giovedì 29 settembre 2016

Putin ci avvisa del Pericolo Imminente di Guerra!



Vladimir Vladimirovič Putin - S. Pietroburgo 1952 - Russia

"Vediamo anno dopo anno ciò che sta per arrivare,
 e «loro» sono a conoscenza che noi lo sappiamo."

Ecco la terribile frase pronunciata da Putin alla conferenza stampa del 17 giugno 2016 al Forum internazionale dell'Economia svoltosi a San Pietroburgo.

Ed ha proseguito, rivolto ai giornalisti presenti, dicendo:

"È soltanto a voi che propinano queste frottole, e voi le bevete e le propagate alle popolazioni nei vostri paesi. Le genti, in quanto tali, non hanno la percezione del pericolo imminente – ed ecco ciò che mi preoccupa.

Come è possibile non comprendere che il mondo viene sospinto in una situazione irreversibile? Sebbene essi pretendano di instillare l'idea che nulla stia accadendo. Non so più come fare per avvertire di questo."

Così Putin ci avvisa che, in sostanza, una guerra ineluttabile si profila...




Dalla caduta dell'Unione Sovietica, la NATO continua ad ammassare, poco a poco, forze terrestri e nucleari lungo le sue frontiere.

L'Ucraina è stata vittima di un colpo di stato diretto da George Soros, Chevron, Monsanto e Victoria Nuland.

Le manifestazioni pubbliche a Majdán Nezaléžnosti (Piazza Indipendenza) sono state una "rivoluzione colorata" sostenuta dalle ONG e dalle fondazioni dell'Open Society il cui scopo era di posizionare la NATO in Crimea e lungo i confini dell'Ucraina, ad una distanza da Mosca relativamente breve.

Gli USA hanno speso più di 5 miliardi di dollari per rovesciare il governo e il presidente ucraino Viktor Janukovyč.

Creando le condizioni per la loro realizzazione, la NATO ha palesemente concorso ed incoraggiato i crimini di guerra nel Donbass, dal momento che la metà dell'Ucraina è russofona e vive nella parte orientale.

Di conseguenza, in Crimea, c'è stato un referendum riconosciuto a livello planetario, grazie al quale il popolo si è espresso in favore della propria reintegrazione nella Federazione russa, di cui faceva parte sin dal tempo della Grande Caterina, essendo il territorio stato annesso all'Ucraina soltanto in epoca sovietica.

In seguito, avendo dei politici europei e dei militanti per la pace visitato la Crimea, hanno affermato che la votazione era stata indetta democraticamente dalla volontà popolare e che il suo esito era stato ineccepibile e non truccato.

Nel frattempo, è esplosa la guerra civile tra le zone occidentali ed orientali ucraine. Senza sosta Kiev bombarda con razzi la parte ad est, perché le regioni di Donetsk e di Lugantsk non riconoscono il governo attuale, che persino l'agenzia di Intelligence "US Stratfor" ha definito come "il colpo di stato più flagrante della storia."




Più di un milione di persone sono fuggite dall'Ucraina, non verso l'Europa, bensì in direzione della Russia. Oltre a medici, avvocati, ingegneri e proprietari di fabbriche, un gran numero tra loro era costituito da ricchi agricoltori provenienti dalle regioni tipiche di tchernoziom (suolo particolare di terra nera, ricca di humus), famose per la loro fertilità.

Reinsediatisi  nell'oriente russo,  tali coltivatori  hanno  ricevuto  terre  e  sovvenzioni  per gestire le loro fattorie. Per questo, nonostante le sanzioni imposte al paese dal 2014, la Russia è passata, nell'arco di due anni, dal ruolo di importatore a quello di esportatore di derrate alimentari.

E bisogna notare che gli OGM, ossia gli alimenti geneticamente modificati, vi sono proibiti, così come gli erbicidi tossici.

Nel corso delle ultime settimane, l'intera squadra russa è stata bandita dai giochi paralimpici di Rio de Janeiro dal 7 al 18 settembre; le sanzioni sono state prolungate di sei mesi contro la Russia e la regione "ribelle" del Donbass ad est dell'Ucraina.

In più, guarda caso, il tifone Lionrock si è abbattuto sull'estremo oriente del territorio russo dal 29 al 31 agosto, ed ha riversato violente piogge proprio sulle aree dove, come suddetto, si è investito molto per rilanciare l'agro-industria.

A questo proposito, bisognerebbe riflettere un po' sui sismi in Italia, nelle Filippine e in Oklahoma.

Durante i due conflitti mondiali, Jacob Schiff della Federal Reserve finanziava il Giappone perché facesse le sue campagne belliche contro la Russia e la Cina, così come Lenin e Trotsky.

Bush, Ford, Rockefeller, la banca Chase Manhattan, JPMorgan, Harriman, ed un certo numero di altri, finanziavano invece Hitler e la sua guerra lampo nell'Europa dell'est e alla fine contro Stalingrado.




Gli Stati Uniti d'America non attaccarono apertamente l'Unione Sovietica e pretesero di agire a supporto degli "alleati". Entrarono in guerra solamente quando l'assalto di Stalingrado fallì e allorché i russi lanciarono il loro personale affondo contro Berlino.

Gli americani avrebbero voluto giungervi per primi. Dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, la politica USA in Germania è sempre stata quella di tenere sottomessi i tedeschi, di impedir loro di avvicinarsi alla Russia e di rimanervi di stanza.

La nazione teutonica ha la più grande base militare statunitense estera, se si escludono quelle interne agli Stati Uniti stessi.

Tutto ciò, porta a questo: la Germania si prepara a dispiegare truppe all'interno dei suoi confini perché un "catastrofico" attacco terroristico viene reputato "concepibile quanto probabile".

