Sebirblu, 5 settembre 2026
Tempi addietro avevo esposto due articoli molto esaustivi (QUI e QUI) al fine di rendere nota all'umanità, che ingenuamente si fida ancora di quanto i mass media raccontano, della realtà esistente dietro le quinte del mondo.
Ancor prima, avevo reso pubblica la situazione precedente all'intervento russo in Ucraina, spiegandone i veri e volutamente ignorati motivi (ved. QUI, QUI e QUI) che hanno portato allo sfacelo di oggi.
Purtroppo, lo sconvolgimento continua per mano di un POTERE costantemente in ombra ma che, alla luce perenne dei Vangeli ‒ "Non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifesto... (Mt 10, 26-33) ‒ sta cominciando ad affiorare.
Parlo di quel POTERE usuraio anglo-franco-sionista, poi massonico, che da secoli (la "Compagnia delle Indie") imperversa ovunque strangolando nazioni, popoli e governi in una morsa letale al soldo di Satana. (Cfr. QUI e QUI, ma anche QUI più recente).
Ebbene, pochi giorni fa si sono sovrapposte due visite importanti a Mosca: l'una inviata dall'Amministrazione Trump, con il direttore della CIA John Ratcliffe che ha incontrato la controparte russa (ved. QUI), e l'altra mandata dal Vaticano nella persona di Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati esteri, ricevuto dal suo omologo Sergej Lavrov.
E mentre il primo incontro è avvenuto in forma non ufficiale, di cui non si sa quasi nulla, il secondo è stato reso pubblico tramite il canale televisivo RBK, dove è stato divulgato il dialogo avvenuto tra i due alti funzionari.
Ecco il commento/video de 'La Repubblica' sulla visita segreta del Capo della CIA, Ratcliffe.
Come ha tradotto e scritto Umberto Pascali QUI, il ministro Lavrov si è espresso così:
«Ho parlato con il capo della diplomazia vaticana, il Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali, l'Arcivescovo P.R. Gallagher. Non abbiamo avuto alcun segreto. Abbiamo raccontato praticamente tutto nella conferenza stampa.
Naturalmente (riferendosi ai vertici vaticani) hanno manifestato interesse affinché il conflitto ucraino venga chiuso il prima possibile. Hanno confermato in particolar modo la loro disponibilità ad agevolare la soluzione delle questioni umanitarie.
Da noi è venuto più volte il Cardinale [Matteo] Zuppi, incaricato da Leone XIV di favorire le intese su tali problemi, come lo scambio di prigionieri e di salme tra Russia e Ucraina.
Come sapete, la nostra ombudsman (mediatrice; ndr) Jana Lantratova è in contatto con il collega ucraino. Hanno un linguaggio concreto, depoliticizzato. Questo stile aiuta a risolvere i nodi in sospeso. E noi lo sosteniamo.
Il Vaticano ha mostrato disponibilità ad agevolare questo. Così come [la first lady statunitense] Melania Trump ha favorito la soluzione di tutta una serie di problemi che le arrivavano tramite i vari organismi della società civile.
Tenendo conto dell'interesse di Gallagher per un regolamento quanto più rapido possibile, che egli citava di continuo, gli ho portato tutti quegli esempi di cui stiamo discutendo ora con voi.»
Sulla "buona volontà" e le promesse infrante:
«Ho indicato che da parte nostra non c'è stata mancanza di buona volontà, che già nel 2014 avevamo sostenuto l'accordo raggiunto, e la mattina dopo era stato calpestato sotto gli applausi di chi ne assicurava l'inviolabilità.
Un anno dopo c'erano stati gli accordi di Minsk, garantiti da noi insieme agli europei – A. Merkel e F. Hollande. Sono stati completamente sabotati nonostante il fatto che nel 2019 E. Macron, allora divenuto presidente francese, avesse riunito il "Quartetto di Normandia" composto da V.V. Putin, A. Merkel e V. Zelensky, e in tale occasione avessimo adottato un ulteriore documento. Esso confermava la necessità di attuare gli accordi di Minsk, tanto più che erano stati approvati dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
E di recente A. Merkel, F. Hollande e P. A. Poroshenko hanno sostenuto che non intendevano affatto attuarli. Dovevano guadagnare tempo per armarsi. Inoltre, nell'aprile 2022 ci furono le "acrobazie" dell'allora primo ministro inglese B. Johnson (e il mio interlocutore P. R. Gallagher è anch'egli delle Isole Britanniche), quando vietò di firmare il documento elaborato e parafato (ossia siglato; ndr) dagli stessi ucraini nei negoziati di Istanbul.»
Reazione di Gallagher secondo Lavrov:
«Penso che abbia capito tutto. Direi che non aveva contro-argomentazioni, a parte lo slogan generale 'bisogna finirla il prima possibile'.»
