domenica 31 marzo 2019

LO STREPITOSO POEMA di DANTE dettato dall'ALDILÀ!


Tito Ridolfi:  Dante Alighieri (Firenze 1265 - Ravenna 1321)

Dalla Terra al Cielo

Il Centro Studi Metapsichici di Camerino pubblicò nel 1974 il poema "Dalla Terra al Cielo" offrendo così la stupefacente opportunità a tutti di leggere e conoscere un nuovo Dante, un Dante inedito.

Attraverso l'Ultrafanìa (cfr. QUI e QUI), l'Entità che nel tempo fu Dante Alighieri, dettò "post-mortem" centinaia e centinaia di versi che indubbiamente turbano i lettori, specialmente gli scettici che ad essi si accostano, ma che insigni dantisti hanno riconosciuto come autentici.

Questo prezioso volumetto costituisce con il suo contenuto il perfezionamento della Divina Commedia, perché l'eccelso Autore descrive, per testimonianza diretta, la realtà della reincarnazione (cfr. QUIQUIQUIQUI e QUI) negata invece dalla dottrina cristiana sin dall'epoca di Costantino con il Concilio di Nicea del 325 d.C.

L'opera, complessivamente, si presenta come riflessione drammatica e personale dello Spirito di Dante che medita, dopo il trapasso, sulle leggi universali che regolano la Vita e l'Oltre, dalla Terra al Cielo appunto, proponendosi l'obbiettivo di illuminare l'uomo sulla via del Risveglio attraverso il ricordo e la dettagliata descrizione della sua esperienza postuma. (Cfr. anche QUI).

Egli mette di nuovo in scena se stesso, e questa volta è protagonista vero della propria esperienza spirituale (e non soltanto veggente ispirato come lo era al tempo della sua immortale stesura letteraria).


Domenico Peterlin: "L'Esilio di Dante"

D'altra parte il poema è un accorato appello all'intera Umanità, un sacro tentativo di stabilire un ponte tra l'invisibile Regno dello Spirito e il nostro mondo, affinché le sue ardenti esortazioni siano uno sprone per tutti gli Esseri in cammino.

Ne è segno manifesto l'incipit stesso:

"O popol che t'appresti al grande passo
per superar la soglia della morte
non cadere nel tragico collasso

de li peccata e fa' che tu sia forte:
vicin ti guata il demone maligno
perché diventi tua la sua mal sorte,

fuggi quindi l'invito e quinci il ghigno
acciocché tu possa salir festoso
nel Regno di Colui giusto e benigno.

Risveglia il grande amor che tu hai nascoso
sopito ognor nell'anima e nel petto,
onde lungi gittar l'aere nebbioso;

Ché se il tuo cuor fuggesse dal mio detto,
che predica l'amor puro e perenne
luminando la vita e l'intelletto,

nell'ora ch'è fatale e ch'è solenne,
al sorpassar dell'immortale soglia,
comprenderai che allor non ti convenne."

In questa prima sezione emerge in tutta chiarezza che la qualità della vita dopo la "morte" ‒ il "tragico collasso" (espressione quanto mai potente ed incisiva) ‒ dipende dalla nostra adesione più o meno accentuata agli allettamenti materiali che oscurano l'intelletto e impediscono all'amore sopito in noi di emergere e dissolvere così l'offuscamento del cuore e della mente: l'aere nebbioso.

Raccomanda perciò all'Umanità di ascoltarlo e di mettere in espansione l'Amore puro e solenne se non ci si vuol pentire per non averlo fatto al passaggio dell'immortale soglia.


Marcel Rieder: "Dante e le amiche di Beatrice"

Poi, rivolgendosi alla Morte, che non può nulla contro l'immortalità dello Spirito...

"Non t'affannar, non darti pene e doglie
col tuo ideal di sterminar le genti...
Non t'affannar, perché come le foglie

che a la triste stagion dei freddi venti,
allor che la natura sta nel sonno,
morte giacciono e gialle, oppur cadenti,

ma che al tornar di primavera ponno
brulle rame vestir, così l'amata
falciata gente, per amor del Donno, (di Dio)

scossa dal suo torpor, risollevata
d'ogni bassa tristezza e sofferenza,
nel mondo tornerà rinnovellata.

Nuova per suo vigor, per sua esperienza,
l'antichi errori trova e li corregge
migliorando così la sua esistenza:

china quindi di fronte a l'Alta Legge,
tetra regina il volto tuo regale,
ch'è più regal di te Chi tutto regge!"

In quest'altra magnifica parte, l'Alighieri paragona l'avvicendarsi delle foglie, che rispuntano ad ogni primavera dopo essere cadute sbiadite e morte, alla rinascita dell'uomo che ritorna nel mondo per correggere i suoi errori e migliorare ancor più la propria evoluzione.

