giovedì 15 novembre 2018

L'Evoluto SA che La Reincarnazione è Reale!


Josephine Wall

Sebirblu, 15 novembre 2018

Riservandomi di dedicare un articolo completo all'approfondimento storico sulla reincarnazione, che fu ed è accanitamente osteggiata sin dal 325 d.C. ‒ allorché si tenne il primo Concilio di Nicea ‒ penso che, per ora, sia sufficiente il testo inequivocabile  del  Vangelo  di Matteo  dove  il  Cristo  dice:

"Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire." (Mt. 11, 12-14)

I discepoli gli domandarono: "Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?" Ed egli rispose: "Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, l'hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro". Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista. (Mt. 17, 10-13)

Dunque, dal momento che lo stesso Cristo asserisce che Elia (profeta del Vecchio Testamento) e  Giovanni Battista  sono  la  stessa  persona,  non  c'è  alcun dubbio sulla realtà della reincarnazione e il travisamento continuo di questo fatto "arrampicandosi sui vetri" contribuisce "maledettamente" a rallentare la presa di coscienza di una buona parte dell'Umanità.

Ma ecco cosa ci insegna l'altissima Fonte ultrafànica di cui ho già parlato QUI, e dalla quale questo brano è tratto.


"Reincarnazione" di Rob Gonsalves

Da "Revelation of Ramala":

Il concetto di reincarnazione è conosciuto in tutto il mondo. Si possono trovare molte interpretazioni riguardo al suo vero significato ma, in poche parole, significa nascere di nuovo, vivere un'altra vita.

Numerose persone possono accettare che il loro Spirito continui effettivamente ad esistere su un altro piano dopo che è avvenuto il decesso, ma trovano difficile accettare il fatto di aver vissuto altre vite prima della loro attuale esistenza, come di poter vivere nuovamente in un corpo fisico in una fase successiva.

Niente che io possa dire servirà a persuadere sulla realtà della reincarnazione se non chi ne è già convinto nel profondo della sua coscienza, perché si tratta proprio di un fattore intimo, strettamente legato all'evoluzione di ogni singolo individuo.

Nel vostro mondo accadono spesso delle tragedie, per usare il termine che voi usate per descrivere questi avvenimenti. Quasi tutti i giorni leggete sui quotidiani di incidenti aerei o di auto nei quali sono rimaste uccise delle persone, di omicidi, di morti tragiche o di migliaia di esseri che sono trapassati per fame o per malattie...

Parecchi si chiedono: "Come può Dio permettere una simile sofferenza?" E in questo modo lasciano intendere che riversano sull'Eterno, o sul di Lui concetto, la responsabilità delle disgrazie accadute.

Se aveste una sola esistenza da vivere, se non aveste mai vissuto in precedenza e non vi fosse concesso di sperimentare nuovamente, allora forse potreste avere una certa giustificazione nel pensare che la vita è crudele, che non ha senso la morte di una persona nel fiore degli anni, privare dei bambini della loro madre, distruggere l'apparente felicità della vita su questa Terra.


William Bouguereau

Ma quelli di voi che percepiscono la reincarnazione come un dato di fatto... sanno che nulla su questo mondo avviene per caso e che tutto quanto riguarda la materia esiste ed è controllato da forze che trascendono l'immaginazione dell'Uomo...

Se accettate che la vita su questa Terra sia una scuola, allora dovete anche accettare che ci sia un ben preciso programma di studi, vacanze comprese, perché quando uno è giovane non può apprendere continuamente, senza un'interruzione.

I bambini frequentano l'anno scolastico per un periodo prefissato e poi fanno le loro vacanze. Questo è esattamente ciò che succede con la vita. Voi andate a scuola sulla Terra per un certo lasso di tempo e poi vi concedete una vacanza prima di farvi ritorno.

Quando vi ritornate, possedete già tutte quelle conoscenze che avete appreso nel corso della precedente sessione. Portate con voi l'esperienza delle vostre relazioni con i compagni e gli insegnanti, gli esami che avete sostenuto, i diplomi che avete conseguito e tutto ciò forma la base per i vostri ulteriori progressi.

Se avete fallito qualcuna delle vostre prove, allora vi si presenta l'opportunità di ripeterle dopo aver approfondito gli studi. Questa analogia è davvero una descrizione molto semplificata della vita fisica... Tuttavia, la cosa più importante da ritenere è che ogni vostra esistenza è pianificata.

Voi non solo scegliete il corpo in cui incarnarvi, i genitori che vi concepiranno, gli influssi planetari sotto i quali dovrete nascere, il paese nel quale dovrete vivere, il tipo di vita e il partner che sposerete, ma scegliete anche il momento del trapasso e il modo in cui lo compirete. Vedere anche QUI.




Come ho detto prima, questa Terra è una scuola, e voi imparate anche facendo degli errori. Se vi trovate ad affrontare una sperimentazione e non la superate, dovrete con essa cimentarvi di nuovo... perché non potrete progredire – e l'esistenza è un continuo progresso, una spirale avvolgentesi verso l'alto – finché non avrete imparato quelle lezioni.

Per cui ne deriva che il vostro comportamento in un arco vitale, sia che foste un re oppure un mendicante, influenzerà moltissimo la vostra vita successiva. Molti di voi, lo so, conoscono il concetto di "Karma", che è stato descritto anche come Legge di Causa e di Effetto.

Quello che fate (pensate o dite; ndr) avrà una conseguenza. Ciò che emanate fuori di voi tornerà indietro, se non in questa vita, certamente in un'altra. Se ci pensate bene, è una Legge molto giusta. Tutto nell'Universo, dalle stelle e dai pianeti lassù fino alla natura quaggiù, è in equilibrio.

