venerdì 24 marzo 2023

Come prepararsi all'Ascensione: "La Corbeille"


Val di Funes - Dolomiti

Sebirblu, 24 marzo 2023

Il messaggio che segue e che ripropongo all'attenzione poco dopo due lustri, vuole essere un esempio di cosa vuol dire veramente "Alta Spiritualità Ultrafànica". Esso proviene da una Guida molto speciale che ci accompagna e ci ammaestra ormai da 47 anni.

Si tratta di un Entéle (vedere post scriptum) che vibra nelle Biòtesi più elevate, nei piani dell'Immortalità  e che trasmette, per chi ha le orecchie d'Anima veramente aperte, le sublimi note dello Spirito. (Cfr. QUI e QUI).

Esse si ergono maestose al di sopra dei miasmi di alcune pseudo-canalizzazioni, impregnate  soltanto  del  più  basso  materialismo  che  facendo  leva  purtroppo sugli sprovveduti ricercatori,  i quali però necessitano di queste esperienze per discernere, li portano fuori strada.

Queste note celestiali elevano le Coscienze e donano l'unità di misura per valutare, se realmente ci si vuole evolvere e comprendere, quale sia l'Unico, Autentico e Sacro Sentiero che porta alla Vetta, di nuovo nel Seno dell'Eterno.

Se invece si vuole perdere del tempo prezioso, che poi è il gioco delle forze oscure, allora ci si accomodi ad indugiare nei bassifondi dello spirito, da cui poi, sarà molto più penoso, perché deludente, risalire. Chi ha orecchie per intendere intenda!!!




La Corbeille

Io vi saluto.

Faccio seguito al discorso iniziato prima dal mio "Canale", quando parlava di Carità verso tutti i Fratelli che vi sono vicini, quindi del vostro prossimo.

Carità vuol dire manifestazione del cuore, significa espansione del vostro organo vitale in emanazione verso i Fratelli che soffrono e che possono venire aiutati dalla vostra emissione.

Carità vuol dire Amore perché l’effusione del vostro cuore, in donazione, diventa Amore, diventa soccorso. Tutto quello che avrete donato riceverete e nello Scrigno celeste troverete tutto quello che avrete dato sulla Terra.

Ogni volta che la vostra proiezione d’Amore, di pensiero e di azione, nei confronti di altri Fratelli, sarà veramente altruista, senza nessuna ricompensa, né gratifica, allora sì che vi farà ricchi, di una ricchezza che non potrà mai avere fine.

Ecco un sistema immediato per depositare ricchezze nella Banca Celeste dove, come Gesù dice: "Non c’è ruggine, non c’è tignola, non ci sono ladri." (Mt. 6,19-21), dove il vostro tesoro resta intatto, incorruttibile e aumenta sempre di più, centuplicato dal Padre che è la Ricchezza Eterna!

Se questa condizione fosse sentita da tutta l’Umanità, allora non ci sarebbero guerre, né omicidi, egoismi e brutture, perché ognuno di voi, facente parte del genere umano, avrebbe donato tutto agli altri.

È naturale che se ciascuno donasse tutto se stesso agli altri e questi facessero la medesima cosa, ci sarebbe uno scambio mutuo fra tutti i popoli della Terra!

La pace regnerebbe all'insegna di Gesù il Cristo e ognuno si troverebbe in una posizione serena e tranquilla, e il Cammino spirituale risulterebbe più spedito.




Questo Cammino però viene bloccato dai vari egoismi e interessi personali.

Voi umani siete soliti dire: "Mors tua, vita mea" (morte tua, vita mia); vi sentite staccati da chi soffre, da chi muore, da chi langue in un letto d’ospedale perché in quel momento trovate una differenza nello star bene, nel godere ottima salute… e nel confronto, vi sentite una forza che, stoltamente credete, non dovrà mai finire.

Ma tutte le situazioni umane, quando la Legge impone, potrebbero mutare e allora i moribondi salterebbero su con vigoria giovanile e chi si fosse sentito in forma potrebbe cadere giù affranto e dolorante. Ma questo è un pensiero che non vi tocca!

Quando il fratello soffre, in quel momento stesso voi non soffrite, e non solo non soffrite, ma vi compiacete del vostro star bene, della vostra opulenza o ricchezza dimenticando ogni condizione degradante, abbietta, misera all’occhio del mondo, come se fosse qualcosa di estraneo a voi, come se un privilegio vi avesse coperto di un manto dal quale non dovreste uscire più.

Qual è la Realtà? Analizzate quanta stoltizia nella mente umana, quanta grettezza di pensiero, quanta chiusura e aridità di cuore!

Io parlo generalmente per la massa involuta che copre il vostro Pianeta, non parlo di voi, perché ognuno di voi sa in quale posizione di coscienza e in quale scalino evolutivo si trova e sa anche come fare per poter ascendere sempre di più.

Ora, voi che siete dei chiamati, cercate di essere degli eletti! Tutti voi siete stati chiamati ripetutamente! Dico ripetutamente dal Padre che vi ha messo alla prova, e vi mette alla prova di continuo affinché il vostro piede prenda forza e salga lo scalino! 

Piuttosto che inciampare e rotolare giù nell'abisso, Egli vi chiama e vi dice: "Questo è il momento ascendi!"

Il Padre mostra agli occhi di tutti i chiamati esempi di Santi, esempi di uomini che hanno saputo, con la saggezza dei vecchi, operare mettendo la vigoria dei giovani.

Ma quando un Fratello chiamato e richiamato non ascolta, si tappa le orecchie… è come voler dire al Divino Genitore: "Non mi chiamare in questo momento… ho da fare, non ho tempo! voglio seguire le strade del mondo, Tu non mi alletti Padre, Tu non mi commuovi, Tu non mi addolcisci!"

È come disconoscere, come rinnegare la figliolanza, come ripudiare il Padre Celeste mettendolo fuori dal vostro sentire.


Il Tradimento di Pietro - Carl Heinrich Bloch - Copenaghen 1838 - 1890

Anime care, questa è bestemmia, è bestemmia perché la vostra Conoscenza non vi permette di bestemmiare! Siate clementi però con chi bestemmia nell'ignoranza; siate comprensivi per chi si agita per le strade del mondo e non conosce la Strada che porta a Dio; siate indulgenti con chi non sa… Gesù stesso chiese al Padre di perdonare quelli che non sapevano e che non sanno.

Ma se voi sapete che gli altri non sanno… sapete di sapere! Questo è il grave! Allora, il discorso è molto chiaro, se sapete di sapere, diventate responsabili perché, come già vi dissi: "Non si possono servire due padroni". (Mt. 6,24).

Adesso vi ripeto che la Via Maestra è quella della Rinuncia, dell'Altruismo, della Sofferenza che dà Gioia se accettata con Fede, con Sopportazione e con autentica presa di Coscienza. È la Madre dilettissima, Maria, che sicuramente vi illumina il Cammino!

Seguite le orme incancellabili dell'Esempio del Cristo che ha lasciato per voi tutti nel tempo, e certamente entrerete nella Porta Argentea che si schiuderà al vostro passaggio.

Quando avrete messo a punto tutti i requisiti, il Signore vi accomunerà in una fusione meravigliosa, in un abbraccio solo. Così entrerete nell'Unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. (Potenza, Amore, Sapienza; cfr. QUI; ndr).

