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venerdì 23 agosto 2024

P. AMORTH e la "VOCE" su Infestazioni e Poltergeist




Sebirblu, 22 agosto 2024

Ho estratto il brano che segue da un libro di Padre Amorth: "Nuovi racconti di un Esorcista", perché il tema di cui scrive (e che ho affrontato altre volte QUI, QUI, QUI e QUI) concerne molte più persone di quanto non si pensi, specialmente in questi anni oscuri dove il Maligno la fa da padrone e il mondo si trova sull'orlo di una guerra totale.

È un vero peccato che ancora oggi i rappresentanti della Chiesa non siano coscienti dell'esistenza dei cicli reincarnativi, negandone ostinatamente la realtà, sola risposta ragionevole a tante sofferenze, anche infantili, che potrebbero spiegare il nesso logico delle circostanze, e dare sollievo, così, a tanti dolori incomprensibili, entrando in una maggiore conoscenza spirituale. (Cfr. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI).

Illuminano tutti gli ammaestramenti altissimi degli Angeli del Signore che, per mezzo dell'Ultrafanìa (ved. QUI, QUIQUI e QUI), per chi li vuole leggere, si adoperano per svegliare le coscienze addormentate, riportandole a quella Verità, menzionata anche da Gesù, il Cristo, che le fa LIBERE da qualsiasi laccio imposto dalla tradizione cattolica.

Ho dovuto fare questa precisazione perché alla fine dello scritto di Padre Amorth si troverà una domanda sull'argomento, posta alla "VOCE" chiamata "Maestro", che risponderà in modo assolutamente adeguato.




INFESTAZIONI

«Abbiamo sottolineato la grande importanza della testimonianza di Origene, secondo cui già i primi cristiani scacciavano i demoni non solo dalle persone, ma anche dalle case, dagli oggetti, dagli animali.

Noi esorcisti, dovendo cercare di creare un linguaggio nuovo che ancora non esiste, riserviamo la parola infestazione per indicare appunto i disturbi malefici causati non sulle persone, ma sui luoghi, sugli oggetti, sugli animali.

Ci addentriamo in un campo obsoleto, dato che anche nei tempi più antichi e da parte di tutti i popoli si sono riconosciute e combattute queste forme di disturbi. Ma non possiamo nascondere due realtà:

1) Questo è un terreno su cui solo l'esperienza diretta è di aiuto; in caso contrario, neppure ci si crede; l'esorcista può testimoniare che, nel corso del suo ministero, ha incontrato casi sulla cui possibilità mai avrebbe creduto se non li avesse visti.

Non meravigliano perciò le voci di tanta incredulità, in primis da parte dell'ambiente ecclesiastico che, lo abbiamo detto e chiaramente dimostrato, non è istruito in questa materia.

2) Neppure possiamo negare che in questo campo non sono all'ordine del giorno gli abbagli, le suggestioni, le accese paure; quando non si tratta di vere e proprie manie. Dobbiamo tenerne molto conto, per non credere... "all'asino che vola".

Come sono solito, prendo le mosse dalla sacra Scrittura e, in questo caso, da quel libro così emblematico per il popolo d'Israele e così istruttivo per tutti i tempi, che è l'Esodo. Trovo molto importante soffermarmi sulle "dieci piaghe d'Egitto" per due motivi.




Primo: perché si nota come Mosè, in nome di Dio, e i maghi, con la forza di Satana, possono produrre gli stessi fenomeni. Talvolta il fatto in sé è identico, ma bisogna saper risalire alla causa. Certi fenomeni non bastano per far comprendere se sono opera di Dio o di Satana, e far capire se chi li compie è un carismatico o un mago. Ci vuole un apposito discernimento.

Secondo: ritengo di particolarissima importanza tutto l'episodio delle piaghe d'Egitto, e che fenomeni analoghi si verificano anche oggi. L'ho detto e lo ripeto: certe cose si credono solo se si vedono.

Ne do un esempio.

La prima piaga d'Egitto è l'acqua trasformata in sangue. Ebbene, diversi miei amici esorcisti hanno visto, in case private costruite di recente e fornite di impianti idraulici innestati negli acquedotti comunali, rubinetti che emettevano sangue invece che acqua.




Ho anche parlato, nel mio libro precedente, di uno di questi casi; di due illustri professori dell'Università di Padova analisti che hanno osservato il fenomeno con un'aria sarcastica di ironia, e si sono portati via un fiasco pieno di quel "sangue", a cui evidentemente non credevano.

Ma quando poi dall'analisi è risultato loro che si trattava di sangue umano, sono stati presi da una paura tremenda e non c'è stato modo di farli più ritornare in quella casa. Ho visto numerosi razionalisti, atei, preti, comportarsi allo stesso modo: passare dall'incredulità al terrore.

L'Esodo ci parla, nella seconda, terza e quarta piaga, dell'invasione di rane, zanzare e mosconi, che hanno infestato le case degli Egiziani. Possiamo aggiungervi l'ottavo flagello, l'invasione delle cavallette.

Ebbene, molte volte mi è stato raccontato, oppure ho visto con i miei occhi, di case che improvvisamente venivano invase da mosche, da formiche volanti, da insetti talvolta repellenti come scorpioni o altri animaletti non bene identificabili, che poi sparivano di colpo, interamente, spargendo acqua santa o esorcizzando gli ambienti.

La Scrittura ci parla pure di un male misterioso che uccideva il bestiame: sembrava "una peste oltremodo pesante" la quinta piaga, e la sesta ci narra di un'ulcera che colpiva uomini e animali.

Il demonio ha il potere di causare tante malattie: sia di carattere organico che vanno guarite per via medica, sia d'indole malefica su cui i farmaci non hanno alcun potere ma che si curano con i mezzi della Grazia, tra cui gli esorcismi.

Ciascun operatore ecclesiastico può esporre casi di cisti, tumori, malattie variamente diagnosticate, che sono sparite dopo un esorcismo, lasciando i medici di stucco.

Anche la nona piaga, i tre giorni di buio, può trovare un corrispettivo in improvvise cecità che hanno colpito persone per un certo tempo, dovute a cause maligne. Ma qui entriamo nel campo delle vessazioni personali.
 



Case, negozi, campi... Le infestazioni locali sono sempre difficili da diagnosticare e non meno da liberare. Aggiungo pure che ogni esorcista agisce con metodi propri, con la più ampia discrezionalità.

Perché, sia detto chiaramente, tutta la materia che le riguarda non viene tenuta in considerazione né dal Diritto Canonico né dal Rituale, che si occupano solo degli esorcismi sulle persone ossesse. A mio parere è una pesante carenza. Da un lato significa che di questa materia può occuparsi chiunque, sacerdote o no, e dall'altro lascia ancor più mano libera ad imbroglioni, maghi e santoni.

In compenso il Rituale, in quelle abbondantissime preghiere e benedizioni che sono una vera ricchezza e che sarebbe un grave errore buttare al macero, fornisce orazioni adatte anche per questi frangenti, per cui possono essere utilmente impiegate.

Si vedano ad esempio le benedizioni alle case, ai luoghi, alle scuole, ai campi: spesso vengono usate tali preghiere anche da sacerdoti ed esorcisti. C'è chi, oltre all'acqua santa, usa l'incenso o sparge sale benedetto.




La libertà è totale, e sebbene io mi limiti a riferire le mie esperienze personali o di altri confratelli, resti molto chiaro che in tutte le forme di infestazione non è richiesta l'opera dell'esorcista. È fruttuosa la celebrazione della Messa da parte di qualsiasi prete.

Si sono dimostrate efficaci anche le preghiere fatte in loco da gruppi di fedeli. Quando invece agiscono degli esorcisti, normalmente fanno uso della stessa formula usata per le persone, adattandola alla casa o al luogo.

