giovedì 19 dicembre 2019

Il Settennato papale sancirà la MORTE della MESSA?



"Il Sacrificio di Melchisedech" ante 1545, di Lorenzo Lotto.
Museo Antico Tesoro della S. Casa di Loreto (ved. QUI).

Sebirblu 18 dicembre 2019

Sin dal Concilio Vaticano II, poco a poco... silenziosamente... strisciando come serpe, e perciò non dando troppo nell'occhio, si è andato imponendo in tutto il mondo il veleno del "Modernismo" e di una contraffatta religione cristiana "all'acqua di rose" nella Chiesa Cattolica. (Cfr. QUI e QUI).

Ma quello che ora è più basilare da mettere a fuoco è l'iter sempre più subdolo e stravolgente della Messa che, nonostante il calo esponenziale delle presenze per l'apostasia e l'indifferenza dei più, continua ad essere frequentata e seguita da quei cattolici che, o sono completamente ciechi su quanto sta accadendo in Vaticano, o cercano di "resistere", accettando il compromesso, speranzosi che qualche cardinale si decida prima o poi ad esautorare lo pseudo papa.

Sono passati 50 anni (un giubileo), conclusisi il 30 novembre scorso, dal tempo in cui la nuova Messa vernacolare (ossia in italiano e non in latino) entrò in vigore per volontà di Paolo VI. Un diabolico colpo al cuore, lungamente auspicato sin dai tempi di Lutero e portato quasi a compimento, dalla Massoneria ecclesiastica. (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI). 

Questa azione lenta, ma inesorabile, è iniziata con l'«oscuramento» del concetto stesso di "Sacrificio",  come offerta a Dio-Padre del sacerdote  «in persona Christi» nel momento della Consacrazione, per favorire la concezione di "banchetto" (ad memoriam) condiviso con gli "invitati alla Cena del Signore", ossia con tutti i presenti.

"Ciò è avvenuto, perché il «concilio» introdusse una nuova modalità di porsi in rapporto a Dio: con la pretesa che l'uomo fosse cambiato, i Padri conciliari dedussero che bisognava modificare la relazione tra l'uomo e Dio, passando dal teocentrismo all'antropocentrismo.

Un'inversione radicale dei fini: la religione, ora, non è più al servizio di Dio, ma al servizio dell'umanità, come ebbe a dire Paolo VI nel suo sbalorditivo discorso di chiusura del Vaticano II:

"L'uomo, il quale in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stessa", "tutto quanto esiste sulla terra dev'essere riferito all'uomo, come a suo centro e a suo vertice". [...]



Il Concilio Vaticano II (1962-1965) presieduto da Paolo VI

Da questo si capisce perché la liturgia moderna abbia la celebrazione dell'umanità come obiettivo (non solo la liturgia, ma anche la politica, ved. QUI e QUI; ndr), si capisce perché gli altari siano stati girati verso l'assemblea dei fedeli... di cui il prete è l'animatore, il presidente... [...]

Si capisce anche perché i confessionali siano abbandonati, se non addirittura ridotti ad armadi per le scope; le balaustre per la comunione smantellate, perché non è più il caso di inginocchiarsi in segno di adorazione del nostro Creatore e Salvatore... (Bergoglio docet; ndr); ci si comunica in piedi e sulla mano; la cattedra soppressa o declassata, a significare simbolicamente la rinuncia al potere di ammaestramento della Chiesa, dato che con la religione conciliare non siamo più nel quadro della Chiesa maestra  di  verità  che  insegna  al mondo  la Via,  la Verità e la Vita,  ma in quello di una (falsa) chiesa istruita dal mondo, che apprende standone a contatto e reagisce all'unisono. [...]

