mercoledì 29 gennaio 2020

L'Epidemia vera è da Panico, non da virus!




Sebirblu, 28 gennaio 2020

Ecco un articolo dedicato alla paura del contagio, un balsamo offerto a tutti coloro che si lasciano "influenzare" (nessun verbo può essere più azzeccato di questo...) dalle notizie allarmanti di TV, giornali e web che arrivano per il coronavirus.

Il titolo, infatti, esprime molto bene la situazione, ma pochi conoscono quanto corrisponda al vero. Bisogna dire che i "Poteri Occulti" al comando del mondo e diretti da Satana, hanno la necessità assoluta di "nutrirsi" in continuazione di energie quali il terrore, l'odio, l'ansia, l'agitazione, il timore di ammalarsi e di morire.

Pertanto, cosa c'è di meglio che scatenare ad ogni piè sospinto la paura di una epidemia globale, di una guerra catastrofica oppure il rilascio ‒ a fini "terapeutici" ‒ di alcuni milioni di zanzare OGM in Brasile (450.000 maschi a settimana, ved. QUI) solo per fare qualche esempio?

Oltre a questa "esigenza famelica", l'obbiettivo principale delle Forze Oscure è quello di bloccare o rallentare l'evoluzione animica dell'uomo, impedendogli di pensare e di "risvegliarsi" prendendo coscienza della propria identità spirituale e sfuggendo in tal modo al loro dominio. (Cfr. QUI).

Allora, l'unico rimedio veramente efficace per non lasciarsi condizionare dagli eventi consiste nell'attivare la "Ricerca" interiore e scoprire, improvvisamente, la "PERLA" meravigliosa che alberga dentro l'ostrica, ossia il corpo fisico, come ha insegnato la splendida parabola di Nostro Signore in Matteo 13, 45-46.

Ma andiamo per ordine, prima di parlare della "profilassi" è meglio focalizzare con più chiarezza la potenzialità insidiosa della "malattia" da curare per non soccombere al suo manifestarsi.

Mi avvalgo, per questo, della "diagnosi" perfetta condotta e scritta da un autore molto conosciuto nell'ambito degli operatori spirituali di altissimo profilo, ossia Amadeus Voldben (Amedeo Rotondi; biografia QUI) che con i suoi libri – consigliatissimi – ha contribuito al "Risveglio" di un immenso numero di coscienze, offrendo a tutti le sue peculiarità di educatore, insegnante e guida davvero illuminata. (Altri post dedicati in parte a lui QUI e QUI).




«Se gli uomini conoscessero davvero l'enorme forza distruttiva della paura quando si impadronisce di qualcuno, la fuggirebbero come tra i peggiori malanni. Ben pochi sanno quanto essa sia responsabile delle tante sciagure che affliggono l'umanità.

Essa è un'autentica bomba asfissiante e dirompente che quando entra nell'uomo ha l'effetto dalle peggiori conseguenze. La sua azione devastante è inesorabile, se non si ha la cura di rigettarla subito lontano da sé, come si fa per un ordigno pericoloso.

Chi teme è sicuramente colpito, perché fa da calamita al male: lo risucchia e attira l'oggetto. Non si deve mai reagire col timore. Il male va affrontato con animo sereno, non pavido o incerto.

Nel caso si diventasse preda di una reazione di paura, di odio o di vendetta, l'aura energetica multicolore che circonda il corpo eterico-astrale (ved. QUI; ndr) verrebbe lacerata, permettendo così l'ingresso al fattore attaccante o a qualche Entità (cfr. QUI; ndr).

Si devono assolutamente superare gli impulsi emotivi o istintuali. Nella calma l'aura rimarrà compatta e impenetrabile e farà da barriera ad ogni assalto psichico. Quando si è tranquilli e decisi a difendersi rigettando il nemico, la partita è vinta.

La paura è un vortice vuoto, una sorta di buco nero tra i più pericolosi, che attira a sé la cosa che teme; è un tutto negativo, per cui l'uomo che ne è preso diventa un nulla lasciando ad altro o ad altri l'azione contro di lui.

La sua volontà è azzerata ed egli diventa, di fatto, una massa di energie simili ad una mucillagine inerte sulla quale si ripercuotono le vibrazioni che lo circondano, mentre è incapace di qualsiasi reazione.

Il panico, l'ansia e l'inquietudine sono i nemici più deleteri perché fanno vacillare il muro di protezione naturale dell'aura lasciando in tal modo entrare il male che vi trova accesso libero.




Chi supera la reazione istintiva ed emozionale rimarrà saldo con l'aura inaccessibile ed opporrà una barriera sicura ad ogni assalto psichico. Chi è deciso a difendersi ad ogni costo e a respingere la minaccia avrà la vittoria in ogni caso.

Per godere di buona salute, l'uomo ha bisogno di essere calmo, sereno e gioioso. La condizione dello Spirito occupa un posto importantissimo in tutte le manifestazioni della vita. La sua influenza è primaria.

La preoccupazione agisce negativamente sulla vitalità generale perché questa è determinata dall'energia psichica che ognuno porta in sé. Quando questa si abbassa per qualunque motivo, si determina una condizione per la quale le forze assalitrici possono avere il sopravvento.

Infatti, l'agitazione interna indebolisce le difese del corpo, proprio perché produce effetti dannosi sul dinamismo complessivo.

Le emozioni spiacevoli, derivanti da paura ed apprensione, come pure da tristezza e angoscia, per il loro riflesso sul corpo fisico abbassano il tono dell'organismo, lo indeboliscono e lo deprimono. L'opposto avviene per quelle gioiose, entusiastiche, felici ed euforiche che imprimono forza, vigore ed esaltazione.

Medici e infermieri nelle cliniche e negli ospedali hanno dovuto constatare che chi teme di contrarre una malattia è più soggetto a prenderla. Questo, è stato riscontrato principalmente in occasione di influenze ed epidemie (proprio come quella in corso ora con il "coronavirus" asiatico; ndr).

