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lunedì 2 settembre 2024

I Venusiani e la Mutazione Spirituale della Terra




I Venusiani e la mutazione spirituale della Terra

Negli anni '50, i Maestri spirituali Paul Twitchell e Rebazar Tarzs si recarono su Venere nel corso di un viaggio animico in proiezione di coscienza. (Cfr. QUI e QUI; ndt).

Là, incontrarono una piccola bambina di sette anni alla quale predirono che presto avrebbe rivestito un corpo fisico al fine di integrarsi in piena coscienza sulla Terra. Sarebbe stata chiamata a compiere una missione così importante a livello spirituale come quella di Nikola Tesla sul piano scientifico.

Anche se appare incredibile, lo scienziato nel 1856 non nacque in Croazia come la storia riporta. Quando era ancora neonato, fu condotto da Venere sul nostro pianeta, dove fu accolto dai Tesla, una famiglia serba molto pia.

Lo chiamarono "Nikola" perché, secondo la tradizione religiosa ortodossa, San Nicola è colui che concede doni alle anime meritevoli.

Tale nome fu ispirato ai suoi genitori adottivi da un Saggio di Venere, che sapeva quanto le parole abbiano un particolare potere vibrazionale e le numerose scoperte tecnologiche di Tesla sarebbero state poi altrettanti preziosi regali offerti all'Umanità.

La piccola venusiana, invece, ricevette dai due suddetti Maestri il nome di Omnec Onec che rappresenta "Lo Spirito dell'Uno e del Tutto. In sanscrito, "Eck" designa l'Essenza divina, e in latino, "unus" e "omnis" corrispondono a "uno" e "tutto".

Le indicarono che il suo compito terrestre sarebbe stato di propalare l'Insegnamento Universale caduto nell'oblio sul nostro pianeta: la Scienza del Viaggio dell'Anima e la Storia Cosmica Originaria così come appare negli Annali Akashici (ved. QUI) di cui i Venusiani sono, da eoni, i custodi e i depositari.




Omnec visse dapprima in Tibet, nel monastero del Katsupary, per dare il tempo al suo corpo fisico di acclimatarsi alle relative necessità: nutrirsi di alimenti solidi e cavalcare sono, tra le altre cose, delle attività banali sul piano fisico, ma totalmente sconosciute a livello astrale.

Questo isolato monastero tibetano era stato scelto, come destinazione, a motivo di due criteri: il primo, perché la sua altitudine elevata risultava favorevole ad un adattamento graduale riguardo al disagio atmosferico legato alla forza di gravità.

Il secondo, perché era propizia la sua lontananza dalla nostra civiltà materialista, adatta a mitigare il divario tra i valori spirituali degli abitanti di Venere e i nostri.

I corpi fisici dei Venusiani assomigliano a quelli di certi terrestri eccezionalmente attraenti, ma sono molto più luminosi. La loro struttura molecolare vibra su una frequenza assai più rapida di quella umana, cosa che rende la nostra atmosfera pericolosa per essi,  tanto  quanto la loro  sarebbe letale  per i nostri organismi.

Sembra che il corpo di Omnec abbia dovuto subire una sorta di cambiamento sul piano della densità fisica grazie a certe tecnologie sconosciute agli umani, al fine di poter sbarcare sul nostro pianeta in tutta sicurezza.

In questo monastero tibetano, sotto l'égida di Yaubl Sacabi, Omnec approfondì lo studio sul nostro mondo e la sua civiltà per un intero anno prima di trovarsi di nuovo a bordo del vascello-navetta che l'aveva portata da Venere l'anno prima.

Fu allora trasportata nel bel mezzo del deserto del Nevada, ove il disco si posò in piena notte durante l'estate 1955.

In un paesaggio che gli ricordava i dintorni della città venusiana di Retz, ritrovò un Maestro di Venere, Gopal Das, che l'attendeva in una Cadillac in compagnia di un altro extraterrestre.

Il Maestro Yaubl Sacabi e il Maestro Gopal Das

La condussero fino a Menphis, nel Tennessee, affinché si potesse man mano integrare alla nostra civiltà decadente. 

Ella racconta che, abituata al silenzio dei veicoli venusiani e al loro funzionamento ad energia libera (ved. QUI; ndt), trovò il rumore della vettura e delle sue emanazioni di fumo così insopportabili che più volte nel corso del tragitto perse conoscenza!

In seguito gli americani, e soprattutto la loro alimentazione, gli parvero oltremodo grezzi. Ma era stato programmato che accettasse i costumi di quel popolo per meglio assimilarsi, nell'anonimato, a tale società contemporanea. 

Doveva, in effetti, imperativamente preservare e tacere le sue origini fino all'apertura ufficiale della sua missione terrestre. 

Da allora, ella affermò che la nostra cultura è così primitiva e violenta, come la nostra atmosfera così pesante ed inquinata, che risultava molto difficile per una Venusiana adattarvisi.

Utilizzò a più riprese la parola "ripugnante" per qualificare il cibo americano, perché questa gente privilegia il consumo di "cadaveri animali". 

Per integrarsi meglio alle basse vibrazioni terrestri scelse di prendere in prestito l'identità di una bambina, Sheila Gipson, che era stata vittima di un incidente di autobus nel recarsi da sua nonna e il cui corpo, interamente carbonizzato, non aveva potuto essere riconosciuto. 

E fu così che Omnec divenne una giovane statunitense in apparenza assolutamente normale. Diventata più tardi una giovane mamma, si recò, dietro insistenza di suo marito, ad un seminario del movimento Eckankar, di cui Paul Twitchell era stato il fondatore.




Quando si sedette in fondo alla sala, temendo che i pianti del suo bebè potessero disturbare gli astanti, quale non fu il suo stupore nel vedere Paul Twitchell avvicinarsi a lei e apostrofarla utilizzando il suo nome iniziatico, visto che era ancora la sola a conoscerlo.

Dopo un breve scambio di parole con lui, le immagini del suo incontro astrale su Venere con questo piccolo uomo, dai penetranti occhi blu, le tornarono alla memoria. Egli la invitò allora a raggiungerlo sul palco per farsi conoscere dai presenti.

L'insieme dell'uditorio fu impressionato dalla disinvoltura e dalla chiarezza del suo discorso. La sua età sembrava approssimativamente di 35 anni. Ella emanava dal suo grazioso viso una luce ed una gioia indicibili.

Raccontò che era nata su Venere e che era stata preparata ed educata, durante otto dei nostri anni, in funzione della sua futura missione sulla Terra; che era partita dalla città di Retz, capitale di Venere, a bordo di una nave spaziale a forma di disco volante.

Accennò che da allora aveva capito lo svolgimento del viaggio interplanetario tanto facilmente da chiarire l'obiezione avanzata dai nostri scienziati sulla incompatibilità della presenza dei Venusiani nell'ambito naturale (cosmico; ndt) in relazione alla sopravvivenza di esseri viventi.

Spiegò con grande eloquenza al pubblico sbalordito come "iper-saltava" da una dimensione ad un'altra. E... oh miracolo: tutti comprendevano! Sembrava capace di dissertare su qualsiasi tema, compresi quelli riguardanti la relatività e la meccanica dei fluidi.

