domenica 17 dicembre 2023

Angeli in Astronave: Messaggio dalla Donna Sublime




Sebirblu, 17 dicembre 2023

Ripresento un capitolo davvero magnifico del famoso libro del "contattista" Giorgio Dibitonto, "Angeli in astronave", del quale recentemente ho pubblicato una visione straordinaria sul "Rapimento" QUI, sostenendo che questa persona è genuina ed umile (come risulta anche dall'intervista QUI), e meriti tutta la credibilità e la stima possibili.

Come molti di noi sanno, il tempo in altre dimensioni non esiste, e siccome i fatti preconizzati non sono ancora accaduti, ma potrebbero verificarsi proprio nell'anno entrante, ho deciso di riesporre questo accorato appello, rivolto a tutta l'Umanità, affinché rifletta e ne prenda coscienza.




La Donna Sublime

L'incontro successivo avvenne nella grande pianura, fra i campi di grano. Avevamo impiegato molte ore per giungere fin là in automobile. Come sempre, eravamo guidati dal contatto cosmico.

Il tempo era bello e faceva caldo. Il sole era oscurato a tratti da qualche grossa nuvola. Giunti sul posto, lasciammo la vettura e ci addentrammo a piedi fra i campi.

La volta celeste appariva ampia rispetto a quella che si vede dai luoghi montani ai quali eravamo abituati negli incontri precedenti. Assistemmo subito al passaggio di varie formazioni di dischi, un numero di mezzi spaziali che ci lasciò sbalorditi.

Ad ogni loro comparsa si produceva un rombo straordinariamente imponente e piacevole, che vibrava come un'immensa stereofonia celeste.

Poi vedemmo l'astronave venire da un punto del cielo. Si avvicinò e restò sospesa a qualche centinaio di metri dal suolo coperto di spighe dorate: ne uscì un disco cosi grande e bello come mai avevamo visto prima.

Tina, come sempre, dava in esclamazioni di gioia. L'oggetto dello spazio si posò sul piccolo prato che divideva in due il campo di grano.




Ne uscirono Raffaele, Firkon, Orthon, Kalna, Ilmuth e una giovane donna di una bellezza straordinaria, che ci colpì profondamente.

Vestivano tutti semplicemente con tute larghe e abiti lunghi fino alle caviglie. Il tessuto pareva leggero e senza cuciture e i colori variavano dal beige all'azzurro, dal violetto al blu.

La donna vestiva di un azzurro pallido, la sua chioma era castano-bionda e le fluiva fin sulle spalle. Indossava un paio di sandaletti che parevano dorati, ma il colore dava riflessi cangianti, per cui a volte apparivano colori che non saprei descrivere.

Dal suo aspetto dimostrava circa venticinque anni di età. I suoi occhi, di colore azzurro, erano dolcissimi ed esprimevano una bellezza e una bontà indicibili. Tutto il suo Essere emanava una soavità ed una grandezza sublimi.

Si mosse con molta grazia, naturalezza e semplicità verso di noi. «Siate i benvenuti a questo nostro incontro che desideravamo da tempo», disse con voce carezzevole.

Raffaele suggerì che ci sedessimo all'ombra di un grande albero, che sorgeva al limitare del praticello fra due campi di grano. Il grande disco era a poche decine di metri da noi, e potevamo vederlo soltanto stando in piedi, perché da seduti eravamo sovrastati dalle spighe di frumento.




Ognuno trovò un posto abbastanza comodo. La dolce fanciulla sedette su una lieve balza coperta di ciuffi d'erba. Raffaele disse che l'astronave, la quale ci appariva ancora immobile nel cielo, era protetta da un campo magnetico che la rendeva invisibile ad occhio umano.

I Fratelli espressero la loro gioia di essere con noi e noi facemmo altrettanto. Poi si fece silenzio e la dolce Signora delle stelle disse:

«Quando vi sarà dato di viaggiare nello spazio sulle nostre astronavi, vi diremo altre cose che ci sta a cuore trasmettervi. Questa missione ha il compito di darvi delle cognizioni e di farvi fare esperienze che vi pongano in grado di trasmettere ai vostri fratelli della Terra il nostro messaggio.

Tutta la vita universale è in comunione. Quando un pianeta è in pericolo e minaccia la pace e l'armonia dell'intera famiglia del Padre, noi operiamo in Suo nome per la salvezza.»

Noi tutti eravamo rivolti verso di lei, e l'ascoltavamo con la più grande attenzione. Il sole aveva riflessi rossastri, che coloravano il suo viso mettendone in risalto la meravigliosa bellezza, mentre le sue parole e i suoi gesti esprimevano una grande saggezza e conoscenza.

«Il Bene», continuò, «produce altro bene, la gioia diffonde gioia. L'Amore genera Amore e la conoscenza altra conoscenza. Tutta la vita universale è in movimento. La stessa Legge vale per il Male, che genera altro male, se non serve a comprenderne l'inutilità e la dannosità.

Il Male sul vostro mondo ne ha già prodotto tanto da realizzare morte e distruzione quali mai si videro prima. Ma noi siamo qui a rassicurarvi che sarà fatto quanto occorre per la vostra salvezza».

Tacque, e ciò ebbe l'effetto di aumentare, se era possibile, la nostra attenzione.

«Tutti i figli dell'Amore Universale sono ora all'Opera in favore del vostro pianeta, che versa in grave pericolo. Presto i figli della Terra si troveranno in un dolore mai visto nella loro storia».

Ora la donna meravigliosa parlava adagio, e la tristezza velava il suo volto rendendo mesta la sua voce. Eppure, in lei non veniva mai meno la maestosità che, piuttosto, risaltava maggiormente.


Gilbert Williams

«Noi», riprese, «siamo scontenti del comportamento dei fratelli della Terra. Nel tempo abbiamo dato vari avvertimenti, e i segni non sono mancati.

Eppure, i fabbricatori di morte e distruzione sono andati avanti nei loro progetti tremendi, e gli altri hanno vissuto senza darsi eccessiva preoccupazione, intenti soltanto ai loro affari.

Il Padre non può ulteriormente tollerare la stolta pervicacia di molti uomini della Terra, e presto questi si daranno da soli un grande castigo che servirà a purificarli, ma anche a fermare la devastazione in atto e irreversibile delle meravigliose realtà create sul vostro globo».

La sublime donna dello spazio spiegava quanto le stava a cuore con sorprendente precisione.

«Noi rivolgiamo agli abitanti della Terra un estremo invito affinché tutti coloro che anelano al trionfo della bontà, del ritorno alle cose semplici e profonde della vita, si uniscano a noi, alla nostra Opera per la loro salvezza.

