giovedì 12 settembre 2019

Così l'Europa ha rinunciato a SALVARE LE API!




Non ci sarà tregua per le api.
L'Unione europea ha deciso di ignorare i consigli dei propri esperti
e della più ampia comunità scientifica per fermare il declino di tali insetti...
Nel cuore dell'estate, il 17 luglio scorso,
ha rinunciato a salvare subito questi impollinatori.
(Le Monde, 27 agosto 2019, QUI).


Sebirblu, 11 settembre 2019

Ho riproposto l'articolo precedente (QUI) per dar modo a tutti coloro che volessero documentarsi sull'importanza massima della vita delle api ‒ che sono in stretto rapporto con la sopravvivenza umana e la sua alimentazione ‒ di prendere coscienza di quanto siano preziose per noi e per l'intero ambiente circostante.

L'incremento massiccio della loro sparizione è dovuto principalmente all'irrorazione insensata, avida e funesta delle più potenti multinazionali del pianeta che, presiedute dall'oligarchia occulta, proseguono imperterrite a "seminare morte" pur di soddisfare i loro cinici interessi.

L'inchiesta condotta da un prestigioso giornalista francese, Stéphane Foucart, autore di diversi testi scientifici (QUI e QUI due interessanti saggi in italiano; ndt) ha portato alla luce il modo in cui i grandi colossi dell'industria agrochimica avvelenano le colture e l'habitat del mondo, mettendo a rischio l'incolumità del genere umano e raggirando tutti: media, governi ed esperti!

Vincent Lucchese è l'autore della relazione che segue. Egli sintetizza molto bene l'opera investigativa condotta da Foucart ed esposta sul suo ultimo libro "E il mondo divenne silenzioso".


Reminiscenza archeologica dell'Angelus di Jean François Millet (cfr. QUI)

Come l'agrochimica distrugge la biodiversità e manipola la scienza

Da  trent'anni  gli  insetti spariscono  ad una  velocità  siderale.  Il disastro in corso è stato codificato da uno studio apparso nell'ottobre 2017 nella rivista PLoS One, evidenziando un declino in aree protette tedesche del 76% di insetti volanti in soli 27 anni.

I ricercatori stimano che l'ordine di grandezza è lo stesso nel resto dell'Europa occidentale. Nell'insieme del mondo, pressoché il 40% delle specie d'insetti stanno diminuendo e più del 30% sono sotto minaccia di estinzione, secondo un altro rapporto  2019  presentato  in  Biological  Conservation.

Una pletora di ricerche locali conferma questa tendenza, con una caduta del 70% di farfalle pratensi in Olanda; l'85% di coleotteri in Francia, senza parlare del continuo allarme degli apicultori sull'estinzione esponenziale delle api domestiche.

Tale catastrofe ecologica, già allarmante in sé, lo è ancor di più per l'insieme degli ecosistemi che dipendono da questi insetti, come dimostra la scomparsa di un terzo degli uccelli dalle campagne francesi in appena quindici anni.

È preoccupante altresì per le attività umane, poiché i ¾ delle principali colture alimentari che occupano più di un terzo delle aree agricole mondiali dipendono dagli insetti impollinatori in agonia.

Non solo, ma è anche scandaloso perché la causa maggiore di questa grandissima sparizione è conosciuta, almeno dagli specialisti del settore.

Si tratta di un certo tipo particolarmente devastante di insetticidi, detti sistemici, che invadono il mercato e i campi sin dagli anni '90, ossia l'epoca in cui è iniziata la morìa degli invertebrati.




I venditori di queste sostanze velenose, cioè i "néonicotinoidi e il fipronil", hanno condotto per più di vent'anni gigantesche campagne di manipolazione dell'opinione pubblica, delle politiche e della ricerca per continuare a vendere i loro prodotti.

Hanno appiccato incendi, influenzato, corrotto e addirittura minacciato i ricercatori, infiltrandosi nelle agenzie di regolamentazione «fino a riuscire in tale straordinario "tour de force" a farci dimenticare che gli insetticidi... uccidono gli insetti», scrive Stéphane Foucart.

Nel suo libro-inchiesta "E il mondo divenne silenzioso", il giornalista di "Le Monde" ha analizzato le strategie del'industria agrochimica per evitare ogni messa al bando dei suoi lucrativi "néonicotinoidi e fipronil".

Lo strapotere della lobby agrochimica è nota. I "Monsanto Papers" (i documenti della Monsanto) hanno già ampiamente dimostrato la sua forza d'attacco.

Nondimeno, l'analisi di Foucart è una lettura molto preziosa, indispensabile per comprendere da quali fattori sottili il grande pubblico, i media, la classe politica e persino diversi scienziati hanno potuto e possono essere ancora vittime di uno stravolgimento dei fatti e di un'alterazione del loro giudizio a profitto degli interessi privati.