Ma aggiunse che il suo compito precipuo concerneva principalmente lo sviluppo spirituale e l'Amore cosmico sulla Terra. Tutto l'uditorio fu soggiogato dal suo fascino e dalla sua spigliatezza. Il suo intervento segnò l'apertura ufficiale della sua missione terrestre. 


Paul Twitchell

Fu in conseguenza di questo incontro con Paul Twitchell che scrisse il suo primo manoscritto: "From Venus I came" (Sono giunta da Venere). Ma il libro fu èdito e pubblicato molto più tardi, perché i lettori degli anni '70 non erano ancora pronti ad accogliere il genere di rivelazioni che esso conteneva.

Ella racconta, tra l'altro, che fu il Maestro Orthon che consegnò nel 1953 una lettera di Odino, portavoce venusiano della Fraternità dei pianeti sulla nostra Terra, al celebre contattista George Adamski (ved. QUI; ndt), che si rivelò essere uno degli zii di Omnec.

(Orthon incontrò anche Giorgio Di Bitonto QUI, QUI QUI; ndt).

George Adamski d'altronde, nella sua prima giovinezza, era stato anch'esso condotto dai genitori presso un monastero in Tibet, dove soggiornò una decina d'anni per essere preparato alla sua futura missione.

Dopo il suo famoso incontro con Orthon e il volo a bordo di un tracciatore magnetico della flotta venusiana, egli divenne celebre scrivendo libri, tenendo conferenze e facendo visita nel mondo intero ad alte personalità. Nel nòvero di queste, figura John F. Kennedy che era diventato suo amico prima di essere assassinato.

Ecco le straordinarie rivelazioni di Omnec Onec riguardanti la lenta mutazione spirituale  della Terra  e  dei suoi abitanti  e  le raccomandazioni  alla  nostra Umanità per attraversare nelle migliori condizioni possibili la Transizione attuale verso l'Era Nuova:

"Ho sentito parlare, per la prima volta, della storia del nostro sistema solare e della trasformazione spirituale della Terra nel momento di un incontro sul piano astrale al quale fui invitata nel 1994 in seguito ad una lunga meditazione.

Migliaia di Esseri provenienti da innumerevoli galassie, umani e non, tutte Entità intelligenti e molto evolute, presero parte a questo convegno.


Tra i Maestri si scorgono: al centro, in blu, Paul Twichell. Alla sua destra, Gopal Das.
 
Alle sue spalle, Yaubl Sacabi e, sempre in seconda fila, con la veste corta, Rebazar Tarzs.

Fu una delle tantissime occasioni durante le quali si riuniscono per coordinare le azioni a favore del salvataggio della Terra.

Essi tentano, pressoché dal 1930, di elevare gradatamente le frequenze energetiche al fine di evitare una nuova distruzione del mondo.

Ecco le informazioni che questi grandi e nobili Esseri decisero di trasmettermi:

‒ Sono circa 40 milioni di anni (mi è impossibile essere più precisa perché il tempo è un concetto limitato alla materia. È senza importanza in altre dimensioni dove conta solo la piena coscienza dell'attimo presente) che 4 gruppi appartenenti ad altrettante razze umane diverse provenienti da 4 distinte galassie, furono invitati dalla Gerarchia Spirituale a portarsi in questo sistema solare per colonizzare 4 dei più antichi pianeti.

Tutti gli Esseri che ne facevano parte erano straordinariamente evoluti: potevano raggiungere altre compagini ed altre dimensioni, tanto nel passato quanto nel futuro.

Erano in grado di comunicare telepaticamente non soltanto tra loro ma anche con ogni altra creatura: gli animali, le piante e i minerali, come con gli Angeli e i Maestri Ascesi. Utilizzavano il linguaggio parlato solo per trasmettere informazioni agli Esseri meno progrediti.

La tecnica di queste individualità si espletava in perfetta armonia con le Leggi della natura. Esse avevano compreso il potere creatore del loro pensiero (ved. QUI, QUI e QUI; ndt) e lo usavano con grande responsabilità impiegandolo in ogni circostanza per i fini più nobili e costruttivi. 


Gilbert Williams

A questo alto livello di evoluzione, non esistevano crudeltà, egoismo, aspirazione al potere, né tanto meno desiderio di ricchezza.

Essi conoscevano tutto sul Creatore e sulla Creazione, come sulla loro esistenza personale in quanto anime immortali non limitate da corpo fisico. La stessa nozione di morte non esisteva per loro, avvenivano solo transiti sereni da una dimensione ad un'altra.

Sceglievano da sé la durata della vita individuale, in ragione delle esperienze che desideravano fare o delle missioni che volevano compiere.

Come custodi galattici delle forme di vita, erano venuti in questo Sistema Solare per introdurvi la razza umana. In esso vi sono 12 pianeti, di cui solo 9 conosciuti fino ad ora. La razza gialla aveva colonizzato il pianeta Marte, la razza rossa il pianeta Saturno, la razza nera Giove e la razza bianca Venere.

La Terra era ancora una cometa a quell'epoca. Fu solo più tardi che assunse la sua orbita intorno al Sole e divenne un bel pianeta con diversi oceani. Aveva due lune che gli assicuravano un clima equilibrato.

Ciascuna delle quattro razze iniziali vi apportò, dalla propria galassia d'origine, un gran numero di animali, di piante e di minerali e vi creò un paradiso nell'àmbito del quale tutti gli Esseri vivevano in armonia tra loro.

Alcuni agglomerati stellari ospitavano delle specie meno evolute che possedevano anch'esse la padronanza dei viaggi spaziali ma si trovavano ancora ad uno stadio aggressivo di conquista.

Quando tali individui appresero l'esistenza di questo nuovo e bel pianeta decisero di recarvisi con lo scopo di sfruttarne le ricchezze.




Stavano eretti e camminavano come gli uomini su due piedi, ma alcuni di loro erano Dinoidi, altri Reptoidi ed entrambi assai violenti. Possedevano una certa forma di intelligenza calcolatrice molto sviluppata e si credevano, di fatto, superiori a tutte le altre etnìe.

All'inizio unirono i loro sforzi per appropriarsi dei minerali e delle pietre preziose, ma rapidamente si combatterono tra loro con armi laser e atomiche. Ricevettero rinforzi dai loro pianeti d'origine e una base fu installata su una delle due lune terrestri.

Questa fu completamente distrutta nel corso dei conflitti, come la superficie della Terra. La maggior parte delle forme di vita inseritevi vi erano già state annientate prima del cataclisma finale, vittime della desertificazione causata dall'avvelenamento radioattivo che rese il pianeta inabitabile per lungo tempo.

I Dinoidi e i Rettiliani lasciarono perciò il globo terrestre che aveva perduto per essi ogni attrattiva, abbandonandovi i feriti. Le quattro razze che vivevano sui rispettivi vecchi pianeti inviarono allora dei volontari per soccorrere gli sventurati e valutare l'ampiezza dei danni.

Desideravano ripristinare la biodiversità distrutta il più velocemente possibile ma dovettero prendere atto, a malincuore, che il loro progetto era irrealizzabile. Essi furono per di più costretti a restarvi, dopo aver constatato che avrebbero rischiato di contaminare radioattivamente i loro habitat d'origine, ritornandovi.

A motivo delle radiazioni, le specie Reptoidi e Dinoidi si trasformarono in dinosauri e rettili enormi il cui strano e terrorizzante aspetto non vi è sconosciuto perché la Terra ne ha conservato le tracce.