Non potremo dare nuove conoscenze ai figli della Terra finché non avranno rinunciato definitivamente al male che è in loro.

Ma il vostro mondo non può restare al punto in cui si trova: una Nuova Era è necessaria per portare tutta l'Umanità a compiere il giusto passo evolutivo che la salvi da millenni di storia di sangue e rovine».

«Noi», disse con voce accorata e soave, «invitiamo tutti gli uomini di buona volontà ad alzare gli occhi al Cielo, ad essere migliori anche soltanto per pochi minuti ogni giorno, a schiudere anche solo uno spiraglio alla bontà e all'umiltà, affinché i loro occhi si possano aprire così da vedere chiaramente tutta la pericolosità dell'attuale situazione sulla Terra.

Allora, e solo allora, noi potremo far penetrare nel loro cuore il nostro messaggio di speranza e di salvezza. Non occorre fare molto, ma quel poco si faccia con tutta l'anima nelle azioni semplici di ogni giorno».

Sospirò e disse ancora:

«Nessuno, proprio nessuno, sulla Terra può ormai preservare il pianeta dalla rovina verso cui è stato avviato da uomini insensati.


La Desolazione della Terra

Il salvataggio verrà dal Cielo; ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, di un po' di bontà e di conversione al bene che ognuno può operare in se stesso e dove vive.

Ciascuno può mettere una piccola pietra; tante pietre saranno da noi radunate e poi faremo il resto affinché l'edificio dell'Amore e del riscatto sia edificato per il futuro».

«La nostra afflizione per voi», sospirò tristemente, «è una piccola parte di quella del Padre. Vi trovate ormai agli ultimi tempi di una storia giunta all'estremo limite concesso dalla Giustizia delle Leggi universali dell'Altissimo e non ve ne accorgete: siete come ciechi.

Vi diamo continui richiami, e voi non li sentite, è come se foste sordi. Non volete più pregare chi può salvarvi perché siete impediti dalla vostra mancanza di umiltà, vi avviate verso un precipizio senza precedenti e non ve ne date pena.

Vogliamo che ve ne rendiate conto e che possiate fare quanto è richiesto dalle giuste Leggi cosmiche, onde evitarvi molto dolore.

Ciò, tuttavia, sarà inevitabile affinché possa sorgere sul mondo un nuovo giorno che vedrà sconfitti per sempre il Male e il Dolore, ma è possibile evitare il peggio; forse è ancora possibile.

Questo è l'ultimo grande messaggio d'Amore e di Salvezza che noi trasmettiamo per ridestare la vostra coscienza alle cose che stanno per succedere».




I suoi occhi incontrarono i miei, e poi quelli di Tina. Mi sentii sconvolgere. Pensai che se questo era l'ultimo monito, le cose erano ormai ad un punto di enorme gravità. Ebbi un attimo di smarrimento, mitigato tuttavia dalla dolcezza e dalla grandezza di quel volto.

«Non ci crederanno mai», dissi; «nessuno vorrà credere che ci abbiate dato un estremo avvertimento per la Terra in pericolo».

«I fatti che fra poco accadranno smorzeranno l'orgoglio di molti, e gli animi saranno più disposti ad ascoltare perché vedranno sempre più che gli avvenimenti concorderanno con quanto voi direte.

Quando Iddio chiese a Mosè di condurre fuori dalla schiavitù il suo popolo, ed egli fece presente la sua incapacità a farsi credere, il Signore lo rassicurò che gli avrebbero creduto per il fatto che le sue affermazioni si sarebbero avverate.

Certamente, anche voi dovrete subire lo scherno e la contestazione di molti, e le vostre parole non potranno far correggere gli uomini privi di umiltà. Ma voi le direte ugualmente, e noi vi assisteremo.

È urgente richiamare tutti alla realtà delle cose, e invitare ognuno a cambiare il proprio cuore e la propria vita con semplicità e bontà, anche soltanto un poco ogni giorno.

Vi insegneremo anche a pregare come dovreste, e tutti capiranno che è la cosa più bella che possano fare. Non vi è nulla di più semplice e grande per i figli del Dolce Padre Creatore che mettersi in contatto con tutta la compagine della fratellanza d'Amore Universale.




Questa è un'altra delle cose che gli uomini della Terra dovranno semplicemente compiere per riuscire ad ottenere la liberazione». 

Non compresi molto le sue ultime parole. Ella lesse il mio pensiero e disse:

«Pregare significa elevare il proprio cuore al Cielo, al Creatore, a noi che siamo i suoi figli fedeli. Pregate e fatelo come meglio sentite, come volete; ma pregate. Per formulare una preghiera basta poco».

E proseguì:

«Questo tempo, sulla Terra, fu predetto da millenni. Vi furono dati segni per riconoscerlo, e questi segni vi sono stati e vi sono tuttora. Ma gli uomini sono troppo intenti ai loro profitti egoistici, sono troppo distratti dalle loro ansie e da una volontà di proseguire nel cammino sbagliato.

Di tutto ciò vi parleremo più a lungo a bordo delle nostre astronavi. Per ora vi dico che un tempo meraviglioso sta per sorgere sulla Terra. Verrà l'Era predetta nella quale tutti i sogni dei buoni si avvereranno, non vi sarà più morte, né malattia, né sofferenza.

La Giustizia sarà viva nel cuore e nella vita dei figli della Terra. Ma gli uomini hanno il potere di far giungere per il pianeta la fine delle fini, se lo vorranno distruggere irreparabilmente. Noi interverremo per salvare le vittime di tanto scempio.

Dipende da voi tutti evitare una tale catastrofe e permettere che sulla Terra possa esservi, dopo la bufera, un tempo di pace e di gioia nella via della Conoscenza e nell'attesa di passare a pianeti più evoluti. In caso diverso, questo tempo lo realizzeremo ugualmente, ma potrebbe essere brevissimo.

Dopo di che, si compirebbero tutte le profezie che annunciano la fine. Infatti, gli eventi furono scritti, ma l'ora e la durata sono conosciute soltanto dal Padre Iddio, e ciò perché la libertà di tutti i figli del Creatore è una verità non fittizia».

La mia mente lottava col mio cuore, che aveva accolto pienamente il senso delle sue parole. La Signora dello spazio sorrise e mi rincuorò.

«Non cercate», disse, «di voler comprendere ora ciò che vi sarà chiarito in seguito. Noi vi prepareremo un poco alla volta affinché non ne siate confusi. Vi aiuteremo anche a poter accogliere le grandi cose che vi saranno rivelate.

Questo è necessario, e non dovrete mai temere per il vostro equilibrio interiore: vi daremo pace e serenità, forza e coraggio. Voi stessi ne rimarrete meravigliati».

