mercoledì 22 gennaio 2025

La Finestra sul Mondo Libero si chiude sempre più!

 

Sebirblu, 20 gennaio 2025

Sono passati quasi cinque anni da quando Stato e Chiesa si sono "uniti", apertamente, contro la libertà dei cittadini, dietro il paravento del "bene comune" o della "salute pubblica".

Non è sfuggito a nessuno, infatti, che le costrizioni di tipo fisico, psichico e spirituale si sono moltiplicate come metastasi che, invadendo la sfera intima di ogni persona ne hanno piegato l'anima e la gioia di vivere.

Gli arbìtri dei governanti, sia nel campo laico che religioso, continuano a vessare di pari passo le genti che, pur prendendo coscienza degli abusi a cui sono sottoposte metodicamente, non si chiedono il perché di tutto questo.

Intendo riferirmi all'aspetto meno conosciuto ai più, concernente la consapevolezza profonda dell'essere umano nei confronti della sua stessa vita e degli eventi rovinosi che ora lo flagellano. (Ved. QUI, QUI, QUI, QUIQUI, QUI e QUI).

Numerose volte ho cercato di risvegliare le coscienze con i miei articoli sulla realtà escatologica che stiamo vivendo, specialmente da quando Jorge Mario Bergoglio è stato collocato sul soglio di Pietro, invalidamente eletto.

Lo  attestano i  "segni"  che sin dal primo momento  ho percepito e annunciato  QUI, e l'azione simbiotica delle due "Bestie apocalittiche" che da allora non hanno mai smesso di agire all'unisono. (Cfr. QUI, QUI, QUIQUI, QUI e QUI).

Ebbene, in questi ultimi mesi, tutto ha avuto un'ulteriore accelerata in quanto la "mannaia della censura" continua ad accanirsi abbattendosi sui giusti, sugli onesti, sui portatori di Verità e, in ambito religioso, sui sacerdoti zelanti all'Insegnamento Cristico e alla cura del "Piccolo Resto" fedele, consapevole che alla guida della Chiesa Cattolica Apostolica Romana c'è un USURPATORE "manovrato" dal Maligno per distruggerne le sacre fondamenta.

Ma andiamo per ordine. Tralascio per evidenti motivi la lunga sequenza di siti e blog (compreso il mio, ved. QUI) ‒ che hanno subito lo shadow banning punitivo durante la pseudo epidemia per aver annunciato il Vero ‒ limitandomi a menzionare le ultime clamorose azioni censorie applicate in rete.

La più eclatante è stata quella del black-out di Visione TV per una settimana da parte di YouTube nel luglio dell'anno scorso e, di recente, la sospensione dei rapporti bancari della stessa emittente e dell'associazione "Vento dell'est" per violazione della normativa europea sulle sanzioni alla Russia.

E qui, nel video in diretta con Massimo Mazzucco, Francesco Toscano spiega di essere stato convocato dal direttore della filiale di Banca Intesa, dove ha il suo conto, per avere delucidazioni sui bonifici effettuati agli inviati di guerra come Giorgio Bianchi e Andrea Lucidi.




Lo stesso Toscano poi, qualche giorno fa, si è occupato dell'oscuramento improvviso quanto arbitrario e senza spiegazioni del noto blog Sa Defenza (ved. QUI) che da ben 18 anni veniva aggiornato dal suo gestore Valter Erriu. Ecco l'intervista:




Ma non è tutto perché anche il profilo di "Gospa News", come emerge dall'articolo pubblicato QUI, è stato bannato per tre anni da YouTube dopo i filmati sulla pericolosità dei sieri che ora si trovano su Rumble. Inoltre, il direttore di tale testata ‒ Fabio Giuseppe Carlo Carisio, giornalista d'inchiesta ‒ ha subito la chiusura della sua pagina Facebook, attraverso un avviso del 12 gennaio scorso, per "violazione delle politiche", ved. QUI.

Anche Massimo Mazzucco, sul suo sito QUI, informa che un ostruzionismo speciale viene attuato su un documentario che vuole "aprire gli occhi" alla gente sulle cause VERE che hanno indotto Putin ad intervenire in difesa del popolo del Donbass il 24 febbraio 2022. (Cfr. anche QUI, QUI, QUI e QUI).

Si noti che per lo stesso motivo, come detto sopra, è stato sospeso il conto bancario di Francesco Toscano per la propaganda al libro di Putin: ved. QUI e, di seguito, il video della sua presentazione e l'articolo di Pino Cabras QUI.




Quando la "democrazia" diventa censura: il nuovo volto del totalitarismo occidentale

«Nell'articolo de «Il Foglio» intitolato “L'altra guerra di Mosca è invisibile ma molto pericolosa” (firmato da Tetyana Bezruchenko), si dispiega senza veli una pericolosa agenda di censura istituzionalizzata. 

Dietro il facile pretesto della lotta contro la "propaganda russa", si sta costruendo un sistema che mira a demolire le fondamenta della libertà d'espressione e a trasformare l'Europa in una fortezza ideologica, dove ogni dissenso viene criminalizzato.

Non si tratta solo di un attacco alla libertà di parola, ma di un vero e proprio processo di militarizzazione del pensiero. 

Chi osa  criticare  l'ortodossia euro-atlantica  o  proporre  una  narrazione  alternativa sul conflitto russo-ucraino viene bollato come "propagandista del Cremlino" e trattato alla stregua di un nemico interno. Siamo di fronte ad una nuova caccia alle streghe, che maschera dietro la retorica della "democrazia" una censura degna dei peggiori regimi autoritari. Manca poco all'irreparabile.

‒ La manifestazione della vergogna: verso una dittatura dell'opinione unica.