Sulla linea occidentale del cessate il fuoco, Lavrov ha continuato:
«Ho detto al mio interlocutore la seguente cosa. Quello che ora promuove l'Occidente è di fermarsi dove c'è la linea di contatto, in una tregua, senza una pace di lungo periodo. Allo stesso tempo viene proclamato a gran voce che, dopo una simile sospensione o arresto delle ostilità, né l'Ucraina né l'Occidente (almeno l'Europa) riconosceranno che la parte controllata da Mosca è territorio della Federazione Russa, anche in conformità alla Costituzione.
Dicono persino con orgoglio che bisogna cessare il fuoco e con mezzi pacifici ripristinare i confini del 1991. E in aggiunta, sul territorio rimasto sotto il controllo di V. Zelensky vengono dispiegate "forze di stabilizzazione" – Gran Bretagna e Francia sono all'avanguardia di questa iniziativa molto zelante.
E queste "forze di stabilizzazione", in sostanza, conservano, congelano, proteggono il regime neonazista: l'unico al mondo ad aver vietato per legge un'intera lingua e un'intera religione canonica. E le proibizioni sono apparse molto prima dell'inizio dell'Operazione Militare Speciale (chiamata insistentemente da molti: "Aggressione o Invasione"; ndr).»
Sui diritti religiosi e il Vaticano, Lavrov ha detto ancora:
«Ho chiesto al rappresentante della Santa Sede in che misura percepiscono i diritti umani, compresi quelli religiosi. Ha replicato che non è una cosa buona. Dirò in onestà (spero di non rivelare un segreto) che, come risposta al mio quesito, ha promesso di inviare il segnale corrispondente nei successivi contatti con gli ucraini.
Un mese prima di visitare Mosca era stato a Kiev. Gli ho domandato se avessero toccato questi temi in quanto il Vaticano segue tutte le vicende dei culti nell'ambito religioso mondiale. Non potevano non sapere cosa stesse succedendo. Ha ammesso di non aver avuto il tempo.»
Sulla CIA con la visita di Ratcliffe ha specificato:
«Io non c'ero. Da noi, come in tutto il globo, ci sono regole sulla base delle quali i servizi speciali interagiscono tra loro. In questo non c'è nulla di insolito. E tanto meno nel fatto che svolgano questo lavoro in silenzio.
Anche noi in diplomazia operiamo in gran parte in silenzio, ma i diplomatici sono tenuti per prassi, per l'essenza stessa della loro professione, a raccontare qualcosa. Ovviamente non riveliamo i dettagli troppo sensibili o che sono ancora in lavorazione, dove è importante non far scappare possibili compromessi e consensi.»
Sull'Occidente, la fiducia e "la fine è già arrivata" (passaggio centrale ripreso da RT) Lavrov continua:
«L'inganno è la base della diplomazia occidentale. E lo è tuttora.»
E alla domanda perché la Russia abbia continuato a dare il beneficio del dubbio, ha risposto:
«I russi tendono a credere alle persone sino alla fine, ma "la fine è già arrivata".»
«Le relazioni con l'Occidente ‒ ha aggiunto ‒ non torneranno a quelle precedenti al febbraio 2022.»
Su Anchorage (vertice Trump-Putin dell'agosto 2025), Lavrov ha commentato:
«Putin avrebbe esaminato punto per punto una proposta di pace USA con l'inviato Steve Witkoff quale rappresentante della posizione di Trump. E lo stesso Putin l'avrebbe accettata malgrado alcune "sfumature". Se questo non è consenso e non è un accordo, allora non so cosa sia un accordo.»
Secondo il ministro russo quegli intenti sarebbero stati poi minati da UE e Gran Bretagna; Macron al G7 di Évian (giugno) avrebbe dichiarato che Anchorage era stato "sepolto". Mosca resta pronta ad ascoltare nuove proposte USA, ma nel frattempo «continuerà a lavorare sul campo».
La simultaneità di queste due recenti visite a Mosca sono state esposte molto bene in questo video da Vicente Montesinos.
Ma restando agli ultimi eventi, intercorsi tra la Federazione Russa, gli USA e la Santa Sede, Umberto Pascali, in un altro post del 30 agosto scorso, QUI, ci ricorda che il 13 maggio 2023 il capo dell'MI6, Richard Moore, incontrò Zelensky in Vaticano INSIEME all'Arcivescovo britannico Gallagher.
Sembra inoltre che Moore sia il "manipolatore" di Zelensky, secondo un interessante documentario di Scott Ritter, che dichiara:
«La prima parte (del video) fu ben accolta quando la pubblicai su YouTube. Troppo ben accolta. I Servizi di Intelligence ucraini [...] contattarono i loro referenti dell'FBI presso l'ufficio dell'Addetto legale dell'Ambasciata USA a Kiev e chiesero che si prendessero provvedimenti.
Le autorità competenti di YouTube furono interpellate dall'FBI, e ben presto il video Agent Zelensky fu rimosso [...].
