Sebirblu, 19 febbraio 2023
Proprio ieri pensavo alla cappa
tenebrosa che ammanta il mondo, non dandogli la possibilità di
respirare, vivere e financo morire in modo naturale. Mai come ora è
stato più appropriato chiamarlo "valle di lacrime". E
questo in ogni campo dello scibile umano...
Chi ancora non se ne fosse accorto
dovrebbe farsene una ragione, aiutandosi con questo articolo che
offre un'esauriente sintesi sulla situazione planetaria, mai arrivata
prima d'ora nella storia della Terra dalla venuta di Nostro Signore,
ad una simile bassezza.
E, tra l'altro, mons. Viganò non
scende nemmeno in tanti particolari che farebbero rabbrividire... un
morto! Lo possono dire, con sicurezza, soltanto gli internauti come
me che, quotidianamente, spaziano per ogni dove sulla rete! Ecco la trascrizione di un suo recente intervento, il cui video si trova QUI.
 |
| Mons. Carlo Maria Viganò (classe 1941) |
LA RELIGIONE DI STATO
Alcune osservazioni sul culto
globalista
"Inoltre obbligò tutti, piccoli e
grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi,
a farsi mettere un marchio sulla mano
destra o sulla fronte.
Nessuno poteva comprare o vendere se
non portava il marchio,
cioè il nome della bestia o il numero
che corrisponde al suo nome."
Ap 13, 16-17
«In un interessante intervento su Fox
News dal titolo La chiesa dell'ambientalismo (
qui), il giornalista
Tucker Carlson ha messo in evidenza una contraddizione che a molti
può essere sfuggita ma che ritengo estremamente rivelatrice.
Carlson ricorda che la Costituzione
Americana vieta la religione di Stato, ma da qualche tempo i governi
Dem hanno imposto al popolo americano il culto globalista, con la sua
agenda green, i suoi dogmi woke, le sue condanne con la cancel
culture, i suoi sacerdoti dell'OMS, i profeti del WEF.
Una religione a tutti gli effetti,
totalizzante non solo per la vita dei singoli che la praticano, ma
anche nella vita nella della Nazione che pubblicamente la confessa,
vi adegua le leggi e le sentenze, vi ispira l'istruzione e ogni
azione di governo.
In nome della religione globalista i
suoi adepti pretendono che tutti i cittadini si comportino
conformemente alla morale del Nuovo Ordine Mondiale, accettando
acriticamente – e con atteggiamento di devota sottomissione
all'autorità religiosa – la dottrina definita ex cathedra dal
sinedrio di Davos.
Ad essi non è richiesta la condivisione delle motivazioni che giustificano le politiche
sanitarie, economiche o sociali imposte dai governi, ma un assenso irrazionale e cieco, che va ben oltre la fede.
Per questo non è ammesso contestare la
psicopandemia, criticare la gestione della campagna vaccinale,
argomentare l'infondatezza degli allarmi sul clima, opporre
l'evidenza della provocazione della NATO alla Federazione Russa con
la crisi ucraina, chiedere indagini sul laptop di Hunter Biden o
sulla frode elettorale che ha impedito al Presidente Trump di
rimanere alla Casa Bianca, o rifiutarsi di veder corrompere i bambini
con le oscenità LGBTQ.
Dopo tre anni di follie incomprensibili
ad una mente razionale ma ampiamente giustificabili in un’ottica di
cieco fideismo, la proposta formulata da una clinica americana di
chiedere ai pazienti di rinunciare a parte dell'anestesia per ridurre
la propria traccia di anidride carbonica e "salvare il Pianeta"
(qui) non andrebbe dunque letta come un grottesco pretesto per
ridurre le spese ospedaliere a danno dei pazienti, ma come un atto
religioso, come una penitenza da accettare di buon grado, come un
atto eticamente meritorio.
L'indole penitenziale è indispensabile
in questa operazione di conversione forzata delle masse, perché essa
controbilancia l'assurdità dell'azione con il premio di un bene
promesso: indossando la mascherina (che non serve a nulla) il
fedele-cittadino ha compiuto il proprio gesto di sottomissione, si è
"offerto" alla divinità (lo Stato? la collettività?); una
sottomissione confermata con l'atto altrettanto pubblico della
vaccinazione, che ha rappresentato una sorta di "battesimo"
nella fede globalista, la iniziazione al culto.