Quanto agli uomini, condannati a rimanere in tale ambiente ostile, si mutarono in un genere che conoscete con il nome di Neanderthal.


"Uomo di Neanderthal"
 Museo Paleoantropologico di San Daniele Po (CR).

La Terra, arida e brulla, rimase deserta per secoli e la vegetazione poco abbondante bastava a malapena per nutrire questi sauri enormi. Una grande cometa precipitò poi in uno degli oceani provocando una nube di polvere che, unificandosi con quella radioattiva che circondava il pianeta, avvolse tutto in un'oscurità completa.

I raggi del Sole non riuscirono più ad attraversare questa cappa e si produsse di conseguenza una glaciazione che mise definitivamente termine alle forme di vita ibride generate dalla mutazione genetica.

Le quattro razze ottennero in seguito la possibilità di prendersi cura del mondo terrestre con la loro altissima tecnologia. Esse vi innestarono nuovamente ogni tipo di vita e crearono un ulteriore ecosistema.

Tuttavia, dalla distruzione di una delle due lune, vi regnavano di fatto condizioni climatiche estreme con forti correnti marine e grandi estensioni di maree.

In quel tempo i quattro vecchi pianeti avevano raggiunto nel loro ciclo vitale una fase di transizione in cui non avrebbero più potuto accogliere il genere d'esistenza dei loro abitanti.

Le quattro razze decisero allora di insediarsi sulla Terra. Così nacquero le prime colonie che conoscete con i nomi di Lemuria e Atlantide.

Preoccupate dal fatto che la luna provocasse ogni genere di problemi quali i tornado, le forti eruzioni vulcaniche e i maremoti, domandarono l'assistenza della Gerarchia Spirituale e furono portate a costruire intorno alla Terra due scudi di protezione formati da particelle di ghiaccio.

Queste edificazioni, chiamate "firmamenti", furono ancorate con l'aiuto di speciali strutture cristalline che vennero installate lungo l'equatore.




Siccome la Terra era troppo piccola per ospitare la totalità degli Esseri che abitavano sui quattro pianeti, venne deciso di inserirvi unicamente la generazione giovane accompagnata da alcuni Insegnanti Spirituali e Maestri di Saggezza.

Le rimanenti popolazioni, però, erano condannate a morire e ad estinguersi di pari passo alle condizioni di vita fisica degli stessi mondi. Considerarono tuttavia il loro destino con una certa disinvoltura, perché non conoscevano il timore della morte. (Cfr. QUI , QUI e QUI; ndt).

La Gerarchia Spirituale decise allora che avrebbero potuto continuare la loro esistenza in uno stato dimensionale più elevato, conservando ogni loro cultura e diventando i protettori degli uomini della Terra.

Spronò le individualità umane emigrate sul pianeta a edificarvi "Templi" di un tipo particolare, concependoli come passaggi inter-dimensionali, affinché avessero la possibilità di visitare altri piani superfisici e raggiungere i Maestri Ascesi durante le proprie meditazioni. 

Nondimeno, per la loro salvaguardia, e perché sarebbero stati destinati a svolgere un ruolo importante nel futuro, questi "portali" avrebbero dovuto essere ben nascosti.

Una razza altrettanto umana ma dotata di una struttura genetica diversa e asservita alle 'Forze Oscure' viveva a quell'epoca in un sistema solare in prossimità del nostro. Essa arrivò sulla Terra con la speranza di ottenere informazioni sulle tecnologie progredite, ma queste le vennero rifiutate.

Allora tali 'Forze' dichiararono guerra ai primi colonizzatori del pianeta. Questi, decisero di non difendersi, si divisero in gruppi e si nascosero in differenti luoghi, ma prima distrussero le colonie affinché non cadessero in mani nemiche.

Una di queste comunità si ritirò all'interno del nostro globo dove abita ancora oggi. (Cfr. QUIQUI, QUIQUI e QUI; ndt).




Gli insediamenti di Lemuria, come di Atlantide ed altri, furono così smantellati dai medesimi abitanti al fine di proteggere il loro sapere e la loro tecnologia da ogni velleità di appropriazione.

Le  strutture cristalline,  supporto dei "firmamenti",  furono  anch'esse  danneggiate. Di conseguenza, la Gerarchia Spirituale avvertì tutti coloro che si erano nascosti in superficie dell'imminenza di un grande diluvio.

I "firmamenti" si riversarono a precipizio sulla Terra, liberando per mezzo dello scioglimento  delle  particelle  di  ghiaccio,  immense quantità d'acqua.

Dalla stessa Gerarchia fu ingiunto loro di costruire grandi battelli e di salvare più specie viventi che potessero. Essi fabbricarono quindi centinaia di arche e non una sola come menzionato nelle Scritture. Queste, erano dei vascelli spaziali e non dei semplici barconi in legno.

Le milizie dell'Ombra attesero, come i coloni umani, la fine del diluvio. Poi, tornarono sulla Terra, fecero tra essi numerosi prigionieri e li torturarono con lo scopo di ottenere  informazioni  sui  "portali"  nascosti  e  sulla  tecnologia  avanzata.

Gli "Oscuri" sapevano che i residenti avrebbero potuto ricostruire la Terra con un nuovo aspetto e per  un tempo lunghissimo, poiché sarebbero rimasti in contatto con altre dimensioni.

È per questo che distrussero le connessioni tra i due emisferi del cervello dei loro reclusi. Gli umani persero allora le facoltà di comunicare telepaticamente con gli altri piani spirituali, compreso il ricordo delle vite precedenti.

Dimenticarono le Leggi divine e le loro profonde capacità tecniche, così come i luoghi dove avevano nascosto i "Templi-Stargate" e le conoscenze sui Maestri Ascesi.

Gli strateghi dell'Ombra li manipolarono a tal punto che essi non poterono più rammentarsi nemmeno del proprio passato più vicino.


Moloch di Zach McCain

Le comunità generate  dalle 4 razze originarie  cominciarono  anche a battersi fra loro e ad adorare esseri dell'Oscurità come dei. Fu così che vennero create nuove religioni, al fine di esercitare il controllo e il potere. Ne seguirono infinite guerre per il dominio, basate sul denaro e sulle risorse tecniche.

Questa sequela è proseguita fino ad oggi, ad un livello così sottile che gli umani non se ne sono mai praticamente accorti.

Essi  sentono  tuttavia che la vita sulla Terra  non  corrisponde  alle  aspirazioni  del loro Ego più profondo e conservano una nostalgia confusa dell'originaria "Patria" individuale, senza rendersi conto che è la loro Anima a spingerli al ricordo di questa appartenenza celeste. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndt).

La Gerarchia Spirituale lavora da decenni insieme a tutti gli Esseri che ‒ rinsaviti ‒ parteciparono alla manipolazione degli antichi coloni e che vogliono ormai correggere gli errori del passato.

Il grande cambiamento che viviamo oggi è il risultato e la conclusione della loro opera comune. Il primo passo è consistito per essi nel guidare gli uomini a ritrovare la Conoscenza delle Leggi Spirituali che reggono il nostro Universo.

Diversi governi della Terra sono stati contattati (incluso il Vaticano, ved. QUI; ndt) ma si sono tutti rifiutati di collaborare, privilegiando il mantenimento del potere su qualsiasi altra considerazione e continuando a lavorare in segreto sulle tecnologie connesse agli armamenti e alla manipolazione genetica.