Coloro che temono di infettarsi, spalancano le porte al male che più fortemente paventano. La forza dello Spirito, l'ottimismo e il coraggio accrescono invece la refrattarietà ad ogni attacco, poiché il corpo subisce la diretta influenza dello stato d'animo.

Colui che non si dà alcun pensiero del contagio, a parità di condizioni esterne, non ne viene assalito restando immune (non solo, ma se poi effonde amore e comprensione verso i "colpiti" rimane protetto ancor più, proprio come una cascata che respinge qualsiasi corpo estraneo controcorrente; ndr) mentre chi lo teme ne è vittima.

(Come nell'evenienza attuale, in cui si prospetta un pericolo di pandemia planetaria; ndr) ...l'apprensione indiscriminata fiacca il fisico, predisponendolo, per così dire, ad un eventuale attacco.

Conviene, quindi, esercitarsi a mantenere la calma di fronte a qualsiasi circostanza fino a raggiungere l'impassibilità, non quella relativa soltanto ad una maschera, ma all'imperturbabilità vera, prodotta dalla serenità interiore di chi conosce che nessun male può incoglierlo se non facente parte dello schema d'esperienze da lui stesso scelto (ved. QUI e QUI; ndr), per evolversi nella sua vita terrena.»




Ed ora, eccoci arrivati al rimedio accennato sopra. Ho parlato di "perla" e di "ostrica" prendendo spunto dall'insegnamento di Gesù, che così dice: "Il Regno dei cieli è simile ad un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra."

La parabola si riferisce, come si legge, al Regno dei cieli che cerca perle preziose, e cos'altro c'è di valore immenso se non lo Spirito, la Scintilla Divina che dimora in ognuno di noi?

Già avevo trattato questo tema così basilare QUI e QUI, ma ora, per coerenza, preferisco esporre di nuovo il pensiero di Amadeus Voldben che, come si leggerà, non si discosta per nulla dal mio.


Rob Gonsalves

«Il punto di contatto più alto che l'uomo possa conquistare è il suo Io spirituale: è la dimora nella serenità più pura dove niente e nessuno potranno giungere.

È la nostra Vera identità, la Scintilla Divina, noi siamo Quella. Il resto non conta, è il bagaglio che portiamo con noi per le vie dei mondi e che cambiamo di volta in volta come veste mutevole ed effimera. (Cfr. QUI e QUI; ndr). Su tale vetta è pace che non conosce turbamento. 

Se i nostri pensieri sono rivolti all'Io spirituale, noi realizziamo il collegamento più proficuo per la vita dello Spirito. Concentrarsi sulla propria Essenza Divina è toccare il punto d'accensione che illuminerà l'intera nostra esistenza, è il Faro verso cui rivolgerci per non perdere di vista il punto d'approdo.»




Ed è questo Faro a darci la fede e il coraggio di fronte ai pericoli che ci minacciano. Dobbiamo affrontarli, e non sfuggirli; avere paura equivale a fuggire.

Come dinnanzi al cane, colui che fugge è inseguito e addentato, così chi ritiene di difendersi con la paura, cioè scappando, ignora che la fuga è un invito all'aggressione, favorendola di più per colpirlo alle spalle.

Che fare allora? Due sono le vie: una è la difesa in chiusura per i principianti dello Spirito e l'altra, al contrario, è in apertura totale come accennato sopra.

Con la prima si agisce di pensiero, concentrando le proprie energie a guisa di uovo intorno a noi in modo da formare una barriera invalicabile a qualsiasi elemento esterno, ma avendo però l'accortezza di lasciare aperto il varco alla sommità del capo per il collegamento col Divino.

Con la seconda si agisce emanando potenti flussi d'Amore (ovviamente connessi al Cielo) verso tutto ciò che è negativo e insidia la nostra incolumità fisica e spirituale. Così, piuttosto che essere dominati dal male, siamo noi a padroneggiarlo con il Bene sciogliendone qualsiasi virulenza.

Ma tutto ciò, ripeto, è possibile ottenerlo soltanto se, finalmente, ci decidiamo ad uscire dal torpore, abbandonando le nostre paure e comportandoci come veri Figli di Dio, Figli della Luce che illumina le Tenebre perché, in questo caso, sono esse a fuggire da noi.

Relazione libera di: Sebirblu.blogspot.it

Brani tratti da: "Le influenze negative" di Amadeus Voldben

domenica 26 gennaio 2020

P. Ubaldi: sconosciuto Gigante dello Spirito!




Sebirblu, 26 gennaio 2020

A distanza di sette anni, soprattutto per la grande ignoranza mostrata dal mondo cattolico verso il personaggio in questione, ripropongo il piccolo saggio biografico sulla figura, a dir poco eccezionale, di un uomo che ha toccato realmente con la sua vita le più alte vette possibili ad un Essere umano.

Chiunque abbia avuto modo di leggere anche uno solo dei suoi scritti ne ha riportato sicuramente una profonda impressione e non può far altro che esprimere tutta la sua ammirazione e il suo stupore di fronte a tale vastità di Conoscenza e di Spiritualità vera. (Cfr. QUIQUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI).

Pietro Ubaldi è molto più conosciuto ed apprezzato all'estero, particolarmente in Brasile e in tutta l'America latina, piuttosto che in Italia, suo Paese d'origine. Ma questa cosa, purtroppo, si ripete spesso da noi!

Ci auguriamo tutti che con la Nuova Alba del Mondo egli possa finalmente ricevere gli onori e la considerazione che merita.




Nel lontano 1937, l'Avv. Gino Trespioli, da me ripetutamente menzionato, QUI, QUI, QUI e QUI,  ma soprattutto QUIstilò una relazione come componente della Giuria che avrebbe dovuto assegnare il primo premio inerente ad un'inedita "Collana di Biosofia".

Data la corposità considerevole e approfondita con la quale espresse il suo giudizio critico sullo scritto da visionare, ne ho composta una sintesi con gli stralci più significativi, al fine di farvi conoscere meglio il Personaggio di cui stiamo parlando.

