sabato 28 febbraio 2015

L'Evoluto SA che La Reincarnazione è Reale!


Josephine Wall

Sebirblu, 27 febbraio 2015

Riservandomi di dedicare un articolo completo all'approfondimento storico sulla reincarnazione, che fu ed è accanitamente osteggiata sin dal 325 d.C. ‒ allorché si tenne il primo Concilio di Nicea ‒ penso che, per ora, sia sufficiente il testo inequivocabile  del  Vangelo  di Matteo  dove  il  Cristo  dice:

"Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire." (Mt. 11, 12-14)

I discepoli gli domandarono: "Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?" Ed egli rispose: "Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, l'hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro". Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista. (Mt. 17, 10-13)

Dunque, dal momento che lo stesso Cristo asserisce che Elia (profeta del Vecchio Testamento) e  Giovanni Battista  sono  la  stessa  persona,  non  c'è  alcun dubbio sulla realtà della reincarnazione e il travisamento continuo di questo fatto "arrampicandosi sui vetri" contribuisce "maledettamente" a rallentare la presa di coscienza di una buona parte dell'Umanità.

Ma ecco cosa ci insegna l'altissima Fonte ultrafànica di cui ho già parlato QUI, e dalla quale questo brano è tratto.


"Reincarnazione" di Rob Gonsalves

Da "Revelation of Ramala":

Il concetto di reincarnazione è conosciuto in tutto il mondo. Si possono trovare molte interpretazioni riguardo al suo vero significato ma, in poche parole, significa nascere di nuovo, vivere un'altra vita.

Numerose persone possono accettare che il loro Spirito continui effettivamente ad esistere su un altro piano dopo che è avvenuto il decesso, ma trovano difficile accettare il fatto di aver vissuto altre vite prima della loro attuale esistenza, come di poter vivere nuovamente in un corpo fisico in una fase successiva.

Niente che io possa dire servirà a persuadere sulla realtà della reincarnazione se non chi ne è già convinto nel profondo della sua coscienza, perché si tratta proprio di un fattore intimo, strettamente legato all'evoluzione di ogni singolo individuo.

Nel vostro mondo accadono spesso delle tragedie, per usare il termine che voi usate per descrivere questi avvenimenti. Quasi tutti i giorni leggete sui quotidiani di incidenti aerei o di auto nei quali sono rimaste uccise delle persone, di omicidi, di morti tragiche o di migliaia di esseri che sono trapassati per fame o per malattie...

Parecchi si chiedono: "Come può Dio permettere una simile sofferenza?" E in questo modo lasciano intendere che riversano sull'Eterno, o sul di Lui concetto, la responsabilità delle disgrazie accadute.

Se aveste una sola esistenza da vivere, se non aveste mai vissuto in precedenza e non vi fosse concesso di sperimentare nuovamente, allora forse potreste avere una certa giustificazione nel pensare che la vita è crudele, che non ha senso la morte di una persona nel fiore degli anni, privare dei bambini della loro madre, distruggere l'apparente felicità della vita su questa Terra.


William Bouguereau

Ma quelli di voi che percepiscono la reincarnazione come un dato di fatto... sanno che nulla su questo mondo avviene per caso e che tutto quanto riguarda la materia esiste ed è controllato da forze che trascendono l'immaginazione dell'Uomo...

Se accettate che la vita su questa Terra sia una scuola, allora dovete anche accettare che ci sia un ben preciso programma di studi, vacanze comprese, perché quando uno è giovane non può apprendere continuamente, senza un'interruzione.

I bambini frequentano l'anno scolastico per un periodo prefissato e poi fanno le loro vacanze. Questo è esattamente ciò che succede con la vita. Voi andate a scuola sulla Terra per un certo lasso di tempo e poi vi concedete una vacanza prima di farvi ritorno.

Quando vi ritornate, possedete già tutte quelle conoscenze che avete appreso nel corso della precedente sessione. Portate con voi l'esperienza delle vostre relazioni con i compagni e gli insegnanti, gli esami che avete sostenuto, i diplomi che avete conseguito e tutto ciò forma la base per i vostri ulteriori progressi.

Se avete fallito qualcuna delle vostre prove, allora vi si presenta l'opportunità di ripeterle dopo aver approfondito gli studi. Questa analogia è davvero una descrizione molto semplificata della vita fisica... Tuttavia, la cosa più importante da ritenere è che ogni vostra esistenza è pianificata.

Voi non solo scegliete il corpo in cui incarnarvi, i genitori che vi concepiranno, gli influssi planetari sotto i quali dovrete nascere, il paese nel quale dovrete vivere, il tipo di vita e il partner che sposerete, ma scegliete anche il momento del trapasso e il modo in cui lo compirete. Vedere anche QUI.




Come ho detto prima, questa Terra è una scuola, e voi imparate anche facendo degli errori. Se vi trovate ad affrontare una sperimentazione e non la superate, dovrete con essa cimentarvi di nuovo... perché non potrete progredire – e l'esistenza è un continuo progresso, una spirale avvolgentesi verso l'alto – finché non avrete imparato quelle lezioni.

Per cui ne deriva che il vostro comportamento in un arco vitale, sia che foste un re oppure un mendicante, influenzerà moltissimo la vostra vita successiva. Molti di voi, lo so, conoscono il concetto di "Karma", che è stato descritto anche come Legge di Causa e di Effetto.

Quello che fate (pensate o dite; ndr) avrà una conseguenza. Ciò che emanate fuori di voi tornerà indietro, se non in questa vita, certamente in un'altra. Se ci pensate bene, è una Legge molto giusta. Tutto nell'Universo, dalle stelle e dai pianeti lassù fino alla natura quaggiù, è in equilibrio.

Non sarebbe secondo Giustizia se l'Uomo vivesse una sola vita e in quella vita potesse uccidere qualcuno e trarne dei vantaggi. La Legge della Creazione non conosce niente di simile alla mancanza di equilibrio...

Supponiamo, ad esempio, che in un eccesso d'ira abbiate commesso un omicidio. Ora, anche se vi siete pentiti di quello che avete fatto e avete imparato la lezione, la Legge del Karma afferma che siete debitori verso colui che avete ucciso di un pagamento analogo.

Questo non significa che tale persona debba a sua volta uccidervi ma, dal momento che con il vostro arbitrio forse le avete accorciato la vita, allora in una successiva incarnazione voi, di vostra libera volontà, sceglierete di sacrificare la vostra esistenza all'evoluzione o allo sviluppo di quell'individuo.

Sappiate che tutti gli incidenti occorsi nella vostra vita hanno un senso. Ogni volta che avete pensato quanto il destino si stesse accanendo contro di voi ha un significato. Perciò cercate di trovarlo. Passate in rassegna i vostri passi vitali ripensando a quello che avete fatto.


Josephine Wall

Esaminate gli accadimenti e le disavventure che vi sono capitati. Cercate di scoprirne il motivo nascosto e allora vedrete e capirete il vero scopo dell'esistenza. Il caso non esiste. Il destino cieco non esiste. Tutto quello che succede sulla superficie della Terra ha una ragione.

Dato che tutti voi siete nati con il dono divino del libero arbitrio, le vostre scelte avranno un effetto non solo su di voi ma anche su tutti coloro che vi circondano. L'uomo deve imparare ad essere responsabile nei confronti di se stesso e soprattutto verso i suoi simili.

Perciò il Karma si applica sia agli individui come alle città e alle nazioni, ed è ovvio, anche alla Terra nel suo complesso.

Io vi chiedo di guardare dentro la vostra vita, di capire il significato dell'equilibrio che la governa, di capire che il vostro Creatore, il Quale conosce ogni capello che avete sulla testa, SA ogni cosa che vi viene fatta o che fate, giustamente o ingiustamente.

Rendetevi conto che i vostri pensieri voluti, le parole dette e le azioni compiute causeranno un effetto in questa vostra esistenza come nelle successive. 

