lunedì 26 giugno 2017

D. Icke - A chi ancora non SA in che Incubo Viviamo




Sebirblu, 26 giugno 2017

Questo articolo è dedicato a tutti coloro che ancora vivono nell'inconsapevolezza di ciò che li circonda o peggio si ostinano caparbiamente a negare anche l'evidenza dei fatti.

È tratto dal 1° capitolo del libro di David Icke "L'Amore Infinito è l'Unica Verità, Tutto il Resto è Illusione". Ho omesso alcuni piccoli brani perché ripetitivi o prolissi, ma al link a fondo pagina, potrete trovare il testo completo.

Invito dunque tutti voi, che assiduamente leggete i miei post, a divulgare il più possibile questa realtà per giungere al più presto a completare la famosa massa critica onde capovolgere la situazione globale e mettere fine a questo inferno.


By Keyem

"L'Incubo in cui viviamo"

Nel 1990 iniziai consapevolmente un incredibile viaggio alla scoperta di me stesso. Non avevo la minima idea riguardo a dove mi avrebbe condotto, ma decisi che lo avrei intrapreso comunque. Ne avevo abbastanza.

Questo «mondo» non aveva mai avuto senso per me: le ingiustizie, la stupidità, il modo in cui il sistema trasforma le persone in poco più che macchine, le quali operano attraverso un ciclo continuo di esperienze e comportamenti ripetitivi che ossessivamente ci ostiniamo a chiamare «vita».

Non siamo noi a vivere la vita - è la vita a viverci. Vi sono delle eccezioni, a cui appartengono molti che stanno leggendo questo scritto, ma la maggior parte della gente si fa dire cosa pensare, dove andare, cosa fare e come farlo. Non è così?

Ebbene, da dove acquisite le «notizie» che vi portano a trarre conclusioni riguardo a voi stessi e al Pianeta? Chi decide a quale ora vi dovete alzare ogni mattina di ogni giorno lavorativo?

Chi decide in quale posto dovete andare e qual è il vostro compito una volta arrivati a destinazione? Chi decide come dovete svolgerlo?

Se assomigliate alla stragrande maggioranza delle persone che attualmente popolano questo mondo illusorio, non siete affatto voi a prendere quelle decisioni; esse vi vengono imposte dal «sistema», la ragnatela del dominio e del controllo che impone la propria volontà sulla vostra vita.

Voi attingete le vostre «informazioni» dai mezzi convenzionali che vi vendono le loro falsità quotidiane, in base alle quali decidete cosa pensare e cosa credere.

Siete costretti ad alzarvi ad una certa ora poiché dovete presentarvi a rapporto sul posto di lavoro e non potete essere in ritardo. Vi recate dove i vostri superiori vi dicono di recarvi e fate ciò che costoro vi dicono di fare.

Se vi ribellate, vi licenziano, e se non venite pagati non potete permettervi una casa o il cibo a sufficienza. E non si tratta solo di voi. Che dire della vostra famiglia e delle altre persone a vostro carico?

Quali sarebbero le conseguenze per loro se non vi assoggettaste al sistema? Per far fronte a tutti questi bisogni e a queste responsabilità incombenti, dovete trascorrere ogni vostra giornata costantemente occupati a soddisfare altre persone.




A loro volta, anche quelli che comandano seguono servilmente le imposizioni di chi «li» controlla, e similmente essi non osano ribellarsi. Anche i superiori hanno dei capi.

Prendete ad esempio un agricoltore che deve rifornire un supermercato di derrate alimentari; egli impartisce ordini ai braccianti suoi subalterni, e se questi non fanno ciò che dice, si ritrovano a spasso.

Ma, allo stesso modo, anche lui deve fare ciò che il supermercato gli richiede, oppure perderà il contratto rischiando di trovarsi tagliato fuori dagli affari.

Al livello successivo, quelli che gestiscono il supermercato devono rispondere agli azionisti, i quali includono a loro volta persone al servizio dei «propri» supervisori, e questi al servizio di altrettanti dirigenti. Ecco come gira la ruota della dipendenza e dell'imposizione di potere.

Lo schiavo di qualcuno è il padrone di qualcun altro; la pecorella di qualcuno è il pastore di qualcun altro. È questa la maniera in cui il mondo è strutturato di proposito. Il sistema esige che ognuno controlli qualcun altro, e ciò viene attuato in un miliardo di modi differenti.

Quelle che noi chiamiamo «società libere» non sono altro che Gulag con nomi diversi. Non è il sistema ad essere al nostro servizio - noi siamo al suo. Siamo schiavi, e ci illudiamo di essere liberi perché non vogliamo affrontare la realtà della nostra condizione.

Una sera ero ospite di un programma radiofonico americano, quando un ascoltatore chiamò e sostenne una tesi davvero azzeccata. Paragonò l'umanità ad un marito che sa che la moglie gli è infedele, ma che tenta disperatamente di convincersi che non è vero.

Quando lei torna a casa, l'affronta per indurla a dire dove è stata e con chi. L'uomo conosce la verità, ma confida disperatamente che le spiegazioni di sua moglie suonino abbastanza credibili da fargli continuare a illudersi che vada tutto bene.

Piuttosto che accettare una verità spiacevole, egli preferirebbe ascoltare una bella menzogna. Allo stesso modo, la maggior parte delle persone non vuole misurarsi con i complotti e la corruzione dei governi, e neppure chiedere perché le nazioni, anche la propria, vanno in guerra contro civili indifesi.




Quando i governi pronunciano le loro falsità, quando si scusano per la loro assurda condotta, la maggior parte della gente è pronta ad accettare quanto dicono perché «vuole» credere che quelle menzogne siano la verità.

L'alternativa consiste nell'affrontare il fatto che il governo non è un benevolo servitore del popolo - ma esattamente l'opposto.

Affrontare la realtà è sapere che le forze che controllano gli Stati Uniti sono capaci di orchestrare gli orrori dell'11 settembre e accusare qualcun altro; oltre ad avere la sfacciataggine di partecipare ai riti funebri per le vittime, pur sapendo di aver concorso alla loro uccisione.

Quante persone sarebbero sufficientemente forti da affrontare una cosa del genere e ciò che essa rappresenta per le loro esistenze? È questa una delle ragioni basilari per cui le menzogne ufficiali hanno la meglio, e divengono delle verità comunemente accettate.

L'alternativa è talmente impensabile, talmente intollerabile, da non poter essere presa in considerazione; così la maggior parte della gente non lo fa. Di conseguenza, facciamo finta di niente.

Lo stesso vale per la negazione collettiva che mettiamo in atto riguardo alle nostre esistenze: "Ho una casa grande e una grossa automobile; non è una vita favolosa?" Ebbene, la casa e l'auto saranno anche favolose, ma la «vita»?

Quante persone stanno facendo ciò che vogliono veramente? Quante sono davvero felici, realizzate e in pace con se stesse? In verità, quasi nessuna. Non è forse proprio questa la condanna profonda e radicata inflittaci dall'alienazione mentale che chiamiamo «vita»?

I più fanno quello che pensano di «dover» fare, e ciò significa servire il sistema secondo le condizioni dello stesso. Perché confondiamo la «vita» con il mondo, così come esso viene comunemente sperimentato?

Cos'ha a che vedere la vita col far saltare in aria dei bambini sotto gli occhi dei genitori, e genitori sotto gli occhi dei propri figli, e chiamarla «liberazione»?

Dove sta la vita nel doversi alzare ogni mattina alla stessa ora per starsene sempre in mezzo al solito traffico, o per fare la fila aspettando il solito treno, per recarsi a svolgere il solito lavoro che vi lascia annoiati, frustrati e insoddisfatti?




Oppure trovarsi al termine della giornata, di nuovo in mezzo allo stesso traffico e dopo aver fatto la stessa fila, prima che ve ne torniate a casa per guardare alla TV i soliti programmi serali che vi trattano come foste dei ritardati mentali?

E ancora, dove sta la vita nel mandare i nostri figli in scuole e università ideate per buttarli fuori come rotelle d'ingranaggio programmate per la generazione successiva?

Ma preferiamo convincere noi stessi di avere un buon lavoro, un'ottima carriera, una vita soddisfacente, e di dare ai nostri figli una valida istruzione, piuttosto che affrontare l'orrore degli orrori, e cioè che l'esistenza, in realtà, è uno schifo.