È veramente notevole questa ulteriore testimonianza sulla realtà reincarnativa, in special modo proveniente da chi, come Dante, fu cattolico fermamente convinto della sua inesistenza!


Giuseppe Bertini: "L'incontro di Dante con frate Ilario" 

E prosegue, instillando in noi tutti, con i suoi portentosi versi, la dolce sicurezza nella continuità della vita...

"Di fatto, prima ancor ch'io fui sepolto,
d'esser vivo, pur morto, ebbi certezza
e il problema del poi ebbi risolto."

Ma se i primi tre canti costituiscono di fatto un monito ed un ammaestramento alla sempre vacillante umanità, è il quarto a descrivere l'incontro ancora una volta con Virgilio, la sua guida illuminata, sempre pronta ad incoraggiarlo e a condurlo passo passo lungo l'erto cammino ascensionale:

"Chi sulla Terra ispirazion mi diede
e in mio pensier fu guida al grande viaggio,
fu da Colui che tutto presiede

a me assegnato qual lucente raggio,
qual guida che m'aiuti al gran capire
col suo spirituale alto linguaggio."

E Virgilio spiega, preparando Dante ad affrontare l'auto-giudizio con la visione del suo stesso "nastro di vita" (cfr. QUI), come l'ineguagliabile gioia per la Conoscenza superiore non possa essere appannaggio di tutti gli Spiriti se questi non hanno ottemperato al principio basilare della Legge di Dio: AMARE.

Continua dicendo che l'aver o no seguito i precetti divini formerà la materia della "grande valutazione" che condurrà o alla beatitudine o al dolore cocente per il rimorso. Il Poeta, già ansioso per la sua sorte futura, prende queste parole come preannuncio di una sentenza sfavorevole.


William Adolphe Bouguereau: "Il Rimorso di Oreste" (1862)

Tremando in sé stesso e incerto se il frutto della sua semina in vita avrebbe dato floride spighe o sterpi, così si esprime:

"Volgi – dissi – vêr me, che sì turbato
sono al tuo dir rimasto, il bel parlare
prima che mi tuffi ne lo mio passato:

In questo, dal terren greve spuntare
vedrò floride spighe per buon seme
o sterpi che il mio piè fan sanguinare.

Io tremo, o Guida, ché il pensier mio teme
sterpi su spighe e più di quei che queste,
e quindi offesa a le leggi supreme."

E la temuta disamina della parabola vitale arriva, infatti, nel settimo e nell'ottavo canto...

"Io bimbo, io giovinetto ed io attempato
nel compimento d'ogni umana azione
ora nel giusto ed ora nel peccato

e per ciascuna rapida visione
sentiva farsi in me gioia o dolore,
o speme, oppur terror di perdizione."

A seconda delle immagini, che per una Legge grandiosa, sublime e giusta vengono percepite da ogni Spirito, la panoramica delle passate vicende produce una diversità di sentimenti e il giudicare è facile perché nell'alternanza dei fatti vissuti è istantanea la percezione del bene e del male.

"Nel valutar non ero più un ignavo;

aveo certezza d'un giudizio digno
per ciascuna compiuta umana azione
per rio proponimento o fin benigno."

Così l'Essere, per l'acquisito senso di responsabilità, non avrà il coraggio, né l'ardire di chiedere clemenza se avrà scoperto di aver infranto la Legge di Dio, ma riterrà giusto auto-punirsi e purificarsi non sentendosi ancora digno per il Regno della Luce.


Domenico Morelli: Dante e Virgilio nel Purgatorio

Perciò, con un monito all'Umanità il Poeta aggiunge:

"Volgetevi al Signor, miseri voi
che per negghiezza sulla Terra siete ("negghiezza" sta per negligenza)
preda infernal di demoni avvoltoi!

Se al corpo sol la vita dedicaste,
che, di voi, nel veder quanto vid'io?
Che, di voi, nel capir quanto peccaste?"

Che ne sarà di voi, esorta ancora Dante, quando vedrete ciò che io ho veduto? Che ne sarà di voi quando capirete l'immensa vostra cecità spirituale? Quale tormento?

Io, sembra dire il Poeta riportandosi ai versi precedenti, non lo provai perché ebbi la volontà d'essere iniziato alle conquiste dello Spirito sulla Terra; ma voi, creature umane, che calpestate i valori sostanziali, che questi rinnegate, deturpate, infrangete, come vivrete il gran momento del giudizio? Volgetevi a Dio, o voi che chinate gli sguardi al fango della Terra, alzateli al Cielo!


