sabato 22 aprile 2017

Da Leggersi con la Massima Attenzione! È l'Ora!




Sebirblu, 22 aprile 2017

Fra tutte le parole espresse più di duemila anni fa dal Cristo, quelle del Discorso Profetico si attagliano perfettamente al tempo che stiamo vivendo.

Siccome penso che la maggioranza, gentili Lettori, non abbia mai preso seriamente in esame il testo tramandatoci, vi invito a farlo ORA affinché siate almeno avvertiti di ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi, per prenderne maggiore coscienza.

Alcuni forse storceranno il naso, ma visto che è questo il momento in cui "la Verità DEVE essere gridata dai tetti", pubblico con grande determinazione il paragrafo 24 di Matteo con la speranza che possa far riflettere molte Anime sensibili.




Il Discorso Profetico di Gesù - da Matteo par. 24

24,1 Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio stesso.

2 Gesù disse loro: «Vedete tutte queste cose? In Verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata».

3 Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i Suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della Tua venuta e della fine dei Tempi».

4 Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; 5 molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. 6 Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine.

7 Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori. 9 Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del Mio Nome.

10 Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e si odieranno a vicenda. 11 Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; 12 per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato.

14 Frattanto questo Vangelo (dal greco = Buon Annuncio; ndr) del Regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.

15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel Luogo Santo - chi legge comprenda, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. (Chi ama la propria vita la perderà. Gv. 12, 25; ndr).




19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato. (Perché non si troverebbe nessuno che aiuti; ndr).

21 Poiché vi sarà allora una tribolazione così grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino ad ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati.

23 Allora se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, o - È là", non credeteci. 24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l'ho predetto.

26 Se dunque vi diranno: "Ecco, è nel deserto, non ci andate; o - È in casa, non ci credete. 27 Come la folgore viene da oriente e brilla fino ad occidente, così sarà la Venuta del Figlio dell'uomo.

28 Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi. (Si intenda "i cadaveri spirituali" e gli avvoltoi "le forze oscure"; ndr).

29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. (I Tre giorni di Buio QUI; ndr).

30 Allora comparirà nel cielo il Segno del Figlio dell'uomo (la Croce; ndr) e si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.

31 Egli manderà i suoi Angeli (i Fratelli delle Stelle; ndr) con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.

32 Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte.




34 In Verità vi dico: non passerà questa generazione (vale a dire l'epoca cristica, i duemila anni; ndr) prima che tutto questo accada. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno.

36 Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli Angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà la Venuta del Figlio dell'uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, 39 e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e li inghiottì tutti, così sarà anche alla Venuta del Figlio dell'uomo.

40 Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. 41 Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata. (Poiché dipenderà dalle loro vibrazioni atte ad amare gli altri incondizionatamente; ndr)

42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.

45 Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? 46 Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! 47 In Verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni.

48 Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, 49 e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, 50 arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa, 51 lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.




Sebirblu.blogspot.it

martedì 18 aprile 2017

JARED, genero di TRUMP: che sia lui l'ANTICRISTO?


Jared Kushner - genero e "consigliere anziano" di Trump - classe 1981

Sebirblu, 18 aprile 2017

Il Chabad Lubavitch è uno dei più grandi gruppi religiosi del giudaismo chassidico, una corrente mistica ultra-ortodossa sorta nel 1700 in Polonia. Il nome deriva da Lyubavichi, la città russa che ne funse da base per più di un secolo.

La casa madre si trova a Brooklyn (New Jork), ma è presente in tutti i paesi in cui vi sia un insediamento ebraico. I Chassidim vestono rigorosamente di nero, hanno vistosi cappelli a larghe falde e barbe lunghe ed incolte.

Ho deciso di occuparmi di tale argomento perché questa potente organizzazione è andata diffondendosi a macchia d'olio su tutto il pianeta, influenzando pesantemente governi e stati sovrani e condizionandone in modo occulto i destini per le proprie convinzioni escatologiche.

(QUI, tante foto dei "Chabad Lubavitchers" con i potenti della Terra).

Sembra incredibile, eppure come vedremo dall'interessante brano di Henry Makow, ora più che mai questo movimento "manovra" dietro le quinte e la sua forza diabolica mira a scatenare la tanto temuta Armageddon. (Cfr QUI).




"Uno storico dice che i Rothschild sono dei pupazzi Chassidim.
È questo il vero volto degli Illuminati?

Esprimendosi con un eufemismo, il profeta di Lubavitch, Menachem Mendel Schneerson (1902-1994) disse che i Cabalisti ebrei domineranno il mondo dopo un'apocalisse  che  hanno  intenzione  di  avviare.

Wolfgang Eggert, uno storico bavarese di 54 anni, crede che gli ebrei ortodossi chiamati appunto Chassidim vogliano scatenare un olocausto atomico per realizzare una profezia biblica.

Egli pensa che questi fanatici religiosi debbano essere smascherati. Il loro più grande gruppo, la setta Chabad Lubavitch vuole accelerare il tempo di Armageddon per facilitare l'intervento messianico.

Eggert cita le parole dell'ultimo rabbino sopra indicato, Schneerson, che dichiarò:
"Il mondo si aspetta che noi adempiamo il nostro ruolo nel preparare l'avvento del Messia sulla Terra."

Tutta la storia umana contemporanea è imperniata sul messianismo ebraico-satanico (ossia i Chassidim); sono loro che l'hanno "costruita". Storia e politica si intrecciano in una grande rappresentazione, e questi ne sono i veri direttori avendo trasformato le Scritture profetiche in realtà.

Si sono impossessati della Massoneria mettendo in campo gli Illuminati (attraverso Weishaupt che ne fu il fondatore; cfr. QUI).

Hanno stretto un patto con la monarchia britannica finanziando William III per farne un Re e posizionato i reali al suo vertice. Hanno creato poi il sistema bancario moderno e la Fed (per mezzo dei Rothschild); concepito il Sionismo, le Guerre mondiali, l'Unione europea e così via...

Governano attraverso i loro pupazzi Rothschild (i cui antenati facevano parte del culto chassidico) e i Rockefeller, che sono le forze-guida dietro il Bilderberg, la Trilaterale, il CFR ecc. Ed ora, che ci troviamo alla "Fine dei tempi", stanno cercando di fomentare la "profetizzata" Terza Guerra Mondiale.


