venerdì 16 settembre 2022

Ratzinger, Tyconio, Fatima: ANELLO FINALE di Cionci




Sebirblu, 15 settembre 2022

Andrea Cionci, proseguendo sulla scia della sua formidabile inchiesta ‒ il "Codice Ratzinger" ‒ e prendendo spunto da uno scritto di una certa "Anima Mariana" esposto da Marco Tosatti, ha scoperto un particolare decisivo per comprendere meglio l'«Enigma della Rinuncia» di Benedetto XVI al Ministero attivo, serbando per sé quello Divino, il Munus, da Papa regnante. (Cfr. QUI e QUI).

Già  nel 1956,  Joseph Ratzinger  era stato incuriosito  dal teologo africano  del  IV secolo "Tyconio" quando, giovane sacerdote e professore in erba, elaborò e pubblicò un saggio intitolato "Osservazioni sul concetto di Chiesa" di Tyconio nel «Liber Regularum».

Prima di lui, con tutto il rispetto possibile per papa Benedetto XVI, questo dotto cristiano quasi sconosciuto attirò l'attenzione di Sant'Agostino da Tagaste, anch'egli originario dell'Africa, tanto che ne condivise il pensiero, scrivendo poi "La Città di Dio" contrapponendola a quella di Satana.

Ma meglio di me farà il bravo Cionci ad esporre l'incredibile nesso fra Ratzinger, Tyconio e Fatima con ciò che sta accadendo oggi in quella che era e che non è più la Chiesa «Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana» fondata da nostro Signore Gesù Cristo.




Il Tyconio di Ratzinger svela la "sede impedita" e Fatima:
Bergoglio è un vescovo bianco.

«Pochi giorni fa, il Santo Padre Benedetto XVI, in una lettera indirizzata al centro Studi Gioacchino da Fiore ha scritto: "Nell'agire storico di Dio, la verità si svela gradatamente".

Laici o cattolici che siate, è un fatto oggettivo che la verità della sua sede impedita si è svelata gradatamente, in un processo di montaggio logico di tanti fatti e documenti indagati su questa pagina e poi riordinati nel libro inchiesta "Codice Ratzinger" (Byoblu ed. maggio 2022).

Oggi, però, si aggiunge un'altra importantissima tessera alla ricomposizione di questo mosaico.

Sul blog dell'autorevole vaticanista Marco Tosatti è stato pubblicato QUI un testo sulla predilezione di Joseph Ratzinger per Tyconio, un teologo romano del IV secolo autore di un commento all'Apocalisse.

Questo conferma in toto la questione della sede impedita e del futuro annullamento della falsa chiesa bergogliana, ma chiude anche il cerchio sul terzo Segreto di Fatima.

Spiega papa Benedetto nell'udienza del 22 aprile 2009 (QUI; ndr): "Tyconio era giunto alla convinzione che la Chiesa fosse un corpo bipartito: una parte, egli dice, appartiene a Cristo, ma c'è un'altra parte della Chiesa che appartiene al diavolo".

Per Tyconio, da sempre nella Chiesa alberga una parte maligna, formata dai cristiani impostori che, insieme ai pagani, costituiscono la città del diavolo.

Il problema è che l'antichiesa, questa fronda di traditori, è nascosta, si mimetizza benissimo all'interno della vera Chiesa, e Tyconio la individua con le espressioni bibliche "mistero d'iniquità" (San Paolo) e "abominio della desolazione" (profeta Daniele).



"Sant'Agostino e il diavolo" di Michael Pacher

Secondo Tyconio, questa entità abominevole e avversa sarà pienamente smascherata solo quando ci sarà la grande DISCESSIO, dove il termine latino sta per "caduta" o "separazione". 

Solo allora appariranno chiari gli schieramenti: da un lato, la città di Dio con la vera Chiesa, e dall'altro la città del diavolo costituita dagli impostori dell'antichiesa uniti ai pagani.

Il paradosso è che questa Discessio non comporterà l'espulsione della parte marcia dalla vera Chiesa come è stato per secoli, fino al 2013, con i tanti scismi che hanno cacciato gli eretici.

Avverrà, invece, il contrario: sarà la vera Chiesa, RITIRANDOSI, a far sì che venga alla luce l'antichiesa da sempre rimasta nascosta al suo interno come un parassita maligno.

Come spiega Tyconio: "È necessario che l'Anticristo sia rivelato in tutto il mondo, e che allo stesso modo sia sconfitto ovunque dalla Chiesa... Ma ora è nascosto nella Chiesa".

Ma chi è che porterà l'antichiesa a un potere tale da costringere la vera Chiesa a ritirarsi? Tyconio è categorico: sono alcuni falsi fratelli che si trovano tra i dirigenti della Chiesa: "I vescovi, sotto l'apparenza di un dono della Chiesa, fanno ciò che fa avanzare la volontà del diavolo".

E questo è PRECISAMENTE quello che è avvenuto nei fatti. Costretto a togliersi di mezzo dall'alto clero modernista infedele, (vescovi e cardinali della Mafia di San Gallo) il Santo Padre Benedetto XVI l'11 febbraio 2013, con quel mirabile documento della Declaratio, non ha affatto abdicato, come sapete, ma si è RITIRATO in sede impedita QUI(Cfr. QUI e QUI, per approfondimenti; ndr).

Gli alti prelati dell'antichiesa, nella loro bramosia di potere, hanno frettolosamente convocato ‒ a papa non morto e non abdicatario ‒ un conclave invalido eleggendo un antipapa.  E così,  nel giro di nove anni,  l'antichiesa è venuta fuori,  come un ascesso in suppurazione, e si è manifestata per quello che è: eretica, apostata, inversiva, distruttrice del Cattolicesimo e fedele alleata dei pagani, cioè dei poteri novo-mondialisti.

Esattamente come nella previsione di Tyconio, papa Benedetto XVI si è ritirato, rinunciando all'esercizio del potere pratico ed autoesiliandosi in Vaticano. Poco a poco, dietro di lui sono venuti dei sacerdoti fedeli, guidati da preti-eroi, QUI, che si sono tirati dietro decine di migliaia di fedeli: un nuovo esodo, una nuova fuoriuscita dalla sinagoga.

[Ecco il video della serata "storica" in cui don Minutella ha riunito intorno a sé i sacerdoti coraggiosi che si sono staccati dalla Falsa Chiesa di Bergoglio. Poco dopo se ne è aggiunto un altro che qui non compare. Ndr].



Continuava papa Benedetto nella sua udienza: "Agostino lesse questo commento (di Tyconio n.d.r.) e ne trasse profitto, ma sottolineò fortemente che la Chiesa è nelle mani di Cristo, rimane il suo Corpo, formando con Lui un solo soggetto, partecipe della mediazione della grazia. Sottolinea perciò che la Chiesa non può mai essere separata da Gesù Cristo".

Infatti: la vera Chiesa è giuridicamente solo quella in comunione con Benedetto XVI che non ha mai rinunciato al munus petrino, l'investitura di origine divina.

Ora, come vedete bene, qui siamo ad un INCASTRO PERFETTO FRA TEOLOGIA, STORIA, ATTUALITÀ, LATINO E DIRITTO CANONICO.

Non solo: anche l'aderenza all'aspetto profetico è oggettivamente plastica.

L'autore dell'articolo sul blog di Marco Tosatti commenta: "Alla luce della teologia tyconiana, i vari commenti di Benedetto XVI sul significato del messaggio di Fatima assumono un nuovo significato.

Diventa evidente che Benedetto XVI comprende il messaggio di Fatima nel contesto dell'affermazione di Tyconio secondo cui il male più grande per la Chiesa nei tempi finali è il male nascosto dentro di lei. [...]

