lunedì 23 maggio 2016

Ratzinger: C'è di più sul Terzo Segreto di Fatima




Sebirblu, 23 maggio 2016

I due recenti articoli da me tradotti e curati rappresentano delle "crepe" interessanti sul muro di silenzio formatosi nel corso di quasi cento anni (dal lontano 1917), intorno al Terzo Segreto di Fatima.

Ciò che vi è scritto avvalora ulteriormente tutte le inquietudini e le perplessità che scaturiscono ormai da ogni dove, ma soprattutto da vaticanisti come Tosatti e Magister,  giornalisti  e  scrittori  come  Socci,  Camilleri, Blondet, Gnocchi, Messori... (e potrei proseguire, ma mi fermo qui), su questo pontificato disastroso che sta sradicando la Chiesa dalle sue millenarie radici.

Non parliamo poi dell'infinità di mistici e veggenti, antichi e attuali, che all'unanimità convergono tutti in un solo punto: siamo in piena Apocalisse e Bergoglio ne è il Falso Profeta. Sì, perché dai "segni evidenti e chiari", purtroppo, non emerge che questo!

La Chiesa di Cristo, fondata e istituita da Lui, sta subendo il più feroce attacco della storia e quel che maggiormente addolora è vedere una così grande moltitudine di gente, in buona fede, cadere nella rete mortale che il Maligno, camuffato da novello pescatore di anime, imitando il vero Pietro, ha messo in atto astutamente.




Mi rivolgo con forza a tutti coloro che "hanno orecchi ed occhi spirituali" per comprendere, dedurre e finalmente decidere da che parte schierarsi. Non è più tempo di compromessi! Tra un po', volente o nolente, ci sarà una sonora SVEGLIA generale (cfr. QUI) e allora, pur nell'angoscia, molti saranno obbligati a farlo: o con Dio, o contro di Lui.

Il mio pensiero vola alto... non si lascia imbrigliare da nessuna pastoia chiesastica o rituale di alcun genere... "Io Sono" assolutamente un essere libero, risvegliatosi alla vera Vita tanti anni fa e che non può venir più condizionato da nulla e da nessuno se non da quella Fonte Purissima dalla Quale tutti noi proveniamo e davanti a cui mi prostro con gratitudine infinita.

Soltanto fuori dalla foschia e dal tumulto del mondo è possibile scorgere nitidamente lo scenario tragico che abbiamo davanti, e coloro che lo vedono sono chiamati ad unirsi strettamente, in nome di quell'Amore Incommensurabile che ci è stato insegnato dal Cristo stesso, per cercare di diffonderlo a cuore aperto affinché i nostri simili trovino la VIA, la VERITÀ e la VITA.




Ora, tornando a noi, eccovi i due articoli suddetti:

Ratzinger disse: 
"Non abbiamo svelato l'intero Terzo Segreto di Fatima"

Lo ha rivelato il 15 maggio 2016 la dr.ssa Maike Hickson, studiosa di cattolicesimo, che ha detto:

«Oggi festa di Pentecoste, ho chiamato padre Ingo Dollinger, un sacerdote tedesco e già professore di teologia in Brasile, dove ora vive, anziano e fisicamente debole. È stato un amico personale del papa emerito Benedetto XVI per molti anni. Padre Dollinger, inaspettatamente, mi ha confermato al telefono i seguenti fatti:

Non molto tempo dopo l'annuncio del Terzo Segreto di Fatima nel giugno 2000, da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinal Ratzinger parlando con padre Dollinger durante una conversazione avvenuta di persona, disse che esisteva ancora una parte del Terzo Segreto che non era stata svelata!

"C'è di più di quanto abbiamo pubblicato" disse Ratzinger. Aggiunse pure che la parte già rivelata era autentica e che l'altra, inedita, parlava di "un Concilio negativo e di una cattiva Messa" che sarebbero dovuti arrivare in un prossimo futuro.

Padre Dollinger mi ha dato il permesso di rendere noti tali fatti in questa ricorrenza dedicata alla discesa dello Spirito Santo e mi ha inviato la sua benedizione.

Egli fu ordinato sacerdote nel 1954 e fece da segretario al vescovo Josef Stimpfle, che era ben rispettato ad Augsburg. Una volta, quando non ero ancora cattolica, incontrai per grazia di Dio questo prelato e rimasi profondamente colpita dalla sua umiltà, il calore e l'accoglienza.

Mi invitò persino a fargli visita in quella città. Durante il processo di conversione, cercai di entrare in contatto con lui, ma poi, con mio dispiacere, scoprii che Mons. Stimpfle era deceduto. (Se ne è sentita molto la mancanza).

Anche padre Dollinger aveva preso parte alle discussioni della Conferenza Episcopale Tedesca negli anni settanta riguardo alla Massoneria, al termine della quale arrivò la dichiarazione che essa non era compatibile con la fede cattolica.


Il Dr. Prof. Ingo Dollinger - (1930) 

In seguito, insegnò teologia morale al seminario dell'Ordine dei Canonici Regolari della Santa Croce che appartiene all'Opus Angelorum. Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Kazakhstan, è membro del medesimo Ordine.

Cosa ancor più importante, è che Padre Dollinger aveva Padre Pio (trapassato nel 1968) come suo confessore, e per diversi anni era rimasto molto vicino a lui. Egli è anche conosciuto personalmente da uno dei membri della mia amata famiglia.

Queste delicate informazioni concernenti il Terzo Segreto di Fatima, in circolazione da qualche anno tra alcuni gruppi cattolici, mi sono state confermate direttamente ora da padre Dollinger, in un momento particolare della Chiesa, in cui sembra essere precipitata in un pozzo di confusione.

Ciò potrebbe chiarire, almeno in parte, perché siamo nella situazione attuale. Soprattutto, mostra la misericordia amorevole della Madre di Dio che mette in guardia noi e prepara i suoi figli alla grande battaglia intestina che la Chiesa si trova a sostenere oggi.

La Vergine, a dispetto della decisione presa dai maggiori responsabili della Santa Sede, ha fatto in modo che la verità più completa fosse di nuovo rivelata e diffusa.

Questa notizia potrebbe pure spiegare il motivo per cui Benedetto XVI (sicuramente in conflitto con sé stesso per le dichiarazioni rilasciate sul Terzo Segreto nel 2000; ndt), una volta diventato papa, abbia cercato di correggere alcune ingiustizie e confuse ambiguità degli accadimenti, tramite la rivelazione di Dollinger.

Ha difeso la Messa tradizionale, ha restituito la dignità alla Fraternità di San Pio X (fondata da Mons. Lefebvre; ndt) e reintegrato l'importanza del messaggio di Fatima. Inoltre, ha anche cercato di affrontare il mistero del Concilio Vaticano II, anche se, a quanto pare, in maniera troppo vaga.

Tra l'altro, ricordiamoci che nel 2010, nel corso di un'intervista concessa in aereo mentre si recava nel luogo delle apparizioni in Portogallo, aveva pubblicamente dichiarato che "sarebbe erroneo pensare alla missione profetica di Fatima come conclusa".

Per quanto riguarda i nuovi aspetti che si possono trovare nel messaggio di oggi, vi è anche il fatto che gli attacchi contro il Papa e la Chiesa non provengono soltanto dall'esterno, ma le sofferenze che sta affrontando giungono proprio dal suo interno, dalla trasgressione satanica esistente all'interno di essa.




In questo contesto, potrebbe essere utile menzionare che io e mio marito eravamo insieme quando sentimmo dire da un sacerdote, che aveva incontrato privatamente Papa Benedetto XVI, come il Pontefice considerasse l'arcivescovo Marcel Lefebvre il più grande teologo del 20° secolo.

Entrambi possiamo testimoniare di aver udito queste parole dal quel consacrato che, a sua volta, le aveva udite dal papa nell'àmbito di un discorso riferentesi alla proposta di reintrodurre a pieno titolo l'insegnamento lefebvriano nella Chiesa cattolica.

Mentre riflettiamo sulla gravità delle omissioni e dei ritardi concernenti il rilascio effettivo dell'intero Terzo Segreto, quando il Cielo aveva domandato di diffonderlo non più tardi del 1960, siamo grati allo Spirito Santo che ha reso ora possibile questa positiva conversazione telefonica, proprio oggi che ricorre la festa dello Spirito Santo disceso sugli apostoli e Maria SS.»




