venerdì 29 maggio 2020

La Beata Conchita: Nuova Pentecoste e Tempi Finali




Sebirblu, 29 maggio 2020

Come non c'è volontà d'uomo che possa fermare l'alba, così l'Avvento ormai alle porte della Nuova Pentecoste getterà il genere umano nello stupore, per taluni disperato, e per talaltri nella gioia soprannaturale della fine dell'incubo a cui sono stati sottoposti.

Eh sì, perché la Luce Santissima di Dio investirà tutti... e questo evento straordinario, immenso Dono della Sua Bontà infinita, metterà a nudo le anime che vedranno sé stesse nel loro operato più intimo, sia nelle violazioni della Legge suprema, che nelle omissioni di soccorso ai propri simili.

Avverrà ciò che succede  nell'attimo in cui si trapassa,  quando in un 'fiat' ognuno vede scorrere davanti a sé tutta la propria vita e, da Scintilla divina qual è, prende coscienza di come ha impiegato il tempo disponibile nella sua esistenza: se in modo proficuo per lo spirito o no.

Diversi sono i mistici del passato e del presente che hanno annunciato questa visita maestosa quanto improvvisa della Sapienza-Luce-Fuoco sull'umanità, ultima 'chance' per decidere se stare con Dio o con l'Avversario di sempre.

Tra costoro si è distinta particolarmente un'anima eccezionale che recentemente, cioè l'anno scorso, è stata elevata agli onori degli altari dopo aver condotto una vita esemplare come donna, sposa e madre.

QUI, si trova la biografia completa con tutti i suoi dettagli e QUI, un recente articolo de "La Nuova Bussola Quotidiana".

Mi limito, quindi, ad esporne soltanto qualche accenno per dare spazio ai comunicati trasmessigli da Nostro Signore riguardanti il "Grande Avvertimento" in arrivo. (Sullo stesso tema cfr. anche QUI, QUI, QUI, e QUI).


"Conchita" Cabrera vestita da sposa (1862-1937)

Gli Ultimi Tempi e L'Era dello Spirito Santo

La beata María de la Concepcion Cabrera de Armida, detta "Conchita", nacque l'8 dicembre 1862 a San Luis Potosi, una città del nord del Messico. Si sposò nel 1884 a 22 anni e dalle nozze nacquero 9 figli, tra cui una bimba che sarebbe diventata suora nella comunità della Croce del Sacro Cuore‚ e un maschietto consacratosi sacerdote nella Compagnia di Gesù.

Sia prima che dopo il trapasso del marito, avvenuto nel 1901, fondò cinque ordini religiosi ancora attivi dopo la sua dipartita nel 1937 in odore di santità.

Conchita, ricordata come una grande mistica e prolifica scrittrice, grazie anche ai numerosi messaggi ricevuti da Gesù di cui alcuni qui descritti, è stata dichiarata Venerabile da papa Giovanni Paolo II nel 1999 e beatificata nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, a Città del Messico, il 4 maggio 2019.

Ecco dunque le rivelazioni fatte a Conchita dal Cristo sulla seconda Pentecoste e l'Era finale dello Spirito Santo: sono contenute nel libro del domenicano padre Marie-Michel Philipon, intitolato "Conchita" – Diario di una madre di famiglia. 

Un Tesoro nascosto e inesplorato

Per molti cristiani lo Spirito Santo è uno sconosciuto. Il Signore rivelò a Conchita la Sua identità personale nell'ambito della Trinità stessa e la Sua Missione sulla terra di condurre le anime al Fuoco dell'Amore, da cui deriva l'urgente necessità del Suo Regno e di un rinnovamento del Suo culto.

"C'è un Tesoro nascosto, una Ricchezza non utilizzata e misconosciuta nel Suo vero valore che tuttavia è ciò che esiste di più grande nel cielo e sulla terra: lo Spirito Santo. No, nemmeno le anime Lo conoscono bene.

Egli è la Luce, la Sapienza delle intelligenze e il Fuoco che infiamma i cuori. Se c'è tepore, freddo, fragilità, e tanti altri mali che affliggono il mondo spirituale e la Mia Chiesa, è perché non si ricorre a Lui. La Sua missione in Cielo, la Sua vita, il Suo Essere, è Amore. Sulla terra, il Suo Compito consiste nell'avviare le anime verso quel Fuoco d'Amore che è Dio.




