venerdì 24 febbraio 2017

Da Nosso Lar: Messaggio a tutti dal Dr. André Luiz




Sebirblu, 24 febbraio 2017

Penso che in molti ormai conoscano il magnifico film brasiliano "Nosso Lar" (La Nostra Dimora, QUI) tratto dalle comunicazioni ricevute dal medium Francisco Cândido Xavier, detto Chico, nell'arco della sua lunga vita, dedicata interamente al prossimo. (Cfr. anche QUI).

Per questo, a gioia e riflessione di tutti coloro che ne sono giustamente rimasti affascinati, pubblico l'importante messaggio, lasciato ai viventi sulla Terra, dal dottor André Luiz (pseudonimo per rispettare la memoria di un personaggio famoso, realmente esistito in Brasile) affinché si traggano le dovute considerazioni intorno alla nostra esistenza nel tempo.

E la Verità avanza...

La vita non cessa. Essa trova la sua sorgente nell'eternità e la morte non è che l'oscuro gioco dell'illusione. I grandi fiumi fanno il loro percorso, prima dell'immenso mare.

Conforme a tale concetto, anche l'anima percorre cammini e tappe diverse; qua e là riceve affluenti di conoscenze; si arricchisce nella sostanza e si purifica in qualità, prima di trovare l'Eterno Oceano della Sapienza.

È operazione semplice chiudere gli occhi carnali. Il cambiamento delle sembianze fisiche non influisce sulla luce animica, come il mutar d'abiti non incide sulle soluzioni  profonde  del  destino  e  dell'essere.

Oh! I sentieri dell'anima sono strade arcane del cuore... È un mistero da percorrere, prima di comprendere la suprema equazione della Vita Eterna! È indispensabile vivere il proprio dramma, conoscere dettaglio e dettaglio nel lungo processo di perfezionamento spirituale.

Sarebbe estremamente infantile credere che il semplice "abbassamento delle cortine" risolva le trascendenti questioni dell'Infinito.

Un'esistenza è un atto.
Un corpo è una veste.
Un secolo è un giorno.
Un servizio è un'esperienza.
Un trionfo è una conquista.
Una morte è un soffio rinnovatore.

Di quante esistenze, corpi, secoli, servizi, trionfi, morti necessitiamo ancora?




E il letterato in filosofia religiosa parla di liberazione finale e posizioni definitive! Ahi! In buona parte i colti in dottrina sono gli analfabeti dello Spirito!

Necessita di così tanto sforzo l'uomo per entrare nell'accademia del Vangelo di Cristo! Ingresso che si verifica quasi sempre in modo anomalo, lui da solo in compagnia del Maestro, partecipando alla difficile lezione, ricevendone gli insegnamenti senza cattedra visibile ed ascoltando quelle profonde argomentazioni prive di parole pronunciate.

Si protrae molto, dunque, la laboriosa giornata umana! Il nostro povero impegno si riduce soltanto ad un'idea di questa verità fondamentale.

Grato, dunque, amici miei! Manifestiamoci insieme, nell'anonimato che obbedisce alla carità fraterna. Nell'esistenza degli uomini sono presenti in gran numero i "vasi" fragili che non possono ancora contenere la verità intera.

Anzi, attualmente ci interessa solo l'esperienza profonda con i suoi valori collettivi. Non tormenteremo nessuno col concetto d'eternità. Che i "vasi" si rinforzino prima di tutto.

Forniremo unicamente qualche piccola notizia allo Spirito assetato dei nostri fratelli sulla via della realizzazione spirituale, affinché comprendano con noi che "lo Spirito soffia dove vuole".

Adesso amici,  che  i  miei ringraziamenti  calino  sul  foglio  (quello  della  psicografia di Chico; ndr), immergendomi nel grande silenzio della simpatia e della gratitudine. Concordia e riconoscenza, amore e giubilo abitano la mia anima. Siate certi che custodirò simili valori con me, per rispetto vostro, nel santuario del cuore.

Che il Signore ci benedica.

André Luiz




Nelle Zone Inferiori

Avevo l'impressione di aver perso il concetto di tempo. L'idea dello spazio era svanita da un po'. Ero convinto di non appartenere più alla folla umana nel mondo, anche se i miei polmoni respiravano ancora profondamente.

Da quando ero tornato giocattolo di forze irresistibili? Impossibile comprenderlo. Mi sentivo, in verità, un folletto amareggiato oltre le oscure cancellate dell'orrore.

I capelli ritti e il cuore palpitante... una terribile paura mi padroneggiava, molte volte ho urlato come un pazzo, ho implorato pietà e ho gridato contro quel doloroso scoraggiamento che soggiogava il mio Spirito.

Ma quando la mia voce forte non era soffocata da quel silenzio implacabile, lamenti più commoventi dei miei rispondevano ai miei clamori.

Altre volte sinistre sghignazzate stracciavano la tranquillità circostante. Qualche sconosciuto compagno sarebbe rimasto, a mio parere, prigioniero della follia.

Forme diaboliche, visi biancastri, espressioni animalesche sorgevano di quando in quando, aggravando il mio stupore... Il paesaggio, quando non era completamente oscuro, sembrava bagnato da una luce fioca indebolita da una densa nebbia, come se i raggi del Sole la riscaldassero da molto lontano.