È assai utile cercare di individuare la ragione per cui l'ambiente è infestato, e agire di conseguenza. Quali sono le cause più frequenti? Segnaliamo, fra le tante:

1. Se in quel posto si tenevano sedute spiritiche, se si utilizzava la magia, se era sede di culti satanici. In tutti questi casi risulta più difficile risanare l'ambiente.

2. Se vi era stato un omicidio o un suicidio di qualcuno e, se sì, occorrono abbondanti suffragi.

3. Se accoglieva una casa di prostituzione; se vi abitavano bestemmiatori, massoni, delinquenti  o  organizzatori  di  opere criminali,  spacciatori di droga;  se  era  la  sede di incontri omosessuali... In queste circostanze necessitano numerose preghiere di riparazione.

4. Se l'ambiente era stato fatto segno di un perfido e diabolico maleficio. In tal caso è necessario indagare più a fondo sugli scopi della maledizione, e come sia stata fatta. Se, ad esempio, risulta presente qualche oggetto fatturato, occorre individuarlo ed incenerirlo: fintantoché esso permane nell'ambiente tutte le altre preghiere hanno scarsa efficacia.

A questo fine possono essere d'aiuto gli stessi residenti, se ravvisano che i problemi sono iniziati da quando è stato loro regalato un certo mobile da una persona di cui dubitano l'onestà...

Non mi soffermo ora a disquisire dei fenomeni di poltergeist (= spirito rumoroso o fracassone) ‒ che spesso sono legati ad un adolescente e, in generale, di breve durata. È un fatto naturale, che va curato con la psicoterapia.

È utile, però, conoscerne l'origine, per non confonderli con le infestazioni; si tratta però di somiglianze superficiali; basta un po' di esperienza per saper discernere; non c'è la medesima difficoltà che si incontra, ad esempio, per distinguere le sofferenze causate da malefici piuttosto che da malattie psichiche.




Oggetti infestati.

Più che mai in questi casi, come nell'intero campo, è soprattutto necessario stare in guardia dalle inutili paure, dalle suggestioni, dai sospetti più immotivati e, se si è andati a consultare qualche mago o qualche persona pia, occorre guardarsi dagli imbroglioni.

La causa pressoché unica per cui un oggetto può essere infestato è la fattura. In linea teorica, qualunque cosa può venire "caricata", attraverso un rito satanico fatto da uno stregone o da chi, in qualsiasi modo, si sia dato a Satana. Ma i casi pratici sono molto rari per cui necessita una estrema prudenza prima di dire che un elemento sia stato "manipolato".

Lo scetticismo iniziale, in questo settore, è vera saggezza. In che modo se ne accorge un individuo? Talvolta dalla provenienza, altre volte dagli effetti, talaltre ancora mediante l'aiuto di un carismatico o sensitivo.

La principale causa possibile è la derivazione. Un oggetto ricevuto da un mago è facilmente "trattato". L'esempio tipico è offerto dai talismani, i quali spesso costano parecchio e, se non sono puro imbroglio, contengono cariche di negatività fortemente dannose.

In secondo luogo, la persona se ne accorge dagli effetti. È il caso di chi, ad esempio, non riesce ad addormentarsi e, stando a letto, viene colpito da forti mal di testa o altri disturbi. È possibile che si accorga che questi inconvenienti non gli capitano se dorme in un altro letto. Allora può sospettare del guanciale, o del materasso.

Poniamo il caso che provi a cambiare cuscino e si accorga che i mali non si verificano più, mentre invece se lo riadopera essi tornano immediatamente. Può trattarsi allora di un guanciale fatturato e può accadere che, aprendolo, vi si trovino delle strane cose che non avreste mai pensato di vedere, come fantocci di paglia o di piume uniti dal caucciù...

Bisogna allora bruciarlo, dopo averlo asperso d'acqua santa, usando quelle cautele che sono raccomandate in questi casi: operare all'aperto, pregando, per poi buttare le scorie o ceneri dove scorre dell'acqua: nei fiumi, nel mare o negli scarichi, oppure nei contenitori di pattume, quando si sa che finisce negli inceneritori.

Nei casi leggeri, basta aspergere l'oggetto con acqua benedetta, senza distruggerlo. Altre volte è possibile che un individuo abbia inconvenienti di cui non suppone affatto l'origine maligna essendo stato avvertito da un sensitivo o da un carismatico riguardo alla presenza dell'oggetto in questione.

Anche qui il buon senso ci dice quanto sia importante guardarsi dalle false paure, dagli inutili sospetti sulle cose, e soprattutto da maghi, cartomanti e zingari, quasi sempre imbroglioni.»




Ecco cosa dice l'Ultrafanìa al riguardo:

‒ Maestro, vengo ad una piccola domanda, ma prima dovrò leggere questa recensione da un rotocalco:

«Maria Teresa Pagnoncelli ha quattordici anni, ma ne dimostra almeno due di meno, è pallida ed esile, bionda con gli occhi verdi, non sembra spaventata dai fenomeni che la sua presenza provoca e conserva una calma che meraviglia. Racconta volentieri quanto ha visto e sentito, è intelligente e si esprime con facilità e con garbo.

Il 9 gennaio, alle ore 10 del mattino, si trovava nella sartoria nella quale lavora come apprendista; sua madre era andata a far spesa e la casa era rimasta vuota; suo padre, operaio alla Conceria di Borgaro Torinese, era stato dal barbiere e, rientrando in casa, notava un gran disordine inconsueto:

‒ gli asciugamani erano a terra, una catinella rovesciata in mezzo alla cucina, le sedie fuori posto... perciò ha pensato che tutto fosse avvenuto per affrettati movimenti dei coinquilini, la casa infatti è vecchia, i pavimenti tremano solo a camminarci su, una sottilissima parete divide l'appartamento dei Pagnoncelli da quello contiguo; così il padre di Maria Teresa ha rimesso tutto a posto e non ci ha pensato più.

Alle 14 dello stesso giorno (padre, madre e figlia avevano da poco finito di pranzare) si verificarono dei fenomeni impressionanti:

‒ il coperchio dell'anfora con l'acqua da bere si è sollevato ed abbassato da solo, una scatola di puntine da disegno è caduta a terra da una credenza senza che nessuno la toccasse, il ferro, che la madre della bambina usa per arricciare i capelli, dal tavolo della cucina è andato a sbattere contro il letto della camera attigua, due boccette di medicinali posate su uno scaffale sono andate a colpire al capo Maria Teresa, e si sono quindi rotte a terra.




L'intera famiglia ha avuto paura, ha pensato agli spiriti e ha chiamato il prevosto; questi è venuto, ha benedetto la casa con le formule di rito, e in sua presenza gli strani eventi sono cessati.

Ma se n'era appena andato via quando la danza degli oggetti è cominciata da capo intorno alla ragazza ed è durata per parecchio tempo, fino a quando, nel tentativo di porre fine agli strani fatti, Maria Teresa non è andata a dormire in via Roma, in casa del fratello Giovanni.

Lì non si sono avuti fenomeni di levitazione, ma mentre si spogliava per andare a coricarsi nella camera che le era stata assegnata, la ragazzina ha sentito all'orecchio il sussurrio di una voce, senza però riuscire ad afferrare alcuna parola, ed è stata colpita da due violenti schiaffi...

Nella stanza era sola, la cognata Elsa Tribolo e la madre di lei erano nella vicina sala da pranzo a sparecchiare la tavola, e al grido di dolore e di spavento della bambina sono accorse; l'hanno tranquillizzata e accompagnata a dormire; ma neanche qui Maria Teresa ha avuto pace, si sentiva pizzicottare ai fianchi e alle gambe.

