lunedì 10 aprile 2017

La Strategia del Papa: "GESÙ SI È FATTO DIAVOLO?"




Sebirblu, 9 aprile 2017

Ecco un articolo adatto per tutti coloro (e sono tanti) che ancora non si sono accorti o sono molto restii ad ammettere che in questo pontefice c'è qualcosa che non va, qualcosa di terribilmente subdolo, come solo un Falso Profeta può essere.

Consiglio i ricercatori, sempre che vogliano davvero approfondire per non rimanere basìti poi, di cliccare all'etichetta "Bergoglio" per documentarsi su come tale "Personaggio" caratterizzi e inquadri i tempi apocalittici che stiamo vivendo e dia compimento alle più significative predizioni di ieri e di oggi. (Cfr. anche alla voce "Profezie").


René Magritte  (La "Cecità" del genere umano)

La Strategia del Papa: "GESÙ SI È FATTO DIAVOLO?"

Nuova bestemmia del papa che tranquillamente e testualmente afferma: "Gesù si è fatto diavolo, si è fatto peccato, serpente, per noi".

Ad accorgersene per primo, ancora una volta, è stato Antonio Socci (QUI e QUI). Domanda: ma gli altri giornalisti e, soprattutto, gli altri cristiani dove sono, cosa fanno? Guardano altrove, fanno finta di non udire? Si turano il naso per non sentire la puzza di bruciato, la puzza dell'inferno?

Cosa avranno pensato, cosa avranno provato i fedeli che lo scorso 4 aprile assistevano alla Messa mattutina nella chiesa di Casa Santa Marta, a Roma, quella officiata quotidianamente da papa Francesco?


Evidentemente, anche se qualcuno è rimasto scioccato e traumatizzato – almeno lo speriamo; perché, se così non fosse, vorrebbe dire che di cattolici non ce ne sono più in circolazione – l'ordine di scuderia è stato, ancora una volta, come sempre: minimizzare, rimpicciolire, banalizzare. O non parlarne affatto, oppure trattare la cosa come del tutto normale e naturale.

Radio Vaticana, per esempio, ha scelto di presentare la predica del papa come una normalissima predica di un normalissimo sacerdote cattolico, nel quadro di una normalissima catechesi: ha riportato, sì, le parole di Francesco, ma senza rilevarne, neppure alla lontana, il carattere a dir poco strano.

E, del resto, come avrebbe potuto fare altrimenti? Da quando il papa umile e misericordioso proveniente "dalla fine del mondo" si è insediato in Vaticano, tutti quelli che esercitano una qualche funzione vivono nel terrore d'incorrere nel suo cruccio, e di essere rimossi, commissariati, anatemizzati. E dunque, acqua in bocca e avanti, marsch, in fila e coperti.

Stava commentando l'episodio biblico del serpente di bronzo. Come è noto, molti commentatori della Bibbia hanno fatto notare una segreta corrispondenza fra il serpente di bronzo innalzato nel deserto da Mosè e la croce di Cristo, innalzata sul Golgota: la croce, non Cristo, significativa differenza.

(Bergoglio ha ribadito lo stesso concetto pure nell'omelia del 15 marzo 2016; ndr):


Il serpente sta alla croce come la salvezza dal morso dei serpenti nel deserto sta alla salvezza portata agli uomini dall'evento della Crocifissione del Signore. Ma Gesù non è la croce, quindi non c'è una relazione fra Gesù e il serpente.

Se poi si dice, come ha fatto papa Francesco, che il serpente è il simbolo del diavolo, si dice una cosa sbagliata, perché non tutti i serpenti sono simbolo del diavolo: lo è il serpente nel Giardino dell'Eden, che tenta Eva e che la spinge a mangiare il frutto proibito e a farlo mangiare anche ad Adamo; ma non lo è il serpente di bronzo fatto innalzare da Mosè, che, anzi, è il simbolo della salvezza.

Da  qui  all'eresia e alla bestemmia,  il passo è stato breve.  Se  il  serpente di bronzo, in base alla sua personalissima interpretazione, è il simbolo del demonio, allora anche  Gesù,  che è il corrispettivo di quel serpente  (il che, come si è detto, non è vero), è il corrispettivo del diavolo; e così il papa può affermare tranquillamente, e testualmente,  che Gesù si è fatto diavolo,  si è fatto peccato, serpente, per noi.

Parole assurde, insopportabili, blasfeme; parole che avrebbero ferito gli orecchi di un presbiteriano o di un quacchero, ma che non hanno fatto fare una piega ai cattolici, e specialmente agli esponenti della Chiesa, ai teologi alla Enzo Bianchi.

I quali, del resto, sono perfettamente sulla stessa lunghezza d'onda, per esempio quando dicono, parimenti bestemmiando, che Maria Vergine non deve essere sopravvalutata, perché è solo una ruota del carro.

Si nota il medesimo stile di Bergoglio: uno stile che vuole provocare, nel senso peggiore del termine: cioè che vuole sfidare, con il massimo della rozzezza, da parte di chi parla, e che punta a causare il massimo del disagio e del turbamento in coloro che lo ascoltano.

Tutto bene, dunque, tutto normale? Lo vorremmo chiedere a monsignor Nunzio Galantino (cfr. QUI; ndr), a monsignor Vincenzo Paglia (QUI e QUI; ndr), a monsignor Pio Vito Pinto (QUI e QUI; ndr), al cardinale Walter Kasper (QUI e QUI; ndr).

