martedì 25 giugno 2019

La Profezia di Ratzinger sulla Chiesa! Egli sapeva...



Benedictus P.P. XVI - Joseph Aloisius Ratzinger (nato il 16 aprile 1927)

Sebirblu, 25 giugno 2019

Riporto questo articolo affinché si sappia che la storica "Rinuncia" di Benedetto XVI non era giustificata da "forze fisiche e spirituali venute meno", come dallo stesso diplomaticamente sostenuto, ma da una profonda consapevolezza sul destino futuro della Chiesa e il suo ineluttabile tracollo che DOVEVA compiersi secondo le Scritture.

Lui sapeva che era venuto il tempo di mettersi in disparte ‒ sebbene non abbia mai smesso di essere papa, indossando la talare bianca e non solo, o firmando, come ultimamente ha fatto, i suoi "Appunti" con le iniziali P.P. (Pontifex Pontificum, sigla che solo il Pontefice massimo può usare) ‒ proprio per dar modo agli eventi ultimi di realizzarsi in base al Disegno divino descritto da Giovanni nell'Apocalisse.

Lui sapeva... tanto è vero che in una trasmissione del 1969, presso una radio tedesca, profetizzò come si sarebbe trasformata la Chiesa istituita più di due millenni fa da Nostro Signore.




La profezia dimenticata di Ratzinger sul futuro della Chiesa
di Marco Bardazzi

Dopo una settimana dal clamoroso annuncio di Benedetto XVI è affiorato un suo significativo pronunciamento.

Una Chiesa ridimensionata, con molti meno seguaci, costretta ad abbandonare anche buona parte dei luoghi di culto costruiti nei secoli. Una Chiesa cattolica di minoranza, poco influente nella scelte politiche, socialmente irrilevante, umiliata e costretta a "ripartire dalle origini". (Cfr. QUI, l'ultimo mio post).

Ma anche una Chiesa che, attraverso questo "enorme sconvolgimento", ritroverà se stessa e rinascerà "semplificata e più spirituale".

È la profezia sul futuro del cristianesimo pronunciata oltre 40 anni fa da un giovane teologo bavarese, Joseph Ratzinger. Riscoprirla oggi aiuta forse a offrire un'ulteriore chiave di lettura per decifrare la rinuncia di Benedetto XVI, perché riconduce il gesto sorprendente di Ratzinger nell'alveo della sua lettura della storia.

La profezia concluse un ciclo di lezioni radiofoniche che l'allora professore di teologia svolse nel 1969, in un momento decisivo della sua vita e della vita della Chiesa. Sono gli anni burrascosi della contestazione studentesca, dello sbarco sulla Luna, ma anche delle dispute sul Concilio Vaticano II da poco concluso.

Ratzinger, uno dei protagonisti del Concilio, aveva lasciato la turbolenta università di Tubinga e si era rifugiato nella più serena Ratisbona. Come teologo si era trovato isolato, dopo aver rotto con i suoi amici "progressisti" Küng, Schillebeeckx e Rahner sull'interpretazione del Concilio. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

È in quel periodo che si consolidano per lui nuove amicizie con i teologi Hans Urs von Balthasar e Henri de Lubac, con i quali darà vita a una rivista, "Communio", che diventa presto la palestra per alcuni giovani sacerdoti "ratzingeriani" oggi cardinali, tutti indicati come possibili successori di Benedetto XVI: Angelo Scola, Christoph Schönborn e Marc Ouellet.

In cinque discorsi radiofonici poco conosciuti – ripubblicati tempo fa dalla Ignatius Press nel volume "Faith and the Future" – il futuro Papa in quel complesso 1969 tracciava la propria visione sull'avvenire dell'uomo e della Chiesa.

È soprattutto l'ultima lezione, letta il giorno di Natale ai microfoni della "Hessian Rundfunk", ad assumere i toni della profezia.


Il Prof. Ratzinger nel 1966

Ratzinger si diceva convinto che la Chiesa stesse vivendo un'epoca analoga a quella successiva all'Illuminismo e alla Rivoluzione francese. "Siamo a un enorme punto di svolta – spiegava – nell'evoluzione del genere umano. Un momento rispetto al quale il passaggio dal Medioevo ai tempi moderni sembra quasi insignificante".

Il professor Ratzinger paragonava l'era attuale con quella di Papa Pio VI, rapito dalle truppe della Repubblica francese e morto in prigionia nel 1799. La Chiesa si era trovata allora alle prese con una forza che intendeva estinguerla per sempre, aveva visto i propri beni confiscati e gli ordini religiosi dissolti.

Una condizione non molto diversa, spiegava, potrebbe attendere la Chiesa attuale, minata secondo Ratzinger dalla tentazione di ridurre i preti ad "assistenti sociali" e la propria opera a mera presenza politica.

"Dalla crisi odierna – affermava – emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di frequentare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali".

Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede al centro dell'esperienza. "Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti".

Quello che Ratzinger delineava era "un processo lungo, ma quando tutto il travaglio sarà passato, emergerà un grande potere da una Chiesa più spirituale e semplificata". A quel punto molti uomini scopriranno di abitare un mondo di "indescrivibile solitudine" e avendo perso di vista Dio, "avvertiranno l'orrore della loro povertà".

Allora, e solo allora, concludeva il futuro papa, vedranno "quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto".




Ecco alcuni passi conclusivi delle dichiarazioni emesse dall'allora prof. Ratzinger:

"Io penso, anzi sono certo, che il futuro della Chiesa verrà da persone profondamente radicate nella pienezza pura della fede.

Non verrà da coloro che si "siedono" senza pensare al tempo che passa, o da quelli che criticano di continuo supponendo di essere pietre miliari infallibili, né da coloro che imboccano la strada più facile, che eludono l'impeto della fede, dichiarandola falsa e obsoleta, tirannica e legalistica, o evitando tutto ciò che esige, che ferisce e richiede sacrificio.

Per esporre in modo più positivo: il futuro della Chiesa, ancora una volta come sempre, verrà rimodellato dai santi, ovvero dagli uomini i cui Spiriti vanno al di là dei semplici slogan di rito, che hanno una visione più ampia degli altri, perché la loro vita incorpora una realtà più profonda.