È stato chiamato un medico, il dottor Zefir di Cirié che l'ha visitata trovandola molto nervosa e dichiarando che aveva urgente bisogno di molta calma e possibilmente di un soggiorno in montagna. Più tardi la fanciulla si è addormentata e per quella notte ha dormito in pace.

Qualche giorno dopo si è recata dall'altro fratello Carlo che abita in via Cavour e, pure lì alle 10 del mattino, in presenza dei parenti e di alcuni conoscenti, i fenomeni sono ricominciati:

‒ un portacenere è volato nell'acqua sporca di un lavandino, piatti e bicchieri si sono rotti senza che nessuno li toccasse, un sasso proveniente da chissà dove è caduto su un tavolino, una forchetta è uscita da un cassetto e si è conficcata nella schiena della ragazza traforando i vestiti, ma senza ferirla.»




Risposta del Maestro:

‒ Qual è il vostro giudizio? Per voi le emanazioni stesse che escono dalla psiche, dall'organismo di questa creatura, hanno causato e causano tutti questi movimenti? Secondo il mondo non c'è altro... pertanto sono solo anomalie?

È molto semplice: si tratta di entità... i bassi strati ve li siete scordati? In essi, nella famosa "Porta Inferi" (ved. QUI; ndr), stanno precisamente raggruppate, se così vogliamo esprimerci, le essenze infeconde che ad intervalli escono dal loro moto vibratorio e legandosi ad un fluido trasmettitore riescono a disturbare i viventi sulla Terra.

Perché proprio quella bambina? Il nodo è terribile: una vendetta reincarnativa. In altra esistenza tale creatura e quella che ora disturba vissero sulla Terra... e quali rapporti corsero fra le due?

L'entità era, quando viveva sulla Terra, donna, e donna era questa fanciulla; un odio tremendo le divideva e le univa. Si fecero tanto, tanto male, un male così gravoso che provocò allora la morte fisica dell'altra, cioè di colei che si trova nell'invisibile e che si muove ora per l'acuta vendetta.

Com'è possibile questo? E perché viene permesso? Non dimenticate quello che vi ho sempre detto sulla LIBERTÁ. E fino a quando? Non sempre il libero arbitrio viene consentito a queste forze occulte afose.

Dopo aver scatenato le loro turpi manifestazioni vengono richiamate e poi rimandate dolorosamente, faticosamente sulla Terra, in modo che la povera creatura vessata possa liberarsi dalla continua persecuzione.»

Post scriptum

Fra i tanti casi negativi, come quello esposto QUI per il culto a Pachamama, non posso lasciar passare inosservato il giorno dedicato alla Regina dei Cieli, che proprio in quell'articolo onoro raccontando la mia straordinaria esperienza, vissuta la sera di un lontano 22 agosto nel Bellunese, insieme ad altri fratelli spirituali.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte dell'estratto: "Nuovi racconti di un Esorcista" di p. Gabriele Amorth
    "              "            : "La Voce" 1952, tramite Remigia Cusini, QUI.


venerdì 22 settembre 2023

Padre Pio e il demonio. Intervista a Padre Amorth


Giotto - "San Francesco scaccia i diavoli da Arezzo" (affresco creato fra il 1297 e il 1299).

Sebirblu, 22 settembre 2023

In onore del santo Frate di Pietrelcina, festeggiato il  23 settembre, penso di far cosa gradita a tutti i suoi numerosi "figli spirituali", e devoti di tutto il mondo, riesponendo l'interessante intervista a Padre Amorth, noto esorcista ora defunto, proprio su Padre Pio e il demonio.



Padre Gabriele Amorth - Esorcista 
 ‒ nato il 1° maggio 1925 e deceduto il 16 settembre 2016.

Padre Pio e il demonio: intervista a Padre Amorth

di Raffaele Iaria

Qual è stato il rapporto tra Padre Pio e il demonio?

"È stato un rapporto costante. Dobbiamo partire da lontano. Padre Pio ha sempre dato importanza ad una visione che ebbe da fanciullo. In essa si vedeva un grande campo.

Da una parte una coorte di Angeli bellissimi vestiti di bianco; dall'altra una nutrita schiera di visi orribili. Ad un certo punto si avvicina un uomo altissimo, con la testa che toccava addirittura le nuvole.

Il fanciullo ha paura, cerca di scansarsi: "com'è possibile io così piccolo e lui così grande, un gigante!" Gli appare quindi un essere misterioso che gli dice: «Non aver paura: io ti aiuterò e tu lo vincerai».

Ci fu quindi una zuffa tremenda tra quel gigante e il piccolo Francesco Forgione, in seguito alla quale l'aggressore fu sconfitto. E allora mentre la schiera dei demoni se ne andava arrabbiata, quella degli Angeli applaudiva il personaggio sconosciuto a cui, in realtà, era dovuta la vittoria.

Il Frate santo non ha mai voluto rivelare il suo nome: probabilmente si trattava di Gesù stesso.

Questo episodio si è ripetuto così tante volte che quell'essere avvertì Padre Pio giovanetto: «Guarda che tu dovrai combattere ad oltranza con questo gigante ed io ti assisterò di continuo e con il mio aiuto lo vincerai sempre, ma dovrai perpetuamente lottare con lui»."

Padre Pio ha guarito e liberato dal maligno molte persone: si può parlare di lui come di un esorcista, nel termine propriamente detto?

"No. Padre Pio non è mai stato un esorcista. Questi è un sacerdote che riceve tale facoltà dal suo vescovo. Il Frate di Pietrelcina non ha mai fatto esorcismi veri e propri, ossia sacramentali. Tutti possono allontanare Satana: «Quelli che credono... nel mio nome scacceranno i demoni». (Mc 16, 17-18; ndr).

Fra' Pio li ha più volte allontanati, usando del suo sacerdozio, della sua fede, della sua forza di cristiano. Si può parlare di lui come di una persona che ha cacciato molte entità demoniache, ma non di un esorcista."



Francisco Goya 
 ‒ (1746 ‒1828)

C'è qualche fatto particolare che possa riassumere questo «conflitto» che ha visto San Pio protagonista nelle lotte con il diavolo sia a Pietrelcina che nei conventi dove ha dimorato e a San Giovanni Rotondo?

"Ci sono molti episodi che caratterizzano la vita di Padre Pio che ha dovuto tutti i giorni lottare contro il maligno. Più volte il demonio lo ha frustato a sangue. In un'occasione gli ha sbattuto la testa a terra: hanno dovuto dargli dei punti di sutura sull'arcata sopraccigliare.

Tuttavia, ha confessato: «L'ho sempre vinto». Ha lottato quotidianamente con lui, ha ricevuto delle botte, ma ne è sempre uscito vincitore.

Direi che gli accadimenti più significativi, se vogliamo chiamarli così, li troviamo nel periodo in cui era a Venafro per studiare la Sacra Eloquenza: nella mente dei suoi superiori avrebbe dovuto diventare un frate predicatore.

Lì, Satana si è presentato in parecchie sembianze diverse. Preciso innanzitutto che il demonio è unicamente spirito, non ha corpo, non è rappresentabile. Sovente mi viene chiesto se l'ho veduto. Non l'ho mai visto.

Egli, per potersi manifestare, deve assumere un corpo fittizio, falso. E lo prende con forme che variano in base allo scopo che vuole raggiungere.

A Venafro, si è presentato prevalentemente sotto forma di cagnaccio o di gatto, anomali rispetto alle dimensioni, con la volontà evidente di incutere paura. Altre volte, quando voleva cercare di sedurre Fra' Pio in merito alla purezza, gli appariva con le sembianze di qualche fanciulla nuda e provocante.

E ancora, il satanasso si camuffava assumendo l'aspetto di Gesù e di Maria o del Padre Provinciale e spirituale. In questa sembianza gli impartiva anche ordini, che al giovane frate sembravano molto strani.