Non sarebbe secondo Giustizia se l'Uomo vivesse una sola vita e in quella vita potesse uccidere qualcuno e trarne dei vantaggi. La Legge della Creazione non conosce niente di simile alla mancanza di equilibrio...

Supponiamo, ad esempio, che in un eccesso d'ira abbiate commesso un omicidio. Ora, anche se vi siete pentiti di quello che avete fatto e avete imparato la lezione, la Legge del Karma afferma che siete debitori verso colui che avete ucciso di un pagamento analogo.

Questo non significa che tale persona debba a sua volta uccidervi ma, dal momento che con il vostro arbitrio forse le avete accorciato la vita, allora in una successiva incarnazione voi, di vostra libera volontà, sceglierete di sacrificare la vostra esistenza all'evoluzione o allo sviluppo di quell'individuo.

Sappiate che tutti gli incidenti occorsi nella vostra vita hanno un senso. Ogni volta che avete pensato quanto il destino si stesse accanendo contro di voi ha un significato. Perciò cercate di trovarlo. Passate in rassegna i vostri passi vitali ripensando a quello che avete fatto.


Josephine Wall

Esaminate gli accadimenti e le disavventure che vi sono capitati. Cercate di scoprirne il motivo nascosto e allora vedrete e capirete il vero scopo dell'esistenza. Il caso non esiste. Il destino cieco non esiste. Tutto quello che succede sulla superficie della Terra ha una ragione.

Dato che tutti voi siete nati con il dono divino del libero arbitrio, le vostre scelte avranno un effetto non solo su di voi ma anche su tutti coloro che vi circondano. L'uomo deve imparare ad essere responsabile nei confronti di se stesso e soprattutto verso i suoi simili.

Perciò il Karma si applica sia agli individui come alle città e alle nazioni, ed è ovvio, anche alla Terra nel suo complesso.

Io vi chiedo di guardare dentro la vostra vita, di capire il significato dell'equilibrio che la governa, di capire che il vostro Creatore, il Quale conosce ogni capello che avete sulla testa, SA ogni cosa che vi viene fatta o che fate, giustamente o ingiustamente.

Rendetevi conto che i vostri pensieri voluti, le parole dette e le azioni compiute causeranno un effetto in questa vostra esistenza come nelle successive. 

Voi non potete fare del male ad un altro Essere senza che il medesimo male, potenziato dalla negatività che attirate, vi ritorni indietro. Se l'Uomo d'oggi fosse consapevole di questo fatto, quanto più piacevole sarebbe vivere su questa Terra...




Perciò vi prego di motivare sempre il vostro operato con la spiritualità più pura e più elevata... È stato William Shakespeare che ha scritto:

Tutto il mondo è un palcoscenico,
ed uomini e donne son soltanto attori,
han le loro entrate e le singole uscite,
e molti ruoli ognun riveste nella sua stessa vita.

William Shakespeare aveva capito benissimo che l'arco vitale su questa Terra può essere paragonato ad una commedia, anche se su scala leggermente più vasta dei suoi piccoli capolavori teatrali, e che quando il vostro Spirito eterno si incarna a livello terreno sta semplicemente interpretando una parte nel grande dramma della vita...

Se Io vi svelassi il finale di questo dramma, se vi dicessi quello che accadrà sul piano fisico dell'esistenza, allora dove starebbe il senso dello spettacolo? Voi dovete vivere questi eventi, affrontarli ed imparare la loro lezione.

Perciò, dovete invocare la vostra energia intuitiva per ricevere la Saggezza del vostro Creatore.

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brano tratto dal libro: "Quando passa la Cometa" di Tom Kay

Fonte d'origine: ramalacentre.com

mercoledì 7 novembre 2018

"INTERRATE" o "IN CIELO" le Chiese sacre d'Etiopia


Un prete in piedi sulla stretta cengia di fronte alla chiesa di Daniel Korkor

Sebirblu, 6 novembre 2018

Fu un etiope ‒ stando agli Atti 8, 27 ‒ il primo pagano convertito al cristianesimo ad essere battezzato dall'apostolo Filippo lungo la strada tra Gerusalemme e Gaza.

Tuttavia,  la storia di questa  nazione  risale a molto  tempo  prima,  non solo all'epoca di re Salomone e della regina di Saba, visto che la Bibbia ne parla sia in 1 Re 10, 1-10 che in 2 Cronache 9, 1-12 e il Kebra Negast (il testo sacro etiopico) ne sviluppa in modo approfondito la vicenda legata all'Arca dell'Alleanza*, ma anche in ambito paleontologico che risale, dai ritrovamenti, a circa tre milioni d'anni fa.

* (Già quattr'anni fa ho parlato della mitica Arca, ved. QUI, in occasione di un evento drammatico, che però nel tempo è stato ridimensionato da più voci, per l'inaffidabilità del sito di provenienza e per l'impossibilità di avere riscontri dalla stampa, dovuti alla ferrea censura del Paese abissino).

Nonostante ciò, la cristianità in Etiopia ebbe inizio nella prima metà del IV secolo quando, come racconta lo scrittore Rufìno di Aquileia (345-411) nella sua Historia ecclesiastica, fu convertito il regno di Aksum.

Da allora, per 17 secoli il cristianesimo ha forgiato la storia di questa nazione ed è penetrato così profondamente nelle istituzioni familiari, sociali e politiche del paese, che gli etiopici hanno resistito a pressioni e persecuzioni esterne ed interne fino a quella scatenata per 17 anni (1974-1991) dalla dittatura marxista.

