sabato 9 novembre 2024

SOLO L'IGNORANZA SPAVENTOSA SCEGLIE L'EUTANASIA!


Tomasz Alen Kopera

Sebirblu, 9 novembre 2024

Caro Angelo,

ti scrivo dal momento che tutti noi siamo Angeli da tempi immemorabili. Da quando, cioè il Divino Genitore, l'Eterno, ha deciso di partorire miriadi e miriadi di Scintille aventi le Sue stesse prerogative: POTENZA, SAPIENZA, AMORE.

La gravissima dimenticanza di questo fatto straordinario, conseguenza della "Caduta" alla quale sono incorsi tutti gli Spiriti ribelli che hanno voluto trattenere per sé le energie che avrebbero dovuto emanare (cfr. QUI, QUI e QUI), ha condotto l'umanità sotto l'influsso maligno che sin dal principio ha capitanato la "rivolta".

L'oblio, sicuramente provvidenziale per non abbandonarsi alla disperazione del tragico atto compiuto (al quale se ne sono aggiunti innumerevoli altri), è dovuto all'adombramento della Luce di ogni singola Essenza che l'ha racchiusa in una sorta di bozzolo impenetrabile.

Non a caso parlo di bozzolo, in quanto ad evoluzione avvenuta, la larva che esso contiene si trasformerà in farfalla pronta a spiccare il volo.

Col passare del tempo e dei millenni, l'Oscurità si è talmente impadronita degli Esseri, facendoli schiavi dei sensi e delle chimere materiali, tanto da convincerli che dopo la morte vi sia soltanto il vuoto assoluto.

Ed è proprio questo il punto! Domina il pensiero, radicatosi come una metastasi che, nel caso la "qualità" della vita non risponda più ai canoni prescritti dal senso comune, il cui campo sia stato invaso dalla sofferenza, dalla malattia o dal disagio psichico, sia un bene rinunciarvi per non soffrire più.

Ma il dolore NON È MAI INUTILE, ed è sempre commisurato alla capacità singola di sopportazione, forgiando l'individuo nel suo cammino evolutivo che in esso subisce l'effetto di cause lontane.

È un pagamento di "debiti" pregressi, fatti in opposizione all'Ordine divino che, per Legge di Causa ed Effetto, ritornano su chi li ha contratti come un boomerang più o meno violento a seconda della spinta iniziale ricevuta.




E per chi dovesse obbiettare presentando come ingiusta la sofferenza dei bambini in quanto "innocenti", cosa a cui nemmeno Bergoglio sa dare risposta (ved. QUI), né tanto meno la Chiesa con la sua cieca insistenza di attribuire ai capostipiti – Adamo ed Eva – i triboli dell'intera umanità (ved. QUI), consiglio di leggere in questi post il vero motivo:


È veramente allarmante constatare quanto l'ignoranza, non supportata da una seria ricerca ed inasprita sempre più da angosce e patimenti, senza ricercarne mai la causa, possa abbattere tutte le barriere etiche che un'anima possiede!

Ma non si riconosce che tutto ciò è diabolico e che dietro il desiderio di "farla finita" agisce una forza subdola, devastante e distruttiva che non desiste mai, pur di maledire Colui che ha dato Origine a tutta la Creazione?

Sì, perché la vera minaccia nel raggirare gli uomini attirandoli crudelmente, e "sghignazzando" alle loro spalle per l'inganno riuscito, è solo quella di Lucifero e dei suoi accoliti che ora hanno invaso drammaticamente il mondo grazie all'indifferenza verso Dio e alla fede ridotta ad un lumicino insignificante.

L'Essere umano si è così tanto indebolito nello Spirito, che non ha più alimentato, preoccupandosi soltanto degli affari mondani, che i suoi "anticorpi" sostanziali non sono più in grado di difenderlo dagli attacchi diabolici in continuo aumento.

E in particolare, per quanto riguarda l'eutanasia o suicidio assistito, come rimarranno coloro che, cadendo nel tranello, si ritroveranno fuori dal corpo ormai esanime (senza anima, appunto) trovandosi più vivi che mai e destinati a sofferenze molto più pesanti ed atroci dalle quali volevano scappare?

Andranno direttamente nei piani abissali dove, come dice la Scrittura, saranno nel pianto e nello stridor di denti... (ved. QUI) finché non capiranno l'impossibilità di sfidare impunemente le Leggi di Dio.

Nel mondo subumano, il dolore è sconfitta senza pietà, l'essere soffre nella tenebra, pieno d'ira in uno stato di miseria assoluta, senza luminosità spirituali compensatrici. Tale è il dolore di chi è immoto nella dimensione o "biotesi" del "Letargo"... cieco, senza speranza alcuna.




E l'uomo, con la "dolce morte" come ipocritamente viene chiamata dalla stoltizia umana, è libero di procedere verso questo inferno se non vuole accettare la fatica del suo riscatto evolutivo attraverso il dolore che lui stesso ha richiamato.

Per avviarsi alla soluzione del problema è necessario il perfezionamento morale; è necessario salire con Cristo sulla croce e rifare sulle basi dell'amore il percorso individuale e collettivo; è necessario saper ritrovare nel dolore una forza amica di cui si comprendono cause e funzione e che si utilizza per ascendere a più alti livelli.

Ma la scienza, superbamente serva del maligno, continua ad agevolare gli uomini, freddamente, sulla possibilità immediata di un "sollievo" ultimo, muovendo guerra al dolore anche a costo di qualsiasi prostituzione morale.

La miope mentalità moderna si limita al gioco della pronta difesa dalla sofferenza, eliminandola  persino al prezzo di annientare la vita.  Povera scienza,  muta di fronte ai problemi sostanziali, ma colpevole di trascinare in un pozzo senza fondo gli inconsapevoli  che  in  essa  credono  e  si affidano!