Quando il demonio andava via, egli si recava dai superiori chiedendo spiegazione e gli veniva risposto che tutto quello che gli era stato ordinato di fare era opera diabolica."



San Pio da Pietrelcina 
 ‒ (1887 ‒1968)

Nell'ottica di Dio che senso ha questa battaglia «senza esclusione di colpi», quella tra il Frate di Pietrelcina e «il re degli inferi», una lotta fra la vita e la morte iniziata quando egli era soltanto un fanciullo e chiusa definitivamente alla sua dipartita? Esiste una spiegazione ascetica in tutto questo?

"Noi assistiamo allo scontro incessante tra Gesù e Satana durante tutta la vita, e a cui siamo chiamati a partecipare. La vera lotta è tra Cristo e l'Oppositore, il "Principio ribelle".

La spiegazione, mi pare, dipende proprio da come il demonio cerca di distoglierci dalla retta via e dal Cristo, e come noi, uniti a Lui, ne usciamo sempre vittoriosi. Se ci stacchiamo da Dio allora perdiamo, siamo sconfitti.

Il suo scopo è proprio questo: distoglierci dall'Eterno, renderci a Lui infedeli. Da qui lo sforzo satanico. A lui importano poco le possessioni diaboliche vere e proprie. A lui interessa portare l'uomo dalla sua parte, all'infedeltà a Dio. Il senso di tutto ciò è il combattimento contro il Male.

Da tener presente che Padre Pio non lottava soltanto per se stesso contro il maligno, ma anche per difendere tutte le persone che si rivolgevano a lui, per proteggerle dalla sua schiavitù. Quindi la sua azione era decisamente contro le entità diaboliche di chiunque lo avvicinasse."

Mettendo in parallelo San Pio da Pietrelcina e la mistica Santa Faustina Kowalska e i messaggi di Fatima, si può parlare oggi di «inferno vuoto» come dicono tanti?

"Purtroppo, oggi sono molti coloro che parlano di inferno inesistente, anche un teologo famosissimo ed un cardinale, eppure non c'è niente di più chiaro nel Vangelo che la certezza di questo posto e di coloro che ci vanno. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).

Per cui, parlare di "inferno vuoto" è assolutamente fuori luogo. Quest'ambiente purtroppo esiste, e in esso cadono tante anime come hanno visto molti veggenti in visioni private, per esempio i fanciulli di Fatima, così come numerosi altri Santi.

C'è un episodio, se vuole, che può essere interessante da ricordare. Un fatto avvenuto ad una delle ragazze a cui è apparsa la Madonna di Medjugorje. Una volta la fanciulla chiese (lasciamo stare il caso Medjugorje, se si può credere o no, a me interessa l'episodio in sé):

«Mamma cara, è possibile che un dannato si penta? E non potrebbe Dio toglierlo dall'inferno e portarlo in Paradiso?» La Madonna, sorridendo, disse: «Dio potrebbe, Dio potrebbe, ma sono loro che non vogliono».

(Ma... naturalmente... questa risposta della Vergine lascia scorgere tra le righe che tutto può essere messo in discussione, secondo la presa di coscienza di ciascuna anima. Non tutte si trovano al medesimo livello involutivo!

In Ultrafanìa «QUI», il temibile luogo corrisponde alla Biotesi del Letargo e in misura minore anche a quella del Rimorso; ved. «QUI». Ma per maggiori e più profondi ragguagli, consiglio vivamente tutti voi di "download-are" il superlativo libro (ora introvabile) "LA VITA«QUI» ‒ di Gino Trespioli ‒ QUI e QUI; ndr).




Quando uno s'incancrenisce nell'errore, nella via contro Dio, non ne vuol sapere di tornare indietro. Tutte le volte che io ho detto al demonio:

«Tu sei il più grande stupido che esista al mondo. Con tutta la tua intelligenza prima eri in Paradiso e adesso sei all'Inferno. Dimmi: se potessi tornare indietro, cosa faresti?». «Farei la stessa scelta», è stata la risposta che mi ha sempre dato.

L'eternità dell'Inferno dipende proprio da come uomini e demoni si siano incaponiti, abbarbicati cocciutamente all'odio contro Dio e ad uno stato di opposizione a Lui."

Ci sono stati dei Santi «posseduti» dal diavolo?

"Ce ne sono stati vari, e questo ci dà l'occasione di ricordare che la possessione diabolica può avvenire per motivi d'arbitrio negativo, ma può anche sopraggiungere per cause diverse, per esempio in relazione a malattie o a menomazioni debilitanti.

(E in tale caso si tratta sempre di debito karmico o di espiazione richiesta dallo Spirito, magari a pro di altri, anche se apparentemente sembra inverosimile! Ndr).

È una forma di penitenza, di sofferenza estremamente meritoria, ma questo non vuol dire che se un individuo si dovesse trovare in una condizione simile, debba per forza essere un'anima in errore o colpevole in un modo più o meno grave.

Mi piace ricordare una persona dei nostri tempi: suor Maria di Gesù Crocifisso, carmelitana, chiamata anche la «piccola araba», nata a pochi chilometri da Nazareth. Ha avuto due volte nella vita la possessione diabolica con la necessità di ricevere esorcismi.

Dunque il maligno può anche colpire persone sane, e i sacrifici, le sofferenze, le percosse, le umiliazioni, tutto quello che egli provoca in queste persone è altamente propizio per la loro santificazione e per il loro apostolato verso le anime bisognose di Dio."

Cosa vuol dire oggi essere «esorcista»?

"Fare l'esorcista, oggi, è una missione dura e, dal punto di vista della popolarità, è un lavoro estremamente ingrato. D'altra parte, se noi leggiamo il Vangelo, Gesù è molto chiaro: dà agli Apostoli e ai loro successori tre compiti precisi, e cioè predicare, scacciare i demoni e guarire i malati. (Mt. 10, 5-16; ndr).



Justin Kunz

(Gli Apostoli rappresentano, con i loro diversi caratteri e difetti, tutta l'Umanità, e quindi l'esortazione di Gesù di mandarli ad operare "come agnelli in mezzo ai lupi" si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà che vogliono seguirLo ed imitarLo. Ndr).

Da notare che spesso sacerdoti santi hanno scacciato demoni e liberato anime senza nemmeno accorgersene. Io vedo, esercitando questo compito, il completamento del mio sacerdozio.

Quindi, espletare il ruolo di esorcista vuol dire essere uomini adusi alla fatica, persone di grande preghiera e di fede incrollabile ‒ perché senza questa non si combina nulla; è la fede che guarisce e libera ‒ e significa pure essere esposti alle critiche o ai risolini di dileggio da parte degli altri sacerdoti."

Si è parlato, in alcuni casi, anche di Giovanni Paolo II come esorcista...

"Sì. Ci sono almeno due eventi, che io conosco, in cui Giovanni Paolo II ha compiuto esorcismi. Uno, il più famoso, descritto da un cardinale e raccontato in un libro, è l'episodio di quando il Papa ha esorcizzato una ragazza che gli era stata portata dall'allora vescovo di Spoleto, mons. Alberti.

Ha compiuto un esorcismo vero e proprio nei confronti di una giovane che si rotolava per terra nel suo appartamento. Una cosa nuova per i pochi presenti che dicevano che queste cose si erano solo lette nel Vangelo. Erano increduli senza sapere che, per noi esorcisti, è pressoché pane quotidiano.

E papa Wojtyla verso la fine dell'esorcismo, ha pronunciato queste parole: «Domani celebrerò per te la Santa Messa». A questa frase la ragazza si è alzata, sorridente, provvisoriamente liberata.

Dico «provvisoriamente» perché bisogna tener conto che la liberazione dal demonio è un'azione e un intervento straordinario di Dio. È un vero e proprio miracolo che avviene, in genere, dopo un periodo molto lungo.

