martedì 14 febbraio 2023

A quali altezze porta lo Spirito di certe Anime!

 


Sebirblu, 12 febbraio 2023

Certo la sensibilità è soggettiva, ma l'imperioso anelito di Pietro Ubaldi (ved. QUI) verso le vette più immacolate è fuori discussione. 

Egli ha precorso i tempi. La sua "opera omnia", interamente ispirata dall'Alto, lo ha condotto sulla soglia dell'eternità e non ci sono parole umane atte a far comprendere la grandezza del suo Spirito.

Solo le generazioni future potranno pienamente, a posteriori, percepire ed assimilare il vertiginoso messaggio che lascia basiti, soprattutto per le irraggiungibili traiettorie mistiche da lui raggiunte, dopo una voluta e sofferta purificazione esistenziale.

Per un vero soffio non fu insignito del "premio Nobel" per la letteratura. A lui venne preferito Jean-Paul Sartre, che poi rifiutò la prestigiosa onorificenza.

Ecco cosa scrive di lui il prof. Gaetano Mollo, docente di "Filosofia dell'educazione" e pedagogo all'Università di Perugia.

«Pietro Ubaldi è stato definito in vari modi: letterato, scienziato, mistico, medium... Certamente egli è stato un po' di tutto ciò, ma soprattutto è stato un uomo che ha saputo mettersi consapevolmente in ascolto di una Voce che gli parlava dentro ispirandogli tutto ciò che poi scrisse.

Una Voce che  si  esprimeva in termini  sia  spirituali che scientifici,  che  gli  parlava di Dio e della creazione, dell'uomo del passato e del futuro, di Cristo e delle leggi dell'universo, dei grandi problemi della vita e della morte. Una Voce di cui si era meritato l'ascolto attraverso una vita di sofferenza e di ascesi.




Lui stesso la descrisse in questi termini:

"Quella Voce si era avvicinata a me parlandomi, ma era a me interna, per lo meno io la raggiungevo per vie interiori, intime. Essa si manifestava in me come un'interiore audizione di concetti, in un contatto così diretto che questi non erano nemmeno formulati in parole.

Certo essa era distinta da me, dalla mia normale coscienza quotidiana, poiché essa guidava, consigliava e predicava, e questa seguiva e obbediva; perché fra le due sorgevano anche discussioni e divergenze in cui io cedevo quasi sempre, avvinto e convinto da una superiorità schiacciante di bontà e sapienza".

Una Voce profetica che parlava per "l'uomo del terzo millennio" e che concluse con queste parole La Grande Sintesi, il suo libro fondamentale:

"La mia opera è compiuta. Se tra anni e anni un'umanità diversa, tanto più grande e più buona, riguardando indietro ricercherà questo seme gettato troppo in anticipo per essere subito fecondato e compreso, meravigliandosi come sia stato possibile così precorrere i tempi, abbia un pensiero grato per l'essere umano che, solo e ignoto, questo lavoro ha compiuto attraverso il suo Amore e Martirio.

La Sinfonia è scritta. Il Canto tace per riprendere in altre forme altrove. La Voce si spegne. Il Pensiero si allontana dalla Sua manifestazione esteriore nel profondo, verso il Suo Centro, nell’Infinito." »



Tra i miei vari articoli dedicati a quest'uomo eccezionale, che purtroppo in Italia non è stato accolto come meritava, aggiungo il presente, tratto dal suo terzo volume ‒ Ascesi Mistica ‒ dove nella seconda parte mette in luce l'«espansione di coscienza» non dello scienziato, bensì del ricercatore il cui Spirito sale e canta un inno di lode a Dio.

Profetismo

Oggi son salito sulle alture del tempo e dagli orizzonti lontani odo emergere risonanze profonde, richiamate a me da una sintonia di pensiero imposta dal momento in atto dell'esistenza del mondo.

Odo il canto possente della storia che torna e ritorna, si ripete lentamente in cicli titanici ascendenti, in abbattimenti e risurrezioni, in un rinnovarsi sempre più alto di vita in cui pur rieccheggia di continuo il passato.

A ondate giungono e vanno, nascono e muoiono le civiltà, sul gran mare del tempo: esse sono il palpito della progrediente idea di Dio che procede in perpetuo verso la sua realizzazione.

Tutto ciò risuona in me, diventa una vibrazione in cui mi inabisso. Allora il vortice mi prende, mi attira in un turbine in cui percepisco gli squilli invocanti della vita.

Odo l'incalzare dell'ora, l'imminente precipitar degli eventi, la tempesta che infuria alle porte, odo la Voce di Dio che annuncia la maturità del tempo.

Gridano i segni interiori, inavvertiti dai ciechi dell'ora, chiusi nel calcolo transitorio. Sul cielo della storia appaiono le procellarie annunciatrici, si destano le coscienze più pronte, le vedette della vita, e lanciano il grido d'allarme; si alzan le voci ammonitrici cadenti come perle dalla magnificenza dei cieli... prima che arrivi la sventura.



Odo un rullare profondo, cadenzato, incessante; sento il passo del tempo che avanza con ritmo fatale, come muraglia immensa di lava proseguente senza fretta, che tutto sommerge. Dove sono le spalle per fermarla, i petti per affrontarla?

I giorni sono gravi e il cielo lotta accanto alla terra. Non si vive più di solo pane, di solo numero, di ricchezza e potenza umana soltanto. Possono le forze dello Spirito non esser più presenti sol perché un secolo di materialismo le ha negate?