E lo strano viaggio proseguiva... Con che fine? Chi lo potrebbe dire? Sapevo soltanto che fuggivo sempre... La paura mi spingeva innanzi di colpo. Dov'erano la mia casa, mia moglie, i miei figli? Avevo perso interamente il senso della direzione.

Il timore dell'ignoto e il panico delle tenebre avevano assorbito tutte le mie facoltà di raziocinio non appena mi ero divincolato dagli ultimi impedimenti fisici, in pieno sepolcro!

La coscienza mi tormentava: avrei preferito l'assenza totale della ragione, il non esistere... All'inizio le lacrime mi tergevano incessantemente il viso e soltanto in rari momenti la benedizione del sonno mi quietava.




Però, quella sensazione di sollievo si interrompeva bruscamente. Esseri mostruosi mi svegliavano ironici, era indispensabile fuggire da loro.

Intravvedevo, in quel momento, una sfera diversa alzarsi dalla polvere del mondo, tuttavia era tardi. Pensieri angosciosi sconvolgevano la mia mente. Riuscivo a malapena a delineare una possibile soluzione, e numerosi incidenti mi costringevano a considerazioni sbalorditive.

Mai il problema religioso era apparso così profondamente ai miei occhi. I principi puramente filosofici, politici e scientifici si rivelavano, nel loro aspetto, estremamente secondari alla vita umana.

A mio modo di vedere, potevano rappresentare un ricco patrimonio per lo scenario terrestre, ma urgeva riconoscere che l'umanità non è costituita solo da generazioni transitorie, bensì da Spiriti eterni che camminano verso una gloriosa destinazione.

Constatavo che qualcosa resta, soprattutto il mero pensiero intellettuale. Questo quid è la Fede, manifestazione divina dell'uomo.

Infatti, conoscevo le pagine del Vecchio Testamento e parecchie volte avevo sfogliato il Vangelo, ma è doveroso ammettere che mai avevo letto quelle sacre parole con la luce del cuore.

Le comprendevo attraverso l'osservazione di scrittori meno avvezzi ai sentimenti e alla coscienza, o in pieno disaccordo con le verità essenziali.

In altre occasioni, le interpretavo secondo la dottrina del clero, senza mai uscire dal circolo di contraddizioni dov'ero rimasto volontariamente.

In verità non ero stato un malfattore dal mio punto di vista. La filosofia di ciò che è transitorio mi aveva assorbito. L'esistenza terrena, che la morte aveva mutato, non era  stata  segnata  da  avvenimenti  tanto  diversi  da  quelli  comuni.

Figlio  di  genitori  forse  fin  troppo  generosi,  ho conquistato  i  titoli  universitari senza eccessivo sacrificio, e condiviso i vizi della gioventù di allora;  avevo organizzato la mia dolce casa, avuto figli e raggiunto quella situazione stabile che garantiva la tranquillità  economica  al  mio  nucleo  familiare...




Ma analizzando con attenzione me stesso, percepivo una sensazione di tempo perso, una silenziosa accusa della mia coscienza.

Avevo abitato la Terra, ne avevo goduto i beni e raccolto le benedizioni della vita, ma non avevo restituito un centesimo dell'enorme debito... Avevo avuto dei genitori la cui generosità e i cui sacrifici verso di me non avevo valutato mai, come la moglie e i figli che avevo scelto e preso a possesso tra le tele rigide del mio egoismo.




Possedevo un focolare domestico che avevo chiuso a tutti quelli che avanzavano nel deserto dell'angoscia. Mi ero deliziato con le gioie familiari, scordando di estendere tale benedizione divina all'immensa famiglia umana, sordo ai semplici doveri della fraternità.

Infine, nell'Oltre, come un fiore nella stufa, non sopportavo quel clima di realtà eterna. Non avevo sviluppato in me stesso i germi divini che il Signore della Vita aveva collocato da sempre nell'anima mia.

Li avevo soffocati criminosamente nel desiderio di un benessere ambizioso. Non li avevo affatto considerati, affinandoli, quali strumenti per una nuova vita.

Era giusto quindi, che mi risvegliassi come uno storpio ritornato al fiume dell'eternità infinita, che può soltanto lasciarsi andare convulsamente allo scorrere vorticoso delle acque; oppure come un mendicante infelice che, esausto in piena landa desolata, vaga inerme in balia dei venti impetuosi.

Oh! amici fraterni della Terra! Quanti di voi potrebbero evitare questa penosa esperienza del rammarico con una preparazione maggiore negli intimi spazi del cuore? Accendete la vostra Luce prima di attraversare la grande ombra!

Cercate la Verità, prima che la Verità vi sorprenda. Faticate adesso per non piangere poi!



Post Scriptum di Sebirblu

Ecco alcuni link dei post più significativi pubblicati a sostegno della continuità di Vita dopo la "Morte":





Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Estratto dal libro Nosso Lar, scaricabile QUI.

martedì 21 febbraio 2017

L'Equivoco dell'Amare Sé Stessi


L'autrice è Élisabeth Vigée Le Brun (QUI). Il ritratto è di sua figlia mentre si guarda allo specchio.