Ci sono persone che sto esorcizzando da oltre quindici anni, e questo vuol dire che su di loro ho compiuto centinaia di interventi. Al termine di ognuno di questi, danno l'impressione di essere libere, di essere guarite.

Invece dura poco quello stato di liberazione. Il demonio le attacca di nuovo. Per ottenere la libertà definitiva ci vuole parecchio tempo.




Io sono al corrente di un altro esorcismo di Giovanni Paolo II, compiuto da lui in precedenza: me ne aveva parlato padre Candido (un altro famoso esorcista di Roma, n.d.r.).

E ancora, in piazza San Pietro si era vista una fanciulla che camminava tutta storta, gobba. L'avevano messa in prima fila tra i malati. Appena scese il Papa, questa giovane si mise ad urlare come una pazza. Allora venne allontanata.

Ed egli disse: «Lasciatela in disparte, poi voglio benedirla». Dopo l'udienza, in una stanzetta vicino all'arco delle campane, alla presenza dei genitori e di mons. Danzi, un vescovo molto noto in Vaticano, il Pontefice per oltre una mezz'ora pregò su di lei.

Anche qui non si poté parlare di liberazione totale, ma di un buon passo per raggiungerla, questo sì. Non sono a conoscenza di altri episodi, ma certamente posso dire che Karol Wojtyla sapeva e molto spesso parlava del maligno.

Intorno a questo tema, esistono anche fatti molto particolari: gente che ha emesso dalla bocca oggetti diversi. Riguardo a ciò, vi è parecchio scetticismo: si parla di un ritorno al Medioevo...

È vero... Quest'accusa viene fatta, purtroppo, e dico sempre a tali individui che sono dei grandi ignoranti. Io sono un ammiratore del Medioevo, un'epoca stupenda.

Quando in Francia mi è stata fatta questa osservazione, ho risposto: "Iniziate a demolire le più belle chiese e basiliche che avete, perché sono tutte di quel periodo".

Io non vi faccio tornare al Medioevo e neppure al periodo di Cristo, ma ad Adamo ed Eva. È cominciata con loro l'azione del demonio sull'uomo e la lotta contro il maligno.

Egli esiste sin dall'inizio (cfr. QUI e QUI; ndr) ed ha continuamente agito. Il suo trucco, la sua strategia principale è nota: far credere che non esista. Il grande bugiardo ci tiene a lavorare di nascosto per intervenire indisturbato e condurre l'uomo al Male. (Cfr. QUI e QUI; ndr).




Ha pure un altro compito straordinario, anche se raro: quello di procurare malanni specifici che possono portare anche alla possessione diabolica, alla quale, però, tiene meno.

Egli è più concentrato verso la sua attività ordinaria, quella di cercare di tentare l'uomo, portarlo, come già detto, dalla sua parte oscura, e allontanarlo il più possibile da Dio che è Luce.

Per questo è molto importante per lui che non si creda alla sua esistenza, in modo da poter agire indisturbato."

In una società secolarizzata, in cui gli esorcismi sono spesso considerati degli atti di stregoneria, quale messaggio potremmo lanciare?

"Se c'è una società in cui il demonio trionfa particolarmente, questa è la nostra. Basta guardarci intorno e vedere come le colpe vengano considerate delle esperienze.

Un esempio: non c'è mai stata una guerra che abbia ucciso ogni giorno tanti bambini così come avviene con l'aborto, che è un vero e proprio omicidio ufficialmente approvato dagli stati. Questa è una vittoria di Satana, una vittoria meravigliosa.

Altro esempio, la quantità di separazioni. Questo è il trionfo di Satana perché l'Altissimo è il Dio dell'Amore, della Pace, dell'Unione, della Concordia. Le guerre sono diventate sempre più difficili da combattere, perché sono in mezzo alle popolazioni.

Viviamo in una società in cui la tendenza satanica è generalizzata e, notate, qui parlo solo di azioni diaboliche nella loro esplosione e nei loro effetti.

Ma pensiamo soprattutto al satanismo vero e proprio, e a come si sono divulgate nel mondo le sette sataniche: quante persone si vendono a Satana!

Ho bruciato tante consacrazioni al maligno, scritte con il sangue per chiedere denaro, successo e piacere, le tre grandi passioni umane che fanno vendere l'anima al diavolo. Dio non voglia che avvenga una punizione di quelle robuste per far ritornare il giudizio alla gente!



"Il Gran Giorno della Sua Ira" di John Martin - 1853

Credo che stiamo avviandoci verso una Terza Guerra Mondiale: lo vedo da tanti segni esteriori che, per chi ha occhi per guardare, non può non vedere.

Su questo ci sono tante profezie, come quella di Teresa Musco, una veggente di Caserta, morta in concetto di santità e per la quale è avviata la causa di beatificazione. (Tutte predizioni che lei asseriva provenire dalla Madonna).

Aveva predetto la guerra dei sei giorni in Israele, aveva pronosticato la seconda guerra e aggiunto pure: «Palestinesi ed israeliti cercheranno sempre di mettersi d'accordo ma non ci riusciranno mai, perché da lì inizierà la Terza Guerra Mondiale».

Ora, che da quella terra possa nascere il terzo conflitto planetario non l'abbiamo ancora visto, ma che in tutti questi anni i due popoli abbiano tentato di arrivare ad un punto d'incontro senza successo, lo vediamo con chiarezza tutti.

Io scorgo l'azione di Satana estremamente al culmine, trionfante, e grazie al Cielo sappiamo che non sarà vincente, perché "Le porte dell'inferno non prevarranno contro la Chiesa". (Mt. 16, 17-19; ndr).

Un carismatico deceduto di recente diceva: «C'è molta gente che ogni giorno trova il tempo per leggere il giornale, ma non lo trova, durante tutta la vita, per leggere la Bibbia». E questo è un fatto molto, ma molto diffuso."

Qual è il modo per difendersi dal maligno?

"Ritornare ai Dieci Comandamenti, alle Leggi di Dio. Rendersi conto che le Sue Leggi non sono proibitive, ma di Salvezza. Ricominciare ad amarci, ritornare alla concordia, ripristinare l'onestà. Attualmente il tessuto sociale è basato proprio sull'ingiustizia: è necessario ritornare a Dio."

Padre Pio le ha mai predetto la sua attività di esorcista?

"No. Quando frequentavo il santo Frate non ero ancora sacerdote esorcista e non pensavo minimamente di diventarlo. Avevo dei figli spirituali e gli ho parlato di loro chiedendogli di poterli affidare a lui, e Padre Pio ha accettato.

Gli dissi: «Così i miei figli spirituali la chiameranno nonno Pio». Si è messo a ridere. Quindi, un mio figlio spirituale lo è anche di Padre Pio."

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

martedì 27 febbraio 2018

P.Amorth, la Sala Nervi e Satana ormai in Vaticano




Sebirblu, 25 febbraio 2018

Sicuramente ciò che unisce in un comune denominatore i tre termini del titolo è il Maligno, al quale nemmeno la Chiesa crede più, perché dal Concilio Vaticano II è lui che ne tiene ben stretto il timone. (Cfr. QUI e QUI).

Sembra esagerato quanto dico? Eppure è veramente così! Dai frutti si vede l'albero.

Padre Amorth, che ha lasciato questo mondo nel settembre 2016 a 91 anni di età, rilasciò nel 2001 alcune dichiarazioni che rivelano il comportamento ambiguo della Santa Sede e sommamente indicative di quanto sostengo. 

Colui che conduce l'intervista premette: "Sentite cosa racconta padre Amorth. Scoprirete che la guerra, in corso da millenni, infuria più furibonda che mai... Che la battaglia adesso si è spostata soprattutto all'interno della Casa del Signore. E quel fumo... beh, quel fumo si diffonde in stanze insospettate."