Dalla riscoperta della bomba atomica, il pericolo di distruzione dell'intero mondo è di nuovo onnipresente. (Cfr. QUI, QUI, e QUI; ndt).




Un tale disastro non avrebbe solo delle ripercussioni sul nostro sistema solare ma sulla totalità dell'Universo e potrebbe alterare profondamente la vita di innumerevoli creature.

La Fraternità galattica (che raggruppa una moltitudine di individui molto evoluti, di diversi livelli) ha dunque deciso di bloccare questo abuso (ved. QUI; ndt).

Essa opera dagli anni '30 per elevare le vibrazioni del pianeta, in maniera che un giorno le tecnologie scientifiche conosciute oggi, non siano più in grado di funzionare.

L'elevazione delle vibrazioni avanza molto lentamente. È soltanto dopo il 1993 che i "Templi-Stargate" sono stati riattivati e l'energia positiva proveniente da altre regioni cosmiche ha ricominciato a raggiungere la Terra, ma il successo di questa impresa sembra ormai in dirittura d'arrivo.

Tutt'intorno al globo terrestre sono "parcheggiate" immense astronavi-madre che sono invisibili all'occhio umano e che non possono essere individuate da nessun radar. (Ved. QUI; ndt).

Inviano continuamente la loro energia salvatrice verso il mondo terrestre. Tutti gli animali che vivono su di esso sono stati allertati dalle loro anime-gruppo (ogni Spirito o Deva che presiede a ciascuna specie, ved. QUI, QUI e QUI; ndt) per elevare le loro vibrazioni.

Gli Esseri che riprendono coscienza della propria eredità cosmica e della loro vera Origine concorrono in differenti modi all'elevazione della frequenza. Più individualità vi partecipano e prima si compiranno i cambiamenti. (Ved. QUI e QUI; ndt).

La Trasformazione è un processo molto lento che si svolge a piccole tappe affinché la struttura cellulare umana non sia danneggiata.

Un nuovo sistema di "chakras" (termine sanscrito che vuol dire ruote o vortici; ndt) è stato posizionato, grazie al quale i due emisferi cerebrali possono essere sincronizzati con l'obbiettivo di risvegliare le facoltà come la telepatia, l'intuizione, i ricordi delle vite passate e facilitare i contatti personali con i Maestri.





I chakras sono delle piccole porte inter-dimensionali per mezzo delle quali si può entrare in contatto con l'energia vibratoria corrispondente.

Le persone nate dopo il 1993 sono dotate di questo nuovo sistema di chakras e di una grande consapevolezza, anche se la maggior parte di esse continua ad ostentare esteriormente un'attitudine negativa di rigetto e di rivolta.

In questo tempo di "transizione" possono apparire differenti sintomi fisici: brevi sensazioni di punture dolorose come se venisse conficcato un ago in quella certa parte del corpo, acufène e suoni acuti nelle orecchie, improvvisa apparizione di disturbi visivi che scompaiono nello stesso modo e alterazioni del ritmo cardiaco.

Talvolta potete sentirvi affaticati, benché abbiate dormito a sufficienza; altre volte, potete recuperare facilmente il dispendio dovuto a grandi sforzi con alcune ore di sonno, sentendovi pervasi di energia.

Oppure, in certi casi, il vostro appetito può vacillare tanto da non essere capaci di inghiottire alcun alimento, e in tal altri, può capitare che non arriviate a saziarvi nonostante diversi pasti ravvicinati.

Comunque è importante bere molta acqua in questo periodo per sostenere il corpo durante il cambiamento al fine di eliminare le tossine.

È fondamentale inoltre trasmettere queste informazioni a tutti coloro che iniziano a svegliarsi, perché più persone concorrono a partecipare coscientemente e attivamente alla Trasformazione più velocemente e meglio potrà realizzarsi.

Amual Abactu Baraka Bashad!" (Che l'Amore e le Benedizioni del Creatore siano su di voi!).

Omnec Onec

Presentazione e trascrizione: Olivier de Rouvroy


martedì 27 agosto 2024

Il leggendario Amm. Richard Byrd e la Terra Cava




Il leggendario Amm. Richard Byrd e la Terra Cava

Nato nel 1888 a Winchester (Virginia), Richard Evelyn Byrd entrò all'età di 20 anni presso l'Accademia Navale degli Stati Uniti d'America, in cui diventò istruttore di piloti ed esperto in cadute di aerei.

Iniziò la carriera di esploratore polare nel 1925 partecipando alla spedizione artica di Mac Millan che si oppose alla sua proposta di volare sopra il polo.

Non soddisfatto di tale esperienza, egli organizzò per conto proprio un'impresa analoga nell'Aprile del 1926. Raggiunse in aereo la destinazione prefissa il 9 Maggio, accompagnato dall'esperto pilota Floyd Bennet.

Fu un evento d'enorme importanza per il suo futuro, perché divenne il leader delle esplorazioni polari e dell'aviazione, oltre che eroe nazionale. (Fu anche pluri-decorato, cfr. QUI; ndr).

Tuttavia quel volo provocò una serie di controversie protrattesi per lungo tempo. Gli scettici sostennero immediatamente che Byrd non avesse mai raggiunto il Polo Nord, poiché erano certi che fosse ritornato alla base molto prima del previsto. [...]

La prova definitiva dell'azione avventurosa emerse soltanto un po' di anni fa, al ritrovamento del suo diario personale, datato 1925 e pubblicato nel 1998 dal quale mancavano le pagine più importanti.

Ma prima di esporre il contenuto del documento in questione, è utile riprendere il discorso sulla vita di questo importantissimo personaggio, considerato da tutti come punto di riferimento essenziale per la Terra cava (Cfr. anche QUI, QUI, QUI, QUI e QUI; ndr).

Nel 1928, Byrd organizzò la sua prima spedizione antartica; pose la sua base sulla Grande Barriera presso la Baia delle Balene, che chiamò Little America. Dopo aver aspettato circa un anno, si avventurò con il suo aereo alla ricerca del Polo Sud geometrico, cosa che avvenne il 28 Novembre 1929.

Dopo alcuni anni, esattamente il 24 Novembre 1933, partì per la seconda volta in direzione dell'Antartide, con una squadra attrezzatissima della quale facevano parte tecnici e scienziati, rimanendovi sino al 1935.

A parte i voli di ricognizione e tutti i rilievi scientifici di notevole entità, in tale occasione Byrd decise di isolarsi come un asceta per oltre 200 giorni in una capanna posta a 80° di latitudine sud dove, mentre ebbe modo di acquisire dati meteorologici, riuscì soprattutto ad affinare le proprie doti adattandosi al minimo indispensabile per trovarsi a tu per tu con sé stesso e capire meglio il concetto di vita e di morte.




Egli infatti dichiarò:

«Per 10 anni ho vissuto una vita movimentata in cui le spedizioni si succedevano l'una all'altra. Laggiù potrò finalmente ridurre la mia vita esterna alla più semplice espressione e seguire fino all'ultimo il mio pensiero.»

Il rifugio improvvisato di Byrd era del tutto sepolto sotto una massa compatta di neve da cui uscivano soltanto le parti esterne delle attrezzature. Non ebbe assolutamente vita facile, anzi rischiò di morire per intossicazione causata dai gas tossici fuoriusciti dall'unica stufa presente.