Jean Léon Gérôme 

E al canto nono, si innalza la potente preghiera del Sommo Poeta per le umane genti:

"O Tu Immortale Padre dei mortali
cui offristi eterno premio, o Tu affettuoso
che per le colpe lor, pei loro mali

mezzo donasti giusto ed amoroso
perché nel tempo estinguansi per merto (si estinguesse per merito)
di penitenza e di soffrir pietoso,

o Tu, Padre, che hai l'eccelso serto (corona)
fatto di mondi eletti e rifulgenti
che in movimento sono e di concerto,

o Tu, Signor, che spargi tra le genti
le grazie Tue pel Tuo infinito Amore,
fa che i tuoi figli tristi e al male intenti

sian tolti, per il Ver, dal loro errore!
Né fa pagar paterna Tua clemenza
ciò che ha voluto tòrre il peccatore ("tòrre" sta per togliere)

di bene al bene insìto in sua coscienza;
Tu additi ognor salvezza nella fede
e men del novigildo è Tua sentenza."

Poderosa e sublime invocazione al Padre che aureolato da un eccelso serto fatto di mondi eletti e rifulgenti permette agli uomini, seppur attraverso la sofferenza, di estinguere i loro errori esercitando sempre la Sua infinità Bontà nel giudicarli, astenendosi dal novigildo (pena che condannava il colpevole a pagare nove volte ciò che aveva sottratto).




Ed è a motivo di questa Bontà divina che il geniale Autore, sebbene consapevole dei suoi errori durante l'esistenza fisica, si sente ormai svincolato (disviluppato) dalla Terra e stranamente inserito (perché non se lo aspettava) in un ambiente luminoso e terso.

"Per le colpe di cui mi sentìa erede
da quel che m'ero ormai disviluppato
più duol credeo per me, più opaca sede!

Ma il ben che per Iddio ciascuno ha oprato
rota più ampia forma in luce e in forza
sì d'annullare il mal ch'ombra ha gettato."

Quindi, egli spiega, sono proprio le opere compiute in vita, dopo essersi risvegliati ed aver preso coscienza dei propri sbagli verso l'Eterno, che compensano, attenuano o addirittura eliminano la condanna che si sarebbe meritata.


Cristobal Rojas: Dante e Beatrice sulle rive del Lete

Infine, il decimo e l'undicesimo canto del poema postumo si compendiano in una intensa ed accalorata esortazione del Poeta al genere umano affinché comprenda, finalmente, l'importanza fondamentale dell'Amore e del Perdono.

"Surga l'amor che voi sopito avete
per vostro agire e favella bugiarda
dell'alma, prima che vi bagni il Lete! (È il fiume dell'oblio nell'Oltre)

Surga l'amore in voi; dall'alto guarda
Dio ch'Amor vi donò perch'il donaste
e tal donar non sia vostr'opra tarda!

Surga l'amor che voi, nati, serraste
nella coscienza, allor fulgido scrigno,
e fatto immondo poi, perché peccaste!"

"Però l'Amor che invoco e a cui vi invito
tragge sua forza grande e duratura
dal precetto ch'Ei volle a voi impartito

per Suo motto, Suo esempio, Sua figura:
«Perdono», né da voi sia mai taciuto
ché dell'eterno albor chiave è sicura."


Gustave Doré: "Il Cristo è il Salvatore..."

E si intensificano i versi nell'undicesimo ed ultimo canto con un fervente invito iniziale a praticare il gran Comandamento rivolgendosi al Consiglier che giammai erra, al Cristo-Amore dal Quale scaturirono le immortali parole indicanti la Via per giungere alla Pace nel mondo.

"O voi che ancor potete della Terra
pace voler pel gran Comandamento,
correte al Consiglier che giammai erra!

Da Lui torrete il ver convincimento
e dal parlar del Figlio ogni cagione,
sì che Luce sarà vostro ornamento,

come trista m'apparve la visione
della città, quando la voller preda
di fuoco distruttor, non di ragione!"

Quella pace che il Poeta auspica per l'Umanità intera, prevedendo già, con la sua visione entelica, l'abisso verso cui è incamminata e che lui stesso visse con la guerra fratricida nel suo lontano passato.

"Che se nel tristo ier fu sì funesta
l'opera vil da cui n'ebbe gran pianto
la patria mia, nell'oggi, che più desta

appare l'ambizion che il bene ha infranto,
non già morrà una patria ed una sola;
ma il mondo inter potrà perir con schianto.

Lo ieri fu; l'oggi veloce vola
ed il doman nello sperduto abisso
verso un imo senz'imo, ecco s'invola." (Verso un infimo senza infimo... senza fondo...)


