martedì 4 febbraio 2020

I Meravigliosi Viaggi Astrali di Robert Monroe




Sebirblu, 4 febbraio 2020

Questo post conferma a pieno titolo, gentili Lettori, quello da me pubblicato QUI (e del quale consiglio di cliccare tutti i link), che ha suscitato il vostro vivo interesse, dimostrando sempre più come la coscienza collettiva si stia risvegliando a quella parte della vita che, in special modo in Occidente, è rimasta quasi totalmente sconosciuta.

Ho letto tanti anni fa il libro di Monroe e sebbene l'abbia riscontrato molto "tecnico", penso che a molti di voi non dispiaccia la sua rigorosità scevra da impulsi emotivi ed eccessivamente mistici.

D'altronde è stato un ingegnere, e questo suo aspetto razionale, a mio parere, diventa più accattivante per tutti coloro che ancora insistono a voler rimanere "coi piedi per terra" fornendo loro una maggiore garanzia al "nuovo" che avanza.




Le Esperienze fuori dal Corpo (OBE): Primi resoconti

Nella primavera del 1958, Robert Monroe incominciò ad avere i primi "sintomi" inspiegabili relativi a quei fenomeni di decorporazione, che da quel momento in poi non lo avrebbero abbandonato più.

Di notte, mentre si stava addormentando, o anche di giorno, magari durante un sonnellino pomeridiano, percepiva delle forti vibrazioni in tutto il corpo.

Non si trattava di brividi o tremolii fisici, bensì di una sorta di corrente elettrica che lentamente pervadeva il suo corpo, non facendolo dormire e pilotandolo verso quelle stravaganti esperienze, di uscita della coscienza al di fuori del corpo fisico.

Malgrado ciò, fin dalle sue prime esperienze – in inglese Out of Body Experiences o OBE – egli mantenne un atteggiamento equilibrato e razionale. La sua prima naturale reazione fu infatti quella di chiedersi, se per caso, fosse malato o stesse avendo delle allucinazioni.

Ma  chi  era  Robert Monroe?  Era  un  imprenditore  di  successo,  un  ingegnere,  il quale improvvisamente iniziò a percepire strane sensazioni durante la fase dell'addormentamento e a fare ancor più strani sogni, così vividi da sembrare reali, ad avere visioni impossibili da spiegare.

Si rivolse inizialmente a vari medici specialisti, senza però riuscire mai ad avere risposte esaurienti riguardo al suo  "disturbo".  Quando furono escluse malattie di tipo fisico, incominciò a sottoporsi ad esami di tipo psichiatrico, senza tuttavia riscontrare, anche in questo caso, alcun segno di malattia.

Ovviamente non mancarono le facili diagnosi… "hai lavorato troppo" e di conseguenza le facili soluzioni, del tipo "riposati", o "dimagrisci" ecc. Tutte risposte che nel complesso rappresentavano solo una incapacità di affrontare il dilemma, da parte di chi lo esaminava.

Ma lui non si arrese ed iniziò un percorso basato su indagini personali, approdando ad un tipo di studio scientifico di questi fenomeni, sicuramente da reputarsi rigoroso, poiché basato su centinaia di prove ed esperimenti, realizzati anche con l'aiuto di studiosi e scienziati riconosciuti tali.

Il campo di studio, tuttavia, era del tutto nuovo in quegli anni in Occidente e necessitava perciò di metodologie di indagine particolari.


Robert Monroe - Indiana, Stati Uniti  (1915 - 1995)

Ciò che va specificato è che allora, le OBE e tutti i fenomeni annessi, erano ancora considerati come stramberie o tutt'al più fatti soggettivi, fantasie di mistici, visioni o altro.

Nel suo libro "I miei Viaggi fuori dal Corpo", Monroe descrive fedelmente decine di esperienze da lui vissute: dai primi episodi del 1958 alle prove successive, andando avanti fino al 1964.

In  esso  hanno  molto  peso  le riflessioni personali,  le  impressioni riportate  dopo ogni "uscita" ed anche la descrizione dei metodi approntati per realizzare alcuni test, spesso effettuati, come già ribadito, con la supervisione di medici interessati al fenomeno.

Queste verifiche, avevano lo scopo di ottenere prove oggettive riguardo alla veridicità delle sperimentazioni, ossia dimostrare come non si trattasse di semplici sogni, ma di veri e propri spostamenti della coscienza al di fuori del corpo fisico.

I Meravigliosi Viaggi astrali di Robert Monroe

Egli ha descritto nei suoi libri centinaia di meravigliose escursioni astrali, viaggi della coscienza in un altro mondo, immensamente più vasto di quello in cui viviamo, un mondo infinito.

Ogni singola sua esperienza durava da pochi secondi a molte ore, poteva essere il frutto di uno sforzo volontario, oppure un episodio spontaneo.

La realtà di un piano non fisico in altre dimensioni sembra impossibile, tuttavia anche uno scettico ammetterà che almeno con l'immaginazione tutto possa esistere e potrà allora prefigurarsi cosa sia un luogo dove ogni angolo è contemporaneamente un piccolo pensiero ed un immenso universo, dove il tempo risulta inesistente, perché ogni attimo può essere eterno.


Christophe Vacher

Il Mondo Astrale e il Corpo omonimo

Intorno ai quarant'anni, Robert Monroe incominciò a sperimentare stati di coscienza straordinari che più tardi lo avrebbero portato a cambiare completamente i propri concetti sulla scienza e su Dio, a considerare con un'ottica assolutamente diversa la vita e la natura dell'uomo.

Ricercando e studiando ogni traccia di questa fenomenologia nella storia e nella letteratura dell'uomo, scoprì come fossero sempre esistiti riferimenti più o meno espliciti ai viaggi astrali e al corpo omonimo nelle culture di popoli diversi.