Le fui grato, e vidi che anche il volto di Tina si apriva in un'espressione più rilassata. Quanto udivo mi pareva più grande dei miei pensieri e uno spiraglio di sgomento andava facendosi strada in me.

Ora mi sentivo rinfrancato e non avevo dubbi circa l'aiuto per noi e per i fratelli della Terra che si sarebbero aperti ad un così grande messaggio riguardante il soccorso di quegli Esseri meravigliosi e della Signora dello spazio.

«Si farà quanto sarà necessario», disse ancora, «ma presto si avvereranno le parole del Profeta e tutta la Terra ne sarà stupita». Il suo volto ebbe un'espressione come di chi mediti parole scritte nel proprio cuore.




«Ecco»,  disse con voce sicura,  «Io sto per creare nuovi Cieli e una nuova Terra. Non ci si ricorderà più delle cose del passato, esse non torneranno più in mente a nessuno. E si vivrà sempre nella gioia» (Is. 65,17 - ndr).

Tacque ancora, e il suo volto aveva un'espressione di un'amabilità struggente. Guardò negli occhi con dolcezza Tina e poi, volgendo il suo capo a tutti, come se volesse parlare a tutto il genere umano, aggiunse:

«II lupo e l'agnello pascoleranno insieme, il leone mangerà la paglia come un mite bue. Non vi sarà più male sulla Terra, né distruzione» (Is. 65,25 - ndr) «Ecco quanto avverrà presto sulla Terra dopo le cose che stanno per accadere».

«Vorremmo», proseguì, «potervi parlare di quanto vi attende di bello, ma non possiamo non richiamare il mondo alla realtà attuale.

A causa dell'egoismo di molti, vi saranno guerre e distruzioni e dovrete passare attraverso una dolorosa purificazione prima che le parole da me citate diventino realtà. Pregate che il tempo del Male sia abbreviato».

Raffaele aveva un'espressione mesta, e così gli altri. Vedevo sui loro volti sublimi una viva partecipazione a quanto detto dalla donna dello spazio. Ella incontrò i loro sguardi, accennando un dolce sorriso.

Poi continuò:

«Sodoma e Gomorra furono realmente distrutte dal fuoco per una salvezza superiore a quella della materia che essi avevano depravato. Noi siamo qui per tutti i figli della Terra ad annunciare un imminente castigo.

Se oggi ci presentassimo come allora, non subiremmo migliore sorte dei Fratelli che furono inviati a dare l'annuncio della prossima fine.

Gli uomini corrotti di quella città volevano usare violenza contro i nostri inviati. Oggi andremmo incontro ad una sorte peggiore: i migliori riderebbero con somma indifferenza».


"Lot in fuga da Sodoma" di Benjamin West  

Mi guardò con i suoi occhi pieni di luce, mitigando nel mio cuore l'emozione prodotta dalle sue parole. «Non saremo noi, come allora», aggiunse, «ad intervenire con il fuoco per impedire che si apra sotto i vostri piedi un abisso: la punizione ve la state preparando da soli.

Noi useremo il fuoco per dare nuova vita alla distruzione che voi avrete prodotto deturpando il mondo. A nulla servirebbe privarvi delle armi micidiali da voi preparate,  poiché  voi  vi  mettereste  a  crearne  altre.

I loro effetti di morte e distruzione vi puniranno e vi metteranno in condizione di comprendere. Il pianeta risorgerà con coloro che avranno meritato di abitarlo per un Nuovo Tempo. La Terra allora sarà ancora un giardino dell'Eden».

Ricordai la visione riguardante gli effetti della guerra nucleare che mi era stata data dai Fratelli. La mia città e altre non esistevano più; e dopo la purificazione con il fuoco, erba e piante avevano ripreso a crescere.

Case sparse e uomini che coltivavano la terra, animali e scene di bontà e semplicità mi avevano riempito il cuore di gioia e di sensazioni d'amore. Avevo veduto giungere i Fratelli e intrattenersi con quegli uomini nuovi della Terra.

Avevo anche ascoltato una conversazione tra i Fratelli e i Terrestri, comprendendo che non sarebbe passato molto tempo che un'evoluzione rapida avrebbe portato il nostro mondo alle grandi realtà cosmiche.

Alcuni uomini che abitavano dove una volta era la mia città attuale erano saliti a bordo di astronavi; le immagini che mi erano state fatte vedere passavano veloci nella mia mente e si mettevano in relazione a ciò che la donna dello spazio aveva appena pronunciato.

Rividi quanto m'era stato mostrato in precedenza. Uomini che fuggivano sulle montagne, mentre in pianura le reazioni a catena delle esplosioni nucleari portavano una distruzione orribile. Avevo visto arrivare dischi volanti e astronavi a migliaia.

Uomini, donne e bambini venivano fatti entrare dai portelli aperti, altri venivano risucchiati e sollevati da terra, perché non c'era neppure il tempo di atterrare per l'opera di salvataggio.




Rivedevo queste cose e mi pareva che le parole di quella meravigliosa donna avessero una concretezza e una precisione senza eguali.

Riprese a parlare più sommessamente. «Noè venne deriso», disse, «allorché predisse il diluvio, che poi arrivò. Sta scritto che ciò avvenne per la corruzione degli animi.

Quando si deturpano le proprie energie spirituali, la vita materiale e cosmica, connesse strettamente con lo Spirito, ne subiscono tutte le conseguenze.

Ogni inquinamento spirituale ne produce dell'altro in quelle dimensioni che con lo Spirito vivono in comunione. Il vostro pianeta è sempre più contaminato perché lo è il vostro cuore.

La cattiveria, e quindi l'abbrutimento degli uomini al tempo di Noè, produsse quella catastrofe. Oggi ne state realizzando una ben peggiore per le sue conseguenze.

Vi diamo ancora questi ultimi avvertimenti nella speranza che vi ravvediate, ma non intendiamo piú esporre i nostri Fratelli come facemmo a Sodoma e Gomorra quando gli uomini di quelle città tentarono di usare violenza ai nostri messaggeri».

La sua voce si fece più ferma, pur senza perdere la sua soavità. Un gesto della mano accompagnò le sue parole.

«Voi», esclamò, «ormai credete sempre meno alle profezie che in ogni tempo hanno avuto avveramento.

Presto il lamento su Babilonia sarà una realtà sulla Terra. Sono già passati i tre Angeli dell'Apocalisse ad avvertire l'uomo di quanto accadrà, ma nessuno, o pochi, li hanno accolti e ascoltati.

Già da tempo la preghiera dei martiri ha ottenuto la fine sulla Terra del dolore e dell'ingiustizia dei fratelli probi.