Rafael Flores: "Dante e Virgilio guardano verso l'abisso infernale"

E componendo i versi con l'usuale sua maestria e la lirica sublime, l'eccelso Spirito, evolutosi ormai divenendo Entele (significato QUI, al post scriptum), conclude con un appassionato richiamo ai fratelli della Terra:

"Volgiti, o gente insuperbita e sciocca,
al Padre Sommo e fuggi dal perverso
come balestro che da corda scocca! (Come freccia scoccata dall'arco)

Or sul trapasso il tuo pensiero è terso; (perché ha insegnato che la morte non esiste)
un più alto parlar, fratel, t'aspetta.
Dalla Terra, a quel Ciel che l'universo

ammanta tutto e d'ogni parte getta
luce spiritual su ogn'esser tetro,
io mi rivolgo. E a te, luce diletta

del sublime Maestro, a te, buon Pietro,
l'alta tua guida chiedo all'ire mio. (ire = andare)
Volgi il tuo passo ed io ti terrò dietro.

Ch'eternamente sia lodato Iddio!"

A chi Dante può domandare d'essere più in alto condotto, se non a colui che ricevette dal divino Maestro la potente investitura di aprire o chiudere l'aurea porta del Regno celeste? A Pietro, naturalmente... ed è all'Apostolo buono e semplice che il Poeta si affida: "Volgi il tuo passo ed io ti terrò dietro".

E questa espressione non poteva che congiungersi, ad anello, con l'altra della Divina Commedia (Inferno, 1, 136): "...allor si mosse ed io gli tenni dietro..." per proiettarsi ora, finalmente, verso l'eterna ed incommensurabile Luce degli Spazi infiniti.





Versi tratti dal poema "Dalla Terra al Cielo" di Dante Alighieri (post-mortem)

giovedì 28 marzo 2019

La Potenza Sconosciuta dell'Essere umano




Sebirblu, 28 marzo 2019

Ripropongo l'istruttivo insegnamento datoci dal nostro Entéle Guida (Essenza che ha raggiunto ormai i piani dell'Immortalità, dette "Biotesi" ‒ QUI, QUI e QUI), perché ritengo sia essenziale che l'uomo conosca le potenzialità di cui dispone, onde lo guidino nel suo percorso evolutivo.

Consiglio inoltre di leggere attentamente la nota esplicativa finale del messaggio stesso. 


Le Tre Cime di Lavaredo - Dolomiti di Sesto

La Potenza sconosciuta dell'Essere umano.

Dall'Entéle Guida:

"Io vi saluto...

Nei lunghi momenti di sosta, l'animo umano medita, riflette.

Quando le smanie della carne sono cessate, lo Spirito emerge; sono gli attimi più propizi poiché l'uomo possa prendere contatto col Mondo Infinito che circonda tutti, contatto con lo spazio siderale dove vibrano Intelligenze che possono comunicare con voi complessivamente.

L'Uomo è una Forza che voi non potete comprendere adesso, ma solo accettare per Fede. Non avete sperimentato abbastanza la vostra potenza individuale, che si lega direttamente alla Potenza del Padre.

Quando l'uomo avrà preso coscienza di questa grande possibilità allora potrà veramente mettere in espansione Sé stesso, in proiezione verso tutte le altre forme di vita  dove alberga,  in un modo o nell'altro, la vera Potenza di Dio.

Sappiate congiungervi con questa Forza che viene dall'Alto e sarete molto forti soprattutto per dominare e superare tutte le passioni, emergere sulla materia, innalzarvi e seguire la strada, la vera Strada, il vero Cammino...

Ecco la Conoscenza del Sé Individuale per ognuno di voi, ecco la "Presa di Coscienza" che vi mette nella condizione di dire: "Io Sono".

Quindi, quando l'artigiano ha in mano i ferri del suo mestiere può comporre il suo disegno, può mettere in atto tutto il suo pensiero concretizzandolo in una forma, in un oggetto. Così, voi umani siete degli artigiani.

Cercate di avere in mano gli strumenti adatti per il vostro lavoro. Questi vi daranno la forza di completare il vostro capolavoro, dopo aver iniziato un'opera.

Quali sono i ferri? Voi siete dotati di PENSIERO, di RAGIONE, di COSCIENZA... questi sono i mezzi per mettere in atto un'Opera meravigliosa, molto bene accetta al Padre: usate questi strumenti!!! (Nota)


Il PENSIERO è al vertice, la RAGIONE e la COSCIENZA ai due angoli-base di sinistra e di destra.

Dicevo che l'uomo, nel suo cammino terreno, dopo aver calmato, placato questi estranei istinti (della carne cioè, che lo accomunano più agli animali che allo Spirito) può dedicarsi veramente all'Opera, al Piano di Dio sulla Terra; ma prima deve dominare tutte le passioni poiché diventano scorie che vi bloccano e mettono in serio pericolo voi stessi.

PREGHIERA, RINUNCIA, ELEMOSINA, sono sempre le stesse cose che vi vengono comunicate ma fino a che punto riuscite a metterle in opera?

Che la PREGHIERA sia per voi, non un biascicar di preci, ma un contatto continuo col Pensiero di Dio.