C'è soltanto un modo per raggiungere il vero altruismo, quello che rende l'uomo libero: per mezzo della pazienza acquisita compiendo tutti i giorni dei piccoli gesti disinteressati. Con questa attitudine quotidiana di abnegazione e solo con essa ‒ che è necessaria all'uomo per rivelargli quanto è schiavo del suo piccolo ego ‒ gli occhi si aprono lentamente.

L'umano vede solo in funzione di ciò che ha vissuto e sofferto. Se ai nostri giorni non siamo ancora molto capaci di prendere coscienza di Dio, è perché troviamo più semplice evadere da noi stessi, sfuggire alle profondità del nostro essere attraverso il senso narcotico di questo o quel piacere.

Così le nostre profondità interiori ci rimangono precluse. Se è vero che un uomo può vedere solo col cuore, allora quanto siamo ciechi!




Che  rapporto  ha  tutto  questo  col  nostro  problema?  Ebbene,  ciò  significa  che  i grandi discorsi di coloro che avallano una Chiesa senza Dio e senza fede sono solo chiacchiere vuote.

Non sappiamo che farcene di una Chiesa che celebra il culto dell'azione nelle preghiere politiche. È del tutto superfluo. E quindi si distruggerà. Ciò che rimarrà sarà la Chiesa del Cristo, la Chiesa che crede in un Dio che si è fatto uomo e che ci promette la vita oltre la morte.

Un sacerdote che è soltanto un operatore sociale può essere sostituito dallo psicologo o da un altro specialista, ma il pastore che non lo è, che non sta in disparte a guardare il gioco e a distribuire consigli, ma si mette in nome di Dio a disposizione degli uomini accompagnandoli nei loro dolori, nelle gioie, nelle speranze e nelle paure, un prete di questo tipo sarà sicuramente necessario in futuro.

Al contrario del tempo precedente, la Chiesa sarà percepita come una comunità di persone volontarie, dove ci si integra solo per libera scelta. In quanto esigua società, sarà portata molto più spesso a far appello all'iniziativa dei suoi membri.

Scoprirà senza alcun dubbio nuove forme di ministero e ordinerà al sacerdozio cristiani adatti che eserciteranno anche qualche professione. In numerose piccole congregazioni o in gruppi autonomi, l'appoggio pastorale sarà gestito in tale maniera.

Parallelamente, il ministero sacerdotale a tempo pieno rimarrà indispensabile come prima. Tuttavia, nonostante i cambiamenti che si possono desumere, l'essenza della Chiesa, pur rinnovata, avrà ancora il suo perno imperituro, ciò che è sempre stato il suo punto d'ancoraggio: la fede in un Dio Uno e Trino, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fattosi uomo, e nello Spirito Santo presente sino alla fine dei tempi. (Cfr. QUI).

Nella devozione e nella preghiera essa considererà di nuovo i Sacramenti come una lode a Dio e non come un campo di cavilli liturgici.

Avrà un cammino difficile, perché il periodo di aggiustamenti e di chiarificazione la renderà povera. La farà diventare una Chiesa dei piccoli; il processo sarà lungo e faticoso, perché dovranno essere eliminate la ristrettezza di vedute settaria e la caparbietà pomposa.

L'iter sarà particolarmente pesante, come lo è stata la via che ha condotto il falso progressismo all'alba della Rivoluzione francese, quando un vescovo poteva essere ben visto solo se metteva in discussione i dogmi o se insinuava che l'esistenza di Dio non era assolutamente certa. Si potrebbe predire che tutto questo richiederà tempo.

Ma  quando  le  prove  di  tale  periodo  risanatore  saranno  state  superate,  la nuova Chiesa più semplice e ricca spiritualmente ne uscirà grande e affermata. Gli uomini, evolvendosi in un mondo completamente pianificato, si ritroveranno estremamente soli.




Se perdono del tutto di vista Dio, percepiranno davvero l'orrore della propria povertà. Allora guarderanno il piccolo gregge di credenti con uno sguardo nuovo. Li vedranno come una speranza di qualcosa che è stata destinata anche a loro, una risposta che avevano sempre segretamente cercata.

Per me è certo che si stanno preparando per la Chiesa tempi molto difficili. La sua vera crisi è appena incominciata. Dovremo attenderci grandi sconvolgimenti. Ma sono anche certo di ciò che rimarrà alla fine: una Chiesa, non del culto politico perché questa è già morta, ma una Chiesa della fede. (Cfr. QUI, QUI).

È possibile che essa non abbia più il potere dominante avuto fino ad ora, ma vivrà un rinnovo e ridiventerà la dimora degli uomini, dove troveranno la vita e la speranza nella vita eterna."

Relazione, traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonti: papst.pro/it
     "   : pierre-et-les-loups.net

domenica 23 giugno 2019

Lo Spirito si erga e lasci le "Nebbie" a Valle!




Sebirblu, 23 giugno 2019

La Chiesa dovrà ritornare alle origini. Soltanto lo spiritualismo può affrontare il materialismo. Contro di questo, nulla potrà il dogmatismo chiesastico, che offre un troppo facile bersaglio ai colpi direttigli.

L'incomprensibile dogma, offerto come atto di fede per le generazioni modificate intellettualmente dalle grandi conquiste della scienza, non potrà mai più vincere la irreligiosità dominante unita al diffondersi esponenziale dell'apostasia e dell'ateismo, specialmente sotto gli ultimi colpi demolitori di una Chiesa allo sfascio.

L'essere umano per poter ritrovare la possibilità di "ossigenare" lo Spirito DEVE librarsi a più alti livelli; DEVE divincolarsi giorno dopo giorno dalle pastoie della materia, dai desideri e dai vizi (ved. QUI e QUI) che lo tengono avvinto alla immanenza, impedendogli non solo di potersi abbeverare d'ACQUA PURA (cfr. QUI e QUI), ma anche di saper discernere andando all'essenziale.