Sebirblu, 21 febbraio 2017

Sempre più spesso e dalle fonti più diverse, ci sentiamo ripetere quasi ossessivamente l'indispensabilità di amare noi stessi per essere in grado, in un secondo tempo, di amare gli altri.

Sono parecchi anni che questo concetto si è diffuso soprattutto nell'ambito New Age, prendendo a "vessillo" quello che il Cristo ha detto nel Vangelo: "Ama il prossimo tuo come ami te stesso!".

In poche parole, sembra che si possa amare e soccorrere il prossimo, compiutamente, solo se prima abbiamo imparato ad amare la nostra persona.

Questo modo di pensare è oltremodo pericoloso e porta sovente a dei fraintendimenti disastrosi per l'evoluzione delle Anime.

È necessario dunque un approfondimento chiarificatore che conduca ad una visione più limpida, onde non si rischi di cementare maggiormente l'egoismo insito negli Esseri umani, giustificandolo con un simile asserto non seguito da una circostanziata spiegazione.

Da millenni l'uomo, per ovvi motivi come l'istinto di conservazione e quello di sopravvivenza, è stato costretto a considerare se stesso in maniera egocentrica e conseguentemente ad amarsi per soddisfare le proprie necessità.

Per questo motivo, sin dal Periodo Adamitico (simbolo della prima coppia corrispondente all'involuzione e alla condensazione dell'Umanità; cfr. QUI,  QUI e QUI)  l'Essere "caduto" si sentì attratto verso il compagno o la compagna (ved. QUI) per dare inizio, sebbene soltanto come espressione fisica, alla riconquista dell'Amore.

Amore che si sarebbe espanso poi ai figli, all'ambito familiare, agli amici, alla comunità e così via ma sempre difeso strenuamente in modo chiuso ed egoistico da qualsiasi pericolo esterno che ne avesse minacciato la stabilità.

È proprio in tale contesto sociale che l'Eterno avviò il Suo "disegno" di riconquista dei "Figli ribelli" affidando a Mosè, il Legislatore, la Legge morale dei 10 Comandamenti che si possono compendiare solo in due:


Mosè di Walter Rane

: "Ama il Signore Iddio con tutto il tuo cuore, con tutta l'Anima e con tutto il tuo pensiero" (Deuteronomio 6,5).

: "Ama il prossimo tuo come te stesso" (Levitico 19,18).

Ora, visto che la Legge Mosaica fu promulgata in un periodo assai tumultuoso, quando le masse erano ancora ad un livello molto brutale di vita, prive di regole, e dove prevalevano gli istinti primordiali dell'esistenza, tali ordinamenti servivano per dare una svolta iniziale alle coscienze.

Ecco dunque, per ciascuno, l'incanalamento etico ai fini dell'evoluzione: ‒ prima di tutto, dai al tuo Dio la precedenza e l'onore dovutoGli visto che provieni da Lui; in secondo luogo, tratta il tuo simile con il riguardo che usi per te stesso e per la tua famiglia.

Passarono i secoli e giunse il tempo della SECONDA FASE, successiva a quella dei profeti, che avrebbe spalancato all'Umanità la Via del Ritorno all'Origine, rimasta chiusa per tutti fino a quel momento.

Questa possibilità UNICA fu portata dal Cristo, MANIFESTAZIONE dell'AMORE che con il Suo "Porgi l'altra guancia ed ama il tuo nemico" si sarebbe imposto sulla Legge Mosaica del Taglione assolutamente umana "Occhio per occhio, dente per dente",  perfezionandola  e  superandola  per  importanza.

Infatti in Mt. 5, 38-45 leggiamo:

"Avete inteso che fu detto: 

«Occhio per occhio e dente per dente» ma Io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lasciagli anche il mantello.

E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.

Avete inteso che fu detto: 

«Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico» ma Io vi dico: «Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro Celeste che fa sorgere il Suo sole sopra i cattivi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.»"

Così, per ritornare ai due punti-perno della Legge Mosaica, essi indicano ancora oggi come il Divino Genitore e il prossimo devono essere amati:

"Con tutto il nostro cuore", perciò in Amore, in quanto umani aventi il cardiaco; "con tutta la nostra Anima", perché Scintilla del Padre e parte di Lui; "con tutta la nostra mente e forza", cioè con la piena potenzialità dell'intelletto supportato dalla volontà.


Narciso ed Eco di John Everett Millais (1829-1896)

Veniva inoltre ingiunto di amare il prossimo come si amava sé stessi. Il significato sostanziale per noi, visto lo stato retrogrado in cui versavano allora le masse, è:

"Ama il tuo prossimo ALMENO come ami te stesso! È un MINIMO! Di fronte alla Legge dell'Amore non possiamo mettere al primo posto noi stessi!

Tant'è che il Cristo, ed è questo che è stato equivocato, viene messo alla prova da un dottore della Legge che gli domanda:

["Qual è il più importante fra tutti i Comandamenti?" e Gesù gli risponde:

Il primo è: «Ascolta, Israele, il Signore nostro Dio è l'unico Signore, ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza».

Il secondo è questo: «Ama il tuo prossimo come te stesso». Non v'è alcun altro comandamento maggiore di questi.