Per arrivare a comprendere queste sue esperienze, mantenne sin dalle prime volte, un atteggiamento rigoroso, distaccato e perfino scettico.

Cercò l'aiuto di alcuni studiosi dalla mentalità aperta, con i quali poter intraprendere un percorso di studio per tali fenomeni, mettendo a punto metodologie adeguate allo scopo.

Tuttavia, per lui fu grande la solitudine di fronte alla comunità scientifica ufficiale, che ovviamente snobbava apertamente questi fenomeni e il tentativo di indagarli.

Monroe non cercava pseudo-scienziati che abbracciassero a priori tesi fantasiose o che fossero disposti ad avallare le farneticazioni di un visionario.

Egli desiderava ricavare un resoconto scientifico, serio e inoppugnabile, che dimostrasse, senza ombra di dubbio, la veridicità di questi particolari stati di coscienza. Si sottopose quindi, in prima persona, ad indagini ed esami differenti per arrivare a quel risultato.

L'Energia vibrazionale e la Proiezione astrale

Egli cominciò, così, a vivere le sue meravigliose esperienze nel mondo astrale.

Nella fase di rilassamento poco prima di addormentarsi, entrava spontaneamente in uno stato che definiva "vibrazionale" perché il suo corpo fisico veniva pervaso da una potente vibrazione energetica, un'onda che risuonava da una parte all'altra di esso con forza crescente, fino a quando la sua coscienza riusciva a proiettarsi al di fuori.

A questo punto lui, o meglio il suo Io, non si trovava più nel suo organismo, – che restava tuttavia disteso a dormire, come fosse quello di un'altra persona, – ma all'esterno, come sospeso.

Volava, fluttuava, sospinto ora dalla faticosa volontà del pensiero, ora da inconsce paure o emozioni.

Monroe chiamò il veicolo dei suoi spostamenti secondo corpo, il corpo astrale descritto da sempre in molte culture, religioni e filosofie di pensiero. Un corpo invisibile, che come la magia più impensabile, vola e si teletrasporta da un luogo all'altro, in un istante.


Gilbert Williams

La Mano sotto il Pavimento

Una volta, a notte inoltrata, Monroe fece uno strano sogno ad occhi aperti. Era sdraiato sul suo letto senza riuscire a prendere sonno. Di nuovo comparvero con forza le solite vibrazioni che ormai da mesi lo disturbavano.

Sua moglie dormiva al suo fianco, e fuori dalla finestra vedeva il paesaggio illuminato dalla luna. Si sentiva perfettamente cosciente. Con il braccio che penzolava parzialmente fuori dal letto, provò ad "allungare la mano" fino a toccare le coperte sulla sponda del letto.

Poi successe l'impossibile: spinse leggermente le dita contro le coperte, e dopo un iniziale senso di resistenza, queste attraversarono la stoffa e il legno del letto, arrivando a toccare il pavimento.

Spinto dalla curiosità, provò a distendere ulteriormente il braccio e, con sua meraviglia, sentì che la mano attraversava anche il pavimento, avvertendone persino la consistenza ruvida; la allungò ancora ed ebbe la sensazione che l'intero braccio stesse attraversando ora, anche il pavimento del piano terra, raggiungendo così lo scantinato.

Lì si fermò in una pozza d'acqua, avendo la chiara sensazione di muovere le dita proprio nell'acqua. Ad un tratto, preso dal timore di non riuscire più a recuperare il braccio, lo ritrasse repentinamente, e le vibrazioni si affievolirono all'istante.

Si alzò sbalordito, accendendo la luce per controllarsi la mano e vedere se, per caso, fosse bagnata, ma non notò nulla di anomalo, la mano era perfettamente asciutta e nella stanza tutto era al proprio posto. Era proprio come se avesse sognato ad occhi aperti, ma il sogno sembrava realtà. Una realtà impossibile!

Eccitato ed incuriosito da quanto accaduto, il mattino dopo si ripropose di fare un buco nel pavimento del piano terra, per vedere se effettivamente nello scantinato sottostante, esistesse veramente una pozza d'acqua.

In questo modo avrebbe trovato una prova oggettiva, comprovante che quanto vissuto non fosse stato un sogno. Tuttavia poi, il buon senso gli suggerì di soprassedere ad utilizzare un sistema di indagine tanto distruttivo e dispendioso.

Si ripropose invece di ripetere l'esperimento in un'altra occasione, cercando le prove dell'oggettività del fenomeno con sistemi più pratici ed economici.

Questo è uno dei primi episodi descritti da Monroe, nel suo libro "I miei Viaggi fuori dal Corpo". Fu proprio in seguito a questi primi avvenimenti, che decise di intraprendere una vera e propria indagine scientifica, relativa a questi fatti.

In principio dovette superare la paure, i timori per la propria salute e lo stupore continuo. Tuttavia, col ripetersi delle esperienze, acquisì maggiore dimestichezza e controllo, fino a diventare uno sperimentatore di se stesso.

Fu proprio grazie a questo atteggiamento rigoroso che il lavoro di Monroe suscitò nel tempo un certo interesse, anche tra quegli scettici che inizialmente non lo presero in considerazione.




Fluttuare nella Stanza

Una notte, come accadeva ormai da tempo, egli fu colto dall'ormai ricorrente "disturbo", delle vibrazioni simili a corrente elettrica, che gli percorrevano il fisico per intero.

Quella volta però si manifestarono in modo un pochino diverso, inizialmente solo in prossimità della testa, per poi diffondersi, pian piano, anche al resto del corpo.

Non sapendo cosa fare per eliminarle, pensò di distrarsi pensando al suo hobby preferito, l'aliante, e mentre aspettava che le vibrazioni se ne andassero, si propose di andare l'indomani a fare un volo.