O meglio, uno schifo se paragonata a cosa potrebbe essere e a cosa ci piacerebbe che fosse. In verità, non si tratta per nulla di «vita». È un velo di lacrime nascoste da una mano pesante di mascàra e da un'abbondante passata di auto-illusioni.

Noi giudichiamo la nostra «felicità» dal nostro grado di infelicità, e le nostre realizzazioni tramite i simboli e i fronzoli che il sistema ha decretato come elementi essenziali del successo.

Il giorno in cui stavo scrivendo questo, lessi i risultati di uno studio sulla salute mentale ed emozionale dei «teenagers» in Gran Bretagna, sebbene la stessa cosa possa applicarsi a tutto il mondo industrializzato e computerizzato, e non solo.

Lo studio: "Dinamiche del tempo nella salute mentale degli adolescenti", pubblicato nel Journal of Child Psychology and Psychiatry, rivelava che il numero dei quindicenni sofferenti di ansia e depressione era aumentato del 70%, in meno di vent'anni. Éhi... stiamo parlando di quindicenni!

Lo studio concludeva che una delle cause chiave di questo drammatico incremento del trauma emozionale negli adolescenti, era la spinta incalzante ad «avere successo». Per essere più precisi, si sarebbe dovuto aggiungere avere successo «secondo le condizioni del sistema».

Lo studio affermava "la costrizione ad avere successo negli studi e la prospettiva dell'indebitamento stanno contribuendo a diffondere l'infelicità".

In Gran Bretagna, grazie al governo attuale, quando escono dall'università, gli studenti affrontano una montagna di debiti a causa dei prestiti che hanno dovuto chiedere per pagare la propria istruzione (o quanto passa per tale).




Debito significa controllo da parte del sistema, ed è questa la vera ragione dei prestiti agli studenti. Lo studio metteva inoltre in evidenza lo squilibrio tra il tempo trascorso a scuola e quello dedicato allo svago, una cosa cui ho dato rilievo per anni. 

[…] La cosiddetta "istruzione" esiste allo scopo di programmare, indottrinare e inculcare un convincimento collettivo in una realtà che ben si addica alla struttura di potere. Essa non apre la mente, la soffoca.

Così si espresse Albert Einstein: "L'unica cosa che interferisce con il mio apprendimento è la mia istruzione; è quel che rimane dopo che si è dimenticato tutto quanto si è imparato a scuola".

Perché i genitori sono orgogliosi nel vedere che i loro figli conseguono degli attestati di «profitto» per aver detto al sistema esattamente quanto esso richiede di sentirsi dire? Triste a dirsi, molto spesso si crede che l'intelligenza e il passare degli esami siano la stessa cosa.

Non sto dicendo che le persone non debbano perseguire la conoscenza ma, se qui stiamo parlando di libertà, dovremmo poterlo fare alle «nostre» condizioni, non a quelle del sistema stesso.

C'è anche da riflettere sul fatto che i politici, i funzionari del governo, e ancora, giornalisti, scienziati, dottori, avvocati, giudici, capitani d'industria e altri che amministrano o servono l'apparato, invariabilmente sono quelli che sono passati attraverso la stessa «macchina» creatrice di menti (per l'indottrinamento), l'università.

[…] In questo modo la maggior parte della gente si illude di essere libera senza mai sperimentare per davvero questa teoria. Le persone sono paragonabili a mosche prese in una ragnatela e, a patto che non tentino di muoversi, riescono a convincersi che se volessero, potrebbero farlo.

Il fatto è che, in quel momento, non vogliono farlo. Se tentassero, dovrebbero affrontare la realtà, e cioè quella di trovarsi tenacemente incollati al sistema di controllo di qualcun altro, il quale sta per vedersi servito il pasto che consiste proprio in «loro stessi».

Le persone seguitano a fare quello che la dittatura dei governi dice loro di fare, senza dubbi o contestazioni, perpetuando l'illusione di essere libere di scegliere, pur non avendolo mai fatto. "Avere le ali appiccicate a questa ragnatela mi sta bene, perché sto scegliendo di non volare".


 Foto di Robbie Shone

[…] Mentre lo stato globale orwelliano emerge rapidamente dall'oscurità, l'auto-inganno concernente un «mondo libero» sta diventando sempre più difficile da sostenere. Ma invece di guardare bene in faccia la propria condizione, i più non cercano di far altro che volgere ostinatamente lo sguardo nella direzione opposta.

La maggior parte della gente fa in fretta a lamentarsi di quanto succede nella propria esistenza e più ampiamente nel mondo, tuttavia, quando si tratta di fare qualcosa al proposito, pare come impietrita. Assai meglio, sembra evitare le personali responsabilità incolpando qualcun altro.

Il mondo è quello che è perché abbiamo permesso a pochi di renderlo tale, e semplicemente puntare il dito contro quei pochi non è sufficiente. Siamo tutti coinvolti. Voltaire colse magistralmente questo punto quando disse: "Non uno dei fiocchi di neve che formano una valanga si è mai sentito responsabile".

Sin da quando avevo sette o otto anni questo mondo mi è sembrato folle e nel momento in cui ho iniziato a rendermi conto di ciò che sta dietro l'illusione, che noi chiamiamo «realtà», sono diventato come una porta aperta.

Non c'era bisogno di spingere; stavo già ruotando sui miei cardini. Doveva esserci un motivo per cui il mondo era così assurdo e del perché così poche persone sembravano in grado di accorgersene o, almeno, di ammetterlo con se stesse.

La mia incredibile esperienza iniziata nel 1990 mi ha rivelato che in questa follia c'è sicuramente una ragione, una logica. La società è quella che è perché coloro che la controllano vogliono che sia così. È quanto si addice al loro programma per una dittatura globale.

La straordinaria storia che sta dietro la facciata della vita quotidiana mi è stata rivelata per gradi, e questo libro rappresenta il passo successivo - un gigantesco salto dentro ad un regno ed a una realtà verso cui pochi sono disposti a dirigersi.

In "Cronache dalla Spirale del Tempo" ho esposto il modo in cui il mio viaggio è iniziato. In breve accadde questo: attraverso una medium mi venne rivelato che avrei ricevuto in dono quelle ricchezze spirituali che praticamente avrebbero permesso il sollevamento del velo illusorio che tiene in schiavitù il genere umano.

Ella mi disse che la Conoscenza sarebbe stata instillata nella mia mente e in tempi successivi ne sarei stato guidato. E aggiunse: "Un solo uomo non può cambiare il mondo, ma un uomo può comunicare il messaggio che il mondo cambierà".

Molti altri sensitivi ripeterono la stessa cosa. Esistevano dei segreti da svelare, enormi segreti, ed io sarei stato condotto verso questa rivelazione e l'avrei poi comunicata al mondo intero.




Uno di essi aveva detto: "Non è necessario compiere un'ardua ricerca. La strada è già stata tracciata. Dovrai soltanto seguire gli indizi". Allora la cosa sembrava stravagante, ma quanto si rivelò essere reale! Da quel momento in poi, la mia vita divenne un'esplosione di sincronismo e di «coincidenze».

Sono stato condotto alla Conoscenza attraverso persone, libri ed esperienze personali in oltre 40 nazioni e gli indizi sono stati disposti qua e là, non solo abbondantemente, ma anche nell'ordine giusto per poter essere assimilati con rapidità.

Sono stato guidato lungo un sentiero che ha avuto inizio con la comprensione della manipolazione in questo «mondo», la realtà che pensiamo essere qualcosa di «corporeo», e che in seguito mi ha condotto in altri regni che la compenetrano - ciò che gli scienziati definiscono universi paralleli.

Nei primi due capitoli riassumerò questo messaggio (dello stesso Icke leggere anche QUI; ndr), prima di spingermi all'incredibile stadio successivo che riguarda la scoperta rivelata di chi siamo, dove siamo, e cosa stiamo facendo qui.

Durante gli anni '90, grazie a guide invisibili e a «coincidenze» sincronizzate, iniziai a comprendere e a far conoscere il livello basato sui «cinque-sensi» di una cospirazione globale per il controllo dell'umanità, orchestrata attraverso una rete di società segrete e di famiglie tutte imparentate tra loro, conosciuta col nome di Illuminati.

Si tratta di famiglie che controllano i governi, il sistema bancario, le corporazioni transnazionali, gli accordi che riguardano i prezzi o la ripartizione dei mercati del petrolio e dei prodotti farmaceutici (i cosiddetti «cartelli»; n.d.t.).