L'apice di questa follia è rappresentato dalla manifestazione annunciata dall'articolo per il 2 febbraio a Bologna, con lo slogan orwelliano “Disarmiamo la disinformazione. Verità per la libertà”. 

Tra gli obiettivi dichiarati, si parla di riconoscere la Russia come "stato sponsor del terrorismo" e di imporre leggi per "contrastare la disinformazione". Tradotto: istituire tribunali del pensiero per decidere quali opinioni siano lecite e quali vadano bandite.

Questo è l'Occidente "democratico" che si erge a paladino della libertà? Dove l'idea stessa di libertà  viene tradita e svuotata,  sostituita da un conformismo imposto con la forza? La stessa Unione Europea, che racconta sé stessa come un baluardo di pluralismo, si trasforma nel laboratorio di una repressione soft ma pervasiva, che non si accontenta di silenziare le voci scomode: vuole annientarle.

Nel corso degli anni ha costruito un apparato di risoluzioni dell'Europarlamento e sanzioni della Commissione che creano un groviglio giuridico in rotta di collisione con la libertà di stampa e di pensiero. Quando il maccartismo diventa piciernismo. (Leggere il significato QUI e QUI; ndr).




‒ La guerra dell'informazione: chi controlla il passato controlla il futuro.

L'articolo de «Il Foglio» è emblematico di questa operazione ideologica. Il pretesto è il libro di Putin pubblicato da Visione TV, "Le vere cause del conflitto russo-ucraino", un punto di vista davvero molto interessante per costruire una visione binoculare delle grandi questioni della guerra. 

Si accusano libri, conferenze e opinioni critiche verso l'Occidente di essere armi pericolose, dimenticando che il primo pericolo per la democrazia non è il dissenso, ma la sua repressione. 

Con una retorica degna di un manuale di propaganda, si demonizzano tutti coloro che non si allineano, dipingendoli come complici dell'«imperialismo russo».

Questa non è una battaglia per la verità: è un tentativo di riscrivere la realtà e di cancellare ogni voce che metta in discussione la narrazione ufficiale. Abbiamo visto dieci anni fa cosa è successo in Ucraina, fino a far chiudere giornali e partiti. Vogliono ucrainizzare l'Europa, vogliono inquadrare la nostra Costituzione dentro il mirino di Zelensky e dei suoi allegri camerati.

‒ Contro il totalitarismo mascherato: difendere la libertà a ogni costo.

Non ci si può illudere: questa annunciata da «Il Foglio», giornale fondato da un asset della CIA che ha parassitato oltre 60 milioni di euro di contributi pubblici, non è una battaglia per proteggere la democrazia, ma per soffocarla. È una guerra contro il pensiero libero, condotta con le stesse armi che si accusano di voler combattere: manipolazione, propaganda e intimidazione.

Addirittura alcuni partiti politici come +Europa ed altre frattaglie atlantiste della sinistra "liberale" annunciano per il 18 gennaio a Reggio Emilia una manifestazione contro la presentazione del libro. (come da link su Mazzucco; ndr). Chiaramente non vogliono interferenze straniere: per capirci, +Europa è quel partito che quando è stato preso con il sorcio in bocca (un bonifico di 312mila euro proveniente dalle casseforti di Soros QUI) ha fatto un manifesto per dire che era sacrosanto. Non sono fantastici?

Dobbiamo opporci con ogni mezzo a questa deriva autoritaria, perché il prezzo del silenzio è la morte della libertà. La storia ci insegna che quando la censura diventa istituzione, quando il pensiero unico si insedia nei luoghi del potere, il passo verso il totalitarismo è breve e devastante. 

Ripeto: vogliono "ucrainizzare" la sfera del dibattito pubblico, e lo fanno per portarci in guerra, la loro guerra totale e folle.

Non possiamo permettere che l'Europa, nata dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale con popoli liberatisi dalla notte hitleriana, si trasformi in un teatro di repressione. Difendere il dissenso oggi non è solo un diritto: è un dovere morale e storico. Perché senza libertà di pensiero, non c'è democrazia. E senza democrazia, il futuro consumerà i nostri giovani come carne da cannone. No grazie.»

Pino Cabras

Pino Cabras - classe 1968

Termina  qui il resoconto  sintetico  dell'operato  ultimo  concernente  la  "Bestia che sale dal Mare"  (ossia quello "agitato" del mondo laico)  per entrare in quello non meno preoccupante ed ingiusto della "Bestia che sale dalla Terra", ovvero il mondo religioso,  ipocrita e ambiguo,  retto  dal  Falso Profeta argentino.

Sono anni ormai che mi occupo della sistematica persecuzione a cui viene sottoposto don Alessandro Minutella, il Sodalizio Sacerdotale Mariano e tutto lo staff che lo segue nel suo prezioso apostolato per le città d'Italia con mega-raduni di migliaia di persone ferventi.

Parlo di "persecuzione" perché, malgrado le numerose invalide scomuniche ‒ e l'ex parroco siciliano, che ha due dottorati in Teologia, ne ha ricevute addirittura un paio! ‒ e le riduzioni allo stato laicale di tre sacerdoti, compreso lui, questi Ministri-eroi della Vera Chiesa di Cristo continuano imperterriti a "pascere il gregge del Signore" incuranti di qualsiasi minaccia venga loro inflitta. (Cfr. QUI).

Di soprusi e affronti don Minutella (e a seguire i coraggiosi confratelli che adesso lo affiancano) ne ha subiti di tutti i colori, sia in ambito ecclesiale che umano, in quanto per esempio, dietro forti pressioni giunte addirittura dalla regione Veneto verso il Comune di Carini, in Sicilia, è stato privato del luogo dove aveva sede la struttura "Piccola Nazareth" da diversi anni.