La Chiesa ortodossa etiope, come quella egiziana o copta alla quale è rimasta legata fino al 1959 diventando poi indipendente con un proprio Patriarca, ha accettato i primi tre Concili ‒ di Nicea, Costantinopoli ed Efeso ‒ ma non quello di Calcedonia del 451,  che fissò la dottrina delle due nature di Cristo,  la divina e l'umana.


Etiopia - Timkat - Sacerdote con Croce copta.

Gli etiopici, quindi, credono ad una sola Natura Divina del Cristo (miafisismo) che si discosta grandemente dal concetto cattolico di "vero Dio e vero Uomo", ma che si avvicina moltissimo alla Realtà ultrafànica trasmessaci dalle Purissime Intelligenze in questi ultimi anni. (cfr. QUI, QUI e QUI).

Verso la fine del VI secolo Aksum entrò in declino, e l'Etiopia fu presto accerchiata dall'espansione islamica. Per questo motivo, cominciarono ad essere scavate nella roccia, in luoghi inaccessibili come quelli delle alte montagne del Gheralta, o nel sottosuolo come a Lalibelà, moltissime chiese per isolarsi e proteggersi dall'avanzata musulmana.

Il territorio, infatti, è contraddistinto da altopiani che si estendono oltre i duemila metri di altezza dove il clima è piacevole anche nel periodo estivo che inizia il 12 Settembre e termina a Marzo.

Un ottimo esempio di spiritualità "altissima" è l'Abuna Yemata Guh del Tigray, nell'Etiopia settentrionale. Questa chiesa del V secolo è arroccata a 111 metri di altezza (oltre il livello dell'altopiano), sulla facciata di una guglia verticale di roccia.

Per raggiungerla, bisogna arrampicarsi senza corde o imbracature, avanzando pian piano lungo strette sporgenze e attraversando un ponte improvvisato, traballante.

Eccone il video, più che convincente.




Un prete guarda dall'unica finestra della chiesa di Abuna Yemata. L'immagine è tratta dal libro "Etiopia: Le chiese viventi di un antico regno".




I missionari hanno svolto un ruolo chiave nell'espansione iniziale  del cristianesimo in Etiopia. I monaci hanno tradotto l'antica Bibbia ed altri testi religiosi dal greco, permettendo alle popolazioni di conoscere il Vangelo e la storia sacra riguardante il Cristo e gli Apostoli.

Qui sotto, un monaco tiene aperta un'antica Bibbia di pelle di capra dipinta con vivide illustrazioni disegnate a mano e relativa accurata calligrafia.




Inoltre, gli stessi missionari sono stati gli artefici delle decorazioni interne di queste chiese che sebbene situate in luoghi impervi sono affrescate mirabilmente.

Ecco un altro monastero del VI secolo, il Debre Damo, situato su una montagna dalla cima piatta chiamata in amarico "amba", a poca distanza dalla città di Aksum, dove l'unica via di accesso (per soli uomini) è una scogliera a picco di quindici metri.




Fu fondato da Abba Aragawi, uno dei "Nove Santi" che arrivarono dalla Siria e da Costantinopoli per evangelizzare l'Etiopia; conserva una ricca collezione di antichi manoscritti.


Il Monastero di Debre Damo circondato da orti, alberi da frutto e giardini

Ed  ora  passiamo alle chiese  della  regione Amhara  scavate nella roccia rossa tufacea e divenute patrimonio dell'UNESCO nel 1978.

Dopo che il primo europeo, il sacerdote Francisco Alvarez, scoprì la città santa di Lalibelà tra il 1521 e il 1525 descrivendone le incredibili chiese rupestri (undici per l'esattezza), i visitatori non hanno più smesso di esaltarne la bellezza.

Chi si avvicina a questo sito magico non vede nulla fino a quando letteralmente non poggia i piedi sugli antichi monumenti. Sembra che "fioriscano" d'incanto dalla pietra in tufo rosso a cui restano uniti alla base oppure ad uno o più lati, ma sempre sotto il livello del suolo.

L'antica leggenda di questo luogo sacro

La costruzione di tali chiese monolitiche è attribuita al re "Lalibelà" che si propose di edificare nel 12° secolo una "Nuova Gerusalemme", dopo che le conquiste musulmane fermarono i pellegrinaggi cristiani in Terra Santa.

Il mito narra che egli sarebbe cresciuto a Roha, dove suo fratello era re. Pare che sin dalla sua tenera età uno sciame di api lo avesse cinto senza pungerlo, profetizzando così la sua grandezza futura, l'impegno per il progresso sociale e le vaste ricchezze a venire. (Da qui, il nomignolo "Lalibelà" che significa "le api lo riconoscono sovrano").

La sorellastra, fattasi gelosa per i vaticini sul fratello, tentò di avvelenarlo, ma il veleno gli causò semplicemente una morte apparente che lo gettò nel sonno per tre giorni. Durante questo tempo un angelo lo avrebbe accompagnato spiritualmente in Cielo dove gli sarebbero state mostrate le chiese che avrebbe dovuto costruire.

Risvegliatosi, si ritirò nel deserto dove, di nuovo in spirito, fu condotto questa volta a Gerusalemme.

Il Cristo stesso avrebbe ordinato al re di abdicare in favore di "Lalibelà". Questi, una volta eletto col suo vero nome, Ghebrè Meskal (Servo della Croce), avrebbe condotto una vita più severa di prima e avviato l'edificazione delle chiese.

