Il messaggio che
segue e che ripropongo all'attenzione poco dopo due lustri, vuole essere un esempio di
cosa vuol dire veramente "Alta Spiritualità Ultrafànica".Esso proviene da una Guida molto speciale che ci accompagna e ci
ammaestra ormai da 47 anni.
Si tratta di un Entéle(vedere post
scriptum) che vibra nelle Biòtesipiù elevate, nei piani
dell'Immortalità e che
trasmette, per chi ha le orecchie d'Anima veramente aperte, le
sublimi note dello Spirito. (Cfr. QUI e QUI).
Esse si ergono maestose al di sopra dei miasmi di alcune pseudo-canalizzazioni, impregnate soltanto del più basso materialismo che facendo leva purtroppo sugli sprovveduti ricercatori, i quali però necessitano di queste esperienze per discernere,li portano fuori strada.
Queste note celestiali elevano le
Coscienze e donano l'unità di misura per valutare,se realmente ci
si vuole evolvere e comprendere, quale sia l'Unico, Autentico e Sacro
Sentiero che porta alla Vetta, di nuovo nel Seno dell'Eterno.
Se invece si vuole perdere del tempo
prezioso, che poi è il gioco delle forze oscure, allora ci si
accomodi ad indugiare nei bassifondi dello spirito, da cui poi, sarà
molto più penoso, perché deludente, risalire. Chi ha orecchie per
intendere intenda!!!
La Corbeille
Io vi saluto.
Faccio seguito al discorso iniziato
prima dal mio "Canale", quando parlava di Carità verso tutti i
Fratelli che vi sono vicini, quindi del vostro prossimo.
Carità vuol dire manifestazione del
cuore, significa espansione del vostro organo vitale in emanazione
verso i Fratelli che soffrono e che possono venire aiutati dalla
vostra emissione.
Carità vuol dire Amore perché l’effusione del vostro cuore, in donazione, diventa Amore, diventa soccorso. Tutto quello che avrete donato riceverete e nello Scrigno celeste troverete tutto quello che avrete dato sulla Terra.
Ogni volta che la vostra proiezione d’Amore, di pensiero e di azione, nei confronti di altri Fratelli, sarà veramente altruista, senza nessuna ricompensa, né gratifica,allora sì che vi farà ricchi, di una ricchezza che non potrà mai avere fine.
Ecco un sistema immediato per
depositare ricchezze nella Banca Celeste dove, come Gesù dice: "Non
c’è ruggine, non c’è tignola, non ci sono ladri."
(Mt. 6,19-21),dove il vostro tesoro resta intatto, incorruttibile e
aumenta sempre di più, centuplicato dal Padre che è la Ricchezza
Eterna!
Se questa condizione fosse sentita da
tutta l’Umanità, allora non ci sarebbero guerre, né omicidi,
egoismi e brutture, perché ognuno di voi, facente parte del genere
umano, avrebbe donato tutto agli altri.
È naturale che se ciascuno donasse
tutto se stesso agli altri e questi facessero la medesima cosa, ci
sarebbe uno scambio mutuo fra tutti i popoli della Terra!
La pace regnerebbe all'insegna di Gesù il Cristo e ognuno si troverebbe in una posizione serena e tranquilla, e il Cammino spirituale risulterebbe più spedito.
Questo Cammino però viene bloccato dai vari egoismi e interessi personali.
Voi umani siete soliti dire: "Mors
tua, vita mea" (morte tua, vita mia); vi sentite staccati da chi
soffre, da chi muore, da chi langue in un letto d’ospedale perché
in quel momento trovate una differenza nello star bene, nel godere
ottima salute… e nel confronto, vi sentite una forza che,
stoltamente credete, non dovrà mai finire.
Ma tutte le situazioni umane, quando la
Legge impone,potrebbero mutare e allora i moribondi salterebbero su
con vigoria giovanile e chi si fosse sentito in forma potrebbe cadere
giù affranto e dolorante. Ma questo è un pensiero che non vi
tocca!
Quando il fratello soffre, in quel
momento stesso voi non soffrite, e non solo non soffrite, ma vi
compiacete del vostro star bene, della vostra opulenza o ricchezza
dimenticando ogni condizione degradante, abbietta, misera all’occhio
del mondo, come se fosse qualcosa di estraneo a voi, come se un
privilegio vi avesse coperto di un manto dal quale non dovreste
uscire più.
Qual è la Realtà? Analizzate quanta
stoltizia nella mente umana, quanta grettezza di pensiero, quanta
chiusura e aridità di cuore!
Io parlo generalmente per la massa involuta che copre il vostro Pianeta, non parlo di voi, perché ognuno di voi sa in quale posizione di coscienza e in quale scalino evolutivo si trova e sa anche come fare per poter ascendere sempre di più.
Ora, voi che siete dei chiamati, cercate di essere degli eletti! Tutti voi siete stati chiamati ripetutamente! Dico ripetutamente dal Padre che vi ha messo alla prova, e vi mette alla prova di continuo affinché il vostro piede prenda forza e salga lo scalino!
Piuttosto che inciampare e rotolare giù nell'abisso, Egli vi chiama e vi dice:"Questo è il momento ascendi!"
Il Padre mostra agli occhi di tutti i
chiamati esempi di Santi, esempi di uomini che hanno saputo, con la
saggezza dei vecchi, operare mettendo la vigoria dei giovani.
Ma quando un Fratello chiamato e richiamato non ascolta, si tappa le orecchie… è come voler dire al Divino Genitore: "Non mi chiamare in questo momento… ho da fare, non ho tempo! voglio seguire le strade del mondo, Tu non mi alletti Padre, Tu non mi commuovi, Tu non mi addolcisci!"
È come disconoscere, come rinnegare la figliolanza,come ripudiare il Padre Celeste mettendolo fuori dal vostro sentire.
Il Tradimento di Pietro - Carl Heinrich Bloch - Copenaghen 1838 - 1890
Anime care, questa è bestemmia, è
bestemmia perché la vostra Conoscenza non vi permette di
bestemmiare! Siate clementi però con chi bestemmia nell'ignoranza;
siate comprensivi per chi si agita per le strade del mondo e non
conosce la Strada che porta a Dio; siate indulgenti con chi non sa…
Gesù stesso chiese al Padre di perdonare quelli che non sapevano e
che non sanno.
Ma se voi sapete che gli altri non
sanno… sapete di sapere! Questo è il grave! Allora, il discorso
è molto chiaro, se sapete di sapere, diventate responsabili perché,
come già vi dissi: "Non si possono servire due padroni". (Mt. 6,24).
Adesso vi ripeto che la Via Maestra è
quella della Rinuncia, dell'Altruismo, della Sofferenza che dà
Gioia se accettata con Fede, con Sopportazione e con autentica presa
di Coscienza.È la Madre dilettissima, Maria, che sicuramente vi
illumina il Cammino!
Seguite le orme incancellabili
dell'Esempio del Cristo che ha lasciato per voi tutti nel tempo, e
certamente entrerete nella Porta Argentea che si schiuderà al vostro
passaggio.
Quando avrete messo a punto tutti i
requisiti,il Signore vi accomunerà in una fusione meravigliosa, in
un abbraccio solo. Così entrerete nell'Unità del Padre, del
Figlio e dello Spirito Santo. (Potenza, Amore, Sapienza; cfr. QUI; ndr).
Quando gli alunni seguono un corso di
lezioni per tutto un anno, arrivano poi all'esame finale, chiamato
anche prova.