Fu un'impresa veramente eroica, oltre che feconda di vari risultati per la scienza. Scrisse l'intera avventura nel libro "Solo", descrivendo la vita quotidiana ma anche molti fenomeni della natura, in particolare le aurore australi così fragili e stupende, e le sue percezioni sublimi scaturite dalle scoperte del proprio Spirito. 

Profonde furono le sue riflessioni quando calò la lunga notte antartica:

«Il giorno moriva e nasceva la notte in un'immensa pace. Lì si svolgevano i processi e le forze imponderabili del Cosmo, in armonioso silenzio. Sì, armonioso! Pareva che dal silenzio venisse un dolcissimo ritmo, il suono di un accordo perfetto, forse la musica delle sfere.

Bastava cogliere quel ritmo, per diventarne parte, sia pure per un attimo. In quel momento non potevo aver dubbi sull'identità dell'uomo con l'Universo.

Sentivo con certezza che quel ritmo era troppo ordinato, troppo armonioso, troppo perfetto per essere un prodotto cieco del caso: doveva quindi esserci un disegno nel tutto... e l'uomo era parte di questo Tutto, e non soltanto un risultato accidentale.

Era un sentimento trascendente la ragione che, toccando il fondo del cuore umano, negava la possibilità di disperare. L'Universo era un "Cosmos" (dal greco kósmos = ordine; ndr), non certo un caos; e l'uomo era parte legittima di questo Cosmos, esattamente come il giorno e la notte.»

Come gli anacoreti, il grande esploratore aveva trovato nella solitudine i veri valori spirituali della vita e quest'avvenimento sarà il preludio di futuri ed importanti sviluppi nella sua indagine antartica.

Otterrà in sostanza ciò che pochissimi uomini al mondo hanno ottenuto, ossia accedere a quella regione che comunemente definiamo "interna al pianeta".




Dopo questa insolita avventura e dopo aver messo piede di nuovo nella sua patria, immediatamente Byrd si diede da fare per racimolare fondi e adesioni per una nuova impresa. Riuscirà ancora una volta nella sua aspirazione, tanto che lo stesso governo degli Stati Uniti gli fornirà il necessario per programmare le successive sue tre spedizioni nell'Antartico.

La prima riuscì a realizzarla a partire dal Novembre 1939 nella quale poté eseguire rilievi fotogrammetrici di ampie zone fino ad allora ignote. Ma parliamo della quarta, perché la più importante in assoluto, sia per i risultati che per l'organizzazione imponente.

Appena terminata la seconda guerra mondiale, Byrd ricominciò il proprio lavoro di persuasione per organizzare un altro viaggio. Questa volta il Governo americano fornì la bellezza di 4.700 uomini, 13 navi, la portaerei Philippine Sea e 23 aerei.

Nel Dicembre del 1946 si diedero avvio alle operazioni High Jump e Windmill che avevano scopi ben precisi, in particolare quello di trovare giacimenti di uranio.

In tutte queste ricerche, l'avvenimento più clamoroso dell'operazione High Jump fu sicuramente la scoperta dell'Oasi di Bunger.

Vista la sua importanza, riferiamo il rapporto del grande cronista americano Walter Sullivan che era al seguito della spedizione. Sempre nel suo libro «Alla ricerca di un continente» ha descritto così l'avvenimento:

"Era una bellissima giornata (11 Febbraio 1947) con solo alcune nuvole sparse. Un idrovolante PBM pilotato dal comandante David Eli Bunger ricevette l'istruzione di sorvolare il limite orientale del Tavolato di Shakleton e spingersi poi all'interno.

Mentre si avvicinava alla costa, a circa 110 miglia dal mare aperto, Bunger vide uno spettacolo stupefacente: una grande zona scura in mezzo al candido paesaggio che stava sorvolando. Quando fu più vicino, vide che si trattava di un'area di almeno 100 miglia quadrate di terreno nudo e ondulato, cosparso di laghi di ogni forma, dimensione e colore.




C'erano scure collinette coniche alte fino a 150 metri e ai compagni di Bunger parve di vedere qua e là dei piccoli crateri. I laghi erano verde pisello, azzurro scuro, bruno e verde scuro. Alcuni sembravano trovarsi a un'altezza di 60 metri sopra il livello del mare e diversi erano circondati da spiaggette.

Tre dei laghi, notò Bunger, si stendevano per tre miglia e avrebbero potuto servire agli idrovolanti per ammarare. Bond fece l'ipotesi che siccome non si vedeva traccia di fumo, l'assenza di neve o ghiaccio fosse certo da attribuirsi a sorgenti calde. In quel caso, la diversa colorazione dei laghi poteva essere data da vapori solfurei.

Nessuna scoperta della High Jump suscitò tanta emozione. Un notiziario della Marina parlò di una nuova Shangri-Là, in cui erano state osservate tracce evidenti di vegetazione. Dopo poche ore, in tutte le città del mondo si leggevano le notizie di quell'«oasi»...

Alcuni giorni più tardi, lo stesso Bunger si posò su uno di questi laghetti notando come l'acqua non fosse eccessivamente fredda che, analizzata, si rivelò acqua di mare.»

Byrd e il suo vice Siple erano piuttosto scettici sull'ipotesi che l'assenza di ghiaccio e di neve in quella regione dipendesse dal calore vulcanico. L'ammiraglio volle subito sincerarsi di questo fatto anomalo e quando le condizioni atmosferiche lo permisero, decise di partire per l'interno del continente Antartico.

Com'è già stato detto, descrisse tutto il suo itinerario nel famoso diario nel quale figura la data del 19 Febbraio 1947 e la descrizione del volo di oltre 1.700 miglia fino alla terra oltre il Polo Sud, ma a questo punto vorrei fare un'importante precisazione.

Attualmente questo documento viene esposto come diario dell'Ammiraglio Byrd in visita al Polo Nord con data 27 Febbraio 1947.




È una grave inesattezza, giacché in quella data egli si trovava al Polo Sud. Non è da escludere quindi che lo stesso, nell'effettuare il suo primo volo verso tale destinazione nel 1929, abbia avuto quell'esperienza che ripeterà per due volte in Antartico.

Da pochi anni però, è uscito il diario completo della spedizione al Polo Sud, del 19 Febbraio 1947 e,  all'istante,  si è sparsa la voce che fosse falso.  Ritengo,  invece,  che il  diario  abbia  un  ottimo  fondo  di  verità,  soprattutto perché  emergono argomenti di rilevanza storica e perché Byrd accusa senza mezzi termini il comportamento del Governo degli Stati Uniti.

Reputo inoltre che qualche organizzazione abbia approfittato dell'incredibile evento per portare acqua al proprio mulino.

Byrd ha divulgato la sua esperienza in una maniera diciamo, astuta, lasciando ai posteri l'onere di autenticare le sue affermazioni.

Nello studio di tale fascicolo è naturale che vengano alla mente molte domande. Perché è scomparso il diario dell'ammiraglio del 1925? Perché è stato "ritrovato" di recente? Forse la speciale legge nazionale americana sulla libertà d'informazione, meglio conosciuta come "Freedom of Information Act", ha permesso una cosa simile?

Che cosa conteneva realmente, da essere scomparso per così lungo tempo? Si è utilizzato forse la stesso sistema di divulgazione adottato sui dossier segreti per gli eventi riguardanti gli UFO?