Ecco dunque quello che il Trespioli scrisse e che sarebbe poi diventata la prefazione all'opera.

"Tale premio fu vinto dall'unico concorrente che, rispettoso delle norme del concorso, fece pervenire tempestivamente il proprio lavoro unitamente ad una busta segnata col numero VI e col motto: "In hoc signo vinces".

Infatti, dopo il giudizio unanimemente favorevole per il testo presentato ‒ "Le Noùri" (correnti spirituali emesse da Forze invisibili), fu aperta la busta: Dott. Prof. Pietro Ubaldi, Gubbio (Perugia).

Sorpresa quanto mai gradita, sebbene il valore letterario, eminentemente biosofico e gli accenni alla produzione ultrafànica che in questo libro sono frequenti, avessero già fatta nascere la speranza che l'autore fosse precisamente Pietro Ubaldi.

Se fosse lecito a noi parlare di "fortuna" dovremmo esclamare essere grande fortuna che la "Collana di Biosofia" si inizi con una monografia di un ipersensitivo dotato di facoltà così particolari da non potersi confondere con quelle dei più potenti ed sperimentati ultrafàni.

Ma noi non possiamo né dobbiamo parlare mai di fortuna più o meno cieca; noi sappiamo che l'opera nostra è voluta, diretta da una Forza Superiore, che misura, stabilisce, sceglie gli strumenti, li guida, e per loro mezzo compie ciò che deve essere compiuto.




Il sottoscritto relatore ebbe un giorno un'idea o meglio un desiderio: che qualche Casa editrice pubblicasse una serie di monografie sui problemi più assillanti e più occulti della vita umana e cosmica.

A parte le somme ingenti necessarie in questo periodo storico molto critico, mi domandavo: "Chi li leggerebbe? E chi soprattutto li scriverebbe?

Pochi giorni dopo, un Socio Emerito della Società di Biopsichica, che vive lontano dall'Italia, diresse una lettera a chi scrive nella quale era detto pressapoco questo: «Ho pensato sarebbe utile, doveroso, che i problemi biosofici fossero oggetto di altrettante monografie.

Esamina bene, riferisci e, sotto gli auspici della nostra Società, si facciano altrettanti concorsi annuali quanti sono e saranno i temi. Quanto occorre per premiare i degni e per la diffusione delle monografie, senza determinazione del numero, è a disposizione».

Chi aveva avuto un tale incarico insperato ed insperabile, subito interrogava lo Spirito Guida (il  Maestro) dell'ultrafàna Bice Valbonesi; ed eccone il responso:

«Tutto ciò è per Volere superiore; fui Io ad allacciare il tuo pensiero alla mente del tuo Fratello lontano, che altrimenti sarebbe stato ignaro; lui e tu adempite semplicemente un dovere. Obbedite ed operate».

Ed ora ecco prescelto Pietro Ubaldi per il primo dei lavori, per quell'opera che tratta l'argomento principe, fondamentale, che è l'Ultrafanìa. (Per gli increduli cattolici, e purtroppo a volte, anche denigratori, cfr. QUI; ndr).

Sòcrate sentiva anche lui la "Sua Voce", ma non avrebbe forse saputo – per i tempi, l'ambiente, il grado evolutivo d'allora e le condizioni della scienza presso gli antichi – parlare come Pietro Ubaldi, con metodo scientifico, del fenomeno di cui questi è strumento, ma strumento consapevole del valore della produzione che per lui si estrinseca.




Ultrafàno nel senso vero e maggiore, nella forma e nella sostanza dell'opera sua perfetta, l'Autore de "Le Nouri" può dire delle correnti spirituali quello che nessun pensatore, per quanto di genio, potrebbe dire mai, perché Ubaldi "ha vissuto" l'Opera sua, ha abbandonato il proprio io all'ordine di un'Entità di superlativa intelligenza, che denomina "La Sua Voce" e che viene a lui dal mistero.

Egli ha obbedito, raccogliendo e ripetendo agli umani le parole profonde da lui non pensate ma sentite; ed ha, nel tempo stesso, con le proprie facoltà cerebrali potuto seguire, indagare, intendere la tecnica, diciamo così, di quel fatto spirituale enorme che è la radiazione emessa da Essenze vive in una vita fuori dai limiti angusti della nostra esistenza.

Pietro Ubaldi ha posseduto delle facoltà supernormali in un grado così elevato da non essere forse possibile fare confronti, se non si risalga ai grandi Mistici.

Egli dunque fu un sommo "segnato", uno tra quelli che vengono "inviati" per una dimostrazione lampante dell'esistenza di una Legge Superiore che impera, che regola la nostra fatica da essa ordinata e voluta.

Dopo l'esito del concorso, la Giuria ha ritenuto di conoscere il soggetto da vicino. Egli, che nacque a Foligno nel 1886 (e trapassò il 29 Febbraio 1972; ndr), ci disse: «Avevo per vocazione il Vangelo nel cuore, ero nato per amare».

Studiò unicamente per passare gli esami, giacché afferma: «Non credevo in ciò che mi si insegnava e che sentivo monco, inutile, privo di basi sostanziali. La Verità era in me, io la cercavo dentro di me. Mi gettavo, ribelle ad ogni guida, sullo scibile umano, a caso, segretamente cercando la mia verità.

Guardavo il mondo e le cose dall'interno, nelle cause e nei princìpi, non negli effetti e nella loro utilizzazione pratica. Come i volitivi e i pratici possono considerarmi un incompetente nello sfruttamento utilitario della vita, così io posso considerare costoro come degli incompetenti di fronte alla soluzione dei problemi della Conoscenza.»

Ciò non gli impedì di ottenere con onore la laurea in giurisprudenza, di avere apprese parecchie lingue, come in un sogno riportato alla memoria... l'inglese, il francese, il tedesco insieme alla storia, alla letteratura e alla psicologia di quei popoli."

