martedì 29 dicembre 2020

Viganò: Prove Generali per l'Era dell'Anticristo!

 

Sebirblu 27 dicembre 2020

Riporto volontieri l'intervista a Mons. Carlo M. Viganò, pubblicata il 24 dicembre dal vaticanista Aldo Maria Valli, perché espone magistralmente lo scenario apocalittico che sta delineandosi sotto gli occhi ancora offuscati dei più.

Possa tale lettura, al termine di quest'anno orribile imposto all'umanità, aprire gli intelletti e i cuori di chi continua caparbiamente a "cibarsi" di tutto ciò che viene "somministrato" nelle TV dai media di regime, prezzolati dai "Poteri" sempre meno "Occulti" che governano il mondo.


Credito dell'immagine a "Bioblu24" - QUI.

«Cari amici di Duc in altum, Maike Hickson ha intervistato per LifeSiteNews Mons. Carlo Maria Viganò.

Il tema dal quale parte la conversazione – che qui vi propongo nella versione italiana – è il vuoto venutosi a creare nella Basilica Vaticana, dove ormai da mesi, come ha notato Armin Schwibach (poi ripreso dalla stessa Maike Hickson), Francesco non celebra più il Sacrificio eucaristico all'altare della Confessione, dopo la profanazione avvenuta con l'offerta presentata all'idolo detto 'Pachamama'».


Omnes dii gentium dæmonia. (Ps. 95, 5).

Maike Hickson: Eccellenza, in un mio recente articolo ho fatto notare che l'altare papale della Basilica Vaticana non viene utilizzato da quando fu profanato dall'offerta presentata all'idolo della Pachamama. In quella occasione, alla presenza di Bergoglio e della sua corte, fu compiuto un gravissimo sacrilegio. Quale è il suo pensiero in proposito?

«La profanazione della Basilica Vaticana nel corso della cerimonia conclusiva del Sinodo panamazzonico ha contaminato l'altare della Confessione, dal momento che sulla sua mensa è stato posto un vaso dedicato al culto infernale della Pachamama. Trovo che questa ed altre simili profanazioni di chiese e altari ripropongano in qualche modo altri gesti analoghi avvenuti nel passato e consentano di comprenderne la vera natura.»

A cosa si riferisce?

«Mi riferisco a tutte le volte in cui Satana si è scatenato contro la Chiesa di Cristo, dalle persecuzioni dei primi cristiani alla guerra di Cosroe contro Bisanzio, dalla furia iconoclasta dei maomettani al Sacco di Roma per mano dei lanzichenecchi, e poi la Rivoluzione francese, l'anticlericalismo dell'Ottocento, il comunismo ateo, i Cristeros in Messico e la Guerra civile in Spagna, fino agli esecrabili delitti dei partigiani comunisti durante e dopo la Seconda guerra mondiale e alle forme di cristianofobia che vediamo oggi in tutto il mondo.

Ogni volta, invariabilmente, la Rivoluzione – in tutte le sue molteplici varianti – conferma la propria essenza luciferina, lasciando emergere la biblica inimicizia tra la stirpe del Serpente e la stirpe della Donna, tra i figli di Satana e i figli della Vergine Santissima. Non si spiega altrimenti questa ferocia contro la Madonna e i suoi figli.

Penso in particolare all'intronizzazione della "Dea Ragione", che ebbe luogo il 10 novembre 1793 nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, in pieno Terrore. Anche in quella circostanza l'odio infernale dei rivoluzionari volle sostituire al culto della Madre di Dio il culto di una prostituta, eretta a simbolo della religione massonica, portata a spalle, su una portantina, e collocata in presbiterio. Le analogie con la Pachamama sono molteplici e rivelano la mente infernale che le ispira.




Non dimentichiamo che il 10 agosto 1793, pochi mesi prima della profanazione di Notre-Dame, era stata eretta in piazza della Bastiglia la statua della "Dea Ragione", nelle sembianze della dea egizia Iside: è significativo ritrovare questo richiamo ai culti dell'antico Egitto anche nell'orrido presepe che oggi campeggia in piazza San Pietro. Ovviamente le analogie che riscontriamo in questi eventi si accompagnano anche ad un elemento assolutamente nuovo.»

Vorrebbe spiegarci in cosa consiste questo elemento nuovo?

«Mi riferisco al fatto che mentre fino al Concilio – o, a voler essere indulgenti, fino a questo "pontificato" – le profanazioni e i sacrilegi erano compiuti da nemici esterni alla Chiesa, da allora gli scandali vedono coinvolti attivamente i vertici stessi della gerarchia, nel silenzio colpevole dell'episcopato e nello scandalo dei fedeli.

La  chiesa  bergogliana  sta  dando  di  sé  un'immagine  sempre  più  sconcertante,  in cui la negazione delle verità cattoliche si accompagna all'affermazione esplicita di un'ideologia intrinsecamente anticattolica e anticristica; e in cui non si nasconde nemmeno più il culto idolatrico di false divinità pagane – ossia dei demoni – che vengono propiziate con atti sacrileghi e profanazioni delle cose sacre.

Mettere quel vaso immondo sull'Altare della Confessione è un gesto liturgico, con una precisa valenza e uno scopo non solo simbolico. La presenza di un idolo della "madre terra" è un'offesa diretta a Dio e alla Vergine Santissima, un segno tangibile che spiega in qualche modo le molteplici esternazioni irriverenti di Bergoglio nei riguardi della Madonna.

Non vi è dunque da stupirsi se chi vuole demolire la Chiesa di Cristo e il papato romano lo faccia proprio dal più alto Soglio, secondo la profezia di Nostra Signora alla Salette: "Roma perderà la Fede e diverrà sede dell'Anticristo".

Mi pare che oggi non si possa più parlare di semplice "perdita della Fede", ma si debba prendere atto del passo successivo, che si esplicita in una vera e propria apostasia,  così  come  l'iniziale sovversione del culto cattolico con la riforma liturgica  si  vada evolvendo  in una forma di culto  che comporta  la sistematica  profanazione del Santissimo Sacramento – specialmente con l'imposizione della Comunione nella mano, col pretesto del Covid – e in un'avversione sempre più evidente nei riguardi dell'antica liturgia.


