martedì 18 aprile 2017

JARED, genero di TRUMP: che sia lui l'ANTICRISTO?


Jared Kushner - genero e "consigliere anziano" di Trump - classe 1981

Sebirblu, 18 aprile 2017

Il Chabad Lubavitch è uno dei più grandi gruppi religiosi del giudaismo chassidico, una corrente mistica ultra-ortodossa sorta nel 1700 in Polonia. Il nome deriva da Lyubavichi, la città russa che ne funse da base per più di un secolo.

La casa madre si trova a Brooklyn (New Jork), ma è presente in tutti i paesi in cui vi sia un insediamento ebraico. I Chassidim vestono rigorosamente di nero, hanno vistosi cappelli a larghe falde e barbe lunghe ed incolte.

Ho deciso di occuparmi di tale argomento perché questa potente organizzazione è andata diffondendosi a macchia d'olio su tutto il pianeta, influenzando pesantemente governi e stati sovrani e condizionandone in modo occulto i destini per le proprie convinzioni escatologiche.

(QUI, tante foto dei "Chabad Lubavitchers" con i potenti della Terra).

Sembra incredibile, eppure come vedremo dall'interessante brano di Henry Makow, ora più che mai questo movimento "manovra" dietro le quinte e la sua forza diabolica mira a scatenare la tanto temuta Armageddon. (Cfr QUI).




"Uno storico dice che i Rothschild sono dei pupazzi Chassidim.
È questo il vero volto degli Illuminati?

Esprimendosi con un eufemismo, il profeta di Lubavitch, Menachem Mendel Schneerson (1902-1994) disse che i Cabalisti ebrei domineranno il mondo dopo un'apocalisse  che  hanno  intenzione  di  avviare.

Wolfgang Eggert, uno storico bavarese di 54 anni, crede che gli ebrei ortodossi chiamati appunto Chassidim vogliano scatenare un olocausto atomico per realizzare una profezia biblica.

Egli pensa che questi fanatici religiosi debbano essere smascherati. Il loro più grande gruppo, la setta Chabad Lubavitch vuole accelerare il tempo di Armageddon per facilitare l'intervento messianico.

Eggert cita le parole dell'ultimo rabbino sopra indicato, Schneerson, che dichiarò:
"Il mondo si aspetta che noi adempiamo il nostro ruolo nel preparare l'avvento del Messia sulla Terra."

Tutta la storia umana contemporanea è imperniata sul messianismo ebraico-satanico (ossia i Chassidim); sono loro che l'hanno "costruita". Storia e politica si intrecciano in una grande rappresentazione, e questi ne sono i veri direttori avendo trasformato le Scritture profetiche in realtà.

Si sono impossessati della Massoneria mettendo in campo gli Illuminati (attraverso Weishaupt che ne fu il fondatore; cfr. QUI).

Hanno stretto un patto con la monarchia britannica finanziando William III per farne un Re e posizionato i reali al suo vertice. Hanno creato poi il sistema bancario moderno e la Fed (per mezzo dei Rothschild); concepito il Sionismo, le Guerre mondiali, l'Unione europea e così via...

Governano attraverso i loro pupazzi Rothschild (i cui antenati facevano parte del culto chassidico) e i Rockefeller, che sono le forze-guida dietro il Bilderberg, la Trilaterale, il CFR ecc. Ed ora, che ci troviamo alla "Fine dei tempi", stanno cercando di fomentare la "profetizzata" Terza Guerra Mondiale.


Sullo sfondo il Rabbi Menachem Mendel Schneerson (1902-1994)

Eggert ritiene che sia la Germania quanto Israele siano nel mirino della corrente Lubavitch: la Germania, perché i Chassidim, attenendosi al Talmud della Bibbia, la considerano un paese nemico degli ebrei, quindi meritevole di annientamento, e Israele  perché  dovrà  bruciare  affinché  si  attui  la profezia  di  Armageddon.

Inoltre, essi reiterano in continuazione un'astuzia machiavellica "utilizzando" la "shoah", il sacrificio ebraico avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale, per ottenere l'approvazione del pianeta a dirigere una "Repubblica" unitaria globale, con governance a Gerusalemme, ancora una volta "profetizzata" da Jahwe" (e che molto probabilmente sarà attuata dalla nuova amministrazione americana; ndt).

I Fondamentalisti Cristiani

Mentre i "Chabad Lubavitchers" rimangono al centro della sua attenzione, il pensiero di Eggert è rivolto anche ad analizzare i cristiani evangelici come Jack Van Impe e Timothy LaHaye, i quali ritengono che la guerra corrisponda alla volontà di Dio come scritto nei libri di Ezechiele, di Daniele e nell'Apocalisse. 

Il loro scenario preferito include la distruzione della Moschea al-Aqsa (con la Cupola della Roccia) e la restaurazione del Terzo Tempio al suo posto, il rapimento in cielo dei 144.000 eletti, la battaglia di Armageddon, la morte in massa degli ebrei israeliani e la Parusìa (il Ritorno di Gesù Cristo). (Cfr. QUI; ndt).


Donald Trump attorniato da Evangelici oranti che gli impongono le mani

Secondo Alison Weir, ci sono approssimativamente 3.600 istituzioni Chabad in 1000 città di 70 paesi con 200.000 aderenti. Più di un milione di persone assistono ai relativi riti giudaici almeno una volta l'anno.

Numerosi complessi universitari hanno tali centri e il sito web Chabad dichiara che centinaia di migliaia di bambini vengono condotti nei loro campi estivi.