Gli atteggiamenti del pensiero umano non possono spostare la legge dell'Altissimo. E sempre, ogni volta che l'uomo ha violato i divini equilibri del giusto e del buono, la pronta reazione dell'Ordine divino si è fatta sentire.

Alzino dunque il capo i dormienti. Non è più il momento di spiegare e dimostrare. Quella fatica è compiuta. È il momento dell'urto fisico e tangibile, che tutti scuote e trascina. L'Eterno ci ama.

È necessario destare i sordi, gli inerti, domare i ribelli. È necessario che il mondo impari di nuovo a pregare, che nella umiliazione e nella disgrazia si riaffratelli e ritrovi il suo Dio che ha dimenticato.

Iddio è una via di passione e di amore che si percorre in silenzio nel proprio cuore, è una dedizione reale di sé, è un umile amplesso da fratello a fratello per aiutarsi a vicenda lungo il cammino spinoso delle ascensioni umane.

Non tema chi ha Cristo nel cuore. La tempesta purificherà; voleran via gli orpelli al vento furibondo e solo l'immaterialità dello Spirito resisterà e sopravvivrà. Cadrà l'umano, perché il Cristo splenda più alto e più vero.

Osea, Osea... profeta d'Israele! Mi sembra d'udir la tua voce passar la barriera del tempo e toccarmi: "Dio è Amore". Questa tua grande espressione annunciatrice del Cristo che nessuno, nemmeno Mosè prima di te, aveva detto, e che ha sostenuto l'umanità per millenni, fu il verbo nuovissimo effuso con impeto dal tuo cuore di martire. Il dolore ti fece profeta... un profeta d'amore.



Raffaello 1510 - Schizzo di Osea (dettaglio di Osea e Giona)

Vi vedo tutti allineati nella vostra fatica, profeti d'Israele. Vi sento tutti unificati in quel linguaggio immenso di cui risuonano la Terra e il Cielo. Tempi in cui la Parola scendeva palpitante dall'Alto e l'uomo viveva alleato col Divino; tempi in cui l'anima si elevava fino a giungere nell'Infinito. Che grandezza questo continuo contatto con Dio!

Egli pare fuggito da noi... fra così tanta scienza e sapienza ne abbiamo perduta la nozione... non è più presente nel nostro agire, né negli eventi della storia. Si calcolano tutte le forze meno la Suprema, in tutte le fasi vitali non si pensa mai al supporto maggiore che è Dio.

Odo Isaia: "Un residuo si converte"... cioè un seme rimane. Potremmo oggi ripetere le sue parole che sono un preannuncio del Regno di Dio, promesso dal Cristo e che il mondo attende: "... gli esseri non faranno danno né rovina, poiché la terra sarà piena della Conoscenza divina come l'acqua copre il fondo del mare".

No.  L'Eterno  non è un elemento trascurabile  nell'esistenza del singolo  e dei popoli. E dev'esser percepito, vicino, e lo è unicamente se meritato. Soltanto un Dio vibrante nell'anima domina le passioni e i vizi, guida le azioni, rende frementi i cuori: solo Lui è Vita.

Necessita dunque la sciagura perché lo Spirito getti il mantello e si presenti nudo dinnanzi a Dio? Che importa la forma quando noi nella sostanza "sacrifichiamo a Moloch" (ved. QUI; ndr) e il nostro cuore è rivolto unicamente a lui? Allora anche nei templi sontuosi l'Altissimo tace, perché fugge dall'anima nostra.

Egli se ne va e parla altrove, agli umili, ai viandanti affaticati sempre in cammino, come frate Francesco, colpiti da tutti... e soli con Dio. (ved. QUI; ndr).

In quell'attimo il destino batte alle porte della storia, squillan le trombe annunciatrici, il profetismo risorge, perché il mondo si desti. Chi ascolta e comprende fra tante voci false e confuse?

Dovremo allora ripetere il fatale "Dies iræ, dies illa", ancora oggi vivo nell'arte, nella liturgia, nella musica, il "Dies iræ" del profeta Zefanjàh?




Di chi sarà fatto questo popolo residuo che sarà seme della civiltà futura? Sarà un popolo oggi non visto, come lo era il primo drappello di Cristo nella grandezza romana, un popolo fatto di umili e pii, che oggi soffrono, sentono e attendono.

E che servirà al mondo la forza senza il diritto, la potenza senza la giustizia, la scienza senza la coscienza? Guai a chi userà la spada perché perirà di spada.

L'ordine etico dilaniato porterà rovina. Come si prega diversamente allorché il destino minaccia e il dolore colpisce, da quando invece tutto risulta tranquillo, il cielo assicurato, la vicinanza di Dio garantita dall'autorità della terra!

Ma la Fede è tempesta, non è trono di gloria, è tormento d'ascesa, non è acquiescenza passiva, è un dinamismo incessante e tremendo, uno spasimo d'anima in cerca del suo Divino Genitore!

Vorrei gridare con Geremia: "Oh, il mio petto, il mio petto! Che sofferenza terribile! Oh, il mio cuore! Come sussulta; io non posso stare quieto, perché l'anima mia ha udito il suono della tromba, il grido della guerra!".

Geremia che tutto si plasmò su Osea, da riviverne tutto il dolore e l'amore; Geremia, la più alta e più pura espressione del profetismo ebraico! Vorrei ripeterne i concetti, che esprimono l'essenza delle religioni, cioè la superiorità della sostanza sulla forma, di un cuore puro sulle pratiche esteriori.

Meglio: "... i pagani che osservano con vera fedeltà e perfetta devozione la loro religione falsa e insensata sono in verità più graditi a Dio di voi che possedete il vero Dio, ma Lo dimenticate e Gli siete disobbedienti".

