giovedì 20 febbraio 2014

"LE PROVE" Dedicato a tutti i Negatori Preconcetti

Di Pietro Ubaldi


"Lo Scettico" - olio su tela - di Ezio Tambini - Fabriano 1952 - Targa d'Oro 2013

Sebirblu, 20 febbraio 2014

Vi ripropongo, cari Lettori, un post che due anni fa ho pubblicato in versione un pochino "dimessa" essendo alle primissime esperienze come blogger. Nel frattempo, molti di voi hanno avuto l'opportunità di conoscere Pietro Ubaldi e la sua eccezionale evoluzione.

Per chi ancora non lo conoscesse, leggere QUI.

Questo scritto, tratto dal suo primo libro "La Grande Sintesi", è un piccolo gioiello dedicato a tutti coloro che, ancora scettici e increduli di fronte alle sfide e ai cambiamenti del nostro tempo, si sono induriti così tanto al punto da negare anche l'evidenza dei fatti che ormai affiorano da ogni dove.

Mi auguro che questa lettura possa in qualche modo scuoterli o perlomeno farli riflettere sull'assurdità di tale atteggiamento, altrimenti si troveranno soli in un mondo che si evolve e respira intorno ad essi, rigettandoli, se non si sapranno adeguare alle nuove e sempre più elevate vibrazioni.



Rembrandt van Rijn  1606 - 1669  L'Incredulità di San Tommaso

Le Prove

Se la vostra coscienza non vi fa più stupire di qualsiasi possibilità, come potete a priori, negare una forma di esistenza diversa da quella del vostro corpo fisico?

Dovete per lo meno avere il dubbio di quella sopravvivenza che il vostro Io dentro vi suggerisce ogni momento e che voi inconsciamente, per istinto, sognate in tutte le vostre aspirazioni ed opere.

Come potete credere che la vostra vita di dolori e di gioie fittizie e contrastate possa rappresentare tutta la vita di un Essere? Ma non avete mai sognato né sperato qualcosa di più alto, nella diuturna fatica delle vostre sofferenze e del vostro lavoro?

E se io vi offrissi una fuga da queste sofferenze, una liberazione e un superamento, se io vi aprissi uno spiraglio di un nuovo grande mondo a voi ignoto e vi permettessi di guardarvi dentro per il vostro bene, non accorrereste voi come accorrete a vedere le macchine che divorano lo spazio, che solcano i cieli, e che odono le lontane onde elettriche?

Venite. Io vi indico delle grandi scoperte che la scienza dovrà fare; soprattutto quelle delle vibrazioni psichiche per cui è permesso a noi, Spiriti senza corpo, comunicare con quella parte di voi che è Spirito come noi.

Seguitemi; non è un bel sogno, non è una esplorazione fantastica dell'avvenire questa che io faccio: è il vostro domani.

Siate intelligenti, all’altezza della vostra scienza, siate moderni, ultra moderni, e intravedrete lo Spirito che è la realtà del domani, lo toccherete col ragionamento, col raffinarsi dei vostri organi nervosi, col progredire dei vostri strumenti scientifici. Lo Spirito è là in attesa e farà vibrare le civiltà future.

Le fondamentali verità filosofiche, tanto discusse per millenni, saranno razionalmente risolvibili con la sola ragione, perché la vostra intelligenza ha progredito; quello che prima, per altre forze intellettive, doveva essere forzatamente dogma e mistero di fede, sarà questione di puro raziocinio, sarà dimostrabile e quindi verità obbligatoria per ogni essere pensante.



Leonardo da Vinci - Piazza della Scala - Milano - Scultore: Pietro Magni  (milanese) 1817-1877

Non sapete che tutte le scoperte umane sono nate dalla profondità dello Spirito che ha toccato l'aldilà? Da dove viene il lampo del genio, la creazione dell'arte, la luce che guida i condottieri dei popoli, se non da questo mondo di cui io parlo?

Le grandi idee che muovono e fanno avanzare il mondo le trovate forse nell'ambiente delle vostre competizioni quotidiane, o in quello dei fenomeni che la scienza osserva? E allora da dove vengono?

Voi non potete negare il progresso; anche il materialismo, che vi ha resi scettici, ha dovuto dire la parola: evoluzione. Voi stessi che negate, siete tutti una brama, una frenesia di ascensione, e non potete negare che l'intelletto progredisca e che vi siano alcuni uomini più avanzati degli altri.

Non può, dunque, essere impossibile, per la ragione e per la scienza, ammettere che alcuni tra voi abbiano raggiunta per evoluzione una tale sensibilità nervosa da raccogliere quello che voi non riuscite a percepire: le onde psichiche che noi Spiriti trasmettiamo.