Secondo il New York Times, Schneerson ha presieduto un impero religioso che si estende dalle strade di Brooklyn alle vie principali di Israele percependo ogni anno, dal 1990 in poi, una cifra stimata in 100 milioni di dollari in contribuzioni. Egli era convinto che gli ebrei fossero il vertice del disegno di Dio:

«La differenza generale tra ebrei e goyim (i non ebrei) è che "un israelita non è stato creato come mezzo per un altro scopo; è lui stesso lo scopo, visto che ogni creazione divina viene concepita soltanto per servire il popolo eletto.»

«Il fattore più importante di tale popolo è che non esiste per nessun'altra finalità se non quella di essere l'obiettivo predestinato da Dio.»

«Il resto dei creati (quindi i non ebrei o goyim) esistono unicamente per il bene degli ebrei.»

Quando nel 1994 Menachem Mendel Schneerson morì, ricevette la medaglia d'oro del Congresso per il suo contributo alla "moralità mondiale". Secondo il suo pensiero, gli ebrei sono i sacerdoti, mentre le leggi "noachidi" (ossia le 7 leggi morali di Noè) sono per "le masse". (Ved. QUI; ndt).


Chabad Lubavitchers alla conferenza internazionale di Brooklin - New Jork - nel 2016 

Eggert menziona un altro rabbino Lubavitcher: "Quando, dopo l'undici settembre, esaminiamo la catena spaventosa di eventi con occhio chassidico, vediamo che gli Stati Uniti sono stati spinti a svolgere il loro ruolo storico nell'insegnare le Sheva Mitzvos (ossia le leggi noachidi) al mondo.

I massoni si sono sempre autoproclamati «Noachidi» e ne hanno incorporato gli statuti nella loro Costituzione sin dal 1723."

Eggert,  che  ha  studiato  scienze politiche  alle  Università  di  Berlino  e  di  Monaco, ed  è  l'autore di  otto libri  sulla  storia nascosta, è convinto che i fatti  moderni  siano influenzati  da  una  congiura cabalistica  per  realizzare  le  profezie  bibliche.

Egli quindi fa molta attenzione a distinguere tra i Lubavitcher ed altri chassidim chiamati "Satmar" che pensano sia un crimine "forzare la mano di Dio" e "accelerare la redenzione".

Nondimeno, dopo la sua analisi accurata della storia contemporanea, ne ha dedotto che i "Chabad Lubavitchers" siano al comando.

"Ogni parte della storia, infatti, è collegata ad un altra, e tutte lo sono al Sionismo, all'Intelligence dello Stato, alle logge e simili. Senza la Dichiarazione Balfour, non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione in Russia e nemmeno in USA durante la Prima Guerra Mondiale...

Possiamo partire da qualsiasi punto storico (anche dalla rivoluzione americana o molto più indietro, da Oliver Cromwell) e constateremo come il promotore (o il profittatore) di tutto questo sia il giudaismo cabalistico e come ogni tassello del piano sia utile ad implementare le profezie bibliche".

Eggert cita anche il discorso di VP Max Nordau al congresso sionista del 1903 in cui predisse che ci sarebbe stata una futura guerra mondiale ed una conferenza di pace dove, con l'aiuto dell'Inghilterra, sarebbe stata creata una Palestina libera ed ebrea. (Eggert, vol. 2 "Die Israele Geheimvatikan", pp.21-22).

Dice che i Sionisti sabotarono la Germania nella prima guerra mondiale (scioperi e sommosse) perché non era disponibile per Israele, e fa riferimento al libro ebraico "Il Momento Storico" di M. Gonzer:

"Troviamo anche Nazioni che sono lente alla distensione e che trovano difficile comprendere determinati rapporti, a meno che il Rabbi non dia loro alcuni colpi sensibili inducendole ad aprire gli occhi." (Israels Geheimvatikan, vol. 1, p. 47).

Se osservate i personaggi dietro i conflitti dell'Ucraina e della Siria, vi troverete degli ebrei, come l'ex sotto-segretario di stato Victoria Nuland che ha portato avanti molto bene quest'agenda demenziale." (Fine dell'articolo di Henry Makow).


Jared Kushner e sua moglie Ivanka alla Commemorazione
Chabad Lubavitch del Rabbi Schneerson, nel 2016

Demenziale come il voltafaccia clamoroso di Donald Trump, causato da "movimenti" interni concepiti sempre dalla stessa "mente occulta" che dirige le sorti del mondo, e che trova proprio in casa sua, nei panni del genero Jared Kushner, il "manovratore" di tutte le ultime decisioni presidenziali...

Questi è nato e cresciuto a Livingstone, nel New Jersey, da una famiglia ebreo-ortodossa. I suoi genitori sono sopravvissuti all'Olocausto e sono arrivati negli Stati Uniti dalla Bielorussia nel 1949.

Il padre, Charles Kushner, si è distinto subito nel settore immobiliare e nel 1985 ha fondato il colosso "Kushner Companies" che è diventato in poco tempo un organismo multi-miliardario.

Stando ad  alcune  fonti  non  autorevoli  (visto  che  sono  delle  dichiarazioni  di  suoi ex compagni universitari) il giovane Jared non avrebbe mai brillato negli studi. L'inchiesta del giornalista "Premio Pulitzer" Daniel Golden, invece, va ben oltre quelle  che  potrebbero  essere  semplici  illazioni.