I gran sacerdoti di questa religione
giungono a teorizzare il sacrificio umano con l'aborto e l'eutanasia, richiesto dal bene comune, per non sovrappopolare il
pianeta, per non gravare sulla Sanità pubblica, per non essere di
peso alla previdenza sociale.
Anche le mutilazioni cui si
sottopongono quanti professano la dottrina gender e la privazione delle facoltà riproduttive indotte dall'omosessualismo non sono altro che forme di sacrificio e di immolazione di sé, del proprio
corpo, della propria salute, fino all'esistenza stessa (assumendo ad
esempio una terapia genica sperimentale dimostratamente pericolosa e
spesso mortale).
L'adesione al globalismo non è
facoltativa: esso è religione di Stato, e lo Stato "tollera"
i non praticanti nella misura in cui la loro presenza non impedisce
alla società di esercitare questo culto.
Anzi, nella sua presunzione di essere
legittimato da principi "etici" a imporre ai cittadini ciò
che rappresenta un "bene" superiore incontestabile, lo
Stato obbliga anche i dissenzienti a compiere gli atti basilari della
"morale globalista", punendoli se non si conformano ai suoi
precetti.
Mangiare insetti e non carne;
iniettarsi farmaci invece di praticare una vita sana; usare
l'elettricità al posto della benzina; rinunciare alla proprietà
privata, alla libertà di movimento; subire controlli e limitazioni
dei diritti fondamentali; accettare le peggiori deviazioni morali e
sessuali in nome della libertà; rinunciare alla famiglia per vivere
isolati, senza ereditare nulla dal passato e senza trasmettere nulla
ai posteri; cancellare la propria identità in nome del politically
correct; rinnegare la Fede cristiana per abbracciare la superstizione
woke; condizionare il proprio lavoro e la propria sussistenza al
rispetto di regole assurde sono tutti elementi destinati a diventare
parte della vita quotidiana del singolo, una vita impostata su un
modello ideologico che, a ben vedere, nessuno vuole e nessuno ha
chiesto e che giustifica la propria esistenza solo con lo spauracchio
di un'apocalisse ecologica indimostrata e indimostrabile.
Ciò viola non solo la tanto decantata
libertà di religione su cui questa società si fonda, ma vuole
condurci per gradi, inesorabilmente, a rendere questo culto come
esclusivo, come l'unico ammesso.
La "chiesa dell’ambientalismo"
si definisce inclusiva ma non tollera il dissenso e non accetta di
confrontarsi dialetticamente con chi ne mette in discussione i
dettami.
Chi non accetta l'antivangelo di Davos
è ipso facto eretico e va pertanto punito, scomunicato, separato dal
corpo sociale, considerato nemico pubblico; va rieducato a forza, sia
con un martellamento incessante dei media, sia tramite l'imposizione
di uno stigma sociale e di vere e proprie forme estorsive del
consenso, ad iniziare da quello "informato" per sottoporsi
contro la propria volontà all'obbligo vaccinale e proseguire nella
follia delle cosiddette "città di 15 minuti" (ved. significato QUI; ndr), peraltro
dettagliatamente anticipate nei punti programmatici dell'Agenda
2030 (che sono in definitiva canoni dogmatici al contrario).

Il problema di questo inquietante
fenomeno di superstizione di massa è che questa religione di Stato non è stata imposta de facto solo negli Stati Uniti d'America, ma si è diffusa in tutti i Paesi del mondo occidentale, i cui capi sono stati convertiti al verbo globalista dal grande apostolo del
Great Reset, Klaus Schwab, auto-proclamatosi "papa" e
pertanto investito di un'autorità infallibile e incontestabile.
E come nell'Annuario Pontificio
possiamo leggere l'elenco dei Cardinali, dei Vescovi e dei Prelati
della Curia Romana e delle Diocesi diffuse nel mondo, così sul sito
del World Economic Forum troviamo la lista dei "prelati"
del globalismo, da Justin Trudeau a Emmanuel Macron, scoprendo che
appartengono a questa "chiesa" non solo i Presidenti e i
Primi Ministri di molti Stati, ma anche numerosi funzionari, capi di
enti internazionali e delle maggiori multinazionali, dei media.
A costoro vanno aggiunti anche i
"predicatori" e i "missionari" che operano per la
diffusione della fede globalista: attori, cantanti, influencer,
sportivi, intellettuali, medici, insegnanti.