Sullo sfondo il Rabbi Menachen Mendel Schneerson (1902-1994)

Eggert ritiene che sia la Germania quanto Israele siano nel mirino della corrente Lubavitch: la Germania, perché i Chassidim, attenendosi al Talmud della Bibbia, la considerano un paese nemico degli ebrei, quindi meritevole di annientamento, e Israele  perché  dovrà  bruciare  affinché  si  attui  la profezia  di  Armageddon.

Inoltre, essi reiterano in continuazione un'astuzia machiavellica "utilizzando" la "shoah", il sacrificio ebraico avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale, per ottenere l'approvazione del pianeta a dirigere una "Repubblica" unitaria globale, con governance a Gerusalemme, ancora una volta "profetizzata" da Jahwe" (e che molto probabilmente sarà attuata dalla nuova amministrazione americana; ndt).

I Fondamentalisti Cristiani

Mentre i "Chabad Lubavitchers" rimangono al centro della sua attenzione, il pensiero di Eggert è rivolto anche ad analizzare i cristiani evangelici come Jack Van Impe e Timothy LaHaye, i quali ritengono che la guerra corrisponda alla volontà di Dio come scritto nei libri di Ezechiele, di Daniele e nell'Apocalisse. 

Il loro scenario preferito include la distruzione della Moschea al-Aqsa (con la Cupola della Roccia) e la restaurazione del Terzo Tempio al suo posto, il rapimento in cielo dei 144.000 eletti, la battaglia di Armageddon, la morte in massa degli ebrei israeliani e la Parusìa (il Ritorno di Gesù Cristo). (Cfr. QUI; ndt).


Donald Trump attorniato da Evangelici oranti che gli impongono le mani

Secondo Alison Weir, ci sono approssimativamente 3.600 istituzioni Chabad in 1000 città di 70 paesi con 200.000 aderenti. Più di un milione di persone assistono ai relativi riti giudaici almeno una volta l'anno.

Numerosi complessi universitari hanno tali centri e il sito web Chabad dichiara che centinaia di migliaia di bambini vengono condotti nei loro campi estivi.

Secondo il New York Times, Schneerson ha presieduto un impero religioso che si estende dalle strade di Brooklyn alle vie principali di Israele percependo ogni anno, dal 1990 in poi, una cifra stimata in 100 milioni di dollari in contribuzioni. Egli era convinto che gli ebrei fossero il vertice del disegno di Dio:

«La differenza generale tra ebrei e goyim (i non ebrei) è che "un israelita non è stato creato come mezzo per un altro scopo; è lui stesso lo scopo, visto che ogni creazione divina viene concepita soltanto per servire il popolo eletto.»

«Il fattore più importante di tale popolo è che non esiste per nessun'altra finalità se non quella di essere l'obiettivo predestinato da Dio.»

«Il resto dei creati (quindi i non ebrei o goyim) esistono unicamente per il bene degli ebrei.»

Quando nel 1994 Menachem Mendel Schneerson morì, ricevette la medaglia d'oro del Congresso per il suo contributo alla "moralità mondiale". Secondo il suo pensiero, gli ebrei sono i sacerdoti, mentre le leggi "noachidi" (ossia le 7 leggi morali di Noè) sono per "le masse". (Ved. QUI; ndt).


Chabad Lubavitchers alla conferenza internazionale di Brooklin - New Jork - nel 2016 

Eggert menziona un altro rabbino Lubavitcher: "Quando, dopo l'undici settembre, esaminiamo la catena spaventosa di eventi con occhio chassidico, vediamo che gli Stati Uniti sono stati spinti a svolgere il loro ruolo storico nell'insegnare le Sheva Mitzvos (ossia le leggi noachidi) al mondo.

I massoni si sono sempre autoproclamati «Noachidi» e ne hanno incorporato gli statuti nella loro Costituzione sin dal 1723."

Eggert,  che  ha  studiato  scienze politiche  alle  Università  di  Berlino  e  di  Monaco, ed  è  l'autore di  otto libri  sulla  storia nascosta, è convinto che i fatti  moderni  siano influenzati  da  una  congiura cabalistica  per  realizzare  le  profezie  bibliche.

Egli quindi fa molta attenzione a distinguere tra i Lubavitcher ed altri chassidim chiamati "Satmar" che pensano sia un crimine "forzare la mano di Dio" e "accelerare la redenzione".

Nondimeno, dopo la sua analisi accurata della storia contemporanea, ne ha dedotto che i "Chabad Lubavitchers" siano al comando.

"Ogni parte della storia, infatti, è collegata ad un altra, e tutte lo sono al Sionismo, all'Intelligence dello Stato, alle logge e simili. Senza la Dichiarazione Balfour, non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione in Russia e nemmeno in USA durante la Prima Guerra Mondiale...

Possiamo partire da qualsiasi punto storico (anche dalla rivoluzione americana o molto più indietro, da Oliver Cromwell) e constateremo come il promotore (o il profittatore) di tutto questo sia il giudaismo cabalistico e come ogni tassello del piano sia utile ad implementare le profezie bibliche".

Eggert cita anche il discorso di VP Max Nordau al congresso sionista del 1903 in cui predisse che ci sarebbe stata una futura guerra mondiale ed una conferenza di pace dove, con l'aiuto dell'Inghilterra, sarebbe stata creata una Palestina libera ed ebrea. (Eggert, vol. 2 "Die Israele Geheimvatikan", pp.21-22).

Dice che i Sionisti sabotarono la Germania nella prima guerra mondiale (scioperi e sommosse) perché non era disponibile per Israele, e fa riferimento al libro ebraico "Il Momento Storico" di M. Gonzer:

"Troviamo anche Nazioni che sono lente alla distensione e che trovano difficile comprendere determinati rapporti, a meno che il Rabbi non dia loro alcuni colpi sensibili inducendole ad aprire gli occhi." (Israels Geheimvatikan, vol. 1, p. 47).

Se osservate i personaggi dietro i conflitti dell'Ucraina e della Siria, vi troverete degli ebrei, come l'ex sotto-segretario di stato Victoria Nuland che ha portato avanti molto bene quest'agenda demenziale." (Fine dell'articolo di Henry Makow).


Jared Kushner e sua moglie Ivanka alla Commemorazione
Chabad Lubavitch del Rabbi Schneerson, nel 2016

Demenziale come il voltafaccia clamoroso di Donald Trump, causato da "movimenti" interni concepiti sempre dalla stessa "mente occulta" che dirige le sorti del mondo, e che trova proprio in casa sua, nei panni del genero Jared Kushner, il "manovratore" di tutte le ultime decisioni presidenziali...