È già stato tolto il settimo sigillo da chi aveva ed ha potere di farlo. Ora, per la stoltezza e la caparbietà di molti, la Terra udrà i sette tuoni e berrà i sette calici che contengono le sette piaghe. Ma questo tempo sarà molto abbreviato per le preghiere dei buoni, come fu scritto».




Vedemmo gli occhi della bella Signora riempirsi di lacrime. Le brillarono nelle pupille e sulle ciglia come gocce di luce. Tina pianse, e le disse che voleva consolarla per tanto dolore nel suo cuore.

Ero confuso, e mi dicevo che non sarei mai riuscito a capire come quelle sublimi Creature potessero avere tanto a cuore la nostra causa. In loro c'era solo Amore, e nessuna violenza, neppure contro i grandi mali della Terra che tanta tristezza causavano al Cosmo.

Pensai al grande dolore del Padre e ritenni giusto che quei Figli che tanto lo amavano dovessero affliggersi così. Eppure, la mia mente continuava il suo smarrimento. Capivo e non capivo. Mi sentii commosso.

La Signora si volse a Tina in lacrime e la consolò. «Tutti gli uomini della Terra», le disse, «che amano la vera Giustizia e il trionfo dell'Amore del Padre Universale sulla Terra, nulla hanno da temere.

Se demmo soccorso  in pieno deserto  ad un popolo,  immaginate adesso quale aiuto ed assistenza completa daremo al genere umano che si raccoglierà sotto il vessillo dell'Onnipotente Iddio nel deserto senza eguali di questo fatale momento storico.

Voi ci avrete sopra di voi e insieme a voi. Non vi abbandoneremo mai, e per voi riusciremo a portare in salvo tanti fratelli che diversamente andrebbero perduti».

Tina si asciugava gli occhi.

«A quel tempo», continuava la Signora dello spazio, «vi fu Mosè a condurre il popolo che volevamo salvare dalla schiavitù. Vi erano dei motivi molto grandi perché decidessimo di farlo.

Oggi è l'ora della Verità tutt'intera per voi, e un novello Mosè trarrà in salvo tutti coloro che lo vogliono, senza distinzione di razza e di popolo. Egli sarà in grado di leggere in ogni cuore anche il minimo anelito alla Bontà e alla Giustizia che sono sinonimi di Amore Universale».




La donna tacque, e Raffaele si animò prendendo la parola.

«Sta scritto», disse, «che, in quel momento, di due uomini che saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata (Lc. 17, 22-37; ndr). Noi salveremo chi sarà in condizione di poter essere salvato.

Non potremo usare violenza contro nessuno, nemmeno a scopo di salvataggio. Non possono essere portati dei fratelli in mondi che non sono di loro gradimento.

Il Padre non obbliga nessuno ad andare a Lui per forza. Ognuno lo fa o lo farà liberamente, per propria scelta. Poiché l'ora è vicina, è necessario che si rifletta perché quel tempo, che la stoltezza dell'uomo sta preparando, non sorprenda nessuno».

Firkon alzò la mano per prendere la parola:

«La Scrittura vi mise in guardia», disse, «dall'essere ipocriti. Vi fu detto che Segni dal Cielo vi avrebbero preannunciato il nuovo tempo dell'Amore sulla Terra, preceduto da cose terribili. Non vi pare che siano questi i segnali predetti?

Le nostre astronavi e i nostri dischi si mostrano in numero sempre maggiore ai Terrestri. Dal cielo vi mostriamo luci in movimento e segni nel sole, nella luna e nelle stelle. Tanti uomini della Terra assistono a fatti straordinari.

Non vi pare che vi stiamo dando da tempo l'annuncio del compimento di tutte le profezie? I segnali sono già alti nel cielo. Fenomeni predetti da Giovanni, quali le acque che sarebbero diventate rosse nei mari e nei fiumi, già si sono avverati.

Già è stato realizzato quanto ha potere di uccidere gli uomini della Terra e di lasciare intatte le cose. Queste ed altro ancora, se vi porrete attenzione, vi daranno la conferma che ormai siete nel tempo profetizzato».

Orthon sospirò e disse: «Rumori di guerre e popolo contro popolo mai vi furono nelle attuali condizioni, nelle quali è possibile la totale distruzione del pianeta. Non vedere è cecità e non udire è sordità.

Colui che venne ad annunciarvi queste cose vi invitò a comprendere e a non essere ipocriti. Ciò che vi interessa secondo gli schemi umani voi lo capite. Allargate dunque il vostro cuore e aprite la vostra mente alle cose che vanno oltre e che potranno fare la vostra vera felicità».

Orthon si quietò, e compresi che aveva finito di parlare.




La bella Signora dello spazio si alzò, e tutti la imitammo. Il sole era più basso, appena velato di vapori sparsi che rendevano il cielo tinto di sfumature rossastre. Ci avvicinammo al grano ed Ella ne accarezzò qualche spiga. Poi si fermò e si volse a noi:

«Non temete: nessun uomo di buona volontà lascia entrare nel proprio cuore paura e sgomento. Per chi ama la Pace e la Verità presto vi sarà gran festa.

Non un capello del vostro capo sarà toccato senza un reale motivo a conoscenza del Padre Universale. Vivete in questa certezza e riempite il vostro cuore di speranza e di serenità».

Fece ancora qualche passo verso il disco che si intravedeva oltre le spighe. Era maestoso e rifletteva il rossore del cielo sulle pareti tondeggianti della cupola, che non sapevo se fatte di metallo e di vetro fusi insieme.

Non aveva luci accese, ma pareva una luce pronta ad aumentare la sua luminescenza. Ci fermammo. La donna sublime mi fissò coi suoi occhi dolcissimi: dalle sue pupille scaturiva una luce che penetrava profondamente nel mio animo e mi dava una gioia e un senso di emozione indicibili.

«A Fatima», disse, «migliaia di uomini assistettero al grande Segno apocalittico del sole. Due grandi guerre sono stati i segnali inequivocabili della verità del messaggio che Io vi ho comunicato e che altro non era che una chiarificazione delle Scritture nel vostro tempo.

State trascorrendo il periodo che precede immediatamente il Regno dei Mille Anni profetizzato da Giovanni. Presto conoscerete che cosa egli volle preconizzarvi quando parlò di quel Regno, e in esso pose la prima Resurrezione.

Saprete che cosa significhi per i superstiti essere rapiti fra le nubi per andare incontro al Signore nell'aria. Sorgerà presto il nuovo giorno», aggiunse con voce ferma, «in cui sulla Terra vi sarà una novella Umanità.

Gli animali non saranno più feroci, né velenosi, né nocivi. Il vostro dispiacere per i fatti luttuosi che vi attendono si muterà in una gioia per voi ora inconcepibile. Saremo con voi fino al compimento di queste cose e ancor più dopo, nella nuova Era dell'Amore Universale sul vostro mondo».