Un altro mezzo sottile (del Maligno; ndr) per neutralizzare la resistenza al Vaticano II e al modernismo, è quello di far celebrare la Messa tradizionale in comunione – una cum – con  gli  intrusi  che  occupano  la  Sede  di Pietro,  i quali distruggono  la  fede e la morale, benedicono i sodomiti, visitano le moschee e le sinagoghe per rendere omaggio ai falsi culti (tipo Pachamama; ndr), promuovono il mondialismo.

Ora, non si può essere al tempo stesso "una cum Christo" e "una cum Bergoglio"; appellarsi a Dio tre volte Santo e rivolgersi in segno di sottomissione nel Canone della Messa ad un eretico e apostata, citare con deferenza il suo nome nella parte più sacra di essa e riconoscerlo come regola vivente e prossima della fede, come fosse «il dolce Cristo in terra», secondo l'espressione usata da Santa Caterina da Siena per il papa. Così come bisogna scegliere fra Cristo e la Shoah, come bisogna optare o per Dio o per Giuda." [...] Per l'articolo completo ved. QUI.

Sembra di sentir parlare don Alessandro Maria Minutella! Ma allora, come si legge, egli non è il solo a pensare che recarsi a Messa "in unità con Bergoglio e i suoi ministri" sia dannoso e inconcepibile! (Cfr. QUI e QUI; ndr).




Ma c'è dell'altro, che continua sistematicamente ad insinuarsi per stravolgere del tutto l'assetto sacro del Santo Sacrificio dell'Altare e farlo diventare invalido nel suo punto più profondo: la Transustanziazione.

I giorni scorsi, QUI, è stato pubblicato l'audio (disturbato) e QUI la cronologica trascrizione, dell'intervento effettuato il 4 dicembre da monsignor Franco Magnani, direttore dell'ufficio Liturgico Nazionale, sul 3° nuovo testo per la Messa che sarà utilizzato a partire dalla seconda settimana di gennaio 2020.

Capisco benissimo che alla gran parte dei lettori un argomento così specifico può anche non interessare, ma consiglio ugualmente di documentarsene perché in un tempo molto breve, ormai, il mondo sarà sconvolto dalla comparsa dell'Anticristo, collegato al Nuovo Ordine Mondiale.

NON verrà riconosciuto subito dalla grande maggioranza, come si legge QUI e QUI, ed è per tale ragione che, anche se non credenti, sarebbe il caso che molte persone cominciassero  a  realizzare  quanto i cambiamenti  introdotti a dosi  "omeopatiche" sin dal Concilio Vaticano II  li riguardino da vicino, semplicemente perché abitanti di questo pianeta.

Dicevo dunque del nuovo Messale che, a parte piccole ma significative modifiche rintracciabili al link sopra indicato, ne contiene una in particolare che comincia ad intaccare astutamente, solo come Satana è capace di fare, la sostanzialità stessa della richiesta allo Spirito Santo di convertire le specie (pane e vino) nel Corpo e nel Sangue del Signore:

Il "Veni, Sanctificator omnipotens, aeterne Deus, et benedic hoc Sacrificium tuo sancto Nomini praeparatum" (Vieni Santificatore Onnipotente, Eterno Dio, e benedici questo Sacrificio preparato nel Tuo santo Nome...) di antica memoria (espressione eliminata da Paolo VI), diventato poi "Scenda o Signore il Tuo Santo Spirito su questi doni che ti offriamo, perché diventino il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo nostro Salvatore", ha subito l'ultimissima trasformazione in: "SCENDA O SIGNORE LA TUA "RUGIADA"...

«Ora, nella Bibbia la rugiada è sempre stata usata ‒ dice Maria Guarini nel sito "Chiesa e post concilio" QUI ‒ di volta in volta, come metafora dello Spirito, della misericordia divina o comunque di elemento fecondante; ma perché usare la metafora quando è già in uso il riferimento specifico allo Spirito Santo?»

La stessa domanda se la pone "indignatissimo" don A. Minutella nel video a seguire: 
QUI, per chi non dovesse visualizzarlo sullo smartphone.
  



