venerdì 25 novembre 2022

Struttura Segreta dell'Uomo: I SUOI CORPI SOTTILI.


Josephine Wall

Sebirblu, 25 novembre 2022

Per l'assoluta importanza del contenuto, ripubblico, a distanza di quasi 4 anni questo mio lavoro, a beneficio di tutti.

L'uomo non ha soltanto un corpo e una psiche, ma è un Essere molto più complesso di quanto si creda. È uno Spirito (o Scintilla Divina) che possiede un'Anima (in greco appunto "psiche") che ha varie modalità d'espressione su gradi diversi e il cui Corpo Fisico ne è la parte più grossolana.

Questi "veicoli" di manifestazione si estrinsecano su più livelli: fisico, eterico, astrale, mentale inferiore, mentale superiore, causale.

L'individuo  acquista  la consapevolezza  della sua natura  più  alta e il potenziamento di tutte le sue facoltà man mano che la Coscienza si eleva dallo stadio primitivo, assurgendo a più vasti orizzonti, poiché il nostro vero "IO" è Spirito puro.

Il Corpo Fisico

Anche l'energia-materia vibra su sette piani e precisamente: atomico, sub-atomico, super-eterico, eterico, gassoso, liquido e solido.

L'organismo fisico è formato da particelle di tutti questi gradi; tuttavia esso presenta due divisioni ben definite: il corpo denso composto di solidi, liquidi e gas e il corpo eterico o doppio, come sovente viene chiamato, costituito dai quattro stati più sottili.

Ogni molecola del corpo umano, che sia solida, liquida o gassosa, è circondata da un rivestimento eterico ed è per questo che lo stesso ne è un perfetto duplicato.

Il modo in cui ci alimentiamo determina la maggiore o minore densità del nostro veicolo fisico e del suo doppio. Parimenti il modo grossolano di pensare e di agire, attirando energie dello stesso tipo, abbassa le frequenze vibratorie e ne rallenta l'evoluzione.

Da sempre ogni credo spirituale del mondo sostiene che esso sia il Tempio della Scintilla Divina e che quindi debba essere rispettato e governato saggiamente dall'Anima che con la sua forza intelligente coordina i più intimi processi cellulari e fisiologici.

Il corpo è un rivestimento necessario alla nostra evoluzione e mezzo efficace, da noi scelto, per riportarci più rapidamente alla nostra Vera Dimora che non è certo quella di terza dimensione! È uno strumento perfetto e non viene apprezzato abbastanza; noi diamo tutto per scontato!




Al momento del Trapasso, poiché la morte non esiste, esso per quanto non sia più diretto da un unico centro intelligente, è vivo più che mai perché ogni sua cellula, scindendosi dalle altre, viene attirata di nuovo verso il suo elemento corrispondente riprincipiando una nuova vita sotto altre forme.

Questa è l'Energia Secondaria della quale, senza saperlo, parlò Lavoisier dandone la famosa definizione "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma", mentre l'Energia Primaria non muta mai perché perfetta, indistruttibile ed eterna: è l'Essenza Divina.

Nell'attimo solenne della dipartita, lo Spirito tutt'uno con l'Anima si separa dal corpo fisico come se compisse una nascita in senso inverso. Si spezza, infatti, il "filo argenteo" (ved. QUI), una sorta di cordone ombelicale fluidico intrecciato in un insieme di filamenti emananti luce azzurrognola, lasciando l'individualità libera dai lacci umani.

Se il decesso avviene d'improvviso, o con violenza, il filo argenteo si strappa di netto; se invece accade per gradi, come ad esempio in caso di malattia, si produce un progressivo sfilacciamento con un più dolce distacco.

In quel passaggio l'Essere vede scorrere davanti a sé tutta la propria esistenza (si chiama appunto "Nastro di Vita") e da Spirito svincolato dalla materia si auto-giudica (questo è il giudizio particolare insegnato dalla Chiesa) valutando giustamente e inflessibilmente il suo percorso vitale.

Non terrà in considerazione il Bene prodigato, in quanto ciò rientra nella norma stessa della Scintilla Divina, ma valuterà le omissioni (il Bene non fatto) e il Male compiuto, in rapporto al grado di Conoscenza che aveva sulla Terra in quei momenti.

Quindi farà un bilancio di tutte le volte che non ha ascoltato la propria Coscienza (ved. QUI) e deciderà "quale indirizzo prendere" visto che saranno le sue stesse vibrazioni: di rabbia, di rimorso, di rimpianto, o di gioia e appagamento a condurlo nell'ambiente adatto per proseguire la propria evoluzione. (Cfr. QUI).




Il Corpo Eterico

Questo rivestimento, come suddetto, è costituito dagli altri quattro generi di energia sottile, ossia a maggiore frequenza vibratoria. Al momento del Trapasso impiega mediamente quattro o cinque ore a scomporsi, e qualche volta anche di più in rapporto alla materialità di cui è composto.

Esso è formato essenzialmente da "prana" o soffio vitale (dal sanscrito) che assorbe direttamente dal Sole (cfr. QUI) e che distribuisce in ogni parte del Corpo Fisico per mezzo dei Chakras o centri di forza. Questa è la sua funzione principale e, in tal modo, dà la forza di coesione a tutte le cellule dell'organismo.

Il  secondo ruolo è quello di intermediario,  o ponte di congiunzione,  fra  l'organismo  e il Corpo Astrale, trasferendo a questo la percezione dei contatti sensoriali fisici, mentre al cerebro e al sistema nervoso trasmette la coscienza dell'astrale e degli altri piani superiori.

Possiede solo una leggera consapevolezza diffusa, quindi se viene separato dalla sua controparte densa come per esempio nei casi di anestesia o svenimento, i cui effetti danno infatti l'insensibilità, non può fungere da tramite per la mente.