E ognuno, in mezzo a tanto progresso, va nascondendo il fardello di pene segrete illudendosi di potersene liberare, magari imprecando per l'assenza di leggi pro-eutanasia, e indotto a pianificare un "bel viaggetto" oltre confine per porre fine al suo incubo.

È necessario, quindi, non concepire il dolore come un male dovuto al caso, ma come una forma di giustizia, una funzione equilibratrice che insegna all'uomo, pur rispettandone la libertà, le vere vie dell'esistenza e lo "costringe", facendolo ripiegare su sé stesso, a ricercare l'unico cammino possibile per la sua crescita interiore.

Ma non è così semplice... l'umanità d'oggi non ha ricevuto le basi, purtroppo, da coloro che erano preposti a dargliele: famiglia, stato e chiesa, perché anch'essi ottenebrati (e quest'ultima, ora più che mai) dal materialismo dirompente in cui impera ancora il "mors tua, vita mea".

Che fare allora? L'essere umano deve sapere che al suo interno possiede delle risorse formidabili perché di origine divina, dunque può, mettendo in espansione sé stesso e facendo leva proprio sul dolore, chiedere umilmente a Dio, non solo una maggiore forza di sopportazione, ma un profondo aiuto per comprenderne le cause remote esorcizzandolo e sublimandolo.




Si accorgerà allora di quanto la croce, se saputa portare, sia potente e definitiva per condurlo fuori dalla palude e scoprirà pure, sorprendentemente, di avere delle energie in sopravanzo da donare a chi sta peggio di lui.

Questa è la via da intraprendere! Questa è la via dei coraggiosi che non intendono porgere ascolto alle sirene ingannatrici che li accompagnano, "dolcemente però", all'annientamento spirituale.

Post Scriptum

Per saperne di più sull'Aldilà e sulla vita dello Spirito, QUI c'è un libro eccezionale quanto introvabile di Gino Trespioli, messo a disposizione dei lettori, che consiglio vivamente di leggere e consultare.

Per quanto riguarda invece questo articolo, ne è gradita un'ampia diffusione perché l'incremento delle richieste sul "suicidio assistitoè diventato davvero preoccupante (cfr. QUI). Grazie della collaborazione.


martedì 5 novembre 2024

Battiato: Cometa brillante nella Notte del Mondo!




Sebirblu, 3 novembre 2024

È terminato il giorno della commemorazione dei defunti e, volutamente, scrivo oggi perché considero la "morte" soltanto una liberazione da tutto ciò che è fardello, fatica e affanno.

Così come uno studente arrivato alla conclusione dei suoi studi teme il giorno degli esami desiderando che si chiuda al più presto a coronamento dell'impegno profuso durante gli anni, parimenti l'essere, risvegliatosi al senso della vita nel suo continuo sperimentare terreno, attende fiducioso l'esito della prova, confidando nell'Amore Infinito.

La sua Coscienza (Voce di Dio in noi) emetterà il giudizio finale, poiché ogni pensiero, parola o azione da lui compiuti emergeranno dalla memoria, nitidi, presentandosi come sequenza viva di immagini il cui protagonista principale è l'individuo stesso. È il "Nastro di Vita" che, ineluttabilmente, sancirà il grado evolutivo raggiunto.

Noi stessi valuteremo, all'istante, la promozione a "classi superiori" o la "riparazione" per le "materie" non apprese a sufficienza (il male fatto e le omissioni di soccorso), ripetendo l'anno scolastico, ossia l'esistenza, finché perdura la terza dimensione.




"Alla fine della nostra vita non conteranno le nostre prestazioni e le opere mondane compiute, non ci verrà chiesto se eravamo cattolici o protestanti o cos'altro, perché le testimonianze di esperienze di premorte ci dicono che prima di tutto, e soprattutto, dovremo chiederci quanto abbiamo amato.

Nulla è permanente, niente e duraturo, ma questo è proprio ciò che noi esseri umani non riusciamo ad accettare. Percorrendo un cammino esoterico, iniziamo d'un tratto a cogliere la fugacità e ci rendiamo fulmineamente conto di quanto ci aggrappiamo alle cose, inseguiamo idee, siamo tormentati da paure.

Ci accorgiamo dei paraocchi che indossiamo nella nostra vita. Ho la convinzione che noi umani ci evolveremo fino al punto di non temere più la morte; riconosceremo in essa la grande trasformatrice e le daremo il benvenuto.

Gli alberi fioriscono, le foglie cadono, le stagioni si ripetono. Dalle scorie rinasce la vita: senza la morte e la distruzione questa non ci potrebbe essere. Il vero miracolo dell'esistenza è la sua continua trasformazione. Nascere, vivere e morire costituiscono la sua perfezione.

La beatitudine non è una situazione statica che raggiungeremo chissà quando in un lontano futuro. È invece uno sperimentare ed accettare la giustezza di questa danza divina di nascite e morti, come si presenta nella vita stessa.

Il nostro ego si oppone, usando ogni trucco. Questo 'io', per quanto ridicolo a volte possa sembrare, vorrebbe vivere in eterno. Non ci si può aspettare che l'ego rinunci di buon grado alla propria egemonia.

Nella misura in cui muore il nostro piccolo 'io', questo aggregato di processi psichici pauroso, disperato, aggressivo, opportunistico, manipolante, e troppo di rado gioioso, si sviluppano di pari passo la fiducia, la vera gioia e una ferma speranza.

Ma evidentemente non ci interessano affatto l'evoluzione del Principio divino caduto (ved. QUI, QUI e QUI: ndr), lo sviluppo dell'Universo, la molteplicità dei frangenti. Ci interessano solo l'«io» e il «mio»." 

[Brano di Willigis Jäger, estratto dal film-documentario (e libro) «Attraversando il Bardo*. Sguardi sull'Aldilà» di Franco Battiato, esposto qui di seguito; ndr].