E lo scriba replica:

"Rabbi (Maestro), hai detto bene secondo verità che c'è un solo Dio e non vi è nessun altro al di fuori di Lui; che amarlo con tutto il cuore, con tutto l'intelletto, con tutta la forza e amare il prossimo come te stesso vale molto di più di tutti gli olocausti e i sacrifici."

E Gesù, vedendo che questi aveva risposto avvedutamente, gli dice: «Tu non sei lontano dal Regno di Dio». E nessuno ardiva più interrogarlo.] (Mc. 12, 29-34).

Come vediamo, non è stato il Cristo a dettare questa regola, Egli ne ha riportato solamente la citazione inerente al Vecchio Testamento per soddisfare la curiosità e dare conferma al suo interlocutore.

Ma c'è di più e molto più importante per noi! Egli, come dicevo poc'anzi, è venuto per perfezionare la Legge e durante l'ultima cena senza rivolgersi al Padre come ha fatto sempre per dare l'Esempio all'Umanità, annuncia in prima Persona con estrema SOLENNITÀ DIVINA:

"Vi do un Nuovo Comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come Io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete Miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri". (Gv. 13, 34-35).


L'Ultima Cena di Walter Rane

Ecco qual è la sostanza delle cose! In quale modo ci ha amati il Cristo? Forse anteponendo  Se  stesso,  amandosi,  per  poter  poi  amare  gli  altri?

Non ha forse detto: "Non c'è amore più grande che dare la vita per i propri amici?" (Gv. 15,13) E ancora: "Chi ama la sua vita la perderà?" (Gv. 12,25).

Certo, è normale che il "risvegliato" ami se stesso in quanto spiritualmente Scintilla divina, piccola parte dell'Eterno, e che di conseguenza ami anche l'involucro che la contiene come Tempio Sacro dello Spirito. In questo modo vedrà in ogni altro Essere la stessa Essenza che alberga in lui.

Com'è altrettanto ovvio che prima di dedicarsi all'Opera cerchi di "pulirsi" il più possibile dalle scorie per servire il prossimo in purezza e in umiltà affinché la stessa Opera sia proficua per potenzialità ed esempio donato.

Ma come dice la Voce ultrafànica (cfr. QUI), per compenetrare quanto si è detto è necessaria la rinuncia al proprio Io di fronte all'altrui Io

Si deve superare il concetto egoistico, annientarsi, astrarsi, e concepire la creazione al di fuori di noi, operando per gli altri, non per sé stessi.

Questo è l'insegnamento della Legge Cristica! Contro questo movimento cosa insegna la Chiesa del Tempo? La Chiesa del Rito? "Ama il tuo prossimo come te stesso" e ciò è bestemmia perché la materia ha in sé la tendenza umana all'egoismo e allora si viene invitati ad amare il nostro prossimo egoisticamente.

Non si deve dunque amare gli altri così, ma come emissione, come parto dell'Eterno, vedendo in ognuno non soltanto un fratello perché figlio dello stesso Padre ma un "alter Cristus", dal momento che è proprio Lui che risiede in ogni altra individualità.

La Sua frase, infatti, ce lo ricorda molto bene: "Tutto quello che avrete fatto al più piccolo dei Miei fratelli l'avrete fatto a Me." (Mt. 25,40).

L'Entele Guida (QUI, al post scriptum, per comprendere chi è) ci dice ancora:

"Congiungetevi in un unico abbraccio, staccatevi voi e l'Umanità tutta dalla materia, lasciate vibrare solo il vostro Sé sostanziale e vedrete che queste energie, svincolate dalla densificazione, si fonderanno fulmineamente formando un'Unità.

Da questa scaturisce, luminoso, lo stesso Fuoco d'Amore che vi ha generato."


lunedì 13 febbraio 2017

La Scienza scopre l'immenso potere della preghiera



Sebirblu, 13 febbraio 2017

Gentili Lettori,

sebbene sia "temerario" in questi tempi parlare di "preghiera" visto che rientra, inevitabilmente, nel gran calderone rigettato dai più a causa dell'insipienza e del lassismo generale, ho deciso di riportare questo interessante articolo pubblicato da "stampa libera" perché, finalmente, se ne attesta la validità assoluta.

Tengo però a precisare che non si intende certo, per preghiera, l'enunciazione distratta e frettolosa di una sequela interminabile di parole senza la partecipazione del cuore e dell'anima, e solo per acquietare la coscienza.

Ci si riferisce invece ad un intimo, spontaneo e meraviglioso rapporto con il Divino Interlocutore permeato di fede vera, speranza sicura ed umiltà disarmante, requisiti indispensabili per compiere miracoli.

Ecco dunque cos'è stato scoperto dalla Scienza.




Il premio Nobel per la Medicina Alexis Carrel (cfr. QUI) ha dichiarato che la preghiera è la più potente forma di energia…

Esperimenti sugli effetti della preghiera

Un ricercatore di fama, lo scienziato americano Dr. N.J. Stowel, ha misurato l’effetto della preghiera. Egli racconta:

"Ero un cinico, un ateo e credevo che Dio fosse solo un’immaginazione della mente. Un giorno lavoravo in un grande laboratorio patologico di una clinica. Ero occupato a misurare la lunghezza d’onda e l’intensità di irradiamento dei cervelli umani.

