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| Jeannette Woitzik |
Sebirblu, 1 novembre 2026
Il 31 maggio scorso, proprio il giorno in cui mio figlio Emmanuele avrebbe compiuto 53 anni, essendo trapassato poco tempo prima, il 15 dicembre 2025, ho pubblicato un interessante e sorprendente articolo QUI, che è necessario leggere per comprendere appieno ciò che sto per scrivere oggi.
Dalla Chiesa cattolica, e in generale da molte altre correnti religiose, abbiamo appreso che dopo la dipartita le anime entrano in una sorta di non meglio definita "fase di riposo":
«L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace. Amen.»
Ebbene, dopo più di mezzo secolo (dai 28 agli 85 anni attuali) passata in totale consapevolezza dell'inesistenza del concetto "morte" a cui soggiace l'essere umano, e della quale non cesserò mai di ringraziare Dio per avermene offerta l'opportunità, proseguo nel "risvegliare" le coscienze con le parole stesse usate dall'autore de "LA VITA NEL MONDO INVISIBILE" di Anthony Borgia, da scaricarsi QUI dove, a pag. 25, viene descritto in cosa consiste tale "RIPOSO".
[...] Questo sonno spirituale non è una novità in questo mondo. La causa è della Terra: le controversie e le dispute religiose sono il centro dell'ignoranza e della mancanza di conoscenza che molte persone portano con sé nel mondo astrale, e se le menti di queste sono ottuse e incapaci di pensare da sole, rimangono legate alle loro piccole visioni religiose ritenendole verità assolute, fino a quando non arriva il giorno del loro risveglio spirituale.
Allora capiranno che la cieca aderenza ai propri credi sta impedendo la loro crescita. Ma per ogni individuo che lascia per sempre queste congregazioni "limitate" ce ne sarà sempre un altro che andrà a prendere il suo posto ‒ fino a quando la Terra non saprà la Verità sul mondo dello Spirito.
Ovviamente non fanno del male a nessuno, se non a se stessi ritardando il proprio sviluppo interiore. Una volta che realizzano quello che stanno facendo e muovono il primo passo per uscirne, la loro gioia non ha confini e comprendono quanto tempo abbiano ‒ apparentemente ‒ sprecato.
Ci si può chiedere cosa possa sostituire queste comunità religiose, una volta acquisita la Conoscenza della verità. Nessuna forma di adorazione? Niente affatto, noi abbiamo i nostri incontri "religiosi" ma privati di ogni traccia di credenze insignificanti, di dottrine e di dogmi (eccetto naturalmente il Cristo Dio, ndr): adoriamo il Grande Padre Eterno con grande sincerità e con verità assoluta. Così siamo una sola mente nell'adorazione dell'Altissimo. [...]
Ruth (la compagna di viaggio dell'entità narrante; ndr) fu stupita da un solido edificio situato su un terreno alberato che attirò anche la mia attenzione. Edwin ci disse che era una casa di riposo per coloro che erano arrivati nel mondo dello spirito dopo una lunga malattia o dopo una morte violenta, e che di conseguenza erano sotto shock. [...]
Avvicinandomi, potei osservare che l'edificio non aveva per nulla l'aspetto di un ospedale in senso stretto, qualunque fosse la sua funzione. Era in stile classico, alto tre piani e interamente aperto ai lati; cioè non aveva finestre.
Era costruito con un materiale di colore bianco, ma immediatamente sopra di esso c'era un grande fascio di luce blu che lo inondava e lo avvolgeva, conferendo all'intero edificio una tonalità blu. Questo grande raggio era la sorgente della vita ‒ una luce guaritrice ‒ mandato a coloro che erano arrivati ma che non si erano ancora svegliati.
Quando si sarebbero ristabiliti completamente e spiritualmente, avrebbero avuto uno splendido risveglio e sarebbero stati accompagnati nel loro nuovo ambiente.
Notai che diverse persone erano sedute sull'erba o passeggiavano intorno all'edificio. Erano i parenti di coloro che erano sotto trattamento nella casa di riposo il cui risveglio era prossimo. Come si poteva notare dalle espressioni dei volti, erano pieni di gioia e molto emozionati... [...]
(Il brano prosegue con la descrizione accurata del tipo di abbigliamento che in un attimo, con l'aiuto del pensiero, si può indossare. Per ovvi motivi, abbrevio il capitolo andando all'essenziale per non appesantire l'articolo che, tuttavia, può essere letto direttamente dal pdf linkato sopra, a pag. 25; ndr).
Appena entrati Edwin fu salutato e accolto da un vecchio amico che ci venne incontro. Spiegò brevemente la sua missione e i motivi della nostra presenza e fummo invitati a vedere tutto ciò che desideravamo.
