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lunedì 17 febbraio 2025

L'Anticristo o Gesù guida il Primo Cavallo Bianco?




Sebirblu, 16 febbraio 2025

È difficile per un occhio acuto ed un orecchio attento non assimilare a questi tempi burrascosi l'immagine dei quattro cavalieri dell'Apocalisse che irrompono al galoppo nella scena del mondo, ma è altrettanto arduo, senza l'aiuto dello Spirito, dissolverne le incongruenze che nel corso della storia sono emerse dagli esegeti.

Prima d'iniziare, però, ecco una parte del capitolo 5 del testo giovanneo, necessaria introduzione al tema:

«E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, chiuso con sette sigilli. Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: "Chi è degno di aprire il libro e romperne i suggelli?"

Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il rotolo e leggerlo. Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di farlo. Uno dei vegliardi mi disse:

"Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, ed aprirà il libro e i suoi sette sigilli".

Poi vidi ritto in mezzo al Trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette Spiriti di Dio mandati su tutta la terra. E l'Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul Trono.

E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno un'arpa e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi. Cantavano un canto nuovo:

"Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli,
perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue,
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione..." 
(Ap. 5, 1-9)».

Si noti lo strano spostamento dell'Agnello che prima viene adorato al centro del Trono divino come vittima sacrificale e poi avanza, ritto in piedi (essendo Risorto), verso l'Eterno Padre che è seduto su quello stesso trono e del Quale Egli è il Raggio-Figlio da cui riceve il libro.




Questo movimento fa risaltare ancor di più ciò che Giovanni scrisse nel suo Prologo: "In Principio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio, ed il Verbo era Dio..." (Consiglio  di  leggere  QUI).

In seguito, al cap. 6, 1-2 troviamo, ed è su questo contenuto che intendo articolare il mio post:

«Quando l'Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava con voce di tuono: "Vieni". Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora.»

Si tratta del primo dei famosi cavalli dell'Apocalisse, quello bianco, che precede gli altri tre e sulla cui identità da sempre esistono delle divergenze d'opinione.

Dice un commento al testo, ridimensionato e rivisto da me QUI:

«È vero che Gesù tornerà su un cavallo bianco, come descritto in Apocalisse 19, 11-16, ma qui abbiamo a che fare con un dittatore satanico che Lo imita e che dà il via alla distruzione finale dell'umanità.

Costui regna (gli fu data una corona); regna con un arco, non una spada; esercita il dominio sopra la Terra (uscì fuori come vincitore e per vincere). Ma le conseguenze del suo governo, come riportano i versetti successivi, mostrano chiaramente che non si tratta affatto del futuro Regno del Cristo.

"L'intera compagine e le caratteristiche dei sigilli ci impediscono categoricamente di ritenere che questo cavaliere sia il Signore Gesù, come in molti affermano. Al suo seguito non vi saranno guerre, carestie e conflitti." (Jennings).

Qui giungiamo ad un bivio esegetico del libro dell'Apocalisse. Si può comprendere molto da come una persona intende questo passo e il relativo piano concepito da Dio guardando in qual modo interpreta il primo dei quattro visitatori.

Coloro che considerano la scrittura da un punto di vista storico pensano che tale personaggio sia Nostro Signore. Quelli che invece la valutano con il profilo profetico, a venire, spesso riconoscono questo cavaliere come l'Anticristo.

Ritenendolo perciò il flagello ultimo degli uomini, egli sarà davvero il più terribile di tutti i tiranni che l'hanno preceduto. Dominerà il mondo in qualità di falso messia e condurrà l'umanità in una ribellione demoniaca contro Dio, seguendo le orme di Nimrod, il sovrano di Babele (ved. Genesi 10, 8-14).»

L'attuale scenario socio-politico-religioso, con l'Impostore assiso in Vaticano che lo presenterà al più presto a tutti, è ormai idoneo per l'affermazione di un leader del genere. Ciò che si attende è che Dio lo permetta nei Suoi tempi, dopo che avrà portato via la Sua chiesa dalla Terra con il Rapimento o Sollevamento del "Piccolo Resto", come ho esposto QUI, QUI, QUI, QUI e QUI.

Nei due video, don Alessandro Minutella spiega bene questo prossimo intervento divino:






Dice San Paolo al riguardo in 2Tess. 2, 6-7: «Ed ora sapete ciò che lo ritiene, affinché sia manifestato a suo tempo. Il mistero dell'empietà infatti è già all'opera, aspettando soltanto che colui che lo frena, al presente, sia tolto di mezzo.» Cfr. QUI e QUI.

È altrettanto significativo che questo primo sigillo conduca all'ascesa dell'Anticristo. Viene ipotizzato che la "70ª settimana di Daniele" (cap. 9) abbia inizio allorché si "stipulerà un patto con molti" – versetto n° 27; cfr. QUI: "Gli Accordi di Abramo".

Ecco cosa riporta al proposito lo stralcio preso da QUI:

«Dei 70 "sette," 69 si sono concretizzati nella storia. Ciò significa che rimane un altro "sette" da realizzare. La maggior parte degli studiosi crede che stiamo vivendo in un enorme intervallo di tempo tra la 69ª e la 70ª settimana. L'orologio profetico si è fermato, per così dire. Il "sette" finale di Daniele è quello che chiamiamo di solito il periodo della Tribolazione.

La sua profezia rivela alcune delle azioni del "capo che verrà". "Nel mezzo della settimana [...] sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore" nel Tempio. Gesù avvertì di questo evento in Mt 24, 15 (ved. QUI).

Dopo che l'Anticristo infrangerà l'alleanza con Israele, inizierà la suddetta "grande Tribolazione" (Mt 24, 21). Daniele predice inoltre che lo stesso si troverà davanti al giudizio. L'Altissimo permetterà al Male di arrivare solamente fino ad un certo punto, poiché il giudizio dell'Uomo Iniquo è già stato pianificato.»

Ritornando però alla vera identità del personaggio entrante in scena per primo ed erroneamente scambiato da molti per Gesù stesso, posso dire questo:

Se il Cristo spezza i sigilli, non può essere lo stesso cavaliere che impugna un arco* (senza frecce). Questa è la versione all'acqua di rose ipotizzata da diversi critici sia nell'antichità come da taluni anche in questo tempo: addirittura è stata resa credibile anche dal film-capolavoro de "l'Apocalisse di Giovanni" di cui espongo la clip. Si può trovare e scaricare la pellicola intera QUI, prima che la censurino.




*Dal mio post del 19 giugno 2024 ecco cosa dice Gesù in una visione di Melanie, veggente tedesca, riferendosi all'Anticristo:

"Sarà come un arciere delicato e provetto che indirizzerà il suo arco in un modo inosservato e preciso (perché gli strali sono invisibili; ndr) verso l'obbiettivo voluto. Con esso raggiungerà un grande numero di persone che si sentiranno coinvolte da tutto ciò, infervorandosi e arrivando al culmine dell'entusiasmo.