Ed ecco il secondo articolo, che potrei definire complementare al primo.

La dr.ssa Alice Von Hildebrand getta nuova luce su Fatima

Commento introduttivo di Padre Brian W. Harrison, O.S.

A causa  di  una  mancanza  di  chiarezza  e  di  specificità del capitolo 8 dell'Enciclica di Papa Francesco "Amoris Laetitia", e viste le contraddizioni circolanti sul suo significato riguardante i cattolici che vivono in connubi irregolari, l'attuale Pontefice ha forse preso le distanze dai suoi predecessori che non hanno mai permesso a queste persone di ricevere l'Eucaristia?

Alcuni dicono di sì, altri dicono di no. L'illustre filosofo tedesco Robert Spaemann, amico di Papa Benedetto XVI, in una recente intervista non ha esitato ad affermare che con la promulgazione dell'Amoris Laetitia "Il caos (è stato) elevato a principio mediante un tratto di penna", e che "le conseguenze sono già prevedibili: incertezza e confusione, dalle conferenze episcopali alle piccole parrocchie nel bel mezzo del nulla".

Tale circostanza critica invita ad un'altra seria riflessione sul messaggio della Madonna di Fatima, dal momento che questo venerdì (13 maggio 2016), inizia il 100° anno dalla Sua prima apparizione ai pastorelli portoghesi.

Nel 1980, l'ultima veggente ancora viva, suor Lucia, scrisse una lettera importante a Mons. Carlo Caffarra (ora cardinale), in risposta ad una missiva in cui questi le chiedeva preghiere speciali per un compito affidatogli da Giovanni Paolo II che gli aveva domandato di avviare un nuovo Istituto Pontificio per gli studi sul matrimonio e la famiglia.

Ebbene, recentemente Caffarra ha resa nota la sua sorpresa per aver ricevuto una lunga lettera firmata dalla famosa suora, dove c'è scritto:

"La battaglia finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sul matrimonio e la famiglia, ma non abbiate paura, perché chi lavora per la santità di entrambi sarà sempre sostenuto onde opporvisi in tutti i modi; per questo, è una questione decisiva." E poi ha concluso: "Tuttavia, Nostra Signora gli ha già schiacciato la testa."




Questa rassicurazione è incoraggiante, perché quindici anni dopo che suor Lucia scrisse la lettera, il cardinale Luigi Ciappi (1909-1996), consigliere teologico personale di cinque pontefici, aveva diffuso una sorprendente rivelazione di quel Terzo Segreto che il Vaticano non ha mai rilasciato. (E che evidentemente si riferisce all'enigmatico termine "ecc. nella parte pubblicata del messaggio).

[Per approfondimenti più dettagliati, QUI; ndt)

Sua Eminenza, una delle poche persone che avevano visto il testo completo nel 1995, in una lettera inviata al professor Baumgartner di Salisburgo, scrisse: "Nel Terzo Segreto viene predetto, tra le altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa inizierà dal vertice."

Tale scioccante profezia spiegherebbe perché Suor Lucia abbia confessato di essere rimasta traumatizzata da essa; il motivo per cui Papa Giovanni XXIII abbia deciso di non pubblicarla nel 1960 (malgrado la richiesta precisa della Vergine; ndt); e perché il Cardinale Alfredo Ottaviani del Sant'Uffizio, in risposta alla domanda di un giornalista, abbia dichiarato acidamente: "Il Terzo Segreto è stato relegato in fondo agli archivi vaticani – ed è là dove merita di stare!"

(Nel 1960, un sacerdote che da giovane viveva a Roma mi disse che ricordava distintamente d'aver letto queste parole espresse dal cardinale in un articolo giornalistico.) Come "supervisore dottrinale" della Santa Sede, Ottaviani possedeva la facoltà di valutare che un messaggio così terribile avrebbe potuto turbare la fede di molti cattolici sul Soglio di Pietro, la "Roccia" su cui il Cristo aveva edificato la Sua Chiesa.

Le osservazioni appena citate dovrebbero contribuire ad inquadrare nella giusta prospettiva la testimonianza della dottoressa Alice von Hildebrand, che ho avuto il privilegio di conoscere vent'anni fa.

Ella fornisce una chiara conferma a ciò che venne riferito dal Cardinale Ciappi sul segreto, e che era stato reso noto a lei e a suo marito, il celebre filosofo Dietrich von Hildebrand, ben trent'anni prima che lo stesso alto prelato scrivesse la sua lettera al professore austriaco (Baumgartner; ndt).


Papa Ratzinger e la dr.ssa Alice von Hildebrand

In una e-mail privata all'inizio di maggio, la dottoressa mi aveva parlato di questa conversazione del 1965 a Firenze. Le ho chiesto se mi avesse permesso di far conoscere il contenuto nascosto del comunicato ad un pubblico più ampio e, dopo essersi consultata con il suo direttore spirituale, mi rispose che avevo il permesso di svelarlo.

(Monsignor Mario Boehm, la cui testimonianza viene menzionata più avanti, è stato un membro di spicco della redazione de "L'Osservatore Romano" durante gli anni '30 e '40, quando il conte Giuseppe Dalla Torre ne era il direttore. Boehm ha sempre mantenuto contatti di alto livello a Roma, dopo il suo ritiro.)

Alice Von Hildebrand ha aggiunto che sarebbe stato opportuno che questo scambio relazionale venisse abbinato ad un altro simile, avuto nel 1960 insieme a suo marito, con l'ex agente comunista Bella Dodd.

A mio avviso, trovo tali testimonianze collegate al messaggio di Fatima molto confortanti in questo nostro periodo di crescente caos e di inquietante cambiamento provenienti dai più alti livelli dell'autorità ecclesiastica.

Esse indicano che il Cielo non ha soltanto previsto questa grande crisi, ma ci ha pure avvertiti, al fine di rassicurarci tutti, che qualsiasi cosa fosse accaduta nel futuro immediato, Cristo sarebbe sempre rimasto il Capo inattaccabile della Sua Chiesa.

E non dimentichiamoci che il Cuore Immacolato della Santissima Madre, che per Satana è "terribile come esercito schierato a battaglia" (dal Cantico dei Cantici 6,10; ndt), alla fine trionferà.

La dottoressa Alice von Hildebrand, con i suoi 90 anni ha ora qualche difficoltà a scrivere al computer, quindi ho un po' modificato la sua e-mail originale per maggiore chiarezza. Ha approvato la seguente versione e mi ha dato gentilmente il permesso di pubblicarla.


Santuario di Fatima - Portogallo

E-mail a Padre Brian Harrison, in data 6 maggio 2016:

Caro Padre,

Penso che le due seguenti conversazioni degli anni '60, che ricordo molto bene, siano di particolare interesse oggi, in questi tempi profondamente travagliati di ben mezzo secolo più avanti.

Pare che esse confermino la testimonianza del Cardinale Ciappi riguardo alla parte inedita del Terzo segreto di Fatima in cui Nostra Signora annuncia la scioccante predizione che la grande apostasia avrà inizio proprio "all'apice" della Chiesa. (Cfr. QUIQUI e QUI dove troverete tutti i link su Bergoglio, Falso Profeta; ndt). 

Il primo colloquio avvenne nel giugno del 1965. Eravamo a Firenze, nella casa dove mio marito nacque, e dove trascorsi il mio primo anno sabbatico (concessione data ai docenti universitari, ogni sette anni, per ulteriori ricerche in patria o all'estero; ndt).

Egli invitò un sacerdote, Monsignor Mario Boehm, che aveva incontrato a Roma poco dopo la sua conversione, e che era stato uno dei primi redattori de "L'Osservatore Romano" per molti anni. Il tema di Fatima prese piede.

Mio marito pose la domanda: "Perché il terzo segreto di Fatima non è stato rivelato? La Santa Vergine aveva detto che si sarebbe dovuto farlo conoscere ai fedeli nel 1960."

Don Mario: "Non è stato rivelato a causa del suo contenuto."

Mio marito: "Cosa c'era di così tremendo in esso?"

Monsignor Boehm (ben istruito in Italia) non disse che lo aveva letto, ma lasciò intendere che il contenuto era spaventoso: "Infiltrazione (diabolica) della Chiesa alla sommità".




