martedì 19 ottobre 2021

La Scienza scopre l'immenso potere della preghiera



Sebirblu, 19 ottobre 2021

Il tempo drammatico e triste che sta vivendo l'Italia ora richiede sicuramente nervi saldi ma soprattutto la Fede in Dio, dal momento che intorno a noi non v'è alcun punto di riferimento umano per far valere i diritti inalienabili dei cittadini, sanciti anche dalla Costituzione.

Purtroppo in ogni settore: governativo, sociale, sanitario, religioso e quant'altro, la "musica" è la stessa, dunque l'unica valida possibilità è di appellarsi ad un Potere Superiore a Tutto e a Tutti.

Sebbene fino ad oggi sia stato sempre più "temerario" parlare di "preghiera" visto che rientra, inevitabilmente, nel gran calderone rigettato dai più a causa dell'insipienza e del lassismo generale, ho deciso di ripubblicare questo interessante articolo perché, finalmente, se ne attesta la validità assoluta.

Tengo però a precisare che non si intende di sicuro, per preghiera, l'enunciazione distratta e frettolosa di una sequela interminabile di parole senza la partecipazione del cuore e dell'anima, e solo per acquietare la coscienza.

Ci si riferisce invece ad un intimo, spontaneo e meraviglioso rapporto con il Divino Interlocutore permeato di Fede vera, Speranza sicura ed Umiltà disarmante, requisiti indispensabili per compiere miracoli. D'altronde è già accaduto varie volte che la Vergine Maria sia intervenuta, come, ad esempio, per la Battaglia di Lepanto di cui abbiamo recentemente celebrato i 450 anni.

Ecco dunque cos'è stato scoperto dalla Scienza.




Il premio Nobel per la Medicina Alexis Carrel (cfr. QUI) ha dichiarato che la preghiera è la più potente forma di energia…

Esperimenti sugli effetti della preghiera

Un ricercatore di fama, lo scienziato americano Dr. N.J. Stowel, ha misurato l'effetto della preghiera. Egli racconta:

"Ero un cinico, un ateo e credevo che Dio fosse solo un'immaginazione della mente. Un giorno lavoravo in un grande laboratorio patologico di una clinica. Ero occupato a misurare la lunghezza d'onda e l'intensità di irradiamento dei cervelli umani.

Con i miei collaboratori decidemmo di studiare quello che succede nel cerebro durante il passaggio dalla vita alla morte. A tale scopo avevamo scelto una donna che soffriva, proprio lì, di un tumore maligno. La donna era perfettamente normale fisicamente e mentalmente.

La sua serenità ci colpiva tutti. Sapevamo che doveva morire, e anche lei lo sapeva. Poco prima della sua morte mettemmo nella sua stanza un apparecchio di registrazione ultrasensibile che doveva indicarci quello che sarebbe accaduto nel suo cervello negli ultimi minuti di vita.

Sopra al letto aggiungemmo un piccolo microfono nel caso avesse detto qualcosa negli ultimi momenti. Nell'intervallo ci recammo nella stanza accanto. Eravamo cinque scienziati ed io ero quello più insensibile.

Nell'attesa restammo in piedi davanti ai nostri strumenti. L'ago era sullo zero e poteva oscillare a 500 gradi a destra nei valori positivi e 500 gradi a sinistra in quelli negativi.

Qualche tempo prima, con l'aiuto dello stesso apparecchio, avevamo misurato una stazione radio il cui programma si irradiava nell'etere con una potenza di 50 chilowatt, era una notizia che doveva essere trasmessa in tutto il pianeta. Durante questa prova constatammo una misura positiva di 9 gradi.

L'ultimo istante dell'ammalata sembrava avvicinarsi. Ad un tratto sentimmo che si mise a pregare e a lodare Dio. Gli domandò di perdonare tutte le persone che le avevano fatto dei torti nella vita e poi disse: «So che Tu sei l'Unica Sorgente di vita degna di fiducia per tutte le Tue creature».




Lo ringraziò per la Sua forza, con la quale l'aveva guidata in tutta la sua esistenza. Affermava che il suo amore non era diminuito malgrado tutte le sue sofferenze. E nella prospettiva del perdono dei suoi peccati per mezzo di Gesù emanava una gioia inesprimibile.

Frementi restammo intorno ai nostri apparecchi senza vergognarci delle nostre lacrime. Improvvisamente mentre la donna continuava a pregare sentimmo un tintinnio sul nostro apparecchio: l'ago si era posizionato a 500 gradi a destra e si agitava a più riprese contro l'ostacolo.

Avevamo fatto una scoperta prodigiosa: il cervello di una morente in contatto con Dio sviluppava una potenza 55 volte più forte di tutto l’irradiamento universale della radio diffusione. Per verificare le nostre osservazioni decidemmo di fare un altro esperimento.

Chiedemmo all'infermiera di stimolare in tal senso un ammalato. L'uomo reagì con delle ingiurie e delle imprecazioni e si rivolse a Dio in maniera blasfema. Vi furono dei tintinnii sul nostro apparecchio.

Eravamo sbalorditi: l'ago battendo contro l'ostacolo si era rotto al di sotto dei 500 negativi a sinistra. Eravamo riusciti incontestabilmente a dimostrare in modo scientifico la potenza positiva di Dio ma anche la forza negativa dell'avversario. Da quel momento la mia concezione atea cominciò a crollare.

In un ospedale furono fatti esperimenti per verificare l'efficacia della preghiera nella guarigione degli ammalati. Un gruppo di persone si rese disponibile a pregare per alcuni degenti scelti a caso. Il risultato fu che questi guarivano prima di altri.

Furono fatte ulteriori prove, ma questa volta si associarono dei numeri alle persone ammalate in modo che non si sapesse per chi stessero pregando. Anche in questo caso i risultati furono sorprendenti. Gli individui abbinati a dei numeri erano guariti prima di altri, a loro stessa insaputa,  

Negli Stati uniti e in Giappone sono stati effettuati esperimenti sugli effetti della meditazione profonda. Questa faceva diminuire i livelli di ansia, colesterolo e adrenalina mentre faceva aumentare i livelli di serotonina.

Inoltre i benefici dimostrati erano: diminuzione della pressione sanguigna, del mal di testa, miglioramenti connessi a disturbi del colon irritabile, calo della produzione del cortisolo (ormone dello stress), e riduzione della noradrenalina, (neurotrasmettitore prodotto dallo stress).

In più, si sono avuti incrementi sulla produzione notturna della melatonina, sul Dhea (ormone che agisce sul sistema immunitario), e sul testosterone, oltre all'aumento della coerenza cerebrale tra emisfero destro e sinistro.




Ma la preghiera non fa bene solo al «destinatario», giova soprattutto a se stessi perché consente il rilassamento neuromuscolare, favorisce la calma, la serenità, la pace interiore.

All'inizio degli anni Novanta, l'Accademia delle Scienze di Mosca riferì una stupefacente relazione tra il DNA e le qualità della luce, misurata in fotoni.

Nel rapporto su questi studi iniziali, il Dr. Vladimir Poponin ha descritto una serie di prove secondo cui il DNA umano influenza direttamente il mondo fisico.