Che si tratti di una lotta al terrore o... di una scalata al potere pianificato sotto la copertura del "terrorismo", la Germania, gli USA e la NATO hanno forse l'intenzione di sferrare un'offensiva contro la Russia? Nell'aprile del 2016, Obama ha chiesto all'Unione Europea il sostegno per un'eventuale guerra contro Putin.

Questa volta, nell'eventualità di una Terza Guerra Mondiale, gli USA sarebbero apertamente aggressivi verso la Russia, contrariamente ai due precedenti conflitti mondiali dove, facendo agire eserciti mandatari, potevano smentire in modo plausibile la loro implicazione, come fanno oggi con l'assistenza a Daesh in Siria e in Iraq.

Comunque sia, contrariamente alle due guerre passate, in cui gli USA erano protetti da qualsiasi intrusione sul loro territorio dagli oceani Pacifico e Atlantico, adesso, il grande "Scontro Planetario" non rivedrà questo scenario e sarà totalmente diverso.

La Russia ha aumentato con dieci aerodromi la sua presenza militare nell'Artico. L'Alaska è in linea d'aria soltanto a 82 chilometri da essa e il Comando USA della Capitaneria costiera si trova ad un tiro di schioppo.


Lo stretto di Bering: a sinistra la Russia, a destra gli USA, al centro le isole Diomede.

In una recente intervista a Bloomberg, Putin infrangendo il protocollo ha posto una domanda al giornalista John Micklethwait:

"Bene, vorrei completare la mia risposta al quesito precedente. Lei ha operato come reporter per un lungo periodo, quindi è assolutamente esperto per comprendere tutte le minacce che possono emergere da un contesto internazionale teso; non è vero? Soprattutto se esistono delle tensioni tra le grandi potenze nucleari del mondo. Tutti capiamo questo.

Certo, è lei che pone le domande a me. Lei è l'intervistatore, non io. Mi permetta tuttavia di chiederle: volete un'altra crisi come quella dei missili di Cuba? Non è così?"

John Micklethwait: "No, nessuno lo desidererebbe."

Vladimir Putin: "Ovviamente, nessuno."

"Attualmente non c'è John Kennedy alla Casa Bianca e non v'è alcuna possibilità che ne ritorni un altro presto, qualsiasi cosa pensino gli americani. Ma questo è un ennesimo vaso di Pandora; un'esposizione truccata di cani e pony concepita come intrattenimento per gente piccola...

A differenza del referendum di Crimea, o del Donbass in Ucraina orientale, le persone sono pronte a battersi e a morire sfidando il regime corrotto installato dopo un rovesciamento governativo pianificato dagli USA. Così come i russi erano pronti a combattere e ad immolarsi durante la Seconda Guerra Mondiale, che ne ha visti perire trenta milioni: le loro case bombardate, le famiglie distrutte e le donne violentate.

Ecco ciò che emerge... il popolo è pronto a morire. E voi lo siete? O tutto questo fa parte della vostra realtà hollywoodiana, con le sparatorie di Batman, le tragedie "falsificate" di Boston e di Sandy Hook con l'interpretazione di attori adatti ai film catastrofici? Dove si inseriscono Rambo e George Clooney in tale equazione?"




A questo punto la mia domanda è lecita (che l'autrice dell'articolo si pone; ndt):

"Sono preparati gli statunitensi a quello verso cui i loro dirigenti li trascinano? Ne hanno piena consapevolezza? Forse credono sempre, come al secolo scorso, che il mondo intero possa andare in fumo senza il loro intervento e che a discapito di tutti possano ancora trarne enormi vantaggi, con la propria popolazione indenne e le loro infrastrutture intatte?"

Katherine Frisk

Post Scriptum

Consiglio vivamente di leggere i due eccellenti articoli di Maurizio Blondet sullo scottante argomento:


Traduzione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it


Originale: veteranstoday.com

martedì 20 settembre 2016

Le Piaghe d'Egitto si ripetono Oggi?




Sebirblu, 20 settembre 2016

È innegabile che negli ultimi anni si siano succeduti, qua e là nel mondo, moltissimi eventi che ricordano le piaghe d'Egitto di biblica memoria. Sembra quasi che la storia si ripeta, vista la durezza e la protervia sempre più aspre degli uomini verso Dio.

Anzi, alla panoramica che ho intenzione di mostrarvi, vanno aggiunti altri inquietanti ed inspiegabili fenomeni, tanto da indurci a pensare che davvero la Terra e il Cielo si stiano rivoltando verso l'uomo, contribuendo così all'accelerazione distruttiva da lui stesso avviata.

Le dieci calamità egizie, considerate oggi pressoché simboliche dalla Chiesa, sono invece state analizzate ed accolte dalla scienza che, razionalizzandole nell'attribuirne la causa al vulcano Santorini (Thera) in Grecia, le ha però smitizzate togliendo loro la soprannaturalità  dell'intervento  divino.

Esse  vengono tramandate  dal  Vecchio Testamento nel libro dell'Esodo e descrivono la liberazione degli ebrei dalla schiavitù del Faraone che sotto la guida di Mosè arrivarono  in  Palestina,  la Terra promessa loro da Dio.

