domenica 27 febbraio 2022

Dopo 50 anni ritrovato un film SOLO per gli ARDENTI

 

Sebirblu, 26 febbraio 2022

Già altre volte ho dedicato i miei scritti a film molto particolari che possono diventare una guida e un motivo di riflessione per i lettori assetati di Conoscenza, in questo deserto arido in cui si trova l'umanità oggi.

Questi sono i link: "Nosso Lar" – "L'Uccellino Blu" – "Tra il Buio e la Luce" ed ora siamo al quarto, ma anche al più speciale per me, in quanto sono 50 anni che lo cerco, da quando in quel lontano 1972 andai al cinema in un'improbabile borgo valtellinese e ne trassi un ricordo così vivido che chiamai mio figlio "Emmanuele", proprio come il suo "Protagonista" più importante.

Passando il tempo, persino il titolo mi era svanito dalla mente e circa una decina d'anni fa, provai a scriverne la trama per tentare di rintracciarlo in rete in un sito apposito, ma invano.

Solo da qualche mese, con l'apporto insperato di Federica, entrata in contatto con me per arricchire il proprio cammino spirituale, diventato poi rapporto fraterno, ho avuto modo di inquadrarne il nome in italiano: "Luca, bambino mio" – che non dice assolutamente nulla in confronto al vero "El Cristo del Océano" di co-produzione spagnola-italo-messicana.

Il testo del film è stato tratto da un racconto di Anatole France, Premio Nobel per la letteratura nel 1921 (ved. QUI) che, a sua volta, certamente si ispirò al "Crocifisso miracoloso del Volto Santo", la cui leggenda narra essere stato scolpito da Nicodemo (il fariseo sinedrita che nottetempo incontrò Gesù) aiutato dagli angeli che aveva pregato, per intagliarne il volto.

Sì, ma da quale "Crocifisso miracoloso" l'insigne scrittore prese spunto se la Fede sostenuta da tale mito si riferisce ad una nutrita sequenza sparsa un po' ovunque? Soltanto in Francia, visto che era francese, se ne contano due: uno a Dives-sur-mer (QUI), e l'altro nella piccola città di Rue in Picardia, nella cappella di Saint-Esprit (QUI).


"Il Cristo dell'Oceano" Cappella di S. Spirito - città di Rue (Francia)

Probabilmente è a quest'ultimo che Anatole France attinse per sviluppare la sua intrigante storia, divenuta poi oggetto del film, perché gli eventi accaduti in quel luogo si avvicinano maggiormente alla sua trama.

Dunque, da Federica ho ricevuto la possibilità di ricordare solo il titolo di questa proiezione, ma il video, irreperibile in italiano, lo abbiamo rintracciato unicamente in spagnolo... ma, qualche giorno fa, nonostante le ricerche precedenti andate a vuoto, ho pensato di digitare ancora su Youtube il fatidico "Luca, bambino mio" e... prodigio!.. o più semplicemente un "regalo divino" ha coronato il mio sogno, a cinquant'anni esatti di distanza, facendomelo trovare!

Si tratta di un piccolo ed umile canale con solo 23 iscritti, forse semi-abbandonato, che però come logo (ved. QUI) riporta proprio... un Crocifisso! Coincidenza?...

Ed ecco il film, che suggerisco a tutti di scaricare perché, specialmente ora in cui assistiamo al declino totale della Fede e all'avanzata rabbiosa delle forze del Male, è un balsamo per le anime assetate di bellezza, giustizia e amore.




Un approfondimento su questa storia è d'obbligo però, perché sembra che tra i diversi simulacri lignei ve ne siano di analoghi anche in Italia, fra cui uno custodito nella cattedrale di San Sepolcro in provincia d'Arezzo (QUI), ed un altro nella chiesa di San Domenico a Trapani (QUI).

Ma soprattutto, vi è quello di Lucca (forse l'unico autentico proveniente davvero da Gerusalemme) più conosciuto e famoso di tutti, visitato da migliaia di pellegrini devoti al Volto Santo che, speranzosi, attendono dal "Crocifisso miracoloso" le grazie, gli aiuti e le guarigioni richieste, spesso onorate in grande quantità.


Il "Volto Santo" di Lucca - custodito nella cattedrale di S. Martino

Riporto qualche stralcio dell'articolo, che per intero si trova QUI:

«Torniamo alla tradizione, che ci mostra Nicodemo nel suo rifugio di Ramla, intento al difficile compito di scolpire nel legno l'immagine del Crocifisso. (Cfr.QUI; ndr).

Egli aveva ben impresso dentro di sé il ricordo del Redentore... ma, nonostante ciò, non riusciva per la propria imperizia a rendere nel legno i tratti del volto di Gesù dopo avere già scolpito tutto il resto della figura.

Ricorse alla preghiera e fu colto da un placido sonno. Al suo risveglio, trovò la forma della testa che aveva lasciato allo stato di abbozzo, terminata da mano angelica.

Dopo avere ammirato l'opera così miracolosamente incisa, Nicodemo la venerò e la conservò decorosamente in un luogo segreto della dimora in cui abitava, esponendola di quando in quando alla venerazione degli amici più fidati fra i cristiani del luogo e, secondo la storia aurea di Terra Santa, riportata da Bonifacio da Ragusa, anche della stessa Vergine Maria.

Sentendosi poi Nicodemo vicino a morire, affidò il prezioso Crocifisso ad un suo amico di nome Isacar, che continuò a custodirla di generazione in generazione. [...]