Considerando che la Santa Sede aveva sostanzialmente chiuso la porta al Terzo Segreto di Fatima, la risposta di Benedetto è stata a dir poco stupefacente. Ora può anche essere percepita come "tyconiana". Disse papa Ratzinger: "…oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa".

E a questo punto, si chiede l'autore dell'articolo: "Benedetto si è reso conto che, come Papa, ha dovuto avviare il «ritiro» della vera Chiesa da quella falsa per inaugurare la grande apostasia e iniziare l'esposizione dei falsi fratelli che si sono infiltrati nella Chiesa ai massimi livelli?".

CERTO CHE SE NE RENDE CONTO! Lo stiamo scrivendo da due anni! Già in aprile 2021 avevamo ipotizzato come Benedetto si fosse ispirato allo specchio citato nel terzo Segreto di Fatima (ved. QUI; ndr), per impostare la dicotomia munus-ministerium (tratta dal diritto dinastico tedesco) ovvero un ente-soggetto e il suo riflesso. QUI.

Ritirandosi genialmente dal ministerium, facendo in modo che, con un conclave invalido, lo collocassero formalmente in sede impedita, papa Benedetto XVI ha portato con sé la vera Chiesa e ha lasciato che l'antichiesa si smascherasse da sola ‒ e platealmente ‒ con nove anni di pazzie, eresie e stravaganze.



Continua l'autore: "Riflettendo sulla visione di suor Lucia, Antonio Socci propone che il "vescovo vestito di bianco" e il "Santo Padre" siano in realtà due persone distinte.

Egli chiede provocatoriamente: «Il segreto che ha al centro due figure – il vescovo vestito di bianco e un vecchio papa – ci parla del presente? Chi sono queste due figure?». Inoltre, Socci nota uno sviluppo davvero sorprendente: «Il 12 maggio 2017, a Fatima, è stato lo stesso Papa Bergoglio a dire di essere il vescovo vestito di bianco»".

Infatti, Bergoglio è ESATTAMENTE UN VESCOVO VESTITO DI BIANCO dal punto di vista canonico perché è antipapa, in quanto eletto in un conclave invalido, e sia col papato che con l'antipapato SI PERDE LO STATUS CARDINALIZIO.

Questo è confermato in modo "logico-matematico" dal cosiddetto "Rompicapo della mozzetta rossa", uno dei Codici Ratzinger più raffinati nel quale il Santo Padre spiega che Bergoglio ha scelto di vestirsi abusivamente di bianco perché non intendeva accontentarsi della veste rossa da cardinale. QUI.

Ma allora nel Terzo Segreto si parla di due personaggi diversi, come affermava Antonio Socci? Un vescovo vestito di bianco e un vero papa, quel Santo Padre che, nella seconda parte, sale faticosamente la montagna verso la croce di sughero e poi viene barbaramente ucciso? 

NO, a nostro giudizio. Il personaggio è sempre lo stesso: all'inizio, infatti, si specifica che il vescovo vestito di bianco è visto dai pastorelli ALLO SPECCHIO, quindi tutta la seconda parte del segreto, che apparentemente sembra riguardare un vero papa che viene trucidato da soldati, deve essere interpretata A ROVESCIO.

Ciò che sembra fisico-descrittivo-letterale va interpretato, quindi, in modo metaforico e rovesciato, specchiato. Così, quel "Santo Padre" non è il vero papa, ma è il falso papa, il vescovo vestito di bianco che, giunto quasi a realizzare la falsa religione mondialista, privata del sacrificio di Cristo (la croce di friabile sughero che non potrebbe mai sostenere un uomo) viene smascherato, delegittimato da un gruppo di militanti.

E questo avviene, cosa assai curiosa, quando l'antipapa è "prostrato in ginocchio": interpretato a rovescio, nello specchio, non si tratterebbe di una vera posizione devozionale, ma il falso papa può essere considerato prostrato NEL ginocchio, cioè dal dolore al ginocchio.

E ci saremmo anche qui: Bergoglio, piegato dal dolore al ginocchio si sta recando in sedia a rotelle ad Astana (ved. QUI; ndr), in Khazakistan, per realizzare qualche pasticcio teologico interreligioso sincretista per dare la mazzata finale al vero Cattolicesimo. Potrete trovare QUI, la nostra interpretazione dell'intero terzo Segreto.



Adesso saremo sicuramente attaccati per la "fuga in avanti" sull'aspetto profetico. Cancellate pure queste ultime considerazioni, se volete.

Resta il dato oggettivo che quanto giuridicamente predisposto da papa Benedetto XVI è completamente sovrapponibile con quanto aveva teorizzato Tyconio 1700 anni fa: ritirarsi per smascherare la falsa chiesa.

Il papa è uno solo, ed è Benedetto XVI. Se siete cattolici, rimanete in comunione con lui e gridate la verità dai tetti.»

Chiosa di Sebirblu

Allo stato attuale delle cose perciò, coloro che seguono il coraggioso don Minutella, che si è allontanato dalla "Falsa Chiesa" subendone di tutti i colori fino all'ingiusta riduzione allo stato laicale, nel rimanere UNITI al vero papa Benedetto XVI hanno contribuito con lui allo svelamento del Male insediatosi fin sul Soglio di Pietro!

Trovo assolutamente geniale QUESTO RITIRO che, tra l'altro, dà una solenne lezione ai caparbi "UNA CUM", che non hanno il coraggio di allontanarsi da una "pseudo-chiesa" che «fa acqua da tutte le parti», ma soprattutto ai SACERDOTI che si ostinano a permanere "IMBOSCATI", mettendo seriamente a rischio la propria integrità spirituale davanti a Dio, per l'enorme responsabilità da LUI STESSO loro affidata.

D'altronde papa Ratzinger, nella sua ispirata profezia (ved. QUI), aveva predetto che in ultimo i veri cristiani sarebbero rimasti in pochi, solo un "piccolo resto fedele" al fine di rappresentare il CORPO MISTICO di nostro Signore, pronto ad entrare gloriosamente nel TEMPO NUOVO.

Corono questo mio dire con il video di don Minutella che spiega bene quest'ultimo clamoroso intervento epistolare di Benedetto XVI, indirizzato al Centro Studi Gioacchino da Fiore in Calabria.



Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: liberoquotidiano.it


lunedì 12 settembre 2022

ASTANA: Ultimo Atto della Nuova Religione Mondiale?

 


Sebirblu, 10 settembre 2022

Come annunciato QUI, ecco la parte esoterico-religiosa che concerne l'apocalittica "Bestia della terra", nella figura del suo massimo rappresentante, Bergoglio, come Falso Profeta.

Il viaggio ad Astana, in Kazakistan, che egli avrebbe dovuto compiere l'anno scorso a marzo, era stato sospeso per la pandemia ed è slittato in avanti per i giorni 13, 14 e 15 settembre prossimi.

Nel precedente post avevo parlato dei contrassegni planetari inerenti alla "Bestia che sale dal mare", ossia del Mondo, ostentati vergognosamente dall'Élite dominante (si spera ancora per poco) in una frenesia diabolica che rasenta il parossismo.

Si può dire che, analogamente al vertice di Davos 2020, di ordine internazionale e mondano, si possa ora affiancare quello interreligioso e spirituale di Astana (adesso Nur-Sultan) per l'intento simbiotico di un Nuovo Ordine Mondiale luciferino.

E come ho evidenziato i simboli satanici, arrogantemente esposti dalla "Bestia salente dal mare" nel primo articolo, così farò in questo, ma non prima di apporre i link rivelatori di certe volte, fra le tante, in cui lo pseudo-papa argentino "la Bestia salente dalla terra", ha mostrato "le credenziali" della sua subdola appartenenza al Maligno: ved. QUI, QUI, QUI, QUI e QUI.