Che la vostra RINUNCIA o SACRIFICIO sia a favore degli altri, in cui risiede la stessa Scintilla Divina che è in voi e quindi per piacere a Dio...

E in questo modo fate ELEMOSINA, mettete cioè a compimento tutto quello che vi viene chiesto continuamente dalla Madre Santissima e da tutte le Anime Elette che vi sostengono, che vi guidano in questi giorni bui del vostro Pianeta.

PRENDETE COSCIENZA VERAMENTE. Mettetevi subito al lavoro, non rimandate mai al domani. Ogni momento della vostra giornata sia in proiezione, in emanazione, in preghiera, in rinuncia, in elemosina.

Non capite che per essere Amici di Dio bisogna fare queste cose?

Non si possono servire due padroni: o si è amico dell'uno o dell'altro. Siate Amici di Dio, innamorati di Dio. Quando prenderete coscienza di questa Fiamma che divampa nei vostri petti? Quando percepirete veramente questo Ardore, vi sentirete come degli innamorati pronti a tutto.

A quante privazioni vi sottoporreste per chi veramente amate umanamente sulla Terra! E se realmente dite di amare il PADRE, quanti sacrifici dovreste fare, quante rinunce! Prendete coscienza di ciò!

Se il vostro innamorato o la vostra innamorata sulla terra vi chiedessero qualcosa... penso che fareste di tutto, tutto il possibile... e qui è DIO che vi chiede, è la Madre Santissima che vi chiede... perché non farlo?

Siate coerenti con il vostro pensiero! Piuttosto abbandonate questo Cammino se non siete pronti! È preferibile! Meno responsabilità!

Se un uomo commettesse un errore forse sarebbe accattivante per taluni, ma se lo stesso uomo fosse un militante, un religioso, un sacerdote... non riuscirebbe simpatico a nessuno, diverrebbe obbrobrio, scandalo. E così è per voi.

Se veramente volete crescere a livello spirituale, seguite il Cammino che vi porta al Padre. Ho detto prima e l'ha detto Gesù nel Vangelo: "Non si possono servire due padroni" Mt. 6,24. Questo è molto importante.


La Cacciata dei Mercanti dal Tempio. Carl Heinrich Block Copenaghen 1834 - 1890

Quando, alla resa dei conti, vorrete mettere in piano tutto quello che di buono è stato fatto, sarà smorzato, sarà annientato da tutte le malefatte in contrasto con il credo. Solo le cadute, i pentimenti, i rimorsi strazianti, solo quelli vi metteranno su un livello leggermente migliore.

O si è dell'Uno o si è dell'altro.

Se voi durante il giorno vi affannate per i fatti della Materia, tralasciando di dare alimento allo Spirito, siete in una fase opposta ed allora, quando si va avanti, non si può nello stesso momento tornare indietro, per cui le due forze si annullano e si resta fermi; ci si siede e si bivacca e il bivacco diventa tepore, diventa indifferenza e i tiepidi saranno vomitati. Ap. 3,16

Molte volte vi ho consigliato di essere ardenti, volonterosi, non vi ho mai detto di essere bacchettoni, non vi ho mai detto di essere degli eremiti, non vi ho mai detto di abbandonare la lotta del mondo... il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra famiglia.

Restate pure nella vostra posizione però con la testa alta, rivolta verso il Cielo e che le vostre mire siano sempre superiori pur restando con i piedi sulla Terra.

Salve a tutti voi."


VIOLA del PENSIERO di Josephine Wall

Nota di Sebirblu

Il Padre Uno e Trino:

Padre ꞊ Potenza, Figlio ꞊ Verbo ꞊ Amore, Spirito Santo ꞊ Sapienza

ha trasfuso nell'uomo la propria Trinità: 

Pensiero - Ragione - Coscienza.

Il PENSIERO viene elaborato e perfezionato dalla RAGIONE e dalla COSCIENZA per cui, quando esso è stato reso armonico, l'azione può ritenersi compiuta in quanto perfettamente predisposta e solo da concretarsi materialmente.

Mentre il Pensiero Divino è Azione Creativa nell'attimo stesso in cui viene emesso, il Pensiero umano precede ogni azione dopo essere passato al vaglio della Ragione e della Coscienza che darà il suo placet o no a seconda dell'evoluzione raggiunta.

Il Pensiero umano, raggio immortale dell'Anima, ha le stesse capacità del Pensiero Divino, incapsulato però dalla materia e da questa reso armonico con l'ambiente finito.

Al trapasso (morte fisica) o a Transizione avvenuta, esso, gradatamente, rientrerà nella sua primitiva capacità radiante e costruttiva.

Da tutto ciò si deduce l'assioma che: il Pensiero è all'origine di ogni cosa creata e di ogni azione compiuta, ossia che "Solo il Pensiero è Vita".