*[Il 'Bardo' è l'intervallo di tempo che, secondo la cultura buddista, sta fra la morte e la rinascita; ndr].

"Il passaggio dalla vita a quella che chiamiamo morte è l'argomento rimosso dei nostri tempi. Ma in realtà la morte non è fine. Non è inizio, ma passaggio". Così scriveva Franco Battiato ne «Lo Stadio Intermedio», libro del 2016."

Se c'è una persona che ha mostrato al mondo la determinazione, il trasporto per le cose superiori, l'anelito di salire sempre più abbracciando la Terra e i popoli che la abitano, questo è proprio lui.

Ha compreso che l'Oriente (e in modo particolare il Tibet), racchiude in sé dei valori spirituali preziosissimi, pur non avendo conosciuto il Cristo che, infatti, si manifestò nella sua congiunzione media con l'Occidente al buio, corrotto e pagano, portandovi la Luce, ved. QUI.

Ecco alcuni magnifici pensieri del prestigioso autore:




Di questo eclettico artista, riporto il commento di Michele Nigro. (QUIQUI e QUI, sito, recensione e profilo).

«Le parole di Franco Battiato continuano a risuonare, attraversando il tempo e lo spazio, come un'eco che non si spegne mai.

La sua musica, così intrisa di spiritualità e introspezione, ha lasciato una traccia profonda in chiunque l'abbia ascoltata. In ogni nota, in ogni verso c'è la presenza di un'anima che ha saputo indagare il senso profondo dell'esistenza, il mistero della vita e della morte, e la bellezza che si cela nell'invisibile dietro l'ombra della Luce.

Battiato è ovunque: è nel ricordo di chi lo ha amato, nelle canzoni che continuano a risuonare, in quel "seme" che ha piantato e che fiorisce ogni volta che qualcuno riscopre il suo messaggio. Non siamo mai nati, non siamo mai morti... l'essenza dell'essere, secondo la sua visione, è eterna, come la sua arte.»




Lo stesso Nigro aveva già attirato la mia attenzione per il suo interessante sito, e dal momento che anch'egli ha nominato e visto il cortometraggio di Battiato relativo al tema della morte, ne riporto alcune sue considerazioni:

«[...] ho voluto rivedere il filmato "Attraversando il Bardo. Sguardi sull'Aldilà" del cantautore siciliano e in questo caso anche regista, nel quale viene descritto da diversi punti di vista il fenomeno della morte che un certo materialismo edonistico, di stampo prevalentemente occidentale, ci ha insegnato a temere e a cancellare dalla nostra vita in quanto argomento scomodo, intristente, malaugurante. Un tema da evitare anziché accogliere, abbracciare, fare proprio.

Dove va a finire, o meglio, in cosa si trasforma dopo la morte quell'essenza della nostra persona che per praticità acquisita da tradizione secolare abbiamo chiamato anima? Nel suo documentario Battiato non intervista solo monaci buddisti ma anche scienziati, psichiatri, teologi, filosofi: tutti convergono verso un unico punto riguardante l'immortalità della nostra essenza. (Cfr. anche QUI; ndr).

La morte dovrebbe essere vista come un'opportunità per conoscere una nuova vita oltre questo corpo limitato, e non come la fine di tutto; un'occasione estrema che richiede serena preparazione e non gesti apotropaici, per realizzare l'unica, vera conoscenza a cui siamo destinati.

Arrivare a questa certezza non per cieca fede dogmatica ma attraverso un aperto confronto esperienziale grazie al quale un fisico che si occupa di meccanica quantistica giunge, anche se descritte con linguaggi diametralmente opposti, alle medesime conclusioni di un monaco tibetano che non ha mai messo piede in un laboratorio di fisica. Spiritualità e scienza non sono state mai così vicine. [...]

L'ego, che ha vissuto un'intera vita attaccato ai sensi, agli istinti di sopravvivenza e ad altri espedienti limitanti, è preoccupato per quello che sarà costretto a lasciare su questa Terra; corpo, beni materiali, affetti, passioni, esperienze appaganti, illusioni esaltanti e altre "piccole gioie quotidiane": ci penserà "una torma di vermi" a ridurre tutto all'osso, ovvero a ripristinare una condizione zero da cui ripartire.

Emanciparsi "dal gravame della carne": la morte come liberazione dal sé stesso fallimentare, limitato, assediato dall'Io che tutto accentra e imprigiona.» [...]



E ancora:

«... la consapevolezza di possedere una mente che "non ha inizio" (e che quindi non ha un termine), che siamo in interazione col Tutto, che la morte non è la fine ma un'opportunità straordinaria di conoscenza ed è una festa per l'anima, sono verità che la nostra cultura materialistica da sempre mantiene a una certa distanza, e che al contrario potrebbero donarci già in vita un'autentica pace interiore.»

Qui di seguito un video, assolutamente da vedere, dell'antropologo e amico fraterno di Battiato, prof. Martino Nicoletti, che espone in modo magistrale il contenuto esoterico delle sue canzoni.




Il cantautore, a tre anni e mezzo dal suo trapasso avvenuto il 18 maggio 2021, rimane l'emblema ideale del ricercatore di sé stesso, che ha percorso instancabile tutte le strade offertegli dalla vita, per darle un senso, e scoprire che nemmeno la "morte" può bloccare chi riesce ad elevarsi verso il cielo e diventarne parte integrante.

Ed ecco un'ottima intervista, mandata in onda dalla TV svizzera che evidenzia, oltre all'eleganza del bravo conduttore, la grande signorilità e l'ampia cultura di un uomo che, al pari di una brillantissima cometa, solca gli spazi celesti facendosi notare ed ammirare preferibilmente da coloro che volentieri, e di buon grado, distolgono lo sguardo dalla Terra.