Poponin, leader riconosciuto nel campo della biologia quantistica, era ospite di una istituzione di ricerca americana quando tali esperimenti vennero svolti.

I test erano iniziati con la misurazione di strutture di campo della luce nel vuoto, all'interno di un ambiente controllato.

Dopo aver rimosso tutta l'aria da una capsula appositamente predisposta, l'assetto e la distanza fra le particelle di luce prendevano una distribuzione casuale, come ci si attendeva.

Queste figure furono controllate e registrate due volte, per essere usate come riferimento nella sezione successiva della sperimentazione.

La prima sorpresa si verificò quando dei campioni di DNA vennero posti all'interno della capsula. In presenza di materiale genetico, distanza e struttura di campo delle particelle di luce cambiarono.

Anziché assumere la conformazione diffusa che i ricercatori avevano rilevato in precedenza, le particelle cominciarono ad acquisirne una nuova, che rassomigliava agli avvallamenti di una forma sinusoidale.

Il DNA stava chiaramente influenzando i fotoni, dando loro l'aspetto regolare di una composizione ondulatoria attraverso una forza invisibile. La sorpresa successiva si verificò quando i ricercatori tolsero il DNA dalla capsula.




Poiché erano fermamente convinti che le particelle di luce sarebbero ritornate al loro stato originario di distribuzione arbitraria, osservarono con stupore il verificarsi di qualcosa di molto inatteso:

i modelli erano molto diversi da quelli osservati prima dell'inserimento del DNA. Poponin affermò che la luce si comportava «in modo sorprendente e insolito».

Dopo aver ricontrollato la strumentazione e avere rifatto gli esperimenti, i ricercatori si trovarono a dover fornire una spiegazione su ciò che avevano osservato.

In assenza di DNA, cosa influenzava le particelle di luce? Il DNA si era forse lasciato dietro qualcosa, una sorta di forza residua che permaneva anche dopo che il materiale biologico era scomparso?

Poponin scrive che lui e gli altri ricercatori furono «costretti ad accettare l'ipotesi che venga eccitata una specie di nuova struttura di campo...»

Per sottolineare che l'effetto era collegato alla molecola fisica di DNA, il nuovo fenomeno fu denominato «effetto fantasma del DNA».

La «nuova struttura di campo» di Poponin suona sorprendentemente simile alla «matrice» della forza citata da Max Planck, e agli effetti a cui accennano le antiche tradizioni.

Questa serie di esperimenti è importante perché dimostra chiaramente, forse per la prima volta in condizioni di laboratorio, l'effetto della preghiera sul mondo fisico.

Il DNA usato nell'esperimento era un agglomerato passivo di molecole non collegate al cervello di un essere vivente cosciente.

Anche in assenza di sentimenti diretti che pulsassero attraverso l'antenna della doppia elica del DNA, si rilevavano una forza e un effetto misurabili nelle loro immediate vicinanze.

Se ogni cellula dell'organismo di una persona di taglia, peso ed altezza medi, cioè ogni segnale di sentimenti ed emozioni, ha la stessa proprietà di influire sul mondo circostante, allora quanto viene amplificato l'effetto?

Quindi, cosa succederebbe se, anziché parlare di percezioni che passano attraverso le cellule di una singola persona, parlassimo di un sentire risultante da una forma specifica di pensiero ed emozione? 

Sentire regolato dalla preghiera di ogni individuo, e moltiplicato anche solo per una frazione dei sette miliardi di persone viventi oggi sulla Terra? Cominceremmo a realizzare il potere che la nostra volontà collettiva rappresenta!




Si tratta del potere di porre fine a tutta la sofferenza e di allontanare il dolore che ha caratterizzato il ventesimo secolo. La chiave sta nel lavorare insieme per raggiungere un simile obbiettivo. Questa potrebbe rivelarsi la più grande sfida del terzo millennio.

La lingua che parliamo ci fornisce le parole per descrivere il rapporto dimenticato degli Esseri umani con le connessioni del mondo, con l'intelligenza del Cosmo e con il prossimo.

Usando alcuni dei più sensibili strumenti oggi disponibili per misurare dei campi di energia che cinquant'anni fa non erano neppure conosciuti, la scienza ha convalidato un rapporto che gli antichi conoscevano già duemila anni or sono.

Abbiamo accesso diretto alle forze del nostro mondo, e siamo ritornati al punto di partenza. Questo è il linguaggio che fa muovere le montagne.

È lo stesso linguaggio che ci permette di scegliere la vita anziché tumori maligni, e di creare la pace in situazioni in cui crediamo che non esista.

Quando leggiamo di guarigioni miracolose avvenute in passato, perché non credere che gli stessi miracoli possano avvenire anche oggi?

La preghiera mi ha mostrato che alcune cose esistono, a prescindere dalla nostra abilità di fornirne le prove. SO che siamo in grado di emettere una profonda ed inespressa capacità di amare.

Cosa forse più importante, SO che esiste la possibilità di porre fine alla sofferenza di tutte le creature, rendendo onore alla sacralità della vita. Questo scenario è già con noi qui ed ora.

SO che queste cose sono vere, perché le ho viste. Il momento in cui ammettiamo queste possibilità su una scala di massa, diventa una Nuova Grande Speranza."



L’ASSOLUTO

Tutto nel Cosmo è vita, movimento, armonia
e tutto dice che la nostra esistenza è destinata
ad altre dimensioni, in luoghi di sogno,
dove regnano luci ed aurore profonde ed inestinguibili.

Tutto vibra affinché tutto giunga alla sua perfezione
e a Te ritorni nella sfolgorante bellezza dell’esistere.

Tutto è in Te e Tu sei nel Tutto:
ogni frammento racchiude la Tua Infinita Sapienza
ed ogni Essere è da Te conosciuto
come se fosse l’unico esistente.

Nelle Tue leggi severe e ineluttabili
ogni disarmonia subisce l’urto dell’onda di ritorno.

La Tua Potenza si manifesta incessantemente
nel numero infinito di mondi e di universi
e il volo della libellula non è meno stupefacente
dell’espandersi delle galassie.

L’esplosione di mille supernove
è un bagliore per Te simile alla lucciola;
la trasparenza dell’acqua sconvolge la logica dei più miscredenti;
la semplice tela del ragno mette in crisi i più arditi ingegneri.

Davanti a Te si eclissa ogni bellezza.

Tu sei il Perfetto, l’Inimmaginabile:
al di là del tempo e dello spazio
trascendi ogni percezione sensoriale.

Stupefatto Ti ammiro o Dio di tutte le dimensioni,
chiunque Tu sia.

(Franco Libero Manco)

                                                                                       

martedì 12 ottobre 2021

M.Valtorta: Gesù vs Idolatria e Altare della Terra




Sebirblu, 12 ottobre 2021

Il 4 ottobre 2019, come ho accennato QUIBergoglio, il Falso Profeta, ha permesso che i Giardini Vaticani venissero profanati da una cerimonia pagana dedicata alla "Madre Terra", chiamata Pachamama, stabilita per onorare gli ospiti indigeni che da tempi immemorabili la venerano in Amazzonia e nei paesi limitrofi.