Da qui, prosegue Sebirblu con una sintesi biografica della sua esistenza.



Studiò musica e ne divenne un esperto imparando a suonare il pianoforte. Questo affinò ulteriormente in lui il senso del Bello e l'amore per il Sublime.

La vita straordinaria di Pietro Ubaldi si dispiega in quattro periodi ventennali che caratterizzano il suo percorso evolutivo sempre più ascendente verso il Superlativo. 1891-1910,  1911-1930,  1931-1950,  1951-1970.

Andò  a scuola a cinque anni, nel 1891, ed è da questo anno  che  comincia a svolgersi la sua prima fase di apprendimento e di formazione che si sarebbe conclusa con la laurea nel Giugno 1910, esattamente dopo 20 anni dall'inizio degli studi.

Nella seconda fase, andò negli Stati Uniti, dove viaggiò molto, percorrendoli in lungo e in largo e nel 1912 si sposò con Maria Antonietta Solfanelli, nativa della città di Matelica (Marche).

Da lei ebbe due figli: Franco, trapassato nella II guerra mondiale ed Agnese. Fu un periodo di sperimentazione pratica a contatto con il mondo, di osservazione della realtà della vita e di maturazione spirituale per la sua formazione interiore.

Ricco, appartenente ad una delle migliori e più antiche famiglie dell'Umbria, si auto spogliò "vendendo" tutti i suoi possedimenti al minore offerente per sperimentare integralmente il Vangelo, come descrisse magistralmente nel suo volume "Storia di un uomo" e si trovò quindi nella necessità di lavorare per vivere.

Perciò, divenne professore di lingua e di letteratura inglese, vincendo un concorso, nelle Scuole di Stato italiane, ginnasiali e liceali.

Insegnò, durante il terzo periodo ventennale, prima a Modica, in Sicilia (per una stagione scolastica), e poi nella piccola città di Gubbio, vicina ad Assisi, permeata di un'atmosfera francescana, dal 1932 al 1952.


Gubbio - (Perugia)

I primi due ventenni furono di elaborazione e maturazione. Gli ultimi due, improntati all'ardore e all'espansione della sua profondissima interiorità, delinearono invece la fase della sua produzione concettuale.

Nel 1927 fece voto di povertà ed ebbe un'apparizione del Cristo che in seguito si ripeté insieme a Francesco d'Assisi.

Nel Natale 1931, mentre stava iniziando il terzo periodo di altri vent'anni, ricevette il primo di una serie di stupendi Messaggi spirituali che fecero il giro del mondo, tradotti in spagnolo (tre edizioni), in portoghese (cinque edizioni), in inglese, francese e arabo.

Così descrive l'evento Gino Trespioli:

"Eccezionale come tutti i soggetti ipersensitivi, ma anche di più per la netta coscienza che Ubaldi ha delle proprie facoltà, del suo stesso lavoro.

Quando nella sua Assisi, nella notte di Natale del 1931, scrisse il suo primo Messaggio (QUI), obbedì ad una Voce che gli diceva: «Non temere, scrivi!». Egli tremava, annientato; poi sorse trasfigurato; una forza nuova era in lui; doveva obbedire; donde quel magnifico brano di profonda bontà che firmò: «La Sua Voce».

«La Sua Voce»: sorgente di pensiero, di affetto, di azione e di bontà, a lui diceva: «Non domandare il mio nome, non cercare di individuarmi; non potresti, nessuno potrebbe; non tentare inutili ipotesi».

Da allora Pietro Ubaldi, soldato obbediente di una Forza Superiore, lanciando i suoi Messaggi, trovò consensi e ammirazione in tutto il mondo".



Riprende Sebirblu con le note biografiche:

Fu candidato come Premio Nobel nel 1939 ma a lui si preferì, all'ultimo momento, Jean Paul Sartre.

Venne apprezzato da Albert Einstein che, come risulta in un carteggio, considerò il suo sistema filosofico "dolce e leggero".

Ma anche Enrico Fermi ritenne che "La Grande Sintesi" fosse un quadro di filosofia scientifica e di antropologia etica atta ad oltrepassare di molto i consimili tentativi dell'ultimo secolo.

Fu il dolore il suo grande maestro, e infatti ricoperse un ruolo importantissimo nella stesura di tutta la sua Opera.

Scrisse nella sua vita 24 volumi, dieci pubblicati e scritti in Italia, mentre insegnava a Gubbio, di cui il più fondamentale è "La Grande Sintesi"; ispirazione genetica per la comprensione dell'Universo e delle Leggi della Vita.

Ispirazione che ebbe un giorno, a 27 anni, in riva al mare a Falconara, dove intuì che la Materia, l'Energia e lo Spirito sono costituiti dalla medesima Sostanza e che la differenza tra loro è soltanto cinetica: rotatoria nella materia, ondulatoria nella energia, vorticosa nello spirito.

Gli altri 14 volumi li scrisse e li pubblicò in Brasile dove nel 1951, all'inizio dell'ultima parte ventennale della sua vita, fu invitato per tenere una serie di conferenze sulla sua grandiosa Opera letteraria e profondamente spirituale.

Così, nell'estate di quello stesso anno, da Luglio a Dicembre, ebbe modo di viaggiare per tutto il Brasile.

In seguito, nel Dicembre 1952, vi si trasferì in modo definitivo ed abitò in S.Vicente presso Santos, nello stato di S. Paolo con tutta la sua famiglia.




Prima di presentarvi l'elenco dei suoi prestigiosi libri, vorrei mettere in risalto il metodo da lui usato per conciliare finalmente due princìpi da sempre antagonisti fra loro: "Scienza e Fede".

La produzione della sua Opera si basa sul metodo intuitivo, per mezzo del quale la coscienza, facendosi umile e ricettiva, riesce a penetrare per vie interiori l'intima essenza dei fenomeni.

