venerdì 15 marzo 2019

Muore Danneels "cospiratore" dell'elezione papale




Sebirblu, 14 marzo 2019

Riporto una notizia di poche ore fa, pubblicata su "Il Messaggero" di Roma a firma di Anna Giansoldati, annunciante che il cardinale Godfried Danneels (dichiaratosi platealmente membro della cosiddetta "Mafia di San Gallo") ha reso l'anima a Dio, o almeno si spera... per lui.

Ecco il titolo:

"Muore il cardinale della Mafia di San Gallo, 
l'ultra progressista Danneels"

«Città del Vaticano – Si è spento il cardinale belga, Godfried Danneels, punto di riferimento della corrente più progressista della Chiesa in Europa e da anni indicato come uno dei maggiori supporter delle innovazioni del pontificato di Papa Francesco.

Secondo diversi osservatori l'elezione di "papa" Bergoglio, nel 2013, sarebbe stata favorita e preparata da una serie di riunioni segrete che cardinali e vescovi, capeggiati dal defunto Carlo Maria Martini, tennero negli anni precedenti a San Gallo, in Svizzera, dagli inizi degli anni Duemila, quando il pontificato di Giovanni Paolo II stava per finire.

È quanto hanno sostenuto anche Jürgen Mettepenningen et Karim Schelkens, autori di una biografia sul cardinale Danneels che a suo tempo aveva sollevato un vespaio di critiche perché aveva definito le riunioni a San Gallo dei raduni di un club di stampo mafioso.

Una lettura dei fatti probabilmente esagerata (secondo me non troppo; ndr) anche se Danneels effettivamente, non ha mai nascosto di avere fatto parte di questo cenacolo progressista.

Lui stesso, in un video registrato, durante la presentazione della sua biografia, a Bruxelles, ammise di avere preso parte a tante riunioni in Svizzera, all'interno delle quali si rifletteva sulla necessità di una drastica riforma ecclesiale, più sinodale e meno ingessata sui dogmi.




Oltre a Danneels e Martini, del gruppo secondo il libro facevano parte il vescovo olandese Adriaan Van Luyn, i cardinali tedeschi Walter Kasper e Karl Lehman, il cardinale italiano Achille Silvestrini.

La morte di Dannels è stata annunciata dalla sala stampa vaticana che ha diffuso una sua biografia. Laureato a Lovanio e alla Gregoriana, ha insegnato teologia, è stato ordinario militare e poi arcivescovo a Malines, in Belgio.

Ha partecipato al conclave dell'aprile 2005 che ha eletto Papa Benedetto XVI (contrariamente alle aspettative del "club" svizzero il quale aveva già designato Bergoglio; ndr) e al conclave del marzo 2013 che ha eletto Francesco 1°.

Danneels era stato invitato dal "Vescovo di Roma" al Sinodo sulla Famiglia (sic!) anche se la sua figura in Belgio era già sotto pressione per una brutta vicenda (di copertura; ndr) sulla pedofilia, visto che cercò di dissuadere una vittima di abusi sessuali dal denunciare l'autore, un vescovo di nome Roger Vangheluwe, nonché zio della vittima.» [...] Per il resto dell'articolo ved. QUI.

Ecco il vibrante richiamo di Don Minutella, su questo tema, rivolto ai "dormienti". 
  



Questo comunicato riporta ancora in primo piano il tema scottante del declino miserando della Chiesa di Roma, voluto da un pugno di traditori, servi del Maligno (ved. QUI e QUI), che sin dal Concilio Vaticano II hanno messo in atto il diabolico disegno che la Massoneria e il Sionismo ‒ da "sempre" ‒ hanno progettato. (Cfr. QUI, QUI e QUI).

«Dopo 6 anni esatti di reggenza bergogliana (cfr. QUI) si dice con più frequenza e sempre più apertamente, che la strana situazione d'oggi del Vaticano assomiglia nientemeno  che  ad  un romanzo  di  Dan Brown,  in  cui  si  intrecciano cospirazioni di eminenti prelati, scandali sessuali e finanziari, nonché loschi interessi bancari internazionali.

Mentre molti si augurano che il "papa" ammorbidisca gli insegnamenti e le pratiche tradizionali della Chiesa, è stata data poca voce alla dichiarazione fatta da uno dei prelati più importanti del mondo, ossia quella in cui Bergoglio è stato eletto dalla "mafia" liberale, un gruppo di vescovi e di cardinali progressisti che per anni ha agito per centrare proprio questo obbiettivo.

