera del 17 gennaio 1871 Eugène Barbedette, un ragazzino di dodici anni, stava aiutando suo padre nel granaio a pestare il ginestrone, usato come foraggio per gli animali; anche suo fratello di dieci anni, Joseph, si trovava lì con loro.

Eugène uscì fuori per vedere che tempo facesse e vide, al di sopra della casa di fronte, una splendida Signora con un vestito ornato di stelle; Ella lo guardava e gli sorrideva, tendendo le braccia dinanzi a sé, come a volerlo abbracciare.

Eugène corse dal padre a raccontargli della Signora; in breve tempo la voce della visione dei due bambini si diffuse per il piccolissimo villaggio e tutta la gente si recò al granaio. Altre due bambine (Jeanne-Marie Lebossé di nove anni e Françoise Richer di undici anni) La videro.

Giunsero anche il parroco e le suore che gestivano la parrocchia, i quali, senza giudizi o commenti, invitarono tutta la gente a pregare; l'apparizione si svolse nel giro di tre ore e mezzo circa, accompagnata dalla preghiera e dai canti degli abitanti del villaggio.

Quella di Pontmain rimane senza dubbio una delle più singolari apparizioni mariane della storia.


Le prima e la seconda fase.

Le cinque fasi dell’apparizione

Prima fase

Il primo a vedere la regale Signora fu Eugène Barbedette. Ella indossava un vestito blu ornato di stelle, scarpette molto semplici con fibbia dorata, una corona d'oro sopra un velo nero che le copriva i capelli e mezza fronte scendendo sulle spalle.

La Signora sorrideva al bambino, come al fratellino Joseph giunto poco dopo. I bimbi corsero a riferire quanto vedevano al papà e alla mamma Victoire che, pensando si potesse trattare della Vergine Maria, corse a cercare suor Vitaline alla scuola parrocchiale per raccontarle ciò che i suoi figli dicevano di vedere.

Un'altra suora, Marie Edouarde, si affrettò ad avvisare il parroco don Michel Guerin. Nel frattempo l'intero villaggio era accorso al granaio e tutti cominciarono a pregare guidati da suor Vitaline.

Seconda fase

In breve, il parroco giunse tra la sua gente e un ovale blu con quattro candele spente apparve attorno alla bella Dama, mentre una piccola croce rossa divenne visibile sul suo abito, in corrispondenza del cuore.

In quel momento Ella divenne triste. La folla intanto cominciava a discutere su ciò che stava accadendo e il subbuglio cresceva, quando il parroco esortò tutti a pregare, e suor Marie Edouarde iniziò la recita del Santo Rosario.

Fu così che la Signora riprese a sorridere ed appena la preghiera si fece più fervida Lei iniziò ad aumentare di dimensioni; anche l'ovale che la circondava cresceva e le stelle, moltiplicandosi, andarono a posarsi ai suoi piedi.

Terminato il rosario la folla intonò il Magnificat e in quell'istante una grande banda bianca si srotolò ai piedi della Signora e lettera dopo lettera comparvero le parole "Ma pregate figli miei".

Su invito del parroco tutti recitarono le litanie mariane e la frase su un'unica riga si completò: "Dio vi esaudirà al più presto". Poi si intonò l'Inviolata, e all'invocazione "O Mater alma Christi carissima" altri due termini apparvero all'inizio della seconda riga: "Mio Figlio..."

E quando la folla inneggiò la Salve Regina, il messaggio scritto proseguì con "...permette che il Suo cuore si lasci intenerire". Infine il grande gruppo rimase in preghiera silenziosamente. Ormai tutti, dall'inizio della frase ‒ "Mio Figlio" ‒ avevano dedotto trattarsi davvero della Vergine Maria.


La terza, la quarta e la quinta fase.

Terza fase

La gente, allora, continuò con l'inno "Madre della Speranza", e a questo punto la Vergine alzò le mani al livello delle spalle muovendo le dita al ritmo del canto, quasi a voler pizzicare un'invisibile arpa. La gioia dei bambini eruppe, strappando loro più e più volte il grido: "O com'è bella!", mentre Maria sorrideva.

Poi le due frasi si cancellarono lentamente sulla banda chiara, facendo sparire il messaggio e lasciando il posto ad uno sfondo color del cielo notturno. I bambini impostarono un altro canto, quello che avevano eseguito a scuola nel pomeriggio; il volto di Maria mostrava in quell'attimo grande tristezza.

Quarta fase

Appena iniziarono a cantare, apparve davanti alla Vergine una croce rossa di circa 50 cm sovrastata da un cartiglio bianco con la scritta "Gesù Cristo". Il Signore appariva insanguinato. Al canto del Parce Domine Maria prese la croce con entrambe le mani e la inclinò verso i bambini, che avvertirono tutti che stava ritornando nuovamente triste.

Poi, una piccola stella accese le quattro candele dentro l'ovale, proprio come faceva il parroco presso l'altare della Vergine nella chiesa parrocchiale. La folla continuò a pregare in silenzio e la stella si posizionò al di sopra del capo della Madonna.

Quinta fase

Infine, Suor Marie Edouarde intonò l'Ave Maris Stella e il crocifisso rosso sparì, ma apparvero, nel contempo, altre due piccole croci bianche su ciascuna spalla della Madonna che riprese a sorridere.

Il parroco invitò i presenti a recitare insieme con lui le preghiere della sera e ognuno si inginocchiò. All'esame di coscienza generale, un velo bianco si innalzò lentamente dai piedi della Vergine facendola scomparire poco a poco dalla vista dei bambini.

La visione si era definitivamente conclusa intorno alle nove di sera. Tutti fecero allora ritorno alle proprie case. 

(Ecco un'animazione magistrale dell'apparizione che, seppur in lingua francese, è comprensibilissima. E QUI, troverete la completa e minuziosa storia illustrata, adatta soprattutto per i bambini.) 




Il segreto di Pontmain 
di Louis d'Alencourt

Questo articolo propone di rivisitare l'apparizione di Pontmain sotto un aspetto nuovo, mettendo in luce ciò che sarebbe, secondo la mia ricerca ispirata, il suo significato escatologico.

Come ogni comparsa della Madonna, contiene un messaggio immediato che riguarda il periodo dell'apparizione (in questo caso la guerra del 1870 tra la Prussia e la Francia) ed un avviso di più ampia portata, concernente gli ultimi tempi del mondo.

Un'apparizione di 3 ore e mezzo

Già questo è un primo punto: l'apparizione si svolse, infatti, dalle ore 17,30 alle 21, dunque per tre ore e mezzo, ma approfondiamo.

Conviene sapere che la quantità "3 e mezzo" viene citata spesso nella bibbia ed espressa in diversi modi: un tempo, due tempi e la metà di un tempo, o tre giorni e mezzo, o tre anni e mezzo, o 42 mesi, o 1260 giorni. È sempre il medesimo concetto di durata che si esprime con questo "3 e mezzo".

Si ritrova tale cifra anche in momenti chiave della storia sacra. Infatti, coincide con il periodo di vita pubblica del Signore (un po' meno di 3 anni e mezzo), ed è pure l'arco vitale della bestia dell'Apocalisse, ancora di 3 anni e mezzo o 42 mesi, tempo che sarà abbreviato, secondo la promessa di Gesù (nel Suo discorso profetico, ved. QUI; ndt) in Mt. 24.

È esattamente questo evento che si è manifestato a Pontmain e c'è dunque un primo nesso, per il suo protrarsi, con la fine dei tempi, e principalmente con il periodo più aspro delle tribolazioni, quello del regno della bestia, e perciò dell'Anticristo.


Apocalisse di Marcello Ciampolini

Una comparsa silenziosa e di notte

Il secondo legame con la fine dei tempi conferma quello che si intuisce. Un caso estremamente raro, ma non unico.