Quando gli alunni seguono un corso di lezioni per tutto un anno, arrivano poi all'esame finale, chiamato anche prova.

La prova dunque non è altro che il risultato di un anno di studi. Ogni giorno l'allievo mette un fiore nel suo cesto. Ogni conoscenza è un fiore delicato che viene riposto nello stesso. Quando il tempo sarà trascorso ci sarà la verifica e ogni allievo porterà la sua Corbeille piena di splendidi fiori.

Ma se durante l’anno scolastico, l'allievo coglie soltanto qualche fiore raramente, all'esame finale, si troverà col cesto semi vuoto e il risultato, senza dubbio, non potrà essere dei migliori.

Siate degli allievi che giornalmente attraverso l’insegnamento e l’Ammaestramento possano cogliere i fiori profumati della saggezza, della bontà, dell’amore, della misericordia, della carità, dell’umiltà, della donazione, della fratellanza, della partecipazione, della compartecipazione, della sopportazione, della sofferenza, del dolore, delle amarezze.

Tutto ciò agli occhi del Padre diverrà un florilegio splendido e olezzante, che voi e tutta l'Umanità, alla fine del corso dovrete portare e offrire.

Ma se nel cesto, durante il Cammino, per vostra insipienza, metterete tra i fiori profumati un'assafetida, questa, alla fine dell'anno, maleodorante, invaliderà la prova. Quel fiore puzzolente annullerà tutte le altre delicate fragranze di umili violette, di rose, di gigli e il vostro esame non avrà buon fine… non avrà un buon esito.  (Sui Vizi leggere QUI e QUI;  sul Male e le sue azioni invisibili QUI e QUI).

Questo paragone è molto semplice, molto comprensibile.

Siate coscienti che, durante il giorno, dovete mettere qualcosa nel vostro cesto! Un fiore al giorno dovete metterlo! Se non uno, due, tre… È un obbligo!!!

Il movimento di raccogliere il fiore e di porlo nel cesto è automatico, ma se non avete il discernimento per cogliere quello giusto, rischiate di portarne uno pieno di erbacce maleodoranti! Sappiate scegliere i fiori giusti! Solo quelli saranno graditi al Signore.

Il percorso della vita vi porta a questa analisi continua, alla ricerca dei fiori preferiti dall'Eterno; solo così potrete essere bene accetti ed entrare nell'Armonia.

Se invece il vostro odorato difetta, potreste raggruppare per una vita, dei fiori ributtanti di cui non sentite il lezzo ma che vi rivelerà di avere sprecato un’esistenza.

La Luce dello Spirito vi guidi per una scelta illuminata e responsabile, in modo che possiate preparare la vostra più accurata e preziosa Corbeille al Padre Celeste.

Vi abbraccio caramente e vi saluto,

Salve.


Post Scriptum

Si chiama entélica l'Anima che ha raggiunto nel suo Cammino la sesta e la settima Biòtesi, ossia gli Ambienti dell'Immortalità, intesi come cessazione del moto reincarnativo.

L'Entéle ha pure ristabilito in sé, nella Monade, i due termini del Binomio d'Anima o Fiamme Gemelle (cfr. QUI e QUI), in modo che la Scintilla Divina fatta potente e splendente nella sua interezza, irradi Sapere, Intelligenza, Energia che riceve dal Centro-Vita, dalla Potenza dell'Eterno, e la ritrasmetta agli Esseri Tutti, al Creato, alle Anime in evoluzione nelle Biòtesi e agli Umani viventi sul pianeta Terra.

Dagli Entéli si diparte la Vita dei Regni: animale, vegetale, minerale, mentre da Dio si diparte la Vita umana.

L'Entelechìa è la scienza che studia e diffonde tra gli Esseri il Sapere degli Entéli.

Si  tratta  di  un  Sapere  di  natura  Superiore  ad  ogni  scibile  umano  e  giunge  da Entità, cioè da Essenze disincarnate le quali abitano i Piani elevati delle Biòtesi "Conoscenza e Sapienza" (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI), dimensioni alimentate direttamente dalle vibrazioni pensative provenienti dal Centro-Vita.

Tale Sapere differisce grandemente da quello umano, in quanto questo è frutto di cognizioni acquisite per scelte individuali e per tendenza, attraverso lo studio, mentre il Sapere entélico, recepito oltre limite (nell'Infinito) con la purezza, l'umiltà e l'ottemperanza alla Legge d'Amore, è un Sapere ricevente e riflettente Luce Divina e Verità Assolute. (È chiamato anche ULTRAFANÌA; ved. QUI).

All'Entelechìa è affidato l'ammaestramento di coloro che sono chiamati a diffondere la Legge del Cristo, e che appunto per questo è insegnamento superiore.

N o t a

Ai 'ricercatori' seri consiglio di visitare il sito ilsoffioultrafànico.net approntato nel mio àmbito anche se, purtroppo, non è stato più aggiornato da qualche anno; inoltre invito a cliccare sulle 'Etichette' i riferimenti a: 'La Guida entelica e L'Entele Maestro' (da cui rispettivamente provengono i due insegnamenti soprastanti) e 'La Voce', per avere un  indirizzo sicuro  del quale,  al momento debito,  si renderanno conto.

Sebirblu.blogspot.it

martedì 21 marzo 2023

Tutto sta precipitando... ma DIO NON DORME!

 



Sebirblu, 20 marzo 2023

Certo che la straordinaria concomitanza di quanto sta avvenendo sullo scacchiere planetario ha dell'incredibile, se non sapessimo intravedere e dedurre, dietro gli eventi, la gran paura che pervade ormai l'oligarchia dominante, foriera, senza alcun dubbio, di un più vicino intervento di Dio.

Oltre all'immane crollo dell'economia mondiale che sta già iniziando a coinvolgere, dopo i colossi, anche le piccole banche e gli istituti di credito, ad "effetto domino", l'attenzione delle masse è rivolta a due mandati d'arresto eccellenti, guarda "caso" proprio a quei personaggi, Putin e Trump, che maggiormente intralciano i piani dell'Élite (non più tanto occulta) che dirige le sorti del mondo.

E mentre cambiano vertiginosamente le alleanze geopolitiche, new entries a quanto pare dei BRICS, come la nuova intesa promossa con successo dalla Cina, tra l'Arabia Saudita e l'Iran (quasi inverosimile fino ad ieri), tutto sembra precipitare verso il crollo del "Sistema" occidentale superbo, bugiardo e corrotto, o totalmente prono ai diktat d'oltreoceano.

Ma Dio non dorme... e la Sua Giustizia, ora, è proprio dietro l'angolo! Ha molto da pagare infatti l'Occidente, per il cinismo e la malvagità con cui è intervenuto nei tre anni addietro, onde rendere la vita difficile (ed è soltanto un eufemismo per celare le nefandezze e il genocidio in corso) ai popoli di questo pianeta!

Ecco perché l'Élite satanista ha paura... perché sa che i suoi giorni sono contati e la Verità, sospinta dalla volontà suprema a cui nulla sfugge, avanza inesorabile e tutto illumina con la Sua Luce.

Diceva Emile Zola: «Quando la verità viene chiusa sottoterra, essa si accumula, ma nel frattempo assume una tal forza di espansione che il giorno in cui deflagrerà con l'intera sua potenza farà saltare tutto, insieme a sé stessa.»