Con il Santo Spirito si possiede tutto quello che si può desiderare. Se c'è tristezza, è perché non si ricorre a questo Consolatore divino che è gioia perfetta. Se c'è fragilità è perché non ci si affida a Chi è Forza invincibile.

Se ci sono errori è perché si trascura Colui che è Luce. La fede si estingue per la Sua mancanza. No, non si da il culto dovuto allo Spirito Santo in ogni cuore cristiano.

La maggior parte dei mali che si deplorano nel clero e nelle anime deriva dal mancato riconoscimento come Terzo Componente della Trinità, il Quale è stato determinante nell'incarnazione del Verbo e nella fondazione della Mia Chiesa.

Lo si prega tiepidamente, Lo si invoca senza fervore e molti, anche tra i Miei fedeli, non si ricordano nemmeno di Lui. Tutto questo Mi affligge profondamente.

È giunto il tempo che Egli regni ‒ mi diceva il Signore molto commosso ‒ e non con un Regno lontano come cosa inaccessibile, anche se non c'è nulla più grande di Lui in quanto Dio, consustanziale al Padre e al Figlio.




Ma bisogna che regni, lì, vicinissimo, in ogni anima e in ogni cuore, in tutte le arterie della Mia Chiesa. Il giorno in cui lo Spirito Santo fluirà in ciascun pastore, in ogni sacerdote, così intimamente come il sangue, in quel momento saranno rinnovate le virtù teologali che ora languiscono persino nei ministri della Mia Istituzione, per la Sua assenza.

Allora il mondo cambierà, perché tutti i mali di cui ci si lamenta oggi hanno per causa l'allontanamento dello Spirito di Verità, loro unico rimedio. Che i ministri consacrati reagiscano, attraverso di Esso, e tutto il mondo delle anime sarà divinizzato.

È l'asse attorno a cui ruotano le virtù. Non esiste virtù vera senza lo Spirito Santo. L'impulso decisivo per innalzare la Mia Chiesa dallo stato di prostrazione in cui giace consisterebbe nel ravvivare il Suo culto.

Gli si dia il Suo giusto posto, ossia il primo nelle intelligenze e nelle volontà! Nessuno mancherà di nulla con questa Ricchezza celeste. Il Padre ed Io, il Verbo, desideriamo un rinnovamento ardente e vivificatore del Suo Regno nella Chiesa.

«Signore, ciò nondimeno, lo Spirito Santo regna nella Chiesa, perché Ti lamenti?»

Guai ad essa, se non fosse così! Certamente lo Spirito Santo è l'anima di questa Chiesa tanto amata! Ma quello di cui mi lamento è che non ci si rende conto di questo Dono del Cielo, non Gli si dà tutta l'importanza che deve avere.




La Sua devozione nei cuori è ordinaria e languida, tiepida e secondaria. Questo porta mali innumerevoli sia nella Chiesa che in tutte le anime. Ecco perché le Opere della Croce vengono a rinnovare il Suo culto e ad estenderlo su tutta la terra.

Che lo Spirito di Sapienza alberghi nelle anime, e il Verbo sarà conosciuto e onorato, poiché la croce prenderà un nuovo slancio nelle anime spiritualizzate dall'Amore divino. A misura che Egli si renderà presente, il sensualismo che oggi invade la terra sparirà.

Mai la Croce (ancora di Salvezza; ndt) metterà radici se il terreno non sarà stato preparato in precedenza dallo Spirito Santo. Ecco perché ti è apparso per primo nella visione. È per questo motivo che si trova al vertice della Croce dell'Apostolato.*

Uno dei frutti principali dell'incarnazione mistica è il Regno del Santo Spirito che deve far scomparire il materialismo" ‒ 19 febbraio 1911.


*Visione avuta da "Conchita" per l'Apostolato della Croce.

Lo Spirito Santo è molto vicino alle anime

"Le anime immaginano che lo Spirito Santo sia molto lontano e si tenga a grandi altezze. In realtà Egli è, per così dire, la Terza Parte divina che assiste più da vicino la creatura (se naturalmente la creatura Glielo permette; ndt). L'accompagna ovunque, la pervade, la chiama e veglia su di lei.