[...] Era l'ultimo ventennio del secolo VIII. In Palestina dominavano da più di un secolo i mussulmani che limitavano fortemente i cristiani nella loro libertà di culto, anche se non vietavano ancora i pellegrinaggi ai luoghi sacri.

In quel tempo, si trovava a viaggiare in Terra Santa un vescovo subalpino di nome Gualfredo che, costretto a prolungare oltre il previsto il suo soggiorno a causa di malattie che a Gerusalemme avevano colpito molti dei suoi compagni, si mise a visitare quei territori che serbavano memorie della vita di Cristo.

Una notte, trovandosi a pernottare a Ramla, in una casa prossima a quella in cui aveva abitato Nicodemo, ebbe in sogno la visione di un angelo. Questi gli rivelò la storia del Volto Santo, e lo invitò a richiederlo nell'abitazione attigua ad un certo Seleuco, uomo cristianissimo, che lo custodiva in una grotta.

Svegliatosi e informati i compagni, il vescovo si recò con loro dal vicino dove, dopo qualche diniego iniziale, riuscì a farsi consegnare la scultura lignea in cambio di un buon quantitativo di monete d'oro.

Ottenutala, occorreva sottrarla al pericolo di distruzione degli infedeli e degli iconoclasti. Dopo molte preghiere, il presule e i suoi decisero di caricarla su una imbarcazione a Ioppe, affidandola al governo della divina Provvidenza.


"Il Crocifisso miracoloso" - Cappella di S. Spirito - città di Rue - Francia


La nave si allontanò dal porto da sola e, senza alcuna guida, dopo lunga e tortuosa via andò a fermarsi al largo delle coste di Luni, non lontano dalla foce del Magra.

Nel secolo VIII  Luni era un porto fiorente  per traffici marittimi,  ma non di rado le mercanzie sbarcate sui suoi moli erano frutto di pirateria, piuttosto che di onesto commercio. Così, quando i lunensi videro al largo quella bella barca priva di ogni sorveglianza, decisero di predarla.

Calarono in mare i natanti per raggiungerla, ma inutilmente, perché essa riprendeva il largo allontanandosi da loro; analogo tentativo, ripetuto con maggiore copia di mezzi il giorno seguente, si rivelò ugualmente infruttuoso.

Mentre i lunensi si sforzavano invano di impossessarsi della piccola nave, un angelo appariva in sogno al vescovo di Lucca ‒ Giovanni di Teuperto uomo pio e già celebre per santità di vita, che dopo la morte fu venerato col nome di beato Giovanni I.

L'angelo gli parlò del Volto Santo e del suo arrivo a Luni, ingiungendogli di muoversi col clero e i maggiori del popolo per andarlo a prendere e portarlo a Lucca. [...]

[...] Recuperato il Volto Santo (perché la prodigiosa barca spontaneamente seguì il vescovo; ndr) e portato a terra, fu esposto alla venerazione dei fedeli... Ma, poco dopo, nacque una disputa fra i lunensi e i lucchesi su quale delle due città avesse maggiore diritto a custodire il Crocifisso [...] ».

•••••••••

Riassumendo, la disputa fu risolta, non solo perché il Beato Giovanni I ispirato da Dio offrì ai contendenti una delle due ampolle col Sangue del Signore (raccolte da Giuseppe d'Arimatea e poste da Nicodemo nello scafo con la statua miracolosa), ma soprattutto perché i lunensi, ancora non appagati, concordarono con i lucchesi di lasciare al sommo "Giudizio di Dio" la scelta del luogo che avrebbe dovuto accogliere il Crocifisso dal Volto Santo.

Due torelli furono assicurati ad un carro dove venne posta la preziosa scultura e lasciati liberi di andare dove volessero... ed essi si avviarono verso Lucca...


"Il Crocifisso miracoloso" caricato sul carro - Cappella di S. Spirito - città di Rue

Considerazioni mie

A questo punto, per quanto possa apparire ingenuo e anacronistico parlare in questi tempi di cose simili, o soffermarsi sull'autenticità di quella o quell'altra raffigurazione portatrice di prodigi agli albori del Cristianesimo e verificatisi anche nel corso dei secoli, bisogna focalizzare l'attenzione, e qui mi riporto al film di cui sto parlando (dall'ora 1:05,19 ad 1:05,36), sul fatto che non sono le icone o le immagini in sé che producono l'evento straordinario, ma la potenza della Fede di chi o coloro che lo realizzano. (Cfr. importantissimo, QUI).

Mi spiego meglio. Nei Vangeli, spesso viene pronunciata questa breve ma "immensa" parola da Gesù. Eccone tre esempi:

1) «Figlia, la tua Fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male».

Marco (5, 24-34) si riferisce alla donna emorroissa che furtivamente, ma piena di fiducia, toccò il mantello del Signore assolutamente convinta che sarebbe guarita all'istante, e così fu.

2) «In verità vi dico: Se avrete Fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: "Levati di lì e gettati nel mare", ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con Fede nella preghiera, lo otterrete».

Matteo (21, 18-22) scrive che, dopo l'azione energica di Gesù sul fico infruttuoso, i discepoli  Gli chiesero  il perché la pianta si fosse seccata all'istante e Lui rispose così.

3) «Che vuoi che Io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua Fede ti ha salvato».

Luca (18, 35-43) spiega che un cieco sentendo passare molta gente sulla strada per Gerico chiese cosa stesse succedendo, e quando gli risposero che tutto quel tramestio era a causa del passaggio di Gesù il Nazareno si mise a gridare: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". Il Signore si fermò e ingiunse che glielo conducessero, poi lo esaudì.