Lo vorremmo chiedere al vescovo Lorefice, che scaccia don Alessandro Minutella dalla sua parrocchia, perché troppo cattolico (cfr. QUI; ndr), ma non trova nulla da eccepire sullo stile pastorale di don Fabrizio Fiorentino (QUI; ndr) e di don Cosimo Scordato (QUI; ndr).

Lo chiediamo agli altri "vescovi di strada", a monsignor Cipolla, per esempio, che, nell'enorme scandalo causato da don Andrea Contin nella diocesi di Padova (QUI e QUI; ndr) dopo essere stato zitto e perfettamente inattivo per dei mesi, pur essendo al corrente della cosa, non ha saputo fare altro che dire: chi sa qualcosa, vada dal magistrato; e si è lavato le mani come Ponzio Pilato.




Vorremmo chiedere: può, il papa, parlare a questo modo; può esprimersi così, nel corso della omelia della santa Messa?

Non c'è nessuno attorno a lui che lo possa consigliare, che lo possa correggere, che lo possa almeno trattenere dal parlare a braccio, risparmiando a se stesso e a noi tutti queste esternazioni penosissime, che sarebbero di sapore quasi dadaista o surrealista se non fossero terribilmente serie, e perciò blasfeme?

No, non c'è nessuno; e ciò per due ragioni. La prima è che Bergoglio si è circondato non di consiglieri, ma di yes-men. La seconda è che i suoi collaboratori la pensano come lui; e che non si è trattato di un errore, di una svista, di una defaillance, ma di un nuovo tassello nella sua ben precisa strategia, di un'altra mossa nel disegno che sta portando avanti dal primo istante in cui è stato eletto.

La strategia del Papa è questa: abituare i cattolici, un po' alla volta all'apostasia, giorno dopo giorno, pazientemente, tenacemente, instancabilmente (è la tecnica della rana bollita: la si fa bollire a fuoco lento, così che non si accorga di essere arrostita viva, e quando se ne accorgerà, sarà ormai troppo tardi).

Abituarli a non pensare, a non sentire più da cattolici, ma da eretici; abituarli a dimenticare la loro tradizione, la vera dottrina, la sana teologia, per salire sul carro dei tempi nuovi, gloriosi e misericordiosi, e totalmente anticristiani...

No, non è in buona fede colui che colleziona ogni settimana, quasi ogni giorno, sparate di questo tipo: quella di dire che Gesù si è fatto diavolo non è che l'ultima di una lunga serie, e domani ce ne sarà un'altra, forse ancor peggiore.

Si tratta di abituare gli orecchi, la mente e il cuore dei credenti a non meravigliarsi più di nulla, a non inquietarsi più, a non scandalizzarsi di niente. Ed è una strategia che funziona, tanto è vero che sta dando degli eccellenti risultati.

Se i cattolici fossero ancora svegli e fedeli alla propria tradizione, sarebbero insorti, si sarebbero ribellati, avrebbero preteso chiarimenti, spiegazioni.




Ci sarebbe stato almeno un po' di rumore, almeno un minimo di dibattito sulla stampa cattolica, perfino in questo clima di unanimismo bulgaro; un filo di disagio, d'imbarazzo, di sconcerto, sarebbe trapelato, pur nel rispetto della vecchia massima che i panni sporchi vanno lavati in casa.

Un papa non può dire, nel bel mezzo della santa Messa, Gesù si è fatto diavolo, come se niente fosse, e andare avanti per la sua strada, tranquillo e sicuro, anzi, sprezzante, con quel suo sorriso beffardo, come se dicesse: "Vi ho fatto ingoiare anche questa, vedete come è stato facile? Domani ve ne farò ingoiare un'altra, ancor più grossa."

Siamo purtroppo convinti, assolutamente, convinti, che simili sparate non sono frutto del caso, che non sono dovute solo ad ignoranza e ingenuità, che non nascono dalla buona fede, e sia pure priva di prudenza e di discernimento; e ciò per una ragione intrinseca.

Il concetto espresso nella frase Gesù si è fatto diavolo non è, "semplicemente" (si fa per dire), una concezione balorda, senza capo né coda; ha un significato ben preciso: è un costrutto esoterico, gnostico-massonico.

Dire che Gesù si è fatto diavolo equivale a dire che Dio non è solo il Bene, ma anche il Male. Ecco: a questo ci vuol preparare Bergoglio, a questo ci vorrebbe predisporre, indirizzare, piano piano, un poco alla volta.

Il Dio degli gnostici non è solo buono, ma anche malvagio: è l'una e l'altra cosa insieme, perché non è un dio trascendente e distinto dalla sua creazione, ma è, in ultima analisi, la creazione stessa.

Il passo successivo sarà quello di lasciar cadere la maschera e dire chiaro e tondo che Dio non è nei cieli, così come a Bergoglio è bastato l'animo per dire che Dio non è cattolico; ma che, a ben guardare, Dio siamo noi.

Ecco, questa è la meta finale, l'obiettivo ultimo: l'auto-deificazione dell'uomo. In piena dottrina gnostico-massonica, appunto. Altro che Madonne...

E qui si capisce bene la sparata del falso padre Enzo Bianchi, che la Madonna è solo una "ruota del carro". Indelicatezza mista a qualcos'altro: l'introduzione, per adesso cauta e graduale, della dottrina gnostico-massonica. Quando tutti i muri saranno caduti e ci saranno solo ponti, come auspica il bravo Bergoglio.