Questi è nato e cresciuto a Livingstone, nel New Jersey, da una famiglia ebreo-ortodossa. I suoi genitori sono sopravvissuti all'Olocausto e sono arrivati negli Stati Uniti dalla Bielorussia nel 1949.

Il padre, Charles Kushner, si è distinto subito nel settore immobiliare e nel 1985 ha fondato il colosso "Kushner Companies" che è diventato in poco tempo un organismo multi-miliardario.

Stando ad  alcune  fonti  non  autorevoli  (visto  che  sono  delle  dichiarazioni  di  suoi ex compagni universitari) il giovane Jared non avrebbe mai brillato negli studi. L'inchiesta del giornalista "Premio Pulitzer" Daniel Golden, invece, va ben oltre quelle  che  potrebbero  essere  semplici  illazioni.

Secondo lui, Jared Kushner è stato accettato ad Harvard solo dopo una generosa donazione da parte del padre all'università (si parla di 2,5 milioni di dollari); donazione che, come riportato nel bestseller dello scrittore americano "The Price of Admissions", è stata elargita anche alla Cornell University e a Princeton, nello stesso periodo.

La vita di Jared ha subìto una svolta decisiva nel 2008 quando, mentre stava conseguendo un Master in Legge alla New York University (altro istituto che ha ricevuto dai Kushner un'elargizione pari a 3 milioni di euro), suo padre è stato arrestato per evasione fiscale, offerte illecite, e per aver ricattato la propria sorella.

Charles Kushner, indagato  dal  procuratore  generale  Chris Christie che lo avrebbe poi  fatto  condannare a  due anni di prigione,  sentendosi  braccato  ricattò  la  sorella più giovane, Ester Schulder, perché riteneva che insieme a suo marito stesse collaborando con le autorità giudiziarie per "incastrarlo".

Lo squalo del settore immobiliare USA pagò una prostituta 10.000 dollari per adescare il marito della sorella; fece filmare a sua insaputa il rapporto e lo spedì a casa Schulder come minaccia e avvertimento.




Da quel momento in poi sarebbe toccato a Jared Kushner, allora ventisettenne, prendere in mano le redini della "Kushner Companies".

È da quando ricoprì il ruolo di CEO (amministratore delegato; ndt) nell'azienda di famiglia che il genero di Trump cominciò a stringere rapporti con i personaggi più potenti degli Stati Uniti, partendo dai membri dell'establishment che suo padre già finanziava (motivo per cui sarebbe stato poi perseguito), fino ad arrivare a governatori, banchieri e al magnate dei media Rupert Murdoch, col quale sta ora cercando di ricucire lo strappo avuto con il suocero, dopo le accuse mosse da quest'ultimo a Fox News.

Jared Kushner è riuscito a passare da semplice "spin doctor dei social" (promotore politico) del suocero a suo consigliere più stretto. Se Lewandoski, Micheal Flynn ed ora Bannon (con ogni probabilità; cfr. QUI) sono fuori dall'amministrazione Trump, è a seguito dei consigli, manifestati sotto forma di forti pressioni, dal genero del presidente.

È lo stesso Bannon che ora accusa Kushner e il tenente McMaster, subentrato a Flynn sempre su consiglio del marito di Ivanka, di star ridimensionando l'amministrazione prestabilita. Al di là dei recenti cambiamenti dei funzionari di governo, è assai plausibile che sentiremo parlare di Kushner, in futuro, nell'ambito della politica estera.

Come già accennato, è lui che tiene in mano i dossier più importanti in campo internazionale: ha partecipato a tutti gli incontri più importanti con i capi di stato incontrati da Trump; fa parte del Consiglio di Sicurezza e, di fatto, è uno degli uomini più vicini al presidente.

Ma Jared, che è stato ormai indicato da alcuni come l'eminenza grigia che gioca nell'ombra da infiltrato dell'establishment nello Studio Ovale, verrà allo scoperto quando si saranno calmate le acque. Una volta completato il processo di ridimensionamento degli uomini del cerchio magico di Trump, egli giocherà un ruolo cruciale nella disputa tra Israele e Palestina.

Tra l'altro, la famiglia di Kushner conosce il premier israeliano Netanyahu da moltissimo tempo. Più testate hanno raccontato che quando Jared era solo un adolescente dovette cedere il suo letto all'amico di famiglia "Bibi", andando a dormire sul divano.

Durante il primo incontro ufficiale tra Donald Trump e quest'ultimo, è stato lo stesso leader israeliano (ex Mossad) che, sorridendo, ha ricordato al presidente di conoscere Jared "da quando era bambino."

E sempre in quell'occasione, Trump ha esagerato nella smania di raccontare... ma c'era qualcosa di diverso... Sembrava davvero che avesse in mente qualcosa...

Disse: "Con Netanyahu stiamo pensando ad una soluzione per il conflitto israelo-palestinese così buona (so good) che molti dei presenti non la capirebbero."

D'altronde, è necessario ricordare la visita che nel 1990 il giovane Netanyahu (aveva 41 anni) fece al Rabbi Schneerson, sopra menzionato, per avere un quadro preciso dello scenario di cui si parla, chiudendo così il cerchio sull'interventismo occulto del movimento Chabad Lubavitch tramite la pressione su Jared Kushner, per far precipitare il mondo nella Terza Guerra Mondiale.

Ecco il video dell'incontro e la trascrizione di ciò che venne detto in quell'occasione.



Dopo lo scambio di convenevoli, Netanyahu rivolto al Rabbi dice:

"Vengo a domandare la vostra benedizione e il vostro aiuto in tutti i campi politici e personali."

Il Rabbi Schneerson risponde:

"Dall'ultima volta che ci siamo incontrati molte cose sono progredite. Tuttavia, quello che non è ancora accaduto è l'avvento del Messia... Perciò, fate qualcosa per accelerare la Sua Venuta..."

Netanyahu replica:

"Lo stiamo facendo, lo stiamo facendo..."

E il Rabbi:

"Da quel che appare non è sufficiente, perché molto tempo è trascorso fino ad oggi e non è successo nulla, ma resta ancora un po' di margine... allora provate di nuovo... Tu sai che i Chassidim sono accurati nel compiere ogni cosa nella gioia... Ti auguro buone nuove e successo."




Questo è ciò che da tempo immemorabile sperano gli ebrei ultra-ortodossi Chabad Lubavitchers... e adesso, come da un cappello a cilindro, ecco spuntare questo rampollo dell'Oligarchia, che sta influendo drasticamente (insieme a sua moglie Ivanka) sul recente cambio di rotta del suocero, sia in politica estera che nella sua precedente scelta dei funzionari di governo.(Cfr. QUI).