Secondo lui, Jared Kushner è stato accettato ad Harvard solo dopo una generosa donazione da parte del padre all'università (si parla di 2,5 milioni di dollari); donazione che, come riportato nel bestseller dello scrittore americano "The Price of Admissions", è stata elargita anche alla Cornell University e a Princeton, nello stesso periodo.

La vita di Jared ha subìto una svolta decisiva nel 2008 quando, mentre stava conseguendo un Master in Legge alla New York University (altro istituto che ha ricevuto dai Kushner un'elargizione pari a 3 milioni di euro), suo padre è stato arrestato per evasione fiscale, offerte illecite, e per aver ricattato la propria sorella.

Charles Kushner, indagato  dal  procuratore  generale  Chris Christie che lo avrebbe poi  fatto  condannare a  due anni di prigione,  sentendosi  braccato  ricattò  la  sorella più giovane, Ester Schulder, perché riteneva che insieme a suo marito stesse collaborando con le autorità giudiziarie per "incastrarlo".

Lo squalo del settore immobiliare USA pagò una prostituta 10.000 dollari per adescare il marito della sorella; fece filmare a sua insaputa il rapporto e lo spedì a casa Schulder come minaccia e avvertimento.




Da quel momento in poi sarebbe toccato a Jared Kushner, allora ventisettenne, prendere in mano le redini della "Kushner Companies".

È da quando ricoprì il ruolo di CEO (amministratore delegato; ndt) nell'azienda di famiglia che il genero di Trump cominciò a stringere rapporti con i personaggi più potenti degli Stati Uniti, partendo dai membri dell'establishment che suo padre già finanziava (motivo per cui sarebbe stato poi perseguito), fino ad arrivare a governatori, banchieri e al magnate dei media Rupert Murdoch, col quale sta ora cercando di ricucire lo strappo avuto con il suocero, dopo le accuse mosse da quest'ultimo a Fox News.

Jared Kushner è riuscito a passare da semplice "spin doctor dei social" (promotore politico) del suocero a suo consigliere più stretto. Se Lewandoski, Micheal Flynn ed ora Bannon (con ogni probabilità; cfr. QUI) sono fuori dall'amministrazione Trump, è a seguito dei consigli, manifestati sotto forma di forti pressioni, dal genero del presidente.

È lo stesso Bannon che ora accusa Kushner e il tenente McMaster, subentrato a Flynn sempre su consiglio del marito di Ivanka, di star ridimensionando l'amministrazione prestabilita. Al di là dei recenti cambiamenti dei funzionari di governo, è assai plausibile che sentiremo parlare di Kushner, in futuro, nell'ambito della politica estera.

Come già accennato, è lui che tiene in mano i dossier più importanti in campo internazionale: ha partecipato a tutti gli incontri più importanti con i capi di stato incontrati da Trump; fa parte del Consiglio di Sicurezza e, di fatto, è uno degli uomini più vicini al presidente.

Ma Jared, che è stato ormai indicato da alcuni come l'eminenza grigia che gioca nell'ombra da infiltrato dell'establishment nello Studio Ovale, verrà allo scoperto quando si saranno calmate le acque. Una volta completato il processo di ridimensionamento degli uomini del cerchio magico di Trump, egli giocherà un ruolo cruciale nella disputa tra Israele e Palestina.

Tra l'altro, la famiglia di Kushner conosce il premier israeliano Netanyahu da moltissimo tempo. Più testate hanno raccontato che quando Jared era solo un adolescente dovette cedere il suo letto all'amico di famiglia "Bibi", andando a dormire sul divano.

Durante il primo incontro ufficiale tra Donald Trump e quest'ultimo, è stato lo stesso leader israeliano (ex Mossad) che, sorridendo, ha ricordato al presidente di conoscere Jared "da quando era bambino."

E sempre in quell'occasione, Trump ha esagerato nella smania di raccontare... ma c'era qualcosa di diverso... Sembrava davvero che avesse in mente qualcosa...

Disse: "Con Netanyahu stiamo pensando ad una soluzione per il conflitto israelo-palestinese così buona (so good) che molti dei presenti non la capirebbero."

D'altronde, è necessario ricordare la visita che nel 1990 il giovane Netanyahu (aveva 41 anni) fece al Rabbi Schneerson, sopra menzionato, per avere un quadro preciso dello scenario di cui si parla, chiudendo così il cerchio sull'interventismo occulto del movimento Chabad Lubavitch tramite la pressione su Jared Kushner, per far precipitare il mondo nella Terza Guerra Mondiale.

Ecco il video dell'incontro e la trascrizione di ciò che venne detto in quell'occasione.
Cliccare QUI, per chi non dovesse vederlo sugli smartphone.




Dopo lo scambio di convenevoli, Netanyahu rivolto al Rabbi dice:

"Vengo a domandare la vostra benedizione e il vostro aiuto in tutti i campi politici e personali."

Il Rabbi Schneerson risponde:

"Dall'ultima volta che ci siamo incontrati molte cose sono progredite. Tuttavia, quello che non è ancora accaduto è l'avvento del Messia... Perciò, fate qualcosa per accelerare la Sua Venuta..."

Netanyahu replica:

"Lo stiamo facendo, lo stiamo facendo..."

E il Rabbi:

"Da quel che appare non è sufficiente, perché molto tempo è trascorso fino ad oggi e non è successo nulla, ma resta ancora un po' di margine... allora provate di nuovo... Tu sai che i Chassidim sono accurati nel compiere ogni cosa nella gioia... Ti auguro buone nuove e successo."