Siccome è il veicolo del prana e non del mentale, non può essere separato dalle particelle dense ‒ alle quali invia le correnti vitali ‒ senza che la salute ne soffra. Pertanto nelle persone normali e ben costituite la separazione del doppio eterico dal corpo denso riesce difficile ed esso è incapace di allontanarsi dal Corpo Fisico al quale appartiene.

Unica eccezione a questo è ciò che accadeva agli inizi del secolo scorso quando c'erano delle medianità ad "effetti fisici" ove dal corpo dei medium fuoriusciva della sostanza eterica, chiamata "ectoplasma", che veniva utilizzata soprattutto dalle Entità che rivestivano momentaneamente il loro corpo astrale per manifestarsi in terza dimensione.

Va  ricordato  infine  che tale energia densa  benché  sia  invisibile alla vista ordinaria, è  tuttavia  di natura  puramente  fisica  e  avviene  talora  che  degli individui  ai quali sia stato amputato un arto possano ancora sentirselo integro e procurare loro varie sensazioni: di freddo, di caldo, di dolore o di prurito.

Il fenomeno, chiamato dalla scienza "arto fantasma", è dovuto al fatto che la parte eterica corrispondente all'amputazione non è stata asportata insieme a quella fisica quindi permane sempre la percezione della sua presenza concreta.


Dorian Vallejo

Il Corpo Astrale

Il fine principale di questo veicolo è di permettere le sensazioni, infatti è anche chiamato "corpo delle emozioni". Agisce inoltre da intermediario tra il Corpo Fisico e il Corpo Mentale.

Se l'Essere umano non ha alcuna consapevolezza del piano spirituale trae impulsi ed esperienze dal piano fisico. Questi segnali passano attraverso il Corpo Astrale e arrivano al Corpo Mentale Inferiore che li elabora in base a ciò che vede e sente a livello materiale.

L'individuo non ancora risvegliato, non avendo il discernimento che arriva dal Corpo Mentale Superiore (illuminato dallo Spirito) tende a giudicare affrettatamente azioni e fatti che avvengono sul piano fisico, i quali hanno in realtà tutt'altra motivazione, incorrendo quindi in madornali errori di cui dovrà poi pentirsi.

Quello che si recepisce a livello astrale, il più delle volte non corrisponde al vero. Ogni fatto dovrebbe essere considerato con la lente dello Spirito, non sotto la spinta effimera del momento. Solo Esso è in grado di valutare appieno le varie situazioni della vita, con Amore, con il giusto equilibrio che si astiene dal giudizio, con la pronta comprensione degli sbagli altrui.

Infatti, l'Essere proiettato verso un cammino spirituale, pur ricevendo segnali dal piano fisico ‒ che attraverso il veicolo Astrale passano a quello del Mentale Inferiore ‒ non si precipita a trarre conclusioni, ma attirando vibrazioni dall'alto, cioè dal Corpo Mentale Superiore, utilizza una maggiore visuale per non fermarsi all'apparenza (cfr. QUI e QUI) e va direttamente alla realtà delle cose. (Vedere nota finale).

L'energia che caratterizza la composizione di questo Corpo è più rarefatta di quella del Corpo Eterico, vale a dire che gli atomi sono più distanziati tra loro e vibrano su una frequenza più rapida. È stato condotto uno studio approfondito dai ricercatori di esoterismo ed è stato scoperto che il rapporto è di 1 atomo astrale ogni 49 del Corpo Fisico.

Così come l'etere si muove liberamente tra le particelle di materia densa, alla stessa maniera le particelle astrali vibrano tra quelle eteriche "ignorandosi" perfettamente pur occupando il medesimo spazio. Questo è dovuto ai diversi livelli di frequenza energetica.

È così che i vari piani dimensionali si interpenetrano l'un l'altro; pertanto un Essere che vive nel mondo astrale potrebbe occupare lo stesso spazio di una persona che abita sul piano fisico senza che nessuno dei due ne abbia coscienza e senza ostacolarsi a vicenda.




Questo dato di fatto dà la possibilità di spostarsi sul piano astrale con grande facilità durante il sonno (cfr. QUI, QUI e QUI) e raggiungere inimmaginabili distanze penetrando agevolmente attraverso ostacoli fisici come pareti e muri proprio perché la struttura atomica così distanziata di questo corpo permette di passare tra gli interstizi di quella fisico-eterica.

Ci si può domandare, forse con un po' di apprensione, se tutte le entità possono uscire ed entrare nell'intimità delle nostre case con tale naturalezza, e la risposta è no.

Infatti, l'Essere ancora involuto a livello spirituale permane quasi sempre, durante il sonno, sospeso a circa 50 centimetri di altezza sopra il proprio corpo addormentato, immerso nei suoi stessi pensieri.

D'altra parte non gli affiorerebbe neanche alla mente la possibilità di oltrepassare porte chiuse o volare alla velocità del pensiero superando mari e montagne, perché le sue concezioni si fondano solo sulla ragione umana ed egli le riterrebbe solo mere fantasticherie.

A proposito di velocità, va anche detto che per compiere il periplo della Terra con il veicolo astrale, che è pur sempre costituito da energia-materia, occorrono circa tre minuti del nostro tempo. Questo da un'indicazione di come, non appena la densità si alleggerisce, il concetto di spazio-tempo possa variare.

In ogni caso, se desideriamo una certa tranquillità nelle nostre case, è consigliabile, dopo un serio collegamento con il Divino, bruciare un po' di incenso naturale che alza il livello delle vibrazioni e purifica l'ambiente da eventuali ospiti indesiderati.

Dopo  aver  loro  aperto la porta,  questi  se  ne  andranno  per  i  motivi  sopraddetti e per la sopraggiunta incompatibilità con le nuove frequenze date dalla preghiera e dall'incenso stesso.

