martedì 26 febbraio 2019

Esorcista e studioso Malachi morì spinto da Satana



Famosa immagine emblematica tratta dal film "L'Esorcista"

Sebirblu, 25 febbraio 2019

Il testo che segue forma una triade molto interessante su padre Malachi Martin, prete gesuita, studioso poliglotta, scrittore fecondo ed esorcista. (Gli altri due post QUI e QUI).

Non è mai abbastanza quello che si riporta di lui, soprattutto perché egli ha visto dall'interno, come membro privilegiato della Santa Sede, i travagli e i misteri che da poco più di cinquant'anni hanno oscurato la Chiesa di Roma spingendola, ora più che mai, alla distruzione totale.

Così se ne è allontanato, chiedendo l'esonero dai voti assunti nella Compagnia di Gesù quando si è accorto che veniva data più importanza al potere che alla cura delle Anime.

Nel 1981 scrisse:

"Papa Giovanni Paolo II ha ereditato una Chiesa in rovina sull'orlo del precipizio, per l'enorme tradimento e negligenza di Paolo VI.

Una Chiesa con seminari spopolati, vescovi politici, suore con rossetto e minigonna, laici disorientati, un Vaticano, poi, che ospita talpe comuniste, maghi finanziari, diplomatici di carriera, prelati marxisti, un postribolo, esorcisti subissati di lavoro, burocrati ostili, alcune buone persone silenziose e infine un 37% ‒ tra consacrati e laici ‒ con la nostalgia della Chiesa che Paolo VI aveva soffocato."

La critica devastante di padre Martin sull'Istituzione millenaria che aveva servito per 10 anni come prete gesuita non si fermò qui. Proseguì affermando che Satana aveva preso possesso del Vaticano (ved. QUI; ndt) ed era persino in grado di posizionare il suo candidato sul trono papale (sebbene fosse convinto che Giovanni Paolo II non fosse un satanista).

"Lucifero, il più grande arcangelo, il capo della rivolta contro Dio, ha un grande successo con alcuni funzionari vaticani", ha avvertito nel 1997.




Gran parte del declino sperimentato dalla Chiesa Cattolica, secondo padre Martin, potrebbe essere addotto al rifiuto di Papa Giovanni XXIII di esporre il Terzo Segreto di Fatima nel 1960, come richiesto dalla Vergine ai tre pastorelli portoghesi nel 1917, e conservato sotto stretto segreto in Vaticano. (Cfr. QUI; ndt).

Padre Malachi disse di averlo letto, ma di non poterlo rivelare per un giuramento fatto al fine di non renderne noto il contenuto. Egli pensava che tale divieto dovesse durare fino a quando Giovanni Paolo II non avesse consacrato la Russia al Cuore Immacolato di Maria, ma i desideri della Vergine furono disattesi.

Queste bizzarre affermazioni acquisirono un peso maggiore per l'importanza del ruolo rivestito da lui presso la Santa Sede dal 1958 al 1964. Egli accennò, infatti, alla sua personale libertà d'accesso ai più poderosi segreti vaticani.

Fu determinante la sua vicinanza a papa Giovanni XXIII. Ma ad un certo punto i suoi scritti, sempre più letti e numerosi, cominciarono ad essere considerati con crescente imbarazzo dalla Chiesa che aveva servito nei tempi addietro.



Malachi Brendan Martin  (1921-1999)

Padre Martin crebbe in una grande famiglia tradizionale cattolica nella Contea di Kerry e nel 1939 entrò nell'Ordine dei Gesuiti.

Portò a termine i corsi di Scienze Umanistiche all'University College di Dublino, poi trascorse tre anni a studiare filosofia, seguiti da altrettanti di insegnamento in un istituto gesuita in Irlanda ed altri quattro di studi teologici a Milltown Park, sempre a Dublino (lo stesso college in cui i gesuiti seguivano il loro training di formazione in teologia). Lì, fu ordinato sacerdote nel 1954, pronunciando i voti perpetui il 2 febbraio 1957.