La peculiarità della città kasaka, il cui solo nome è già un'etichetta ("Astana" è l'anagramma di "Satana"), è quella di essere una sorta di "Nuova Torre di Babele" esattamente come le altre già indicate nel post su "linkato", del Parlamento Europeo a Strasburgo e della BRI in Svizzera.

Astana, dunque, rimasta con tale nome fino al marzo 2019, poi "Nur-Sultan" in onore del presidente  dimessosi  in quell'anno – Nursultan Nazarbaev – si fregia di essere, in tutto il pianeta, la metropoli più ricca di edifici e architetture di carattere esoterico-massonico.


Il "modestissimo" Palazzo presidenziale di Astana

Di fronte all'edificio, si trovano due maestose colonne dorate che ricordano molto bene quelle del Tempio di re Salomone: "Jachin e Boaz" (emblemi del principio degli opposti), adottate dalla Massoneria in tutte le sue logge e monumenti. Cfr. QUI.

Il concetto di entrambe, che si ergono alle porte dei luoghi sacri, può essere fatto risalire alle antiche civiltà (alcuni sostengono ad Atlantide, la fonte perduta della conoscenza ermetica).

Il simbolo di esse, da tempo immemorabile custodisce il passaggio verso luoghi santi e regni misteriosi. Segnano il passaggio verso l'ignoto e l'ultraterreno. Nella Grecia antica, venivano chiamate "Colonne d'Ercole" i promontori che fiancheggiano l'ingresso dello Stretto di Gibilterra.

Secondo  il racconto di Platone,  il regno perduto di Atlantide  era posizionato  oltre tali "Colonne", includendolo effettivamente nel campo dell'Ignoto. La tradizione ci dice che i pilastri recavano l'avvertimento "Nec plus ultra" (anche "non plus ultra"), che serviva da monito per marinai e naviganti a non proseguire oltre.

Simbolicamente, portarsi al di là delle "Colonne d'Ercole" esprime l'abbandono della bruttura del mondo materiale per arrivare alla sfera superiore di illuminazione.

Ecco il motivo per cui i due pilastri sono le "Colonne Portanti" della Massoneria: rappresentano un passaggio verso un nuovo mondo. Secondo la tradizione occulta, Atlantide è la civiltà da cui tutto il sapere ermetico è emerso. La rinascita di questo regno perduto è stato il sogno delle scuole misteriche per secoli.




Dalla parte opposta, oltre la pomposa sede del Presidente si trova la "Piramide della Pace e della Riconciliazione", edificata per accogliere il Congresso dei leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali.

Essa include gli alloggi per le numerose fedi religiose: ebraismo, islam, cristianesimo, buddismo, induismo, taoismo ed altre ancora.

Ospita anche un teatro dell'opera da 1.500 posti, un museo nazionale di cultura, una nuova "università della civiltà", una biblioteca e un centro di ricerca per i gruppi etnici e geografici del Kazakistan.

Questa diversità è unificata all'interno di una perfetta forma piramidale alta 62 m, con una base di metri 62 x 62.




L'imponente e superba struttura triangolare è costituita da tre emblematici livelli:

Nella prima parte, che è quella inferiore seminterrata, quasi totalmente immersa nell'oscurità, si trova un "Teatro" che rappresenta l'elemento profano o ludico dei "circenses", ossia dei non-iniziati; i cosiddetti "Goym", le persone comuni che non vedono e non conoscono quasi nulla e che perciò vengono tenute "addormentate" tramite spettacoli di varia natura ad esse confacenti.

Tuttavia nel soffitto, per coloro che aspirano ad ascendere più in alto, è raffigurato un Sole che illumina i "disposti" ad accedere ad un grado superiore di consapevolezza, quello dei "Risvegliati".



Poi, nella seconda parte della piramide, si trova la "Sala per i Religiosi", in cui vi è una luce più diffusa e il sole si trova al centro del tavolo sito nel mezzo della sala, e non difficilmente raggiungibile come nel sottostante piano, sul plafone.

Ed è proprio qui che si riuniranno i Delegati delle numerose correnti fideistiche del mondo con la solenne presenza del "Falso Profeta" per riunirle tutte. (Cfr. QUI e QUI).




Infine, nella terza parte, al vertice della piramide, vi è la bella "Sala degli Illuminati" interamente tonda (emblema di perfezione e di "deità") e rischiarata da un'enorme finestra tutta in vetro, continuativa e luminosissima, su cui sono state incastonate delle bianche colombe di effetto straordinario.


Non può sfuggire il significato di questa tripartizione tipicamente massonica, secondo cui i profeti, i filosofi, gli iniziati, i padroni di questo mondo vedono e controllano tutto mediante l'occhio della piramide, godendo di una conoscenza o luce superiore a quella dei religiosi, sotto i quali, da subalterni, vi sono gli "schiavi", i laici, i profani che vivono nell'oscurità del divertimento e della distrazione (cioè immersi ancora nell'ignoranza).

Un'altra costruzione spettacolare è Bayterek, o "pioppo": ufficialmente il più alto luogo di osservazione panoramica della città.

Progettata dal noto architetto britannico Sir Norman Foster (come quasi tutto ad Astana), la torre è destinata ad incarnare un racconto popolare relativo ad un mitico "Albero della vita" e ad un uccello magico della felicità.

Esso, chiamato Samruk, aveva deposto il suo uovo nella fessura tra due rami di un pioppo. L'uovo – il globo d'oro posto alla sommità dell'architettura – raffigura, ancora una volta, il Sole, la Deità Suprema per i massoni.




E all'interno di essa, uno strano manufatto attira i visitatori che possono, da lassù, bearsi del panorama mozzafiato non soltanto della città, ma anche della steppa sconfinata: un disco solare con 32 raggi ed un triangolo dorato inscritto, su cui gli stessi sono invitati a poggiare la mano sovrapponendola all'impronta già lasciata dall'ex presidente Nazarbaev.



In questo modo, il visitatore raggiunge idealmente con la sua "unità" il numero 33 che è il massimo grado della Massoneria.





L'altra scultura accanto con il mappamondo centrale, sempre simile al Sole coi suoi raggi, riporta le firme dei capi religiosi che attualmente sono diciassette.




Questo "Albero della vita", inoltre, è il Cuore sacro della città, il canale attraverso cui "gli Spiriti abbandonano il mondo materiale per unirsi a quello divino".

Un altro impianto conico, stravagante e fuori dall'ordinario, è il Khan Shatyr, ossia "tenda reale", è il più grande padiglione del mondo, una tecnostruttura trasparente (ved. QUI) alta 150 m e coprente un'area di 140.000 metri quadri.

Esso ospita al suo interno un parco a grandezza urbana, piazze e strade, un enorme centro commerciale, negozi di ogni tipo, ristoranti e varie sale di intrattenimento, un "fiume" navigabile ed una spiaggia con sabbia accessibile tutto l'anno.


Khan Shatyr


Centro commerciale e negozi


Balneazione e spiaggia


Infine,  in una ricca ma inquietante  compagine  massonica  come  quella di Astana, non poteva mancare  la Fenice  il cui aggettivo  più utilizzato è "araba",  per indicarne il luogo di provenienza che Erodoto, per primo, ha citato come uccello originario dell'Egitto.

Spesso  associata al Sole,  veniva spesso rappresentata o disegnata  con l'emblema di un disco aureo, o con la caratteristica corona "Atef". Il suo significato esoterico di "Fuoco" purificatore porta al ciclo continuo di "vita-morte e rinascita" dopo la catarsi.

Nella capitale kazaka sono diverse le sue raffigurazioni, come d'altronde in altre parti del mondo dove l'«Élite si è distinta per i suoi spettacoli a carattere occulto-simbolico come QUI, o alle Olimpiadi di Londra del 2012, ricche di messaggi massonici e oscure profezie (sulla pandemia per esempio) in parte già avveratesi.