Pontmain fu così un'apparizione:

1) silenziosa
2) notturna
3) e in cielo

È importante conoscere il significato esoterico dei luoghi (cfr. QUI; ndt) e metterlo a confronto con la simbologia biblica. Quando Maria appare in una grotta a Lourdes o su una montagna a La Salette, pone in evidenza la stessa nozione: l'importanza di isolarsi dal mondo.

Allorché Gesù dice "Quando vedrete l'abominio della desolazione innalzato in luogo santo, quelli che si trovano in Giudea fuggano sulle montagne" (aggiungendo con molta cura: "colui che legge comprenda"). Non allude ad una fuga, ma ad una resistenza del popolo di Dio di fronte al mondo.

Perché questo, quando non è retto da principi cristiani, appartiene a Satana e noi la chiamiamo Babilonia.

«Esci da Babilonia popolo mio!» è il grido d'allarme dell'Apocalisse, che invita a non prendere parte alle abbominazioni e alla vita perversa del mondo. Ossia a non mischiarsi ad esso. Infatti, "Pregate e fate penitenza" è il messaggio continuo di Lourdes e di La Salette.

Notiamo che a Fatima, Maria è come poggiata su un albero; ossia annuncia già il giardino dell'Eden, la Gerusalemme Celeste e quindi la Resurrezione della Chiesa indicata con il miracolo del sole.

A Pontmain non siamo ancora arrivati a questo, perché se la Vergine appare di notte, in cielo e senza parlare, vuol dire che ci si trova in piena tribolazione, dunque nell'oscurità, e che Ella sarà il nostro unico faro, una luce solo apparentemente silenziosa.

A La Salette, parlando degli apostoli degli ultimi tempi, dice chiaramente: «Io sono con voi e in voi, purché la vostra fede sia luce che illumini questi giorni di sventura. Combattete, figli della Luce, piccolo numero che ci vede, poiché è giunto il tempo dei tempi, la fine delle fini."

Dunque la luce è la fede, la guida è Maria, e a parte un piccolo "resto", tutto il mondo è al buio. Per questo motivo è silenziosa, perché si avvicinerà a noi spiritualmente, tramite la fede. Durante le tribolazioni, sarà finito il tempo delle Sue comparse, tutto sarà a livello interiore.

Altro piccolo dettaglio: dietro la casa Guidecoq, c'era un campo (là dove si trova l'attuale basilica), ed Ella si mostrò al di sopra di esso, come a Tilly.

Analizziamo ora le cinque fasi dell'apparizione.


Fase 1

Maria fa da ponte fra l'inizio e la fine della Chiesa

Quando appare, Ella è sola nel cielo. Indossa un abito blu disseminato di stelle; ha un velo nero sul capo che gli scende fino a metà fronte (e sembra confermare ciò che è stato appena detto come simbolo di sofferenze e dolori) e su questo, una corona d'oro (contornata al centro da un sottile profilo rosso; ndt).

Le stelle, a cinque punte, possono essere viste come un allusione al numero 5, per esempio alle dita di una mano (che tra l'altro Lei muoverà, insieme all'altra, per ritmare un canto; ndt).

Il borgo si chiama Pontmain (Ponte-mano), come se il messaggio fosse: «Io sono un ponte fra due elementi il cui valore è 5». Questa cifra, probabilmente, si riferisce anche all'angoscia finale della Chiesa, poiché personifica le 5 piaghe del Cristo.

Si può dire, quindi, che Pontmain rappresenta il ponte della Passione ultima della Chiesa, durante la quale Maria veglia sul Suo popolo annunciando e promettendo il Ritorno di Suo Figlio (cioè la Parusìa; ndt).

La Madonna si trova al centro di 3 grandi stelle: un chiaro riferimento alla Trinità divina, di cui Lei è la Messaggera.


Fase 2

Un Messaggio in codice

La seconda fase è fondamentale per la comprensione del tutto e comincia con l'arrivo del parroco Guérin al granaio.

Cosa accade in quell'istante?

1) Nel momento in cui arriva, una piccola croce rossa si delinea tempestivamente sul cuore di Maria.

2) Con la stessa rapidità e nel medesimo tempo appare un ovale bluette intorno alla bella Signora, lasciando all'esterno le 3 stelle suddette, e all'interno 4 bugie con le relative candele spente.

È chiaro che la piccola croce rossa, formatasi all'arrivo del prete, simboleggia la Chiesa, e il suo colore ne rivela il futuro travaglio.

Emerge lo stesso significato per l'ovale, dal quale si comprende:

- che la Chiesa entra nella sua Passione (croce rossa)
- che questa è delimitata nel tempo (ovale chiuso)
- che la sua durata sarà su base 4 (le 4 candele)
- che la Trinità controlla le operazioni (perché le 3 stelle restano fuori)
- che il Cielo ci dona la Madre Santa come principale sostegno e Guida nel corso delle    angustie (poiché Ella si trova all'interno dell'ovale).
- che la Passione avrà luogo in fasi successive come quelle dell'apparizione.

Seconda parte della fase 2: lo striscione scritto




Lo Striscione

Qui, l'analisi non prende in esame, per ora, il contenuto della scritta ma il suo aspetto esoterico che sembra essere un messaggio criptato.

1) Pare che l'unica istruzione data sia la preghiera: "Mais priez" (Ma pregate).
2) Maria si avvicina al suo popolo e non a tutti: "mes enfants" (figli miei).
3) Il "Mais" (parola iniziale, ossia "Ma") si mostra da solo, per ben 10 minuti. Perché?

Perché  ci dona  un calendario preciso  e  quindi  non è più il caso,  da  quel momento, di dubitare del nesso con le tribolazioni degli ultimi tempi. Le lettere di "Mais" addizionate, (secondo l'alfabeto francese; ndt), formano il numero 42. (a=1, b=2 ecc. ndt).

Ebbene, come abbiamo già visto sopra, 42 mesi sono 3 anni e mezzo, e corrispondono soprattutto al tempo di vita della "bestia" apocalittica.

Dunque, il permanere solitario (per 10 minuti) del primo termine "Mais" significa: "Quello che ho da rivelarvi è in relazione al 42" o "comincia col 42" e questa cifra sappiamo cosa indica, basta leggere il capitolo 13 dell'Apocalisse riguardante il periodo della bestia, la sesta tromba. (Cfr. QUI; ndt).

Così verrebbe spiegato «l'errore» del "Ma" iniziale, dato che lo si dovrebbe usare soltanto in continuità di un'altra frase (qui mancante) che ne giustifichi il senso.

Di conseguenza, grazie al 42, ora conosciamo che tale "Ma" introduce il sesto periodo e fa implicitamente riferimento ai tempi precedenti. Siamo nel bel mezzo dei 3 guai apocalittici, cioè nel secondo.

4) Infine il comunicato è una promessa colma di speranza: le preghiere dei Suoi figli saranno esaudite.

Questo "Ma" provvidenziale non indirizza unicamente al periodo in cui ci troviamo rispetto all'Apocalisse, ma suggerisce anche una frase contenente delle indicazioni temporali, poiché tramite questo messaggio scritto, la Vergine ci svela lo svolgersi delle tribolazioni e le loro date-chiave.


Seconda parte della fase 2: lo striscione scritto

Il Messaggio rivela almeno due livelli di lettura

a) Un senso immediato – la promessa di un intervento divino a breve termine – nella misura in cui il popolo di Dio l'ottiene attraverso la preghiera; come è avvenuto con l'armistizio entrato in vigore qualche giorno dopo. (Era in corso la guerra franco-prussiana; ndt).

b) Un significato in codice, per un'interpretazione a lungo termine, che si trova nella struttura stessa della frase:

Nella prima linea: 47 lettere + 1 grosso punto dorato.

Nella seconda linea: 22 lettere + 1 tratto che la sottolinea totalmente.

Essendosi l'apparizione manifestata il 17 gennaio 1871, il calcolo è semplice:

1) 1871 (incluso, perché siamo all'inizio dell'anno) + 47 = 1917: Fatima.