Voi non potete fare del male ad un altro Essere senza che il medesimo male, potenziato dalla negatività che attirate, vi ritorni indietro. Se l'Uomo d'oggi fosse consapevole di questo fatto, quanto più piacevole sarebbe vivere su questa Terra...




Perciò vi prego di motivare sempre il vostro operato con la spiritualità più pura e più elevata... È stato William Shakespeare che ha scritto:

Tutto il mondo è un palcoscenico,
ed uomini e donne son soltanto attori,
han le loro entrate e le singole uscite,
e molti ruoli ognun riveste nella sua stessa vita.

William Shakespeare aveva capito benissimo che l'arco vitale su questa Terra può essere paragonato ad una commedia, anche se su scala leggermente più vasta dei suoi piccoli capolavori teatrali, e che quando il vostro Spirito eterno si incarna a livello terreno sta semplicemente interpretando una parte nel grande dramma della vita...

Se Io vi svelassi il finale di questo dramma, se vi dicessi quello che accadrà sul piano fisico dell'esistenza, allora dove starebbe il senso dello spettacolo? Voi dovete vivere questi eventi, affrontarli ed imparare la loro lezione.

Perciò, dovete invocare la vostra energia intuitiva per ricevere la Saggezza del vostro Creatore.

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brano tratto dal libro: "Quando passa la Cometa" di Tom Kay

Fonte d'origine: ramalacentre.com

mercoledì 25 febbraio 2015

Il Cinico Business dei Farmaci: un Vile Attentato!




Sebirblu, 24 febbraio 2015

Gentili Lettori, sebbene questo articolo risalga a diversi anni fa, al tempo in cui George W. Bush era presidente degli Stati Uniti d'America, ho deciso di pubblicarlo perché è arrivato il momento ormai in cui la gente deve essere assolutamente informata su cosa si nasconde dietro l'enorme commercio dei farmaci e quel che è peggio all'insaputa di tutti noi!




Il business alla base della ricerca scientifica
 e dell'eccessivo consumo di farmaci.

Un articolo di Steve Connor pubblicato sull'inglese "The Indipendent" (1) è subito circolato tra gli addetti ai lavori e gli interessati e ci ha informato di qualcosa che, chi si occupa di medicina naturale, o anche più semplicemente chi è un po' più attento alla propria salute, sapeva già da tempo e cioè che quasi tutti i farmaci sono inefficaci in più della metà dei pazienti. Quando addirittura non sono nocivi.

L'affermazione non è dell'uomo della strada di turno intervistato all'uopo, ma è di un amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica inglese (è una tra le più grandi del mondo), la Glaxo Smith Kline.

I dati forniti in questo articolo sono veramente disarmanti, tanto più se consideriamo le autorevoli e interessate fonti di provenienza per cui qualche maligno potrebbe pure supporre che se le cifre rese pubbliche sono queste, quelle reali potrebbero essere anche peggio.

Ma partiamo dal presupposto che abbia trionfato la buona fede e la trasparenza e vediamo questi dati.

La frequenza di risposta, ossia la percentuale di efficacia di alcune categorie di farmaci per le principali patologie attuali è quella che segue:




Tabella della Frequenza di Risposta ai Farmaci

Settore Terapeutico e percentuali di efficacia del farmaco

– Alzheimer: 30 % di efficacia
– Analgesici (Cox-2): 80 % di efficacia
– Asma: 60 % di efficacia
– Aritmie cardiache: 60 % di efficacia
– Depressione (SS RI): 62 % di efficacia
– Diabete: 57 % di efficacia
– Epatite C (HCV): 47 % di efficacia
– Incontinenza: 40 % di efficacia
– Emicrania (acuta): 52 % di efficacia
– Emicrania (profilassi): 50 % di efficacia
– Oncologia: 25 % di efficacia
– Artrite reumatoide: 50 % di efficacia
– Schizofrenia: 60 % di efficacia

Ma l'affermazione più drammatica e riassuntiva la fa Allen Roses, vicepresidente della linea genetica della Glaxo, quando afferma che "la stragrande maggioranza dei farmaci – più del 90% – funziona solo nel 30-50% degli individui".

Consiglierei di rileggere con molta lentezza l’affermazione qui esposta e di fare una pausa riflessiva. Credo che per qualsiasi umano di senno sia una pausa veramente devastante…

Le domande che ci si accavallano in testa sono tante. L'indignazione sale? Vaghi desideri del tipo "Rambo 2, la vendetta" si affacciano alla mente? Sicuri? O forse siamo talmente abituati all'umiliazione quotidiana delle nostre coscienze e dei nostri intelletti da digerire ormai qualsiasi cosa?

Il presente articolo avrebbe la presunzione di scuotere l'animo (sempre ammesso che mi sia permesso e che sia rimasto qualcosa da scrollare, visto che ormai, si può dire, ci hanno shakerato tutti i visceri, niente escluso) e illuminare la mente sui meccanismi reconditi di Big Pharma, il cartello farmaceutico internazionale, così come viene chiamato nei paesi anglosassoni, mostro a più teste da cui tutti dipendiamo e in cui tutti riponiamo speranze e illusioni, specialmente nei momenti peggiori della nostra esistenza e di quella dei nostri cari.




Direi che la base di partenza per le nostre riflessioni sia analizzare come questi farmaci vengono ideati e prodotti per poi dare risultati così scadenti.

Più che dare qualche altra cifra o nome di farmaco inquisito o additato per la sua nocività o inefficacia (Lipobay, Bactrim, AZT, Tamoxifene, ecc.) mi preme qui andare alla radice del problema, ossia analizzare il processo di come si arriva alla produzione e commercializzazione di un farmaco. Lì c'è tutto.

Capito il funzionamento, capito tutto. Per adesso e per sempre (se non cambia qualcosa). Va rimossa cioè, la diffusa convinzione di fondo secondo cui le case farmaceutiche con l'aiuto delle ricerche di scienziati di provato ingegno e bontà d’animo lavorino per il benessere dell'Umanità alla ricerca di farmaci che ne allevino la sofferenza.

Questo poteva essere vero sino agli anni Cinquanta o forse Sessanta del secolo scorso. Sui meccanismi e le finalità odierne delle fabbriche di medicinali sarei più dubbioso. Certo non si può generalizzare ma vediamo come in linea di massima si articola il processo di fabbricazione di un principio attivo curativo.

Allora, forse non tutti sanno che ogni farmaco deve superare varie fasi di studio e di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e somministrato ai malati.

Una molecola munita di un'attività terapeutica degna d'attenzione, generalmente riesce a diventare farmaco in un tempo medio di 15 anni.

Negli ultimi anni, però, le multinazionali del farmaco riescono ad aggirare il problema delle fasi di studio e di controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento convulso di cavie umane volontarie (pagate) in paesi del Terzo Mondo, al fine di sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati negli USA. E dico USA perché Stati Uniti e Gran Bretagna sono i paesi in cui si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali. (2)

Le cavie a buon mercato per i laboratori europei (svizzeri, tedeschi ecc.) sono reclutate invece nei paesi periferici dell'Est europeo, paesi dove, al pari di altre zone economicamente depresse del pianeta, il rimborso ottenuto per farsi martirizzare è molto agognato.




Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari, in Russia 3.000 e nelle regioni più povere del mondo ancora meno.

Ma i test di sperimentazione su cavie umane nei paesi poveri consentono, oltre che un risparmio economico, anche di risparmiare sui tempi, perché le case farmaceutiche sottostanno in questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive. Ciò permette di arrivare prima sui mercati e cioè di brevettare prima.

Per capire l'importanza della velocità nel processo di realizzazione di un medicinale, si deve ricordare che un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco costa in media ad un'azienda farmaceutica 2 miliardi e 600 milioni delle vecchie lire. (3)

Il valore vero della sperimentazione quindi non è nel conseguire il miglior prezzo per cui poi vendere il prodotto o la sua migliore efficacia (come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora un'anima umanistica), ma è l'arrivare primi per brevettare prima. (4)

Seguire un protocollo di approvazione di un farmaco costa più o meno 300 milioni delle vecchie lire. Ma sono 1.000 i miliardi delle stesse che si possono ottenere sfruttando in esclusiva il farmaco arrivando per primi ai brevetti.