Morgan Weistling

Ebbene, da ciò che si legge, e da quello che lo stesso personaggio del film raffigurante l'«Emmanuele» dice, i miracoli avvengono sicuramente con l'assenso di Dio, ma causati dal forte desiderio d'Amore e di Bene, uniti all'Umiltà, di chi con la sua Forza interiore li richiama.

Sembra impossibile vero? Eppure è così! Non vogliamo capire che la nostra Origine è divina e continuiamo a comportarci da deboli, perché da oltre due millenni siamo stati "nutriti" come infanti, sempre in attesa di venire imboccati senza aver ricevuto alcuna Conoscenza sulla Vera Natura del nostro Essere. (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Dice Giovanni apostolo nella sua prima lettera (1Gv. 5, 4-6):

«Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra Fede.

E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Questi è Colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è la Verità.»

E noi siamo Spiriti! Scintille divine chiuse dentro un organismo umano, costituito appunto da carne e sangue, ma potenti nella più intima Essenza che, se congiunte con la Fede e la Consapevolezza a Nostro Signore, sono invincibili.

Solo un anno fa scrivevo questo articolo (QUI), che oggi suggerisco di rileggere per la sostanza del suo contenuto, molto utile a tutti ed afferente a quanto esposto sopra.


Sebirblu.blogspot.it

giovedì 24 febbraio 2022

Sarete dove dovrete essere... al Momento giusto!




Sebirblu, 24 febbraio 2022

A distanza di dieci anni ripropongo questo messaggio ricevuto da Monique Mathieu, perché ritengo che il momento sia propizio per rassicurare tanta gente nei tempi perigliosi che stiamo vivendo su tutto il pianeta.

Diversi fronti, infatti, minacciano la nostra quiete, ma molti "risvegliati" ormai sanno che il tempo di passare ad una nuova dimensione è finalmente giunto, e non si ripeterà più quell'illusorio 2012! Nostro Signore non ci abbandonerà!

Vari segni in questo decennio si sono manifestati e i link che seguono si riferiscono solo a quelli più recenti (ved. QUI, QUI, QUI, QUIQUI, QUIQUI, QUI e QUI), perciò potenziamo la nostra Fede, come ci incoraggiano a fare i nostri Fratelli dallo spazio perché presto vi sarà la liberazione dei "Probi"!
 
Sarete dove dovrete essere... al Momento giusto!

Ci sono delle precauzioni da prendere per noi stessi o per i nostri cari in rapporto agli eventi futuri?

"Non bisogna necessariamente cautelarsi. Vi diremo questo.

Ciascuna individualità sarà dove dev'essere perché il suo percorso vitale è già stato concordato  (accennano  al  patto d'anima  stipulato  prima  di  nascere;  ndt),  benché ella abbia la possibilità di oltrepassarlo, prendendo coscienza del perché si vive, ed aiutando gli altri. (Importante leggere QUI; ndt).

Possiamo dirvi che, se ne avete il modo, e ciò faciliterebbe certe esperienze, sempre che questo rientri nel vostro programma personale, sarebbe meglio evitare le grandi città dato che in esse sarà più difficile vivere, in quanto lì aumenteranno sempre più la violenza e la sofferenza.

Dunque se ne avete l'occasione, vi invitiamo ad approssimarvi maggiormente alla natura, ad essere più in armonia con il vostro habitat. Così sarete meno soggetti a certe vibrazioni, a certe energie provenienti dall'affollamento di tante persone che abitano nei grandi agglomerati urbani.

Se fosse possibile, sarebbe auspicabile anche evitare le coste e questo ve lo abbiamo già detto all'inizio delle comunicazioni tramite il nostro mezzo. Al momento, i litorali e le metropoli sono luoghi di intensa concentrazione antropica. Se li poteste evitare sarebbe meglio, fatelo!

Tuttavia, in un modo o nell'altro, abbiate la sicurezza che anche se abitaste in una vasta città e all'improvviso accadessero certi avvenimenti, sareste probabilmente altrove, o se i vostri figli vivessero in una di queste verrebbero a visitarvi, sarebbero lontani da questi posti. 

Sappiate che siete protetti ovunque voi sarete.




Anche tutti coloro che non sono su questo cammino elevato vengono notevolmente protetti. Voi non conoscete la profondità della loro Essenza; forse non vivono secondo lo spirito, ma talvolta sono molto più "spirituali" di quanti affermano di esserlo e possiedono più amore manifesto. 

Non fatevi delle preoccupazioni, né per i vostri cari, né per voi stessi; voi sarete dove dovrete essere quando il tempo sarà venuto. Lo ribadiamo, se ne avete la facoltà e siete in grado di farlo, saggezza sarebbe di allontanarvi dai centri super-abitati.

È semplicemente una questione di energia piuttosto che di protezione. È vero, infatti, che sempre più in questi luoghi sarà difficilissimo vivere e parecchio gravoso; ciò richiederà una maggiore quantità di forza e coraggio per abitarvi.

Noi parliamo di estese metropoli come Parigi, Lione, Marsiglia e simili, dove ci sono grandi accentramenti di individui, non delle città di provincia.

Se siete obbligati a viverci, fate richiesta il più sovente possibile in modo che gli Esseri di Luce vi aiutino a creare intorno a voi una sorta di guscio luminoso.

Questo involucro eterico che formerete con la loro collaborazione vi proteggerà dalle immense energie che vengono emesse dagli umani e che potrebbero perturbarvi notevolmente. (Per approfondire questo modo di difendersi leggere QUI; ndt).
 