Notiamo che Fatima è pienamente simboleggiata nel 48° "carattere": un grosso punto "simile ad un sole d'oro avente la stessa altezza delle lettere" secondo il dire dei veggenti. E l'apparizione di Fatima è celebre per il miracolo del sole del 13 ottobre.

2) 1917 + 22 = 1939.

Ma, se si considera che il grosso punto ha valore di lettera, poiché avente la medesima altezza delle altre, come suddetto, ne deriva il conteggio seguente:

1917 + 1 + 22 = 1940.

Il primo calcolo dà l'anno della dichiarazione di guerra della Francia alla Germania.

Il secondo, viceversa, quello dell'invasione e dell'occupazione della Francia da parte dei tedeschi; triste richiamo alla situazione del 1870-1871... ma in peggio!

3) La sottolineatura rappresenta la totalità della seconda frase, dunque si può considerare che abbia lo stesso valore, ossia altri 22 caratteri di stampa! Così abbiamo:

Nel primo computo – 1939 + 22 = 1961 – l'anno della convocazione ufficiale del Concilio Vaticano II tramite la Bolla d'Indizione «Humanae salutis» di Papa Giovanni XXIII del 25 dicembre 1961.


Bolla d'Indizione "Humanae Salutis" di Papa Giovanni XXIII

Nel secondo computo – 1940 +22 = 1962 – l'anno effettivo di apertura dello stesso Concilio, l'11 ottobre 1962.

Nella frase sottolineata è contenuta, tuttavia, un'informazione che non appare esplicitamente e che necessita estrapolare. Essa proviene dagli spazi vuoti ugualmente  evidenziati  dal  lungo  trattino,  e  sono  4.

Se gli spazi normali sono soltanto «bianchi» e «vuoti», dunque non calcolabili, quelli sottolineati possiedono un'impronta supplementare che fornisce loro un valore speciale.

Dunque, aggiungendoli al primo conteggio, ossia all'anno della convocazione ufficiale del Concilio, si ottiene la data del suo termine:

1939 + 22 + 4 = 1965 (ossia l'8 dicembre 1965).

Ecco, quindi, il messaggio esoterico di Pontmain in 3 date fondamentali:

1) Fatima e la prima guerra mondiale
2) La seconda guerra mondiale
3) Il Concilio Vaticano II,  considerato a giusto titolo da Mgr Lefebvre,  al pari di una        terza guerra mondiale.

Un ultimo punto:

Lo striscione comincia a formarsi al Magnificat, vale a dire nel corso di un canto messianico che annuncia la Giustizia divina, ricompensando i buoni e confondendo i malvagi.

Il messaggio continua a comporsi durante le Litanie, l'Inviolata e la Salve Regina, cioè tre preghiere che ci mettono sotto la protezione della Vergine Santa.


Fase 3

La Speranza

Dopo averci trasmesso questo scritto importante, Maria insiste sulla speranza. La terza fase è dedicata appunto a questa virtù. Perché?

1) Il messaggio sullo striscione resta in mostra per tutto il periodo del canto "Madre della Speranza".

2) Maria accompagna il coro sorridendo e muovendo le dita delle mani.

Ella evidenzia così l'essenzialità di tale virtù, come aveva già annunciato a La Salette. La speranza che è contenuta nello stesso testo del Magnificat. Ecco perché la banda scritta ha cominciato a rendersi visibile con quel canto.

Testo che la Madonna, cinque anni dopo (ancora il 5), avrebbe presentato alla sua apparizione di Pellevoisin, in continuità a quella di Pontmain.


Fase 4

La Passione della Chiesa

La quarta fase esprime molto chiaramente l'ingresso nella parte più attiva e dura delle tribolazioni, che chiameremo la Passione della Chiesa propriamente detta.

Lo striscione si è appena dissolto, e ci si trova, perciò, alla fine delle date sopra descritte: quelle  del  1962  o  1965,  giusto  dopo  il  concilio.

E che accade?

1) Ella ricade nella tristezza.
2) Appare una croce rosso vivo con un Cristo del medesimo colore ma più scuro.
3) Al di sopra del divino Crocifisso appare un dicitura a piene lettere GESÙ CRISTO.
4) Una stella accende le 4 candele.

Il Cristo insanguinato e la croce rossa illustrano senza alcun dubbio la Passione della Chiesa entrata, di fatto, nell'epoca più cruda della sua persecuzione, dopo il Concilio.

Da dove proveniva l'espressione affranta sul volto di Maria che superava tutto ciò che si possa immaginare? – si chiederà Joseph Barbedette.

Quando si conosce che cosa è diventata la Chiesa in 50 anni, la sua liturgia, la fede, l'apostasia e la pletora di anime perdute ed inviate agli inferi, si può comprendere molto bene quest'immensa espressione di tristezza.

Le quattro candele accese indicano che questa fase è basata su un valore di «4»




E si tratta senz'altro della Chiesa poiché si trova sempre nell'ovale.

Jésus-Christ = 151

Il nome Gesù Cristo scritto per intero è un'indicazione escatologica che si può interpretare così.

Davanti all'altare, noi diciamo "Adiutorium nostrum in nomine Domini", che vuol dire: "Il nostro soccorso è nel nome del Signore". Non unicamente nel Signore, ma anche nel Suo nome!

Tale nome ha un valore di «151», secondo lo stesso metodo usato per il "Mais o Ma" (ossia contando e addizionando le lettere dell'alfabeto francese; ndt), senza fare della numerologia.

Ora, avendo dato la Madonna a La Salette, nel 1864, il punto indicativo di partenza del periodo persecutorio (per la Chiesa) in senso lato, tale anno sommato a 151 dà il 2015. E questo conferma che noi stiamo vivendo, in pieno, gli ultimi tempi supplementari  a  nostra  disposizione.

Teniamo presente inoltre che questa frase si forma durante il canto del "Parce Domine" che è particolarmente adatto alle tribolazioni:

"Parce Domine, parce populo tuo (Perdona Signore, perdona il tuo popolo)
  Ne in aeternum irascaris nobis"  (Non rimanere in eterno adirato con noi).

La correlazione tra lo svolgersi dell'apparizione e i canti (e ciò che significano) è molto illuminante.


Fase 5

Il Sepolcro e i 2 Testimoni

Il curato fa cantare l'Ave Maris Stella. E all'istante:

1) Il crocifisso rosso sparisce.
2) Le 4 candele restano illuminate.
3) Due piccole croci bianche si posizionano sulle spalle della Vergine.
4) Ella  ritorna  a  sorridere ma con  un'impronta di gravità,  come se le rimanesse  un       ricordo della Sua tristezza precedente.

Anche questo, è molto semplice da comprendere: il crocifisso scompare perché la Chiesa è nel sepolcro; si tratta dell'ultima fase della Passione; è per questo che le 4 candele restano accese e l'ovale è sempre là.

E dal momento che la Chiesa è nella tomba, rimangono soltanto i giusti, simboleggiati dalle due croci bianche che rappresentano i 2 testimoni dell'apocalisse. 

Questi ultimi sono l'emblema dei laici e dei consacrati ancora conformi alla dottrina antica (la fedeltà tanto richiesta da Gesù nel Vangelo) guidati soltanto dalla fede e dalla speranza in quest'ultimo periodo di inganni e sofferenze.

Nella fase precedente, Maria guardava il crocifisso, mentre qui ha di nuovo gli occhi rivolti sui veggenti, i suoi bambini, dunque i bimbi di Dio, ossia i giusti restati fedeli, e descritti a La Salette come apostoli degli ultimi tempi.

E soprattutto, l'ultimo canto è quello dell'Ave Maris Stella, che spiega bene tutto lo svolgimento dei 3 anni al sepolcro, durante i quali la Madonna e gli apostoli degli ultimi tempi agiranno per realizzare ciò che contiene il cantico stesso. Ed è naturale che sia l'ultimo, contiene tutto! (Lo si può trovare QUI; ndt).