Sì, avete letto bene: al plurale.

Per ogni farmaco si possono infatti ottenere più brevetti per prolungare l'agonia di speculazione: un brevetto sul processo di fabbricazione, uno sul metodo di somministrazione (compressa, siero, fiala ecc.), uno sulla posologia, uno sul principio attivo ecc. ecc.

Per dirla con le parole di uno scienziato "pentito": "I test clinici sono oggi figli di una sola necessità: la ricerca di margini sempre maggiori di profitto. Non crederete mica che le società facciano esperimenti per pura ricerca scientifica"; così Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore per Roche, ha lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori americani dei National Health Institute. (5)

È sempre Leutold che ci informa inoltre che: "Nessun test è in grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e quelli clinici di un medicinale nell'arco dei 5-6 anni della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole sono 30 anni. Solo allora si comprende l'intero spettro di azione di un farmaco". (6)

Anche su questo ci sarebbe da meditare parecchio.

Qui sta la radice del problema: è ovvio cioè che la qualità di un medicinale rimane un punto interrogativo a lungo, checché ne dicano i mass-media e le riviste scientifiche di turno.




E dopo vent'anni di vita il brevetto svanisce e il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il prezzo troppo basso. (7)  Si ha l'interesse quindi a cicli continui di nuovi prodotti.

A questo punto mi sembra importante rilevare che a capo dei dipartimenti delle case farmaceutiche non ci sono più medici o scienziati, come nei decenni addietro, ma economisti esperti. Sono loro che decidono quali farmaci devono restare sul mercato e quali devono essere ritirati.

Non vengono prese queste decisioni sulla base dell'efficacia di un medicinale o di una moralità legata allo stato terribile della sofferenza umana. Si decide sulla base del migliore investimento e resa economica. Si investe in quel farmaco che prospetta il maggior guadagno e si progetta un piano di lancio mass-mediatico ad hoc.

Quando infatti un farmaco ha superato il test di fase 1, e si inizia la sperimentazione sui malati, si lascia trapelare la notizia ai giornali di un nuovo "miracoloso" prodotto in arrivo e le azioni in borsa della multinazionale che lo produce cominciano a lievitare. Spero di essere stato chiaro.

La scusa che i prezzi dei medicinali sono alti perché le industrie farmaceutiche devono ricavare grandi profitti da un farmaco per poter finanziare la ricerca e lo sviluppo di altre medicine ancora, è ormai palesemente scoperta: le case farmaceutiche investono nella commercializzazione dei loro farmaci il doppio di quanto investono in ricerca e sviluppo. (8)

E la commercializzazione è, parimenti alla sperimentazione, davvero senza scrupoli. Le case farmaceutiche possono, ad esempio, arrivare ad ampliare deliberatamente le indicazioni di un medicinale semplicemente per allargare il mercato dello stesso quando questo abbia qualche problema di smaltimento o abbia riscontrato scarso successo.

Un farmaco autorizzato per la lotta al cancro in Europa può allora tranquillamente diventare un medicinale contro l'emicrania in Africa e forse ad un prezzo decisamente superiore che non nel Vecchio continente, e venduto pure senza alcuna indicazione contraria allegata. (9)

Questo strapotere delle case farmaceutiche sta incontrando qualche resistenza in alcuni paesi del Terzo Mondo.

Ma l'attuale presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha sostenuto di voler difendere a ogni costo il copyright dei farmaci delle multinazionali contro le decisioni "arbitrarie" di alcuni paesi come la Thailandia e il Brasile che hanno iniziato a prodursi farmaci salvavita a prezzi abbordabili aggirando "illegalmente" i diritti dei brevetti delle case farmaceutiche occidentali.

Ma questo è un percorso scontato per il presidente USA, dato che fra i primi finanziatori della sua scorsa campagna elettorale figurano proprio le maggiori aziende farmaceutiche americane (e non solo): Bristol-Myers, Squibb, Pfizer, GlaxoSmithKline, Schering Plough, che in quell'occasione gli donarono quasi 40 miliardi delle vecchie lire.




Per concludere, vorrei dire che tutto il processo rigidamente vincolato dagli interessi economici sin qui descritto sta degenerando intenzionalmente in una corruzione estesa a tutto l'ambiente medico e scientifico, per cui non si può più a mio parere fare molto affidamento sulle affermazioni di un foglietto illustrativo di un farmaco.

Tre anni fa si parlava già in Gran Bretagna di una cifra ufficiale compresa tra l'1 e il 5% di ricerche scientifiche contenenti dati e risultati falsificati, investigazioni autorizzate alla mano. (10)

Per gli Stati Uniti la stessa fonte riportava addirittura una cifra compresa tra il 24 e il 35% tra violazioni dei protocolli e falsificazione dei dati. (11)

Ora la situazione è certamente peggiorata, nel senso che c'è più coscienza anche nell'ambiente medico che il fenomeno è generalizzato e che gli articoli e gli studi che vengono pubblicati sulle riviste, che stabiliscono lo status di un farmaco o di una ricerca, sono quasi sempre il risultato di un finanziamento o di un interesse diretto delle case farmaceutiche stesse.

Ad esempio, recentemente il "New England Journal of Medicine", la rivista medico-scientifica più autorevole degli USA, ha dovuto pubblicamente ammettere che alcuni dei suoi articolisti più eminenti avevano interessi economici diretti, seppur sino ad allora occultati, in alcune case farmaceutiche che producevano farmaci della cui ricerca si erano occupati.

La corruzione ha poi anche altri aspetti.

In  Portogallo  un  funzionario  della  Bayer  ha  "soffiato"  ai  giornali  i  nomi di 2.500 medici che risultavano sul libro paga della multinazionale affinché prescrivessero determinati farmaci. Il signor Pequito, il nome di questo impiegato, nonostante la protezione della polizia, è già stato pugnalato due volte ed ha rischiato la vita.

Si capisce che a questi livelli la qualità e l'efficacia di un farmaco sono molto al di sotto come importanza dell'ufficio marketing dell'azienda che lo produce.

Ma il fenomeno non è soltanto americano o portoghese. Io credo sia piuttosto generalizzato. In Gran Bretagna ad esempio: "Un terzo del comitato britannico per la sicurezza dei medicinali ha dichiarato di aver dei vincoli economici con società farmaceutiche sui cui prodotti sono chiamati ad emettere un'opinione". (12)

Meditiamo ancora con una bella pausa su quello che ciò significa.




Quindi, per finire, se ad esempio negli Stati Uniti la seconda causa di morte (anno 2006) dopo malattie cardiache e cancro è… l'uso di farmaci ed altre cause iatrogene (infezioni ospedaliere, interventi chirurgici, errori di medicazione ecc.) direi che possiamo permetterci di non stupirci. (13)

Questo non ci esime però dall'opporci.

Note

1) Connor, Steve, "Glaxo chief: Our drugs do not work on most patients", in The Independent, 8 dicembre 2003.

2) DaI sito http://www.comedonchisciotte.net/ che ne ha curato la traduzione.

3) Correggia, Marinella, "Big Pharma va alla sbarra all'Aja", in Il Manifesto, 11 gennaio 2004.

4) Ginori, Anais, “L’Apartheid delle medicine”, in La Repubblica, 5 marzo 2001, pp. 16-17.

5) "Adesso la regola è diventata una sola, faster", così Lembit Rago, direttore del Dipartimento farmaci dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Vedi il reportage pubblicato su La Repubblica del 6 maggio 2001, pp. 14-15.

6) Intervista a Benno Leutold comparsa su La Repubblica del 6 maggio 2001, p. 15.

7) Intervista a Benno Leutold, cit.

8) Al termine del brevetto i prezzi dei farmaci crollano del 70%.

9) John Le Carré, "La mia guerra all'industria del farmaco", in La Repubblica, 21 febbraio 2001, pp. 38-39.