E ancora, i mezzi di comunicazione di tutto il mondo, i servizi segreti, le forze di polizia, e persino quello che si insegna nelle scuole e nelle università.

Tutti questi aspetti del contesto sociale, insieme a tanti altri, vengono controllati fondamentalmente dalle medesime famiglie di Illuminati, che perseguono lo stesso programma di tirannia globale. (Cfr. QUI; ndr).

Il loro obiettivo è uno stato fascista centralizzato con a capo un governo e un esercito mondiali, una banca centrale, una valuta unica, a cui assoggettare una popolazione dotata di microchip, connessa a una rete computerizzata globale che ne abbia così il controllo.

Quando per la prima volta lasciai intendere che era questo il piano, la gente si fece delle risate, ma adesso a sogghignare sono soltanto i disinformati e quelli che hanno una «forma mentis» rigida e materialistica.

L'incubo orwelliano del "Grande Fratello" si sta manifestando poco a poco, giorno dopo giorno, specialmente dall'11 settembre.




Ciò non sorprende nel momento in cui ci si rende conto che quegli attacchi furono organizzati dalla stessa forza che ora li utilizza come scusa per imporre il proprio programma fascista allo scopo di «salvarci» dal terrorismo.

(Vedi: "Alice nel paese delle meraviglie e il disastro delle Torri Gemelle") – Un altro suo libro; ndr.

Possiamo accorgerci con chiarezza della centralizzazione del potere e della proprietà che sta avanzando rapidamente in tutti i settori della nostra esistenza, e che è conosciuta col nome di "globalizzazione".

Non si tratta soltanto delle grosse, avide corporazioni, come molti membri della "Sinistra" vorrebbero farci credere.

Le corporazioni più in vista non sono lo scopo, ma dei mezzi verso lo scopo. Sono parte di un programma coordinato e ideato da molto tempo per un controllo globale che prende di mira ogni espressione dell'umana esistenza.

In politica abbiamo super-stati come l'Unione Europea, e i suoi «specchi» emergenti: l'Unione Africana, la Cooperazione Economica per l'Asia-Pacifico (APEC), e la Zona di Libero Scambio delle Americhe (FTAA).

Tutte sono strutturate in modo da essere in linea con una caratteristica fondamentale per l'esistenza di un'aspirante dittatura - più il processo decisorio viene centralizzato, più potere i pochi avranno sui molti.

Il peggior incubo del dittatore è la diversità, poiché in questo modo egli non può controllare tutte le fasi di tale processo.

L'uniformità e la centralizzazione sono indispensabili al Fascismo o al Comunismo, o a qualsivoglia sia il nome della vostra dittatura d'elezione. È così che assistiamo all'accentramento di ogni cosa, e ad una sempre maggiore velocità.

Il governo mondiale è programmato per essere il coronamento di questa piramide di tirannia politica, e il ruolo dell'esercito planetario consiste nell'imporre le sue decisioni a quei paesi che vogliono auto-governarsi.

È per tale ragione che le forze armate nazionali sono sempre più subordinate, oltre al fatto di costituirne soltanto una parte, ad organizzazioni come la NATO e le Nazioni Unite, nello svolgimento di operazioni per il mantenimento della pace.




È un esempio di ciò che io chiamo «Totalitarismo per Gradi» nel quale ci si sposta poco a poco verso un obiettivo a lungo meditato, invece di compiere colossali cambiamenti in una volta sola. (Cfr. QUI; ndr).

Se i passi fossero troppo grandi, molte persone si accorgerebbero di cosa sta accadendo, e non andrebbe bene. La nostra ignoranza è la loro felicità.

In Europa, l'EEC, o Zona di «libero scambio» del Mercato Comune, è divenuto lo stato fascista centralizzato conosciuto col nome di Unione Europea, grazie allo stillicidio continuo di cambiamenti imposti attraverso il Totalitarismo per Gradi, e lo stesso sta verificandosi ovunque.

Gli Illuminati manovrano i loro funzionari burocrati, uomini e donne, all'interno di posizioni-chiave nella politica, e la maggior parte di coloro che rimangono a far numero in ambito politico non è altro che una manica di ignari buoni a nulla.

La capacità intellettuale non è mai stata un attributo essenziale di un politico e spesso conduce verso una brutta carriera.

Tim Collins, Membro Conservatore del Parlamento in Gran Bretagna, venne informato da un elettore dell'esistenza di particolari che riguardavano delle pecche nella versione ufficiale della vicenda dell'«aereo» che avrebbe colpito il Pentagono l'11 settembre.

A Mister Collins venne offerta la possibilità di visionare la presentazione di un DVD che descriveva dettagliatamente questa prova, ma lui si rifiutò persino di dargli un'occhiata.

Il suo «assistente esecutivo» scrisse che Mister Collins  "Non crede nelle teorie del complotto, e considera particolarmente biasimevole che gli artefici del DVD al quale si fa riferimento stiano cercando di trastullarsi con una tragedia tanto spaventosa".

Tutto questo senza neppure prendersi la briga di visionarlo, e il fatto che persone come Tim Collins diventino dei politici può essere a sua volta considerata una spaventosa tragedia per coloro che essi dovrebbero rappresentare.

Quando si hanno dei Membri del Parlamento con una mentalità del genere - e Collins rappresenta la norma, non una rarità - la manipolazione del sistema politico diventa un gioco da ragazzi.

La politica mi fa sempre venire in mente l'adagio di Albert Einstein che dice: "Non si possono risolvere i problemi con lo stesso livello d'intelligenza che li ha creati". Il controllo delle attività bancarie e degli affari è già nelle mani di pochi ed è una tendenza continua. 




La moneta europea - l'Euro - fa parte del programma degli Illuminati che consiste nel rimpiazzare tutte le diverse valute con una sola divisa planetaria controllata dalla già pianificata Banca Centrale Mondiale.

Si riporta che Mayer Amschel Rothschild, fondatore della dinastia dei banchieri (Illuminati), abbia detto: "Datemi il controllo della moneta di una nazione e me ne infischio di chi fa le leggi".

Considerate ancora un grado più in là e avrete lo schema per una dittatura mondiale in cui gli Illuminati controllano la valuta unica e fanno le leggi.

Le famiglie degli Illuminati si servono della rete di società segrete di loro appartenenza e di quelli che ne stanno a capo, i quali fungono da collegamento, o che hanno mansioni di mandatari e fattorini, per controllare tutte le banche più importanti e le corporazioni transnazionali.

In apparenza può sembrare che nei collegi dei dirigenti che hanno maggior peso compaiano nomi diversi, ma questi devono rendere conto ai «padroni» che li hanno messi lì a ricoprire quell'incarico e che impongono la linea di condotta da portare avanti.

Come ho già esposto dettagliatamente nei miei libri precedenti, a livello dei cinque sensi il mondo è controllato da una struttura di piramidi all'interno di altre piramidi, una dentro l'altra come le bambole russe.

In cima a queste, specialmente quella più grande che racchiude tutte le altre, ci sono le famiglie degli Illuminati. Da lì essi manipolano e impongono il loro programma per la centralizzazione del potere globale direttamente attraverso la società.

Anche coloro che fanno parte di gruppi di pressione, che sfidano il sistema su numerose e differenti problematiche, devono capire che stanno avendo a che fare con le stesse famiglie elitarie presenti in cima alla piramide.

Attraverso le loro corporazioni transnazionali, essi controllano, tra le tante cose, i rifornimenti mondiali di petrolio, gas, elettricità e acqua, la produzione di farmaci e «medicine», nonché la produzione e la distribuzione dei generi alimentari.

Il loro sistema bancario controlla i governi, il commercio e le persone prestando denaro che non esiste e caricandolo di interessi. Ciò che noi chiamiamo denaro è soltanto un «debito» che viene fatto girare sotto forma di assegni, bonifici, fidi e persino «contante». 




[…] Quando una banca concede un «credito», non presta un bel «niente». Semplicemente non fa altro che inserire al computer sul vostro conto il dato che attesta che la stessa ha accettato di farvi un «prestito» in cambio della vostra casa, del vostro lavoro o del terreno di vostra proprietà.

Essa non crea denaro, crea un «debito» mediante i tasti di un programma e da quel momento dovrete ripagare il «denaro» virtuale che vi è stato «accreditato», più gli interessi! Se non lo fate, vi possono portare via ciò che possedete.