Enzo Bianchi (fondatore della comunità di Bose) e Bergoglio

Strano che nessuno, o così pochi, abbiano riflettuto che in un mondo senza muri e dove ci siano solamente ponti tutto sarà uguale a tutto, e il cattolicesimo sparirà e si mescolerà in un unico calderone con il giudaismo, con l'islamismo, col buddismo, con l'induismo, con l'ateismo, con la massoneria, con la gnosi, con la New Age, e perché no, anche con il satanismo. Visto che Gesù stesso si è fatto diavolo...

(La soluzione c'è, e consiglio i lettori di leggere QUI e QUI! Ndr).

Perché meravigliarsi, perché arretrare davanti a simili conclusioni? Di eresia in eresia, vi è una logica ineccepibile, anche se eretica e blasfema. Del resto, la cosa sta passando molto più facilmente del previsto.

In quel marzo del 2013, forse nemmeno la massoneria ecclesiastica (cfr. QUI; ndr), che tanto ha brigato per costringere Benedetto XVI ad abdicare (e quasi certamente dopo aver fatto assassinare Giovanni Paolo I: non lo si dimentichi mai) [cfr. QUI; ndr], si sarebbe immaginata di poter procedere con tanta speditezza e disinvoltura nel trascinare la Chiesa cattolica verso l'apostasia generalizzata.

Forse qualche resistenza se la sarebbero aspettata, quei signori; almeno un minimo, almeno pro forma. Invece, a dar segno di vita e di preoccupazione sono stati quasi soltanto i laici: Socci, De Mattei, Sandro Magister, Blondet; personalità molto diverse fra loro, da cui non verrà mai fuori un fronte comune. È stato facile, facilissimo: come affondare un coltello nel burro.

Si vede che i tempi erano maturi, e che le fondamenta erano marce. Oltre a questo, bisogna pur dire che Bergoglio è stato abile; dietro la sua estrema rozzezza, dietro la sua vistosa ed arrogante ignoranza, si deve riconoscere che c'è un metodo, un certo adeguamento di mezzi all'obbiettivo da raggiungere: dunque, che esiste un'inusitata e non comune intelligenza.

Per  trascinare la Chiesa  nell'apostasia  partendo  dal  suo  vertice,  ci vuole tale dote: non è un lavoro che si possa affidare al primo stupido e vanitoso che si offra per l'occorrenza – e di sicuro, quanti ce ne sarebbero pronti a mettersi in fila, pur di occupare quella poltrona.

L'abilità più grande di questo Papa è stata quella di attirare fin dall'inizio tutta l'attenzione su di sé, sulla sua persona, sulla propria "semplicità" ed "umiltà", sul suo stile sobrio, misericordioso e, soprattutto, "francescano" (anche se lui non è affatto francescano, né d'abito, né di spirito; è invece un gesuita del più puro contegno di una volta, tanto per l'uno che per l'altro aspetto).

Intendiamoci, non ha inventato nulla. Si è limitato a ricalcare la condotta inaugurata da Giovanni Paolo II, quella del bagno di folla sempre più teatrale, accentuandola ulteriormente fino al limite della spettacolarità e della facòndia, esasperandola.


Bergoglio a Manila - Filippine

Dopo aver fatto di se stesso una star, ha reso credibile, anzi, aprioristicamente bello e buono, tutto ciò che avrebbe poi detto e fatto. 

La gente, ubriacata dal culto della personalità, in una misura che mai nessun leader del passato, anche profano, aveva coltivato e raggiunto, si è letteralmente dimenticata della dottrina cattolica.

La  dottrina è roba  vecchia,  per  topi da biblioteca;  non interessa più a nessuno.  Quel che conta è la misericordia, l'essere con la gente, l'ergersi a difensore degli ultimi; chi possiede tali caratteristiche, può dire e fare tutto ciò che vuole: nessuno gliene domanderà conto.

Al contrario, gli applausi arriveranno quasi prima che abbia potuto aprire bocca: basterà l'atto di dischiudere le labbra. Nello stile di Ettore Petrolini, allorché il grande comico interpretava il dialogo fra Nerone e la folla:

"E noi rifaremo Roma più bella e più superba che pria...", e il popolo si sbucciava le mani ad applaudirlo ancor prima che finisse la frase; dopo che la battuta era stata ripresa e interrotta alcune volte consecutive, o ancor prima che la incominciasse.

Così, mentre le folle vanno in estasi per le tournée di Bergoglio, tutto semplicità, bontà e misericordia, nessuno pare accorgersi di tanti, troppi particolari strani, inquietanti:

‒ perché il Sommo Pontefice non si genuflette mai, specie davanti al Santissimo? O meglio: perché si inginocchia, con molto fervore, solo per lavare e per baciare i piedi ai musulmani, o per celebrare messa (ma che messa?) con qualche setta protestante?

‒ Perché ha commissariato i francescani dell'Immacolata? (Cfr. QUI; ndr).

‒ Perché non ha mai risposto ai "Dubia" dei quattro cardinali Burke, Caffarra, Brandmüller e Meisner?

‒ Perché non vuole che si adoperi l'espressione "terrorismo islamico"?

‒ Perché ordina ai cattolici italiani ed europei di accogliere illimitatamente i falsi profughi dell'Islam?

‒ Perché ha autorizzato i musulmani a pregare in chiesa Allah, profanando la santa Messa?

‒ Perché non ha mai dato alcun appoggio, non ha mai mostrato la minima simpatia per i movimenti cattolici sorti in modo spontaneo a difesa delle famiglie contro l'imposizione dell'ideologia gender?

‒ Perché si è immischiato, entrandovi a gamba tesa, nelle elezioni politiche di uno Stato sovrano, e si è messo a polemizzare fin da subito con il presidente eletto, Donald Trump?