10) John Le Carré, "La mia guerra all'industria del farmaco", cit.

11) Un agenzia Reuters da Londra del 15 gennaio 2001, ripresa e commentata dal dott. John Mercola nel suo visitatissimo sito http://www.mercola.com/ lbid.

12) John Le Carré, "La mia guerra all'industria del farmaco", cit.

13) In particolare negli USA le medicine sono la terza (anno 2000 – nel 2006 ormai é divenuta la seconda…) causa di morte comune. Che non è poco. Cfr. Journal of the American Medical Association, vol. 284, 26 luglio 2000.

Articolo a cura di: Valerio Pignatta per "mednat.org"



venerdì 20 febbraio 2015

N. Dougherty: Un'Onda Gigante Inghiottirà New York




Sebirblu, 18 febbraio 2015

Questo articolo fa seguito, in un certo senso, a quelli che ho postato QUI e QUI, visto che delle predizioni di questo ormai famoso personaggio (dopo la sua incredibile esperienza di premorte),  ne  ho  soltanto  accennato  brevemente.

A mio parere è giusto, quando diverse profezie coincidono nei minimi particolari, porvi la dovuta attenzione, non tanto per una sorta di morbosità verso il sensazionale, ma per eventuali precauzioni da prendersi, come i ripetuti inviti dal Cielo ad allontanarsi  definitivamente  da  determinate  coste  a  rischio.




Profezia sulle Torri Gemelle

Circa sei mesi prima degli attentati dell'11 settembre 2001, nell'indifferenza pressoché generale, apparve negli Stati Uniti il libro autobiografico di Ned Dougherty intitolato "Fast Lane to Heaven" cioè "Corsia rapida per il Paradiso".

Infatti, nell'anno precedente a quella data, un Angelo gli prospettò sotto varie angolature la visione terribile delle due torri gemelle del World's Trade Center mentre crollavano in un ammasso di macerie, di polvere e di fumo.

Ned osservò l'abominio di quello spettacolo. Compenetrò la paura di tutti coloro che si trovarono brutalmente di fronte alla morte senza esserne pronti.

Percepì anche la sofferenza dei feriti sopravvissuti, il dolore dei familiari delle vittime e riportò ogni minimo dettaglio nel suo libro.




Profezia sull'Onda gigante che inghiottirà New York

Poco tempo dopo, lo stesso Angelo gli espose un secondo evento (anch'esso riportato nel testo) presentandoglielo come la prima volta sotto diverse inquadrature, scene di un realismo impressionante. Vide un potente sisma sottomarino al largo delle isole Canarie.

Il maremoto provocava un'onda tellurica tale da scatenare in superficie uno tsunami gigantesco che, spostandosi, impiegava otto ore per raggiungere la parte orientale degli Stati Uniti.

Si rafforzava e si espandeva lungo l'intero suo percorso fino a raggiungere più di un centinaio di metri d'altezza all'impatto con la costa in prossimità di Washington, dove tutto fu distrutto, ogni forma di vita annientata, e non soltanto lì, ma si riversò pure sulle grandi città costiere, dal nord di New York fino a Miami!

Gli fu mostrato anche il fallimento delle compagnie assicurative, incapaci di far fronte agli indennizzi massivi dei quali avrebbero dovuto farsi carico, trascinando nel loro crollo l'insieme della compagine bancaria, finanziaria ed economica mondiale.

"Quando si produrrà questo terremoto, non avremo che otto ore per evacuare l'intero litorale prima dell'arrivo della grande ondata. La distruzione totale influenzerà anche tutti gli scali marittimi e le basi militari sulle coste della Virginia e della Carolina del sud.

La perdita di quei beni sarà un disastro per le assicurazioni che, depositando i loro bilanci, coinvolgeranno l'insieme delle banche. In seguito, si avranno enormi guasti alla rete elettrica.

Ci sarà una catastrofica reazione a catena a partire dal Maine fino alla Florida passando per New York, che colpirà alla fine tutti i paesi. L'ondata si solleverà tra gli 80 e i 100 metri al di sopra del livello del mare."

"Ho anche visto come l'asse di rotazione della Terra ha cominciato a spostarsi in modo significativo.

Non saprei dire quanto tempo occorra per il suo assestamento, non mi è stata mostrata alcuna data inerente a questo. Posso soltanto dire che significativi cambiamenti geofisici della superficie del pianeta si verificheranno proprio a causa dello spostamento assiale terrestre.




Si scateneranno grandi terremoti in tutto il mondo che muteranno in modo considerevole i principali continenti. Eruzioni vulcaniche di vastissima portata proietteranno nuvole di fumo e cenere nell'atmosfera causando alla Terra un periodo di oscurità.

Ho veduto anche immense inondazioni provocate dallo scioglimento delle calotte polari, tanto che parecchie aree territoriali più basse venivano inghiottite da altissime onde di marea. La visione di questi eventi che si svolgeva davanti ai miei occhi era raffigurata come un film in bianco e nero.

Ho potuto osservare una scena riguardante New York, da una posizione collinare sulla costa di Long Island, che mostrava una continua sequenza di enormi cavalloni abbattersi sul litorale e sommergerlo completamente.

Da un altro punto di vista, un crocevia della stessa città, ho scorto un muro d'acqua precipitarsi giù per l'ampio viale e i palazzi circostanti con i loro uffici cominciavano a crollare.

Da un'ulteriore diversa prospettiva, ho veduto la terrificante montagna liquida colpire la linea costiera di Miami Beach mentre, nella sua scia, emergeva dall'oceano una nuova massa di terra."

Il Punto di Vista Scientifico

Il maremoto del 2004 nell'Oceano Indiano provocò uno tsunami che raggiunse i 35 metri d'altezza devastando l'Indonesia, la fascia costiera dello Sri Lanka, il sud dell'India e l'ovest della Thailandia.

Ebbene, nel 2000, alcuni scienziati inglesi e svizzeri si recarono nell'arcipelago delle Canarie per studiarne l'attività vulcanica.

L'isola di La Palma possiede due vulcani. Uno di questi al presente è spento, ma il secondo, il Cumbre Vieja, è sempre in azione e particolarmente instabile.


Isola La Palma (Canarie) con il vulcano Cumbre Vieja di cui è visibile la traccia lavica.

Durante l'ultima eruzione, nel 1949, i geologi notarono che si era formata una fessura di quattro metri di larghezza su una distanza di due chilometri. Ciò significa che una parte di questo vulcano, mezzo miliardo di tonnellate di roccia, minaccia di schiantarsi nell'oceano. (Documentarsi anche QUI; ndt)

Se questa sezione dovesse sprofondare in un blocco unico, gli studiosi prevedono che ciò produrrebbe un mega-tsunami la cui prima onda, la minore, avrebbe un'altezza di 65 metri. In seguito, essa sarebbe spinta dalla sua stessa energia ad una velocità di 720 km/h fino al litorale est degli Stati Uniti.

In otto ore, questo enorme tsunami attraverserebbe l'oceano Atlantico e inonderebbe tutta la costa americana, inghiottendo la città di Miami, una parte di Boston e di New York. Una catastrofe talmente smisurata che è difficile da immaginare. I geologi, loro, vi credono...




Intervista di Ned Dougherty

Ed ecco ora un estratto della sua intervista realizzata a Parigi l'11 gennaio 2004, poi aggiunta all'edizione francese del suo libro.

Domanda: "Ned, lei beneficia di doni spirituali, e se sì, quali?"

Ned Dougherty: "Grazie alla mia esperienza, ho acquisito una sorta di «dono medianico». Ma si è rivelato insopportabile da vivere in questo mondo ed ho pregato intensamente affinché mi fosse tolto.

Vedevo, per esempio, il futuro dei miei amici e provavo a far di tutto per impedir loro di compiere quella tale o talaltra azione, ma mi prendevano per matto.

Una volta, ho visto la morte di uno di essi e questo mi ha procurato così tanti problemi che non voglio nemmeno parlarne. Il dono che mi è rimasto è quello di poter curare e guarire con le mie mani."