Moltissimi italiani, e non solo, perché la fama di questo grande Pastore d'anime ha superato di gran lunga i confini nazionali, hanno assistito ai pietosi "assalti" e alle denigrazioni dei media di regime, come ai "tradimenti" subdoli e calunniosi di taluni consacrati o laici che prima s'erano aggregati a lui.

No, non si tratta di un santo, no certamente, perché come tanti dal carattere siculo, Padre Alessandro molte volte si accende di uno sdegno "esplosivo" vedendo la "sua" Chiesa Cattolica tanto amata ridotta ad un'informe massa di apostati con a capo un Usurpatore spietato, servo di Satana, camuffato in "veste d'agnello", misericordioso...

L'ultimo "attacco" malefico lo ha ricevuto in questi giorni dalla Conferenza Episcopale dei Vescovi del Piemonte e della Valle d'Aosta che hanno emesso una dichiarazione per dissuadere i fedeli dal recarsi alla nuova piccola sede (un semplice appartamento per riunirsi a pregare) chiamata "Casa Betania", a Savigliano in provincia di Cuneo, a cui si sono aggregati subito quotidiani proni al "sistema" come "La Stampa" QUI, la "Repubblica" QUI, "Rai news" QUI, ecc.



"Avanti con Maria!", carissimi don Minutella e fra' Celestino della Croce.
La Vostra Opera, insieme agli altri Confratelli, "Suorine" e "Piccolo Resto", è benedetta da Dio!

Ma c'è un altro giornale del luogo (QUI), che finalmente ne prende le difese mediante la penna di Andrea Elia Rovera. Eccolo:

Don Minutella e fra Celestino continuano ad "infastidire" i Vescovi piemontesi

«In questi giorni la Conferenza Episcopale del Piemonte e della Valle d'Aosta ha ben pensato di emettere una Dichiarazione nella quale attacca il fondatore del "Sodalizio Sacerdotale Mariano", don Alessandro Maria Minutella e il suo fedele confratello, fra' Celestino della Croce.

Interessante vedere come i Vescovi del Nord-Ovest si affrettino ad esortare i fedeli alla prudenza nei confronti dei due sacerdoti quando, in Piemonte, ci sono preti che vanno puntualmente contro il Magistero di Santa Romana Chiesa.

In qualità di cronisti, comunque, facciamo presente che i Vescovi hanno scritto: 

«Preso atto che il signor Alessandro Maria Minutella e fra' Celestino della Croce (don Pietro Follador) nelle scorse settimane hanno inaugurato e "benedetto" un centro denominato "Casa Betania" in Savigliano, e che hanno svolto e svolgono celebrazioni e attività di predicazione anche in altri luoghi nelle nostre diocesi, ci preme ricordare che il predetto signor Minutella è stato scomunicato nel 2018 e dimesso dallo stato clericale nel gennaio 2022, e che dal marzo 2023 fra' Celestino (don Follador) è stato sospeso dal suo Vescovo».

Tutto vero e sarebbe degno di attenzione se Jorge Mario Bergoglio fosse il legittimo successore di Pietro. Invece, come ha ben detto fra' Celestino della Croce, proprio a Savigliano, Bergoglio è il "capolavoro di Satana". (Leggere QUI per rendersene conto, e guardare il video; ndr).




Ma i Vescovi incalzano: 

«Pur ritenendosi il "piccolo resto cattolico", né il signor Minutella, né i sacerdoti o i consacrati e le consacrate che con lui agiscono, sono in comunione con la Chiesa cattolica, con il Papa e i Vescovi: di conseguenza, non sono autorizzati a presiedere o animare celebrazioni dei sacramenti o altre funzioni liturgiche, così come non è loro permesso di tenere predicazioni o incontri di catechesi».

Ai Vescovi piemontesi  va ricordato che  l'Italia è una Repubblica laica,  con consenso di libera associazione, dove i cittadini non necessitano di permessi del Vaticano per trovarsi a pregare.

Tra le altre cose, tutti i Sacerdoti del "Sodalizio Sacerdotale Mariano" fanno – ad ogni incontro – professione di non appartenenza alla "falsa Chiesa" guidata da Bergoglio. Pertanto non si può avocare il rischio di confusione.

Ai Vescovi bergogliani, evidentemente, infastidisce il fatto che centinaia di persone si recano a Savigliano per essere confessate dal momento che, nelle parrocchie, bisogna prenotare, come dal dentista, per ricevere i Sacramenti.



Fra' Celestino della Croce a Savigliano (Cuneo)

I Presuli sottolineano infatti: 

«Inoltre, tutti quelli tra loro che sono sacerdoti non possono assolvere validamente dai peccati nel caso in cui fossero stati privati della debita facoltà, eccetto il caso di pericolo di morte.» 

E con i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X come la mettiamo? In più, come mai non si fanno dichiarazioni riferentesi al Priorato di Montalenghe; QUI?

La Dichiarazione si conclude così: 

«Ci auguriamo che, non solo i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e le consacrate, ma anche tutti i fedeli delle nostre Diocesi possano essere consapevoli del pericolo che corrono seguendo insegnamenti che non hanno fondamento, e soprattutto aderendo e prendendo parte a queste e simili manifestazioni e celebrazioni che feriscono la comunione ecclesiale».

La "ferita alla comunione ecclesiale" è avvenuta con il Conclave "truccato" del 2013, nel quale la "Mafia di San Gallo" ha portato sul soglio petrino Jorge Mario Bergoglio. (Cfr. QUI; ndr).

La "ferita alla comunione ecclesiale" c'è stata quando Bergoglio ha intronizzato l'idolo pagano e satanico "Pachamama" in Vaticano. (Cfr. QUI; ndr).

La "ferita alla comunione ecclesiale" si è verificata con "Amoris Laetitia", "Fiducia Supplicans" e con l'ultima dichiarazione della CEI sull'ammissione degli omosessuali in Seminario. (ved. QUI; ndr).