Eccole:

1) Trasmutazione dell'acqua in sangue. (Es. 7, 14-25)

2) Invasione di rane dai corsi d'acqua. (Es. 7, 26 e 8, 11)

3) Invasione di zanzare. (Es. 8, 12-15)

4) Invasione di mosche. (Es. 8, 16-28)

5) Morìa del bestiame. (Es. 9, 1-7)

6) Ulcere su animali e umani. (Es. 9, 8-12)

7) Pioggia di fuoco e ghiaccio (grandine). (Es. 9, 13-35)

8) Invasione di cavallette o locuste. (Es. 10, 1-20)

9) Tenebre. (Es.10, 21-29)

10) Morte dei primogeniti maschi. (Es. 12, 29-30)

Iniziando dalla prima, sono ormai alcuni anni che mari, fiumi, laghi e corsi d'acqua si tingono di rosso senza cause ben chiare (QUI, QUI e QUI o QUI, l'elenco sia in francese che in inglese),  adducendo  spesso  la colorazione ad alghe,  scarichi  illegali o addirittura a sgozzamento di animali come è avvenuto il 13 settembre a Dacca, in Bangladesh, dove le strade si sono inondate di pioggia mista a sangue in occasione della grande "Festa del Sacrificio" musulmana.


Dacca in Bangladesh il 13 settembre 2016

Al di là della causa però, oltremodo discutibile, rimane il "segno" che, a mio avviso, è davvero molto emblematico, tanto più che proprio in quella città il 7 luglio sono deceduti 9 italiani per un criminale attentato dell'ISIS, e non solo. (Ved. QUI).

Anche la seconda sventura – l'invasione delle rane – si è manifestata in diversi luoghi del pianeta, come in Grecia, QUI, che ne ha subita l'invasione nel 2010 fino al punto di dover chiudere una delle sue più importanti autostrade; in Italia nel 2012, QUI, dove a centinaia di migliaia si propagarono nel salernitano; in Cina nel 2015, QUI, e quest'anno in Australia, QUI.

Eccoci alla terza calamità: le zanzare. A parte le loro punture fastidiose, le infestazioni sempre più sostenute in questi ultimi tempi, per esempio in Alaska, QUI, e recentemente anche in Brasile di alcune specie, come la "aedes aegyptis", si sono rivelate molto pericolose perché possono trasmettere gli agenti virali della dengue, della chikungunya, della febbre gialla, della "malattia Zika" (ved. QUI) e di altre serie malattie.

Il quarto flagello mondiale si riferisce alle mosche. Le infestazioni quest'anno in Alsazia (Francia), e in Nuova Zelanda, QUI e QUI, hanno costretto popolazioni intere a chiudere case e negozi per poi scappare abbandonando le città.

La quinta riguarda la morìa del bestiame (cfr. QUI), ma se parliamo di decimazione di animali nel mondo, possiamo assistere ad una vera e propria ecatombe sia di volatili quanto di faune ittiche, dai molluschi alle balene, e di molti altri generi terrestri o insetti come le preziose api! (Ved. QUI).

L'elenco, dettagliatissimo e sconvolgente QUI (il link è già pronto con il traduttore automatico), riporta la falcidia avvenuta non solo in questi 9 mesi del 2016, ma anche quella degli anni passati a partire dal 2011. La panoramica mostra uno scenario a dir poco scioccante per chi ha sentito qualche notizia sporadica qua e là.

Nel frattempo la Terra si apre in più punti con voragini improvvise e terrificanti che ingoiano all'improvviso uomini e cose; i vulcani attivi sono in aumento così come i terremoti specialmente nella zona del Pacifico chiamata "Anello di Fuoco"; i mari e gli oceani rigurgitano una strana schiuma che va coprendo intere fasce costiere, come accaduto QUI e QUI.


Sinkhole apertosi in Winter Park - Florida - USA

Ma continuiamo con il sesto guaio che riguarda le ulcere su animali ed uomini. Da anni assistiamo impotenti all'irrorazione criminale nei cieli di tutto il pianeta di sostanze chimiche deleterie e pericolose che minacciano e compromettono la salute dell'intera compagine umana e dell'habitat in cui viviamo.

Da esse, infatti, provengono i polimeri che causano il "Morgellons". Si tratta di fibre e nanostrutture disperse con scellerate operazioni di bio-geoingegneria tramite le scie chimiche ed altri dispersori occulti. (QUI, il dotto approfondimento scientifico, e QUI, in breve). Questo morbo ha ormai una diffusione di 1000 nuovi casi al giorno a livello mondiale.

La settima afflizione concerne la sfera dei disastri climatici provenienti dai cieli, come la grandine, i fulmini e i tornado, ma che con l'utilizzo devastante ed arbitrario del sistema HAARP, utilizzato diabolicamente (ved. QUI e testimoniato QUI), si manifestano sempre più violenti ed aggressivi, anche in aree mai soggette prima, distruggendo e danneggiando economie, mezzi e talvolta vite.

Quella delle cavallette è l'ottava sciagura, e infatti le invasioni estremamente fameliche quanto nefaste da un po' di anni colpiscono in misura sempre maggiore varie regioni planetarie: dall'Arabia Saudita, QUI, dove addirittura locuste giganti sono cadute dal cielo a milioni, al Madagascar, QUI; da Israele all'Egitto, QUI; in Russia, QUI e QUI, ed anche in Italia a Vicenza e a Pesaro, QUI.

Ma prima di continuare con i due ultimi flagelli biblici, vorrei far notare che i segni indicanti la fine di questo nostro tempo stanno moltiplicandosi ovunque, e soltanto chi si ostina a non voler vedere continua ad ignorarli stoltamente senza prepararvisi in alcun modo!

Un  arco  cronologico  preciso  fu  stabilito  dal  Cielo  per  l'evoluzione  dell'Umanità sulla Terra, e il libro dell'Apocalisse o Rivelazione lo attestano ampiamente, ma l'arbitrio dell'uomo ha velocizzato il processo trasformativo naturale provocando un'accelerazione senza precedenti ed ora ci troviamo a vivere in una situazione molto critica.