Non dimentichiamo però che siamo noi stessi a creare l'ambiente dove viviamo, con i nostri pensieri e con il nostro comportamento. Questi, attirano sempre per sintonia modi di essere analoghi, che potenziano quindi il nostro stato, sia nel Bene che nel Male. (Cfr. QUI).

Il Corpo Astrale per sua natura attrae vibrazioni forti, si alimenta di queste: basta pensare alla tendenza insana, da parte di molte persone, di scegliere rappresentazioni mostruose, film gialli, scene horror e via dicendo, per rendersi conto della verità di tale asserzione.

Ciò dimostra che l'Essere umano non ha ancora acquisito la capacità di saper equilibrare le vibrazioni astrali con quelle superiori provenienti dallo Spirito. Chi si lascia travolgere dalle emozioni nutre questo veicolo di energie dense e impedisce il raggiungimento dell'armonia animica al servizio del Sé Divino.

Per poter ottenere questo, è necessario però il potere creatore del pensiero, senza il quale il Corpo Astrale non può essere disciplinato, avvalorando quindi il principio generale che ciascun veicolo dell'Anima viene plasmato dalla Coscienza che lavora sul piano immediatamente superiore.




Il Corpo Mentale Inferiore e Superiore

Il sistema nervoso simpatico è legato al Corpo Astrale, mentre il sistema cerebro-spinale è connesso al Corpo Mentale.

Il  veicolo  della  mente è chiamato anche Manas;  deriva  dall'antica  lingua sanscrita la cui radice "Man"  significa "Pensare". Esso è costituito dal Mentale Inferiore e dal Mentale Superiore.

La maggior parte delle persone è incapace di separare l'Individuo nella sua interezza dalla mente, quindi per essa, la parte intellettiva viene identificata con l'Essere stesso. Ma non si deve nemmeno confonderla con il cervello che ne è il veicolo fisico.

L'atto del pensiero viene trasmesso dallo Spirito al Mentale che lo passa all'Astrale il quale, a sua volta, lo trasferisce al Corpo Fisico.

Il Corpo Mentale Inferiore è il veicolo dei concetti per lo più concreti e razionali (come quelli matematici); mentre il Mentale Superiore è lo strumento delle idee astratte ed intuitive.

L'Individuo, che non è a conoscenza del Sé Divino, non sa che può pensare svincolato dal suo stesso cerebro e quindi non è libero di agire nel piano mentale perché ritiene indispensabile la presenza del corpo fisico.

Per lui, il piano di terza dimensione è il solo reale. Di conseguenza tutti i fenomeni inspiegabili razionalmente, come i viaggi astrali, la telepatia, la chiaroveggenza e simili, sono suggestioni, allucinazioni, e fantasticherie.

Il Mentale Inferiore è collegato ai corpi più bassi; il Mentale Superiore a quelli più alti.

Gli strumenti del Mentale Inferiore sono il raziocinio e la logica; quelli del Mentale superiore sono l'Intuizione e la Conoscenza.

Il Mentale Inferiore si manifesta con l'abilità, la forza intellettuale, l'acutezza, la scaltrezza, il calcolo. Ne consegue che la ragione umana risulta limitata, e infatti agisce attraverso questo veicolo.

Tutto ciò che invece la trascende è sempre superiore e si esprime per mezzo della Intuizione, della Fede, della Conoscenza, e delle varie qualità spirituali.

Colui che è evoluto "SA"; non asserirà mai di "CREDERE"!




Naturalmente la difficoltà sul piano fisico è di darne la prova. Le precognizioni, la veggenza, la chiarudienza... sono sprazzi di Luce provenienti dall'Alto, dallo Spirito immortale dell'Uomo.

La peculiarità dell'Anima è di ricercare la Gioia, il Bello, la Felicità, ma quando manca  la  Consapevolezza  del  Sé Divino, l'umano  ha  la tendenza a soddisfare tutto questo dal Mentale Inferiore in giù, non sapendo che il meglio lo può trovare soltanto proiettandosi verso le dimensioni superiori.

La cosa più importante da imparare è di pensare individualmente, "con la propria testa", senza lasciarsi influenzare da chicchessìa e, quando la ragione non dovesse essere più sufficiente, bisogna affidarsi all'intuito, al sentire interiore.

Nel momento in cui il Corpo Mentale emette vibrazioni pensative crea delle onde concentriche come fa un sasso gettato in uno stagno. L'individuo, così, influenza continuamente gli altri con i suoi pensieri, e per questo li può rendere migliori o peggiori in rapporto alla qualità delle sue emissioni. (Cfr. anche QUI e QUI).

I giudizi, le critiche, i pettegolezzi, vanno ad inquinare tutta la materia mentale che lo attornia quindi danneggiano non soltanto lui, ma anche tutte le persone che gli sono vicine.

Se invece l'Essere ama gli altri, pur avvedendosi dei loro difetti, si asterrà da critiche e giudizi, ed emetterà dei pensieri di comprensione, di giustificazione e di Amore.

Così, man mano che effonderà tale emanazione sostanziale, potrà constatare un miglioramento delle mancanze altrui, perché queste non verranno ulteriormente appesantite da negatività; inoltre contribuirà ad operare grandi cambiamenti e ad equilibrare la pericolosità originata dall'emissione costante di pensieri di odio, di violenza, di giudizio e di critica.

Questi pensieri, infatti, possono portare a ribellioni, a violenze; trascinano le masse incoscienti e creano vere e proprie zone sataniche provocando terremoti, uragani e disastri simili.




Ci sono due modi per potersi difendere dalle emanazioni di questo tipo:

Il primo è per coloro che sono ancora agli inizi della ricerca spirituale e consiste nel crearsi con la mente un guscio luminoso intorno a sé, dotato di un'unica apertura alla sommità della testa, affinché possano entrare, almeno, le energie di soccorso dall'Alto.