Ma una precisazione è doveroso farla da parte mia: lo SPIRITO SANTO SAPIENZA (ved. QUI e QUI) in modo specifico è sempre stato più rappresentato dall'elemento FUOCO che è LUCE, perciò è Intelletto e Discernimento, è AMORE che riscalda consolando, è AGENTE PURIFICATORE che brucia le "scorie" e il "vecchiume" spirituali rinnovando ogni cosa... ma soprattutto è TRASCENDENZA che attrae e trasforma irresistibilmente!

In quale maniera è possibile dunque attribuire all'ACQUA RUGIADA, pur come "IRRORAZIONE" dello Spirito [dal lat. irrorare, comp. di in e rorare «bagnare di rugiada», derivato da ros roris «rugiada»]  l'intervento  sacro  di  "SCENDERE" sul pane e sul vino per il cambiamento REALE in CORPO e SANGUE di Gesù nella TRANSUSTANZIAZIONE quando la stessa ACQUA è IMMANENZA?

Al fine di chiarire meglio, quando il Sacerdote (alla prima epiclèsi o canone della Messa), pochi attimi prima della Consacrazione, impone le mani sulle sacre specie, chiama e supplica lo SPIRITO SANTOFUOCO ad intervenire per compiere l'Azione del cambio di sostanza del frumento e dell'uva e non lo Spirito Santo-Acqua o Rugiada che sia.

Il punto maggiore da considerare, però, è il fatto che tutti questi cambiamenti e rettifiche si stanno sempre più avvicinando pericolosamente alle parole-chiave della Consacrazione vera e propria, ossia: "Hoc est corpus meum" e "Hic est sanguis meus" o "Hic est calix sanguinis mei" che, seppure di poco mutate, annullerebbero la validità del Sacrificio eucaristico, come annunciato dal profeta Daniele al 9,27:



"Il profeta Daniele" di Francesco Trevisani (1656-1746).

«Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e,
nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l'offerta;
sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione e ciò sarà sino alla fine,
finché la distruzione segnata non piombi sul devastatore».

Tenendo conto che il Falso profeta, Bergoglio, nel marzo prossimo, concluderà sette anni del suo disastroso pseudo governo (cfr. QUI) e supponendo che il "patto con molti" sia avvenuto il 31 ottobre 2016 (guarda 'caso' proprio ad Halloween) a Lund per i 500 anni di Lutero, nella primavera entrante si compiranno 3 anni e mezzo (equivalenti alla metà settimana di Daniele), in cui con molta probabilità la Messa sarà equiparata a quella dei protestanti, diventando invalida.

Se poi si pensa che da quel momento potrebbero iniziare i 42 mesi (o 1260 giorni) di 'Tribolazione' inflitti dal Dragone (l'Anticristo) alla Donna vestita di Sole fuggita nel deserto, la quale rappresenta anche la Chiesa fedele costituita dal 'piccolo resto', come descritto in Ap. 12, QUI e QUI, allora tutto ciò coinciderebbe con innumerevoli profezie antiche e moderne sugli ultimi tempi.

Certo, sono solo ipotesi perché la Verità resta sigillata, ed inoltrarsi nel computo delle date è sempre un azzardo, ma i segni incalzano e rendono plausibili le considerazioni.

D'altra parte nel discorso profetico di Gesù vi sono molte attinenze col periodo che stiamo vivendo oggi (ved. QUI), compresi i segni di mare e di terra (ved. QUI e QUI) ma anche di cielo, nelle stelle, come ho esposto QUI e QUI, perciò non è peregrina l'idea che molto presto, in concomitanza con tutto quello che sta accadendo ora sul pianeta a livello politico, sociale e climatico, Babilonia la Grande crollerà (Ap. 17; ved. QUI), per dare inizio, finalmente, all'Era di Pace tanto auspicata dagli uomini giusti.


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