Il granaio Barbedette

Conclusione: l'ultimo segreto, la Nascita

Si è constatato che a Pontmain la Vergine attirava le folle per concedere grazie di santificazione e di ravvedimento; poche erano le guarigioni fisiche tanto che l'abate Guérin, notando un sì gran numero di ritorni a Dio, chiamava la Madonna "Nostra Signora di Conversione".

Negli ultimi tempi, infatti, sono le anime a dover essere guarite non i corpi, ed essendo questa la posta finale, il nome ufficiale dato a Maria in quell'apparizione è Nostra Signora della Speranza.

E a proposito di speranza, termino con un piccolo parallelo sul concetto di nascita. Perché la Vergine si presenta con un ampio abito senza cintura e scarpette che sembrano pantofole?

Perché questa è la tenuta delle donne incinte, o meglio, di colei che ha appena partorito, ma la bella Signora non è in attesa, bensì nell'intimità della propria casa, poiché si trova nell'arco temporale del puerperio, 40 giorni circa dopo la nascita, simboleggiata pure dai 40 giorni di digiuno nel deserto o dai 40 anni antecedenti l'ingresso alla Terra Promessa.

Ed è questa la ragione del suo lungo permanere là (3 ore e mezzo) affinché il periodo di purificazione dei figli di Dio fosse concluso per mezzo della grande tribolazione.

Ma di quale nascita si parla in questi tempi apocalittici? Di quell'umanità cristiana che Gesù, dopo aver lasciato la Terra, volle fosse partorita dalla Sua Chiesa.

La stessa Chiesa, d'altronde, sarebbe passata attraverso le medesime fasi della formazione di un uomo: concepimento, nascita, infanzia, maturità e declino; proprio ad immagine del suo divino Maestro, la cui vita, Passione, morte, sepoltura, Risurrezione o ri-nascita non sono che l'emblema dell'analoga Risurrezione della Chiesa, la futura Gerusalemme celeste.




Anche nostro Signore utilizza a più riprese il concetto di parto e di nascita.

La durata reale di una gravidanza è di 38 settimane o di 266 giorni tra l'ovulazione e la nascita. Al termine di questo periodo si arriva al parto.

Dunque: tempo di gestazione = 38 settimane = 266 giorni; nascita alla 39ª settimana.

Ora:

‒ Papa Francesco, ultimo della lista di Malachia, è il 266° pontefice. 
‒ Il Cristo è risuscitato fra la 38ª e la 39ª ora.
‒ A Pontmain, 38 uomini erano partiti per la guerra e sono tutti ritornati.
‒ Il dipartimento di la Salette porta il numero 38.
‒ Il paralitico di Béthesda era ammalato da 38 anni.
‒ Infine,  il 13 maggio 2016 ricorrerà,  sorprendentemente,  il 38° mese del pontificato    di Bergoglio. (Che è il "Falso Profeta": ved. QUI, QUI, QUI e QUI; ndt).

E sarà proprio il giorno in cui l'apparizione di Fatima entrerà nel suo 100° anno (cfr. anche QUI, con la fine dei cento anni concessi a Satana; ndt), e il papa entrerà nel suo 39° mese di investitura.

È dunque tutto molto chiaro: Bergoglio è l'ultimo pseudo-papa di un ciclo completo, quello della Chiesa petrina raccontata nell'Apocalisse che termina con il parto di una Nuova Chiesa (quella Mistica, cfr. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndt.) chiamata Gerusalemme Celeste.

La Ri-nascita della Chiesa viene perciò annunciata il 13 maggio 2016, data a partire dalla quale si innescheranno gli ultimi avvenimenti necessari alla sua Risurrezione: la caduta di Babilonia, la punizione dei malvagi e l'ultima purificazione dei figli di Dio.

È quindi ammissibile e probabile che da quel tempo preciso in poi si dispieghino parecchi eventi annunciatori del "Dies Irae" (o Giorno della Collera).

Con questo, sono già tre anni che avverto senza sosta i miei contemporanei. Ma essi sorridono e continuano a credere alle frottole e alle soluzioni umane. Tuttavia un giorno l'invisibile diventerà visibile e in quel grave momento non ci sarà remissione possibile per nessuno.

Urge prepararsi prima, render tersa la propria anima, rigettare le proprie scorie e combatterle.

Nel libro di Giona, la città di Ninive fu risparmiata perché la totalità dei suoi abitanti fece penitenza per 40 giorni. 

La Babilonia attuale, malgrado il grido d'allarme degli apostoli degli ultimi giorni, non vuole ricredersi, ne fare affidamento sui messaggi e gli avvertimenti dal Cielo che giungono da ogni parte numerosi.

Per questo motivo, Babilonia la grande non sarà risparmiata; i suoi 40 giorni sono sul punto di esaurirsi ed essa finirà nell'obbrobrio e nella vergogna in un attimo inaspettato, quanto improvviso.

Chi ha orecchie intenda ciò che lo Spirito dice alle chiese (locuzione ripetuta ben 7 volte alla fine di ciascuna "chiesa" descritta nell'Apocalisse ai capitoli 2 e 3). (Cfr. QUI, l'importanza del n° 7; ndt).




Precisazione

Questo articolo è il testo di una mia conferenza tenuta a Tilly-sur-Seulles il 23 aprile ultimo scorso.

L'analisi dell'apparizione è mia personale salvo il passaggio concernente i tre periodi descritti – dal 1871 al 1965 – risultato di una ricerca collettiva, di una scoperta effettuata con i cari amici del gruppo di Pontmain, che tutti i 17 del mese si riunisce in quel luogo per domandare a Nostra Signora il Ritorno del Re.

Louis D'Alencourt

Traduzione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it


lunedì 18 gennaio 2021

EDIZIONE STRAORDINARIA prima del 20/1/21 in USA!


Trump ripulisce la "palude" - di Jon McNaughton

THE BIG VICTORY: LA MADRE DI TUTTE LE AMERICANATE

di Gianmarco Landi

«Donald Trump ci ha sempre detto che al termine di questo ‘reality’ politico lui avrebbe conseguito una Big Victory, cioè una grande vittoria, e non si sarebbe mai accontentato di una più semplice.

In effetti la serie di sconfitte collezionate da Trump a causa del sopraggiunto contesto di ‘pandemia covid’, iniziate con l’accettazione delle modalità di voto postale sin da giugno 2020, hanno instradato gli americani verso una via lastricata di truffe ed inganni che già si sapevano essere a vantaggio dei Democratici, quindi il reality sui destini del Mondo ora può concludersi solo in due modi, l’uno esattamente antitetico all’altro.

Il primo è quello di riconoscere che i Democratici hanno vinto, malgrado la vergogna dell’Obamagate, l’intelligenza illecita con un nemico letale per gli USA (partito comunista cinese) e una montagna di brogli elettorali mediante milioni e milioni di voti fasulli, la cui accettazione di principio in Occidente porterebbe alla fine conclamata della Democrazia, aprendo così l’Umanità verso una Dis-umanità dettata dall’incedere di una dittatura ‘sanitaria’ globale che ci porterebbe al Transumanesimo e alla narrativa distopica di Aldous Huxley o George Orwell.

Il secondo modo, quello che secondo me si verificherà, è invece quello di un finale con l’avvento di una improvvisa americanata. L’americanata è il finale del cinema da botteghino al termine del quale i pop corn vengono digeriti e non ti salgono su dallo stomaco insieme alla Coca Cola.

L’americanata è quello che esige il Popolo Sovrano in una Democrazia edificata su di una comunità di valori sviluppati da radici classiche e giudaico cristiane, cioè l’esito di una storia di lotta sofferente al cui termine vincono gli onesti, i leali e i buoni, quando tutti gli inganni e le malefatte dei cattivi vengono fuori e le circostanze premiano i meritevoli.

L’americanata è una maniera inesorabile e perentoria di stabilire chi ha ragione e chi ha torto per una evidenza naturale ineludibile, tanto da assumere valenza spirituale quasi divina. In Europa siamo abituati a sorridere sulle americanate, ridacchiando della semplicità al finale del film da botteghino con cui la gran parte degli autori americani esemplifica la complessità dello stare al Mondo, come se la verità si potesse ricercare soprattutto separando il grano dalla pula.