Questa protezione può essere creata anche su altre persone spiritualmente deboli e inconsapevoli: per esempio i bambini, gli ammalati o le persone anziane, al fine di difenderle da influenze deleterie per loro.

È possibile signoreggiare il Corpo Mentale con l'allenamento e la buona volontà.

Se il Corpo Astrale è difficile da tenere a freno, a causa delle emozioni, il Corpo Mentale è ancora più ostico da imbrigliare perché è indispensabile saper governare e canalizzare saggiamente i propri pensieri.

Il Corpo Causale

Quest'ultimo rivestimento dello Spirito è formato da un'energia molto sottile e trasparente, prima di arrivare alla purezza totale della Monade.

È anche chiamato corpo semi-immortale, perché accompagna l'Essere in tutte le reincarnazioni (ved. QUI, QUI e QUI) mentre gli altri veicoli si riformano ogni volta che inizia una nuova esistenza sul piano fisico.

È come se avesse la funzione di un computer, di un centro della memoria: in esso rimangono impressi tutti i ricordi e le esperienze delle vite passate. È come se contenesse, in embrione, i "semi" delle virtù e dei vizi sperimentati nei percorsi vitali.

In questo modo, allorquando in ogni esistenza si perdono i vari corpi perché in procinto di prendere ancora materia, la struttura dell'Essere permane attraverso questi "germi" che daranno la nuova impronta personale ai nuovi "involucri" sottili.

Quando l'individuo sente la necessità di mettersi di nuovo alla prova sul piano fisico, pone in espansione questa volontà di rinascere, accingendosi a proseguire la dura scuola di terza dimensione, per evolversi correggendo gli errori fatti in precedenza.

Il Corpo Causale con i suoi "semi" inizierà allora a calamitare attorno a sé, correnti di energia mentale che addensandosi in nubecola daranno la forma evanescente a quello che sarà il novello individuo, come "risultato-sintesi" delle vite passate.




Dopodiché verrà attirata energia astrale dal piano omonimo, perfezionando sempre più la plasmatura in rapporto a quello che sarà il Karma scelto da superare.

Infine, verrà attratta l'energia eterica che supporterà magnificamente la formazione del feto e le esigenze dell'ambiente in cui dovrà nascere.

Per tutti i nove mesi della gravidanza, l'Anima entrerà ed uscirà dalla vagina della madre per "costruire la sua futura casa" per poi assumere il possesso definitivo del proprio veicolo fisico al momento della nascita. (Cfr. QUI).

Il pianto dei neonati, oltre il trauma e la fatica del "passaggio", sta a significare la sofferenza per l'improvvisa costrizione dell'Anima entro la materia densa e l'angoscia conseguente per ciò che di gravoso dovrà essere superato nell'arco esistenziale.

A volte è la Legge Divina che impone certe prove quando alcune Anime, ancora involute, sono molto riluttanti a sceglierle. Questo è il caso, a volte, dei parti e delle gravidanze difficili perché queste individualità ci ripensano, sono incerte se non addirittura ribelli a procedere nell'evoluzione.

Ovviamente tutto ciò avviene per Amore. Il Divino Genitore SA che queste Anime sono soltanto deboli, non avendo in sé stesse la forza per domandare la verifica concreta, quindi le incanala verso il loro percorso karmico, in rapporto alle loro capacità di sopportazione, al fine di accelerare il loro affinamento spirituale.

È l'Anima che sceglie i genitori quando decide di reincarnarsi e lo fa in base alla sintonia vibratoria, alle affinità caratteriali, ai gusti, ai motivi dovuti alla legge di Causa e di Effetto, ossia al Karma stesso.

In ogni caso entrerà in quella che si chiama "legge d'oblio" onde non intralciare, sovrapponendo con ricordi e drammi passati, la nuova vita che deve essere portata a compimento nel migliore dei modi.

Accade spesso che, proprio a causa di tale legge, molta gente si rivolta davanti al proprio tipo di vita trovandola ingiusta, senza sapere di averla optata, voluta, ed accolta in base alle proprie esigenze evolutive.

Quando queste Anime si troveranno fuori dall'involucro fisico, cosa che accade abbastanza spesso nei viaggi astrali, durante il sonno, in traumi ed incidenti diversi che a volte provocano anche il coma, si renderanno conto della Vera Realtà delle cose e della ragione della loro scelta.


James Lee

Nota finale

Per concludere, si consideri questo schema:


L'Istinto proviene dal Corpo Fisico.

L'Impulso irrompe dal Corpo Eterico-Astrale o emozionale.

L'Ispirazione arriva dal Corpo Mentale Inferiore come da quello Superiore, dunque bisogna riconoscerne la provenienza per non essere ingannati.

L'Intuizione giunge dal Corpo Causale influenzato dallo Spirito o Scintilla Divina.

Essa trascende la Ragione che risiede nel Mentale Inferiore e quindi il suo prodotto è sempre limpido e sicuro. L'Intuizione SA. (Cfr. QUI).


lunedì 14 novembre 2022

FALSA LETTERA a don Minutella. Gänswein SMENTISCE!

 


Sebirblu, 13 novembre 2022

A voler ben guardare l'attacco diabolico che continuamente perseguita senza pietà don Minutella si ha la conferma più sicura che la sua Opera, a difesa della Vera fede cattolica, è gradita a Dio.

L'ultima cattiveria, per dirla franca, viene da una falsa lettera che gli sarebbe stata recapitata da mons. Gänswein in risposta a quella inviatagli tre mesi fa dal coraggioso sacerdote, unitamente agli altri sette pastori del sodalizio sorto al suo seguito.

Don Alessandro, dopo aver ricevuto la raccomandata e averla esposta nella rubrica "Santi e caffè", pur con seri dubbi sulla sua autenticità, si era preso una pausa di riflessione e preghiera, mentre il bravo giornalista Andrea Cionci aveva prontamente scritto un articolo su "RomaIt" QUI, esibendo le prove della missiva truffaldina.