Per concludere questo argomento, aggiungeremo ancora: abbiate Fede! A grandi linee la vostra destinazione è tracciata, dunque ripetiamo, che sarete tutti (siccome il caso non esiste; ndt) là dove dovrete essere.

Il nostro "canale" abita in campagna. Potrebbe accadere che ella sia in visita in una città al momento cruciale. Potrebbe invece accadere l'inverso, che voi abitiate in città e che al momento del grande evento voi siate in campagna.

Quindi non createvi nessun pensiero, abbandonatevi alla corrente della vita e tutto avverrà nel miglior modo possibile.

L'aspetto più essenziale, e noi insistiamo su questo, è il lavoro che potrete compiere su voi stessi, la presa di coscienza del vostro Sé Divino, l'Amore che potrà emanare non solo dal vostro cuore fisico ma soprattutto dal vostro Cuore di Luce. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndt).

Ciò che conta maggiormente è di "lasciare la presa" in profondità (staccarsi da tutti gli attaccamenti; ndt). 

Integrerete la pace e la gioia, tutto ciò di cui avete parlato questo pomeriggio e di cui avete coscienza ma che talvolta vi crea qualche difficoltà ad essere assimilato e messo in pratica.

Il nostro piccolo consiglio, per questo tempo, è appunto quello di lavorare per la concordia, l'allegrezza e la fiducia. Eliminate il più possibile i vostri coni d'ombra.

Operate per la fraternità, provate ad amare incondizionatamente tutti gli Esseri che vi circondano, ad avere degli slanci generosi attraverso una parola, un sorriso, un aiuto che potreste porgere a coloro che ne hanno necessità.

 


Se farete questo, possiamo assicurarvi che ne trarrete un vantaggio enorme per il grande avvenimento, per la vostra Transizione. Non è così complicato, tuttavia, per voi umani, è così difficile perché siete troppo ancorati alle abitudini personali e fate molta fatica a tralasciarle.

Avete inoltre degli impedimenti seri che si identificano nell'ego e nel mentale i quali falsano spesso l'iter della vostra stessa evoluzione. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndt).

Nondimeno  essi  vi sono  stati  indispensabili  per  il  percorso  in  terza  dimensione. Nella prossima frequenza vibratoria non ci saranno più né la mente, così come voi la concepite, né l'ego. Sarete delle individualità completamente diverse, con un altro modo di agire.

Ecco ciò che vorremmo dirvi ed è per noi della massima importanza: non conosciamo il modo in cui recepite quello che vi diciamo ma sappiamo che germinerà nei vostri cuori e permetterà a voi di aprire maggiormente la coscienza.

È per questo che lo consideriamo veramente fondamentale. Ci auguriamo che l'aiuto apportatovi possa essere assimilato così come noi ve lo doniamo. Ve lo porgiamo infatti con tutto il nostro Amore."


 

lunedì 21 febbraio 2022

Cos'è il PENSIERO? Da dove giunge? Ecco la RISPOSTA!



Sebirblu, 20 febbraio 2022

Già altre volte ho parlato dell'importanza assoluta dell'Ultrafanìa (ved. QUI, QUI e QUI). Perché assoluta? Perché, contrariamente allo "spiritismo", che trova la sua massima espressione nelle entità "anontiche", ved. QUI, essa provvidenzialmente giunge  dai  piani superiori  dove vibrano gli Enteli e le  Intelligenze purissime.

Ma  anche  del Pensiero  avevo  già  parlato  QUI  e  QUI,  tuttavia,  quello  che  più conta da tenere a mente è la possibilità umana di poter vagliare bene le proprie scelte in rapporto alla Legge divina, per non incorrere poi in spiacevoli se non drammatiche conseguenze.

QUI, infatti, ho esposto la triade ‒ Pensiero, Ragione e Coscienza di cui Dio ha dotato l'umanità in conseguenza della sua tragica Caduta (ved. QUI, QUI e QUI), al fine di agevolarne la risalita dopo il sublime Sacrificio di Riscatto operato dal Cristo, che ha riaperto le porte dei Cieli rimaste chiuse per i reprobi.

L'ammaestramento che segue, per sua natura accessibile solo a chi sente in cuor suo l'impellente necessità di "mettersi in regola" con il volere del Padre e con la propria coscienza, è di una linearità e potenza incontestabili, atte a preparare l'anima ad una maggiore Conoscenza sostanziale elargita dalla Bontà suprema.

Beati coloro che sanno prestare orecchio, senza pregiudizio alcuno, alle sante parole che l'Altissimo, nella Sua infinita Misericordia, permette che arrivino agli uomini di Buona Volontà.



Il Pensiero

Anzitutto, che cos'è il Pensiero? L'estrinsecazione di una volontà. Non la volontà nasce dal pensiero, la volontà è e viene estrinsecata e tradotta, plasmata dal pensiero.

Nel finito (cioè nel tempo, in tutto quello che ha impronta di materia; ndr) per raggiungere definitivamente la plasmatura vi è la parola; "Nel principio la Parola era" (cfr. QUI; ndr), ma era il pensiero, era la volontà, e nella volontà di essere ciò che l'Eterno esigeva vi era la giustizia, la perfezione, l'amore da trasmutarsi in forma potenziale.

Come usate il pensiero? Come lo valutate in rapporto al movimento umano, al moto vitale e a quello sociale?

Il pensiero rappresenta per voi una ininterrotta distorsione della verità in quanto vi porta a seguire delle vie legate intimamente, profondamente ed unicamente con la materia e con i palpiti di questa. In ciò sta la distorsione.