Rabbi Menachem Mendel Schneerson

Questo è ciò che da tempo immemorabile sperano gli ebrei ultra-ortodossi Chabad Lubavitchers... ed ora, come da un cappello a cilindro, ecco spuntare questo rampollo dell'Oligarchia, che sta influendo drasticamente (insieme a sua moglie Ivanka) sul recente cambio di rotta del suocero, sia in politica estera che nella sua precedente scelta dei funzionari di governo.(Cfr. QUI).

Jared è stato nominato senior adviser (consigliere anziano), ruolo che gli ha permesso di presenziare a tutti gli incontri più rilevanti nell'agenda del presidente e, in pratica, malgrado la mancanza d'esperienza e di credenziali politico-diplomatiche, è lui che tiene in mano i dossier su Israele, Cina, Canada e Messico.

Senza contare che il 4 aprile è stato sempre lui a recarsi in Iraq per consultarsi con le truppe sul territorio, quando la norma vuole che sia il segretario di stato, in questo caso Rex Tillerson, a portare a termine questo genere di impegni.

Conclusione 

Da quanto emerge, possiamo dire che gli eventi si stanno dipanando sul teatro del mondo in sintonia perfetta con le predizioni apocalittiche passate e moderne, con un ritmo così incalzante da rimanerne sbalorditi! (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Ma l'incognita maggiore, abbinata al «Falso Profeta» Bergoglio (la Bestia che sale dalla Terra) e a Trump (la Bestia che sale dal Mare) è proprio l'avvento dell'Anticristo che riuscirà, come è scritto, a portare la «Pace e la Sicurezza» a tutte le nazioni e a far erigere il Terzo Tempio a Gerusalemme, dove si proclamerà Messia, l'Unto di Dio, prima che tutto gli precipiti addosso!

Che sia proprio Jared Kushner, l'ultraortodosso genero ebreo di Donald Trump, il nefasto personaggio, visto che 10 anni fa la sua famiglia ha voluto acquistare, letteralmente a qualsiasi costo (alla cifra record di 1,8 miliardi di dollari), un grattacielo proprio al numero 666 della famosissima Fifth Avenue di Manhattan? (Cfr. QUI e QUI, dove ne parla anche Fulford).

Mah! Staremo a vedere...

Traduzione, rapporto, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

     "   : lintellettualedissidente.it (estratti)

lunedì 10 aprile 2017

La Strategia del Papa: "GESÙ SI È FATTO DIAVOLO?"




Sebirblu, 9 aprile 2017

Ecco un articolo adatto per tutti coloro (e sono tanti) che ancora non si sono accorti o sono molto restii ad ammettere che in questo pontefice c'è qualcosa che non va, qualcosa di terribilmente subdolo, come solo un Falso Profeta può essere.

Consiglio i ricercatori, sempre che vogliano davvero approfondire per non rimanere basìti poi, di cliccare all'etichetta "Bergoglio" per documentarsi su come tale "Personaggio" caratterizzi e inquadri i tempi apocalittici che stiamo vivendo e dia compimento alle più significative predizioni di ieri e di oggi. (Cfr. anche alla voce "Profezie").


René Magritte  (La "Cecità" del genere umano)

La Strategia del Papa: "GESÙ SI È FATTO DIAVOLO?"

Nuova bestemmia del papa che tranquillamente e testualmente afferma: "Gesù si è fatto diavolo, si è fatto peccato, serpente, per noi".

Ad accorgersene per primo, ancora una volta, è stato Antonio Socci (QUI e QUI). Domanda: ma gli altri giornalisti e, soprattutto, gli altri cristiani dove sono, cosa fanno? Guardano altrove, fanno finta di non udire? Si turano il naso per non sentire la puzza di bruciato, la puzza dell'inferno?

Cosa avranno pensato, cosa avranno provato i fedeli che lo scorso 4 aprile assistevano alla Messa mattutina nella chiesa di Casa Santa Marta, a Roma, quella officiata quotidianamente da papa Francesco?


Evidentemente, anche se qualcuno è rimasto scioccato e traumatizzato – almeno lo speriamo; perché, se così non fosse, vorrebbe dire che di cattolici non ce ne sono più in circolazione – l'ordine di scuderia è stato, ancora una volta, come sempre: minimizzare, rimpicciolire, banalizzare. O non parlarne affatto, oppure trattare la cosa come del tutto normale e naturale.

Radio Vaticana, per esempio, ha scelto di presentare la predica del papa come una normalissima predica di un normalissimo sacerdote cattolico, nel quadro di una normalissima catechesi: ha riportato, sì, le parole di Francesco, ma senza rilevarne, neppure alla lontana, il carattere a dir poco strano.

E, del resto, come avrebbe potuto fare altrimenti? Da quando il papa umile e misericordioso proveniente "dalla fine del mondo" si è insediato in Vaticano, tutti quelli che esercitano una qualche funzione vivono nel terrore d'incorrere nel suo cruccio, e di essere rimossi, commissariati, anatemizzati. E dunque, acqua in bocca e avanti, marsch, in fila e coperti.

Stava commentando l'episodio biblico del serpente di bronzo. Come è noto, molti commentatori della Bibbia hanno fatto notare una segreta corrispondenza fra il serpente di bronzo innalzato nel deserto da Mosè e la croce di Cristo, innalzata sul Golgota: la croce, non Cristo, significativa differenza.