I suoi scritti ‒ seguendo le sue medesime dichiarazioni ‒ sono passati da una forma ispirata, attraverso le noùri (emanazioni di pensiero elevatissime), ossia da un livello "supercosciente" in cui percepiva "La Sua Voce", ad una metodologia di controllo razionale  dell'intuizione.

Tale metodo avrebbe consentito di esaminare sia la "materia" che lo "Spirito" nella loro concatenazione, unificando appunto Scienza e Fede che sono effettivamente due aspetti della medesima realtà.

Pietro Ubaldi è l'antesignàno delle facoltà ultrafàniche e questo ci fa anche sperare che si possano e si debbano accentuare in un prossimo futuro.

E Trespioli conclude:

"Ci auguriamo che tutti i "segnati", come lui protesi a dare all'Umanità nuove e sempre più luminose manifestazioni trascendentali, siano un giorno non soltanto degli strumenti inconsapevoli, ma scienti e coscienti del valore del fenomeno che per essi si manifesta."




L'OPERA COMPLETA DI PIETRO UBALDI

 1 - I GRANDI MESSAGGI
Origine ispirativa dell'Opera
e note autobiografiche.

2 - LA GRANDE SINTESI
Sintesi e soluzione dei problemi della Scienza e dello Spirito.

3 - LE NOÚRI
Analisi del fenomeno ispirativo dell'Autore.
Tecnica e ricezione delle correnti di pensiero.
I grandi Ispirati.

4 - L'ASCESI MISTICA
Studio del fenomeno mistico vissuto dall'Autore.

5 - STORIA DI UN UOMO
Un uomo, il suo destino e la sua lotta per un ideale.

6 - FRAMMENTI DI PENSIERO E DI PASSIONE
Gli ideali francescani. La vera religione.

7 - LA NUOVA CIVILTÀ DEL III MILLENNIO
Analisi e sviluppo della "Grande Sintesi".
Verso la Nuova Era dello Spirito.

8 - PROBLEMI DELL'AVVENIRE
IL problema psicologico, filosofico e scientifico.
La Scienza alla scoperta di Dio.

9 - ASCENSIONI UMANE
L'evoluzione della vita nel suo aspetto spirituale.
Il problema sociale, biologico, mistico.

10 - DIO E UNIVERSO
Analisi del ciclo cosmico involutivo-evolutivo,
"spirito, materia, spirito" nel quadro della Creazione.

11 - PROFEZIE
L'avvenire del mondo. L'Apocalisse. Nostradamus.
Malachìa. Daniele. Le Piramidi, ecc.
La funzione storica del Brasile.

12 - COMMENTARI
Considerazioni retrospettive.
Introduzione al secondo ciclo dell'Opera.

13- PROBLEMI ATTUALI
Le guide del mondo. Critica del Macchiavelli.
Stabilità monetaria. Patogenesi del cancro.
La Reincarnazione, ecc.

14 - IL SISTEMA
Genesi e struttura dell'Universo.

15 - LA GRANDE BATTAGLIA
La lotta dell'uomo fra ideale e realtà.
Il potere della non resistenza.
Angelo e demonio.

16 - EVOLUZIONE E VANGELO
La posizione del Vangelo nella realtà biologica della vita.
La sua funzione utilitaria.
Come si concilia con i beni materiali.

17 - LA LEGGE DI DIO
Ciclo di 24 conferenze sul Pensiero direttivo
di Dio nel mondo.

18 - LA TECNICA FUNZIONALE DELLA LEGGE DI DIO
Analisi delle forze spirituali in atto, loro meccanica,
traiettorie e funzione correttiva degli errori.

19 - CADUTA E SALVEZZA
Origine del Male nel mondo e redenzione della Creatura
nell'àmbito delle forze del Sistema (Divino).

20 - PRINCÌPI DI UNA NUOVA ETICA
La nuova morale cristica su basi razionali e scientifiche.
Il fenomeno della personalità umana.
La nuova psicoanalisi e la psicoterapeutica.

21 - LA DISCESA DEGLI IDEALI
Rapporto fra trascendenza e immanenza.
Religione e Scienza. Evoluzione e analisi delle Religioni.
Crisi del Cattolicesimo. Teilhard de Chardin. J. P. Sartre.
Lavoro e proprietà. Cristianesimo e Comunismo.

22 - UN DESTINO SEGUENDO CRISTO
L'esperienza spirituale dell'Autore
nei quarant'anni dedicati all'Opera.

23 - PENSIERI
Prima parte: Come orientare la propria vita.
Seconda parte: Analisi di casi reali, vissuti.

24 - CRISTO E LA SUA LEGGE
Analisi della Sua personalità e del Suo Messaggio.
Validità e attualità del Suo Annuncio
nella realtà sociale contemporanea.

sabato 18 gennaio 2020

Scienza: migliaia di Bimbi ricordano Vite passate!




Sebirblu, 18 gennaio 2020

Della reincarnazione, sotto un punto di vista scientifico, se ne è occupato pure il Corriere della Sera in un articolo di qualche anno fa, redatto da Paolo Valentino.

Riprendo questo argomento, nonostante ne abbia già parlato ampiamente QUI, QUI  e QUI, perché non è mai abbastanza insistere sulla NECESSITÀ DI SFATARE, una volta per tutte, la CONVINZIONE ERRATA ‒ di stampo cattolico ‒ che essa non esista! Altri casi descritti QUI e QUI, ma con vista chiaroveggente e ultrafànica QUI e QUI.

E pensare che ne parlano abbondantemente persino le Scritture! Ma come si diceva un tempo: "COMPAGNO, L'UNITÀ NON LO DICE" ‒ ossia per traslato LA CHIESA ‒ che, se nega la reincarnazione, bisogna darle credito... ciecamente...

Tuttavia, arriverà pure quel tempo, tanto sospirato, in cui ognuno si deciderà a CERCARE e a DOCUMENTARSI sul serio, aprendo gli occhi!!!