Tale sistema, applicato soprattutto nell'ultimo decennio del secolo XX, consiste nel ripescare documenti classificati da oltre cinquant'anni, per poi creare una grande disinformazione, speculando sulla credibilità dei personaggi descritti o inserendo dati falsi e molte altre furberie.

È giusto, quindi, proporre il testo mancante dal diario ufficiale che circola per il mondo, soprattutto tramite Internet.




«Admiral R. E. Byrd, USN

Devo scrivere questo diario di nascosto e in assoluta segretezza. Riguarda il mio volo del 19 Febbraio dell'anno 1947. Verrà un tempo in cui la razionalità degli uomini dovrà dissolversi nel nulla, e si dovrà allora accettare l'ineluttabilità del Vero.

Io non ho la libertà di diffondere la documentazione che segue, forse non vedrà mai la luce, ma devo comunque fare il mio dovere e riportarla qui con la speranza che un giorno tutti possano leggerla, in un mondo in cui l'egoismo e l'avidità di certi uomini non potranno più sopprimere la Verità.

19 Febbraio 1947

Ore 6,00 ‒ Tutta la preparazione per il nostro viaggio è completata e siamo in volo con il pieno di carburante alle ore 6,10.

Ore 6,20 ‒ Aggiustato l'afflusso di carburante al motore destro e il Pratt Whitneys vola tranquillamente.

Ore 7,00 ‒ Controllo della posizione con il sestante, nuovo controllo della prua con la bussola, eseguito un lieve cambio di direzione ed eccoci sulla rotta stabilita.

Ore 7,30 ‒ Controllo radio con il campo base. È tutto a posto e la ricezione è normale.

Ore 7,40 ‒ Si nota una lieve perdita d'olio dal motore destro, tuttavia l'indicatore della pressione sembra in ordine.

Ore 8,00 ‒ Notata una leggera turbolenza da est ad un'altitudine di 2321 piedi (quasi 715 metri), correzione a 1700 piedi (518 metri circa), la turbolenza cessa ma aumenta il vento in coda, piccolo aggiustamento della manetta, l'aereo procede ora normalmente.

Ore 8,15 ‒ Controllo radio con il campo base, situazione normale.

Ore 8,30 ‒ Incontrata nuovamente una turbolenza, saliti a 2900 piedi di quota (pressoché 884 metri), di nuovo ottime condizioni di volo.

Ore 9,00 ‒ Ampie distese di ghiaccio e neve sotto di noi. Notate delle colorazioni giallognole con disegni lineari. Alterata la crociera per un migliore esame di queste configurazioni  cromatiche.  Notate  anche  colorazioni  violacee  e  rossastre.

Controllata quest'area con due giri completi, e ritornati sulla rotta stabilita. Effettuata una nuova verifica di posizione con il campo base e riportate le informazioni  concernenti  le  chiazze  colorate  nel ghiaccio e nella  neve sottostanti.




Ore 9,10 ‒ Sia la bussola magnetica che la girobussola cominciano a ruotare e ad oscillare. Non ci è possibile mantenere la nostra rotta con la strumentazione. Rileviamo la direzione con la bussola solare e tutto sembra ancora a posto. I controlli sembrano lenti nel rispondere e nel funzionare, ma non c'è indicazione di congelamento.

Ore 9,20 ‒ In lontananza sembrano esserci delle montagne.

Ore 9,49 ‒ 29 minuti di volo trascorsi dal primo avvistamento dei monti. Non si tratta di un'allucinazione. È una piccola catena di montagne che non avevo mai visto prima.

Ore 9,55 ‒ Cambio di altitudine a 2950 piedi (900 metri circa). Incontrata di nuovo una forte turbolenza.

Ore 10,00 ‒ Stiamo sorvolando la piccola catena di montagne e procediamo verso nord per quanto possiamo appurare. Oltre le montagne vi è ciò che sembra essere una vallata con un piccolo fiume o ruscello che scorre verso la parte centrale.

Non dovrebbe esserci nessuna valle verde qui sotto! C'è qualcosa di decisamente strano e anormale qui! Dovremmo sorvolare solo ghiaccio e neve! Sulla sinistra ci sono grandi foreste sui fianchi dei monti. I nostri strumenti di navigazione girano ancora come impazziti, il giroscopio oscilla avanti e indietro.

Ore 10,05 ‒ Altero l'altitudine a 1400 piedi (circa 427 metri) ed eseguo una stretta virata completa a sinistra per esaminare meglio la valle sottostante. È verde con muschio ed erba molto fitta. La luce qui sembra diversa. Non riesco più a vedere il sole.

Facciamo un altro giro a sinistra e avvistiamo ciò che sembra essere un qualche tipo di grosso animale. Assomiglia ad un elefante! No!!! Sembra essere un mammut! È incredibile! Eppure è così!

Scendiamo a quota 1000 piedi (305 metri) ed uso un binocolo per esaminare meglio l'animale. È confermato, si tratta assolutamente di un animale simile al mammut. Riporto questa notizia al campo base.




Ore 10,30 ‒ Incontriamo altre colline verdi. L'indicatore della temperatura esterna riporta 24° centigradi. Ora proseguiamo sulla nostra rotta. Gli strumenti di navigazione sembrano normali adesso. Sono perplesso circa le loro reazioni. Tento di mettere in contatto il campo base. La radio non funziona.

Ore 11,30 ‒ Il paesaggio sottostante è più livellato e regolare (se è il caso di usare questa parola). Avanti a noi avvistiamo ciò che sembra essere una città!!! È impossibile! L'aereo sembra leggero e stranamente galleggiante. I controlli si rifiutano di rispondere!  Mio Dio!

Alla nostra destra e alla nostra sinistra ci sono apparecchi di uno strano tipo. Si avvicinano rapidamente ai lati! Sono a forma di disco e qualcosa irradia da essi. Ora sono abbastanza vicini per vedere i loro stemmi.

È uno strano simbolo. Non lo rivelerò. È fantastico. Dove siamo! Cosa è successo. Ancora una volta tiro decisamente i comandi. Non rispondono! Siamo tenuti saldamente da una sorta di invisibile morsa d'acciaio.

Ore 11,35 ‒ La nostra radio gracchia e giunge una voce che parla in inglese. Il messaggio è: "Benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio. Vi faremo atterrare esattamente tra sette minuti. Rilassatevi, Ammiraglio, siete in buone mani".

Mi rendo conto che i motori del nostro aereo sono spenti. L'apparecchio è sotto uno strano controllo ed ora vira da sé. I comandi sono inutilizzabili.

Ore 11,40 ‒ Riceviamo un altro messaggio radio. Stiamo per cominciare la procedura d'atterraggio ed in breve l'aereo vibra leggermente cominciando a scendere come da un enorme, invisibile ascensore.

Ore 11,45 ‒ Sto facendo un'ultima velocissima annotazione sul diario di bordo. Alcuni uomini si stanno avvicinando a piedi all'aereo. Sono alti ed hanno capelli biondi.

In lontananza c'è una grande città scintillante che vibra di sfumature dai colori arcobaleno. Non so cosa succederà ora, ma non vedo traccia d'armi sugli Esseri che si avvicinano. Sento ora una voce che mi ordina, chiamandomi per nome, di aprire il portellone. Eseguo.

Fine del diario di bordo.