Subito dopo, ebbe la sensazione che qualcosa stesse premendo contro la sua spalla, qualcosa di piatto e spazioso. Allungò la mano per sentire cosa fosse e capì che si trattava di una parete liscia.

Tendendo il braccio ancor di più, sentì che era molto estesa. Credette di essere caduto dal letto e gli sembrò che si trattasse del pavimento. Allora si sforzò di aprire gli occhi per poter vedere qualcosa nel buio, ma si rese conto che esso non aveva mobili appoggiati.

Pensò quindi di toccare un muro della stanza, ma stranamente non c'erano finestre, né quadri appesi. Eppure, quella strana superficie liscia gli era familiare, sebbene da quella prospettiva non la riconoscesse.

Rimase sbigottito quando finalmente capì di quale parete si trattasse: era il soffitto! Stava fluttuando nella sua stanza da letto, muovendosi dolcemente e rimbalzando contro di esso.

Si girò allora nell'aria e guardando verso il basso, vide il letto, sopra il quale giacevano distesi sua moglie e un'altra persona, entrambi addormentati. Che strano e spiacevole sogno stava facendo: stava sognando qualcuno a letto con la propria moglie!

Allora guardò meglio e vide che quel qualcuno che dormiva non era un estraneo, ma lui stesso! Questa visione lo sconvolse enormemente: ebbe infatti la sensazione di essere morto!

I sogni, per loro natura, contengono quasi sempre eventi improbabili e scenari indicibili, proprio perché sono una proiezione di pensieri e logiche inconsce. È quindi molto frequente che abbiano uno svolgimento apparentemente disordinato e incontrollato.


Ben Goossens

Il sogno visto dalla parte della veglia, dove la razionalità e il buon senso forzano prepotentemente le parole a rimanere sui binari del comprensibile, è un'avventura difficile da raccontare.

Per farlo è quasi sempre necessario descrivere situazioni impossibili e luoghi inverosimili, o veri a metà, e persone conosciute da sempre ma di cui non si conosce né il nome, né la sembianza. Per questo motivo qualsiasi stramberia, anche la più grande, non dovrebbe sconvolgere a lungo, se è stata solo sognata.

La vera stranezza di quei "sogni" tanto vividi vissuti da Monroe, consisteva invece nel fatto che sogni non erano. Sembravano tanto verosimili, perché erano reali.

Una volta però accettata la possibilità di poter uscire dal corpo fisico in piena consapevolezza e di poter volare liberi nello spazio e nel tempo, allora quei magici voli possono essere spiegati semplicemente come brevi passeggiate in giro per il mondo astrale e assumere a lungo andare, per chi li vive, addirittura una connotazione di normalità.

Questo è esattamente ciò che successe, esperienza dopo esperienza, a Robert Monroe, per il quale i viaggi astrali diventarono una sorta di routine.

Emozioni e Volontà

Basandosi su quanto osservato nei suoi numerosissimi viaggi fuori dal corpo, egli afferma che nel mondo astrale sembrano esistere vere e proprie leggi fisiche, analoghe a quelle che dominano il piano di terza dimensione.

In particolare, egli parla di una sorta di legge d'attrazione, secondo cui Esseri simili si attraggono tra loro. Nel mondo astrale, e non solo in verità, due individui sono conformi quando hanno emozioni e pensieri analoghi.

Ciò vuol dire che la forza che attrae è di natura "emotiva" e per fare un'analogia simpatica, si potrebbe dire che, come nel mondo fisico due masse si attirano tra loro grazie alla forza di gravità, così nel mondo astrale due entità si attraggono grazie alla "forza dell'emotività".

A questo riguardo, Monroe riporta parecchie situazioni vissute a livello astrale, dove a causa di desideri o paure inconsce, egli si vedeva involontariamente teletrasportato in posti ignoti, in mezzo a persone sconosciute.

Basta immaginare un luogo dove le distanze non esistono, o comunque possono esser percorse in un attimo; dove gli Esseri che lo popolano possono incontrarsi o scontrarsi senza quasi averne coscienza, come risultato di affinità recondite, paure o desideri morbosi di cui ignorano, essi stessi, l'esistenza.




Potrebbe sembrare un autentico inferno dantesco, dove il dannato è incessantemente sospinto dai propri istinti a commettere sui suoi consimili lo stesso oltraggio che altri commisero su di lui.

In tutti i resoconti delle OBE di Monroe, si riscontra tuttavia l'esistenza di un altro fattore che contrasta i desideri e le paure: è la forza di volontà, che su quel piano si oppone agli istinti e alle paure, alle emozioni e ai desideri, così come succede abitualmente anche nel mondo fisico.

Nella vita quotidiana, il buon intento è continuamente disturbato da impulsi che meccanicamente conducono i pensieri su strade già percorse, verso mete già esplorate e scenari talvolta illusori della mente.

Entrano in gioco, cioè, molteplici cause come educazione, abitudini, esperienze personali, ambiente, credenze religiose ecc. La sinergia di tutti questi elementi, spinge l'individuo di volta in volta, in direzioni diverse e talvolta agli antipodi.

La stessa cosa succede nel mondo astrale, dove però si aggiungono altri aspetti come la mancanza di inibizioni e della pura razionalità.

Quindi, se il mondo astrale è il luogo dove ognuno può essere soltanto se stesso, vale a dire nient'altro che l'insieme dei propri pensieri e delle proprie emozioni senza possibilità di imposture e maschere, allora lì diventa manifesto ciò che sulla terra è invece più astratto e occultabile.

La psiche o l'Anima dell'uomo, comunque la si voglia chiamare, nel mondo astrale è energia concreta, le cui espressioni sono chiaramente visibili.

Tutte le OBE riportate da Monroe, parlano del suo sforzo di concentrazione per recarsi in un dato luogo o da qualcuno in particolare, e di come sia facile perdere l'orientamento e scivolare verso zone ignote.