Questa simbologia esoterica sta dilagando nel mondo in tanti eventi ed occasioni mondane senza che il pubblico spettatore ne abbia una piena consapevolezza, ma invia segnali a chi li sa riconoscere.



Conclusione

Bergoglio quindi, il Falso Profeta, si recherà nella capitale ad alto contenuto satanico-massonico-sionista. Una città ri-progettata solo pochi anni fa per diventare un polo che anche nel nome sembra essere dedicata a Satana.

Cosa  ci va a fare un "papa",  nella metropoli  edificata  per osannare Lucifero?  Non un "papa" qualsiasi, ma "l'uomo posto al centro" della storia escatologica che stiamo vivendo? Un "papa" che strizza l'occhio al suo «nemico», quale corifeo di una Chiesa divinamente fondata, che più volte ha bandito la Massoneria e i simboli contrari alla religione che Lui stesso rappresenta?

Lui... che da rinunciatario Vicario di Cristo (ved. QUI) inneggia all'unificazione di tutte le religioni, dimenticandosi che il SOLO SALVATORE del MONDO è Quel GESÙ davanti al Quale non si inginocchia MAI... perché Lo ha escluso subdolamente dai suoi piani diabolici?

Cosa ci va a fare un "papa" in una metropoli ambigua e controversa, quale capitale di un nuovo «dio» ecologico, culturale e politico? Vi andrà forse per contribuire a realizzare il "Grande Reset", volto a far risorgere la «Fenice» di un Nuovo Ordine Mondiale?

Domande drammatiche, alle quali soltanto il Nostro Dio, Quello Vero, potrà in tempi molto brevi dare a noi risposta! I tempi bui sono agli sgoccioli e la cappa tenebrosa preparata per l'arrivo dell'anti-Cristo non opprimerà più i Suoi Figli realmente fedeli.

L'Eterno Padre li farà portare in salvo: «fuori da Babilonia!» come dicono le Scritture e molti, moltissimi messaggi credibili, antichi e moderni, che ci rassicurano fino ai giorni nostri.

Post scriptum

Termino questo scritto sul viaggio di Bergoglio ad Astana, aggiungendo una catechesi di don Alessandro Minutella sul tema (dell'8 giugno 2021, anno in cui avrebbe dovuto avvenire l'evento), poiché quanto spiega da bis-teologo può essere utile a tutti come serio approfondimento dottrinale.




Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Spunti presi da QUI e QUI


venerdì 2 settembre 2022

L'Apparizione silenziosa ed emblematica di Knock


Mosaico dell'apparizione nella Basilica di Knock ideato e composto a Spilimbergo (PN) 

 
Sebirblu, 2 settembre 2022

Qualche tempo fa, ho avuto modo di venire a conoscenza di una straordinaria apparizione, di cui non avevo mai sentito parlare, avvenuta in Irlanda 143 anni or sono, che curiosamente ha coinvolto tre supreme personalità della Storia Sacra: Giuseppe,  Maria  S.S.  e  Giovanni,  il discepolo tanto amato.

Le figure stavano in silenzio, a pochi passi dal muro di una piccola parrocchia di paese e, sebbene stesse piovendo e il vento soffiasse impetuoso, il terreno sotto le figure e il muro posteriore della chiesa rimasero completamente asciutti.

[Esperienza fatta anche da me e il mio gruppo negli anni '80, quando nel bellunese ci siamo inginocchiati sull'erba fradicia d'acqua (residuo di un forte temporale) nel luogo dove era apparsa la «Vergine dell'Apocalisse» alla piccola Francesca Pajer, per dire una preghiera, e ci siamo alzati completamente asciutti, senza nemmeno l'ombra di una piccola macchia sulle ginocchia o sui pantaloni! Ved. QUI].


Il mosaicista Fabrizio Travisanutto al lavoro sull'immensa opera per Knock, da 14x14 metri (QUI).


Ma ecco il racconto dell'evento soprannaturale:

"Il 21 agosto 1879, la Vergine Santissima apparve all'esterno di una chiesa irlandese nel villaggio di Knock, nella Contea di Mayo (all'ovest dell'Irlanda).

Era una notte tempestosa, Margaret Beirne stava chiudendo la chiesa quando notò un'intensa luce provenire dal lato sud dell'edificio. Ad una prima occhiata le parve di vedere le statue di Maria, di Giuseppe e di Giovanni apostolo accanto ad un nuovo altare su cui si trovavano un agnello e una croce.

La donna non vi prestò molta attenzione perché l'anno prima la piccola chiesa aveva perso due delle sue statue durante un temporale, per cui pensò che quelle davanti ai suoi occhi servissero da rimpiazzo alle altre perdute.

Anche la governante dell'arcidiacono Cavanagh ‒ Mary McLoughlin ‒ le aveva scorte ma, allo stesso modo di Margaret, considerò che fossero delle nuove effigi comprate dal pastore a Dublino. Entrambe dedussero, tuttavia, quanto fosse strano che egli le avesse lasciate fuori, sotto la pioggia.

Più tardi, Mary McLoughlin uscì dalla parrocchia e si recò da Margaret Beirne. Quando decise di tornarsene a casa,  la sorella maggiore di quest'ultima,  anch'ella di nome Mary, si offerse di accompagnarla. Incamminatesi sotto una pioggia torrenziale, le due donne passarono a fianco della chiesa e notarono che le statue erano ancora là.

Allora Mary Beirne, la più curiosa delle due, decise di dare un'occhiata più da vicino. Ma mentre vi si avvicinava ebbe un sussulto di meraviglia: "Non sono statue... Si muovono... È la Madonna!", esclamò.

Subito ella corse verso casa a chiamare la madre e il fratello che presto si diressero sul luogo dell'apparizione. Intanto la notizia si sparse velocemente e almeno 22 persone erano presenti quella notte...



Descrizione dello strabiliante evento celeste

L'intero muro posteriore della chiesa era illuminato da un intenso chiarore che poteva essere visto da molto lontano, come testimoniò un contadino, Patrick Walsh. Le figure erano sospese a circa mezzo metro d'altezza.

Si trattava di Maria Regina, avente una corona d'oro adorna di una rosa rossa poggiata sul capo coperto da un velo bianco lungo fino ai piedi, similmente al candore del mantello fissato davanti sopra il seno; le braccia flesse all'altezza del gomito erano protese verso l'alto, così come il volto.

Le altre figure, leggermente più basse, erano Giuseppe alla sua destra, col capo chino e le mani congiunte in preghiera, e Giovanni al fianco opposto con mitra da vescovo*, sostenente con la mano sinistra un grande libro aperto (presumibilmente l'Apocalisse), mentre l'altra indicava il Cielo con un dito.

*[Questo particolare riguardante il solenne copricapo sacerdotale di Giovanni corrisponde alla visione di un mistico, da me descritta QUI sugli ultimi tempi della Chiesa, ed anche a quanto annuncia Gesù nel medesimo testo al suo discepolo diletto tramite Maria Valtorta; ndr].

Vicino e leggermente scostato dall'apostolo si vedeva un altare, con l'Agnello in piedi irraggiante luce dorata e dietro di lui la Croce, entrambi circondati da angeli che volteggiavano loro intorno.

Uno dei veggenti, un adolescente che si chiamava Patrick Hill, si avvicinò alle figure per toccarle ma, allorché allungò la mano, esse si ritrassero non permettendo di venire lambite.

Patrick, più tardi, testimoniò alle autorità che quelle erano persone vere, in tre dimensioni, non semplici proiezioni astratte. Poteva distinguerne gli occhi, il colore dei capelli, la conformazione della pelle, ogni particolare.