Sembra che di notte, mentre gli intagliatori di pietre erano intenti a dormire, gli angeli continuassero il loro lavoro, tanto che in ventiquattr'anni l'opera monumentale venne ultimata. Il re "Lalibelà" è oggi considerato santo dalla Chiesa ortodossa etiope. Dopo quarant'anni di regno si ritirò dandosi all'eremitaggio.

Le chiese monolitiche, situate sull'altopiano del Semien a 2500 metri sul quale svettano montagne maestose come il Ras Dashan di 4549 metri, sono divise fra loro (5 da una parte e 6 dall'altra) da un fiume artificiale scavato nella roccia chiamato "Giordano", proprio come quello che attraversa Gerusalemme. Ecco un interessante video su Lalibelà:




Tutto in questa città santa ricorda la Terra in cui ha vissuto Gesù: c'è la chiesa che celebra la Resurrezione di Cristo, Bete* Medhane Alem, dove viene conservato il gran Meskal, la croce ritenuta miracolosa che riluce in tutta la sua bellezza. La casa di Maria (Bete Maryam), la tomba di Adamo, il Monte degli Olivi e perfino il Golgota.

* (Bete: termine che deriva da Beit El, ossia Casa di Dio).

Poi  c'è  Bete Gyiorgis  (dedicata a San Giorgio)  la  più  bella:  un  tempio  con  pianta a croce greca, in perfetta solitudine. Attorno alla chiesa, che sprofonda per quasi tredici metri nella roccia, si apre un oscuro labirinto di cunicoli, tunnel e grotte che collegano fra loro le sacre strutture.

I  passaggi sotterranei  sono completamente  bui  dove  non è permessa  alcuna forma di  illuminazione;  bisogna  appoggiare  la  mano  al  muro  e  procedere  fino  a  che la luce,  prima fievole e poi  sempre  più  accesa e vibrante, non abbacina... così si esce allo scoperto per trovarsi in un altro posto, in un tempio tutto nuovo del medesimo complesso.

Questi corridoi, oltre che per spostarsi, hanno una funzione e un significato nascosto: rappresentano il percorso dall'inferno al paradiso, la strada che il fedele deve compiere per purificarsi e passare dall'Oscurità alla Luce della Conoscenza e della Salvezza spirituale.



Foto di Luisa Puccini

La grande ricorrenza di Lalibelà è il 19/1, in cui la chiesa etiope celebra il "Timkat", l'epifania che commemora il battesimo di Gesù nel fiume Giordano. Migliaia di fedeli vestiti di bianco prendono parte alla festa e partecipano al battesimo collettivo, tra i monumenti rossastri e i canti liturgici di tutto il clero riunito.

Dai  Sancta Sanctorum  di ogni  chiesa  escono  in  processione le "Talbot", copie delle Tavole Sacre dei Dieci Comandamenti, i cui originali sarebbero conservati nell'Arca dell'Alleanza ad Axum (sempre che sia ancora là e non sia stata trafugata come da link apposto sulla nota sopra contrassegnata da asterisco).

Una processione accompagna allora il viaggio rituale delle "Talbot", protette da tessuti damascati per sottrarle alla dissacrazione degli sguardi profani e portate sulla testa dai monaci copti che, sotto preziosi e variopinti ombrelli destinati a convogliare le energie celesti su loro e sui presenti, avanzano tra canti e balli ritmati da tamburi, corni e sistri.




Raggiunta l'acqua (nel caso di Lalibelà si tratta di una grande vasca a forma di croce) tra profumi d'incensi e litanie, essa viene benedetta, mentre i fedeli si preparano ad una veglia di preghiera che dura tutta la notte.



Foto di Giovanna Corti - Timkat - Benedizione dell'acqua.

I pellegrini si accampano sotto le tende o in maggior parte sotto il cielo stellato. 



Foto di Giovanna Corti - Timkat - Veglia notturna a Lalibelà.

All'alba, avviene l'aspersione rituale pubblica con l'acqua santa che "spartanamente" viene spruzzata sull'immensa folla con canne o addirittura con secchi. L'indomani, festa di San Michele Arcangelo,  le "Talbot" tornano alle singole dimore nella roccia.



Foto di Giovanna Corti - Timkat - Aspersione dell'acqua sui pellegrini.

Chiosa finale

Per concludere, faccio mie le parole scritte da Alberto Elli in un passo dell'articolo pubblicato dall'Osservatore Romano il 26 ottobre 2017, QUI:

"La Chiesa etiopica possiede un'importante e antica tradizione liturgica, spirituale e teologica sua propria, un tesoro prezioso, inestimabile quanto poco conosciuto, che risale ai tempi più antichi della storia, da trasmettere ai cristiani del mondo intero.

Nonostante queste sue basilari caratteristiche, il cristianesimo etiopico è stato da alcuni letterati e scrittori, antichi e moderni, ridotto ad una mera meccanica osservanza di riti, credenze, pratiche e leggi fossilizzate.

Si tratta di un approccio «del tutto primitivo», ora per lo più rigettato; sempre più studiosi, infatti, esprimono il proprio convinto apprezzamento per il fenomeno religioso etiopico, sottolineandone la profonda peculiarità."