Infatti, sono molti i casi in cui egli non raggiunge la meta prefissa, trovandosi di conseguenza in situazioni impreviste, davanti a persone sconosciute o non consapevoli, che interagiscono con lui in modo inaspettato e non sempre amichevole.

La dimensione descritta da Monroe, non è quindi solo una meravigliosa esposizione fantastica ed esaltante, ma è costituita anche da quegli aspetti duri, e potenzialmente spaventosi, che spesso caratterizzano la "realtà fisica".

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.it

mercoledì 29 gennaio 2020

L'Epidemia vera è da Panico, non da virus!




Sebirblu, 28 gennaio 2020

Ecco un articolo dedicato alla paura del contagio, un balsamo offerto a tutti coloro che si lasciano "influenzare" (nessun verbo può essere più azzeccato di questo...) dalle notizie allarmanti di TV, giornali e web che arrivano per il coronavirus.

Il titolo, infatti, esprime molto bene la situazione, ma pochi conoscono quanto corrisponda al vero. Bisogna dire che i "Poteri Occulti" al comando del mondo e diretti da Satana, hanno la necessità assoluta di "nutrirsi" in continuazione di energie quali il terrore, l'odio, l'ansia, l'agitazione, il timore di ammalarsi e di morire.

Pertanto, cosa c'è di meglio che scatenare ad ogni piè sospinto la paura di una epidemia globale, di una guerra catastrofica oppure il rilascio ‒ a fini "terapeutici" ‒ di alcuni milioni di zanzare OGM in Brasile (450.000 maschi a settimana, ved. QUI) solo per fare qualche esempio?

Oltre a questa "esigenza famelica", l'obbiettivo principale delle Forze Oscure è quello di bloccare o rallentare l'evoluzione animica dell'uomo, impedendogli di pensare e di "risvegliarsi" prendendo coscienza della propria identità spirituale e sfuggendo in tal modo al loro dominio. (Cfr. QUI).

Allora, l'unico rimedio veramente efficace per non lasciarsi condizionare dagli eventi consiste nell'attivare la "Ricerca" interiore e scoprire, improvvisamente, la "PERLA" meravigliosa che alberga dentro l'ostrica, ossia il corpo fisico, come ha insegnato la splendida parabola di Nostro Signore in Matteo 13, 45-46.

Ma andiamo per ordine, prima di parlare della "profilassi" è meglio focalizzare con più chiarezza la potenzialità insidiosa della "malattia" da curare per non soccombere al suo manifestarsi.

Mi avvalgo, per questo, della "diagnosi" perfetta condotta e scritta da un autore molto conosciuto nell'ambito degli operatori spirituali di altissimo profilo, ossia Amadeus Voldben (Amedeo Rotondi; biografia QUI) che con i suoi libri – consigliatissimi – ha contribuito al "Risveglio" di un immenso numero di coscienze, offrendo a tutti le sue peculiarità di educatore, insegnante e guida davvero illuminata. (Altri post dedicati in parte a lui QUI e QUI).




«Se gli uomini conoscessero davvero l'enorme forza distruttiva della paura quando si impadronisce di qualcuno, la fuggirebbero come tra i peggiori malanni. Ben pochi sanno quanto essa sia responsabile delle tante sciagure che affliggono l'umanità.

Essa è un'autentica bomba asfissiante e dirompente che quando entra nell'uomo ha l'effetto dalle peggiori conseguenze. La sua azione devastante è inesorabile, se non si ha la cura di rigettarla subito lontano da sé, come si fa per un ordigno pericoloso.

Chi teme è sicuramente colpito, perché fa da calamita al male: lo risucchia e attira l'oggetto. Non si deve mai reagire col timore. Il male va affrontato con animo sereno, non pavido o incerto.

Nel caso si diventasse preda di una reazione di paura, di odio o di vendetta, l'aura energetica multicolore che circonda il corpo eterico-astrale (ved. QUI; ndr) verrebbe lacerata, permettendo così l'ingresso al fattore attaccante o a qualche Entità (cfr. QUI; ndr).

Si devono assolutamente superare gli impulsi emotivi o istintuali. Nella calma l'aura rimarrà compatta e impenetrabile e farà da barriera ad ogni assalto psichico. Quando si è tranquilli e decisi a difendersi rigettando il nemico, la partita è vinta.

La paura è un vortice vuoto, una sorta di buco nero tra i più pericolosi, che attira a sé la cosa che teme; è un tutto negativo, per cui l'uomo che ne è preso diventa un nulla lasciando ad altro o ad altri l'azione contro di lui.

La sua volontà è azzerata ed egli diventa, di fatto, una massa di energie simili ad una mucillagine inerte sulla quale si ripercuotono le vibrazioni che lo circondano, mentre è incapace di qualsiasi reazione.

Il panico, l'ansia e l'inquietudine sono i nemici più deleteri perché fanno vacillare il muro di protezione naturale dell'aura lasciando in tal modo entrare il male che vi trova accesso libero.




Chi supera la reazione istintiva ed emozionale rimarrà saldo con l'aura inaccessibile ed opporrà una barriera sicura ad ogni assalto psichico. Chi è deciso a difendersi ad ogni costo e a respingere la minaccia avrà la vittoria in ogni caso.

Per godere di buona salute, l'uomo ha bisogno di essere calmo, sereno e gioioso. La condizione dello Spirito occupa un posto importantissimo in tutte le manifestazioni della vita. La sua influenza è primaria.

La preoccupazione agisce negativamente sulla vitalità generale perché questa è determinata dall'energia psichica che ognuno porta in sé. Quando questa si abbassa per qualunque motivo, si determina una condizione per la quale le forze assalitrici possono avere il sopravvento.

Infatti, l'agitazione interna indebolisce le difese del corpo, proprio perché produce effetti dannosi sul dinamismo complessivo.