Le  sue  straordinarie  qualità  furono  presto  chiare,  così  fu  inviato  per  ulteriori studi al di fuori dell'Irlanda. Ricevette dottorati dagli atenei di Lovanio ed Oxford e dall'Università Ebraica di Gerusalemme, dove si concentrò sulla conoscenza di Gesù trasmessa dalle fonti islamiche ed ebree.

Come specialista della Bibbia, padre Martin contribuì soprattutto alla stesura del libro "The Scribal Character of the Dead Sea Scrolls" (riguardante la decodifica dei "Rotoli del Mar Morto"; ndt), pubblicato a Lovanio nel 1958.

Designato come giovane di talento, divenne professore di paleontologia e di lingue semitiche presso il prestigioso Istituto Biblico Pontificio di Roma diventando consigliere teologo del cardinale Augustin Bea, capo della Segreteria Vaticana per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Questo incarico lo portò a stretto contatto con papa Giovanni XXIII.

Gli anni di padre Malachi a Roma coincisero con l'inizio del Concilio Vaticano II (1962-65), che avrebbe mutato la Chiesa Cattolica in un modo che lui, inizialmente liberale, cominciò a trovare angosciante.




Deluso dalle riforme in atto instauratesi tra i gesuiti ‒ il più grande Ordine religioso della Chiesa ‒ padre Martin domandò la dispensa dai voti nel 1964 e lasciò Roma improvvisamente nel giugno dello stesso anno.

Si trasferì nel 1965 a New York dove si adattò a fare il lavapiatti e il tassista prima di potersi guadagnare da vivere con i propri scritti (co-fondò anche una ditta di antiquariato). Risiedette a Manhattan con la sua compagna greca, Kakia Livanos, e diventò cittadino americano nel 1970.

La sequenza dei libri sui temi cattolici divenne sempre più intrigante, allontanandolo dalla Chiesa per la quale sembrava così preoccupato.

Nel suo primo testo "The Pilgrim" (pubblicato nel 1964 sotto lo pseudonimo armeno di Michael Serafian), espose gli sforzi del Vaticano per bloccare l'intento di Giovanni XXIII volto a ritrattare la dottrina della Chiesa che accusava gli ebrei di deicidio. Lo scritto fece scalpore e gli diede la misura delle polemiche.

Un'altra sua opera "Hostage to the Devil" ("In Ostaggio al Diavolo") del 1976 ‒ da cui venne tratto un documentario ‒ fu pubblicato poco dopo che "L'Esorcista" (da padre Martin ispirato; ndt) apparve sugli schermi cinematografici. Era uno spaventoso racconto sulla possessione e relativo esorcismo di cinque americani.

Ma il libro più famoso, "Windswept House" ("La Casa battuta dal Vento") del 1996 ‒ descrivente l'episodio "romanzato" di un vero sacrificio rituale compiuto a Charleston (Carolina del Sud) in simultanea con il Vaticano il 29 giugno 1963 per intronizzarvi Satana (ved. QUI il pdf in italiano che consiglio di leggere ai più preparati per il forte contenuto; ndt) ‒ fu molto criticato per non aver l'Autore riferito alla polizia i nomi di coloro che lui sapeva essere i responsabili.

Nondimeno il "declino e la caduta" della Chiesa cattolica restarono sempre la sua ossessione. Oppositore della nuova Messa promulgata da Paolo VI il 3 aprile 1969, (esattamente 50 anni fa, ved. QUI; ndt), padre Martin si oppose con forza al servizio femminile sull'altare: pensava fosse un cavallo di Troia che alla fine avrebbe condotto le donne al sacerdozio.

Contrastò vigorosamente l'ecumenismo ‒ curiosa posizione per chi un tempo era stato così vicino al cardinale Bea, il "pioniere ecumenico" per antonomasia ‒ e rifiutò la teologia della liberazione. Il suo testo "The Final Conclave" (1978) fu un monito contro presunte spie sovietiche in Vaticano.

Padre Malachi fu emarginato dalla maggioranza della "gerarchia" ecclesiale come esponente dell'«occulto cattolico» (non aiutato certo dalle proprie esternazioni di aver visto Satana nel suo appartamento).