E Geremia che aveva osato così gravi parole morì in terra straniera, lapidato dal suo popolo stesso! Alle grandi svolte della storia la terra deve venire dolorosamente rimossa fin nel più profondo, per prepararla alla nuova germinazione.


"Geremia piange tra le rovine di Gerusalemme" - di Horace Vernet 

E l'esilio nel dolore purificò Israele fino a lasciar sussistere solo quel "residuo", quel seme di cui parlò Isaia. (Ossia il "Piccolo Resto", come profetizzò l'allora cardinal Ratzinger QUI, sul come sarebbe divenuta la Chiesa negli ultimi tempi... cioè... quella già potenzialmente in atto ADESSO!; ndr). E i cicli ritornano, e la storia si ripete.

Tra le fiamme di Gerusalemme caduta erano crollate anche le vecchie forme, ma lo spirito che era nel profetismo e non aveva potuto bruciare sopravvisse.

Lo stato era distrutto e la religione se ne separò, ne rimase alleggerita, come liberata, e poté risalire e rivivere più in alto; finché Ezechiele non si piegò sul suo popolo per insegnargli l'amore fraterno e la potenza dei vincoli spirituali che sanno fondere gli animi, formando e mantenendo le unità ideali al di sopra di ogni forma e contro ogni assalto materiale.

Come nella sua grande visione della Nuova Gerusalemme, aleggia oggi negli spiriti già un vago presentimento della Civiltà del Terzo Millennio in cui la Chiesa sarà davvero potente e invincibile, perché fatta di solo Spirito. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).


La visione di Ezechiele della Nuova Gerusalemme - (Ez. 40)

Oh! Quale tremenda fatica questo nascere, vivere e morire, per rinascere, rivivere e rimorire; questo dovere di evolvere per risalir la discesa, per redimersi nel dolore, per liberarsi e ritornare allo spirito! (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).

Ma anche la rovina di tutte le Babilonie ritorna, la mano di Dio scuote la Terra e tremano le civiltà sconvolte dalle fondamenta. E tremano e crollano gli dei falsi della materia e il vero Dio senza forma torna a parlare nel profondo delle coscienze.

Precipitano Baal e Moloch e risorge la Nuova Gerusalemme che non ha più mura di pietra, ma di Luce e Amore che nessuna forza umana potrà più distruggere. Gli umili, gli incompresi, gli infelici, che dolorando seminano in silenzio nei nuovi solchi della vita, saranno sollevati e vedranno il Regno dei Cieli.

Ritorniamo alle fonti, alla verginità delle Origini, alla purezza della prima sorgente. Si desta l'eterna visione che scuoteva Zaccaria. E la storia pulsa e palpita per gli stessi eterni moventi che la sospingono laboriosamente avanti.

Il Male palesemente trionfa e i puri di cuore, che soffrono chini sul solco mentre irrorano col loro sudore la novella seminagione, guardano e dicono: "Dov'è il nostro Dio di Giustizia se il malvagio è felice e i violenti hanno successo?"

Ma essi non sanno quanto il dolore è fecondo (ved. QUI e QUI; ndr); tutto fiorisce bagnato da tale linfa divina. Solo così nascono le cose grandi e potenti che resistono al vento e sfidano i secoli, mentre le creazioni del Male sono polvere che tornerà ad essa, spazzata via dal turbine del tempo.

Chi semina per le vie del Bene, opera e va, perché il germoglio spunta da sé e il seme contiene già nella sua parabola la legge vitale e la disciplina del suo sviluppo.

L'idea della Presenza divina nel destino dell'umanità, emergente da ogni pagina della Bibbia e che percorre e lega tutto il profetismo di Israele, non è un assurdo, anche se oggi appare anacronistico. È l'asse-fulcro intorno a cui il mondo gira, che regge la vita: Dio e uomo, uomo e Dio.

È la sublime armonia di spirito che dal profetismo israelitico continua nel misticismo cristiano, è il medesimo contatto con l'Eterno, la stessa conquista spirituale che si attua e, in definitiva, è l'unificata traiettoria delle ascensioni umane che si agita, vive e si compie.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brano tratto da "Ascesi Mistica" di Pietro Ubaldi – Ed. Mediterranee


venerdì 10 febbraio 2023

"Pepata" lettera di don Floriano allo pseudo-papa...

 


Sebirblu, 9 febbraio 2023

In occasione dell'11 febbraio, ricorrenza della prima apparizione della Madonna di Lourdes nel 1878 a Santa Bernadette, e delle dimissioni di Benedetto XVI dal Ministero petrino (ma non dal Munus) nel 2013, pubblico questa lettera aperta, indirizzata allo pseudo-papa da "un sacerdote di montagna", come lui stesso ama definirsi, affinché si sappia come una gran parte del clero, seppur in silenzio, soffra profondamente della spietata quanto cinica demolizione della Chiesa Cattolica, attuata dal Falso Profeta argentino nel corso di quasi un decennio.




                                                                                                Coi di Zoldo, 31 dicembre 2022

Caro fratello Jorge Mario Bergoglio,

era almeno da un anno che desideravo scriverti, per invitarti cortesemente a farti da parte, e sollevare la santa Chiesa Cattolica dal grave dolore che le arrechi; questa mattina, pertanto, mi sono deciso a farlo.

Per quanto nel frattempo, attesa ma pur sempre imprevista, sia giunta anche a me la dolorosa notizia della morte di Benedetto XVI, di cui ti dichiari successore, con il nome di Francesco I.