Le emozioni spiacevoli, derivanti da paura ed apprensione, come pure da tristezza e angoscia, per il loro riflesso sul corpo fisico abbassano il tono dell'organismo, lo indeboliscono e lo deprimono. L'opposto avviene per quelle gioiose, entusiastiche, felici ed euforiche che imprimono forza, vigore ed esaltazione.

Medici e infermieri nelle cliniche e negli ospedali hanno dovuto constatare che chi teme di contrarre una malattia è più soggetto a prenderla. Questo, è stato riscontrato principalmente in occasione di influenze ed epidemie (proprio come quella in corso ora con il "coronavirus" asiatico; ndr).

Coloro che temono di infettarsi, spalancano le porte al male che più fortemente paventano. La forza dello Spirito, l'ottimismo e il coraggio accrescono invece la refrattarietà ad ogni attacco, poiché il corpo subisce la diretta influenza dello stato d'animo.

Colui che non si dà alcun pensiero del contagio, a parità di condizioni esterne, non ne viene assalito restando immune (non solo, ma se poi effonde amore e comprensione verso i "colpiti" rimane protetto ancor più, proprio come una cascata che respinge qualsiasi corpo estraneo controcorrente; ndr) mentre chi lo teme ne è vittima.

(Come nell'evenienza attuale, in cui si prospetta un pericolo di pandemia planetaria; ndr) ...l'apprensione indiscriminata fiacca il fisico, predisponendolo, per così dire, ad un eventuale attacco.

Conviene, quindi, esercitarsi a mantenere la calma di fronte a qualsiasi circostanza fino a raggiungere l'impassibilità, non quella relativa soltanto ad una maschera, ma all'imperturbabilità vera, prodotta dalla serenità interiore di chi conosce che nessun male può incoglierlo se non facente parte dello schema d'esperienze da lui stesso scelto (ved. QUI e QUI; ndr), per evolversi nella sua vita terrena.»




Ed ora, eccoci arrivati al rimedio accennato sopra. Ho parlato di "perla" e di "ostrica" prendendo spunto dall'insegnamento di Gesù, che così dice: "Il Regno dei cieli è simile ad un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra."

La parabola si riferisce, come si legge, al Regno dei cieli che cerca perle preziose, e cos'altro c'è di valore immenso se non lo Spirito, la Scintilla Divina che dimora in ognuno di noi?

Già avevo trattato questo tema così basilare QUI e QUI, ma ora, per coerenza, preferisco esporre di nuovo il pensiero di Amadeus Voldben che, come si leggerà, non si discosta per nulla dal mio.


Rob Gonsalves

«Il punto di contatto più alto che l'uomo possa conquistare è il suo Io spirituale: è la dimora nella serenità più pura dove niente e nessuno potranno giungere.

È la nostra Vera identità, la Scintilla Divina, noi siamo Quella. Il resto non conta, è il bagaglio che portiamo con noi per le vie dei mondi e che cambiamo di volta in volta come veste mutevole ed effimera. (Cfr. QUI e QUI; ndr). Su tale vetta è pace che non conosce turbamento. 

Se i nostri pensieri sono rivolti all'Io spirituale, noi realizziamo il collegamento più proficuo per la vita dello Spirito. Concentrarsi sulla propria Essenza Divina è toccare il punto d'accensione che illuminerà l'intera nostra esistenza, è il Faro verso cui rivolgerci per non perdere di vista il punto d'approdo.»




Ed è questo Faro a darci la fede e il coraggio di fronte ai pericoli che ci minacciano. Dobbiamo affrontarli, e non sfuggirli; avere paura equivale a fuggire.

Come dinnanzi al cane, colui che fugge è inseguito e addentato, così chi ritiene di difendersi con la paura, cioè scappando, ignora che la fuga è un invito all'aggressione, favorendola di più per colpirlo alle spalle.

Che fare allora? Due sono le vie: una è la difesa in chiusura per i principianti dello Spirito e l'altra, al contrario, è in apertura totale come accennato sopra.

Con la prima si agisce di pensiero, concentrando le proprie energie a guisa di uovo intorno a noi in modo da formare una barriera invalicabile a qualsiasi elemento esterno, ma avendo però l'accortezza di lasciare aperto il varco alla sommità del capo per il collegamento col Divino.

Con la seconda si agisce emanando potenti flussi d'Amore (ovviamente connessi al Cielo) verso tutto ciò che è negativo e insidia la nostra incolumità fisica e spirituale. Così, piuttosto che essere dominati dal male, siamo noi a padroneggiarlo con il Bene sciogliendone qualsiasi virulenza.

Ma tutto ciò, ripeto, è possibile ottenerlo soltanto se, finalmente, ci decidiamo ad uscire dal torpore, abbandonando le nostre paure e comportandoci come veri Figli di Dio, Figli della Luce che illumina le Tenebre perché, in questo caso, sono esse a fuggire da noi.

Relazione libera di: Sebirblu.blogspot.it

Brani tratti da: "Le influenze negative" di Amadeus Voldben

domenica 26 gennaio 2020

P. Ubaldi: sconosciuto Gigante dello Spirito!




Sebirblu, 26 gennaio 2020

A distanza di sette anni, soprattutto per la grande ignoranza mostrata dal mondo cattolico verso il personaggio in questione, ripropongo il piccolo saggio biografico sulla figura, a dir poco eccezionale, di un uomo che ha toccato realmente con la sua vita le più alte vette possibili ad un Essere umano.

Chiunque abbia avuto modo di leggere anche uno solo dei suoi scritti ne ha riportato sicuramente una profonda impressione e non può far altro che esprimere tutta la sua ammirazione e il suo stupore di fronte a tale vastità di Conoscenza e di Spiritualità vera. (Cfr. QUIQUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI).