‒ E perché ne spara una al giorno, in fatto di dottrina cattolica, scandalizzando le Anime, lui che dovrebbe essere il loro pastore attento e premuroso?

‒ È così che ottempera al comando di Gesù a san Pietro: "Pasci le mie pecorelle"?




Già una volta aveva bestemmiato: "Gesù si è fatto come un serpente, brutto che fa schifo". E in un'altra occasione:  "La Via Crucis è la storia del fallimento di Dio".

No, non sono incidenti questi: è una precisa strategia...

La nuova bestemmia del papa: "Gesù si è fatto diavolo".

                  
                                                                                                            Francesco Lamendola



Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it


venerdì 31 marzo 2017

CHE VERGOGNA! TOLTA LA PARROCCHIA A DON MINUTELLA!




Sebirblu, 31 marzo 2017

Come lo stesso Don Minutella si aspettava, dopo la sua chiamata a raccolta per il 22 aprile prossimo a Verona di tutti coloro che non condividono affatto le scelte della nuova Chiesa progressista guidata dal Falso profeta Bergoglio, il sacerdote è stato privato brutalmente della Parrocchia che dirige e indotto al silenzio forzato dal suo Vescovo "modernista" che il 29 aprile 2016 si è presentato in bicicletta e con i paramenti sacri nella Cattedrale di Palermo, raggiungendo il presbiterio, in omaggio al giubileo degli sportivi. 




Ecco l'articolo di Marco Tosatti:

Palermo. Il Vescovo in bicicletta toglie la Parrocchia
ed  impone 
il  Silenzio  al  Prete  Critico.

Il Vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha imposto a don Alessandro Minutella di lasciare la parrocchia  di  cui  è  responsabile  entro  quindici  giorni,  di  mantenere il più rigoroso silenzio e di prendersi un periodo di riposo. 

Qui sotto l'annuncio pubblicato da don Minutella stesso, che alle 17.30 in parrocchia spiegherà il provvedimento, motivato, a quanto sembra, dal suo non essere "in comunione ecclesiale".




Don Minutella è molto critico dell'attuale situazione ecclesiale.

Chi è interessato può sentire questa sua omelia-annuncio, pubblicata su Facebook il 25 marzo, in cui si convoca per il 22 aprile prossimo, al Palazzetto dello Sport Palaferroli di Verona, un raduno di preghiera e di fede, per una resistenza cristiana dei cattolici stufi dell'eresia strisciante "portata avanti dal governo stesso della Chiesa".

I partecipanti devono venire con la corona del Rosario, e si consiglia di far precedere l'evento da un'ora di adorazione eucaristica notturna. Le iscrizioni, dice don Minutella nel suo appello si fanno direttamente su Facebook a Radio Domina Nostra.

"Portate bandiere bianche e gialle del Vaticano – chiede il sacerdote – quella bellissima bandiera con le chiavi di San Pietro". E sarà chiesta una benedizione al Santo Padre Benedetto XVI. "Scendiamo in campo prima che tocchino la Santa Messa".

Nel suo annuncio‒omelia di circa quindici minuti il sacerdote sottoposto a sanzioni dal vescovo di Palermo, non le manda a dire; e vuole esprimere, così afferma, il disagio di tanti cattolici che non hanno voce, e che stanno vivendo "una stagione di profondo smarrimento", per una Chiesa che sta preparando "una forma di sintesi di tutte le eresie del passato", nelle "sabbie mobili di una teologia liquida, un falso modello di Chiesa".

Una Chiesa "confusa, bizzarra e stravagante, a volte ridicola". C'è un "imperante relativismo morale che in Benedetto XVI aveva trovato un argine, grazie anche allo straordinario dono del Concilio Vaticano II". (Povero don Minutella! Non conosce tutti i retroscena su quest'ultimo, purtroppo; ndr).




Ma dopo la rinuncia, e nel tempo attuale "Quelli che erano diventati antipapisti ora sono diventati ultrapapisti, quasi idolatri. L'eucarestia è diventata pane del cammino, cibo di fraternità senza più nemmeno un minimo accenno qualche volta forse timido alla Presenza Reale".

Una Chiesa in anarchia, che pratica, in Italia, "un'amnesia colpevole su temi come aborto, eutanasia, divorzio e gender", che vive "un maniacale e ossessionato bisogno di ecumenismo" (cfr. QUI; ndr), con il rischio di una "sincretismo pancristiano e forse panreligioso".

Prima delle sanzioni prese da mons. Lorefice, don Minutella avvertiva che "Il Sinedrio vuole zittire chi non è d'accordo", chi è scioccato dalle "corse in bicicletta all'altare e dagli aperitivi finali dopo la messa al posto del ringraziamento".

L'accenno è al vescovo di Palermo a cui fu regalata una bicicletta e che vi salì subito, in cattedrale, con le vesti liturgiche e la mitra, come si vede (sopra) dalla fotografia.

Don Minutella fa i nomi di Enzo Bianchi, Alberto Melloni, Antonio Spadaro, Bruno Forte e Walter Kasper come i protagonisti di questa Chiesa della misericordia e del dialogo che sotto quelle parole "Nascondono l'arma della condanna, del sospetto e dell'emarginazione verso chi non si omologa al loro pensiero".

Don Minutella critica gli ipertradizionalisti che guardano questa Chiesa "agonizzante" e "Un governo che si presenta con il volto della misericordia e del dialogo e che invece sta diffondendo sempre di più un clima di terrore e di paura quasi alla maniera delle dittature di sapore populista", aggiungendo che "quelli che esprimono disagio non sono dei farisei dal cuore duro", ma persone che amano la Chiesa cattolica.