Questo ci aveva sconvolti, ma ha confermato i timori di mio marito che il modo in cui il Vaticano II era stato interpretato avrebbe esposto la Chiesa a pericoli tremendi. Ahimè, questa paura era assolutamente fondata.

Il secondo colloquio avvenne con Bella Dodd di cui già parlai in precedenti occasioni. La incontrammo nell'autunno del 1965 e ci fece visita qui a New Rochelle - NY, dove vivo adesso, nel 1966 o 1967.

Era stata un'ardente attivista rossa fin dai giorni in cui studiava all'Hunter College – un focolaio del comunismo. (Ecco perché là venni sistematicamente perseguitata [la dottoressa Alice faceva parte del corpo insegnanti; ndt], come ho raccontato nel mio libro "Memoirs of a Happy Failure").

Bella aveva sparso i semi di questa filosofia diabolica ad Hunter, ma poi si era convertita nel 1952 sotto la guida dell'Arcivescovo Fulton Sheen. E qui, riporto la conversazione tra lei e mio marito:

Dietrich von Hildebrand = DVH: "Temo che la Chiesa sia stata infiltrata."

Bella: "Lei ha paura di questo, caro professore; lo so! Quando ero una comunista fervente, lavoravo a stretto contatto con i quattro cardinali che in Vaticano lavorano per noi, e sono ancora molto attivi oggi.

DVH: Chi sono? Mio nipote Dieter Sattler è un tedesco che opera presso la Santa Sede.

Ma Bella, che era sotto la guida spirituale di Monsignor Sheen, si rifiutò di dargli queste informazioni. 

Alla fine, l'unica possibilità che ora abbiamo è la preghiera, e la ferma convinzione che le porte degli inferi non prevarranno. San Matteo, nel cap. 24, ci ha messo in guardia.




In unione di preghiere ardenti. Sono, caro Padre, rispettosamente in Cristo,

Alice von Hildebrand


Post Scriptum

Cari Lettori, dopo il clamore diffusosi rapidamente nel mondo per le ultime notizie sul Terzo Segreto che avete appena letto, puntuale è arrivata la smentita... sembra, tramite una nota della Sala Stampa Vaticana.

Sarà stato proprio il Papa emerito in persona a precisare che quelle di Padre Dollinger sarebbero delle "pure invenzioni"? Mah!... Con tutto quello che sta accadendo sotto i nostri occhi, è molto difficile credere a quanto avrebbe pubblicato la voce della Santa Sede!

Le testimonianze risultano troppo circostanziate e precise, e inoltre provengono da più fonti per accogliere la tesi che siano tutte inventate di sana pianta.  

Ovviamente, ognuno è libero di pensare quello che vuole... Ma è giunta l'ora di essere un po' più critici e smettere di porre fede, in toto, a quanto ci viene "propinato" dalle cattedre religiose e politiche... Non pensate che siamo già stati ingannati abbastanza? 


Notizia dell'ultimo minuto

Ecco cosa scrive Marco Tosatti in relazione alla presunta smentita di Benedetto XVI sulle confidenze fatte a Padre Dollinger sul Terzo Segreto, il quale, essendo ancora vivo, ribadisce con forza quanto asserito e riportato dalla dr.ssa Maike Hickson:

QUI e QUI la reazione indignata del sito di provenienza.
QUI, altri aspetti emersi sulla questione, avvenuti poi.




giovedì 12 maggio 2016

Sismi e Disastri: Ecco i Segni dello Scudo divino!




Sebirblu, 11 maggio 2016

Sono numerose le insidie e le minacce che oscurano sempre più questi nostri tempi... ma dobbiamo assolutamente prendere atto che il Cielo, nonostante il gelido sarcasmo dei detrattori, manifesta sempre la Sua presenza rassicurante e protettiva a tutti coloro che in Esso confidano.

E dal momento che il 13 maggio 2016 inizia il centenario dell'Apparizione mariana a Fatima in contrapposizione all'ultimo dei 100 anni concessi a Satana (cfr. QUI), pubblico queste straordinarie immagini a conferma che la Luce è più potente di qualsiasi  male.


L'Apparizione di Nostra Signora di Fatima ai tre pastorelli

Sismi e Disastri: Ecco i Segni dello Scudo divino!

Ecuador. Immagini della Vergine rimaste intatte nel completo sfacelo che le circonda dopo il catastrofico terremoto di magnitudo 7.8 dello scorso 16 aprile.




La foto di Maria SS. nella teca è stata scattata presso la scuola Leonie Aviat (crollata del tutto) nel circondario di Manta, una delle zone maggiormente colpite dal sisma.

Si tratta di una fragile urna di vetro con la statuetta di Nostra Signora della Luce rimasta integra dopo la distruzione, mentre tutto ciò che l'attornia è rovina e macerie.

Come ha potuto una raffigurazione della Madonna, talmente delicata, resistere ad un terremoto? È questa la grande domanda che ci si pone.




Anche quest'altra immagine è il simbolo della speranza nel disastro causato dallo stesso sisma ecuadoregno. In questa chiesa vicino all'epicentro, ad Esmeraldas, dove tutte le infrastrutture dell'edificio sono cadute, non si è salvato nulla; è rimasta solo questa parete...




E qui, in quel tragico sabato, nella città collinare di Montecristi, si è ripetuto per la terza volta il medesimo prodigio perché la piccola statua della Vergine, Nostra Madre di Monserrate, da cui prende il nome la basilica, è rimasta miracolosamente indenne dopo il crollo del campanile ed una parte del muro.

Ma in quella circostanza, fatto altrettanto significativo, si è rotta in due l'effige di San Pietro... e non sta forse questo ad indicare, come ulteriore segno, la situazione critica in cui si trova la Chiesa oggi?




Nelle Filippine, il 16 ottobre 2013, un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito in particolare l'isola di Bohol, danneggiando gravemente grandi, solide chiese coloniali di 400 anni, ma questa Madonna dipinta è rimasta illesa incredibilmente.




Nello  stesso  disastro,  sono state preservate  pure  le  statue  della Vergine di Lourdes e quella di Bernadette che, come si vede, si trovano nel bel mezzo di una completa devastazione.




Ma anche quella qui riprodotta, che emblematicamente è rimasta in bilico...




Il fuoco, invece, divampando furioso nella base militare El Goloso di Madrid, ha risparmiato solo una piccola scultura della Vergine Maria e i fiori che le stavano vicini, ma carbonizzando tutto quanto le era intorno.




Nello stesso Stato di New York, precisamente a Queens, si è sviluppato un pauroso incendio che ha distrutto un'ottantina di case. Ma nel quartiere di Breezy Point, fra le macerie di una chiesa e lo sfacelo circostante è rimasta illesa la statua della Madonna della Medaglia miracolosa.




Ed infine, ecco il crocifisso rimasto integro nel catastrofico terremoto di Haiti del 2010, che si trovava all'ingresso di una chiesa andata completamente distrutta.

Conclusione

Or Egli disse ancora alle folle: «Quando voi vedete una nuvola alzarsi da ponente, subito dite: "Viene la pioggia", e così avviene; quando invece soffia lo scirocco, dite: "Farà caldo", e così succede. Ipocriti! Voi sapete discernere l'aspetto del cielo e della terra, ma come mai non discernete questo tempo?» (Lc. 12, 54-56).

Ed io aggiungo: "intelligenti pauca sufficiunt" (agli intelligenti bastano poche parole), motto latino equivalente anche a: "chi ha orecchie per intendere intenda!"


lunedì 9 maggio 2016

A. Socci: Bergoglio contro le radici cristiane UE


La presa di Gerusalemme da parte dei Crociati - Émile Signol - 1847

Sebirblu, 9 maggio 2016

Ecco un magistrale articolo di Antonio Socci che riproduco volentieri nella speranza che un numero sempre maggiore di persone si renda conto della disastrosa situazione nella quale siamo precipitati, favorita dalla miopia (voluta?) e dall'opportunismo più totale di chi dovrebbe invece preservarcene.

Per ulteriori approfondimenti, consiglio di documentarsi QUI, QUI e su Bergoglio QUI, dove troverete una serie di link molto interessanti per conoscere meglio questo papa e le relative profezie che lo riguardano.