Ero certo che l'avrei rivista. Raffaele disse che era giunta l'ora del commiato.

Il disco accolse quelle figure sublimi venute dallo spazio, si levò in aria contro il rossore del cielo, volteggiò leggero e rientrò nell'astronave sospesa sui campi di grano.

Questa sfrecciò verso il sole variando le sue colorazioni in blu e arancione. Restammo ad ammirare il tramonto che pareva infocato sopra la pianura. 

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Tratto dal libro "Angeli in Astronave" di Giorgio Dibitonto. (Download QUI).

giovedì 14 dicembre 2023

URGE entrare nel DISCERNIMENTO, è l'ORA!




Sebirblu, 14 dicembre 2023

Ripropongo un messaggio proveniente da una fonte molto alta, un Entele (ved. post scriptum QUI) che, nonostante la disarmante semplicità, rinvigorisce e alimenta la fede soprattutto di coloro che si sentono "bambini" a livello spirituale perché SANNO che SOLO così potranno entrare nelle vibrazioni superiori.


Greg Olsen

"Io rendo lode a Te o Padre, Signore del Cielo e della Terra,
per aver nascosto queste cose ai savi e agli intelligenti
e per averle rivelate ai piccoli!" (Mt. 11,25).

"Io vi saluto,

«Non tutti quelli che diranno  'Signore, Signore'...  entreranno nel Regno dei Cieli.»                                                                 
Amare Dio vuol dire CERTEZZA nella Fede, vuol dire coerenza di azioni, di parole. Sono i fatti, sono le opere che contano! Le parole possono solo acquietare l'animo umano, possono ingannare l'uomo, ma le opere quando sono attive portano frutto e il frutto è l'effetto di una causa.

Bisogna seminare perché dal seme che muore ne venga il frutto. Di questa semina, dell'Opera, Gesù, da buon Seminatore, ne ha tracciato il solco dando questa grande possibilità a tutti, con l'Esempio, affinché produca a sua volta.

Il Cristo è stato esplicito in molti casi e in altri no. Ma tutto ciò che è chiaro e lampante, tutto ciò che può essere preso in considerazione da chi ha orecchie, DEVE essere fatto.

Quelli tra voi che veramente sentono sostanzialmente e analizzano le Sue parole, faranno un'opera più ampia, più completa per dedizione al Padre, di rinuncia ai beni, di sacrifici e a volte anche di sofferenze.

"Molti sono i chiamati, pochi gli eletti" (Mt. 22,14). Voi che ascoltate siete i chiamati, cercate di diventare eletti... e come? Attraverso l'Opera! Tutto l'insegnamento di Gesù deve essere compenetrato dalla vostra Essenza in modo che ogni individuo possa seguire il Cristo nella sostanza appunto, con i fatti.

Chi prima, chi poi, durante la vita nel tempo molti sono i chiamati... ma pur sentendo il richiamo, vanno oltre. L'udito fisico dimentica la chiamata e, come zizzania, le cose del mondo distolgono dall'ascolto.

Urge prestare attenzione alla Voce del Padre, alla Voce che il Divino Genitore incessantemente "usa" attraverso mille "coincidenze" o "casi", come voi solete dire. Quella Voce sia percepita da Tutti!




Questo è l'augurio più immediato affinché ognuno possa prendere coscienza ed entrare nella consapevolezza che con il richiamo vi si dice: "SVEGLIATI, È L'ORA!"

C'è chi ode soltanto con udito fisico, come dissi dianzi, e c'è chi ascolta con l'Anima.

È cosa naturale che chi viene toccato nell'intimo possa coerentemente rispondere all'appello e dire: "PADRE, SONO PRONTO A SEGUIRTI, ad uniformarmi alla Tua Legge che è Legge di Amore, è Legge di Misericordia, è Legge di Giustizia."

Questo è l'auspicio che io umilmente vi faccio poiché al momento del bilancio finale ognuno non abbia a udire: "Chi sei? Io non ti conosco!" È amaro pensare a tutte le vite sprecate non ottemperando la legge di Dio ma solo rivolgendosi a Lui nei momenti di perplessità, per fanatismo o per eventuali disgrazie... perché questo non è sufficiente!

Non basta dire: "Signore...Signore..." ma bisogna aderire con le opere alla Legge di Dio, Legge da Lui donata con tanto Amore all'umanità afflitta e dolorante, attraverso la quale TUTTI, nessuno escluso, hanno il diritto di tornare al Padre.

Ritornare a Lui in una fusione completa, in un amplesso meraviglioso, dove non ci saranno più rovine, dove non ci saranno distruzioni, dolori, pianti, ferite, dove non si avranno più furti e rapine, dove non ci sarà il Male, dove tutto è Bene, tutto è Luce, Tutto è Armonia e Splendore.

Nella Magnificenza del Padre Altissimo, l'Anima si lega con un filo indissolubile alla Fonte Prima dalla quale ha tratto alimento per l'intera vita e presso la quale troverà estremo rimedio all'arsura di tutti i giorni e della cui Acqua non avrà più sete.

SIATE ELETTI! Lo spirito comunitario vi lega, vi affratella... ma questo non è tutto!... Dovete sentire l'affratellamento con gli emarginati, con gli stolti, con i pazzi, con i bestemmiatori, con i Giuda, con i Pietro, con le Maddalene!...Tutto il popolo è popolo di Dio!


"Il Buon Samaritano" (Lc. 10,30)

La predilezione avviene solo quando questo popolo segue la Legge Divina, ma tutti hanno diritto al vostro Amore e alla personale compartecipazione, alla vostra sopportazione,  al vostro Amore fraterno,  poiché  siamo tutti figli dello stesso Padre.

Quindi l'Opera va fatta non solamente nell'àmbito della vostra cerchia ma ovunque. Che il vostro stile di vita diventi faro-esempio per il viandante che brancola nel buio. Tenete in alto la vostra lampada. Non riponetela sotto il moggio! (Mt. 5,15)

Ognuno ha diritto di vedere il vostro esempio perché voi che siete avanti rispetto agli altri, avete il dovere di dare una mano a chi è indietro, a chi, malfermo sulle gambe, si accascia, a chi fa bivacco.

Come il buon pastore che corre per il ritrovamento della pecorella smarrita, così anche voi siate pastori di Anime, in cerca di chi ha perso la strada, di chi ha deviato il corso del suo cammino o addirittura rinnegando tutto quello che ha potuto ascoltare.

Tendete una mano a tutti! Quante braccia alzate in segno di aiuto e di soccorso potrete vedere nel mondo intero!