San  Paolo  diceva  della  necessità  di  dare  il  "latte"  della  Conoscenza  ai  bambini  e il cibo solido agli adulti (1Corinti 3, 2-4 ed Ebrei 5, 12-14), riferendosi all'infanzia spirituale in cui versava l'umanità di allora, ma oggi, dopo duemila anni, la situazione è peggiorata e perciò non sarebbe ora di crescere, di documentarsi e di prendere coscienza della nostra vera "Identità", abbandonando finalmente il "girello" per camminare da soli?

Siamo giunti ormai, come trasmessoci dal beato Gioacchino da Fiore, con una intuizione accolta persino da Dante Alighieri che lo colloca nel Canto XII del Paradiso, all'Era dello Spirito Santo che sarà protagonista indiscusso nella storia finale degli uomini, dopo quella del Padre nel Vecchio Testamento, e quella del Figlio con l'Annuncio del Vangelo. (Cfr. QUI).

Ed è proprio lo Spirito che "rivelerà la Verità tutta intera (Gv. 16, 13.14) agli esseri umani che saranno "folgorati" da una Nuova Pentecoste come ho riportato QUI e QUI.




In attesa però di questo evento grandioso, è necessario rendersi conto che la Realtà Cristica va al di là di qualsiasi concezione mirante a sigillarla e quindi a chiuderla in un concetto meramente dogmatico e liturgico.

L'insegnamento altamente sostanziale, trasmesso dal Paraclito a chiunque cerchi in purezza di intenzioni, dice che il Sommo Uno si manifesta nella triplice espressione di Potenza, Amore e Sapienza (che per la comprensione umana – il "latte" appunto – sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo).

E dice pure che da quell'Uno-Trino, Centro di vita, irradiano Energie intellettive, l'attività delle quali è soggetta alla Legge morale iscritta nel cuore degli uomini per mezzo della loro Coscienza e tramandataci, è BENE ricordarlo, dai 10 Comandamenti che, secondo molti falsi pastori e lo stesso Bergoglio, sembrano essere diventati ormai "obsoleti".

Ma  se  si  vuole  relegare  in  "soffitta"  la Legge di DIO – con  grande  soddisfazione  del demonio – si impedisce all'essere di fare il PRIMO PASSO verso la comprensione e la messa in atto dell'Insegnamento Cristico, che è l'INDISPENSABILE SECONDO PASSO per arrivare al TERZO ed ULTIMO obbiettivo, ossia quello del RISVEGLIO dell'IO DIVINO in noi!

Questo è il COMUNE DENOMINATORE che affratella ed unificherà veramente ogni individuo risvegliato, e non certo un agglomerato forzoso di Religioni che nulla hanno da integrare se continuano a basarsi su concezioni e regole chiuse e non riconoscono, sotto l'azione dello Spirito di Verità, l'unica appartenenza al "Parto" dell'Eterno che ha emesso le Scintille, libere persino di voltarGli le spalle e di tradirLo, come è accaduto (ved. QUI e QUI), per poi essere riscattate dal Figlio, il Salvatore del Mondo.

Il vero motivo per cui le Religioni non concedono libertà ed esigono osservanza di disciplina anche formale, è perché la maggioranza è involuta, e per tale ragione la forma è tutto; tolta l'espressione materiale, unica capacità di manifestazione, non rimane nulla.


Jacek Yerka

Ogni atto dell'involuto è fisico, anche se ha un contenuto morale che, senza un rivestimento concreto, per lui rimane inconcepibile. Per questo, nelle varie fedi sono necessarie le rappresentazioni sensorie e le esecuzioni dei riti.

I popoli le pretendono, poiché effettivamente ne hanno bisogno per capire qualcosa, e per trovarvi un modo di esprimere il loro sentimento religioso. L'uomo comune non è ancora maturo al culto interiore fatto senza sensi ed esercitazioni fisiche, il quale senza una traccia ben precisa potrebbe degenerare e perdersi.

Chi non sente Dio, se non è inquadrato in norme stabilite, non sa più che fare, non avendo trovato col "Risveglio" della sua Coscienza il senso della Legge. Perciò due sono gli scogli: da un lato il materialismo religioso, dall'altro l'anarchia del libero pensiero.

Nel primo caso, si cade nel rigorismo farisaico, ottuso e statico, e nel secondo, nel disordine spirituale, nell'orgoglio e nella rivolta. La regola è che un ordine è necessario in ogni cosa, anche nelle attività dello Spirito, e di conseguenza non è lecito liberarsi da una forma di disciplina se ancora non se ne è raggiunta un'altra più progredita e potente, quale è quella interiore con la "Consapevolezza del Sé".

Proprio per questa sua immaturità l'uomo d'oggi, soprattutto se appartenente al mondo cattolico, rischia ORA davvero tanto nel lasciarsi condurre ciecamente dal "Magistero" della Chiesa senza conoscere le Sacre Scritture ed imparare quali siano i retti princìpi della Legge di Dio, come dianzi detto.

La Chiesa condotta da Bergoglio si è incamminata sulla "Via dell'Unificazione" con qualsiasi altra corrente religiosa, all'insegna dell'Unico Dio uguale per tutti e del "volémose bene". (Cfr. QUI, QUI e QUI).




Apparentemente, questo potrebbe sembrare un fatto positivo ed accattivante per sanare tutte le divergenze millenarie e trovare un punto di incontro "fraterno", ma nasconde l'insidia dell'immanenza a spese della trascendenza che, sola, possiede il vero potenziale per unire i popoli.

Non è certo nell'insistere a parlare della Divinità del Cristo ad un musulmano o ad un asiatico che potremo fargli accettare il Vero, ma nell'esporre ‒ DANDO L'ESEMPIO ‒ il Concetto-Amore (ossia il Cristo) univocamente inteso.

E non è nemmeno nel reiterato scendere a compromessi con le debolezze umane, con le mode, e con i passatempi preferiti, nella speranza vana di "catechizzare" le masse assecondandone i vizi, che si riuscirà a "spiritualizzarle" conducendole verso Dio!