LA RAGIONE, invece, è la potenza che analizza e discerne. È per mezzo suo che l'uomo, posto dinanzi all'atto creativo del Pensiero, può valersi del libero arbitrio onde valutare e distinguere il Bene dal Male.

La Ragione è il primo angolo-base del triangolo umano avente per vertice il Pensiero e per secondo angolo-base la Coscienza che è la parte incorruttibile dell'Essere, quella che consente di giudicare il proprio Sé.

Mentre il Pensiero abbraccia tutte le capacità umane, ossia considera ogni cosa ed ogni individuo, la Coscienza è legata all'operato dell'Anima singola in rapporto alla Legge d'Amore Cristico.

LA COSCIENZA, infatti, è l'espressione della Perfezione Divina che accompagna l'Essere nel suo moto evolutivo per aiutarlo a ritornare alla Purezza iniziale.

Se il Pensiero e la Ragione possono venire soffocati dall'arbitrio umano, il terzo termine della personalità dell'uomo, la Coscienza, vibra tanto più quanto si tenta di soffocarla.

Essa è lo specchio e la Voce della Realtà Divina.


lunedì 25 marzo 2019

Unanime la VOCE dei SANTI: MARIA salverà il Mondo!




Sebirblu, 24 marzo 2019

Ecco (dopo questa) un'altra parte, tradotta da me per i lettori italiani, del 3° libro di Mons. Henri Delassus "La Conjuration Antichrétienne" riguardante i nostri tempi, ma soprattutto ciò che hanno profetizzato alcuni mistici molto conosciuti.

«Da  5  secoli, sotto la direzione di Lucifero  e  per  l'azione  delle  logge,  il giudaismo, il protestantesimo e il modernismo, aiutati dalle passioni e dai vizi umani, sono all'assalto della civiltà cristiana. (Ved. QUI, QUI e QUI; ndt).

Oggi, i loro battaglioni riuniti compiono il supremo sforzo di sostituire alla religione divina quella umana e consegnare a Satana la reggenza delle anime e dei popoli.

Dopo la Rivoluzione (del 1789; ndt) il naturalismo si è impadronito dell'intero organismo sociale. Impossibilitato a guidare le esistenze singole, pretende di essere la legge degli Stati e il principio regolatore del mondo moderno.

Ovunque governanti e popoli, pervasi soltanto da concetti terreni, si sono posti contro l'Altissimo, distogliendo l'attenzione dal Cristo, spezzando i propri legami sostanziali e scuotendo il "giogo" da quella che viene chiamata ormai superstizione.

Si è arrivati non soltanto al diniego della sfera soprannaturale, ma addirittura alla deificazione dell'uomo sostituitosi a Dio. (Ved. QUIQUI e QUI; ndt).

Attraverso l'insegnamento nelle scuole, i "dominatori" hanno reso la loro opera perpetua e indistruttibile, approfittando della debolezza intellettuale dei bambini e allontanandoli subdolamente dal sacro. (Ved. QUI; ndt).

Sono andati più lontano di Satana... che mai ha negato l'Eterno. Non lo potrebbe... vista la sua consapevolezza di essere spirito.

È con questi canoni che si è arrivati al «modernismo»* che San Pio X mise a nudo nella sua "Pascendi", perseguendolo, decimandolo, anatemizzandolo in tutti i suoi aspetti di erudizione e di ragionamento.» (Cfr. QUI; ndt).

*(Ma ora anche all'«arianesimo» – che esclude la divinità del Cristo – e all'«eresia» luterana, accolta a braccia aperte da Bergoglio e dalla sua coòrte di fedelissimi; ndt).

Il fondo dell'abisso non è ancora stato raggiunto, ma cosa necessita di più per comprendere il pericolo di quello che diversi santi durante i secoli profetizzarono in procinto d'accadere ai nostri giorni?




Ecco alcuni esempi di mistici che "videro" e descrissero il grande declino della fede di questi tempi e il collasso della Chiesa di Roma, ma anche l'intervento straordinario del Cielo che, similmente ai tempi di Noè, quando tutto sembrava perduto e una nuova alba sorse, anche oggi ‒ come disse il beato Pio IX ‒ "il prodigio riempirà tutto il mondo di stupore". (Cfr. anche QUI; ndt).

La Voce dei Santi

Sin dal XII secolo, Dio manifestò a Santa Ildegarda, badessa benedettina, il dramma che avrebbe occupato cinque o sei secoli della storia umana.

In una lettera indirizzata al clero di Colonia e un'altra a quello di Trèves, la stessa profetizzò il Protestantesimo figlio del Rinascimento; ne sottolineò le cause e gli artefici.

"Questi impostori – asserì ‒ non sono quelli che devono precedere l'ultimo giorno, ma ne sono il germe precursore. Tuttavia il loro trionfo non durerà che un certo tempo."