È naturale che sta a voi percepire questo stato di bisogno estremo di molta parte dell'umanità, in modo che il vostro soccorso sia immediato, pronto, in donazione completa, altruista, e di tutto ciò il Padre ve ne renderà merito, poiché, quando avrete aiutato l'ultimo, il più piccolo, è come se aveste soccorso Gesù. (Mt. 25,40).

Tutto il bene che voi farete o avete già fatto, vi sarà ridato per la Legge di Giustizia che impera nell'Alto dei Cieli, ogni causa avrà il suo effetto, ogni vostra donazione diventerà ricchezza, ricchezza che non sarà mai derubata da nessun ladro.

Nei forzieri del Padre questo vostro patrimonio sarà ben custodito e la vostra speranza sta al sicuro. Nessun dubbio, ma FEDE CERTA, assoluta, che tutto quello che farete vi sarà fatto. Sia ben chiaro, anche il male verrà ripagato col male... questa è la nota dolente della stessa Legge... ma voi sapete che il male non va compiuto.


"La Parabola dei Talenti" (Mt. 25,14-30)

Io parlo a voi che conoscete, che avete abbastanza discernimento per poter vagliare i pro e i contro, tralasciando tutto ciò che è poco bene, allontanando da voi tutte le tentazioni che si basano sulla materia, propendendo verso le cose valide, le cose giuste e abbandonando tutto ciò che fa parte della densità ma soprattutto del male.

Questa valutazione la potrete fare progressivamente, sarete più accorti man mano che conoscerete la Volontà del Padre. Quelli che non sanno saranno perdonati, ma voi sapete, ed avete il dovere di documentarvi, di conoscere; è un desiderio animico il conoscere.

ENTRATE NELLA CERTEZZA! (Nota) Perché questa vostra volontà vi porta al discernimento e quando sarete al bivio, al dubbio, individuerete facilmente la Strada giusta e il dubbio sparirà d'incanto e al suo posto verrà la Certezza, al posto della falsità verrà fuori la Verità; seguendo il Cristo non si può sbagliare!

È LA GUIDA PIÙ CERTA, più sicura per il Cammino che l'Altissimo Genitore intende per l'umanità tutta! Il Piano Divino sulla Terra ha questa possibilità come vantaggio: che seguendo il Cristo si possa arrivare al Padre... e si può arrivare al Padre solamente conoscendo il Cristo, l'Amore.

Siate dei Conoscitori del Cristo! Siate coloro che, immedesimandosi nell'Esempio di Gesù, non abbiano a sbandare nella vita, seguendo la Vera Strada che porta al Padre.

Questo tipo di insegnamento, nel tempo, vi è stato dato tante volte ma comprendo che è sempre valido, è sempre attuale per quelli che dimenticano, per quelli che non ascoltano, per quelli che non seguono, per i nuovi, per gli incerti, per i dubbiosi.

In questo abbraccio ho voluto darvi una guida specializzata, una guida sicura del Piano Divino sulla Terra. È la Volontà del Padre! Il Padre vuole, ha tutto il diritto di volere che il figlio, il quale va ramingo per le vie del mondo, possa ritrovare Sé Stesso e tornare a Lui.

È una Volontà Sacra, è un Volere Sacro. Come il volere di un padre amoroso che aspetta con le braccia aperte il figlio che, dopo aver abbandonato il tetto natìo, vada sperperando e dilapidando le sostanze.

Così, voi sentitevi figli lontani dal Padre, perché nel momento in cui prendete coscienza di esserGli distanti vi verrà quel desiderio di ritornare a Casa da Lui, dove c'è Gioia, c'è Armonia, c'è Serenità, c'è Pace e c'è Amore.

Sia questo un augurio, che io vi faccio, affinché i vostri giorni futuri siano illuminati da questa Luce e voi, SOLO COSÌ, saprete dove poggiare il piede per non incorrere nei vari tranelli o, addirittura, scivolare nell'abisso.

Salve a tutti voi da un servitore dell'Eterno." (La Guida éntelica, alle etichette).


"Il Figliol Prodigo" di Slava Groshev. (Importante leggere QUI; ndr).

N O T A

Quale differenza tra questo insegnamento e quello di Bergoglio sulla "Certezza"! Questi infatti ha asserito nella sua prima lunga intervista concessa a Padre Spadaro, il 19 agosto 2013:

"Nel cercare e trovare Dio in tutte le cose resta sempre una zona di incertezza. Deve esserci. Se una persona dice che ha incontrato Dio con certezza totale e non è sfiorata da un margine di incertezza, allora non va bene. Per me questa è una chiave importante. Se uno ha le risposte a tutte le domande, ecco che questa è la prova che Dio non è con lui. Vuol dire che è un falso profeta, che usa la religione per se stesso." 

(Cfr. QUI al titolo: "Certezza ed Errori" e QUI, anche le critiche, con una premessa:

"Confessiamo che se non fosse per diversi punti particolarmente critici di questa intervista, siamo stati tentati di cestinarla, tanto è intrisa di luoghi comuni e di slogan più o meno articolati, ma siamo stati costretti a prenderla in debita considerazione per il semplice motivo che essa contiene così tante dichiarazioni anticattoliche che ci si chiede se è stato davvero un papa a profferirle. (Infatti non lo è, in quanto è il Falso Profeta! Ndr).

Il merito di tali dichiarazioni, peraltro, ci ha indotti a considerare che esse devono rappresentare,  non solo ciò che pensa e crede Bergoglio,  ma anche ciò  che pensano e credono i cardinali che lo hanno eletto, non potendosi supporre che essi fossero all'oscuro dell'indole, del sentire e del credere dell'allora cardinale Bergoglio, noto arcivescovo di Buenos Aires.

Anzi, è inevitabile ritenere che lo abbiano eletto proprio per queste caratteristiche, condividendole, approvandole e desiderando che fossero quelle del nuovo Papa e della nuova Chiesa che avevano e che hanno in mente.

Per questi motivi abbiamo ritenuto che fosse più proficuo presentare le seguenti riflessioni distribuite in più parti, per permettere ai lettori di considerarle con una certa ponderatezza, non tanto per quello che scriviamo noi, quanto per quello che ha detto lo stesso Bergoglio."



martedì 12 dicembre 2023

Santa Lucia, illumina questo povero Mondo al buio!


"Martirio ed ultima Comunione di Santa Lucia" di Paolo Veronese

Sebirblu, 11 dicembre 2023

Siamo ormai a ridosso della festa di Santa Lucia, vergine e martire, patrona della vista (forse perché il nome deriva da "Lux" = Luce) e delizia dei bambini che proprio in tal giorno ricevono molti regali, ma non tutti sanno, come vedremo, che oltre ad essere ricordata solennemente a Siracusa, sua città natale e addirittura in Svezia, viene menzionata più volte anche dall'Alighieri nella sua Divina Commedia.