Con i miei collaboratori decidemmo di studiare quello che succede nel cerebro durante il passaggio dalla vita alla morte. A tale scopo avevamo scelto una donna che soffriva, proprio lì, di un tumore maligno. La donna era perfettamente normale fisicamente e mentalmente.

La sua serenità ci colpiva tutti. Sapevamo che doveva morire, e anche lei lo sapeva. Poco prima della sua morte mettemmo nella sua stanza un apparecchio di registrazione ultrasensibile che doveva indicarci quello che sarebbe accaduto nel suo cervello negli ultimi minuti di vita.

Sopra al letto aggiungemmo un piccolo microfono nel caso avesse detto qualcosa negli ultimi momenti. Nell’intervallo ci recammo nella stanza accanto. Eravamo cinque scienziati ed io ero quello più insensibile.

Nell’attesa restammo in piedi davanti ai nostri strumenti. L’ago era sullo zero e poteva oscillare a 500 gradi a destra nei valori positivi e 500 gradi a sinistra in quelli negativi.

Qualche tempo prima, con l’aiuto dello stesso apparecchio, avevamo misurato una stazione radio il cui programma si irradiava nell’etere con una potenza di 50 kilowatt, doveva essere una notizia che doveva essere trasmessa in tutto il pianeta. Durante questa prova constatammo una misura positiva di 9 gradi.

L’ultimo istante dell’ammalata sembrava avvicinarsi. Ad un tratto sentimmo che si mise a pregare e a lodare Dio. Gli domandò di perdonare tutte le persone che le avevano fatto dei torti nella vita e poi disse: «So che Tu sei l’Unica Sorgente di vita degna di fiducia per tutte le Tue creature».




Lo ringraziò per la Sua forza, con la quale l’aveva guidata in tutta la sua esistenza. Affermava che il suo amore non era diminuito malgrado tutte le sue sofferenze. E nella prospettiva del perdono dei suoi peccati per mezzo di Gesù emanava una gioia inesprimibile.

Frementi restammo intorno ai nostri apparecchi senza vergognarci delle nostre lacrime. Improvvisamente mentre la donna continuava a pregare sentimmo un tintinnio sul nostro apparecchio: l’ago si era posizionato a 500 gradi a destra e si agitava a più riprese contro l’ostacolo.

Avevamo fatto una scoperta prodigiosa: il cervello di una morente in contatto con Dio sviluppava una potenza 55 volte più forte di tutto l’irradiamento universale della radio diffusione. Per verificare le nostre osservazioni decidemmo di fare un altro esperimento.

Chiedemmo all’infermiera di stimolare in tal senso un ammalato. L’uomo reagì con delle ingiurie e delle imprecazioni e si rivolse a Dio in maniera blasfema. Vi furono dei tintinnii sul nostro apparecchio.

Eravamo sbalorditi: l’ago battendo contro l’ostacolo si era rotto al di sotto dei 500 negativi a sinistra. Eravamo riusciti incontestabilmente a dimostrare in modo scientifico la potenza positiva di Dio ma anche la forza negativa dell’avversario. Da quel momento la mia concezione atea cominciò a crollare.

In un ospedale furono fatti esperimenti per verificare l’efficacia della preghiera nella guarigione degli ammalati. Un gruppo di persone si rese disponibile a pregare per alcuni degenti scelti a caso. Il risultato fu che questi guarivano prima di altri.

Furono fatte ulteriori prove, ma questa volta si associarono dei numeri alle persone ammalate in modo che non si sapesse per chi stessero pregando. Anche in questo caso i risultati furono sorprendenti. Gli individui abbinati a dei numeri erano guariti prima di altri, a loro stessa insaputa,  

Negli Stati uniti e in Giappone sono stati effettuati esperimenti sugli effetti della meditazione profonda. Questa faceva diminuire i livelli di ansia, colesterolo e adrenalina mentre faceva aumentare i livelli di serotonina.

Inoltre i benefici dimostrati erano: diminuzione della pressione sanguigna, del mal di testa, miglioramenti connessi a disturbi del colon irritabile, calo della produzione del cortisolo (ormone dello stress), e riduzione della noradrenalina, (neurotrasmettitore prodotto dallo stress).

In più, si sono avuti incrementi sulla produzione notturna della melatonina, sul Dhea (ormone che agisce sul sistema immunitario), e sul testosterone, oltre all'aumento della coerenza cerebrale tra emisfero destro e sinistro.




Ma la preghiera non fa bene solo al «destinatario», giova soprattutto a se stessi perché consente il rilassamento neuromuscolare, favorisce la calma, la serenità, la pace interiore.

All’inizio degli anni Novanta, l’Accademia delle Scienze di Mosca riferì una stupefacente relazione tra il DNA e le qualità della luce, misurata in fotoni.

Nel rapporto su questi studi iniziali, il Dr. Vladimir Poponin ha descritto una serie di prove secondo cui il DNA umano influenza direttamente il mondo fisico.

Poponin, leader riconosciuto nel campo della biologia quantistica, era ospite di una istituzione di ricerca americana quando tali esperimenti vennero svolti.