Ma anche le sue reminiscenze storiche inerenti al periodo trascorso a Roma erano viste con diffidenza. I biografi di Giovanni XXIII respinsero il suo asserto che al momento della morte questi si fosse amaramente pentito di aver convocato il Concilio Vaticano II.

Padre Martin parlò molto delle visioni (Pio XII ne ebbe una* ‒ disse ‒ come ne ebbe un'altra Giovanni Paolo II).

*Nota di Sebirblu

Ecco la profezia riguardante il "Pastor Angelicus", il Venerabile papa Pacelli (v. QUI):

«Sono preoccupato per il messaggio che ha dato la Beata Vergine a Lucia di Fatima. Questo insistere da parte di Maria sui pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio di alterare la fede nella sua liturgia, la sua teologia e la sua anima...

Sento tutt'intorno a me questi innovatori che desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire in colpa per il suo passato storico...

Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Sacra Istituzione dubiterà come dubitò Pietro. Sarà allora tentata a credere che l'uomo sia diventato Dio...

Nelle nostre chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena stette in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno: "Dove Lo hanno portato?"»

Ed ecco  la previsione  del  "grande Lolek" ‒ papa Karol Wojtyla  ora santo  (v. QUI):

«Vedo la Chiesa del terzo millennio afflitta da una piaga mortale che si chiama islamismo. Invaderà l'Europa. Ho visto le orde provenire dall'Occidente all'Oriente: dal Marocco alla Libia, dall'Egitto fino ai paesi orientali».




Continuando...

La devozione alla Vergine SS. di padre Malachi risulta chiara dalla dedica contenuta nei suoi libri: "Al Cuore Immacolato di Maria" si legge in uno, e "Per l'Assunzione" recita un altro.

Se avesse avuto speranze su Giovanni Paolo II, padre Martin avrebbe potuto essere deluso dal fatto che il pontefice non avesse ancora realizzato il suo sogno più grande, come esposto al termine del suo libro "The Keys of this Blood" (Le Chiavi di questo Sangue) del 1990: Karol Wojtyla contro la Russia e l'Occidente per il controllo del Nuovo Ordine Mondiale.

Nella visione di padre Malachi, il papa slavo convocava un inaspettato concistoro, dove sorprendeva ‒ addirittura scioccandoli ‒ i presuli riuniti, decretando una "drastica ed immediata riforma" della Chiesa; rimuovendo cardinali, vescovi e sacerdoti teologicamente sospetti, sospendendo la burocrazia vaticana, purgando il "Novus Ordo Missæ" (la Nuova Messa; ndt) e revocando i decreti del Concilio Vaticano II.

Chiosa finale

E fu proprio su tale papa slavo che si articola la profezia formulata da padre Martin nel libro "Windswept House" durante un incontro "segreto" agli inizi degli anni '80 (mentre Giovanni Paolo II era appena tornato da Fatima) tra alcuni rappresentanti dei "poteri forti" (al quale parteciparono anche membri di alto rango della Santa Sede, come il cardinale Casaroli con lo pseudonimo – sembra – di "Mastroianni"), al fine di pianificare una strategia per "inserire" la Chiesa nel Nuovo Ordine Mondiale (cioè per neutralizzarla, ved. QUI, QUIQUI e QUI). 

Il complotto descritto implicava di "sbarazzarsi" di tale pontefice, considerato non abbastanza docile ai loro piani.

Quale coincidenza che proprio nel 1981 Giovanni Paolo II subì l'attentato in Piazza San Pietro!

Ma la visione di padre Malachi andò oltre ed è utile ricordare quanto disse riguardo all'opera: "Si tratta di un romanzo, ma il 95% dei fatti è reale e l'85% dei personaggi corrisponde a persone vere." (Ved. QUI l'elenco).




Ecco un passaggio davvero emblematico, che mostra la sagacia di padre Malachi da lui evidenziata alle pagg. 155-156 del suindicato libro.

«La scelta categorica con cui raggiungeremo il nostro obiettivo è l'abdicazione. In poche parole, il detentore attuale della Cattedra di Pietro sarebbe incoraggiato a dimettersi senza subire alcun pregiudizio.