Nel "Libro delle Opere Divine" ella annuncia la disgregazione del Santo Romano Impero, l'ostilità crescente contro il Capo della Chiesa da parte del 'sistema' secolare e la rovina del Potere temporale pontificio.

Poi disse: «Allorché il timore di Dio sarà completamente azzerato, sorgeranno delle guerre atroci e crudeli; una folla di persone sarà immolata e molte città diventeranno un mucchio di rovine.

Ma quando la società sarà stata del tutto purificata da quelle tribolazioni, gli uomini stanchi di tanto orrore ritorneranno pienamente a praticare la giustizia e a seguire le leggi della Chiesa.

Il sollievo sostituirà la desolazione, e i popoli incantati dal 'nuovo' confesseranno che non si era mai visto nulla del genere prima d'allora... Gli ebrei si uniranno ai cristiani e riconosceranno con giubilo l'arrivo di Colui che, fino a quel momento, avevano sempre negato esser venuto in questo mondo.»




Questa grande profezia di una santa dell'undicesimo secolo non si è ancora realizzata.

Ella si riferisce con ogni evidenza al nostro tempo perché viene a parlarci della caduta dei papi; sembra sostenere la tesi che quanto sta succedendo alla cattolicità d'oggi ‒ il Rinascimento, la Riforma e la Rivoluzione, la tentazione al naturalismo, il contrasto fra la civiltà umanitaria e la cristiana ‒ terminerà con il trionfo di Dio sull'egoismo della creatura.

Verso la fine del XIV secolo, quando il Rinascimento trascinava il popolo cristiano nelle  vie  funeste  che  ancora  non  cessiamo  di  percorrere,  Santa Caterina da Siena che riportò gloriosamente il Papato nella città eterna, previde l'infedeltà futura dei cristiani, i castighi da questa attirati e la misericordia di Dio che ce ne avrebbe fatti uscire.

Interrogata da Raimondo di Capua, suo confessore, ella disse: «Dopo le tribolazioni e le angosce passate, Dio purificherà la Chiesa e farà risorgere lo spirito dei suoi eletti in un modo che sfugge ad ogni previsione umana.

Ci sarà, in seguito a tutto ciò, una riforma così completa e un rinnovamento così felice dei santi pastori che, pensandovi, il mio Spirito trasalisce nel Signore. Così, come vi ho detto sovente in altre occasioni, la Sposa di Cristo appare adesso come sfigurata e coperta di stracci, ma allora diventerà splendente di bellezza, ornata di preziosi gioielli e coronata col diadema di ogni virtù.

La moltitudine dei popoli fedeli gioirà di vedersi sorretta da tali pastori. Dal canto loro, le nazioni estranee alla Chiesa, attirate dal profumo di Gesù Cristo, ritorneranno all'«ovile» della cattolicità e si convertiranno al vero vicario e Vescovo delle loro anime. Ringraziate dunque il Signore per la profonda calma che si degnerà di concedere alla Chiesa dopo questa tempesta.»


"Santa Caterina da Siena" di Rutilio Manetti  (1571-1639)

Nel XVII secolo Grignion de Montfort, come Katerina Emmerick, annunciarono che il rinnovamento della Chiesa sarebbe sopraggiunto per mezzo di Maria e degli Apostoli da Lei suscitati:

«Ella  sarà  l'artefice  dei  più  grandi  eventi  che  avranno  luogo  ai  tempi  della  fine: la formazione e l'ammaestramento di grandi Santi che supereranno in perfezione tutti coloro che li avranno preceduti. Queste anime combatteranno, rovesceranno, annienteranno gli eretici, gli scismatici, gli idolatri e i peccatori con le loro empietà».

Maria d'Agreda, autrice della "Città mistica", un giorno dell'Immacolata Concezione entrò in estasi: vide un Drago orribile a sette teste uscire dall'abisso accompagnato da migliaia d'altri che percorrevano uniti il mondo cercando e scegliendo gli uomini dei quali si sarebbero serviti per opporsi ai disegni del Signore e tentare di impedire la gloria di Maria SS. nel dispensare benefici all'universo intero. (Cfr. anche QUI; ndt).

Il Gran Dragone e i suoi satelliti spandevano fiotti di fumo e di veleno per avviluppare gli uomini di tenebre ed errori infestandoli di malizia. «Tale visione mi causò – disse – un vivo dolore, ma poi vidi anche due eserciti ben schierati disporsi in cielo per combatterli.

Uno era costituito dalla nostra somma Regina e dai Santi, mentre l'altro veniva guidato da San Michele e dagli Angeli suoi. Sentivo che lo scontro sarebbe stato furioso da una parte e dall'altra, ma l'esito della lotta non era in discussione.»