Pietro Ubaldi è molto più conosciuto ed apprezzato all'estero, particolarmente in Brasile e in tutta l'America latina, piuttosto che in Italia, suo Paese d'origine. Ma questa cosa, purtroppo, si ripete spesso da noi!

Ci auguriamo tutti che con la Nuova Alba del Mondo egli possa finalmente ricevere gli onori e la considerazione che merita.




Nel lontano 1937, l'Avv. Gino Trespioli, da me ripetutamente menzionato, QUI, QUI, QUI e QUI,  ma soprattutto QUIstilò una relazione come componente della Giuria che avrebbe dovuto assegnare il primo premio inerente ad un'inedita "Collana di Biosofia".

Data la corposità considerevole e approfondita con la quale espresse il suo giudizio critico sullo scritto da visionare, ne ho composta una sintesi con gli stralci più significativi, al fine di farvi conoscere meglio il Personaggio di cui stiamo parlando.

Ecco dunque quello che il Trespioli scrisse e che sarebbe poi diventata la prefazione all'opera.

"Tale premio fu vinto dall'unico concorrente che, rispettoso delle norme del concorso, fece pervenire tempestivamente il proprio lavoro unitamente ad una busta segnata col numero VI e col motto: "In hoc signo vinces".

Infatti, dopo il giudizio unanimemente favorevole per il testo presentato ‒ "Le Noùri" (correnti spirituali emesse da Forze invisibili), fu aperta la busta: Dott. Prof. Pietro Ubaldi, Gubbio (Perugia).

Sorpresa quanto mai gradita, sebbene il valore letterario, eminentemente biosofico e gli accenni alla produzione ultrafànica che in questo libro sono frequenti, avessero già fatta nascere la speranza che l'autore fosse precisamente Pietro Ubaldi.

Se fosse lecito a noi parlare di "fortuna" dovremmo esclamare essere grande fortuna che la "Collana di Biosofia" si inizi con una monografia di un ipersensitivo dotato di facoltà così particolari da non potersi confondere con quelle dei più potenti ed sperimentati ultrafàni.

Ma noi non possiamo né dobbiamo parlare mai di fortuna più o meno cieca; noi sappiamo che l'opera nostra è voluta, diretta da una Forza Superiore, che misura, stabilisce, sceglie gli strumenti, li guida, e per loro mezzo compie ciò che deve essere compiuto.




Il sottoscritto relatore ebbe un giorno un'idea o meglio un desiderio: che qualche Casa editrice pubblicasse una serie di monografie sui problemi più assillanti e più occulti della vita umana e cosmica.

A parte le somme ingenti necessarie in questo periodo storico molto critico, mi domandavo: "Chi li leggerebbe? E chi soprattutto li scriverebbe?

Pochi giorni dopo, un Socio Emerito della Società di Biopsichica, che vive lontano dall'Italia, diresse una lettera a chi scrive nella quale era detto pressapoco questo: «Ho pensato sarebbe utile, doveroso, che i problemi biosofici fossero oggetto di altrettante monografie.

Esamina bene, riferisci e, sotto gli auspici della nostra Società, si facciano altrettanti concorsi annuali quanti sono e saranno i temi. Quanto occorre per premiare i degni e per la diffusione delle monografie, senza determinazione del numero, è a disposizione».

Chi aveva avuto un tale incarico insperato ed insperabile, subito interrogava lo Spirito Guida (il  Maestro) dell'ultrafàna Bice Valbonesi; ed eccone il responso:

«Tutto ciò è per Volere superiore; fui Io ad allacciare il tuo pensiero alla mente del tuo Fratello lontano, che altrimenti sarebbe stato ignaro; lui e tu adempite semplicemente un dovere. Obbedite ed operate».

Ed ora ecco prescelto Pietro Ubaldi per il primo dei lavori, per quell'opera che tratta l'argomento principe, fondamentale, che è l'Ultrafanìa. (Per gli increduli cattolici, e purtroppo a volte, anche denigratori, cfr. QUI; ndr).

Sòcrate sentiva anche lui la "Sua Voce", ma non avrebbe forse saputo – per i tempi, l'ambiente, il grado evolutivo d'allora e le condizioni della scienza presso gli antichi – parlare come Pietro Ubaldi, con metodo scientifico, del fenomeno di cui questi è strumento, ma strumento consapevole del valore della produzione che per lui si estrinseca.




Ultrafàno nel senso vero e maggiore, nella forma e nella sostanza dell'opera sua perfetta, l'Autore de "Le Nouri" può dire delle correnti spirituali quello che nessun pensatore, per quanto di genio, potrebbe dire mai, perché Ubaldi "ha vissuto" l'Opera sua, ha abbandonato il proprio io all'ordine di un'Entità di superlativa intelligenza, che denomina "La Sua Voce" e che viene a lui dal mistero.

Egli ha obbedito, raccogliendo e ripetendo agli umani le parole profonde da lui non pensate ma sentite; ed ha, nel tempo stesso, con le proprie facoltà cerebrali potuto seguire, indagare, intendere la tecnica, diciamo così, di quel fatto spirituale enorme che è la radiazione emessa da Essenze vive in una vita fuori dai limiti angusti della nostra esistenza.

Pietro Ubaldi ha posseduto delle facoltà supernormali in un grado così elevato da non essere forse possibile fare confronti, se non si risalga ai grandi Mistici.

Egli dunque fu un sommo "segnato", uno tra quelli che vengono "inviati" per una dimostrazione lampante dell'esistenza di una Legge Superiore che impera, che regola la nostra fatica da essa ordinata e voluta.

Dopo l'esito del concorso, la Giuria ha ritenuto di conoscere il soggetto da vicino. Egli, che nacque a Foligno nel 1886 (e trapassò il 29 Febbraio 1972; ndr), ci disse: «Avevo per vocazione il Vangelo nel cuore, ero nato per amare».