Ebbene, a distanza di due anni esatti, nella ricorrenza di San Francesco d'Assisi, del quale indegnamente ha assunto il nome lo pseudo-papa, in una chiesa tristemente nota in Germania si è celebrata l'Eucaristia su un altare... di terra... (cfr. QUI).

Ecco il video. QUI per gli smartphone.




Dopo l'apostasia e l'eresia, questa "Chiesa" svuotata al suo interno da qualsiasi valore cristico (ved. QUI), si è data all'idolatria nel nome di un ecumenismo fasullo che, ingannando i ¾ dell'umanità, la trascina inesorabilmente verso l'abisso.

Tentando, nel mio piccolo, di mettere un freno a questa deriva, pubblico la parte dominante di un brano di Maria Valtorta sul comportamento tenuto da Gesù in un caso di profonda idolatria.


Gli Idolatri di Magdalgad e il Miracolo su una partoriente


[...] Gesù non parla per un bel tratto di strada. Poi dice: «Ecco, Io ora vado a quel paesello sul monte, voi proseguite per Azoto. Fate attenzione. Siate cortesi, dolci, pazienti. Se anche vi deridono sopportatelo in pace, come ieri faceva Matteo, e Dio vi aiuterà. Al tramonto uscite, andando vicino allo stagno che è alle vicinanze di Azoto. Lì ci troveremo».

«Ma, Signore, io non ti lascio andare solo!», esclama l'Iscariota. «Sono dei violenti, questi!... È una imprudenza».

«Non temete di nulla per Me. Vai, vai, Giuda, e sii tu prudente. Addio. La pace sia con voi».

I dodici se ne vanno non troppo entusiasti. Gesù li guarda andare e poi prende il sentiero della collina, fresco, ombroso. Il colle è coperto di boschi di ulivi, di noci, di fichi e di vigneti ben coltivati e già promettenti pingue raccolto. Nei pianeggianti luoghi sono campicelli di cereali, in quelli in pendio pascolano capre bionde sull'erba verde.

Gesù raggiunge le prime case del paese. Sta per entrarvi quando incontra uno strano corteo. Sono donne urlanti, uomini vocianti in una nenia alterna, e tutti fanno una specie di danza intorno ad un caprone che procede ad occhi bendati, percosso, già sanguinante nei ginocchi per essere inciampato e caduto sulle pietre del sentiero.

Un altro gruppo, ugualmente vociante ed urlante, si agita intorno ad un simulacro scolpito, molto brutto in verità, e tiene alte delle padelle con braci accese che vengono alimentate buttando loro sopra resine e sale, almeno così mi sembra, perché le prime mandano odore di ragia e il secondo scoppietta come fa il sale.

Un ulteriore gruppo attornia un santone davanti al quale continuamente si inchinano urlando: «Per la tua forza!» (uomini), «Tu solo puoi!» (donne), «Supplica il dio!» (uomini), «Leva il sortilegio!» (donne), «Comanda alla matrice!», «Salva la donna!»; e tutti insieme, con un ululato da tregenda: «Morte alla maga!».

E poi da capo, con la variante: «Per la tua forza!», «Tu solo puoi!», «Ordina al dio!», «Che faccia vedere!», «Comanda al caprone!», «Che mostri la maga!»; e in un urlo da dannati: «Che odia la casa di Fara!».



Gesù ferma uno dell'ultimo gruppo e chiede dolcemente:

«Che avviene? Sono forestiero...».

L'uomo, poiché la processione si è fermata un momento per percuotere il capro, gettare le resine sulle braci e prendere fiato, spiega:

«La sposa di Fara, il grande di Magdalgad, muore di parto. Una che l'odia ha gettato il maleficio. Le viscere si sono annodate e il figlio non può nascere. Cerchiamo la maga per ucciderla. Solo così la sposa di Fara sarà salva, e se non troveremo la maga sacrificheremo il caprone per impetrare somma misericordia dalla dea Matrice» (si capisce che quello scarabocchio di pupazzo è una dea...). 

«Fermatevi. Io sono capace di guarire la donna e salvare il maschio. Ditelo al vostro sacerdote» – dice Gesù all'uomo e ad altri due che si sono accostati.

«Sei medico?».

«Più ancora».

I tre fendono la folla e vanno dal sacerdote idolatra. Gli parlano. La voce corre. La processione, che aveva ripreso ad andare, si ferma.

Il sacerdote, imponente nei suoi cenci multicolori, fa un cenno a Gesù e ordina: «Giovane, vieni qui!». E quando lo ha vicino: «È vero quanto dici? Guarda che, se quanto dici non avviene, noi penseremo che lo spirito della maga si è impersonato in te e ti uccideremo in suo luogo».

«È vero. Conducetemi subito dalla donna e intanto datemi il caprone. Mi occorre. Sbendatelo e portatemelo qui».

Lo fanno. La povera bestia sbalordita, barcollante, sanguinante, viene portata a Gesù che la carezza sul folto pelo nero.

«Ora però bisogna ubbidirmi senza eccezione. Lo farete?».

«Sì!», urla la folla.


L'idolatria ha portato a fondere l'oro per farne il famoso "Vitello" da adorare! (Es. 32).

«Andiamo. Non urlate più, non bruciate resine. Lo comando».

Procedono, entrando nel paese, e per una via che è la migliore vanno ad una casa messa al centro di un frutteto. Urla e pianti escono dalle porte spalancate, e su tutto, lugubre, il lamento atroce della donna che non può dare alla luce il figlio.

Corrono ad avvertire Fara, che viene avanti terreo, scarmigliato, affiancato da donne piangenti e da inutili santoni brucianti incensi e foglie su delle padelle di rame. «Salvami la donna!», «Salva mia figlia!», «Salvala, salvala!», urlano a vicenda l'uomo, una vecchia, la folla.

«La salverò e con essa il tuo maschio, perché maschio è, e floridissimo, con due dolci occhi colore dell'uliva che matura e la testa ricoperta di capelli neri come questo vello».

«Come lo sai? Che vedi? Anche nelle viscere?».

«In tutto Io vedo e penetro. Tutto conosco e posso. Sono Dio».

Avesse mandato un fulmine avrebbe fatto meno effetto. Tutti si gettano al suolo come morti.

«Alzatevi. Udite. Io Sono il Dio potente e non sopporto altri dei davanti a Me. Accendete un fuoco e gettatevi quella statua».

La folla si ribella. Comincia a dubitare del «dio» misterioso che ordina l'arsione della dea. I più accesi sono i sacerdoti.

Ma Fara e la madre della sposa, ai quali preme la vita della donna, si oppongono alla folla ostile e, poiché Fara è il grande del paese, la folla frena i suoi sdegni. L'uomo però interroga:

«Come posso credere che tu sei un dio? Dammene un segno e io comanderò sia fatto ciò che tu vuoi».

«Guarda. Vedi le ferite di questo capro? Sono aperte, vero? Sanguinanti, vero? La bestia è quasi morente, vero? Ebbene, Io voglio che ciò non sia... Ecco. Guarda».

L'uomo si curva e guarda... e urla: «È senza ferite!», e si getta al suolo pregando: «La mia donna, la mia donna!».

Ma il sacerdote della processione dice: «Temi, Fara! Non conosciamo chi è costui! Temi la vendetta degli dei».




L'uomo è preso da due paure: gli dei, la donna... Chiede:

«Chi sei?».