Ed è proprio questo aspetto che il più delle volte non viene percepito per l'eccessiva superficialità di valutazione attratta e distratta dalle vivaci espressioni folkloristiche, perdendo di vista nel contempo la profonda spiritualità di questo popolo che è passato indenne da secoli di insidie e condizionamenti, mantenendo viva e ardente la fiaccola della vera fede in Cristo, Redentore del mondo.
Foto di Giovanna Corti

Post Scriptum

Avendo spigolato per i diversi spunti qua e là, consiglio questi siti per gli interessanti contenuti ma anche e soprattutto per le immagini meravigliose:

http://www.etiopiamagica.it/index.htm
http://www.ilcornodafrica.it/
https://venets.wordpress.com/2017/12/23/in-etiopia-le-chiese-nel-cielo/
https://www.viaggionelmondo.net/33139-chiese-tigrai/
http://www.giovannacorti.com/portfolio-items/timkat-a-lalibela/


lunedì 22 ottobre 2018

Dall'Aldilà: "Storia Vera di un Sacerdote Suicida"




Sebirblu, 22 ottobre 2018

Cari Lettori, penso di far cosa gradita a molti di voi, che cercano riscontri sulla esistenza dell'aldilà, nel presentare un'inedita rivelazione di un Essere che sulla Terra era un sacerdote e che dopo esser venuto a contatto con la Realtà vera, entrò in conflitto con se stesso uccidendosi.

Gli insegnamenti che aveva impartito, frutto dell'educazione teologica ricevuta, non collimavano affatto con la Conoscenza che dà nuova luce al senso della vita con la possibilità del saliscendi reincarnativo e dunque con l'inesistenza del castigo eterno.

Questa «comunicazione» fa parte di una serie di messaggi-esempio contenuti nei due  prestigiosi  volumi «Scintille dall'Infinito»,  mai entrati in commercio,  che per la loro elevatezza rappresentano due pietre miliari del più alto ammaestramento spirituale.




Dall'Aldilà:  "Storia Vera di un Sacerdote Suicida"

La storia inizia con un breve preambolo del relatore prima della manifestazione medianica dell'Entità, giunta con il permesso di Legge, per dare testimonianza di sé.

Relatore: "Ecco una voce più chiara, una concezione già nitida, una confessione di errori che rivela un'anima in piena evoluzione la quale, malgrado gli errori commessi, è già pervenuta ad una certa altezza della scala ascendente."

Entità: "Come potete voi tormentarci con la vostra insana curiosità, quando il ricordo ci turba ancora mentre lo Spirito è in ascesa?"

Relatore: "Il tuo Spirito è in ascesa?"

Entità: "Sì, sono arrivato. Sono arrivato dopo aver negato e questo mio negare ha fatto delle rovine, perché ho chiuso delle menti, ho infranto delle speranze, ho voluto portare la mia lotta all'estremo. Chiamo quella fase della mia vita «l'onda della follia».

Relatore: "Potresti darci un cenno sulla tua vita terrena?

Entità: "Dopo essere passato a fianco della Luce, dopo averLa disprezzata perché mi era stata male somministrata, ho voluto chiudere interamente la porta. Stanco della lotta, con la visione della nostra nullità, ho voluto finirla per andare a cercare il Bene.

Il 10 aprile 1871, io, Roberto, morii in anima pura vivendo in corpo. Sapete voi cosa significhi «morii in anima pura vivendo in corpo»? Questa data segna il rigetto della mia veste sacerdotale e riflette il cambiamento della mia coscienza in merito alla verità.

Io, Roberto, ero stato accolto giovanetto in abbandono, da un uomo di fede, Martini, ed ero stato messo a studiare le scienze teologiche, la «Summa» di Tommaso D'Aquino.




Su quei libri, su quelle asserzioni, io, di sentimenti religiosi perché così educato, ero pervenuto ad una diversa conclusione: doveva intendersi il dogma quale verità indistruttibile o era vero piuttosto ciò che sentivo nel mio profondo?

Era giusto quello che salendo dal mio interno alimentava la mia mente, mi rendeva mite con i miei simili, propenso all'indulgenza, al perdono e mi spingeva ad una dolce profusione di altruismo e di soccorso?

E in questa morsa continuavo ad insegnare vivendo, come dite voi umani, fra l'incudine e il martello. Io ero il blocco di ferro arroventato, l'incudine era la mia concezione, il mio sentire... e il martello era il dogma, che batteva, batteva, batteva... inesorabile!

Un giorno, distrutto, maciullato da questa incertezza, angosciato nel timore di avere leso, contorto delle coscienze e delle menti, dissi: «È necessario vedere, conoscere e confrontare» e mi suicidai.

Avevo ragione io! L'incudine si è rafforzata, è diventata argentea, luminosa, radiante, ma avevo annientato ciò che solo Dio poteva demolire, la mia materia.

Inorridito, spaventato perché solo allora conobbi cosa doveva intendersi per Potenza, Giustizia e Sapienza, chiesi al Padre il castigo tremendo, chiesi ciò che domandano coloro che eliminano l'altrui materia, il Letargo. 


Biotesi o Piani evolutivi - Dal libro "La Vita" - QUI download. 

Così un'anima fervente e tutta Amore, visse sotto un peso schiacciante, immobile in una staticità assoluta, priva di ogni vibrazione, incapace di formulare un pensiero che non fosse quello della colpa commessa.

Il desiderio fu accolto dall'Altissimo e per venti lunghi anni (del nostro tempo; ndr) rimasi nell'inerzia totale e l'unico pensiero fisso accordatomi fu questo: «Signore, Ti ho offeso uccidendomi, puniscimi...» e tale frase ripetei di continuo... per due decenni!

Un giorno finalmente ci fu una sorta di vibrazione che sembrò colpirmi e sollevarmi; dal Letargo passai al Rimorso.

Solo allora potei pensare all'offesa recata al Padre e al male fatto ai miei discepoli non confortandoli con la certezza dell'esistenza di una Verità più concreta, più possente, diversa da quella enunciata dal Rito. Un Dio sì, ma un Dio d'Amore, di Misericordia e di Perdono!

Il Rimorso durò fino a poco tempo fa, poi cominciai «agile» la salita e raggiunsi il Risveglio.