Prova ne è che gli ultimi baluardi morali universalmente riconosciuti da tutti i benpensanti del mondo contro l'aborto, le unioni omosessuali, l'eutanasia, il suicidio assistito ecc. stanno crollando sotto le violente picconate di questa "Chiesa della Misericordia" che nell'acquiescenza generale sta trascinando l'umanità nel baratro.

Non c'è che dire, il Nemico infernale sta facendo un ottimo lavoro sulle coscienze addormentate degli uomini!

Osservando qual è stata e qual è ora la condotta della società nel suo insieme, è facile prevedere quello che ci attende dietro l'angolo. Sembrerebbe che lo sforzo planetario si diriga verso la netta ribellione alla Legge di Dio.

Molti ormai si consolano, sostenuti anche dalle rassicuranti parole del "Vescovo di Roma venuto dalla fine del mondo", dicendo che l'Inferno non esiste, sperando così di distruggere il potere reattivo della Legge che li incomoda ed annullare il necessario equilibrio che chiamiamo Giustizia.


Gustave Doré  (1832-1883) - Dante e Virgilio nel IX girone dell'Inferno - 

Credono sia possibile fare tutto ciò che vogliono, senza pagare nulla. Che scoperta meravigliosa! Ma... vediamo. Se il concetto di un Inferno visto ancora secondo i canoni tradizionali può essere messo in discussione, non lo è affatto il risultato degli effetti che si abbattono, come conseguenza logica, su chi ha infranto i princìpi divini beffandosene completamente.

D'altronde, concepire tale stato diversamente (poiché soprattutto di stato d'animo si tratta piuttosto che di luogo), non vuol dire distruggerlo, né significa che esso, nella giusta misura, cessi di esistere per chi lo ha meritato. (Cfr. QUI).

La Legge non può essere sviata o defraudata della sua equità. Cosa possono l'astuzia, la malvagità, la forza dell'uomo contro una potenza immateriale, invisibile, sempre presente in ogni tempo ed àmbito, a tutto e a tutti assolutamente superiore per intelligenza, dominio e disponibilità di mezzi?

Sfidare una Legge simile, giudicando possibile vincerla, può essere solo frutto di una grande ignoranza, scaturita in gran parte, specialmente nel mondo occidentale, da un insegnamento gravido di materialismo che, dopo l'ostracismo dato ad Origène (cfr. QUI), si è diffuso sempre più nelle Coscienze.

L'attuale situazione in cui versa la Chiesa di Roma, impegnata più che mai ad omologarsi agli altri culti sotto la guida del Falso Profeta (cfr. QUI), è destinata al fallimento, allo scisma e alla sua definitiva scomparsa come ho spiegato QUI.

Ed è per questo che essa tornerà alle origini, all'ardore e all'entusiasmo di un tempo, quando ancora non era contaminata dalla sete di potere e dall'avidità del denaro, ma sorretta soltanto dall'Amore e dall'Esempio Cristico che si riversava come Fonte viva su tutti gli assetati morenti nel deserto di sé stessi.

Per un Nuovo Ordine dunque (ved. QUI) è necessario ritrovare al di là del Cristo, capo di una sola religione, il Cristo universale con tutte connesso, in cui possa riunirsi il consenso della totalità dei giusti, accoglienti i princìpi del Vangelo, anche se seguono altre forme, riti o gerarchie.

Gli ostacoli nascono sempre da ciò che è materiale e terreno, ma non appena l'umanità sarà passata attraverso il crogiuolo della purificazione, ora imminente, sarà pronta per una nuova spiritualità aperta a più ampi orizzonti che la indurranno, finalmente, ad abbracciare il "fratello", chiunque esso sia.





mercoledì 19 giugno 2019

È respinto dalla Chiesa e dal Mondo CHI SI SVEGLIA



"Requiem per la Chiesa" di George Grie 

Sebirblu, 19 giugno 2019

Dalle massicce reazioni popolari di "Casa nostra", per le ultime elezioni europee, è emerso un dato incontrovertibile: anche i cattolici hanno voltato le spalle alla Chiesa e non tengono più in considerazione quanto dice.

La situazione, per chi ha occhi per vedere, ha raggiunto ormai un punto critico. I valori spirituali del Cattolicesimo sono rimasti sepolti sotto le sovrastrutture con cui il mondo li ha soffocati.

Oggi non si rimane più persuasi per tradizione, o per suggestione, aderendo al principio di autorità. Si vuol capire con la mente propria e non con quella di coloro a cui nel passato si delegava la funzione del pensare perché fornissero la verità già confezionata, pronta per l'uso.

Viviamo in un'epoca in cui la vecchia spiritualità è morta e la nuova, su basi scientifiche positive, ancora non è sorta. Nell'arte e nella letteratura ciò è evidente. Della religione è rimasta l'impalcatura esterna, ma l'edificio è vuoto, anche se al di fuori appare ben conservato.

La spiritualità è diventata una delle tante menzogne convenzionali, in cui tanti concordano. Si continuano così ad esaltare, a parole, gli ideali e Cristo, ma per l'uso che se ne fa, l'argomento è ormai sospetto.

Resta la fede cieca, ma solo per gli ingenui che sono più facili da ingannare; si insiste molto su di essa, mentre viene condannato come pericoloso il rapporto diretto con Gesù (ved. QUI) escludendo perciò chi vuol troppo pensare e capire. Ma il nemico è l'ignoto e si può vincerlo solo con la luce della conoscenza.

Ci troviamo di fronte ad un Cristianesimo che si è messo in posizione rovesciata rispetto al suo Fondatore, di una religione divenuta mondana e con ciò passata dalla parte del nemico. Questa non è la vittoria di Cristo, ma la vittoria del mondo su Cristo.



Il card. Gianfranco Ravasi, come presidente del Consiglio Pontificio della Cultura,

ha contribuito a sponsorizzare per il Vaticano il Met Gala del 2018. Ved. QUI e QUI.

Nella sua semplicità un involuto, anche se ministro di Dio, in piena coscienza può credere di essere cristiano solo perché esegue gli atti di una disciplina esteriore inerenti al suo ministero, ricevendo onestamente, in compenso di questo suo lavoro, i mezzi per vivere.