Il Governo Italiano dovrebbe, per correttezza verso tutti i cittadini Ortodossi, Ebrei, Anglicani, Evangelici, Mormoni, Atei ed Agnostici... rammentare ai Vescovi della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d'Aosta che "libera Chiesa in libero Stato" non significa affatto che i Vescovi hanno il diritto di fare ingerenze nelle altrui scelte personali di Fede.

Chi vuole andare a Savigliano per pregare in "Casa Betania" ne ha facoltà ai sensi della Costituzione della Repubblica Italiana.

I Vescovi se ne facciano una ragione.»

Ed ecco un video da "Radio Logica News" che ne ribadisce il concetto anche a parole.




Post Scriptum 

E a proposito del cosiddetto "papa Francesco", espongo tre recentissimi video ‒ due del dottor Andrea Cionci ed uno di Luca Vincitore ‒ affinché coloro che ancora stanno "sonnecchiando" aprano gli occhi! 








Termino chiudendo questa piccola finestra sullo scenario "proibitivo" che vediamo, sperando in un rinsavimento "miracoloso" di quella parte di umanità che per i propri interessi personali ha perso la ragione e il cuore... e si è venduta al Maligno.

Ma Dio sicuramente interverrà, perché
"le Tenebre NON prevarranno!"

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it


venerdì 17 gennaio 2025

Una storia ignorata: "Il Codice Roerich"


"Tibet - Himalaya" di Nikolai Roerich - 1933

Sebirblu, 15 gennaio 2024

Questo curioso articolo è stato pubblicato dal ricercatore e "contattista" peruviano Ricardo González Corpancho, del quale ho scritto recentemente QUI, presentandolo non solo come "ufologo" ma anche come viaggiatore e scopritore instancabile dei misteri più affascinanti di questo mondo.

Sembra quasi di avere a che fare con un novello "Indiana Jones" e quindi diventa assolutamente irresistibile, per suo tramite, non venire a conoscenza di una vasta gamma di dimensioni spirituali delle quali descrive i tratti e la storia.

Ecco ciò che trasmette:

«Chi è quest'uomo che strinse amicizia con personaggi dello spessore di Tagore ed Einstein, allorché negli anni '20 in Asia Centrale, durante una sua spedizione, ricevette una "pietra" proveniente da "Orione"? I suoi quadri nascondono forse il segreto di ciò che scoprì nel deserto del Gobi e nell'Altài?


Ritratto di Nikolai Roerich ad opera del figlio Svetoslav, nel 1934.
National Gallery - Bulgaria - (cfr. QUI).

Una storia ignorata: "Il Codice Roerich"

Nikolai Roerich (1874-1947) fu senza alcun dubbio un uomo singolare; uno dei personaggi più misteriosi ed insigni del suo tempo. Pittore ed esploratore di origine russa, si addentrò profondamente nel segreto di Shambhala e nel messaggio dei suoi "custodi silenziosi" quando in Occidente circolavano pochissime informazioni.

Egli era figlio di un autorevole notaio di origine scandinava. Sua madre apparteneva ad un'antica famiglia della nobiltà russa. Per desiderio di suo padre, intraprese gli studi di Diritto nel 1883. Ma parallelamente si iscrisse all'Accademia di Belle Arti nella sua città natale, San Pietroburgo. L'arte e la pittura diverranno il suo principale strumento espressivo.

Nel 1901 sposò Helana Ivanovna, la sua grande compagna di viaggi spirituali. Con lei fondò nel 1930 la "Società Agni Yoga" (ved. QUI; ndt), ispirandosi ai saggi che avrebbero incontrato in Oriente.

E qui molti si chiedono: "Cosa spinse Roerich alla ricerca di quelle terre lontane? Cosa lo portò nel deserto del Gobi e nell'Himalaya? Da dove deriva il suo grande interesse per Shambhala?"

Va sottolineato che egli fu un uomo molto rispettato all'epoca. Fra le tante persone celebri, fece amicizia con Rabindranath Tagore a Londra e con Albert Einstein negli Stati Uniti con cui mantenne una fitta corrispondenza sino al termine dei suoi giorni. Fu anche un attivo collaboratore di Igor Stravinsky ne "La Sagra della Primavera".


"La Sagra della Primavera" di Nikolai Roerich.

In realtà, Nikolai aveva iniziato la sua ricerca da sempre. La spedizione che attuò in Asia centrale fu solo una conseguenza della sua inclinazione artistica e spirituale.

Sebbene si dica che la ragione del suo formidabile viaggio ‒ che lo condusse nei luoghi più sacri della Cina, della Mongolia e dell'India ‒ fosse quello di dipingere paesaggi lussureggianti e assimilare dall'interno le culture d'Oriente, non pochi ricercatori pensano che questo esploratore ed artista avesse ricevuto una "chiamata".

In ogni caso, la sua connessione con quelle terre evocanti la mitica Shambhala fu così intensa che finì per stabilirsi, nel 1928, a Naggar de Kulu, una città dell'India. Lì rimase fino alla sua dipartita, avvenuta nel 1947, proprio al centro dei sacri picchi himalayani.

Nondimeno, lasciò una serie preziosa di note sui suoi viaggi: centinaia di tele che mostrano una profonda conoscenza su Shambhala e, soprattutto, sul patto della "Società delle Nazioni".

Lo spiegherò brevemente...


Nikolai Roerich con la sua famiglia a Naggar de Kulu in India nel 1940.
Da sinistra: lui, la moglie Helena e i due figli George e Svetoslav.

Un patto per la Pace 

Nikolai Roerich espose le sue tele in varie città d'Europa e negli USA. Creò scuole d'arte e sostenne la nascita di gruppi di ricerca ispirati al concetto di cultura come porta per la pace e l'unità.