(Bergoglio ha ribadito lo stesso concetto pure nell'omelia del 15 marzo 2016; ndr):


Il serpente sta alla croce come la salvezza dal morso dei serpenti nel deserto sta alla salvezza portata agli uomini dall'evento della Crocifissione del Signore. Ma Gesù non è la croce, quindi non c'è una relazione fra Gesù e il serpente.

Se poi si dice, come ha fatto papa Francesco, che il serpente è il simbolo del diavolo, si dice una cosa sbagliata, perché non tutti i serpenti sono simbolo del diavolo: lo è il serpente nel Giardino dell'Eden, che tenta Eva e che la spinge a mangiare il frutto proibito e a farlo mangiare anche ad Adamo; ma non lo è il serpente di bronzo fatto innalzare da Mosè, che, anzi, è il simbolo della salvezza.

Da  qui  all'eresia e alla bestemmia,  il passo è stato breve.  Se  il  serpente di bronzo, in base alla sua personalissima interpretazione, è il simbolo del demonio, allora anche  Gesù,  che è il corrispettivo di quel serpente  (il che, come si è detto, non è vero), è il corrispettivo del diavolo; e così il papa può affermare tranquillamente, e testualmente,  che Gesù si è fatto diavolo,  si è fatto peccato, serpente, per noi.

Parole assurde, insopportabili, blasfeme; parole che avrebbero ferito gli orecchi di un presbiteriano o di un quacchero, ma che non hanno fatto fare una piega ai cattolici, e specialmente agli esponenti della Chiesa, ai teologi alla Enzo Bianchi.

I quali, del resto, sono perfettamente sulla stessa lunghezza d'onda, per esempio quando dicono, parimenti bestemmiando, che Maria Vergine non deve essere sopravvalutata, perché è solo una ruota del carro.

Si nota il medesimo stile di Bergoglio: uno stile che vuole provocare, nel senso peggiore del termine: cioè che vuole sfidare, con il massimo della rozzezza, da parte di chi parla, e che punta a causare il massimo del disagio e del turbamento in coloro che lo ascoltano.

Tutto bene, dunque, tutto normale? Lo vorremmo chiedere a monsignor Nunzio Galantino (cfr. QUI; ndr), a monsignor Vincenzo Paglia (QUI e QUI; ndr), a monsignor Pio Vito Pinto (QUIQUI; ndr), al cardinale Walter Kasper (QUI e QUI; ndr).

Lo vorremmo chiedere al vescovo Lorefice, che scaccia don Alessandro Minutella dalla sua parrocchia, perché troppo cattolico (cfr. QUI; ndr), ma non trova nulla da eccepire sullo stile pastorale di don Fabrizio Fiorentino (QUI; ndr) e di don Cosimo Scordato (QUI; ndr).

Lo chiediamo agli altri "vescovi di strada", a monsignor Cipolla, per esempio, che, nell'enorme scandalo causato da don Andrea Contin nella diocesi di Padova (QUI e QUI; ndr) dopo essere stato zitto e perfettamente inattivo per dei mesi, pur essendo al corrente della cosa, non ha saputo fare altro che dire: chi sa qualcosa, vada dal magistrato; e si è lavato le mani come Ponzio Pilato.




Vorremmo chiedere: può, il papa, parlare a questo modo; può esprimersi così, nel corso della omelia della santa Messa?

Non c'è nessuno attorno a lui che lo possa consigliare, che lo possa correggere, che lo possa almeno trattenere dal parlare a braccio, risparmiando a se stesso e a noi tutti queste esternazioni penosissime, che sarebbero di sapore quasi dadaista o surrealista se non fossero terribilmente serie, e perciò blasfeme?

No, non c'è nessuno; e ciò per due ragioni. La prima è che Bergoglio si è circondato non di consiglieri, ma di yes-men. La seconda è che i suoi collaboratori la pensano come lui; e che non si è trattato di un errore, di una svista, di una defaillance, ma di un nuovo tassello nella sua ben precisa strategia, di un'altra mossa nel disegno che sta portando avanti dal primo istante in cui è stato eletto.

La strategia del Papa è questa: abituare i cattolici, un po' alla volta all'apostasia, giorno dopo giorno, pazientemente, tenacemente, instancabilmente (è la tecnica della rana bollita: la si fa bollire a fuoco lento, così che non si accorga di essere arrostita viva, e quando se ne accorgerà, sarà ormai troppo tardi).

Abituarli a non pensare, a non sentire più da cattolici, ma da eretici; abituarli a dimenticare la loro tradizione, la vera dottrina, la sana teologia, per salire sul carro dei tempi nuovi, gloriosi e misericordiosi, e totalmente anticristiani...

No, non è in buona fede colui che colleziona ogni settimana, quasi ogni giorno, sparate di questo tipo: quella di dire che Gesù si è fatto diavolo non è che l'ultima di una lunga serie, e domani ce ne sarà un'altra, forse ancor peggiore.

Si tratta di abituare gli orecchi, la mente e il cuore dei credenti a non meravigliarsi più di nulla, a non inquietarsi più, a non scandalizzarsi di niente. Ed è una strategia che funziona, tanto è vero che sta dando degli eccellenti risultati.

Se i cattolici fossero ancora svegli e fedeli alla propria tradizione, sarebbero insorti, si sarebbero ribellati, avrebbero preteso chiarimenti, spiegazioni.




Ci sarebbe stato almeno un po' di rumore, almeno un minimo di dibattito sulla stampa cattolica, perfino in questo clima di unanimismo bulgaro; un filo di disagio, d'imbarazzo, di sconcerto, sarebbe trapelato, pur nel rispetto della vecchia massima che i panni sporchi vanno lavati in casa.