Ecco il video di don Minutella dove, a partire dal minuto 13:47 circa, mostra il malvagio affondo ricevuto, col turpe tentativo di farlo crollare moralmente e minare in tal modo la neonata alleanza sacerdotale postasi al servizio del "Piccolo Resto".




L'intraprendente articolista di "Libero" ha pure aderito all'intervista chiarificatrice offertagli da Fra' Bugnolo (QUI e QUI per conoscerlo meglio), che pubblico per tutti coloro che non hanno seguito la vicenda del "Codice Ratzinger", ossia il modo usato da Benedetto XVI per dichiarare al mondo la sua "prigionia" in "sede impedita", menzionata da me QUI, QUI, QUI e QUI*.

*(In questo link si trova, a piè pagina, l'intervento di mons. Gänswein presentato da don Minutella nel video, concernente la sua clamorosa testimonianza con parole assolutamente codificate).   



Ora, dal momento che ognuno può visionare l'articolo di Cionci QUI, a difesa della verità che svela l'inganno epistolare, nel frattempo ‒ notizia dell'ultimo minuto ‒ mons. Gänswein, rispondendo ad una precisa domanda di Petra Lorleberg della stampa tedesca QUI, ha smentito categoricamente di avere inviato la raccomandata, usando queste parole:

"Sono lieto di rispondere alla sua richiesta, e con fermezza: la lettera è un falso e una menzogna: Fake news pure e semplici!".

La clamorosa notizia, un perfetto auto-goal per gli accaniti sostenitori di Bergoglio, si è diffusa rapidamente su diverse testate italiane e straniere della rete, come su alcune emittenti del tipo "Radio Radio" QUI, o "Il Vaso di Pandora" QUI.

Tra i siti non poteva mancare quello di Marco Tosatti, noto vaticanista, che QUI, espone a tutta pagina lo scandalo della contraffazione. 

Si spera solo che mons. Georg Gänswein sporga denuncia alla polizia vaticana al fine di assicurare alla giustizia il vile e perverso falsificatore.

Certo è che tra i sospettati, come evidenzia l'arguta analisi di Cionci nel filmato,  spicca in particolare l'acerrimo nemico di don Minutella,  don Ariel S. Levi di Gualdo de «L'Isola di Patmos», che prontamente,  vista la mala parata, si è subito precipitato ad eliminare il trionfante quanto perfido articolo sulla vergognosa questione che però, essendo stato pubblicato da "Stilum Curiae", si può leggere QUI.

Chi volesse prendere atto della devianza diabolica di questo personaggio in talare non ha che dare un'occhiata ai suoi velenosi scritti, pieni di giudizi azzardati e turpiloqui indegni, che nemmeno uno scaricatore di porto userebbe mai; ved. QUI, QUI e QUI: il primo link è contro don Minutella e chi lo segue, il secondo contro Cionci e i suoi "vaneggiamenti" e il terzo, brevissimo ma assai eloquente, svela il linguaggio di bassa lega utilizzato da tale "prete".

Non è  da meno  l'arcinoto sito di  "Aléteia" che,  pur  aggiornando il pezzo  al  vetriolo di Giovanni Marcotullio QUI, non lesina le insinuazioni offensive sia verso don Minutella quanto dello stesso giornalista di "Libero", attirando persino commenti come questo:

Filippo ‒ 2022-11-10 ‒ 17:36

"L'ostinazione con la quale vi accanite contro Don Minutella è sconcertante. Dubbi, affermazioni senza prove al limite della diffamazione. Datevi una calmata".

Il filmato che segue conferma tutto ciò, ed è l'introduzione di don Alessandro al video successivo delle 18:30, in linea con Andrea Cionci e Fra' Alexis Bugnolo, che avrebbe dovuto essere trasmesso la sera prima, 10 novembre, ma è stato hackerato.

  



Riporto il testo di Andrea Cionci, inoltrato a Marco Tosatti al fine di pubblicarlo, con tutte le prove indirette a carico di don Ariel, seguendo la traccia lasciata sui pdf da lui esposti.


La Lettera di Gänswein, le Tracce del PDF
Un indizio verso l'Origine del Falso

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, riceviamo e pubblichiamo questo scritto di Andrea Cionci, che illustra gli indizi necessari per risalire all'origine della lettera ‒ falsa ‒ di mons. Gänswein a Minutella. Naturalmente, posto che l'articolo chiama in causa direttamente don Ariel Levi di Gualdo, Stilum Curiae si dichiara sin da ora disponibile ad ospitare una sua risposta. Buona lettura.


«Ieri pomeriggio, su Radio Domina Nostra, si è fatto il punto (video soprastante; ndr) sulla grave vicenda della lettera attribuita a Mons. Gänswein.

La mattina dell'8 nov. 2022, Don Minutella rende pubblica questa raccomandata da lui ricevuta su carta intestata dell'Arcivescovo, nella quale si legge:

"Il  Papa emerito  ha  sempre celebrato  la  Santa Messa  «in unione  con  il  nostro Papa Francesco», suo Successore, al quale ha promesso pubblicamente «devota e incondizionata obbedienza». Lei è in grave errore, come prova la pena della dimissione dallo stato clericale che Le è stata irrogata e che la Chiesa infligge molto raramente. Il Santo Padre emerito assicura preghiere per il Suo ravvedimento."

Mentre il teologo siciliano esprime alcuni dubbi sull'autenticità, don Ariel S. Levi di Gualdo subito dà l'esclusiva trionfante (QUI di nuovo il link del testo eliminato dal presbitero ma pubblicato da Tosatti; ndr) secondo cui Gänswein conferma proprio quegli stessi concetti che don Ariel stesso promana da tempo, e con toni molto accesi.

Sul suo sito l'Isola di Patmos, Levi evidenzia il pdf di questa lettera affermando di averla ricevuta poche ore prima da una «fonte di cui non avrebbe mai fatto il nome».