(La conferma di queste parole viene dalla testimonianza di don Leonardo Ricotta nel video seguente. Per gli smartphone cliccare QUI; ndr).


(Al contrario, il filmato che segue mostra il cardinale Bergoglio intento a distribuire caramelle... pardon... l'Eucaristia...  in Argentina! Cliccare QUI, per la visione sugli smartphone; ndr).




In sostanza, numerose forme di iniziale "prudenza" nel dissimulare i veri intenti dei novatori stanno venendo meno, rivelando la reale natura dell'opera dei nemici di Dio. Il pretesto della preghiera comune per la pace che ad Assisi legittimò lo sgozzamento di polli e altre abominazioni scandalose, oggi non serve proprio più, e si teorizza che la fratellanza tra gli uomini può prescindere da Dio e dalla missione salvifica della Chiesa.»

Qual è la sua valutazione degli eventi a partire dallo scorso ottobre 2019, in modo particolare l'abbandono del titolo di Vicario di Cristo da parte di Bergoglio, il fatto che non abbia più celebrato all'altare papale e la sospensione della celebrazione pubblica della Messa a Santa Marta?

«Il principio filosofico secondo il quale "Agere sequitur esse" ci insegna che ciascuno si comporta conformemente a come è. Chi rifiuta di farsi chiamare Vicario di Cristo evidentemente ha la percezione che questo titolo non gli si confaccia, o addirittura guarda con disprezzo all'eventualità di essere Vicario di Colui che con le parole e i fatti dimostra di non voler riconoscere e adorare come Dio. O più semplicemente non considera che il proprio ruolo al vertice della Chiesa debba coincidere con il concetto cattolico del papato, ma con una sua versione aggiornata e "demitizzata".

Nel medesimo tempo, non considerandosi Vicario di Cristo, Bergoglio può anche esimersi dal comportarsi come tale, adulterando con disinvoltura il magistero e dando scandalo all'intero popolo cristiano.

Celebrare in pontificalibus all'altare eretto sulla tomba dell'apostolo Pietro farebbe scomparire l'argentino, metterebbe in ombra le sue eccentricità, quell'espressione perpetuamente disgustata che non si perita di dissimulare ogniqualvolta celebra le funzioni papali: molto meglio primeggiare sul sagrato deserto di San Pietro, in pieno lockdown, riservando a sé l'attenzione dei fedeli altrimenti rivolta a Dio.» (Cfr. QUI).



Lei riconosce quindi il valore “simbolico” degli atti di papa Francesco?

«I simboli hanno un loro valore preciso: fu simbolica la scelta del nome, la decisione di vivere alla Domus Santa Marta, l'abbandono delle insegne e delle vesti proprie del romano pontefice, come la mozzetta rossa, il rocchetto e la stola, o lo stemma papale sulla fascia.

È simbolica l'enfasi ossessiva su tutto ciò che è profano, ed altrettanto simbolica l'insofferenza verso tutto ciò che simbolicamente richiama contenuti specificamente cattolici. È forse simbolico il gesto con cui, all'epiclesi della Consacrazione della Messa, Bergoglio ogni volta copre completamente il calice, lo tappa con la mano, quasi a voler impedire l'effusione dello Spirito Santo.

Così, come nell'atto di inginocchiarsi dinanzi al Santissimo Sacramento si testimonia la fede nella Presenza Reale e si compie un atto latreutico nei confronti di Dio, nel non inginocchiarsi davanti al Santissimo, Bergoglio proclama pubblicamente di non volersi umiliare dinanzi a Dio, mentre non ha alcun problema a mettersi carponi davanti a degli immigrati o a funzionari di una repubblica africana.

E nel prostrarsi davanti alla Pachamama alcuni frati, suore, chierici e laici hanno compiuto un atto di vera e propria idolatria, onorando indebitamente un idolo e rendendo culto a un demone. I simboli, i diversi segni, i gesti rituali sono dunque lo strumento tramite il quale la chiesa bergogliana si manifesta per ciò che è. (Cfr. QUI e QUI ma anche QUI; ndr).

Tutti questi "riti" della nuova chiesa, queste "cerimonie" più o meno accennate, questi elementi presi in prestito da liturgie profane non sono casuali. Essi costituiscono uno dei passaggi della 'Finestra di Overton' verso l'accettazione di quello che in realtà Bergoglio  aveva  già  teorizzato  nei suoi interventi e negli atti del suo "magistero".

D'altra parte lo stregone che fa il segno di Shiva sulla fronte di Giovanni Paolo II e il Buddha adorato sul tabernacolo di una chiesa di Assisi si comprendono nella loro perfetta coerenza con gli orrori odierni, esattamente come in ambito sociale prima di considerare accettabile l'aborto al nono mese si è dovuto legittimarlo in casi più limitati, e prima di legalizzare l'unione tra persone dello stesso sesso si è con molta prudenza preferito lasciar credere che la tutela della sodomia non avrebbe messo in discussione l'istituto del matrimonio naturale.»




Vostra Eccellenza ritiene quindi che questi eventi avranno uno sviluppo ulteriore?

«Se il Signore, Sommo ed Eterno Sacerdote, non si degnerà di porre fine a questa azione di pervertimento generale della gerarchia, la Chiesa cattolica verrà sempre più oscurata dalla setta che le si sovrappone abusivamente.

Noi confidiamo nelle promesse di Cristo e nella speciale assistenza dello Spirito Santo, ma non dobbiamo dimenticare che l'apostasia dei vertici della Chiesa fa parte degli eventi escatologici e non potrà essere evitata. (Cfr. QUI; ndr).

Ritengo che le premesse poste finora – e che rimontano in buona parte al Vaticano II – conducano inesorabilmente in modo sempre più esplicito verso una "professione di apostasia" dei vertici della chiesa bergogliana.