Lungi dall'essere un'accusa mossa dai conservatori della Chiesa, il termine è stato usato per la prima volta in un'intervista televisiva nel settembre 2015 dal Cardinal Godfried Danneels, arcivescovo emerito, ma ancora molto influente, di Bruxelles-Mechelen.


Il card. Danneels mentre rivela pubblicamente il suo ruolo nella "Mafia di San Gallo"

Danneels ha affermato di aver fatto per anni parte di questo "clan" che si era opposto a papa Benedetto XVI durante tutto il suo pontificato.

Il gruppo ha lavorato, egli ha detto, per favorire la formazione di una Chiesa Cattolica "molto più moderna" e per far eleggere papa l'arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio.

Un esame degli antefatti di queste straordinarie esternazioni può dare un'idea della natura attuale della politica ecclesiastica, in particolare dei gruppi episcopali europei "novatori".

La Mafia di San Gallo: cos'è, quando si è formata,
per opera di chi e perché.

"Il gruppo di San Gallo è un modo di dire elegante", ha sottolineato Danneels, gradendo le risate del pubblico dal vivo. "Ma in realtà chiamavamo noi stessi e il gruppo: «la mafia». Il cardinale parlava in un programma televisivo belga.

Nel breve video caricato su Internet contenente le dichiarazioni dello stesso, una voce fuori-campo sintetizzava la natura della cerchia che "si incontrava ogni anno dal 1996" a San Gallo, in Svizzera, originariamente su invito del vescovo della città, Ivo Fürer, e del famoso gesuita arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini.

‒ Insieme avevano organizzato la "resistenza" segreta contro il Cardinale Ratzinger, che in quel tempo era il braccio destro di Giovanni Paolo II, come capo della Congregazione per la Dottrina della Fede.

‒ Quando Karol Wojtyla morì nel 2005, il "clan" aveva già spinto alla ribalta l'attuale "papa" (il Falso Profeta; ved. QUI e QUI; ndr), anche se questo primo tentativo di mettere l'Argentino sul soglio fallì.

Allorché dovette fare i conti con l'elezione di Ratzinger, come Papa Benedetto XVI, "Danneels non era riuscito a nascondere la sua delusione", dice il narratore.


Godfried Danneels  (1933-2019)

Danneels aveva rilasciato l'intervista per promuovere la sua biografia autorizzata aggiungendo che il gruppo di San Gallo vantava vescovi e cardinali indicati come "troppi da elencare". Ma tutti avevano lo stesso obbiettivo comune: l'attuazione di un programma "liberal/progressista" in opposizione a Papa Benedetto e all'orientamento di un moderato conservatorismo dottrinale.

Sebbene più tardi si sia negato che il gruppo fosse segreto, il cardinale aveva detto: "Si discuteva molto liberamente; non si faceva mai nessuna relazione, in modo che tutti potessero sfogarsi".

La direzione del programma televisivo, ha intervistato uno dei biografi del cardinale belga, Jurgen Mettepenningen, il quale ha asserito che nel 2013, con l'abdicazione di Ratzinger (indotta, ved. QUI e QUI; ndr), "è possibile dire che Danneels, grazie alla sua presenza in quel gruppo, sia stato uno dei pionieri dell'elezione di Bergoglio".

Gli autori della biografia hanno catalogato le preoccupazioni dei "cospiratori" come "la situazione della Chiesa", "il primato del Papa", "la collegialità" e "la successione di Giovanni Paolo II".

Il vaticanista inglese Edward Pentin ha scritto [nostra traduzione qui] che essi "hanno anche dibattuto sul centralismo nella Chiesa, sulla funzione delle conferenze episcopali, sullo sviluppo del sacerdozio, la morale sessuale [e] la nomina dei vescovi".

Uno schema (guarda "caso"; ndr) più o meno identico a quello che doveva essere pubblicato per i due Sinodi sulla "Famiglia" convocati da Bergoglio nel 2014 e nel 2015.

La biografia di Danneels è stata scritta da Mettepenningen e Karim Schelkens. Siccome si tratta di uno dei più autorevoli prelati cattolici ed una delle voci più potenti del fronte liberale dell'episcopato europeo, tale lavoro rivestiva un grande interesse di pubblico.