Ma il Cristianesimo è un'altra cosa, è situato ad un altro livello di evoluzione. Esso non è solo un servizio, come può apparire alle anime piccole.

È un afflato di Spirito con funzioni creatrici per trasportare la vita in piani più alti, anche se chi non è biologicamente maturo lo intenderà a suo modo e cercherà di abbassarlo al suo livello, in buona fede, credendo di essere coerente con ciò che ha appreso come "chiamato" da Dio.

Viviamo in un'ora apocalittica, di crollo dei valori morali. I tempi sono maturi perché si debba addivenire ad una resa dei conti. Le vecchie strutture minacciano rovina e non giova puntellarle.

Non è più l'ora dei ritocchi, perché l'edificio bimillenario sta sgretolandosi sotto la spinta decisa di questo pontificato dopo il via al declino (e non al progresso) iniziato con il Concilio Vaticano II.

Come avviene nelle amministrazioni di questo mondo, i ministri si sono impossessati della proprietà del "Padrone" per usarla come se fosse la loro, per i propri fini.

Ma Cristo non ha accettato adattamenti, non ha patteggiato col mondo. Per questo allora è stato assassinato, ed ora addirittura espulso (ved. QUI) dalla Sua stessa Chiesa.



Jean Baptiste Thomas 1791-1833 - La Cacciata dei mercanti dal Tempio.

Così, se in questo contesto sorge qualcuno che vuol fare sul serio, l'urto è inevitabile, perché dal confronto si scopre che al "vertice" i fatti non corrispondono alle teorie predicate.

Nell'odierna  realtà  della  classe  sacerdotale  che  Lo  rappresenta (ved. QUI e QUI), il Cristo è lontano, viene soltanto mostrata una sua anacronistica quanto sbiadita immagine (perché a quell'epoca non c'erano i registratori... ved. QUI).

E sinora, tutto rientra negli eventi che si stanno srotolando sotto il nostro sguardo, come una profetica pergamena che trova la sua attuazione negli ultimi ànsiti di questa Chiesa in procinto di cedere il passo a quella nuova, quella di Giovanni e non di Pietro, come emerge dall'analisi delle Scritture (cfr.  QUI).

Il Cristianesimo infatti è in evoluzione, in pieno moto progressivo, e potrà fare domani quello che non ha fatto fino adesso perché impastato coi compromessi del mondo e vincolato da norme e riti pesantemente legati alla materia e alla forma.

Certo, per poter innalzare le masse ai piani dello Spirito era necessaria l'osservanza ad una religione imposta dall'esterno (così com'è avvenuto per i vari culti esistenti), ma tale prassi, che era pura e limpida all'inizio con l'insegnamento chiaro del Cristo e dei Suoi discepoli, si è offuscata col tempo, oscurandosi fatalmente con le passioni e gli interessi umani.

I popoli, ancora involuti nell'esprimere la spiritualità, sentivano l'esigenza di volgere la propria devozione a qualcosa di tangibile, concreto, racchiuso in uno scenario ieratico, ricco di suggestioni esterne. Per questo, similmente ai bambini, essi sono stati educati e diretti affinché non cadessero (eternamente? Cfr. QUI, è basilare!) nell'abisso.

La Chiesa, non potendo per ovvi motivi avere un esercito per mantenere la disciplina e assicurarsi nel contempo la propria sopravvivenza (salvo utilizzare il potere in modo discutibile anche ai nostri giorni, ved. QUI, QUI, QUI e QUI, come ha fatto un tempo per le crociate, le guerre e le repressioni inquisitorie) ha vincolato a sé, attraverso i "servigi" obbligatori di sua esclusiva competenza, come i Sacramenti e la frequenza alle Messe, i fedeli di tutto il mondo.



"L'ultima ondata" di George Grie

Ma i suoi metodi non arrivano a comprendere tutto e alcuni fenomeni le sfuggono completamente perché si manifestano qua e là, nel silenzio sacro del cuore, laddove le anime cercano un contatto diretto con Dio e scoprono la Verità interiore che "rende liberi", che affranca gli spiriti da qualsiasi binario precostituito, molto semplicemente perché è nella loro natura di esserlo.

Ma questo non viene accettato! Il mondo non lo accetta perché NON lo comprende, e la Chiesa non lo accetta perché "fuori di essa" non può esservi "Salvezza", e tutto diventa di natura diabolica!

E mentre coloro che trovano la "perla" meravigliosa o il "tesoro" nel campo, riescono ad ottenerli soltanto dopo aver venduto tutti i loro averi per acquisirli (ved. Mt.13, 44-46), si accorgono pure, con grande loro tristezza e sgomento, che gli unici in grado di comprenderli, cioè "gli addetti ai lavori" ‒ ossia i sacerdoti ‒ sono proprio quelli che li respingono diffidenti e critici.



Autore: Samy Charnine - (Il vero "Risvegliato" non viene accolto né dalla Chiesa, né dal mondo!). 

Non solo, ma come è avvenuto di recente, uno di loro, sollecitato dalle ricerche sommarie effettuate da qualcun altro, si è permesso di "sparare a zero" su omeopatia, agopuntura, ufo, reiki, channeling, spiritismo, tavola ouija, scrittura automatica, ma soprattutto sull'ULTRAFANÌA (significato QUI) scambiandola con la metafonìa (ved. QUI) e collegandola (ORRORE!) con i "rettiliani", senza rendersi conto del grande polverone sollevato, privo di qualsiasi cognizione di causa, mettendo in guardia tutti i "credenti" dall'ascoltare i "laici", ma soltanto la voce della Chiesa che si esprime attraverso i suoi ministri...

Per una mente primitiva, seppur colta, che non sa intendere più in là del proprio "mestiere", ciò può essere del tutto morale, anzi doveroso!

Non può, pertanto, nemmeno concepire che non siamo più nel Medioevo e che la gente oggi vuol sapere, conoscere, sperimentare, e che in luogo di proibire soltanto, bisognerebbe prima di tutto documentarsi a fondo, discernere, per poi spiegare dettagliatamente di cosa si tratta e gli eventuali pericoli nascosti, senza fare di tutte le erbe un fascio, così come è accaduto, purtroppo.