Il Nemico esige fedeltà dai suoi servi e se all'inizio pare accontentarsi di un idolo di legno adorato nei giardini vaticani o di un'offerta di terra e piante posta sull'altare di San Pietro, a breve egli pretenderà un culto pubblico e ufficiale, che sostituisca il Sacrificio perpetuo. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

Si concretizzerebbe cioè quello che profetizzò Daniele a proposito dell'abominazione della desolazione che sta nel luogo santo. Faccio notare l'espressione precisa della Sacra Scrittura:

"Cum videritis abominationem desolationis stantem in loco sancto"; è scritto chiaramente  che  questo abominio  starà, si troverà cioè in una posizione di sfrontata e arrogante imposizione di sé nel luogo che le è più alieno ed estraneo. Sarà uno sfregio, uno scandalo, una cosa inaudita dinanzi alla quale mancano le parole di condanna.»

Cosa ci aspetta, se le cose continuano in questa direzione?

«Quello a cui stiamo assistendo rappresenta, a mio parere, la prova generale per la instaurazione del regno dell'Anticristo, che sarà preceduto dalla predicazione del Falso Profeta, il Precursore di colui che compirà la persecuzione finale contro la Chiesa prima della vittoria definitiva e schiacciante da parte di Nostro Signore.


Jon McNaughton

Il "vuoto simbolico" dell'altare papale non è solo un monito per quanti fingono di non vedere gli scandali di questo "papato".

Esso è in qualche maniera un modo con cui Bergoglio vuole abituarci a prendere atto di una mutazione sostanziale del papato e della Chiesa stessa; a vedere in lui non già l'ultimo di una lunga serie di romani pontefici ai quali Cristo ha ordinato di pascere le sue pecore e i suoi agnelli, ma il primo capo di una multinazionale filantropica che usurpa il nome di "Chiesa cattolica" solo perché gli consente di godere di un prestigio e di un'autorità difficilmente eguagliabili, anche in tempi di generale crisi religiosa.

Il paradosso è quindi evidente: Bergoglio sa che può distruggere efficacemente la Chiesa e il papato solo se viene riconosciuto come papa; ma allo stesso tempo non può esercitare il papato nel senso stretto del termine, perché così facendo dovrebbe necessariamente parlare, comportarsi e apparire come il (legittimo; ndr) Vicario di Cristo e il Successore del Principe degli Apostoli.

È lo stesso paradosso che vediamo in ambito civile o politico, dove chi è costituito in autorità per governare la cosa pubblica e promuovere il 'bonum commune' è allo stesso tempo emissario dell'élite e ha il compito di demolire la Nazione e violare i diritti dei cittadini. Dietro a 'Deep State' e 'Deep Church' vi è sempre il medesimo ispiratore: Satana.»

Cosa possono fare i laici e il clero per scongiurare questa corsa verso il baratro?

«La Chiesa non appartiene al Papa, e men che meno ad una conventicola di eretici e fornicatori che con l'inganno e la frode è riuscita ad arrivare al potere. Dobbiamo quindi unire la nostra fede soprannaturale nell'azione costante di Dio in mezzo al Suo popolo con un'opera di resistenza, così come consigliato dai Padri della Chiesa:

"Il Cattolico ha il dovere di opporsi alle infedeltà dei suoi Pastori, perché l'obbedienza che egli deve loro è finalizzata alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime."

Denunciamo quindi tutto quello che rappresenta un tradimento della missione dei Pastori, implorando il Signore di abbreviare questi tempi di prova. E se un giorno dovessimo sentirci dire da Bergoglio che per rimanere in comunione con lui dobbiamo compiere un atto che offende Dio, avremo un'ulteriore conferma che costui è un impostore, e che come tale non ha alcuna autorità.



Preghiamo, quindi. Preghiamo tanto e con fervore (cfr. QUI; ndr), memori delle parole del Salvatore e della Sua vittoria finale. Saremo giudicati non per gli scandali di Bergoglio e dei suoi complici, ma per la nostra fedeltà all'insegnamento di Cristo: una fedeltà che inizia dalla vita in grazia di Dio, dalla frequenza ai Sacramenti, dai sacrifici e dalle penitenze che offriamo per la salvezza dei Ministri di Dio.»

Qual è il suo auspicio per il prossimo Natale?

«Il mio augurio è che questi tempi di prova ci permettano di vedere che dove non regna Cristo Re,  si instaura  inevitabilmente  la tirannide di Satana;  dove non regna la Grazia, si diffonde il peccato e il vizio; dove non si ama la Verità si finisce per abbracciare l'errore e l'eresia.

Se molte anime tiepide non hanno saputo finora rivolgersi a Dio riconoscendo che solo in Lui possono trovare la piena e perfetta realizzazione della loro esistenza, forse possono ora capire che senza Dio la nostra vita diventa un inferno.

Come i pastori si prostrarono in adorazione ai piedi del Re Bambino, deposto nella mangiatoia ma significativamente rivestito delle fasce che nell'antichità erano prerogativa dei sovrani, così noi dobbiamo raccoglierci in preghiera attorno all'altare – fosse pure in una soffitta o in una cantina per sfuggire alla persecuzione o ai divieti di assembramenti – perché anche nella povertà di una cappella clandestina o di una chiesetta abbandonata il Signore scende sull'altare ad immolarsi misticamente per la nostra salvezza.

E preghiamo di poter vedere il giorno in cui un Papa tornerà a celebrare il Santo Sacrificio all'Altare della Confessione, nel rito che Nostro Signore insegnò agli Apostoli e che essi tramandarono intatto nei secoli. Sarà anche quello un simbolo della restaurazione del Papato e della Chiesa di Cristo.»



Post Scriptum

Vorrei segnalare due interessanti interviste fatte da "Vox Italia Tv" con Francesco Toscano e "Byoblu24" di Claudio Messora a Don Alessandro Minutella, QUI e QUI, che hanno ricevuto migliaia e migliaia di visualizzazioni.

Diffondo la notizia perché il notevole coraggio di questi consacrati ‒ Mons. Viganò, ex Nunzio Apostolico degli Stati Uniti ora in clandestinità e Don Minutella con ben due lauree in teologia, ex parroco di Palermo, doppiamente scomunicato dalla Falsa Chiesa di Bergoglio senza processo (ved. QUI e QUI) ‒ sta sfidando a viso aperto i "Poteri mondiali" che sono ormai strettamente legati fra loro, come dimostra l'ultimo passo dello pseudo-papa nell'alleanza con i "Guardians" della Terra, ved. QUI.