Un vestibolo esterno conduceva a un ambiente di considerevoli dimensioni: lo spazio che normalmente è riempito dalle finestre era occupato da alte colonne poste a media distanza l'una dall'altra e questa disposizione era presente su tutte e quattro le pareti.
Le decorazioni erano davvero molto scarse, ma questo non deve far pensare che l'appartamento avesse un aspetto freddo o da caserma. Era tutto fuorché questo: il pavimento era coperto da tappeti soffici ornati sobriamente e qui e là pendevano dalle pareti pannelli di tappezzeria meravigliosamente decorati.
L'intero ambiente era occupato da confortevoli divani su ognuno dei quali giaceva una persona immobile e profondamente addormentata. Alcuni uomini e donne si muovevano con calma, intenti ad osservare i diversi occupanti sdraiati.
Notai che ci trovavamo sotto l'influenza del raggio blu: il suo effetto era fortemente energizzante, ma nel contempo infondeva molta calma e serenità. Un'altra qualità notevole era la completa mancanza di qualsivoglia istituzione con la sua inevitabile burocrazia. Non c'erano dubbi sulla prassi da seguire, e non mi sentii mai in mezzo ad estranei.
Coloro che vigilavano sui dormienti sembravano compiere un atto d'amore felici di farlo, piuttosto che eseguire un lavoro solo per dovere. Il risveglio di queste anime addormentate era una gioia continua per loro, così come per quelli che erano venuti ad assistervi.
Seppi che tutti i "pazienti" in questa stanza erano passati attraverso malattie lunghe e debilitanti prima della loro "morte": immediatamente dopo il loro passaggio vengono sospinti con delicatezza verso un profondo assopimento.
In alcuni casi il sonno segue istantaneamente il trapasso fisico, senza soluzione di continuità. Infermità prolungate prima di esso hanno un effetto debilitante sulla mente che, a sua volta, influenza negativamente il corpo spirituale.
L'anima (ossia la psiche; ndr) necessita di riposo assoluto di varia durata. Ogni caso viene trattato individualmente e risponde perfettamente al trattamento. In questa fase, la parte mentale è completamente rilassata: non ci sono incubi, febbre o delirio.
Mentre ero testimone di questa splendida manifestazione della Divina Provvidenza, non potevo fare a meno di pensare a quelle assurde idee terrene di "eterno riposo", "sonno perpetuo" ed altre ugualmente fuorvianti... Qui c'era la prova evidente che questa credenza era senza senso.
Gli ospiti che riposavano sui vari divani avevano un'aria molto serena: erano tenuti sotto osservazione di continuo e, al primo segno di risveglio imminente, venivano chiamati i loro cari, o gli amici in attesa, perché tutto fosse pronto per il benvenuto.
Alcuni si ridestavano parzialmente e subito dopo ripiombavano nel sonno; altri si svegliavano di colpo e in questi casi le persone a loro vicine avevano un compito difficile: dovevano spiegare al nuovo arrivato che era "morto", ma che... era ancora vivo.
Di solito ricordavano la loro malattia, ma non erano coscienti di essere passati nel mondo degli spiriti, e quando veniva gentilmente spiegata la realtà del nuovo stato, spesso sentivano il forte desiderio di tornare sulla Terra, sia da coloro che li stavano piangendo, come da quelli di cui si sentivano responsabili.
Veniva chiarito che non si poteva tornare indietro e che altri più esperti di loro si sarebbero presi cura di ciò che li faceva sentire così angosciati. Questi risvegli non erano così felici come quelli di chi si destava con la piena coscienza di quanto era accaduto.
La Terra ritiene di essere molto evoluta, molto civilizzata: questo concetto è segno di cieca ignoranza. Il piano terreno e i suoi abitanti vengono considerati di primaria importanza, mentre il mondo dello spirito è ritenuto come qualcosa di distante ed evanescente.
Quando un'anima nasce ha abbastanza tempo per pensarci, ma non desidera affatto annoiarsi sul tema fintantoché non giunge la sua ultima ora: questa è l'attitudine mentale di migliaia e migliaia di anime incarnate, e qui, in questa casa di riposo, vedemmo molte persone uscire dal loro sonno spirituale assistite da spiriti cortesi che tentavano continuamente di persuaderle che erano realmente "morte".
E questa è solo una delle tante case di cura e ristoro (come a Nosso Lar; ved. QUI e QUI; ndr) dove lo stesso servizio è portato avanti incessantemente!
(Eccone ancora una volta il film-capolavoro, doppiato in italiano. Per chi non l'avesse ancora visto, merita assolutamente di esserlo! Ndr).