Conferimento del Premio Internazionale Carlo Magno 2016 a papa Bergoglio

Francesco contro le radici giudaico-cristiane

L'attribuzione del Premio Carlo Magno a papa Bergoglio induce all'ilarità. Sarebbe come attribuire un Premio San Tommaso d'Aquino a Eugenio Scalfari.

Com'era prevedibile il papa argentino – dopo aver cestinato le "radici cristiane dell'Europa" e i "principi non negoziabili" che sono alla base della civiltà europea – ha proclamato il suo unico "principio non negoziabile": l'immigrazione. E, con essa, l'affondamento dell'Europa.

Del resto – in barba al titolo del premio – la fallimentare Europa tecnocratica e laicista (cioè a guida tedesca e francese) ha, già da tempo, rinnegato Carlo Magno e il Sacro Romano Impero, cioè la cultura cristiana che ha costruito l'Europa dei popoli.

Bergoglio ha invitato a far memoria del passato, ma lui è a digiuno di storia. Infatti ha ripetuto la solita solfa sul dovere di "costruire ponti e abbattere muri", ignorando che l'Europa è nata letteralmente dalla costruzione di solide mura di confine, difese per millenni con la spada.

Muri per difendersi dall'Islam

I Franchi costruirono il primo nucleo del loro regno e del Sacro Romano Impero proprio quando, a Poitiers, nel 732 dC, fecero muro per fermare la prima invasione islamica che dalla Spagna cercava di conquistare l'Europa.

Carlo Martello vinse grazie all'aiuto di Visigoti, Bavari, Alemanni, Sassoni e Gepidi.

Era  il  primo  muro  di  difesa  europea  della  nascente  civiltà  che  stava prendendo forma nei monasteri benedettini, dove si salvavano e si tramandavano i tesori della cultura greca, giudaico-cristiana e latina e si faceva rinascere il lavoro, l'agricoltura e l'economia.

A parte le battaglie di Carlo Magno sui Pirenei, l'Europa, continuamente saccheggiata da scorrerie saracene, si salvò perché negli altri due, colossali, tentativi di invasione musulmana, gli europei fecero ancora muro e vinsero.

A Lepanto nel 1571 grazie alla flotta della Lega Santa promossa da papa Pio V (a quel tempo i papi difendevano la cristianità dall'islamizzazione, mentre quello odierno vuole abbattere le frontiere e favorire l'invasione).


Battaglia di Lepanto del 1571

La terza volta in cui fu scongiurata l'invasione islamica dell'Europa fu nel 1683, sotto le (solide) mura di Vienna.

L'Impero Ottomano aveva già conquistato l'impero romano d'oriente, devastando la millenaria Bisanzio e avanzando, con 140 mila uomini, su per i Balcani fino a Vienna.

Se fossero cadute le sue mura l'Europa sarebbe stata invasa e islamizzata. Ma un esercito cristiano (metà di quello ottomano), guidato dal re polacco Giovanni III Sobiesky e formato da austriaci, polacchi, italiani, franconi, sassoni, svevi e bavaresi, vinse e l'Europa fu salva per la terza volta.

Altrimenti oggi saremmo tutti turchi, come a Bisanzio che è diventata Istanbul. E la Basilica di San Pietro sarebbe una moschea com'è accaduto a Santa Sofia.

A dirla tutta – ma Bergoglio lo ignora – l'Europa è nata, fin dalla sua lontana origine greca, proprio costruendo un muro invalicabile rispetto alla debordante invasione orientale.

Mura contro i Persiani

Infatti l'Europa non esiste da sempre. Mentre tutti gli altri continenti sono entità geografiche definite, essa – che è un'appendice dell'Asia – nasce solo da un'identità culturale.

La sua culla sono state piccole città greche come Mileto dove alcuni, a cominciare da Talete (VII secolo aC), presero a riflettere sull'essere, sul Logos (la ragione) e sull'arché (il principio).

L'ethos del pensiero, della ricerca sulla verità e sull'essere, fu il primo germe dell'uomo europeo che poi sbocciò con Socrate e Aristotele.

Ma il bocciolo rischiò di essere subito travolto dall'oriente asiatico. L'Impero persiano – con la sua oscura cultura dei miti, delle inquietanti cosmogonie e delle opprimenti teocrazie – stava per divorarsi tutto l’occidente.

La scintilla della rivolta antipersiana nel 490 aC brillò proprio a Mileto e prima a Maratona, poi alle Termopili, infine a Salamina, pochi valorosi combattenti greci respinsero l'immane potenza persiana.


Battaglia di Salamina di Wilhelm von Kaulbach - 1868

Grazie a questo muro umano poté fiorire il primo germe d'Europa, poi esaltato da Roma, dalla civiltà giuridica del suo impero mediterraneo e infine abbracciato e reso fecondo dall'annuncio cristiano arrivato, ad Atene e Roma, con gli apostoli Pietro e Paolo che provenivano da Gerusalemme. Questa è l'Europa.

Solo da una città che ha solide mura e chiara identità si possono costruire ponti.

Infatti questa cristianità europea poi portò la speranza cristiana dell'immortalità in tutti i continenti e insieme portò la libertà, la dignità umana e la razionalità. La quale ha partorito la tecnologia, la scienza e il benessere economico.

Il Male

Ma dal rinnegamento di queste radici è nato anche il Male, cioè i totalitarismi che hanno insanguinato l'Europa e il mondo del Novecento.

Sulle loro macerie, però, dal 1945, la pace, la prosperità e l'unità europea sono tornate grazie a statisti cattolici come Schuman, De Gasperi e Adenauer che riportarono i loro popoli alle radici cristiane (tutti e tre hanno la causa di beatificazione in corso o in via di apertura).

Dopo la caduta del Muro di Berlino dell'89 ha invece prevalso una tecnocrazia europea laicista che di nuovo ha spazzato via quelle radici sostituendole con la moneta unica e con politiche devastanti.

I grandi pontefici, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, hanno lanciato l'allarme contro questa deriva nichilista e tecnocratica, una vera "dittatura del relativismo" che rischia di partorire nuovi mostri.

Se l'Europa avesse voluto ritrovare le sue radici e con esse l'energia di rinascere, li avrebbe ascoltati.

Ma non l'ha fatto. Infatti nessun premio Carlo Magno è stato dato a Benedetto XVI, che è stato un vero gigante del pensiero europeo (basterebbe il suo storico discorso di Ratisbona).

L'oligarchia progressista tedesca (a partire dai vescovi teutonici) detestava Ratzinger.


Juncker e Schulz, i sostenitori dell'assegnazione al Papa 

Le Tenebre di Bergoglio

Oggi che l'Europa è allo sbando, in crisi, invecchiata, e che ha reciso le sue radici, viene invasa ed è affossata da una tecnocrazia fallimentare; il Premio è stato giustamente assegnato al simbolo perfetto dello smarrimento spirituale dell'Europa: l'argentino Bergoglio, il paladino dell'invasione, colui che più spinge per l'affondamento dell'antica Europa (sono stati Jean-Claude Juncker e Martin Schulz a motivare questa assegnazione).

E non a caso Bergoglio, nel suo discorso, ha chiesto all'Europa di spalancare le frontiere alla marea migratoria esaltando proprio quel "multiculturalismo" che di solito è una maschera del relativismo, spesso dell'odio anticristiano e soprattutto è la porta spalancata all'islamizzazione.

Infatti Benedetto XVI, nel suo dialogo con Marcello Pera intitolato "Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, islam" dice:

"La multiculturalità, che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, è talvolta soprattutto abbandono e rinnegamento di ciò che è proprio, fuga dalle cose proprie".

È questa rinuncia alla sua identità e ai suoi valori che ha fatto invecchiare l'Europa e la rende un fragile vaso di coccio oggi nella competizione internazionale.

Ratzinger spiegava:

"C'è qui un odio di sé dell'Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l'Occidente tenta sì, in maniera lodevole, di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. L'Europa ha bisogno di una nuova – certamente critica e umile – accettazione di se stessa, se vuole davvero sopravvivere".

Benedetto è stato spazzato via. Oggi il cuore stesso d'Europa, Bruxelles, è più islamico che cristiano, l'Europa è "disarmata" come una "terra di nessuno" dove chiunque può sbarcare (come dice il recente rapporto dell'Europol) e, in barba alle dichiarazioni buoniste, l'Ue si arrende addirittura alla Turchia pur di fermare temporaneamente l'invasione.