Il Pensiero ha in sé la potenza, la sapienza, la giustizia, l'amore, cioè i requisiti divini; ciò significa che esso nella sua forma più alta e nobile deve considerarsi come potenza assoluta e non soggetta, asservita.

Voi lo dominate, lo costringete e, ancor quando Ragione e Coscienza, entrando in espansione e potenziandosi, giungono a giudicare e a condannare il Pensiero, per voi, ha un seguito umano, non sostanziale.

Fu detto da taluno: se il Pensiero è legato nella sua forma trina alla Ragione ed alla Coscienza, perché sono necessari questi due coefficienti al fine di ottenere da esso la sua espressione pura, la sua manifestazione superiore?

Perché, cioè, l'individuo, singolo o collettivamente inteso, deve portare in espansione le altre due quantità della triade, affinché la prima possa rifulgere?


Il Pensiero è al vertice, mentre alla base vi sono la Coscienza a destra e la Ragione a sinistra.

L'umanità nell'insieme non sa, non vuole o non osa scindere l'io fisico dall'IO divino, dall'Ego sostanziale,  (cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndr), teme che la scissione debba condurre al dileggio da parte delle masse e con ciò singolarmente o collettivamente cade nel precipizio, sacrifica cioè l'Eterno alla vacuità di una approvazione, di una considerazione umana.

Disse il Cristo: "Colui che non venderà quanto possiede e non saprà portare la propria croce non potrà seguirMi". Perché, allora, non deponete, perché non vendete, perché non restituite a Satana ciò che Satana vi ha affidato, la superbia?

È dal peso di questa che il pensiero viene costretto!

Il Pensiero è la manifestazione dell'Eterno, è sempre Lui che si racchiude, che si perpetua nella forma umana, nella forma Parto, come Figlio.

Siamo di fronte, ancora una volta, alla divina figura dell'Unigenito, al Cristo; Egli fu "il pensiero" anche inteso umanamente, e la Sua potenza stabilì senza equivoci la via ed il regime vitale da seguire per raggiungere il Padre, così come Egli lo avrebbe raggiunto dopo l'umano percorso.

Il Cristo fu pensiero e fu potenza. Perché fu potenza, unicamente per sete di dominio? No, Lo fu per umiltà, per amore, fu potenza chinandosi e soggiacendo alle leggi umane, essendo lieto di essere da queste perseguitato, punito fino alla crocifissione.

Fu potenza di pensiero, perché fu potenza di amore: fu sapienza, perché fu potenza di amore. Chi ama è saggio, chi ama è potente, chi ama è sapiente. Chi è umile e saggio è potente e sapiente. È un circolo chiuso, ma potenziale.

Non è per nulla un circolo negativo, è la Trinità che si chiude e si riafferma in una sola espressione: Pensiero. La Creazione è tutta nel pensiero, vive per quel pensiero che né è il sospiro, che è il respiro dell'Universo.

È il pensiero sotto la costante pressione del "volere" che mantiene l'equilibrio e la Legge di Armonia in essere. È il Pensiero che governa, è il pensiero che salva e alimenta.




Disse Giovanni: "Il tempo è venuto". Quando il tempo giunge? Quando il pensiero può scaturire, sgorgare pronto, possente, divino, risanatore, risuscitatore.

Allora il tempo è giunto ed egli proclama il Regno di Dio e dice: "Il Regno dei Cieli è venuto". Voi umani siete sordi al richiamo...

Mai vi siete mai chiesti in cosa consistesse questo richiamo del Cristo? Nel semplice pensiero cristico vi era l'invito, l'ammaestramento, il monito, la spinta verso il raggiungimento di quella Mèta che, prima o poi, tutti dovete raggiungere.

"Il Regno dei Cieli è venuto": Io vi ho portato la Luce, Io vi ho detto la grande Parola, vi ho lasciato l'eredità di amarvi l'un l'altro come Io amo voi. Io ho detto a voi Dodici* una cosa sola, "Vi impongo di amarvi". Vi impongo... Ogni altro moto secondario di arbitrio è lasciato agli umani e lasciato anche ai Dodici.

*[I Dodici apostoli rappresentavano le 12 tribù di Israele e perciò tutta l'umanità. Numero che al quadrato fa 144.000, come gli "eletti" salvati dell'Apocalisse. Cifra simbolica naturalmente che, sommata, dà un 9 indicante il 3 x 3 = potenza triplicata, quindi il massimo, il "Piccolo Resto" fedele. Ndr].

Egli dice "vi impongo solo amore" e, imponendo amore, Egli impone tutto il pensiero vitale: se si ama si è sapienti e la sapienza non può essere disgiunta dalla potenza e dalla giustizia.

Amarsi: ecco il punto scottante! Amarsi è tanto più difficile quanto più si sconosce l'essere che si deve amare. Voi dovete amare il vostro prossimo, è una necessità; se non amerete il prossimo non raggiungerete la Mèta.

Come amare allora questo sconosciuto prossimo? Attraverso il pensiero, attraverso la elaborazione potenziale del pensiero formando e proiettando delle figure potenziali che sappiano raggiungere le masse e irrorarle di energie.



Il pensiero è la base ed è la vetta del monte che tutti dovete salire faticosamente, più o meno; quel monte ha un sentiero irto di spine, ha precipizi qua e là, è insidiato da Satana, ma sulla vetta vi splende inconfondibile la luce del Golgota.

Cercate di entrare in meditazione, cercate di staccarvi dalle faccende umane, cercate di isolarvi da quelle che sono le strettoie del tempo. Le necessità umane possono urgere per talune ore del giorno, non per intere giornate.