La prova dunque non è altro che il
risultato di un anno di studi. Ogni giorno l'allievo mette un fiore
nel suo cesto. Ogni conoscenza è un fiore delicato che viene riposto
nello stesso. Quando il tempo sarà trascorso ci sarà la verifica e
ogni allievo porterà la sua Corbeille piena di splendidi fiori.
Ma se durante l’anno scolastico,
l'allievo coglie soltanto qualche fiore raramente, all'esame finale, si troverà col cesto semi vuoto e il risultato, senza
dubbio, non potrà essere dei migliori.
Siate degli allievi che giornalmente
attraverso l’insegnamento e l’Ammaestramento possano cogliere i
fiori profumati della saggezza,della bontà,dell’amore,della
misericordia,della carità,dell’umiltà,della donazione,della
fratellanza,della partecipazione,della compartecipazione,della
sopportazione,della sofferenza,del dolore,delle amarezze.
Tutto ciò agli occhi del Padre diverrà un florilegio splendido e olezzante, che voi e tutta l'Umanità, alla fine del corso dovrete portare e offrire.
Ma se nel cesto, durante il Cammino, per vostra insipienza, metterete tra i fiori profumati un'assafetida, questa, alla fine dell'anno, maleodorante, invaliderà la prova. Quel fiore puzzolente annullerà tutte le altre delicate fragranze di umili violette, di rose, di gigli e il vostro esame non avrà buon fine… non avrà un buon esito. (Sui Vizi leggere QUI e QUI; sul Male e le sue azioni invisibili QUI e QUI).
Questo paragone è molto semplice,
molto comprensibile.
Siate coscienti che, durante il giorno,
dovete mettere qualcosa nel vostro cesto! Un fiore al giorno dovete
metterlo! Se non uno, due, tre… È un obbligo!!!
Il movimento di raccogliere il fiore e
di porlo nel cesto è automatico, ma se non avete il discernimento
per cogliere quello giusto, rischiate di portarne uno pieno di
erbacce maleodoranti! Sappiate scegliere i fiori giusti! Solo quelli
saranno graditi al Signore.
Il percorso della vita vi porta a questa
analisi continua, alla ricerca dei fiori preferiti dall'Eterno;
solo così potrete essere bene accetti ed entrare nell'Armonia.
Se invece il vostro odorato difetta,
potreste raggruppare per una vita, dei fiori ributtanti di cui non
sentite il lezzo ma che vi rivelerà di avere sprecato un’esistenza.
La Luce dello Spirito vi guidi per una
scelta illuminata e responsabile, in modo che possiate preparare la
vostra più accurata e preziosa Corbeille al Padre Celeste.
Vi abbraccio caramente e vi saluto,
Salve.
Post Scriptum
Si chiama entélica l'Anima che ha
raggiunto nel suo Camminola sesta e la settima Biòtesi, ossia gli Ambienti dell'Immortalità, intesi come cessazione del moto
reincarnativo.
L'Entéle ha pure ristabilito in sé,
nella Monade,i due termini del Binomiod'Anima o
Fiamme Gemelle (cfr. QUI e QUI), in modo che la Scintilla Divina fatta potente e splendente
nella sua interezza, irradi Sapere, Intelligenza, Energia che riceve
dal Centro-Vita, dalla Potenza dell'Eterno, e la ritrasmetta agli
Esseri Tutti, al Creato, alle Anime in evoluzione nelle Biòtesi e
agli Umani viventi sul pianeta Terra.
Dagli Entéli si diparte la Vita dei
Regni: animale, vegetale, minerale,mentre da Dio si diparte la Vita
umana.
L'Entelechìa è la scienza che studia
e diffonde tra gli Esseri il Sapere degli Entéli.
Si tratta di un Sapere di natura Superiore ad ogni scibile umanoe giunge da Entità, cioè da Essenze disincarnatele quali abitano i Piani elevati delle Biòtesi "Conoscenza e Sapienza"(Cfr. QUI,QUI,QUIeQUI), dimensioni alimentate direttamente dalle vibrazioni pensative provenienti dal Centro-Vita.
Tale Sapere differisce grandemente da
quello umano, in quanto questo è frutto di cognizioni acquisite per
scelte individuali e per tendenza, attraverso lo studio, mentre il
Sapere entélico, recepito oltre limite (nell'Infinito) con la
purezza, l'umiltà e l'ottemperanza alla Legge d'Amore, è un Sapere
ricevente e riflettente Luce Divina e Verità Assolute.(È chiamato anche ULTRAFANÌA; ved. QUI).
All'Entelechìa è affidato
l'ammaestramento di coloro che sono chiamati a diffondere la Legge
del Cristo, eche appunto per questo è insegnamento superiore.
N o t a
Ai 'ricercatori' seri consiglio di visitare il sito ilsoffioultrafànico.net approntato nel mio àmbito anche se, purtroppo, non è stato più aggiornato da qualche anno; inoltre invito a cliccare sulle 'Etichette' i riferimenti a:'La Guida entelica e L'Entele Maestro' (da cui rispettivamente provengono i due insegnamenti soprastanti) e 'La Voce',per avere un indirizzo sicuro del quale, al momento debito, si renderanno conto.
Certo che la straordinaria concomitanza
di quanto sta avvenendo sullo scacchiere planetario ha
dell'incredibile, se non sapessimo intravedere e dedurre, dietro gli
eventi, la gran paura che pervade ormai l'oligarchia dominante,
foriera, senza alcun dubbio, di un più vicino intervento di Dio.
Oltre all'immane crollo dell'economia
mondiale che sta già iniziando a coinvolgere, dopo i colossi, anche
le piccole banche e gli istituti di credito, ad "effetto
domino", l'attenzione delle masse è rivolta a due mandati
d'arresto eccellenti, guarda "caso" proprio a quei
personaggi, Putin e Trump, che maggiormente intralciano i piani
dell'Élite (non più tanto occulta) che dirige le sorti del mondo.
E mentre cambiano vertiginosamente le
alleanze geopolitiche, new entries a quanto pare dei BRICS, come la
nuova intesa promossa con successo dalla Cina, tra l'Arabia Saudita e
l'Iran (quasi inverosimile fino ad ieri), tutto sembra precipitare
verso il crollo del "Sistema" occidentale superbo, bugiardo
e corrotto, o totalmente prono ai diktat d'oltreoceano.
Ma Dio non dorme... e la Sua Giustizia,
ora, è proprio dietro l'angolo! Ha molto da pagare infatti
l'Occidente, per il cinismo e la malvagità con cui è intervenuto
nei tre anni addietro, onde rendere la vita difficile (ed è soltanto
un eufemismo per celare le nefandezze e il genocidio in corso) ai
popoli di questo pianeta!
Ecco perché l'Élite satanista ha
paura... perché sa che i suoi giorni sono contati e la Verità,
sospinta dalla volontà suprema a cui nulla sfugge, avanza
inesorabile e tutto illumina con la Sua Luce.
Diceva Emile Zola:«Quando la verità
viene chiusa sottoterra, essa si accumula, ma nel frattempo assume
una tal forza di espansione che il giorno in cui deflagrerà con
l'intera sua potenza farà saltare tutto, insieme a sé stessa.»