«Io sono Colui che Sono, in Cielo, in Terra. Ogni forza Mi è soggetta, ogni pensiero noto. Gli abitanti dei Cieli Mi adorano, gli abitanti dell'Inferno Mi temono. E coloro che credono in Me vedranno compiersi ogni prodigio»

«Io credo! Io credo... Il tuo Nome!».

«Gesù Cristo, l'incarnato Signore. Quell'idolo alle fiamme! Non sopporto dei al Mio cospetto. Quei turiboli spenti. Non vi è che il mio Fuoco che possa e voglia. Ubbidite, o Io vi incenerirò l'idolo vano e me ne andrò senza salvare».

È terribile Gesù nel suo abito di lino, dalle spalle del Quale pende il mantello azzurro che fa strascico dietro a Lui, il braccio levato in atto di comando, il volto folgorante. Ne hanno paura, nessuno parla più… Nel silenzio, l'urlo sempre più straziante e sfinito della sofferente. Ma stentano ad ubbidire.

Il volto di Gesù si fa sempre più insostenibile a guardarsi. È veramente un fuoco che brucia materie e animi. E le padelle di rame sono le prime a subirne il volere. Chi le tiene le deve gettare perché non resiste più al loro ardore.

Eppure i carboni appaiono spenti... Poi sono i portatori dell'idolo che devono mettere al suolo la portantina che sorreggevano per le stanghe sulle spalle, perché i legni si carbonizzano come se una misteriosa fiamma li lambisse, e appena al suolo la barella dell'idolo va in fuoco. La gente fugge terrorizzata...

Gesù si volge a Fara: «Puoi dunque credere realmente nel mio potere?».

«Credo, credo. Tu sei Dio. Sei il dio Gesù».

«No. Io sono il Verbo del Padre, di Jeové di Israele, venuto in Carne, Sangue, Anima e Divinità a redimere il mondo e a dargli la fede nel Dio vero, Uno, Trino, che è nei Cieli altissimi. Vengo a dare aiuto e misericordia agli uomini perché lascino l’Errore e vengano alla Verità, che è l’unico Dio di Mosè e dei Profeti. Puoi credere ancora?».

«Credo, credo!».

«Io sono venuto a portare Via, Verità, Vita agli uomini, ad abbattere gli idoli, a insegnare la sapienza. Per Me il mondo avrà redenzione, perché Io morrò per amore del mondo e per la salvezza eterna degli uomini. Puoi credere ancora?».

«Credo, credo!».

«Io sono venuto per dire agli uomini che essi, se credono nel Dio vero, avranno la vita eterna in Cielo, presso l’Altissimo che è il Creatore di ogni uomo, animale, pianta e pianeta. Puoi credere ancora?».

«Credo, credo!».




Gesù non entra neppure nella casa. Tende soltanto le braccia verso la stanza della sofferente, a mani distese, come nella risurrezione di Lazzaro, e grida: «Esci alla luce per conoscere la Luce divina e per ordine della Luce che è Dio!».

Un comando tonante al quale, dopo un momento, fa eco un grido di trionfo che ha nel suo suono del gemito e della gioia, e poi un flebile piangere di neonato, flebile eppure ben distinto e che sempre più cresce come per forza che aumenta.

«Tuo figlio piange salutando la Terra. Va' da lui e digli, ora e poi, che non è la Terra la patria, ma lo è il Cielo. Crescilo, e tu cresci con lui, per il Cielo. Questa è la Verità che ti parla. Quelle (e indica le padelle di rame accartocciate come foglie secche, inutili ad ogni uso, giacenti al suolo, e la cenere che segna il posto della barella dell'idolo) sono la Menzogna che non aiuta e non salva. Addio». E fa per andarsene.

Ma una donna accorre con un vispo neonato avvolto in un lino e grida: «È maschio, Fara. Bello, robusto, dagli occhi morati come uliva che matura e i ricciolini più neri e fini di quelli di un capretto sacro. E la donna riposa beata. Non soffre più, come nulla fosse stato. Una cosa improvvisa, quando già era morente... e dopo quelle parole...».

Gesù sorride e, poiché l'uomo gli presenta il neonato, Egli lo tocca sul capo col sommo delle dita. La gente, meno i sacerdoti che indignati se ne sono andati vedendo la defezione di Fara, si accosta curiosa di vedere il neonato e di guardare Gesù.

Fara vorrebbe dargli oggetti e denaro per il miracolo. Ma Gesù dice, dolce e fermo: «Nulla. Il miracolo non si paga altro che con la fedeltà a Dio che l'ha concesso. Tengo solo questo capro. Per ricordo della tua città».

E se ne va col caprone, che gli trotterella vicino come se Gesù fosse il suo padrone, risanato, felice, belante la sua gioia di essere con uno che non lo percuote... Scendono così le balze del colle riprendendo la via maestra che conduce ad Azoto...

Quando a sera, presso lo stagno ombroso, Gesù vede venire i discepoli, è reciproco lo stupore, vedendo essi Gesù con quell'ariete, e Lui loro, con i visi mortificati di chi non ha fatto affari.



«Disastro, Maestro! Non ci hanno percossi. Ma ci hanno cacciati fuori dalla città. Abbiamo errato per la campagna, e pagando ben caro abbiamo potuto procurarci del cibo. Eppure fummo dolci...» ‒ dicono desolati.

«Non importa. Anche a Ebron lo scorso anno ci cacciarono e questa volta ci fecero onori. Non dovete sconfortarvi».

«E Tu, Maestro? Quella bestia?», interrogano.

«Sono andato a Magdalgad. Ho arso un idolo e i turiboli dello stesso, ho fatto nascere un maschio, ho predicato il Dio vero attraverso i miracoli e mi sono preso il capro, destinato al rito idolatrico, per mercede. Povera bestia, era tutto una ferita!».

«Ma ora sta bene! È una magnifica bestia».

«È animale sacro, destinato all'idolo... Sano. Sì. Il primo miracolo per convincerli che Io ero il Potente, non il loro pezzo di legno».

«E che ne fai?».

«Lo porto a Marziam. Un fantoccio ieri, un capro oggi. Lo farò felice».

«Ma te lo vuoi condurre dietro fino a Bétèl?».

«Certamente. Non vedo l'orrore di questo fatto. Se sono il Pastore potrò avere un ariete. Poi lo daremo alle donne. E andranno in Galilea così. Troveremo una capretta. Simone, diverrai pastore di caprette. Meglio se fossero pecore... Ma il mondo è più di capri che di agnelli...

È un simbolo, Pietro mio. Ricordalo... Col tuo sacrificio farai degli arieti tanti agnelli. Venite. Raggiungiamo quel villaggio fra i frutteti. Troveremo alloggio o nelle case o sui covoni che già sono legati sui campi.

E domani andremo a Jabnia».

Gli apostoli sono stupiti, addolorati, sfiduciati. Stupiti dei miracoli, addolorati di non esserci stati, sfiduciati della loro incapacità, mentre Gesù può tutto.

Ma Lui, invece, è così contento!... E riesce a persuaderli che «nulla è inutile. Neppure la disfatta. Perché serve a formarvi all'umiltà, mentre il parlare serve a far risuonare un Nome, il Mio, e a lasciare un ricordo nei cuori». Ed è così convincente e luminoso di gioia che essi pure si rasserenano. [...] 