Da Arnaldo Vitangeli, de "Lafinanzasulweb", il resoconto completo:



Ecco alcune parti di un articolo francese, apparso online in un giornale indipendente, sul mandato internazionale d'arresto comminato a Putin:

«Il 17 marzo 2023, la Corte penale internazionale dell'Aja (Cpi) ha emesso un mandato d'arresto contro il presidente russo Vladimir Putin e la mediatrice per i diritti dell'infanzia Maria Lvova-Belova per «deportazione» di bambini fuori dal territorio ucraino. Tale Corte intende condannare entrambi... per averli messi al riparo dai cannoneggiamenti di Kiev.

Dopo che organizzazioni internazionali come l'OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) e l'OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) si sono screditate definitivamente per la loro flagrante parzialità nel dossier ucraino, sembra che sia il turno della Corte penale olandese di auto-sabotarsi, accusando Putin e Maria Lvova-Belova di aver «deportato» dei bambini emettendo (addirittura) un mandato d'arresto contro di loro.

Occorre sottolineare qui il capo d'accusa utilizzato. Non si incolpa il presidente di brutali crimini di guerra in Ucraina, come bombardamenti di civili, stupri di massa, no, è accusato di aver fatto mandare in Russia dei fanciulli, che altrimenti sarebbero rimasti in territori regolarmente presi di mira dall'esercito ucraino!

La Cpi ha un concetto bizzarro del diritto e del mondo, bisogna ammetterlo. Ricordo che questa istituzione non ha mai perseguito i responsabili americani, britannici, e di altri paesi occidentali, per i loro crimini di guerra accertati in Iraq, Afghanistan, Siria, Libia, ecc. È bastato che gli Stati Uniti sanzionassero il procuratore della Corte penale dell'Aja, che voleva indagare sui crimini di guerra americani in Afghanistan, per far cessare ogni velleità di giustizia.


Ma torniamo a questo mandato d'accusa delirante di «deportazione» infantile. Vorrei ricordare al procuratore della Cpi che dal 2014 nel Donbass centinaia di bambini sono morti a causa degli spari e delle raffiche delle forze armate ucraine e molti di più sono rimasti feriti, alcuni gravemente.

L'ultimo, Nikita Safronov, otto anni, è deceduto a Donetsk appena sei giorni fa, ucciso da un proiettile da 155 mm (standard NATO) caduto vicino al taxi che lo portava con la famiglia alla festa del suo compleanno! Se fosse stato evacuato come i bimbi degli orfanotrofi del Donbass e delle regioni di Kherson e Zaporojié, che sono stati inviati in altre parti della Russia per motivi di sicurezza, Nikita avrebbe potuto festeggiare il suo ottavo compleanno e quelli successivi!




Osare rimproverare a Vladimir Putin e a Maria Lvova-Belova di aver fatto di tutto per proteggere i fanciulli al di fuori della zona di conflitto, è totalmente abbietto. Forse la Corte dell'Aja ritiene che le autorità russe avrebbero dovuto lasciarli in balia dei pericolosi tiri ucraini?

Come ha detto il capo della Repubblica cecena, Ramzan Kadyrov, risulta che per la Cpi bombardare e uccidere deliberatamente dei bambini non è riprovevole se lo fa l'Ucraina, mentre salvarli diventa "deportazione" se di provenienza russa. [...]

...Va inoltre ricordato che queste folli accuse sono state emesse anche dall'Ucraina quando i bimbi di zone recentemente liberate come Mariupol sono stati inviati in Russia per le vacanze estive! «Deportazione» delle più strane, perché approvata dai loro genitori, e ne sono tornati soddisfatti di quello che avevano visto e vissuto in quelle poche settimane lontani dalla guerra! [...]

Soprattutto vorrei  che la Corte spiegasse  perché non ha mai incriminato  le autorità di Kiev per aver deportato (qui ci vuole!) fuori dal Donbass, nel 2014*, numerosi ragazzini disabili o nei collegi, oppure negli orfanotrofi per mancanza di cure e i cui genitori non sono stati informati della destinazione. Alcuni sono fuggiti dai luoghi in cui erano stati messi e sono tornati a piedi! Ma molti sono semplicemente scomparsi dai radar. [...]

*(Ho scritto anch'io di quel triste periodo QUI, QUI, QUI e QUI, ma è importante leggere in modo speciale pure QUI; ndt).

...Va inoltre sottolineato che non solo la Russia non riconosce la competenza della Corte Internazionale, ma anche l'Ucraina, così come non la riconoscono gli USA, la Cina e l'India! Va anche ricordato che il Presidente, come ogni altro capo di stato in esercizio, beneficia della piena immunità! (Ma non potrà muoversi dalla sua patria per via dei 123 paesi che hanno, invece, aderito all'accordo di Roma; ndt).

Dopo questo, la stessa Corte ha finito di screditarsi e di autodistruggersi dichiarando che nonostante il mandato d'arresto contro Vladimir Putin, intende continuare a cercare la cooperazione con la Russia sulla situazione in Ucraina.

Quindi... ti sputo in faccia, ma siamo ancora amici... Qui si raggiunge un tale livello di assurdità che si finisce per dire che è veramente tempo di rivedere a fondo il modus operandi di queste istituzioni internazionali pagate con le tasse dei contribuenti.»

Christelle Néant

Come conclusione di questo articolo, pubblico il video dell'avv. Francesco Toscano, direttore di VisioneTV , concernente proprio questo tema.




Ed ecco l'altro mandato d'accusa riservato a Trump:

«Fughe di notizie illegali dal corrotto ufficio del procuratore di Manhattan indicano che l'ex presidente degli Stati Uniti sarà arrestato martedì 21 marzo. "Manifestiamo, riprendiamoci il paese". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. Arresto che, a detta dell'ex inquilino della Casa Bianca, potrebbe avere luogo "senza che ci sia nessun reato dimostrato".

Trump ha parlato di "sogno americano morto". "Gli anarchici della sinistra radicale hanno rubato le elezioni e hanno rubato il cuore del nostro Paese. Il crimine e l'inflazione stanno distruggendo il nostro stile di vita".

Poche ore dopo questa dichiarazione social, l'avvocato di Trump, Joe Takopina, ha dichiarato che l'ex presidente "si consegnerebbe alle autorità senza alcun problema se venisse accusato". La possibile incriminazione del massimo funzionario nazionale è connessa all'indagine sul pagamento di 130.000 dollari all'ex pornostar Stormy Daniels, che le sarebbero stati dati per tenere nascosta una vecchia relazione.

"Eccoci di nuovo. Uno scandaloso abuso di potere da parte di un radicale ufficio del procuratore che lascia liberi criminali violenti e persegue invece una vendetta politica contro Donald Trump".

Lo ha twittato lo Speaker della Camera Kevin McCarthy, il quale ha annunciato che chiederà alle commissioni parlamentari "appropriate" di indagare immediatamente "se i fondi federali vengono utilizzati per ostacolare le elezioni e distruggere la nostra democrazia attraverso persecuzioni politicamente motivate".

Il post di Trump, che si riferisce alla sua telefonata prima dell'attacco del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill, ha colto di sorpresa i collaboratori dell'ex presidente, scrive il Washington Post. Per giorni, i suoi consiglieri e i gli avvocati hanno predetto che sarebbe stato incriminato, ma il suo portavoce, Stephen Chan, ha precisato questa mattina che non si è ricevuta alcuna notifica formale e che i sostenitori del magnate sono stati invitati a partecipare ad un raduno in Texas la prossima settimana.