Sono un sacerdote di montagna, di 66 anni, al quale i vescovi diocesani hanno sempre cercato (e ancora cercano) di «mettere i bastoni tra le ruote», per il semplice motivo che non seguo il principio ipocrita, e secondo alcuni gesuitico, dell'«obbedire sempre e comunque» in foro esterno, salvo poi fare quel che si vuole e senza scrupoli di coscienza (in foro interno), purché tenuto segreto.

Questa la morale che mi venne insegnata nel seminario di Belluno, negli anni 1970‒1980; morale alla quale, però, non mi assoggettai ed è per questo che, pur lavorando non meno di altri, sono sempre stato tenuto in disparte.

Eppure, per lo stesso motivo, sono amato da molti fedeli, uomini e donne, giovani e anziani, che mi chiedono una costante e crescente direzione spirituale; sono diventato il depositario delle confidenze (e non solo) di sacerdoti venerandi e fui il privilegiato (ancora seminarista) al quale il cardinale Albino Luciani, recentemente beatificato, indirizzò una delle ultime lettere prima di entrare in conclave. Sintonia di anime!





Mi dispiace sentire dai «mezzi di comunicazione» delle tue difficoltà di salute e vedere, dagli stessi, che esse si stanno accentuando, costringendoti ad una carrozzina. Ammiro la forza d'animo con la quale cerchi di farvi fronte e mi rattrista quando osservo, nella tensione del tuo volto e, a volte, nella malcelata tensione nervosa del tuo comportamento, che non ci riesci. Prego, dunque, per te.

Ma ti prego: ritirati! I motivi per cui dovresti sentirti in dovere di farlo sono ben maggiori ai problemi di salute, che pure (come hai riconosciuto e dichiarato) potrebbero rendere meno idoneo il tuo servizio petrino. No, no!

Si tratta di altre questioni, irrisolte e di importanza essenziale, che credo mio dovere esporti, con l'animo benevolo di un fratello e con la precisione di un confessore; poi valuterai tu, in coscienza e davanti a Dio, se sia onesto e doveroso tenerne conto oppure, al contrario, sia onesto e lecito non tenerne conto.

1) Moltissimi fedeli, di ogni parte del mondo, anche teologi e giuristi, sono incerti sulla validità delle dimissioni di Benedetto XVI, per cui hanno ritenuto e riterranno sempre sia stato lui l'ultimo Papa e tu un abusivo e millantatore.

Ora, pur non essendo io in grado di valutare simile convinzione e, comunque, avendo sempre ritenuto (pur con qualche interrogativo) valida la tua elezione, per il fatto stesso che esista un simile dubbio, mi sembra evidente che sia posta in essere una diminutio potente della tua credibilità umana e sacerdotale.

Puoi fingere di non sapere che esistano questi interrogativi, propagandati di continuo e nelle principali lingue da vari libri e da innumerevoli articoli, sulla validità della tua elezione, ma ha senso? (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).




2) Ad aggravare il dubbio suesposto, fondato sulla messa in luce delle incoerenze sostanziali rilevate nella declaratio di Benedetto XVI dell'11 febbraio 2013 (in particolare l'aver notato che rinunciava sì ad ministeria ma non al munus) si è poi aggiunta nel 2015 la biografia del card. Godfried Danneels, da lui stesso autorizzata. (ved. QUI, QUI, QUI e QUI; nd).

Durante la presentazione della quale (il 29 settembre, come appare dai video in internet) ebbe l'infelice idea di rivelare l'esistenza di uno sconosciuto «gruppo di San Gallo», che definì «deftig» [=«dignitoso, rispettabile»] ma poi, credendo di fare l'ironico e invece recando grande scandalo, aggiunse: «Maar eigenlijk zeiden wij van onszelf en van die groep: de maffia» [=«Ma in realtà abbiamo detto di noi stessi e di quel gruppo: la mafia»].

Non ritengo sia da dare eccessiva importanza a questo gruppo di vescovi e cardinali, ma non è neppure possibile, né a me né a te, ignorare la dichiarazione di Danneels. Tanto più che ormai risulta certo (lo ammette anche Wikipedia, voce «Gruppo di San Gallo») che tale gruppo era palesemente ostile al card. Joseph Ratzinger o, meglio, alla sua ecclesiologia. E dunque? 

Ma fosse vera anche la pressione contro Ratzinger, nel frattempo eletto Papa, e l'accordo in tuo favore, e pur sapendo del disposto dell'art. 81 della Costituzione apostolica «Universi Dominici Gregis», forse (dico: forse) non sarei giunto a parlarti come ti parlo, cioè a chiederti, espressamente e pubblicamente, di ritirarti a vita privata.


3) Se lo faccio è per aver osservato nel tuo magistero, orale e scritto, un qualcosa di anomalo, quasi di schizofrenico, come avessi una doppia personalità o, comunque, disturbi non risolti di personalità, che sono spiacevoli in ognuno ma tanto più in chi esercita, legittimamente o illegittimamente, un ufficio pubblico, ancor più se ufficio pastorale e di guida spirituale.

(Ecco il video su Bergoglio che avvalora, con lo strano sottrarsi al bacio dell'anello, i dubbi espressi da don Floriano sulla sua "instabilità psichica"; ndr).    




Ci sono delle volte in cui parli benissimo, con grande sensibilità umana, dolcezza, conoscenza dei problemi, persino con tratti di poesia; e ci sono altre volte in cui parli in maniera strana, ambigua, paradossale.