La copre con la Sua protezione. Ne fa il Suo tempio vivente, la difende, la soccorre, la custodisce da tutti i suoi nemici. È più vicino all'anima che l'anima stessa. Tutto il bene che un essere compie, lo attua grazie alla Sua Ispirazione, alla Sua Luce, alla Sua Grazia e al Suo aiuto.

E tuttavia non Lo si invoca, non Lo si ringrazia per la Sua azione immediata e così intima in ogni anima. Se tu invochi il Padre, se Lo ami, è per lo Spirito Santo. Se tu Mi ami con ardore, se tu Mi conosci, se tu Mi servi, se tu Mi imiti, se tu sei una cosa sola con i Miei comandi e il Mio cuore, è per lo Spirito Santo.

Lo si considera come inarrivabile e Lo è, in realtà; tuttavia non esiste nulla di più tangibile, di più vicino e alla portata della creatura nella sua miseria, quanto questo altissimo Essere, Spirito Santissimo che si riflette e costituisce un'unica stessa Santità e Potere con il Padre ed il Figlio.

Sono passati i secoli e Lui resta sempre il Principio di tutte le cose. Lascia la Sua impronta nelle anime e il Suo sigillo nel sacerdote. Comunica la Luce della fede e tutte le virtù. Irriga e feconda il campo della Chiesa. 

Malgrado tutto questo, non Lo si apprezza, non Lo si conosce, non Lo si ringrazia per la Sua azione perpetuamente santificatrice. Se il mondo è ingrato verso di Me, quanto più verso lo Spirito Santo! (Cfr. QUI le visioni di K. Emmerick e M. Valtorta sulla Prima Pentecoste al Cenacolo; ndt).

Ecco perché voglio che alla fine dei tempi si dispieghi la Sua gloria... Uno dei dolori interiori più crudeli per il mio Cuore è questa ingratitudine di tutti i tempi, questa idolatria, nel passato attuata nel culto degli idoli, ed oggi nell'adorazione dell'uomo per se stesso, dimentico dello Spirito Divino.

Nei tempi odierni la sensualità ha stabilito il suo regno nel mondo; questa vita materiale ed oscura spegne la fiamma della fede nelle anime. Per tale ragione, più che mai, è necessario che lo Spirito di Sapienza venga a distruggere e annientare Satana che, assumendo tale forma,  penetra*  anche nella Chiesa" ‒ 26 gennaio 1915.

* (Questo nel frattempo è già accaduto, non soltanto con l'avvento del Falso Profeta, Bergoglio, ma anche con l'intronizzazione di Lucifero tramite una doppia messa nera "officiata" in contemporanea il 29 giugno 1963 tra gli USA e il Vaticano, nella Cappella Paolina; ved. QUIQUI ‒ ndt).




Una Nuova Pentecoste

"Con l'inviare nel mondo una Nuova Pentecoste, Io voglio che esso si infiammi, si purifichi, e sia illuminato, acceso e mondato dalla Luce e dal Fuoco Divino. L'ultima tappa del mondo deve mostrarsi in modo del tutto speciale per l'effusione del Santo Spirito.

Egli vuole regnare nei cuori e nell'intero pianeta, non tanto per rendere onore alla Sua Identità quanto per far amare il Padre e renderMi testimonianza, benché la gloria sia dell'Unica Trinità." ‒ 26 gennaio 1916. (Sul Principio Trinitario documentarsi QUI e QUI; ndt).

"Dì al Papa (c'era allora Benedetto XV) che è Mia volontà che in tutto il mondo cristiano si supplichi lo Spirito Santo, implorando la Pace e il Suo Regno nei cuori. Solo Lui potrà rinnovare la faccia della terra; Egli porterà la Luce, l'unione e la carità negli animi.

Il mondo affonda perché si è allontanato dallo Spirito Santo: tutti i mali che lo affliggono hanno lì la loro origine. Il rimedio si trova in Lui: Egli è il Consolatore, l'Artefice di ogni grazia, il legame unificante tra il Padre e il Figlio, il supremo Conciliatore perché Egli è Carità, Amore increato ed eterno.

Tutto il pianeta ricorra a questo Santo Spirito perché il tempo del Suo regno è giunto: quest'ultima tappa gli appartiene in modo particolare affinché Egli sia onorato e sommamente esaltato. La Chiesa Lo predichi, le anime Lo amino, il mondo intero Gli sia consacrato; verrà la Pace insieme ad una reazione morale e spirituale più grande del Male da cui la terra è tormentata.