Susan Nettles, uno degli avvocati di Trump, ha dichiarato ieri che potrebbe essere stata informata del presunto arresto di martedì dai media, mentre è emersa la notizia che le forze dell'ordine si sarebbero riunite la prossima settimana per discutere della sicurezza nel caso in cui Mr. Donald fosse incriminato. Anche gli agenti dei Servizi Segreti, responsabili della sicurezza di tutti i passati leader, sono sembrati sorpresi.

La loro aspettativa è che l'ufficio del procuratore generale intenda negoziare con gli avvocati di Trump i termini per i quali egli possa volontariamente comparire in un'eventuale incriminazione. In tal caso, i servizi segreti saranno immediatamente informati. Tuttavia, secondo fonti che hanno familiarità con la questione, finora non c'è stata alcuna notifica. [...]

"Riprendetevi il vostro Paese, americani! Combattete! Distruggete la tirannia di Washington! Mandate la cricca di pazzi corrotti ‒ i Biden padre e figlio ‒ nella maleodorante pattumiera della storia". Lo ha scritto oggi pomeriggio su Telegram l'ex presidente russo Dmitry Medvedev, commentando la notizia del presunto arresto di Donald Trump previsto per martedì 21 marzo.

Se Donald Trump venisse arrestato, "sarebbe rieletto con un margine schiacciante". È quanto ha affermato il CEO Elon Musk in un tweet di replica ad un utente che ha pubblicato la notizia, poi riesposta da Fox News.

"Il Dipartimento di Giustizia di Joe Biden sta lavorando con diversi democratici nell'ufficio del procuratore generale di New York per arrestare Donald Trump con accuse false e superate", ha scritto su twitter Marjorie Taylor Greene, una deputata repubblicana alleata dell'ex presidente, la quale sostiene che "tutto questo viene fatto per distruggere i suoi nemici politici nel blocco comunista. È successo adesso", ha aggiunto.»

Da parte invece della Chiesa vera, quella cattolica tradizionalista, anche se non ci si decide sul da farsi, dichiarando Bergoglio usurpatore del Soglio e "Falso Profeta", riporto il breve intervento di Mons. Viganò al Congresso Internazionale dei russofili a Mosca, denominato "MIR" (che curiosamente significa "Pace" in lingua slava), a cui segue la trascrizione per chi voglia leggerla e non solo ascoltarla.




Messaggio

dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò

già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d'America
al Founding Congress of the International Movement of Russophiles (MIR)


Mosca, 14 Marzo 2023

Cari Amici, è per me motivo di grande gioia potervi rivolgere un breve messaggio, in occasione della costituzione del Movimento Internazionale dei Russofili. Il Manifesto di questo sodalizio comincia con una parola che sembra scomparsa dal vocabolario occidentale:  l'amicizia.

In questo caso, è l'amicizia per i Russi, condivisa da moltissime persone in tutto il mondo, e l'amicizia dei Russi verso gli altri popoli, in quello spirito di fratellanza che trova il proprio fondamento nel riconoscerci figli dell'unico Eterno Padre e fratelli in Nostro Signore Gesù Cristo.

Quando l'Impero Romano d'Occidente perse il suo ruolo politico sotto la spinta delle invasioni barbariche, il testimone passò a Costantinopoli. E quando anche l'Impero Romano d'Oriente cadde con la conquista di Bisanzio da parte di Maometto II, fu Mosca a salvarne l'eredità religiosa e politica. Con i suoi Santi e i suoi Santi Re.

La crisi presente ci mostra il crollo di un Occidente corrotto, in cui non vi è un Papa Leone Magno che ne salvi le sorti ma che ha ancora un destino, se ritrova la propria missione provvidenziale e riconosce ciò che la accomuna alla missione della Russia.

Gli eventi appena passati ci hanno mostrato che l'ateismo materialista che devastò l'Impero Russo e il mondo dal 1917 – come annunciò la Santissima Vergine Maria a Fatima – si è oggi unito al liberalismo nell'ideologia globalista, che è alla base del delirante progetto del Nuovo Ordine Mondiale.

Un progetto infernale, come giustamente ha evidenziato in un suo recente intervento il Presidente Vladimir Vladimirovič Putin, in cui l'odio per la civiltà cristiana vuole creare una società di schiavi asserviti all'élite di Davos.

Una società distopica, senza passato e senza futuro, senza Fede e senza ideali, senza cultura e senz'arte, senza padri e madri, senza famiglia e Stato, senza maestri e guide spirituali, senza rispetto per gli anziani e speranze per i nostri figli.

Non possiamo stupirci che, dopo aver scristianizzato il mondo occidentale, questa élite consideri la Russia un nemico da abbattere.

La Federazione Russa si posiziona innegabilmente come ultimo baluardo della civiltà contro la barbarie, e raccoglie intorno a sé tutte quelle Nazioni che non intendono sottostare alla colonizzazione della NATO, dell'ONU, dell'OMS, della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e di quella congerie di fondazioni che hanno come scopo l'indottrinamento delle masse, la manipolazione dell'informazione, la creazione di "primavere colorate" per destabilizzare i governi legittimamente eletti e seminare caos, guerre e miseria come instrumentum regni.




Alla recente farsa pandemica – condotta con metodi criminali che non ho esitato a denunciare sin dall'inizio del 2020 – sono seguite nuove emergenze – tra cui quella ucraina – provocate deliberatamente con lo scopo di distruggere il tessuto sociale ed economico delle Nazioni, decimare la popolazione mondiale, concentrare il controllo nelle mani di una oligarchia che nessuno ha eletto e che ha perpetrato un vero e proprio colpo di stato mondiale, di cui prima o poi sarà chiamata a rispondere dinanzi al mondo.

I teorizzatori di questo colpo di stato hanno nomi e volti, ad iniziare da George Soros, Klaus Schwab e Bill Gates. Chi oggi dichiara nemica la Russia, considera nemici anche gli stessi Europei, gli Americani, gli Australiani, i Canadesi, e come tali li tratta, perseguitandoli e impoverendoli.

Ma mentre gli emissari del World Economic Forum nei governi occidentali possono legiferare contro il bene dei propri cittadini e tengono in pugno i leader mondiali, quel regime change che ha avuto successo in altri Stati si è fermato ai confini della Russia.

D'altra parte, anche la frode elettorale del 2020 negli Stati Uniti d'America è stata indispensabile per impedire la conferma del Presidente Donald Trump, così come nel 2013 il deep state e la deep church sono riusciti a far dimettere Papa Benedetto XVI e a far eleggere una persona gradita al Nuovo Ordine Mondiale, il gesuita Jorge Mario Bergoglio.

Il vostro impegno deve certamente promuovere le relazioni di amicizia della Russia con tutti i popoli, secondo quel principio di multipolarità che, in una saggia visione politica a lungo termine, rimane il miglior modo per combattere il monopolarismo globalista.

Ma questa amicizia, questi rapporti di concordia e di cooperazione reciproca non possono prescindere dalla denuncia del colpo di stato perpetrato ai danni della umanità da pericolosi eversori che hanno come scopo dichiarato l'instaurazione di una tirannide infernale in cui l'odio verso Dio e verso l'uomo creato a Sua immagine, la malattia, la morte, l'ignoranza, la povertà, la violenza, l'egoismo, la corruzione regnano incontrastate.