Al di là delle semplici correlazioni tra l'impiego di queste sostanze e l'improvviso crollo delle popolazioni di api o di farfalle nelle zone corrispondenti, il libro enumera i diversi studi che mostrano l'impatto potenzialmente mortale dei suddetti pesticidi sugli insetti: sia che vengano sottoposti a livelli d'esposizione immediata in dosi letali misurate nei campi, o ad una irrorazione cronica in piccole quantità, ma capaci di uccidere un'ape in soli otto giorni.




"Sono sufficienti solo alcuni miliardesimi di grammo d'imidaclopride per uccidere immediatamente un'ape bottinatrice (raccoglitrice di polline; ampia e approfondita documentazione QUI; ndt), ma lo stesso risultato si ottiene con pochi picogrammi (millesimi di miliardesimo di grammo) somministrati pressoché ogni giorno per una settimana!" ‒ dice il giornalista.

Ora, soltanto nell'anno 2010, sono state utilizzate nel mondo 20.000 tonnellate di questo veleno, senza parlare dei néonicotinoidi.

Particolarmente nocivi, i pesticidi sistemici sono anche quelli più soggetti ad entrare in contatto con gli insetti; contrariamente ad altri prodotti che rimangono sulla foglia irrorata, i sistemici si diffondono su tutta la pianta, dalle radici al fiore, fino al polline e al nettare. Essi inoltre sono estremamente persistenti nell'habitat, vi permangono per diversi mesi.

E i metodi applicativi, specialmente quello più praticato di polverizzarli rivestendone i  semi  prima  della  semina (detto concia, ved. foto; ndt),  ne favorisce la dispersione in tutto l'ambiente: terre, corsi d'acqua, fiori selvatici, colture biologiche... Così, i prodotti tossici per invertebrati si possono rintracciare ovunque!




Dall'inizio degli anni 2000, i fatti sono ben noti e comprovati, ribadisce Stéphane Foucart: i néonicotinoidi e il fipronil sono mortali per gli insetti e lo sono anche a dosi infinitesimali, perché distruggono il loro sistema nervoso, li disorientano rendendoli incapaci di ritornare all'alveare o di alimentarsi; indeboliscono pure il loro sistema immunitario esponendoli all'attacco di malattie e parassiti letali.

Come hanno potuto, dunque, gli industriali continuare a vendere questi prodotti? "Ispirandosi a strategie utilizzate dall'industria del tabacco", risponde il giornalista. Piuttosto che opporsi alla scienza, si è trattato di impiegarla ai propri fini. Così l'agrochimica ha finanziato moltissime ricerche con un leitmotiv (= ritornello; ndt), ossia suscitare dubbi là dove i fatti erano a priori già limpidi.

Poco importa che gli studi siano viziati o disonesti, i politici e i giornalisti hanno solo il tempo di leggere i sunti finali. Ed anche se altri ricercatori ne criticano a posteriori i risultati, la conclusione sarà che l'argomento "crea dibattito", che "non v'è consenso" e che, di conseguenza, necessitano altre verifiche. E mentre la disputa si impantana, le vendite esplodono.

I "mercanti del dubbio" non hanno forzatamente bisogno di fomentare della cattiva scienza. È sufficiente talvolta finanziare molto di più le ricerche sulle cause reali ma minori della caduta degli insetti, non imputabili ai pesticidi, per nascondere la loro responsabilità.

Proprio come l'enorme profusione di lavoro sui legami tra genetica, inquinamento atmosferico e cancro ai polmoni è riuscita da tempo a nascondere le responsabilità delle multinazionali sul tabacco, così l'agrochimica insiste oggi sul lato multiforme del declino degli insetti, sul ruolo delle malattie, del riscaldamento planetario e sulla scomparsa del loro habitat naturale.

Gli scienziati, troppo contenti di trovare finanziamenti che così spesso mancano, possono così in buona fede lavorare sulla loro specializzazione, ad esempio sulla 'varroa' (parassita dell'ape realmente problematico) senza essere consapevoli di partecipare ad una vasta strategia di diversione della lobby agrochimica.




Molti altri ricercatori, meno scrupolosi, rasentano tentativi di corruzione più o meno diretti. Il libro di Stéphane Foucart è saturo di aneddoti dal profumo scandalistico: un certo studioso entra a far parte del direttivo dell'agrochimica DuPont soltanto poco dopo aver pubblicato un rapporto sdoganante i néonicotinoidi; un altro viene assunto dalla Syngenta in una situazione analoga, e via dicendo...

Gli scienziati che continuano ad interessarsi dei gravi disastri procurati dai pesticidi summenzionati subiscono talvolta pressioni dalla loro direzione, minacce di azioni legali da parte delle aziende, o perdono stranamente i loro posti di lavoro insieme ai finanziamenti alcuni mesi dopo.

Ancor più inquietante è il fatto che l'inefficienza degli organi di regolamentazione, riguardante gli insetticidi in questione, emerga chiaramente dalla lettura del libro-inchiesta del giornalista di Le Monde.