Ora  sono prossimo ad una  nuova  esperienza  reincarnativa  per completare il ciclo che ho interrotto ed avvicinarmi, seppur lentamente, alle due biotesi superiori «Conoscenza e Sapienza», piani dai quali non si discende più nell'ambiente fisico se non per Missioni divine. (Cfr. QUI).




La Verità che io sentivo e che vi confermo è questa:

«L'Amore è il più grande Potere, ma non è più tale se non vi è il perdono. Il Perdono non contempla il ricordo dell'altrui errore e non ammette l'annientamento di chi ha sbagliato». (È ovvio qui, il riferimento alla non esistenza dell'inferno nella sua eternità; ndr).

La Chiesa, la mia Chiesa, quella che a suo tempo mi ha vestito, aveva devastato la palpitante e vibrante Realtà. (Ved. anche QUI e QUI; ndr).

Perché trasformare il Padre Celeste in un empio giudice umano, inesorabile, astioso, pronto ad annichilire un individuo o peggio, a sterminare i propri figli?

Roberto Ardigò




Commento dell'Entele Maestro
(Per delucidazioni leggere il post scriptum QUI)

"Percepite voi il fremito di questa Entità che, stroncata la sua esistenza per raggiungere il fine plasmato nella sua stessa mente, avvenuto il trapasso, espia il doppio errore commesso, quello di non aver creduto e quello di aver distrutto quanto Iddio aveva creato, la propria vita terrena?

Intendete la tragedia di quest'anima conscia di tutto il male fatto al proprio simile attraverso il suo errato insegnamento? La tragedia è appena mascherata dalle parole «chiamo quella fase della mia vita l'onda della follia».

Questo è un tipico esempio di trasmissione anontica. L'anima ha trovato riposo nell'espiazione: la Bontà divina ha già illuminato l'Entità e le ha concesso (qui, oggi) di porsi a contatto con gli umani per ammaestrarli affinché evitino quegli stessi sbagli che ella ha compiuto sulla Terra."


giovedì 18 ottobre 2018

Continua il Resoconto di 20 GIORNI NELL'ALDILÀ




Sebirblu, 18 ottobre 2018

Parecchie volte (soprattutto QUI) ho esposto articoli riguardanti lo scenario spirituale che ognuno di noi scoprirà non appena lascerà il corpo fisico, sebbene tanti nel mondo abbiano già avuto esperienze significative durante il sonno o in particolari casi di coscienza alterata come gli stati di premorte (NDE alle Etichette).

Tuttavia, insisto sul tema affinché un numero sempre maggiore di individui abbia a trarne giovamento, evitando di rimanere scioccati e totalmente all'oscuro nella nuova realtà alla quale nessuno può sottrarsi, seppur fosse materialista od ateo.

Ciò che riporto fa seguito al primo capitolo, in parte già pubblicato QUI, che ho dovuto "snellire" per ovvi motivi di spazio, andando all'essenziale più utile per tutti.

È la testimonianza diretta dell'autore, il dottor Jorge (Elias) Adoum, scritta su un prezioso libretto scaricabile QUI, lasciata in "eredità" a tutti coloro che sono ancora digiuni o scettici della vita dopo la morte.




20 Giorni Nel Mondo dei Morti, o 20 Giorni nell'Altro Mondo

Brani dal 2° e 3° capitolo

[...] Un assioma della fisica afferma che due corpi materiali non possono occupare due spazi simultaneamente, però moltissime vibrazioni e note musicali possono occupare lo stesso luogo nel medesimo tempo. Questo accade, ad esempio, quando un'orchestra suona una sinfonia composita.

Da questo possiamo dedurre, parlando del corpo fisico e ancor più dei "rivestimenti sottili" invisibili all'uomo (ved. QUI), che dobbiamo accettare l'idea di numerosi piani d'esistenza. (Cfr. QUI e QUI).

La parola "piano", per tante persone significa copertura o superficie piatta di sostanza concreta. Questo non è il caso: tale termine non è inteso nel senso di luogo, ma indica uno stato di coscienza, come ad esempio la tristezza o l'allegria. (Ved. QUI e QUI).

Molti strumenti musicali possono emettere i loro suoni contemporaneamente, e innumerevoli toni riempiono l'aria, eppure chi sta ascoltando può indirizzare il suo udito solo su uno di essi e recepire così certe note. Nessuna di queste si perde, perché tutte manifestano l'armonia unitaria dell'orchestra nel piccolo spazio del timpano auditivo.

La natura ci offre un altro modello. Ogni colore ha una sua collocazione nella scala delle frequenze luminose. Per mezzo di un prisma di cristallo possiamo scomporre la luce in sette colorazioni. Tutti gli aspetti cromatici sono presenti in ogni punto dello spazio in cui passa il raggio di sole e si possono manifestare scomponendo la luce stessa.

Perciò esiste molto più di quanto l'occhio umano possa captare: gamme non viste perché di vibrazione troppo alta o troppo bassa sono percepibili soltanto con strumentazioni appropriate.

Nella linea del telegrafo possono scorrere diversi messaggi, varie lingue sullo stesso filo, senza confondersi l'una con l'altra. L'aria può essere satura di onde radio più o meno rapide perché ogni frequenza non annulla la presenza delle altre, e nemmeno ne riceve l'influsso.

Nello stesso modo possiamo concepire mondi che occupano il medesimo punto spaziale, ma ognuno vibrante ad un ritmo diverso, cosicché gli esseri che vi abitano (e qui sta la soluzione del mistero) non conoscono l'esistenza degli altri, né degli individui che vivono in essi, e tutto ciò a causa della differenza vibrazionale.