I test erano iniziati con la misurazione di strutture di campo della luce nel vuoto, all’interno di un ambiente controllato.

Dopo aver rimosso tutta l’aria da una capsula appositamente predisposta, l'assetto e la distanza fra le particelle di luce prendevano una distribuzione casuale, come ci si attendeva.

Queste figure furono controllate e registrate due volte, per essere usate come riferimento nella sezione successiva della sperimentazione.

La prima sorpresa si verificò quando dei campioni di DNA vennero posti all’interno della capsula. In presenza di materiale genetico, distanza e struttura di campo delle particelle di luce cambiarono.

Anziché assumere la conformazione diffusa che i ricercatori avevano rilevato in precedenza, le particelle cominciarono ad acquisirne una nuova, che rassomigliava agli avvallamenti di una forma sinusoidale.

Il DNA stava chiaramente influenzando i fotoni, dando loro l'aspetto regolare di una composizione ondulatoria attraverso una forza invisibile. La sorpresa successiva si verificò quando i ricercatori tolsero il DNA dalla capsula.




Poiché erano fermamente convinti che le particelle di luce sarebbero ritornate al loro stato originario di distribuzione arbitraria, osservarono con stupore il verificarsi di qualcosa di molto inatteso:

i modelli erano molto diversi da quelli osservati prima dell’inserimento del DNA. Poponin affermò che la luce si comportava «in modo sorprendente e insolito».

Dopo aver ricontrollato la strumentazione e avere rifatto gli esperimenti, i ricercatori si trovarono a dover fornire una spiegazione su ciò che avevano osservato.

In assenza di DNA, cosa influenzava le particelle di luce? Il DNA si era forse lasciato dietro qualcosa, una sorta di forza residua che permaneva anche dopo che il materiale biologico era scomparso?

Poponin scrive che lui e gli altri ricercatori furono «costretti ad accettare l’ipotesi che venga eccitata una specie di nuova struttura di campo…»

Per sottolineare che l’effetto era collegato alla molecola fisica di DNA, il nuovo fenomeno fu denominato «effetto fantasma del DNA».

La «nuova struttura di campo» di Poponin suona sorprendentemente simile alla «matrice» della forza citata da Max Planck, e agli effetti a cui accennano le antiche tradizioni.

Questa serie di esperimenti è importante perché dimostra chiaramente, forse per la prima volta in condizioni di laboratorio, l’effetto della preghiera sul mondo fisico.

Il DNA usato nell’esperimento era un agglomerato passivo di molecole non collegate al cervello di un essere vivente cosciente.

Anche in assenza di sentimenti diretti che pulsassero attraverso l’antenna della doppia elica del DNA, si rilevavano una forza e un effetto misurabili nelle loro immediate vicinanze.

Se ogni cellula dell’organismo di una persona di taglia, peso ed altezza medi, cioè ogni segnale di sentimenti ed emozioni, ha la stessa proprietà di influire sul mondo circostante, allora quanto viene amplificato l’effetto?

Quindi, che cosa succederebbe se, anziché parlare di percezioni che passano attraverso le cellule di una singola persona, parlassimo di un sentire risultante da una forma specifica di pensiero ed emozione? 

Sentire regolato dalla preghiera di ogni individuo, e moltiplicato anche solo per una frazione dei sei miliardi di persone viventi oggi sulla Terra? Cominceremmo a realizzare il potere che la nostra volontà collettiva rappresenta!




Si tratta del potere di porre fine a tutta la sofferenza e di allontanare il dolore che ha caratterizzato il ventesimo secolo. La chiave sta nel lavorare insieme per raggiungere un simile obbiettivo. Questa potrebbe rivelarsi la più grande sfida del terzo millennio.

La lingua che parliamo ci fornisce le parole per descrivere il rapporto dimenticato degli Esseri umani con le connessioni del mondo, con l’intelligenza del Cosmo e con il prossimo.

Usando alcuni dei più sensibili strumenti oggi disponibili per misurare dei campi di energia che cinquant’anni fa non erano neppure conosciuti, la scienza ha convalidato un rapporto che gli antichi conoscevano già duemila anni fa.

Abbiamo accesso diretto alle forze del nostro mondo, e siamo ritornati al punto di partenza. Questo è il linguaggio che fa muovere le montagne.

È lo stesso linguaggio che ci permette di scegliere la vita anziché tumori maligni, e di creare la pace in situazioni in cui crediamo che non esista.

Quando leggiamo di guarigioni miracolose avvenute in passato, perché non credere che gli stessi miracoli possano avvenire anche oggi?

La preghiera mi ha mostrato che alcune cose esistono, a prescindere dalla nostra abilità di fornirne le prove. SO che siamo in grado di emettere una profonda ed inespressa capacità di amare.

Cosa forse più importante, SO che esiste la possibilità di porre fine alla sofferenza di tutte le creature, rendendo onore alla sacralità della vita. Questo scenario è già con noi qui ed ora.

SO che queste cose sono vere, perché le ho viste. Il momento in cui ammettiamo queste possibilità su una scala di massa, diventa una Nuova Grande Speranza."



L’ASSOLUTO

Tutto nel Cosmo è vita, movimento, armonia
e tutto dice che la nostra esistenza è destinata
ad altre dimensioni, in luoghi di sogno,
dove regnano luci ed aurore profonde ed inestinguibili.