Da una parte ci sono gli elementi scatenati (aria, acqua, terra e fuoco) perché la Natura, dietro innumerevoli e reiterate sollecitazioni negative e non rispettose dell'eco-sistema si ribella, e dall'altra c'è l'azione occulta, perpetrata dal "principe di questo mondo" ‒ Satana ‒ finalizzata selvaggiamente ad annientare il pianeta con tutti i suoi abitanti.




È  una esagerazione?  Assolutamente  NO!  È  sufficiente  documentarsi  un  pochino, e  non  attraverso  i  mezzi di comunicazione  di  massa che mentono spudoratamente e  tacciono  perché  asserviti  ai  poteri  forti!

Quegli stessi poteri che, a loro volta, soggiogati e ammaliati dai miraggi dell'oro e della carne (gli strumenti luciferini) si sono venduti al Maligno coadiuvandolo a più non posso per il disfacimento del genere umano.

Tutto è caduto sotto il loro dominio: economia, governi, leggi, farmaci, tecnologia, scienze, scuole, università, arte, musica... ma il "colpo da maestro" Lucifero doveva assestarlo alla Chiesa... all'Istituzione che più aborre perché fondata dal suo acerrimo nemico: il Cristo!

Ed è riuscito ad insinuarvisi (intendiamoci... con il beneplacito di Dio; cfr. QUI), perché da tre anni e mezzo ormai, dopo una scalata di circa 50 anni in seno al Vaticano, ha posizionato sul seggio supremo il suo Falso Profeta: Bergoglio. (All'etichetta omonima tutti gli articoli di chiarimento).

Ora siamo agli atti finali della tragedia umana con l'instaurazione di un'Unica Religione (cfr. QUI) e, a ruota, quella di un Nuovo Ordine Mondiale, tesi entrambi ad asservirci tutti!

Ma il Maligno e i suoi accoliti, i rappresentanti dell'Oligarchia planetaria, hanno fatto i conti senza l'Oste... perché il Vero Padrone di Casa sta per tornare (Ved. QUI) e sono proprio gli accadimenti in corso ad essere forieri di un capovolgimento inaspettato quanto epocale!

Ecco allora che tutto ritrova un senso, tutto corrisponde alle innumerevoli profezie antiche e moderne (cfr. QUI) e nulla è affidato al "caso" perché questo non esiste!




Ed anche le due ultime calamità descritte nell'Esodo, vale a dire le Tenebre che copriranno la Terra (QUI, un'ampia panoramica) e la Morte dei Primogeniti maschi, acquistano una luce nuova agli occhi della Conoscenza interiore sostenuta dallo Spirito.

Esse, non ancora manifestatesi, ricalcheranno i tempi antichi, forse con modalità diverse e plausibili, ma nell'essenza porranno fine alla «Età di Caino» (ved. QUI) che orgogliosamente ha voluto misurarsi con Dio fino ad annientare sé stessa in un bagno di Luce.

Per  gli  uomini  giusti,  finalmente,  sta  per  aprirsi  il  nuovo "Mar Rosso" che li porterà alla tanto agognata "Terra promessa", l'inedita dimensione che tergendo le loro lacrime dopo millenni di sofferenza e di affanno li proietterà, liberi, nella magnificenza  della  vita  che  hanno  sempre desiderato.


giovedì 15 settembre 2016

Teresa Neumann e "l'Età di Caino dal 1999 al 2017"




Le Profezie di Teresa Neumann 

Sono innumerevoli i personaggi che hanno parlato della gravità di questa nostra epoca, e fra i tanti Teresa Neumann (biografia completa QUI), che è stata nelle sue visioni simboliche di una chiarezza e di una precisione incredibili nel descrivere, anticipandoli, i tempi che stiamo vivendo ora.

È da molto tempo che mistici e veggenti ci fanno predizioni sul futuro del mondo, precorrendo eventi che marcheranno in modo indelebile la storia dell'Umanità.

Un tema che, in questo drammatico momento della storia, risulta ancora più importante, dati i gravissimi rischi autodistruttivi a cui siamo soggetti sul piano ambientale e umano, a causa della terribile crisi economica mondiale, delle guerre già in atto e la caduta delle risorse, che potrebbero sfociare in un conflitto mondiale.

Ella nacque a Konnersreuth, un piccolo paese della Baviera settentrionale, l'8 aprile 1898. Primogenita degli undici figli di Ferdinand Neumann, sarto, e di sua moglie Anna Grillmeier, contadina. Battezzata poco dopo la nascita, il 10 aprile di una domenica di Pasqua, crebbe nel modesto ambiente familiare educata ai valori cristiani.

Dopo aver ricevuto la Cresima nel 1908 e la Prima Comunione nel 1909, avrebbe voluto diventare suora missionaria, ma l'inizio della Grande Guerra impedì la realizzazione di questa sua aspirazione.

Nei sogni e nelle percezioni profetiche Teresa indicò il massimo potere e dominio delle incarnazioni sataniche in un periodo che lei aveva chiamato "l'età di Caino", compreso  tra il  1999 e il  2017.

Disse esattamente che: "…la grande piaga si aprirà nel 1999 e sanguinerà per diciotto anni: sarà questo il tempo di Caino". Diciotto anni sono la somma del numero della bestia,  cioè  6+6+6=18,  svelato  dall'apostolo  Giovanni  nel  libro  dell'Apocalisse.




Ecco cosa riportò di questo periodo storico: "Vedo rovesciare sulla terra una cesta piena di serpenti, che strisciano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto. Sarà in questa età che trionferanno l'ignoranza, il disprezzo per la cultura, l'arroganza, la superbia, la violenza, il materialismo".

Aggiunse ancora: "Sul trono più elevato ho visto sedere il serpente dei serpenti. E ho visto l'asino dettare legge al leone... In quel tempo, troppi leoni avranno il cuore dell'asino e si lasceranno trarre in inganno".