Anche le ali degli angeli si muovevano. Il libro sul braccio di Giovanni apostolo era aperto e Patrick poteva intravedere ciò che v'era scritto.

Mentre la piccola folla si inginocchiava in preghiera davanti all'apparizione, i visitatori celesti continuavano a mantenere il silenzio. Non una parola veniva pronunciata. Solo dopo molte ore, improvvisamente le figure sparirono."


Cappella eretta sul luogo dell'evento straordinario

Riporto il parere approfondito di Don James, un frate francescano che studiò a lungo il caso, in un suo scritto del 1950 intitolato «The Story of Knock»:

"San  Giovanni  teneva in mano un libro...  perciò,  se si vuole scoprire il messaggio di Knock, è necessario aprire il «Libro dell'Apocalisse». È il testo che contiene l'interpretazione della storia universale. Esso è permeato del grande tema della redenzione  nelle  sue  tre  fasi  cosmiche.

1) In primo luogo c'è l'episodio della «Donna vestita di Sole» che sta per partorire un figlio maschio, rapito poi in cielo.* (Ap. 12).

*[Ho parlato a più riprese di questo accadimento grandioso manifestatosi come «Segno» astronomico il 23 settembre 2017; cfr. QUI, QUIQUI QUI; ndr].

2) Poi c'è il brano dell'«Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo» (Ap. 14), in cui Giovanni descrive il piano eterno di redenzione simboleggiato in maniera così semplice e toccante dall'agnellino che fu visto a Knock.

3) Infine c'è la «Nuova Gerusalemme" (cap. 21), la Città spirituale a Gloria di Dio, della quale «l'Agnello è la lampada»."

Anche David M. Lindsey,  nel suo libro "The Woman and the Dragon:  Apparitions of Mary" individua nella manifestazione celeste di Knock un chiaro rimando all'Apocalisse:

"I tre santi personaggi rimasero in silenzio e sembrò che non dessero nessun messaggio, ma in realtà non fu così. Il tacere a volte è più eloquente delle parole.

Bisogna analizzare con attenzione l'accadimento per scoprire il messaggio che esso nasconde. Maria è apparsa al centro, con il suo sposo Giuseppe da una parte e il figlio adottivo Giovanni Evangelista dall'altra, portando la corona d'oro di Regina del Cielo... (e della terra come Madre dell'umanità; ved. QUI e QUI; ndr).

Sull'altare brillava l'Agnello ritto in piedi, come lo vide in visione l'antico Vegliardo nell'isola di Patmos e descritto da lui nel libro della Rivelazione, dove la sacra mensa era d'oro.

In più,  forse non tutti sanno che il verbo inglese  «to knock»  vuol  dire «bussare», e in Ap. 3,20 troviamo: «Ecco, Io sto alla porta e busso... Se qualcuno ascolta la Mia voce e Mi apre la porta, Io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con Me»."



Ora, qualche nota mia...

Innanzitutto quest'ultima frase di Gesù,  esposta dall'autore,  è un richiamo urgente e preciso, nell'attuale fase apocalittica, a scuotersi dal torpore e dall'indifferenza mortifera... È un dolcissimo invito a non avere paura di rivolgersi a Lui, non dimenticando che ha dato la Sua Vita per riscattare l'umanità dalla prigionia nella quale era caduta... (cfr. QUI, QUI e QUI).

Riflettendo poi sul significato profondo del SILENZIO messo in atto dai visitatori celesti, vi intravedo un'assonanza con l'apertura del 7° sigillo (Ap. 8, 1-13), il suono delle 7 trombe e l'inizio delle sventure che lo stesso genere umano ha attirato a sé con il proprio arbitrio.

Cos'altro  può  dire  il Cielo,  d'altronde,  agli uomini sordi e duri  come  mai  prima? È indispensabile affrettarsi a comprendere che la Chiesa, divenuta apostata e traditrice (ved. QUI, QUI e QUI) non è più una garanzia spirituale per nessuno e men che meno da seguire nell'insegnamento deviato dei suoi membri corrotti!

Rivolgendo dunque lo sguardo all'apparizione di Knock, è possibile comprendere l'intero messaggio iniziando dapprima ad osservare la figura di Giuseppe che, nel suo atteggiamento umile e orante, offre un grande esempio ai popoli della Terra di cui è il patrono, dichiarato tale, "guarda caso", solo 7 anni addietro da Pio IX!

La seconda figura da analizzare è Giovanni, "colui che doveva rimanere" (Gv. 21, 20-23) e che era giusto mettere a conoscenza (con le visioni apocalittiche) dell'intero ciclo umano sino al suo termine. (Cfr. QUI).

Scomparso alla vista d'allora, perché non trapassò, ritornerà con voce di tuono a farsi udire come Pontefice massimo per ripristinare l'Ordine divino così oltraggiato e vilipeso (il link esplicativo è sopra, quando ho parlato del copricapo da vescovo).

La terza seppur più importante figura è Maria Santissima, instancabile Madre, che da secoli richiama, protegge e prega per impetrare la Grazia e il Perdono per i suoi figli dispersi: Ella è il Sacro baluardo invincibile contro gli attacchi del Maligno che l'Eterno nella Sua Bontà ha donato a chi a Lei si affida. (CfrQUI QUI).

Infine, il punto centrale e primario dell'apparizione è l'altare d'oro con l'Agnello splendente e la Croce che suggella il grande Sacrificio Cristico, in un tripudio di angeli osannanti la Maestà di Dio fattosi Uomo.

Che differenza abissale tra il concetto di «altare» di un tempo lontano e soprattutto della "Sacra Presenza" in confronto alle vergognose esposizioni 'laterali' delle chiese d'oggi!


Le Tre auguste Figure e l'Agnello con la Croce presenti nella Cappella esposta sopra.

Esiste però un aspetto molto più profondo della realtà apparente che riguarda i tre personaggi e il Cristo stesso raffigurato dall'agnello, e tale realtà è stata rivelata dall'ultrafanìa per mezzo di voci sublimi giungenti dagli spazi siderali, che l'uomo comune non conosce, non può conoscere, finché non si decide a volgersi verso il Cielo e a lasciare dietro di sé tutta la zavorra umana.

Della Vergine purissima ho spiegato varie volte la prodigiosa nascita, rivelata non solo dai piani altissimi QUI e QUI, ma principalmente dal Cristo stesso ad alcune anime elette come JNSR QUI o Maria Valtorta QUI.

Di Giovanni ho riferito ampiamente in altri post ed accennato sopra con relativi link, ed è più che sufficiente al momento attuale per cercare di comprendere almeno un po' l'inimmaginabile Bontà dell'Eterno Padre che ha lasciato ai Suoi figli ribelli la presenza costante dell'Apostolo e della Madre S.S. con le sue incommensurabili mariofanìe.

Resta Giuseppe, di cui non si conosce, ad esempio (nonostante i Vangeli apocrifi ‒ che non significa 'falsi' ma 'segreti' ‒ ne parlino) quanto la sua età fosse avanzata tanto da non poter più procreare. Questo fu detto anche dai testimoni presenti all'apparizione di Knock che lo descrissero "molto vecchio con baffi e barba grigi" (ved. QUI).


Guido Reni


Il chiarimento definitivo giunge dall'ultrafanìa (ved. QUI e QUI) per mezzo dell'Entele Maestro (significato QUI):

«La Divinità si è "manifestata"; il padre putativo e la Madre/Spirito non sono necessari per la concretizzazione di quello che voi definite miracolo, ma al fine che la presenza di Gesù fosse giustificata ad un'umanità pronta all'analisi e desiderosa di avere delle prove concrete.

Vi fu da parte di Maria una deformazione fisica, onde persuadere gli umani che l'Uomo-Dio era disceso; Egli ‒ Raggio inconcepibile del Padre, Dio medesimo, che se si fosse reso manifesto in tutta la Sua Potenza avrebbe incenerito persino la Madre ‒forniva la prova della Sua esistenza tramite l'apparente deformazione organica. 