È l'oscuro regno dell'Anticristo. Questo Leviatano va individuato e combattuto, con un'azione decisa che coinvolga tutti i popoli liberi, anzitutto respingendo i punti programmatici dell'Agenda 2030 e del Great Reset con iniziative comuni.

Occorre un'Alleanza Antiglobalista che restituisca ai cittadini il potere che è stato loro sottratto, e alle Nazioni la sovranità erosa e ceduta alla lobby di Davos.

In questo, il ruolo della Federazione Russa sarà determinante, così come risulterà notevole il messaggio che il Movimento Internazionale dei Russofili porterà ai popoli di un Occidente che ha bisogno di tornare ad essere orgoglioso della propria Fede e fiero della civiltà a cui hanno contribuito anche i Santi Cirillo e Metodio.

Stiamo combattendo una battaglia epocale: restiamo sotto il manto della Vergine Santissima, gloriosa Nikopèia, assieme all'Arcangelo San Michele. La vittoria è di Cristo, e di chi si schiera sotto il santo vessillo della Croce.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo




Chiosa di Sebirblu

Come si nota, le due "Bestie" apocalittiche (ved. QUI, QUI QUI e QUI) continuano a procedere appaiate, soprattutto adesso che il Katéchon (colui o ciò che trattiene, ossia Benedetto XVI) non è più fisicamente tra noi ad impedire che il Male avanzi sotto le sembianze dell'antiCristo.

Per questo Bergoglio, ORA, si sente "libero" di portare a termine la sua "missione" di distruttore dei capisaldi della Chiesa Cattolica, soprattutto riguardanti l'abolizione del Santo Sacrificio col mutamento del pane e del vino o Transustanziazione, ved. QUI.

Il "Piccolo Resto" sa, però, che le "Tenebre non prevarranno" e che, dopo la "grande battaglia" in corso, il Cuore Immacolato di Maria trionferà, così come Ella stessa ha promesso ai tre Pastorelli di Fatima.

Traduzione, relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonti: reseauinternational.net

    "    : trend-online.com
    "    : marcotosatti.com

sabato 18 marzo 2023

Il latino esorcizza: di fronte ad esso Satana fugge!



Messa nel rito tradizionale Tridentino che il demonio non può tollerare
similmente al latino dei canti gregoriani, come da video sottostante. 

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Gesù a Giovanna Le Royer (1798), conversa e veggente

«Più si avvicinerà il regno dell'antiCristo e la fine dei giorni e più le tenebre di Satana saranno diffuse sulla Terra.

Quando poi si abbandonerà nella Chiesa la lingua delle catacombe (il latino), Satana sarà prossimo ad ingaggiare la sua tremenda lotta, perché sarà questo il tempo in cui il suo diletto figliolo (l'antiCristo) starà per giungere...

I capi, ritornati numerosi e forti, con scritti porranno in dubbio alcuni dogmi e la stessa divinità di Gesù Cristo...

Aboliranno tutti i SS. Sacramenti. Per loro mezzo Satana farà falsi prodigi, pseudo-profeti annunzieranno imminente l'antiCristo, il vero preteso messia.

Quindi verrà suscitata un'orrenda persecuzione alla Chiesa e ai suoi seguaci. Il numero dei martiri sarà allora uguale a quello dei primi secoli. Il Papa subirà il martirio ed il suo seggio sarà occupato dall'antiCristo.»





Sebirblu, 17 marzo 2023

Prima di iniziare questo mio articolo sulla rivelatrice quanto sospetta avversione alla lingua latina da parte dell'usurpatore argentino, riproposta ora all'attenzione per il suo perentorio divieto di officiare la Messa antica senza previa richiesta in Vaticano, desidero precisare alcune cose.

Possibile che ancora molti cattolici convinti, dopo un decennio di sproloqui, eresie e sentenze strampalate se non blasfeme di Bergoglio, si ostinino a chiamarlo "papa", quando papa non è?

Come fanno a non "vedere" che ciascuna sua "apertura" al mondo, e la proibizione tassativa all'uso del latino lo conferma, è fortemente gradita al demonio ma invisa al Padre Eterno?

Da questo dovrebbero dedurre che, non solo non può essere Vicario di Cristo (titolo dal quale ha preso le distanze, rinunciandovi) ma che svela essere davvero il Falso Profeta apocalittico.

Nella Tradizione  bimillenaria  della  Chiesa Cattolica  l'uso del latino  (come del greco e l'aramaico, perché lingua di Gesù) ha sempre fatto infuriare Satana il quale, non dimentichiamolo, odia tutto ciò che unifica (diavolo significa proprio "colui che divide", esempio ne è la Torre di Babele) e tale lessico romano, appunto, veniva usato universalmente non solo dagli ecclesiastici ma anche dal ceto colto, medio-alto e patrizio. Confrontare QUI e QUI, come il piano massonico sia pressoché ultimato.

Ci sarà un motivo per cui gli esorcisti, compreso il compianto padre Amorth, sono d'accordo nel dire che con le preghiere in italiano, secondo il nuovo rituale di qualche anno fa, non succede nulla, mentre se utilizzano quelle antiche in latino, allora il maligno si scatena.



Ma ecco, in sintesi, quello che sta accadendo ai nostri giorni su questo tema:

[...] "Il 16 luglio 2021, mentre era ancora in vita Benedetto XVI, Bergoglio aveva deciso di intervenire con un suo motu proprio, intitolato "Traditionis custodes", sull'«uso della liturgia romana anteriore alla Riforma del 1970».

E l'aveva fatto sovvertendo quasi tutte le disposizioni contenute nel documento del predecessore, il motu proprio "Summorum Pontificum" liberalizzato da Ratzinger nel 2007, con il drastico ridimensionamento dell'uso del Rito romano antico, iniziando col delegare al vescovo diocesano, cui «spetta di regolare le celebrazioni liturgiche nella propria diocesi», l'autorizzazione dell'«uso del Missale Romanum del 1962 seguendo gli orientamenti dalla Sede Apostolica»" (Scrive Francesco Lepore nel suo articolo de "linkiesta.it" QUI). [...]

[Un ulteriore giro di vite si è avuto il 21 febbraio scorso col "rescritto pontificio" che inasprisce le disposizioni del 2021 costringendo i vescovi diocesani a rivolgersi alla Santa Sede (Dicastero per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti) per eventuali dispense sull'uso delle chiese parrocchiali concesse ai gruppi che celebrano con il rito preconciliare, come pure per l'uso del Messale antico (in latino) da parte di sacerdoti ordinati dopo il 16 luglio 2021. Cfr. QUI; ndr].

[...] "Insomma, un vero e proprio atto di centralismo romano a detrimento delle prerogative e competenze dei singoli vescovi nelle proprie diocesi, ad ennesima riprova di una collegialità e una sinodalità troppo spesso ridotte a meri slogan.

Il discorso però andrebbe allargato all'uso del latino in sé, che oltre Tevere appare sempre più deprezzato e mal digerito. Lo hanno ben compreso i tanti giornali che, nel dare notizia del "rescritto", ne hanno parlato in termini di guerra alle messe in latino o di un nuovo no pontificio alle stesse.