E precisò: "Ho visto affidare il mondo a bestie orrende, con la testa d'asino e il corpo da serpente".

Molto interessante è la frase in cui la veggente dice: "Sul trono più elevato ho visto sedere il serpente dei serpenti", concetto che dà una connotazione chiara, su cosa o chi, ella possa aver indicato con questo termine.

Teresa Neumann conclude poi così: "Arriverà un momento in cui l'uomo e la terra saranno sporchi e corrotti a tal punto che non ci sarà altra soluzione al di fuori di quella di una pulizia generale, di un diluvio. Ma questa volta sarà un diluvio di fuoco".

Esistono dei richiami sul piano umano che tale periodo fino al 2017 abbia un reale riscontro nei fatti? La risposta è sì, e anche da fonti autorevoli, ne riporto alcune. (Cfr. anche QUI; ndr).

Nella primavera del 1997 venne costituita negli USA l'Organizzazione no-profit "Project for the New American Century" (Progetto per il Nuovo Secolo Americano), conosciuta anche come PNAC, uno dei principali "Think-Tank" (serbatoio di cervelli) dei neo-conservatori americani, di cui fanno parte personaggi come Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Paul Wolfowitz, Jeb Bush, fratello dell'ex presidente George W. Bush.

Da questo gruppo di uomini scaturì quel terribile documento conosciuto come "Rebuilding America's Defences: Strategies, Forces And Resources for a New Century", (http://www.kelebekler.com/occ/pnac.pdf) nel quale sono fissate le strategie necessarie per realizzare il dominio economico e militare globale da parte degli Stati Uniti d'America.




Il dossier fu pubblicato nel settembre del 2000, e quindi redatto a cavallo dell'anno 1999. Fu proprio in quel progetto che venne fissato il concetto di "guerra infinita" da cui scaturirono, direttamente o indirettamente, tutti i gravissimi eventi che hanno segnato la storia degli ultimi anni:

‒ l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, la guerra contro l'Iraq, l'Afghanistan e la Libia, le varie crisi politiche ed economiche, l'abolizione di molte delle libertà democratiche, e via dicendo... che avrebbero segnato pesantemente il futuro in brevissimo tempo, se consideriamo anche l'attuale crisi in Siria e il sempre più imminente attacco all'Iran.

Notevole il fatto che, nonostante sia cambiata l'amministrazione americana con l'arrivo alla presidenza di Barack Obama, nulla sia cambiato. Mutano le facce ma non i piani… è evidente che il vero potere decisionale si trova da un'altra parte.

Nel riferimento al tempo di Caino 1999-2017 in cui la Neumann vide, come suddetto, la cesta piena di serpenti rovesciarsi ovunque, viene ad essere incredibilmente confermato il testo del PNAC dove è scritto, cosa ancor più sconvolgente, che entro il 2017 la Cina sarebbe stata in grado di contrastare politicamente, economicamente e militarmente, la potenza americana a livello mondiale.

È chiaro, quindi, che per gente dall'ottica basata soltanto su termini di potenza militare, dire che la Cina va fermata prima che possa diventare, già nel 2017, una minaccia seria all'egemonia Usa, significa una cosa sola: guerra!

Guerra alla Cina entro il 2017 dunque? Il futuro che il gruppo dirigente USA prepara per il mondo, è segnato da un tremendo conflitto militare con quella Nazione, dal poderoso armamento atomico.

Senza contare che anche la Russia, altro paese nucleare, dopo anni di assenza dalla scena internazionale, è fermamente intenzionata a recitare la sua parte, tutt'altro che da comparsa... e i suoi interessi collimano con quelli della Cina stessa.

Per cui, ci troviamo concettualmente e cronologicamente, proprio dentro il periodo indicato dalla Neumann, i diciotto anni del "tempo di Caino", che si concluderanno appunto nel 2017.




Anche attraverso le parole di un personaggio come il Principe Carlo d'Inghilterra emerge l'importanza di questa data come fine ultimo per salvare la Terra e i suoi abitanti.

Nel marzo 2009, con gran stupore di tutti, al convegno di Rio de Janeiro in cui si discuteva sulle misure da adottare per combattere la crisi economica a livello mondiale, parlando ad oltre 150 capi d'azienda egli lanciò un avviso agghiacciante:  "Il tempo per salvare il pianeta sta scadendo... restano solo 100 mesi".

Queste le parti più salienti del suo discorso: "Le proiezioni più ottimistiche ci dicono che abbiamo meno di 100 mesi per modificare il nostro comportamento, prima che i cambiamenti climatici comportino rischi catastrofici ed orrori inimmaginabili".

E continuò dicendo: "Le difficoltà che il mondo affronta oggi saranno nulla in confronto ai concreti effetti che il riscaldamento globale avrà sull'economia mondiale. I primi risultati sono che in vaste aree del mondo moltissime persone sono costrette sin da ora a fuggire da inondazioni o siccità.

C'è incertezza sulla produzione di cibo e sulla mancanza di acqua e, naturalmente, sulla crescente instabilità sociale e su potenziali conflitti. Essa incide sul benessere di ogni uomo, donna e bambino del nostro pianeta".

I 100 mesi menzionati dal Principe Carlo corrispondono a poco più di otto anni, e considerando che il discorso venne fatto nel marzo 2009, arriviamo esattamente al 2017...

Penso che storia e profezie vadano di pari passo, unendosi in un terribile e mortale abbraccio senza che la popolazione planetaria e i potenti del mondo diano il benché minimo segno, o poca presa di coscienza, di questi tremendi avvertimenti.

Notevole anche il fatto che il mese successivo dello stesso anno, nell'aprile 2009, il Principe Carlo, in visita da noi, lanciò il medesimo drammatico appello in un incontro ufficiale con Papa Benedetto XVI e al Parlamento italiano.