Ma per arrivare a questo, bisogna che la Chiesa, come rigida istituzione temporale, scompaia ‒ ed è quanto sta per succedere.
 
‒ D'altronde non fu forse edificata da Cristo su "Cefa = pietra, roccia, ossia Pietro? ‒e che di fatto lo tradì? Per cui, farà posto a quella Mistica, Giovannea, profondamente spirituale, senza più legami ibridi con il mondo. (Cfr. QUIQUI, QUI e QUI).



Samy Charnine

V'è  una  grande differenza  tra coloro che criticano la religione con spirito  aggressivo e quelli che ne notano la posizione arretrata perché tutto progredisca e migliori. Eppure  i due casi  vengono confusi e spesso  ricevono  lo stesso trattamento.

D'altra parte, come agire se la forma mentale umana è tale che non può considerare cosa alcuna, anche quando si riferisce a Dio, se non in funzione del suo utilizzo terreno?

Il risultato è che chiunque non possa più (per maturazione raggiunta) ridursi dentro questa psicologia intransigente che lo limita, perché ha imparato a volare, è costretto ad isolarsi, eliminando le forme esteriori che per lui sono diventate gabbia ormai incompatibile col suo spirito.

Eppure è a tali esseri espulsi dalle file che viene affidata la funzione evolutiva della realizzazione degli ideali supremi che scendono in terra. Per questo Cristo prese forma umana, per sospingere avanti l'umanità, perché nel mondo si incominciasse ad applicare la legge di un livello biologico superiore.

L'individuo può scegliere tra la vera e la falsa religione, tra quella sostanziale molto faticosa ma fatta per salire, e quella formale, comoda e adatta per perdere tempo. L'una va verso il cielo, l'altra verso la terra. L'una imbocca la strada stretta, l'altra quella larga e spaziosa (Mt. 7, 13-14), anche se apparentemente non sembra... Qui c'è la forma, là la sostanza!

Ma siamo giunti ormai al tempo in cui non valgono più gli accorgimenti e i poteri umani nella storia di questo pianeta. Allora, chi non si è tenuto sul serio in contatto con Dio, è perduto.

Ingannando il Cristo col ridurre a parole l'attuazione del Suo programma, l'umanità si redime al contrario, perché esimendosi dall'entrare nella sostanza vera mettendo in atto il Suo Esempio e seguendo invece gli accomodamenti terreni, si costruisce la sua croce.

E su tale croce l'umanità dovrà essere inchiodata, perché l'evoluzione verso lo Spirito deve compiersi e alla Legge di Dio non è possibile sfuggire.




Relazione con riflessioni personali a cura di Sebirblu.blogspot.it

Spunti tratti da "La Discesa degli Ideali" di Pietro Ubaldi

domenica 16 giugno 2019

Il Nesso tra Crop Circle, Notre-Dame e Apocalisse...




Sebirblu, 15 giugno 2019

Il 1° giugno di quest'anno a Baillet-en-France, in val d'Oise, presso la piccola "chiesa Notre-Dame" è apparso un crop circle molto interessante che sembra esser stato concepito proprio per ricordare il tragico incendio avvenuto il 15 aprile 2019 a Notre-Dame de Paris, da cui dista, in linea perfetta nord-sud, 20 chilometri.

Anche lì infatti, esiste un'antica e celebre scultura dedicata a "Notre-Dame" di cui più avanti racconterò la storia, a due passi dall'omonima chiesa che, "guarda caso", nella notte tra il 20 e il 21 agosto 2017 è stata invasa anch'essa dalle fiamme che ne hanno devastato gran parte del tetto (ved. QUI).

Che insolito e misterioso legame "di fuoco" ha unito, 20 mesi più tardi (si noti il numero), le due "Notre-Dame" ‒ de France e de Paris ‒ all'incendio della Moschea di Al Aqsa a Gerusalemme! (cfr. QUI e QUI).

Dai calcoli risulta inoltre che la differenza in gradi di latitudine nord tra questa raffigurazione a Baillet-en-France [49,053°] e la cattedrale di Notre-Dame de Paris [48,853°] è esattamente di 0,200°! (Ancora la stessa cifra, un 2, che spiritualmente si riferisce a Cristo ‒ la seconda Persona della Trinità ‒ delineante la "fatica nel tempo" attraverso la Croce!)

Ed è proprio nel campo attiguo all'agroglifo che si trova una grandissima croce formata da alberi, come evidenzia l'inquadratura. Entrambe le immagini puntano a nord da un lato, e dall'altro a sud, verso Parigi.




Prima  però  di  entrare  nei  dettagli del significato nascosto  della  nuova formazione è necessario che io parli degli aspetti inerenti alla grandiosa effigie di Nostra Signora che non passa certo inosservata a chi percorre l'autostrada e gli snodi attigui. (Ved. QUI).

La strana Storia di Notre-Dame-de-France a Baillet

Agli inizi del XX secolo viveva a La Courneve, in Senna-Saint-Denis (dipartimento francese comprendente 40 comuni) padre Lamy, un santo prete simile al Curato d'Ars per la sua umiltà.

A lui appariva la Madonna che un giorno gli domandò di creare la "Congregazione dei Servi di Gesù e Maria".

Il notaio Edmond Fricoteau, che era devotissimo a padre Lamy e che si era convertito improvvisamente a Roma nel 1984 in occasione dell'annuncio fatto da Giovanni Paolo II per le Giornate della Gioventù, pregando sulla sua tomba gli chiese di far nascere in lui un amore "smodato" per la SS. Madre e di ispirarlo in una o più azioni che lo avrebbero reso degno di essere un buon servitore laico di Gesù e Maria.

Desiderava tanto offrire un "regalo" alla Vergine Santa. Così nel 1985 ebbe l'idea di farLe erigere una statua altissima in prossimità di un grande crocevia.

Per questo, entrò in contatto telefonico con il sindaco del comune dove aveva pensato di posizionarla, poi incontrò anche il superiore generale dei Servi di Maria e René Laurentin, conosciuto per i suoi numerosi scritti e le apparizioni mariane nel mondo.