Da Arnaldo Vitangeli, de "Lafinanzasulweb", il resoconto completo:
Ecco alcune parti di un articolo
francese, apparso online in un giornale indipendente, sul mandato
internazionale d'arresto comminato a Putin:
«Il 17 marzo 2023, la Corte penale internazionale dell'Aja (Cpi) ha emesso un mandato d'arresto
contro il presidente russo Vladimir Putin e la mediatrice per i
diritti dell'infanzia Maria Lvova-Belova per «deportazione» di
bambini fuori dal territorio ucraino. Tale Corte intende condannare
entrambi... per averli messi al riparo dai cannoneggiamenti di Kiev.
Dopo che organizzazioni internazionali
come l'OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in
Europa) e l'OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi
chimiche) si sono screditate definitivamente per la loro flagrante
parzialità nel dossier ucraino, sembra che sia il turno della Corte penale olandese di
auto-sabotarsi, accusando Putin e Maria Lvova-Belova di aver «deportato»
dei bambini emettendo (addirittura) un mandato d'arresto contro di
loro.
Occorre sottolineare qui il capo
d'accusa utilizzato. Non si incolpa il presidente di brutali
crimini di guerra in Ucraina, come bombardamenti di civili, stupri di
massa, no, è accusato di aver fatto mandare in Russia dei fanciulli,
che altrimenti sarebbero rimasti in territori regolarmente presi di mira dall'esercito ucraino!
La Cpi ha un concetto bizzarro del
diritto e del mondo, bisogna ammetterlo. Ricordo che questa
istituzione non ha mai perseguito i responsabili americani,
britannici, e di altri paesi occidentali, per i loro crimini di
guerra accertati in Iraq, Afghanistan, Siria, Libia, ecc. È bastato
che gli Stati Uniti sanzionassero il procuratore della Corte penale dell'Aja, che voleva indagare sui crimini di guerra americani in
Afghanistan, per far cessare ogni velleità di giustizia.
Ma torniamo a questo mandato d'accusa delirante di «deportazione» infantile.Vorrei ricordare al procuratore della Cpi che dal 2014 nel Donbass centinaia di bambini sono morti a causa degli spari e delle raffiche delle forze armate ucraine e molti di più sono rimasti feriti, alcuni gravemente.
L'ultimo, Nikita Safronov, otto anni, è deceduto a Donetsk appena sei giorni fa,ucciso da un proiettile da 155 mm (standard NATO) caduto vicino al taxi che lo portava con la famiglia alla festa del suo compleanno! Se fosse stato evacuato come i bimbi degli orfanotrofi del Donbass e delle regioni di Kherson e Zaporojié, che sono stati inviati in altre parti della Russia per motivi di sicurezza, Nikita avrebbe potuto festeggiare il suo ottavo compleanno e quelli successivi!
Osare rimproverare a Vladimir Putin e a
Maria Lvova-Belova di aver fatto di tutto per proteggere i fanciulli
al di fuori della zona di conflitto, è totalmente abbietto. Forse la
Corte dell'Aja ritiene che le autorità russe avrebbero dovuto lasciarli in
balia dei pericolosi tiri ucraini?
Come ha detto il capo della Repubblica
cecena, Ramzan Kadyrov, risulta che per la Cpi bombardare e uccidere
deliberatamente dei bambini non è riprovevole se lo fa l'Ucraina,
mentre salvarli diventa "deportazione" se di provenienza
russa. [...]
...Va inoltre ricordato che queste
folli accuse sono state emesse anche dall'Ucraina quando i bimbi di
zone recentemente liberate come Mariupol sono stati inviati in Russia
per le vacanze estive! «Deportazione» delle più strane, perché
approvata dai loro genitori, e ne sono tornati soddisfatti di quello
che avevano visto e vissuto in quelle poche settimane lontani dalla
guerra! [...]
Soprattutto vorrei che la Corte
spiegasse perché non ha mai incriminato le autorità di Kiev per
aver deportato (qui ci vuole!) fuori dal Donbass, nel 2014*, numerosi
ragazzini disabili o nei collegi, oppure negli orfanotrofi per
mancanza di cure e i cui genitori non sono stati informati della
destinazione. Alcuni sono fuggiti dai luoghi in cui erano stati
messi e sono tornati a piedi! Ma molti sono semplicemente
scomparsi dai radar. [...]
*(Ho scritto anch'io di quel triste
periodo QUI, QUI, QUI e QUI, ma è importante leggere in modo speciale pure QUI; ndt).
...Va inoltre sottolineato che non
solo la Russia non riconosce la competenza della Corte
Internazionale, ma anche l'Ucraina, così come non la riconoscono gli
USA, la Cina e l'India! Va anche ricordato che il Presidente, come ogni altro
capo di stato in esercizio, beneficia della piena immunità!(Ma non potrà muoversi dalla sua patria per via dei 123 paesi che hanno, invece, aderito all'accordo di Roma; ndt).
Dopo questo, la stessa Corte ha
finito di screditarsi e di autodistruggersi dichiarando che
nonostante il mandato d'arresto contro Vladimir Putin, intende
continuare a cercare la cooperazione con la Russia sulla situazione
in Ucraina.
Quindi... ti sputo in faccia, ma siamo
ancora amici... Qui si raggiunge un tale livello di assurdità che si
finisce per dire che è veramente tempo di rivedere a fondo il
modus operandi di queste istituzioni internazionali pagate con le
tasse dei contribuenti.»
Christelle Néant
Come conclusione di questo articolo, pubblico il video dell'avv. Francesco Toscano, direttore di VisioneTV , concernente proprio questo tema.
Ed ecco l'altro mandato d'accusa riservato a Trump:
«Fughe di notizie illegali dal
corrotto ufficio del procuratore di Manhattan indicano che l'ex
presidente degli Stati Uniti sarà arrestato martedì 21 marzo."Manifestiamo,
riprendiamoci il paese". Lo afferma Donald Trump sul suo social
Truth. Arresto che, a detta dell'ex inquilino della Casa Bianca,
potrebbe avere luogo "senza che ci sia nessun reato dimostrato".
Trump ha parlato di"sogno
americano morto"."Gli anarchici della sinistra radicale
hanno rubato le elezioni e hanno rubato il cuore del nostro Paese. Il
crimine e l'inflazione stanno distruggendo il nostro stile di vita".
Poche ore dopo questa dichiarazione
social, l'avvocato di Trump, Joe Takopina, ha dichiarato che l'ex
presidente"si consegnerebbe alle autorità senza alcun problema
se venisse accusato". La possibile incriminazione del massimo
funzionario nazionale è connessa all'indagine sul pagamento di
130.000 dollari all'ex pornostar Stormy Daniels, che le sarebbero
stati dati per tenere nascosta una vecchia relazione.
"Eccoci di nuovo. Uno scandaloso
abuso di potere da parte di un radicale ufficio del procuratore che
lascia liberi criminali violenti e persegue invece una vendetta
politica contro Donald Trump".
Lo ha twittato lo Speaker della
Camera Kevin McCarthy, il quale ha annunciato che chiederà alle
commissioni parlamentari "appropriate" di indagare
immediatamente "se i fondi federali vengono utilizzati per
ostacolare le elezioni e distruggere la nostra democrazia attraverso
persecuzioni politicamente motivate".
Il post di Trump, che si riferisce alla sua telefonata prima dell'attacco del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill, ha colto di sorpresa i collaboratori dell'ex presidente, scrive il Washington Post. Per giorni, i suoi consiglieri e i gli avvocati hanno predetto che sarebbe stato incriminato, ma il suo portavoce, Stephen Chan,ha precisato questa mattina che non si è ricevuta alcuna notifica formale e che i sostenitori del magnate sono stati invitati a partecipare ad un raduno in Texas la prossima settimana.