D'altra parte, in quale considerazione sia oggi tenuta la lingua ufficiale della Chiesa lo si evince dal fatto che non è mai stata finora pubblicata l'edizione latina di importanti documenti quali, ad esempio, l'enciclica "Fratelli tutti" e la costituzione apostolica "Praedicate Evangelium".

Indicativo al riguardo è inoltre l'aneddoto raccontato dallo stesso Bergoglio ai 53 gesuiti slovacchi, incontrati a Bratislava il 12 settembre 2021: «Un cardinale mi ha detto che sono andati da lui due preti appena ordinati chiedendo di studiare il latino per celebrare bene.»

Lui, che ha senso dell'humor, ha risposto:

«Ma in diocesi ci sono tanti ispanici! Studiate lo spagnolo per poter predicare. Poi, quando avete studiato lo spagnolo, tornate da me e vi dirò quanti vietnamiti ci sono in diocesi, e vi chiederò di studiare il vietnamita. Poi, quando avrete imparato il vietnamita, vi darò il permesso di studiare anche il latino».

Così li ha fatti «atterrare», li ha fatti tornare sulla terra..." [...] (estratto sempre da "linkiesta.it"; ndr).

Come intermezzo, pubblico la nuova intervista ad Andrea Cionci, il quale dal 20° minuto inizia a parlare del "Perché Bergoglio odia il latino" che è anche il titolo dell'audio-video.



Ed ecco la riflessione di Marcello Veneziani sull'abolizione della lingua latina nella Chiesa Cattolica, pubblicata da "La Verità" il 18 luglio 2021.

Il colpo di coda di Bergoglio contro la Messa in latino

«Ma perché accanirsi contro la Messa in latino? L'occidente si scristianizza, la gente non va più a Messa, la blasfemia e l'oltraggio alla religione dilagano e Bergoglio colpisce i rari devoti seguaci dell'ordo missae.

La sua gratuita censura della Messa in latino è uno sfregio simbolico alla Tradizione, ai suoi fedeli ma anche alla libertà di culto. Che male può fare una Messa in latino, riammessa da Ratzinger nel 2007, peraltro così discreta e marginale?

Perché accogliere gli atei, gli islamici, dialogare con i credenti di altre fedi, anche rivoluzionarie e anticristiane, e poi chiudere le porte della Chiesa ai pochi, irriducibili devoti della Messa antica e della fede secondo tradizione?

Per dirla in latino, senza traduzione, Piscis Ecclesia primum a capite foetet... (ossia "il pesce comincia a maleodorare dalla testa"; il termine "Ecclesia" è stato aggiunto dall'autore; forse per indicarne il capo nello pseudo papa? Ndr).

Persino Giovanni XXIII nel '62 faceva sue le parole di Pio XI: "La Chiesa esige per sua natura una lingua che sia universale, immutevole e non vernacolare".

Collimava con quanto René Chateaubriand aveva scritto nel Genio del Cristianesimo: "Crediamo che una lingua antica e misteriosa, una lingua che non varia più con i secoli, convenga assai bene al culto dell'Essere eterno, incomprensibile, immutabile".

La mente va a Cristina Campo e perfino a Jorge L. Borges, argentino come Bergoglio, che difesero invano l'ordo missae quando fu soppresso nel 1964. Soprattutto lei, Cristina, alias Vittoria Guerrini (ved. QUI; ndr), denunciò nella cancellazione della Messa in latino «l'apostasia liturgica del secolo» e fondò un movimento come "La Voce" in difesa della tradizione violata.

Poi scrisse della sua dolorosa rinuncia a seguire la celebrazione dove l'aveva per anni seguita: "A Sant'Anselmo è giunta la lebbra (microfoni da per tutto, parti della Messa in volgare, discussioni penose là dove era silenzio e sorriso) ed io non vi metto più piede"; e non aveva ancora veduto le schitarrate, i comizi dei preti e i linguaggi alternativi...

Così Cristina-Vittoria scese dall'Aventino fino al Pontificio Collegio Russicum fondato da Pio XI per preparare i seminaristi russi, poi chiuso dai gesuiti di Bergoglio.

E  lì  seguendo la Santa Messa  col  rito  bizantino  ritrovò,  scrive  Emanuele Casalena "quella bellezza della perfezione che tanto aveva inseguito nella vita; tutto gliela ricorda, dalla liturgia ai canti, dai gesti meditati ai paramenti, fino alle sacre icone appena illuminate dal tremulo fiammeggiare delle candele, lì riscopre la metafisica della bellezza".



Cristina Campo alias Vittoria Guerrini (1923-1977)

Nell'anno della dipartita di Cristina Campo, nel '77, il nichilista ironico Giorgio Manganelli stroncò invece la Messa in latino sul Cursore Vespertino (alias Corriere della sera), in uno scritto poi raccolto in "Mammifero italiano" - Adelphi). Un virtuoso esercizio di intelligenza e scrittura ma separata da ogni apertura spirituale e mentale al linguaggio del sacro e alla bellezza metafisica.

Il ricordo della Messa in latino ci riporta all'infanzia. Era l'ultima Messa in latino nella cattedrale del mio paese, con un'offerta di venti lire per sedere nel coro con mio padre. Ho ancora negli occhi, nel naso e nelle orecchie, la bellezza di quel rito, il profumo dell'incenso, il mistero di quelle parole.

Mi sentivo connesso alla rete del Signore. Il prete si rivolgeva a Dio e non Gli dava le spalle per compiacere i fedeli come se la Messa fosse un'assemblea condominiale o sindacale o un comizio politico  per cercare consensi;  le parole sussurrate e antiche, il mistero di quelle formule, i canti gregoriani, i silenzi, promanavano il sacro e avvicinavano al Signore.

E l'incenso generava sinestesia mistica. La Messa non è una soap opera, non è necessario comprendere le parole; è un rito di comunione con Dio e non un foglio di istruzioni per montare Alexa.

Chi dice che il mistero di quelle parole serviva per sottomettere il volgo al dominio del clero, non si rende conto di quanti linguaggi iniziatici, esoterici, criptici è infarcito il gergo corrente, dalla tecnologia alla medicina, alla finanza, dai misteri di un pc ai labirinti fiscali.

La casta sacerdotale ha lasciato l'egemonia alla casta dei tecnici, dei burocrati, dei sanitari e dei commercialisti. A ciascuna setta il suo "latinorum".

Quando penso al latino ripenso alla scuola e m'intenerisce il core pensare a certi professori che non ci sono più. Li penso tutti insieme, in gruppo, i Mitici, i Pedanti, i Pedofagi, cioè i torturatori di ragazzi con il terribile "latinorum".

Poi penso agli altri docenti più giovani, che mal sopportavano il latino e non lo amavano, facendosi così più amare da noi liceali. E invece dovremmo pentirci, dissociarci da quel passato dissacratore, e riabilitare i primi, latinisti per passione, e deplorare i secondi, latinisti per necessità.

Avevano ragione loro, senza il latino noi italiani siamo tutti trovatelli, figli di nessuno, ovvero di Madre lingua ignota (sapete come si traduce a Roma), quando il latino divenne facoltativo e perfino intercambiabile con l'applicazione tecnica (con tutto il rispetto per i falegnami).

E più dilagano gli slang cosmopoliti, le americanate linguistiche e i grugniti neo-gergali, i codici d'accesso e più s'avverte il bisogno di tornare alla Casa Madre. Magari per farsi rispettare, evocando le nostre origini romane e cristiane.