Padre René Laurentin - mariologo - (1917-2017)

Il primo si dichiarò estremamente favorevole al progetto; il secondo, padre Stoecklin, avrebbe sostenuto l'idea se ci fosse stato anche il consenso del vescovo; il terzo precisò che avrebbe visto meglio la raffigurazione della Madre con il piccolo Gesù tra le braccia.

Edmond  però,  non  era  molto d'accordo  con  quest'ultima proposta  perché  temeva che l'inserimento dell'Infante nella statua che aveva immaginato avrebbe potuto compromettere la collocazione sul capo di Nostra Signora della corona ornata con le dodici stelle. (Cfr. QUI).

Padre Laurentin suggerì allora di consultare un suo amico esperto di tali cose ‒ il signor Antoine Legrand ‒ che, incuriosito, chiese il perché di quella strana richiesta delle stelle.

Quando gli fu raccontata la storia fin qui descritta, tranquillamente dichiarò: "la statua esiste!".

All'istante il suo interlocutore non dette molta importanza alla sua asserzione precisando che l'avrebbe commissionata ad un artista italiano o francese.

Legrand replicò, con un tono di voce più autorevole, che non sarebbe stato necessario ordinarla, perché la figura da erigere "esisteva" già!

Si trattava di una statua chiamata «Notre-Dame-de-France» (opera dello scultore Roger de Villiers che l'aveva creata ispirandosi a quella veduta a Gerusalemme presso l'istituto degli Assunzionisti), che nell'esposizione universale del 1937 dominava il Padiglione pontificio e fu l'unica ad essere conservata.

L'Arcivescovo di Parigi, il cardinale Verdier aveva espresso il desiderio che fosse eretta su una collina nei pressi della capitale francese. Era stata indetta anche una sottoscrizione nazionale, ma la guerra mondiale del 1939 la bloccò e l'enorme statua scomparve.

Edmond Fricoteaux, però, nonostante la suggestiva storia raccontatagli, continuava ad insistere sul modello scultoreo da lui immaginato, sino a quando Antoine Legrand lo rassicurò che la figura di Maria era proprio come lui la desiderava: alta sette metri, con la corona di dodici stelle e col Bambino sollevato in alto per benedire il mondo.




Da quel momento iniziarono ampie ricerche, fintanto che la figliola dell'architetto responsabile dell'antico Padiglione pontificio non dichiarò di sapere dove poteva trovarsi, e infatti fu poi rinvenuta, sezionata in vari pezzi, nel seminterrato di una scuola pubblica nella città di Amiens in attesa dei fondi per il restauro, mai arrivati.

Finalmente nel 1988, dopo 50 anni da quel lontano 1938 (il tempo di un giubileo), la monumentale rappresentazione della Vergine Maria col Bimbo e le dodici stelle sul capo fu eretta in pompa magna a Baillet-en-France, piccolo comune ridente tra il verde delle colline nelle vicinanze di Moisselles, a 20 chilometri a nord di Parigi.

L'inaugurazione della "rediviva" Notre-Dame-de-France avvenne il 15 ottobre 1988 alla presenza del card. Lustiger, insieme a sette vescovi e al nunzio apostolico Mons. Antonetti, unitamente a Mons. Rousset, vescovo della diocesi di Pontoise, e alla partecipazione  di  52.000 fedeli.

In quell'anno si compì il desiderio del cardinale Verdier che, per lo scoppio della guerra e per il suo decesso nel 1940, non riuscì a veder realizzato il suo sogno di fare "pendant" con il Sacro Cuore di Montmartre presso Parigi.

Inoltre, il medesimo giorno fu anche quello della ricorrenza straordinaria dei 350 anni (dal 1638) in cui il re Luigi XIII consacrò la Francia alla Vergine Maria.

Solo il piedistallo di tale monumento è alto 25 metri, a cui vanno aggiunti i 7 della statua, ed è per questo che risulta ben visibile a chiunque percorra le grandi arterie stradali adiacenti.

Ora, vediamo l'attinenza della comparsa del crop circle con i tempi che stiamo vivendo, la tragedia di Notre-Dame de Paris e la Donna vestita di sole dell'Apocalisse.

Premetto che nel testo originale in inglese la località indicata non corrisponde in modo preciso al sito in questione, ma riporta il comune limitrofo, Moisselles, forse perché più grande e indicato subito dalle mappe.




Per prima cosa osserviamo che col 1° giugno, giorno della comparsa del "cerchio nel grano", inizia per tradizione il mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù (questo ci riporta al desiderio del card. Verdier di appaiare la statua della Vergine al Sacro Cuore di Montmartre).

Secondariamente, dal giorno dell'inaugurazione della "ritrovata" statua di Notre-Dame-de-France (il 15 ottobre 1988) all'incendio di Notre-Dame de Paris (il 15 aprile 2019) sono passati 30 anni e 6 mesi (ossia 30,5 che riconducono ai 350 trascorsi dalla consacrazione della Francia a Nostra Signora), per mano di Luigi XIII.

L'agroglifo presenta molteplici piccoli cerchi seguiti da due grandi forme a mezzaluna rivolte con la parte esterna a nord, e due grosse sfere in basso; una di queste punta verso l'alto, mentre l'altra è rivolta a sud verso Parigi. In tale posizione il crop circle sembra evocare una famosa frase ermetica: "Così in alto, come in basso".

Riflettendo su questo concetto e sul legame esistente tra le due chiese dedicate a "Notre-Dame" ‒ l'una a Baillet-en-France e l'altra a Parigi ‒ dobbiamo ricordare che la Francia viene considerata in ambito cristiano ma soprattutto dalla Vergine Madre, la figlia maggiore della Chiesa.

Osservando la nuova recente formazione sul grano, non ci si può trattenere dal pensare che da sempre Maria SS. viene rappresentata con la mezzaluna ai suoi piedi, e il nome stesso è per antonomasia l'emblema della femminilità più elevata ed umile, collegata pertanto alla Luna che riflette la luce del Sole: quella del Cristo.

