venerdì 15 marzo 2024

Bergoglio: "Pani e Pesci NON SI MOLTIPLICARONO..."


"La Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci" di Brian Jekel

Sebirblu, 15 marzo 2024

Ripropongo questo interessante e fondamentale testo con l'aggiunta finale di una catechesi di don Ramon Guidetti, l'ultimo arrivato nel Sodalizio Sacerdotale Mariano di don Alessandro M. Minutella, affinché si apprenda anche la corretta e illuminata versione ecclesiale di un VERO ministro di Dio. 

Prima di iniziare, riporto alcune frasi espresse da Bergoglio ("il vescovo venuto dalla fine del mondo") in quattro diverse occasioni, riferentesi al miracolo evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che svelano chiarissimamente quanto egli, non solo non creda ai miracoli, ma addirittura alla Divinità di Nostro Signore:

(Udienza alla Caritas Internationalis del 16 maggio 2013 QUI, assolutamente "scomparsa!")

«Riguardo ai pani e ai pesci vorrei aggiungere una sfumatura: (Si noti bene quanto ha detto; ndr) non si moltiplicarono. (Per lui è una "sfumatura", sic! – ndr).

No, non è la verità: semplicemente non finirono, come non finì la farina e l'olio della vedova. Non finirono. Quando uno dice «moltiplicare» può confondersi e credere che faccia una magia... No, semplicemente è la grandezza di Dio e dell'amore che ha messo nel nostro cuore, che – se vogliamo – quello che possediamo non termina».

(Angelus del 2 giugno 2013, QUI):

«Gesù si fida totalmente del Padre celeste (certo! Per Bergoglio Gesù NON È DIO! Ndr), sa che a Lui tutto è possibile. Perciò dice ai discepoli di far sedere la gente a gruppi di cinquanta – non è casuale questo, perché ciò significa che non sono più una folla, ma diventano comunità, nutrite dal pane di Dio.

Poi prende quei pani e i pesci, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione – il riferimento all'Eucaristia è chiaro – poi li spezza e comincia a darli ai discepoli, e i discepoli li distribuiscono... e i pani e i pesci non finiscono, non finiscono!

Ecco il miracolo: più che una moltiplicazione è una condivisione, animata dalla fede e dalla preghiera. Mangiarono tutti e ne avanzò: è il segno di Gesù, pane di Dio per l'umanità».

(Qui Bergoglio è molto ambiguo: "pane di Dio per l'umanità" non è il Cristo per lui, che Lo è, ma in questo modo blandisce i cattolici "addormentati" e distratti che lo esaltano; ndr).




(Angelus del 3 agosto 2014, QUI).

«Gesù ragiona secondo la logica di Dio (ma Gesù Chi è, non è forse DIO? Ndr) che è quella della condivisione.

Quante volte noi ci voltiamo da un'altra parte pur di non vedere i fratelli bisognosi! E questo guardare da un'altra parte è un modo educato per dire, in guanti bianchi, "arrangiatevi da soli". E questo non è di Gesù: questo è egoismo.

Se avesse congedato le folle, tante persone sarebbero rimaste senza mangiare. Invece quei pochi pani e pesci, condivisi e benedetti da Dio (NON dal Cristo, si noti bene!; ndr), bastarono per tutti.

E attenzione! Non è una magia, è un «segno»: un segno che invita ad avere fede in Dio, Padre provvidente (non in Gesù – ahimè – che ne è solo l'umano esecutore! Ndr), il quale non ci fa mancare il "nostro pane quotidiano", se noi sappiamo condividerlo come fratelli».

(Omelia in Bolivia del 9 luglio 2015, QUI).

«La  visione di Gesù  non accetta una logica,  una visione che sempre  "taglia il filo" a  chi è più debole, a  chi ha più bisogno.  Accettando la "scommessa" (?),  Lui stesso ci dà l'esempio, ci indica la strada. Un'indicazione racchiusa in tre parole: prende un po' di pane e qualche pesce, li benedice, li divide e li consegna perché i discepoli li condividano con gli altri.