Un papa non può dire, nel bel mezzo della santa Messa, Gesù si è fatto diavolo, come se niente fosse, e andare avanti per la sua strada, tranquillo e sicuro, anzi, sprezzante, con quel suo sorriso beffardo, come se dicesse: "Vi ho fatto ingoiare anche questa, vedete come è stato facile? Domani ve ne farò ingoiare un'altra, ancor più grossa."

Siamo purtroppo convinti, assolutamente, convinti, che simili sparate non sono frutto del caso, che non sono dovute solo ad ignoranza e ingenuità, che non nascono dalla buona fede, e sia pure priva di prudenza e di discernimento; e ciò per una ragione intrinseca.

Il concetto espresso nella frase Gesù si è fatto diavolo non è, "semplicemente" (si fa per dire), una concezione balorda, senza capo né coda; ha un significato ben preciso: è un costrutto esoterico, gnostico-massonico.

Dire che Gesù si è fatto diavolo equivale a dire che Dio non è solo il Bene, ma anche il Male. Ecco: a questo ci vuol preparare Bergoglio, a questo ci vorrebbe predisporre, indirizzare, piano piano, un poco alla volta.

Il Dio degli gnostici non è solo buono, ma anche malvagio: è l'una e l'altra cosa insieme, perché non è un dio trascendente e distinto dalla sua creazione, ma è, in ultima analisi, la creazione stessa.

Il passo successivo sarà quello di lasciar cadere la maschera e dire chiaro e tondo che Dio non è nei cieli, così come a Bergoglio è bastato l'animo per dire che Dio non è cattolico; ma che, a ben guardare, Dio siamo noi.

Ecco, questa è la meta finale, l'obiettivo ultimo: l'auto-deificazione dell'uomo. In piena dottrina gnostico-massonica, appunto. Altro che Madonne...

E qui si capisce bene la sparata del falso padre Enzo Bianchi, che la Madonna è solo una "ruota del carro". Indelicatezza mista a qualcos'altro: l'introduzione, per adesso cauta e graduale, della dottrina gnostico-massonica. Quando tutti i muri saranno caduti e ci saranno solo ponti, come auspica il bravo Bergoglio.


Enzo Bianchi (fondatore della comunità di Bose) e Bergoglio

Strano che nessuno, o così pochi, abbiano riflettuto che in un mondo senza muri e dove ci siano solamente ponti tutto sarà uguale a tutto, e il cattolicesimo sparirà e si mescolerà in un unico calderone con il giudaismo, con l'islamismo, col buddismo, con l'induismo, con l'ateismo, con la massoneria, con la gnosi, con la New Age, e perché no, anche con il satanismo. Visto che Gesù stesso si è fatto diavolo...

(La soluzione c'è, e consiglio i lettori di leggere QUI e QUI! Ndr).

Perché meravigliarsi, perché arretrare davanti a simili conclusioni? Di eresia in eresia, vi è una logica ineccepibile, anche se eretica e blasfema. Del resto, la cosa sta passando molto più facilmente del previsto.

In quel marzo del 2013, forse nemmeno la massoneria ecclesiastica (cfr. QUI; ndr), che tanto ha brigato per costringere Benedetto XVI ad abdicare (e quasi certamente dopo aver fatto assassinare Giovanni Paolo I: non lo si dimentichi mai) [cfr. QUI; ndr], si sarebbe immaginata di poter procedere con tanta speditezza e disinvoltura nel trascinare la Chiesa cattolica verso l'apostasia generalizzata.

Forse qualche resistenza se la sarebbero aspettata, quei signori; almeno un minimo, almeno pro forma. Invece, a dar segno di vita e di preoccupazione sono stati quasi soltanto i laici: Socci, De Mattei, Sandro Magister, Blondet; personalità molto diverse fra loro, da cui non verrà mai fuori un fronte comune. È stato facile, facilissimo: come affondare un coltello nel burro.

Si vede che i tempi erano maturi, e che le fondamenta erano marce. Oltre a questo, bisogna pur dire che Bergoglio è stato abile; dietro la sua estrema rozzezza, dietro la sua vistosa ed arrogante ignoranza, si deve riconoscere che c'è un metodo, un certo adeguamento di mezzi all'obbiettivo da raggiungere: dunque, che esiste un'inusitata e non comune intelligenza.

Per  trascinare la Chiesa  nell'apostasia  partendo  dal  suo  vertice,  ci vuole tale dote: non è un lavoro che si possa affidare al primo stupido e vanitoso che si offra per l'occorrenza – e di sicuro, quanti ce ne sarebbero pronti a mettersi in fila, pur di occupare quella poltrona.

L'abilità più grande di questo Papa è stata quella di attirare fin dall'inizio tutta l'attenzione su di sé, sulla sua persona, sulla propria "semplicità" ed "umiltà", sul suo stile sobrio, misericordioso e, soprattutto, "francescano" (anche se lui non è affatto francescano, né d'abito, né di spirito; è invece un gesuita del più puro contegno di una volta, tanto per l'uno che per l'altro aspetto).

Intendiamoci, non ha inventato nulla. Si è limitato a ricalcare la condotta inaugurata da Giovanni Paolo II, quella del bagno di folla sempre più teatrale, accentuandola ulteriormente fino al limite della spettacolarità e della facòndia, esasperandola.


Bergoglio a Manila - Filippine

Dopo aver fatto di se stesso una star, ha reso credibile, anzi, aprioristicamente bello e buono, tutto ciò che avrebbe poi detto e fatto. 