La presunta maternità visibile della Creatura che era stata fatturata in apposito ambiente e la presenza di un padre così avanzato negli anni dovevano rendere chiara l'impossibilità di una generazione umana.

Egli, l'Increato, per scendere sulla Terra non aveva necessità, ripeto ancora una volta, del concorso del maschio e della femmina.»  ("Scintille dall'Infinito" pag. 225).




Concludendo il mio pensiero, malgrado lo squallore delle chiese, diventate ormai teatro delle più blasfeme e mondane esternazioni, che relegano, come ho asserito poc'anzi, l'Altissimo e il sacro altare nei posti più remoti e nascosti (tanto che i fedeli devono andarselo a cercare), non perdiamoci d'animo...

Rimaniamo ancorati alla Sostanza Vera e continuiamo a "cibarci" dell'Esempio perfetto datoci da Nostro Signore, mettendolo in pratica... naturalmente... Non è stato forse Lui a dire:

«Io sono il Pane della vita; chi viene a Me non avrà più fame e chi crede in Me non avrà più sete»? (Gv 6,35).

Allora accogliamo in questo "deserto" insopportabile che pretende di vivere senza il suo Creatore l'alimento sostanziale che Lui ci offre, cercando di distribuirlo, dopo averlo assimilato, agli affamati e agli assetati, ma sempre... «cum grano salis».

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Estratti presi da: profezie3m.altervista.org


lunedì 29 agosto 2022

La Falsa-Chiesa AZZERA pure il MIRACOLO di LORETO!


"La Traslazione della S. Casa di Loreto" di Francis Xavier Weninger - 1876.

AVVISO IMPORTANTE

Prima di esporre il nuovo post, vorrei avvertire gli assidui lettori di aver ricevuto un nuovo drammatico scritto da "Piera", la povera donna vessata tragicamente da entità diaboliche, messo in evidenza al "post scriptum" dell'articolo QUIal fine di un grande APPELLO alla preghiera, e magari al digiuno, per quest'anima travagliata, unitamente a moltissime altre nel mondo nelle sue stesse condizioni. Grazie a tutti.

Vorrei inoltre segnalare che proprio questa sera 29/8, alle ore 21;15, don Minutella su Radio Domina Nostra QUI, o su Facebook QUI, officerà una solenne preghiera di Liberazione per i casi come questo.

Ora proseguo...

Sebirblu, 28 agosto 2022

In occasione della visita di alcuni miei cari amici alla Sacra Casa di Loreto, scrivo queste righe che mi sgorgano dal cuore, a difesa della tradizione millenaria che ancora sostiene gli ardenti veri, coloro che, al di là di qualsiasi congettura umana, ascoltano la Voce dello Spirito nel silenzio della propria "cameretta interiore".

Sì, perché tra le molteplici gravi alterazioni compiute dalla Falsa Chiesa modernista, perpetrate a detrimento della Santa Istituzione fondata da Gesù Cristo, vi è anche quella sulla ritrattazione del Grande Miracolo compiuto dagli Angeli nel traslare l'intera "Dimora di Nazareth" nelle sue cinque peregrinazioni.

Nell'arco dei secoli, sono state davvero tante le testimonianze di santi e mistici che hanno sostenuto la validità di tale prodigio in diverse loro visioni (ad esempio quelle di Katerina Emmerick o di S. Giuseppe da Copertino dei quali accennerò a seguire) avallate pure dal pronunciamento di molti papi (ben 75 dal 1291 al 2013 – partendo da Niccolò IV a Benedetto XVI).


Interno della Sacra Dimora

Le rivelazioni della Beata K. Emmerick

«La famosa suora mistica – per anni immobile nel letto – descrisse la Santa Casa con esattezza, pur senza averla mai vista, dichiarando che lì avvenne l'Annunciazione dell'Angelo a Maria; afferma che essa fu portata via da Nazareth dagli "Angeli", e proprio "in volo", dichiarando risoluta: "Le pareti della Santa Casa di Loreto sono assolutamente le medesime di Nazareth». (Cfr. "Le Rivelazioni di K. Emmerick", ed. Cantagalli, Siena, 1968, I°, p.140).

E in un altro testo ribadisce:


«Ho veduto spesso in visione la traslazione della Santa Casa di Loreto... l'ho vista trasportata sopra il mare da sette Angeli. Non aveva alcun fondamento... Tre di essi la tenevano da una parte e tre dall'altra; il settimo si librava di fronte: v'era una lunga scia di luce sopra di lui...» (Beata K. Emmerick, "Vita di Gesù Cristo e rivelazioni bibliche", cap. IV, par. 2°).


Casa della Beata Katerina Emmerick

Un famoso frate testimone del miracolo di Loreto

Giuseppe da Copertino (1603-1663) è forse il più celebre dei santi che si sollevavano dal suolo. Il frate minore conventuale, originario della provincia di Lecce, levitava spesso mentre celebrava la Messa, ma gli capitava pure di librarsi all'esterno. I suoi voli dall'altare sono stati visti da numerosi fedeli.

Nel libro "Angeli e Mistici", l'angelologo don Marcello Stanzione (ved. QUI) rivela una testimonianza poco nota del santo, ossia il suo rapporto diretto con le Creature Celesti sfociato in una sorprendente rivelazione:

«Tra le molte e gravi angustie della sua vita il frate ebbe spesso la grazia di essere visibilmente confortato dagli Angeli dai quali, specie durante il Santo Sacrificio, lo si vedeva rapito in alto, in estasi da paradiso.

Tuttavia, la visione più importante da ricordare ‒ prosegue l'autore del libro ‒ che ci richiama alla memoria uno dei più discussi prodigi angelici, è quella che lo stesso ebbe durante un pellegrinaggio a Loreto.

Giunto presso le mura di quella città, San Giuseppe da Copertino "dall'alto di un colle da cui si vedeva troneggiare nell'azzurro cielo la superba cupola sotto cui era l'umile casetta di Nazareth, vide aggirarsi numerose schiere d'angeli. Sì che, accennandone al suo compagno di viaggio, gli disse che la Madonna aveva voluto dargli una prova in più della traslazione prodigiosa della sua Santa Casa».


"S. Giuseppe da Copertino" di Ludovico Mazzanti - XVII secolo.

Ma è soprattutto nei tempi recenti che si sono ottenute le prove scientifiche della attendibilità miracolosa degli spostamenti "aerei", contrari ad ogni logica umana, come spiega bene il prof. Emanuele Mor al termine del suo articolo sul Sacro Edificio:

I Fatti

«Siamo nei primi giorni di maggio del 1291. I Turchi hanno preso totale possesso della Terra Santa, dove a Nazareth restano le vestigia di quella "Piccola Struttura" che la tradizione, dai primi secoli dell'era cristiana, indicava quale dimora della Vergine Santa in cui ebbe luogo l'Annuncio angelico e dove visse Gesù.

Il tramando dice che dopo la Risurrezione, gli Apostoli si sarebbero riuniti in quella Casa, dove Pietro avrebbe eretto un altare e celebrato la "frazione del Pane" conforme all'insegnamento del Divino Maestro.

In quello stesso periodo del mese, a duemila chilometri di distanza, sulla collina di Tersatto non lontano da Fiume (l'odierna Rijeka), dei boscaioli vedono una piccola casa che prima non non c'era in quel luogo.

Il fatto  impressiona  molto,  perché  su  quel  colle  scendente al mare  non esistevano né capanne né tanto meno case. La piccola costruzione, posata sul terreno, ha una lunghezza di m. 9,52 ‒ una larghezza di m. 4,10 e un'altezza (all'interno) di m. 4,30.