A Bruxelles, a Strasburgo, a New York sarebbe tanto bello opporlo all'esperanto dei burocrati, presentandoci con la linda e austera chiarezza del latino. La trasparenza di una costruzione lessicale è il preambolo per una trasparente costruzione politica, rispettosa della civiltà da cui proveniamo. E una lingua pulita s'accompagna di solito ad una mens sana.

Ci vorrebbe un Sexaginta octo di segno opposto per rilanciare il latino, cancellato dal '68 e propaggini, fino al colpo di coda di Bergoglio.

Magari celebrando il dies familiae – che suona meglio di family day; mentre gay pride suona male se lo traduciamo con ipse sexus amator superbia (l'orgoglio dell'amante del sesso; ndr). Ah, il rigoroso lindore della lingua latina e il suo amore assoluto per la verità...»


"San Michele Arcangelo uccide il Dragone" di Josse Lieferinx

Termino con un video raffinato ed incisivo che solo il genio di Mussorgsky poteva esprimere nel definire la superiorità della Luce sulla tracotanza delle tenebre. Ecco la clip di "Una notte sul Monte Calvo" resa celebre dal film "Fantasia" di Walt Disney.

  


Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: marcelloveneziani.com 


martedì 14 marzo 2023

L. Tolstoi: Emblematica Novella. Sintesi del Vero!


Il Monastero di Solovki 

Con quale grazia il grande scrittore Leone Tolstoi ha saputo esporre un popolare e antico racconto russo e come da esso scaturisce la sintesi di ciò che è veramente sostanziale  nella  vita!  (Per  conoscere  meglio  Lev  Nikolaevic  Tolstoj,  QUI).


"Pregando, non sprecate parole inutili come fanno i pagani: 
essi credono di venire ascoltati per le molte parole. 
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro
sa di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate". 
(Mt. 6, 7-8)


Lev Feliksovich Lagorio (1828-1905) 

I  Tre  Eremiti

Un arciprete navigava su un veliero dalla città di Arcangelsk (sul delta del fiume Dvina nel Mar Bianco; ndr) al monastero-fortezza di Solovki (nell'omonimo arcipelago; ndr). Sulla stessa imbarcazione viaggiavano alcuni pellegrini che andavano a visitare i santuari. Il vento era favorevole, il tempo chiaro, nessun rollio.

Una parte di essi si riposava, un'altra mangiucchiava, altri ancora stavano seduti in gruppi conversando fra loro.

Anche il parroco salì sul ponte e cominciò a camminare avanti e indietro; avvicinandosi alla prua vide che vi era riunito un gruppetto di persone. Un piccolo paesano stava indicando qualcosa sul mare, e parlava mentre la gente stava ad ascoltare... non si vedeva nulla, solo il mare luccicava al sole.

Il paesano si accorse di lui, si tolse il berretto e tacque. Pure gli astanti lo videro e si scoprirono il capo, ossequiosi.

«Non disturbatevi fratelli», disse l'arciprete, «mi sono avvicinato anch'io per sentire ciò che tu dici, buon uomo».

«Quel piccolo pescatore ci raccontava degli eremiti», osservò un mercante più audace.

«Che dici degli eremiti?», gli chiese il canonico, avvicinandosi al parapetto della nave e mettendosi a sedere su una cassa. «Raccontalo anche a me, ti ascolterò volentieri, che cosa mostravi?»

«Ecco, su quell'isolotto che spunta», disse il paesano indicando davanti a destra, «vivono alcuni eremiti per salvarsi l'anima...»




Il parroco guardava, guardava, ma l'acqua tremolava al sole ed egli non poteva scorgere niente perché non ne aveva l'abitudine.

«Non vedo nulla» disse. «Ma quali eremiti stanno su quell'isola?»

«Sono persone di Dio» rispose l'uomo. «Ne avevo sentito parlare da molto tempo ma non avevo mai avuto l'occasione di vederli. Due estati fa, invece, li potei vedere coi miei propri occhi».

Il pescatore tornò al suo racconto: era andato per la pesca, fu spinto verso quell'isola e non sapeva dove si trovasse. All'alba s'era messo a girovagare finché si imbatté in una capanna di terra.

Davanti ad essa vide un eremita e poi, ne uscirono altri due: gli diedero da mangiare, lo asciugarono e lo aiutarono a riparare la barca.

«Com'erano d'aspetto?», domandò l'arciprete.

«Uno era piccolo, rattrappito, proprio anziano; aveva addosso una tonaca vecchia vecchia; doveva avere più di cento anni. La sua barba bianca cominciava perfino a verdeggiare; lui sorrideva sempre ed era chiaro come un angelo del cielo.

Un altro, di statura un po' più alta, vecchio anche lui, con una casacca lacera, la barba larga e bianca con riflessi giallognoli; era però un uomo robusto: rigirò la mia barca come un secchio; non ebbi nemmeno il tempo di aiutarlo; anche lui era tutto gioioso.




Il terzo superava gli altri due in altezza, aveva la barba lunga fino ai ginocchi, bianca come le penne del cigno; le sopracciglia gli scendevano sugli occhi; completamente nudo, solo intorno alla vita aveva una stuoia».

«Che cosa ti hanno detto?», chiese l'arciprete.

«Facevano quasi tutto in silenzio, ed anche tra loro parlavano poco. Bastava che uno guardasse l'altro perché questi capisse al volo. Chiesi a quello alto se era molto che abitavano l'isola.

Egli si oscurò, cominciò a dire qualcosa come se fosse irritato. Ma quello più anziano e piccolo gli prese la mano, sorrise, e il grande si acquietò.

Mentre il paesano parlava, il veliero si era ancor più avvicinato alle isole. «Ora si vede proprio bene», disse il mercante; «degnatevi di guardare, eminenza», aggiunse indicando il punto.

Il canonico iniziò a guardare. E difatti scorse una strisciolina nera: l'isolotto. Poi si spostò dalla prua verso poppa, avvicinandosi al timoniere. «Che è quell'isolotto?», chiese, «cosa si vede là?»

«È uno qualunque, senza nome. Ce ne sono tanti».

«È vero che ci sono degli eremiti che si salvano l'anima?»

«Si dice, eminenza, ma non so se sia vero. Sembra che i pescatori li abbiano visti. Ma succede spesso che la gente racconti frottole».

«Vorrei sbarcare nell'isola per vederli», disse il parroco. «Come si può fare?»

«Non ci si può avvicinare con la nave», rispose il timoniere, «Con la barca si potrebbe, ma bisogna chiederlo al capitano».

Chiamarono il comandante. «Vorrei vedere questi eremiti», disse l'arciprete. «Non si potrebbe farmi sbarcare?»

Il capitano cercò di dissuaderlo: «Non che sia impossibile, ma si perderebbe molto tempo, ed oso far osservare a vostra eminenza che non vale la pena di vederli. Ho sentito dalla gente che sono vecchi imbecilli che non capiscono niente e non parlano nemmeno, come se fossero pesci di mare».

«Non importa. Vorrei andare lo stesso», insistette il canonico. «Pagherò il disturbo, basta che mi facciate sbarcare».

Era irremovibile. Il timoniere fece virare la nave e la diresse verso l'isola. La gente si era radunata a prua e tutti guardavano in direzione dell'isola. E coloro che avevano la vista più acuta, già cominciavano a distinguerne le rocce e ad indicare la capanna.