L'indicazione dei 100 mesi non era astratta, infatti in Italia il Principe disse che mancavano 99 mesi al punto di non ritorno. (Leggasi l'articolo su Repubblica, QUI).

Teresa Neumann, nelle profezie citate, ci ha descritto perciò lo scenario, purtroppo reale, dei tempi in cui stiamo vivendo, ma certamente non è la sola.


Teresa Neumann (1898 - 1962)

Molti altri mistici e veggenti hanno avvisato dei gravissimi rischi a cui stiamo andando incontro se non modifichiamo il nostro modo di vivere.

Accorati  appelli  dalla  Vergine Maria  e  dallo  stesso  Cristo non hanno finora avuto un reale e radicale ravvedimento dell'Umanità. Eppure, nonostante l'indifferenza dell'uomo, i richiami che arrivano dalla Sfera divina non cessano, anzi...

Quando la purificazione sarà completata, riprenderà la vita. L'uomo nuovo indosserà un abito novello, quello dell'umiltà e della fede, dei valori cristici, e si compirà anche la più importante delle profezie:

"In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo, (Cristo) venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

Egli manderà gli Angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del Cielo." Mt. 24, 29 ‒ (Leggere l'intero attualissimo discorso profetico QUI; ndr).

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: prefazione dal libro on line QUI.

domenica 11 settembre 2016

Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi!




Sebirblu, 11 settembre 2016

Ecco un'ottima analisi della situazione in cui l'Umanità, in gran parte indifferente e cieca, si trova a vivere con questo pontificato, dicendo: "Io delle cose riguardanti la Chiesa non mi interesso, anzi mi danno fastidio..." Ma dovrà molto presto, suo malgrado, prendere seriamente in considerazione il precipitare improvviso degli eventi...




Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi. 
La navicella di San Pietro se ne sta andando allegramente alla deriva 
quasi che una brama di autodistruzione li avesse afferrati. 
Sorge la domanda: quale padrone stanno servendo? 
di Francesco Lamendola

Oramai ne stiamo vedendo di tutti i colori, per cui, purtroppo, si finisce per non meravigliarsi più di nulla, per non scandalizzarsi, per non indignarsi.

Specialmente quando il cattivo esempio viene dall'alto, non c'è trombettiere o mascotte del reggimento, perfino vivandaia al seguito, che non si sentano autorizzati a stracciare e a lordare le bandiere, a tirare fango contro le uniformi, a ballare oscenamente sulle ceneri di ciò che un tempo furono onore, disciplina, spirito di sacrificio,  senso  del  dovere,  lealtà,  fedeltà,  coerenza.

La navicella di San Pietro se ne sta andando allegramente alla deriva e una parte dei marinai, invece di ammainare le vele, le mandano tutte a riva, quasi che una brama di autodistruzione li avesse afferrati; e il nocchiero, invece di tenersi sottovento, porta la nave di traverso alle onde e si direbbe che voglia offrirle il fianco per farle imbarcare più acqua che sia possibile, fin che le onde non l’avranno rovesciata e affondata.

Sorge allora la domanda: quale padrone stanno servendo, tutti costoro? Vedono il pericolo, vedono la rotta suicida su cui la nave si posta, eppure non fanno nulla per tentar di scongiurare la catastrofe imminente; al contrario, si direbbe che facciano di tutto per affrettarla, per renderla più certa e più immediata.

Eppure non sono degli stupidi; molti di loro sono persone intelligenti e preparate, pertanto sanno benissimo quello che stanno facendo.

Sapranno anche il perché? Sarebbe meglio pensare di no: perché, se non lo sapessero, a dispetto di tutta la loro intelligenza, sarebbero solo dei presuntuosi che hanno deciso di sfidare la rovina, in piena coscienza, illudendosi, forse, di riportare chi sa quale trionfo, mai visto e mai udito prima.

Cosa, questa, che tradirebbe il loro movente segreto, una sfrenata, folle ambizione, insieme ad una compulsiva, indomabile voglia di apparire, di essere al centro dell'attenzione, di ricevere applausi e, magari, anche critiche, ma comunque di far parlare di sé, di lasciare il segno.

Se, al contrario, sapessero perché stanno agendo in questo modo, cioè se stessero portando la nave verso il naufragio sapendo quello che fanno, allora sarebbe ancora peggio: l'unica conclusione possibile alla quale potremmo giungere, sarebbe che ad ispirarli non sia la voce di Dio, ma quella del Diavolo.


"Insidia" di Marcello Ciampolini

Il papa Francesco, ormai da molto tempo, si può dire quasi dall'inizio del suo pontificato, ha adottato un nuovo stile "pastorale" quello di sfidare, irridere e offendere i sentimenti di quanti, dentro la Chiesa, non la pensano come lui; di quanti non condividono certe sue aperture, certe sue "sparate", certe sue temerarie improvvisazioni.

Di quanti, soprattutto, si preoccupano di salvare la navicella di Pietro e non pensano solo in termini quantitativi, non sono dominati dall'ossessione di ritrovare i grandi numeri, le folle oceaniche del passato, ma di ricompattare il tessuto dogmatico, teologico e morale della Chiesa.

Ma anche di rinsaldare la fede vacillante di una parte significativa del clero, di ripartire alla ricerca delle anime da salvare e non solamente delle folle da attirare per i grandi incontri internazionali, come la Giornata Mondiale della Gioventù, dove, di cristiano e di cattolico, alla fine dei conti, si vede ben poco e si respira ancora meno.

Tutti i Papi del XX secolo, coscienti delle tensioni e delle contraddizioni innescate dai processi della modernità nella carne viva della Chiesa, clero e laici, hanno sempre tenuto conto della sensibilità dell'intero popolo di Dio: sia i Papi considerati, a torto o a ragione, progressisti, sia quelli considerati conservatori.