Intervistatore: "Padre Amorth, finalmente è pronta la traduzione italiana del nuovo Rituale per gli esorcisti."

P. Amorth: "Sì, è pronta. L'anno scorso la Cei aveva rifiutato di approvarla perché c'erano errori di traduzione dal latino. E noi esorcisti, che dovremmo utilizzarla, avevamo approfittato per segnalare ancora una volta che su molti punti del nuovo Rituale non siamo d'accordo.

Il  testo  base  in  latino  resta  immutato  in  questa  traduzione. E  un  Rituale  tanto atteso alla fine si è trasformato in una beffa. Un incredibile legaccio che rischia di impedirci di operare contro il demonio."

Intervistatore: "Un'accusa pesante. A cosa si riferisce?"

P. Amorth: Le faccio solo due esempi. Clamorosi. Al punto 15 si parla dei malefici e di come comportarsi. Il maleficio è un male causato ad una persona ricorrendo al diavolo. E può essere fatto in diverse forme, come fatture, maledizioni, malocchi, vudù, macumba. Il Rituale romano spiegava come bisognasse affrontarlo.

Il nuovo Rituale, invece, afferma categoricamente che c'è proibizione assoluta di fare esorcismi in questi casi. Assurdo. I malefici sono di gran lunga la causa più frequente delle possessioni e dei mali procurati dal demonio: non meno del 90 per cento.

È come dire agli esorcisti di non operare più. Il punto 16, poi, afferma solennemente che non si debbono fare esorcismi se non v'è la certezza della presenza diabolica. È un capolavoro di incompetenza: la certezza che il demonio sia presente in una persona si ha solo facendo l'esorcismo.

Tra l'altro, gli estensori non si sono accorti di contraddire, in entrambi i punti, il Catechismo della Chiesa cattolica, che indica di compiere l'esorcismo sia nel caso di possessioni diaboliche che di mali causati dal demonio. E dice anche di farlo sia sulle persone che sulle cose. E nelle cose non c'è mai la presenza del demonio, c'è solo la sua influenza.

Le affermazioni contenute nel nuovo Rituale sono gravissime e dannosissime, frutto di ignoranza e inesperienza.

Intervistatore: "Ma non è stato compilato da esperti?"

P. Amorth: "Assolutamente no. In questi dieci anni sul Rituale hanno lavorato due commissioni: quella composta da cardinali che ha curato i Prenotanda, ossia le disposizioni iniziali, e quella che ha curato le preghiere.

Io posso affermare con certezza che nessuno dei membri delle due commissioni ha mai fatto esorcismi, né ha mai assistito ad esorcismi, né ha mai avuto la più pallida idea di cosa sono gli esorcismi. Questo è l'errore, il peccato d'origine, di questo Rituale. Nessuno che vi ha collaborato era esperto di esorcismi."


Gabriele Pietro Amorth (1925-2016)  QUI, un'altra intervista su Padre Pio e il demonio.

Intervistatore: "Come è possibile?"

P. Amorth: "Non lo chieda a me. Durante il Concilio ecumenico Vaticano II ogni commissione era coadiuvata da un gruppo di esperti che affiancavano i vescovi. E l'abitudine si è mantenuta anche dopo tale Concilio, ogni volta che si sono rifatte parti del Rituale. Ma non in questo caso. E se c'era un argomento su cui servivano degli esperti, era questo."

Intervistatore: "E invece?"

P. Amorth: "Invece noi esorcisti non siamo mai stati consultati. E, tra l'altro, i suggerimenti che abbiamo dato sono stati ricevuti con fastidio dalle commissioni. La storia è paradossale. Vuole che gliela racconti?"

Intervistatore: "Certo".

P. Amorth: "Man mano che, come aveva chiesto il Concilio Vaticano II, le varie parti del Rituale romano venivano riviste, noi esorcisti attendevamo che venisse trattato anche il titolo XII, cioè il Rituale esorcistico.

Ma evidentemente non era considerato un argomento rilevante, dato che passavano gli anni e non succedeva nulla. Poi, improvvisamente, il 4 giugno del 1990, uscì il Rituale ad interim, di prova. Fu una vera sorpresa per noi, che non eravamo mai stati consultati prima. Eppure da tempo avevamo preparato delle richieste, in vista di una revisione del Rituale stesso.

Chiedevamo, tra l'altro, di ritoccare le preghiere, immettendovi invocazioni alla Madonna che mancavano completamente, e di aumentare le preghiere esorcistiche specifiche. Ma eravamo stati completamente tagliati fuori dalla possibilità di dare qualsiasi contributo.

Non ci scoraggiammo: il testo era stato fatto per noi. E dato che nella lettera di presentazione l'allora prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinale Eduardo Martínez Somalo, chiedeva alle conferenze episcopali di far avere, entro due anni, «consigli e suggerimenti forniti dai sacerdoti che ne avrebbero fatto uso», ci mettemmo al lavoro.

Riunii diciotto esorcisti scelti tra i più esperti del pianeta. Esaminammo con grande attenzione il testo. Lo utilizzammo. Abbiamo subito elogiato la prima parte, nella quale venivano riassunti i fondamenti evangelici dell'esorcismo.

È l'aspetto biblico-teologico, su cui non mancava certo la competenza. Una parte nuova, rispetto al Rituale del 1614 composto sotto papa Paolo V; del resto, all'epoca non c'era bisogno di ricordare questi princìpi, da tutti riconosciuti ed accettati. Oggi, invece, è indispensabile.

Ma quando siamo passati ad esaminare l'aspetto pratico, il quale richiede una conoscenza specifica dell'argomento, si è palesata invece la totale inesperienza dei redattori.

Le nostre osservazioni sono state copiose, articolo per articolo, e le abbiamo fatte avere a tutte le parti interessate: Congregazione per il Culto Divino, Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant'Uffizio; ndr), conferenze episcopali. Una copia fu consegnata direttamente nelle mani del Papa." (Karol Wojtyla; ndr).




Intervistatore: "Come sono state accolte le vostre osservazioni?"

P. Amorth: "Accoglienza pessima, efficacia nulla. Ci eravamo ispirati alla Lumen Gentium, in cui la Chiesa è descritta come «Popolo di Dio».

Al numero 28 si parla della collaborazione dei sacerdoti con i vescovi, al numero 37 si dice con chiarezza, addirittura riferendolo ai laici, che «secondo la scienza, la competenza e il prestigio di cui godono, hanno la facoltà, anzi talora anche il dovere, di far conoscere il loro parere su cose concernenti il bene della Chiesa».

Era esattamente il nostro caso. Ma ci eravamo illusi, ingenuamente, che le disposizioni del Vaticano II fossero giunte alle congregazioni romane. Al contrario ci siamo trovati di fronte ad un muro di rifiuto e di disprezzo. Il segretario della Congregazione per il Culto Divino fece una relazione alla commissione cardinalizia in cui diceva che i loro unici interlocutori erano i vescovi, e non i sacerdoti o gli esorcisti.

E aggiungeva testualmente, a proposito del nostro umile tentativo di aiuto come esperti che esprimono il loro parere: «Si dovette prendere atto del fenomeno di un gruppo di esorcisti e cosiddetti demonologi, quelli che in seguito si sono costituiti in Associazione internazionale, che orchestravano una campagna contro il rito».

Un’accusa indecente: noi non abbiamo mai orchestrato nessuna campagna! Era indirizzato a noi il Rituale, e nelle commissioni non avevano convocato nessuna persona competente: era più che logico che tentassimo di dare il nostro contributo."

Intervistatore: "Ma allora vuol dire che il nuovo Rituale è per voi inutilizzabile nella lotta contro il demonio?"