I governi ottengono soldi in prestito allo stesso modo e i contribuenti diventano responsabili della «restituzione» alle banche di denaro inesistente, chiesto a loro nome dalle istituzioni governative controllate dalle medesime forze proprietarie dei banchi di credito. 

[…] Miliardi di persone soffrono la fame, perdono la loro casa, vivono in povertà e addirittura muoiono a causa della mancanza di denaro, quando non si tratta che di cifre illusorie sullo schermo di un computer.

Un comunicato della famiglia Rothschild ai suoi associati di New York, datato 1863, riassume perfettamente la situazione: «I pochi che capiscono il sistema saranno ugualmente così interessati ai suoi profitti e dipendenti dai suoi favori, che non faranno mai opposizione.

D'altro canto, invece, la grande massa delle persone, mentalmente incapace di comprendere gli enormi vantaggi... ne porterà il peso senza lamentarsi, e forse senza avere il sospetto che il sistema è il nemico dei suoi migliori interessi».

L'intero apparato bancario si basa su una frode di proporzioni sbalorditive, tesa a controllare e a reprimere la gente. Non c'è nulla di sbagliato nell'avere un'unità di cambio e chiamarla denaro. Non è questo il punto.

Il fatto è che allorquando si hanno banche private, di proprietà di quegli stessi individui i quali creano il cambio dal nulla e lo caricano di interessi, ecco pronto tutto il necessario per una tirannia globale. (Cfr. QUI; ndr).

È questo il risultato che abbiamo e che è stato istituito, poiché le famiglie che controllano le banche sono le medesime che sorvegliano anche quei politici i quali promuovono le leggi del sistema bancario.

Chi è nuovo a tutto ciò potrebbe anche rimanerne sconcertato, ma alle banche è consentito prestare una cifra dieci volte superiore a quella sul loro deposito.




È quanto viene chiamato «Concessione creditizia sulle riserve proporzionali». Ogni volta che depositate in banca una sterlina o un dollaro, date a quella banca il diritto di concedere un prestito di dieci sterline o di dieci dollari, che in realtà essa non possiede. (Cfr. QUI; ndr).

Molte persone pensano che le banche prestino i soldi dei depositanti, mentre non fanno altro che prestare aria fresca, cifre che esistono solo sullo schermo di un computer.

Se seguiste il «denaro» da una banca all'altra, sotto forma di assegni, bonifici ecc., scoprireste che essa ne crea sempre di più dal vostro deposito originale, o dal vostro prestito, poiché ogni volta che questi «soldi» vengono spesi e finiscono in una banca diversa, in cambio viene concesso ancora più credito.

L'ammontare degli interessi che le banche maturano attraverso questa frode è stupefacente. La manipolazione del denaro/sistema bancario è uno dei mezzi più efficaci della dittatura operata dalle famiglie degli Illuminati, e un esempio della portata dell'imbroglio perpetrato ai nostri danni. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

La gente fa un lavoro che odia per poter «pagare l'ipoteca». Ma cos'è questa ipoteca? È un debito che la banca vi paga in cambio di uno ancora più grosso che le ripagate a vostra volta. Ma non potete - in termini legali - pagare un debito con un altro! E poi dicono che «sono» pazzo!

Questa rete di banche e compagnie interconnesse, che fa capo agli Illuminati, usa la loro influenza (controllo) sui governi per distruggere le attività minori di tutti gli altri in modo che, per sopravvivere, debbano dipendere dalle famiglie dell'Élite.

Come mai i parlamenti approvano in continuazione leggi che rendono la vita sempre più facile e proficua alle grosse corporazioni, ma più difficile e dispendiosa alle piccole imprese? Ecco la risposta, una semplice equazione: dipendenza = controllo; diversità = libertà.

Nell'ambito dei «media», il potere su quello che vediamo e ascoltiamo si trova, allo stato attuale, nelle mani di un numero scandalosamente esiguo di persone.

Può sembrare che ci sia un costante incremento nella «varietà» dei mezzi di comunicazione, con un numero sempre maggiore di canali televisivi, ma la quantità di coloro che li controllano e ne seguono la produzione continua a restringersi.

Quando negli anni '70 divenni un reporter/presentatore televisivo, era impensabile che le stazioni regionali della Independent Television (ITV) in circolazione nel Regno Unito non fossero di proprietà separata le une dalle altre.




Si pensava che questo fosse un requisito essenziale per garantire il libero flusso di informazioni imparziali. Ma oggi una compagnia, la Carlton-Granada, controlla tutto il complesso delle ITV attraverso l'Inghilterra, la Scozia, il Galles e l'Irlanda del Nord.

Le radio «indipendenti» stanno rapidamente avendo la stessa sorte. E non è ancora finita, dato che il programma degli Illuminati esige il controllo totale, e nel mondo intero la regolamentazione della proprietà dei media è stata ridotta o respinta. 

[...] Il concetto è quello di controllare l'informazione a un livello tale che la gente veda e ascolti soltanto quanto si confà alla dittatura degli Illuminati. È esattamente ciò che George Orwell previde nel suo libro, 1984. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

[...] Le corporazioni di rilievo come la General Electric controllano le reti delle emittenti televisive degli Stati Uniti da cui la maggior parte degli americani trae le proprie «notizie».

Essa è proprietaria di: NBC network, CNBC, MSNBS, Bravo, Mun2TV, Sci-Fi Channel, Trio, WNBC New York, KNBC Los Angeles... ecc. ecc. 

[...] In più, quelli della General Electric posseggono gli Universal Studios, la NBC Universal Television Studio e la NBC Universal Television Distribution. Immaginate quanto tutto ciò dia loro il potere di inculcare una realtà contraffatta.

I magnati dei media come Rupert Murdoch sono a capo di aziende che controllano una marea di emittenti televisive e radiofoniche e di testate giornalistiche in tutto il mondo, insieme agli studi cinematografici della Twentieth Century Fox, a case editrici come la Harper Collins, e al sistema Internet Delphi.

Una delle «attività» di Murdoch, la Fox News o, per meglio dire, Fix News (fix, tangente; n.d.t.) è il canale televisivo propagandistico più parziale che io abbia visto fino ad ora.

Attraverso grandi gruppi come la GeneraI Electric, la Murdoch's News Corporation, la Disney e la AOL-Time Warner, gli Illuminati controllano anche Hollywood e l'industria della musica.




Potete anche vedere etichette discografiche «differenti» e «diverse» sale di ripresa cinematografica, ma essenzialmente è la stessa organizzazione ad averne il dominio e a decidere cosa verrà o non verrà visto e ascoltato.

Quando arriveremo al punto focale di questo libro, vi renderete conto di quanto il potere sui media sia vitale al programma degli Illuminati. Si tratta di qualcosa di molto più ampio e assai più profondo del semplice fatto di dire menzogne e di nascondere la verità su ciò che accade nel mondo. (Cfr. QUI: ndr).

Se non ci fosse questa imposizione su quello che la gente guarda e ascolta in prevalenza, il resto della struttura di controllo andrebbe in fumo. Ecco un piccolo esempio di manipolazione dei media e di cronaca falsa che rivelano una realtà ben più vasta.

Una ex giornalista della BBC mi raccontò di quando le venne chiesto di andare per le strade con una cinepresa a registrare ciò che la gente pensava della Regina Madre al momento della sua morte, avvenuta nel 2002 a 101 anni.

La cronista scoprì che il 99% delle persone da lei intervistate aveva detto di non apprezzare la Regina Madre e che non gliene importava nulla della sua morte. Data la sua integrità professionale, la giornalista riportò quanto era accaduto in totale verità, ma venne duramente censurata dai suoi superiori.

La linea di condotta della BBC consisteva nel sostenere che la «Queen Mum» (davvero un gran brutto soggetto) era amata e ammirata dalla nazione. La giornalista domandò ai suoi servili «superiori» se le stavano dicendo che avrebbe dovuto mentire.

"Date le circostanze avresti dovuto distorcere la verità", le dissero. Ella si sentì disgustata e rassegnata. È triste, perché ci sono poche persone come lei, e la verità non solo viene distorta ogni giorno, ma viene anche letteralmente massacrata. 

[...] Gli stessi principi si applicano ai servizi d'informazione su guerra, politica, affari, finanza, scienza e tutto il resto. La gente viene costantemente fuorviata da una combinazione di incompetenza, ignoranza e deliberati raggiri.

Questo diventa particolarmente grave nel momento in cui essa accetta la versione ufficiale dei fatti dell'11 settembre e la storia pre-confezionata della "guerra al terrorismo".