La gente, ubriacata dal culto della personalità, in una misura che mai nessun leader del passato, anche profano, aveva coltivato e raggiunto, si è letteralmente dimenticata della dottrina cattolica.

La  dottrina è roba  vecchia,  per  topi da biblioteca;  non interessa più a nessuno.  Quel che conta è la misericordia, l'essere con la gente, l'ergersi a difensore degli ultimi; chi possiede tali caratteristiche, può dire e fare tutto ciò che vuole: nessuno gliene domanderà conto.

Al contrario, gli applausi arriveranno quasi prima che abbia potuto aprire bocca: basterà l'atto di dischiudere le labbra. Nello stile di Ettore Petrolini, allorché il grande comico interpretava il dialogo fra Nerone e la folla:

"E noi rifaremo Roma più bella e più superba che pria...", e il popolo si sbucciava le mani ad applaudirlo ancor prima che finisse la frase; dopo che la battuta era stata ripresa e interrotta alcune volte consecutive, o ancor prima che la incominciasse.

Così, mentre le folle vanno in estasi per le tournée di Bergoglio, tutto semplicità, bontà e misericordia, nessuno pare accorgersi di tanti, troppi particolari strani, inquietanti:

‒ perché il Sommo Pontefice non si genuflette mai, specie davanti al Santissimo? O meglio: perché si inginocchia, con molto fervore, solo per lavare e per baciare i piedi ai musulmani, o per celebrare messa (ma che messa?) con qualche setta protestante?

‒ Perché ha commissariato i francescani dell'Immacolata? (Cfr. QUI; ndr).

‒ Perché non ha mai risposto ai "Dubia" dei quattro cardinali Burke, Caffarra, Brandmüller e Meisner?

‒ Perché non vuole che si adoperi l'espressione "terrorismo islamico"?

‒ Perché ordina ai cattolici italiani ed europei di accogliere illimitatamente i falsi profughi dell'Islam?

‒ Perché ha autorizzato i musulmani a pregare in chiesa Allah, profanando la santa Messa?

‒ Perché non ha mai dato alcun appoggio, non ha mai mostrato la minima simpatia per i movimenti cattolici sorti in modo spontaneo a difesa delle famiglie contro l'imposizione dell'ideologia gender?

‒ Perché si è immischiato, entrandovi a gamba tesa, nelle elezioni politiche di uno Stato sovrano, e si è messo a polemizzare fin da subito con il presidente eletto, Donald Trump?

‒ E perché ne spara una al giorno, in fatto di dottrina cattolica, scandalizzando le Anime, lui che dovrebbe essere il loro pastore attento e premuroso?

‒ È così che ottempera al comando di Gesù a san Pietro: "Pasci le mie pecorelle"?




Già una volta aveva bestemmiato: "Gesù si è fatto come un serpente, brutto che fa schifo". E in un'altra occasione:  "La Via Crucis è la storia del fallimento di Dio".

No, non sono incidenti questi: è una precisa strategia...

La nuova bestemmia del papa: "Gesù si è fatto diavolo".

                  
                                                                                                            Francesco Lamendola



Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it


venerdì 31 marzo 2017

CHE VERGOGNA! TOLTA LA PARROCCHIA A DON MINUTELLA!




Sebirblu, 31 marzo 2017

Come lo stesso Don Minutella si aspettava, dopo la sua chiamata a raccolta per il 22 aprile prossimo a Verona di tutti coloro che non condividono affatto le scelte della nuova Chiesa progressista guidata dal Falso profeta Bergoglio, il sacerdote è stato privato brutalmente della Parrocchia che dirige e indotto al silenzio forzato dal suo Vescovo "modernista" che il 29 aprile 2016 si è presentato in bicicletta e con i paramenti sacri nella Cattedrale di Palermo, raggiungendo il presbiterio, in omaggio al giubileo degli sportivi. 




Ecco l'articolo di Marco Tosatti:

Palermo. Il Vescovo in bicicletta toglie la Parrocchia
ed  impone 
il  Silenzio  al  Prete  Critico.

Il Vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha imposto a don Alessandro Minutella di lasciare la parrocchia  di  cui  è  responsabile  entro  quindici  giorni,  di  mantenere il più rigoroso silenzio e di prendersi un periodo di riposo. 

Qui sotto l'annuncio pubblicato da don Minutella stesso, che alle 17.30 in parrocchia spiegherà il provvedimento, motivato, a quanto sembra, dal suo non essere "in comunione ecclesiale".




Don Minutella è molto critico dell'attuale situazione ecclesiale.

Chi è interessato può sentire questa sua omelia-annuncio, pubblicata su Facebook il 25 marzo, in cui si convoca per il 22 aprile prossimo, al Palazzetto dello Sport Palaferroli di Verona, un raduno di preghiera e di fede, per una resistenza cristiana dei cattolici stufi dell'eresia strisciante "portata avanti dal governo stesso della Chiesa".

I partecipanti devono venire con la corona del Rosario, e si consiglia di far precedere l'evento da un'ora di adorazione eucaristica notturna. Le iscrizioni, dice don Minutella nel suo appello si fanno direttamente su Facebook a Radio Domina Nostra.

"Portate bandiere bianche e gialle del Vaticano – chiede il sacerdote – quella bellissima bandiera con le chiavi di San Pietro". E sarà chiesta una benedizione al Santo Padre Benedetto XVI. "Scendiamo in campo prima che tocchino la Santa Messa".