Ovunque fu recepito come un precursore dei tempi nuovi. Ispirò molti con il suo idealismo, il senso della bellezza e la fiducia in un futuro pieno di speranza. La sua creatività, l'ottimismo, l'umanesimo e la sua universalità "scossero" statisti e leader religiosi, che lo adottarono come istruttore e ispiratore.

Nel 1929, egli lanciò da New York la proposta de "Il Patto e la Bandiera della Pace", un omaggio alla preservazione della cultura e dell'umanesimo oltre i confini e le distinzioni geografiche. (Ved. QUI; ndt).


"Madonna Oriflamma" di Nikolai Roerich - 1932

L'autore stesso disegnò l'emblema di questo Patto, che sarebbe stato riconosciuto come "Bandiera della Pace e della Cultura": un cerchio rosso contenente altri tre, uniti, dello stesso colore su fondo bianco. Questo simbolo sacro si trova in ogni civiltà e cultura di tutti i tempi. Le sfere raffigurano l'arte, la scienza e la religione.

Solo un anno dopo che rese pubblica la sua crociata spirituale, questa venne accolta dalla Società delle Nazioni (prototipo dell'attuale ONU), ottenendo l'approvazione entusiastica di personaggi politici e culturali come Alberto I, re del Belgio, il premio Nobel Rabindranath Tagore, Maurice Maeterlink e il presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt.

Questo progetto prevedeva che tutte le istituzioni educative, artistiche, scientifiche o religiose, così come tutti gli edifici che possedevano significato o valore culturale o storico, dovessero essere riconosciuti come centri inviolabili e rispettati da tutte le nazioni, sia in tempo di pace che di guerra. Con questa finalità fu stabilito un Trattato che avrebbe dovuto essere sancito da tutti gli stati del mondo.

Il Patto della Pace di Roerich fu così ampiamente accettato che il 15 aprile 1935 fu firmato alla Casa Bianca, alla presenza dell'allora presidente Roosevelt, con i delegati di 21 governi di tutte le Americhe, tra cui: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Stati Uniti, Uruguay e Venezuela.




Oggi, altri paesi del pianeta hanno aderito alla suddetta Società delle Nazioni o "Patto Roerich", anche se, penosamente, non tutti hanno rispettato il loro accordo. Diversi studiosi del mondo sotterraneo pensano che la sua proposta di preservare la cultura e il genio umano, anche in tempo di guerra, sarebbe stata una indicazione dei Maestri della Fratellanza Bianca.

Questi esseri sanno che i conflitti o contrasti umani documentati negli archivi storici, opere d'arte o siti archeologici potrebbero essere distrutti con le gravi conseguenze che ciò comporterebbe. All'infuori di questo, si è sempre speculato se Roerich fosse entrato fisicamente a Shambhala nel corso di taluni suoi viaggi in Asia centrale.

In verità, nulla lo può assicurare, ma è certo che abbia acquisito conoscenze notevoli. Forse ha incontrato gli anziani Mahatma o i Maestri in tuniche bianche che vegliano sulle alte vette dell'Himalaya e sulle profonde solitudini del deserto del Gobi. Se fosse così, avrebbe dovuto, almeno, lasciare una pista.

La chiave è nei suoi dipinti…


"Boris e Gleb" di Nikolai Roerich - 1942

Il Codice Roerich

Nikolai Roerich dipinse più di 6.000 tele. Più di una cinquantina alludono ai suoi viaggi attraverso l'Asia centrale e al mistero di Shambhala. Molte di esse possono attualmente essere viste al Roerich Museum di New York. (Ved. QUI e il filmato relativo al luogo QUI; ndt).

Una delle opere che più m'ha colpito (dice Ricardo Gonzàlez; ndt) è stata "Burning of Darkness". Ero profondamente attratto da quel colore azzurro e da quella fila di Maestri che sembravano uscire da una grotta. Il capofila, un uomo dai capelli lunghi e dalla barba curata, porta tra le mani un cofanetto che emana un brillìo speciale. 


"Burning of Darkness" di Nikolai Roerich - (1924)

L'enigmatico dipinto di Roerich, che mostra i maestri invisibili e lo scrigno che contiene
 la pietra Chintamani con Orione nel cielo...

Un dettaglio troppo evidente  per essere trascurato...  e mi sono sempre chiesto cosa ci fosse in quella lucente cassettina. Al di là della sua connotazione simbolica, ho intuito l'esistenza di un oggetto reale, là nascosto, di cui Roerich probabilmente era a conoscenza. Un oggetto connesso a Shambhala.

Poi ho saputo dell'esistenza del "Dono di Orione", un frammento di un corpo celeste proveniente da quel sistema avente strane qualità... Poteri incredibili.

Conosciuta anche come "pietra Chintamani" ("pietra dei desideri" o "della speranza") di tanto in tanto emergeva da Shambhala alla superficie, generalmente in tempi chiave della storia umana. Dopo aver compiuto la sua missione, la misteriosa pietra veniva restituita al mondo intra-terrestre.

In un altro celebre dipinto di Nikolai, "Il Tesoro del Mondo", troviamo un ulteriore riferimento a Chintamani. Sulla tela si può osservare un puledro che trasporta un bauletto o una cassetta decorata, attraverso le montagne.


"World's Treasure" o "pietra Chintamani" di Nikolai Roerich - 1924

E il bagliore o il "fuoco" che ne deriva non potrebbe essere più esplicito riguardo alla sua natura soprannaturale. Forse è lo stesso che i Maestri proteggono sulla copertina di questo libro? Guardando l'opera originale di "Burning of Darkness", la somiglianza è più che sospetta.

Inoltre, con mia immensa sorpresa, ho notato nella sua pittura tanto apprezzata da me le stelle della cintura di Orione, come se tale costellazione accompagnasse la scena dei Maestri con il cofanetto.