Questo, per rendere omaggio e i migliori auguri, insieme a molti miei lettori concordi, a questo impavido sacerdote siciliano che proprio oggi festeggia il 21° anniversario della sua prima Messa. (QUI il suo sito).

Se anche i noti vaticanisti Aldo Maria Valli, Marco Tosatti e il giornalista di Libero Quotidiano, Andrea Cionci (QUI), si sono occupati di Don Alessandro e del suo ultimo libro "Pietro dove sei?" (ved. QUI e QUI, in cui si trova pure un'altra intervista in lingua spagnola ma comprensibilissima nel video a seguire), vuol dire che se lo merita!!! (Chi non dovesse visualizzarlo sullo smartphone clicchi QUI).



Che Dio la benedica Don Alessandro per l'Opera che unitamente al prezioso aiuto di Don Enrico Roncaglia e Don Enrico Bernasconi sta compiendo nel Nome di Nostro Signore e della Sua S.S. Madre per sostenere i cattolici VERI!

GRAZIE di CUORE!

Sebirblu.blogspot.it

Fonte dell'articolo su Mons. Viganò: aldomariavalli.it


venerdì 25 dicembre 2020

La Luce avanza! Rendendo ancor più ciechi i ciechi.




Sebirblu, 25 dicembre 2020

Ripropongo nella Santa Notte magica di Nostro Signore una chicca preziosissima lasciataci da Pietro Ubaldi (ved. QUI) affinché chiunque desideri innalzarsi verso il Sublime, abbia una traccia per poterlo fare: 

‒ A ricordo del passato, una dolce Luce albeggia all'orizzonte del mondo fenomenico. Nel triste grembo della sua indifferenza, il pianeta si prepara ad accogliere, ancora una volta, la Ricorrenza Sacra che i più ormai rigettano, trattenendone soltanto il lato formale.

Il momento è solenne. L'Universo assiste alla genesi della Meraviglia suprema, maturata nel suo seno attraverso incommensurabili periodi di lenta preparazione, quasi conscio da quale sforzo titanico della Sostanza scaturisca nel suo punto culminante,  la  sintesi  massima:  la Via,  la Verità,  la Vita.

Viene alla luce il Raggio regale più mirabile e bello, in cui limpido traspare il concetto della Legge d'Amore e il pensiero dell'Altissimo.

Dio, sempre presente nel profondo delle cose, si mostra chiaramente, e la Sua strabiliante apparizione, nella fitta oscurità raggiunta dal genere umano, si avvicina alle Sue creature.

Il  cuore  e  la mente, sfioranti regioni sempre più alte, erompono  in un  inno  di  lode al Creatore; la voce si fonde nel canto immenso di tutto il Creato.

Di fronte al Mistero, nell'attimo supremo della Manifestazione, tutto diventa espansione  mistica,  l'arida  enunciazione  si  accende pervasa  dal  soffio  sublime.

Nel momento più buio della notte aleggia negli spazi un alito divino. Seguendo il cammino della Stella, la vibrazione-pensiero si illumina percorsa dall'Immenso... e si raccoglie in preghiera:




"Ti adoro, recondito Io dell'Universo, Anima del Tutto, Padre mio e Padre di tutte le cose, respiro mio e respiro di tutte le cose.

Ti adoro, indistruttibile Essenza, sempre presente, nello spazio, nel tempo ed oltre, nell'Infinito.

Padre, ti amo, anche quando il Tuo respiro è dolore perché il Tuo dolore è Amore; anche quando la Tua Legge è fatica, perché la fatica che la Tua Legge impone è la via delle ascensioni umane.

Padre, mi immergo nella Tua Potenza, in essa mi riposo e mi abbandono, alla Sorgente io chiedo l'alimento che mi sostenga.

Ti cerco nel profondo ove Tu sei, donde mi attrai. Ti sento nell'Infinito ove non giungo e donde mi chiami.

Non Ti vedo, eppure mi accechi con la Tua luce; non Ti odo, eppure sento il suono della Tua voce; non so ove Tu sia, eppure Ti incontro ad ogni passo; Ti dimentico e Ti ignoro, eppure Ti ascolto in ogni mio palpito.

Non so individuarti eppure verso di Te gravito, come gravitano tutte le cose, verso di Te, centro dell'Universo.

Potenza invisibile che reggi i mondi e le vite, Tu sei nella Tua Essenza, al di sopra di ogni mia concezione.

Che sarai Tu mai, che io non so descrivere e definire, se il solo riflesso delle Tue opere mi acceca?

Che sarai Tu mai se già mi stupisce l'incommensurabile complessità di questa Tua emanazione, piccola scintilla spirituale che tutto mi anima?

L'uomo Ti insegue nella scienza, Ti invoca nel dolore, Ti benedice nella gioia. Ma nella grandezza della Tua potenza come nella bontà del Tuo Amore Tu sei sempre oltre, oltre tutto il pensiero umano, al di sopra delle forme e del divenire, un lampo nell'Infinito.

Nel muggito della tempesta è Dio, nella carezza dell'umile è Dio; nell'evoluzione del turbine atomico, nel lancio delle forme dinamiche, nel trionfo della vita e dello Spirito è Dio.

Nella gioia e nel dolore, nella vita e nella morte, nel bene e nel male è Dio; un Dio senza confini, che tutto comprende e stringe e domina, anche le apparenze dei contrari, i quali guida ai suoi fini supremi.

E l'Essere sale, di forma in forma, anelante di conoscerTi, ansioso di una sempre più completa realizzazione del Tuo pensiero, traduzione in atto della Tua Essenza.

Io Ti adoro, supremo Principio del Tutto, nella Tua veste di materia, nella Tua manifestazione di energia; nel perenne rinnovellarsi di forme sempre nuove e sempre belle, io adoro Te, Concetto, sempre nuovo e buono e bello, inesauribile Legge animatrice dell'Universo.

Ti adoro, gran Tutto, sconfinante oltre tutti i limiti del mio Essere.

In questa adorazione mi anniento e mi alimento, mi umilio e mi accendo, nella grande Unità mi fondo, e nella grande Legge mi coordino, perché la mia azione sia sempre armonia, ascensione, preghiera, amore."