Per questo, in un momento in cui «l'eresia è portata avanti dal governo stesso della Chiesa» tocca ai cattolici resistere. Don Minutella usa il termine greco "upomoné", perseveranza, fermezza, resistenza non in senso politico o di rivoluzione, ma "difesa della sana dottrina fino a quando il Signore non tornerà", contro "i diktat della falsa chiesa".

Annuncia che è un tempo di martirio, "dovremo soffrire, forse io per primo, forse sarò sospeso, sottoposto a sanzioni canoniche, un sacerdote che ha dato la vita al suo ministero e alle anime, come è sotto gli occhi di tutti, ci tocca essere condannati, ma tenere la fiaccola cattolica accesa in attesa che la bufera del Falso Profeta si esaurisca ai piedi della Donna vestita di sole".




Don Minutella cita spesso l'Apocalisse: siamo nel tempo del Drago Rosso, dice. Chiede a tutti di venire allo scoperto, e al Papa, prima di recarsi a Fatima, di chiarire la sua risposta ai Dubia, dicendo che non vuole permettere la comunione ai divorziati risposati.

Dice ancora che grandi santi come Sant'Atanasio e Santa Teresa d'Avila subirono sanzioni e corsero rischi canonici per difendere la fede e il cattolicesimo.

Chiosa di Sebirblu

Dobbiamo assolutamente renderci conto in quale stato è precipitata la Chiesa, il cui declino è iniziato sin dai tempi del Concilio Vaticano II, con l'infiltrazione della Massoneria Ecclesiastica (leggere QUI, QUI e QUI), al fine di giungere al suo crollo diabolicamente programmato dall'interno con l'intronizzazione al suo vertice del Falso Profeta, attualizzando così le profezie apocalittiche descritte 2000 anni fa da San Giovanni Apostolo.

Tra le svariate "corbellerie" dette e compiute da Bergoglio, che potrete leggere e visionare sotto il suo nome alle etichette, vi espongo questi due video, dove nel primo dice che Gesù «non era un pulito»; poi, parlando dell'episodio della donna adultera (Gv. 8, 3-11), asserisce che Gesù «fa un po' lo scemo» nello scrivere a terra... ed infine dichiara che, mentre molti matrimoni regolari sono nulli, tante convivenze hanno invece la fede e la grazia. Per la visione sugli smartphone, cliccare QUI.




Nel secondo video, dice addirittura, con voce suadente e melliflua che Gesù non è uno Spirito... ?!? Vedere ed ascoltare per credere! 


Nota dell'ultimo minuto...

Ecco la vivace e risoluta risposta di Don Alessandro Minutella all'ingiusta rimozione subita. Nel video l'Omelia della sua ultima Messa dove esprime il vibrante annuncio ai parrocchiani, in una chiesa gremita e plaudente. Al riguardo, inoltre, suggerisco l'ottimo articolo QUI. Per gli smartphone cliccare QUI.




Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it


lunedì 13 marzo 2017

A. Socci: "Siamo sull'orlo del baratro..." Scisma?




Sebirblu, 12 marzo 2017

L'articolo che segue può essere utile a tutti coloro che nel corso di questi ultimi tempi non hanno avuto modo di farsi un'idea generale di ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi.

È una sintesi lucida e ben fatta quella di Antonio Socci, che spesso divide il pubblico in opinioni opposte, ma provvidenziale per scuotere le coscienze insonnolite del mondo, visto che spesso mi imbatto in articoli e siti stranieri che parlano di lui e lo menzionano nei loro scritti.




SIAMO SULL'ORLO DEL BARATRO. 
E c'è chi pensa (dopo averlo eletto) di sostituire il papa demolitore. 
Ecco con quale cardinale.

Giorni fa "Der Spiegel" ha riferito le parole di papa Bergoglio ad alcuni fedelissimi: "Non è escluso che io passerò alla storia come colui che ha diviso la Chiesa Cattolica". Ed è per questo che il suo amico Eugenio Scalfari lo considera il più grande "rivoluzionario".

Tempo fa una copertina di "Newsweek" si chiedeva se il papa è cattolico ("Is the pope catholic?"). E un'altra dello "Spectator" lo rappresentava su una ruspa demolitrice col titolo: "Pope vs Church" (il Papa contro la Chiesa). Coglievano un sentire diffuso.

In effetti a quattro anni esatti dalla "rinuncia" di Benedetto XVI e dall'irrompere di Bergoglio, la situazione della Chiesa cattolica si è fatta esplosiva, forse davvero al limite di uno scisma, più catastrofico di quello del tempo di Lutero (che peraltro oggi viene riabilitato nella chiesa bergogliana).

PICCONATE

La confusione è enorme anche perché si susseguono le picconate pure dei suoi stretti collaboratori.

Nei giorni scorsi ha suscitato sconcerto il nuovo Generale dei gesuiti (voluto da Bergoglio) per quello che ha detto sul Vangelo e su Gesù. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).


Bergoglio e padre Arturo Sosa Abascal, l'attuale "papa nero" o generale dei gesuiti.

Come pure il nuovo presidente della Pontificia Accademia per la vita (monsignor Vincenzo Paglia; ndr), nominato dallo stesso Bergoglio, che ha fatto l'esaltazione incondizionata di Marco Pannella arrivando ad affermare: "io mi auguro che lo spirito di Marco ci aiuti a vivere in quella stessa direzione". (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr).