Affinché non si pensasse che il cardinale stesse scherzando, l'esistenza e gli scopi generali della "mafia" di San Gallo sono stati confermati il giorno successivo da Schelkens in un'intervista ad una stazione radio locale di San Gallo.

Pentin ha sintetizzato sulle pagine del National Catholic Register: "Le personalità e le idee teologiche dei membri talvolta differivano, ma una sola cosa li univa: la loro opposizione all'allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Joseph Ratzinger" e "Il gruppo voleva una drastica riforma della Chiesa, molto più moderna e aggiornata, con Jorge Bergoglio, come capo. Ha ottenuto quello che voleva".


Benedetto XVI con Martini...  Ecco com'è il sorriso di un traditore!

Pentin, in un articolo successivo, ha pure aggiunto che sebbene il gruppo di San Gallo avesse ufficialmente terminato le sue riunioni nel 2006, non c'era dubbio che la sua influenza fosse proseguita fino al 2013:

"Si può asserire con sicurezza che esso ha contribuito a formare una rete che ha spianato la strada, quanto meno favorendolo, al cardinale Bergoglio nel conclave sette anni dopo".

Nel 2015, Paul Badde scrittore tedesco ed esperto delle questioni concernenti il Vaticano confermò tutto ciò, sostenendo di aver ricevuto "informazioni attendibili" che tre giorni dopo la sepoltura di Giovanni Paolo II, i cardinali Martini, Lehmann e Kasper dalla Germania, Bačkis dalla Lituania, van Luyn dai Paesi Bassi, Danneels da Bruxelles e Murphy O’Connor da Londra "si erano incontrati nella cosiddetta Villa Nazareth di Roma, a casa del cardinale Silvestrini ormai non più eleggibile, per pianificare in segreto una tattica finalizzata ad evitare l'elezione di Joseph Ratzinger".

In  seguito  alle  rivelazioni  di  Danneels,  dalla  diocesi  di  San  Gallo  è  poi "saltata fuori" all'improvviso una lettera piuttosto confusa e contraddittoria che ritrattava parzialmente l'affermazione secondo cui il "clan" avrebbe influenzato (sarebbe meglio dire indotto; ndr) l'abdicazione di Papa Benedetto.

La missiva però confermava che l'elezione di Bergoglio nel 2013 "corrispondeva all'obbiettivo perseguito a San Gallo", precisando che queste notizie provenivano dalla biografia del cardinale Danneels.

"Questo è dichiarato dal vescovo Ivo Fürer", continuava la lettera, il quale ha asserito che  "la sua gioia per la scelta dell'Argentino non è mai stata un segreto"...» 


Danneels (incorniciato) è soddisfatto della "vittoria" ottenuta...  

In conclusione si auspica, cristianamente parlando, che tutti costoro, abbandonando il corpo fisico, non abbiano a "dissolversi" nel nulla*, visto il loro discutibile operato nell'intento di distruggere la Chiesa di Cristo diffondendo l'eresia e unendosi ad altre fedi religiose, tutte in cammino verso il Nuovo Ordine Mondiale in un unico culto umanitario di stampo massonico.

*Da "Repubblica" del 15 marzo 2015 (proprio 4 anni fa; ved. QUI), Scalfari chiede a Bergoglio:

[...]"Che cosa accade a quell'anima spenta? Sarà punita? E come?"

E ne riporta con sue parole la replica:

"La riposta di Francesco è netta e chiara: non c'è punizione ma l'annullamento di quell'anima. Tutte le altre partecipano alla beatitudine di vivere in presenza del Padre. Le anime annullate non fanno parte di quel convito, con la morte del corpo il loro percorso è finito..." [...]

Post Scriptum

Consiglio di documentarsi QUI su quanto Don Minutella ha reso noto a tutti, dal momento che Giovanni Paolo II, probabilmente venuto a conoscenza degli incontri di San Gallo, ha emanato un decreto di scomunica latæ sententiæ per chiunque patteggi o vizi l'elezione del Sommo Pontefice.

L'articolo riporta i paragrafi inerenti a tale Costituzione, dalla quale risulta ovvio che la carica elevata a Jorge Mario Bergoglio, come "supremo pastore" della Chiesa Universale, sia INVALIDA e lo renda pertanto un USURPATORE e un ANTIPAPA, ossia il FALSO PROFETA profetizzato da Giovanni nell'Apocalisse.

Relazione e cura di: Sebirblu.blogspot.it


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