Nel 2012, l'EFSA (l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, con sede a Parma) sottolineava le sue stesse carenze nei criteri di valutazione per immettere sul mercato un certo tipo di prodotto.

È una vera e propria "macchinazione" quella che Stéphane Foucart denuncia. Non ha nulla di sorprendente, spiega, perché numerosi istituti di ricerca preposti a definire i test sono per metà composti di impiegati dell'azienda agrochimica e per l'altra metà esperti che saranno "assorbiti" dalla multinazionale medesima.

Senza contare che gli stessi test vengono finanziati o realizzati dai produttori delle sostanze da analizzare. È come chiedere alla Philip Morris di esprimersi dichiarando se il tabacco sia nocivo o no per la salute...


Stéphane Foucart (classe 1973) e il suo ultimo libro.

"Questa prossimità di vedute tra i laboratori di ricerca e le società agrochimiche ‒ né sistematiche, né generalizzate ‒ segnala un preoccupante indebolimento dell'integrità e/o dell'efficacia delle competenze scientifiche"  scrive Foucart.

La carenza di un ente regolatore si nota anche quando quest'ultimo decide di agire: nel 2013 l'Europa votò una moratoria su alcuni néonicotinoidi, corredata però di numerose deroghe, in modo che il loro utilizzo non solo non è mai diminuito ma, al contrario, ha continuato ad aumentare.

I tre principali "veleni" di tale classe (imidaclopride, clothianidine et thiaméthoxame) alla fine sono stati ritirati dal mercato europeo nel 2018, mentre la Francia ne ha bandito tutto l'insieme.

Ma i negoziati europei per rivedere le procedure fallimentari di test riguardanti nuovi prodotti si trovano ora ad un punto morto e sono stati rinviati all'estate 2021.

Le nuove sostanze, per sostituire quelle vietate, hanno quindi tutte le probabilità d'essere altrettanto nocive e di terminare di distruggere la vita selvatica. Perché con gli insetti, rischiano di diventare vittime di questo avvelenamento di massa anche gli uccelli, gli anfibi e i pesci ‒ allerta il giornalista.




Trenta anni fa, avremmo potuto prevenire pure il riscaldamento globale, ha scritto qualche mese fa un altro giornalista, lo statunitense Nathaniel Rich, nel suo libro "Perdere la Terra" (Seuil, 2019).

Gli scienziati, negli anni '80, conoscevano già tutto del problema, ma le lobby dei combustibili fossili sono riuscite perfettamente a creare dubbi e a ritardare la presa di coscienza.

"E il mondo divenne silenzioso" non fa che confermare questa urgenza vitale: liberare la competenza scientifica dal dominio degli interessi industriali, o reclameremo ancora di approfondire la ricerca quando non ci saranno più insetti da osservare.

Traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: usbeketrica.com

lunedì 9 settembre 2019

Vita Sconosciuta, Preziosa ed Invisibile delle Api


Favo naturale

Sebirblu, 9 settembre 2019

Ripropongo un articolo di cinque anni fa, dopo averne cambiato il titolo a pro di una maggiore comprensione dei lettori, perché riprenderò l'argomento con il suo risvolto drammatico nel prossimo post.

Penso, infatti, che la maggioranza non conosca sufficientemente la vita delle api e l'incidenza massima che questa strabiliante piccola creatura ha sulla sopravvivenza delle altre specie e sull'intera umanità.

Esse detengono un ruolo essenziale negli ecosistemi: un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione.

Se questi preziosissimi insetti dovessero estinguersi, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti: "Se le api scomparissero, all'uomo resterebbero soltanto  quattro  anni  di  vita" sembra aver detto Albert Einstein.

Da qualche tempo è in atto la loro decimazione a causa delle politiche agricole criminali con i terribili pesticidi (come i néonicotinoidi di cui mi occuperò presto), gli OGM e le monocolture intensive.

Per non parlare delle scie chimiche (ved. QUI), dell'inquinamento elettromagnetico QUI, e di molti altri folli interventi antropici basati soltanto su cinici interessi di parte che stanno distruggendo, e quel che è peggio a volte consapevolmente, la nostra Terra e con essa la razza umana.

Da questo mio lavoro emergerà sicuramente una più grande considerazione per l'Opera perfetta del Creatore che contribuirà sempre più a risvegliare le coscienze sulle magnifiche e sorprendenti manifestazioni che si svolgono, nonostante tutto, ancora intorno a noi.

E per coloro che vedono oltre il frutto del "caso", ecco un'immagine emblematica che dice molte cose! Uno sciame d'api si è andato a posare proprio sulla mano destra del Cristo, come a chiedere protezione dal costante sterminio perpetrato contro questa portentosa specie di insetti, così utile all'intero pianeta.


La Cassaigne nell'Aude - Francia - (Piccolissimo villaggio di soli 208 abitanti.)