Bergoglio e mons. Vincenzo Paglia

Nella Chiesa sta accadendo di tutto. I massimi esponenti dell'ideologia laicista sulla vita sono invitati con tutti gli onori al simposio vaticano, i cardinali che chiedono al papa di chiarire o correggere i punti erronei dell'Amoris laetitia vengono trattati malamente.

Poi stanno per istituire le "donne diacono" e potrebbe addirittura venir manomessa la liturgia per andare verso una "messa ecumenica" con i protestanti che segnerebbe il punto di non ritorno.

Giorni fa una vescova protestante del nord Europa – con l'intenzione di fargli un complimento – ha dichiarato che Bergoglio le sembra sempre di più un cripto-protestante  ("verklappter protestant").

Molti fedeli cattolici hanno proprio il timore che sia vero.

Per questo gran parte dei cardinali che lo votarono è fortemente preoccupata e il partito curiale che organizzò la sua elezione e che lo ha affiancato fin qui, senza mai dissociarsi, sta coltivando l'idea (a mio avviso velleitaria) di una "moral suasion" per convincerlo alla pensione.

Avrebbero già il nome di colui che dovrebbe rimpiazzarlo per "ricucire" la Chiesa in frantumi.

Ma per capire meglio quello che sta accadendo, è necessario ricostruire com'è che la Chiesa è finita in questa situazione, forse la più grave dei suoi 2000 anni di storia.




IMPERO AMERICANO

Bisogna partire dal contesto geopolitico degli anni Novanta, quando gli Stati Uniti, ritenendo di essere rimasta l'unica grande potenza mondiale, cominciarono a elaborare il progetto di un mondo unipolare "per un nuovo secolo americano".

Fukujama annunciò "la fine della storia" cioè un pianeta totalmente americanizzato. Una follia, l'ultima utopia ideologica del Novecento.

Il presupposto era che – spazzato via il blocco sovietico – la Russia democratica, prostrata e umiliata da un'americanizzazione selvaggia sotto Eltsin, non riuscisse mai più a risollevarsi, restando una depressa provincia dell'impero.

Poi è arrivata la grande crisi del 2007-2008, mentre in Russia un nuovo leader, Vladimir Putin, ha riportato il più vasto Paese del mondo a ritrovare la sua identità spirituale, una vera indipendenza nazionale (anche economica) e un ruolo internazionale.

Così dal 2010 al 2016 l'amministrazione Obama/Clinton (con annesso sistema di potere globale) ha sviluppato una pesante strategia planetaria che mirava a isolare la nuova Russia di Putin e neutralizzarla.

I due pilastri geopolitici dell'impero Obama/Clinton erano – in Europa – il fedele vassallo tedesco guidato dalla Merkel; nell'area mediorientale l'Arabia Saudita.

I TASSELLI

Dovendo anzitutto spazzar via la presenza russa nel Mediterraneo e in Medio Oriente, gli Usa si sono schierati per l'eliminazione dei due regimi di quest'area alleati della Russia, cioè Libia e Siria guidati da Gheddafi e Assad.

L'idea americana prevedeva di lasciare questa regione sotto l'egemonia dell'Arabia Saudita, ma è anche strana la sottovalutazione obamiana del rischio rappresentato dai Fratelli musulmani protagonisti delle cosiddette "primavere arabe".

Anche in Europa assistiamo ad altri sommovimenti. Nel 2011 il governo italiano guidato da Berlusconi si trova isolato nella Ue franco-tedesca di Merkel e Sarkozy, quindi finisce sotto attacco attraverso il cosiddetto spread ed è costretto alle dimissioni (peraltro Berlusconi a quel tempo era l'unico capo di governo europeo con cui Putin avesse un rapporto di amicizia).




Poi assistiamo alla destabilizzazione diretta dell'area russa con l'incendio dell'Ucraina che fornisce alla Nato il pretesto per portare tutta l'Europa dell'Est, fino ai confini russi, sotto il suo protettorato. Addirittura iniziano pericolose manovre militari al confine che creano un clima da guerra fredda.

Già da tempo del resto i media occidentali sono pesantemente all'attacco di Putin, una criminalizzazione curiosa, considerato quello che gli americani – con le loro "guerre umanitarie" – stavano facendo.

COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA

Nel frattempo Obama – col secondo discorso d'insediamento – ha lanciato anche un'offensiva ideologica che mira a imporre al mondo una nuova antropologia liberal, cioè relativista (nozze gay, gender, ecc.)

È un progetto globale che tenta di de-costruire (oltre alle identità sessuali) le identità nazionali, culturali e religiose anche attraverso il fenomeno migratorio. (Cfr. QUI; ndr).

Lo stesso Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon esalta le migrazioni come nuova frontiera del progresso a cui nessuno deve opporsi. (Cfr. QUI; ndr).

Il fenomeno esplode: dal 2010 al 2016 c'è un vertiginoso aumento delle masse di migranti che si riversano in Europa, anzitutto tramite Italia e Grecia.

Nel frattempo cosa accade nella Chiesa? Dal 2010 si assiste a una pesantissima pressione, interna ed esterna, contro il pontificato di Benedetto XVI che, nel febbraio 2013, "rinuncia".

Nei giorni scorsi alcuni intellettuali cattolici americani hanno chiesto pubblicamente a Trump di aprire un'indagine per appurare – considerati alcuni documenti usciti da Wikileaks – se vi siano state, fra 2012 e 2013, interferenze americane per un "cambio di regime" in Vaticano. (Cfr. QUI; ndr).

Ma stiamo ai fatti pubblici.




IL CASO BERGOGLIO

Nel 2013 viene eletto papa Bergoglio che accantona il magistero dei papi precedenti, troppo ostico per l'ideologia dominante (niente più principi non negoziabili, né radici cristiane dell'Europa (cfr. QUI; ndr), né confronto virile con l'Islam come il discorso di Ratisbona).