Poi ci sono i «microchip» e le telecamere di sorveglianza. Meritereste una laurea in auto-illusione se non vi foste accorti della monumentale espansione della tecnologia finalizzata al controllo, ovunque andiate. (Cfr. QUI e QUI; ndr).




La scusa addotta è la risposta alle atrocità terroristiche orchestrate proprio dalle forze che stanno dietro all'introduzione dei microchip e della sorveglianza!

È la tecnica che ho battezzato Problema-Reazione-Soluzione.

La prima fase è quella di creare un problema in forma segreta (come l'11 settembre).

Nella seconda fase viene raccontata alla gente una storia falsa riguardo a chi l'ha causato e alle ragioni occulte esistenti dietro le quinte.

La terza fase si attua quando la popolazione dice "bisogna fare qualcosa", ed è allora che viene offerta la soluzione al problema creato artificiosamente.

Come abbiamo visto dall'11 settembre, queste «soluzioni» anticipano il programma orwelliano.

La tecnica prevede di gettare le persone in una dimensione di paura, cosìcché esse facciano affidamento sui loro leader perché le proteggano con nuove leggi, leggi adatte al progetto per l'asservimento dell'umanità.

Nel 1957 il Dottor William Sargant, uno psichiatra del Tavistock Institute in Gran Bretagna, presieduto da Illuminati, scrisse nel suo libro «Baule for the Mind»:

"Vari tipi di convincimenti possono essere innestati nella gente dopo che le funzioni cerebrali siano state deliberatamente perturbate inducendo accidentalmente o di proposito sensi di paura, rabbia o eccitazione.

Tra gli effetti causati da disturbi di questo genere, il più comune è un temporaneo indebolimento nella capacità di giudizio ed una intensificata suggestionabilità. Le manifestazioni appartenenti ai più svariati gruppi vengono talvolta classificate con il termine «istinto del gregge».

Esse  compaiono  nella  loro espressione più spettacolare  in tempi  di  guerra,  nel corso di gravi epidemie, e similmente in tutti i periodi di pericolo collettivo, che incrementano l'ansia e di conseguenza l'influenzamento individuale e di massa."

"Faremmo bene a non sottovalutarne l'effetto in termini di panico sulla psiche collettiva, oltre al tener conto del desiderio che le autorità «proteggano la gente» da quella paura." (Cfr. anche QUI, QUI e QUI; ndr).

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: edicolaweb.net (Questo sito è scomparso poco tempo dopo aver pubblicato l'articolo nel marzo 2014, e da me riproposto oggi.)

sabato 17 giugno 2017

Angeli in Astronave: La Visione dei Corpi Sottili.




Sebirblu, 16 giugno 2017

È incredibile come il contenuto di questo libro ormai famoso che molti attribuiscono alla fervida fantasia dell'Autore, coincida perfettamente con le verità insegnate dalle più grandi menti spirituali che hanno illuminato veggenti e mistici da millenni.

Sono le Purissime Intelligenze che vibrano nei Piani Infiniti e che si manifestano continuamente ai semplici e ai puri di cuore che intendono seguire la via della Luce e del Bene.

L'Ultrafanìa, di cui spesso ho parlato, ved. QUI e QUI, conferma inequivocabilmente tutto quanto Giorgio Dibitonto e i suoi amici hanno vissuto nella loro straordinaria esperienza.

È inutile perciò irridere e minimizzare la portata di questa testimonianza, perché è vicino il tempo in cui anche i più scettici dovranno arrendersi all'evidenza dei fatti e piegare le ginocchia e il capo dinnanzi alla maestosità di Dio che riprenderà il dominio su questa Terra distrutta dall'arbitrio e dall'arroganza dell'uomo.

Ho pubblicato altri due post inerenti al testo (QUI e QUI) che, prefigurando i tempi attuali, ci avvisano degli eventi in arrivo e ci ammaestrano sul comportamento da tenere se vogliamo uscirne senza esserne trascinati e coinvolti pesantemente.





"A bordo dell'astronave"
- dal cap. 12 -

La sera del ventisette luglio vi fu un nuovo incontro. Dopo una lieve salita, la luce del disco ci segnalò la presenza dei Fratelli dello Spazio. Ci venne incontro Raffaele, e ci condusse fino ad esso, che era poggiato a terra fra gli alberi.

Dal portello aperto una luce bianchissima illuminava il prato. Leggendomi nel pensiero, Raffaele mi assicurò che non avrei sofferto di alcun disturbo, né di vertigini. Visto da vicino, il mezzo spaziale appariva maestoso, e una luce soffusa traspariva da tutti i suoi punti.

Tina era visibilmente commossa. Raffaele mise piede nel mezzo spaziale, e con la mano ci fece cenno di seguirlo. Entrò per prima Tina, poi io, e poi Paolo, che era venuto con noi.

L'interno era di una particolare semplicità. L'abitacolo era illuminato da una luce che si diffondeva ovunque, senza che ne apparisse una fonte manifesta. Sotto la grande cupola, quattro pannelli luminosi fungevano da pareti.

Provai un'emozione straordinaria: tutti eravamo illuminati da quella luce che non ha eguali sul nostro pianeta. Pace e sensazioni di liberazione interiore si mescolavano alla gratitudine per quegli Esseri meravigliosi che ci davano una simile opportunità. Ero pervaso dalla commozione.

Tina conversava con Orthon, mentre Firkon spiegava qualcosa a Paolo che lo guardava meravigliato. Dissi a Raffaele che non sarei stato capace di esprimere la mia gioia. Raffaele sorrise e guardò Paolo, che ora taceva con l'espressione di chi stia vivendo un'esperienza straordinaria e non voglia sciuparla con le parole.

Uno dei pannelli era illuminato da linee colorate e lampeggiava di luci; un Fratello, che vi stava seduto di fronte, si alzò e si avvicinò per darci il benvenuto.

Era alto, aveva gli occhi di un colore tra il verde e il celeste e i capelli castani con riflessi color rame che gli scendevano quasi fino al collo. Fui colpito dalla sua squisita gentilezza. Si scusò e tornò al suo posto di fronte al pannello delle luci.

Il portello si richiuse, e il pavimento sul quale poggiavamo i piedi ebbe un lieve sussulto ed una vibrazione che si protrasse. «Stiamo salendo» ‒ disse Raffaele ‒ «fra poco saremo a bordo dell'astronave».

Vi erano, in quella sala sotto la grande cupola, tre gruppi di sedie. Raffaele ci invitò a sederci, e sedette anche lui. Gli altri Fratelli andarono a parlare a bassa voce con l'uomo che pareva pilotare.

«L'astronave» ‒ ci informò Raffaele ‒ «si trova fuori dell'atmosfera della Terra. Non ci vorrà molto per raggiungerla».




Vennero a sedersi accanto a noi anche Orthon e Firkon. Quest'ultimo mostrava la sua esultanza per averci a bordo, e rideva bonariamente sulla paura delle vertigini che avevo prima di salire.

«Come vedi» ‒ rideva simpaticamente ‒ «stiamo tutti bene». Risi con lui, e gli confermai che era proprio come non avrei mai potuto immaginare. Tina espresse la sua ammirazione per la semplicità e la funzionalità del velivolo.

Paolo era riuscito ad esprimere la sua sorpresa di trovarsi nello spazio. Io stavo meditando sul come i Fratelli ci facessero vivere esperienze così grandi, con tanta naturalezza e bontà. Mi dicevo che tutto questo era frutto di una grande intelligenza e conoscenza delle cose. Non so quanto tempo passò. Il disco ebbe un leggerissimo sussulto. «Siamo arrivati» ‒ annunciò Raffaele. «Stiamo entrando nell'astronave».

Ci alzammo, e il portello si aprì. Usciti di là, ci trovammo a camminare in un corridoio dal soffitto non molto alto. Le pareti parevano fatte di un metallo fuso con vetro. Avevano una specie di trasparenza e luminosità difficili da spiegare, ma gradevolissime a vedersi. Una porta si aprì di fronte a Raffaele, in fondo al corridoio, senza che nessuna maniglia fosse stata toccata.

Entrammo in una sala abbastanza grande, permeata di riflessi colorati che rendevano vivi tutti gli oggetti, come se rispecchiassero infinite fonti luminose impossibili da individuare, e ciò offriva toni di soavità, calore e finezza ad ogni cosa che cadeva sotto i nostri occhi.