Ci mostrarono un'altra area simile dello stesso edificio, dove dormivano coloro che avevano avuto un passaggio improvviso e violento. Questi casi di solito erano più difficili da gestire di quelli visti in precedenza, poiché la rapidità della loro dipartita aggiungeva molta più confusione alla loro mente.
Invece che con una transizione graduale, in molti casi il corpo spirituale viene espulso violentemente dal corpo fisico e precipitato nel mondo dello spirito: il passaggio è così improvviso che l'anima non avverte nulla.
Queste persone sono prese in carico rapidamente da entità che dedicano tutto il loro tempo e tutte le loro energie a questo compito e nella casa di riposo potemmo vedere i risultati del loro lavoro. Se tanti di questi trapassati avessero avuto anche solo una piccola contezza della realtà spirituale, questi risvegli sarebbero stati molto meno drammatici. [...]
Uscimmo all'aperto e prendemmo un sentiero che costeggiava un grande orto di rigogliosi alberi da frutto, Era a disposizione di coloro che si erano appena destati e, naturalmente, di chiunque desiderasse gustare una porzione dei frutti stimolanti. [...]
Mentre passeggiavamo iniziammo a chiacchierare sulle idee terrene che riguardavano l'aspetto delle entità. Ruth ci ricordò che spesso le creature celesti venivano descritte con grandi "ali".
Gli artisti dell'antichità erano largamente responsabili di questa visione: ritenevano probabilmente che qualche mezzo di locomozione fosse indispensabile per loro e che il consueto modo di usare le gambe era troppo terreno per essere considerato anche una remota possibilità.
Non avendo alcuna conoscenza della potenza del pensiero a questi livelli e della sua diretta applicazione, ritennero che il solo modo di spostarsi nello spazio era l'utilizzo delle stesse. (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).
Per fortuna la scienza moderna ha provveduto a far piazza pulita di molte assurde concezioni per lungo tempo prevalenti. Edwin ci chiese se eravamo interessati a visitare la città che potevamo vedere non troppo lontano.
Quando dico "non troppo lontano", potrebbe dare l'idea che la distanza sia di qualche conto qui: sicuramente non è così!! Ruth e io fummo subito d'accordo che ci sarebbe piaciuto raggiungerla, poiché una città spirituale era davvero una grande rivelazione.
Ci domandammo se avessimo dovuto camminare o se avessimo dovuto utilizzare un sistema di trasporto più veloce: entrambi volevamo provare la potenza del pensiero, ma come già in altre circostanze, non sapevamo come mettere in azione queste forze.
Edwin ci spiegò che una volta allenati in questo semplice processo del pensare, non avremmo più avuto alcuna difficoltà in futuro. Per prima cosa era necessario avere fiducia, e secondariamente dovevamo concentrarci: per fare un paragone terreno, dovevamo desiderare di essere LÀ, ovunque fosse, e LÀ noi ci saremmo trovati. (Cfr. QUI, i voli del "Gabbiano Jonathan"; ndr).
Per i primi tentativi era necessario uno sforzo cosciente, ma poco dopo avremmo potuto muoverci ovunque volessimo ‒ si potrebbe dire quasi senza pensare!
Per cercare di chiarire il concetto: quando volete sedervi, camminare o eseguire qualunque azione così familiare sulla Terra, non siete coscienti di fare un grosso sforzo di pensiero per portare a termine i vostri desideri.
Il pensiero "desidero sedermi" passa rapidamente attraverso la vostra mente e vi sedete, senza dover controllare gli innumerevoli movimenti muscolari coinvolti in questa azione: essi diventano una seconda natura. E qui è precisamente la stessa cosa: semplicemente pensiamo che vogliamo essere in un certo posto e lì ci troviamo.
Bisogna dire però che non tutti i luoghi ci sono accessibili: esistono molti reami dove noi non possiamo entrare se non in particolari circostanze o se il nostro livello di evoluzione spirituale lo permette. Ciò non altera comunque la nostra modalità di locomozione ma la restringe a certe mete definite.
Per essere pratici, chiesi a Edwin come potevamo indirizzare i nostri pensieri in un luogo ben definito, in modo da essere là tutti e tre insieme contemporaneamente. Edwin ci rispose che esistevano diversi fattori da tenere a mente in questi frangenti, tra i quali uno si riferiva proprio a questa nostra prima esperienza di spostamento, mediante il pensiero. In ogni caso lui si sarebbe preso cura di noi.