P. Amorth: "Sì. Ci volevano consegnare un'arma spuntata. Sono state cancellate le preghiere efficaci, preghiere che avevano dodici secoli di storia, e ne sono state create di nuove, inefficaci. Ma per fortuna ci è stata gettata, all'ultimo, una scialuppa  di  salvataggio."




Intervistatore: "Quale?"

P. Amorth: "Il nuovo prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinale Jorge Medina, ha affiancato al Rituale una Notificazione in cui si afferma che gli esorcisti non sono obbligati ad usare questo Rituale, ma se vogliono possono utilizzare ancora il vecchio facendone richiesta al vescovo. I vescovi devono chiedere l'autorizzazione alla Congregazione che però, come scrive il cardinale, «la concede volentieri»."

Intervistatore: "«La concede volentieri»? È una ben strana concessione..."

P Amorth: "Vuol sapere da dove nasce? Da un tentativo compiuto dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e dallo stesso cardinale Medina di introdurre nel Rituale un articolo – allora era l'articolo 38 – in cui si autorizzavano gli esorcisti ad usare il Rituale precedente.

Indubbiamente si trattava di una manovra in extremis per farci evitare i grandi errori che ci sono in questo Rituale definitivo. Ma il tentativo dei due cardinali venne bocciato. Allora il cardinale Medina, che aveva compreso la posta in gioco, ha deciso di darci in ogni caso questa scialuppa di salvataggio, aggiungendo una notifica a parte."

Intervistatore: "Come venite considerati, voi esorcisti, all'interno della Chiesa?"

P. Amorth: "Siamo trattati malissimo. I confratelli sacerdoti che vengono incaricati di questo delicatissimo compito sono visti come dei matti, degli esaltati. In genere sono appena tollerati dagli stessi vescovi che li hanno nominati."

Intervistatore: "Il fatto più clamoroso di questa ostilità?"

P. Amorth: "Abbiamo tenuto un convegno internazionale degli esorcisti vicino a Roma. E abbiamo domandato di essere ricevuti dal Papa. Per non dargli l'aggravio di aggiungere una nuova udienza alle tantissime che già fa, abbiamo semplicemente chiesto di essere ricevuti in udienza pubblica, quella in piazza San Pietro del mercoledì. E senza nemmeno la necessità di essere citati tra i saluti.

Abbiamo fatto regolare domanda, come ricorderà perfettamente monsignor Paolo De Nicolò della Prefettura della casa pontificia, che ha accolto a braccia aperte la nostra richiesta. Il giorno prima dell'udienza però egli ci ha detto – a dire il vero con grande imbarazzo, per cui si è visto benissimo che la decisione non dipendeva da lui – di non andare, che non eravamo ammessi.

Incredibile: 150 esorcisti provenienti dai cinque continenti, sacerdoti nominati dai loro vescovi in conformità con le norme del diritto canonico che richiedono preti di preghiera, di scienza e di buona fama – quindi un po' il fior fiore del clero, chiedono di partecipare ad un'udienza pubblica del Papa e vengono buttati fuori.

Monsignor De Nicolò mi ha detto: «Naturalmente le prometto che le invierò subito la lettera con le motivazioni». Sono passati cinque anni, e quella lettera la aspetto ancora.

Certamente non è stato Giovanni Paolo II ad escluderci. Ma che a 150 sacerdoti venga proibito di partecipare ad una udienza pubblica del Papa in piazza San Pietro spiega quanto sono ostacolati gli esorcisti dalla loro Chiesa, quanto sono malvisti da tante autorità ecclesiastiche."


Immagine tratta dal famoso film "L'Esorcista"

Intervistatore: "Lei col demonio ci combatte quotidianamente. Qual è il più grande successo di Satana?"

P. Amorth: "Riuscire a far credere di non esistere. E ci è quasi riuscito. Anche all'interno della Chiesa. Abbiamo un clero e un episcopato che non credono più nel demonio, negli esorcismi, nei mali straordinari che il diavolo può dare, e nemmeno nel potere che Gesù ha concesso di scacciare i demòni.

Da ben tre secoli la Chiesa latina – al contrario della Chiesa ortodossa e di varie confessioni protestanti – ha quasi del tutto abbandonato il ministero esorcistico. Non praticando più esorcismi, non studiandoli più e non avendoli mai visti, il clero li disconosce.

E disconosce persino il diavolo. Abbiamo interi episcopati contrari agli esorcismi. Ci sono nazioni completamente prive di esorcisti, come la Germania, l'Austria, la Svizzera, la Spagna e il Portogallo. Una carenza spaventosa. [...]

Prima che uscisse questo nuovo Rituale, l'episcopato tedesco ha scritto una lettera al cardinale Ratzinger in cui affermava che non occorreva un nuovo Rituale, perché non si dovevano più fare gli esorcismi." [...]

Intervistatore: "Ma la fede rimane intatta, cioè rimane una fede cattolica, se uno non crede nell'esistenza di Satana?"

P. Amorth: "No. Le racconto un episodio. Quando incontrai per la prima volta don Pellegrino Ernetti, un celebre esorcista che ha esercitato per quarant'anni a Venezia (cfr. QUI, fu lui che inventò il Cronovisore; ndr), gli dissi: «Se potessi parlare con il Papa gli direi che incontro troppi vescovi che non credono nel demonio».

Il pomeriggio seguente padre Ernetti tornò da me per riferirmi che il mattino era stato ricevuto da Giovanni Paolo II. «Santità», gli aveva detto, «c'è un esorcista qui a Roma, padre Amorth, che se venisse da lei le direbbe che conosce troppi vescovi che non credono nel demonio». Il Papa allora gli rispose secco: «Chi non crede nel demonio non crede nel Vangelo». Ecco la risposta che diede lui e che io ripeto."

Intervistatore: "Mi faccia capire: la conseguenza è che molti vescovi e molti preti non sarebbero cattolici?"

P. Amorth: "Diciamo che non credono ad una verità evangelica. Quindi semmai li taccerei di propagare un'eresia. Però intendiamoci: uno è formalmente eretico se viene accusato di qualcosa e se persiste nell'errore. Ma nessuno, oggi, per la situazione che c'è nella Chiesa, accusa un vescovo di non credere al diavolo, alle possessioni demoniache e di non nominare esorcisti perché non vi presta più fede.

Eppure potrei farle tantissimi nomi di vescovi e cardinali che appena nominati in una diocesi hanno tolto a tutti gli esorcisti la facoltà di esercitare. Oppure di vescovi che sostengono apertamente: «Io non ci credo. Sono cose del passato». Perché? Purtroppo perché c’è stata l'influenza perniciosissima di certi biblisti, e potrei farle molti nomi illustri.

Noi che tocchiamo ogni giorno con mano il mondo dell'aldilà, sappiamo che il Maligno ha messo lo zampino in tante riforme liturgiche."


Chiesa in Germania... Allegria!

Intervistatore: "Per esempio?"

P. Amorth: "Il Concilio Vaticano II aveva domandato di rivedere alcuni testi. Disobbedendo a quel comando, si è voluto invece rifarli completamente. Senza pensare che si potevano anche peggiorare le cose anziché migliorarle. (Cfr. QUI; ndr).

E tanti riti sono stati peggiorati per questa mania di voler buttare via tutto quello che c'era nel passato e rifare tutto daccapo, come se la Chiesa fino ad oggi ci avesse sempre imbrogliato e ingannato, e solo adesso fosse finalmente arrivato il tempo dei grandi geni, dei superteologi, dei superbiblisti, dei superliturgisti che sanno dare alla Chiesa le cose giuste. Una menzogna: l'ultimo Concilio aveva semplicemente chiesto di rivederli quei testi, non di distruggerli.