La romana Elisabetta Canori Mora, terziaria dell'Ordine della Santa Trinità (1774-1825), nel tempo in cui la Massoneria si stabiliva a Roma tramando i complotti che furono visti anche da Katerina Emmerick (ved. QUI; ndt), si offrì quale vittima alla Giustizia divina per cercare di sventarne le macchinazioni.


Elisabetta Canori Mora, la beata che convertì il marito adultero. (Ved. QUI).

L'8 dicembre 1820, Nostro Signore le apparve e la esortò ad accettare i tormenti che le Potenze infernali avrebbero inflitto al suo corpo, procurandole un'agonia simile a quella da Lui sofferta nell'Orto degli Ulivi.

Il 15 febbraio 1821, allorché i demoni "ruggivano" in preda alla rabbia nel vederla vanificare con la sua immolazione le loro trame diaboliche, le apparve di nuovo Gesù dicendole:

«Il tuo costante e forte sacrificio ha fatto violenza alla Mia Giustizia. Sospendo per ora il meritato castigo. I cristiani non saranno dispersi, né Roma privata del Sovrano pontefice. Io riformerò il Mio popolo e la Mia Chiesa. Invierò dei sacerdoti ardenti e lo Spirito Mio a rinnovare la Terra.» (Ved. QUI; ndt).

Riferendosi al castigo che dovrà precedere il rinnovamento, ella disse: «Tutti gli uomini saranno in rivolta; si uccideranno mutualmente massacrandosi senza pietà. Durante questo scontro sanguinoso, la Mano di Dio si abbatterà su quei malvagi e per la Sua Potenza punirà il loro orgoglio.

Si servirà del potere delle Tenebre per sterminare i settari e gli empi che vorranno demolire la Chiesa e distruggerla fino alle sue fondamenta.

Immense legioni di demoni percorreranno il mondo intero e per le grandi rovine causate diventeranno gli esecutori della Giustizia divina. Gli umani verranno così puniti tramite la loro crudeltà diabolica, perché volontariamente si sono fatti schiavi ed alleati del potere infernale per distruggere la Chiesa Cattolica...

Felici i buoni e i veri fedeli! Beneficeranno della potente protezione dei santi apostoli Pietro e Paolo che su di essi veglieranno al fine che non venga loro fatto alcun male, né alla persona, né ai singoli beni. (Ved. QUI e QUI; ndt).

Gli spiriti maligni devasteranno tutti i luoghi in cui Dio sarà stato oltraggiato, bestemmiato e offeso in maniera sacrilega. Questi siti verranno annientati, distrutti; di essi resteranno solo le vestigia.

Dopo il tremendo castigo, vidi d'un tratto il cielo schiarirsi ed apparire Pietro e Paolo incatenare i demoni per rigettarli nelle caverne tenebrose dalle quali erano usciti. Apparve allora sulla Terra un bellissimo chiarore annunciante la riconciliazione del Padre Eterno con gli uomini.

Questi Lo ringraziavano di non aver permesso che la Chiesa fosse trascinata dalle false dottrine del mondo. Gli ordini religiosi furono ristabiliti e le dimore dei cristiani apparivano come case di preghiera tanto erano grandi il fervore e lo zelo per la gloria di Dio.» (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndt).




«Se l'Eterno salva il mondo, e lo salverà ‒ disse Dom Guéranger, abate benedettino ‒ la Salvezza verrà per mezzo della Madre di Dio.

Per Lei il Signore ha estirpato i rovi e le spine del paganesimo; per Lei ha in seguito stravinto su tutte le eresie; ORA, siccome il Male è al suo colmo, perché le verità, i diritti e i doveri sono minacciati da un terribile naufragio universale, c'è forse ragione di credere che Gesù Cristo e la Sua Chiesa (intesa come Corpo Mistico; ved. QUI e QUI; ndt) non trionferanno ancora?

Bisogna riconoscere che esistono le premesse per una grande e solenne vittoria, ed è per questo che Nostro Signore ne ha riservato tutto l'onore alla Vergine Madre; Dio non indietreggia mai come gli uomini davanti agli ostacoli.

Quando i Tempi saranno compiuti, la serena e pacifica Stella dei mari, Maria, si leverà sopra la burrasca oscura delle tempeste politiche, e i flutti tumultuosi, stupiti di riflettere il Suo dolce fulgore, ritorneranno calmi e sottomessi.

Allora, non ci sarà che un'unica Voce di riconoscenza elevata verso Colei che una volta ancora apparirà come "Colomba di Pace" dopo un nuovo diluvio. Maria è la Chiave dell'avvenire, così come la Rivelazione lo è del passato.» (Cfr. QUIQUI e QUI; ndt).

Traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brani tratti dai cap. 66° e 67° della "Conjuration Antichrétienne" ‒ Vol. 3° ‒ di Mons. Henri Delassus.