Ora,  riportando  quasi  per  intero  il  suddetto  pezzo  giornalistico  ed aggiungendo una parte di un post pubblicato da "Anticorpi", dò un'ulteriore possibilità ai "DORMIENTI" di svegliarsi e comprendere che il brevissimo tratto di vita che affrontiamo rispetto all'eternità, non supporta alcuna logica che possa stabilire un destino definitivo di gioia o di tormento. (Cfr. QUI).

Ma se questa semplice considerazione non bastasse, ci sono ben altre ragioni e testimonianze che la convalidano, abbattendo qualsiasi resistenza! Basta VOLER SCENDERE dalla roccaforte sulla quale ogni cattolico si è abbarbicato "con le unghie e con i denti", sorretto da una cocciutaggine così ostinata che solo la cecità in cui è immerso può scusarlo!

Ma ecco l'articolo in questione, preceduto da un'interessante intervista-video fatta al prof. Jim Tucker ‒ di cui ho già parlato QUI  direttore della clinica psichiatrica infantile all'Università della Virginia, nonché autore del libro "Vita prima della vita". (Per maggiori approfondimenti QUI).




Memorie di Vite remote analizzate... "con serietà"

Charlottesville (Virginia) ‒ Nei suoi incubi notturni, James Leininger sognava aerei colpiti che precipitavano ed esplodevano ancora in aria, prima di inabissarsi nel mare.

Di giorno ricordava di essere stato nella US Air Force, pilota di un caccia in forza alla portaerei Natoma Bay. Parlava della sincera amicizia con un altro aviatore, Jack Larsen.

E raccontava in dettaglio la propria dipartita, dopo che il suo aereo era stato abbattuto dai giapponesi nel cielo di Iwo Jima. All'epoca in cui evocava graficamente queste memorie James aveva due anni.

I fatti cui si riferiva il bambino della Louisiana erano successi più di mezzo secolo prima. Nella battaglia di Iwo Jima, proprio la portaerei Natoma Bay perse in effetti un solo pilota. 

Costui si chiamava anch'egli "James" e il suo cognome era Huston; veniva dalla Pennsylvania (cioè quasi 2000 km lontano dalla casa dei Leininger) e le circostanze della morte coincidevano esattamente con i ricordi del bimbo, compresa quella che il nome dell'aviatore in volo dietro di lui, al momento dell'incidente, era Jack Larsen.


James Leininger da piccolo.

Ma nessuno le aveva mai rese pubbliche. Furono necessari al padre del piccolo quasi tre anni di ricerche negli archivi della Marina, per mettere insieme questi elementi.

«È assolutamente impossibile che un bambino di due anni possa aver assorbito queste informazioni attraverso mezzi normali» dice il dottor Jim Tucker.

Quello di James Leininger è solo uno delle migliaia di casi di cui il professore si occupa. Nel prestigioso college di Charlottesville dirige la Division of Perceptual Studies, meglio nota con l'acronimo di Dops.

Fondata nel 1967 da un altro accademico, Jan Stevenson, l'istituto ha per missione «l'investigazione scientifica ed empirica di fenomeni che suggeriscono quanto le attuali assunzioni scientifiche e le teorie sulla natura della mente o della coscienza possano essere incomplete». [...]

[...] È dagli anni Settanta che Tucker lavora al Dops, il cui nome d'origine era Division of Personality Studies, occupandosi soprattutto di bimbi che, come James Leininger, hanno ricordi vividi e spesso di gente realmente esistita nel passato.

Sono testimonianze che suggeriscono la possibilità di una «sopravvivenza della personalità (la psiche o anima; ndr) oltre le morte». Il Dops ha analizzato e catalogato in un database più di 3000 casi, e non solo di bambini, nei quali i pazienti raccontano di essere stati altri.

La scienza ortodossa ha sempre guardato al laboratorio di ricerche paranormali di Charlottesville con scetticismo,  quando  non  con  sospetto.


André Brouillet: "Una lezione clinica alla Salpêtrière" 1887 - Parigi

Stevenson, il fondatore, venne accusato di non rispettare standard d'analisi rigorosi, di voler per forza vedere evidenza scientifica dove altri vedevano superstizione e, non ultimo, di aver tenuto in vita l'istituto grazie alle donazioni di ricchi filantropi, ossessionati  dalla  reincarnazione.

Uno di questi fu Charles Carlson, l'inventore della xerografia, che lasciò 1 milione di dollari al Dops, probabilmente su richiesta della moglie, di cui era nota la passione per il paranormale.

Ma i suoi sostenitori non mancano. E senza dover risalire a Max Planck, padre della fisica quantistica e teorico della coscienza universale, o a Carl Sagan, per il quale la reincarnazione «era un'area di ricerca parapsicologica degna di seria indagine», studiosi d'oggi hanno valutato positivamente i metodi di Stevenson e Tucker.

Già nel 1977, scrivendo su una rivista specializzata, lo psichiatra americano Harold Lief aveva lodato l'approccio del Dops. E precisando di voler sospendere il giudizio su telepatia e reincarnazione, si era detto «vero credente nei metodi di Stevenson».

Su Scientific American, lo psicologo Jesse Bering ha definito «per nulla scontato il fatto che il lavoro del Dops sia privo di senso» e si è chiesto perché i dati raccolti dall'equipe di Stevenson e Tucker non vengano presi più seriamente.

«Forse che il nostro rifiuto anche di guardare a questi risultati, men che meno discuterne, sia riconducibile alla paura di sbagliarci?».

Certo siamo davanti ad informazioni fuori del comune. Ma nulla toglie al fatto che alla Division of Perceptual Studies in Virginia si lavori con rigore, metodo e serietà pari a quelle di altre celebri istituzioni come la Nasa o il Mit.

Che poi non vogliate credere a James Leininger e alle memorie di una vita non sua, è un'altra storia.

Paolo Valentino

Il DOPS o Divisione di Studi Paranormali a Charlottesville in Virginia - USA

Qui di seguito, come precisato all'inizio, ecco una parte dell'articolo di "Anticorpi", sempre valido anche se datato 2011. (QUI il testo completo, perché nel frattempo, il sito originale è sparito).