Oh, che tu valga poco come maestro di Fede, questo è evidente! A volte non sembri neppure aver Fede e sembra che a te interessi solo l'orizzonte terreno, sicché – quasi mascherandoti dietro al ruolo che eserciti – fai citazioni di Cristo, dei santi, della Sacra Scrittura, ma sembra di sentirti estraneo in tutto ciò; sembra che, facendo ciò, tu segua uno schema culturale cui sei vincolato, non una convinzione profonda.

Tutto questo è molto spiacevole. Il tuo pressapochismo teologico, la tua superficialità, il tuo orizzonte culturale cocciutamente fisso su certe verità, per te intoccabili, ci mettono a disagio.

È spiacevole fare il paragone, può offenderti, lo immagino; ma come non vedere l'abisso che ti separa, come maestro di Fede e di vita cristiana, da un Benedetto XVI, da un Giovanni Paolo II?

Su alcuni punti, poi, sei andato certamente fuori strada; eccone alcuni.

4) La tua visione della fraternità universale non è quella cristiana, bensì massonica: dovresti sapere molto meglio di me che noi cristiani ci diciamo fratelli in quanto battezzati, non perché membri della cosiddetta famiglia umana; la Chiesa ci ha sempre insegnato, e dovresti farlo anche tu (e invece non lo fai), che siamo fratelli per grazia e non per natura.

Sei forse un massone? Sei simpatizzante della massoneria? Hai rinnegato la vera dottrina, per cui chi aderisce alla Massoneria è in peccato grave? E, se non è così, perché ripeti in continuazione pensieri della Massoneria spacciandoli per pensiero cristiano?




5) La tua visione ecumenica è fuoristrada. Giustamente, molti scandalizzatissimi fedeli, si chiedono come mai continui a bazzicare membri di altre religioni, con un prurito e con dichiarazioni che lasciano allibiti.

Non dovevi affermare, come hai fatto, che tutte le religioni sono una benedizione di Dio, non dovresti e non dovevi metterti fianco a fianco degli esponenti di altre religioni! Dovevi e dovresti ribadire, se sei Papa, che «extra Ecclesiam nulla salus», invece non l'hai fatto e testardamente non lo vuoi fare.

Al contrario: nel mentre spingi al cosiddetto dialogo ad ogni costo, con atteggiamento severo e riprovevole proibisci ai fedeli che amano la liturgia tridentina di continuare a celebrarla: ma come ti permetti di essere il padrone della vita spirituale altrui?

Quindi: rispetto massimo, secondo te, per massoni, atei, agnostici, buddisti, luterani, islamici, globalisti e pugno duro con i cattolici tradizionalisti? Ma non ti rendi conto di aver dato segni o, almeno, indotto forti dubbi sul tuo equilibrio personale prima ancora che sacerdotale?

(Appunto... altro che dottrina "squilibrata" del Vangelo, come da video... ricevendone pure gli applausi...



6) Da ultimo (ma potrei dire molto altro), anche nei tre anni della fantomatica pandemia il tuo atteggiamento  è stato  di  sommo scandalo:  di  totale sottomissione ai diktat delle grandi case farmaceutiche e dei governi collaborazionisti del Nuovo Ordine Mondiale, un ordine decisamente massonico, elitario, favorevole al trans-umanesimo e di ispirazione satanica dichiarata.

Come hai potuto sprofondare nell'abisso col dichiarare moralmente leciti, anzi moralmente doverosi, i cosiddetti vaccini? Fratello, l'hai combinata grossa, hai insegnato il male e hai indotto al male!

Per questo tuo solo peccato contro l'umanità, di cui non hai mai chiesto perdono, dovresti ritirarti.

È la condizione generale della Chiesa che mi spinge a parlarti così. Essa soffre... Abbiamo imparato ad amarla fin dalla nostra più tenera età e a sentirla, rispettarla e onorarla come nostra Madre spirituale.

E dalla nostra stessa madre terrena ci venne indicata come il tesoro più prezioso che avremmo avuto nella vita: "Tabernacolo" aperto e tutt'uno con il tabernacolo chiuso presente nelle chiese; qual Cristo insanguinato, morto e risorto vivente nel tempo, suo Corpo mistico, vita delle anime.

Oh, la Chiesa, per la quale abbiamo desiderato tutto il bene e al servizio della quale ci siamo messi a disposizione! Oh, la Chiesa, epifania nel tempo dell'Eterno, nuova Gerusalemme verso cui si affrettano gioiosamente i nostri passi! Eppure, la Chiesa soffre...


La Basilica di San Pietro chiusa per coronavirus. (14 marzo 2020).

Ricordi il giorno in cui hai detto Sì a Dio nel sacerdozio? E il giorno in cui hai ripetuto e portato a pienezza sacramentale  quel Sì nell'episcopato?  Rinnova  dunque  quei  Sì, o piangendo amaramente, come Pietro, sui tradimenti compiuti e cambiando vita, oppure ritirandoti a vita privata e indicendo un nuovo conclave.* (Nota a piè pagina; ndr).

Il presente e il futuro di ognuno di noi è nelle mani di Dio, che è, com'era solito ripetere il santo padre Leopoldo Mandić, «medico e medicina»; ci affidiamo perciò a Lui, con spirito di filiale, fiducioso, totale abbandono.

Non ti chiedo di ascoltarmi, ma di ascoltare quello che nella tua coscienza possono suggerirti, se le leggerai, queste mie parole fraterne, franche e sacerdotali.

Cordialmente.

                                                                                                                don Floriano Pellegrini,
                                                                a nome dell'intero Popolo Veneto indipendentista.