Estratto da "La Vita delle Api" di Maurice Maeterlinck

"Da dove viene lo Spirito dell'Alveare? Non si può compararlo all'istinto particolare degli uccelli che sanno costruire il loro nido in un dato posto e cercano altri cieli quando arriva il giorno di una nuova emigrazione.

Non esprime una sorta d'abitudine reiterata della specie a vivere solo ciecamente, per imbattersi nel caso, allorquando una circostanza imprevista sconvolge la serie dei fenomeni consueti.

Al contrario, egli segue passo dopo passo gli influssi del potere superiore, come un servo intelligente e alacre, che sa trarre profitto dagli ordini più temibili del suo Signore.

Appare discreto, subordinato ad un grande dovere, ma arbitro inesorabile delle ricchezze, della felicità, della libertà, della vita di tutto un popolo alato. 

Regola giorno per giorno il numero delle nascite mettendole strettamente in rapporto con quello dei fiori che illuminano la campagna.


La regina controlla che la celletta sia pulita e adatta per ospitarvi un uovo. Ne valuta anche le dimensioni, perché ne deporrà uno fecondato in quelle di grandezza normale, dove nascerà una femmina; mentre le celle più spaziose, con uova non fecondate, le riserverà ai maschi, ossia ai fuchi. 

Annuncia alla regina il suo decadimento o la necessità di partire, la forza di mettere al mondo le sue rivali, di allevarle regalmente e proteggerle contro l'odio politico della loro stessa madre.


La regina depone un uovo introducendo l'addome nella celletta. Nel pieno della bella stagione, ne può emettere fino a duemila al giorno.

Permette o difende, secondo la generosità dei calici multicolori, l'età della primavera e i probabili pericoli del volo nuziale riguardanti la primogenita tra le principesse vergini che si reca a sopprimere, nella loro culla, le sue giovani sorelle che intonano il canto delle regine.

Altre volte, a stagione inoltrata, allorché le ore fiorite sono meno lunghe, per chiudere il tempo degli scompigli ed affrettare la ripresa del lavoro, ordina alle operaie di mettere a morte tutta la discendenza imperiale.

Questo Spirito è prudente ed economo, ma non avaro. Conosce le leggi fastose e un po' folli della natura e tutto ciò che riguarda l'amore.

Così, durante i giorni prosperosi dell'estate, tollera, perché la regina futura sceglierà il suo amante tra i fuchi, la presenza ingombrante di tre o quattrocento maschi sbadati, maldestri, inutilmente affaccendati, pretenziosi, scandalosamente e assolutamente oziosi, rumorosi, ingordi, grossolani, sporchi, insaziabili ed enormi.


Volo di accoppiamento della regina che si unisce a parecchi fuchi per assicurarsi a lungo termine le uova  fecondate. Per i maschi ciò è fatale, perché il loro organo riproduttivo si strappa e cadono a terra.
Questa, d'altra parte, è la loro unica funzione.
 

E in quel mattino in cui i fiori tardano ad aprirsi e si chiudono prima, quando l'ape regale è fecondata, decreta freddamente il loro massacro generale e simultaneo.


L'ape maschio, il fuco, non è dotato di pungiglione, il suo compito è di fecondare la regina e vive circa una stagione.

Egli regola anche l'opera straordinaria di ciascuna delle api operaie e, secondo la loro età, distribuisce i compiti:

alle nutrici che alimentano le larve e le giovani...


Le nutrici alimentano le larve alle quali, per i primi tre giorni, viene somministrata gelatina reale e in seguito polline e miele. La pappa reale è secreta dalle loro ghiandole ipofaringee e mandibolari.

alle dame d'onore che provvedono alle cure della regina e non la perdono mai di vista...


Le ancelle della regina si occupano della sua alimentazione e pulizia. Essa, nel continuo contatto con le proprie dame di compagnia, trasmette i suoi messaggi chimici (feromoni) a tutto l'alveare.

alle ventilatrici che con il battito delle loro ali arieggiano, rinfrescano o riscaldano l'alveare ed accelerano l'evaporazione del miele troppo madido d'acqua...


Le api ventilatrici, con il battito delle loro ali, regolano la temperatura interna dell'alveare.

agli architetti, ai muratori, alle api ceraiole, alle scultrici che fanno la catena e costruiscono i favi...


Le api ceraiole producono la cera per costruire e riparare i favi.

alle bottinatrici che vanno a cercare nella campagna il nettare dei fiori che diventerà miele, il polline che è il nutrimento di larve e ninfe... 


Ape bottinatrice su campanula.

la propoli che serve a turare e a consolidare le strutture dell'arnia...


Propoli che serve a sigillare le fessure dell'alveare.

l'acqua e il sale necessari alla gioventù della colonia...


Api raccoglitrici d'acqua.

Sempre lo stesso Spirito impone il lavoro:

alle api-chimico, che assicurano la conservazione del miele instillando per mezzo del pungiglione una goccia di acido formico, alle "opercolarie" che sigillano le cellette (con la cera; ndt) in cui il tesoro (la larva; ndt) è maturo...