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brano tratto dal III vol. del "Poema dell'Uomo Dio" di Maria Valtorta. Ved. QUI


martedì 5 ottobre 2021

Procede allo scoperto l'Agenda Demoniaca... MA...



Sebirblu, 5 ottobre 2021

Il mio intento con questo articolo non è solo quello di mettere al corrente le persone che mi leggono di quanto sta accadendo con una rapidità vertiginosa a questo povero pianeta, e in particolare in Casa nostra, l'Italia, ma soprattutto quello di acquisire quel discernimento necessario atto a decidere, una volta per tutte, da che parte stare.

Sul web, e specialmente su Youtube, si moltiplicano i video che parlano più o meno di ciò che io esporrò, ma la differenza sostanziale sta nel fatto che non si possono presentare alla gente, per far sì che "apra gli occhi", gli eventi in corso, programmati da tempo dai "Prepotenti" al governo servi SOLO del Maligno, senza avere le "carte spirituali" in regola per farlo!

Mi spiego: nei suddetti video, ad esempio, QUESTO e QUESTO, pur essendone valido il contenuto, esso viene esposto senza mai spendere una parola sulla necessità di difendersi dal Male, collegandosi con il Bene Supremo che è Dio, senza il Quale qualsiasi conoscenza esoterica, seppure ricca, non serve a nulla, anzi, terrorizza e deprime... è come togliere improvvisamente la comoda sedia dell'ignoranza ad una persona, facendola cadere a terra, senza porgerle almeno l'ausilio di un piccolo sgabello!

Inoltre, specialmente nel secondo filmato, il divulgatore fa spesso uso di intercalate scurrili, coperte pateticamente da un "bip", senza accorgersi che, così facendo, nutre proprio quelle "Forze" oscure che tenta di far scoprire a chi lo ascolta.

Dunque, prima di "improvvisarsi" mentori (il Cristo li chiamava "maestri del nulla") bisogna avere il "Sigillo", ossia il placet della Legge per farlo, dopo un'accurata e severa preparazione di sé stessi, eliminando e pentendosi di ogni errore, colpa o peccato commesso (ved. QUI) per poi "rinascere" di Spirito, pronti a dissetare e ad alimentare le anime con l'Acqua Viva e il Pane del Signore.

Ecco un video, del 23 settembre 2021, TUTTO da ascoltare perché è il pensiero di un vero esoterista qual è Alejandro Jodorowsky, altamente propedeutico per la lettura dell'articolo che segue. Per gli smartphone cliccare QUI.





Tutti abbiamo appreso, sin da quando eravamo bambini, che il Principe di questo mondo è il Diavolo, ma pochissimi ormai credono davvero che esista, o meglio, lo ritengono appartenente soltanto a miti o a sfere religiose e, in ogni caso, per nulla considerato da gente "moderna", "disincantata" e "progredita".

Tuttavia, da otto anni a questa parte, ossia dal tempo dell'elezione di Bergoglio, dove ad occhi attenti non potevano sfuggire i "segni" preliminari e nefasti occorsi in quel fatidico giorno (ved. QUI) e ancor prima in quello del fulmine caduto sulla Cupola di San Pietro nel momento delle "dimissioni" di Benedetto XVI, si sono moltiplicati gli eventi che hanno indotto molti a ricredersi sull'esistenza del Maligno.

Mentre prima, sin dal Concilio Vaticano II tutto avveniva in sordina dietro le quinte, preparando il terreno con cura all'ingresso di Lucifero in Vaticano con una doppia messa nera ‒ come descritto molto bene da Padre Malachi Martin QUI ma anche QUI ‒ dall'entrata abusiva del Falso Profeta, assiso indegnamente sul Soglio di Pietro, sono iniziati i "dolori" per la Chiesa Cattolica.

Abbiamo visto  e  mal sopportato  una  sequenza  significativa  di  azioni  sconvolgenti e subdole, a volte blasfeme o devianti dalla tradizionale dottrina cattolica come la rappresentazione "Fiat Lux" sulla facciata della Basilica di San Pietro, l'8 dicembre 2015, giorno dell'Immacolata Concezione, ved. QUI, o la mega-riunione ecumenica a Washington D.C. di 300 diverse correnti cristiane (taciuta dai media di regime) con la partecipazione di Bergoglio, ved. QUI, e il suo viaggio a Lund in Svezia, il 31 ottobre 2016, per il 500° anniversario di Lutero QUI... in concomitanza delle "festività" di Halloween... guarda "caso"!

Ma nel 2016 non è accaduto solo questo! A dare forza all'azione del finto Vicario di Cristo è stato proprio il potente "richiamo" del signore degli Inferi sul nostro pianeta il 1° giugno (si noti... il 6° mese), che ha fatto il suo ingresso trionfale alla presenza servile e succube delle autorità europee in Svizzera, in occasione dell'apertura del tunnel del San Gottardo, da me decriptato QUI.

Ricapitolando, sono stati due gli "inviti" ufficiali ricevuti dal Maligno con tutti i sacrifici di rito: inconfessabile il primo e simulato il secondo. L'uno messo in atto il 29 giugno 1963; cfr. QUI (come si vede, ancora il 6° mese e nel giorno emblematico dei Santi Pietro e Paolo) ad opera di alcuni porporati vaticani, e l'altro, 53 anni dopo, dai vari governanti laici, ossia dalle due "bestie" apocalittiche: Chiesa e Mondo; ved. QUIQUIQUI e QUI.




Dopodiché, si sono susseguiti diversi fatti paralleli su entrambi i fronti, senza che la maggioranza della gente, inconsapevole, avesse "collegato i puntini". Ne cito solo alcuni fra i tanti.

Il 3 ottobre 2018 c'è stato il Sinodo dei giovani dove, come ho riportato QUI, lo pseudo-papa ha accettato in dono da "loro"(?) una ferula o pastorale assolutamente diabolico, degno del suo ruolo di usurpatore e del suo stesso nome che, secondo il Codice Ascii, risulta essere il funesto 666.

Il 27 settembre 2019, a Roma, ha avuto il suo esordio la mostra "Carthago. Il mito immortale", protrattasi fino al 29 marzo 2020, ossia sei mesi (ancora questo numero di cui si possono scoprire i segreti QUI) durante i quali, all'ingresso del Colosseo ospitante, si ergeva la gigantesca effige di Moloch (la deità fenicia a cui venivano sacrificati i bambini; ved. QUI) custodita a Torino in ricordo del famoso film muto "Cabiria".

Il 4 ottobre 2019, seguiva a ruota (proprio il giorno di San Francesco d'Assisi) la scandalosa cerimonia nei Giardini Vaticani dedicata alla Pachamama (la dea madre per gli indigeni, anch'essa propiziata con il sangue innocente negli antichi rituali precolombiani) dove addirittura si è visto un Bergoglio benedicente, insieme ai suoi cardinali apostati, assistere alla venerazione del feticcio compiuto da un gruppo rappresentativo dell'Amazzonia unitamente a dei frati, tutti prostrati a terra... con le terga in aria... A seguire, il video della discussa cerimonia. QUI per gli smartphone.  