Susan Nettles, uno degli avvocati di
Trump, ha dichiarato ieri che potrebbe essere stata informata del
presunto arresto di martedì dai media, mentre è emersa la notizia
che le forze dell'ordine si sarebbero riunite la prossima settimana
per discutere della sicurezza nel caso in cui Mr. Donald fosse
incriminato. Anche gli agenti dei Servizi Segreti, responsabili della
sicurezza di tutti i passati leader, sono sembrati sorpresi.
La loro aspettativa è che l'ufficio
del procuratore generale intenda negoziare con gli avvocati di Trump
i termini per i quali egli possa volontariamente comparire in un'eventuale incriminazione. In tal caso, i servizi
segreti saranno immediatamente informati. Tuttavia, secondo fonti che
hanno familiarità con la questione, finora non c'è stata alcuna
notifica. [...]
"Riprendetevi il vostro Paese,
americani! Combattete! Distruggete la tirannia di Washington! Mandate
la cricca di pazzi corrotti ‒ i Biden padre e figlio ‒ nella
maleodorante pattumiera della storia".Lo ha scritto oggi
pomeriggio su Telegram l'ex presidente russo Dmitry Medvedev,
commentando la notizia del presunto arresto di Donald Trump previsto
per martedì 21 marzo.
Se Donald Trump venisse arrestato,"sarebbe rieletto con un margine schiacciante". È quanto ha affermato il
CEO Elon Musk in un tweet di replica ad un utente che ha pubblicato la
notizia, poi riesposta da Fox News.
"Il Dipartimento di Giustizia di
Joe Biden sta lavorando con diversi democratici nell'ufficio del
procuratore generale di New York per arrestare Donald Trump con
accuse false e superate",ha scritto su twitter Marjorie Taylor Greene,
una deputata repubblicana alleata dell'ex presidente, la quale sostiene che
"tutto questo viene fatto per distruggere i suoi nemici politici
nel blocco comunista. È successo adesso", ha aggiunto.»
Da parte invece della Chiesa vera,
quella cattolica tradizionalista, anche se non ci si decide sul da
farsi, dichiarando Bergoglio usurpatore del Soglio e "Falso
Profeta",riporto il breve intervento di Mons. Viganò al
Congresso Internazionale dei russofili a Mosca,denominato"MIR" (che
curiosamente significa "Pace" in lingua slava), a cui segue
la trascrizione per chi voglia leggerla e non solo ascoltarla.
Messaggio
dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò
già Nunzio Apostolico negli Stati
Uniti d'America
al Founding Congress of the International
Movement of Russophiles (MIR)
Mosca, 14 Marzo 2023
Cari Amici, è per me motivo di grande
gioia potervi rivolgere un breve messaggio, in occasione della
costituzione del Movimento Internazionale dei Russofili. Il Manifesto
di questo sodalizio comincia con una parola che sembra scomparsa dal
vocabolario occidentale: l'amicizia.
In questo caso, è l'amicizia per i
Russi, condivisa da moltissime persone in tutto il mondo, e
l'amicizia dei Russi verso gli altri popoli, in quello spirito di
fratellanza che trova il proprio fondamento nel riconoscerci figli
dell'unico Eterno Padre e fratelli in Nostro Signore Gesù Cristo.
Quando l'Impero Romano d'Occidente
perse il suo ruolo politico sotto la spinta delle invasioni
barbariche, il testimone passò a Costantinopoli. E quando anche
l'Impero Romano d'Oriente cadde con la conquista di Bisanzio da parte
di Maometto II, fu Mosca a salvarne l'eredità religiosa e politica.
Con i suoi Santi e i suoi Santi Re.
La crisi presente ci mostra il crollo
di un Occidente corrotto, in cui non vi è un Papa Leone Magno che ne
salvi le sorti ma che ha ancora un destino, se ritrova la propria
missione provvidenziale e riconosce ciò che la accomuna alla
missione della Russia.
Gli eventi appena passati ci hanno mostrato
che l'ateismo materialista che devastò l'Impero Russo e il mondo dal
1917 – come annunciò la Santissima Vergine Maria a Fatima – si è
oggi unito al liberalismo nell'ideologia globalista, che è alla base
del delirante progetto del Nuovo Ordine Mondiale.
Un progetto infernale, come giustamente
ha evidenziato in un suo recente intervento il Presidente Vladimir
Vladimirovič Putin, in cui l'odio per la civiltà cristiana vuole
creare una società di schiaviasserviti all'élite di Davos.
Una società distopica, senza passato e
senza futuro, senza Fede e senza ideali, senza cultura e senz'arte,
senza padri e madri, senza famiglia e Stato, senza maestri e guide
spirituali, senza rispetto per gli anziani e speranze per i nostri
figli.
Non possiamo stupirci che, dopo aver
scristianizzato il mondo occidentale, questa élite consideri la
Russia un nemico da abbattere.
La Federazione Russa si posiziona
innegabilmente come ultimo baluardo della civiltà contro la
barbarie, e raccoglie intorno a sé tutte quelle Nazioni che non
intendono sottostare alla colonizzazione della NATO, dell'ONU,
dell'OMS, della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e
di quella congerie di fondazioni che hanno come scopo
l'indottrinamento delle masse, la manipolazione dell'informazione, la
creazione di "primavere colorate" per destabilizzare i
governi legittimamente eletti e seminare caos, guerre e miseria come
instrumentum regni.
Alla recente farsa pandemica –
condotta con metodi criminali che non ho esitato a denunciare sin
dall'inizio del 2020 – sono seguite nuove emergenze – tra cui
quella ucraina – provocate deliberatamente con lo scopo di
distruggere il tessuto sociale ed economico delle Nazioni, decimare
la popolazione mondiale,concentrare il controllo nelle mani di
una oligarchia che nessuno ha eletto e che ha perpetrato un vero e
proprio colpo di stato mondiale, di cui prima o poi sarà chiamata a
rispondere dinanzi al mondo.
I teorizzatori di questo colpo di stato
hanno nomi e volti, ad iniziare da George Soros, Klaus Schwab e Bill
Gates. Chi oggi dichiara nemica la Russia, considera nemici anche gli stessi Europei, gli Americani, gli Australiani, i Canadesi, e come tali li
tratta, perseguitandoli e impoverendoli.
Ma mentre gli emissari del World
Economic Forum nei governi occidentali possono legiferare contro il
bene dei propri cittadini e tengono in pugno i leader mondiali, quel
regime change che ha avuto successo in altri Stati si è fermato ai
confini della Russia.
D'altra parte, anche la frode
elettorale del 2020 negli Stati Uniti d'America è stata
indispensabile per impedire la conferma del Presidente Donald Trump,
così come nel 2013 il deep state e la deep church sono riusciti a
far dimettere Papa Benedetto XVI e a far eleggere una persona gradita
al Nuovo Ordine Mondiale, il gesuita Jorge Mario Bergoglio.
Il vostro impegno deve certamente
promuovere le relazioni di amicizia della Russia con tutti i popoli,
secondo quel principio di multipolarità che, in una saggia visione
politica a lungo termine, rimane il miglior modo per combattere il
monopolarismo globalista.
Ma questa amicizia, questi rapporti di
concordia e di cooperazione reciproca non possono prescindere dalla
denuncia del colpo di stato perpetratoai danni della umanità da
pericolosi eversori che hanno come scopo dichiarato l'instaurazione
di una tirannide infernale in cui l'odio verso Dio e verso l'uomo
creato a Sua immagine, la malattia, la morte, l'ignoranza, la
povertà, la violenza, l'egoismo, la corruzione regnano
incontrastate.