Dopo 21 giorni dalla deposizione dell'uovo, la giovane ape rompe con le sue mandibole l'opercolo. (Il coperchio di cera che chiudeva la celletta).

alle spazzine che mantengono una pulizia meticolosa delle vie e dei posti pubblici...


La pulizia delle cellette è uno dei primi lavori che svolgono le api operaie, poiché devono essere sempre perfettamente pulite per accogliere la covata, il polline e il miele.

alle necrofore che portano fuori i cadaveri alle amazzoni del corpo di guardia che vegliano notte e giorno alla sicurezza della soglia, controllano l'andirivieni...


L'ape spazzina spinge fuori una compagna morta.

riconoscono gli adolescenti alla loro prima uscita, impauriscono i vagabondi, i malintenzionati, i saccheggiatori, espellono gli intrusi, attaccano in massa i nemici terribili e se occorre, barricano l'entrata.


L'ape guardiana scaccia una saccheggiatrice.

Infine, è lo "Spirito dell'alveare" che fissa l'ora del grande sacrificio annuale alla genialità della specie – mi riferisco alla sciamatura.

Un popolo intero, cioè, arrivato alla vetta della sua prosperità e della sua possanza, abbandona improvvisamente alla generazione futura tutte le sue ricchezze, i suoi palazzi, le sue dimore e il frutto delle sue fatiche, per andare a cercare lontano l'incertezza e la miseria di una patria nuova.

Ecco  uno  strano  atto  che,  cosciente o no,  supera  certamente  la  morale  umana. Rovina talvolta, impoverisce sempre, disperde a colpo sicuro una comunità felice per ubbidire ad una legge più alta del benessere dell'intera colonia."




Estratto da "Il Regno delle Api" di Geoffrey Hodson 

"Le mie indagini sul piano invisibile, mi hanno portato a constatare l'esistenza di Angeli custodi che proteggono e dirigono le api.

Una volta, mentre osservavo alcuni alveari, mi resi conto della presenza di un Ente di grado elevatissimo, una sorta di coscienza direttiva in cui è racchiusa tutta la forza vitale che anima questi insetti, e che lo rispecchiano in tutte le sue espressioni.

Appartiene alla gerarchia angelica e, se percepito come forma, appare come una grande ape la cui aura mostra i suoi colori tipici: striature che vanno dal giallo al marrone-dorato con il più alto livello di intensità luminosa e delicatezza cromatica.

Questa Intelligenza mi apparve come Agente di un Arcangelo che presiede l'insieme della vita, della coscienza, della forma e dell'evoluzione delle api dell'intero pianeta.

Le annotazioni fatte allora precisano che una gerarchia di Esseri presta i propri servigi alle dipendenze di tale Arcangelo con grande serietà e immensa gioia ed è rappresentata, sul piano eterico, dagli Spiriti di Natura costruttori dei loro corpi fisici. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).

Questo Agente-custode era connesso all'arnia sulla quale veniva effettuato lo studio e ne esiste uno preposto ad ogni colonia attiva per dirigerne, proteggerne e vivificarne la coscienza e la crescita.




La sua presenza è talmente essenziale alla vita terrestre quanto le stesse piccole "eroine volanti" lo sono per il processo produttivo vegetale planetario.

Una parte del suo lavoro è la preservazione dell'unità interattiva di questi imenotteri che non sono originari della Terra ma provengono da Venere da cui sono stati importati nei primi tempi della nostra storia.

Vista astralmente, l'ape regina appare come un centro dorato di luce, è il nucleo ardente dell'anima-gruppo dell'alveare. Le forze fluiscono continuamente per mezzo suo all'intero organismo che viene in questo modo profondamente unificato, e si estendono intorno al complesso di circa 70 centimetri per lato.

Le riceve dai piani superiori e le emana sotto l'aspetto di minute ondulazioni, che da essa si dipartono verso la periferia, producendo con il loro incessante movimento un suono superfisico simile al noto ronzio.

Ogni ape è visibile esotericamente, ovunque si trovi, apparendo come un piccolissimo punto luminoso, mentre la luce della regina è assai più grande e splendente di tutte le altre.

Sebbene completamente istintivo, il controllo dei suoi sudditi, evidenziato dalla loro sottomissione, è assoluto perché li influenza interiormente. Potrebbe essere chiamata l'«ego» del gruppo.




Ogni individualità dipende da lei per la singola vita e intelligenza; ognuna ha la propria aura e sperimenta definite sensazioni, ma la mentalità e talune emozioni sembrano essere comuni a tutto l'insieme.

Quando l'impollinatrice esce dall'alveare, si scorge una linea di luce tra la regina ed essa, ovunque voli. Questo filamento luminoso è costituito da tre elementi diversi: la forza vitale, la coscienza centralizzata e certe energie elettromagnetiche.