La seconda parte [...] subì la stessa sorte nel giro di poche ore [...]. Poi il Dipartimento di Giustizia incaricò l'FBI di eliminare la fonte di Agent Zelensky: me. Mi presero di mira con l'accusa di essere un agente non registrato del governo russo [...]. L'FBI perquisì la mia casa e sequestrò i miei computer.»
Questo è il video in versione unica comparso su YouTube nel 2025 per il quale è necessario azionare i sottotitoli. Ma nel substack di Umberto Pascali, sopra linkato, si trovano tutti gli indirizzi per la doppia visione originale censurata.»
Ecco un recentissimo video dove lo stesso Pascali, dopo un'esauriente carrellata sulla situazione attuale (che invito ad ascoltare), parla del documentario su l'«Agente britannico Zelensky» al minuto 46:40, per chi avesse fretta.
E Maurizio Blondet il 18 luglio 2023 (ved. QUI), scriveva:
«Agente di chi? Del MI6 britannico! Più precisamente, di Richard Moore, direttore dell'agenzia di Intelligence.
Vedi al minuto 29:55 (del documentario poi censurato; ndr) l'incredibile incontro a Londra di Zelensky come presidente ucraino con Richard Moore nel quartier generale del MI6 (SIS).
E questo fece Zelensky il 14 ottobre del 2020:
‒ dopo l'incontro con Richard Moore, l'attore‒presidente se ne vantò di fronte alle telecamere, aggiungendo senza ombra di ironia di non poter rivelare i dettagli del meeting perché si trattava di "affari di stato".
Disse infatti: «Abbiano avuto un colloquio nell'ufficio del MI6. Sfortunatamente non posso divulgarvi dettagli, si tratta di "affari di stato"».
Interessante notare che il capo de l'MI6 Richard Moore era presente anche alla visita in Vaticano fra Bergoglio e Zelensky.
(Ma l'incontro, sebbene sia avvenuto in una stanza attigua a quella papale e con lo stesso Bergoglio assente, continuò per un'ora e mezza insieme all'Arcivescovo britannico P. R. Gallagher e, ovviamente, anche con il suddetto capo del SIS o Secret Intelligence Service; ndr).
Ritter sottolinea che questi eventi non lasciano dubbi sul fatto che Richard Moore sia l'handler (il controllore) di Zelensky, il funzionario dell'Intelligence, insostituibile, che lo dirige passo passo [...]
Ma l'ex Maggiore dice ancora di più: Zelensky è letteralmente circondato a tempo pieno dal personale dell'Intelligence Britannico che gli fa sia da guardia del corpo che da guardia pretoriana, con un numero di 1500 uomini.
Video dell'arrivo in Vaticano di Zelensky nel 2023, passato alla storia per la sua... forse ostentata cafoneria?... di essersi "buttato" sulla sedia senza aspettare che si sedesse per primo il suo ospite: Bergoglio.
Tutto questo spiega tra l'altro perché fu proprio il Primo Ministro Britannico, Boris Johnson, quello che si precipitò a Kiev subito dopo l'inizio dell'Operazione Speciale Russa, allorché russi e ucraini avevano già concluso un accordo a Istanbul (Turchia) che avrebbe fermato il conflitto sul nascere. Accordo sancito con il rifiuto da parte dell'Ucraina di giocare il ruolo del kamikaze per conto degli interessi di Londra. Johnson, invece, impose a Zelensky di continuare la guerra a tutti costi.»
Conclusione
Facendo seguito perciò alla visita di Zelensky in Vaticano del 13 maggio 2023 ‒ "guarda caso" proprio nel giorno della prima Apparizione di Fatima, analogamente all'attentato subito da Giovanni Paolo II (ved. QUI) ‒ e ai recenti incontri a Mosca, abbiamo adesso uno scenario più completo della piovra usuraia di cui ho parlato all'inizio.
Ed è proprio Nicolai Lilin che in questo podcast ne sintetizza lo svolgimento più profondo.
Il 20 aprile di quest'anno (ved. QUI) ho scritto un articolo sul motivo per cui Trump a più riprese ha "attaccato" Leone XIV provocando, in difesa dello stesso, la replica del Ministro Meloni. In esso ho esposto l'illuminante e vigoroso commento di mons. Carlo M. Viganò sulla questione, e le profonde ragioni che legano gli interessi, tutti umani, del Vaticano al Deep State o Élite finanziaria dominante il mondo.
In tutto ciò emerge ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il parallelismo spesso spiegato (cfr. QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI) intercorrente fra le due Bestie apocalittiche ‒ Mondo e Chiesa ‒ che, unite, hanno contribuito alla rovina fisica, sociale e spirituale di questo povero pianeta e dei suoi abitanti.
Termino con un video di don Alessandro M. Minutella sull'argomento, ma da un punto di vista prettamente teologico. Per chi ha poco tempo, egli comincia a parlarne dal minuto 26:29.
Relazione, traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it




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