Dedicate un'ora, un attimo del vostro pensiero alle faccende del Padre; pensateLo al di là delle fatturazione fisiche, pensateLo nella Sua Potenza che abbraccia tutto il Creato e quindi tutta l'umanità, che ne segue tutti i componenti, individualmente.

Cercate di potenziare il moto vibratorio della Monade (lo Spirito, l'IO divino; ndr) affinché il pensiero raggiunga la necessaria potenzialità di proiezione, di irradiazione atta a consentire allo stesso di raggiungere gli estremi margini del finito.

Ognuno di voi ha una determinata soma da sopportare e trasportare: ognuno di voi ha il dono ‒ voi non lo considerate tale ‒ della fatica, dell'angoscia, del dolore.

Il giorno in cui questo dolore, questa fatica e questa angoscia cesseranno di essere tali, cesseranno di essere soma e peso per trasformarsi in premio, il giorno in cui voi avrete finalmente la percezione esatta del dono superbo che l'Eterno consente a chi più soffre, quel giorno avrete raggiunto la Mèta.

Il cammino è ancora lungo, ma è giocoforza proseguire, superare gli ostacoli che vi dividono e vi separano da essa. 

Staccatevi per un attimo, quotidianamente, dalle traversie che talora vi prendono nel vortice quasi a distruggervi e chiedete all'Eterno la quiete e la pace d'anima, la Sua Pace, onde poter trovare la vostra pace, la pace che ancora rimane in voi dopo essere stati squassati dalla fatica, chiedeteGli che vi doni la Sua Pace per donare la vostra all'umanità.




Guardatevi nello specchio e cercate di vedere in voi il fratel vostro, guardatevi a dritta e a manca: ogni individuo vi è fratello, ogni individuo è un altro "voi stesso".

Amate dunque voi stessi nel fratello, e poiché il fratello è figlio di Dio, nel fratello amate Dio, e avendo Dio partorito l'Unigenito, amate Colui che fu esempio di umiltà e rinunzia ed Egli donerà sicuramente a voi la Propria capacità di rinuncia.

Il movimento di pensiero, movimento primo, è base e vetta del colle da salire, è fondamento indistruttibile dell'edificio da costruire, è quantità da potenziare e rendere ognor più luminosa affinché ciascuno possa dire: chi è figlio della Luce sa seguire le orme del Cristo, perché conosce l'Opera di Pensiero e sa come questa sia più possente, seppur più faticosa, dell'opera fisica.

Amatevi! Questo amarsi è l'alimento necessario per potenziare il pensiero; "amarsi" è l'energia indispensabile per illuminare il pensiero.

Umiliarsi significa raccogliere le quantità ulteriori necessarie per raggiungere la Vetta ed entrare nella Dimora del Padre. Cercate in voi stessi la Pace del Cristo perché Egli la dona a tutti nel tempo.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: estratto dall'Opera "Scintille dall'Infinito" – Ediz. Il Cenacolo, QUI.

 

venerdì 18 febbraio 2022

La Vostra SCIENZA si è cacciata in un VICOLO CIECO!


"Vicolo cieco" ‒ foto di Gianni Krattli
(Se si aguzza la vista, si vedrà un grande lupo sulla roccia sovrastante con la bocca aperta)

Sebirblu, 17 febbraio 2022

Penso che in tanti, dopo dieci anni di vita del blog, avranno ormai letto qualche scritto sul prof. Pietro Ubaldi, insigne scrittore, mistico e biosofo, autore di un'Opera omnia incredibilmente profonda sui valori etici e spirituali non solo dell'uomo ma dell'universo intero, di cui fa parte. (Cfr QUI la sua breve biografia e la produzione letteraria che lo ha inserito nei candidati al Nobel).

Ebbene, nell'articolo di oggi riporto un piccolo brano iniziale del suo primo libro "La Grande Sintesi" che secondo me non ha eguali, poiché la Voce che ha ispirato l'eminente folignate proviene dai Cieli infiniti ed è vano tentare di punteggiarne i contorni, in quanto Fiamma viva che in lui trovò la sua più naturale espressione.

A seguire, espongo una fugace ma intensa lettera di Manuel Emygdio da Silva, dedicata a ciascun lettore del suo grande amico italiano, e di questi coetaneo e collaboratore, con cui ebbe una relazione fantastica di ore, giorni ed anni, ricca di conversazioni interminabili e di un'ampia corrispondenza epistolare.

Il dr. Emygdio, oltre che traduttore dei libri di Ubaldi, e disponendo forse della più fornita e completa libreria brasiliana, lasciò scritto che i suoi diciassette anni di stretta vicinanza con quest'anima eccezionale fecero sì che lui ne diventasse uno dei maggiori testimoni per diffondere la "nuova semenza" che in un giorno futuro il mondo avrebbe accolto.


Pietro Ubaldi e Manuel Emygdio da Silva in Brasile

Da la "Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi, pag. 12

«La vostra Scienza si è cacciata in un vicolo cieco, senza uscita, in cui la vostra mente non ha domani. Che cosa vi ha dato l'ultimo secolo? Macchine come mai il mondo ne ebbe (ma che sono pur tuttavia delle macchine) e in compenso ha disseccata la vostra anima. (Cfr. QUI, cosa dice l'Ultrafanìa sulla scienza umana; ndr).

Essa è passata come un uragano distruttore di tutte le fedi e vi ha imposto, con la maschera dello scetticismo, un volto senz'anima, una specie di angoscia metodica, fatale, senza più speranza. Voi sorridete noncuranti, ma il vostro spirito muore d'inedia e ha gridi strazianti.