Diranno: "Abbiamo atteso tanto questo leader! Dov'è stato finora? È lui il nostro uomo! Ci condurrà tutti alla salvezza! È come se fosse il nuovo Messia."

Inoltre,  i flagelli sono quattro e non tre, come tanti conteggiano escludendo il primo, e non potrebbe essere diversamente visto che il numero «3» è segno di perfezione (omnia trina perfecta sunt) mentre il «4» lo è in senso negativo, perché spigoloso e chiuso in sé stesso. (ved. QUI, il significato dei numeri.)

Essi raffigurano in sequenza la «conquista» (delle anime), la «guerra», la «carestia» e la «morte o peste» fermo restando che il termine greco thánatos ha entrambi i sensi. (Sarebbe un altro errore grossolano darne una definizione cronologica singola, in quanto annunciano soltanto delle sequenze nefaste generalizzate).

Un altro aspetto lo fornisce Empedocle: filosofo siciliano che identifica la quadriglia profetica con i rispettivi elementi naturali: il cavallo bianco con l'aria, il rosso con il fuoco, il nero con la terra e il verdastro con l'acqua. E ciò sta a significare la rivolta della Terra verso gli abusi subiti e perpetrati dall'uomo, specialmente in questi tempi finali.

«Il personaggio sul destriero bianco sarà un conquistatore che si approprierà del dominio con l'astuzia delle lusinghe e delle sue macchinazioni.

La promessa sotto il suo imperio è costituita da un mondo di pace e sicurezza (ved. QUI), [che si tramuterà in rovina improvvisamente... come "le doglie ad una donna incinta" alle quali non si può scampare; ndr].

Egli per giunta non ha una corona, ma gli viene data dopo... [esattamente come il passo "uscì vittorioso per vincere ancora"... E quando mai fino al presente, se non la morte fisica, il Cristo ha vinto? E poi... perché, essendo Egli Dio stesso, dovrebbe ricevere da qualcuno il permesso di vincere? Ndr].

Infine, egli non otterrà il conseguimento con battaglie sanguinose, ma con inganni, raggiri, intrighi ed artifici...» ‒ Brano tratto da QUI.




L'entrata in scena di questo cavallo bianco, montato da un cavaliere sicuro di sé ed agghindato in pompa magna da "Gran Signore", proprio per ingannare gli stolti, non è altro che la "scimmia di Dio" – l'Anticristo – il quale, mimetizzandosi come soltanto lui può fare, introduce nell'ingenuo consorzio umano tutte le sciagure che in modo subdolo già si stanno svelando sotto i nostri occhi.

Ne è un esempio eclatante ed insostituibile il Falso Profeta, assiso invalidamente in Vaticano, che da ben 12 anni prende in giro il mondo intero, spacciandosi per quello che non è e che ha rinunciato ufficialmente ad essere, ossia il ruolo di "Vicario di Cristo" (ved. QUI).

In Apocalisse 13, 1-18 (ved. QUI), al versetto 11, viene presentata la "seconda bestia che sale dalla terra" raffigurata da "un agnello con due corna che però parla come un drago". Ebbene Bergoglio, come "Vescovo di Roma", auto-definitosi così prima delle altre nomine, ne ha tutti i tratti distintivi, persino il numero corrispondente... 666. (leggere QUI, a convalida, lo splendido articolo di Andrea Cionci).

Al versetto 12, leggiamo che l'Anticristo doterà il Falso Profeta della propria potenza e autorità diabolica, che eserciterà poi in presenza del suo padrone.

E ancora, ai versetti 16-17, è scritto che il finto Agnello argentino, precursore dello pseudo messia, analogamente a Giovanni, il Battista, che lo era per il Cristo Vero, perorerà la causa dell'Anticristo propagandando il "marchio della bestia" senza il quale "non si può vendere né comprare"... (cfr. QUI, ma anche QUI e QUI), come da video:



Satana si metterà al servizio dell'Anticristo in ogni momento e anche agli ordini del Falso Profeta, operando segni e prodigi bugiardi alla presenza per ora invisibile del primo, alias "prima bestia che sale dal mare" e, al momento opportuno ‒ ormai a breve ‒ si manifesterà, felicemente accolto dalla maggioranza umana ancora "cieca".

Ecco come presenta Isaia al cap. 14, 11-15 il livore, la rabbia, e soprattutto l'invidia dell'Angelo ribelle che sin dalla Rivolta iniziale (ved. QUI, QUI e QUI) lo spingono a voler imitare Dio nella Persona di Suo Figlio:

«Negli inferi è precipitato il tuo fasto,
la musica delle tue arpe;
sotto di te v'è uno strato di marciume,
tua coltre sono i vermi.

Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?

Eppure tu pensavi: 

"Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea,
nelle parti più remote del settentrione.
Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all'Altissimo."

E invece sei stato precipitato negli inferi,
nelle profondità dell'abisso!»

Chiosa finale di Sebirblu 

Ecco, fra le tantissime altre, la testimonianza sublime di Giovanni Apostolo dai Piani Infiniti, ricevuta dall'avv. Gino Trespioli e raccolta in un volume ‒ "La Vita" ep. 539 ‒ ora super-esaurito ma che QUI si può sempre scaricare a beneficio dei lettori votati alla "Ricerca":

«In verità, in verità ti dico che la mia mano non tracciò menzogna, ed io scrissi quel che vidi e dissi quel che udii.

In verità ti dico che i cavalieri dell'Apocalisse, e i candelabri e le aspre lotte vitali rappresentano le epoche, e tutto quanto la vostra critica qualifica come allegoria, e plastica è la compagine delle vicende esistenziali che maturano, matureranno e giungeranno agli uomini sulla Terra nella data prefissa.»

Trespioli: "La Visione sarebbe profezia di una realtà sicura?"...

Soggiunse il Maestro (Guida eccelsa di tutta l'Opera):

‒ «Sicura, poiché è un dato di fatto il dominio della Materia sullo Spirito. I "Seniori" incoronati, che stanno seduti intorno a Quei che ha l'aspetto della pietra jaspide (o diaspro, un tipo di quarzo prezioso; ndr), raffigurano il succedersi dei domini terreni che saranno travolti dai fatidici segni vitali. Squilli di tromba, cadute di stelle, terremoti, scomposizioni naturali, assorbimento di continenti, invasioni di acqua...»

Trespioli: "Maestro ‒ quasi gridai ‒ ma la Divina Bontà non sarà più grande della collera divina?"

Ma Giovanni riprese:

‒ «E la Voce tuonerà in Sua possanza e tutte le resistenze della Natura saranno squassate al contatto di cotanto Fuoco. Beati coloro che saranno passati nel divino Amore, poiché gli ultimi, lenti e ritardatari, riceveranno l'urto della loro materia.