Tutto vibra affinché tutto giunga alla sua perfezione
e a Te ritorni nella sfolgorante bellezza dell’esistere.

Tutto è in Te e Tu sei nel Tutto:
ogni frammento racchiude la Tua Infinita Sapienza
ed ogni Essere è da Te conosciuto
come se fosse l’unico esistente.

Nelle Tue leggi severe e ineluttabili
ogni disarmonia subisce l’urto dell’onda di ritorno.

La Tua Potenza si manifesta incessantemente
nel numero infinito di mondi e di universi
e il volo della libellula non è meno stupefacente
dell’espandersi delle galassie.

L’esplosione di mille supernove
è un bagliore per Te simile alla lucciola;
la trasparenza dell’acqua sconvolge la logica dei più miscredenti;
la semplice tela del ragno mette in crisi i più arditi ingegneri.

Davanti a Te si eclissa ogni bellezza.

Tu sei il Perfetto, l’Inimmaginabile:
al di là del tempo e dello spazio
trascendi ogni percezione sensoriale.

Stupefatto Ti ammiro o Dio di tutte le dimensioni,
chiunque Tu sia.

(Franco Libero Manco)

                                                                                       

giovedì 9 febbraio 2017

La Scienza spiega il ns Potere di mutare la Realtà




Sebirblu, 9 febbraio 2017

Pochi giorni fa ho pubblicato un post su una famosa cosmonauta russa (QUI) che in un'intervista aveva dichiarato quanto il caos psichico prodotto dall'uomo possa incidere sugli sconvolgimenti naturali e su tutte le forme di vita terrestri. (Cfr. anche QUI, QUI e QUI)

Ho trovato il testo che oggi propongo dallo stesso sito da cui è stato tratto il video da me tradotto nella relazione sopra citata.

Si può dire che completa l'altro, poiché spiega in che modo la scienza scoprì come i nostri comportamenti possono influire e modificare l'habitat che ci circonda creando il nostro inferno o il nostro paradiso.

Queste cose non sono mai state esposte alla maggioranza del genere umano ed è per questo che ci appaiono ancora del tutto fantascientifiche, ma è arrivata l'ora di comprendere quanto è potente il nostro Essere e quali potenzialità abbia per interagire più saggiamente col mondo che lo ospita.




La Potenza delle Emanazioni psichiche muta la Realtà

"Dopo aver menzionato le ricerche russe riguardanti l'influenza delle emozioni umane sulla Terra e sul Sole nell'articolo su Marina Popovitch, ritengo utile mettere a fuoco maggiormente le scoperte straordinarie e fondamentali compiute il secolo scorso dai fisici, e confermate a più riprese anche da altri approcci ed esperienze.

Tutto ciò poté realizzarsi con l'esordio della fisica quantistica nel dicembre del 1900 ad opera dello scienziato tedesco Max Plank.

Per essere precisi, nell'anno 1909 Thomas Young, di cui Einstein portò avanti i progressi fino al conseguimento del premio Nobel, rese possibile un'esperienza che avrebbe sconvolto la concezione della realtà percepita, quella chiamata della doppia fessura.

La prova consisteva nell'emettere un fascio luminoso su una parete dotata di due fenditure parallele. Logicamente si sarebbero dovute scorgere in uscita due bande luminose appena sfumate. Ma al posto di queste, apparve un flusso costituito da onde chiare e scure alternate (le "frange di interferenza" dell'illustrazione qui sotto).




Soltanto nel 1961 ci si è spinti oltre, proiettando la luce fotone per fotone, dunque particella per particella (essendo il fotone una particella quantica) e scoprendo che il risultato all'arrivo era sempre il medesimo, ossia di natura ondulatoria! (QUI, un video esplicativo molto interessante; ndt).

In poche parole, il fotone non passava da una sola fessura, ma attraversava entrambe contemporaneamente! Ciò ha portato a concludere che la luce si comporta al tempo stesso come un'onda e come una particella, e questo ha indotto a porsi serie domande sul perché e soprattutto sul come.




Essendo l'argomento accattivante, si è allora voluto studiare il tracciato del fotone per vedere in che modo questo "piccolo furbetto" potesse comportarsi da onda e simultaneamente passare da due fessure. E si è scoperto qualcosa di straordinario!

La sola osservazione dell'analizzatore cambiava il risultato dell'esperimento, poiché a partire dall'attimo in cui era "guardato a vista", il fotone agiva di nuovo come particella singola, passando semplicemente dalla fessura, senza presentare più, all'arrivo sullo schermo, la struttura alternata sopra descritta...

L'attenzione dello scrutatore aveva totalmente modificato la sua condotta sino a fargli dimenticare il suo ritmo ondulatorio! L'enigma resta insoluto ancora oggi.

La stessa sperimentazione fu ripresa nel 1998 dagli scienziati dell'istituto Wiezmann, in Israele, che non soltanto la confermarono, ma si accorsero pure che "più l'intensità di osservazione cresce, più l'influenza dello scrutatore è determinante su ciò che andrà a prodursi".