Uno era riuscito perfino a scorgere i tre vecchi solitari.

Il capitano estrasse il cannocchiale, guardò e lo porse all'arciprete. «Difatti», disse, «là sulla riva, un po' a destra di quel grande scoglio, si vedono tre uomini in piedi».

L'uomo di chiesa prese il cannocchiale e lo diresse verso il punto indicatogli. Si vedevano i tre eremiti in piedi. Uno alto, l'altro un po' più basso e il terzo piccolino addirittura; stavano sulla riva, tenendosi per mano.

Il capitano si avvicinò al parroco: «Qui, eminenza, bisogna fermare la nave. Se ci tenete proprio vi possiamo accompagnare alla riva in barca; noi intanto caleremo le ancore»...

Così i rematori condussero la scialuppa a terra, e con un gancio attraccarono alla riva. Il canonico scese.

Quando lo incontrarono, i tre vecchi si inchinarono davanti a lui: egli li benedisse e loro si inchinarono di più. Allora egli cominciò a dire:

«Ho sentito che voi, eremiti di Dio, salvate qui la vostra anima e pregate Gesù Cristo per il prossimo. Io, schiavo indegno di Cristo, per grazia di Dio sono stato chiamato a custodire il suo gregge; quindi ho voluto vedere anche voi, servi di Dio, e darvi, se posso, l'insegnamento del Signore».

Loro tacevano, sorridevano, e si guardavano l'un l'altro. «Ditemi come salvate la vostra anima e come servite Dio», concluse l'arciprete.

L'eremita mezzano sospirò e guardò il più vecchio tra loro, così come fece quello più alto accigliandosi. L'anziano allora disse: «Non sappiamo, servo di Dio, servire Iddio; serviamo soltanto noi stessi per nutrirci».




«E come pregate Iddio?», chiese l'arciprete.

L'anziano rispose: «Preghiamo così: "Tre siete Voi, tre siamo noi... Abbi misericordia di noi!"» ed appena disse questo, tutti e tre alzarono gli occhi al cielo e ripeterono: "Tre siete Voi, tre siamo noi... Abbi misericordia di noi!"

Il parroco sorrise e disse: «Certo avete sentito parlare della Santa Trinità. Ma non pregate come si deve. Ho preso a ben-volervi eremiti di Dio; vedo che lo vorreste accontentare, ma non sapete come servirLo. Non si deve pregare così; ascoltatemi, ve lo insegnerò.

Non sarà un ammaestramento mio, ma vi trasmetterò quel che è riportato nella Sacra Scrittura; vi dirò come Dio comandò a tutta la gente di recitare le preghiere». Ed iniziò ad esporre loro come l'Eterno avesse rivelato se stesso agli uomini.

Parlò di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: «Iddio Figlio discese sulla Terra per salvare gli uomini ed insegnò a pregare così. Ascoltatemi e ripetete ciò che dirò».

E cominciò a dire: «Padre nostro», ed anche l'altro ripeté "Padre nostro". «Che sei nei cieli»... ma il mezzano si imbrogliò nelle parole dicendole in altro modo e nemmeno quello alto, mezzo nudo, le espresse bene: i baffi gli erano cresciuti fino alla bocca e non aveva la pronuncia chiara; allo stesso modo balbettò qualcosa di incomprensibile anche l'eremita anziano che non aveva più denti.

E tutto il giorno, fino a sera, non si stancò di ripetere la stessa preghiera, dieci, venti, cento volte e i tre vecchi sempre dietro... E si confondevano, e lui li correggeva obbligandoli a ricominciare daccapo. Non li lasciò finché non l'ebbero imparata interamente.

Iniziava ad imbrunire e la luna già si alzava sul mare quando l'uomo di Dio decise di ritornare sul veliero.

Si accomiatò dagli eremiti che gli fecero un inchino fino a terra. Lui li fece rialzare e li baciò uno ad uno, ordinando loro di pregare come aveva loro insegnato. Salì sulla barca che si diresse verso la nave, e mentre navigava sentiva sempre le tre voci ripetere di continuo la preghiera...


Lev Feliksovich Lagorio (1828-1905) 

Quando già stava per arrivare vicino al veliero e non sentiva più i vegliardi, li poteva scorgere al chiaro di luna: erano in piedi sulla riva, allo stesso posto.

La scialuppa si accostò al battello ed egli salì sul ponte; vennero alzate le ancore e issate le vele che si gonfiarono al vento spingendo l'imbarcazione in avanti.

Il parroco andò a poppa, dove rimase seduto guardando sempre verso l'isolotto. Man mano gli eremiti scomparvero alla vista e ben presto anche la striscia di terra.

I pellegrini andarono a dormire e tutto era silenzio sulla tolda. Ma egli non aveva sonno e rimase seduto guardando il mare in direzione della piccola isola lasciata, pensando ai buoni vegliardi.

Si ricordava come essi fossero felici d'aver imparato la preghiera e ringraziava l'Eterno per avergli concesso di aiutare gli eremiti di Dio insegnando loro la parola divina.

Stava seduto così, l'arciprete: nei suoi occhi passavano dei riflessi, perché la luce, or qua or là, scintillava sulle onde mosse.

Ad un tratto, vide che qualcosa riluceva, biancheggiando sulla scia della luna... sembrava un uccello... un gabbiano... Guardò più attentamente: «Dev'essere una barca a vela che ci corre appresso», pensava.




Ma pareva che si avvicinasse troppo lesta. Era così lontana... ed eccola quasi a ridosso del veliero... stava per raggiungerlo...

Egli non riusciva a capire cosa potesse essere, allora si avvicinò al timoniere per chiedergli che cosa fosse... ma già si era accorto da sé che si trattava dei vegliardi i quali, correndo sulle onde con le loro bianche barbe splendenti, si avvicinavano al battello...

Il timoniere si volse, abbandonò il timone e si mise ad urlare: «Mio Dio! Gli eremiti ci rincorrono sul mare come se fosse terra ferma!

La gente lo sentì; tutti si alzarono precipitandosi a poppa... e videro i tre vecchi correre tenendosi per mano, senza muovere nemmeno i piedi. I due che si trovavano più prossimi alla nave agitavano le braccia per indicare di arrestarsi.

Ma non ce ne fu bisogno perché essi l'avevano ormai già raggiunta. Si avvicinarono, alzarono le teste e dissero insieme: «Abbiamo dimenticato, servo di Dio, abbiamo dimenticato la tua lezione.

Finché la ripetevamo ce ne ricordavamo; abbiamo smesso per un'ora e una parola ci è sfuggita; l'abbiamo dimenticata e tutto si è sgretolato. Non ricordiamo più nulla, insegnacela di nuovo».

Il canonico si segnò; si inchinò verso i tre vecchi e disse: «Anche la vostra preghiera raggiunge il Signore, eremiti di Dio. Non sta a me insegnarvela. Pregate per noi peccatori!» E si inchinò fino terra davanti ai vegliardi.

Essi, allora, in silenzio si voltarono riprendendo il mare. E fino al mattino si scorse un bagliore nella direzione in cui erano andati.




(Da Leone Tolstoi, Racconti e ricordi, raccolti e illustrati dalla figlia Tatiana; a cura di C. Alvaro. Milano, Mondadori, 1942).

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it