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

mercoledì 30 ottobre 2024

3 Messaggi di Gesù da Dibitonto, letti da Red Ronnie

 
"Venite a Me" di Howard Lyon

Sebirblu, 29 ottobre 2024

In un momento critico per la storia del mondo, ci sono ancora molti "spensierati" che io nondimeno chiamerei "irresponsabili ignoranti" che si espongono, appunto senza saperlo, alle insidie diaboliche della festa di Halloween, di cui quest'anno non voglio parlare.

Già ne scrissi ampiamente in passato QUI, QUI, QUI e QUI, e quanto ho detto mi sembra abbastanza per aprire gli occhi a coloro che ancora si ostinano a tenerli chiusi. Per tale argomento "scottante" consiglio di leggere anche QUI, QUI, QUI e QUI.

"Voltando pagina", riferendomi perciò al sacro giorno di Tutti i Santi, preferisco onorarli riportando tre intensi comunicati di Nostro Signore, inviati a Red Ronnie da Giorgio Dibitonto i quali, anche se non recenti, riguardano proprio i tempi che stiamo vivendo.




Questo messaggio degli anni '80, ricevuto da Giorgio Dibitonto (autore di "Angeli in Astronave"; ved. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI) è stato letto da Red Ronnie il 27 ottobre scorso.

La decisione di esporre il video relativo a questo profondo ammonimento viene dalla reiterata constatazione della dirittura morale di questo uomo e dalla evidente sua estrema semplicità e pacatezza nella continua divulgazione, da ormai quarantun anni, della sua esperienza meravigliosa.

Gli disse Gesù:

«Il Fuoco di Dio purificherà e rinnoverà ogni elemento vitale del pianeta che sarà poi abitato dagli uomini trasformati nell'Uomo Nuovo.

Il Mio Fuoco eterno, l'Amore, monderà tutta la Terra; nessun orgoglio potrà più risalire dall'abisso a danneggiare gli umani.

Il Mio Trionfo è decretato dall'eternità e la volontà del Padre Mio non può mutare; voglio farvi tornare umili e buoni simili al vostro Creatore.

Io non ho creato il Male e non l'ho mai voluto; Io ho creato soltanto la Luce, ma quando voi la rifiutate, e ne restate senza, ecco la Tenebra che è l'assenza della Mia Luce.

Ho preferito questo per voi anziché lasciarvi cadere nel Nulla che è la negazione totale della vita; capirete questo allorché saprete cos'è il dono della vita.

Il Male è abusare della vostra libertà e dignità per non amarMi e non amare voi stessi e i vostri fratelli. La più grande disgrazia è non amare il proprio Creatore. Chi Mi ama osserva la Mia Parola che è Amore.

Vi rivelerò ogni cosa quando sarete tornati umili e buoni come quando foste creati, allora chi avrà accusato il suo Dio si pentirà amaramente e Mi loderà in eterno. Se così non fosse non sarei Dio.

Non cercate di capire oggi cose più grandi della vostra dimensione. Confidate in Me e chiedeteMi il Paraclito che vi darà un cuore e una mente nuovi. (Cfr. QUIQUI, QUI e QUI; ndr).

Io Sono la vera Scienza e la Conoscenza Infinita: Io Sono. Io sono l'Amore e il Bene immutabili. Io ho permesso il Male perché l'avete voluto.

Ma cos'è questa voce che corre sulla Terra: "Verrà il fuoco per mano di Dio?" Se il fuoco dev'essere sulla Terra, ciò avverrà per mano dell'uomo.

Il Padre Mio accoglie ogni Mia supplica per essa, a pro della quale ho versato tutto il Mio sangue.

Il Mio Fuoco Divino non viene, non verrà dal Cielo come voi potete immaginare con la vostra mente; Egli, il Paraclito, non viene come Fuoco creato.




Io Sono il Dio fattosi Scintilla Divina per ognuno di voi. Io, Signore Dio vostro, non spavento le Mie Creature. Io Sono la vostra Pace e Delizia, il vostro Amore struggente. Io Sono il Dio dolce e benevolo, Giusto e Santo.

Vi amo infinitamente. Amo i buoni con tenerezza perché diventino migliori. Amo i cattivi con dolore perché si ravvedano.

Sono il Dio all'opera per estinguere ogni Male. Sono il Signore, Dio degli eserciti in battaglia contro il Male e la paura. La paura è il violento frutto del Male. In Me e soltanto in Me non potrete più avere paura di nulla.

Nessun essere umano può dire come viene e verrà il Fuoco Divino dal Cielo, ma il Consolatore, il Paraclito, che è lo stesso Fuoco Divino, per volere del Padre Mio può rivelarlo a chi abita in Me ed Io in lui.

Nessuno può dire come avvolgerò nel Mio Amore struggente le Mie creature della Terra e come permeerò del mio Spirito eterno la Creazione.

Giovanni ha descritto come agirà il fuoco creato dagli uomini per distruggere, e come si sarebbe ribellata la Natura, fedele al suo Creatore. Ho mostrato loro un fuoco devastante, fatto dalle mani dell'uomo.

Ho mostrato a Gioele e ai Profeti il Mio Fuoco Divino ed essi vi hanno riferito le Mie parole. Esponi ai Miei portavoce d'oggi gli eventi profetizzati, ma il Mio Consolatore, il Fuoco di Dio, non lo si può raccontare né descrivere.

Ora, che sta per venire su tutta la Terra il Mio ineffabile Regno, prima purificherò gli uomini e le cose col Fuoco del Mio Amore.

Siete vicini al compimento di tali cose e quanto ora accade intorno a voi è basilare per farvi comprendere i Segni dello Spirito.

Il Consolatore si manifesta ai miei veggenti e ai profeti attuali per la Missione loro affidata. Essi sono i Miei testimoni.»