Essi sono i medium spirituali, veri strumenti ricettori di correnti e di concetti che noi possiamo trasmettere; è questo il più alto grado di medianità (in alcuni casi del tutto cosciente), e quando si possono stabilire rapporti di sintonia, ce ne serviamo per l'alto fine di trasmettervi il nostro pensiero.

Molti medium odono con un nuovo senso di udito psichico, non più acustico; ci sentono con il loro cervello. Sintonia vuol dire capacità di risonanza; spiritualmente si dice simpatia cioè capacità di sentire all’unisono.

Sia acusticamente che elettricamente o spiritualmente il principio vibratorio di rispondenza è lo stesso perché la Legge è una, in tutti i campi.

Chi non ode, nega, naturalmente; ma non potrà, non avrà il diritto di negare che altri possa udire e che oda. Chi nega chiede la prova, ed è disposto a concedere il proprio assentimento solo dopo aver toccato quei dati fatti che sono necessari per scuotere il suo tipo di mentalità.



Galileo Galilei davanti all'Inquisizione di Cristiano Banti  1824 -1904

Ma non avete mai pensato alla relatività della vostra psicologia, dovuta al diverso grado di evoluzione di ognuno? Non avete mai pensato che quel che colpisce una mente lascia l’altra indifferente e che ognuno esige la «sua» prova?

Quale numero enorme di prove bisognerebbe dare perché ognuno si sentisse toccato nella propria speciale sensibilità! Ad ognuno un fatto che si innestasse nella sua vita, nella sua concezione di vita, nell'orientamento dato a tutti i suoi atti.

E anche il ragionamento non serve per tutti, perché le dimostrazioni sono spesso discussioni che, invece di convincere, divengono sfogo aggressivo, esempio di lotta che inasprisce gli animi.

Rimarrebbe il prodigio. Ma le Leggi di Dio sono Immutabili perché perfette; ciò che è perfetto non si può correggere o alterare.

Credete: è solo nella vostra psicologia assetata di violazioni, quel basso pensiero che una violazione sia prova di forza.

Ciò può essere stato nel vostro passato di uomini selvaggi, fatti di lotta e di ribellione; per Noi la potenza è nell'Ordine, nell'Equilibrio, nella Coordinazione delle forze, non nella rivolta, nel disordine, nel caos.

E poi un miracolo vi persuaderebbe? Ne ha fatti Cristo di miracoli e gli avete creduto? Il miracolo è sempre un fatto a voi esterno, che potete negare tutte le volte che vi farà comodo negarlo perché disturba i vostri interessi.



La Risurrezione della figlia di Giairo di  Ilja Jefimowitsch Repin  1844 - 1930

Conclusione: o voi avete la purezza d'animo, la sincerità delle intenzioni, e allora nelle mie parole sentirete la Verità senza prove esteriori (ecco l'intuizione), per il loro tono e contenuto; o voi siete in mala fede, vi accostate con doppio fine, per demolire o per speculare, perché oltre ogni discussione avete posto già il preconcetto del vostro interesse o godimento, e allora siete armati per respingere qualsiasi prova.

Il fatto non è esteriore, apprezzabile coi sensi, quindi sempre discutibile per chi voglia negarlo, ma è fatto intimo, intrinseco.

La prova vera è una sola. È la mano di Dio che vi raggiunge nelle vostre case, è il dolore che superando le barriere umane vi tocca e vi scuote, è la crisi dello Spirito, è la maturità del destino, è la voce tonante del mistero che vi sorprende ad una svolta della vita e vi dice: basta! Ecco la Via!

Quella prova voi la sentite; vi turba, vi accascia, vi spaventa, ma è irresistibile, vi muta, vi convince. Allora voi negatori beffardi, vi inginocchiate, tremate e piangete. Il gran momento è giunto. Dio vi ha toccato. Ecco la prova!

La vostra vita è piena di queste forze ignote in azione. Sono le più grandi, quelle da cui dipendono le vostre vicende e il destino dei popoli.

Quante non sono pronte a muoversi, nell'ignoto domani, anche contro di te che leggi?

Gli incoscienti alzano le spalle al domani; solo i coraggiosi osano guardarlo in faccia, bello o brutto che sia. Io parlo, o Uomo, del tuo destino, della tua vittoria e dei tuoi dolori del domani, non solo in quel lontano avvenire di cui non ti curi, ma del tuo prossimo futuro.

Le mie parole ti daranno un senso nuovo e più profondo della vita e del destino, della tua vita e del tuo destino.

Ho già parlato al mondo e ai popoli dei loro grandi problemi collettivi. Ora parlo a te, nel silenzio del tuo raccoglimento. Le mie parole sono buone e sagge e mirano a fare di te un essere migliore, per te stesso, per la tua famiglia, per la collettività intera.


Fonte: Estratto da "La Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi.

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