Così pregate, nel silenzio delle cose, guardando soprattutto verso il profondo che si trova dentro di voi.

Pregate con animo puro, con slancio intenso, con fede potente, e la radiazione animica, armonicamente sintonizzata con la grande vibrazione, conquisterà gli spazi.

E una voce udrete, di conforto, raggiungervi dall'Infinito.

Pietro Ubaldi 

Post Scriptum di Sebirblu

Auguro a tutti voi, gentili Lettori, un sereno S. Natale ed un migliore anno nuovo, ringraziandovi della squisita attenzione che prestate al mio blog, onorando così il mio lavoro.

Vi offro altresì, in questo speciale tempo critico, un particolare e toccante ricordo della notte di Natale 2016 nella Cattedrale di Notre-Dame de Paris, quando ancora la bellissima Basilica era intatta dalla devastazione subita. (Cfr. QUI e QUI). Coloro che non dovessero visualizzare il video sullo smartphone, clicchino QUI.

 


Avviso: se qualcuno fosse interessato, Don Alessandro Minutella celebrerà la Messa solenne di Natale sulla rete TV digitale terrestre "BOM Channel" canale 68 ‒ alle ore 16 di oggi.  (Su Sky al can. 5068). QUI il suo sito.  

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: "La Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi  Ed. Mediterranee

martedì 22 dicembre 2020

PROFETICO il Messaggio di Natale di Pietro Ubaldi




Sebirblu, 22 dicembre 2020

A voi Lettori cari, che seguite le mie pubblicazioni con il cuore più che con la mente, ridedico questo messaggio incommensurabile trasmesso da un Essere straordinario che mise a disposizione tutto di sé per servire l'Altissimo: Pietro Ubaldi (QUI).

Sebbene risalga al lontano Natale 1931, il tempo non ne può attenuare la potenza perché essa proviene dalle regioni in cui l'Eterno Presente è in atto, né tanto meno può scalfirne l'efficacia per il suo contenuto di profonda natura profetica. (Cfr. QUI).

È un alimento per l'Anima  che "affaticata e stanca" necessita  della linfa vitale  per non abbandonarsi all'incalzare ineluttabile degli eventi senza speranza alcuna. (Ved. QUIQUI e QUI).

Da questa lettura, essa  ne trarrà grande e nuovo vigore, preparandosi ad assaporare il meraviglioso cambio dimensionale che la pervaderà innalzandola a più alti livelli di vita. (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI).

Desidero porgere questo dono alla "Perla" nascosta che vive in ognuno di voi, in quello scrigno ineffabile che ospita l'Essenza Divina e che ci unifica tutti in una sola Coscienza. (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI).




Messaggio di Natale

Nel silenzio della notte sacra, ascoltaMi. Lascia ogni sapere, i ricordi, te stesso, tutto dimentica, abbandonati alla Mia voce, inerte, vuoto, nel nulla, nel silenzio il più completo dello spazio e del tempo. In questo vuoto odi la Mia voce che dice: "Sorgi e parla - Sono Io".

Esulta della Mia presenza: essa è gran cosa per te, è un gran premio che hai duramente meritato; è quel segno che tanto hai invocato di quel più grande mondo nel quale Io vivo e in cui tu hai creduto.

Non domandare il Mio nome, non cercare di individuarmi. Non potresti, nessuno potrebbe; non tentare inutili ipotesi. Tu Mi conosci lo stesso.

La Mia voce così dolce per te, così amica per tutti i piccoli che soffrono nell'ombra, sa essere anche tremenda e tonante come mai tu Mi sentisti. Non ti preoccupare; scrivi.

La Mia Parola va diritta nel profondo della coscienza e tocca l'Anima di chi ascolta, sul vivo. Sarà udita solo da chi si è reso capace di udirla. Per gli altri andrà perduta nel vociare immenso di tutti. Non importa; deve essere detta.

Io parlo oggi a tutti i giusti della Terra e li chiamo da ogni parte del mondo perché riuniscano le loro aspirazioni e preghiere e ne facciano un fascio che salga verso il Cielo.

Nessuna barriera di Religione, di Nazione o di Razza li divida. Perché presto una sola sarà la divisione tra gli uomini: quella del giusto e dell'ingiusto. La divisione è nell'intimo della coscienza e non nella vostra esteriorità visibile.

Tutti quelli che sinceramente vogliono, possono comprendere e ciascuno, da solo, senza che il vicino possa vedere, saprà "Chi" è. La Mia Parola è universale, ma è anche appello intimo, personale, ad ognuno. Molti la riconosceranno.

Un gran rivolgimento si approssima nella vita del Pianeta. Questa Mia è una voce; ma ne saliranno presto sempre di più forti e fitte da tutte le parti del mondo perché il consiglio non sia mancato a nessuno. Non temere; scrivi, guarda.




Guarda la traiettoria degli eventi umani come si delinea nell'avvenire: quando non si è chiusi nella ferrea gabbia dello spazio e del tempo si vede "naturalmente" il futuro. Ma ciò che ti mostro è anche logico, secondo la vostra deduzione umana, quindi a voi comprensibile.

I popoli, come gli individui, hanno una responsabilità nello sviluppo storico, dallo svolgimento conseguente, secondo un concatenamento di cause che, se è libero nelle premesse, diventa necessario nelle ripercussioni.

La Legge di Giustizia, aspetto della misura universale, secondo cui tutto avviene - anche nel vostro mondo - vuole che l'equilibrio sia ricostruito e che le colpe e gli errori debbano essere corretti attraverso il dolore.

Ciò che voi chiamate male e ingiustizia è ovvia e giusta reazione che neutralizza gli effetti delle vostre opere. Tutto è voluto, tutto è meritato anche se voi non siete in grado di ricordare il come e il quando.

Il dolore abbonda nel vostro mondo perché è mondo selvaggio, luogo di pena e di prova, ma non temetelo. Esso è l'unica cosa di veramente grande che voi abbiate laggiù perché è lo strumento che possedete per il personale riscatto e liberazione. "Beati coloro che soffrono", il Cristo vi ha detto.