Ma forse ad essere sbagliati non sono loro, siamo noi europei continentali, che non solo abbiamo perso centralità politica nel Mondo da oltre un secolo, ma abbiamo avuto bisogno del sacrificio di tanti giovani americani, seppelliti sotto croci bianche a decine di migliaia qui in Italia, per impedire che l’Antico Continente, 75 anni fa, non diventasse un gigantesco campo di concentramento per esperimenti genetici nazisti o sado-satanisti.




Perciò questo articolo voglio iniziarlo sviluppando il mio ragionamento partendo da una fonte "incredibile", così svelandomi a tutti voi in maniera ancora più coraggiosa e sui generis di quanto fatto in passato.

È giunto il momento di parlare a tutti voi di "Q" e soprattutto di Joe M. che è un personaggio anonimo sempre più protagonista nel web americano e occidentale, ed essendo una fonte anonima e dal sapore letterario, come Zorro o la Primula rossa, se io fossi un giornalista ortodosso e benpensante, non dovrei prenderlo minimamente in considerazione per capire i destini del Mondo che, apparentemente, stabiliscono i colletti bianchi e non i super-eroi in anonimo.

Ma chi ha imparato a conoscermi avrà capito che io non sono quello che dovrei essere per il Ministero del buon pensiero, ma quello che ho il coraggio di essere, e perciò farò partire questo mio importantissimo articolo proprio dalle parole che Joe M ha sviscerato ieri, per il fine di spiegarvi con estrema lucidità logica, come andrà a finire questa storia delle presidenziali USA 2020.

Vi dirò tantissimo su Joe M solo alla fine dello scritto, ben sapendo che l’immagine con cui lui ha scelto di proporsi anni fa, è quella di un eroe-antieroe allergico al grande pubblico, cioè l’esatto opposto di quello che lui sarebbe secondo me, senza questa maschera da eroe-antieroe della Marvel.

Sono certo di potervi stupire, impressionare e sconvolgere svelandovi il fascino e il mistero che si cela dietro a questo personaggio del web e dei social, forse il numero 1 di Q, anche se non il mio preferito personale. Io ritengo che Joe M sia appartenente ad una famiglia importantissima nella storia americana e nel Mondo, e ci sono molti indizi che mi inducono a pensarlo.

Il mio scopo non è quello di convincere voi, perché non vendo pentole, non vendo libri, non ho abbonamenti da farvi sottoscrivere né cerco voti, bensì inseguire l’obiettivo di far esplodere l’essenza umanistica in chi mi legge in modo che costui in autonomia possa decidere se rompere gli schemi illogici dominanti nelle narrazioni false della Storia e del Mainstream, e intraprendere il cammino lungo una strada molto poco battuta.

Come ha chiarito il massimo esegeta italiano dei drops (gocce di informazione e disinformazione) di Q, Akim Volpato, l’organizzazione di intelligence militare USA fondata da John Fitzgerald Kennedy nei primi anni '60, denominata giustappunto Q (massimo grado di sicurezza), ha spiegato ai suoi seguaci sin dal 2018 non solo cosa avrebbe fatto Trump alcuni giorni prima che lo facesse, rendendolo palese anche ai colletti bianchi, ma ha sempre asserito che ci sarebbe un "Piano", attraverso lo stesso Trump, che avrebbe sbaragliato l'Élite del Nuovo Ordine Mondiale al termine del suo primo quadriennio.

Secondo i vari personaggi di Q, il Presidente USA sarebbe stato coadiuvato nei suoi uffici da altissime informazioni e tecnologie militari ignote alla CIA, alla FBI e all’NSA, che ancora nel 2018 erano totalmente in mano ad Obama e Hillary, cioè al Deep State, quindi erano leve di potere della Cabala molto potenti, ma non quanto quelle di cui poteva disporre Trump.

La Cabala è un’alleanza di potere tra pochissime famiglie di ricchissimi trilionari di origine khazara e perciò solo apparentemente ebraiche o cristiane (sono anche detti Aristocrazia Nera o Massoneria Aristocratica), e l’ordine dei gesuiti, l’istituzione cattolica più potente che ci sia. I gesuiti sono stati in grado di influenzare il Papa manovrando come pedine tutti i Re e i governanti a proprio piacimento per quasi 4 secoli, cominciando con il Re Sole in Francia.

In seno alla Chiesa Cattolica fu istituita nei secoli una regola non scritta violata con l’elezioni del gesuita Bergoglio: nessun gesuita sarebbe potuto diventare Papa perché i gesuiti non sono pastori spirituali né si occupano di guidare anime, ma sono raffinatissimi uomini di potere con un dovere di obbedienza assoluta alla gerarchia dell’Ordine e al Papa (con quale priorità non si è mai ben capito).



Ora cerchiamo di comprendere cosa ci sta dicendo Joe M e cosa sta effettivamente succedendo a Washington in questi giorni.

Dopo la giornata dell'Epifania e l’ordalia di situazioni ed eventi di Capitol Hill, con dolorose morti, decine di feriti ma anche pantomime mediatiche varie, ci stiamo approssimando all’inaugurazione presidenziale del 20 gennaio, cioè alla cerimonia che suggellerebbe il passaggio di consegne dal comandante in capo Donald Trump, in carica fino alle ore 12.00 (18:00 italiane) del 20 gennaio 2021,  e quello entrante, Joe Biden presidente eletto ai sensi della procedura di proclamazione dei risultati del collegio elettorale del 6 gennaio.

La giornata è stata determinata alla luce della decisione di Pence, il Presidente del Congresso in Seduta Comune, di non considerare i voti dei Parlamenti Statali negli stati controversi, che avrebbero premiato Trump, ma solo i voti dei grandi elettori sortiti dalle urne che il Presidente USA aveva sempre disconosciuto e contestato, addirittura sin dalla notte tra il 3 e 4 novembre, a scrutini interrotti proprio negli stati controversi, dichiarando che le urne di questi stati erano state inficiate da voti postali illegali e imbrogli informatici orchestrati da più potenze straniere, addirittura ostili agli Stati Uniti come la Cina, per il fine di rubare il potere di determinare le elezioni al Popolo Usa e così mortificare la Costituzione degli Stati Uniti.

Trump non ha mai fatto un minimo passo indietro rispetto a queste pesantissime e chiare accuse, e fare come se esse non esistessero o che siano lo sproloquio di un pazzo, è indice di magistrale idiozia e ignoranza delle leve di potere che lui ha in mano.

Biden però oggi sembra aver vinto, perché le certificazioni elettorali statali, quella congressuale dell'Epifania e tutti i pronunciamenti giudiziari, finanche quello della Corte Suprema quantunque sulla legittimità e non nel merito dei brogli, su cui la Corte Suprema entrerà per la prima volta il 23 gennaio, sono dalla parte dei Democratici, forti inoltre della maggioranza congressuale nei due rami e del duo Biden e Harris alla Casa Bianca.

Quello che sembra però non è, ed è solo l’apparenza a dover essere ribaltata. Siamo sull’orlo di un precipizio? Cosa ci sta dicendo Joe M? No, sull’orlo del precipizio sono solo i vertici Dem e una massa di repubblicani corrotti.


"L'impeachment" di Jon McNaughton


Ciò che sembra vero, sicuro e certo, in realtà non lo è mai stato, e presto vedrete che la soverchiante forza dei media e dei social media che ottunde le capacità di comprensione diffusa, sarà schiacciata da una qualche americanata che ci lascerà senza fiato.

Il tagliando del Make American Great Again (fai l’America Grande di Nuovo) non può non essere che un susseguirsi di americanate in grado di ridare un senso più profondo all’Occidente, con buona pace di certa intellighenzia che non ha mai letto o capito Tocquiville.