E questa è la strada del miracolo. Certamente non si tratta di magia o idolatria. Gesù, per mezzo di queste tre azioni, riesce a trasformare una logica dello scarto in una logica di comunione, in una logica di comunità».


Il presidente della Bolivia, Evo Morales, offre il crocifisso marxista a Bergoglio!

"In definitiva" ‒ per dirla con le parole di Alejandro Sosa Laprida, QUI ‒ (Bergoglio) "nega il carattere propriamente miracoloso della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ridotto ad un gesto di solidarietà, ad una presa di coscienza antidiscriminatoria e comunitaria..."

La negazione di tale miracolo che egli "designa col qualificativo blasfemo di «magia», comporta l'implicita negazione della divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, la quale per lui sarebbe un atto di «idolatria»..."

E ancora: "Francesco, poi, continua ad usare il Vangelo a beneficio della rivoluzione. Secondo lui, Gesù avrebbe compiuto (la "moltiplicazione" dei pani e dei pesci) allo scopo di «non escludere nessuno» ed essa sarebbe consistita non nella «logica dello scarto» ma in quella della «comunione» e della «condivisione»".


"Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci" di Johan Lee

Ma vediamo ora l'autentico e profondo significato di questo miracolo con un'ottica davvero sostanziale. (Ve n'è un esempio anche QUI e QUI).

Innanzitutto, le moltiplicazioni dei pani e dei pesci, riportate nei Vangeli sono due, e si riferiscono l'una alla Nuova Legge portata da Gesù, e l'altra a quella antica, sancita da Mosè.

In apparenza il risultato è identico: sfamare le genti, ma dal senso intrinsecamente diverso.

La prima volta, con 5 pani e 2 pesci il Cristo sostentò una massa di 5000 persone e rimasero 12 ceste in sopravanzo.

La seconda volta, con 7 pani e qualche pesce (di numero imprecisato) ne nutrì 4000 e le ceste avanzate furono 7.

Ora: la prima volta, analizzando bene, con un numero minore di pani (5) venne sfamata una maggior moltitudine di persone (5000) con un resto in sovrabbondanza (12 ceste); mentre nella seconda, con un numero più grande di pani (7) vennero nutrite meno persone (4000) con una rimanenza più esigua (7 ceste).

Per comprendere meglio il significato esoterico dei due episodi è necessario che io presenti un breve schema sul valore concettuale e potenziale del numero. (Nulla è a "caso" nell'Opera di Dio):

«1» = Padre, Potenza in atto.

«2» = Figlio, movimento faticoso nel tempo: il Cristo.

«3» = Manifestazione Dio nelle Sue singole parti: Padre, Figlio e Spirito Santo. Ma anche Essenza, Perfezione, Vita Infinita.

«4» = Doppio del «2», ma ha le proprie angolosità, quindi è un movimento più chiuso, una fatica maggiore che determina un moto involutivo.

«5» = Ha delle angolosità, delle rotondità, della gibbosità, un tratto breve retto e un movimento di ala che vorrebbe essere dolcissimo. Involuzione con la sua ipocrisia allettante apparentemente retta: moto evolutivo di fatica.

«6» = Movimento di Legge, di progresso. Inferiore al «3» pur presentandosi numericamente superiore: ha cioè il suggello cristico. Chi porta in vita l'impronta del «6» ha il segno positivo dell'evoluzione: movimento di progresso.

«7» = Movimento evolutivo assoluto. Il «7» e il «3» sono numeri del Creato. È composto dal «3», Divinità e quindi Potenza, e dal «4» indicante fatica. Denota la volontà, la capacità di un moto evolutivo. Chi porta il «7» è in evoluzione.

«8» = Movimento chiuso, negativo. L'«8» si avvolge continuamente su sé stesso. Impronta negativa. (Da distinguersi dal medesimo segno posto in orizzontale indicante il moto perpetuo, ossia l'Infinito).