Jared è stato nominato senior adviser (consigliere anziano), ruolo che gli ha permesso di presenziare a tutti gli incontri più rilevanti nell'agenda del presidente e, in pratica, nonostante la mancanza d'esperienza e di credenziali politico-diplomatiche, è lui che tiene in mano i dossier su Israele, Cina, Canada e Messico.

Senza contare che il 4 aprile è stato sempre lui a recarsi in Iraq per consultarsi con le truppe sul territorio, quando la norma vuole che sia il segretario di stato, in questo caso Rex Tillerson, a portare a termine questo genere di impegni.

Conclusione 

Da quanto emerge, possiamo dire che gli eventi si stanno dipanando sul teatro del mondo in sintonia perfetta con le predizioni apocalittiche passate e moderne, con un ritmo così incalzante da rimanerne sbalorditi! (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Ma l'incognita maggiore, abbinata al «Falso Profeta» Bergoglio (la Bestia che sale dalla Terra) e a Trump (la Bestia che sale dal Mare) è proprio l'avvento dell'Anticristo che riuscirà, come è scritto, a portare la «Pace e la Sicurezza» a tutte le nazioni e a far erigere il Terzo Tempio a Gerusalemme, dove si proclamerà Messia, l'Unto di Dio, prima che tutto gli precipiti addosso!

Che sia proprio Jared Kushner, l'ultraortodosso genero ebreo di Donald Trump, il nefasto personaggio, visto che 10 anni fa la sua famiglia ha voluto acquistare, letteralmente a qualsiasi costo (alla cifra record di 1,8 miliardi di dollari), un grattacielo proprio al numero 666 della famosissima Fifth Avenue di Manhattan? (Cfr. QUI e QUI, dove ne parla anche Fulford).

Mah! Staremo a vedere...

Traduzione, rapporto, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

     "   : lintellettualedissidente.it (estratti)

venerdì 14 aprile 2017

Coraggio! La Notte è Fonda, ma la Luce più Vicina!




Sebirblu, 13 aprile 2017

In questo terribile momento planetario, in cui la Terra e tutti noi siamo minacciati da una possibile e terrificante guerra nucleare con tutte le sue tragiche implicazioni, ritengo utile riproporre un vecchio post che pubblicai nel maggio 2012, affinché la Divina Voce dia nuovo slancio e speranza a chi è convinto che nulla più sia recuperabile in questo mondo.



"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"

Questa frase che Ulisse rivolge ai compagni, con i quali si imbarca, in quello che Dante nel XXVI canto dell'Inferno nella Divina Commedia definisce il folle volo, è un capolavoro di eloquenza retorica tutta tesa a sminuire il senso del pericolo agli occhi dei suoi rematori.

Nell'immaginario dell'uomo moderno, la figura di Ulisse è il simbolo della ricerca del Sapere, di colui che instancabilmente cerca nuove strade e sposta in continuazione i traguardi di quel suo inarrestabile e metaforico viaggio verso ciò che ancora è sconosciuto.

Il canto 26° dell'Inferno è un vero elogio alla «Importanza della Conoscenza». Attraverso le parole di Ulisse si comprende che essa non ha limiti d'età. Lui e i suoi compagni sono ormai vecchi, ma vale la pena di ripartire, SEMPRE!

Nel suo profondo desiderio di sapere è racchiuso il segreto della sua fama, ed è soprattutto uno sprone affinché l'Umanità ne segua il cammino. Nella sua Odissea ha conosciuto cose che gli altri umani (poco disposti ad intraprendere un viaggio pieno di incognite verso la Conoscenza) non hanno saputo e voluto assaporare.

Nemmeno gli affetti più grandi ed intensi sono riusciti a trattenerlo, perché nel suo intimo il poderoso anelito, sospinto dall'esigenza evolutiva spirituale, era troppo imperioso.

Questa aspirazione irresistibile dell'Anima giunge quando il dolore ha già macerato l'individuo nel percorso vitale e lo porta ineluttabilmente a voler soddisfare le tipiche domande sostanziali: "Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?

Pietro Ubaldi (QUI) nel suo datato ma attualissimo "Messaggio della Resurrezione" presenta  molto  bene,  e non  potrebbe essere diversamente  perché  di  Fonte Divina, la funzione fondamentale della sofferenza che plasma e forgia gli Esseri (QUI) riconducendoli efficacemente alla Dimora iniziale dalla quale sono partiti.




"Venite ad Me, omnes qui laboratis et onerati estis, et Ego reficiam vos".
"Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed Io vi ristorerò".
 Mt. 11,28

Messaggio della Resurrezione

«La Mia Voce giunge da oltre il tempo e lo spazio; è Voce universale che parla a tutto il mondo e resta Vera in ogni tempo. Perché la Verità non può mutare se guardata da una nazione o da un'altra, da una razza o da un'altra; perché l'Anima umana è ovunque la stessa, se guardata nella sua profondità.

IO vengo a voi, oggi, nella Pasqua, soprattutto per illuminare e per confortare, poiché voi siete immersi in un'ondata di dolore.

Voi la chiamate crisi e la giudicate crisi economica; ma IO vi dico che essa è crisi universale, crisi di tutti i vostri valori morali, di tutte le vostre grandezze; IO vi dico che è crollo di tutto un mondo plurisecolare e che la crisi è soprattutto nelle vostre Anime, crisi di fede, di orientamenti, di speranze. Vertiginoso momento di grandi maturazioni.

IO vi porto speranza, orientamento, pace. Porgo ad ognuno, oggi, la Parola della Verità e dell'Amore (QUI), la Parola che voi più non conoscete, per ricondurvi alle origini millenarie della fede con l'intelletto nuovo della vostra scienza.

Nel giorno della Resurrezione, vi ripeto tale Parola, perché voi comprendiate il dolore e superiate gli angusti confini della vostra vita.

A ciascuno IO parlo con voce commossa, nel silenzio sacro della propria Coscienza.
Tu, che leggi, appartati un momento dall'inutile fragore del mondo ed ascolta...

La Mia Voce non ti giungerà attraverso i sensi, ma da questa lettura la sentirai nel linguaggio della tua personalità affiorare dentro di te.

La Mia Voce non giunge come tutte le cose dall'esterno, ma sorgerà in te, per vie inusitate, come cosa tua, dalla divina profondità che è in te e in cui IO sono.