Miope autolesionismo. Un'Europa in mano a queste assurde tecnocrazie e senza solide radici cristiane non ha alcun futuro.

Antonio Socci

da "Libero", 7 maggio 2016

Post Scriptum

A questa decisa esposizione di Antonio Socci, accomuno pure l'ottimo articolo di Maurizio Blondet QUI, ed un altro più breve di Magdi Allam, che pubblico, il quale, sebbene di provenienza egiziana, esprime molto chiaramente ciò che molti ormai pensano e non hanno il coraggio di dire...






Magdi Cristiano Allam, 10 febbraio 2016

"Per Bergoglio l'Europa è come Sara, la moglie sterile di Abramo, e gli immigrati sono la grazia divina che la renderà fertile."

Cari amici, Papa Francesco per l'ennesima volta pone al centro del suo apostolato l'accoglienza ai clandestini. In un colloquio con il Corriere della Sera arriva a concepirli come il seme miracoloso che consentirà all'Europa di tornare ad essere fertile sul piano demografico.

Addirittura paragonando i clandestini alla grazia divina che in tarda età permise a Sara, la moglie di Abramo, di avere un figlio.

Secondo Papa Francesco, «l'Europa è come Sara», la moglie sterile di Abramo, "che prima si spaventa ma poi sorride di nascosto" e la speranza è che l'Europa "sorrida di nascosto" agli immigrati.

Il Pontefice valuta positivamente la prospettiva di un'Europa caratterizzata dal meticciato antropologico e culturale, conseguente alla mescolanza degli europei autoctoni con i clandestini:

«L'Europa deve e può cambiare. Deve e può riformarsi. Se non è in grado di aiutare economicamente i paesi da cui provengono i profughi, deve porsi il problema di come affrontare questa grande sfida che è in primo luogo umanitaria, ma non solo».

Cari amici, noi non siamo affatto d'accordo sull'eutanasia delle popolazioni europee e il suicidio della civiltà laica e liberale dalle radici ebraiche, cristiane, greche, romane e illuministe della nostra civiltà.

Siamo convinti che si debba promuovere una strategia per la rinascita demografica e civile delle popolazioni europee, mettendo al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l'economia reale, i valori e le regole.

Riteniamo che i clandestini vadano aiutati affinché possano vivere dignitosamente a casa propria. Ci dispiace Papa Francesco: non siamo d'accordo.

Rimane solo la domanda: perché questo Papa insiste tutti i giorni sull'accoglienza incondizionata  dei  clandestini?




venerdì 6 maggio 2016

Svelato il Simbolismo segreto di Maria a Pontmain!




Sebirblu, 5 maggio 2016

Quella di Pontmain è una delle apparizioni mariane più misteriose e complesse che abbia mai avuto luogo sul pianeta. 

Forse è per questo motivo che, malgrado ne sia stata riconosciuta ufficialmente l'autenticità, quasi nessuno ha scoperto la sua relazione con gli ultimi tempi, quelli che stiamo vivendo oggi.

L'ha realizzata un ricercatore francese, un ardente, un uomo che, dopo essersi risvegliato a livello interiore, ha deciso di dedicare la sua vita a diffondere quello che aveva trovato e che ancora trova, per illuminare gli altri e renderli edotti del mondo meraviglioso dello Spirito.

Necessariamente, affinché il suo articolo potesse risultare più comprensibile, ho dovuto correlarlo con la descrizione, seppur breve, dei fatti accaduti in quella circostanza lontana.

Per questo, cari Lettori, l'insieme ne risulta alquanto corposo ma, onde evitare di perderne la continuità ed il senso profondo, preferisco presentarvelo intero invece che spezzato in più parti.

Auspico che la grande maggioranza di voi lo apprezzi, perché oltre a riguardare i giorni attuali è, di fatto, un esempio eccellente di come può essere condotta un'indagine esoterica a livello spirituale.

Vi segnalo QUI un'altra basilare intuizione su Medjugorje, onde attestarne il Vero.


Il Santuario di Pontmain

L'Apparizione di Nostra Signora di Pontmain

La sera del 17 gennaio 1871 Eugène Barbedette, un ragazzino di dodici anni, stava aiutando suo padre nel granaio a pestare il ginestrone, usato come foraggio per gli animali; anche suo fratello di dieci anni, Joseph, si trovava lì con loro.

Eugène uscì fuori per vedere che tempo facesse e vide, al di sopra della casa di fronte, una splendida Signora con un vestito ornato di stelle; Ella lo guardava e gli sorrideva, tendendo le braccia dinanzi a sé, come a volerlo abbracciare.

Eugène corse dal padre a raccontargli della Signora; in breve tempo la voce della visione dei due bambini si diffuse per il piccolissimo villaggio e tutta la gente si recò al granaio. Altre due bambine (Jeanne-Marie Lebossé di nove anni e Françoise Richer di undici anni) La videro.

Giunsero anche il parroco e le suore che gestivano la parrocchia, i quali, senza giudizi o commenti, invitarono tutta la gente a pregare; l'apparizione si svolse nel giro di tre ore e mezzo circa, accompagnata dalla preghiera e dai canti degli abitanti del villaggio.

Quella di Pontmain rimane senza dubbio una delle più singolari apparizioni mariane della storia.


Le prima e la seconda fase.

Le cinque fasi dell’apparizione

Prima fase

Il primo a vedere la regale Signora fu Eugène Barbedette. Ella indossava un vestito blu ornato di stelle, scarpette molto semplici con fibbia dorata, una corona d'oro sopra un velo nero che le copriva i capelli e mezza fronte scendendo sulle spalle.

La Signora sorrideva al bambino, come al fratellino Joseph giunto poco dopo. I bimbi corsero a riferire quanto vedevano al papà e alla mamma Victoire che, pensando si potesse trattare della Vergine Maria, corse a cercare suor Vitaline alla scuola parrocchiale per raccontarle ciò che i suoi figli dicevano di vedere.

Un'altra suora, Marie Edouarde, si affrettò ad avvisare il parroco don Michel Guerin. Nel frattempo l'intero villaggio era accorso al granaio e tutti cominciarono a pregare guidati da suor Vitaline.

Seconda fase

In breve, il parroco giunse tra la sua gente e un ovale blu con quattro candele spente apparve attorno alla bella Dama, mentre una piccola croce rossa divenne visibile sul suo abito, in corrispondenza del cuore.

In quel momento Ella divenne triste. La folla intanto cominciava a discutere su ciò che stava accadendo e il subbuglio cresceva, quando il parroco esortò tutti a pregare, e suor Marie Edouarde iniziò la recita del Santo Rosario.

Fu così che la Signora riprese a sorridere ed appena la preghiera si fece più fervida Lei iniziò ad aumentare di dimensioni; anche l'ovale che la circondava cresceva e le stelle, moltiplicandosi, andarono a posarsi ai suoi piedi.

Terminato il rosario la folla intonò il Magnificat e in quell'istante una grande banda bianca si srotolò ai piedi della Signora e lettera dopo lettera comparvero le parole "Ma pregate figli miei".

Su invito del parroco tutti recitarono le litanie mariane e la frase su un'unica riga si completò: "Dio vi esaudirà al più presto". Poi si intonò l'Inviolata, e all'invocazione "O Mater alma Christi carissima" altri due termini apparvero all'inizio della seconda riga: "Mio Figlio..."

E quando la folla inneggiò la Salve Regina, il messaggio scritto proseguì con "...permette che il Suo cuore si lasci intenerire". Infine il grande gruppo rimase in preghiera silenziosamente. Ormai tutti, dall'inizio della frase ‒ "Mio Figlio" ‒ avevano dedotto trattarsi davvero della Vergine Maria.


La terza, la quarta e la quinta fase.

Terza fase

La gente, allora, continuò con l'inno "Madre della Speranza", e a questo punto la Vergine alzò le mani al livello delle spalle muovendo le dita al ritmo del canto, quasi a voler pizzicare un'invisibile arpa. La gioia dei bambini eruppe, strappando loro più e più volte il grido: "O com'è bella!", mentre Maria sorrideva.

Poi le due frasi si cancellarono lentamente sulla banda chiara, facendo sparire il messaggio e lasciando il posto ad uno sfondo color del cielo notturno. I bambini impostarono un altro canto, quello che avevano eseguito a scuola nel pomeriggio; il volto di Maria mostrava in quell'attimo grande tristezza.