Qui il video:




Ed ecco il secondo messaggio "Scendo a voi coi miei Eserciti Celesti", sempre ricevuto da Giorgio Dibitonto e letto da Red Ronnie il 24 aprile 2024. Segue il video.

Al quesito posto da Red al noto "contattista" su quanto tempo ancora ci vorrà prima che finisca tutto questo pandemonio che mette a grave rischio la sopravvivenza del pianeta, egli ha risposto:

"Ci sarà ancora da penare ma (gli Esseri delle Stelle; ndr) non permetteranno una tale distruzione. Questa è una certezza. Più ci avviciniamo al caos più siamo vicini al cambiamento. Tutto avverrà in un baleno come quando sorge il sole al mattino e l'oscurità si dilegua.

Intanto operiamo per affrettare quel momento e per evitare il peggio. Nessun essere umano può immaginare quanto Loro stanno preparando. Presto si saprà come finisce il tempo degli uomini insensati che sono in procinto di causare il massimo disordine.

Il giorno e l'ora non li può sapere nessuno, ma ti assicuro che tutto sta precipitando ed è molto vicino. Gesù ha ricevuto l'ordine dal Padre di preparare tutto in fretta.

L'Altissimo ha pronunciato il Suo "BASTA". La Madre Divina con i suoi Angeli e la partecipazione dei Fratelli dello Spazio, o Extraterrestri benevoli, sono schierati e operativi. Ad un cenno dell'Arcangelo Michele ogni cosa accadrà in un attimo.

Tutti gli uomini di buona volontà saranno sollevati e trasformati (ossia non vi sarà più il Male, né la morte) e la Terra purificata sarà come il pianeta meraviglioso che ho descritto nel mio libro "Angeli in Astronave". (Cfr. QUI; ndr).




Ormai siamo giunti all'apertura del settimo sigillo dell'Apocalisse, cioè al termine di tutte le profezie."

Dice Gesù:

«Presto verrò sulle nubi del cielo con Grande Potenza e Gloria affinché la vostra gioia sia totale e possiate venirmi incontro nell'aria. Infatti, vi solleverò da terra.

Scendo a voi coi miei Eserciti Celesti per il Tempo della Fine, per fare Nuove tutte le cose.

Sarò in mezzo a voi coi Segni profetizzati per il Nuovo Tempo che è alle porte. Sarò con voi coi Miei segni, con sogni e visioni. Verrò sempre più manifestamente e con Me verranno la Madre Mia e gli Angeli nostri che voi chiamate Extraterrestri.

Costoro verranno a voi con segni nel cielo, sotto i mari e sul suolo della Terra. Sono in Missione di Pace e di Salvezza secondo il Volere del Padre Mio e daranno conferma ai Miei richiami, suscitati nel cuore degli uomini dal Mio Divino Spirito.

Ci mostreremo sempre più e potrete vedere la Gloria del Signore e rallegrarvene. I tempi incalzano. A voi accadrà come a Mosè che vide avverarsi ogni Parola che gli era stata rivolta da Dio.

Gli umani di buona volontà della Terra affiancheranno i Miei Cherubini, gli Arcangeli e tutti gli Operai della Mia Vigna.

I miei Extraterrestri operano per voi in Missioni di Pace e Salvezza nell'aria, sotto le acque e sulla superficie della Terra.

Io sono l'Amore Universale.

Quanti mondi e quante dimore vi attendono! Vi ho preparato un posto beato dove Io Sono e regno in eterno.

Prima voglio rinnovare tutta la faccia della Terra, poi verrò e vi porterò tutti dove Io Sono.»

Il breve video del testo letto da Red:




Infine, ecco il terzo comunicato del Signore: "Con gli Angeli miei distruggerò il vostro Male", inviato a Red Ronnie il 30 agosto scorso: 

«Siete nel tempo in cui farò nuove tutte le cose e conoscerete Cieli Nuovi e Terra Nuova. Si apriranno i Cieli e vedrete venire sulle nubi il Figlio dell'Uomo che Io Sono.

Dissi a Gioele che il Mio Giorno viene come una distruzione dell'Onnipotente. Ma il Mio Giorno non è così. Difatti, permetto questo a causa della vostra ostinazione, ma siete voi ad agire.

Io, Signore Dio, Creatore di tutte le cose, edifico sempre e non distruggo mai. A fare questo è sempre il Male che voi avete accolto, da Me non voluto.

Con gli Angeli Miei lo annienterò insieme alle cause della vostra devastazione, per salvarvi. La provocherete voi per la forza del Male che avete liberamente accolto se non vi convertirete al Mio Amore.

Io, l'Onnipotente, eliminerò il vostro Male per riedificarvi nel Bene.

Mia Madre vi ha invitati a purificarvi a sufficienza, alla preghiera, e vi ha esortati a convertirvi nel cuore. Vi ha ricordato che esiste il vostro Dio, affinché vogliate pregare per tornare buoni e semplici. 

Vi ha mostrato le sue cocenti lacrime per farvi comprendere la Sofferenza del Padre Celeste e la Mia. Avete avuto grandi Segni della Reale Presenza della Madre nelle sue Apparizioni.

Né Io, né il Padre, né il Paraclito vogliamo che la Terra resti nel pericolo.

Ma se voi proseguirete sulla via del Male Io permetterò che vi colgano i castighi da voi stessi preparati e sul pianeta vi sarà una distruzione senza eguali, di fronte alla quale gli Angeli miei piangeranno.

Molti uomini accusano Dio del Male presente sulla Terra, ma quando i loro occhi si apriranno vedranno tutta la loro iniquità e ostinazione.

Eccomi a voi per darvi la Mia Salvezza che non mente, la Mia Verità, il Mio Amore, la Mia Infinita Misericordia, purché mi vogliate.