Di fronte all'entrata c'è un altare di pietra su cui è posata una scultura in legno della Madonna col Bambino: la mano destra di Gesù è levata per benedire. Sopra, sul muro, una Croce greca col Cristo e un'iscrizione: "Gesù di Nazareth, Re dei Giudei".

Oltre all'altare v'è un camino annerito, che ne comprova un lungo uso. Non lontano da questo vano, un armadio scavato nel muro e degli utensili da tavola: "Sembra una Cappella che sia stata abitata", dicono i boscaioli.

Il curato di Tersatto, don Alessandro De Giorgio, viene informato dell'accaduto, ma, molto ammalato, non può muoversi. Gli appare la Madonna che gli attesta essere quella la Sua Casa di Nazareth dove nacque, dove avvenne l'Annuncio dell'Arcangelo Gabriele e dove visse con Gesù.

Gli disse pure che sull'altare l'Apostolo Pietro operò la prima celebrazione dello "spezzar del Pane", e che la statua in legno di cedro era opera di San Luca. Inoltre, come sigillo dell'Apparizione, don Alessandro viene improvvisamente guarito dalla sua infermità.

(Notizie provenienti da uno studio del 1893 di Guillaume Garratt, dell'Università di Cambridge).


Tersatto (Rijeka) - Santuario eretto sul luogo della Traslazione della Santa Casa; ved. QUI)

In quegli anni è signore di Tersatto il conte Nicolò Frangipani, governatore delle tre province di Dalmazia, Croazia e Illiria. Egli invia a Nazareth una commissione di tre persone, tra cui il curato, che può constatare come realmente la Casa di Nazareth con grande stupore dei Turchi sia improvvisamente sparita.

Questa notizia arriva, prima ancora che la spedizione sia di ritorno (un viaggio di duemila chilometri via mare), da pellegrini venienti dalla Terra Santa. Si viene a sapere da costoro che i musulmani ricavano da tempo cospicui profitti dai visitatori della Santa Casa.

Il 10 dicembre 1294 (tre anni e sette mesi esatti dalla miracolosa Traslazione), la casa ri-scompare e viene ritrovata dall'altra parte dell'Adriatico in boschi non lontani da Recanati, di proprietà di una certa signora Lauretta. Alcuni pastori della regione vedono quel mattino una luce abbagliante uscire dalle nubi... Molta gente accorre e certi briganti ne approfittano per derubare i curiosi.

Passano otto mesi, e la Casa di Nazareth una notte sparisce di nuovo collocandosi ad un chilometro e mezzo di distanza, in un campo che appartiene a due fratelli: i conti Stefano e Simone Rinaldi di Antici. Pure loro vorrebbero ricavare giovamento dalle offerte dei forestieri, giungendo per questo ad inoltrare una petizione al pontefice Bonifacio VIII per ottenere il titolo di proprietà.



Ma ecco che, durante un'altra notte del dicembre 1295, la Santa Casa si sposta ancora su una strada che va da Recanati a Porto Recanati, fuori da ogni proprietà, e come sempre si posiziona al suolo, senza fondamenta alcune. I magistrati del posto sono obbligati ad attuare una deviazione del percorso per garantire la viabilità. Anche costoro formano una comitato di sedici nobili e notabili del luogo che inviano al di là dell'Adriatico per sondare l'accaduto.

Il Conte Frangipani, al corrente di quanto avvenuto, mostra al comitato una Cappella da lui edificata in ricordo, con l'iscrizione (ancora esistente): "La Santa Casa della Beatissima Vergine Maria venne da Nazareth a Tersatto il 10 maggio 1291 e si ritirò il 10 dicembre 1294".

Le medesime sedici persone raggiungono poi la Galilea, confermando i risultati del primo sopralluogo: eguali le dimensioni, eguali le pietre della struttura, e si constata nuovamente che "la data di partenza della Casa per la Dalmazia coincide con quella dell'arrivo sulla collina di Tersatto"

.

Ricordo della "Santa Casa" in località Banderuola o Selva della signora Lauretta o Loretta

La Storia recente

Oggi una grande Basilica in marmo bianco, concepita nel XVI secolo dal Bramante, riveste degnamente la piccola-Grande Casa. Migliaia di pellegrini nel corso degli anni hanno lasciato la loro attestazione in questo Santuario dove si sono succeduti molti ed eclatanti prodigi.

Tanti  uomini illustri  hanno scritto su Loreto.  Tra  gli altri  Montaigne,  che lo visitò nel suo "Journal de Voyage en Italie par la Suisse e l'Allemagne", ricordando i fatti suddetti e descrivendo miracoli e riferimenti importanti con i Re di Francia.

Anche papa Giovanni Paolo II volle dare una risposta alla veridicità della Santa Casa recandovisi fin dall'8 settembre 1979 all'inizio del suo Pontificato, e dichiarandosi "felice che l'umile prato di Loreto fosse diventato uno dei più celebri Santuari Mariani d'Italia" aggiungendo poi: "Io vengo a cercare, con l'intercessione di Maria, la Luce!".

Le Prove scientifiche

L'iter delle traslazioni sopra descritte nei loro modi e nei loro tempi non lascia dubbi che, se veridiche, si riferiscano ad avvenimenti scientificamente non spiegabili.

Anche oggi, con le tecnologie più avanzate, la rimozione "in toto" di una casa, pur delle dimensioni di quella di Loreto, presenterebbe enormi difficoltà e questo, perciò, appare tanto più impossibile per l'epoca in cui è avvenuta.

Si pensi a quale lavoro di preparazione e di avanzata tecnologia ha comportato il "taglio a strati" e successiva ricostruzione di alcuni monumenti dell'antico Egitto al fine di salvarli dall'invaso della grande diga di Assuan, per avere un'idea delle serie complessità di queste operazioni.

Si deve quindi dedurre che anche l'ipotesi di una scomposizione dei muri della Casa nei  singoli  blocchi di  pietra  effettuata a Nazareth e ricomposta  prima  in  Dalmazia, e per altre ben quattro volte sulla nostra costa adriatica, dopo duemila chilometri di peregrinazione per terra e per mare, è assolutamente inaccettabile ed urta contro gli eventi verificatisi, quali la simultaneità delle date di ripartenza e di arrivo e la lapide tuttora esistente a Rijeka (ex Fiume).


Ritrovati i resti e le fondamenta di una casa nel centro di Nazareth
che alcuni pensano possa essere quella della Sacra Famiglia. Ved. QUI.


L'analisi della malta, inoltre, come diremo qui di seguito, nei punti dove attualmente tiene unite le pietre, presenta caratteristiche chimiche particolari non riconoscibili dalle persone che nel 1294 avrebbero rimesso insieme i singoli blocchi portati da Nazareth.

Recenti scavi archeologici "in loco" hanno confermato che la Casa risulta posata sul terreno senza fondamenta come voleva la tradizione. Il Grimaldi (cfr. Storia e Arte del Santuario Lauretano, p.24, in Pellegrini a Loreto, ed. Paoline, 1992) conferma in tali indagini archeologiche il ritrovamento di un antico tipo di malta e l'omogeneità della tessitura muraria, e come l'edificio originale risultasse posato su una strada.

Venne scoperta in basso l'esistenza di resti di una necropoli romana del III secolo d.C. sovrapposta a quanto restava di un abitato tardo piceno attraversato in senso Nord-Est da una fossa di scolo, tipico delle strade, riempito di detriti, ossicini di topo e conchiglie di chiocciole di terra.

Tale recente constatazione trova appunto preciso riferimento a documenti del 1531, 1672 e 1751 che attestano come ogni volta che per lavori di manutenzione si dovettero rimuovere le lastre del suolo o il rivestimento esterno, ci si accorse sempre con gran meraviglia, che i muri erano posati sulla terra nuda.