Tina volle toccare il tessuto di una delle poltrone sparse a gruppi qua e là in quell'ambiente piacevolissimo. Firkon le sorrise leggendo nella sua mente una domanda. Quel tessuto simile ad oro pallido poteva essere di stoffa, ma la consistenza e la morbidezza facevano pensare ad una sostanza sconosciuta sulla Terra.

«Abbiamo molte cose da dirci» ‒ egli osservò. «Il tempo non è molto». Mi accorsi che dall'istante in cui eravamo saliti a bordo dei mezzi spaziali avevo perduto il senso del tempo. Raffaele ci invitò a sederci. Prendemmo posto su un divano, davanti a cinque poltrone in semicerchio che accolsero Raffaele, Orthon e Firkon.

Osservai il soffitto, e mi parve meno luminoso delle pareti. Variazioni appena accennate della colorazione davano l'impressione di una consistenza fluida del suo spessore. Era come se mani invisibili giocassero su una carta da presepio, e l'effetto in chi osservava era piacevole e riposante.

Entrarono Kalna, Ilmuht e Zuhl, e noi trasalimmo di felicità. Parevano più giovani in quella luce straordinaria, anche per l'effetto cromatico del loro abbigliamento. Sedettero, dopo averci tributato una festosa accoglienza.




«Da tempo aspettavamo questo momento» ‒ disse Raffaele in modo pacato. La sua voce produsse un'atmosfera ancor più intensa. Tina, Paolo ed io eravamo commossi. Così i Fratelli.

Raffaele mi fissò con dolcezza, ed io non potei astenermi dall'elogiare la rara bellezza dei fiori che erano posti in vasi trasparenti, sul tavolo alla nostra destra. Avevano forme e colori meravigliosi, a ellisse, rotondeggianti o a calice. Sulla Terra non ne avevo mai veduti di simili. Emanavano un profumo delicatissimo, che procurava soavi sensazioni.

«L'Amore Universale è la vita di tutta la Creazione. Il mistero del male è tutto qui: la perdita dell'Amore. Amare è essere nella Luce. La cecità interiore, l'ignoranza, la malvagità, sono tutti effetti della mancanza d'Amore. L'Essenza Divina è Amore, e da Essa procede l'intero Creato».

Con queste parole Raffaele iniziò a dirci cose che catalizzarono la nostra attenzione. «Il male» ‒ precisò ‒ «è non essere nell'Amore. Per chi invece non lo vive, è difficile percorrere le infinite vie della Consapevolezza che conducono al Creatore: somma aspirazione di ogni Sua creatura.

Per chi non pratica l'Amore, e quindi si trova nel male, la vera Conoscenza è difficile, persino impossibile. Più si è immersi nella sua Luce, e più facile è comprendere questa Forza grandiosa.

Purtroppo, sulla Terra vi sono poco Amore e poca Conoscenza. Ecco perché gli uomini,  prima di poter  tornare sul  giusto cammino  che  conduce a Dio ‒ fonte di Tutto ciò che è buono ‒ dovranno parecchio sperimentare, soffrire e comprendere le illusioni e gli errori del male».

«Voi» ‒ proseguì ‒ «siccome siete nelle tenebre, complicate le cose.  La semplicità è una delle grandi vie della Luce.  Ecco perché  vi fu detto che  per conquistare il Cielo è necessario farsi fanciulli. Ciò che è superiore e profondo, è sempre estremamente semplice».

Orthon prese a sua volta la parola. «Vi saranno mostrate» ‒ annunciò ‒ «alcune situazioni. Lo faremo con sobrietà e metodo, affinché possano esservi forniti alcuni elementi atti a farvi comprendere concetti più alti. Poi vi faremo visitare l'astronave e faremo festa con voi».

Firkon ci invitò a disporre la nostra mente all'accoglienza, e il nostro cuore a donare la nostra partecipazione.

«Guardate da quella parte» ‒ disse Kalna indicando la parete che stava alla nostra sinistra, dal lato opposto a quello del tavolo coi fiori. «Osservate quanto vi verrà esposto». Ci voltammo, e tutti fissarono lo sguardo verso il punto indicato.

La luce dell'ambiente si abbassò, creando un'atmosfera più intima. Tina e Paolo non battevano ciglio. Una specie di fumosità si produsse in un punto della stanza.


Alex Alemany

Sembravano dei vapori che condensandosi formavano una nube grigiastra. Da tale nube si andarono delineando tre figure. Noi guardavamo stupiti quell'incredibile metamorfosi sorta dal nulla. A poco a poco, vedemmo concretizzarsi le sagome di un uomo, di una donna e di un bambino.

Erano reali, sotto i nostri occhi, e allo stesso tempo ci apparivano come una scena di un film o di un teatro. Quel vapore continuò a definire le strutture di alcuni alberi delineando, al di sotto, tutto quanto può rappresentare un prato con erba, fiori e piccole piante.

L'uomo sedette su una pietra; la donna, che stava in piedi, indossava maglietta e pantaloni. Il bimbo tracciava sull'erba dei segni con un piccolo pezzo di legno. Era una scena campestre, forse la gita di una famigliola. Quelle figure che dapprima vedevamo come in uno schermo televisivo in bianco e nero, ma completamente reali, andavano colorandosi.

La sostanza grigiastra e vaporosa emetteva colore, e presto la luminosità di tutta la scena aumentò di molto. Nel contempo, andava abbassandosi la luce dell'ambiente dove eravamo. Cominciai a sentirmi coinvolto in ciò che vedevo.

L'uomo si alzò, e conversò con la donna che doveva essere la sua sposa. Il bambino canticchiava trastullandosi, noncurante dei genitori a lui vicini. Udimmo la voce melodiosa di Ilmuth, che ci avvertiva: «Ora» ‒ spiegò ‒ «vi sarà fatto vedere, in questa scena familiare di repertorio, quanto ci sta a cuore possiate comprendere. Fate attenzione».

Le tinte delle figure umane, dei vegetali e delle cose prima si intensificarono, poi iniziarono ad attenuarsi. I vestiti che indossavano i tre si confusero in quelle tenui colorazioni e ci apparvero tre corpi umani "più fluidi" ben fatti. Quelli appunto di un uomo, di una donna e di un bambino.

Un colore celestino-chiaro cominciava ad emergere, sovrapponendosi all'incarnato dei loro organismi ed evidenziando un altro corpo (quello eterico; ndr) leggermente più luminoso e visibile, in maniera tale da far scorgere, per ogni persona, i due corpi coincidenti ma in realtà separati l'uno dall'altro.

Il processo si ripeté, ed altri corpi vennero a mostrarsi, tutti collimanti sebbene divisi; dalle luminescenze e dai colori diversi. Potevo osservare che quanto più ciascuno di essi appariva in profondità, maggiormente era luminoso, ma non copriva la vista dei precedenti più esterni ed oscuri. Nei contai sette. (Cfr. QUI; ndr).

L'ultimo, al nucleo, appariva candido, e palpitava come se pulsasse ritmicamente di luce. Ad ogni palpito emanava un chiarore che attraversava tutti gli altri corpi, fino a quello fisico.

«Guardate» ‒ disse Ilmuth ‒ «Osservate anche le piante e la roccia». Anche per loro, come per le persone, era avvenuta la stessa cosa. Era una scena mai vista. Tutto mostrava un'interiorità vitale, una ricchezza di colorazioni... I ritmi dei passaggi di quella luce e la simmetria delle forme, mi sbalordivano. Non avrei mai potuto immaginare una cosa simile.


Dale Terbush

«Vi è possibile visualizzare qui» ‒ continuò Ilmuth ‒ «i vari livelli d'energia vitale nell'uomo, nella vegetazione e nelle strutture del regno minerale. Potremmo anche suddividere queste sette dimensioni in tre modi di essere, somiglianti fra loro» (fisico, psichico e spirituale, cfr. QUI; ndr).

Guardai e vidi che i primi tre corpi più superficiali erano simili nel loro aspetto, soprattutto riguardo al senso di consistenza e al grado di tenue luminosità. I tre successivi erano più luminosi ed apparivano più sottili ed evanescenti nel maggior grado di profondità.

L'ultimo, che pulsava bianchissimo, appariva in una luce eccezionale e chiaramente irradiava flussi ritmici di intensa luce a tutti gli altri corpi, attraversandone tutta l'estensione. Mi resi conto che non era fattibile, sulla Terra, riuscire a penetrare tutta quella realtà nascosta.