La base filosofica degli Stati Uniti è stata data con Locke non con Hobbes, quindi il Diritto Naturale non sarà mai cedevole al Diritto Positivo. Lo ha spiegato Trump in chiusura del suo ultimo video-discorso quando ha precisato "il benessere e la salvaguardia del Popolo, viene prima di quella dei politici", ma molto meglio di lui, con chiaro afflato lockiano ce lo spiegano i patrioti americani con le prime righe in premessa alla Carta del 1776:

"Filadelfia, 4 luglio 1776 ‒ Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto ad un altro popolo e assuma tra le potenze della Terra lo stato di potenza uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.

Noi riteniamo che sono per sé stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono stati creati eguali e che sono stati muniti dal Creatore di certi inalienabili diritti, ossia la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire tali diritti vengono istituiti tra gli uomini governi che applichino i loro giusti poteri tratti dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e istituire un nuovo direttivo fondato su tali principi, organizzandone i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.




Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a tollerare gli effetti di un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è diritto e dovere degli stessi sovvertire un siffatto governo e adottare nuove garanzie di sicurezza per l’avvenire...".

Su queste basi filosofiche, morali e di diritto, si basa l’iniziativa di Trump per rovesciare il palco di Joe Biden e Kamala Harris, operazione la cui fase finale è stata scatenata con precisione ad orologio a partire dal 6 di gennaio, giorno del Congresso ma anche in cui si è rivelato il ruolo dell’Italia nei brogli a favore dei Democratici, con il coinvolgimento di alcuni dirigenti della Leonardo SPA.

Gli italiani artefici dell’Italian job, hanno testimoniato e comprovato oggettivamente la chiusura del cerchio mortale per i DEM (ved. QUI; ndr), mediante un satellite italiano che ha allacciato i pastrocchi degli hacker di Francoforte già arrestati con una violenta sparatoria, alle macchine di voto della Dominion in America, marchingegni di Soros ampiamenti conosciuti e lasciati usare proprio con lo scopo di pizzicare i Dem con le mani sporche di sangue elettorale.

Proprio dall’Italia, quindi, è partita la poderosa controffensiva di Trump, che lascia intuire agli occhi più avveduti la possibilità che mai gli uffici di intelligence della Presidenza americana abbiano perso il controllo degli eventi, accettando gli abusi per il fine ultimo di accumularli e punirli in maniera tanto inesorabile quanto divina.

Ad esempio, ho sempre avuto il dubbio che W. Barr, i giudici della Corte Suprema o Pence non fossero dei traditori, e ci ho scommesso sopra ad istinto, ma ora ne sono sempre più certo, perché penso che Trump abbia avuto in pugno la situazione con abilità da prestigiatore.

Nemmeno il 6 gennaio Trump ha perso il controllo, quando il pifferaio magico Mike Pence ha suonato il suo strumento in un teatrino politico globale, per condurre i topi dell’America in una trappola, per un affogamento politico di proporzioni bibliche, anche riuscendo ad indurre media e Social media all’errore e all’autodistruzione con le proprie mani.


Jon McNaughton

L’operazione che mi accingo a raccontarvi è stata chiaramente preparata nei minimi dettagli, come la sceneggiatura di un film chiuso con finale ad americanata, e potrete rendervi conto della linearità logica con cui i mezzi, un calvario di sacrifici necessari, siano congrui ai fini, cioè distruggere la tirannide globale e abbattere qualsiasi forma di schiavitù finanziaria o sanitaria degli esseri umani.

La fredda cronaca degli ultimi giorni ci porta al dichiarato stato di emergenza per il Distretto di Columbia (https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/president-donald-j-trump-approves-district-columbia-emergency-declaration/) attraverso cui il presidente ha autorizzato la FEMA, cioè l’ente federale per la gestione delle emergenze nazionali, a coordinare tutte le azioni volte ad affrontare i pericoli di una qualsiasi calamità a danno del Popolo americano.

La FEMA fondamentalmente è assimilabile alla nostra Protezione Civile, quindi è un mezzo che di per sé non è buono né cattivo, poiché è il fine con cui agisce che rende questo mezzo malvagio o benevolo.

La FEMA ha la possibilità tecnica di concentrare e gestire una massa di persone in un campo di concentramento, e tutti coloro i quali pensavano che fosse stata rafforzata da Obama non per poter salvare masse di persone dagli uragani, ma per segregare fino a 30 milioni di americani in ottica di dittatura sanitaria, si ritrovano in una situazione di godimento assoluto, perché ad essere segregati nei palazzi del potere di Washington, potranno essere le élite di Obama e del Nuovo Ordine Mondiale.

La FEMA, a differenza della nostra Protezione Civile italiana usata per indurci a cedere al Great Reset dolcemente sfruttando il virus cinese, può mobilitare risorse umane ma anche militari in quanto direttamente collegata al Dipartimento per la sicurezza interna (Homeland Security). Il presidente per legge (Stafford Act) può ordinare a qualsiasi agenzia federale di utilizzare le proprie risorse per aiutare il governo statale negli sforzi di assistenza di emergenza, coinvolgendo e utilizzando soldati.

Improvvisamente la casa dei politici è finita nelle mani del Presidente e dell’Esercito da lui comandato, poiché se è vero che in prima istanza è il governatore statale a dover richiedere l’assistenza della FEMA, è anche vero che una volta dichiarata l’emergenza le redini sono nelle uniche mani del Comandate in Capo.

La quantità spropositata di militari che in questi giorni confluisce nella capitale degli USA, è una esibizione di muscoli che stanno intimorendo i Dem, sempre più sull’orlo di una crisi di nervi, ed infatti hanno chiesto loro 4 giorni fa di posticipare i meeting per raccordarsi sulla cerimonia del 20 gennaio, oggi.

La celebrazione di Biden adesso siamo noi, i trumpiani, che non vediamo l’ora si faccia. A Washington, città che porta il nome di un generale firmatario della Carta del 1776, sono arrivati blindati, droni, cecchini, posti di blocco, recinzioni alte due metri con filo spinato ritorto verso l’interno dei luoghi presidiati dai militari e non verso l’esterno, in una cornice di coprifuoco totale già molti giorni prima del giorno 20, portando sgomento negli stessi cittadini americani e panico nelle fila dei Dem.




Pelosi e compagnia bella sanno molto bene che i tafferugli e i morti che ci sono ‘scappati’ alla Befana sono stati realizzati dalla sedizione di loro membri Antifà, quindi il giorno in cui il loro successo deve trovare l’apoteosi, chi è che dovrebbe scatenare cotante violenze, e perché Trump ci terrebbe così tanto a proteggere la celebrazione del colossale torto da lui subito? l’Esercito e i suoi potenti mezzi a cosa serviranno? Serviranno a proteggere i palazzi del potere dal Popolo americano inferocito per le declassificazioni degli scheletri nell’armadio Dem, o a proteggere il Popolo dai politici strumentalizzati dalla Cina e dalle èlite bancarie, segregandoli in massa in alcuni kilometri quadri per poi spegnere la luce?

Da tutto il paese stanno convergendo anche corpi della Guardia Nazionale, persino dal governatorato di Puerto Rico. Guido Lombardi mi ha fatto osservare che ogni stato federato ha il proprio corpo della Guardia Nazionale e tutti i 54 corpi (ci sono 4 territori oltre ai 50 Stati) rispondono al governatore del rispettivo stato (o territorio), ma a differenza delle molteplici forze armate, la Guardia Nazionale è composta da riservisti e agisce sotto il controllo dei vari governatori, i quali possono mobilitarla all’interno dello stato in casi di calamità ed emergenze, ma la National Guard di ciascuno Stato può essere impiegata in servizio federale per respingere un’invasione o reprimere rivolte.

Può svolgere servizio di polizia/ordine pubblico federale se gli USA o parte di loro vengono invasi o sono in pericolo di invasione per opera di una nazione straniera. Per questo motivo chi in questi giorni fa riferimento all’Insurrection Act con cui Trump può attuare un dispiegamento di truppe della Guardia Nazionale e dei militari federali sul territorio, espone una possibilità concreta che Trump ha e che può giocarsi da istrionico gigante quale lui è, pronto a prendersi un simile posto nella Storia.