Un cespuglio spinoso, che era sul bordo del selciato nel momento in cui la Casa "si posava", vi rimase imprigionato. Si trovarono così, e furono raccolti, dei piccoli sassi uguali a quelli della strada, residui di ghiande, gusci di lumache, una noce disseccata, della terra polverosa: tutto ciò che era presente al momento dell'impatto (cfr. Colin-Simard, op. cit.).

Ora, appare ovvio che per semplici e sprovveduti che fossero i muratori di quell'epoca non avrebbero certo sistemate le pietre trasportate da Nazareth, a parte la scelta sulla carreggiata, senza pulire almeno il fondo e strappare il cespuglio spinoso.

Il materiale dei muri, di notevole spessore (37,5 cm), venne ripetutamente verificato, e dopo la metà del secolo scorso, come sopra ricordato, fu analizzato con cura (analisi chimiche eseguite a Roma. Cfr. Colin-Simard, op. cit.). Si tratta di due tipi di calcare, l'uno duro, l'altro tenero, di un colore che non si trova in Italia mentre è comune in Palestina e in particolare a Nazareth.

Si è proceduto per questo a confronti accurati compiuti direttamente colà, nel sito originario, su piccoli campioni provenienti da Loreto, e trovando sempre un'identità stupefacente.

I risultati delle indagini analitiche, permisero di accertare come la malta che tiene congiunte le pietre  fosse uniforme  in  tutti i punti  e  risultasse  costituita  da solfato di calcio idrato (gesso) impastato con polvere di carbone di legna secondo una metodica dell'epoca, nota appunto in Palestina, ma mai impiegata in Italia. 


"Sacra Casa di Loreto - dettaglio delle pietre.

Qualora fosse avvenuta una nuova rimessa in opera dei singoli blocchi di pietra, si sarebbe dovuto evidenziare l'impasto usato per la differenza della composizione chimica dalla malta suddetta.

Sono questi controlli scientifici che, ci sembra, dovrebbero in modo definitivo porre fine alla dibattuta questione sulla Traslazione della Casa di Loreto, al di sopra di ogni ricerca documentaria sempre legata alla veridicità di chi scrive.»

Ecco un'intervista al preparatissimo prof. Nicolini.



E invece non è andata così perché, come da denuncia sporta dal prof. Giorgio Nicolini (QUI il pdf), massimo studioso della Santa Dimora di Nazareth, la maggiore e prima opera mistificatrice sul "traslato prodigioso" ‒ da cui sono discese tutte le altre ‒ è stata avviata dal libro pubblicato da padre Giuseppe Santarelli: "La Santa Casa di Loreto", definita dallo stesso querelante "Codice da Vinci Lauretano".

L'esperto prof. Nicolini, infatti, sostiene che per oltre la metà dei suoi contenuti è frutto di fantasiose, romanzesche e inesistenti congetture dissacratorie della Verità, supportate da innumerevoli manipolazioni e falsificazioni storiche e documentali, come direttamente scrisse lui stesso a padre Santarelli. (Ved. QUI).

A seguito di quel primo testo "menzognero" edito nel 2003 venne letteralmente stravolta l'autenticità soprannaturale dei vari trasferimenti e, quel che è peggio, le pseudo ipotesi del "trasporto umano" addotte dall'autore del libro hanno ricevuto l'avallo ufficiale della Chiesa.

Secondo la nuova tesi razional-modernista post Concilio Vaticano II, le mura della Sacra Casa Nazaretana sarebbero solo "sante pietre" disunite e prelevate dalla stessa struttura per poi essere ricostruite in loco... (sic).

Riporto un video dove, a mezzo minuto dall'inizio, don Alessandro M. Minutella, a proposito del pluri-miracolo lauretano, spiega come la Falsa Chiesa, capeggiata da Bergoglio, continui a demolire ogni forma di soprannaturalità, pur di distruggerne le fondamenta volute dal Cristo stesso. 

 


Ecco come il prof. Emanuele Mor conclude l'articolo su esposto:

«Se si consulta la letteratura recente sulla Sacra Casa di Loreto si riscontra la quasi unanimità nell'affermare che le pietre originarie provengono di sicuro da Nazareth, ma sarebbero state trasportate da uomini, anche se non esistono documenti che lo comprovino. 

La "traslazione soprannaturale", secondo tale letteratura, non sarebbe che leggenda e favola. Le prove scientifiche sopra citate vengono misconosciute per incompetenza o volutamente ignorate, se non perfino omesse.

Un fatto è comunque chiaro: due secoli, dalla proclamazione dei "Diritti dell'Uomo", del vecchio Adamo che ha ribattuto il suo "Sì" a Satana e il suo "No" a Dio, hanno consentito la diffusione capillare di questi presupposti ad ogni ceto e livello sociale (illuminismo, razionalismo, modernismo, emancipazione dal dogma e dai tabù...).

In base a tali princìpi, ogni cosa inspiegabile dalla mente umana non può essere vera, non è che favola da raccontare ai pargoli.

Se Dio interviene in qualche miracolo, è sempre, tutt'al più, nell'ordine della ragione. Gli stessi grandi prodigi del Vangelo vengono taciuti, sminuiti, non creduti, se non si spiegano col raziocinio. (Cfr. QUI; ndr).

Gli studiosi della "questione lauretana", ritenendo razionalmente impossibile che una "casa" venga traslata in modo trascendente, come la "montagna" del Vangelo (Mt 17, 14-19), preferiscono optare per la tesi del trasporto materiale, anche se manca ogni documentazione al riguardo.

Non è forse la peggiore forma di apostasia, e un comportamento opposto a quello che Gesù vorrebbe da noi, limitare col nostro razionalismo le possibilità di Dio?

L'orgoglio smisurato dell'uomo decaduto, nel suo nuovo attacco all'Altissimo, non ammette che il divino vada oltre quello che egli giudica possibile! È un peccato mostruoso nei riguardi dell'Eterno Padre!

Signore, perdona! Spirito di Verità illuminaci!»


Il vero papa Benedetto XVI, umilmente inginocchiato nella Santa Casa,
davanti al Tabernacolo che ora è stato tolto.

Chiosa di Sebirblu

Sono quasi vent'anni che il prof. Giorgio Nicolini si batte come un leone per difendere la verità divina sugli "spostamenti" prodigiosi della Sacra Casa di Loreto prima di posizionarsi in quel luogo definitivamente.

Ha scritto con grande determinazione ad ogni ecclesiastico più o meno responsabile della cura della sacra Reliquia giunta nelle Marche per Volontà divina.

I prelati a cui si è rivolto sono importanti funzionari della Chiesa (molto conosciuti in ambito cattolico come si potrà vedere dai link QUI, QUI, QUI e QUIdai quali non ha MAI ricevuto consensi positivi, ANZI, solo asserzioni senza basi di conoscenza valide, reiterando di continuo le tesi ricevute dai predecessori (al seguito di padre Giuseppe Santarelli che, mentendo e falsificando, ha preferito servire il mondo, ossia "Mammona", piuttosto che DIO!).

Ma ormai, purtroppo, con questa pseudo-Chiesa non dobbiamo stupirci più di niente!

Ecco i link più recenti, quelli pubblicati dai due noti vaticanisti Marco Tosatti ed Aldo Maria Valli, QUIQUI e QUI, relativi al tempo in cui è stato sancito ufficialmente, ma in modalità subdola, il decreto abrogativo della festa secolare concernente la "Traslazione" della Sacra Casa di Loreto a firma del card. Robert Sarah, al quale si è rivolto, tramite una missiva aperta nel sito di Tosatti, ancora il prof. Nicolini, QUI.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte del testo del prof. Emanuele Mor, QUI.