Da questo punto in poi scrivo gli eventi che seguono richiamandoli alla memoria. Ciò rasenta l'immaginazione e sembrerebbe una pazzia se non fosse accaduto davvero. Il tecnico ed io fummo prelevati dall'aereo ed accolti in modo cordiale.

Fummo poi imbarcati su un piccolo mezzo di trasporto simile ad una piattaforma ma senza ruote! Ci condusse verso la città scintillante con grande celerità che, mentre ci avvicinavamo, sembrava fatta di cristallo.

Giungemmo in poco tempo ad un grande edificio, di un genere che non avevo mai visto prima. Sembrava essere uscito dai disegni di Frank Lloyd Wright o forse più precisamente da una scena di Buck Rogers!

Ci fu offerta un tipo di bevanda calda che sapeva di qualcosa che non avevo mai assaporato prima. Era squisita. Dopo circa 10 minuti, due dei nostri mirabili ospitanti vennero nel nostro alloggio invitandomi a seguirli. Non avevo altra scelta che obbedire.

Lasciai il mio tecnico radio e camminammo per breve tempo fino ad entrare in quello che sembrava essere un ascensore. Scendemmo per alcuni istanti, poi esso si fermò e ne vidi scivolare il portello verso l'alto, silenziosamente!

Procedemmo per un lungo corridoio illuminato da una luce rosata che sembrava effondersi dalle pareti stesse! Uno degli Esseri fece segno di fermarci davanti ad una grande porta che aveva una scritta sopra, da me non leggibile.

L'accesso scorse senza rumore e fui invitato ad entrare. Uno degli ospiti disse: "Non abbiate paura, Ammiraglio, state per avere un colloquio con il Maestro...".

Entrai... e i miei occhi si adeguarono lentamente alla meravigliosa colorazione che sembrava riempire completamente la stanza. Allora cominciai a vedere quello che mi circondava. Ciò che mi si mostrò alla vista era lo scenario più stupendo di tutta la mia vita.

In effetti, era troppo magnifico per poter essere descritto. Era delizioso. Non credo che esistano termini umani in grado di raffigurarlo in ogni dettaglio con giustizia. I miei pensieri furono interrotti dolcemente da una voce calda e melodiosa. "Le do il benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio".


Andrey Shishkin 

Vidi un uomo dai lineamenti delicati e con i segni dell'età sul viso. Era seduto ad un grande tavolo. Mi invitò ad accomodarmi su una delle sedie. Dopo che lo ebbi fatto, unì le punte delle sue dita e sorrise.

Parlò  di  nuovo  dolcemente e mi disse quanto segue:  "L'abbiamo  lasciata  entrare qui perché lei è di nobile carattere e molto ben conosciuto nel mondo di superficie, Ammiraglio".  Mondo di Superficie... quasi rimasi senza fiato!

"Sì, ribatté il Maestro con un sorriso, lei si trova nel 'Mondo Sotterraneo' della Terra. È meglio viaggiare nello spazio stando sopra all'astronave o all'interno di essa? I corpi tra le stelle viaggiano a velocità impensabili per l'umanità.

La  vostra condizione è più difficile della nostra.  Quando ci rendemmo conto che non avremmo potuto più vivere alla superficie di un piano virtuale, creammo le condizioni per proteggerci all'interno, in pace, protetti da ogni cosa ed evento che non potevamo più controllare.

Non  ritarderemo  a lungo  la sua missione; sarete scortati indietro sulla superficie e un poco oltre senza pericolo. Ma ora, Ammiraglio, le dirò il motivo della sua convocazione qui.

Il  nostro  interessamento  cominciò  esattamente  subito  dopo  l'esplosione  delle prime bombe atomiche, da parte della vostra civiltà, su Hiroshima e Nagasaki, in Giappone.

Fu in quel momento inquietante che spedimmo sul vostro mondo di superficie i nostri mezzi volanti, per investigare ciò che la vostra civiltà aveva fatto. Questa è ovviamente storia passata, Ammiraglio, ma mi permetta di proseguire.

Vede, noi non abbiamo mai interferito prima d’ora nelle guerre e nella barbarie della vostra civiltà, ma ora dobbiamo farlo poiché voi avete imparato a manipolare un tipo di energia, quella atomica, che non è affatto per l'uomo.

I nostri emissari hanno già consegnato dei messaggi alle potenze del vostro mondo e tuttavia esse non se ne curano. Ora voi siete stato scelto per essere testimone qui che il nostro mondo esiste. Vede, la nostra cultura e la nostra scienza sono avanti di diverse migliaia di anni rispetto alle vostre, Ammiraglio".




Lo interruppi: "Ma tutto ciò che cosa ha a che fare con me, Signore". Gli occhi del Maestro sembrarono penetrare in modo profondo nella mia mente, e dopo avermi studiato per un po', rispose:

"La vostra civiltà ha raggiunto il punto del non-ritorno, perché ci sono tra voi alcuni che distruggerebbero il vostro intero mondo piuttosto che rinunciare al potere così come lo conoscono...".

Annuii e il Maestro continuò: "Dal 1945 in poi abbiamo tentato di entrare in contatto con la vostra civiltà, ma i nostri sforzi sono stati accolti con ostilità, fu fatto fuoco contro i nostri mezzi volanti. Sì, furono persino inseguiti con cattiveria ed animosità dai vostri aerei da combattimento.

Così ora, figlio mio, le dico che c'è una grande tempesta all'orizzonte per il vostro mondo, una furia nera che non si esaurirà per diversi anni. Non ci sarà difesa dalle vostre armi, non ci sarà sicurezza dalla vostra scienza.

Imperverserà fino a quando ogni fiore della vostra cultura sarà stato calpestato e tutte le cose umane saranno state disperse nel caos.

La recente guerra è stata soltanto un preludio a quanto deve avvenire alla vostra civiltà. Noi qui possiamo vederlo più chiaramente ad ogni ora... Crede che mi sbagli?" "No, risposi, è già successo una volta nel passato, giunsero gli anni oscuri e durarono per cinquecento anni".

"Sì, figlio mio, replicò il Maestro, gli anni oscuri che giungeranno ora per la vostra civiltà copriranno la Terra come una coltre, ma credo che qualcuno tra voi sopravviverà alla tempesta, oltre questo non so!

Noi  vediamo in  un  futuro lontano  riemergere,  dalle  rovine  della  vostra  civiltà, un mondo nuovo, in cerca dei suoi leggendari tesori perduti ed essi saranno qui, figlio mio, al sicuro in nostro possesso. Quando giungerà il momento ci faremo nuovamente avanti per aiutare la vostra cultura e la razza umana a rivivere.

Forse per allora avrete appreso la futilità della guerra e della sua lotta... e dopo quel momento, una parte delle vostre radici culturali e la scienza vi saranno restituite così che la vostra civiltà possa ricominciare. Lei, figlio mio, deve tornare nel 'Mondo di Superficie' con questo messaggio..."




Con queste parole conclusive il nostro incontro sembrava giunto alla fine. Per un attimo mi sembrò di vivere un sogno... eppure sapevo che quella era la realtà e per qualche strana ragione mi inchinai lievemente, non so se per rispetto o umiltà.

Improvvisamente mi resi conto che le due fantastiche guide che mi avevano scortato qui erano di nuovo al mio fianco. "Da questa parte, Ammiraglio", mi indicò uno di loro. Mi voltai ancora prima di uscire e guardai verso quella nobile figura.