AccoglieteMi, figli Miei e fratelli, venite a Me voi tutti uomini di buona volontà della Terra. Io vi chiamo e vi attendo, opero Segni e Prodigi per avervi con Me. Chiedo il poco per darvi il molto, in vista del mio Grande Ritorno.




Andate preparando una distruzione senza precedenti e Io vi porto un Tempo di Gioia che non ha pari dalla Creazione. Con poco Io vi farò uscire dal grande Male. Vengo a voi sulle nubi del cielo per salvarvi, ho fretta e allo stesso tempo ritardo perché siate tutti pronti a ricevermi.

Sono l'Iddio Paziente ma non posso più attendere.

Il Male sulla Terra sarà talmente grande che anche i buoni si chiederanno: "Com'è possibile mio Dio?". Vedrete, o uomini di buona volontà della Terra, sempre più la mia Mano Divina Potente e Misericordiosa.

La Madre Mia è apparsa a fanciulli e persone semplici per darvi una grande lezione di umiltà, secondo il mio Vangelo; ma quanti di voi lo hanno compreso? Diventate come fanciulli se volete entrare nel mio Regno.

Io sono l'Iddio Umilissimo.

Quanto mostrai ai Miei Profeti e a Giovanni nell'Apocalisse vado oggi a palesarlo ad un numero crescente di uomini della Terra. Vi rendo docili alla Mia Voce e umili affinché possiate comprendere le Mie cose così come esse sono e non secondo i criteri del mondo.

Il  mio Nemico  tenterà  di intorbidire  le Acque  di Vita Eterna  che  discendono  a voi e di togliervi la Mia Pace. Tutto questo è permesso dal Padre Mio affinché possiate sceglierMi liberamente, ma Io vi aiuterò sino alla fine, se mi vorrete accogliere.

Vi ho garantito che le forze del Male non avrebbero prevalso su di voi. Le vostre vesti rimarranno candide nonostante la continua azione devastatrice del Nemico purché preghiate e restiate con Me.

Saprete che da me viene soltanto il Bene, la Gioia e la Salvezza. Ogni rovina viene dal Devastatore invidioso di Dio e degli uomini. Anch'Io mando i miei Angeli distruttori del Male affinché vi aiutino a costruire il Bene.

Saprete come non è giusto accusare Dio del Male, causa del dolore. Io non l'ho mai voluto e presto lo cancellerò per sempre da voi con la vostra libera volontà di tornare a Me.

Vi mostrerò Segni di luce nel cielo, sui mari e sulla Terra; ve ne darò nel vostro cuore e nelle vostre case. Mi mostrerò a voi nei sogni della notte, nei vostri pensieri e negli affetti intimi. Verrò, Luce fra le tenebre, e non vi potrà più essere menzogna.

Vedrete come Io sia infinitamente Semplice e Buono e comprenderete di avere scelto voi il Male e le sue conseguenze. Vedrete la Grandezza e la Semplicità di Dio. Farò cessare ogni complicazione ed ogni insidia.

Allora avrete la Vera Conoscenza che è la Vera Intelligenza del Bene e la Vera Vita. Nell'Umiltà troverete la Conoscenza Reale.

Non direte più che Io ho permesso il Male ingiustamente, ma direte: "Abbiamo voluto sperimentarlo e abbiamo compreso che non era giusto commetterlo". »

Ecco il video relativo:




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

domenica 27 ottobre 2024

Il Modo di pregare muta in rapporto all'Evoluzione


Igor Zenin
 

"Et multum laboravi, quærens Te extra me, et Tu habitas in me".

"Ho lavorato molto per cercarTi all'esterno, e Tu abiti in me"
(S. Agostino)


Sebirblu, 27 ottobre 2024

Come si legge, il grande Dottore della Chiesa testifica che l'Eterno è intimo all'essere, e che non va cercato fuori ma dentro di noi.

Nel tempo in cui i giudei volevano lapidare il Cristo, l'accusa era di blasfemia: "Ti lapidiamo per la bestemmia, perché essendo tu uomo, ti fai Dio". Gesù replicò: "Non è forse scritto nella vostra Legge (Salmo (81:6 o 82:6)*: Io ho detto: voi siete dèi?" (Gv. 10, 33).

*(Nelle antiche versioni bibliche, greca e latina, i salmi 9 e 10 sono considerati un tutt'uno che porta il numero 9. Ciò provoca, in molte traduzioni, un cambiamento nella numerazione dei salmi successivi).

Quando scopriremo la grandezza di questa nostra natura divina, a cui si riferisce Gesù, facente capo a Dio? Quando sapremo di essere dèi, l'originaria Scintilla caduta nelle tenebre (ved. QUI, QUI, QUI), e che è della stessa Sostanza del Padre? Come possiamo non esserlo se siamo figli Suoi?

Nell'intimo di noi stessi, nello Spirito, vi è una profondità d'Infinito verso la quale l'evoluzione progressivamente ci ridesta. Ed è in tale Infinito che il nostro piccolo «io» si fonde col grande «IO SONO» dell'Altissimo (ne ho parlato chiaramente QUI, ma confrontare pure QUI, QUI e QUI).

È naturale che, per chi è giunto alla grande scoperta del "Tu habitas in me", la vita interiore si trasformi. Da quell'attimo avviene un evento singolare: crollano gli assolutismi, l'intransigenza, la convinzione che il personale punto di vista sia l'unico rispetto alle visioni altrui.




Il nostro mondo e la sua Scienza (ved. QUI) non si occupano di questo, che pur resta il problema centrale dell'essere: porsi a contatto con la Sorgente e attingere alle Fonti della vita. E ci domandiamo: "Le forme di manifestazione spirituale praticata dalle grandi masse sono adatte per chi sente Dio all'interno di sé?"