Il primo agisce all'interno sotto la guida del secondo (la direttiva principale) e, con l'ausilio delle energie elettromagnetiche all'esterno, il triplice filo connette l'ape alla sua casa, alla sua regina e alle altre individualità sorelle, così da ritrovare sempre la via del ritorno dopo le escursioni in cerca di nutrimento.

Il suo moto sicuro viene dall'istinto e le numerose prove effettuate sulle comunità ne rivelano lo sviluppo accentuato piuttosto che un qualche tipo d'intelligenza. Infatti la celletta esagonale è un'espressione geometrica della frequenza vibratoria dell'ape che corrisponde alla sua coscienza e alla sua nota caratteristica.

Invece, l'azione riunita delle energie trine, sopra descritte, produce delle linee di forza delineanti delle forme eteriche dove, istintivamente, le api costruiscono i loro favi.

A questo punto, si può benissimo dire che la regina è il fulcro assoluto della colonia e l'Agente-custode ne è l'Intelletto coordinatore. Egli unifica la sua mente con l'anima-gruppo dell'arnia ed è, in un certo senso, vincolato e sottomesso a tale limitazione per amore del servizio che riesce a compiere.




Nondimeno, egli ha una certa misura di libertà al di fuori dell'alveare, anche se soltanto a livello emozionale e mentale dato che resta costantemente legato al suo lavoro, come se la sua completa ritirata potesse causare, in assenza di controllo, il conseguente disordine della colonia.

Questo Essere è responsabile del progresso della vita e della forma, ed è felice perché ha la consapevolezza di contribuire alla perfezione dell'arnia nel grande schema evolutivo, e come risultato delle mie investigazioni, appare realmente compiaciuto della sua opera.

L'anima-gruppo delle api si trova al maggior livello di coscienza di qualsiasi altra specie di questo pianeta, anche di quello animale.

Il suo senso di unità e di cooperazione è esemplare, e colpisce l'osservatore per essere più avanzato dell'Umanità stessa. Se ne trae una sensazione di grande e febbrile attività, ma non si rileva quel senso gioioso che ci si aspetterebbe di trovare nei suoi componenti.

Lo sviluppo mentale e fisico appare molto più importante dell'emozionale; la spinta per l'unione e la cooperazione proviene normalmente dai piani più alti dello spirito che si manifesta tramite l'azione intuitiva e quindi è molto strano trovarla nelle piccole ed umili api.

Queste considerazioni ci inducono a mutare l'attitudine di pensiero verso il regno degli insetti e particolarmente verso i membri della razza di Venere.




Benché apparentemente inferiori agli animali e agli uomini, la loro coscienza viene influenzata da piani di gran lunga superiori a quello della Terra.

Il fatto che la vita sul pianeta Venere sia molto più evoluta della nostra, fa sì che anche le sue forme inferiori, siano eguali o addirittura più avanzate di quanto non lo siano quelle relativamente progredite del nostro mondo.

Possiamo perciò concepire che minerali, vegetali ed insetti del futuro potranno essere più altamente sviluppati degli uomini del presente i quali, a loro volta, avranno la possibilità di vivere in un contesto del tutto nuovo e trasformato."

Post Scriptum

Sebirblu ringrazia sentitamente il Signor Luca Mazzocchi per l'uso concessogli delle sue splendide foto professionali, augurandosi che in molti possano apprezzarne il sito così amorevolmente curato e trarre esempio organizzativo dalle umili api per un mondo migliore.

Traduzione, cura e adattamento di: Sebirblu.blogspot.it

Fonti: "La vie des Abeilles" di Maurice Maeterlinck
            "La Venuta degli Angeli" di Geoffrey Hodson
            "mondoapi.it" per le foto e didascalie.

venerdì 6 settembre 2019

È ALLARME ROSSO con il Governo del NUOVO UMANESIMO


"Manipolazione" di Ben Goossens

Sebirblu, 5 settembre 2019

Sei giorni fa "l'Avvocato del diavolo" pardon... "del popolo" ‒ Giuseppe Conte ‒ ha concluso il suo discorso al Quirinale con le parole:

«Molto spesso negli interventi pubblici pronunciati ho evocato la forma di un nuovo umanesimo: non ho mai pensato fosse lo slogan di un governo, ma un orizzonte ideale per il Paese».

Ecco come a Davos il Presidente del Consiglio si è arruffianato la Merkel... che nausea!!!




Ora, se gli italiani non lo avessero ancora intravisto, emerge in tutta la sua drammaticità lo scenario voluto e desiderato dall'élite dominante che da tempi immemorabili aspira a governare il mondo. (Cfr. QUI, QUI e QUI, interessante articolo dell'ultimo minuto  su  Macron "umanista e anticristiano"; ndr).

Lo ha descritto molto bene padre Livio Fanzaga, direttore di Radio-Maria che, sebbene finora non abbia assunto alcuna chiara posizione su quello che sta succedendo alla Chiesa di Roma (perché questa gli chiuderebbe subito l'emittente "con sollecita misericordia"), ha mandato in onda un video in cui allerta tutti ‒ dormienti e non ‒ a prepararsi all'ultimo "colpo di coda" assestato dall'Anticristo.