L'Evento Reincarnativo

La reincarnazione è il nocciolo comune di ogni religione antica o moderna, sebbene alcune se ne siano momentaneamente dimenticate. È anche uno degli aspetti più innovativi delle moderne terapie psicologiche, oltre ad essere del tutto compatibile con le leggi della fisica.

Che sia presente nella religione buddhista ed induista lo sanno tutti, ma pochi sanno che lo sia anche nell'Islam, ossia nella sua branca esoterica, il Sufismo.

L'Ebraismo exoterico non ne parla, ma la Cabala ‒ da cui l'Ebraismo è nato ‒ contiene questo principio, e qualunque cabalista lo confermerà.

L'esistenza della reincarnazione ai primordi  della  religione  cristiana  è  tema  su  cui si impernia una forte polemica, anche perché i cristiani oggi negano con forza tale connessione.

Il motivo è che essa fu condannata nel 553 d.C. durante il Concilio di Costantinopoli, convocato non da una figura religiosa, ma fortemente voluto dall'Imperatore Giustiniano. Si può presumere che questi si muovesse per motivi politici più che per amore di verità teologiche.

Dopo la sconfitta dello Gnosticismo da parte del Cristianesimo istituzionalizzato nell'Impero Romano, la corrente che discendeva da Origene ‒ uno dei Padri della Chiesa ‒ che incorporava nei suoi insegnamenti la Dottrina delle Rinascite, fu così dichiarata eretica.

Nei Vangeli, però, è contenuto (tra gli altri) questo passo:

«La Legge e i Profeti hanno profetizzato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda.

Allora i discepoli gli domandarono: "Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?" E Gesù rispose: "Sì, Elia verrà e ristabilirà ogni cosa."

Ma io vi dico: "Elia è già venuto e non lo hanno riconosciuto; anzi, lo hanno trattato come hanno voluto." Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista." (Mt 17, 10-13)».

Da qui si potrebbe desumere che il Cristo, il Quale per Sua stessa ammissione parlava per parabole così che ognuno capisse solo ciò che era pronto a ricevere, conoscesse questa realtà.




Il che appare ancora più evidente se si prendono i Vangeli "apocrifi", cioè quelli scartati dai costituendi poteri ecclesiali con metodi molto discutibili.

Nel Cristianesimo mistico-esoterico vien detto che: "Ogni grande legge naturale deve necessariamente essere in armonia con tutte le altre."

Le tre concezioni a cui esso si riferisce sono le seguenti:

I. ‒ La Teoria Materialistica, la quale sostiene che la vita è un viaggio dalla culla alla tomba; che la mente è il risultato di certe correlazioni della materia; che l'uomo è la più grande intelligenza del Cosmo e che il suo intelletto scompare col disintegrarsi del corpo dopo la morte.

II. ‒ La Teoria Teologica, che asserisce come ad ogni nascita una nuova anima entri nel contesto fisico direttamente dalla mano di Dio manifestandosi nell'esistenza visibile; che attraverso la soglia della morte se ne vada nel mondo invisibile dal quale non farà più ritorno; che sulla Terra la sua felicità o la sua sofferenza verrà decisa "in eterno" dalle sue azioni compiute nel brevissimo periodo di tempo che intercorre fra la vita e la morte.

III. ‒ La Teoria Reincarnativa, che insegna come ogni Spirito sia parte di Dio e comprenda tutte le facoltà divine (sebbene relative; ndr) similmente al seme che racchiude la pianta; che per mezzo di ripetute esistenze in un corpo terreno suscettibile di perfezionamento, le possibilità latenti vengano pian piano sviluppate in potenza dinamica; che nessuno si perde durante questo processo, ma che tutta l'umanità raggiungerà infine la meta della perfezione e della riunione con Dio.

La prima di queste teorie è monistica. Tende a spiegare tutti i fatti dell'esistenza come processi limitati al mondo materiale. Le altre due concordano nel loro dualismo, ossia ascrivono alcuni elementi e fasi dell'esistenza ad uno stato super-fisico invisibile, ma differiscono largamente su altri punti.

Se studiamo il rapporto fra la teoria materialistica e le leggi conosciute dell'Universo, troviamo che la continuità dell'energia è altrettanto ben stabilita quanto quella della materia, e che né l'una né l'altra hanno bisogno di delucidazione.


Marcello Ciampolini: "Parto Cosmico"

Sappiamo anche che materia ed energia sono inseparabili nel Mondo Fisico. Ciò è contrario alla teoria materialistica la quale ritiene che la mente perisca con la morte. Se nulla può essere distrutto, neppure la mente può esserlo.

Inoltre sappiamo che la mente è superiore alla materia, poiché modella i lineamenti del viso così che questo diviene un riflesso o specchio di quella.

Abbiamo scoperto che le molecole del nostro corpo cambiano continuamente; che almeno una volta ogni sette anni avviene un mutamento in ogni atomo di materia che lo compone.

Se la Teoria Materialistica fosse corretta, la coscienza dovrebbe essere sottoposta ad un radicale cambiamento con nessuna memoria di ciò che precedette, e l'uomo non potrebbe perciò ricordare un qualsiasi evento per più di sette anni.

Sappiamo che così non è. Noi rammentiamo gli eventi della nostra infanzia. Molti dei più banali incidenti, anche se dimenticati dalla coscienza ordinaria, sono stati distintamente ricordati nella visione della vita trascorsa (ved. QUI; ndr), da persone in procinto di annegare che hanno raccontato l'esperienza dopo essere state salvate.

Esternazioni simili, in stato di trance, sono comuni. La Teoria Materialistica non è in grado di spiegare queste fasi di sub e super-coscienza (cfr. QUI; ndr). Essa le ignora.