Più si avanza e più si entra nelle realtà sostanziali, dove la forma perde importanza e ne acquista l'essenza, più ci si evolve e più si comprende; si diventa perciò tolleranti verso i fratelli minori che oltre non sanno concepire.

Sorge una nuova vita interiore che, al posto di polemizzare, tende a riempire il vuoto dei formalismi con la vibrazione vivificante dello Spirito (ormai rifuggente da ogni contesto rituale più o meno chiassoso) che diventa però immensamente partecipativo con la sua emanazione profonda.

Questa ascesa implica pure, naturalmente, una conquista di libertà. Libertà che, per i molti rimasti ancora "al latte", in quanto impediti dal masticare cibo solido ‒ come diceva San Paolo in 1 Corinzi 3, 2 ‒ è impossibile concepire, se non come anarchia spirituale o addirittura eresia che infrange il Codice stabilito dal Culto.

Costoro, in grande maggioranza, ritengono di aver assolto tutti i propri doveri di "buoni devoti" compiendo o partecipando a qualche pratica, rito o precetto, per poi tornare ad immergersi "nel mondo" sia nel pensare che nell'agire, conformandosi ad esso.

Il Risvegliato sente invece la presenza di Dio in ogni istante della giornata e SA come tenere sotto controllo la sua natura animale. Sa di essere in perenne lotta con i propri istinti e, per riuscirvi, cerca continuamente di rimanere collegato al Padre, senza farsi "risucchiare" da ciò che lo circonda.

Egli può quindi prendersi delle libertà formali che non si possono concedere al tipo comune perché ne farebbe cattivo uso, non avendo nella propria coscienza il senso della Legge.

Ma chi ha questo senso, conosce le tremende conseguenze di ogni errore, anche se saputo  scaltramente  celare;  sa che l'Assoluto vede tutto,  e quanto sia inutile cercare di gabbarLo con adattamenti o scappatoie; egli è consapevole di essere libero ma responsabile, perché dalla sanzione giusta non si evade.

Gli immaturi, gli "infanti" che ancora non avvertono le forze dello Spirito, devono necessariamente essere inquadrati in norme materiali, uniche loro regole di vita, perché quelle puramente spirituali superano le singole possibilità percettive.



La ragione per cui le varie religioni non possono e non debbono concedere libertà ed esigere l'osservanza severa alle regole prefissate sta nel fatto che la gran parte della gente è involuta e per essa la forma è tutto; se le fosse tolta l'espressione concreta, unico punto fermo su cui appoggiarsi (come un bimbo col girello), non le rimarrebbe nulla.

Così, per quanto le varie correnti religiose dettino norme uguali per tutti, le intime differenze sostanziali vibranti fra anima ed anima non possono impedire che ognuno senta e viva il suo credo in maniera diversa, secondo la sua natura, che va dal bigotto al santo.


L'essere dell'avvenire cercherà e pregherà Dio in altro modo; Gli ubbidirà con più amore e convinzione. La vita, così permeata dal "Divino" in ogni suo atto e momento, sarà davvero un'altra cosa.

Quando l'uomo evolvendo raggiungerà e farà suo questo intento, allora cadranno tutte le divergenze che separano e le diversità di superficie ritroveranno l'unità nel profondo. In questo consiste il tanto richiesto "Regno dei Cieli" in cui Dio risiederà negli animi, manifestandosi nelle mirabili opere dell'uomo, consapevole di adempiere spontaneamente alla Sua Legge.

Di conseguenza, anche la preghiera muterà, in relazione all'acquisita maturità dello Spirito. Pregare significa porsi in quell'intimo atteggiamento in cui l'anima cerca di comunicare col suo Divino Genitore. Allora essa, a Lui dirigendosi come una pianta verso il sole dal quale trae la vita, si estenderà dalla periferia verso il centro.

La preghiera è dunque la posizione spirituale dell'«io» singolo orientato verso il grande «IO SONO», l'Infinita Coscienza cosmica del Tutto. I modi di pregare sono tanti e diversi, anche se la forma che li riveste può essere uguale per tutti.

Ciò perché ogni essere è dinnanzi all'Assoluto un povero relativo che conosce soltanto il suo sé personale e non sa quindi rivolgersi a Lui per quello che è in realtà: una Sua "mini-Particella".

Il pensiero, perciò, spazierà nell'infinito: quello dell'umile vecchietta chiederà la grazia per la sua casa e per il nipotino... altri la chiederanno per la salute del figlio, altri ancora estenderanno timidamente la richiesta per la comunità di cui fanno parte, ma pochissimi sapranno unire le proprie sofferenze a quelle del Cristo per il Bene dell'umanità, in piena offerta altruistica.




In prevalenza, si è convinti che per preghiera si intenda unicamente l'enunciazione ripetitiva di una lunga sequela di parole o di giaculatorie, tanto per riuscire a colmare il comune vuoto di pensiero derivante dalla recita abitudinaria di formule scritte e inquadrate in uno schema preciso.

Ma vi è anche chi non può pregare così perché, sentendo la profondità immensa del contatto, preferisce renderlo più intimo e spontaneo con un eloquio d'anima che solleva sacri brividi d'eternità solo ad innalzare lo sguardo verso la Patria celeste.

Arrivati a tal punto, non ha più nessuna importanza la minuscola grazia da chiedere, connessa  ad  interessi terreni,  alla vita transitoria  del nostro piccolo «io».  Quando si è superato l'egocentrismo annullandosi in Dio, non c'è più senso in simili richieste personali, se non per il bene altrui.

Una preghiera così diventa qualcosa di strano per l'uomo comune, incomprensibile ai più, anzi, addirittura esagerata per taluni. Persino tanti "credenti" non riescono a concepire questo tipo di orazione, per loro astratta, evanescente, priva di "costrutto" solido sul quale immettersi come su un binario unico, al fine di non perdersi vagando "fuori dal seminato".