La sua rinuncia volontaria in questo momento cruciale, segnato da divisioni e mancanza di unità tra i laici cattolici come dal clero romano, costituirebbe un segnale potente.

Sarebbe nientemeno che il riconoscimento della disfatta da parte di quegli elementi importanti che si ergono ancora contro di noi, e tornerebbe a dimostrare agli ultimi difensori dell'antico sistema che non è più possibile in alcun modo ricostituire ciò che appartiene al passato.

Del resto, il clima odierno è tale che esiste già nel Vecchio Ordine una certa simpatia alla nostra Opzione Selezionata; e che si può persino incontrare ‒ per così dire ‒ un'accoglienza espressa apertamente in settori strategici di alcuni ambienti mirati.

Quando parliamo di indurre il titolare (del seggio petrino; ndt) a dimettersi, va da sé che un simile incentivo debba assumere la forma più sottile. Preconizziamo ‒ al riguardo ‒ che tutti i mezzi a disposizione siano implementati nel mondo.

La spinta maggiore verrà esercitata dalla pressione degli eventi e dalla comparsa di irresistibili linee di forza; eventi e linee che dovranno essere concepiti in modo da restringere le azioni del Vicario: la sola possibilità a lui restante sarà allora quella di dimettersi dalle proprie funzioni papali.»




Come si legge, da lungo tempo il piano architettato per costringere alle dimissioni il pontefice fu ben concepito, e "visualizzato" da padre Martin. L'unica sua "inesattezza" fu quella di indicare il "papa slavo" come protagonista*, che invece sarebbe stato il suo successore, Benedetto XVI!

*[Benché, come si ricorderà (ved. QUI), lo stesso Wojtyla ‒ il "papa slavo" allora in carica ‒ ricevette diverse pressioni per dimettersi].

Come non ripensare, infatti, alla rinuncia di Ratzinger nel 2013 e al suo "rimpiazzo" con Bergoglio?



11 febbraio 2013 - Benedetto XVI annuncia le proprie dimissioni dal papato

Bisogna pure sapere che padre Martin era anche un esorcista di fama mondiale, e fu lui ad ispirare il celebre film del 1973 "The Exorcist".

Questa precisazione è collegata ad un evento apparso sui giornali QUI e QUI ‒ relativo al suo drammatico decesso avvenuto il 27 luglio 1999 a New York in seguito ad una caduta che gli procurò un trauma cranico.

La morte non avvenne subito e padre Malachi ebbe il tempo di confidare al suo autista, Robert Marrow, ex agente della CIA, come l'«incidente» fosse da imputare ad una spinta diabolica, ricevuta dopo aver effettuato un esorcismo su una bambina di 4 anni posseduta dal demonio.

A causa della sua età avanzata, Marrow lo accompagnava ovunque venisse chiamato in tutta l'America. Ecco quindi la dichiarazione di quest'ultimo, che assistette all'incontro iniziale prima del tentativo di liberazione della bimba:

«Quando condussi padre Martin alla casa neutrale convenuta, nel Connecticut, la famiglia era già sul posto, e la giovane figlia correndogli incontro gli disse: "Allora tu sei Malachi Martin... e pensi di poterla aiutare!" Così il diavolo si rivolse a lui attraverso la piccola.»

L'autista aggiunse che quel fatto era l'esperienza più sconvolgente a cui mai gli capitò di assistere.

Concludo con un video di Don Alessandro Maria Minutella che presenta molto bene lo  spessore  intellettuale  di  quest'uomo  di  Dio  che  non  ha  esitato un attimo, non solo a prendere le distanze da tutto il marciume esistente nella Chiesa di Roma, ma addirittura a svelarlo al mondo attraverso i suoi scritti.




Peccato solo che i libri, ma ciò non mi meraviglia, non siano stati tradotti in italiano. Ma per i lettori che conoscono il francese e l'inglese, ecco due link che potrebbero loro interessare:


Traduzione, relazione e cura di: Sebirblu.blogspot.it

    "    : benoit-et-moi.fr 

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