Così passerà nel Tempo ancora una volta la Divina Grandezza, mentre la Fiamma di Amore eterno riceverà i figli diletti assimilati nel Fuoco vivo della Sapienza.

Sia l'Amore, per voi, il segno, il segno maggiore della grandezza delle anime vostre; sia l'Amore la fiaccola che vi illumina la via nei lunghi pellegrinaggi terreni. O pellegrini, sia breve la vostra sosta; non attardatevi nel deserto in cui si annichila e ci si distrugge.

"Venite a me" disse Gesù "o voi che siete affaticati e stanchi, ed io vi ristorerò poiché sono il Pane della Vita; qui manducat meam carnem et bibit sanguinem meum in me manet et ego in illo." »

Svanì la Favilla. Svaniva Miris con tutto il fulgore della sua atmosfera di potenza...

Ad Maiorem Dei Gloriam

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

sabato 21 dicembre 2024

CHICCA di NATALE: chi ha ORECCHIO pronto CAPIRÀ!

 
Foto di Maurizio Pignotti


Sebirblu, 21 dicembre 2024

Ecco un dettato senza tempo dai Piani Infiniti (proveniente da "La Voce" ved. in etichette), che i VERI risvegliati di Spirito comprenderanno di sicuro.

••••••••

«Camminando lungo un sentiero io vidi scritto a caratteri di fiamma: AMORE.

Osservando le vie del cielo negli agglomerati stellari, nelle associazioni e dissociazioni delle energie, io scorsi cader del fuoco sopra un astro denso, e questo fuoco era: AMORE.

L'astro denso sussultò, ed io vidi scritto a caratteri oscuri: TERRA.

Scendendo verso il centro di questo astro vidi gli uomini che apparivano mesti e grevi, sotto un peso non visibile. Un uomo d'alta proporzione, con occhi di fiamma, disse a me: "HANNO PERSO L'AMORE!".

E dal lato d'Oriente vidi una figura bianca simile ad ANGELO, non aveva spada, dai suoi occhi cadevano perle; erano lacrime contenute per l'affanno dell'umanità. (Cfr. QUI; ndr).

Dal lato d'Occidente un'altra figura, ieratica, portava una grande corona d'oro, teneva in mano un arbusto con bacche d'oro, e diceva: "QUESTO È IL MIO REGNO". Allora io vidi offuscarsi il cielo per tremito convulso.

Scomparve l'Oriente dal mio occhio. L'umanità fu avvolta da un fumo grigio e udii cantare l'inno dell'egoismo, fratello dell'odio.

Vidi ancora, dal Centro, scendere una grande colonna di fuoco, la Terra si scosse per sussulto interno, gli elementi sconvolti dalla tempesta si congiungevano a colonne e si disgiungevano, allora si formò all'istante, per vento folle, un'alta montagna, e su di essa apparve il più grande dei Soli.

Una Voce tuonò: "Sarete divisi a tre a tre, sarete moltiplicati a sette a sette, fino a che raggiungerete l'unico gradino che porta il Cerchio chiuso attorno all'Uno". (Il Tre è il numero potenziale perfetto; il Sette indica evoluzione; ved. QUI; ndr).

Io chiesi: "Ma che è mai questo?" E la Voce, simile a tuono, rispose: "È l'Amore che torna agli uomini. Esso è il Sole della Vita, irradia le pupille, aumenta il seme nelle viscere della Terra, fa tremare il filo d'erba; i venti della tempesta inneggiano a Lui, unico Signore".»



"Il Cristo glorificato" di Howard David Johnson  

«Raccogliete la parola che stabilisce un contatto fra gli abitanti del mondo fisico e l'Infinito, Io sono forza e pensiero, lo sapete da sempre, vi esorto ad ascoltare con l'alto udito d'anima.

In questo attimo, vi svestite della figura corporea, allentate le energie pesanti per spaziare in quel Principio di Luce, che si rende manifesto per grazia. Che cos'è la grazia? L'ignorate? No. È uno stato di purezza che s'innesta nell'anima quando questa sa librarsi come colomba verso l'Infinito.

Venite con Me! Guardate coi Miei occhi, ascoltate, e raccogliete. Chi osa definire il Cristo? Gli umani hanno tentato tutte le vie, si sono addentrati nei labirinti filosofici, si sono portati qua e là alla ricerca di documenti.

Le voci di tramando molte volte si sono fermate, e nella trasmissione si è incisa la parola che non fu pronunciata, perché essa costituiva il mistero di Lui, Cristo! Gesù! Due Nature Sostanziali, e qui è tutto il mistero.

L'una appartenente all'Infinito, perché Unità Potenziale Assoluta; la seconda facente parte del movimento intrecciato della vita, ed era il veicolo, mediante il quale il Cristo Potenza si manifestava all'umanità.

Che cosa hanno visto gli umani di Lui, che cosa hanno udito e che cos'hanno raccolto? Si è raccolto ben poco, si è udito ancora meno, perché il sigillo ermetico di ogni Sua espressione è e rimane. "E allora a che è servito il suo passaggio sulla Terra, se nulla dice, se tutto resta come se Egli non fosse venuto?"

Questa è l'espressione di coloro che non hanno inteso, che non sanno intendere, e che dovranno camminare assai, prima di poter dire: "Sì, Egli È".

Ma che cos'è,  che cosa rappresenta,  perché la tragedia si è compiuta,  a quale scopo,  se tanti altri prima di Lui e dopo ancora sono venuti? Sì, sono venuti umanamente, come tutti voi, con qualche sigillo in più.

La piena Verità chi l'ha posseduta, se non Lui? La Sua figura bianca scompariva e riappariva nella dimensione temporale; Egli era manifesto a coloro che sapevano guardarlo, e ognuno vedeva in rapporto alla propria capacità evolutiva spirituale.


Greg Olsen

Ecco perché Io dico: "Non è stato visto, e ancora nell'ora vostra nessuno Lo vede e pochissimi Lo sentono. Camminava Egli come tutti gli umani per le strade, ma non lasciava impronta, il Suo piede fisico calcava la pietra, eppure la sorvolava, così come sfiorava le acque; andava in giro a fianco dei Suoi, e in un attimo era lontano".

Può fisicamente un uomo mutarsi così, da un istante all'altro? No. Ecco il Principio manifesto della Sua Divinità. È vano quindi far congetture: di Lui non si può parlare, ve l'ho detto e ve lo ripeto.

I tentativi fatti sono da considerarsi come aspirazioni d'anima, quando chi ha scritto ha cercato di tradurre di Lui, l'AMORE; ma tutti gli altri, coloro che hanno voluto analizzare nel senso umano di critica, costoro hanno deviato, si sono smarriti, perché Egli non si lascia afferrare se non da chi ama.