Avremmo dovuto rimanere in stretto contatto l'uno con l'altro fintantoché egli non avesse dato voce al desiderio e all'intenzione unanime di farlo. Questi due elementi insieme erano bastanti a garantire un arrivo sicuro e unitario per la meta stabilita! Quando saremmo diventati sufficientemente esperti in tale metodica non avremmo più avuto difficoltà a mantenere la connessione.
Devo ricordarvi che qui il pensiero è istantaneo e non c'è possibilità di perdersi nello spazio infinito. Avevo già sperimentato come viaggiare in questo modo subito dopo la mia "morte", ma allora mi ero mosso lentamente e con gli occhi chiusi.
Edwin suggerì di tentare un esperimento da soli, assicurandoci che non avrebbe potuto nuocerci in nessun modo. Ci propose di proiettarci in un piccolo gruppo di alberi distanti circa un quarto di miglio ‒ misura terrestre.
Ci sedemmo sull'erba tutti e tre guardando il nostro obiettivo, suggerendoci di tenerci per mano. Ruth ed io dovevamo andare là da soli, mentre lui sarebbe rimasto dov'era. Prima di pensare che volevamo essere là vicino agli alberi ci guardammo divertiti, entrambi chiedendoci cosa sarebbe successo, mentre nessuno dei due osava prendere l'iniziativa.
Allora Edwin disse: "Andate!". La sua frase deve aver fornito lo stimolo necessario: io presi la mano di Ruth e improvvisamente ci trovammo sotto gli alberi! Ci guardammo basiti, e vedemmo Edwin che ci salutava con la mano nel punto dal quale eravamo partiti.
Poi accadde una cosa strana: entrambi vedemmo un lampo di luce davanti agli occhi, non era accecante, né ci infastidì in nessun modo, semplicemente catturò la nostra attenzione proprio come fa il sole quando esce da una nuvola sulla Terra.
Esso illuminò il piccolo spazio davanti alla nostra vista e noi rimanemmo immobili e in aspettativa. Udimmo chiaramente al di là di ogni dubbio ‒ non potrei dire se con le orecchie o con la mente ‒ la voce di Edwin che ci chiedeva se ci era piaciuto il breve viaggio e di tornare indietro da lui, esattamente nello stesso modo in cui lo avevamo lasciato.
Entrambi commentammo quello che avevamo udito, cercando di capire se fosse stata veramente la voce di Edwin: eravamo ancora molto perplessi per quest'ultima esternazione dello spirito, quando la percepimmo di nuovo mentre diceva che ci aveva sentito rimuginare sull'intera vicenda!!
Così, sorpresi e deliziati dall'incredibile manifestazione sulla potenza del pensiero, decidemmo di ritornare da Edwin all'istante per chiedergli ulteriori spiegazioni. Ripetemmo la procedura e ci ritrovammo là, seduti sull'erba accanto a lui, che rideva della nostra meraviglia.
Ci disse che aveva voluto farci questa sorpresa e noi lo bombardammo di domande. Questa era un'altra prova della concretezza potente del pensiero: se ci si poteva spostare solo con la sua forza, allora ci era anche possibile inviare le nostre emissioni a qualsiasi distanza.
Nell'immenso universo spirituale, quando focalizziamo i nostri pensieri su una persona, sia come messaggio definito che affettivo, raggiungeremo l'obbiettivo senza fallo, e saranno recepiti dal destinatario.
Questo è ciò che accade, ma il modo in cui succede Edwin non era in grado di dircelo: fino ad ora avevamo usato gli "organi della voce" per parlarci l'un l'altro; era naturale, e Ruth ed io non avevamo pensato che fossero disponibili mezzi di comunicazione a distanza non più limitati da condizioni terrene.
Un'altra cosa da dire è che, tuttavia, non si deve supporre che le nostre menti siano "libri aperti" nei quali ognuno può leggere. Non è così. Lo possiamo permettere solo se vogliamo lasciarli andare, senza controllo, in modo che possano essere visti e letti anche da altri.
Una delle prime cose da imparare quando si arriva qui consiste nel sapere che il pensiero è concreto: può creare e costruire forme (guardare i link posti sopra; ndr), quindi è fondamentale tenerlo a bada, sempre e comunque.
Nel mondo astrale ci si adatta presto alle nuove condizioni, se lo vogliamo, e non manca mai chi ci soccorra in qualsiasi difficoltà, come noi ‒ Ruth ed io ‒ abbiamo scoperto con sollievo e gratitudine. Ella era molto impaziente di visitare altri luoghi. Così, senza ulteriore indugio, ci alzammo e, una volta atteso l'ordine dalla nostra guida, partimmo."
Ecco una serie di link interessanti per saperne di più sul trapasso e temi correlati:
Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it