È l'oscuro regno dell'Anticristo. Questo
Leviatano va individuato e combattuto, con un'azione decisa che coinvolga
tutti i popoli liberi, anzitutto respingendo i punti programmatici
dell'Agenda 2030 e del Great Reset con iniziative comuni.
Occorre un'Alleanza Antiglobalistache
restituisca ai cittadini il potere che è stato loro sottratto, e
alle Nazioni la sovranità erosa e ceduta alla lobby di Davos.
In questo, il ruolo della Federazione
Russa sarà determinante, così come risulterà notevole il messaggio
che il Movimento Internazionale dei Russofili porterà ai popoli di
un Occidente che ha bisogno di tornare ad essere orgoglioso della propria
Fede e fiero della civiltà a cui hanno contribuito anche i
Santi Cirillo e Metodio.
Stiamo combattendo una battaglia
epocale:restiamo sotto il manto della Vergine Santissima, gloriosa
Nikopèia, assieme all'Arcangelo San Michele. La vittoria è di
Cristo, e di chi si schiera sotto il santo vessillo della Croce.
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
Chiosa di Sebirblu
Come si nota, le due "Bestie"
apocalittiche (ved. QUI, QUIQUI e QUI) continuano a procedere
appaiate, soprattutto adesso che il Katéchon (colui o ciò che
trattiene, ossia Benedetto XVI) non è più fisicamente tra noi ad impedire che
il Male avanzi sotto le sembianze dell'antiCristo.
Per questo Bergoglio, ORA, si sente
"libero" di portare a termine la sua "missione"
di distruttore dei capisaldi della Chiesa Cattolica, soprattutto
riguardanti l'abolizione del Santo Sacrificio col mutamento del
pane e del vino o Transustanziazione, ved. QUI.
Il "Piccolo Resto" sa, però, che le "Tenebre non prevarranno" e che, dopo la "grande
battaglia" in corso, il Cuore Immacolato di Maria trionferà,
così come Ella stessa ha promesso ai tre Pastorelli di Fatima.
Messa nel rito tradizionale Tridentino che il demonio non può tollerare similmente al latino dei canti gregoriani, come da video sottostante.
*********
Gesù a Giovanna Le Royer (1798),
conversa e veggente
«Più si avvicinerà il regno
dell'antiCristo e la fine dei giorni e più le tenebre di Satana
saranno diffuse sulla Terra.
Quando poi si abbandonerà nella
Chiesa la lingua delle catacombe (il latino),Satana sarà prossimo
ad ingaggiare la sua tremenda lotta, perché sarà questo il tempo in
cui il suo diletto figliolo (l'antiCristo) starà per giungere...
I capi, ritornati numerosi e forti,
con scritti porranno in dubbio alcuni dogmi e la stessa divinità di
Gesù Cristo...
Aboliranno tutti i SS. Sacramenti.
Per loro mezzo Satana farà falsi prodigi,pseudo-profeti
annunzieranno imminente l'antiCristo, il vero preteso messia.
Quindi verrà suscitata un'orrenda
persecuzione alla Chiesa e ai suoi seguaci. Il numero dei martiri
sarà allora uguale a quello dei primi secoli.Il Papa
subirà il martirioed il suo seggio sarà occupato dall'antiCristo.»
Sebirblu, 17 marzo 2023
Prima di iniziare questo mio articolo
sulla rivelatrice quanto sospetta avversione alla lingua latina da
parte dell'usurpatore argentino, riproposta ora all'attenzione per il
suo perentorio divieto di officiare la Messa antica senza previa
richiesta in Vaticano, desidero precisare alcune cose.
Possibile che ancora molti cattolici
convinti, dopo un decennio di sproloqui, eresie e sentenze
strampalate se non blasfeme di Bergoglio, si ostinino a chiamarlo
"papa", quando papa non è?
Come fanno a non "vedere" che
ciascuna sua "apertura" al mondo, e la proibizione tassativa all'uso del latino lo conferma, è fortemente gradita al demonio ma
invisa al Padre Eterno?
Da questo dovrebbero dedurre che, non
solo non può essere Vicario di Cristo (titolo dal quale ha preso le
distanze, rinunciandovi) ma che svela essere davvero il Falso Profeta
apocalittico.
Nella Tradizione bimillenaria della Chiesa Cattolica l'uso del latino (come del greco e l'aramaico, perché lingua di Gesù) ha sempre fatto infuriare Satanail quale, non
dimentichiamolo, odia tutto ciò che unifica (diavolo significa
proprio "colui che divide", esempio ne è la Torre di
Babele) e tale lessico romano, appunto, veniva usato universalmente
non solo dagli ecclesiastici ma anche dal ceto colto, medio-alto e
patrizio. Confrontare QUI e QUI, come il piano massonico sia pressoché ultimato.
Ci sarà un motivo per cui gli
esorcisti, compreso il compianto padre Amorth, sono d'accordo nel
dire che con le preghiere in italiano, secondo il nuovo rituale di
qualche anno fa, non succede nulla, mentre se utilizzano quelle
antiche in latino, allora il maligno si scatena.
Ma ecco, in sintesi, quello che sta
accadendo ai nostri giorni su questo tema:
[...] "Il 16 luglio 2021, mentre
era ancora in vita Benedetto XVI, Bergoglio aveva deciso di
intervenire con un suo motu proprio, intitolato "Traditionis
custodes",
sull'«uso della liturgia romana anteriore alla Riforma del 1970».
E l'aveva fatto sovvertendo quasi tutte
le disposizioni contenute nel documento del predecessore, il motu
proprio "Summorum Pontificum" liberalizzato da Ratzinger nel 2007, con il drastico ridimensionamento dell'uso del
Rito romano antico, iniziando col delegare al vescovo diocesano, cui
«spetta di regolare le celebrazioni liturgiche nella propria
diocesi», l'autorizzazione dell'«uso del Missale Romanum del 1962
seguendo gli orientamenti dalla Sede Apostolica»" (Scrive
Francesco Lepore nel suo articolo de "linkiesta.it" QUI).
[...]
[Un ulteriore giro di vite si è avuto
il 21 febbraio scorso col "rescritto pontificio" che
inasprisce le disposizioni del 2021 costringendo i vescovi diocesani
a rivolgersi alla Santa Sede (Dicastero per il Culto divino e la
Disciplina dei Sacramenti) per eventuali dispense sull'uso delle
chiese parrocchiali concesse ai gruppi che celebrano con il rito
preconciliare, come pure per l'uso del Messale antico (in latino) da
parte di sacerdoti ordinati dopo il 16 luglio 2021. Cfr. QUI; ndr].
[...] "Insomma, un vero e proprio
atto di centralismo romano a detrimento delle prerogative e competenze
dei singoli vescovi nelle proprie diocesi, ad ennesima riprova di una
collegialità e una sinodalità troppo spesso ridotte a meri slogan.
Il discorso però andrebbe allargato
all'uso del latino in sé, che oltre Tevere appare sempre più
deprezzato e mal digerito. Lo hanno ben compreso i tanti giornali
che, nel dare notizia del "rescritto", ne hanno parlato in termini di
guerra alle messe in latino o di un nuovo no pontificio
alle stesse.