Domanda: "Le sue visioni le hanno permesso di vedere la caduta economica degli Stati Uniti. Ma questo crollo è collegato anche a quello del resto del mondo... Cosa ne pensa alla luce delle sue percezioni?"

Ned Dougherty: "Il nostro colossale deficit che si accumula da anni, associato alle spese militari totalmente deliranti di Bush, non presagisce niente di buono.

Viene ad aggiungersi a questo lo tsunami impressionante che ho visto abbattersi sulla parte est del continente americano. L'immagine di questo avvenimento è molto chiara e precisa e mi porta a pensare che sia imminente, che si posizioni in un futuro vicinissimo.

Solo molti anni dopo la mia esperienza di premorte ho appreso che esistono delle fenditure sotto l'oceano Atlantico, specialmente dal lato delle isole Canarie.


Ned Dougherty

Secondo i sismologi, le faglie stanno per muoversi e la questione non è di sapere come, ma quando. Allorché si produrrà questo maremoto, noi avremo soltanto otto ore per abbandonare la costa prima dell'arrivo dell'onda catastrofica.

La distruzione che ne seguirà travolgerà tutto (e qui ripete quello che è già stato detto sopra sulle istallazioni portuali e le basi militari ecc. - ndt).

Ho visto questo tsunami così chiaramente come vedo lei. L'ondata sarà terrificante! Immagini che ho veduto la medesima scena sulla 57ª strada di Manhattan. New York era inondata. La Florida spariva da Key Biscayne fino al sud di Miami. Un muro d'acqua alto come un edificio di venti piani... "

Domanda: "Lei dice che le coste americane saranno distrutte e che unicamente coloro che vivono sulle montagne avranno delle probabilità di sopravvivenza. Può precisare meglio?"

Ned Dougherty: "Nel corso delle mie visioni, ho potuto vedere l'onda anomala sotto tre prospettive diverse:

a partire dal santuario di East Port con una vista di parecchie centinaia di metri al di sopra del mare; poi, dall'incrocio della 57ª strada con Lexington Avenue a New York; infine ho avuto, ripeto, una sorta di panoramica globale da Key Biscayne fino al sud di Miami Beach.

La mia percezione è stata che l'inondazione investirà tutta la costa orientale americana, dal Maine fino alla Florida.

Coloro che vi abitano saranno, come dire... cancellati. Sarà infatti impossibile in un arco di tempo così breve ‒ otto ore soltanto ‒ allontanare 80 milioni di persone a ridosso delle spiagge oceaniche. Immaginate quello che un'evacuazione di questo genere può significare!"




Post Scriptum

È interessante notare che questo terribile evento viene annunciato pure nei messaggi di molti mistici, eccone alcuni:

Valentina Papagna ‒ Sidney, Australia; nel 2012 da un Angelo:

...l'Angelo allora disse: «Sappiate che ci sarà un grande disastro a Miami. Uno tsunami si abbatterà sulla zona costiera dove vivono numerose persone».

Oggi l'Angelo è apparso e mi ha detto: «Ti ricordi del messaggio che ti ho dato due settimane fa a proposito di Miami concernente lo tsunami? Questo sicuramente accadrà ma, nel frattempo, tu non l'hai ancora diffuso per avvertire le popolazioni...».

John Leary ‒ Stati Uniti; nel 2011 da Gesù:

«Popolo mio, ci sono delle buone ragioni per osservare gli ultimi sviluppi nelle isole Canarie riguardanti un grande vulcano...

Se l'attività aumenta ad un ritmo rapido con grandi terremoti, si potrebbe avere un'eruzione maggiore capace di inviare uno tsunami sulla costa est dell'America. Pregate perché questo vulcano non esploda violentemente».

«Così come avete dei sistemi d'allerta per i maremoti nell'Oceano Pacifico, allo stesso modo dovreste averne uno anche per l'Oceano Atlantico. In altri messaggi, vi ho avvertito di non vivere vicino agli oceani o ai grandi fiumi dove questi immensi disastri d'acqua potrebbero prodursi».

Jennifer ‒ Filadelfia, USA; nel 2005 dal Signore Gesù:

«Una grande onda avanzerà presto sulle terre dove abbondano in gran numero le persone; un'onda che comincerà dalle isole e terminerà in un'altra isola che rappresenta  la  libertà  (Manhattan),  ma in  cui  tantissimi  miei  figli  sono  privati della  loro».

«...perché  le  montagne  che  dormono  si  risveglieranno,  anche quelle sottomarine, e mentre dal lato ovest gli Stati Uniti saranno devastati da un grande terremoto (vedere QUI e QUI; ndt), dal lato est, verranno inondati da un imponente  muro  d'acqua  che  formerà  un  nuovo  litorale».


Fonte: neotrouve.com 

Fonte del Post Scriptum: vincent.detarle.perso.sfr.fr

domenica 15 febbraio 2015

Il Mondo si sta Evolvendo a Grandissima Velocità!

Monique Mathieu, febbraio 2015




Il mondo si sta evolvendo a grandissima velocità

I nostri Fratelli di Luce mi mostrano la Terra e tutti gli umani che attualmente vi risiedono. Vedo città e campagne, ed un velo grigio sopra di esse che non possiamo percepire ma che impedisce alla Luce di penetrare.

Ora, mi mostrano i Custodi sulla loro piattaforma luminosa che compiono un considerevole lavoro spirituale, così come tutte le persone che operano nell'Amore per aiutare il pianeta Terra e liberarlo da questa nube scura.

Vedo anche alzarsi verso questa oscurità l'Energia-Amore che esce dal cuore degli uomini viventi nelle varie zone del Pianeta mentre iniziano a prendere coscienza della loro potenzialità d'amare.

Contemporaneamente, osservo il flusso energetico inviato alla Terra dagli Esseri di Luce e dai Galattici scendere su questa cortina.

Poco a poco, essa viene dissolta e una Luce meravigliosa penetra negli agglomerati urbani e ovunque, così come nei cuori più induriti degli uomini (di quelli che la possono sopportare, naturalmente).

Ogni cosa si trasforma! La consapevolezza umana e la vita si trasformano! Ed è allora che l'intera Umanità passa nella dimensione superiore.




«Tutto è programmato! Figli della Terra, il vostro mondo si sta evolvendo a enorme velocità! Il domani, non sarà più quello di oggi! Gli umani non saranno più i medesimi. 

Anche coloro che hanno avuto l'incoscienza di soggiogare i loro fratelli per brama di potere! Tutti, prima o poi, andranno verso la Luce!

Nel suo immenso Amore, Dio, la Sorgente non lascia nessuno nella totale oscurità e nella distruzione.

Sebbene certi uomini, per aver dominato questo mondo, non potranno entrare nella Luce dopo aver lasciato il loro corpo, avranno automaticamente l'opportunità di continuare il proprio apprendistato sull'Amore, sulla lealtà e sul rispetto, in altri pianeti».

Mi trovo in una città e vedo molti individui alzare gli occhi al cielo dicendo: «Cos'è questo nuovo fulgore? Non è abbacinante ed è meraviglioso!»

È una Luce che sembra nutrirli. Sento la loro gioia e la loro profonda felicità.

Non so quando accadrà tutto questo, ma penso che corrisponda alla liberazione di coloro che non soltanto avranno trovato se stessi come Luce, ma saranno in sintonia con la Radiosità emanata dai piani superiori, dalla Madre Terra e dalla Vita.



Mi dicono:

«Abbiate fiducia nella Vita! Ancora una volta (vi diciamo che) dei cambiamenti, dei grandissimi cambiamenti sono in arrivo, e qualsiasi cosa certuni facciano per oscurare la verità, per nasconderla, essa si manifesterà ed uscirà allo scoperto, così come la conoscenza di ciò che sono i vostri Fratelli di Luce e degli abitanti delle galassie, la scoperta della loro realtà!