L’americanata, cioè l’happy end che tutti i suoi sostenitori si aspettano sin dal 2016, quando in moltissime manifestazioni lo slogan ‘HILLARY in THE PRISON’, surclassava pure gli slogan ‘MAKE AMERICA GREAT AGAIN’ e ‘AMERICA FIRST’, non è solo nelle sue corde, è proprio Donald Trump in carne ed ossa! Pensateci bene: è possibile che Trump, un uomo che ha nel colpo di scena il suo tratto distintivo, non ci regali questo, che sintetizza plasticamente i due super slogan, Make America Great Again, e Hillary in the Prison?

Egli, prima di diventare Presidente, irrompeva negli incontri di Wrestling, rompendo il politically correct perché lui era un esterno del pubblico, partecipando fisicamente alle risse a scapito dei cattivi per riequilibrare gli esiti della competizione, e dal 2004 al 2014 si è imposto in TV con il reality show 'Apprentice', in veste di personaggio molto generoso quando si trattava di premiare i bravi lavoratori ossequiosi dell’etica americana, ma anche uno spietato ‘punisher’ dei cattivi lavoratori, specie se falsi, corrotti o malvagi.




Le persone che si erano comportate male venivano licenziate in TV così dando esempio ad una generazione di giovani americani che il bene e il male non sono tutto uno, ma si distinguono e si devono separare nella sorte buona e cattiva, anche ricorrendo ad una spada da cavaliere o da San Michele Arcangelo, se occorresse.

Perciò mi aspetto che l’America rimanga fedele a sé stessa, e ci dia un esempio di Democrazia, di Civiltà, e di come il Sogno americano al termine di questa storia possa uscirne più forte e potente di prima. Deve per forza essere così!

Io sono cresciuto da adolescente con i miti americani di Top Gun, Rambo, Rocky Balboa e dei personaggi dei film d’azione con Nicolas Cage e Bruce Willis, e perciò l’americanata in finale di reality politico è assolutamente certa, perché a condurre il gioco non è stata la marionetta di una élite di burattinai banchieri di Ginevra, ma chi crede nell’America First e ne è un esempio palese.

Alle mie lettrici, che essendo donne hanno intuito femminile, chiedo se è possibile che Trump non abbia le palle per fare la cosa giusta. Il Sogno Americano esiste nel Make America Great Again e viceversa, e come possa esserci un Trump in futuro se lui non dimostrasse al Sogno Americano di esserci ora. Non è possibile nemmeno pensarlo! Sarebbe come immaginare di vedere Pretty Woman e Julia Roberts che alla fine non si ritrova Richard Gere sotto la finestra, con un mazzo di fiori e la favola che Lei aveva chiesto a lui? [...]

Chiunque creda nell’essere umano, sa che presto ci sarà un’americanata, e che Biden non vincerà. Gli esiti della Democrazia Americana stanno girando contro il Diavolo, e i segnali di ciò sono palesi con le ‘combinazioni’ fortuite di un crollo fisico dei due pilastri della Cabala: i khazari e il Vaticano preda totale dei gesuiti.

L’altro ieri è morto il barone Benjamin de Rothschild, il numero uno della holding a capo dell’impero finanziario più forte del Mondo. A molti sfugge cosa significhi questa notizia, cioè la morte di un pezzo grosso della Cabala che controlla tutte le top bank continentali e l'insieme delle banche centrali, BCE inclusa. La costruzione dell’impero Rothschild iniziò quando i due fratelli Nathan (da Londra) e James (da Parigi) giocarono con il Mondo scatenando le guerre napoleoniche. Non sono sicuro che costui sia effettivamente morto, poiché gente di quel livello ha la forza di sparire e inscenare la propria morte, tuttavia il segnale nella situazione politica attuale è sempre quello di un cedimento strutturale del Nuovo Ordine Mondiale. FONTE: Muore a 57anni banchiere Benjamin de Rothschild – SWI swissinfo.ch

Identica situazione si scorge nel Vaticano gesuita, che sembra pagare alcune insolenze papali, tra cui lo schiaffo alla cristiana cinese che a Capodanno si aggrappò alla mano del Pontefice esortandolo con una energica presa a proteggere i cristiani cinesi sotto la dittatura comunista, venendo schiaffeggiata sulla mano, oppure lo ‘schiaffo morale’ rifilato a Mike Pompeo, che Bergoglio si rifiutò di incontrare ad ottobre. (Ecco di seguito  il video dello schiaffo. Cliccare QUI per gli smartphone).




Dalla Cina è arrivato il Covid 19 e potrebbe essere la fine del potentato gesuita in Vaticano, poiché molti potenti arcivescovi stanno cadendo come mosche. Ne sono morti nove solo questa settimana, la maggior parte dei quali in Svizzera, molti dei quali sopra i settant'anni ma uno, un pupillo di Bergoglio, intorno ai cinquanta. Che sfortuna!? FONTE: https://www.catholicnewsagency.com/news/nine-catholic-bishops-with-covid-19-die-in-a-single-week-36233

Il Vaticano 7 giorni fa era stato funestato da un black out misterioso, e qualcuno ha pure sentito degli spari, ma quello di molto ‘sfortunato’ che risulta essere accaduto, è che il giorno seguente sarebbe deceduto il medico personale ed amico di Bergoglio, per Covid 19.

Cosa sta succedendo? Sta succedendo forse un regolamento di conti di portata biblica?

Ognuno si faccia la propria idea, certo è che la mole di documenti desecretati da Trump sono destinati a sconvolgere il Mondo, qualsiasi cosa deciderà di fare Biden e la sua armata brancaleone, senza alcun più favore delle stelle. Biden sfiderà Trump e il botteghino americano privando l’America della sua americanata? No, non è possibile. Tra Trump e Biden chi è lo stallone italo-americano che finora ha incassato pugni dall’inizio alla fine, ma è rimasto in piedi all’ultimo round contro il pugile comunista che avrebbe dovuto spezzarlo in due?

Il finale da botteghino, cioè l’Americanata, per me è l’essenza stessa dell’America, e comunque i Dem decidano, presentarsi a Washington per reclamare la loro legittima refurtiva, oppure chinare il capo al cospetto del Sogno americano, sarà impossibile fermare una inondazione di sdegno popolare che arriverà con la furia degli eroi della Marvel su di una Democrazia lacerata dalla corruzione e non da una divisione che non ci sarebbe più, facendo sguainare la spada all’arbitro supremo che ha fondato gli Stati Uniti: l’Esercito americano.

Trump non avrebbe potuto agire altrimenti rispetto a quello che può fare stando dalla parte del Popolo, della Legge e dell’Esercito, e non avrebbe mai potuto agire prima per bonificare la palude, poiché la maggioranza 2/3 al Senato per cacciarlo con il pretesto 'Russiagate', era fattibile se avesse alzato troppo il capo uno o due anni fa.

Come possono comportarsi i media e i social media per inquinare la verità e tapparci la bocca, lo sappiamo adesso, e come si sono comportati 94 senatori su 100 lo abbiamo visto il 6 di gennaio. Ma l’impeachment oggi non è possibile e la situazione si è ribaltata con un’americanata in arrivo, perché il 100% dei Dem insieme all’80% dei Repubblicani sono tutti politici ‘dead man walking’, cioè fottuti politicamente, perchè ‘l’impeachment’ lo subiranno per intero tutti i congressman, i lobbisti delle multinazionali degenerate e i giudici di Washington, se non si metteranno in linea con i principi di una Nazione improntata al riconoscimento di Dio e non a quello di Satana.


Jon McNaughton

In conclusione vi parlerò di Joe M, e sono certo che quantunque sia un argomento per lettori uomini, manderò in solluchero soprattutto le mie lettrici, che al termine dell’articolo inizieranno a farsi un’idea su chi sia quest’uomo tenebroso accanto a Trump, e sulle cui parole ho ispirato questo lungo articolo.