Il Rituale esorcistico, per esempio: andava corretto, non rifatto. C'erano preghiere che hanno dodici secoli di esperienza. Prima di cancellare preghiere così antiche e che per secoli si sono dimostrate efficaci, bisognerebbe pensarci a lungo. E invece no. Tutti noi esorcisti, utilizzando per prova le preghiere del nuovo Rituale ad interim, abbiamo sperimentato che sono assolutamente inefficaci.

Ma  anche  il rito  del  Battesimo dei bambini è stato peggiorato. È stato stravolto, fin quasi ad eliminare l'esorcismo contro Satana, che ha sempre avuto enorme importanza per la Chiesa, tanto che veniva chiamato l'esorcismo minore. Contro quel nuovo rito ha protestato pubblicamente anche Paolo VI.

È stato peggiorato il rito del nuovo benedizionale. Ho letto minuziosamente tutte le sue 1200 pagine. Ebbene, è stato puntigliosamente tolto ogni riferimento al fatto che il Signore ci deve proteggere da Satana, che gli angeli ci proteggono dall'assalto del demonio. Hanno tolto tutte le preghiere che c'erano per la benedizione delle case e delle scuole.

Tutto andava benedetto e protetto, ma oggi la protezione dal demonio non esiste più. Non esistono più difese e neppure preghiere contro di lui. Lo stesso Gesù ci aveva insegnato una preghiera di liberazione, nel Padre nostro: «Liberaci dal Maligno. Liberaci dalla persona di Satana».

In italiano è stata tradotta in modo erroneo, e adesso si prega dicendo: «Liberaci dal male». Si parla di un male generico, di cui in fondo non si sa l'origine: invece il male contro cui nostro Signore Gesù Cristo ci aveva insegnato a combattere è una individualità concreta: è Satana." [...]




Gabriele Amorth ha appena citato Paolo VI, e qui continuo il mio articolo perché la Sala Nervi, inclusa nel titolo, è l'espressione emblematica di quanto il demonio si sia ormai introdotto all'interno della Chiesa di Roma.

E guarda caso, il luogo porta proprio il nome di Giovan Battista Montini, il pontefice che il 29 giugno 1972, giorno degli apostoli Pietro e Paolo, lanciò al mondo un grido angoscioso sul nemico di Dio, annunciando: «Attraverso qualche fessura, il fumo di Satana è entrato nella Chiesa».

Perciò, sebbene nell'arco del tempo questo tema sia già apparso in rete a livello globale, penso che ancora molti non ne abbiano contezza ed è giusto, secondo me, che possano valutarne i contenuti a dir poco sconcertanti.

Quando per la prima volta appare ai nostri occhi la realtà nascosta dietro il progetto dell'Auditorium pontificio, conosciuto anche come «Sala delle Udienze», si rimane davvero scioccati.

La struttura, che ha una capienza di 6.300 posti a sedere, è ubicata in parte nella Città del Vaticano e in parte a Roma sulla sinistra del colonnato del Bernini; fu costruita nel 1971 dall'ingegnere Pier Luigi Nervi dietro precisa richiesta di Paolo VI che fu il continuatore, dopo Giovanni XXIII, del Concilio Vaticano II, avvenuto dal 1962 al 1965.

Tale storico evento iniziò a portare la Chiesa (come abbiamo letto, e come viene esposto QUI, QUI, QUI, e QUI) all'attuale disastroso "modernismo" dominato dalla Massoneria e il cui piano sta completandosi per mano del Falso Profeta (ved. QUIQUI) con l'avvenuta terrificante "Intronizzazione di Satana" descritta QUI e in Svizzera QUI per l'intero pianeta, sempre a giugno 6° mese dell'anno. (Cfr. QUI le due bestie dell'Apocalisse).


Bergoglio offuscato dal "fumo di... Satana"

A prima vista, tutto questo appare molto normale, ma un'analisi più rigorosa quanto strabiliante svela ciò che rende questo edificio così particolare.

I lavori per la sua progettazione durarono tre anni: dal 1963 al 1966, mentre (si noti la coincidenza!) l'Intronizzazione di Lucifero, l'Arcangelo decaduto, avvenne in una doppia contemporanea messa nera, sia in Vaticano che negli Stati Uniti il 29 giugno 1963, a distanza di 8 giorni soltanto dall'investitura di Montini che, precisamente lo stesso giorno di 9 anni dopo, avrebbe dato il tragico annuncio menzionato sopra.

Una data ideale per la promessa storica che doveva essere mantenuta prima o poi. Come sapevano bene i principali agenti di questo Cerimoniale, la tradizione Satanista ha da sempre predetto che il Tempo del Principe oscuro sarebbe stato inaugurato nel momento in cui un Papa avrebbe preso il nome dell'apostolo Paolo.

Da quando il Conclave terminò (dopo la dipartita di Giovanni XXIII), il 21 giugno 1963 con l'elezione di Paolo VI, il tempo per organizzare l'Evento era molto scarso; ma il "Tribunale Supremo" aveva decretato che nessun'altra data sarebbe stata più idonea per l'Intronizzazione del Principe delle Tenebre se non la festa dei SS. Pietro e Paolo.

E per questo, quale luogo sarebbe stato migliore se non la Cappella Paolina (ved. QUI), dal momento che si trova proprio in Vaticano?

Dunque, fu proprio in quell'anno 1963 che Montini, diventato papa, affidò l'incarico per l'Auditorium a Pier Luigi Nervi, che aveva realizzato anche la sede dell'UNESCO a Parigi tra il 1953 e il 1958.

(Tale sede, per chi non lo sapesse, è il braccio culturale dell'auspicato Governo Mondiale, visto il "transumanesimo" del suo primo direttore generale, Julian Huxley, cioè la riduzione dell'uomo a oggetto tecnico, da migliorare con l'eugenetica).

Lo stesso ingegner Nervi progettò pure, e ciò svela in modo chiaro il suo pensiero, la Chiesa di San Gaspare del Bufalo a Roma, nel quartiere Tuscolano, che riporta esattamente la piramide massonica e l'occhio onniveggente.




Perciò, con tutte queste considerazioni, non c'è da meravigliarsi se l'Aula Paolo VI possiede delle caratteristiche sorprendenti che non possono passare inosservate ad un attento osservatore!

È risaputo, infatti, che il vero capo occulto della Massoneria-Sionista che domina il mondo è Lucifero, il Serpente Antico, e lo ritroviamo più evidente che mai addirittura nella Sala per le Udienze pontificie. Guardare per farsene una ragione!


Interno della Sala Nervi, ed ogni commento appare inutile.

Ed ecco l'esterno... altrettanto impressionante!  Sul tetto ci sono persino le narici del serpente!

Ma c'è di più, l'inquietante grande scultura alle spalle del trono papale chiamata "La Resurrezione", e descritta così dal suo autore, Pericle Fazzini"Il Cristo risorge da questo cratere apertosi dalla bomba nucleare: una atroce esplosione, un vortice di violenza e di energia; ulivi divelti, pietre volanti, terra di fuoco, tempesta formata da nuvole e saette e un gran vento che soffia da sinistra verso destra" ‒ si trova proprio in quelle che sembrano essere le fauci di un rettile. (Cfr. anche QUI).

In definitiva, si è realizzato il modo affinché la voce del "successore di Pietro" uscisse simbolicamente, e di fatto, dalla bocca dell'Usurpatore insediatosi in Vaticano in quel lontano 29 giugno 1963.




Prima di concludere, vorrei far notare che, nella scultura, i capelli del Cristo sferzati dal vento appaiono anch'essi come la testa di un serpente... e d'altra parte non lo ha forse chiamato così il Falso Profeta (ved. QUI) che ne è diventato il penultimo messaggero prima che si presenti l'Anticristo in persona?

Relazione libera di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte dell'intervista a Padre Amorth.