Dunque i piani della vita rappresentano gradi infiniti di frequenze energetiche. "La materia densa nella sua più sottile manifestazione è energia vibratoria molto bassa." (Ramacharaka).

In questo modo si capisce che, parlando di livelli o piani relativi all'esistenza ultraterrena, il passaggio da uno stato all'altro si può intendere come un cambio di vibrazione della forza che anima tutte le cose. Non posso spiegare di più, il fatto è inaccessibile nell'ambito ristretto della fisicità, ma l'intelletto superiore lo comprende senza parole.

L'ambiente detto "astrale" dagli spiritualisti, o luminoso da San Paolo, è costituito, come già detto, da numerosi piani e sotto piani che si estendono dall'estremo limite fisico sin oltre la percezione umana, o sfera spirituale, e fra questi poli si possono osservare innumerevoli varietà di fenomeni e fasi d'esistenza. [...]

(Qui l'autore prosegue, dalla sua posizione privilegiata fuori dal corpo, descrivendo ciò che vede; ndr).

Poiché ero in quello stato, così raro e nuovo per me, mi parve di vedere spettri e apparizioni di entità che erano decedute, ma la più curiosa era la visione di animali. (Cfr. QUI).

Scorsi pure molti Esseri ancora vivi nel mondo fisico; tutti in generale avevano corpi luminosi, però con luci diverse gli uni dagli altri.

Quello  che  più  richiamò  la  mia  attenzione  fu  il  fatto  che  potevo  osservare  ogni cosa dettagliatamente, mentre molti di coloro che si trovavano lì non percepivano l'esistenza dei vicini. Alle volte, quando si muovevano, si attraversavano a vicenda senza accorgersi di questo.

In quella posizione io distinguevo, dal flusso dei colori emanati, il buono e il cattivo; il superiore dall'inferiore. Quelli più evoluti, secondo il concetto umano, avevano tinte nitide, chiare e brillanti, mentre i più grossolani e materialisti avevano colori spenti, opachi e confusi.




In base alla mia osservazione, ogni corpo umano fluttua nel mare astrale che lo circonda e che riempie tutta la materia fisica. Non ci sono due atomi che si toccano e lo spazio fra due atomi vicini è molto maggiore degli atomi stessi.

La scienza quantica sostiene ed insegna che l'etere interpenetra tutte le sostanze conosciute, dalle solide alle gassose più rarefatte.

Esiste una spiegazione molto semplice per comprendere il fenomeno. In questa stanza, dove scrivo queste righe, ci sono luce, aria e calore, tre elementi che non si ostacolano tra loro. Io posso attestarne l'esistenza completa, ma un non vedente può rilevarne soltanto due: il calore e l'aria.

(A questo punto l'autore vede avvicinarsi una delicata figura femminile che scoprirà essere la sua Guida spirituale; ndr).

Ella gli dice:

"Mi mandano a te per insegnarti e per chiarirti alcune cose. Prima di tutto, ti devo svelare che in questo stato non si sentono le voci come nel mondo fisico. I pensieri si odono come parole. Quando qui si «conversa» si utilizzano i pensieri che equivalgono ai suoni verbali: sono vibrazioni luminose. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

I nuovi «arrivati» qui credono dapprima di usare la bocca e interpretano come vocaboli anche il pensiero degli altri; in verità sono le loro emissioni pensative che si trasformano in mezzo di comunicazione.

Nel mondo fisico una conversazione esprime i pensieri con suoni e parole, mentre in quello astrale si svolge per mezzo di luci e colori. [...]

Non avviene un cambiamento repentino nell'uomo quando trapassa. Egli rimane sé stesso dopo la morte: prosegue con la sua intelligenza, disposizione, carattere, con i suoi medesimi vizi e virtù; si sente uguale e pensa di essere esattamente come prima, sebbene non abbia più il proprio corpo fisico.

(Ecco perché molti non si capacitano di quanto stia succedendo, specialmente coloro che non si sono mai interessati di approfondire la loro conoscenza sulla vita dopo la morte e necessitano di assistenza che, comunque, viene sempre data; ndr).


"Immortalità" di Lucie Bilodeau

La perdita dell'organismo denso non trasforma l'uomo in un essere diverso: lasciare il corpo materiale è come svestirsi per fare un bagno. Le condizioni in cui si trova nel nuovo ambiente sono sue proprie creazioni: risultato dei suoi pensieri e desideri.

Non ci sono premio o castigo stabiliti da un Ente esterno (ma noi stessi in quanto Scintilla Divina; ved. QUI e QUI; ndr), per cui sono soltanto le azioni, parole e pensieri che gli vengono incontro, accusandolo o assolvendolo, non appena ha  passato  la  soglia  dell'Oltre.

(Infatti vedremo il nostro operato inciso nel personale «nastro di vita», o percorso vitale, che scorrerà davanti a noi nel momento del trapasso. Per averne un'idea, QUI viene descritto tale evento che dovremo affrontare in un prossimo futuro; ndr).

E c'è di più: le azioni e i movimenti dell'uomo in questo piano sono uguali a quelli del mondo fisico: nell'ambiente astrale, si lotta, si odia, si ama.

La sofferenza e la felicità vengono provocate dalle emanazioni dei presenti (cfr. QUI e QUI; ndr) senza che essi, che le hanno generate, lo percepiscano: tutto accade per mezzo della vibrazione della luce e del colore.

Per ultimo ti dirò che ogni pensiero produce due effetti, come vedremo nel procedere di questa pratica:

1)  una vibrazione radiante.
2) una forma fluttuante (creata dallo stesso pensiero e costituita dall'energia eterico-astrale di quel livello; ndr).

