domenica 27 febbraio 2022

Dopo 50 anni ritrovato un film SOLO per gli ARDENTI

 

Sebirblu, 26 febbraio 2022

Già altre volte ho dedicato i miei scritti a film molto particolari che possono diventare una guida e un motivo di riflessione per i lettori assetati di Conoscenza, in questo deserto arido in cui si trova l'umanità oggi.

Questi sono i link: "Nosso Lar" – "L'Uccellino Blu" – "Tra il Buio e la Luce" ed ora siamo al quarto, ma anche al più speciale per me, in quanto sono 50 anni che lo cerco, da quando in quel lontano 1972 andai al cinema in un'improbabile borgo valtellinese e ne trassi un ricordo così vivido che chiamai mio figlio "Emmanuele", proprio come il suo "Protagonista" più importante.

Passando il tempo, persino il titolo mi era svanito dalla mente e circa una decina d'anni fa, provai a scriverne la trama per tentare di rintracciarlo in rete in un sito apposito, ma invano.

Solo da qualche mese, con l'apporto insperato di Federica, entrata in contatto con me per arricchire il proprio cammino spirituale, diventato poi rapporto fraterno, ho avuto modo di inquadrarne il nome in italiano: "Luca, bambino mio" – che non dice assolutamente nulla in confronto al vero "El Cristo del Océano" di co-produzione spagnola-italo-messicana.

Il testo del film è stato tratto da un racconto di Anatole France, Premio Nobel per la letteratura nel 1921 (ved. QUI) che, a sua volta, certamente si ispirò al "Crocifisso miracoloso del Volto Santo", la cui leggenda narra essere stato scolpito da Nicodemo (il fariseo sinedrita che nottetempo incontrò Gesù) aiutato dagli angeli che aveva pregato, per intagliarne il volto.

Sì, ma da quale "Crocifisso miracoloso" l'insigne scrittore prese spunto se la Fede sostenuta da tale mito si riferisce ad una nutrita sequenza sparsa un po' ovunque? Soltanto in Francia, visto che era francese, se ne contano due: uno a Dives-sur-mer (QUI), e l'altro nella piccola città di Rue in Picardia, nella cappella di Saint-Esprit (QUI).


"Il Cristo dell'Oceano" Cappella di S. Spirito - città di Rue (Francia)

Probabilmente è a quest'ultimo che Anatole France attinse per sviluppare la sua intrigante storia, divenuta poi oggetto del film, perché gli eventi accaduti in quel luogo si avvicinano maggiormente alla sua trama.

Dunque, da Federica ho ricevuto la possibilità di ricordare solo il titolo di questa proiezione, ma il video, irreperibile in italiano, lo abbiamo rintracciato unicamente in spagnolo... ma, qualche giorno fa, nonostante le ricerche precedenti andate a vuoto, ho pensato di digitare ancora su Youtube il fatidico "Luca, bambino mio" e... prodigio!.. o più semplicemente un "regalo divino" ha coronato il mio sogno, a cinquant'anni esatti di distanza, facendomelo trovare!

Si tratta di un piccolo ed umile canale con solo 23 iscritti, forse semi-abbandonato, che però come logo (ved. QUI) riporta proprio... un Crocifisso! Coincidenza?...

Ed ecco il film, che suggerisco a tutti di scaricare perché, specialmente ora in cui assistiamo al declino totale della Fede e all'avanzata rabbiosa delle forze del Male, è un balsamo per le anime assetate di bellezza, giustizia e amore.




Un approfondimento su questa storia è d'obbligo però, perché sembra che tra i diversi simulacri lignei ve ne siano di analoghi anche in Italia, fra cui uno custodito nella cattedrale di San Sepolcro in provincia d'Arezzo (QUI), ed un altro nella chiesa di San Domenico a Trapani (QUI).

Ma soprattutto, vi è quello di Lucca (forse l'unico autentico proveniente davvero da Gerusalemme) più conosciuto e famoso di tutti, visitato da migliaia di pellegrini devoti al Volto Santo che, speranzosi, attendono dal "Crocifisso miracoloso" le grazie, gli aiuti e le guarigioni richieste, spesso onorate in grande quantità.