Nulla potrà più essere nascosto, tutto sarà svelato! Voi siete nel tempo della Rivelazione, quella che chiamate «Apocalisse», è questo il suo vero significato.

Tutto ciò che di difficile ancora vivete e vivrete potrà essere considerato come «apocalittico», poi ci sarà la Rivelazione: rivelazione di ciò che siete, rivelazione della vostra storia, rivelazione di chi sono i vostri Fratelli delle stelle, rivelazione di una vita quanto mai diversa da quella che potete concepire."



giovedì 12 febbraio 2015

Gustavo Rol: Emblema dell'Uomo del Terzo Millennio




Sebirblu, 10 febbraio 2014

Ho dedicato questo mio lavoro, gentili Lettori, ad un uomo veramente eccezionale che, proprio per la sua elevatissima evoluzione non è stato compreso da chi, nell'ambito scientifico, avrebbe avuto la possibilità di aprire un varco e congiungere finalmente Scienza e Fede.

Evidentemente, i tempi non erano ancora maturi, ma molto presto l'Umanità si renderà conto che certe facoltà ad essa peculiari non sono né magie, né illusioni, perché provengono dallo Spirito divino che alberga in ognuno di noi.

Una Coscienza nuova sta sorgendo nel mondo e mai come ora è data a tutti l'opportunità di uscire dal guscio materiale che ci rinserra non permettendo di riappropriarci della singola Origine regale, ossia della nostra Divinità.


Gustavo Adolfo Rol - Torino 1903 - 1994

Gustavo Rol: Emblema dell'Uomo del Terzo Millennio

Gustavo Adolfo Rol è stato un Maestro Spirituale italiano del XX secolo, dotato di carismi di straordinaria varietà ed estensione, non ancora accettati o comprovati dalla scienza ufficiale, ma in accordo con la tradizione spirituale di tutti i popoli.

Le sue dimostrazioni sperimentali, prodotte quasi sempre in piena luce di fronte a persone di tutte le classi sociali e culturali, sia nella propria casa di Torino che in qualsiasi altro ambiente al chiuso o all'aperto, sono interpretate da centinaia di testimoni e da altri sostenitori come autentici fenomeni paranormali, da lui chiamati semplicemente "possibilità".

Dai critici, invece, composti quasi integralmente da non testimoni e da gruppi scettici di matrice spiccatamente ideologica, vengono ritenute illusioni, prodotte con tecniche di prestidigitazione, se non addirittura di ipnosi.

Durante la sua vita Rol cercò sempre un collaboratore scientifico con sufficiente apertura mentale e maturità di spirito in grado di assimilare il procedimento psicofisico necessario alla comprensione dello svolgimento dei suoi prodigi, "conditio sine qua non" per comprendere successivamente e quindi ricreare le premesse per una loro replica possibile anche ad altri.

Sfortunatamente, pur avendoli mostrati anche a numerosi uomini di scienza (inclusi a quanto pare, Albert Einstein ed Enrico Fermi) non trovò nessuno con le caratteristiche da lui auspicate o semplicemente con il coraggio, il tempo o l'umiltà necessaria ad accettarne i presupposti che non potevano scostarsi di molto dalle regole dell'Iniziazione.

Per questo in una lettera pubblicata nel 1978 sul quotidiano torinese "La Stampa" e indirizzata al giurista Arturo Carlo Jemolo (che lo aveva invitato dalle stesse colonne del giornale a sottoporsi a controlli scientifici) dichiarava:

«Meglio rimanere ignorato da una Scienza ufficiale che non è in grado, per ora, di comprendermi, piuttosto che venir meno a quei principi ai quali mi sono sempre ispirato e con i risultati che tutti conoscono».




Oltre alla maturità di chi avrebbe dovuto collaborare con lui e poi creare un protocollo di indagine applicabile alla ripetibilità di una parte della fenomenologia (in particolare alle prove con le carte da gioco, usate come strumento matematico), la difficoltà di Rol era dovuta anche alle caratteristiche stesse del processo.

Infatti, attraverso di esso le verifiche avrebbero dovuto sfociare in un esito positivo, vale a dire in uno stato di ispirazione simile a quello dei compositori che non poteva essere condizionato o vincolato da cause esterne non in sintonia con il suo stato di coscienza.

Di qui il mancato approccio con la comunità scientifica, diventato poi irreversibile a causa delle insinuazioni prive di fondamento del giornalista Piero Angela che era stato accolto in due occasioni a casa di Rol per assistere ai suoi straordinari esperimenti.

Durante gli incontri, Angela, pur non nascondendo a Rol il suo pregiudizio scettico, non ebbe nulla da eccepire su quanto visto, ma successivamente in un libro pubblicato nel 1978 mise in dubbio l'autenticità dei fenomeni e di conseguenza l'onestà dello stesso.

Affermò che, senza il controllo di un prestigiatore, poteva trattarsi di abilità illusionistiche o ipnotiche ed omise di proposito alcuni episodi rivelatori.

Uno di questi fu la lettura a distanza che Rol fece, mentre era a Torino in collegamento telefonico, di un libro che si trovava a Boston presso un amico di Angela.




L'altro fu la materializzazione della sua firma su carte e libretti di assegni che il giornalista aveva in tasca e che non necessitavano della presenza di un illusionista per rendersi conto della loro autenticità.

Anni più tardi, in un'intervista pubblicata su "La Stampa" e senza nominare Piero Angela, Rol dichiarò: «ha mentito su quanto mi ha veduto fare, su come l'ha veduto fare e su cosa mi ha sentito dire.

Io sono convinto che egli abbia agito col deliberato proposito di distruggere in me la dimostrazione di tutto ciò che lo Spirito umano può compiere quando si ispira a Dio.

Tale comportamento mi fa pensare che egli in Dio non crede affatto, ma io lo attendo per quel giorno quando mi incontrerà nell'Aldilà e gli punterò contro il mio dito indice, non tanto per il dispiacere che può avermi procurato, quanto per l'avere, con il suo comportamento, chiuso quella porta che io avevo socchiuso alla Scienza».

Nello stesso periodo, sempre sullo stesso quotidiano, Rol scriveva al fisico Tullio Regge, anch'egli invitato a casa sua per assistere alle prove (dopo un primo incontro a casa della famiglia Olivetti), e pure lui rimasto scettico (Regge tre anni più tardi sarebbe stato proprio con Angela tra i fondatori del CICAP):

«Se un giorno non Le avessi mostrato alcuni miei modestissimi test, non mi sarei permesso di scriverLe questa lettera. Ricordo come cercai di provarle che esistono fenomeni fuori della norma ove la materia stessa è chiamata in causa e non dipendono soltanto da una particolare disposizione della psiche. [...]

Quel rapporto della mente col Meraviglioso al quale accennavo, verrebbe immediatamente turbato con l'esito facilmente intuibile: la distruzione in partenza della prova. [...] Lei ha veduto da me cose che ho definito modestissime eppure affermo che nessun prestigiatore, anche il più capace, sarebbe stato in grado di ripetere.

Per chi mi conosce profondamente e sa come mi comporto ed agisco, è comprensibile che questo tipo di verifica sia inutile, anzi inopportuna. Non un prestigiatore, ma un "ricercatore" è necessario. Egli è portato a sostituire con l'interesse e la collaborazione ogni eventuale sua diffidenza.

Non è difficile capire ed ammettere che nello sviluppo di una cooperazione, ogni forma di controllo, anche la più minuziosa, viene ad essere spontaneamente esercitata. La presenza poi di uno studioso avvezzo a queste esperienze offre la maggiore garanzia ai fini di un risultato positivo.

Va tenuto in considerazione che io agisco sempre di impulso, in uno stato d'animo che mi viene improvviso e che non so spiegare. E così, ho sperato che fosse proprio la Scienza ad aiutarmi a riconoscere e a codificare queste mie sensazioni che ogni uomo, sono sicuro, possiede. Sarà la stessa Scienza a rivelare queste facoltà e a promuoverle in tutti gli uomini... »




Quando Rol era in vita dunque, non fu possibile alcuna sperimentazione scientifica per la distanza incolmabile all'epoca tra due mondi lontani, ossia:

la metodica tradizionale (peraltro scossa nel corso del XX secolo dai principi e dalle nuove regole della fisica quantistica, dalle teorie della complessità ed altre legate alla biologia...) e ciò che si potrebbe definire il percorso iniziatico-spirituale ortodosso, antico di millenni.