Successivamente, negli Stati Uniti d'America, a maggio del 2020, è stato reso noto il logo ufficiale dell'Operazione Warp Speed (pianificata per velocizzare la campagna vaccinale e la realizzazione dei sieri da inoculare il prima possibile) che, ad una attenta analisi, è risultato essere la conferma che il cosiddetto "vaccino" è proprio il famigerato "Marchio della Bestia" descritto nell'Apocalisse di Giovanni; ved. QUI.

Tornando in Italia, il 21 luglio 2020, l'esposizione del Moloch è proseguita, oltre che alla mostra semestrale del Colosseo, anche sull'entrata, e qui non ci sono più dubbi, del parco divertimenti di Cinecittà dedicato prevalentemente ai bambini.

A questo proposito, ecco cos'ha scritto un acclarato satanista come Leo Zagami sul suo blog:

"Durante le vostre vacanze a Roma, voi potreste passare una giornata al parco "Cinecittà World", a qualche chilometro dalla capitale italiana, dove potrete vivere un'altra avventura inquietante dopo aver visitato il Moloch al Colosseo, ma evitate di condurvi i bambini.

Sì, è un parco d'attrazioni situato nel mondo magico del vecchio cinema italiano, sul posto degli antichi studi voluti dal mitico produttore Dino De Laurentis, ma oggi accade qualcosa di strano là.

L'ingresso di questo insolito luogo "a tema" presenta il Tempio di Moloch con una gigantesca testa a tre occhi, usata nel film muto "Cabiria" del 1914, proprio come quella esposta al Colosseo. La leggendaria pellicola era stata realizzata da Giovanni Pastrone con la sceneggiatura scritta dall'«Illuminato» e poeta Gabriele d'Annunzio (33° grado de l'AASR), uno degli ispiratori del fascismo.

Il tocco oscuro all'entrata proviene da una delle scene più sconvolgenti di detto film, in cui cento giovani fanciulli vengono offerti in olocausto alla deità pagana, ma la maggioranza degli italiani lo ignora e porta comunque i propri figli a Moloch.

Tutto ciò è particolarmente simbolico perché in Italia il sito è considerato un luogo di divertimento per bambini. Così, per una "strana" ragione, coloro tra essi che non raggiungono il metro d'altezza entrano gratuitamente. Forse ciò piace all'élite pedofila? "Cinecittà World" sembra far parte della eggregora*Moloch concepita a Roma dai culti più tenebrosi per compiacere l'antica deità associata al sacrificio dei piccoli." (Tradotto e riportato da QUI).

* (Una eggregora è una forma-pensiero ricorrente (ved. QUI e QUI), emessa da più individualità fino a creare una sorta di massa incorporea che, continuamente alimentata, prende la forma che gli si dà – in questo caso Moloch ‒ il quale, essendo un concentrato di energie negative e terrorizzanti perturba e influenza la psiche dei più sensibili, come ad esempio quella dei bambini. Ndr).




Ritornando alla oscura sequenza di eventi che stanno verificandosi, specialmente intorno a noi, il 30 settembre 2020 è stata coniata una medaglia/moneta a ricordo degli "Accordi d'Abramo", così chiamati per via del patto storico intercorso fra gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e lo Stato di Israele, sanciti alla Casa Bianca il 15 settembre 2020.

Ebbene, similmente al logo del Marchio della Bestia, come citato sopra, tale moneta commemorativa riporta ogni singolo elemento che svela precisamente il piano diabolico in atto verso l'umanità. Importantissimo leggere QUI e QUI.

L'elenco cronologico della trama satanica continua con l'esposizione "misteriosa" di un enorme "Caprone" a Milano, il 15 aprile 2021, ved. QUI, con tanto di apertura laterale del tipo "cavallo di Troia" che, anche se poi si è saputo essere collegato con la pubblicità di una birra, ciò non toglie nulla al simbolo in sé, come simulacro da sempre attribuito al Maligno.

Ora, prima di esporre l'ultimo eclatante evento in programma per il mese di ottobre, menziono la discutibile abrogazione di Bergoglio del luglio scorso della Messa in latino, detta anche Tridentina o Vetus Ordo, voluta con il "Motu Proprio Summorum Pontificum" da Benedetto XVI il 7 luglio 2007. Per approfondimenti ved. QUI e in wikipedia QUI.

Tali disposizioni di Ratzinger sono rimaste in vigore fino al 16 luglio 2021, quando la scure del Falso Profeta è calata senza remissione su quella parte di fedeli nel mondo che ancora intendono la Chiesa di Roma una Istituzione SERIA fondata dal CRISTO.

Ecco l'autorevole commento di mons. Carlo Maria Viganò sull'abrogazione dell'antica Messa che, di fatto, non è altro che un irrispettoso affronto compiuto verso Benedetto XVI. Cliccare QUI per gli smartphone.




Proseguo con la versione di Leo Zagami sul tema, che riporta quanto ha scritto su un suo testo:

"Come ho già spiegato in «Confessions d'un Illuminati, vol.6.66» (non c'è per nulla da meravigliarsi per il numero, visto che è un massone satanista; ndt):

‒ Il Novus Ordo Missae, introdotto nell'aprile 1969 da papa Paolo VI, risultato del Concilio Vaticano II conclusosi tre anni e mezzo prima, fu ufficialmente destinato ad avere un carattere ecumenico, come affermato dal suo architetto in capo, Mons. Annibale Bugnini nel 1965.

La riforma mirava alla distruzione della fede cattolica e a richiamare il diavolo per i popoli; ricordatevi che il Nuovo Ordine Mondiale non ha come obbiettivo di asservire l'umanità fisicamente ma, piuttosto, di condurre il più gran numero di anime all'inferno.

Ho anche spiegato nel mio libro come i satanisti che hanno tolto il latino alla Chiesa Cattolica (allo stesso modo con cui è stata proibita la preghiera a San Michele Arcangelo al termine del Sacrificio dell'Altare; ved. QUI; ndt) l'abbiano in seguito adottata per la propria messa nera.

Essi, in definitiva, hanno distrutto la Messa tradizionale per agevolare la diffusione del satanismo, una politica pianificata dalla parte più oscura degli Illuminati. Per tal motivo, essi hanno all'istante approfittato di questo terribile cambiamento che ha tarpato la Chiesa del suo Rito, della sua arma più potente contro il demonio.


La messa satanica e la messa nera in latino, utilizzate oggi dagli adepti moderni, potrebbero essere state scritte fra gli anni 1966 e 1986. Bergoglio e la sua chiesa sono ancora una volta in combutta con Satana e la sua Legione." (Brano tradotto dal suo sito QUI).




Se Zagami parla così della Messa antica, ora vietata, come dobbiamo considerare l'arrivo nella Città Eterna, non solo sotto l'aspetto bimillenario della Sede della Cristianità planetaria, ma anche come antica capitale italiana, della famigerata ed incompiuta "Porta dell'Inferno" di Auguste Rodin, presso le "Scuderie del Quirinale" in pieno centro a Roma, per celebrare i 700 anni di Dante Alighieri?