È in questo modo che i trapassati si comprendono tra loro. La vibrazione radiante tende a produrre forme-pensiero della stessa natura di chi le crea."


Helene Kippert

La donna, dopo un momento di silenzio, disse:

"Con ragione mi chiederai come io ti possa parlare se dopo la morte non esistono più parole."

Effettivamente io stavo pensando questo.

"Ricorda, inoltre, che fino ad ora non sei deceduto e avrai di che vivere fino a terminare determinati compiti che ti impegnasti a svolgere. Il mio linguaggio con te è quello che sta fra il punto più basso del piano astrale e l'ultimo del piano fisico, al limite estremo.

Devo esprimermi con «parole» fino a che tu apprenda la lingua colorata del mondo spirituale. Ti trovi in uno stato simile al sogno in cui una persona interloquisce con te e tu le rispondi, sebbene non vengano articolate parole o frasi. Devo apparirti così, in questo modo, fintanto che apprenderai il linguaggio del colore e della luce."

"Guarda!" La scena cambiò e cominciai a scorgere davanti a me individui che sfilavano come mossi automaticamente.

"Guarda!" ‒ tornò a dire ‒ "cosa senti di fronte a questo essere coperto da nubi nere?"
Senza pensare risposi: "Odio, malevolenza".

"Molto bene, e questo rosso?"
"Collera"

"E questo scarlatto?"
"Irritazione"

"E questo scarlatto luminoso?"
"Collera nobile, indignazione"

"Come interpreti il rosso vermiglio di questa donna?"
"Sensualità".

"Magnifico; mi sembra che tu abbia un sentire più evoluto di quello che potessi immaginare."

"Per caso non hai facoltà di chiaroveggenza?!" esclamai.

La giovane rise forte e mi chiese: "Puoi spiegarmi cos'è la chiaroveggenza?"

Io mi vergognai della domanda e sussurrai: "Sono nel mondo della chiaroveggenza e ti faccio questa domanda stupida."


Helene Kippert

Ella mi rassicurò: "Non ti preoccupare, tutti noi all'inizio misuriamo il mondo astrale con i mezzi fisici. I tuoi lavori pittorici hanno aperto il tuo centro di percezione in rapporto al colore; ora faremo un'altra prova. Guarda quest'uomo. Cosa vedi?"

Dopo aver pensato un momento, risposi: "Per lo splendore e la personale vibrazione, mi sembra un individuo allegro e contento."

"Molto bene, procedi rapidamente."

"Dimmi, amore..."

La mia frase fu interrotta da una risata che sentii essere, come diciamo nel mondo dei vivi, fragorosa al punto da opprimere.

In seguito ella aggiunse: "Stai attento a non profanare un'altra volta questa parola divina.  Amore è Dio e Dio è Amore."

"Hai ragione, questo è accaduto perché sento che i piedi miei sono ancora sul piano umano."

"Non te ne faccio una colpa, perché molte entità che sono qui da anni, continuano a comportarsi come fossero ancora nel mondo fisico... Ora proseguiamo lo studio perché tu devi venire qui con la conoscenza dei concetti preliminari, visto che in questo luogo ti attendono molti lavori.

Guarda le persone che sfilano davanti a te, studia le loro emozioni auriche e io vedrò se sai interpretarle o no, così ti dimostrerò se sono o non sono chiaroveggente."

Nel dir questo rise nuovamente; e io mi vergognai. Così passarono davanti a me vari esseri umani che con i loro colori esprimevano senza parole i loro turbamenti, passioni ed emozioni. Tutto era per me di facile lettura.



Allora ella mi disse:

"Ora devi apprendere il linguaggio dei sentimenti per poter operare nel nostro mondo. Guarda! La sorpresa gradevole si manifesta con uno sfavillìo accentuato, la sorpresa amara con luce marrone, l'affetto col rosa, la devozione con l'azzurro.

Tutti i colori puri si manifestano nella parte superiore del corpo astrale, mentre quelli impuri ed egoistici risiedono sempre nella parte inferiore; ora puoi già distinguere l'uomo evoluto da quello non progredito. Ogni qualità o difetto si presenta con una colorazione, come stai vedendo, ed è composta da un tipo specifico di energia astrale.

Il principio di base è che le tendenze maligne si esprimono in vibrazioni lente e con materia grossolana di debole o torbida luminescenza, mentre le virtù e le buone qualità, sorrette anche da altruismo, si mostrano luminose, limpide e intense.

Gli impulsi positivi perdurano più a lungo di quelli negativi. Con questi insegnamenti potrai distinguere i vari tipi di individui.

A questo punto, devi anche sapere una cosa molto interessante: per gli esseri appartenenti ai regni inferiori dell'umanità i colori sono comprensibili come lo sono le parole per gli uomini: gli animali e i vegetali (nonché gli abitanti invisibili del piano eterico, ossia gli elementali; ved. QUI; ndr) sentono profondamente i desideri e le pulsioni umane ed amano gli affettuosi e i caritatevoli.

Dopo il trapasso, la coscienza si ritira nel corpo astrale, con tutto il bagaglio di conoscenza memorizzata nei veicoli più alti della mente e dello Spirito. In questo modo la vita può continuare variando di intensità e di lunghezza, come in seguito constaterai da te stesso.

Addio, ora ho da fare in un'altra dimensione; tornerò dopo". E se ne andò così come era venuta.

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Brani tratti dal libro: "20 Giorni Nel Mondo dei Morti, o 20 Giorni nell'Altro Mondo" di Jorge (Elias) Adoum.