Come da lui esposto, il termine "nuovo umanesimo" non è solo presentato al pari di una «impostura religiosa» descritta nel Catechismo della Chiesa Cattolica al n° 675, QUI (che non interessa quasi più a nessuno, compresi vescovi e cardinali nominati dal Falso Profeta argentino, gongolante per il nuovo esecutivo) ma viene citato anche nelle profezie straordinarie lasciate da mons. Fulton Sheen, arcivescovo di Newport ‒ Inghilterra (cfr. QUI), oggi in via di beatificazione, che nel 1947 (QUI), in uno dei suoi più celebri sermoni, disse:

Mons. Fulton Sheen (1895-1979)

"Perché così poche persone si accorgono della gravità della nostra crisi presente?... Solo quanti vivono secondo la Fede sanno davvero che cosa sta accadendo nel mondo intero." [...] (È esattamente quello che ha detto papa Ratzinger alcuni giorni fa! Ved. QUI, e QUI; ndr).

"Conosciamo noi i segni dei nostri tempi? Essi indicano due verità ineluttabili, la prima delle quali è che siamo giunti alla fine dell'epoca post-rinascimentale che fece dell'uomo la misura di tutte le cose. I tre dogmi fondamentali del mondo moderno si stanno dissolvendo davanti ai nostri occhi.

Primo, stiamo assistendo alla liquidazione dell'uomo economico, o dell'assunto per cui egli, in quanto animale altamente evoluto, non ha altre funzioni nella vita se non produrre e acquisire ricchezza, e poi come le bestie da pascolo invecchiare e morire.

Secondo, stiamo assistendo anche alla liquidazione dell'idea della naturale divinità dell'uomo, che non ha bisogno di alcun Dio che gli dia dei diritti, o di un Redentore che lo salvi dalla colpa, perché il progresso è diventato automatico grazie alle scienze, all'educazione e all'evoluzione, che un giorno lo renderà una specie di dio.

Stiamo assistendo inoltre alla liquidazione del razionalismo, o all'idea secondo cui il compito della ragione umana non è scoprire il significato e lo scopo della vita, e cioè la salvezza dell'Anima, bensì creare nuovi avanzamenti tecnici per fare in modo che la città dell'essere umano su questa terra prenda il posto della Città di Dio.

Può benissimo essere che il liberalismo storico sia soltanto un'epoca di transizione tra una civiltà che una volta era cristiana ed una che sarà decisamente anticristiana.


"Battaglia fra Angeli e Demoni" di Alexei Steele

La seconda grande verità che i numerosi segni dei tempi fanno presagire è che siamo decisamente alla fine di un'era non-religiosa della civiltà. Con ciò, intendo quella che considerava (e considera ndr) la religione come un'appendice alla vita, una devozione extra, un costituente morale per l'individuo, ma di nessuna rilevanza sociale.

Dio è solo un compagno silenzioso il cui nome è usato dall'«azienda» per darsi una rispettabilità ma che non ha niente da dire quando riguarda la gestione del lavoro.

L'era nuova in cui stiamo entrando è quella che potremmo chiamare la fase religiosa della storia umana. Non fraintendetemi; "religiosa" non vuol dire che gli uomini si rivolgeranno a Dio, ma piuttosto che l'indifferenza all'Assoluto, che ha caratterizzato la fase liberale della civiltà, sarà seguita dalla passione per (un altro) assoluto.

D'ora in avanti lo scontro non sarà per le colonie e i diritti delle nazioni, ma per le Anime degli uomini. Le linee di battaglia sono tracciate chiaramente e non v'è più alcun dubbio su quali siano le questioni fondamentali. Da oggi in poi gli uomini si divideranno in due religioni concepite ancora come abbandono ad un (certo tipo) di assoluto.

Il conflitto del futuro è tra l'Assoluto che è il Dio-Uomo e l'assoluto che è l'uomo-dio; tra Dio che si è fatto Uomo e l'uomo che si fa dio; tra i fratelli in Cristo e i compagni dell'Anticristo.» [...]


"La Caduta di Icaro" di Jacob Peter Gowi

Altri due esseri straordinari, menzionati da padre Livio e da me descritti QUI e QUI, hanno profetizzato il "nuovo umanesimo" del nostro tempo in modo impressionante:

L'uno è Vladimir Sergeevič Solovëv che, con "Il Racconto dell'Anticristo" (pdf QUI), mette in evidenza i tre principali attributi del personaggio: ecologista, animalista ed ecumenista. Limitandosi a valutare solo questi aspetti e tralasciando il resto, seppur determinante, si possono rintracciare subito le incredibili analogie con la corrente bergogliana  in atto e trarne le dovute considerazioni.