*Nota di Sebirblu

Se Bergoglio dovesse indire un nuovo conclave, e su tale consiglio, l'unico, don Floriano Pellegrini non mi trova d'accordo, avrebbe la maggioranza assoluta in suo favore (ved. QUI) ed essendo stato già lui eletto invalidamente e dunque ipso facto scomunicato latæ sentenziæ, tutto sarebbe nullo, e l'elezione di un nuovo pontefice creerebbe un altro falso papa. (Ved. QUI).


Post scriptum

Concludo questo articolo con un video inedito di Andrea Cionci, afferente al tema qui trattato, che trovo assolutamente straordinario.





Relazione e cura di sebirblu.blogspot.it

Fonte: puntifermi.altervista.org


lunedì 6 febbraio 2023

Esequie per l'elitario Meeting svizzero del 2023?

 


Sebirblu, 5 febbraio 2023

L'articolo che segue, da me tradotto, proviene da un sito che ha ricevuto l'ostracismo in Italia e che, a sua volta è stato riportato da altri domini esteri.

Ho ritenuto di dover pubblicare il suo contenuto, soprattutto in un momento in cui la "narrazione comune" viene imposta sui media e sulla rete, affinché ognuno possa valutare, liberamente, il suono di qualche altra "campana".



La globalizzazione è morta e Davos 2023 è stata la sua cerimonia funebre, 

riassumono gli accademici.

La riunione del Forum Economico Mondiale si è tenuta a Davos dal 16 al 20 gennaio 2023. Alcuni osservatori internazionali si sono uniti a Sputnik per esprimere in poche parole il messaggio principale dell'assemblea.

"Il forum di quest'anno ha presentato il nuovo stato del mondo: diviso, sinistro e pieno di risentimento", ha dichiarato Gal Luft, direttore dell'Istituto per l'analisi della sicurezza globale, con sede a Washington, a Sputnik.

"Davos è diventata lo spogliatoio dell'Occidente ed è più separata che mai dal resto. Non rappresenta più le vere preoccupazioni della maggior parte della popolazione mondiale.

L'ossessione per il cambiamento climatico, la giustizia sociale, il genere e altre forme di «risveglio» ne hanno fatto uno zimbello ed un bersaglio dispregiativo per la maggior parte del pianeta."

Il World Economic Forum (WEF), un'organizzazione internazionale non governativa e di lobbying, è stata fondata il 24 gennaio 1971 dall'economista e ingegnere tedesco Klaus Schwab. All'inizio l'ente si chiamava "European Management Forum"; poi gli fu cambiato il nome, con l'attuale, nel 1987.

Riunendo importanti dirigenti d'azienda, leader opinionisti e politici di primo piano, l'organo ha cercato di diventare una piattaforma planetaria per promuovere le idee della globalizzazione e risolvere i pressanti dilemmi economici e politici.

Tuttavia, alcuni commentatori occidentali hanno osservato che il simposio si è rapidamente trasformato in un club globalista elitario e tecnocratico con l'obbiettivo di dettare regole al resto del mondo. (Cfr. QUI e QUI; ndt).



"La mondializzazione era basata sul principio di un vasto accoglimento da parte delle istituzioni, di norme e regole complessive, nonché di un flusso ragionevolmente libero di beni, denaro e informazioni", ha affermato Luft.

"Ciascuno di tali propositi è stato compromesso nel corso di questi ultimi anni, dapprima con la caduta dell'intesa fra gli USA e la Cina e in seguito con lo scontro in Europa.

Di converso, abbiamo una biforcazione in due campi: l'Occidente collettivo con i membri onorari e l'insieme di tutti gli altri, e l'emergenza di nuovi ordinamenti, alleanze, strumenti finanziari, blocchi commerciali, unitamente alla compagine delle priorità".

"Non c'è ritorno al sistema del dopo-guerra, anzi, noi assistiamo ad un ripudio massivo di certi organismi e individui più prossimi al concetto di globalizzazione: i media, Davos, l'industria del divertimento ecc.

Le idee, l'etica e i «valori» occidentali sono rigettati da miliardi di persone che li considerano pericolosi e destabilizzanti", ha proseguito l'accademico americano.



Dr. Gal Luft - geopolitico

L'indipendenza dalla Russia non rientra nel "mondo ideale" di Davos

La necessità di "vincere" la Russia è diventata un leitmotiv del meeting svizzero, con il cancelliere tedesco Olaf Scholz sostenente che per porre fine al conflitto in corso in Ucraina, l'operazione speciale russa «deve fallire».

Egli ha invitato ad incrementare l'aiuto militare all'Ucraina, ma non ha confermato che Berlino invierà i suoi carri armati da battaglia Leopard 2 a Kiev, che è quanto il regime ucraino, la Polonia, la Finlandia e il Regno Unito lo esortano a fare.

Da parte sua, il professore di Harvard Kenneth Rogoff, ex economista in capo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ha pungolato l'Occidente non soltanto ad inasprire le sanzioni anti-russe, ma a creare le condizioni di un «cambiamento di regime» all'interno della Russia stessa.



"Il Forum di Davos è un congresso di adepti del mondialismo" ‒ ha detto a Sputnik Konstantin Babkin, presidente dell'Associazione Rosagromash e co-presidente del Forum economico di Mosca (MEF) ‒ "Queste persone vorrebbero vedere un mondo unificato in cui le multinazionali governino, dominando anche le strutture ufficiali dello Stato.