Subito dopo, lo scrivente, su RomaIT, illustra come la missiva sia palesemente falsa per via del mittente inesistente «Sg. Pe», un ovvio escamotage per non insospettire l'impiegato postale vaticano.

A ruota, viene deriso da Giovanni Marcotullio su Aléteia (pezzo che, nel frattempo, dopo la smentita del Segretario di papa Ratzinger, viene rivisto come sopra linkato; ndr) che gli dà dello "scriba di don Minutella" e "complottista che nega l'evidenza".

In seguito, però, lo stesso Mons. Gänswein su «Kath.net» smentisce, dicendo non solo che la lettera è un falso, (come documento fisico), ma è pure una menzogna, ovvero, anche il suo contenuto è falso: Benedetto, quindi, NON celebra in unione con Francesco e Don Minutella NON è in errore, né gli altri preti del Sodalizio Mariano.

Ancora su RomaIT QUI, lo scrivente produce ampia documentazione su come è stato prodotto il fake, ovvero scaricando la firma da una lettera del 2014 di Gänswein presente sul web e ripassandola col pennarello.

«Kath.net» terminava, tuttavia, il suo pezzo con una strana considerazione: "Inoltre, il destinatario della lettera non deve essere automaticamente il falsario" rived. QUI. A questa nota insulsa Marcotullio si attacca ( e aggrava; ndr) l'aggiornamento del suo articolo, ventilando la possibilità che possa essere stato lo stesso don Minutella a falsificare la lettera; cfr. QUI.

Nel popolo fedele a Benedetto XVI, ci sono però diversi esperti di informatica che, scaricando il pdf dal sito di don Levi, hanno recuperato i dati del file inviandoli allo scrivente.

Emerge (nell'ultimo video esposto; ndr), al min. 44, che il pdf pubblicato da don Ariel è stato prodotto il 7 novembre alle 20:03 con una licenza Word intestata ad "Ariel S. Levi di Gualdo ‒ presbìtero".



Il giorno 9, dopo i primi dubbi apparsi sulla stampa, sul link del sito "L'Isola di Patmos" questo pdf viene sostituito con un altro che reca stavolta, in giallo, la dicitura «copia dall'originale» ma che, nelle proprietà, riporta ancora Ariel Levi di Gualdo ‒ presbitero come «autore».

La licenza Word aveva questa intestazione almeno fin dal 2021, come risulta da un altro file, "Biografia" di don Levi, pubblicata tempo fa sul sito.

Un informatico spiega (sempre nell'ultimo video esposto; ndr) al min. 54:45, come i due pdf della lettera falsa siano rimasti, ancora il giorno 11, sul sito de "L'Isola di Patmos".

I fatti, dunque, sono questi: noi ci fermiamo qui, spetterà forse agli inquirenti scoprire chi è questo Mr. X, questa misteriosa «fonte» che, stando alle sue stesse dichiarazioni, forse don Levi continuerà a coprire, non facendone mai il nome, pure in presenza di un doppio reato penale: sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e falsa scrittura.

Siamo certi che qualche "una cum-bergoglian-sedevacantista" continuerà a sostenere teorie del tipo che don Minutella nel 2021 ha comprato un pc, intestando il Word abusivamente ad Ariel Levi di Gualdo per usarlo un anno dopo inviando allo stesso Levi una falsa lettera di Gänswein, in modo che la mandasse inconsapevolmente a don Minutella, così che quest'ultimo potesse sbugiardarlo grazie al suo "scrivano" Cionci.

Si arriverà anche a ciò, ma allora... se questo falsario fosse don Minutella, e visto che don Ariel afferma di conoscere il nome della sua fonte... perché ora Levi non ne fa il nome, visto il brutto tiro di cui sarebbe stato fatto oggetto?

Insomma: questo avvilente, tragicomico episodio sia di monito a tutti quelli che continuano a indugiare nella menzogna, nel dubbio ostinato, nelle trame maligne, nella violenza censoria, nel silenzio complice, nel compromesso di comodo, nell'odio verso il vero Vicario di Cristo, Benedetto XVI in sede impedita che – ovviamente ‒celebra in unione con se stesso "indegno servo".

Possiamo affermare questa realtà in modo categorico, proprio grazie a questa lettera, incrociando due dichiarazioni di mons. Gänswein.

La prima QUI, nella risposta di qualche settimana fa al bergogliano padre Willibald Zenkert: "Papa Benedetto non ha mai menzionato nessun altro nome nel Canone della Messa. Non ha mai nominato se stesso nel Canone".

Invece di dire semplicemente che "Benedetto celebra in unione con Francesco", come vorrebbe tanto sentirsi dire don Ariel, Gänswein ricorre a questa architettura lessicale geniale, perfettamente anfibologica.

Infatti, potrebbe voler significare sia che celebra (una cum Franciscus; ndr) in unione con Francesco, (non citando altro nome all'infuori di questo), sia che offici in unione con se stesso.

La formula liturgica usata dal papa nella Messa è "in comunione con me, Tuo indegno servo", quindi Benedetto XVI, recitandola, di fatto "non nomina se stesso" e neanche "alcun altro nome".

Ma se la "lettera falsa è una menzogna", non è vero, come vi si afferma, che Benedetto XVI celebra in comunione con Francesco. Così, per esclusione, resta solo che egli officia in comunione con se stesso. Fine della storia.

E Benedetto lo fa perché è il vero papa, rimasto in sede impedita, col munus, ma senza ministerium. E Bergoglio è un antipapa.»




Chiosa di Sebirblu

Un vecchio proverbio dice che "Dio non paga il sabato", e che quindi nessuno può sentirsi al sicuro dalle conseguenze che, quando meno le si aspetta, ricadranno su di lui, inesorabilmente, con i relativi interessi maturati per il male fatto.