L'Universo è infinito ed IO vengo da lontano, attratto dal tuo dolore. Nessuna cosa mi attrae tanto come il dolore, perché solo in esso l'uomo è grande e si purga e si redime, avviandosi verso più alti destini. È triste colpirvi così, ma solo soffrendo potete capire la realtà dell'esistenza. Esulta, perché questo è lo sforzo della tua resurrezione.


Jon McNaughton

A chi soffre IO dico: "Coraggio! Tu sei un decaduto che nell'ombra riacquisti la perduta grandezza".(Cfr. QUIQUI e QUI; ndr).

Giusta reazione della Legge da voi liberamente violata che impone il ritorno all'equilibrio, e il dolore, come strumento di ascensione, vi indica la via smarrita, vi impone di riaprire l'Anima chiusa dalle facili gioie che purtroppo vi accecano, per abbracciare gioie più alte e vere; è forza che vi impone di riflettere e di ritrovare in voi la Verità dimenticata. È imposizione di nuovo progresso.

Abbraccia con gioia questo grande lavoro che ti chiama a realizzazioni più vaste. Se non vi fosse il dolore, chi vi forzerebbe ad evolvere verso forme di vita e di felicità più complete? Non ribellarti, ma amalo. Esso non è la vendetta di un Dio, ma è la fatica impostavi per la vostra conquista individuale.

Non maledire, ma affrettati a pagare il debito voluto dall'abuso di questa libertà che Dio ti dette perché tu fossi cosciente. Benedici questa forza salutare che, superando le barriere umane senza distinzione, varca tutte le soglie, penetra nel segreto e colpisce, e comanda, e dispone, e da tutti sa farsi comprendere.

Abbraccialo, amalo il dolore, ed esso perderà la sua forza. Accetta la necessaria scuola di ascensioni. Se ti rivolterai, la tua forza nulla potrà contro un nemico invisibile e la violenza ricadrà su di te, più violenta di ritorno.

Coraggio! Ama, perdona e risorgi. Non cercar negli altri la causa del tuo dolore ma in te stesso, e battiti il petto. Ricordati che non è eterno, ma è solo una prova che dura finché non è esaurita la causa che lo ha generato. (Cfr. QUIQUI; ndr)

Il tuo dolore è pesato e non andrà "mai" oltre le tue forze. Il mondo è creato per la gioia e alla gioia tornerà. Dall'altra sponda altre forze ti vegliano e ti tendono le braccia, più ansiose di te della tua felicità.




Ho parlato col cuore all'uomo di cuore. Parlerò ora all'intelligenza.

Voi uomini siete liberi nelle vostre azioni, ma non nelle loro conseguenze. Padroni di seminare gioia o dolore sul vostro cammino, non padroni di alterare l'Ordine della vita. Potete abusare, ma se abuserete il dolore reprimerà l'abuso. Di ogni vostro male voi seminaste le cause.

Il più grande errore dei vostri tempi è di ignorare il fatto morale, orientamento intimo della personalità, che è il fondamento della vita sociale.

L'uomo di oggi si accosta al suo simile per prendere non per beneficare. La vostra, che è civiltà economica, si basa sul principio del "do ut des" ("ti dò affinché tu mi dia") che è la psicologia dell'egoismo. È la forza economica, quella che regge il mondo. La psicologia collettiva non è che la somma organica di tali psicologie individuali.

La ricchezza si accumula dove la forza l'attrae, non dove il bisogno e superiori esigenze la richiedono. Non è mezzo per una vita di giustizia e di bene ma strumento di potere e fine a se stessa. La legge di equilibrio è continuamente violata ed impone reazioni. Voi non dominate la ricchezza per obbiettivi più alti, ma la ricchezza domina voi.

Lavorate, ma lo scopo del vostro lavoro non sia il vostro vantaggio isolato ed egoista ma quello di dare un frutto nell'organismo sociale; allora solo si formerà quella psicologia collettiva che è la sola base stabile della società umana.

Beneficate, ma ricordate che il povero non vuole tanto il superfluo delle vostre ricchezze, quanto che scendiate fino a lui, che con lui dividiate il dolore e magari lo prendiate voi al suo posto. Venerate il povero; egli è il ricco di domani.

E compiangete il ricco; egli è il povero di domani. Tutte le posizioni tendono ad invertirsi perché l’equilibrio resti costante. La ricchezza tende verso la povertà e la povertà verso la ricchezza. Guai a chi gode e beati coloro che soffrono. Questa è la Legge!

Non vi fidate del mondo che riderà con voi finché avete forza e benessere, ma credete in Me che vengo quando soffrite per darvi aiuto e conforto. Oggi vedete che il dolore esiste e che non basta scetticismo o umano potere per allontanarlo.

Questo è il radicale cambiamento che deve avvenire nella società umana: che la vita cioè non sia un atto di conquista, dove trionfa il più forte o il più scaltro, ma un atto di bontà e di saggezza ove trionfi il più giusto.

Voi, scrutando con la vostra scienza, troverete in fondo alle cose questa suprema Legge di equilibrio che vi governa, e imparerete che il valore della vita non sta nel violare quella Legge seminando per voi reazioni di dolore, ma nel seguirla seminando effetti di bene; voi dovete imparare finalmente a capire che il vincitore non è il più forte ‒ esso è un violatore ‒ ma solo chi segue cosciente il corso delle leggi e si adegua senza violenza alle forze positive della vita.




Le religioni hanno rivelato e non avete creduto, la scienza dimostrerà e non vorrete vedere. Il momento è maturo. Guai a voi se, in tale trionfo di civiltà materiale, vorrete ancora restare al livello del bruto.

Il mondo è maturato. Ma è stanco di tentativi e di esperimenti e dell'insolubile groviglio dei vostri espedienti; è stanco di vivere del momento, di fronte ad un domani pieno di incognite; ma vuole seriamente prevedere e risolvere i grandi problemi dell'esistenza, vuole francamente guardare all'avvenire anche se ciò richiede molto coraggio.

La Terra non ha bisogno di nuove astuzie per le vecchie vie, ma della parola semplice e forte della Verità. Il mondo la attende con bramosia, la attende il momento storico.

La psicologia collettiva ha il presentimento confuso di un grande mutamento di direzione; sente che la mente umana, non più bambina, sta per prendere le redini della vita del pianeta, che all'equilibrio istintivo e cieco delle leggi biologiche l'uomo sta per sostituire un equilibrio cosciente e voluto.