Ciò che accade in Ucraina contraddice le loro idee su un mondo immaginario. Diverse multinazionali hanno dovuto lasciare la Russia. In tal modo, la Federazione è sfuggita al controllo di quelle società occidentali. E ciò è in contrasto con le concezioni vere allo stato presente delle cose."

Così, allorché i partecipanti di Davos hanno insistito sulla necessità di sostenere l'Ucraina e fare in modo che la Russia obbedisca alle regole stabilite dall'Occidente, è parso che molti paesi ne abbiano abbastanza di questa retorica bellicosa ‒ secondo Babkin.

La «biodiversità» nell'economia e la politica

 al posto dell'unificazione mondiale.

"L'Ordine Mondiale globalizzato, voluto retto e centrato sull'Occidente, affonda; altri paesi adottano uno statuto non allineato, mettendo in opera i loro scenari personali di sviluppo, concernenti le politiche finanziarie e fiscali, unitamente al commercio estero", dice sempre Babkin.

L'uomo d'affari russo sostiene che la reindustrializzazione e il rafforzamento delle economie nazionali potrebbero garantire la stabilità del mondo e la diversità dei sistemi.

"Sarebbe bene avere differenti modelli, differenti Stati, differenti popoli, differenti culture" ‒ ha dichiarato ‒ stabilendo dei paralleli con la biodiversità naturale. "[Ci sarà] un modello iraniano, un modello indiano, un modello cinese, un modello occidentale e un rifiuto del globalismo.

Penso che sia una buona cosa, e la Russia deve sviluppare la propria economia. Posso anche consigliare l'Iran, la Cina e altri grandi stati e associazioni statali (...) Penso che il mondo promosso da Davos sia talmente instabile..."



Dr. Konstantin Babkin - co-presidente Forum Economico di Mosca

Sorprendentemente, i principali paesi in via di sviluppo, tra cui Russia e Cina, "hanno evitato il Forum e ispirato altri a fare lo stesso", ha asserito Luft, definendo quei paesi "blocchi di resistenza".

"Negli anni a venire, con l'inevitabile uscita di scena di Klaus Schwab, il Forum perderà la sua rilevanza e diventerà solo un altro club svizzero esclusivo e costoso, con un biglietto d'ingresso da 250.000 dollari", ha aggiunto.

"È già diventato un simbolo di elitarismo e arroganza, rappresentando il giardino in contrapposizione alla giungla, per riprendere la terminologia di Josep Borrell, e una piattaforma per far avanzare le priorità occidentali".

Babkin ha fatto eco all'americano, affermando che, sebbene il forum di Davos sia suscettibile di continuare a riunire leader e politici occidentali, ha cessato di essere un trampolino verosimilmente internazionale e non diventerà mai ciò che certuni chiamano «il governo del mondo».

"La mondializzazione come la conosciamo è morta e Davos 2023 è stata la sua cerimonia funebre", ha concluso Luft.

Ekaterina Blinova

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[Da parte mia devo aggiungere che negli ultimi anni la città di Davos, come riporta un interessante pezzo apparso su Global Research, che pubblico, è diventata una cloaca di impurità dovuta alla prostituzione d'alto bordo. Il titolo dice tutto; ndt].



Il Forum Economico Mondiale di Davos ‒ 
La nuova Sodoma e Gomorra?

Il World Economic Forum (WEF) ha raggiunto un nuovo apice. Apparentemente è diventato un hub per la prostituzione d'alto livello e... a prezzo elevato, pardon, "Escort Services ", come mai prima. Questo viene ampiamente nascosto dai media internazionali. Le principali testate elvetiche, con poche eccezioni, restano mute. Perché?

Perché la nazione Svizzera ospita ancora questa  novella forma di Sodoma e Gomorra, chiamata educatamente il "Caos di Davos"? I suoi cittadini lo avvertono sempre più con veemenza nelle riunioni del WEF. Esso distrugge non solo la loro tranquillità, ma anche il piacere e gli affari degli sport invernali. I turisti ne stanno alla larga.

Non vogliono essere confrontati a 5000, o più, poliziotti e militari. "Per la sicurezza" naturalmente. Scorgere la canna di un fucile ad ogni angolo di strada non è gradevole.

Nel corso dei due o tre ultimi decenni ‒ dopo l'ascesa neoliberista sull'umanità ‒ qualsiasi  imposizione spiacevole  alla  gente è  di  fatto "per il suo stesso bene"... Ciò mette a tacere qualsiasi critico. E si ripete così di frequente che cominciamo a crederci.

Che il Forum Economico  sia stata  un'attrazione  per  le meretrici  d'alto livello, che ora, per confondersi meglio con i partecipanti regolari, appaiono in elegante tenuta d'affari, non è una novità. Ma il "Forum" 2023 ha raggiunto nuovi "record". (Ved. QUI; ndt).

Questa notizia relativa all'Escort High, oltre a tutti i temi sempre più distopici che accompagnano la sexomania dei magnati, potrebbe segnare la fase finale del WEF. Il mondo sarebbe così un luogo migliore senza di esso, e privo degli oligarchi e dei colossi finanziari come BlackRock ed altri, che sostengono e finanziano ampiamente il "Meeting" mondiale, invadendo Davos.

Per non parlare dei milioni di quattrini dei contribuenti svizzeri che il governo spende per sostenere le sue riunioni annuali e la protezione sia militare che poliziesca.

Quest'uomo, Klaus Schwab, un megalomane simile ad un fantasma venuto dallo spazio e parlante come un mostro che odia l'umanità, è così inviso in tutto il mondo... ma sembra che lui stesso non se ne renda conto.