Allo stato attuale delle ricerche scientifiche, quando studiosi eminenti hanno stabilito senza dubbio l'esistenza di questi fenomeni, cercare di ignorarli è molto imbarazzante per una visuale (cieca; ndr) la quale pretende di risolvere i maggiori problemi della vita, anzi la vita stessa.


Tomasz Alen Kopera

Possiamo dunque liberamente passare da questa prima concezione ‒ inadeguata a risolvere il mistero della vita e della morte ‒ alla seconda.

Una delle più serie obiezioni alla Teoria Teologica ortodossa è la sua insufficienza. [...]

E qui intervengo io, perché il segmento dell'articolo pone la questione irragionevole soltanto sui 144.000 salvati descritti nell'Apocalisse (7, 4-8) che il Lettore, se incuriosito, può andarsi a leggere nel sito di cui ho indicato il link a fondo pagina.

Invece l'obiezione, di gran lunga più importante, è la totale assenza di spiegazioni plausibili al senso del dolore, alla nascita di bambini mal formati, alle loro sofferenze indicibili in paesi poverissimi e martoriati da calamità di tutti i generi e via dicendo.

Quello che scandalizza è che persino Bergoglio (ma non c'è da meravigliarsi, perché è il Falso Profeta) abbia detto a un bimbo che gli aveva rivolto la domanda che tutto ciò è un mistero!

Ecco le sue parole: 

"Perché soffrono i bambini? Si può soltanto alzare gli occhi al Cielo e aspettare risposte che non si trovano. Non ci sono risposte per questo, Rafael." (Cfr. QUI).

E QUI, rimetto il link, postato sopra, sul perché del dolore che consiglio vivamente di leggere!

Riprendo ora l'articolo in corso: 

[...] Consideriamo ora la Teoria Reincarnativa che implica un processo evolutivo, condotto con inflessibile continuità attraverso numerose rinascite, in forme di crescente efficienza per le quali tutti sono, col tempo, portati ad una crescita di splendore spirituale che per ora non ci è possibile concepire.

(Concetto che non ha nulla a che vedere con la "metempsicosi" che sostiene anche l'incarnazione in animali; ndr).

Non vi è nulla di irragionevole né di difficile ad accettare tale teoria. Guardando intorno a noi troviamo ovunque nella natura questo sforzo nella ricerca della perfezione in maniera lenta, ma persistente. Non esiste alcun improvviso processo di creazione o di distruzione come il teologo afferma; ma soltanto «Evoluzione».

L'evoluzione «è la storia del progresso dell'anima nel tempo». Ovunque, vedendo intorno a noi i fenomeni dell'Universo, ci rendiamo conto che il sentiero ascendente è caratterizzato da una spirale.


Marcello Ciampolini: "Nel Tempo e fuori dal Tempo"

Ogni sua spira è un ciclo. Ogni ciclo si immerge nel successivo, poiché le volute sono continue; ogni spirale essendo il prodotto perfezionato delle precedenti è la creatrice degli stati più perfetti che la seguono.

Una linea retta non è che l'estensione di un punto. Non occupa che una dimensione nello spazio. La teoria del materialista e quella del teologo sono simili nel concetto. Il materialista fa cominciare tale linea dalla nascita e, per coerenza, ritiene che termini all'ora del decesso.

Il teologo fa iniziare la sua linea con la creazione dell'anima al concepimento poco prima della nascita. Dopo la morte, essa continua a vivere, e il suo destino è irrimediabilmente determinato dalle azioni di pochi brevi anni di vita. Non c'è nessun ritorno per correggere gli errori. La linea continua diritta; essa comporta un minimo di esperienza, e nessuna elevazione animica dopo il trapasso.

Il progresso naturale, invece, non segue una linea retta come queste 2 teorie indicano, e nemmeno un sentiero circolare, poiché equivarrebbe ad un ciclo infinito delle stesse acquisizioni e l'uso di solo due dimensioni nello spazio.

Tutto si muove in cicli progressivi, e per avvantaggiarsi di ogni occasione di avanzamento offerta dal nostro tridimensionale piano, è necessario che la vita evolventesi segua un percorso in ascesa (spiraliforme, appunto) che prosegua di continuo verso il trascendente.

Ovunque v'è la spirale: avanti, verso l'alto, sempre! E' mai possibile che questa Legge, così universale in ogni regno, non operi nella vita dell'uomo? La terra si risveglia ogni anno dal suo sonno invernale, gli alberi e i fiori si riformano nuovamente, mentre l'uomo deve morire e basta? Ciò non può essere!

La stessa Legge che sospinge la vita della pianta verso una nuova crescita, risveglierà l'essere umano a nuove esperienze per avanzare sempre più verso la Perfezione.

Perciò la Teoria Reicarnativa, che postula ripetute rinascite in "veicoli" corporei gradatamente perfezionantisi, è in perfetto accordo con l'evoluzione e i fenomeni della natura, mentre le altre due concezioni non lo sono.

Considerando l'esistenza sotto un aspetto etico, troviamo che è sempre accomunata alla Legge di Conseguenza (o Karmica) dalla quale è inseparabile e, d'altronde, è la sola che soddisfi il nostro senso di giustizia, in armonia con gli eventi che osserviamo intorno a noi.

Il vero Cristianesimo Esoterico non è stato ancora pubblicamente insegnato e nemmeno lo sarà fintanto che gli uomini non avranno superato la fase materialistica per essere in grado di riceverlo.




Chiosa di Sebirblu

Questa consapevolezza avverrà molto presto, perché saranno gli stessi eventi ormai alle porte ‒ dei quali uno in particolare (ved. QUI) ‒ che indurranno tutti, che lo vogliano o no, a rivolgere la propria attenzione sul senso della vita e della morte e sulla richiesta di sperimentare ancora e ancora per non ricadere negli stessi errori di prima, anche se nell'attuale dimensione non sarà più possibile.

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Fonti: corriere.it
    "    : anticorpi.info
    "    : theatlantic.com (questo è il primo articolo originario, completo, in inglese)