A questa prece superiore, fatta con lo Spirito e non col corpo ci avvia il Vangelo di Matteo (6, 5-8): "Quando pregate, non siate come gli ipocriti che amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere notati dagli uomini. In Verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Ma tu, quando preghi, entra nella tua stanza e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nell'intimo, te ne darà merito. Pregando poi, non moltiplicare le parole come fanno i pagani, che pensano di venire esauditi in virtù della loro quantità.

Non siate dunque simili ad essi, poiché il Padre vostro sa di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate."

Parole queste che indicano la preghiera interiore, nel raccoglimento, con pochissime esteriorizzazioni vocali e senza tanto chiedere, perché l'Eterno già conosce cosa ci è necessario.



"Il Discorso della Montagna" di Carl Heinrich Bloch

Ecco cosa dice Gesù a Maria Valtorta a tal proposito:

"La preghiera è buona e santa cosa, buona cosa è pure meditare e studiare la Sapienza. Ma nulla è più utile all'uomo di una conoscenza: quella di essere convinto dell'esistenza dell'Assoluto.

Quando uno ha conosciuto veramente chi è il Signore, non sbaglia più, sa pregare non con un moto macchinale di labbra dal quale esulano seri propositi di bontà, di perdono, di continenza, di umiltà, ma con vera adesione a Dio, con vero proposito di praticare sempre meglio la Legge per essere da Lui benedetto.

Allorché un essere ha conosciuto chi è il Signore, possiede per sempre la Scienza, la Ricchezza, la Forza, donanti la Gloria vera che non muore in eterno e che piace al Padre Altissimo.

Voi fate, preghiere e preghiere in questi tempi. Ma non servono come dovrebbero. Non pensate che il vostro Dio abbia cambiato la sua Natura d'infinita Bontà e di Paternità perfetta! È che a Lui voi presentate preghiere inquinate da troppe cose.

Spogliatevi della triplice veste che opprime il vostro Spirito e lo contamina. Via l'ipocrisia, via l'odio, via la lussuria. Vi sarebbero altre cose da levare (cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndr). Ma queste sono le più abbiette ai miei occhi. E siete ipocriti quando venite a Me per funzioni religiose che compite con senso umano e non soprannaturale.

Ma chi volete ingannare? Me? O infelici! Vi potrete ingannare fra di voi, mostrando una parvenza di religione, una maschera, anzi, un volto vero che è di irreligione, perché Religione vuol dire ubbidienza ai desideri e ai voleri del Padre, e voi nelle grandi e piccole cose Gli disubbidite.

Potrete dunque ingannarvi fra voi, ma il vostro Dio non Lo ingannate. Che diresti, Maria, e che faresti se uno ti offrisse un mazzo di fiori o un piatto di frutta tutto sporco o bacato? Che avrebbe fatto meglio a non offrirtelo perché ti ripugna e ti offende. Ecco: Io dico lo stesso della maggioranza delle vostre preghiere.

Odiate. Sicuro. Odiate. E siete così appesantiti nello Spirito che neppure ve ne accorgete di essere pieni di astio verso tutti e di egoismo. Ma che vi ho detto Io? "Se quando stai per pregare ti sovvieni d'aver offeso il fratello o che egli ha qualcosa in cuore contro di te, riconcìliati prima con esso e poi vieni". Condizione essenziale per essere ascoltati è di non avere in cuore l'odio che uccide l'amore.

Come potete venire a Me, che sono Misericordia, quando non siete misericordiosi? Come potete giudicare e pensare che Io, essendo Giustizia, non vi giudichi? Non vedete che odiando chi vi nuoce ‒ e non fu forse il primo, ma i primi foste voi ‒ condannate voi stessi?

Questo è quello che è necessario perché Io intervenga: pentirvi e fare penitenza. Senza queste due cose ogni vostra preghiera, ogni vostro atto religioso è menzogna e offesa che fate a Dio."

(Brano ripreso da "Quaderni del '43", cap. 4, di Maria Valtorta.



       La Potenza della Preghiera  (Ved. QUI).

Chiosa di Sebirblu

Come si vede dai parametri su esposti si tratta di due atteggiamenti inversi, perché passando ad un piano superiore di vita si ha un vero rovesciamento di valori. Non si può pretendere che l'uomo comune preghi in una maniera più sostanziale di quella correntemente conosciuta.

Eppure quella del cuore è la vera orazione, quella che ci porta a contatto con Dio, la sola in cui si ode la risposta e si può stabilire il colloquio. La insistente e reiterata preghiera ordinaria è un monologo, una esposizione di desideri senza conferma, lasciandoci la sensazione di essere soli davanti al mistero che tace.

L'Eterno rimane allora un enigma, l'irraggiungibile "Trascendente" che non è tra noi immanente. Così ci si spiega la riluttanza di alcune anime immature a recitare le orazioni come è stato loro insegnato, ritenendole adatte solo a gente bacchettona ed ipocrita.

Ma se prima non si percorrono i passi iniziali, non si può raggiungere l'opportunità di elevarsi a vette molto più alte per gustare davvero la tenerezza e l'Amore del Padre, esattamente come i bambini che, non partendo dalle aste e dal pallottoliere si trovano poi in difficoltà nello scrivere, leggere e far di conto.

Per questo il modo di pregare è sempre in stretto rapporto con l'evoluzione spirituale raggiunta ed è giusto che sia così!... almeno fino a quando gli eventi, precipitando, non indurranno TUTTI a piegare le ginocchia e ad impetrare dall'Eterno il perdono per la stoltizia e l'apatia mostrata fino a quel momento.

Relazione libera e cura di Sebirblu.blogspot.it

Spunti tratti dal testo "Dio e Universo" di Pietro Ubaldi (ved. QUI).