Quarta fase

Appena iniziarono a cantare, apparve davanti alla Vergine una croce rossa di circa 50 cm sovrastata da un cartiglio bianco con la scritta "Gesù Cristo". Il Signore appariva insanguinato. Al canto del Parce Domine Maria prese la croce con entrambe le mani e la inclinò verso i bambini, che avvertirono tutti che stava ritornando nuovamente triste.

Poi, una piccola stella accese le quattro candele dentro l'ovale, proprio come faceva il parroco presso l'altare della Vergine nella chiesa parrocchiale. La folla continuò a pregare in silenzio e la stella si posizionò al di sopra del capo della Madonna.

Quinta fase

Infine, Suor Marie Edouarde intonò l'Ave Maris Stella e il crocifisso rosso sparì, ma apparvero, nel contempo, altre due piccole croci bianche su ciascuna spalla della Madonna che riprese a sorridere.

Il parroco invitò i presenti a recitare insieme con lui le preghiere della sera e ognuno si inginocchiò. All'esame di coscienza generale, un velo bianco si innalzò lentamente dai piedi della Vergine facendola scomparire poco a poco dalla vista dei bambini.

La visione si era definitivamente conclusa intorno alle nove di sera. Tutti fecero allora ritorno alle proprie case. 

(Ecco un'animazione magistrale dell'apparizione che, seppur in lingua francese, è comprensibilissima. E QUI, troverete la completa e minuziosa storia illustrata, adatta soprattutto per i bambini.) 




Il segreto di Pontmain 
di Louis d'Alencourt

Questo articolo propone di rivisitare l'apparizione di Pontmain sotto un aspetto nuovo, mettendo in luce ciò che sarebbe, secondo la mia ricerca ispirata, il suo significato escatologico.

Come ogni comparsa della Madonna, contiene un messaggio immediato che riguarda il periodo dell'apparizione (in questo caso la guerra del 1870 tra la Prussia e la Francia) ed un avviso di più ampia portata, concernente gli ultimi tempi del mondo.

Un'apparizione di 3 ore e mezzo

Già questo è un primo punto: l'apparizione si svolse, infatti, dalle ore 17,30 alle 21, dunque per tre ore e mezza, ma approfondiamo.

Conviene sapere che la quantità "3 e mezzo" viene citata spesso nella bibbia ed espressa in diversi modi: un tempo, due tempi e la metà di un tempo, o tre giorni e mezzo, o tre anni e mezzo, o 42 mesi, o 1260 giorni. È sempre il medesimo concetto di durata che si esprime con questo "3 e mezzo".

Si ritrova tale cifra anche in momenti chiave della storia sacra. Infatti, coincide con il periodo di vita pubblica del Signore (un po' meno di 3 anni e mezzo), ed è pure l'arco vitale della bestia dell'Apocalisse, ancora di 3 anni e mezzo o 42 mesi, tempo che sarà abbreviato, secondo la promessa di Gesù (nel Suo discorso profetico; ndt) in Mt. 24.

È esattamente questo evento che si è manifestato a Pontmain e c'è dunque un primo nesso, per il suo protrarsi, con la fine dei tempi, e principalmente con il periodo più aspro delle tribolazioni, quello del regno della bestia, e perciò dell'Anticristo.


Apocalisse di Marcello Ciampolini

Una comparsa silenziosa e di notte

Il secondo legame con la fine dei tempi conferma quello che si intuisce. Un caso estremamente raro, ma non unico.

Pontmain fu così un'apparizione:

1) silenziosa
2) notturna
3) e in cielo

È importante conoscere il significato esoterico dei luoghi (cfr. QUI; ndt) e metterlo a confronto con la simbologia biblica. Quando Maria appare in una grotta a Lourdes o su una montagna a La Salette, pone in evidenza la stessa nozione: l'importanza di isolarsi dal mondo.

Allorché Gesù dice "Quando vedrete l'abominio della desolazione innalzato in luogo santo, quelli che si trovano in Giudea fuggano sulle montagne" (aggiungendo con molta cura: "colui che legge comprenda"). Non allude ad una fuga, ma ad una resistenza del popolo di Dio di fronte al mondo.

Perché questo, quando non è retto da principi cristiani, appartiene a Satana e noi la chiamiamo Babilonia.

«Esci da Babilonia popolo mio!» è il grido d'allarme dell'Apocalisse, che invita a non prendere parte alle abbominazioni e alla vita perversa del mondo. Ossia a non mischiarsi ad esso. Infatti, "Pregate e fate penitenza" è il messaggio continuo di Lourdes e di La Salette.

Notiamo che a Fatima, Maria è come poggiata su un albero; ossia annuncia già il giardino dell'Eden, la Gerusalemme Celeste e quindi la Resurrezione della Chiesa indicata con il miracolo del sole.

A Pontmain non siamo ancora arrivati a questo, perché se la Vergine appare di notte, in cielo e senza parlare, vuol dire che ci si trova in piena tribolazione, dunque nell'oscurità, e che Ella sarà il nostro unico faro, una luce solo apparentemente silenziosa.

A La Salette, parlando degli apostoli degli ultimi tempi, dice chiaramente: «Io sono con voi e in voi, purché la vostra fede sia luce che illumini questi giorni di sventura. Combattete, figli della Luce, piccolo numero che ci vede, poiché è giunto il tempo dei tempi, la fine delle fini."

Dunque la luce è la fede, la guida è Maria, e a parte un piccolo "resto", tutto il mondo è al buio. Per questo motivo è silenziosa, perché si avvicinerà a noi spiritualmente, tramite la fede. Durante le tribolazioni, sarà finito il tempo delle Sue comparse, tutto sarà a livello interiore.

Altro piccolo dettaglio: dietro la casa Guidecoq, c'era un campo (là dove si trova l'attuale basilica), ed Ella si mostrò al di sopra di esso, come a Tilly.

Analizziamo ora le cinque fasi dell'apparizione.


Fase 1

Maria fa da ponte fra l'inizio e la fine della Chiesa

Quando appare, Ella è sola nel cielo. Indossa un abito blu disseminato di stelle; ha un velo nero sul capo che gli scende fino a metà fronte (e sembra confermare ciò che è stato appena detto come simbolo di sofferenze e dolori) e su questo, una corona d'oro (contornata al centro da un sottile profilo rosso; ndt).

Le stelle, a cinque punte, possono essere viste come un allusione al numero 5, per esempio alle dita di una mano (che tra l'altro Lei muoverà, insieme all'altra, per ritmare un canto; ndt).

Il borgo si chiama Pontmain (Ponte-mano), come se il messaggio fosse: «Io sono un ponte fra due elementi il cui valore è 5». Questa cifra, probabilmente, si riferisce anche all'angoscia finale della Chiesa, poiché personifica le 5 piaghe del Cristo.

Si può dire, quindi, che Pontmain rappresenta il ponte della Passione ultima della Chiesa, durante la quale Maria veglia sul Suo popolo annunciando e promettendo il Ritorno di Suo Figlio (cioè la Parusìa; ndt).

La Madonna si trova al centro di 3 grandi stelle: un chiaro riferimento alla Trinità divina, di cui Lei è la Messaggera.


Fase 2

Un Messaggio in codice

La seconda fase è fondamentale per la comprensione del tutto e comincia con l'arrivo del parroco Guérin al granaio.

Cosa accade in quell'istante?

1) Nel momento in cui arriva, una piccola croce rossa si delinea tempestivamente sul cuore di Maria.

2) Con la stessa rapidità e nel medesimo tempo appare un ovale bluette intorno alla bella Signora, lasciando all'esterno le 3 stelle suddette, e all'interno 4 bugie con le relative candele spente.

È chiaro che la piccola croce rossa, formatasi all'arrivo del prete, simboleggia la Chiesa, e il suo colore ne rivela il futuro travaglio.

Emerge lo stesso significato per l'ovale, dal quale si comprende:

- che la Chiesa entra nella sua Passione (croce rossa)
- che questa è delimitata nel tempo (ovale chiuso)
- che la sua durata sarà su base 4 (le 4 candele)
- che la Trinità controlla le operazioni (perché le 3 stelle restano fuori)
- che il Cielo ci dona la Madre Santa come principale sostegno e Guida nel corso delle    angustie (poiché Ella si trova all'interno dell'ovale).
- che la Passione avrà luogo in fasi successive come quelle dell'apparizione.