«9» = La luminosità, la Potenza triplicata. Chi ha questo segno beneficia di ogni energia, purché sappia donare quanto riceve.




Ritornando dunque al nostro tema, analizziamo prima di tutto la cifra: «2» eventi simili; una successione di moti, che sebbene nella fatica del tempo, rivelano un progresso in seno all'umanità.

Come detto all'inizio, la seconda moltiplicazione dei pani, ossia del sostentamento di 4000 persone (moto chiuso, involutivo) con «7» pani e pochi pesci, rappresenta il periodo della Legge Mosaica (il «3» divino fu innestato dal Legislatore), in cui le masse, ancora involute, avevano necessità di una maggiore quantità di pane (non essendo questo abbastanza nutriente ‒ cioè azzimo, senza lievito ‒ perché privo della "sostanza" Amore portata poi dal Cristo con la Nuova Legge).

I «7» pani, perciò, offerti alle masse, stanno ad indicare il soccorso divino fornito loro attraverso Mosè per evolversi, ma non ancora sufficiente per demolire la loro durezza e ottusità che si sarebbero dissolte dopo, con l'Avvento del Cristo e della Nuova Legge d'Amore, resa possibile con il Suo sommo Sacrificio a pro dell'intera umanità.

Infatti, i «5» pani ampiamente sostanziati dal Cristo-Amore hanno potuto soddisfare le esigenze di 5000 persone tanto da avanzarne ben 12 ceste. Il «5», ricordo, è movimento di fatica nel tempo, ma con apertura verso l'alto definente la "svolta" data agli umani per risalire verso la Casa del Padre.

Pane e pesci equivalgono a due alimenti necessari per l'uomo. Il pesce rappresenta il cibo fisico, mentre il pane raffigura quello sostanziale, indispensabile alla vita eterna dello Spirito.

I pani vennero moltiplicati per potenza. Gesù non li distribuì alla folla, ma li diede ai Dodici dicendo di distribuirli.

Sublime insegnamento! Il «12», che sommato diventa 3, è numero potenziale, ed invita tutti i "chiamati" dalla Legge, come il Cristo chiamò gli Apostoli, ad attingere alla madia del Signore per cibarsi di quel «pane» che Egli di continuo elargisce, per poi distribuirlo, moltiplicandolo con la propria volontà d'amore agli altri, affinché anch'essi se ne alimentino e assurgano.




Da quanto emerge, v'è un abisso fra le considerazioni sempre immanenti del "Vicario di Cristo" e quelle trascendenti, peculiari della Realtà spirituale insita nel Vangelo! Ecco l'inganno del Falso profeta! Tutto viene riportato a mera necessità di soccorrere e sfamare i popoli da un punto di vista fisico, di condivisione sociale, non dando la priorità quasi mai, se non in apparenza, allo Spirito!

Certo, non si pretende da un papa, chiunque esso sia, di arrivare a questa profondità di analisi che appartiene alle più alte sfere angeliche, ma almeno che i contenuti trasmessi alle folle siano ricchi di quella sostanzialità che unicamente il Cristo ha esemplificato e trasmesso al genere umano.

In quasi «6» anni di pontificato bergogliano abbiamo assistito ad una serie infinita di spropositi, stravolgimenti evangelici (ved. QUIe di blasfemìe, come quella di dare a Gesù dello "scemo", del "poco pulito" o addirittura del "diavolo"; ved. QUI e QUI, nella seconda parte del post.

Cosa ci vuole ancora per convincere i più che il gorgo ipnotico nel quale è entrata l'umanità è di ordine diabolico e apocalittico e che si sta realizzando in pieno il Terzo Segreto di Fatima e le parole espresse dalla Vergine: "Satana riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa"?

Ecco dunque, come annunciato, la catechesi di don Ramon Guidetti sullo stesso tema.





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