In ogni caso, egli ha previsto che un giorno la Scienza sarebbe arrivata a comprendere lo Spirito.

Un'altra nozione chiave del pensiero di Rol è quella di attuare straordinari fenomeni di "Coscienza sublime" ed aggiunge che essa è una tappa avanzata sulla strada della conoscenza dell'anima, fornendone altre indicazioni. Ecco degli estratti:

«La "Coscienza Sublime" non è una religione e neppure una scienza. Si può considerare, sotto un certo aspetto, una filosofia.

Vi si accede attraverso una vera e propria Iniziazione, dove l'esistenza di Dio, la sopravvivenza dell'anima e l'assenza di qualsiasi speculazione morale e materiale formano la base di tutto l'edificio».

«Un tale stato è l'unione con l'Assoluto, un Tutto, un'interezza senza separazione alcuna. Quando si entra nella sfera della "Coscienza Sublime" tutto diventa possibile».

L'unica definizione che Rol diede invece di se stesso fu la seguente:

«Io debbo necessariamente agire con "spontaneità", quasi "sotto l'impulso di un ordine ignoto" come disse Goethe. "Sono la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto". Non è quindi la grondaia che va analizzata, bensì l'acqua e le ragioni per le quali "quella Pioggia" si manifesta.

Non è studiando questi fenomeni a valle che si può giungere a stabilirne l'essenza, bensì più in Alto, dove ha sede lo "Spirito intelligente" che già fa parte di quel Meraviglioso che non è necessario identificare con Dio per riconoscerne l'esistenza.

Nel Meraviglioso c'è l'Armonia sintesi del Tutto e questo concetto è valido tanto per chi ammette quanto per chi nega Dio».




La sua Biografia

Gustavo Adolfo Rol nacque a Torino il 20 giugno 1903 da famiglia agiata e lì trapassò il 22 settembre 1994. Il padre Vittorio, fu un noto avvocato che nel 1909 venne nominato, per quasi un ventennio, direttore della sede torinese della Banca Commerciale Italiana.

La madre, Martha Peruglia, era figlia dell'Avv. Antonio presidente del tribunale di Saluzzo. Gustavo ebbe due fratellini, Carlo e Giustina, l'uno nato nel 1897 e l'altra nel 1900. Una terza sorellina, Maria, sarebbe arrivata nel 1914.

Si racconta che Gustavo non parlasse prima di aver compiuto due anni, fino a quando cioè non lo trovarono aggrappato al caminetto della casa di campagna, dove, di fronte ad un'immagine raffigurante Napoleone a Sant'Elena, piangeva e gridava: "Poleone, Poleone".

E infatti la figura di Napoleone sarebbe rimasta a lui strettamente connessa tutta la vita, visto che diventò un collezionista di suoi cimeli a livello internazionale, così come un esperto delle sue campagne, guerre ed imprese.

Già in terza elementare conosceva tutto sull'Imperatore, mentre al liceo sapeva descrivere con minuzia di particolari lo svolgimento dei conflitti, dando l'impressione di avervi assistito personalmente. I fatti singolari in relazione al grande personaggio sono numerosi.

Per esempio, negli anni trenta a Parigi, mentre stava passeggiando lungo una strada, fu spinto istintivamente ad entrare in una casa, chiese al custode di condurlo nelle cantine che avevano il pavimento in terra battuta e lì, fattosi consegnare una pala dall'uomo che lo guardava esterrefatto, dissotterrò uno splendido busto marmoreo di Napoleone.

Nella palazzina da caccia di Stupinigi, una pregiata residenza dei Savoia appena fuori Torino, è conservato un prezioso suo dono, la carrozza con la quale Napoleone da Parigi si recò a Milano per essere incoronato re d'Italia. Rol l'aveva acquistata a Marengo, dove l'Imperatore fu costretto a lasciarla perché guasta, avendo fretta di ritornare in Francia.


La carrozza di Napoleone donata da Rol.

Gustavo Rol passò la sua infanzia tra Torino e San Secondo di Pinerolo, dove la famiglia aveva una residenza settecentesca. Inizialmente di carattere chiuso e con modesti risultati scolastici, si appassionò poi allo studio e alla musica, imparando a suonare il pianoforte senza mai aver assunto lezioni e approfondendo la conoscenza del violino.

Durante il liceo conobbe il beato Pier Giorgio Frassati e la sorella Luciana, stimata poetessa, dei quali sarebbe restato amico tutta la vita. Nel 1921 intraprese la carriera giornalistica.

Nel 1923 si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza alla Regia Università di Torino, dove si sarebbe laureato qualche anno più tardi. In seguito, a Londra, conseguì un secondo dottorato in Economia ed una terza laurea in biologia medico-clinica a Parigi, con il sostegno del premio Nobel Jacques Monod che conobbe negli anni '50.

Nello stesso periodo, si iscrisse al Corso Allievi Ufficiali di complemento, fu nominato poi sottotenente e più avanti congedato. Tra il 1925 e il 1930 viaggiò attraverso l'Europa come funzionario delle filiali Comit di Marsiglia, Parigi, Londra ed Edimburgo, ma visse e lavorò anche a Casablanca e a Genova.

A Parigi, in un "café", incontrò la persona che poi sarebbe diventata sua moglie. Il suo nome era Elna Resch-Knudsen, norvegese, figlia di un capitano di marina e nipote di un ministro di Stato. Gustavo era solito presentare Elna con orgoglio, facendo notare che ben 17 Re facevano parte della sua famiglia.

Da quell'incontro al loro matrimonio sarebbero passati circa tre anni, si sposarono a Torino nella chiesa di San Carlo il 17 dicembre 1930. In quel tempo Rol acquistò un alloggio in via Silvio Pellico 31 dove avrebbe abitato fino al termine dei suoi giorni.


Gustavo Rol con sua moglie Elna.

Il periodo più determinante della sua vita lo ebbe a Parigi perché le sue ricerche, iniziate a Marsiglia, sfociarono nella scoperta che farà di lui una delle persone più enigmatiche del XX secolo.

Infatti, il 28 luglio 1927 annotò sul suo diario: «Ho individuato una tremenda legge che collega tra loro il colore verde, la quinta musicale e il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!»

Da quel giorno entrò in una crisi esistenziale che lo indusse a ritirarsi nel 1928 presso la casa religiosa Villa Santa Croce, a San Mauro Torinese. Là, dovette scegliere se farsi sacerdote o vivere nel mondo con la sua nuova personalità spirituale.

Per un cammino del tutto originale era pervenuto a quello che in Oriente viene chiamato "Risveglio Interiore", ma all'inizio non fu per niente facile.

Secondo quanto lui stesso raccontò fu la madre Marta a convincerlo che poteva essere utile al suo prossimo anche in abiti civili, così pose termine al ritiro durato tre mesi ed iniziò il suo singolarissimo apostolato, considerando sempre come punto fermo l'Esempio e l'Insegnamento del Cristo.

Da quel momento, cominciò la sua fama di "sensitivo" e dalle varie testimonianze emerge la figura di un uomo incredibile, fuori del tempo e dotato di poteri straordinari:

telepatia, chiaroveggenza, precognizione, bilocazione, traslazione, viaggi nel tempo, levitazione, elasticità del corpo, telecinesi, materializzazione e smaterializzazione di oggetti, attraversamento di superfici, folgorazione ed altri.

Iniziò così a frequentare assiduamente gli ospedali dove spesso in forma anonima infondeva sollievo psicologico e spirituale alle persone che ne avevano un estremo bisogno.