Studiò unicamente per passare gli esami, giacché afferma: «Non credevo in ciò che mi si insegnava e che sentivo monco, inutile, privo di basi sostanziali. La Verità era in me, io la cercavo dentro di me. Mi gettavo, ribelle ad ogni guida, sullo scibile umano, a caso, segretamente cercando la mia verità.

Guardavo il mondo e le cose dall'interno, nelle cause e nei princìpi, non negli effetti e nella loro utilizzazione pratica. Come i volitivi e i pratici possono considerarmi un incompetente nello sfruttamento utilitario della vita, così io posso considerare costoro come degli incompetenti di fronte alla soluzione dei problemi della Conoscenza.»

Ciò non gli impedì di ottenere con onore la laurea in giurisprudenza, di avere apprese parecchie lingue, come in un sogno riportato alla memoria... l'inglese, il francese, il tedesco insieme alla storia, alla letteratura e alla psicologia di quei popoli."

Da qui, prosegue Sebirblu con una sintesi biografica della sua esistenza.



Studiò musica e ne divenne un esperto imparando a suonare il pianoforte. Questo affinò ulteriormente in lui il senso del Bello e l'amore per il Sublime.

La vita straordinaria di Pietro Ubaldi si dispiega in quattro periodi ventennali che caratterizzano il suo percorso evolutivo sempre più ascendente verso il Superlativo. 1891-1910,  1911-1930,  1931-1950,  1951-1970.

Andò  a scuola a cinque anni, nel 1891, ed è da questo anno  che  comincia a svolgersi la sua prima fase di apprendimento e di formazione che si sarebbe conclusa con la laurea nel Giugno 1910, esattamente dopo 20 anni dall'inizio degli studi.

Nella seconda fase, andò negli Stati Uniti, dove viaggiò molto, percorrendoli in lungo e in largo e nel 1912 si sposò con Maria Antonietta Solfanelli, nativa della città di Matelica (Marche).

Da lei ebbe due figli: Franco, trapassato nella II guerra mondiale ed Agnese. Fu un periodo di sperimentazione pratica a contatto con il mondo, di osservazione della realtà della vita e di maturazione spirituale per la sua formazione interiore.

Ricco, appartenente ad una delle migliori e più antiche famiglie dell'Umbria, si auto spogliò "vendendo" tutti i suoi possedimenti al minore offerente per sperimentare integralmente il Vangelo, come descrisse magistralmente nel suo volume "Storia di un uomo" e si trovò quindi nella necessità di lavorare per vivere.

Perciò, divenne professore di lingua e di letteratura inglese, vincendo un concorso, nelle Scuole di Stato italiane, ginnasiali e liceali.

Insegnò, durante il terzo periodo ventennale, prima a Modica, in Sicilia (per una stagione scolastica), e poi nella piccola città di Gubbio, vicina ad Assisi, permeata di un'atmosfera francescana, dal 1932 al 1952.


Gubbio - (Perugia)

I primi due ventenni furono di elaborazione e maturazione. Gli ultimi due, improntati all'ardore e all'espansione della sua profondissima interiorità, delinearono invece la fase della sua produzione concettuale.

Nel 1927 fece voto di povertà ed ebbe un'apparizione del Cristo che in seguito si ripeté insieme a Francesco d'Assisi.

Nel Natale 1931, mentre stava iniziando il terzo periodo di altri vent'anni, ricevette il primo di una serie di stupendi Messaggi spirituali che fecero il giro del mondo, tradotti in spagnolo (tre edizioni), in portoghese (cinque edizioni), in inglese, francese e arabo.

Così descrive l'evento Gino Trespioli:

"Eccezionale come tutti i soggetti ipersensitivi, ma anche di più per la netta coscienza che Ubaldi ha delle proprie facoltà, del suo stesso lavoro.

Quando nella sua Assisi, nella notte di Natale del 1931, scrisse il suo primo Messaggio (QUI), obbedì ad una Voce che gli diceva: «Non temere, scrivi!». Egli tremava, annientato; poi sorse trasfigurato; una forza nuova era in lui; doveva obbedire; donde quel magnifico brano di profonda bontà che firmò: «La Sua Voce».

«La Sua Voce»: sorgente di pensiero, di affetto, di azione e di bontà, a lui diceva: «Non domandare il mio nome, non cercare di individuarmi; non potresti, nessuno potrebbe; non tentare inutili ipotesi».

Da allora Pietro Ubaldi, soldato obbediente di una Forza Superiore, lanciando i suoi Messaggi, trovò consensi e ammirazione in tutto il mondo".



Riprende Sebirblu con le note biografiche:

Fu candidato come Premio Nobel nel 1939 ma a lui si preferì, all'ultimo momento, Jean Paul Sartre.

Venne apprezzato da Albert Einstein che, come risulta in un carteggio, considerò il suo sistema filosofico "dolce e leggero".

Ma anche Enrico Fermi ritenne che "La Grande Sintesi" fosse un quadro di filosofia scientifica e di antropologia etica atta ad oltrepassare di molto i consimili tentativi dell'ultimo secolo.

Fu il dolore il suo grande maestro, e infatti ricoperse un ruolo importantissimo nella stesura di tutta la sua Opera.

Scrisse nella sua vita 24 volumi, dieci pubblicati e scritti in Italia, mentre insegnava a Gubbio, di cui il più fondamentale è "La Grande Sintesi"; ispirazione genetica per la comprensione dell'Universo e delle Leggi della Vita.

Ispirazione che ebbe un giorno, a 27 anni, in riva al mare a Falconara, dove intuì che la Materia, l'Energia e lo Spirito sono costituiti dalla medesima Sostanza e che la differenza tra loro è soltanto cinetica: rotatoria nella materia, ondulatoria nella energia, vorticosa nello spirito.