Tale scenario insolito aveva prodotto delle opportunità ai miei sensi che in un normale stato di coscienza, come noi siamo soliti vivere, non poteva accadere.

«Il corpo più esterno ‒ riprese Ilmuth ‒ «è quello materiale. Gli altri sono di energia meno densa, eterica, astrale, mentale o cosmica, come la chiamano i vostri studiosi sulla Terra. Con ognuno di questi veicoli, l'Essere può vivere in diversi mondi e dimensioni, su pianeti più evoluti.

L'involucro più esterno muore, e il corpo sottostante è pronto ad attivarsi pienamente nel nuovo ambiente energetico. È quanto avviene alla morte, ma in realtà è soltanto una nascita col nuovo rivestimento in un livello superiore, in un nuovo mondo di pari grado evolutivo a quello in cui si trova l'individuo stesso.

Poiché i piani sono innumeri (come sconfinati sono i modi d'essere dell'uomo, cfr. QUI e QUI; ndr), anche i corpi latenti umani, pur essendo sette, presentano infinite sfumature e densità. Vi mostriamo soltanto questi per facilitare la vostra piena comprensione».

Ero tutto concentrato in quella realtà meravigliosa. Udii la voce di Tina che esclamava: «La bellezza dell'ultimo corpo luminoso è estasiante!».

«È quanto volevamo comprendeste maggiormente» ‒ intervenne Kalna, e la sua voce esprimeva soddisfazione. «Il corpo bianco-lucente che emette ondate di energia potenziale verso i corpi astrali, fino a quello fisico è la visualizzazione di ciò che voi chiamate "Spirito".

Nella Scrittura voi potete trovare che l'essere umano viene suddiviso in corpo, anima e Spirito, intendendo per corpo quello materiale, per anima (o psiche; ndr) l'insieme dei corpi astrali e mentali, e per Spirito quell'Ente essenziale dell'uomo (rivestito, fino ad evoluzione conclusa, del suo corpo causale; ndr) che è eterno e quindi non morirà mai perché Particella divina, sede della Vita e della Coscienza Universale».


"Luce in Movimento" di Marcello Ciampolini

«Lo Spirito» ‒ proseguì Ilmuth ‒ «ha la capacità di vivere nello sconfinato ambiente oltre la Barriera Celeste (o Biotesi dell'Immortalità; ndr) mentre, quando è ancora avviluppato nei suoi involucri astrali, non può oltrepassarli e deve soggiornare nei mondi cosmici adatti al proprio grado evolutivo».

Firkon spiegò: «I Fratelli dello Spazio, quali noi siamo, sono coloro che hanno realizzato il maggior grado spirituale e quindi normalmente risiedono nei luoghi sublimi  della  Luce  siderale.

Essi sono quelli che le Scritture chiamano spesso Angeli del Signore, avendo la facoltà di intraprendere viaggi in tutte le dimensioni cosmiche e di rivestirsi, secondo la necessità, dei corpi adatti (condensando le energie appropriate di volta in volta; ndr).

Invece, i Fratelli che non si sono ancora evoluti al punto di liberarsi dai corpi sottili e poter oltrepassare la suddetta Barriera Celeste, hanno la possibilità di scendere nei piani inferiori per portare soccorso. Questo lo possono fare autonomamente, in virtù delle loro conoscenze e delle missioni che si propongono o vengono loro affidate.

Per recarsi nei mondi a più alta frequenza vibratoria, come è accaduto a voi oggi, essi devono affidarsi a noi, perché ci troviamo in uno stato di Consapevolezza dello Spirito, collegato sempre al Creatore che opera attraverso di noi, permettendoci di farvi attuare viaggi in mondi superiori al vostro grado evolutivo». [...]

[...] Raffaele richiamò la nostra attenzione a quanto avveniva ora nella nube colorata che mostrava le tre figure umane e un giardino. L'uomo e la donna discutevano. Notai che l'uomo muoveva le braccia come si è soliti fare in una discussione animata. Ne udimmo la voce. Rimproverava la sposa di qualcosa che non compresi bene, ma che riguardava il bambino. Questi pareva non curarsi del diverbio fra i genitori e continuava a trastullarsi.

«Osservate» ‒ disse Raffaele ‒ «ora vedrete le conseguenze dell'ira sui corpi sottili e sul corpo spirituale di questi fratelli».

L'uomo emetteva parole severe alla donna, accusandola di non essere in grado di fare il suo dovere. Era accigliato, e la sua donna lo guardava sorpresa. Vidi la figura dell'uomo, i contorni dei suoi corpi deformarsi, come se venissero distorti da una forza bruta.

L'armonia delle linee veniva compromessa. Dal corpo spirituale che si offuscava e perdeva la propria bianchissima luminosità, partivano flussi di grumi energetici che attraversavano gli altri corpi alterandone la luce, l'omogeneità e la forma.

L'uomo ora gridava, e la donna piangeva. La luce biancastra del suo corpo spirituale si fece di un colore sporco, sul marrone scuro; tutto il suo essere subì un'ondata di quella colorazione sgradevole e la sua sagoma si contrasse restando menomata.

Soltanto il corpo materiale, benché divenuto il contenitore di quelle deformazioni e stravolgimenti che avevano investito gli altri corpi oscurandoli, subì un minore deturpamento.

Adesso, dal corpo dell'uomo fuoriuscivano scariche di energia vitale disordinata e cupa che si espandevano in emissioni successive nell'aria circostante penetrando nei corpi sottili della donna che, a loro volta, si contraevano deformandosi e procurando anche ad essi un abbassamento della loro naturale luminosità.


Aura di un individuo in preda all'ira.

«Ciò che vedete» ‒ spiegò Raffaele ‒ «è quanto avviene in un essere umano la cui coscienza si abbandona all'ira. La sua energia vitale si oscura e si deforma. Dal corpo spirituale questo sconquasso si trasmette a tutti gli altri corpi, fino a quello materiale, e tutti ne soffrono. (Ne vengono investiti anche gli astanti; ndr).

L'energia vitale di ogni individuo è connessa, attraverso l'ambiente, con quella dei suoi simili e quindi chi vive ordinatamente e bene giova ai Fratelli, mentre chi vive disordinatamente e male danneggia non solo gli altri, ma l'intero contesto a lui d'intorno.

Tutto  il  Creato  è  in  comunione, e più  una  realtà  è  sottile, più è vitale.  Il pensiero, le sue forme e quella che voi chiamate fantasia o immaginazione è di una tale consistenza che l'uomo chiuso nella materia non può comprendere. [...]

Intanto l'uomo seguitava nella sua esplosione d'ira, ed il «contagio energetico» poc'anzi descritto, investiva pure il figlioletto che tuttavia seguitava a mostrare noncuranza alla lite dei suoi.

Anche la vegetazione era pervasa da quelle ondate di energia oscura e dannosa persino nel ritmo di emanazione, provocando disarmonia nella roccia. (Ecco il perché dell'accentuarsi dei disastri sulla Terra!). Cominciammo tutti a sentirci invasi da quel malessere.

«Che brutta cosa!» ‒ disse Tina ‒ «Che brutta cosa!».

La scena subì un'accelerazione, poi rallentò al tempo naturale. Ora l'uomo cingeva dolcemente la sua sposa che si asciugava le lacrime. Il piccolo, tra loro, rideva a tratti, contento. Intanto, i corpi dei tre e di tutte le realtà vegetali e minerali si stavano ricomponendo.

Ondate di luce e colore davano nuova armonia e respiro a quelle figure. Sentivamo tornare in noi gioia e felicità mentre si allontanava l'incubo di quanto avevamo veduto e provato.

La scena si spense pian piano e la nube vaporosa tornata sul grigio svanì lentamente. La luce ambientale apparve come prima e Raffaele insieme agli altri ci sorrideva, come se fossimo usciti da una parentesi di turbamento. Con gioia, ripensai al viaggio dalla Terra all'astronave sulla quale mi trovavo con Tina, Paolo e quei Fratelli.

Riprese la parola Raffaele: «Se tutti i figli del Padre Iddio avessero usato la libertà loro concessa per seguire soltanto le infinite vie dell'Amore Universale e si fossero affidati esclusivamente alla bontà delle Sue Leggi, non vi sarebbe stata la necessità di sperimentare dimensioni cosmiche così limitate rispetto allo Spazio infinito al di là della Barriera Celeste.