Nel tempo antico, il sabato era giorno di paga, di mercede, e questo motto significa che l'Eterno non ha l'obbligo di rispondere ipso facto alla provocazione: la giustizia e la punizione divina prima o poi arrivano, a prescindere dal momento.

E queste agiranno tanto più pesantemente nei cuori degli uomini dove si annidano l'odio, l'invidia e la superbia, inducendoli ad uccidere e ad umiliare soprattutto gli esseri che si trovano sotto la somma protezione dell'Altissimo.

Se non è il Dragone infernale a governarli, non so proprio chi altri potrebbe essere!

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte del testo di Andrea Cionci, QUI.


venerdì 11 novembre 2022

Salvati da misteriose presenze di cani fantasma




Sebirblu, 11 novembre 2022

Questo articolo è dedicato in modo speciale a tutti coloro che hanno condiviso la vita con il migliore degli "amici" che essere umano possa avere: un cane.

E visto che anch'io ne ho avuto uno, posso comprendere la nostalgia e i dolci ricordi che affiorano alla mente nel ripercorrere i momenti vissuti con lui; gli sguardi e le tenerezze di cui ci ha fatto dono, tanto da rientrare a pieno titolo nel novero dei nostri familiari.

Che questa lettura riaccenda in voi la speranza di rincontrarlo un giorno... perché l'amore, quello vero, non si esaurisce con il cessare della vita fisica ma prosegue oltre... negli spazi infiniti.




L'uomo salvato dai fulmini

Frank Talbert, un agente immobiliare di Denver, nel Colorado, era sempre felice quando poteva trascorrere qualche giorno nella casetta di tre stanze che si era costruito sulle Montagne Rocciose. Quella volta avrebbe dovuto restare lì per dieci giorni, da solo, a lavorare nella sua proprietà.

La prima giornata era volata via rapidissima, e Frank decise di andare a letto presto. Prima di addormentarsi attizzò il fuoco che aveva acceso nel camino. Quella sera, poi, faceva particolarmente fresco perché si era già ai primi di ottobre e cominciava a piovere.

Così, si lasciò cullare dagli scrosci di pioggia, senza badare troppo ai tuoni che scuotevano il suo rifugio e ai lampi che rischiaravano il paesaggio. Non sapeva quanto avesse dormito, quando fu svegliato da un rumore fastidioso: fuori c'era un cane che abbaiava.

Egli si sedette sul letto, ascoltando attentamente. Lo udì ancora, e questa volta in lontananza. Stava per rimettersi a dormire quando i latrati sembrarono vicinissimi, proprio davanti all'ingresso.

Talbert pensò che l'animale si trovasse in difficoltà e che chiedesse aiuto, o molto semplicemente un ricovero per la notte. Aprì la porta, ma riuscì a vedere ben poco a causa della pioggia fittissima. Chiamò, ma non vi fu risposta alcuna.




Stava per chiudere nuovamente la porta quando un lampo gli fece intravedere il cane a circa cento metri da lui. Lo chiamò, ma invece di appressarsi, quello se ne andò pian piano, ululando pietosamente.

L'uomo arguì chiaramente che l'animale desiderava che lo seguisse e si chiese se non potesse essere una madre i cui cuccioli fossero esposti alla pioggia. Si infilò gli stivali e indossò il parka (giaccone impermeabile, foderato di pelliccia, con cappuccio; ndr), mentre il cane lo aspettava.

Frank riuscì ad avvicinarglisi fino a pochi passi prima che questo si allontanasse, evidentemente aspettandosi di essere seguito. Lo aveva intravisto abbastanza bene al lume della torcia per constatare che si trattava di un Setter rosso, con petto e collo bianchi.

Talbert gli si era accodato solo per pochi metri, quando all'improvviso ogni cosa intorno a lui rosseggiò ed una tremenda esplosione, assordante, scosse l'aria. Un fulmine aveva colpito il rifugio e la camera da letto si era incendiata.

Riuscì unicamente a salvare alcuni averi ma fu un lavoro faticoso a causa della pioggia e dell'oscurità, con la sola luce di qualche lampo occasionale. La maggior parte della piccola dimora era stata distrutta e non poté far altro che osservarne le fiamme dal suo camioncino.




Soltanto quando si preparò a partire per recarsi nel luogo abitato più prossimo, Frank si ricordò del cane. La pioggia era cessata, il cielo si era alquanto schiarito e la luna illuminava parzialmente la scena.

Egli cercò il Setter, ma era scomparso. E mentre lo cercava gli venne in mente che la folgore aveva colpito la camera da letto provocando l'incendio del materasso e delle coperte ed era questa la ragione per cui il fuoco era divampato così prepotentemente.

Se il cane non lo avesse svegliato e attirato fuori di casa, molto probabilmente sarebbe deceduto in quella stanza.

Quando raccontò la storia al vicino, l'uomo rimase perplesso: «Il cane che tu descrivi sembra Sandy», disse, scuotendo lentamente la testa. «Era una femmina di Setter con petto e collo bianchi...» «Si tratta certamente di lei... senza alcun dubbio.»

Mio Dio, dov'è? Le debbo la vita!», esclamò il sopravvissuto. Il confinante non disse nulla per parecchi minuti. Fissò Talbert e poi si lasciò cadere su una sedia. La sua voce era un sussurro mentre diceva: «Non è possibile Frank... Sandy è morta più di due mesi fa».

Ma allora, come poteva essere ancora fisicamente viva tanto da allontanare Frank Talbert dal pericolo? No, non ci si poteva sbagliare sul suo decesso; era stata sepolta nei pressi dell'abitazione del padrone.

Avrebbe potuto trattarsi di un altro Setter identico? Ciò era possibile, naturalmente, ma che abitasse nella stessa zona e che avesse le medesime caratteristiche di Sandy rendeva questa evenienza molto remota.