Voi possedete il Suo Volto, lo possedete tale e quale Egli era, ma solo in quegli attimi in cui il vostro io e la vostra anima sanno attingere alla Sua unica fonte.  Proseguo:

– Il segreto è qui: vi furono due nascite (quella di Maria e quella del Cristo; ved. QUI; ndr), non nel senso fisico bensì sostanziale. Di quale natura? Non si tratta di natura umana, ma di vibrazione divina che permise di avvolgere ciò che si chiama "mistero" entro una nebulosa dal chiarore stellare.

Si continua a parlare di una Madre, senza riflettere che il suo Spirito è essenzialmente femminile, materno. Ecco perché si può dire: Egli ebbe una Madre, ebbe in Sé l'ala della Colomba. Se lo Spirito di Sapienza è di raffigurazione maschile, perché Lo si rappresenta come Colomba? Leggete nel simbolo. Madre: Colomba. (Cfr. QUI; ndr).

L'espressione tangibile della Sua Divinità, della Sua "non nascita terrena", sta nel sigillo: "Questo è il Mio Figliolo, nel* quale Io Mi sono compiaciuto, perché oggi L'ho generato". Questa è la Realtà. Che cosa si intende per "oggi"? L'attimo stesso in cui si mostrava; perciò, ogni volta che la Sua manifestazione si rendeva tangibile, Egli era nato per l'umanità. (*nel e NON del, quindi Dio stesso! Ved. QUI; ndr).




Capirete profondamente astraendovi, come vi ho detto, dal piano fisico, penetrando là, dove la Luce è bagliore e anche tremore. Spirito, Fuoco, Sangue, Vita. Il Battesimo è quello del Suo Sangue: non è più l'acqua che rigenera e rinnova, è il Sangue che vivifica, e per Battesimo si intende il contatto che Egli assunse direttamente con l'umanità, contatto che ancora rimane e che non si disperderà in eterno.

"Io sarò con voi sino alla fine dei secoli, per l'eternità". Questa è l'espressione, e non è vana; non è più un fatto di fede, è un fatto reale, tangibile, vivo, come voi vi sentite vivi dentro la vostra figura fisica, dentro il vostro pensiero, che pulsa, spazia, irradia.

Che cosa dovete credere?  Al miracolo per fede?  E Io vi chiedo:  "È la fede che genera il miracolo, o è il miracolo che genera la fede?" Ciascuno risponda entro di sé. É sufficiente che questo linguaggio arrivi direttamente.

Corpo Luminoso, Radiazione Ininterrotta! ("Io sono la Luce del mondo"; Gv. 8, 12-20, ndr). Ecco perché Egli ebbe tutti i volti e nessuno: uno soltanto, quello di Luce e Potenza in unione al Padre. Io definisco il Suo Volto terreno "il triangolo geometrico che contiene tutti i triangoli potenziali della Vita", solo così si può esprimere il Cristo umano, Gesù manifesto.

Non soffermatevi su tutto quello che è stato scritto; molte furono le aggiunte per necessità di dare in lettura alle menti ristrette qualcosa perché venisse concepita una fede. La fede è un innesto. Si sveglia nell'essere quando il dolore maciulla e quando la sofferenza porta il sigillo dell'Amore. (Cfr. QUI; ndr).

L'impronta di Lui è ovunque! Camminava sulle acque; chi Lo vedeva Fanciullo, chi Lo vedeva Uomo già adulto, ed altri vedevano un Uomo gigante, la cui testa si perdeva nei cieli.

Questo suggerisce la diversità evolutiva spirituale di coloro che guardavano. Anche i Suoi, anche quelli, Lo sentivano e Lo percepivano in modo diverso. "Egli è con noi" e l'altro soggiungeva: "Non c'è più, è scomparso".

Mantenete voi la fede che avete assorbito leggendo? Se ciò non disturba la vostra anima accoglietela, se non è sazia di quel che leggete, andate oltre e cercate, troverete sempre la corrispondenza.

Non vi è nascita,  ricordate. Scese e si formò  per la necessità  del vostro riscatto e della vostra evoluzione. In quel sublime intervento Egli fu Quale doveva essere, la Manifestazione Figlio, e più tardi, quella dell'Uomo Dio.



E chi vi ha detto che avesse un'età? Non ne possedeva alcuna, perché Egli non era stato fatturato col seme umano. E la Madre? Quale germe l'aveva fecondata o meglio, quale Forza spirituale animava il suo corpo fisico? Ella era partita dallo stesso punto, dalla stessa Potenza in atto e rappresentava la Colomba che, stendendo le ali, fendeva i cieli per manifestarsi su di Lui al Giordano. Sigillo ermetico. (Cfr. QUI; ndr).

Con ciò, non intendo trascinarvi dove non potete arrivare. Non rivoluziono il vostro pensiero. Mantenete la fede giacché la possedete, seguite la via che vi siete tracciati, non lasci uno la sua strada per entrare in quella dell'altro per mimetismo, soprattutto ricordate questo: Egli si manifesta ai peccatori, a coloro che stanno per perdersi, perché sono quelli che Egli vuol salvare, non gli altri.

Costoro hanno già l'equilibrio, conoscono il Suo Volto e non lo cercano perché già Lo posseggono. È la dimostrazione del Suo Amore: è questo il Suo ininterrotto donarsi. Quando voi Lo guardate, chiedetevi: posso io alzare gli occhi dell'anima mia in questo istante? Come Lo vedrò?

Ripeto: tutti i Volti Egli possedeva, e il Suo sguardo penetrante arrivava là dove la congiunzione animica si lega all'organismo, e quindi Egli conosceva intrinsecamente le due Nature. Ed è per questo che fu umano, Egli, il secondo Adamo.

Vi trascino ancora all'interno del mistero. Perché il secondo Adamo? Perché Egli rinnovò la prima umanità caduta, riscattò la deviazione arbitrale (ved. QUI, QUI e QUI; ndr), volle lasciare il proprio Sigillo armonioso ovunque, anche verso quelli che Lo guardavano con pietà.

Si può avere pietà per l'Iddio vivente? Costoro erano dei meschini, e ve ne sono ancora nel mondo, tantissimi, troppi. Ecco perché l'umanità oscilla. Qualcuno può soggiungere: "E allora, tutto quello che c'è stato tramandato? Si parla di tentazioni, si parla di lotta accanita col demonio. Tutto questo deve essere gettato via, lasciato da parte, non analizzato?"

Un Dio che lotta col demonio? Esiste il demonio? Si è visto precipitare dal cielo, squarciare la Terra, innestarsi in essa come fuoco acceso con fiamma fumosa. Sì, il Male.


"La Caduta di Lucifero" di Gustave Doré

Ma quale Male, se la Potenza Infinita ha in Sé tutto il Bene, tutta la Luce? Il male umano, il male generato dalla materia infeconda, dalle passioni, da tutto ciò che è corruttibile, da tutto ciò che è densità, perché quello che è Spirito ascende, non precipita.