La sua impopolarità è forse meglio espressa dal commento di un lettore al discorso tenuto da lui al recente incontro del G20/B20 a Bali (ved. QUI; ndt): "Vorrei che Klaus Schwab ottenga tutto ciò che le genti del pianeta gli augurano..." Non c'è altro da dire... È tutto racchiuso in queste poche parole.

Non sarebbe questo il momento di scomparire graziosamente e lasciare affondare il "Forum" svizzero senza rumore, dissolvendosi? Dopo 52 anni e 53 riunioni di Davos, sono stati fatti abbastanza danni. Se ne vada via!

Il Forum Economico Mondiale subirà la meritata fine di 

Sodoma e Gomorra, come la storia religiosa racconta?

Mentre l'élite globale finge di affrontare i maggiori problemi del mondo, compresa la diversità di genere, il summit internazionale favorisce il lenocinio incrementando la prostituzione!

I "servizi d'escort" sono in piena espansione a Davos, dove i titani politici e finanziari si sono riuniti anche quest'anno. [...]

Le critiche e persino il ridicolo dell'approccio dittatoriale e distopico del "Meeting" ai problemi del pianeta hanno raggiunto nel 2023 un nuovo parossismo. Sebbene le parole "democrazia" e "libertà" siano sempre in primo piano, vengono difficilmente applicate.

Sono semplicemente l'atto promozionale incessante per qualcosa che non lo è. E come già disse, quasi 80 anni fa Goebbels, Ministro della Propaganda di Hitler "Se una bugia è sovente ripetuta diventa vera"; questa falsa verità ha lavato il cervello a quasi tutti i cittadini occidentali.

Noi siamo gradualmente ridotti in schiavitù pur continuando a credere che viviamo in una democrazia.

Il "Forum" fa parte del flusso costante propagandistico ma è anche un dominatore tiranno, nella persona di Klaus Schwab e del suo massimo consigliere israeliano: "Voi, mangiatori inutili", Yuval Noah Harari.

La Svizzera vantandosi di "democrazia", se fosse seria, avrebbe già chiuso il WEF anni fa ed espulso Schwab, o addirittura lo avrebbe arrestato per crimini contro l'umanità.





Il presidente ucraino Zelensky e la sua consorte, invece, vi sono stati invitati per mendicare più soldi ed armi in modo da "sconfiggere" la Russia... E sì, NATO, per favore aiutaci e rendici un membro del tuo clan di guerra...

La coppia ha accusato la Russia e in particolare il presidente Putin con una menzogna dopo l'altra, dopo un'ennesima e miserevole bugia.

Altri crimini orrendi e vergognosi sono stati commessi dal regime di Zelensky, che ha massacrato il suo stesso popolo nell'area del Donbass e altrove, solo per incolpare i russi del bagno di sangue. I giornalisti sul posto che hanno visto la verità sono stati minacciati per stare zitti o altro. Diversi di loro sono "scomparsi". 

Democraticamente parlando, anche il presidente Putin avrebbe dovuto essere un ospite al Summit di Davos per esporre la sua verità. Non è stato invitato. Con la sua presenza, il "Forum" avrebbe potuto creare una piattaforma per la pace.

Il simposio, fedele alla sua dichiarazione d'intenti – "impegnato a migliorare lo stato del mondo" – avrebbe potuto sponsorizzarne i negoziati.

Invece, Klaus Schwab e i suoi massimi esponenti politici intervenuti hanno facilitato la spedizione in Ucraina di più armi e più macchine per uccidere.

Così, questa governance distopica sostenuta da un'altrettanto distopica leadership USA/UE ‒ senza alcuna strategia per concludere la guerra, prosegue a dare al paese più corrotto d'Europa l'assistenza bellica incondizionata, l'invio infinito di cannoni, carri armati e missili, continuando ad incoraggiare Zelensky a combattere fino al termine, fino all'ultimo ucraino, per così dire. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndt).

In tal modo, Schwab e tutti gli altri fornitori di armi UE/NATO/USA non diventano forse assassini per associazione? E non dovrebbero essere arrestati immediatamente e processati?



Nel lungo periodo, o forse a breve, il Forum Economico Mondiale potrebbe diventare un peso per la Svizzera... anzi lo è già... sia per essa che per il mondo. 

Per l'amor di Dio, impediamo al WEF (come da suo motto: "impegnato a migliorare lo stato del mondo") di "salvare il pianeta"!

[Presento QUI il link di un sito utilissimo per documentarsi sui tempi drammatici in corso, ma soprattutto per scaricare subito un filmato dai sottotitoli in italiano, che è bene condividere il più possibile; ndt]. 

Il caporedattore di "Weltwoche" (giornale svizzero), Roger Koeppel, riassume l'evento di Davos 2023 nel suo Daily Special, come deprimente, dando l'impressione che stiamo vivendo i tempi peggiori della nostra vita.

"L'umanità si sta muovendo rapidamente verso un'apocalisse climatica ‒ scrive ‒ in particolare ascoltando il burattino USA/WEF, il segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres".

Come può costui aver dimenticato che da circa trent'anni ascoltiamo la medesima "narrazione": "Ci troviamo poco prima del collasso climatico finale" – e a distanza di trent'anni, il collasso non è ancora avvenuto...

Il modo in cui il WEF occidentale e il "circo della menzogna" evolvono ‒ è fortemente possibile che l'apocalisse predetta da Guterres si manifesti in una forma biblica, riproducente il catastrofico evento di Sodoma e Gomorra...




Traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonti: QUI e QUI