A seconda dei casi, riusciva anche ad intervenire con i suoi poteri terapeutici, dal grado più semplice che era costituito da una azione antidolorifica, a quello più elevato come l'asporto di un tumore. Il più delle volte però agiva a distanza, non aveva cioè la necessità di essere al capezzale del malato per poterlo curare.


Immagine tratta dal film Nosso Lar (QUI), che irreperibile in rete, è rintracciabile in streaming QUI.
Si noti l'energia verde di guarigione che veniva emanata da Rol.  

Quando poteva essere presente, agiva o con l'imposizione delle mani sulla parte malata che guariva a più riprese ma talvolta anche all'istante, oppure per mezzo dei "soffioni verdi" poiché alitava in maniera così intensa e ripetuta sulla zona colpita da ottenerne il medesimo risultato.

Egli visualizzava pure l'aura intorno al corpo umano che gli permetteva di diagnosticare eventuali malattie a seconda delle frequenze cromatiche emesse dai vari organi; non solo, ma poteva anche mettere altri nella possibilità di avere la stessa percezione e realizzare i suoi stessi esperimenti.

Le dichiarazioni entusiastiche su Rol sono centinaia, e sarebbero migliaia se tutti coloro che lo avvicinarono avessero concesso interviste o lasciata scritta la loro testimonianza.

Queste sono soltanto alcune:

«Gustavo Rol è un uomo che Dio ha mandato fra di noi per renderci migliori»
  Franco Zeffirelli, 1987.

«Rol sfugge alla nostra possibilità di comprensione. È un mistero»
  Cesare Romiti, 2000.

«... una personalità fra le più sorprendenti del secolo»
  Alberto Bevilacqua, 2000.

«... è il più indecifrabile e fascinoso enigma in cui mai mi sia imbattuto»
  Roberto Gervaso, 1978.

«Tra le persone a cui rivolgo una preghiera quando sono in difficoltà c'è anche lui...»
  Vittorio Messori, 2002.

«A l'incroyable Rol, qui ne sera croyable qu'après demain seulement» (All'incredibile   Rol, che sarà credibile soltanto dopodomani)
  Jean Cocteau (dedica).

«Sono rimasto sbalordito, ma niente affatto sgomento: anzi, consolato ed arricchito»
  Valentino Bompiani.

«A Gustavo Adolfo Rol che cammina come un illuminato sulla geografia dell'ignoto e     della relatività»
  Pitigrilli, pseudonimo dello scrittore Dino Segre (dedica).

«Quell'uomo  legge  nel  pensiero  e  non  possiamo  rischiare  che i segreti dello Stato    francese vengano a conoscenza di estranei»
   Charles De Gaulle.

«Gustavo  era  un  essere  meraviglioso  che  manca  a  tutti  noi  e  che  ci  ha  lasciato   esperienze incredibili, emozioni uniche e straordinarie...»
  Valentina Cortese, 2002.

«...è  l'uomo  più  sconcertante  che  io  abbia incontrato. Sono talmente enormi le sue   possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene»
  Federico Fellini, 1964.

«Religiosissimo,  credo  che  appartenga  al filone dei  "santi laici"  piemontesi,  come   Frassati e Savio...»
  Nico Orengo, 1994.

«Qualcosa  di  benefico si irraggia sugli altri.  È questa la caratteristica immancabile...   dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale,  e  di   conseguenza all'autentica bontà»  
  Dino Buzzati, 1965.


Rol nel suo studio.

Egli ebbe una vita riservata, immerso nella ricerca della Conoscenza, circondato da libri, enciclopedie e pregevoli oggetti di antiquariato.

Conobbe tra gli altri Einstein, Croce, Fermi, Picasso, Dalì, D'Annunzio, Cocteau, Krishnamurti.

La sua fama di veggente si diffuse tra l'élite politica e aristocratica di tutta Europa, e i Capi di Stato di molti paesi desideravano chiedergli consiglio: De Gaulle, Mussolini, Pio XII; anche Hitler lo avrebbe voluto conoscere e inviò i suoi a cercarlo con l'ordine di condurlo a Berlino.

Per ben tre volte gli uomini del Duce lo nascosero e lo sottrassero alle SS. Durante la guerra a San Secondo, Rol salvò molti individui condannati alla fucilazione. Si era impegnato a compiere i suoi "prodigi" in presenza degli ufficiali tedeschi in cambio della vita dei prigionieri. Per ognuna di queste prove sarebbe stata risparmiata la morte ad una persona.

Fu Renzo Allegri, in "Rol - Il Mistero", che raccontò questo episodio: «Un giorno, a Pinerolo, un comandante tedesco aveva messo al muro un gruppo di partigiani. Rol accorse a chiederne la liberazione. "Sono innocenti, non hanno commesso niente di male", diceva. "E lei come fa ad esserne tanto sicuro?", chiese il comandante.

"Alla stessa maniera con cui sono sicuro di conoscere cosa contengono i cassetti della scrivania nella sua casa ad Amburgo", rispose Rol e cominciò a descrivere minuziosamente gli oggetti che quel graduato aveva nella sua scrivania in Germania, soffermandosi sul contenuto di alcune lettere privatissime e di certi documenti segreti. Il tedesco, confuso e spaventato, liberò immediatamente i prigionieri».

Nel 1934, subito dopo la morte del padre, Rol lasciò l'impiego in banca, professione che non l'aveva mai attratto ma che aveva intrapreso solo per compiacere il genitore. Avrebbe voluto fare il giornalista, ma poi decise di dedicarsi al commercio di oggetti antichi, per i quali aveva sempre avuto una grande passione.

Aprì dunque, durante la guerra, un negozio di antiquariato, fino a quando preferì dedicarsi a tempo pieno alla pittura, all'approfondimento dei suoi studi e all'aiuto del prossimo.


"Rose" di Rol, che dipingeva soltanto con 3 colori.
Si noti la firma, tutt'uno con la Croce. 

Dagli anni '50 in poi l'alloggio di Via Silvio Pellico diventò la meta privilegiata di tanti personaggi famosi:

lo scrittore Dino Segre, in arte Pitigrilli, che fece diverse dediche a Rol e parlò ampiamente di lui in un suo libro; Federico Fellini, suo grande amico, che veniva spesso a chiedergli consiglio sulle nuove sceneggiature; John Cage,Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota, Alberto Sordi, Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Valentina Cortese, Giovanni Agnelli, Cesare Romiti, Vittorio Gassman, Guido Ceronetti, Valentino Bompiani, Vittorio Messori e tanti altri.


Casa Rol: il salotto.

Rol ebbe anche l'occasione di conoscere alcuni presidenti della Repubblica Italiana, come Saragat e Einaudi. Sempre negli anni '50 incontrò la regina Elisabetta II a Londra, che, a quanto pare, desiderava mettersi in contatto con lo spirito del padre, Re Giorgio VI, deceduto nel 1952.

Risale a questo periodo anche l'incontro con Padre Pio, del quale egli era devoto e di cui teneva una fotografia sul comò. Nel 1964 incontrò ad Antibes l'Imperatore d'Etiopia, Hailé Selassié, al quale predisse la morte ad opera del suo popolo (fatto che si sarebbe verificato nel 1975).

Pure in America si interessarono a lui: Walt Disney volle incontrarlo e John Fitgerald Kennedy, nel suo unico viaggio in Italia da presidente, venne appositamente a Torino per incontrare Rol.

Nel 1981 il presidente Reagan gli inviò un telegramma di ringraziamento per aver contribuito con il suo aiuto "metafisico" alla liberazione del generale americano James Lee Dozier. Dalla metà degli anni '60 in poi Rol fu richiesto da molti centri di parapsicologia per dar dimostrazione delle sue facoltà eccezionali.




Tuttavia egli non acconsentì mai a volgarizzare ciò che riteneva espressione delle più alte vette spirituali raggiungibili dall'uomo, e quindi non si sottopose mai a controlli "profani", rimanendo così perfettamente coerente con le Sacre Scritture:

«Una generazione perversa e adultera pretende un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta» (Mt. 12, 38-39).

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it