L'altro è mons. Robert Hugh Benson, autore del libro "Il Padrone del Mondo" (pdf QUI), che profetizzò la persecuzione anticristiana in nome dell'umanitarismo professato dall'Anticristo nei tempi ultimi. Anche questo romanzo distopico raffigura e delinea in modo sorprendente il corso degli eventi attuali, come attestano le parole espresse da Giuseppe Conte sul "nuovo umanesimo".


...le fu concesso di dare uno spirito all'immagine della bestia... ved. QUI

"Ma che cos'è in realtà questo "nuovo umanesimo"? ‒ scrive Gianfranco Amato, QUI:

È molto semplice: siamo ancora una volta di fronte alla prospettiva antropocentrica e anticristiana che considera l'uomo come misura di tutte le cose.

Secondo questi «nuovi umanisti», la ragione, invece di essere considerata come lo strumento con cui l'uomo si apre alla verità fino al suo possibile orizzonte di mistero, viene concepita come misura, come garanzia ultima dell'esistenza stessa del reale, come gabbia entro cui ridurre la sua inesauribile natura (divina, perché lo Spirito supera di gran lunga la Ragione; ved. QUI, molto importante; ndr).

Ma l'esito di questa prospettiva è disastroso: l'uomo che si erige a misura di tutte le cose pretende, in ultima analisi, di ridurre tutte le cose al 'metro' delle sue capacità e del suo potere su di esse.


"L'espulsione di Adamo ed Eva" di Benjamin West

Per i «nuovi umanisti», infatti, lo Stato moderno è l'incarnazione del potere auto-referenziale: una mera realtà che si presenta come assoluta e che conferisce dignità all'uomo.

Essi cadono nello stesso errore condannato dalla preposizione 39 del Sillabo di Pio IX: «Lo Stato, come quello che è origine e fonte di tutti i diritti, gode un certo suo diritto del tutto illimitato». Per questo inquieta un personaggio come Conte, quando parla di «valori» e di «nuovo umanesimo»." [...]

E ancora:

[...] "Nell'ambito dei problemi umani, dunque Dio – se c'è – è come se non ci fosse. Si realizza così la divisione tra sacro e profano, invocata dai nuovi umanisti nel principio della laicità dello Stato".

"Vale davvero la pena vivere per i valori invocati dal nuovo umanista Giuseppe Conte, ovvero per «il lavoro come supremo valore sociale», per «l'uguaglianza nelle sue varie declinazioni», per «il rispetto delle Istituzioni e il principio di laicità», per «il primato della persona» inteso nell'accezione prometeico-umanistica del «faber est suae quisque fortunae», ovvero dell'uomo artefice del proprio destino?


"Predicazione dell'Anticristo" (dettaglio) di Luca Signorelli

Duemila anni di cristianesimo ci hanno rivelato qual è il vero significato ultimo dell'esistenza umana per cui, davvero, vale la pena, in fondo, vivere."

Ed ecco una parte significativa dell'articolo letto da Padre Livio su "Fanpage" del 29 agosto, QUI:

"Il Nuovo Umanesimo secondo Giuseppe Conte:

‒ Quando il premier parla di "nuovo umanesimo" cita, innanzitutto, il filosofo e pedagogista Edgar Morin, che nel volume «Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l'educazione» usava l'espressione 'nuovo umanesimo', a proposito della necessità del genere umano di tornare proprio a quell'umanesimo ‒ concetto di origini rinascimentali ‒ che rimetteva al centro l'uomo e le sue naturali inclinazioni, contro le storture (medievali all'epoca, del capitalismo sfrenato oggi).

Così scriveva Morin:

Come fare a riunire i saperi delle varie discipline? Serve un pensiero complesso che permetta di unire ciò che è separato. Oggi serve un 'nuovo umanesimo'... Come apprendere a vivere? La conoscenza non si ha con la frammentazione ma con l'unione.

È necessaria una riforma della conoscenza del pensiero, un 'nuovo umanesimo' globale che sappia affrontare i temi della persona e del pianeta.

I giovani oggi si sentono persi, non trovano le ragioni dell'essere. Durante la seconda guerra mondiale i ragazzi dovevano resistere al nazismo, divennero partigiani, contribuirono a liberare le loro vite e le loro nazioni. E oggi?

Oggi i giovani sono chiamati ad affrontare un compito ancora più ampio: la salvezza del genere umano. Hanno una missione grande davanti a loro e dobbiamo educarli ad apprendere e a maturare una conoscenza adeguata ad assolvere questo compito fondamentale a cui sono chiamati."


...e Bergoglio si congratula con Giuseppe Conte per tutto ciò!!!  Avanti popolo...

Si è capito bene? Giustamente padre Livio ha ribadito con veemenza, sdegnato e preoccupato, che è uno sproposito madornale asserire che il compito precipuo dei giovani sia quello di salvare l'umanità! 

E chi salverebbe loro dall'educazione che questo governo 'umanitario' sarebbe intenzionato ad impartire nelle scuole italiane?

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonti già presenti nei link indicati negli estratti