Tutti si sono sforzati di salvare la concordia o quantomeno l'unità all'interno della Chiesa; tutti hanno assunto un atteggiamento di rispetto e, fin dove possibile, di delicatezza verso quanti non condividevano appieno la loro linea.

Bisogna  dire,  peraltro,  che  prima  di  papa  Francesco  non  si  era  mai  parlato  di una "linea" pontificale, perché i Papi, tutti dal primo all'ultimo, si sono sempre considerati come i depositari e i custodi di una Verità da custodire, difendere e tramandare, non certo come gli autori di una innovazione unilaterale, di una accelerazione nel senso desiderato dal "mondo".

Le cose sono cambiate in quest'ultimo pontificato, davanti allo spettacolo, ormai pressoché quotidiano, di un Papa che polemizza in continuazione con i suoi veri o presunti "oppositori" che, non pago di averli esemplarmente castigati e mortificati ‒ come avvenuto nel caso dei Francescani dell'Immacolata (cfr. QUI; ndr) ‒ non si perita di denigrarli pubblicamente.

Di un Papa che sfrutta il pulpito delle sue omelie quotidiane nella Chiesa di Santa Marta, e soprattutto i microfoni dei giornalisti che lo intervistano, specialmente durante  i  suoi  spostamenti  aerei  nel  corso  dei  viaggi  pastorali,  per  indirizzare bordate  su  bordate  contro  quelli che lui giudica,  facendo  di  tutta  l'erba  un  fascio, i "conservatori", i "nostalgici" del passato e, naturalmente, i "nemici" del Concilio Vaticano II. (Cfr. anche QUI; ndr)




Spettacolo clamoroso, sconcertante, penosissimo: che non avremmo mai voluto vedere, cui non avremmo mai desiderato assistere. Spettacolo inaudito, se appena si riflette su quale sia la natura della missione del romano pontefice.

Chi è il Papa, infatti? Si risponde: il successore di San Pietro, che Gesù Cristo ha eretto a capo della sua Chiesa. Dunque, San Pietro e Gesù Cristo dovrebbero essere i suoi grandi, i suoi unici modelli; e nessun altro.

Ora, non ci risulta affatto, leggendo il santo Vangelo, che né San Pietro né tanto meno il divino Maestro, Gesù Cristo il Figlio di Dio, avessero l'abitudine di regolarsi in questo modo: di rivolgersi con tono d'incessante reprimenda, di sfida, di fastidio verso gli altri Apostoli; né, per la verità, nei confronti di nessun altro, né i semplici fedeli e neppure i non credenti.

No: non era questo il loro stile pastorale. Essi andavano alla ricerca della pecorella smarrita; cercavano di persuadere con l'esempio e con la dolcezza; certo, erano severi quanto alla sostanza del Vangelo, nel senso che non tolleravano storpiature o compromessi della dottrina di salvezza, ma erano estremamente pazienti e misericordiosi con i loro fratelli, compresi quelli che, a loro giudizio, si stavano allontanando, o erano in errore.

Questa dolcezza, questa carità, questa mitezza, Bergoglio le riserva esclusivamente agli altri: ai protestanti, ai musulmani, ai giudei, agli atei; quanto ai cattolici, li divide drasticamente in due campi: quelli che sono d'accordo con la sua "linea", e quelli che non lo sono; questi ultimi non solo non tenta di persuaderli, ma li provoca e li maltratta ogni santo giorno, senza misericordia, senza nemmeno un tratto di umana tolleranza o comprensione.

La misericordia Bergoglio la riserva unicamente ai lontani e ai diversi, primi fra tutti i migranti/invasori, da lui promossi tutti quanti, senza bisogno di quisquilie come l'accertamento individuale, al rango di "profughi" e, pertanto, di "fratelli bisognosi" meritevoli di ogni aiuto e di ogni comprensione da parte nostra. (Cfr. QUI; ndr).


Bergoglio a Lesbo - Grecia

Ma per i cattolici che egli, con pochissima stima, considera "tradizionalisti", e che sono semplicemente coloro i quali sono rimasti fedeli al Vangelo perenne e alla Chiesa di ieri, di oggi e di sempre, senza tanta teologia della liberazione (peraltro condannata in maniera esplicita da Giovanni Paolo II) e senza tanto buonismo e sociologia neomarxista o, peggio, neoradicale (si pensi alla sua stima dichiarata per personaggi come Pannella e Bonino, campioni del divorzio, dell'aborto, della eutanasia, della droga libera e dei matrimoni omosessuali), egli non ha che rimbrotti, frecciate, provocazioni e, in definitiva, disprezzo.

Il bello è che il "partito" clericale a lui favorevole non solo non fa nulla per attenuare queste sue asprezze, questa sua mancanza di tatto e di misericordia, questa sua durezza sgradevole e poco cristiana (si ricordi la luce cattiva che gli brillava nello sguardo quando, ai microfoni, ricordava che lui, l'allora sindaco Marino, in America non l'aveva invitato, no, assolutamente no, chiaro?) ma, come fanno i cortigiani di un sovrano che è sempre sopra le righe, lo fomentano, lo istigano e lo applaudiscono ogni volta che alza i toni e raddoppia le provocazioni.

La grande stampa cattolica, a cominciare da Avvenire e L'Osservatore Romano – per non parlare di Famiglia Cristiana che, in questa linea modernista e progressista si era messa già da tempo per conto suo, sovente in polemica con i predecessori del Papa attuale – si è schierata tutta al suo fianco, o meglio, al suo seguito.