Non è solo un insegnamento, è la manifestazione tangibile della caduta involutiva delle forze, della totalità delle energie: il demonio va inteso come il graduale impeto magnetico elettrizzante che afferra l'anima quando questa entra nella via del Tempo.

Avvicinatevi al Volto di Lui, cercate di penetrare nella Sua Luminosità trasparente. Giovanni posò la testa sul Suo petto e disse qualcosa che non è stato riportato:

"Sentivo il palpito di un Cuore ed un calore corporeo ma, pur toccandoLo, percepivo il vuoto, eppure Egli era là, in mezzo agli altri, e parlava, ed esponeva il grande Mistero".

Ma che cos'è tutto ciò se non il palesamento vivo della Divinità? Non parlò Giovanni per suggestione o per infatuazione, rivelò la Realtà che sperimentava in quell'attimo. "Io sono Uno col Padre". Diceva così per non rendere manifesto il Suo Sé Potenziale.

E su questo gli uomini si sono fermati, lungamente fermati. Tutti i dotti che hanno raccolto qua e là, e coloro che hanno tanto meditato cos'hanno prodotto di Lui? Un Gesù umano, una "carne" troppo caduca, simile a tutte le altre, mentre in sostanza non lo era. Ecco perché giustamente si può dire "Natura Divina": Fuoco che consuma donandosi di continuo.

Sul monte, presenti tutti gli altri, Egli scompare, eppure si ode la Sua Voce. Quella stessa Voce parla a voi nelle ore crude della vita, parla soprattutto quando vi sentite abbattuti, quando il dolore bussa alla vostra anima, quando dite: "Perché... perché, oh Signore?!". Allora il Volto che voi supponete è un Volto umano.

Voi volete un Cristo che dolori con voi: eccolo là, con la testa in abbandono, con gli occhi tristi. Se invece dite: "Signore, Tu Sei, io so che Tu Sei", allora davanti a voi avrete la Potenza Solare che vi investe e vi vivifica. "Chi sa ascendere a Lui?". Egli disse "ascendete", non fermatevi! Le trasparenze diafane del Suo Corpo, voi le vedete inalterate andare qua e là, senza gravame.



V'è chi soggiunge: "Egli mangiava, beveva e dormiva". No. Egli non mangiò, non bevve e non dormì, perché queste necessità sono inerenti agli organismi grevi, e quando i Suoi dormivano, Egli intendeva chi vegliava: "Dormi Giovanni, non scrutare Chi Sono". Questo Egli disse a Giovanni che sentiva non l'Umano Gesù, ma il Cristo in Potenza, mentre per gli altri che meno comprendevano usava il linguaggio del Padre.

Questa è rivelazione tangibile e viva. È concesso a voi dissuggellare? Per rompere il sigillo occorre mano d'Angelo. Siete voi puri come gli Angeli? No, perché abitate la Terra. E allora il suggello viene tolto da Lui stesso.

Egli apre i Cieli infiniti, si manifesta e dice: "Io sono Padre e Madre perché nella Mia Potenza contengo il duplice Amore: con Esso vi sorreggo; mantengo il movimento celestiale degli astri, ed è sempre per tale possente vibrazione d'Amore che aumento il pulsare infinito delle energie e do a voi umani quel tanto che vi necessita quale realtà idonea ai vostri sensi e alla capacità intellettiva".

L'umanità scarta tutto ciò che non può afferrare, che non può porre sotto il controllo della logica, della ragione, e quindi è la sicurezza che occorre all'essere. Da essa estrae una norma, una dottrina, una scienza.

Distrugge per contraddizione, perché l'uomo adamitico vuole dominare nel Tempo. "Tutte le leggi si rendono palesi ‒ dice l'uomo ‒ tramite l'indagine si arriva a demolire ciò che altri hanno edificato ritenendolo un credo certo". No, voi non demolite affatto, voi constatate, e la constatazione vi porta lontano dalla Realtà. Miglior cosa sarebbe dichiarare l'impossibilità di afferrare coi sensi umani e con la mente il Vero, il Divino.

Egli non è un mito, è un Volto vivo, pulsante, è nel vostro respiro. E così fu detto del Cristo: Egli era ed è l'alito vitale, il soffio delicato del vento, la fiamma ardente che s'innalza al cielo, l'acqua dolce che scorre nei bacini. Egli è il canto ininterrotto della natura. Egli È in voi. (Ved. QUI, QUI QUI; ndr).



Camminate, amici Miei, lungo la strada sassosa (e non tra le nuvole... ndr). Levatevi la benda, lasciate che il Sole Infinito vi percuota in pieno col Suo raggio, non è un Sole che acceca come quello fisico, è un Sole vivificante, è il Sole Unico.

Tutto in Lui è innestato. Che cosa vedranno i vostri occhi lasciando la vita terrena? Dovete pur pensare a questo viaggio eterno! Essi vedranno la Potenza-Cristo. E come Lo vedrete? Chi Lo ha amato come semplice Gesù, tal quale Lo rivedrà; chi Lo ha sentito come forza dominante non oserà guardarLo, poiché sa che il Suo Volto non ha linee; chi Lo avrà mirato come Potenza innestata nella natura e nelle energie si sentirà scosso come fosse in un turbine.

Così si svelano i tre gradi evolutivi esistenti negli umani. Voi siete quelli di allora. Siete l'umanità seconda. La terza ammirerà il Cristo nel mutamento radioso della Sua Eterna Manifestazione, perciò gli uomini di domani (ovvero quelli di oggi; ndr), avranno rotto gli argini e la Terra sarà trasformata in raggiante moto, per poter accogliere direttamente la Verità senza veli. Così voi sentite il procedere armonioso della Giustizia.

E ancora ricordate:  il geometrico triangolo  sta al di sopra di voi,  non in un cielo fisico che voi mirate nelle trasformazioni atmosferiche dell'energia, no, nel cielo dell'anima, nella vostra singola individualità.

E il soffio del Fuoco giungerà alla Terra per la sua purificazione. La Terra presa nel senso fisico ha  necessità di essere purificata. La massa delle energie è sottoposta ad una Legge di rinnovo? Ebbene sì, per evoluzione energetica di tutte le forze singole e composte.

Sarete avvolti voi dal Fuoco, che arriverà dal cielo. Prima del Fuoco giungerà una Colomba. Colomba = Spirito per la Legge, Spirito significa forza, ali che s'intrecciano e che si legano.

I due simboli: il Pesce rappresenta la radiazione del Corpo luminoso del Cristo (lo Spirito) nel passaggio terreno; la Colomba dalle ali tese, frementi d'Amore, raffigura la forza Sublime Eterna.