La foto con cui Joe M si pone è esteticamente assai sgradevole (un teschio) ed è quella di un personaggio di fantasia su cui si può fissare la mente di un uomo nato intorno agli anni 60, e che ha grandi torti da vendicare. La foto è quella del Punisher (il Punitore) e si tratta di un antieroe immaginario che compare nei fumetti pubblicati dalla Marvel insieme all’Uomo Ragno e Capitan America.



The Punisher fece la sua prima apparizione grazie alla penna di Conway, il creatore dell’Uomo Ragno. La natura brutale e la volontà di uccidere del Punitore lo resero un’anomalia nei fumetti americani, quando alla fine degli anni ’80, il Punitore faceva parte di un’ondata di antieroi psicologicamente particolari essendo stati turbati da un trauma infantile.

Apparve per la prima volta in The Amazing Spider-Man (1974), e il Punitore era inizialmente un antagonista dell’eroe riconosciuto e accettato dal pubblico, l’Uomo Ragno. Il personaggio è descritto come un vendicativo con sete di sangue che sfoga volendo uccidere i cattivi, qualcosa che la maggior parte dei supereroi dell’epoca si astiene dal fare, nel senso che tutti si limitavano a consegnarli alla Giustizia o metterli semplicemente in una rete.

The Punisher no, ed ha dei limiti umani e dei super-poteri molto umani, perché è un abile tiratore ma soprattutto un abilissimo stratega, con un temperamento feroce in segno di notevole frustrazione per l’uccisione dei suoi familiari operata dai cattivi quando lui era molto piccolo.

L’uomo è assai complesso, tenebroso ma affascinante, perché impegnato in un’ampia ricerca all’interno della sua anima su quale sia la cosa giusta da fare, e sebbene non abbia scrupoli nell’uccidere, e dovesse essere destinato ad un ruolo di secondo piano dall’autore, consegue popolarità imprevista. Pur rimanendo eroe di secondo livello al grande pubblico, diviene una leggenda tra gli appassionati del genere.

The Punisher lavora nell’ombra, come se fosse inesistente, ma accompagnando eroi molto più popolari di lui, come l’Uomo Ragno e Capitan America, fa spiccare la sua profondità d’animo e diviene protagonista assoluto in una dimensione psicologica con la sua forza d’animo complessa, che giustifica tutta la brutalità che lui dosa in ragione degli eventi da lui subiti durante l’infanzia.

Questo è il personaggio con cui Joe M si presenta, spiegando a tutti noi la situazione di trappola totale in cui sono finiti i Democratici: cosa faranno, penseranno che Q è un bluff, come abbiamo dato ad intendere finora, o realtà? Cosa faranno, cederanno consegnandosi ai muscoli di Capitan America a cui riconoscere la Presidenza, oppure andranno a Washington il 20 con il rischio di finire nella rete che l’Uomo Ragno ha approntato per tutti loro a Washington seguendo la strategia di Q Joe M alias the Punisher (il punitore)? La curiosità su chi possa essere Joe M della organizzazione Q è enorme, e chissà se sarà mai soddisfatta.

"Q" è stata fondata da John Fitzgerald Kennedy per combattere la Cabala, perché il grande Presidente dei Democratici negli anni ’60 si rendeva conto che la segretezza con cui operavano i suoi nemici, era la loro più grande forza, e per questo creò questo corpo di Intelligence protetto da un livello di segretezza estrema, indipendente da FBI e CIA.


Il piccolo "John John" saluta il papà per l'ultima volta...  

La Cabala comprese che questo Kennedy era un uomo fuori dal comune e quindi molto pericoloso in ragione di uno slancio cristiano contagioso, e perciò lo uccise spappolandogli il cervello in una strada di Dallas nel novembre del 1963, infliggendo ai suoi figli una frustrazione che nessuno di noi potrà evidentemente immaginare, atteso che nessuno di noi ha per fortuna visto la propria madre disperata mentre cerca di recuperare materia cerebrale del marito che scivola via dal cofano dell’auto presidenziale.

Il fratello di J.F. Kennedy, Robert Kennedy, ci provò a seguire le orme del fratello nel 1968, ma evidentemente era diventato un problema di consapevolezza familiare, perché dopo aver vinto le primarie ed essersi avviato a diventare Presidente, fu anche lui ucciso dalla Cabala con un’esecuzione a bruciapelo in un contesto politico.

Sul finire degli anni 90, il giovane John John figlio di JFK e nipote di Robert avrebbe dovuto sfidare Hillary a New York per arrivare in Senato e provare una carriera politica significativa, che si era prefissato di portare avanti avendo in mente le riforme finanziarie che intendeva attuare il padre, cioè l’emissione della moneta a credito e la fine della schiavitù degli esseri umani. Pensate che tra i suoi amici John junior aveva anche l’erede dei Rothschild in America, un ragazzo di cui si narrano le doti di grande intelligenza, sicuramente di famiglia, ma che sembrava la classica pecora nera, poiché era orientato a voler cambiare il Mondo avendo le stesse sue idee di John John.

Purtroppo nel 1999 l’aereo privato del rampollo Kennedy si inabissò con la moglie e cognata, e quattro giorni dopo a 30 metri di profondità un solo corpo fu trovato, stranamente ben attaccato al Piper, che si è poi presunto essere quello del figlio appena trentottenne dell’ex presidente USA ammazzato a Dallas.

Pochi mesi dopo, anche il rampollo dei Rothschild, la pecora nera o bianca che sia, morì nel corso di una festa newyorchese, ufficialmente per un’overdose di droga, anche se alcuni asserirono che non fosse il genere di vizi di quel giovane ragazzo venuto fuori dalla famiglia più ricca e potente del Mondo.

Tuttavia nel 2001 le Twin Tower crollarono e con esse i server e i piani tecnici per impostare Gesara, cioè l’emissione della moneta a credito, come avrebbe voluto realizzare John John, anche per portare avanti il testimone (o staffetta; ndr) di suo padre John Fitzgerald Kennedy, con il favore di tutti gli uomini liberi e forti che credono nell’Umanità a prescindere dal loro cognome, dal loro ceto, dal colore della loro pelle e dalla loro nazionalità.

In quegli anni c’era però anche un outsider, un altro rampante newyorchese sbruffoncello e molto poco temuto dalle èlite, anche se di "stoffa" ne aveva perché era riuscito a farsi rispettare tirando su grattacieli a Manhattan, senza che qualcuno lo avesse autorizzato. Il ragazzo aveva un cognome molto meno blasonato rispetto a quello dei Kennedy o dei Rothschid, e di lui il Presidente anti-èlite anni '80 di nome Ronald Reagan disse che un giorno sarebbe diventato un Presidente modello Capitan America. Questo giovane uomo si chiamava Donald Trump.


John F. Kennedy Jr. e Donald Trump

In conclusione, lasciatemi finire con la madre di tutte le americanate: chi, se non un editore appassionato di fumetti avrebbe potuto pensare di accompagnare Capitan America avendo capito l’importanza di agire in anonimato e con una meticolosa e complessa strategia che la Cabala non avrebbe saputo leggere? Chi, se non un uomo maturo nel cuore di un bambino chiuso della sua stanza negli anni 70, mentre mitigava la sua frustrazione esistenziale sognando di far intrappolare tutti i cattivi nella rete dell’Uomo Ragno o far prendere a cazzotti da capitan America? Oh si, solo The Punisher, alias Q-Joe M, alias… avrebbe potuto sognarlo.

Come disse un matto di nome Enzo Ferrari, se puoi sognare una simile cosa, allora puoi anche farla. È di tutta evidenza che qualcuno l’ha sognata questa strategia, e io ho una mia idea ben precisa su chi possa essere stato... ».

Come chiosa mia, ecco una recente video-intervista fatta a Gianmarco Landi per chiarire ulteriormente la drammatica situazione che il pianeta sta vivendo. Cliccare QUI per gli smartphone. 




Fonte: databaseitalia.it