Si legga, a titolo di esempio – uno fra mille – quanto scrive il vaticanista Luigi Accattoli per il mensile La Voce di Padre Pio (n. 5 del maggio 2016), che così conclude un articolo intitolato "Un vecchio pieno di giovinezza", che è tutto un panegirico di papa Francesco, anche negli aspetti più discutibili e divisivi del suo stile pastorale.

Tutti i Papi sono contestati, da dentro o da fuori, da destra o da sinistra. È inevitabile che una figura unica e bianca, posta sul candelabro, ogni giorno sotto gli occhi di tutti, non incontri il favore generale.

Ed è inevitabile che le sue decisioni scontentino alcuni o molti tra i tanti osservatori esteri e anche tra i cattolici. Ma se tutti i Papi sono contestati, i Papi riformatori sono contestati due volte: c'è un convincimento antico nella Chiesa Cattolica, ma anche nelle altre, che non si debba mai cambiare nulla e chi propone cambiamenti viene posto comunque sotto accusa.

Infine Bergoglio è contestato tre volte: tutti i Papi recenti cercavano di attenuare con il linguaggio il risentimento di quanti non erano d'accordo. Seppure dovevano contraddirli, provavano a farlo con buone parole.

Papa Francesco non si preoccupa di tenere buoni gli oppositori – qui è la più sorprendente delle sue novità – persino polemizza apertamente con loro, dicendo per esempio che quanti vogliono "tornare indietro" rispetto al Concilio Vaticano II sono "stolti" e "testardi".




Si tratta di un atteggiamento spregiudicato che è attribuibile alla "libertà di spirito" dei gesuiti che è famosa, e che Bergoglio ha più volte rivendicato. Una libertà che spiazza gli oppositori e che costituisce una delle migliori armi in mano al riformatore venuto "dalla fine del mondo".

Molti si chiedono che succederà "dopo" che Francesco sarà uscito di scena. Sarei tentato di scommettere che se durerà quanto Benedetto – cioè otto anni – riuscirà a porre le premesse perché il successore possa continuar l'opera avviata.

Possa, o debba? Perché, se il motto di papa Francesco è "indietro non si torna", allora egli sta facendo una cosa ancor più grave che imporre la "sua" linea; quasi che il Depositum Fidei, del quale è solo il custode, gli appartenesse in proprio, compresa la licenza di modificarlo a suo arbitrio.

Sta addirittura gettando le premesse per una svolta irreversibile, per una mutazione genetica definitiva della Chiesa cattolica. Ma ne ha il diritto giuridico, morale e pastorale?

Perfino i suoi ammiratori, se fossero in buona fede, dovrebbero convenire che questa, forse, non è precisamente l'opera che si domanda di svolgere ad un pontefice nel momento in cui viene eletto a capo della Chiesa cattolica.

Si noti, peraltro, il sofisma svolto da Accattoli: Bergoglio viene criticato ("tre volte": come dire, tanti nemici, tanto onore) perché il suo stile consiste nel polemizzare apertamente, sfidare e offendere gli "oppositori" (perché chiamare dei cattolici, come lui fa, "stolti" e "testardi", è un vero e proprio offendere).


Luigi Accattoli, vaticanista di "Repubblica"

Ma allora, egli viene criticato perché è progressista, o perché non rispetta e, anzi, provoca e insulta chi non è d'accordo con lui? Sono due cose diverse; non è lecito confonderle. Del resto, un Papa che sia anche responsabilmente il capo della Chiesa cattolica (ma non aveva esordito dicendosi, semplicemente e assai umilmente, soltanto "il vescovo di Roma?") dovrebbe preoccuparsi, e molto, di avere degli "oppositori".

Non è una cosa normale: chi resta fedele all'insegnamento di Cristo, non ha "oppositori" dentro la Chiesa, se non gli eretici. Dunque, i "conservatori" sono diventati eretici? Perché, se così non fosse – e ci sembra che nemmeno lui e i suoi seguaci e ammiratori, tipo Enzo Bianchi, siano arrivati a tanto – allora non resterebbe che l'altro corno del dilemma: che eretica sia una certa "linea" da lui portata avanti con estrema decisione e ostinazione (a proposito di "testardaggine").

Tutto questo fa ancora più specie se si considera che, dalla bocca del Papa, non è mai uscita una sola parola, non diciamo di rimprovero, ma neanche lontanamente di ammonimento, per quanto blando, nei confronti dei seguaci delle altre religioni e delle diverse confessioni cristiane, per non parlare degli atei dichiarati e militanti: tutte bravissime persone, a sentir lui.

E basti pensare che, davanti alla persecuzione e allo sterminio di migliaia e migliaia di cristiani in tutto il mondo ad opera dei terroristi islamici, e davanti al sangue ancora caldo di padre Hamel, sgozzato sull'altare in una chiesa della Normandia da due ragazzi islamici, Francesco ha avuto l'ardire di negare che esista un fondamentalismo islamico, che vi sia un problema islamico...

Ma anzi ha sostenuto, con una logica aberrante, che, semmai, un fondamentalismo esiste anche fra i cristiani, e così pure un terrorismo, visto che... vi sono dei mariti, di religione cattolica, i quali uccidono le loro mogli, o le suocere.

Che dire poi della "famosa libertà di spirito dei gesuiti", di cui parla Accattoli? Non ci risulta per niente. Al contrario, si sono sempre vantati di obbedire (alla Chiesa?) "perinde ac cadaver", cioè come cadaveri... (Ved. QUI; ndr).

Francesco Lamendola ‒ (il suo profilo QUI; ndr).

Chiosa di Sebirblu con un'immagine
di
Gustave Doré

"Il Cielo e la Terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno"
Mt. 24, 35  

Relazione e cura di: Sebirblu.blogspot.it