Forse l'artista ci stava dicendo che il segreto del suo brillante contenuto andava ricercato in quelle stelle che servirono da ispirazione agli egizi per innalzare le loro famose piramidi.

Nel 1928, il Lama Talai-Pho-Brang chiese a Roerich se l'Occidente sapesse qualcosa sulla "grande pietra". Gli domandò anche se fosse al corrente da quale pianeta provenisse e chi possedesse quel tesoro.

La cosa più inquietante è che quella pietra od oggetto ricorda stranamente la versione medievale del Santo Graal dove nell'opera "Parsifal" questo viene descritto come uno smeraldo cadente dal cielo; similmente alla "dea Umiña" degli Incas (un'altra gemma smeraldo andata perduta e usata come  strumento per guarire le persone), oppure le stesse "pietre benben" utilizzate per "incoronare" le sommità delle piramidi di Giza che curiosamente puntano verso la Cintura di Orione. Tutto ciò non può essere frutto del caso.

Oggi comprendo che tutti questi appellativi designano un solo oggetto, fisico e reale, e che attualmente è custodito dalla Fratellanza Bianca. I lama dicono che è la massima luce risplendente dall'alto delle torri della mistica Shambhala. 

Probabilmente, rimane occultata in qualche segreta galleria sotterranea, sperduta in un'ipotetica quanto remota area del mondo. In ogni caso, la verità è che, proprio come dice la profezia, quell'oggetto – o ciò che rappresenta – deve apparire alla luce in un nuovo momento chiave per l'umanità. Forse molto presto.

Ma non è la pietra a cambiare le cose, bensì l'uso che se ne fa.




In quest'altro dipinto di Roerich, "Il Sacro" (1933), si può vedere l'interno di un santuario intra-terrestre, che il pittore russo forse conosceva, con grandi finestre e insegnanti che indossano vesti bianche. Il Mentore che presiede la cerimonia porta una tazza. Il Graal o la pietra di Orione? 

Secondo le nostre informazioni, Chintamani è un grande cristallo che all'arrivo sulla Terra si divise in tre piccoli frammenti. Questi pezzi viaggiano attraverso il mondo umano in momenti chiave.

La coppa in questo dipinto di Roerich sarebbe uno di quei tre pezzi, come i tre cerchi racchiusi in un cerchio più grande nell'ormai conosciuta "Bandiera della Pace". Naturalmente è un simbolo cosmico, come quello che segue altrettanto conosciuto, anch'esso con le tre sfere.


"La pietra bianca Chintamani" o "cavallo della felicità" di Nikolai Roerich - 1933

Roerich, che presumibilmente ebbe un frammento della pietra in suo possesso, lo avrebbe ridato ai suoi "proprietari" nel deserto del Gobi o nell'Altài*, lasciando molte chiavi di lettura e indizi importanti nei suoi quadri.

Un cammino che non solo ci conduce ad un mistero maggiore connesso al Mondo sotterraneo e ai suoi saggi Maestri, ma oserei dire che le sue pitture sono divenute una porta dimensionale che va oltre i "ritiri interiori" e il mistero di tale pietra.

Le sue tele sono dei veri specchi dell'anima: una porta verso noi stessi. Raffigurano anche delle autentiche "finestre dimensionali", intimamente legate al segreto della Fratellanza Bianca Universale.»

*Nota di Sebirblu

E a proposito di Altài, concludo con una bella immagine dell'autore di questo articolo, Ricardo Gonzàlez, che insieme a sua moglie ha evidenziato il logo della "Bandiera della Pace" di Roerich, proprio durante la spedizione ai piedi del Belukha, nel 2014. Ved. QUI.




Traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it


lunedì 13 gennaio 2025

La magnifica visita di Yogananda a Teresa Neumann




Sebirblu, 13 gennaio 2025

Dal momento che la luce sorge da Oriente per portarsi in Occidente, come dimostra la  Manifestazione Cristica  per nulla casuale  avvenuta là dove i due punti-cardine si congiungono, onde legarli fondendoli insieme con l'Amore, così Paramahansa Yogananda si recò, mosso dallo Spirito, a far visita a Teresa Neumann, attirato dalla sua santità in un oceano di Tenebre. (Cfr. QUI).

Uomo di Dio e veggente lui stesso, ebbe modo di osservare, in contemporanea alla mistica tedesca in estasi e sanguinante per le stigmate, la visione di Gesù sofferente sotto il peso della croce.

È un ottimo spunto per riflettere su come non sia più il caso di insistere con ostinazione su riti e forme, sostenendo le varie correnti religiose, quando si è di fronte ad anime ormai svincolate del tutto da qualsiasi influenza mondana. (Cfr. QUIQUI e QUI).


Paramahansa Yogananda  (1893-1952)

Yogananda a Konnersreuth

La testimonianza di un personaggio particolare, lo yogi indiano Yogananda, può essere molto utile per dare un'idea precisa del carattere di Teresa, delle passioni del venerdì e dell'impressione che ella faceva su chi l'avvicinava per la prima volta.

Yogananda incontrò Teresa, di cui aveva molto sentito parlare, nel 1935: veniva da New York ed era sbarcato in Inghilterra. Da lì, in compagnia di due amici, si era recato in Baviera per visitare «la grande mistica cristiana Teresa Neumann».

Il resoconto che segue è tratto dal libro autobiografico di Yogananda "Autobiografia di uno yogi", un testo che ha avuto molto successo ed è considerato un classico della letteratura specializzata.