Il "Volto Santo" di Lucca - custodito nella cattedrale di S. Martino

Riporto qualche stralcio dell'articolo, che per intero si trova QUI:

«Torniamo alla tradizione, che ci mostra Nicodemo nel suo rifugio di Ramla, intento al difficile compito di scolpire nel legno l'immagine del Crocifisso. (Cfr.QUI; ndr).

Egli aveva ben impresso dentro di sé il ricordo del Redentore... ma, nonostante ciò, non riusciva per la propria imperizia a rendere nel legno i tratti del volto di Gesù dopo avere già scolpito tutto il resto della figura.

Ricorse alla preghiera e fu colto da un placido sonno. Al suo risveglio, trovò la forma della testa che aveva lasciato allo stato di abbozzo, terminata da mano angelica.

Dopo avere ammirato l'opera così miracolosamente incisa, Nicodemo la venerò e la conservò decorosamente in un luogo segreto della dimora in cui abitava, esponendola di quando in quando alla venerazione degli amici più fidati fra i cristiani del luogo e, secondo la storia aurea di Terra Santa, riportata da Bonifacio da Ragusa, anche della stessa Vergine Maria.

Sentendosi poi Nicodemo vicino a morire, affidò il prezioso Crocifisso ad un suo amico di nome Isacar, che continuò a custodirla di generazione in generazione. [...]

[...] Era l'ultimo ventennio del secolo VIII. In Palestina dominavano da più di un secolo i mussulmani che limitavano fortemente i cristiani nella loro libertà di culto, anche se non vietavano ancora i pellegrinaggi ai luoghi sacri.

In quel tempo, si trovava a viaggiare in Terra Santa un vescovo subalpino di nome Gualfredo che, costretto a prolungare oltre il previsto il suo soggiorno a causa di malattie che a Gerusalemme avevano colpito molti dei suoi compagni, si mise a visitare quei territori che serbavano memorie della vita di Cristo.

Una notte, trovandosi a pernottare a Ramla, in una casa prossima a quella in cui aveva abitato Nicodemo, ebbe in sogno la visione di un angelo. Questi gli rivelò la storia del Volto Santo, e lo invitò a richiederlo nell'abitazione attigua ad un certo Seleuco, uomo cristianissimo, che lo custodiva in una grotta.

Svegliatosi e informati i compagni, il vescovo si recò con loro dal vicino dove, dopo qualche diniego iniziale, riuscì a farsi consegnare la scultura lignea in cambio di un buon quantitativo di monete d'oro.

Ottenutala, occorreva sottrarla al pericolo di distruzione degli infedeli e degli iconoclasti. Dopo molte preghiere, il presule e i suoi decisero di caricarla su una imbarcazione a Ioppe, affidandola al governo della divina Provvidenza.


"Il Crocifisso miracoloso" - Cappella di S. Spirito - città di Rue - Francia


La nave si allontanò dal porto da sola e, senza alcuna guida, dopo lunga e tortuosa via andò a fermarsi al largo delle coste di Luni, non lontano dalla foce del Magra.

Nel secolo VIII  Luni era un porto fiorente  per traffici marittimi,  ma non di rado le mercanzie sbarcate sui suoi moli erano frutto di pirateria, piuttosto che di onesto commercio. Così, quando i lunensi videro al largo quella bella barca priva di ogni sorveglianza, decisero di predarla.

Calarono in mare i natanti per raggiungerla, ma inutilmente, perché essa riprendeva il largo allontanandosi da loro; analogo tentativo, ripetuto con maggiore copia di mezzi il giorno seguente, si rivelò ugualmente infruttuoso.

Mentre i lunensi si sforzavano invano di impossessarsi della piccola nave, un angelo appariva in sogno al vescovo di Lucca ‒ Giovanni di Teuperto uomo pio e già celebre per santità di vita, che dopo la morte fu venerato col nome di beato Giovanni I.

L'angelo gli parlò del Volto Santo e del suo arrivo a Luni, ingiungendogli di muoversi col clero e i maggiori del popolo per andarlo a prendere e portarlo a Lucca. [...]