Ma nell'agroglifo ci sono ben 4 mezzelune, che raffigurano perciò 4 "Marie"; tutte legate all'arco vitale del Cristo-Sole, dalla nascita alla morte ed oltre... fino alla Risurrezione.

La prima mezzaluna in basso, a sud, contiene due sfere: la maggiore simboleggia la Vergine che dà alla luce il Figlio (la sfera piccola).




La seconda mezzaluna riporta a Maria Maddalena, l'unica rivolta con la parte esterna a sud, ossia al mondo, a Parigi, perché dal mondo è stata tratta e salvata dal Cristo, e la sua conversione è stata così profonda tanto da meritare, fra tutti i discepoli, di vederlo risuscitato per prima e portare loro il grande annuncio.

La terza mezzaluna si riferisce a Maria di Cleofa (o Alfeo, fratello di Giuseppe, padre putativo di Gesù) che è la madre di Giacomo il Minore; era presente al Calvario, alla sepoltura e alla Risurrezione del Cristo.

La quarta ed ultima mezzaluna rappresenta Maria Salomé, madre dei due fratelli Giovanni e Giacomo figli di Zebedeo, l'uno l'Apostolo e l'altro detto il Maggiore, chiamati in aramaico Boanerghes, ossia "Figli del tuono". Anch'ella era presente al Calvario, alla sepoltura e alla Risurrezione del Cristo.




Le tre Marie, che la tradizione associa alle tre stelle della cintura di Orione, sono le donne che si sono recate al sepolcro con gli aromi e gli oli profumati per ungere il corpo di Gesù ma hanno ricevuto da un "giovane vestito di bianco" la notizia della Sua Risurrezione. (Mc. 16, 1-8).

È una velata cosmologia spirituale quella che mostra la Luna nelle sue 4 fasi (le Marie) con il Sole (Cristo) al centro. Questo aspetto esoterico è necessario per una migliore comprensione della simbologia dei crop circles, visto che in Francia, negli ultimi anni, ne sono apparsi diversi simili a questo.

Non dimentichiamo che tale Paese ha avuto il privilegio di ripetute manifestazioni mariane, di cui le più importanti sono: Parigi (Rue du Bac), La Salette, Lourdes, Pontmain e molte altre.

Ma tornando alle 4 Marie che con la loro presenza hanno scandito la parabola del Cristo fino alla Morte e Risurrezione, è impossibile non notare la grande croce che affianca ad oriente l'agroglifo di Baillet-en-France, completandone mirabilmente il significato.

Contando gli alberi che la compongono guardando l'immagine, si nota che la somma finale è equivalente a 99, perché sul braccio destro della fila in basso ne manca uno, così come tra le mezzelune e le sfere allineate nel crop circle il conteggio è di 11 mentre dovrebbe essere di 12, come le stelle della corona e i fedeli devoti sotto il manto di Maria, quindi, anche lì manca un elemento.




Non dimentichiamo che, dopo il tradimento di Giuda, gli apostoli erano rimasti in 11, ma l'integrazione di Mattia li ha resi ancora 12. Allora perché le immagini allineate sui due campi vicini mostrano entrambe l'assenza di un componente?

Perché Giovanni, l'autore dell'Apocalisse, è colui del quale il Cristo, rispondendo alla domanda di Pietro, disse: "E se Io voglio che lui rimanga fino al Mio Ritorno, a te che importa? Tu seguimi!" (Gv. 21, 20-24).

Infatti Giovanni, così come Elia ed Enoch, non è mai morto! È solo uno "scomparso", ma è ben presente sul pianeta, rappresentando l'umanità secondo il mandato ricevuto dal Cristo sotto la croce come "Figlio" affidato a Maria, mentre Lei di rimando ne è diventata Madre. (Gv. 19, 26-27).

Ecco perché manca un elemento in ciascuna delle immagini rappresentate sul terreno! Ma questo non fa che convalidare il segnale apocalittico che l'agroglifo raffigura, ossia la Donna vestita di sole che partorisce il Bimbo maschio (ved. Ap. 12, 1-18), analogamente alla bella formazione apparsa il 25 maggio scorso, esposta nel riquadro, dove viene evidenziata la rottura di un "uovo", simbolo della nascita, indicata con il tratto rosso in direzione del crop circle di giugno.




Già nei post passati, QUI, QUI e QUI, ho parlato dei Segni grandiosi di questi tempi, soprattutto quello astronomico della Vergine incoronata apparso nei cieli il 23 settembre 2017 e quello eclatante dei delfini indicante l'imminente Ritorno del Cristo, e con l'ultimo crop circle che sto descrivendo ne viene mostrata la sorprendente continuità.

Esso, infatti, non solo ribadisce il nuovo parto (simbolo del "piccolo resto" che viene rapito in cielo), ma anche l'avvento della Chiesa Vera, quella Mistica (ved. QUIQUI, e QUI), risorta, come la Fenice, dalle ceneri causate dagli incendi che hanno segnato la fine di un'epoca durata quasi 2020 anni. (Ancora il numero 2! Indicante l'era del Cristo, del secondo Adamo... come il nome della foresta "Isle-Adam" (isola di Adamo) confinante con l'agroglifo. 

Questo profetico cerchio nel grano, con l'allineamento di sfere, lune e forse un gigantesco corpo celeste (ved. QUI), annuncia anche la sequenza in arrivo di forti onde cosmiche ed elettro-magnetiche, concausa di intensi e diffusi sconvolgimenti come terremoti, potenti eruzioni e dissesti idrogeologici.

Nondimeno, il linguaggio apocalittico, col quale ripetutamente il cielo ci allerta per mezzo dei suoi Messaggeri come ora, sembra condurci proprio verso la battaglia finale della Donna vestita di Sole e il Dragone infernale che sta già facendo guerra ai figli di Lei, cioè alla sua discendenza, per distruggerli (Ved. QUI, QUI e QUI).

Ma non vi riuscirà... perché, come riporta la bella immagine iniziale che ricalca a pennello il crop circle, il Suo manto proteggerà chi in Lei si rifugia e il suo Cuore Immacolato trionferà per sempre.

Traduzione libera con riflessioni personali di Sebirblu.blogspot.it

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