La morte? Egli subì la morte! Se Egli non aveva corpo, non morì. Fu un'apparenza, fu tutta un'illusione ottica, una forza suggestiva, e il Sangue sgorgò dalla ferita, da tutte le ferite, e allora? Non morì la Divinità, chiuse il periodo di Tempo, chiuse la parte della Redenzione nel sigillo faticoso umano e lasciò in eredità l'Esempio della fatica a tutti gli uomini.

La tentazione arrivò ai piedi della Croce: "Se tu sei Figlio di Dio scendi da quella Croce". La medesima tentazione fu detta (dopo essere stato trasportato; ndr) sul Tempio: "Se Tu sei Figlio di Dio buttati giù". 

Era una voce reale o un insegnamento per avvertire gli uomini di guardarsi dal Male? La voce era reale e costituita da tutta la massa umana che nega, che ama soltanto la materia passionale piena di infecondazione.

Non a Lui dunque andava la tentazione! Il Divino non poteva essere tentato! Ma a tutti coloro che sedotti dalle vibrazioni delle energie, dalle bellezze delle forme si sarebbero smarriti dentro di esse.

Salvare. Ecco perché Egli si manifesta a quelli che vogliono perdersi. Fermatevi sull'espressione "che vogliono perdersi". Una forza potenziale d'arbitrio è in questa parola: siete liberi di penetrare nei labirinti e di scendere sempre più in basso, e quindi di entrare nelle "portae inferi". Ma Egli è la scala: salite se potete, e se non potete fermatevi ai piedi di essa, invocate il Suo Volto, quello solo è vivo e VERO.

In questa realtà Io vi chiamo e vi schiudo la Porta Infinita: entrate. La luminosità che emana dall'apertura è potenza d'attrazione; l'altra porta è al fianco, la destra e la sinistra. Anche questa vi invita, ma ha miraggi di luce assai opaca, è la seduzione passionale, è la vita della contingenza.

Voi replicate: "È la necessità". Ed Io vi dico che essa è in proporzione alla vostra capacità spirituale. Più vi innalzate e meno la sentite. Non gridate: "La nostra natura ha bisogno d'essere alimentata, occorre pane materiale, non pane sostanziale".

Egli vi ha elargito il duplice pane di vita. Entrate dunque, troverete un angolo per riposare lungamente. Non vi parlo di eternità in questo momento, vi parlo della vostra esistenza che può essere sostenuta, se lo volete, dalla Forza Potenziale, dalla Luce del Suo Corpo Luminoso. Sarete lavati dall'acqua che è la stilla rugiadosa delle Sue lacrime, le quali stabilirono il contatto fisico con la parte sostanziale.

La congiunzione fu precisa, netta, unica, fate che queste lacrime entrino nel vostro io in ogni attimo. Allora le vostre membra saranno quelle Sue e la vostra anima sarà il volto di Lui, l'Unico, Colui che in eterno È!»

Ad Maiorem Dei Gloriam


Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: pagina iniziale del 1° vol. dei "Brani Ultrafanici" ‒ scaricabile QUI.


giovedì 12 dicembre 2024

San Pio X e il Venerabile Pio XII: due papi VERI!

 

La Basilica di San Pietro come chiave del Regno dei Cieli? (Mt. 16, 19)

Sebirblu, 10 dicembre 2024

Dopo la celebrazione solenne per i cristiani di tutto il mondo, che onorano come ho fatto io QUI la Concezione Immacolata della Vergine Maria, affiorano nella mia mente i ricordi sempre vivi di un'infanzia sorretta dalla fede e da una Chiesa vibrante, guidata da un Pontefice davvero degno di tale nome.

Si trattava dell'aristocratico principe Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli che, malgrado le velenose calunnie a causa del suo "silenzio" sulla persecuzione tedesca inflitta agli ebrei durante la seconda Guerra Mondiale, riuscì a salvarne almeno 11.400 dalla deportazione, secondo la testimonianza di uno di loro sopravvissuto allo sterminio, un certo Gary Krupp: ved. QUI e QUI.

La nobiltà di questo Sommo Pastore si contrappone alle origini rurali di un altro Vicario di Cristo salito a pieno titolo agli onori degli altari: si tratta di San Pio X, la cui breve biografia (molto più completa QUI) dice così:

«Giuseppe Sarto nacque a Riese, nel Trevisano, il 5 giugno del 1835 da famiglia contadina, secondo di 10 figli. Per interessamento di alcuni sacerdoti e del Patriarca di Venezia che conoscevano le sue doti, poté studiare al Collegio di Castelfranco, dove si recava percorrendo gli 8 km di strada a piedi nudi, "per non sciupare le scarpe".

A 23 anni fu ordinato sacerdote, e nel 1884 divenne Vescovo di Mantova. Nove anni più tardi fu eletto Cardinale Patriarca di Venezia e nel 1903 fu costretto, nonostante le sue proteste di incapacità, ad accettare l'elezione al papato.

Dotato di grande prudenza, discrezione, amabilità e umiltà, si autodefinì "servo dei servi". Fu uomo di profonda preghiera e di vero amore per i poveri, oltre che eccezionale organizzatore della Chiesa al suo interno.

Pio X si prodigò per dare al Clero non solo una formazione spirituale teologica e liturgica, ma anche di diritto canonico e di economia sociale. Sotto il suo pontificato si operò la riforma del calendario, del Breviario e dei rituali in genere, favorendo la partecipazione più attiva di tutto il popolo alla Messa domenicale (centro e culmine della vita cristiana) e la comunione eucaristica più frequente anche ai bambini.

Conobbe Lorenzo Perosi, ne ammirò il talento musicale e affidò a lui la riforma della musica e del canto sacro durante le cerimonie.

Promosse anche il rinnovamento della evangelizzazione preparando un catechismo che porta ancora il suo nome. Codificò pure il diritto canonico. Morì a Roma il 20 agosto 1914, assistendo impotente al deflagrare della guerra che sconvolgeva tutta l'Europa.» (Fonte QUI).
 



Pio X Proclamato Santo. L'umiltà e la grandezza d'animo di Giuseppe Sarto in un episodio poco noto. Nel Conclave del 1903, quando i voti dei cardinali stavano accentrandosi su di lui, il patriarca di Venezia, quasi sgomento per l'inattesa designazione, parve dapprima che volesse rifiutarla.

Merry del Val, che del Conclave era segretario, fu allora incaricato di avvicinare il cardinale Sarto per conoscere la sua definitiva decisione. Lo trovò nella cappella Paolina, prostrato a terra, che pregava e piangeva. Merry del Val si inginocchiò anche lui per fare l'ambasciata, e il futuro Papa gli rispose: "Se Dio desidera questo, sia fatta la Sua volontà!" (Disegno di Walter Molino).