L'evoluzione della scienza, principale prodotto del vostro tempo, continuerà ancora per progredire nella materia. Accumula intanto le energie, la ricchezza, i mezzi per una nuova grande conflagrazione.

Immaginate a qual punto arriverà il progresso meccanico ancora protratto, se tanto ha già fatto in pochi anni! Veramente non vi saranno più distanze e la società dei popoli sarà così intercomunicante da formare una società sola.

Ma la mente umana cambia direzione ogni tanto, vive di cicli o di periodi, poiché in ognuno di questi deve affrontare un problema diverso. II futuro contiene non continuazioni ma mutamenti, conseguenza di un processo naturale di saturazione.

Il vostro progresso scientifico tende a divenire e diverrà così ipertrofico - perché non bilanciato da un parallelo progresso morale - tanto che l'equilibrio negli eventi storici non potrà più mantenersi.




Il dominio dell'uomo sulle forze naturali è andato e andrà sempre crescendo senza alcun precedente nella storia; un potere immenso al quale non siete moralmente preparati, perché la vostra psicologia è purtroppo, sostanzialmente, quella del tenebroso Medio Evo.

Un potere troppo grande e troppo nuovo per le vostre mani inesperte. L'uomo acquisirà un tale senso di orgoglio e di forza che si tradirà.

La difformità tra la vostra potenza e il livello etico della vostra vita si accentuerà sempre più poiché ogni momento che passa è per voi, ormai lanciati in questa direzione, irresistibilmente giorno di progresso materiale.

Le idee sono lanciate nel tempo, con una mossa propria, come i bolidi nello spazio. Io vedo un innalzarsi lento ma costante della tensione che prelude all'inevitabile scoppio della folgore.

L'esplosione è l'ultima conseguenza, anche secondo la vostra logica, di tutto il movimento. Sproporzione e squilibrio non possono durare; la Legge vuole che si risolvano in un nuovo equilibrio.

Come l'ultima molecola di ghiaccio fa crollare l'iceberg gigantesco, così da una scintilla qualsiasi nascerà l'incendio. Una volta i cataclismi della storia, vivendo i popoli isolati, potevano rimanere circoscritti, ma non ora. Molti Esseri che nascono oggi, vedranno...

La distruzione però è necessaria. Sarà annientamento solo di ciò che è forma, incrostazione, cristallizzazione, di tutto ciò che deve cadere, perché resti solo il concetto che sintetizzi il valore delle cose.

Un enorme lavacro di dolori è indispensabile perché l'Umanità ritrovi l'armonia liberamente violata; grande male, condizione di un bene maggiore.

Poi l'Umanità purificata, alleggerita, più selezionata per aver perduto i suoi elementi peggiori, si raggrupperà intorno agli ignoti che oggi soffrono e seminano in silenzio e riprenderà rinnovata il cammino ascensionale.




Inizierà una Nuova Era in cui sarà lo Spirito a dominare e non più la materia ridotta in schiavitù. Allora imparerete a vederCi e ad ascoltarCi; Noi scenderemo in folla e voi vedrete la Verità. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

Per ora basta. Va, riposa. Tornerò; ma ricorda che la Mia Parola è parola di Bontà e solo uno scopo di bontà potrà attirarMi. Là dove esisteranno la semplice curiosità, il desiderio di emozioni o la superficiale e scettica indagine scientifica, Io sarò assente.

Soltanto la Bontà, l'Amore, il Dolore, mi attraggono. Io presiedo al progresso spirituale del vostro Pianeta e al fine di tale progresso è consona maggiormente un'opera buona che una scoperta scientifica.

Non chiedete la prova del prodigio quando potete avere quella della Ragione e della Fede. È la vostra bassezza che vi porta ad ammirare come segno di verità e di potenza l'eccezione che vìola l'Ordine Divino.

Se ciò può stupire e convincere voi, anarchici e ribelli, per Noi, in Alto, essa è la più stridente e offensiva dissonanza, è la violazione più ripugnante di quell'Ordine supremo in cui riposiamo, nella cui sintonia vibriamo contenti.

Non cercate una simile prova, ma trovatela nella qualità delle Mie parole.

A tutti dico: PACE!"


venerdì 18 dicembre 2020

Moloch e Pachamama in simbiosi fagocitano il Mondo

 


Sebirblu, 17 dicembre 2020

Nello scenario apocalittico che sta emergendo sempre più nitido davanti agli occhi disincantati di chi collegato col Cielo ne coglie i risvolti drammatici e via via meno nascosti, avanzano ora appaiate le due "bestie di mare e di terra" così bene descritte da Giovanni in Ap. 13.

Già in altri articoli ho toccato questo tema, QUI, QUI, QUI QUI e QUI ma, vista l'accelerazione che hanno preso gli eventi, proseguo nell'evidenziarne i contorni man mano che si delineano all'orizzonte.

Tornando  leggermente  indietro  nel  tempo,  forse  nessuno  ha  notato  l'importanza del 27 settembre dell'anno scorso a Roma, quando è stata inaugurata la mostra: "Carthago. Il Mito immortale".

Ad accogliere i visitatori all'ingresso del Colosseo c'era una terribile statua del dio legato ai culti fenici e cartaginesi: la ricostruzione dorata del Moloch, proveniente dal museo del cinema di Torino, e utilizzata nel vecchio film-muto "Cabiria" del 1914, che era diretto da Giovanni Pastrone con la sceneggiatura di Gabriele D'Annunzio (noto massone del 33°grado).




Una  scelta  molto discutibile  per un luogo sacro,  teatro di  innumerevoli  esecuzioni di  martiri  cristiani  sbranati  da  belve feroci,  bruciati vivi,  squartati e quant'altro!

Ma addentrandoci un po' nell'aspetto simbolico-esoterico di questa effige spaventosa scopriamo che rappresenta un'antica divinità fenicio-cananea alla quale venivano sacrificati per mezzo del fuoco i bambini, molto spesso appena nati. 

Di seguito un piccolo frammento del film "Cabiria". Se non si dovesse visualizzare sullo smartphone, cliccare QUI.