Cerca quindi la Luce perché la sua potenza non naufraghi nel caos. Presto finirà la vostra psicologia sperimentale e sarà sostituita dalla psicologia intuitiva che porterà la vostra scienza immensamente più lontano.

Uomini nuovi divulgheranno la Verità, non più martiri sanguinanti, non anacoreti come una volta, ma uomini di concetto e di fede, che lanceranno il pensiero con i modernissimi mezzi, uomini che daranno l'esempio in mezzo al turbine delle vostre vite.

Spezzate la ferrea gabbia che il passato vi ha fatto e in cui non v'è più spazio per voi; osate, uscendo dai vecchi sentieri, ma non arrischiate pazzamente, dove non c'è nulla da osare; ardite verso l'alto e non oserete mai troppo. Dal gran mare delle forze latenti, che voi non vedete, una grande ondata solleverà il mondo. (Cfr. QUI).


Ben Goossens

Intanto abbiate fede. La vostra crisi, se è crisi profonda e dolorosa, partorirà l'Uomo Nuovo del terzo millennio. Per curarla, intanto, ricordate che essa è un male sostanziale, che non si cura, come cercate, correggendo la forma.

Per risolverla è necessario affrontare il problema intrinsecamente, perché la sostanza è l'uomo, la sua psicologia, la sua Anima, là dove risiede la motivazione delle sue azioni, la sorgente prima degli eventi umani. Lì sta la chiave dell'avvenire.

Il vostro ciclo più volte millenario di civiltà sta per esaurirsi; voi lo state per riprendere ad un livello più alto, dovete viverlo più profondamente, non solo credendo, ma anche "vedendo".

Guai a voi se, assurti al dominio del pianeta, non dominerete la macchina, la ricchezza, le vostre passioni con uno spirito puro.

Siete liberi e potete anche retrocedere. In questo periodo si decide del terzo millennio. O vincere o morire: e la morte questa volta è la morte peggiore perché è morte di Spirito.

A tutti IO dico: "Risorgete con la Mia Resurrezione".»




Post Scriptum di Sebirblu

Il termine Pasqua vuol dire "Passaggio" (cfr. anche QUI), perciò auguro a tutti voi, gentili Lettori, un felice ed atteso cambio di paradigma dall'attuale fosco scenario ad uno migliore, colmo di Luce e di Armonia, che già si intravvede nel prossimo futuro.

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it


lunedì 10 aprile 2017

La Strategia del Papa: "GESÙ SI È FATTO DIAVOLO?"




Sebirblu, 9 aprile 2017

Ecco un articolo adatto per tutti coloro (e sono tanti) che ancora non si sono accorti o sono molto restii ad ammettere che in questo pontefice c'è qualcosa che non va, qualcosa di terribilmente subdolo, come solo un Falso Profeta può essere.

Consiglio i ricercatori, sempre che vogliano davvero approfondire per non rimanere basìti poi, di cliccare all'etichetta "Bergoglio" per documentarsi su come tale "Personaggio" caratterizzi e inquadri i tempi apocalittici che stiamo vivendo e dia compimento alle più significative predizioni di ieri e di oggi. (Cfr. anche alla voce "Profezie").


René Magritte  (La "Cecità" del genere umano)

La Strategia del Papa: "GESÙ SI È FATTO DIAVOLO?"

Nuova bestemmia del papa che tranquillamente e testualmente afferma: "Gesù si è fatto diavolo, si è fatto peccato, serpente, per noi".

Ad accorgersene per primo, ancora una volta, è stato Antonio Socci (QUI e QUI). Domanda: ma gli altri giornalisti e, soprattutto, gli altri cristiani dove sono, cosa fanno? Guardano altrove, fanno finta di non udire? Si turano il naso per non sentire la puzza di bruciato, la puzza dell'inferno?

Cosa avranno pensato, cosa avranno provato i fedeli che lo scorso 4 aprile assistevano alla Messa mattutina nella chiesa di Casa Santa Marta, a Roma, quella officiata quotidianamente da papa Francesco?




Evidentemente, anche se qualcuno è rimasto scioccato e traumatizzato – almeno lo speriamo; perché, se così non fosse, vorrebbe dire che di cattolici non ce ne sono più in circolazione – l'ordine di scuderia è stato, ancora una volta, come sempre: minimizzare, rimpicciolire, banalizzare. O non parlarne affatto, oppure trattare la cosa come del tutto normale e naturale.

Radio Vaticana, per esempio, ha scelto di presentare la predica del papa come una normalissima predica di un normalissimo sacerdote cattolico, nel quadro di una normalissima catechesi: ha riportato, sì, le parole di Francesco, ma senza rilevarne, neppure alla lontana, il carattere a dir poco strano.

E, del resto, come avrebbe potuto fare altrimenti? Da quando il papa umile e misericordioso proveniente "dalla fine del mondo" si è insediato in Vaticano, tutti quelli che esercitano una qualche funzione vivono nel terrore d'incorrere nel suo cruccio, e di essere rimossi, commissariati, anatemizzati. E dunque, acqua in bocca e avanti, marsch, in fila e coperti.

Stava commentando l'episodio biblico del serpente di bronzo. Come è noto, molti commentatori della Bibbia hanno fatto notare una segreta corrispondenza fra il serpente di bronzo innalzato nel deserto da Mosè e la croce di Cristo, innalzata sul Golgota: la croce, non Cristo, significativa differenza.

(Bergoglio ha ribadito lo stesso concetto pure nell'omelia del 15 marzo 2016; ndr):




Il serpente sta alla croce come la salvezza dal morso dei serpenti nel deserto sta alla salvezza portata agli uomini dall'evento della Crocifissione del Signore. Ma Gesù non è la croce, quindi non c'è una relazione fra Gesù e il serpente.

Se poi si dice, come ha fatto papa Francesco, che il serpente è il simbolo del diavolo, si dice una cosa sbagliata, perché non tutti i serpenti sono simbolo del diavolo: lo è il serpente nel Giardino dell'Eden, che tenta Eva e che la spinge a mangiare il frutto proibito e a farlo mangiare anche ad Adamo; ma non lo è il serpente di bronzo fatto innalzare da Mosè, che, anzi, è il simbolo della salvezza.

Da  qui  all'eresia e alla bestemmia,  il passo è stato breve.  Se  il  serpente di bronzo, in base alla sua personalissima interpretazione, è il simbolo del demonio, allora anche  Gesù,  che è il corrispettivo di quel serpente  (il che, come si è detto, non è vero), è il corrispettivo del diavolo; e così il papa può affermare tranquillamente, e testualmente,  che Gesù si è fatto diavolo,  si è fatto peccato, serpente, per noi.