Ma andiamo per ordine, in quanto riporto qualche nota sulla sua vita:

Gli Atti del suo martirio, il cosiddetto Codice Papadopulo, narrano di una giovane, orfana di padre, appartenente ad una ricca famiglia di Siracusa, che era stata promessa in sposa ad un pagano.

La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata di un inarrestabile flusso di sangue, aveva speso ingenti somme per curarsi, ma nulla le era giovato.

Fu così che entrambe, unendosi ad un pellegrinaggio di siracusani verso la tomba di sant'Agata, nel suo dies natalis, pregarono affinché intercedesse per il risanamento della donna.

Il Vangelo di quel giorno verteva proprio sulla guarigione dell'emorroissa. Lucia suggerì alla madre di avvicinarsi al sepolcro della Santa e di toccarlo con fede e fiducia. Durante la preghiera, Lucia si assopì e in una visione onirica vide la Santa che, preannunciandole il suo futuro martirio e il suo patronato sulla città di Siracusa, come lei lo aveva su Catania, le disse:

«Lucia, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi ottenere per tua madre?»


"S. Lucia e sua madre al sepolcro di S. Agata" di Jacobello del Fiore (1370-1439)

Ritornata a casa, e constatata la guarigione di Eutichia, Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi al Cristo e di poter disporre del proprio patrimonio per devolverlo in beneficenza.

La notizia della rinuncia della giovane ai suoi beni personali, per donarli ai poveri, arrivò ben presto  al futuro sposo  che chiese subito chiarimenti  alla madre,  la quale gli fece credere  che la decisione fosse legata  ad un investimento  alquanto redditizio di una vasta proprietà, destinata ad accrescersi di valore, inducendolo quindi a collaborare.

Poi, forse esacerbato dai continui rinvii del matrimonio, il pretendente, insospettito e preoccupato dal dissolvimento dei beni di Lucia la denunciò come cristiana, visto che erano in vigore i decreti persecutori emanati dall'imperatore Diocleziano.

Il processo che Lucia sostenne dinanzi al prefetto Pascasio ne attestò la fede e la fierezza nel proclamarsi seguace del Nazareno.

Dopo un interrogatorio assai fitto di scambi verbali con il magistrato che la vergine riuscì a sostenere con la forza e la sicurezza di chi è ispirato dal Cristo, il governatore Pascasio le inflisse la peggior pena possibile: il postribolo! Mossa dallo Spirito, la casta fanciulla reagì con risposte provocatorie, che incitarono l'aguzzino ad attuare subito il suo ignobile provvedimento.

Ella, infatti, gli gridò che non avrebbe ceduto in alcun modo di fronte a qualsiasi abuso rivolto al suo corpo senza la sua volontà e che sarebbe rimasta, comunque, pura e incontaminata nell'anima e nella mente.

A quel punto avvenne un prodigioso evento: Lucia non riuscì ad essere rimossa dal suo posto nemmeno con il carro dei buoi, fatto giungere a prelevarla di peso per condurla al lupanare, né dai maghi appositamente convocati dallo spietato Pascasio.

Furioso dall'incredibile fatto, il vile governatore ordinò che venisse bruciata per stregoneria, ma neanche il fuoco riuscì a lambirla e Lucia perì, infine, tramite spada! Così, piegate le ginocchia, la vergine fu vittima del "colpo di grazia" per decapitazione, non prima, tuttavia, di aver profetizzato la destituzione di Diocleziano e la pace per i cristiani.


"S. Lucia davanti al giudice" - Lorenzo Lotto (1480-1556)

Secondo l'agiografia tramandata da fonti antiche, Lucia sarebbe nata nel 283 d.C. e deceduta a soli 21 anni nel 304. Ci sono inoltre varie divergenze sui supplizi infertigli e sulla sua morte.

Non esiste alcun fondamento, almeno fino al XV secolo, sulla veridicità dell'episodio in cui si sarebbe strappata ‒ o le avrebbero cavato ‒ gli occhi.

L'emblema dei bulbi oculari sulla coppa, o sul piattino, risalirebbe più semplicemente alla devozione popolare che l'ha sempre invocata per i problemi legati alla vista, forse per il suo nome connesso alla luce.

Per quanto riguarda invece il suo trapasso, fonti latine dicono che avrebbe ricevuto una pugnalata alla gola (jugulatio), ed è per tal motivo che a volte, in molteplici opere d'arte, la sua immagine viene raffigurata trafitta da uno stiletto e con l'immancabile palma del martirio in mano.

Nell'ambito della tradizione letteraria propriamente detta, la figura della Santa ispirò Dante Alighieri, come annunciato sopra.

Il Poeta afferma, in "Convivio" (III, IX, 15-16), che in gioventù aveva subito una lunga e pericolosa alterazione agli occhi a causa delle prolungate letture, ottenendone poi la guarigione per mezzo della vergine e martire di Siracusa.

Gratitudine, speranza e ammirazione indussero perciò il sommo Poeta ad attribuirle un ruolo di base non soltanto nella sua vicenda personale, ma allegoricamente anche in quella dell'umanità intera nel suo viaggio oltremondano, descritto nella Divina Commedia.

Santa Lucia nelle tre cantiche diventa il simbolo della "Grazia illuminante", per la sua adesione al Vangelo sino al sacrificio di sé, dunque "via", strumento, per la salvezza eterna di ogni essere umano, oltre che per l'Alighieri come personaggio ed uomo.

Questa rappresentazione religiosa della figura storica della vergine siracusana, quale Santa che illumina il percorso di ciascuno nella comprensione del Vangelo e della Fede in Cristo, risale ai primi secoli della diffusione del suo culto.

Così l'hanno esaltata, promuovendone la devozione, san Gregorio Magno (590-604), san Giovanni Damasceno (674-754), sant'Adelmo d'Inghilterra (†709) e tanti altri.


13 dicembre - Santa Lucia: il giorno più corto che ci sia? - ved. QUI.

Ed è appunto a questa interpretazione della figura memorabile di Santa Lucia che si collega Dante, in aspra e aperta polemica con il contesto storico di decadenza morale, politica, civile del suo tempo, tema peraltro di fondo, che percorre tutta l'Opera, dalla «selva oscura» all'ascesa verso l'«Empireo».

La vergine siracusana compare nell'Inferno, quando Beatrice racconta a Virgilio che la Madre SS. chiamò Lucia a sé per raccomandarle il destino di Dante (personaggio), ostacolato dalle tre fiere nella «selva oscura».