Seconda parte della fase 2: lo striscione scritto




Lo Striscione

Qui, l'analisi non prende in esame, per ora, il contenuto della scritta ma il suo aspetto esoterico che sembra essere un messaggio criptato.

1) Pare che l'unica istruzione data sia la preghiera: "Mais priez" (Ma pregate).
2) Maria si avvicina al suo popolo e non a tutti: "mes enfants" (figli miei).
3) Il "Mais" (parola iniziale, ossia "Ma") si mostra da solo, per ben 10 minuti. Perché?

Perché ci dona un calendario preciso e quindi non è più il caso, da quel momento, dubitare del nesso con le tribolazioni degli ultimi tempi. Le lettere di "Mais" addizionate, (secondo l'alfabeto francese; ndt), formano il numero 42. (a=1, b=2 ecc. ndt).

Ebbene, come abbiamo già visto sopra, 42 mesi sono 3 anni e mezzo, e corrispondono soprattutto al tempo di vita della "bestia" apocalittica.

Dunque, il permanere solitario (per 10 minuti) del primo termine "Mais" significa: "Quello che ho da dirvi è in relazione al 42" o "comincia col 42" e questa cifra sappiamo cosa indica, basta leggere il capitolo 13 dell'Apocalisse riguardante il periodo della bestia, la sesta tromba.

Così verrebbe spiegato «l'errore» del "Ma" iniziale, dato che lo si dovrebbe usare soltanto in continuità di un'altra frase (qui mancante) che ne giustifichi il senso.

Di conseguenza, grazie al 42, ora conosciamo che tale "Ma" introduce il sesto periodo e fa implicitamente riferimento ai tempi precedenti. Siamo nel bel mezzo dei 3 guai apocalittici, cioè nel secondo.

4) Infine il comunicato è una promessa colma di speranza: le preghiere dei Suoi figli saranno esaudite.

Questo "Ma" provvidenziale non ci indirizza soltanto al periodo in cui ci troviamo rispetto all'Apocalisse, ma ci suggerisce una frase contenente delle indicazioni temporali, poiché tramite questo messaggio scritto, la Vergine ci svela lo svolgersi delle tribolazioni e le loro date-chiave.


Seconda parte della fase 2: lo striscione scritto

Il Messaggio rivela almeno due livelli di lettura

a) Un senso immediato – la promessa di un intervento divino a breve termine – nella misura in cui il popolo di Dio l'ottiene attraverso la preghiera; come è avvenuto con l'armistizio entrato in vigore qualche giorno dopo. (Era in corso la guerra franco-prussiana; ndt).

b) Un significato in codice, per un'interpretazione a lungo termine, che si trova nella struttura stessa della frase:

Nella prima linea: 47 lettere + 1 grosso punto dorato.

Nella seconda linea: 22 lettere + 1 tratto che la sottolinea totalmente.

Essendosi l'apparizione manifestata il 17 gennaio 1871, il calcolo è semplice:

1) 1871 (incluso, perché siamo all'inizio dell'anno) + 47 = 1917: Fatima.

Notiamo che Fatima è pienamente simboleggiata nel 48° "carattere": un grosso punto "simile ad un sole d'oro avente la stessa altezza delle lettere" secondo il dire dei veggenti. E l'apparizione di Fatima è celebre per il miracolo del sole del 13 ottobre.

2) 1917 + 22 = 1939.

Ma, se si considera che il grosso punto ha valore di lettera, poiché avente la medesima altezza delle altre, come suddetto, ne deriva il conteggio seguente:

1917 + 1 + 22 = 1940.

Il primo calcolo dà l'anno della dichiarazione di guerra della Francia alla Germania.

Il secondo, viceversa, quello dell'invasione e dell'occupazione della Francia da parte dei tedeschi; triste richiamo alla situazione del 1870-1871... ma in peggio!

3) La sottolineatura rappresenta la totalità della seconda frase, dunque si può considerare che abbia lo stesso valore, ossia altri 22 caratteri di stampa! Così abbiamo:

Nel primo computo – 1939 + 22 = 1961 – l'anno della convocazione ufficiale del Concilio Vaticano II tramite la Bolla d'Indizione «Humanae salutis» di Papa Giovanni XXIII del 25 dicembre 1961.


Bolla d'Indizione "Humanae Salutis" di Papa Giovanni XXIII

Nel secondo computo – 1940 +22 = 1962 – l'anno effettivo di apertura dello stesso Concilio, l'11 ottobre 1962.

Nella frase sottolineata è contenuta, tuttavia, un'informazione che non appare esplicitamente e che necessita estrapolare. Essa proviene dagli spazi vuoti ugualmente  evidenziati  dal  lungo  trattino,  e  sono  4.

Se gli spazi normali sono soltanto «bianchi» e «vuoti», dunque non calcolabili, quelli sottolineati possiedono un'impronta supplementare che fornisce loro un valore speciale.

Dunque, aggiungendoli al primo conteggio, ossia all'anno della convocazione ufficiale del Concilio, si ottiene la data del suo termine:

1939 + 22 + 4 = 1965 (ossia l'8 dicembre 1965).

Ecco, quindi, il messaggio esoterico di Pontmain in 3 date fondamentali:

1) Fatima e la prima guerra mondiale
2) La seconda guerra mondiale
3) Il Concilio Vaticano II,  considerato a giusto titolo da Mgr Lefebvre,  al pari di una        terza guerra mondiale.

Un ultimo punto:

Lo striscione comincia a formarsi al Magnificat, vale a dire nel corso di un canto messianico che annuncia la Giustizia divina, ricompensando i buoni e confondendo i malvagi.

Il messaggio continua a comporsi durante le Litanie, l'Inviolata e la Salve Regina, cioè tre preghiere che ci mettono sotto la protezione della Vergine Santa.


Fase 3

La Speranza

Dopo averci trasmesso questo scritto importante, Maria insiste sulla speranza. La terza fase è dedicata appunto a questa virtù. Perché?

1) Il messaggio sullo striscione resta in mostra per tutto il periodo del canto "Madre della Speranza".

2) Maria accompagna il coro sorridendo e muovendo le dita delle mani.

Ella evidenzia così l'essenzialità di tale virtù, come aveva già annunciato a La Salette. La speranza che è contenuta nello stesso testo del Magnificat. Ecco perché la banda scritta ha cominciato a rendersi visibile con quel canto.

Testo che la Madonna, cinque anni dopo (ancora il 5), avrebbe presentato alla sua apparizione di Pellevoisin, in continuità a quella di Pontmain.


Fase 4

La Passione della Chiesa

La quarta fase esprime molto chiaramente l'ingresso nella parte più attiva e dura delle tribolazioni, che chiameremo la Passione della Chiesa propriamente detta.

Lo striscione si è appena dissolto, e ci si trova, perciò, alla fine delle date sopra descritte: quelle  del  1962  o  1965,  giusto  dopo  il  concilio.

E che accade?

1) Ella ricade nella tristezza.
2) Appare una croce rosso vivo con un Cristo del medesimo colore ma più scuro.
3) Al di sopra del divino Crocifisso appare un dicitura a piene lettere GESÙ CRISTO.
4) Una stella accende le 4 candele.

Il Cristo insanguinato e la croce rossa illustrano senza alcun dubbio la Passione della Chiesa entrata, di fatto, nell'epoca più cruda della sua persecuzione, dopo il Concilio.

Da dove proveniva l'espressione affranta sul volto di Maria che superava tutto ciò che si possa immaginare? – si chiederà Joseph Barbedette.

Quando si conosce che cosa è diventata la Chiesa in 50 anni, la sua liturgia, la fede, l'apostasia e la pletora di anime perdute ed inviate agli inferi, si può comprendere molto bene quest'immensa espressione di tristezza.

Le quattro candele accese indicano che questa fase è basata su un valore di «4»




E si tratta senz'altro della Chiesa poiché si trova sempre nell'ovale.

Jésus-Christ = 151

Il nome Gesù Cristo scritto per intero è un'indicazione escatologica che si può interpretare così.