Parole assurde, insopportabili, blasfeme; parole che avrebbero ferito gli orecchi di un presbiteriano o di un quacchero, ma che non hanno fatto fare una piega ai cattolici, e specialmente agli esponenti della Chiesa, ai teologi alla Enzo Bianchi.

I quali, del resto, sono perfettamente sulla stessa lunghezza d'onda, per esempio quando dicono, parimenti bestemmiando, che Maria Vergine non deve essere sopravvalutata, perché è solo una ruota del carro.

Si nota il medesimo stile di Bergoglio: uno stile che vuole provocare, nel senso peggiore del termine: cioè che vuole sfidare, con il massimo della rozzezza, da parte di chi parla, e che punta a causare il massimo del disagio e del turbamento in coloro che lo ascoltano.

Tutto bene, dunque, tutto normale? Lo vorremmo chiedere a monsignor Nunzio Galantino (cfr. QUI; ndr), a monsignor Vincenzo Paglia (QUI e QUI; ndr), a monsignor Pio Vito Pinto (QUIQUI; ndr), al cardinale Walter Kasper (QUI e QUI; ndr).

Lo vorremmo chiedere al vescovo Lorefice, che scaccia don Alessandro Minutella dalla sua parrocchia, perché troppo cattolico (cfr. QUI; ndr), ma non trova nulla da eccepire sullo stile pastorale di don Fabrizio Fiorentino (QUI; ndr) e di don Cosimo Scordato (QUI; ndr).

Lo chiediamo agli altri "vescovi di strada", a monsignor Cipolla, per esempio, che, nell'enorme scandalo causato da don Andrea Contin nella diocesi di Padova (QUI e QUI; ndr) dopo essere stato zitto e perfettamente inattivo per dei mesi, pur essendo al corrente della cosa, non ha saputo fare altro che dire: chi sa qualcosa, vada dal magistrato; e si è lavato le mani come Ponzio Pilato.




Vorremmo chiedere: può, il papa, parlare a questo modo; può esprimersi così, nel corso della omelia della santa Messa?

Non c'è nessuno attorno a lui che lo possa consigliare, che lo possa correggere, che lo possa almeno trattenere dal parlare a braccio, risparmiando a se stesso e a noi tutti queste esternazioni penosissime, che sarebbero di sapore quasi dadaista o surrealista se non fossero terribilmente serie, e perciò blasfeme?

No, non c'è nessuno; e ciò per due ragioni. La prima è che Bergoglio si è circondato non di consiglieri, ma di yes-men. La seconda è che i suoi collaboratori la pensano come lui; e che non si è trattato di un errore, di una svista, di una defaillance, ma di un nuovo tassello nella sua ben precisa strategia, di un'altra mossa nel disegno che sta portando avanti dal primo istante in cui è stato eletto.

La strategia del Papa è questa: abituare i cattolici, un po' alla volta all'apostasia, giorno dopo giorno, pazientemente, tenacemente, instancabilmente (è la tecnica della rana bollita: la si fa bollire a fuoco lento, così che non si accorga di essere arrostita viva, e quando se ne accorgerà, sarà ormai troppo tardi).

Abituarli a non pensare, a non sentire più da cattolici, ma da eretici; abituarli a dimenticare la loro tradizione, la vera dottrina, la sana teologia, per salire sul carro dei tempi nuovi, gloriosi e misericordiosi, e totalmente anticristiani...

No, non è in buona fede colui che colleziona ogni settimana, quasi ogni giorno, sparate di questo tipo: quella di dire che Gesù si è fatto diavolo non è che l'ultima di una lunga serie, e domani ce ne sarà un'altra, forse ancor peggiore.

Si tratta di abituare gli orecchi, la mente e il cuore dei credenti a non meravigliarsi più di nulla, a non inquietarsi più, a non scandalizzarsi di niente. Ed è una strategia che funziona, tanto è vero che sta dando degli eccellenti risultati.

Se i cattolici fossero ancora svegli e fedeli alla propria tradizione, sarebbero insorti, si sarebbero ribellati, avrebbero preteso chiarimenti, spiegazioni.




Ci sarebbe stato almeno un po' di rumore, almeno un minimo di dibattito sulla stampa cattolica, perfino in questo clima di unanimismo bulgaro; un filo di disagio, d'imbarazzo, di sconcerto, sarebbe trapelato, pur nel rispetto della vecchia massima che i panni sporchi vanno lavati in casa.

Un papa non può dire, nel bel mezzo della santa Messa, Gesù si è fatto diavolo, come se niente fosse, e andare avanti per la sua strada, tranquillo e sicuro, anzi, sprezzante, con quel suo sorriso beffardo, come se dicesse: "Vi ho fatto ingoiare anche questa, vedete come è stato facile? Domani ve ne farò ingoiare un'altra, ancor più grossa."

Siamo purtroppo convinti, assolutamente, convinti, che simili sparate non sono frutto del caso, che non sono dovute solo ad ignoranza e ingenuità, che non nascono dalla buona fede, e sia pure priva di prudenza e di discernimento; e ciò per una ragione intrinseca.

Il concetto espresso nella frase Gesù si è fatto diavolo non è, "semplicemente" (si fa per dire), una concezione balorda, senza capo né coda; ha un significato ben preciso: è un costrutto esoterico, gnostico-massonico.

Dire che Gesù si è fatto diavolo equivale a dire che Dio non è solo il Bene, ma anche il Male. Ecco: a questo ci vuol preparare Bergoglio, a questo ci vorrebbe predisporre, indirizzare, piano piano, un poco alla volta.

Il Dio degli gnostici non è solo buono, ma anche malvagio: è l'una e l'altra cosa insieme, perché non è un dio trascendente e distinto dalla sua creazione, ma è, in ultima analisi, la creazione stessa.

Il passo successivo sarà quello di lasciar cadere la maschera e dire chiaro e tondo che Dio non è nei cieli, così come a Bergoglio è bastato l'animo per dire che Dio non è cattolico; ma che, a ben guardare, Dio siamo noi.

Ecco, questa è la meta finale, l'obiettivo ultimo: l'auto-deificazione dell'uomo. In piena dottrina gnostico-massonica, appunto. Altro che Madonne...

E qui si capisce bene la sparata del falso padre Enzo Bianchi, che la Madonna è solo una "ruota del carro". Indelicatezza mista a qualcos'altro: l'introduzione, per adesso cauta e graduale, della dottrina gnostico-massonica. Quando tutti i muri saranno caduti e ci saranno solo ponti, come auspica il bravo Bergoglio.