Come non vedere un'astuta ed ora quanto mai palese strategia diabolica per rendere i cittadini di questo nostro Paese ancora più succubi e schiavi del "sistema di regime" in atto nel governo, nelle istituzioni, nei media, nella sanità e soprattutto nella Falsa Chiesa totalmente prona e, quel che è peggio, correa dei Poteri Luciferini al comando del Mondo?

La "Porta dell'Inferno" sarà in mostra per gli ignari visitatori il 15 ottobre 2021, proprio il giorno in cui (tra l'altro sapientemente scelto, perché i festeggiamenti pro Alighieri avrebbero dovuto tenersi nel mese di settembre fra il 13 e il 14, visto che nel 1321 fu quello il momento del suo trapasso) entreranno in vigore le nuove norme-capestro per tutti i lavoratori che non vogliono piegarsi all'odioso ricatto del siero genico.

Ricordo anche, per chi non lo sapesse, che la carta n°15 degli Arcani Maggiori dei Tarocchi corrisponde al Diavolo...

Soffermiamoci un po' su questa "Porta", sulla quale tra le varie figure rappresentate dall'artista francese possiamo rilevare ancora che la scelta dei governanti manovrati dall'Élite, e questa, dal Serpente antico, opta sempre per Moloch, l'orco dei bambini dei quali avidamente si nutre a fine propiziatorio, per renderlo vieppiù "generoso" verso se stessa.

Il Moloch di turno raffigurato da Rodin nell'inferno dantesco è l'altorilievo del Conte Ugolino che, imprigionato senza cibo né acqua, divora i suoi figli per sostentarsi. Naturalmente, c'è molto altro, tra cui Paolo e Francesca, gli adulteri che per la loro passione finita nel sangue sono stati posti dal sommo poeta negli inferi, ma di ciò si parla anche nel video a seguire, tenendo presente che le indicazioni sul simbolismo possono sempre essere opinabili. Cliccare QUI per gli smartphone.



Ovviamente, la succinta sequenza cronologica appena esposta dà soltanto un'idea dell'opera frenetica in corso, non solo in Italia, ma anche in giro per il mondo (ho letto QUI, su "Il Messaggero", che altre due manifestazioni prestigiose sono state annunciate a Roma, il 21 settembre e il 5 ottobre sul tema dell'Inferno e del Diavolo, con la scusa di celebrare Dante!).

In Francia, a Clisson, è dal 2006 che l'«Hellfest Open Air», uno show heavy metal, viene rappresentato alla presenza di fiumane di persone. Per grazia di Dio, forse è la prima volta che le restrizioni da coronavirus sono servite a qualcosa... ossia... ad annullarlo! L'articolo QUI. Video a seguire. Per gli smartphone, QUI.




In Australia, il festival che porta il nome di «Dark Mofo» è una vera lode al demonio. Infatti, uno dei simboli più ricorrenti del festival a Hobart è l'emblema satanico per antonomasia: il crocifisso in senso inverso, come da video.




In Spagna infine (nell'antica cristianissima Spagna) uno spettacolo dall'emblematico nome: «Circo degli Orrori» (già ampiamente conosciuto anche in Italia, senza che la "Chiesa" né NESSUNO abbia mai mosso un dito)  viene egregiamente commentato da un medico specialista in psicologia clinica, psichiatra e psicoterapeuta, il dr. Walter Cascioli, di cui consiglio vivamente di leggere lo scritto QUI.

Eccone il promo in un breve filmato. QUI per gli smartphone. E pensare che l'hanno vietato SOLO ai minori di 12 anni!




Suggerisco pure di leggere gli ottimi ed esaustivi articoli pubblicati QUI e QUI, sull'arrivo della "Porta dell'Inferno" alle Scuderie del Quirinale  sede antica dei papi: che Satana voglia vendicarsi?

Concludo, rivolgendo il mio ardente pensiero all'Arcangelo Michele di cui si è appena festeggiata la ricorrenza, facendo notare che dal 21 settembre è stato acceso un faro azzurro alla "Sacra" dedicata a Lui, in Val di Susa, raffigurante la sua spada sguainata a difesa della collettività; ved. QUI.

Aggiungo pure un'accorata richiesta a tutti i Lettori, già effettuata da me e dal mio gruppo tramite una Novena, di impetrare la protezione speciale per l'Italia sia dal Principe delle Milizie Celesti che da San Francesco d'Assisi, di cui è patrono e venerato il 4 ottobre.

A corollario finale, pubblico un ultimo splendido video che, con il suo contenuto, contribuisce ad alleggerire e a fronteggiare la tenebrosa cappa di oscurità che avvolge in questo momento la nostra patria, auspicando che con l'inizio del mese mariano per eccellenza, dedicato alla Madonna del Rosario, e con l'anniversario dei 450 anni, al 7 ottobre, della Battaglia di Lepanto, si levino alti gli scudi dei cristiani fedeli, così come la flotta italiana sotto l'egida di Maria riportò la vittoria sull'esercito turco.

Ecco il filmato. Per gli smartphone cliccare QUI.



Relazione, traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it


sabato 2 ottobre 2021

Il Santo d'Assisi: dall'Oltre per noi Italiani.


San Francesco in Meditazione - Caravaggio 1571 - 1610

Sebirblu, 2 ottobre 2021

Si potrebbero chiamare interviste quelle che Gino Trespioli ha documentato nel suo prezioso, unico, e straordinario libro "LA VITA" con l'ausilio di numerosi e conosciutissimi medium ultrafànici.

(Di questo volume si può addirittura effettuarne il download QUI, perché il testo è introvabile altrove; inoltre per saperne di più sull'Avv. Gino Trespioli, QUI).

Questa Opera  Eccezionale,  e ribadisco "senza precedenti",  DEVE essere conosciuta ora più che mai nell'imminenza dell'Ascensione, dal maggior numero di persone affinché si rendano conto di come si vive nel cosiddetto "Aldilà" in base all'evoluzione individuale e alle esperienze avute "al di qua".

Se con reiterata petulanza e ottusità continuiamo banalmente a dire "Non è mai tornato nessuno dall'Oltretomba a mostrarsi", non acquisiremo per niente la Conoscenza Vera di come la vita si svolga e proceda senza interruzione anche quando lasciamo il nostro corpo fisico.

Questo gioiello letterario, nonostante il passar del tempo e il linguaggio ormai superato dal modernismo imperante, è tutt'altro che obsoleto. È lì, come un diamante incastonato ancora nelle profondità della cultura più alta, sconosciuto alla maggioranza addormentata, in attesa di essere scoperto ed apprezzato.

Necessita avere la "stoffa" per l'avventura, all'Indiana Jones, per tuffarsi nella lettura di questo libro, pronto a rivelare le sue meraviglie dai piani più infimi, dove si soffre per la propria cecità spirituale, passando per quelli intermedi dove si dischiudono visioni di inimmaginabili mondi fino agli stati sublimi delle Essenze incorporee.

Vi si possono inoltre trovare tutte le risposte, raccontate dai protagonisti, di come si sono svolti i fatti della storia, dall'antichità ad oggi, da Atlantide alla Roma antica per arrivare ai giorni nostri in una miriade di rivelazioni che nessun testo potrà mai riportare.