Bergoglio aderisce all'Agenda Obama: viva l'emigrazione di massa, abbraccio con l'Islam ed ecologismo catastrofista. Ma aderisce pure all'Agenda tedesca che va verso una protestantizzazione della Chiesa Cattolica.

In effetti due sono i "partiti" che lo hanno eletto: quello progressista guidato dai cardinali tedeschi (che si rifaceva al card. Martini e al gruppo di San Gallo) e il "partito della Curia" che ha mal sopportato Benedetto XVI e vuole riprendere il controllo della Chiesa. (Cfr. QUI; ndr)

È quest'ultimo, che ha sostenuto tutto il pontificato di Bergoglio, quello che oggi punta a portare al papato l'attuale Segretario di stato Pietro Parolin.

La motivazione addotta è "per ricucire" la Chiesa e scongiurare una tragica spaccatura. C'è sicuramente una seria preoccupazione per la confusione e lo sbandamento di oggi. Ma molti ritengono che la bussola di questo partito sia sempre il potere ecclesiastico, che oggi è limitato dalla "curia parallela" creata a Santa Marta.

Confidano nel fatto che lo stesso Bergoglio ha parlato in passato di sue possibili dimissioni e, nel 2015, disse: "Tutti i servizi nella Chiesa è conveniente che abbiano una scadenza, non ci sono leader a vita nella Chiesa. Questo avviene in alcuni Paesi dove esiste la dittatura”.

Dunque dimissioni? Probabilmente s'illudono.

Antonio Socci

Relazione e cura: Sebirblu.blogspot.it


giovedì 9 marzo 2017

Vespri Anglicani? Ennesimo Terremoto in San Pietro



Chiesa di San Carlo a Vienna. Affresco di Johann Michael Rottmayr (dettaglio).
Rappresenta la Fede. L'Angelo appicca il fuoco alla Bibbia di Lutero (con mantello rosso).

Sebirblu, 9 marzo 2017

Sembra proprio che questo Papa voglia "mettercela tutta" per profanare "a più non posso" la Sacra Sede del Cristianesimo in Roma, già ampiamente strumentalizzata in passato. (Cfr. QUI e QUI, ma anche QUI, QUI, e QUI).

Ennesimo  Terremoto  in  Vaticano!

Il 13 Marzo 2017 saranno celebrati, per la prima volta nella storia, i Vespri Anglicani nella Basilica di San Pietro. (Cfr. QUI la Stampa).

Sempre nel medesimo giorno, Bergoglio festeggerà la sua elezione (nefasta, cfr. QUI; ndr) con Vespri di stampo protestante. La cerimonia si terrà alle 15:00 ‒ l'ora della morte di Gesù ‒ diversamente dai Vespri cattolici che normalmente si tengono alle 18:00.

Questo evento si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il 50° anniversario del dialogo tra Chiesa Cattolica e Anglicana.

Era il 23 Marzo 1966 quando ci fu l'incontro storico tra il Beato Paolo VI e l'Arcivescovo di Canterbury Michael Ramsey dopo il quale fu istituito l'«Anglican Center» a Roma.

Per tale funzione solenne è stata scelta la data più vicina al giorno del transito di San Gregorio Magno, il 12 Marzo del 604, diventato poi Patrono delle due Chiese.

Fu appunto Papa Gregorio Magno a portare il Cristianesimo in Gran Bretagna grazie all'opera di evangelizzazione di alcuni monaci benedettini del Cenobio romano di Sant'Andrea sul Celio, tra i quali si ricorda Sant'Agostino che divenne poi il primo Arcivescovo di Canterbury.

L'evento del 13 marzo prossimo è stato reso possibile grazie al permesso accordato dal Cardinale Angelo Comastri, arciprete della stessa Basilica di San Pietro.

Il servizio liturgico sarà presieduto dall'Arcivescovo David Moxon, Rappresentante della Comunione Anglicana presso la Santa Sede e Direttore dell'omonimo Centro romano.



Bergoglio si fa impartire la benedizione da Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury.

Il predicatore sarà invece l'Arcivescovo cattolico Arthur Roche (inglese), segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. La liturgia sarà animata dal Coro del Merton College di Oxford.

Da dove nasce questa ulteriore decisione di Bergoglio?
È forse il preludio di una fusione cattolico–protestante che dovrà consolidarsi?

Piuttosto che porre l'attenzione sul centenario delle apparizioni di Fatima, sembra che Bergoglio voglia concentrare tutti gli eventi sul cinquecentenario della Riforma Protestante Luterana.

Tale Riforma è il movimento religioso politico e culturale, nato nel sedicesimo secolo in Germania, che ha provocato la frattura del Cristianesimo in diverse comunità, gruppi o sette.

Questa dottrina si è affermata soprattutto in ambito tedesco, nei paesi scandinavi e baltici.

Dalla  scissione  ne  è  derivato  anche  il  culto  anglicano,  particolarmente  diffuso  in Gran Bretagna, America del Nord, Nuova Zelanda, Australia. Figura centrale del movimento protestante è Martin Lutero da cui prende il nome la Riforma.

Il Pontefice, proprio per ricordare e sostenere tale Riforma Luterana, ha voluto iniziare il nuovo anno proponendo, dal 18 al 25 gennaio, la settimana per l'Unità dei cristiani. Il tema da lui proposto è stato: «L'amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione».