D'altra parte, in quale considerazione
sia oggi tenuta la lingua ufficiale della Chiesa lo si evince dal
fatto che non è mai stata finora pubblicata l'edizione latina di
importanti documenti quali, ad esempio, l'enciclica "Fratelli
tutti" e la costituzione apostolica "Praedicate
Evangelium".
Indicativo al riguardo è inoltre
l'aneddoto raccontato dallo stesso Bergoglio ai 53 gesuiti slovacchi,
incontrati a Bratislava il 12 settembre 2021: «Un cardinale mi ha
detto che sono andati da lui due preti appena ordinati chiedendo di
studiare il latino per celebrare bene.»
Lui, che ha senso dell'humor, ha
risposto:
«Ma in diocesi ci sono tanti ispanici!
Studiate lo spagnolo per poter predicare. Poi, quando avete studiato
lo spagnolo, tornate da me e vi dirò quanti vietnamiti ci sono in
diocesi, e vi chiederò di studiare il vietnamita. Poi, quando avrete
imparato il vietnamita, vi darò il permesso di studiare anche il
latino».
Così li ha fatti «atterrare», li ha
fatti tornare sulla terra..." [...] (estratto sempre da"linkiesta.it"; ndr).
Come intermezzo, pubblico la nuova intervista ad Andrea Cionci, il quale dal 20° minuto inizia a parlare del "Perché Bergoglio odia il latino" che è anche il titolo dell'audio-video.
Ed ecco la riflessione di Marcello
Veneziani sull'abolizione della lingua latinanella Chiesa Cattolica,
pubblicata da "La Verità" il 18 luglio 2021.
Il colpo di coda di Bergoglio contro la
Messa in latino
«Ma perché accanirsi contro la Messa
in latino? L'occidente si scristianizza, la gente non va più a
Messa, la blasfemia e l'oltraggio alla religione dilagano e Bergoglio
colpisce i rari devoti seguaci dell'ordo missae.
La sua gratuita censura della Messa in
latino è uno sfregio simbolico alla Tradizione, ai suoi fedeli ma
anche alla libertà di culto. Che male può fare una Messa in latino,
riammessa da Ratzinger nel 2007, peraltro così discreta e marginale?
Perché accogliere gli atei, gli
islamici, dialogare con i credenti di altre fedi, anche
rivoluzionarie e anticristiane, e poi chiudere le porte della Chiesa
ai pochi, irriducibili devoti della Messa antica e della fede secondo
tradizione?
Per dirla in latino, senza traduzione,
Piscis Ecclesia primum a capite foetet... (ossia "il
pesce comincia a maleodorare dalla testa"; il termine "Ecclesia"
è stato aggiunto dall'autore; forse per indicarne il capo nello
pseudo papa? Ndr).
Persino Giovanni XXIII nel '62 faceva
sue le parole di Pio XI: "La Chiesa esige per sua natura una
lingua che sia universale, immutevole e non vernacolare".
Collimava con quanto René
Chateaubriand aveva scritto nel Genio del Cristianesimo: "Crediamo
che una lingua antica e misteriosa, una lingua che non varia più con
i secoli, convenga assai bene al culto dell'Essere eterno,
incomprensibile, immutabile".
La mente va a Cristina Campo e perfino
a Jorge L. Borges, argentino come Bergoglio, che difesero invano
l'ordo missae quando fu soppresso nel 1964. Soprattutto lei,
Cristina, alias Vittoria Guerrini (ved. QUI; ndr), denunciò nella
cancellazione della Messa in latino «l'apostasia liturgica del
secolo» e fondò un movimento come "La Voce" in difesa
della tradizione violata.
Poi scrisse della sua dolorosa rinuncia
a seguire la celebrazionedove l'aveva per anni seguita: "A
Sant'Anselmo è giunta la lebbra (microfoni da per tutto, parti della
Messa in volgare, discussioni penose là dove era silenzio e sorriso)
ed io non vi metto più piede"; e non aveva ancora veduto le
schitarrate, i comizi dei preti e i linguaggi alternativi...
Così Cristina-Vittoria scese
dall'Aventino fino al Pontificio Collegio Russicum fondato da Pio XI
per preparare i seminaristi russi, poi chiuso dai gesuiti di
Bergoglio.
E lì seguendo la Santa Messa col rito bizantino ritrovò, scrive Emanuele Casalena "quella bellezza
della perfezione che tanto aveva inseguito nella vita; tutto gliela
ricorda, dalla liturgia ai canti, dai gesti meditati ai paramenti, fino alle sacre icone appena illuminate dal tremulo fiammeggiare
delle candele, lì riscopre la metafisica della bellezza".
Cristina Campo alias Vittoria Guerrini (1923-1977)
Nell'anno della dipartita di Cristina
Campo, nel '77, il nichilista ironico Giorgio Manganelli stroncò
invece la Messa in latino sul Cursore Vespertino (alias Corriere
della sera), in uno scritto poi raccolto in "Mammifero italiano"
- Adelphi). Un virtuoso esercizio di intelligenza e scrittura ma
separata da ogni apertura spirituale e mentale al linguaggio del
sacro e alla bellezza metafisica.
Il ricordo della Messa in latino ci
riporta all'infanzia. Era l'ultima Messa in latino nella cattedrale
del mio paese, con un'offerta di venti lire per sedere nel coro con
mio padre. Ho ancora negli occhi, nel naso e nelle orecchie, la
bellezza di quel rito, il profumo dell'incenso, il mistero di quelle
parole.
Mi sentivo connesso alla rete del
Signore. Il prete si rivolgeva a Dio e non Gli dava le spalle per
compiacere i fedeli come se la Messa fosse un'assemblea condominiale
o sindacale o un comizio politico per cercare consensi; le parole
sussurrate e antiche, il mistero di quelle formule, i canti
gregoriani, i silenzi, promanavano il sacro e avvicinavano al
Signore.
E l'incenso generava sinestesia
mistica. La Messa non è una soap opera, non è necessario comprendere le
parole; è un rito di comunione con Dio e non un foglio di istruzioni
per montare Alexa.
Chi dice che il mistero di quelle
parole serviva per sottomettere il volgo al dominio del clero, non si
rende conto di quanti linguaggi iniziatici, esoterici, criptici è
infarcito il gergo corrente, dalla tecnologia alla medicina, alla
finanza, dai misteri di un pc
ai labirinti fiscali.
La casta sacerdotale ha lasciato
l'egemonia alla casta dei tecnici, dei burocrati, dei sanitari e dei
commercialisti. A ciascuna setta il suo "latinorum".
Quando penso al latino ripenso alla
scuola e m'intenerisce il core pensare a certi professori che non ci
sono più. Li penso tutti insieme, in gruppo, i Mitici, i Pedanti, i
Pedofagi, cioè i torturatori di ragazzi con il terribile
"latinorum".
Poi penso agli altri docenti più
giovani, che mal sopportavano il latino e non lo amavano, facendosi
così più amare da noi liceali. E invece dovremmo pentirci,
dissociarci da quel passato dissacratore, e riabilitare i primi,
latinisti per passione, e deplorare i secondi, latinisti per
necessità.
Avevano ragione loro, senza il latino
noi italiani siamo tutti trovatelli, figli di nessuno, ovvero di
Madre lingua ignota (sapete come si traduce a Roma), quando il latino
divenne facoltativo e perfino intercambiabile con l'applicazione
tecnica (con tutto il rispetto per i falegnami).
E più dilagano gli slang cosmopoliti,
le americanate linguistiche e i grugniti neo-gergali, i codici
d'accesso e più s'avverte il bisogno di tornare alla Casa Madre.