Il  culto a Moloch  (dall'ebraico "molek" = 're' ma anche 'sacrificio')  è  antichissimo. Se ne fa menzione anche nella Bibbia (Is. 30,33 e in vari passi del levitico) indicando la Geenna (sito a sud di Gerusalemme) come luogo specifico per i sacrifici umani mediante il Tofet, una sorta di enorme bruciatore.

Per questo, la Cabala o Élite giudeo-massonica si riunisce regolarmente a Bohemian Grove (Bosco Boemo) in California, per rendere omaggio alla propria versione di Baal raffigurante il gufo di pietra di 15 metri chiamato Moloch.

È evidente l'assimilazione al dio punico Molk o Ba'al Hammon venerato a Cartagine, che comportava anch'esso alcune analogie col medesimo culto diabolico in un bosco consacrato e in un tempio dedicato ai riti. Le fonti greco-romane lo paragonavano a Kronos, padre degli dei e divoratore dei sui figli, identificato anche come Saturno nell'antica tradizione imperiale.

Il capolavoro del poeta inglese John Milton del 1667, «Il Paradiso Perduto», descrive Moloch come uno dei principali guerrieri di Satana e tra i maggiori angeli caduti che il diavolo possa avere al suo fianco. All'inferno egli perora la causa di una guerra immediata contro Dio, con gran disappunto dell'Altissimo, e in seguito viene venerato sulla Terra come un nume pagano.

La statua antropomorfa, esposta all'ingresso del celeberrimo Anfiteatro Flavio nella rassegna dedicata a Cartagine, ha tutti i simboli distintivi della Massoneria Sionista: dalle corna del toro alle ali del gufo, dai due triangoli opposti con i raggi del sole fiammeggiante al grande occhio onnipresente, che si trova anche sulla fronte, come indicato da secoli nell'esoterismo orientale ed egizio.

Ebbene, ancora a Roma, 7 giorni dopo quel 27 settembre e precisamente il 4 ottobre 2019, ricorrenza di San Francesco d'Assisi, per iniziativa di Bergoglio entrava nei Giardini Vaticani in pompa magna un altro idolo: la Pachamama, o Madre Terra, alla quale venivano sacrificati i bambini estraendone il cuore a fini propiziatori.



Non voglio soffermarmi su questa cruda realtà, ossia la "Capacocha" (l'offerta cruenta di esseri umani alla deità pagana) ma ci sono molte testimonianze di ritrovamenti in seguito agli scavi degli archeologi (ved. QUI).

Sia Moloch che Pachamama, rispettivamente il dio Toro e la dea Madre, hanno lasciato un retaggio così forte da impensierire, e non poco, le successive religioni monoteiste.

Il dio Baal, sebbene sconosciuto ai più, è stato uno dei più venerati del mondo antico, passando dalle terre di Canaan sino all'Egitto e in tutto il Mediterraneo, entrando prepotentemente nei culti di molti popoli e lasciando vestigia incredibili come il sito di Baalbeck in Libano e in Siria a Palmira.

La figura di Moloch, dalla forma di Minotauro, è diventata il simbolo del paganesimo più retrivo e nefasto, sino ad essere identificata come demone malefico e spietato!

Entrambi gli idoli: il dio Toro-Moloch e la dea Madre-Pachamama esigono olocausti in base all'ancestrale convinzione che siano benevoli e generosi con i popoli che li venerano: da una parte gli autoctoni della biblica area medio-orientale, e dall'altra gli indigeni non solo del Brasile, ma di tutto il territorio amazzonico che si estende fino a diversi paesi latino-americani, come il Perù e la Bolivia.

Ora, non è perlomeno curioso che tutti e due nel 2019, a distanza di 7* giorni l'uno dall'altra siano stati "inseriti" con nonchalance sia nel mondo laico (ma con radici profondamente cristiane come il Colosseo) quanto religioso, ossia nel cuore stesso della Chiesa di Roma, nei Giardini Vaticani o addirittura in processione nella Basilica di San Pietro?


* La Cabala, o Élite al potere, ha un concetto ossessivo e superstizioso dei numeri, come ha spiegato Cristine Lagarde QUI. Consiglio di leggere anche QUI, perché i due scritti sono collegati. 

Segue il video dei Giardini Vaticani allorché Bergoglio si fa il Segno della Croce e poi benedice la "Pachamama"... (sic!). Chi non dovesse visualizzarlo sullo smartphone clicchi QUI



Come è possibile non vedere un'unica diabolica regia in tutto questo? Le due "bestie" si stanno unificando sotto il medesimo progetto distruttore per annientare duemila anni di storia del Cristianesimo ed instaurare il NOM con una sola pseudo-religione umanitaria... e la gente non si accorge di nulla!

Bergoglio, come aveva già fatto per il francobollo eretico emesso dal Vaticano in occasione del 5° centenario della Riforma protestante ‒ sostituendo la Madonna e San Giovanni ai piedi della Croce con Lutero e Melantoneha deciso di far coniare una moneta da 10 euro persino in onore di Pachamama, la Madre Terra (ved. QUI), un ennesimo insulto alla Vergine Maria, Vera Madre dell'umanità!

Tra i cambiamenti radicali assunti dalla Falsa Chiesa, vi è anche quello annunciato il 25 ottobre 2016 riguardante la Cremazione dei defunti, da sempre osteggiata perché ritenuta anti-cristiana.

All'improvviso, in maniera ambigua ed "apparentemente" inspiegabile, sono state ripercorse le orme della Fra-Massoneria francese quando, nel 1789 con la rivoluzione giudeo-massonica, si cominciò a reintrodurre questa primordiale usanza pagana.

Il Fuoco, elemento essenziale nel processo crematorio (come in Moloch), assume un significato occulto preciso, ed apre alla cosiddetta "Grande Opera" della Massoneria.

Il GOI (Grande Oriente d'Italia), con delibera del 26 Maggio 1874, decretò che i fratelli massoni italiani si sarebbero impegnati a promuovere presso i Municipi l'uso della Cremazione. (Ved. QUI). Peccato che le uniche a non essere d'accordo siano proprio le entità trapassate, come ho esposto QUI.