Non a caso, il materiale per la funzione è stato preparato dalla Comunità di lavoro delle Chiese Cristiane in Germania, l'Organismo Ecumenico che rappresenta tutte le correnti di matrice cristica.

Non solo, ma Bergoglio, a conclusione della settimana di preghiera per l'Unificazione dei cristiani,  durante  i  secondi Vespri  nella Basilica  di  San Paolo  fuori  le  Mura, come riportato da "La Stampa", ha ricordato il decreto sull'ecumenismo "Unitatis redintegratio" del Concilio Vaticano II, affermando:

"Cari fratelli e sorelle oggi noi invochiamo il dono della piena comunione di tutti i cristiani affinché possa risplendere il sacro mistero dell'Unità della Chiesa".



Basilica di San Paolo fuori le Mura: il Metropolita Gennarios, Bergoglio e l'Arcivescovo David Moxon.

E ancora. Sempre per sostenere l'importanza di tale unione, il 6 Febbraio 2017 il Vicario di Roma, come ama farsi chiamare, ha dichiarato agli Evangelisti tedeschi ricevuti:

"Per l'avvenire desidero confermare la nostra chiamata senza ritorno a testimoniare insieme il Vangelo e a proseguire nel cammino verso la piena unità. Facendolo congiuntamente, nasce anche il desiderio di inoltrarsi su percorsi nuovi".

E così è stato anche il 3 Luglio 2015, quando papa Francesco ha ricevuto in udienza i membri del Rinnovamento dello Spirito.

In tale occasione gli è stato chiesto: "Padre posso pregare con un Evangelico, con un Ortodosso, con un Luterano?" E la sua risposta fu: "Devi, Devi!"

Ma è possibile questa Unione tra Anglicani e Cattolici e fra tutti i cristiani del mondo volta a creare un'unica Chiesa Ecumenica?

Bergoglio sa bene che ciò non è realizzabile se non attraverso una revisione della Messa. Infatti, secondo fonti accreditate provenienti da Santa Marta (il luogo dove risiede; ndr), egli avrebbe istituito una commissione segreta composta da prelati scelti da lui e da pastori anglicani e luterani.

Unico obbiettivo, quello "ecumenico" di creare una Messa che non sia in contrasto con i protestanti e quindi una liturgia che si possa celebrare in comune.

Inutile dire che per raggiungere una simile unità dovrà essere eliminato il dogma della Transustanziazione cambiando quindi il testo di Rito della Consacrazione. (Rendendola perciò invalida, ved. QUI; ndr).



Messa tradizionale, detta anche Tridentina, prima del Concilio Vaticano II

Così, mentre la religione cattolica riconosce nell'Eucarestia il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù, sotto le specie del Pane e del Vino, Lutero nel suo trattato "Contra Henricum" (VIII) scrive:

"La Messa non è un sacrificio... chiamatela benedizione, Eucaristia, tavola del Signore, cena del Signore, memoria del Signore, o come più vi piace, purché non la sporchiate col nome di sacrificio o azione".

"Quando  la  Messa  sarà  stata  rovesciata,  io  sono  convinto  che  avremo  distrutto anche il papato che poggia su di essa come su una roccia (...). Dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassinii e gli adultèri sono meno malvagi di quella abominazione che è la Messa papista!"

E in risposta, a condanna delle tesi di Lutero, Leone X nella bolla "Exsurge Domine" del 1520, dichiara:

"Non possiamo più tollerare che il serpente strisci nel campo del Signore. Il nostro ufficio pastorale non può più sopportare la mortifera infezione dei 41 errori seguenti (cfr. QUI; ndr). I libri di Martin Lutero che contengono queste eresie devono essere bruciati."

Ma Bergoglio manifesta altre posizioni promuovendo l'Unità fra i Cristiani, anche a costo di sacrificare i dogmi della Chiesa Cattolica.

Egli, il 15 novembre 2015, durante l'omelia alla Chiesa Evangelica Luterana di Roma, trasmessa anche in TV2000 in collaborazione con il Centro Televisivo Vaticano, ha apertamente affermato:

"Nel giorno del Giudizio non ti sarà chiesto se sei andato a Messa ma se la tua vita l'hai usata per fare muri o servire"... "Condividiamo la Cena del Signore e mi domando: condividere la Cena del Signore è il fine di un cammino o il viatico per camminare insieme? In un certo senso condividere è dire che non ci sono differenze tra noi... che abbiamo la stessa dottrina".

Quindi, occorre chiedersi: questo errore di fondo che Bergoglio sta compiendo da cosa è motivato? Dalla riforma della Chiesa? Dall'unirci perché siamo tutti fratelli? Operando in tal modo, però, non protegge e non conserva la Vera dottrina cattolica!

Così facendo, gli insegnamenti basilari della fede vengono distorti in nome di un "falso" rinnovamento della Chiesa che, annunciando pace, amore e giustizia, mostra invece come il famoso "Fumo di Satana", denunciato a suo tempo da Paolo VI, abbia preso ormai pieno controllo in Vaticano.




Conclusione di Sebirblu

Bisogna dire che questo progetto sacrilego, un affronto inaudito alla Maestà di Dio, porterebbe dei danni incalcolabili alla Salvezza delle Anime e realizzerebbe l'antica profezia di Daniele 12,11 sull'«abominio della desolazione nel luogo santo» riferentesi all'epoca in cui venne abolito il sacrificio quotidiano nel Tempio di Gerusalemme. (Cfr. anche  Mt. 24,15  e  Mc. 13,14).

Perciò, sono questi i tempi apocalittici in cui stiamo vivendo oggi, e proprio sotto i nostri occhi!

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it