·········
Entrambi i Papi, pur differenziandosi nei natali e nei singoli preziosissimi talenti, hanno mostrato al mondo le stesse analogie di pensiero sul pericolo del modernismo* nella Chiesa, che emerse similmente anche dalle profezie del Venerabile Pio XII – tutte avveratesi e che in parte esporrò – e dalle straordinarie dichiarazioni rilasciate post mortem da San Pio X all'avv. Gino Trespioli nel suo illuminante e introvabile libro "La Vita", ma che QUI è possibile scaricare dietro mio sollecito consiglio.

* [Con l'enciclica Pascendi Dominici Gregis (anno 1907) San Pio X volle condannare questo modernismo. Tale corrente aveva un fine ben preciso: trasformare la religione apostolica, affidata alla Gerarchia della Chiesa, in un immanentismo religioso. Cfr. QUI]. 

Ecco dunque l'episodio n° 356, dalla "Biotesi della Conoscenza" (ved. QUI), con la manifestazione di colui che rivestì santamente il ruolo di "Successore di Pietro" nella Chiesa Universale.

Dice Trespioli:

‒ L'Entéle (significato al Post scriptum QUI), non evocato, non pensato, intervenuto evidentemente per darmi modo di rendere incensurabili le stesse verità, era stato un giorno lo spirito eletto di Giuseppe Sarto, papa Pio X.

«Nel nome di Dio supremo ed eterno ‒ disse ‒ mi manifesto a voi, così come facevo coi pellegrini in Vaticano. Siate benedetti, o fratelli... Missione d'anima fu la mia. Alto compito cadde su di me, misero e semplice.

Sappiate intendermi... Il sacerdote che porta la parola del conforto a chi soffre, a chi muore, dice la verità, compie opera santa, anche se egli persegue nel suo intimo fini egoistici... Su di me stava l'alto segno dell'infallibilità; l'infallibilità può e deve essere analizzata.

Essa può essere anche senza consacrazione, poiché l'ispirazione divina va molte volte agli umili che non vestono la porpora: Caterina era umile, ma messaggera di bene e di verità.

La missione a me affidata fu da me maggiormente compiuta essendo patriarca; rimase paralizzato il mio spirito quando si aggiunse al sacro ministero di anime un manto, candido sì, ma greve come un sepolcro...

Profondo il dissidio fra il mio sentire, che si immedesimava con la semplicità evangelica ed una accolita di ligi alle convenzioni rituali e ai dettami dei Concili, per cui la mia anima era costretta ad asservirsi ad interessi materiali.

Se Costantino compì l'alto segno del Cielo (In Hoc Signo Vinces; ndr) convertendosi, divenne anche "motivo" che si risvegliassero ambizioni terrene in coloro i quali debbono rappresentare la dignità, non con orpelli od ori, ma con amore e giustizia per la comunione fraterna di tutti quelli che, fuori e dentro la Chiesa, costituiscono l'Umanità.

Le orme di Gesù sono rimaste fulgide e il Vangelo è pur sempre il codice regolatore dell'avvenire dell'umana specie. E ciò sarà. Passeranno riti, forme e mitre gemmate, e fra i popoli, più o meno credenti, sarà manifesto il Risveglio dello spirito.

La Scrittura non parla di questo Risveglio della Chiesa: «Soffocherai», essa ripete per mezzo di innumerevoli voci: «Rinnovati». E allora il miscredente si convertirà alla semplicità e a maggiore e più vera fratellanza.»



Commento di Trespioli:

‒ Alto il monito. Purissima (anche quand'era incarnata) l'Anima che in tal modo si esprimeva. [...] 

Riprese:

«Con la mia vista di spirito osservo che il "modernismo" non è civiltà, non è progresso ma decadenza e oscurità psichica; il vero scopo di tale corrente che agitò il mio clero era la conquista di un predominio, che è trono della materia, e ciò per i chierici è orrendo.

Nel campo scientifico, in genere, piuttosto che di "modernismo" si parli più esattamente di rinnovo, di rinascita: le scoperte debbono condurre gli uomini alla meditazione dell'ignoto, del sublime...»

Trespioli:

Potrà il tuo programma* ‒ ripresi – vincere la tradizione e costituire la regola? E colui che affermava con precisi accenni d'essere stato pontefice, rispose:

«Ti espongo un principio che dovrebbe essere di ammonimento. Voi che non indossate veste sacerdotale, saprete far rifulgere la realtà della Fede penetrando quel Vangelo, che è colonna nel tempo e nell'eternità. Non si va contro la Chiesa; bensì dalla Chiesa stessa si deve saper prendere tutte quelle verità che essa detiene. E vi ripeto: Voi siete battezzati in un solo Spirito.»

* [Pio X si propose come programma di governo quello di 'ricapitolare tutto in Cristo' e lo realizzò in semplicità d'animo, povertà e fortezza. Ndr].




E in un intervento dello stesso Entéle proveniente da un'altra fonte ultrafanica (vol. II de "La Voce" pag. 161 ‒  ved. QUI, il medesimo disse:

«Ripetere preghiere a che cosa serve? Non ripetizioni verbose, non parole aggiunte a parole; la preghiera è il canto dell'anima che ascende all'Infinito, e questo canto trasforma l'essere, lo porta in una traiettoria di Luce... lo spasimo della vita cessa per un attimo e l'umano si sente spirito fra i puri spiriti; sono attimi gioiosi che il mondo non può controllare, perché se il mondo non controlla non crede. (Ved QUI, l'importanza della Preghiera secondo la Scienza; ndr).

Strana espressione: "Credere soltanto a quello che viene controllato", negare cioè l'insieme che si percepisce mediante le vibrazioni esistenti nell'aria, nell'etere, in ogni manifestazione naturale: canta l'albero quando si drizza verso il sole, canta il filo d'erba mosso dal vento, canta il mormorio dell'acqua, quando è trasportata dalla corrente... tutto canta la Somma Armonia.

E l'uomo che fa?

Si intenerisce talvolta guardando al cielo, si impietosisce davanti a un dolore... Dolore e Amore si fondono, e l'uomo in quell'istante diviene veramente creatura celeste.

Anch'io doloravo, come tutti i mortali... ma non vi prospetto la mia sofferenza per essere compatito, no, dico solo a voi: "Siate temprati a qualsiasi sofferenza, siate sempre pronti a qualsivoglia trasformazione, perché queste non possono essere preparate dagli uomini, in quanto giungono all'improvviso".

Che farà l'anima umana?

L'interrogativo è scottante come il fuoco, ma se voi volete potrete ascendere, e ascendendo raggiungerete il mutamento reale della vostra individualità.

Io soggiorno nell'Infinito, mi affianco all'umanità e la osservo mentre percorre faticosamente il suo calvario, volutamente preparato... Attingete energia, rafforzate il vostro pensiero, siate degli uomini completi...