[...] Recuperato il Volto Santo (perché la prodigiosa barca spontaneamente seguì il vescovo; ndr) e portato a terra, fu esposto alla venerazione dei fedeli... Ma, poco dopo, nacque una disputa fra i lunensi e i lucchesi su quale delle due città avesse maggiore diritto a custodire il Crocifisso [...] ».

•••••••••

Riassumendo, la disputa fu risolta, non solo perché il Beato Giovanni I ispirato da Dio offrì ai contendenti una delle due ampolle col Sangue del Signore (raccolte da Giuseppe d'Arimatea e poste da Nicodemo nello scafo con la statua miracolosa), ma soprattutto perché i lunensi, ancora non appagati, concordarono con i lucchesi di lasciare al sommo "Giudizio di Dio" la scelta del luogo che avrebbe dovuto accogliere il Crocifisso dal Volto Santo.

Due torelli furono assicurati ad un carro dove venne posta la preziosa scultura e lasciati liberi di andare dove volessero... ed essi si avviarono verso Lucca...


"Il Crocifisso miracoloso" caricato sul carro - Cappella di S. Spirito - città di Rue

Considerazioni mie

A questo punto, per quanto possa apparire ingenuo e anacronistico parlare in questi tempi di cose simili, o soffermarsi sull'autenticità di quella o quell'altra raffigurazione portatrice di prodigi agli albori del Cristianesimo e verificatisi anche nel corso dei secoli, bisogna focalizzare l'attenzione, e qui mi riporto al film di cui sto parlando (dall'ora 1:05,19 ad 1:05,36), sul fatto che non sono le icone o le immagini in sé che producono l'evento straordinario, ma la potenza della Fede di chi o coloro che lo realizzano. (Cfr. importantissimo, QUI).

Mi spiego meglio. Nei Vangeli, spesso viene pronunciata questa breve ma "immensa" parola da Gesù. Eccone tre esempi:

1) «Figlia, la tua Fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male».

Marco (5, 24-34) si riferisce alla donna emorroissa che furtivamente, ma piena di fiducia, toccò il mantello del Signore assolutamente convinta che sarebbe guarita all'istante, e così fu.

2) «In verità vi dico: Se avrete Fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: "Levati di lì e gettati nel mare", ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con Fede nella preghiera, lo otterrete».

Matteo (21, 18-22) scrive che, dopo l'azione energica di Gesù sul fico infruttuoso, i discepoli  Gli chiesero  il perché la pianta si fosse seccata all'istante e Lui rispose così.

3) «Che vuoi che Io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua Fede ti ha salvato».

Luca (18, 35-43) spiega che un cieco sentendo passare molta gente sulla strada per Gerico chiese cosa stesse succedendo, e quando gli risposero che tutto quel tramestio era a causa del passaggio di Gesù il Nazareno si mise a gridare: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". Il Signore si fermò e ingiunse che glielo conducessero, poi lo esaudì.



Morgan Weistling

Ebbene, da ciò che si legge, e da quello che lo stesso personaggio del film raffigurante l'«Emmanuele» dice, i miracoli avvengono sicuramente con l'assenso di Dio, ma causati dal forte desiderio d'Amore e di Bene, uniti all'Umiltà, di chi con la sua Forza interiore li richiama.

Sembra impossibile vero? Eppure è così! Non vogliamo capire che la nostra Origine è divina e continuiamo a comportarci da deboli, perché da oltre due millenni siamo stati "nutriti" come infanti, sempre in attesa di venire imboccati senza aver ricevuto alcuna Conoscenza sulla Vera Natura del nostro Essere. (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Dice Giovanni apostolo nella sua prima lettera (1Gv. 5, 4-6):

«Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra Fede.

E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Questi è Colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è la Verità.»

E noi siamo Spiriti! Scintille divine chiuse dentro un organismo umano, costituito appunto da carne e sangue, ma potenti nella più intima Essenza che, se congiunte con la Fede e la Consapevolezza a Nostro Signore, sono invincibili.

Solo un anno fa scrivevo questo articolo (QUI), che oggi suggerisco di rileggere per la sostanza del suo contenuto, molto utile a tutti ed afferente a quanto esposto sopra.


Sebirblu.blogspot.it

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