S'inizi subito ad invocare con preghiere, penitenze e lacrime lo Spirito di Sapienza, col desiderio ardente della Sua Venuta. Egli verrà... Io Lo manderò una seconda volta, in modo evidente nei suoi effetti... che stupirà il mondo e spingerà la Chiesa alla santità" ‒ 27 settembre 1918.

Supplica allo Spirito Santo

Vieni Spirito Santo, effondi su di noi la sorgente delle Tue grazie e suscita una nuova Pentecoste nella Tua Chiesa! Scendi sui Tuoi Vescovi, sui sacerdoti, sui religiosi e sulle religiose, sui fedeli e su coloro che non credono, sui peccatori più induriti e su ognuno di noi!

Scendi su tutti i popoli Del mondo, su tutte le razze e su ogni classe e categoria di persone! Scuotici col Tuo soffio divino, purificaci da ogni peccato e liberaci da ogni inganno e da qualsiasi male! Infiammaci col Tuo fuoco, fa che bruciamo e ci consumiamo nel Tuo amore!

Insegnaci a capire che Dio è tutto: tutta la nostra felicità e la nostra gioia, e che solo in Lui è il nostro presente, il nostro futuro e la nostra eternità.

Vieni a noi Spirito Santo e trasformaci, salvaci, riconciliaci, uniscici, consacraci! Insegnaci ad essere totalmente Di Cristo, totalmente Tuoi, totalmente di Dio!

Questo te lo chiediamo Per l'intercessione e sotto La guida e la protezione Della Beata Vergine Maria, la Tua Sposa Immacolata, Madre di Gesù e Madre nostra, la Regina della Pace! Amen.




"Chiedi questo cambiamento radicale, questa Nuova Pentecoste della quale necessita tutta la Mia Chiesa. 

Il mondo sprofonda nell'abisso perché manca di preti che lo aiutino a non cadervi; sacerdoti di Luce per illuminare le vie del Bene; sacerdoti puri per ritrarre dal fango tanti cuori; sacerdoti di fuoco che riempiano l'universo d'Amore divino. Prega, supplica il Cielo, offri il Verbo perché tutto sia restaurato in Me dallo Spirito Santo" ‒ 1 novembre 1927.

"Voglio ritornare al mondo attraverso i Miei ministri; voglio rinnovare il mondo delle anime manifestandomi nei Miei preti. Voglio dare un impulso potente alla Mia Chiesa infondendole,  in  una  "Nuova Pentecoste",  lo Spirito Santo  in tutti  i  Miei pastori" ‒ 5 gennaio 1928.

Concludo con le parole che Conchita ha lasciato scritte su di sé:

«Essere moglie e mamma non mi ha mai impedito di vivere spiritualmente; sembra piuttosto che nel tempo in cui ero già sposata da un anno e mezzo, il Signore abbia cominciato a chiamarmi con insistenza alla Perfezione. Chi lo crederebbe!

Da allora Gesù mi si è avvicinato sempre più chiaramente, infondendomi l'anelito della piena santità che lui auspicava per me, fino a quando, diventata vedova nel 1901, pensavo che il mondo mi fosse caduto addosso.

Quanto mi mancava mio marito! Sola e con tanti figli... a 39 anni! Ero entrata in un'oscurità enorme di cui non vedevo l'uscita, perché coincideva col fatto che anche il Signore si era nascosto a me. Mi sono ritrovata dunque in una doppia e terribile solitudine: quella di Gesù e quella di Pancho.

Ho compreso che la mia vita era di fede e che l'abbandono alla Volontà di Dio doveva essere il mio pane quotidiano.»


"Conchita" con sette dei suoi figli.

Immersa in un oceano di dolore, ella non aveva tregua, né di giorno né di notte; ovunque e in ogni modo soffriva amaramente.

Ciò che le rimaneva era soltanto un cuore spezzato, ma... la "strategia" del Padre è proprio questa per tante anime: chiamata anche "notte oscura", ossia la parte finale della trasformazione interiore che lascia l'«uomo vecchio» morire a sé stesso per risorgere nel «nuovo», pronto a più alte "imprese" spirituali perché il Bene trionfi.

Traduzione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte dei brani da: "Conchita"  Diario di una Madre di famiglia  (QUI, il pdf in spagnolo). 

Fonte delle sue ultime parole: casaconchita.org 

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