Enzo Bianchi (fondatore della comunità di Bose) e Bergoglio

Strano che nessuno, o così pochi, abbiano riflettuto che in un mondo senza muri e dove ci siano solamente ponti tutto sarà uguale a tutto, e il cattolicesimo sparirà e si mescolerà in un unico calderone con il giudaismo, con l'islamismo, col buddismo, con l'induismo, con l'ateismo, con la massoneria, con la gnosi, con la New Age, e perché no, anche con il satanismo. Visto che Gesù stesso si è fatto diavolo...

(La soluzione c'è, e consiglio i lettori di leggere QUI e QUI! Ndr).

Perché meravigliarsi, perché arretrare davanti a simili conclusioni? Di eresia in eresia, vi è una logica ineccepibile, anche se eretica e blasfema. Del resto, la cosa sta passando molto più facilmente del previsto.

In quel marzo del 2013, forse nemmeno la massoneria ecclesiastica (cfr. QUI; ndr), che tanto ha brigato per costringere Benedetto XVI ad abdicare (e quasi certamente dopo aver fatto assassinare Giovanni Paolo I: non lo si dimentichi mai) [cfr. QUI; ndr], si sarebbe immaginata di poter procedere con tanta speditezza e disinvoltura nel trascinare la Chiesa cattolica verso l'apostasia generalizzata.

Forse qualche resistenza se la sarebbero aspettata, quei signori; almeno un minimo, almeno pro forma. Invece, a dar segno di vita e di preoccupazione sono stati quasi soltanto i laici: Socci, De Mattei, Sandro Magister, Blondet; personalità molto diverse fra loro, da cui non verrà mai fuori un fronte comune. È stato facile, facilissimo: come affondare un coltello nel burro.

Si vede che i tempi erano maturi, e che le fondamenta erano marce. Oltre a questo, bisogna pur dire che Bergoglio è stato abile; dietro la sua estrema rozzezza, dietro la sua vistosa ed arrogante ignoranza, si deve riconoscere che c'è un metodo, un certo adeguamento di mezzi all'obbiettivo da raggiungere: dunque, che esiste un'inusitata e non comune intelligenza.

Per  trascinare la Chiesa  nell'apostasia  partendo  dal  suo  vertice,  ci vuole tale dote: non è un lavoro che si possa affidare al primo stupido e vanitoso che si offra per l'occorrenza – e di sicuro, quanti ce ne sarebbero pronti a mettersi in fila, pur di occupare quella poltrona.

L'abilità più grande di questo Papa è stata quella di attirare fin dall'inizio tutta l'attenzione su di sé, sulla sua persona, sulla propria "semplicità" ed "umiltà", sul suo stile sobrio, misericordioso e, soprattutto, "francescano" (anche se lui non è affatto francescano, né d'abito, né di spirito; è invece un gesuita del più puro contegno di una volta, tanto per l'uno che per l'altro aspetto).

Intendiamoci, non ha inventato nulla. Si è limitato a ricalcare la condotta inaugurata da Giovanni Paolo II, quella del bagno di folla sempre più teatrale, accentuandola ulteriormente fino al limite della spettacolarità e della facòndia, esasperandola.


Bergoglio a Manila - Filippine

Dopo aver fatto di se stesso una star, ha reso credibile, anzi, aprioristicamente bello e buono, tutto ciò che avrebbe poi detto e fatto. 

La gente, ubriacata dal culto della personalità, in una misura che mai nessun leader del passato, anche profano, aveva coltivato e raggiunto, si è letteralmente dimenticata della dottrina cattolica.

La  dottrina è roba  vecchia,  per  topi da biblioteca;  non interessa più a nessuno.  Quel che conta è la misericordia, l'essere con la gente, l'ergersi a difensore degli ultimi; chi possiede tali caratteristiche, può dire e fare tutto ciò che vuole: nessuno gliene domanderà conto.

Al contrario, gli applausi arriveranno quasi prima che abbia potuto aprire bocca: basterà l'atto di dischiudere le labbra. Nello stile di Ettore Petrolini, allorché il grande comico interpretava il dialogo fra Nerone e la folla:

"E noi rifaremo Roma più bella e più superba che pria...", e il popolo si sbucciava le mani ad applaudirlo ancor prima che finisse la frase; dopo che la battuta era stata ripresa e interrotta alcune volte consecutive, o ancor prima che la incominciasse.

Così, mentre le folle vanno in estasi per le tournée di Bergoglio, tutto semplicità, bontà e misericordia, nessuno pare accorgersi di tanti, troppi particolari strani, inquietanti:

‒ perché il Sommo Pontefice non si genuflette mai, specie davanti al Santissimo? O meglio: perché si inginocchia, con molto fervore, solo per lavare e per baciare i piedi ai musulmani, o per celebrare messa (ma che messa?) con qualche setta protestante?

‒ Perché ha commissariato i francescani dell'Immacolata? (Cfr. QUI; ndr).

‒ Perché non ha mai risposto ai "Dubia" dei quattro cardinali Burke, Caffarra, Brandmüller e Meisner?

‒ Perché non vuole che si adoperi l'espressione "terrorismo islamico"?

‒ Perché ordina ai cattolici italiani ed europei di accogliere illimitatamente i falsi profughi dell'Islam?

‒ Perché ha autorizzato i musulmani a pregare in chiesa Allah, profanando la santa Messa?

‒ Perché non ha mai dato alcun appoggio, non ha mai mostrato la minima simpatia per i movimenti cattolici sorti in modo spontaneo a difesa delle famiglie contro l'imposizione dell'ideologia gender?

‒ Perché si è immischiato, entrandovi a gamba tesa, nelle elezioni politiche di uno Stato sovrano, e si è messo a polemizzare fin da subito con il presidente eletto, Donald Trump?

‒ E perché ne spara una al giorno, in fatto di dottrina cattolica, scandalizzando le Anime, lui che dovrebbe essere il loro pastore attento e premuroso?

‒ È così che ottempera al comando di Gesù a san Pietro: "Pasci le mie pecorelle"?




Già una volta aveva bestemmiato: "Gesù si è fatto come un serpente, brutto che fa schifo". E in un'altra occasione:  "La Via Crucis è la storia del fallimento di Dio".

No, non sono incidenti questi: è una precisa strategia...

La nuova bestemmia del papa: "Gesù si è fatto diavolo".

                  
                                                                                                            Francesco Lamendola



Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it