Nel suo annuncio‒omelia di circa quindici minuti il sacerdote sottoposto a sanzioni dal vescovo di Palermo, non le manda a dire; e vuole esprimere, così afferma, il disagio di tanti cattolici che non hanno voce, e che stanno vivendo "una stagione di profondo smarrimento", per una Chiesa che sta preparando "una forma di sintesi di tutte le eresie del passato", nelle "sabbie mobili di una teologia liquida, un falso modello di Chiesa".

Una Chiesa "confusa, bizzarra e stravagante, a volte ridicola". C'è un "imperante relativismo morale che in Benedetto XVI aveva trovato un argine, grazie anche allo straordinario dono del Concilio Vaticano II". (Povero don Minutella! Non conosce tutti i retroscena su quest'ultimo, purtroppo; ndr).




Ma dopo la rinuncia, e nel tempo attuale "Quelli che erano diventati antipapisti ora sono diventati ultrapapisti, quasi idolatri. L'eucarestia è diventata pane del cammino, cibo di fraternità senza più nemmeno un minimo accenno qualche volta forse timido alla Presenza Reale".

Una Chiesa in anarchia, che pratica, in Italia, "un'amnesia colpevole su temi come aborto, eutanasia, divorzio e gender", che vive "un maniacale e ossessionato bisogno di ecumenismo" (cfr. QUI; ndr), con il rischio di una "sincretismo pancristiano e forse panreligioso".

Prima delle sanzioni prese da mons. Lorefice, don Minutella avvertiva che "Il Sinedrio vuole zittire chi non è d'accordo", chi è scioccato dalle "corse in bicicletta all'altare e dagli aperitivi finali dopo la messa al posto del ringraziamento".

L'accenno è al vescovo di Palermo a cui fu regalata una bicicletta e che vi salì subito, in cattedrale, con le vesti liturgiche e la mitra, come si vede (sopra) dalla fotografia.

Don Minutella fa i nomi di Enzo Bianchi, Alberto Melloni, Antonio Spadaro, Bruno Forte e Walter Kasper come i protagonisti di questa Chiesa della misericordia e del dialogo che sotto quelle parole "Nascondono l'arma della condanna, del sospetto e dell'emarginazione verso chi non si omologa al loro pensiero".

Don Minutella critica gli ipertradizionalisti che guardano questa Chiesa "agonizzante" e "Un governo che si presenta con il volto della misericordia e del dialogo e che invece sta diffondendo sempre di più un clima di terrore e di paura quasi alla maniera delle dittature di sapore populista", aggiungendo che "quelli che esprimono disagio non sono dei farisei dal cuore duro", ma persone che amano la Chiesa cattolica.

Per questo, in un momento in cui «l'eresia è portata avanti dal governo stesso della Chiesa» tocca ai cattolici resistere. Don Minutella usa il termine greco "upomoné", perseveranza, fermezza, resistenza non in senso politico o di rivoluzione, ma "difesa della sana dottrina fino a quando il Signore non tornerà", contro "i diktat della falsa chiesa".

Annuncia che è un tempo di martirio, "dovremo soffrire, forse io per primo, forse sarò sospeso, sottoposto a sanzioni canoniche, un sacerdote che ha dato la vita al suo ministero e alle anime, come è sotto gli occhi di tutti, ci tocca essere condannati, ma tenere la fiaccola cattolica accesa in attesa che la bufera del Falso Profeta si esaurisca ai piedi della Donna vestita di sole".




Don Minutella cita spesso l'Apocalisse: siamo nel tempo del Drago Rosso, dice. Chiede a tutti di venire allo scoperto, e al Papa, prima di recarsi a Fatima, di chiarire la sua risposta ai Dubia, dicendo che non vuole permettere la comunione ai divorziati risposati.

Dice ancora che grandi santi come Sant'Atanasio e Santa Teresa d'Avila subirono sanzioni e corsero rischi canonici per difendere la fede e il cattolicesimo.

Chiosa di Sebirblu

Dobbiamo assolutamente renderci conto in quale stato è precipitata la Chiesa, il cui declino è iniziato sin dai tempi del Concilio Vaticano II, con l'infiltrazione della Massoneria Ecclesiastica (leggere QUI, QUI e QUI), al fine di giungere al suo crollo diabolicamente programmato dall'interno con l'intronizzazione al suo vertice del Falso Profeta, attualizzando così le profezie apocalittiche descritte 2000 anni fa da San Giovanni Apostolo.

Tra le svariate "corbellerie" dette e compiute da Bergoglio, che potrete leggere e visionare sotto il suo nome alle etichette, vi espongo questi due video, dove nel primo dice che Gesù «non era un pulito»; poi, parlando dell'episodio della donna adultera (Gv. 8, 3-11), asserisce che Gesù «fa un po' lo scemo» nello scrivere a terra... ed infine dichiara che, mentre molti matrimoni regolari sono nulli, tante convivenze hanno invece la fede e la grazia. Per la visione sugli smartphone, cliccare QUI.




Nel secondo video, dice addirittura, con voce suadente e melliflua che Gesù non è uno Spirito... ?!? Vedere ed ascoltare per credere! 


Nota dell'ultimo minuto...

Ecco la vivace e risoluta risposta di Don Alessandro Minutella all'ingiusta rimozione subita. Nel video l'Omelia della sua ultima Messa dove esprime il vibrante annuncio ai parrocchiani, in una chiesa gremita e plaudente. Al riguardo, inoltre, suggerisco l'ottimo articolo QUIPer gli smartphone cliccare QUI.




Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it