Nel 1957, il fisico e matematico Hugh Everett III dell'università americana di Princeton formulò, sulla base delle sue ricerche, una personale teoria dei "mondi multipli" secondo cui l'attenzione focalizzata della nostra coscienza plasma la realtà, ed è così che risulta possibile "saltare" letteralmente da un contesto all'altro creando un ponte quantico tra scenari esistenti nello stesso tempo.




Dunque, già mezzo secolo fa, la fisica ha stabilito che un essere umano può influenzare in modo incredibile la realtà, fino a modificarne la natura soltanto con la concentrazione! 

E adesso, certi fisici asseriscono che le dimensioni sono molteplici e rappresentano ‒ in sincronia ‒ dei mondi potenziali che sembra possibile scegliere consapevolmente!

Queste scoperte avrebbero dovuto stravolgere del tutto le credenze e condurre da parecchio tempo ad una presa di coscienza rivoluzionaria in rapporto al modo in cui si è emancipata la nostra percezione del reale, così come quella dei comportamenti.

Si può dedurre che in base alla fede nei dogmi invalsi, certuni non abbiano avuto l'interesse a propalare e a diffondere troppo la cosa tramite i mass media.

E di fatto, salvo gli "addetti ai lavori" e tutti quelli che si occupano da vicino o da lontano dell'Universo che ci ospita, il grande pubblico non è mai stato edotto, né reso partecipe delle implicazioni di tali scoperte.


Helene Kippert

Un altro evento significativo non venne esposto alla conoscenza delle folle. Sedici anni fa, due satelliti geostazionari di meteorologia segnalarono un rialzo netto ed improvviso del campo magnetico terrestre.

I picchi massimi erano stati registrati l'11 settembre 2001, proprio dopo 15 minuti dall'impatto del primo aereo sul World Trade Center e 15 minuti dopo il secondo.

Rilevazioni successive, condotte da alcuni ricercatori dell'università di Princeton e del HearthMath  Institute, hanno confermato che non si trattò di una coincidenza.

Analizzarono pure registrazioni più antiche e scopersero che punte similari erano state captate all'epoca, in relazione a certi avvenimenti che avevano suscitato un forte impulso emozionale a livello planetario; come per esempio la morte della principessa Diana.

Peraltro, i medesimi studiosi si interessarono pure ai grafici che quel giorno emersero dai generatori di numeri aleatori (casuali; ndt) ed osservarono un forte picco durante le 4-5 ore precedenti l'urto del primo velivolo. 

Cosa che lascia ipotizzare un'influenza collettiva mondiale di tipo intuitivo riguardo al fatto che stava per sopraggiungere.

Secondo i ricercatori, sembra che il grande responsabile di tali frequenze sia... il cuore. Ed è questo, in effetti, a generare il maggior flusso magnetico del corpo umano (5.000 volte più intenso di quello emesso dal cerebro).

Per mancanza d'attrezzatura adeguata, si è potuto misurare il suo campo d'energia a forma d'anello soltanto fino a qualche metro dal corpo, ma si suppone che possa coprire la distanza di parecchi chilometri.




Ora, tornando al tema, il magnetismo emesso dal cardiaco risponde ai nostri stimoli emotivi e allo stato d'animo generale.

Questa notizia è pienamente in linea con la testimonianza resa dalla cosmonauta russa Marina Popovitch per quanto riguarda le "risposte" del nostro pianeta alle sollecitazioni emotive umane.

Tutte queste ricerche sono ancora ai primi balbettii, compresa la fisica quantistica, malgrado un secolo di progressi considerevoli.

Ma per chi si dovesse rammaricare del proprio limite e ritenersi impotente di fronte alle forze in gioco sulla Terra, le prospettive che si aprono con tali scoperte sono vertiginose.

Esse convalidano, perciò, quello che viene insegnato da millenni in diverse culture, ma tenuto accuratamente nascosto da quasi tutto il globo, in particolare dal mondo occidentale moderno.

È pertanto in Occidente, in seno a questa oscurità, che gli scienziati hanno acceso di nuovo la fiamma della candela. Chi meglio di essi avrebbe potuto farlo in un contesto eminentemente mentale succube del dogmatico rigore scientifico?

La tecnologia senza coscienza bandita dalle lobby finanziarie, la mancanza di dimensione spirituale diabolicamente creata e gestita dagli ingranaggi delle nostre società, così come la sottomissione all'ordine vessatorio stabilito, ci ha precipitati nell'abisso.

Noi, però, abbiamo molto più della speranza. Possediamo la forza creatrice che unita alla volontà farà sì che la nostra candela diventi fuoco di gioia offerto agli altri, in modo che ciascuno venga a sapere, infine, qual è il suo vero potere sullo scenario del mondo.

Un gran numero di Spiriti uniti ed amanti, focalizzati sull'avvento di una nuova realtà, rappresenta una forza invincibile. Esattamente la stessa potenza indomita della luce quando dissipa l'oscurità di una caverna. (Cfr. QUI; ndt).

Ed è così, senza rancore né violenza ma concorde in un intento collettivo e mirato, che presto il mondo uscirà da solo dalla sua notte oscura. In questa storia, non dimentichiamolo, la Terra è nostra alleata."

Fraternamente

Le Passeur (Il Traghettatore)




Traduzione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it