Ed anche la probabilità che si trattasse di un cane appartenente ad una sua cucciolata era da scartarsi perché Sandy era nata nel Texas ed era stata portata in Colorado quando aveva otto anni. Non aveva mai dato alla luce dei piccoli perché aveva subìto un'operazione atta ad impedirglielo.

Perciò, Talbert e noi non lo sapremo mai. Ma egli si ricordò del suo salvatore per lungo tempo. Il vicino gli diede una foto di Sandy. Frank la fece incorniciare e adesso la tiene sulla scrivania, a casa.




La gratitudine di Jeff verso il suo padrone.

Anche Robin Deland è certo di essere vivo grazie al provvidenziale ritorno sulla terra del suo affezionato amico a quattro zampe.

Stava guidando su una strada non asfaltata, stretta e piena di curve. Aveva appena imboccato un ripido pendio vicino alla cittadina di Gunnison quando, ad un tratto, scorse un cane in mezzo alla via.

L'animale rimase fermo, costringendolo a fermarsi a sua volta. Un istante più tardi, Robin restò raggelato perché aveva riconosciuto in esso il suo Collie, Jeff, che era deceduto sei mesi prima.

Egli sentiva di non sbagliare. Lo aveva trovato su un'autostrada ferito a morte, portato in ospedale e curato fino a quando non fu totalmente ristabilito; poi lo tenne con sé dodici anni.

L'uomo, perciò, rimase così turbato e sbalordito dalla presenza di Jeff da non ricordare di essere uscito dall'auto. Rammenta però di essergli andato incontro e di aver allungato la mano chiamandolo per nome.

Era in procinto di toccarlo... ma l'animale improvvisamente si volse e muovendosi lentamente andò verso l'apice della salita. Robin lo seguì, cercando ancora di avvicinarglisi per accarezzarlo.

E con sua grande sorpresa, arrivando in cima, si avvide che la strada terminava proprio in quel punto. Se fosse arrivato fin lassù, Robin Deland sarebbe sicuramente piombato nel vuoto con la sua auto.

Oggi, ripensando all'episodio, egli resta sempre più nella convinzione che il suo amico Jeff sia tornato dall'aldilà per salvargli la vita, riscattando il debito di gratitudine verso di lui, che l'aveva raccolto sull'autostrada strappandolo a morte sicura e tenuto così amorevolmente con sé.




Mac, il cane pompiere.

Vi furono parecchi testimoni agli eventi che strapparono la famiglia Peters da una sicura trappola mortale in una notte di dicembre di poco tempo fa.

Raymond e sua moglie Suzanne rientrarono presto a casa, perché stanchissimi. Ma erano rimasti svegli per l'intera nottata perché uno dei loro figli aveva male allo stomaco. Anche nelle due notti precedenti avevano fatto le ore piccole per calcolare le proprie imposte sul reddito.

Sognavano il letto e rammentano che quando si coricarono erano già quasi addormentati. Ma era scritto che pure in quella notte avrebbero dormito ancor meno.

Infatti, dopo circa quattro ore, i due coniugi sentirono un cane abbaiare. Raymond, ancora assonnato, ricorda di aver ordinato a Mac, il suo Scottie, di stare zitto mentre la moglie esclamava:

«Cosa diavolo ha?». Ma il cane insisteva. Raymond riferisce che non poté in alcun modo tornare a dormire perché un attimo dopo aver chiuso gli occhi il suo Mac aveva ripreso freneticamente ad abbaiare e proprio vicino al suo orecchio.

Allora si sedette sul letto ed esclamò:

«Dannazione, Mac... », pensando che il cane avesse la necessità urgente di uscire. Ma poi percepì odor di fumo...

Si svegliò completamente e saltò giù dal letto. La camera era chiusa e quando l'aprì, il fumo aveva già saturato il corridoio. Sentirono il calore dell'incendio sul soffitto; l'estremità dell'anticamera era già in fiamme, ma non aveva ancora raggiunto la stanza dove dormivano i bambini.

Allora li afferrarono mentre erano ancora nel sonno e fuggirono fuori all'aperto; fecero appena in tempo, perché alcuni minuti dopo la vecchia casa era avvolta dal fuoco.




Il vicino aveva prontamente chiamato i pompieri: anche lui era stato svegliato dai latrati del cane, perché in un primo tempo non aveva visto né fiamme, né fumo, uscire dall'abitazione.

L'animale abbaiava cosi forte, dichiarò, che all'inizio gli venne il pensiero che fosse dentro casa sua, ed è stato poi che, guardando fuori dalla finestra, aveva visto bruciare tutto.

Quando arrivarono i vigili del fuoco, l'edificio era quasi completamente distrutto ed essi cercarono, nondimeno, di circoscrivere l'incendio. Raymond e Suzanne persero ogni cosa, ma la loro famiglia si salvò.

Solo quando il confinante disse loro:

"Mio Dio, non ce l'avreste mai fatta se non fosse stato per il vostro cane. Non sapevo che ne aveste preso un altro dopo la scomparsa di Mac... Dov'è, Ray? È riuscito a scappare dalla casa?». I Peters si guardarono senza parole per qualche minuto.

Raymond non era molto sicuro di cosa avesse detto in quel momento, ma si ricordava di aver sentito il cuore fermarsi e la testa girargli.

Udì Suzanne mormorare: «Raymond... oh, Raymond», come se fosse sconvolta e lui stesso poi si era ricordato di aver aggiunto: «È stato Mac... conosco il suo modo di abbaiare...» E rispondendo all'uomo precisò: «No, non abbiamo avuto più nessun altro cane».




Quindi, non c'era necessità di cercarlo, perché se ne era andato tre mesi prima...

Relazione adattamento e cura di:


Brani scelti e tratti da:

"Anche gli animali vanno in Paradiso, storie di cani e di gatti oltre la vita" Ed. Mediterranee