Ha forse essa risolto il problema del dolore? Che uso sa fare dei mezzi potenti che le hanno dato i segreti strappati alla natura? Il sapere e la forza nelle vostre mani si trasformano sempre in mezzi di distruzione. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

E a che serve allora il sapere se invece di farvi salire verso l'alto, rendendovi migliori, è per voi strumento di perdizione? Il dolore vi insegue e vi troverà ovunque; voi siete bambini che credete di schivare il pericolo nascondendo il capo e chiudendo gli occhi, ma vi è una Legge, invisibile a voi, più forte della roccia, potente più dell'uragano, che procede inesorabile, tutto muovendo e animando: tale Legge è Dio.

Essa è dentro di Voi; la vostra vita è una Sua estrinsecazione; secondo giustizia essa spargerà su voi gioia e dolore, come voi avrete meritato (Legge di Causa e di Effetto).

Ecco la sintesi che la vostra Scienza, perduta nell'infinito dettaglio dell'analisi, mai potrà ricostruire. Ecco la visione unitaria, la concezione apocalittica a cui Io voglio portarvi.

Perché Io possa farmi comprendere è necessario che parli secondo la mentalità vostra, mi ponga nel momento psicologico che il vostro tempo vive. È necessario che Io parta appunto dai postulati di questa vostra scienza per darle oggi tutto un diverso indirizzo.


Il vostro sistema di indagine obbiettiva, a base di osservazione e di esperimento, non può portarvi oltre certi risultati. Ogni mezzo può dare uno specifico rendimento e non più,  e la "ragione" è un mezzo.

L'analisi non potrebbe dare la grande sintesi (che è la vasta aspirazione che trema in fondo a tutte le anime) se non mediante un tempo infinito di cui voi non disponete. La vostra scienza rischia di non definire mai e l'«ignorabimus» vuol dire: fallimento.

Il compito della scienza non può essere solo quello di moltiplicare le vostre comodità (magari fosse solo così oggi! Ndr); non strangolate, non soffocate la Luce del vostro spirito, che è l'unica gioia e scintilla della vita, fino al punto di fare di essa, nata dal vostro intelletto, una fabbrica di comodità. Questa è prostituzione spirituale e oscena vendita di voi stessi alla materia.


Joel  Rea

La scienza per sé stessa non vale; è solo un mezzo d'ascensione della vita ed ha un grave peccato d'origine: è diretta unicamente alla conquista del benessere materiale, mentre dovrebbe avere lo scopo di rendere gli uomini migliori. Ecco la nuova strada da percorrere.

Io non parlo per sfoggio di sapienza al fine di soddisfare la curiosità umana, vado dritto allo scopo di migliorarvi moralmente poiché vengo per farvi del bene.

Non mi vedrete compiere alcuno sforzo per riconnettere ed inquadrare questo mio pensiero a quello filosofico umano, a cui mi riferirò il meno possibile. Mi vedrete invece restare continuamente in contatto con la fenomenologia dell'universo.

Questa Voce necessita veramente ascoltare, la quale contiene il pensiero di Dio. Comprendetemi, voi che non credete, voi scettici, che reputate sapienza l'ignoranza delle alte cose dello Spirito seppure ammirate lo sforzo di conquista che l'uomo ogni giorno compie sulle forze della natura.

Io vi insegnerò a vincere la morte, a superare il dolore, a vincere nella grandiosità immensa di una "vostra" vita eterna; e non vi accosterete voi con entusiasmo, alla fatica necessaria per raggiungere così grandi risultati?

Animo dunque, uomini di buona volontà, ascoltatemi! Prima comprendetemi con l'intelletto, e quando in questo sarà fatta chiarezza e vedrete nitida la via nuova che Io traccio, palpiterà allora anche il vostro cuore e si accenderà la fiamma della passione affinché la Luce si tramuti in Vita e il concetto in azione.

Il momento è critico, eppure bisogna avanzare. E allora una Verità nuova vi viene comunicata, con mezzi che voi misconoscete, affinché possiate trovare la nuova Via.

L'Alto, invisibile a voi, è sempre intervenuto nelle grandi svolte della storia. Che sapete voi del domani, del perché Io parlo? In qual modo potete immaginare cosa il tempo vi prepara mentre siete immersi nell'attimo che fugge?

Le vie dell'arte, della letteratura, della scienza, della vita sociale sono chiuse, senza domani. Voi non avete più il cibo dello spirito e rimasticate le vecchie cose che ormai sono prodotti di rifiuto e devono essere espulsi dall'esistenza.

Ascoltatemi dunque. La "Ragione" che voi adoperate è uno strumento che possedete per provvedere alle necessità vitali più esterne: conservazione dell'individuo e della specie.

Quando voi la lanciate nel gran mare della Conoscenza, essa si perde, perché in questo mare i sensi (che vi servono benissimo per i vostri scopi immediati) non sfiorano che la superficie delle cose, e questa loro assoluta incapacità di penetrare l'essenza, voi la sentite.



L'osservazione e l'esperimento, infatti, vi hanno dato solo risultati esterni di indole pratica, ma la Realtà profonda vi sfugge, perché l'utilizzo dei sensi come strumenti d'indagine, per quanto aiutati da mezzi adatti, vi farà rimanere sempre alla superficie, chiudendovi la via del progresso.

Per avanzare ancora è necessario risvegliare, educare, sviluppare una facoltà più profonda: l'Intuizione. Qui entrano in funzione elementi completamente nuovi per voi; quale scienziato ha mai concepito che per comprendere un fenomeno, fosse necessaria la propria purificazione morale?