Magari per farsi rispettare, evocando le nostre origini romane e
cristiane.
A Bruxelles, a Strasburgo, a New York
sarebbe tanto bello opporlo all'esperanto dei burocrati, presentandoci con
la linda e austera chiarezza del latino. La trasparenza di una
costruzione lessicale è il preambolo per una trasparente costruzione
politica, rispettosa della civiltà da cui proveniamo. E una lingua
pulita s'accompagna di solito ad una mens sana.
Ci vorrebbe un Sexaginta octo di
segno opposto per rilanciare il latino, cancellato dal '68 e
propaggini, fino al colpo di coda di Bergoglio.
Magari celebrando il dies familiae
– che suona meglio di family day; mentre gay pride
suona male se lo traduciamo con ipse sexus amator superbia
(l'orgoglio dell'amante del sesso; ndr). Ah, il rigoroso lindore
della lingua latina e il suo amore assoluto per la verità...»
"San Michele Arcangelo uccide il Dragone" di Josse Lieferinx
Termino con un video raffinato ed incisivo che solo il genio di Mussorgsky poteva esprimere nel definire la superiorità della Luce sulla tracotanza delle tenebre. Ecco la clip di "Una notte sul Monte Calvo" resa celebre dal film "Fantasia" di Walt Disney.
Con quale grazia il grande scrittore Leone Tolstoi ha saputo esporre un popolare eantico raccontorusso e come da esso scaturisce la sintesi di ciò che è veramente sostanziale nella vita! (Per conoscere meglio Lev Nikolaevic Tolstoj,QUI).
"Pregando, non sprecate parole
inutili come fanno i pagani:
essi credono di venire ascoltati per le
molte parole.
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro
sa
di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate".
(Mt.
6, 7-8)
Lev Feliksovich Lagorio (1828-1905)
I Tre Eremiti
Un arciprete navigava su un veliero dalla città di Arcangelsk (sul delta del fiume Dvina nel Mar Bianco; ndr) al monastero-fortezza di Solovki (nell'omonimo arcipelago; ndr). Sulla
stessa imbarcazione viaggiavano alcuni pellegrini che andavano a
visitare i santuari. Il vento era favorevole, il tempo chiaro, nessun
rollio.
Una parte di essi si riposava, un'altra
mangiucchiava, altri ancora stavano seduti in gruppi conversando fra
loro.
Anche il parroco salì sul ponte e
cominciò a camminare avanti e indietro; avvicinandosi alla prua vide
che vi era riunito un gruppetto di persone. Un piccolo paesano stava
indicando qualcosa sul mare, e parlava mentre la gente stava ad
ascoltare... non si vedeva nulla, solo il mare luccicava al sole.
Il paesano si accorse di lui, si tolse
il berretto e tacque. Pure gli astanti lo videro e si scoprirono il
capo, ossequiosi.
«Non disturbatevi fratelli», disse
l'arciprete, «mi sono avvicinato anch'io per sentire ciò che tu
dici, buon uomo».
«Quel piccolo pescatore ci raccontava
degli eremiti», osservò un mercante più audace.
«Che dici degli eremiti?», gli chiese
il canonico, avvicinandosi al parapetto della nave e mettendosi a
sedere su una cassa. «Raccontalo anche a me, ti ascolterò
volentieri, che cosa mostravi?»
«Ecco, su quell'isolotto che spunta»,
disse il paesano indicando davanti a destra, «vivono alcuni eremiti
per salvarsi l'anima...»
Il parroco guardava, guardava, ma
l'acqua tremolava al sole ed egli non poteva scorgere niente perché
non ne aveva l'abitudine.
«Non vedo nulla» disse. «Ma quali
eremiti stanno su quell'isola?»
«Sono persone di Dio» rispose l'uomo.
«Ne avevo sentito parlare da molto tempo ma non avevo mai avuto
l'occasione di vederli. Due estati fa, invece, li potei vedere coi
miei propri occhi».
Il pescatore tornò al suo racconto:
era andato per la pesca, fu spinto verso quell'isola e non sapeva
dove si trovasse. All'alba s'era messo a girovagare finché si
imbatté in una capanna di terra.
Davanti ad essa vide un eremita e poi,
ne uscirono altri due: gli diedero da mangiare, lo asciugarono e lo
aiutarono a riparare la barca.
«Com'erano d'aspetto?», domandò
l'arciprete.
«Uno era piccolo, rattrappito, proprio
anziano; aveva addosso una tonaca vecchia vecchia; doveva avere più
di cento anni. La sua barba bianca cominciava perfino a verdeggiare;lui sorrideva sempre ed era chiaro come un angelo del cielo.
Un altro, di statura un po' più alta,
vecchio anche lui, con una casacca lacera, la barba larga e bianca
con riflessi giallognoli;era però un uomo robusto: rigirò la mia
barca come un secchio;non ebbi nemmeno il tempo di aiutarlo; anche
lui era tutto gioioso.
Il terzo superava gli altri due in
altezza, aveva la barba lunga fino ai ginocchi, bianca come le penne
del cigno; le sopracciglia gli scendevano sugli occhi; completamente
nudo, solo intorno alla vita aveva una stuoia».
«Che cosa ti hanno detto?», chiese
l'arciprete.
«Facevano quasi tutto in silenzio, ed
anche tra loro parlavano poco. Bastava che uno guardasse l'altro
perché questi capisse al volo. Chiesi a quello alto se era molto che
abitavano l'isola.
Egli si oscurò, cominciò a dire
qualcosa come se fosse irritato. Ma quello più anziano e piccolo gli
prese la mano, sorrise, e il grande si acquietò.
Mentre il paesano parlava, il veliero
si era ancor più avvicinato alle isole. «Ora si vede proprio bene»,
disse il mercante; «degnatevi di guardare, eminenza», aggiunse
indicando il punto.
Il canonico iniziò a guardare. E
difatti scorse una strisciolina nera: l'isolotto. Poi si spostò
dalla prua verso poppa, avvicinandosi al timoniere. «Che è
quell'isolotto?», chiese, «cosa si vede là?»
«È uno qualunque, senza nome. Ce ne
sono tanti».
«È vero che ci sono degli eremiti che
si salvano l'anima?»
«Si dice, eminenza, ma non so se sia
vero. Sembra che i pescatori li abbiano visti. Ma succede spesso che
la gente racconti frottole».
«Vorrei sbarcare nell'isola per
vederli», disse il parroco. «Come si può fare?»
«Non ci si può avvicinare con la
nave», rispose il timoniere, «Con la barca si potrebbe, ma bisogna
chiederlo al capitano».
Chiamarono il comandante. «Vorrei
vedere questi eremiti», disse l'arciprete. «Non si potrebbe farmi
sbarcare?»
Il capitano cercò di dissuaderlo: «Non
che sia impossibile, ma si perderebbe molto tempo, ed oso far
osservare a vostra eminenza che non vale la pena di vederli. Ho
sentito dalla gente che sono vecchi imbecilli che non capiscono
niente e non parlano nemmeno, come se fossero pesci di mare».
«Non importa. Vorrei andare lo
stesso», insistette il canonico. «Pagherò il disturbo, basta che
mi facciate sbarcare».
Era irremovibile. Il timoniere fece
virare la nave e la diresse verso l'isola. La gente si era radunata a
prua e tutti guardavano in direzione dell'isola. E coloro che avevano
la vista più acuta, già cominciavano a distinguerne le rocce e ad
indicare la capanna.