Il Viaggio della Vita di Thomas Cole 1842

Pitagora, Socrate, Galileo Galilei, Flammarion, Giordano Bruno, Budda, Paolo di Tarso, Francesco d'Assisi, sono solo alcuni dei moltissimi "intervistati" da Gino Trespioli, sotto l'alta guida del Maestro, vedere QUI, che insieme a numerosissimi altri Spiriti anonimi hanno raccontato la verità degli accadimenti.

Sono giunti ormai i tempi in cui è indispensabile risalire dall'abisso dell'oblio ad una panoramica più ampia dell'attuale presunzione dell'Umanità di pensare che tutto ruoti intorno alla terza dimensione!

L'apporto per l'innalzamento evolutivo della coscienza planetaria spetta ad ognuno di noi; il nostro contributo singolo è essenziale per far sì che le cose cambino davvero.

Ognuno con i propri singoli talenti e le capacità individuali può migliorare sé stesso distogliendo l'attenzione da tutto ciò che è effimero e accattivante per dedicarsi maggiormente alla crescita interiore, al potenziamento della capacità di Amare tutto e tutti e nutrire, perché no, anche la mente.

È per questo motivo che, a ridosso del 4 ottobre, ricorrenza del nostro Patrono d'Italia - Francesco d'Assisi, pubblico qualche parte che Lui stesso ha trasmesso a Gino Trespioli per mezzo della medium Bice Valbonesi QUI, come suo mirabile dono per rinvigorire gli animi e infondere nuova speranza per il futuro.


Assisi - Basilica del Santo

Ho preferito intenzionalmente lasciare integro il linguaggio arcaico utilizzato da San Francesco in questo piccolo frammento tratto dal libro "La Vita", perché a mio avviso, ne avrei deturpato la suggestiva bellezza attualizzandolo.

G. Trespioli: "Il Poverello di Dio: la sua esistenza fu tutta un'epopea d'Amore. E quando gli rivolsi tutta la potenza del mio pensiero, chi se non lui rispose?"

S. Francesco: "Laudare Te, o Sommo Dio, per la Tua Opera."

G. Trespioli: "Non osavo interrogare. Ma dovetti, sospinto dal Maestro.

E dissi: così splendente, o Santo, fu la tua virtù che non pochi hanno pensato e scritto che tu fosti Gesù incarnato."

S. Francesco: "Non nominare il nome di Dio invano; et questo è lo suo comandamento. Per la Sua Santa Gratia io fui homo piccolo."

G. Trespioli: "C'è nella tua dottrina il completamento dell'insegnamento Cristico."

S. Francesco: "Compii la sancta comunione delle anime per giugnere (raggiungere) la Sua Gratia. Adorai nella natura l'opra (opera) divina e non già le creature per sé; esse rappresentano il Creatore stesso.

La mia qualità veniva da Dio e lo mio Amore era alto sentimento divino. L'Iddio dona le Sue creature e dice: homo, serviti de li animali che ti ho dato per la vita."

G. Trespioli: "Apostolo di Carità, cosa intendi per questa virtù?"

S. Francesco: "Intendo quel sentimento infra gli uomini necessario per giugnere a la Fraternitade. Madonna caritade fa dolciore a l'anima e fa sentire la divina Gratia. Dare il pane a li fratelli bisognosi è Legge che conduce a Gloria eterna."

G. Trespioli: "C'era tanta semplicità nell'esposizione e nella forma tanta dolcezza che aleggiava un'aura di grande bontà; ed in me non v'era dubbio alcuno; dopo tante prove mi sarebbe sembrato empio non credere.

E mi venne un gran desiderio: confessarmi al sublime messaggero dell'Amore, a Colui che sapeva fugare le correnti del male dell'Umanità ignara della Verità autentica:

Santo, io confesso. Ho spesso ripugnanza più che pietà per coloro che invocano l'elemosina; non so distinguere l'ipocrita, l'ozioso, il vizioso, il parassita che accattonano da colui che ha invece veramente bisogno.

È insensibilità, è durezza di cuore questa mia indifferenza? È negazione di gentilezza d'animo? Oppure è intuizione che sotto le deformità fisiche, si celino anime venute dalla colpa e dal delitto e per ciò ripugnanti?"


Elemosina di Pietro Saltini 1839 - 1908

S. Francesco: "Cotestoro che son de' difettosi vanno raccolti et insegnamento si deve dare a questi fratelli caduti, e non già devesi maggiormente farli cadere. Dai la moneta senza pensiero, ché da Dio viene segnata."

G. Trespioli: "Ma vedi, io penso che la carità, intesa così volgarmente di aiuto materiale, sia un errore sociale."

S. Francesco: "L'errore non è nell'uomo che dà, ma nella forma sociale che vige fra voi."

G. Trespioli: "Confesso ancora: non sempre so scusare gli altri difetti, mentre mi sforzo di giustificare i miei errori."

S. Francesco: "Tale debolezza sia da te cangiata (cambiata) in forza, a ché tu scusi in altri la loro debolezza."

G. Trespioli: "Certo, per te che sai sublimare l'Amore. Ma come amare, ad esempio, chi per essere presuntuoso, spavaldo e malvagio mi eccita un senso di profonda antipatia?"

S. Francesco: "Amando nella creatura il Creatore, perocché (perché) tutti gli homini sono fratelli in Dio."

G. Trespioli: "Confesso pure che non sia un errore ciò che penso: amo la vita. Senza essere bramoso di ricchezze, ritengo doveroso e lodevole desiderare ed acquisire, tramite il lavoro, una condizione economica e sociale che contribuisca all'attività feconda e alla quiete dello Spirito."

S. Francesco: "Amare la vita per la vita è difetto; amare la vita per la sua bellezza è bene et allegrezza dell'anima. Amare la vita per i beni materiali è precipizio. Non basta dare lo superfluo; devesi dare parte del necessario; questo è grandezza."

(Gino Trespioli, dopo aver confessato altre cose personali, che in ogni caso sono presenti sul libro, ha chiesto la benedizione del Santo).

S. Francesco: "O Altissimo Signore, Tu che hai fatti li Cieli ed anco la Terra, io ti benedico per tanta suprema Gratia. Altissimo Signore, benedici questi homini che Te ascoltano, poiché essi son fra li peccatori che vivono la Terra che Tu hai fatto.

Per la divina Tua Gratia apri loro gli occhi de lo Spirito. Invia la Tua Sapienza affinché intendano le Tue Leggi altissime. Signore, benedici l'Italia che ancora ha dolori e tanti ne tiene quanti li filii (figli) che sono degeneri.

Fa' che essa si estenda in fratellanza sì come Tu comandi e fa' che li fratelli vicini intendano tale lingua. Signore, benedici tutti li popoli di oltre monte e di oltre mare."

G. Trespioli: "L'atmosfera pareva pervasa di un mistico profumo, e la parola misteriosa penetrava dentro l'anima mia, dolcemente, come un sospiro d'infinita bontà.

E con questa solenne benedizione elargita all'Italia dal suo Santo Patrono termina questa piccola preziosità che vi ho offerto, carissimi Lettori, rammentandovi che non esistendo il concetto di tempo nell'Infinito, ma l'eterno Presente in atto, essa giunge proprio nel momento in cui tutti noi siamo stremati per i continui abusi che subiamo.