Davanti all'altare, noi diciamo "Adiutorium nostrum in nomine Domini", che vuol dire: "Il nostro soccorso è nel nome del Signore". Non unicamente nel Signore, ma anche nel Suo nome!

Tale nome ha un valore di «151», secondo lo stesso metodo usato per il "Mais o Ma" (ossia contando e addizionando le lettere dell'alfabeto francese; ndt), senza fare della numerologia.

Ora, avendo dato la Madonna a La Salette, nel 1864, il punto indicativo di partenza del periodo persecutorio (per la Chiesa) in senso lato, tale anno sommato a 151 dà il 2015. E questo conferma che noi stiamo vivendo, in pieno, gli ultimi tempi supplementari  a  nostra  disposizione.

Teniamo presente inoltre che questa frase si forma durante il canto del "Parce Domine" che è particolarmente adatto alle tribolazioni:

"Parce Domine, parce populo tuo (Perdona Signore, perdona il tuo popolo)
  Ne in aeternum irascaris nobis"  (Non rimanere in eterno adirato con noi).

La correlazione tra lo svolgersi dell'apparizione e i canti (e ciò che significano) è molto illuminante.


Fase 5

Il Sepolcro e i 2 Testimoni

Il curato fa cantare l'Ave Maris Stella. E all'istante:

1) Il crocifisso rosso sparisce.
2) Le 4 candele restano illuminate.
3) Due piccole croci bianche si posizionano sulle spalle della Vergine.
4) Ella  ritorna  a  sorridere ma con  un'impronta di gravità,  come se le rimanesse  un       ricordo della Sua tristezza precedente.

Anche questo, è molto semplice da comprendere: il crocifisso scompare perché la Chiesa è nel sepolcro; si tratta dell'ultima fase della Passione; è per questo che le 4 candele restano accese e l'ovale è sempre là.

E dal momento che la Chiesa è nella tomba, rimangono soltanto i giusti, simboleggiati dalle due croci bianche che rappresentano i 2 testimoni dell'apocalisse. 

Questi ultimi sono l'emblema dei laici e dei consacrati ancora conformi alla dottrina antica (la fedeltà tanto richiesta da Gesù nel Vangelo) guidati soltanto dalla fede e dalla speranza in quest'ultimo periodo di inganni e sofferenze.

Nella fase precedente, Maria guardava il crocifisso, mentre qui ha di nuovo gli occhi rivolti sui veggenti, i suoi bambini, dunque i bimbi di Dio, ossia i giusti restati fedeli, e descritti a La Salette come apostoli degli ultimi tempi.

E soprattutto, l'ultimo canto è quello dell'Ave Maris Stella, che spiega bene tutto lo svolgimento dei 3 anni al sepolcro, durante i quali la Madonna e gli apostoli degli ultimi tempi agiranno per realizzare ciò che contiene il cantico stesso. Ed è naturale che sia l'ultimo, contiene tutto! (Lo si può trovare QUI; ndt).


Il granaio Barbedette

Conclusione: l'ultimo segreto, la Nascita

Si è constatato che a Pontmain la Vergine attirava le folle per concedere grazie di santificazione e di ravvedimento; poche erano le guarigioni fisiche tanto che l'abate Guérin, notando un sì gran numero di ritorni a Dio, chiamava la Madonna "Nostra Signora di Conversione".

Negli ultimi tempi, infatti, sono le anime a dover essere guarite non i corpi, ed essendo questa la posta finale, il nome ufficiale dato a Maria in quell'apparizione è Nostra Signora della Speranza.

E a proposito di speranza, termino con un piccolo parallelo sul concetto di nascita. Perché la Vergine si presenta con un ampio abito senza cintura e scarpette che sembrano pantofole?

Perché questa è la tenuta delle donne incinte, o meglio, di colei che ha appena partorito, ma la bella Signora non è in attesa, bensì nell'intimità della propria casa, poiché si trova nell'arco temporale del puerperio, 40 giorni circa dopo la nascita, simboleggiata pure dai 40 giorni di digiuno nel deserto o dai 40 anni antecedenti l'ingresso alla Terra Promessa.

Ed è questa la ragione del suo lungo permanere là (3 ore e mezzo) affinché il periodo di purificazione dei figli di Dio fosse concluso per mezzo della grande tribolazione.

Ma di quale nascita si parla in questi tempi apocalittici? Di quell'umanità cristiana che Gesù, dopo aver lasciato la Terra, volle fosse partorita dalla Sua Chiesa.

La stessa Chiesa, d'altronde, sarebbe passata attraverso le medesime fasi della formazione di un uomo: concepimento, nascita, infanzia, maturità e declino; proprio ad immagine del suo divino Maestro, la cui vita, Passione, morte, sepoltura, Risurrezione o ri-nascita non sono che l'emblema dell'analoga Risurrezione della Chiesa, la futura Gerusalemme celeste.




Anche nostro Signore utilizza a più riprese il concetto di parto e di nascita.

La durata reale di una gravidanza è di 38 settimane o di 266 giorni tra l'ovulazione e la nascita. Al termine di questo periodo si arriva al parto.

Dunque: tempo di gestazione = 38 settimane = 266 giorni; nascita alla 39ª settimana.

Ora:

‒ Papa Francesco, ultimo della lista di Malachia, è il 266° pontefice.
‒ Il Cristo è risuscitato fra la 38ª e la 39ª ora.
‒ A Pontmain, 38 uomini erano partiti per la guerra e sono tutti ritornati.
‒ Il dipartimento di la Salette porta il numero 38.
‒ Il paralitico di Béthesda era ammalato da 38 anni.
‒ Infine,  il 13 maggio 2016 ricorrerà,  sorprendentemente,  il 38° mese del pontificato    di Bergoglio.

E sarà proprio il giorno in cui l'apparizione di Fatima entrerà nel suo 100° anno (cfr. anche QUI, con la fine dei cento anni concessi a Satana; ndt), e il papa entrerà nel suo 39° mese di investitura.

È dunque tutto molto chiaro: papa Francesco è l'ultimo pontefice di un ciclo completo, quello della Chiesa petrina raccontata nell'Apocalisse che termina con il parto di una Nuova Chiesa (quella Mistica, cfr. QUI ndt.) chiamata Gerusalemme Celeste.

La Ri-nascita della Chiesa viene perciò annunciata il 13 maggio 2016, data a partire dalla quale si innescheranno gli ultimi avvenimenti necessari alla sua Risurrezione: la caduta di Babilonia, la punizione dei malvagi e l'ultima purificazione dei figli di Dio.

È quindi possibile e assai probabile che da quel momento in poi si dispieghino parecchi eventi annunciatori del "Dies Irae" (o Giorno della Collera).

Con questo, sono già tre anni che avverto senza sosta i miei contemporanei. Ma sorridono e continuano a credere alle frottole e alle soluzioni umane. Tuttavia un giorno l'invisibile diventerà visibile e in quel momento non ci sarà remissione possibile per nessuno.

Urge prepararsi prima, render tersa la propria anima, rigettare le proprie scorie e combatterle.

Nel libro di Giona, la città di Ninive fu risparmiata perché la totalità dei suoi abitanti fece penitenza per 40 giorni. 

La Babilonia attuale, malgrado il grido d'allarme degli apostoli degli ultimi giorni, non vuole ricredersi, ne fare affidamento sui messaggi e gli avvertimenti dal Cielo che giungono da ogni parte numerosi.

Per questo motivo, Babilonia la grande non sarà risparmiata; i suoi 40 giorni sono sul punto di esaurirsi ed essa finirà nell'obbrobrio e nella vergogna in un attimo inaspettato, quanto improvviso.

Chi ha orecchie intenda ciò che lo Spirito dice alle chiese (locuzione ripetuta 7 volte, alla fine di ciascuna Chiesa descritta nell'Apocalisse ai capitoli 2 e 3).




Precisazione

Questo articolo è il testo di una mia conferenza tenuta a Tilly-sur-Seulles il 23 aprile ultimo scorso.

L'analisi dell'apparizione è mia personale salvo il passaggio concernente i tre periodi descritti – dal 1871 al 1965 – risultato di una ricerca collettiva, di una scoperta effettuata con i cari amici del gruppo di Pontmain, che tutti i 17 del mese si riunisce in quel luogo per domandare a Nostra Signora il Ritorno del Re.

Louis D'Alencourt

Traduzione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it