Gli altri 14 volumi li scrisse e li pubblicò in Brasile dove nel 1951, all'inizio dell'ultima parte ventennale della sua vita, fu invitato per tenere una serie di conferenze sulla sua grandiosa Opera letteraria e profondamente spirituale.

Così, nell'estate di quello stesso anno, da Luglio a Dicembre, ebbe modo di viaggiare per tutto il Brasile.

In seguito, nel Dicembre 1952, vi si trasferì in modo definitivo ed abitò in S.Vicente presso Santos, nello stato di S. Paolo con tutta la sua famiglia.




Prima di presentarvi l'elenco dei suoi prestigiosi libri, vorrei mettere in risalto il metodo da lui usato per conciliare finalmente due princìpi da sempre antagonisti fra loro: "Scienza e Fede".

La produzione della sua Opera si basa sul metodo intuitivo, per mezzo del quale la coscienza, facendosi umile e ricettiva, riesce a penetrare per vie interiori l'intima essenza dei fenomeni.

I suoi scritti ‒ seguendo le sue medesime dichiarazioni ‒ sono passati da una forma ispirata, attraverso le noùri (emanazioni di pensiero elevatissime), ossia da un livello "supercosciente" in cui percepiva "La Sua Voce", ad una metodologia di controllo razionale  dell'intuizione.

Tale metodo avrebbe consentito di esaminare sia la "materia" che lo "Spirito" nella loro concatenazione, unificando appunto Scienza e Fede che sono effettivamente due aspetti della medesima realtà.

Pietro Ubaldi è l'antesignàno delle facoltà ultrafàniche e questo ci fa anche sperare che si possano e si debbano accentuare in un prossimo futuro.

E Trespioli conclude:

"Ci auguriamo che tutti i "segnati", come lui protesi a dare all'Umanità nuove e sempre più luminose manifestazioni trascendentali, siano un giorno non soltanto degli strumenti inconsapevoli, ma scienti e coscienti del valore del fenomeno che per essi si manifesta."




L'OPERA COMPLETA DI PIETRO UBALDI

 1 - I GRANDI MESSAGGI
Origine ispirativa dell'Opera
e note autobiografiche.

2 - LA GRANDE SINTESI
Sintesi e soluzione dei problemi della Scienza e dello Spirito.

3 - LE NOÚRI
Analisi del fenomeno ispirativo dell'Autore.
Tecnica e ricezione delle correnti di pensiero.
I grandi Ispirati.

4 - L'ASCESI MISTICA
Studio del fenomeno mistico vissuto dall'Autore.

5 - STORIA DI UN UOMO
Un uomo, il suo destino e la sua lotta per un ideale.

6 - FRAMMENTI DI PENSIERO E DI PASSIONE
Gli ideali francescani. La vera religione.

7 - LA NUOVA CIVILTÀ DEL III MILLENNIO
Analisi e sviluppo della "Grande Sintesi".
Verso la Nuova Era dello Spirito.

8 - PROBLEMI DELL'AVVENIRE
IL problema psicologico, filosofico e scientifico.
La Scienza alla scoperta di Dio.

9 - ASCENSIONI UMANE
L'evoluzione della vita nel suo aspetto spirituale.
Il problema sociale, biologico, mistico.

10 - DIO E UNIVERSO
Analisi del ciclo cosmico involutivo-evolutivo,
"spirito, materia, spirito" nel quadro della Creazione.

11 - PROFEZIE
L'avvenire del mondo. L'Apocalisse. Nostradamus.
Malachìa. Daniele. Le Piramidi, ecc.
La funzione storica del Brasile.

12 - COMMENTARI
Considerazioni retrospettive.
Introduzione al secondo ciclo dell'Opera.

13- PROBLEMI ATTUALI
Le guide del mondo. Critica del Macchiavelli.
Stabilità monetaria. Patogenesi del cancro.
La Reincarnazione, ecc.

14 - IL SISTEMA
Genesi e struttura dell'Universo.

15 - LA GRANDE BATTAGLIA
La lotta dell'uomo fra ideale e realtà.
Il potere della non resistenza.
Angelo e demonio.

16 - EVOLUZIONE E VANGELO
La posizione del Vangelo nella realtà biologica della vita.
La sua funzione utilitaria.
Come si concilia con i beni materiali.

17 - LA LEGGE DI DIO
Ciclo di 24 conferenze sul Pensiero direttivo
di Dio nel mondo.

18 - LA TECNICA FUNZIONALE DELLA LEGGE DI DIO
Analisi delle forze spirituali in atto, loro meccanica,
traiettorie e funzione correttiva degli errori.

19 - CADUTA E SALVEZZA
Origine del Male nel mondo e redenzione della Creatura
nell'àmbito delle forze del Sistema (Divino).

20 - PRINCÌPI DI UNA NUOVA ETICA
La nuova morale cristica su basi razionali e scientifiche.
Il fenomeno della personalità umana.
La nuova psicoanalisi e la psicoterapeutica.

21 - LA DISCESA DEGLI IDEALI
Rapporto fra trascendenza e immanenza.
Religione e Scienza. Evoluzione e analisi delle Religioni.
Crisi del Cattolicesimo. Teilhard de Chardin. J. P. Sartre.
Lavoro e proprietà. Cristianesimo e Comunismo.

22 - UN DESTINO SEGUENDO CRISTO
L'esperienza spirituale dell'Autore
nei quarant'anni dedicati all'Opera.

23 - PENSIERI
Prima parte: Come orientare la propria vita.
Seconda parte: Analisi di casi reali, vissuti.

24 - CRISTO E LA SUA LEGGE
Analisi della Sua personalità e del Suo Messaggio.
Validità e attualità del Suo Annuncio
nella realtà sociale contemporanea.