Una rete potentissima,
organizzatissima, diffusa capillarmente non soltanto ai vertici delle
istituzioni, ma anche nelle università e nei tribunali, nelle
aziende e negli ospedali, negli organismi periferici e nei municipi
locali, nelle associazioni culturali e sportive, sicché risulta
impossibile sfuggire all'indottrinamento anche in una scuola primaria
di provincia o in una piccola comunità rurale.
Sconcerta, me ne darete atto, che
nel numero dei convertiti alla religione universale si possano
contare anche esponenti delle religioni mondiali, e tra costoro
addirittura Jorge Mario Bergoglio – che pure i Cattolici
considerano capo della Chiesa di Roma – con tutto il codazzo di
ecclesiastici a lui fedeli.
L'apostasia della Gerarchia cattolica
è giunta a rendere culto all'idolo Pachamama, la "madre
Terra", personificazione demoniaca del globalismo "amazzonico",
ecumenico, inclusivo e sostenibile.
Ma non fu proprio John Podesta a
caldeggiare l'avvento di una "primavera della Chiesa" (ved. QUI; ndr) che
ne sostituisse la dottrina con un vago sentimentalismo ambientalista,
trovando pronta esecuzione ai suoi auspici nell'azione coordinata che
portò alle dimissioni di Benedetto XVI e all'elezione di Bergoglio?
Ciò a cui assistiamo non è altro che
l'applicazione all'inverso del procedimento che ha condotto alla
diffusione del Cristianesimo nell'Impero Romano e poi in tutto il
mondo, una sorta di rivincita della barbarie e del paganesimo sulla
Fede di Cristo.
Quanto cercò di fare Giuliano
l'Apostata nel quarto secolo, ossia di ripristinare il culto degli
dei pagani, oggi viene perseguito con zelo da nuovi apostati, tutti
accomunati da un "sacro furore" che li rende tanto
pericolosi quanto più sono convinti di poter riuscire nei loro
intenti in ragione dei mezzi sterminati di cui dispongono.
In realtà questa religione non è
altro che una declinazione moderna del culto di Lucifero: la recente
performance satanica ai Grammy Awards sponsorizzata da Pfizer (ved. QUI; ndr) è solo
l'ultima conferma di un'adesione a un mondo infernale che sinora era
stata taciuta perché considerata ancora inconfessabile. (Similmente alle sconcezze blasfeme di Sanremo, qui da noi! Ndr).
Non è un mistero che gli ideologi del
pensiero globalista sono tutti indistintamente anticristiani e
anticlericali, molto ostili alla Morale cristiana,
ostentatamente avversi alla civiltà e alla cultura che il Vangelo ha
plasmato in duemila anni di Storia.
Non solo: l'odio inestinguibile verso
la vita e verso tutto ciò che è opera del Creatore – dall'uomo
alla natura – rivela il tentativo (quasi riuscito, ancorché
delirante) di manomettere l'ordine del Creato, di modificare piante e
animali, di mutare lo stesso DNA umano tramite interventi abusivi di
bioingegneria, di privare l'uomo della sua nobile individualità e del suo libero arbitrio rendendolo controllabile e addirittura manovrabile
tramite il transumanesimo.
In fondo a tutto questo, vi è l'odio
per Dio e l'invidia per la sorte soprannaturale che Egli ha riservato
agli uomini redimendoli dal peccato con il Sacrificio della Croce del
Suo Figlio.
Quest'odio satanico si esprime nella
determinazione a rendere impossibile ai Cristiani di praticare la
singola religione, di vederne rispettati i principi, di poter portare
il proprio contributo nella società e, in definitiva, nella volontà
di indurli a compiere il male, o quantomeno di far sì che essi non
possano compiere il bene, né tantomeno diffonderlo; e se lo
compiono, di stravolgerne le motivazioni originali (amore di Dio e
del prossimo) pervertendole con pietose finalità filantropiche o
ambientaliste.
Tutti i precetti della religione
globalista sono una versione contraffatta dei Dieci Comandamenti, una
loro grottesca inversione, un osceno capovolgimento.
In pratica, costoro usano gli stessi
mezzi che la Chiesa ha usato per l'evangelizzazione, però con lo
scopo di dannare le anime e sottometterle non alla Legge Divina, ma
alla tirannide del demonio, sotto il controllo inquisitoriale
dell'antichiesa di Satana.
In tale ottica si inserisce pure la
segnalazione dei gruppi di fedeli Cattolici tradizionali da parte dei
servizi segreti americani, confermando che l'inimicizia tra la stirpe
della Donna e quella del serpente (Gen 3, 15) è una realtà
teologica in cui credono anzitutto i nemici di Dio, e che uno dei
segni della fine dei tempi è proprio l’abolizione del Santo
Sacrificio e la presenza dell'abominazione della desolazione nel
Tempio (Dn 9, 27).