L'ultimo affondo dello pseudo-papa argentino, però, ce lo racconta magistralmente Gianni Lannes il cui articolo (ved. QUI) merita d'esser riportato per intero:

«Altro che nuovo coronavirus (una pericolosa distrazione di massa, un esperimento sociale su larga scala, teso a subordinare al peggio gli esseri umani).

Mentre  l'acqua  viene  quotata in borsa  negli  Stati Uniti  d'America,  Pope  Francis, al secolo mister Bergoglio (un gesuita già colluso con la dittatura militare in Argentina, telecomandata dalla White House e dalla CIA) adesso aderisce al progetto transumanista dei miliardari di Davos che considerano "scarto" almeno un terzo dell'umanità, insomma i superflui ‒ da eliminare, magari con la pratica vaccinale truccata ‒ che consumano troppo e inquinano.

In altri termini, Bergoglio sposa Rothschild & soci. Singolare coincidenza: proprio il coronavirus è un brevetto registrato da loro, addirittura nel 2015.

Ora, 'papa' Francesco ha annunciato che il Vaticano entrerà in una «alleanza globale» con le grandi banche internazionali, le società planetarie e le fondazioni globaliste.

L'iniziativa denominata "Council for Inclusive Capitalism" (ved. QUI; ndr), si auto-definisce un'organizzazione pro-capitalista che mira a creare "economie e società più forti, più giuste e più collaborative".

Per la cronaca documentata: lo Stato del Vaticano non ha aderito alla Convenzione internazionale del Consiglio d'Europa contro il traffico di organi umani e nel passato per decenni ha riciclato i narcodollari delle mafie di mezzo mondo.

Questi nemici della vita e della libertà, in doppiopetto, tailleur ed uniforme di ordinanza, che si fanno chiamare "The Guardians", indicano se stessi come una «collaborazione storica di amministratori delegati e leader globali che lavorano con la guida morale di Pope Francis "per sfruttare il potere degli affari per sempre"», attesta il loro portale su Internet.

"Stiamo rispondendo alla sfida di papa Francesco di creare economie più inclusive che diffondano i benefici del capitalismo in modo più equo e consentano alle persone di realizzare il loro pieno potenziale", afferma nel video l'ereditiera bancaria Lynn Forester de Rothschild.

In sostanza, i "Guardiani" sono un pericolo per l'umanità. Nella loro lista, oltre a mister Bergoglio bivaccano gli amministratori delegati di Visa, Mastercard, Bank of America e BP, nonché Lynn Forester de Rothschild, il presidente della Fondazione Ford Darren Walker, il presidente della Fondazione Rockefeller Rajiv Shah e l'inviato speciale per il clima delle Nazioni Unite Mark Carney.

Il male, si sa, si manifesta sempre sotto mentite spoglie e il nemico marcia alla testa della gente.

"I 'The Guardians', come vengono chiamati i membri del consiglio, sono i massimi dirigenti delle principali multinazionali che hanno promesso di intraprendere azioni coraggiose verso la creazione di un capitalismo inclusivo", ha riportato Forbes.

Capitalismo dal volto umano? Ma quando mai. Proprio tale capitalismo è il responsabile impunito di guerre, genocidi e crimini contro l'umanità.

Il Forum economico mondiale, l'ONU e altre istituzioni a dir poco criminali hanno recentemente chiesto un "grande ripristino" per riorganizzare il sistema economico mondiale, in un nuovo ordine unico che sottometterà ‒ grazie alla tecnologia digitale ‒ l'intero genere umano.» (Cfr. QUI, QUI e QUI). 



Bergoglio con il "Council for Inclusive Capitalism"

A questa lista di "misfatti" ne va aggiunta un'altra che, se non sembra di primo acchito così incisiva, mette il coperchio, a mio avviso, su tutta una serie "voluta" di obbrobri, di trascuratezze e purtroppo anche di blasfemie, per cercare di sradicare del tutto il concetto del "Santo Natale" dal cuore degli uomini, come teofanìa prodigiosa dell'Uomo-Dio, Salvatore del mondo.

Mi riferisco all'orripilante presepe posizionato quest'anno in piazza San Pietro che peggio di così non poteva essere immaginato da nessuno, nemmeno con la più fervida fantasia! Sentite e leggete il parere di Vittorio Sgarbi QUI.

Parlando con un quotidiano locale, lo storico dell'arte italiano Andrea Cionci ha chiesto se fosse un "incubo o un capolavoro" (ved. QUI):

«Dimenticate il dolce volto della Madonna, l'incarnazione tenera e luminosa di Gesù Bambino, la dolcezza paterna di San Giuseppe e la devota meraviglia dei pastori. Per la prima volta al centro del colonnato del Bernini, il Vaticano ha eretto un'opera brutalmente post moderna risalente agli anni Sessanta.

Nella scelta di questo presepe vengono riconosciuti tutti i temi del pontificato di Francesco: soprattutto modernismo pesante e rottura drastica con la Tradizione.

Le figure ricordano le maschere degli antichi e feroci Sanniti, antenati degli Abruzzesi, che avevano una religione panteista, animista, feticista, magica, un po' come la dea andina della fertilità Pachamama.»

Ecco il video del giorno della inaugurazione che rende veramente l'idea di tanta "bellezza"! Chi non dovesse visualizzarlo sullo smartphone clicchi QUI.




Ma c'è anche un lato esoterico in questo "orrore" e ce ne parla in modo approfondito l'articolo su neovitruvian.com, dove una cosa mi ha colpito in modo particolare: le analogie con l'Egitto, il mondo sumerico e Moloch... così, il cerchio si chiude per tornare al punto di partenza di questo post.

Dopo questa rassegna di "abbracci" sempre più stretti fra le due "bestie" apocalittiche di mare e di terra che in totale simbiosi stanno per presentare a noi, sprovveduti e poveri mortali, l'Anticristo, ecco arrivata la "batosta" finale del mancato scioglimento del sangue di San Gennaro che certamente non innalza i cuori, già esacerbati da questo "NATALE" che si VUOLE far sparire a tutti i costi!

Ma... dice nostro Signore:

"Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina"... (Lc. 21, 25-28). Cfr. QUI e QUI.

Relazione a cura di Sebirblu.blogspot.it