Uno era riuscito perfino a scorgere i
tre vecchi solitari.
Il capitano estrasse il cannocchiale,
guardò e lo porse all'arciprete. «Difatti», disse, «là sulla
riva, un po' a destra di quel grande scoglio, si vedono tre uomini in
piedi».
L'uomo di chiesa prese il cannocchiale
e lo diresse verso il punto indicatogli. Si vedevano i tre eremiti in
piedi. Uno alto, l'altro un po' più basso e il terzo piccolino
addirittura; stavano sulla riva, tenendosi per mano.
Il capitano si avvicinò al parroco:
«Qui, eminenza, bisogna fermare la nave. Se ci tenete proprio vi
possiamo accompagnare alla riva in barca; noi intanto caleremo le
ancore»...
Così i rematori condussero la
scialuppa a terra, e con un gancio attraccarono alla riva. Il
canonico scese.
Quando lo incontrarono, i tre vecchi si
inchinarono davanti a lui:egli li benedisse e loro si inchinarono di
più. Allora egli cominciò a dire:
«Ho sentito che voi, eremiti di Dio,
salvate qui la vostra anima e pregate Gesù Cristo per il prossimo.
Io, schiavo indegno di Cristo, per grazia di Dio sono stato chiamato
a custodire il suo gregge; quindi ho voluto vedere anche voi, servi
di Dio, e darvi, se posso, l'insegnamento del Signore».
Loro tacevano, sorridevano, e si
guardavano l'un l'altro.«Ditemi come salvate la vostra anima e come
servite Dio», concluse l'arciprete.
L'eremita mezzano sospirò e guardò il
più vecchio tra loro, così come fece quello più alto
accigliandosi. L'anziano allora disse: «Non sappiamo, servo di Dio,
servire Iddio;serviamo soltanto noi stessi per nutrirci».
«E come pregate Iddio?», chiese
l'arciprete.
L'anziano rispose: «Preghiamo così:
"Tre siete Voi, tre siamo noi... Abbi misericordia di noi!"»ed appena disse questo, tutti e tre alzarono gli occhi al cieloe
ripeterono: "Tre siete Voi, tre siamo noi... Abbi misericordia
di noi!"
Il parroco sorrise e disse: «Certo
avete sentito parlare della Santa Trinità. Ma non pregate come si
deve. Ho preso a ben-volervi eremiti di Dio; vedo che lo vorreste
accontentare, ma non sapete come servirLo. Non si deve pregare così;
ascoltatemi, ve lo insegnerò.
Non sarà un ammaestramento mio, ma vi
trasmetterò quel che è riportato nella Sacra Scrittura; vi dirò
come Dio comandò a tutta la gente di recitare le preghiere». Ed
iniziò ad esporre loro come l'Eterno avesse rivelato se stesso agli
uomini.
Parlò di Dio Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo: «Iddio Figlio discese sulla Terra per salvare gli
uomini ed insegnò a pregare così. Ascoltatemi e ripetete ciò che
dirò».
E cominciò a dire: «Padre nostro»,
ed anche l'altro ripeté "Padre nostro". «Che sei nei
cieli»... ma il mezzano si imbrogliò nelle parole dicendole in
altro modo e nemmeno quello alto, mezzo nudo, le espresse bene: i
baffi gli erano cresciuti fino alla bocca e non aveva la pronuncia
chiara; allo stesso modo balbettò qualcosa di incomprensibile anche
l'eremita anziano che non aveva più denti.
E tutto il giorno, fino a sera, non si
stancò di ripetere la stessa preghiera, dieci, venti, cento volte e
i tre vecchi sempre dietro... E si confondevano, e lui li correggeva
obbligandoli a ricominciare daccapo. Non li lasciò finché non
l'ebbero imparata interamente.
Iniziava ad imbrunire e la luna già si
alzava sul mare quando l'uomo di Dio decise di ritornare sul veliero.
Si accomiatò dagli eremiti che gli
fecero un inchino fino a terra. Lui li fece rialzare e li baciò uno
ad uno, ordinando loro di pregare come aveva loro insegnato. Salì
sulla barca che si diresse verso la nave, e mentre navigava sentiva
sempre le tre voci ripetere di continuo la preghiera...
Lev Feliksovich Lagorio (1828-1905)
Quando già stava per arrivare vicino
al veliero e non sentiva più i vegliardi, li poteva scorgere al
chiaro di luna: erano in piedi sulla riva, allo stesso posto.
La scialuppa si accostò al battello ed
egli salì sul ponte; vennero alzate le ancore e issate le vele che
si gonfiarono al vento spingendo l'imbarcazione in avanti.
Il parroco andò a poppa, dove rimase
seduto guardando sempre verso l'isolotto. Man mano gli eremiti
scomparvero alla vista e ben presto anche la striscia di terra.
I pellegrini andarono a dormire e tutto
era silenzio sulla tolda. Ma egli non aveva sonno e rimase seduto
guardando il mare in direzione della piccola isola lasciata, pensando
ai buoni vegliardi.
Si ricordava come essi fossero felici
d'aver imparato la preghiera e ringraziava l'Eterno per avergli
concesso di aiutare gli eremiti di Dio insegnando loro la parola
divina.
Stava seduto così, l'arciprete: nei
suoi occhi passavano dei riflessi, perché la luce, or qua or là,
scintillava sulle onde mosse.
Ad un tratto, vide che qualcosa
riluceva, biancheggiando sulla scia della luna... sembrava un
uccello... un gabbiano... Guardò più attentamente: «Dev'essere una
barca a vela che ci corre appresso», pensava.
Ma pareva che si avvicinasse troppo
lesta. Era così lontana... ed eccola quasi a ridosso del veliero...
stava per raggiungerlo...
Egli non riusciva a capire cosa potesse
essere, allora si avvicinò al timoniere per chiedergli che cosa
fosse...ma già si era accorto da sé che si trattava dei vegliardi
i quali, correndo sulle onde con le loro bianche barbe splendenti, si
avvicinavano al battello...
Il timoniere si volse, abbandonò il
timone e si mise ad urlare:«Mio Dio! Gli eremiti ci rincorrono sul
mare come se fosse terra ferma!
La gente lo sentì; tutti si alzarono
precipitandosi a poppa... e videro i tre vecchi correre tenendosi per
mano, senza muovere nemmeno i piedi. I due che si trovavano più
prossimi alla nave agitavano le braccia per indicare di arrestarsi.
Ma non ce ne fu bisogno perché essi
l'avevano ormai già raggiunta. Si avvicinarono, alzarono le teste e
dissero insieme: «Abbiamo dimenticato, servo di Dio, abbiamo
dimenticato la tua lezione.
Finché la ripetevamo ce ne
ricordavamo; abbiamo smesso per un'ora e una parola ci è sfuggita;
l'abbiamo dimenticata e tutto si è sgretolato. Non ricordiamo più
nulla, insegnacela di nuovo».
Il canonico si segnò; si inchinò
verso i tre vecchi e disse: «Anche la vostra preghiera raggiunge il
Signore, eremiti di Dio. Non sta a me insegnarvela. Pregate per noi
peccatori!» E si inchinò fino terra davanti ai vegliardi.
Essi, allora, in silenzio si voltarono
riprendendo il mare.E fino al mattino si scorse un bagliore nella
direzione in cui erano andati.
(Da Leone Tolstoi, Racconti e ricordi,
raccolti e illustrati dalla figlia Tatiana;a cura di C. Alvaro.
Milano, Mondadori, 1942).