I tentativi di sopprimere o limitare la
Messa tradizionale accomunano deep church e deep state, rivelando la
matrice essenzialmente luciferina di entrambe: perché entrambe sanno
benissimo quali siano le Grazie infinite che si riversano sulla
Chiesa e sul mondo con quella Messa, e le vogliono impedire perché
non intralcino i loro piani. Ce lo dimostrano essi stessi: "la nostra
battaglia non è soltanto contro creature di carne e sangue" (Ef 6,
12).
L'osservazione di Tucker Carlson
evidenzia l'inganno a cui siamo quotidianamente sottoposti dai nostri
governanti: l'imposizione teorica della laicità dello Stato è
servita a eliminare la presenza del vero Dio dalle istituzioni,
mentre l'imposizione pratica della religione globalista serve per
introdurre Satana nelle istituzioni, con l'oscuro scopo di instaurare quel
distopico Nuovo Ordine Mondiale in cui l'Anticristo pretenderà di
essere adorato come un dio, nel suo folle delirio di sostituirsi a
Nostro Signore. (Cfr. QUI e QUI; ndr).
I moniti del Libro dell'Apocalisse
prendono sempre maggior concretezza, quanto più prosegue il piano di
sottoporre tutti gli uomini ad un controllo che impedisca qualsiasi
possibilità di disobbedienza e di resistenza: solo ora comprendiamo
cosa significhi non poter comprare né vendere senza il green pass,
che è unicamente la versione tecnologica del marchio con il numero
della Bestia. (Ap 13, 17).
Ma se non tutti sono ancora pronti a
riconoscere l'errore di aver abbandonato Cristo in nome di una
libertà corrotta e ingannevole che nascondeva inconfessabili
intenti, ritengo che oggi molti siano pronti – psicologicamente, prima che razionalmente – a prendere atto del colpo di stato
con il quale una lobby di pericolosi fanatici sta riuscendo a
prendere il potere negli Stati Uniti e nel mondo, determinata a
compiere qualsiasi gesto, anche il più sconsiderato, pur di
mantenerlo.
Per uno scherzo della Provvidenza, la
laicità dello Stato – che di per sé offende Dio in quanto Gli
nega il culto pubblico cui Egli ha sovrano diritto – potrebbe
essere l'argomento con cui porre fine al progetto eversivo del Great
Reset.
Se gli Americani – e con loro i
popoli di tutto il mondo – sapranno ribellarsi a questa conversione
forzata, pretendendo che i rappresentanti dei cittadini rispondano
del proprio operato ai titolari della sovranità nazionale e non ai
capi del sinedrio globalista, sarà forse possibile porre un freno a
questa corsa verso l'abisso.
Ma per farlo occorre la consapevolezza
che questa sarà solo una prima fase nel piano di liberazione da
questa lobby infernale, al quale dovrà seguire la riappropriazione
di quei principi morali propri al Cristianesimo che costituiscono le
basi della civiltà occidentale e la più efficace difesa contro la
barbarie del neopaganesimo.
Da troppo tempo i cittadini e i fedeli
subiscono passivamente le decisioni dei leader politici e
religiosi, dinanzi all'evidenza del loro tradimento. Il rispetto
dell'Autorità si basa sul riconoscimento di un fatto "teologico",
ossia della Signoria di Gesù Cristo sui singoli, sulle Nazioni e
sulla Chiesa.
Se coloro che rivestono l'autorità
nello Stato e nella Chiesa agiscono contro i cittadini e contro i
fedeli, il loro potere è usurpato, e la loro autorità nulla. Non
dimentichiamo che i governanti non sono i proprietari dello Stato e i
padroni dei cittadini, così come il Papa e i Vescovi non sono
i proprietari della Chiesa e i padroni dei fedeli.
Se essi non vogliono essere per noi
come padri; se non vogliono il nostro bene e anzi fanno di tutto per
corromperci nel corpo e nello spirito, è ora di scacciarli dai posti
che ricoprono e di chiamarli a rispondere del loro tradimento, dei
loro crimini, delle loro scandalose menzogne.»
Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
16 Febbraio 2023
*********
Ed ecco l'ultimo video di Massimo Mazzucco inerente alla verità sull'Ucraina e sul conflitto con la Russia.
Fonte: marcotosatti.com