Partendo dalla negazione e dal dubbio, la scienza ha messo a priori una barriera insormontabile fra lo spirito dell'osservatore e il fenomeno; l'Io che osserva è rimasto sempre intimamente estraneo al fenomeno, che ha toccato solo per la via stretta dei sensi.

Mai lo scienziato ha aperto la sua anima perché il mistero guardasse in faccia il mistero ed essi comunicassero e si capissero. Lo scienziato non ha mai pensato che bisogna amare il fenomeno,  diventare ciò che si osserva,  viverlo;  bisogna trasferire il proprio Ego, con la sua sensibilità, nel centro del fenomeno stesso, non solo in comunione, ma addirittura in una trasfusione d'anima.

Mi comprendete? Non tutti potranno capire, perché ignorano il gran Principio d'Amore, non sanno che la materia è in ogni sua forma (anche nelle più infime) sorretta, guidata, organizzata dallo Spirito divino, che in gradi diversi esiste ovunque.

Per realizzare l'essenza delle cose, dovete aprire le porte dell'anima e stabilire a livello profondo questa comunicazione intima fra spirito e spirito; dovete sentire l'unità della vita che tutti gli esseri, dal minerale all'uomo, affratella in scambi vicendevoli, in un'unica legge comune; dovete percepire questo legame d'amore con tutte le altre forme di vita, perché tutto, dal fenomeno chimico a quello sociale è vita, retta dal Principio spirituale.

Per comprendere è necessario che voi possediate un animo puro e che un legame di simpatia vi leghi alla totalità del Creato. La scienza ride di tutto questo e perciò deve limitarsi a produrre delle "comodità materiali" e non altro. In ciò che vi dico sta il nuovo orientamento che la personalità umana deve intraprendere se vuole avanzare.»




Lettera a Te

Questa Opera singolare porta in se stessa e desidera versare sul mondo un fascio di Luce.

Essa si manifesta e si espande attraverso sintonie sottili, con frequenze vibratorie affini, di un incanto e di una forza poderosa, difficilmente definibile, impossibile da classificare o schedare coi parametri finora utilizzati da gruppi religiosi o correnti di pensiero filosofico.

Per merito della fascia di vibrazione in cui si colloca, non appartiene in alcun modo al piano fisico e alle manifestazioni che lo circondano.

Anche per questo motivo, la sua adozione per la massa o il suo imprigionamento limitativo in una qualsiasi organizzazione non avrebbero senso.

E sicuramente, coloro che un giorno, anche con le migliori intenzioni, pretenderanno di appropriarsi dell'Opera, si sorprenderanno vedendola sfuggire dalla rete che forzatamente le avranno teso.

Questa idea non appartiene a nessuno e appartiene a tutti. Porta con sé, per la prima volta nella storia del pensiero umano, una universalità assoluta e totale. Universalità nel vero senso della parola, e non andrà mai denigrata.

Che ogni essere umano, giunta l'ora, ascenda fino ad essa, con la sua sensibilità più fine, con la sua totale sincerità di propositi, con il suo amore, con la sua passione.

La visione è grandiosa e il nostro sarà un compito da piccoli eroi, nell'apprenderla e trasmetterla, dopo aver superato tutti i limiti e gli schemi del passato.

Con l'ingresso nella super-Coscienza, automaticamente ci dissoceremo da qualsiasi preconcetto, come da qualsiasi tipo di obsoleta e malata istituzione.

Abbiamo acquisito delle ampie ali; con queste avremo il diritto di volare in libertà, considerando solo il limite della volontà di Dio.

È questa un'atmosfera che ci incanta e che ci offre qualcosa di veramente nuovo. Soltanto un forte ideale con queste caratteristiche potrà unire, in un piano superiore, un'infinità di individui che siano già passati attraverso le tristi esperienze dei separatismi religiosi, filosofici e politici.



Dice Ubaldi:

"Le opere antropiche saranno tutte escluse, perché non necessarie. Il Nuovo Regno deve nascere, non nelle sue organizzazioni, ma nel cuore degli uomini... Non fu previsto altro Capo che non sia Dio, nessun altro comando che non sia la Voce giusta della Coscienza...

Non consiste in una religione, ma in una forza che deve ravvivare tutte quelle esistenti. Ecco l'assoluta novità di questo movimento nella storia degli esseri umani. Da ciò sono esclusi il comando, la ricchezza, e la forza; è una costruzione eterna e non si possono usare che materiali eterni.

Se il movimento non adotterà questo principio, sarà vano e caduco come tutte le cose  dell'uomo;  e qualunque  elemento umano  verrà  da voi introdotto,  sarà  per esso simile ad un tarlo roditore, una forza lenta, in tensione continuativa verso la distruzione." (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).

Questa Opera non fu fatta per essere analizzata, ma per essere sentita; ciò non significa che non debbano essere studiate amorosamente le sue particolarità, ma bisogna usare cautela perché non se ne distrugga l'essenza. Non metterla in dubbio, amala! Polemizzare sarebbe, proprio come disse Ubaldi: "...regredire di millenni nel cammino dell'evoluzione".

Dio non fa proseliti. Si avvicini a Lui soltanto colui che lo desidera. La libertà e la responsabilità sono marchi inconfondibili in questo cammino.

Che niente di umano possa oscurare questa Luce o corrompere con vizi materiali ciò che è Eterno.

Manuel Emygdio da Silva (contemporaneo e amico di Pietro Ubaldi)

Brasilia, Novembre 1980

Relazione, traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte del testo: "La Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi (pag. 12) e della Lettera, QUI.