Yogananda visse molti anni negli Stati Uniti: a lui si deve in gran parte la conoscenza che in Occidente abbiamo della filosofia indiana e dello yoga. Ecco quanto egli scrive di Teresa e del suo incontro con lei:


Teresa Neumann, Richard Wright e Yogananda - Eichstaett 17 luglio 1935

«Come sempre, in Oriente o in Occidente, ero avido di conoscere dei santi. Mi rallegrai quando, il 16 luglio, la nostra piccola comitiva
raggiunse l'antico villaggio di Konnersreuth.

I contadini bavaresi dimostrarono un vivo interesse alla Ford che avevamo portato dall'America e al nostro strano gruppo: un giovanotto americano, un'attempata signora e un orientale di colore olivastro, dai lunghi capelli cacciati sotto il bavero del cappotto.

La casetta di Teresa, piccola e linda, con i gerani in fiore accanto a un pozzo molto primitivo, ahimè, era chiusa e silenziosa. I vicini e lo stesso postino del villaggio non sapevano darci informazioni.


Teresa Neumann (1898-1962)

La pioggia cominciò a cadere: i miei compagni proposero di andarcene. "No", dissi caparbio. "Starò qui finché non avrò trovato il modo di vedere Teresa. Due ore dopo eravamo ancora seduti nell'automobile sotto una pioggia scrosciante. "Signore!", sospiravo lamentosamente. "Perché m'hai condotto fin qui se ella è scomparsa?"

Un uomo che parlava inglese si avvicinò alla nostra macchina ed educatamente ci offrì  i suoi servigi.  "Non  so  precisamente  dove  sia  Teresa",  disse, "ma  spesso  ella si reca a casa del professor Franz Wutz, un insegnante di lingue straniere dell'università di Eichstàtt, a ottanta miglia da qui".

La mattina dopo partimmo in auto per la tranquilla cittadina di Eichstàtt, dalle stradine lastricate di ciottoli. Il professor Wutz ci accolse con cordialità nella sua casa. "Sì, Teresa è qui". La informò dei visitatori e presto tornò con la sua risposta: "Benché il vescovo mi abbia imposto di non ricevere nessuno senza il suo permesso, riceverò quest'uomo di Dio che viene dall'India".

Profondamente commosso da queste parole, seguii il dottor Wutz in un salottino al piano superiore. Subito Teresa entrò, irradiando un'aura di pace e di gioia. Aveva a quell'epoca trentasette anni, ma sembrava assai più giovane; possedeva una freschezza e un fascino infantili. Sana, robusta, dalle guance rosee, allegra, questa è la Santa che non mangia!

Teresa mi salutò con una stretta di mano molto gentile. Eravamo tutti e due raggianti, uniti in una silenziosa comunione, profondamente consci di amare entrambi Iddio. Il professor Wutz si offrì cortesemente come interprete.

Mentre sedevamo, notai che Teresa mi guardava con ingenua curiosità. Senza dubbio, gli indù erano rari in Baviera. "Non mangiate mai nulla?" Volevo avere conferma dalle sue stesse labbra. "No. Solo un'ostia consacrata ogni mattina alle sei. "Quanto è grande l'ostia?" "Sottile come la carta e non più grande di un soldo".

E aggiunse: "La prendo come sacramento; se non è consacrata, non mi riesce di inghiottirla". "Ma non è possibile che abbiate vissuto solo di questo per dodici anni!" ‒ "Vivo della Luce di Dio!"




Come era semplice la sua risposta, e come einsteiniana! "Vedo che vi rendete conto che l'energia fluisce nel vostro corpo dall'etere, dal sole e dall'aria". Un rapido sorriso le illuminò il viso. "Sono così felice che comprendiate come vivo!"

"La vostra santa vita è una quotidiana dimostrazione della verità pronunciata dal Cristo: «Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio». Di nuovo manifestò gioia per la mia spiegazione.

"È proprio così; Una delle ragioni per cui sono oggi sulla terra, è appunto quella di dimostrare che l'uomo può vivere dell'invisibile Luce di Dio, e non di cibo soltanto".

"Potete insegnare ad altri come si fa a vivere senza mangiare?" Sembrò un po' urtata dalla mia domanda. "Non posso farlo. Dio non vuole!"

Il mio sguardo cadde sulle sue mani forti e graziose. Teresa mi mostrò una ferita quadrangolare, appena rimarginata, sul dorso d'ogni mano. Sulle palme mi indicò due ferite più piccole, a forma di mezzaluna, anch'esse appena chiuse. Ogni ferita trafiggeva la mano da una parte all'altra.

Vedendo ciò, mi tornò distintamente alla memoria il ricordo dei grossi chiodi di ferro quadrati con punte a mezzaluna in uso ancor oggi in Oriente, ma che non ricordo di aver mai visto in Occidente.

La Santa mi raccontò qualcosa delle sue estasi settimanali. "Come una povera ed impotente spettatrice assisto a tutta la passione di Cristo". Ogni settimana, dalla mezzanotte del giovedì fino alle tredici del venerdì, le sue ferite sanguinano e si aprono.




Ella perde quattro chili e mezzo del suo peso, che è di sessanta chili. Pur soffrendo intensamente per la sua amorosa pietà, Teresa attende con gioia questa visione settimanale del Signore.

Mi resi subito conto che, per mezzo della sua strana vita, Dio aveva voluto dimostrare a tutti i cristiani l'autenticità storica della vita di Gesù e della sua crocifissione com'è narrata nel Nuovo Testamento, e palesare in modo drammatico l'eterno vincolo esistente tra il Maestro di Galilea e i suoi fedeli.

Il  professor Wutz  mi  raccontò  alcuni episodi,  da lui controllati,  riguardanti la Santa. "Un gruppo di noi, inclusa Teresa, spesso viaggia per giorni interi in giro per la Germania", mi disse. "Fa impressione il contrasto fra i nostri tre pasti giornalieri, e Teresa che non mangia nulla.