Ma poiché vi fu in origine un "Ribelle" (Lucifero; cfr. QUI e QUI; ndr) il quale convinse tanti altri che si sarebbe potuto disobbedire al Padre Buono agendo anche senza di Lui, da quell'atto di superbia ebbe inizio, come conseguenza, il male. (Cfr. QUI; ndr).


"Caduta degli Angeli ribelli" di Giovan Battista Beinaschi

Fu allora che l'Eterno creò i mondi astrali e materiali che, sebbene meravigliosi come Opera delle Sue Mani, erano però pur sempre definiti.

In essi molti Suoi figli si dettero all'egoismo in luogo della compartecipazione, alla cattiveria al posto della bontà, al sadismo invece che alla felicità di veder gioire i propri Fratelli.

I reprobi perseguirono le vie del male anziché del bene, l'odio al contrario dell'Amore, la cecità piuttosto della Conoscenza che vivifica.

Ecco perché venne a crearsi la materia: (perché le energie trattenute e non emanate, come tutta la compagine stellare fa, si condensarono incapsulando l'Essere nella sua prigione di carne. Ndr) e inoltre, perché lo Spirito e la Coscienza racchiusi in essa avrebbero avuto una difesa.

Voi avete visto come il corpo fisico sia il meno sensibile; quello che ammortizza lo sconvolgimento causato dalle passioni nei corpi sottili dell'uomo. Se questi figli non avessero il rivestimento fisico e astrale, essi sperimenterebbero la negatività che la loro spinta ribelle vuole provare in condizioni ben più palesi e di dolore.

È importante che l'uomo si convinca dell'inutilità e pericolosità del male durante la sua vita di tempo, perché altrimenti in altre dimensioni ne farà l'esperienza patendo molto di più e subendone tutta la violenza.

Occorre che l'uomo sappia comprendere la Bontà del Padre, che non ha tolto la libertà ai figli infedeli al suo Amore, ma ha concesso loro di potersene convincere in una situazione di minore sofferenza.

La stessa sofferenza è mezzo di salvezza, il dolore è la Voce dell'Eterno che richiama le sue creature, è purificazione, è Amore. (Cfr. QUI; ndr).

Guai, se non ci fosse il dolore fino a quando non sia stato recuperato l'ultimo figlio del Padre! Voi avete assistito al suo effetto in quell'uomo che ha compreso di stare offendendo la propria sposa e danneggiando l'animo sensibile del bambino.

Il  rimorso  provato  dalla  sua  coscienza  era  un'energia  viva  che  si  sprigionava dal suo Spirito ricomponendo e ridando armonia al suo Essere, a quello della compagna  e  del  figlioletto».


"Purificazione" di Tomasz Alen Kopera

«Quando la bontà e l'Amore saranno riconquistati dai figli della Terra» ‒ disse Kalna con voce tenerissima ‒ «in quel  momento  il vostro Spirito  produrrà  energie mirabili che  daranno  Luce  alle  vostre  menti  e  calore  ai  vostri cuori.  Allora la forza benefica che da voi si sprigionerà risanerà i vostri mali spirituali, morali e materiali.

Anche gli animali ne saranno disintossicati, le piante e i sassi. Voi non potete immaginare come tutta la realtà vitale dell'ambiente sia legata alla vostra coscienza. Le  menti  condizionano  realmente  l'habitat  circostante,  i loro  mondi. 

Tutto è vivo: ogni vostro moto dell'animo, ogni desiderio, pensiero o sentimento, così come ogni vostra passione. Irridere queste realtà significa prolungare il cammino  verso  la  Luce  di  molti  millenni  ancora.

Ogni figlio del Padre perverrà alla Conoscenza spontaneamente, in modo libero, in virtù della propria cognizione della verità, del bene e dell'illusorietà del male.

Noi vi aiuteremo sempre, fino a quando il Genitore Divino sarà nuovamente felice di poter riavere il vostro amore e la vostra fiducia in Lui, Unico Creatore, Sommo Amore e Dio.

Ogni pensiero ha una sua forma, un proprio colore, un profumo, una voce e un significato. (cfr. QUI e QUI; ndr). Cosí tutto ciò che vive nello Spirito umano.

I figli dell'Eterno possono crearsi paradisi o realizzare altrettanti inferni. Egli si adopererà sempre per ricondurli a Sé, e noi saremo i suoi fedeli collaboratori, finché tutti si convinceranno della verità delle cose».


"L'uomo schiavo di sé stesso" di Ban Sarolta

Firkon mi guardò negli occhi. Compresi che aveva letto nel mio pensiero la domanda che volevo porre.

«Sì» ‒ mi  disse  con  tono  grave  e  sicuro. «Sì,  tutto questo finirà.  I  figli  ribellatisi a Dio, che stanno conducendo esperienze sbagliate, presto se ne renderanno conto. Essi provocheranno sulla Terra tanto dolore che anche i ciechi vedranno, e i sordi sentiranno.

I cuori si scioglieranno dalla loro millenaria durezza, le menti vorranno la Luce. Allora l'Eterno Padre farà una festa senza precedenti nella storia della Creazione perché il "figliol prodigo" avrà fatto definitivamente ritorno alla sua Casa d'origine.»

«Sta scritto» ‒ soggiunse Raffaele pensosamente ‒ «che soltanto il "figlio della perdizione" si perderà. (Lucifero, cfr. QUI, che per somma superbia rifiuterà di pentirsi; ndr). Questo rattrista infinitamente il cuore dell'Altissimo e fa soffrire il nostro.

Questi uomini testardi (che lo hanno seguito e lo seguiranno; ndr) non vorranno capire la lezione, ma non potranno più nuocere. Per essi tutto il piano d'Amore e di Salvezza non avrà dato frutto. Noi non possiamo sostituirci al Padre Iddio.

Egli ha preparato qualcosa anche per loro; ma guai a tentare l'immensa Bontà, la Misericordia e la Giustizia di Dio! Questi nostri fratelli ostinati non dimentichino che sempre e in ogni momento vi sarà compassione, perdono e Amore per loro. Ma dovranno soffrire nella misura della loro incredibile ostinazione».

«Quanto è avvenuto sulla Terra in questi millenni di storia di dolore, ingiustizia e sangue» ‒ aggiunse Raffaele con tristezza ma con voce ferma ‒ «nel Cosmo resterà d'esempio affinché la colpa sia mostrata in tutti i suoi aspetti di orrore». (Infatti non ve ne sarà un'altra mai più; ndr).

«Essa ormai sta raggiungendo il limite che il Padre ha posto nel Suo amorevole Cuore. Egli non permetterà che si soffra oltre, e tutti potranno avere la ricompensa per tutto quello che hanno sopportato in sé stessi». [...]

[...] Poi, Raffaele ci invitò a seguirlo. Vennero con noi Orthon e Firkon. Visitammo vari reparti di quell'enorme e meravigliosa casa di luce. Fummo condotti in una sala dove brindammo con una sostanza soavissima. Poi Kalna cantò, e udimmo una musica che commosse Tina fino alle lacrime.

Avevamo l'animo saturo di leggerezza, di pace e la certezza dell'Amore senza fine dei Fratelli. Quindi, ci ricondussero, attraverso il corridoio, nel disco che ci avrebbe riportati a terra. Nostri compagni di viaggio furono ancora Raffaele, Orthon e Firkon.

«Tempo verrà» ‒ diceva Ilmuth, mentre Kalna ci sorrideva ‒ «che non ci separeremo più. Tutti i fratelli della Terra che lo vorranno potranno viaggiare con noi nello spazio. Basterà volerlo, e soprattutto essere figli dell'Amore di Dio.

Insieme visiteremo mondi e solcheremo nuovi cieli. Saremo sempre in missioni d'Amore e di Conoscenza per altri fratelli che vorranno evolversi presto. Siatene certi» ‒ concluse Kalna ‒ «questa è la Verità».

Ci salutammo tutti con un abbraccio, e mentre prendevamo posto nel disco, la luce dell'abitacolo agiva in noi per prepararci a tornare nell'atmosfera terrestre.

Il nostro cuore era rimasto sull'astronave, con tutta la sua luce, i colori e i profumi. Il piccolo velivolo ci riportò dove ci aveva prelevati qualche ora prima. Erano circa le sei del mattino.

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Estratto dal libro "Angeli in Astronave" di Giorgio Dibitonto – da scaricare QUI.