Un dolce sorriso era impresso sul suo anziano viso delicato. "Addio, figlio mio", mi disse e fece un gesto soave con la sua esile mano, un gesto di pace e il nostro incontro ebbe definitivamente termine.

Uscimmo velocemente dalla dimora del Saggio attraverso il grande ingresso ed entrammo un'altra volta nell'ascensore. La porta si abbassò silenziosamente e ci muovemmo subito verso l'alto.

Uno dei miei conduttori parlò di nuovo: "Ora dobbiamo affrettarci, Ammiraglio, giacché il Maestro non desidera ritardare oltre il vostro programma stabilito e dovete ritornare dalla vostra gente con il suo messaggio".

Non dissi nulla, tutto ciò era quasi inconcepibile... ma i miei pensieri si interruppero non appena ci fermammo. Entrai nella stanza dove ritrovai il mio tecnico radio. Aveva un'espressione ansiosa sul suo volto. Avvicinandomi dissi: "È tutto a posto Howie, è tutto a posto".

I due accompagnatori ci fecero segno verso il mezzo parcheggiato in attesa,  salimmo e presto giungemmo al nostro aereo. I motori erano al minimo e ci imbarcammo immediatamente. L'atmosfera era ora carica di una certa aria di urgenza.

Dopo che il portellone fu chiuso, l'aereo fu immediatamente trasportato in alto da quella forza invisibile fino a quando raggiungemmo i 2700 piedi (823 metri). Due dei mezzi aerei erano ai nostri fianchi ad una certa distanza facendoci planare lungo la via del ritorno.




Devo sottolineare che l'indicatore di velocità non riportava nulla, nonostante ci stessimo muovendo molto rapidamente.

Ore 2,15 ‒ Riceviamo un messaggio radio. "Ora vi lasciamo, Ammiraglio, i vostri controlli sono liberi. Arrivederci!" Guardiamo per un istante i loro mezzi volanti fino a quando non scompaiono nel cielo blu pallido.

L'aereo sembra improvvisamente catturato da una corrente discensionale. Ne riprendiamo all'istante il controllo. Non parliamo per un po', ognuno di noi è immerso nei propri pensieri.

Ore 2,20 ‒ Sorvoliamo nuovamente distese di ghiaccio e neve, a circa 27 minuti dal campo base. Inviamo un messaggio radio, ci rispondono. Riportiamo condizioni normali... Dal campo base esprimono sollievo per aver nuovamente stabilito il contatto.

Ore 3,00 ‒ Atterriamo dolcemente al campo base. Ho una missione da compiere...

Fine delle Annotazioni




11 Marzo 1947

Ho appena avuto un incontro di Stato Maggiore al Pentagono. Ho riportato interamente la mia scoperta e il messaggio del Maestro. È stato tutto doverosamente registrato. Il Presidente ne è stato messo al corrente.

Vengo trattenuto per diverso tempo (6 ore e 39 minuti per l'esattezza). Sono accuratamente interrogato dal Top Security Forces e da una équipe medica. È stato un travaglio!!! Sono posto sotto stretto controllo attraverso i mezzi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d'America.

Mi viene ordinato di tacere su quanto appreso, per il bene dell'umanità!!! Incredibile! Mi viene rammentato che sono un militare e che quindi devo obbedire agli ordini.


L'ammiraglio Richard E. Byrd viene decorato dal presidente americano Delano Roosevelt.

30 Dicembre 1956

Questi ultimi anni trascorsi dal 1947 ad oggi non sono stati buoni... Ecco dunque la mia ultima annotazione in questo diario singolare.

In conclusione, devo affermare che ho doverosamente mantenuto celato questo argomento, come ordinatomi, per tutti questi anni. Ho fatto questo, contro ogni mio principio di integrità morale.

Ora sento avvicinarsi la grande notte e questo segreto non morirà con me perché, come ogni cosa vera, trionferà. Questa è la sola speranza per il genere umano. Ho visto la verità ed essa ha rinvigorito il mio spirito rendendomi libero!

Ho fatto il mio dovere nei confronti del mostruoso complesso militare-industriale. Ora, la suddetta lunga notte comincia ad approssimarsi, ma ci sarà un epilogo.

Come finisce la lunga notte dell'Antartico, così il sole brillante della Verità sorgerà di nuovo, e coloro che appartengono alle Tenebre periranno alla sua luce... Perché io ho visto "Quella Terra oltre il Polo, quel Centro del Grande Ignoto".»




Termina così il diario "segreto" dell'Ammiraglio Byrd e bisogna anche rimarcare che egli parlava, quando era possibile, di Terra dal perenne mistero o meglio del "Grande Ignoto". Non avrebbe avuto senso proporre una simile espressione se non fosse stato realmente in quel luogo.

Credo sia giusto continuare con i fatti riguardanti la vita dell'Ammiraglio, precisando per l'ennesima volta che egli compì un volo di sette ore per arrivare al di là del Polo e non nell'altra faccia della Terra come qualcuno ha provato ad obbiettare.

Byrd descrive una zona non ghiacciata, ricca di montagne, laghi, fiumi, vegetazioni ed animali, ma quello che più conta è l'incontro con una civiltà molto più evoluta della nostra sia tecnologicamente che spiritualmente.

Vorrei ricordare infine che l'operazione High Jump, operante in tre gruppi nella zona centrale, orientale ed occidentale dell'Antartide, esplorò una distesa immensa di superficie, scoprendo baie, tratti di costa, promontori, penisole, altipiani e così via. Non si poteva sbagliare in queste cose.

Byrd sarà anche l'artefice della quinta spedizione americana nel continente antartico, chiamata "Operazione Gelo Intenso". Non la portò a termine poiché finalizzata alle ricerche scientifiche dell'Anno Geofisico Internazionale del 1957-58.

Riuscì anche a compiere un altro raid aereo e a penetrare ancora una volta nel 'Mondo Sotterraneo' il 13 Gennaio 1956. La notizia venne fortunatamente confermata dalla stampa americana il 5 Febbraio.

Ecco il laconico messaggio radio:

«Il 13 Gennaio, alcuni membri della spedizione statunitense hanno effettuato un volo di 2700 miglia, a partire dalla base di McMurdo Sound, 400 miglia ad ovest del Polo Sud e sono penetrati per 2300 miglia in una terra che si estendeva al di là del Polo.»

L'Ammiraglio Byrd morirà pochissimo tempo dopo a Boston, all'età di 69 anni, riconfermando, nei suoi ultimi giorni di vita, che la spedizione americana aveva incontrato un vasto territorio nuovo, un continente incantevole "terra di perenne mistero".

Non ci sono parole per descrivere l'enorme opera di questo grande uomo che ha interessato lo scibile della conoscenza umana. 

Aveva capito totalmente il senso della vita e le conseguenze dell'attività scientifica militare portata avanti in quel periodo dalle due superpotenze USA e URSS, impegnate alacremente ad ingigantire la cosiddetta "guerra fredda" che ha condotto moltissime volte l'umanità ad un passo dalla guerra "calda",  basata sull'utilizzo reale di armi nucleari.

Ecco in un brevissimo filmato, dall'archivio "Luce" di Cinecittà, il valoroso "Pioniere" di ritorno dall'Antartico.



  
Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it