Voi attendete un nome, attendete che io esprima con altre parole la mia figura umana: nella semplicità vissi, nel fulgore mi fecero vivere, e me ne andai gioioso di abbandonare la Terra, di lasciare la dura fatica e l'enorme responsabilità... Sì, perché è enorme la responsabilità degli uomini che assumono la direzione delle moltitudini... non dico di più, e chiudo il mio detto con una preghiera:

O Signore dei cieli,
 Tu che non sei un fantasma ma Sei Quello che Sei,
 degnati di raccogliere l'umanità
che è sparsa in ogni angolo della Terra
 e che da Te proviene.

Signore, benedici Tu certi luoghi
 e su di essi fai splendere maggiormente il Tuo sole,
fa che gli uomini che ricevono questo sole benedetto
siano sempre pronti a servirTi con Amore e Fede.

L'Amore congiunge e non divide,
la Fede sublima e non fa traballare.
Così Ti prego, o Signore, per tutta l'umanità.»




Ed eccoci arrivati a qualche cenno su Pio XII che, curiosamente, non è stato ancora beatificato, ma reso solo «Venerabile», per... "mancanza di miracoli".

Un'altra analogia altrettanto curiosa lega questo papa a Pio X: è il numero 9 che, mentre per quest'ultimo i numerosi incarichi si avvicendarono ogni nono anno ‒ 9 anni in Seminario, 9 come cappellano a Tombolo, 9 come parroco a Salzano, 9 come canonico e direttore del Seminario a Treviso, 9 come vescovo di Mantova e 9 come patriarca di Venezia ‒ per Pio XII l'affinità si dipana sommando teosoficamente le date più importanti della sua vita:

‒ Nacque il 2‒3‒1876, che sommato da 9; venne eletto pontefice il 2‒3‒1939 (il cui risultato è 9) all'età di 63 anni (6+3 = 9); fu il 261° (2+6+1 = 9) successore di Pietro. La sua vita terrena ebbe termine dopo 9 ore di agonia, il 9 ottobre 1958. (Per il significato dei numeri, ved. QUI).

Infine, il 13‒5‒1917 (un altro 9!), Benedetto XV, nella cappella Sistina, consacrò vescovo l'allora don Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, proprio nel giorno di maggio in cui a Fatima comparve la Madre Santissima.

D'altronde non c'è da meravigliarsi se lo stesso "Pastor Angelicus" ‒ come fu chiamato dal monaco irlandese Malachia nel suo famosissimo elenco dei motti papali ‒ nel dicembre 1954, allorché giaceva infermo a letto, venne visitato da Gesù che lo guarì.




Un giorno, al conte Enrico Pietro Galeazzi, che stava per diventare uno dei suoi più stretti collaboratori e gli rese visita, il card. Pacelli fece una confidenza indicante quale genere d'uomo fosse:

«Supponga, caro amico, che il comunismo sia uno degli strumenti di sovversione più evidenti usati contro la Chiesa e le Tradizioni della Rivelazione divina: allora noi assisteremo alla contaminazione di tutto ciò che è spirituale: filosofia, scienza, legge, insegnamento, arti, media, letteratura, teatro e religione.

Sono scosso dalle parole che la Santissima Vergine ha rivolto alla piccola Lucia di Fatima. Questo insistere da parte della Buona Signora sul pericolo che minaccia la Chiesa è un avvertimento di Dio contro il suicidio che rappresenterebbe l'alterazione della Fede nella sua liturgia, nella sua teologia e nella sua anima».

Il porporato si arrestò un momento, quindi continuò: «Sento intorno a me che i novatori vogliono smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e procurarle rimorsi per il suo passato storico. Ebbene, mio carissimo amico, sono convinto che la Chiesa di Pietro dovrà rivendicare il suo passato, altrimenti si scaverà la sua stessa tomba.

Io combatterò questa battaglia con tutte le mie forze al suo interno, come al di fuori, anche se le forze del Male forse un giorno potrebbero approfittarne per distorcere la mia persona, le mie azioni o i miei scritti, come si prova oggi a deformare la storia ecclesiale. Tutte le eresie umane che alterano la Parola di Dio sono fatte per sembrare migliori di Essa».

''In quel momento – aggiunse il conte Galeazzi – lo sguardo del card. Pacelli, velato dalle lenti dei suoi occhiali, divenne soprannaturale e da quel corpo alto e fragile emanava una forza mistica irresistibile''.




E ancora il futuro papa, rivolto verso un altro cardinale, profetizzò:

«Verrà il giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio; e la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Essa sarà allora tentata di credere che l'uomo sia diventato Dio, che il Figlio suo Gesù Cristo non è che un simbolo, una filosofia come tante altre. 

Nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Gesù li aspetta; e grideranno, come la Maddalena in lacrime davanti alla tomba vuota: "Dove lo hanno messo?".

Sarà allora che si alzeranno i sacerdoti dall'Africa, dall'Asia, dalle Americhe – quelli formati nei seminari missionari – che diranno e grideranno che il "Pane della vita" non è un pane ordinario, ma il Corpo di Cristo, che la Madre dell'Uomo-Dio non è una madre come le altre.

Ed essi saranno fatti a pezzi per aver testimoniato che il Cristianesimo non è una religione come le altre, poiché il suo capo è il Figlio di Dio e la Chiesa Cattolica è la sua Chiesa».

Queste parole vennero pronunciate nel lontano 1933, quando il card. Pacelli era Segretario di Stato, all'età di 57 anni. Egli, così perfettamente conscio degli eventi della sua epoca, dei loro protagonisti, delle ragioni che li guidavano fin nei minimi dettagli, era innanzitutto un mistico al servizio della "città di Dio", come direbbe sant'Agostino.

«... Si cercherà di distruggere la santa tradizione della Chiesa, ponendo in dubbio le testimonianze degli Apostoli... E l'amarezza sarà ancora maggiore se si valuta che queste minacce verranno dall'interno della Chiesa... Dubbi sconsiderati finiranno per turbare la semplice, genuina, fede popolare».

Anche questo è un pensiero profetico di Pio XII e, "guarda caso", proprio in questo momento ho ricevuto la notizia che anche don Ramon Guidetti, uno dei sacerdoti facente parte del Sodalizio Mariano di don Minutella, è stato "ridotto allo stato laicale" dopo lo stesso padre Alessandro e don Enrico Bernasconi. (Ved. QUI e QUI).

Ecco il video dell'annuncio, dopo la trionfale riunione del Piccolo Resto a Milano per la festa dell'Immacolata.




Concludo con quest'ultima dimostrazione pratica di quanto avessero ragione i due eccelsi pontefici del secolo scorso ad opporsi decisamente a qualsiasi tentativo di modernizzazione della Chiesa di Cristo, profetizzandone l'apostasia e il tradimento al suo stesso Vertice ad opera di Satana.

Relazione a cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte principale dell'ultimo rapporto su Pio XII tradotto dal francese, QUI.
Fonte delle maggiori sue profezie, QUI