La Santa è definita  "nimica di ciascun crudele"  e la Madonna dichiara che Dante è un suo fedele, probabilmente perché ella lo avrebbe "miracolato" agli occhi, (come spiegato sopra).

Lucia, che simboleggia la Grazia illuminante, si reca allora da Beatrice e la invita a soccorrere il Poeta (sempre nella "Commedia"), per cui la beata si reca nel Limbo da Virgilio. 

Nel Purgatorio, invece, si narra come la stessa Lucia prelevi Dante durante il sonno e lo trasporti dalla "valletta dei principi negligenti" alla sua porta d'ingresso.

Infine, nel Paradiso, san Bernardo mostra a Dante che Lucia siede nella candida rosa dei beati di fronte ad Adamo, additandola come colei che mosse Beatrice, quando Dante abbassava lo sguardo perdendo la speranza di salvarsi (ai piedi del colle, respinto nella selva dalle tre fiere).


"Beatrice, nel Limbo, parla con Virgilio" di Gustave Doré

Se esaminiamo con attenzione la figura di Santa Lucia nella Commedia, scorgiamo in lei un personaggio vivo e reale.

Appare infatti, nello stesso tempo, come creatura umana e celeste quando, su invito di Maria, scende dall'«Empireo», per avvertire Beatrice dello smarrimento di Dante e del conseguente pericolo che incombe su di lui:

«Questa (e cioè la "donna gentil", Maria, indicata sempre così nell'intera Opera) chiese Lucia in suo dimando e disse: Or ha bisogno il tuo fedele di te e io a te lo raccomando. Lucia, nimica di ciascun crudele, si mosse...» (Inferno II, 92-96).

A questo punto, la Santa con gli occhi luminosissimi in lacrime (li occhi lucenti lacrimando volse) si rivolge a Beatrice, la tanto amata dal Poeta, invitandola a soccorrere Dante prima che sia troppo tardi:

«Beatrice, loda di Dio vera, ché non soccorri quei che t'amò tanto, ch'uscì per te de la volgare schiera? Non odi tu pietà del suo pianto? Non vedi tu la morte che 'l combatte Su la fiumana ove 'l mar non ha vanto?» (Inferno II, 103-108).

E ancora, nel 2º regno oltremondano, Santa Lucia è creatura umana, materna, nel prendere Dante assopito, dopo un colloquio con illustri personaggi in una località amena (la "valletta dei prìncipi") e nel condurlo alla porta d'ingresso del Purgatorio:

«Venne una donna e disse: I' son Lucia lasciatemi pigliar costui che dorme; sì l'agevolerò per la sua via.» (Purgatorio IX, 55-57).


Santa Lucia - Anonimo del XVIII secolo

E così, dopo averlo aiutato ad intraprendere il difficile cammino di salvezza, a seguito dello smarrimento nella «selva oscura», lo mette in condizione di proseguire nel percorso della purificazione dei propri peccati.

Anche qui Dante personaggio, per influsso senz'altro del Poeta, autore e uomo a lei "fedele", accenna ancora una volta alla luminosa bellezza degli occhi della martire, non senza rimandi simbolici:

«Qui ti posò ma pria mi dimostraro li occhi suoi belli quella intrata aperta: poi ella e 'l sonno a una se n'andaro.» (Purgatorio IX, 61-63).

Infine, la vergine siracusana è spirito celeste quando al termine del viaggio ultra-terreno, nel Paradiso, su indicazione di San Bernardo, Dante la rivede nel primo cerchio dell'«Empireo», accanto a sant'Anna e a san Giovanni Battista, nel trionfo della Chiesa da lei profetizzato durante il martirio:

«Di contr'a Pietro vedi sedere Anna, tanto contenta di mirar sua figlia che non move occhio per cantare osanna. E contro al maggior padre di famiglia siede Lucia, che mosse la tua donna, quando chinavi, a ruinar, le ciglia.» (Paradiso XXXII, 133-138).

Dante, raggiunta la pienezza della sua ascesa, associa questa volta significativamente la figura di Santa Lucia a quella della Madre di Maria, sant'Anna, collocandola di fronte ad Adamo, il capostipite del genere umano.

Maria, Beatrice e Lucia sono le tre donne che hanno permesso, per volere divino, il cammino di redenzione al personaggio Dante, ma tra di esse, la vergine siracusana rappresenta per il sommo Poeta, il mirabile anello di congiunzione (e per tal motivo, di superamento) fra l'esperienza terrena del peccato e il provvidenziale cammino ascetico-contemplativo dell'esperienza nell'Oltre.

"Il martirio di Santa Lucia" di Mario Minniti

Alcune note finali

Nel 1039 il generale bizantino Giorgio Maniace trafugò il corpo per farne omaggio al suo sovrano, a Costantinopoli. I siracusani, infatti, dopo l'occupazione araba della Sicilia, avevano nascosto il corpo della Santa giovinetta nelle catacombe, in un luogo segreto.

Maniace riuscì a farselo indicare, probabilmente con l'inganno, da un anziano, il cui nome non è mai stato indicato nel corso dei secoli per non marchiare d'infamia lui e i suoi discendenti.

Il corpo della Santa fu portato insieme alle spoglie di Sant'Agata a Costantinopoli per farne dono all'imperatrice Teodora. Da lì fu trafugato nel 1204 dai veneziani che conquistarono la capitale bizantina a conclusione della quarta Crociata e fu portato a Venezia come bottino di guerra.

Le sacre spoglie della Santa tornarono in via eccezionale a Siracusa per sette giorni nel dicembre 2004 in occasione del 17º centenario del suo martirio.

La loro permanenza fu accolta da una incredibile folla di siracusani e da gente accorsa da ogni parte della Sicilia. Riscontrata l'elevatissima partecipazione dei devoti, da allora si è fatta strada la possibilità di un ritorno definitivo alla città natale di questa straordinaria Santa.

Tra le leggende inerenti alla tradizione, per la quale il 13 dicembre i bimbi di talune località italiane, sparse però anche in giro per il mondo come in Svezia, ricevono regali e dolciumi, spicca quella di Verona dove, intorno al XIII secolo scoppiò una terribile ed incurabile epidemia di "male agli occhi", specialmente fra i bambini.

La popolazione decise allora di chiedere la grazia a Santa Lucia,  con una processione a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa di Sant'Agnese, dedicata anche alla martire siracusana.

Il freddo spaventava i piccoli che non avevano nessuna intenzione di parteciparvi. Allora i genitori promisero loro che, se avessero ubbidito, la Santa avrebbe fatto loro trovare, al ritorno, tanti e tanti doni. Essi, ovviamente, accettarono e poco tempo dopo l'epidemia sparì.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

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