Ella rimane fresca come una rosa, e la stanchezza che vince noi non la tocca. Quando, affamati, andiamo a caccia di un'osteria, ella ride allegramente".

Il professore aggiunse altri interessanti dettagli fisiologici: "Poiché Teresa non prende cibo, il suo stomaco è atrofizzato. Non ha escrezioni, ma le sue glandole sudorifere funzionano, la sua pelle è sempre morbida ed elastica".

Al momento di partire, espressi a Teresa il mio desiderio di assistere alla sua estasi. "Sì, venite venerdì prossimo a Konnersreuth", disse gentilmente. "Il vescovo vi darà un permesso. Mi fa molto piacere che siate venuti a trovarmi ad Eichstàtt".

Teresa ci strinse la mano molte volte, con dolcezza, e ci accompagnò fino al cancello. Wright aprì la radio dell'automobile: la Santa la esaminò con brevi, entusiastici scoppi di risa. Poiché una gran folla di ragazzi si stava radunando intorno a noi, Teresa si ritirò in casa.

La vedemmo affacciata a una finestra da dove ci sbirciava, come una bambina, agitando la mano in segno di saluto. Da una conversazione che ebbi il giorno seguente con due suoi fratelli, molto cortesi e amabili, appresi che la santa donna, di notte, dorme solo una o due ore.

Nonostante le molte ferite nel suo corpo, ella è attiva e piena di energia. Ama gli uccelli, si prende cura di un piccolo acquario e spesso coltiva il suo giardino. Tiene una vasta corrispondenza. I devoti cattolici le scrivono per chiederle preghiere e benedizioni. Molti, grazie al suo aiuto, sono guariti da gravi malattie.




Il fratello Ferdinando, di circa 23 anni, mi disse che Teresa ha il potere, per mezzo della preghiera, di prendere sul suo corpo i mali altrui. L'astinenza dal cibo della Santa iniziò dal tempo in cui ella pregò il Signore di trasferire a lei il male alla gola di un giovane della sua parrocchia, che in quel momento si preparava a ricevere gli ordini sacri.

Il giovedì pomeriggio ci recammo dal vescovo, che guardò con una certa sorpresa le mie chiome spioventi. Concesse subito il necessario permesso. Non vi era nulla da pagare; l'ordine dato dalla Chiesa aveva il solo scopo di proteggere Teresa dall'assedio dei turisti che negli anni precedenti giungevano a Konnersreuth a migliaia ogni venerdì.

Alle nove e mezzo del venerdì eravamo a Konnersreuth. Notai che la casetta di Teresa aveva una larga lastra di vetro sul tetto per darle abbondanza di luce. Ci fece piacere trovare le porte non più sbarrate, ma spalancate ed accoglienti.

Una fila di venti visitatori, che avevano ciascuno un permesso scritto, includeva gente venuta da molto lontano per assistere alla sua mistica estasi. Teresa aveva già sostenuto con me la prima prova nella casa del professore, mostrando di sapere per intuitiva saggezza che io volevo vederla per ragioni spirituali e non per mera curiosità.

La seconda prova mi fu data quando, prima di salire le scale che conducevano alla sua stanzetta, mi sprofondai in uno stato di estasi yogica per entrare con lei in rapporto telepatico e veggente. Entrai nella stanza, piena di ospiti; ella era stesa sul letto e indossava una veste bianca.

Wright mi seguiva dappresso e io mi arrestai sulla soglia, colpito da uno strano e impressionante spettacolo. Dalle palpebre inferiori di Teresa scorreva un sottile e continuo rivolo di sangue largo un dito. Il suo sguardo era fisso in alto nell'occhio spirituale al centro della fronte (Il famoso "terzo occhio"; ndr).

Il panno che le avvolgeva il capo era inzuppato del sangue che usciva dalle stigmate corrispondenti alle ferite prodotte dalla corona di spine. La bianca veste aveva una macchia rossa al posto del cuore per la ferita al costato dove il corpo di Cristo ebbe, tanti secoli fa, quell'ultimo insulto dalla lancia del soldato.

Le mani di Teresa erano distese in un gesto materno e supplichevole. Il suo viso aveva un'espressione torturata e nel contempo divina. Sembrava più magra e mutata,  non  solo  fisicamente,  ma  anche  in  varie  altre  maniere  ineffabili.

Mormorando parole in lingua straniera (l'aramaico; ndr), parlava a qualcuno con le labbra lievemente tremanti, visibile solo al suo occhio interiore.

Poiché ero in perfetta sintonia con lei, cominciai a vedere le scene della sua visione. Ella fissava Gesù mentre portava il legno della croce tra la moltitudine che lo derideva. Ad un tratto sollevò il capo costernata: il Signore era caduto sotto il terribile peso. La visione scomparve.




Affranta da un'infinita pietà, Teresa si abbandonò pesantemente sui cuscini. In quell'istante udii dietro di me un forte colpo. Mi volsi per un secondo e vidi due uomini portare via un corpo abbattuto.

Uscivo appena allora da un profondo stato supercosciente, per questo non riconobbi subito la persona che era caduta. Fissai di nuovo il viso di Teresa, pallidissimo e solcato di rivoli di sangue, ma calmo e ormai irradiante purezza e santità.

Più tardi guardai dietro di me e mi accorsi che Wright stava in piedi con una mano contro la guancia che gli sanguinava. "Dick", chiesi ansiosamente, "sei tu che sei caduto?" "Sì, sono svenuto dinanzi al terrificante spettacolo".

"Ebbene", gli dissi per consolarlo, "sei stato coraggioso a ritornare per guardarlo ancora. Ricordando la paziente fila dei pellegrini che attendevano, Wright e io demmo a Teresa un silenzioso addio e ci ritirammo dalla sua presenza... »

Relazione e cura: Sebirblu.blogspot.it

Brano tratto dal libro on line QUI