sabato 28 maggio 2016

Il Problema del Male e le sue azioni invisibili




Sebirblu, 28 maggio 2016

La grande maggioranza di noi che quotidianamente assiste ai fatti che accadono (soprattutto sul web perché i mass media sono manovrati) farciti di ingiustizie ed inganni, e con la natura in rivolta, rimane perplessa e sconcertata.

Possibile, ci diciamo, che in questo nostro tempo in cui l'informatica, la tecnologia e la scienza sono ormai lanciate, tanto da confondersi con la fantascienza, ci sia ancora qualcuno che si occupi di certe "favole" oscurantiste (poteri occulti, satanismo ecc.) che riportano al medioevo?

Eppure questa realtà infernale, minimizzata purtroppo anche dalle Chiese, esiste davvero e non sarà mai abbastanza il parlarne perché il rischio riguarda veramente tutti noi. (Per documentarsi sull'Origine del Male leggere QUI).

Ultimamente, infatti, stiamo assistendo ad un vero proliferare di manifestazioni diaboliche in tutte le sue forme più clamorose. Ma gli attacchi più subdoli non sono quelli evidenti che fanno molto rumore, ma quelli che mirano alla disgregazione psico-spirituale dell'essere.

Perciò, attenzione! Che cosa interessa di più a questa Forza distruttiva? Naturalmente il boicottaggio di tutto ciò che è Luce, Ordine, Bontà, Onestà, Fede e Armonia, vale a dire in sintesi: Dio e chiunque voglia seguirne i dettami.

Non c'è di peggio quindi, per scatenare la sua persecuzione, di decidere di cambiare vita ed incamminarsi sulla via dello Spirito ben risoluti, dopo una preparazione adeguata, a diventare strumenti del piano divino. 

È allora che il principe delle Tenebre mostra il suo massimo livore, cercando di sabotare di continuo tutto ciò che permette all'Opera di Dio di proseguire. (Cfr. QUI


Peter Paul Rubens - (1577-1640) - "San Michele Arcangelo espelle Lucifero e gli Angeli Ribelli" - 1622

Il Problema del Male e le sue azioni invisibili

L'essere umano, dopo la sua "Caduta iniziale" (QUI e QUI), si è andato sempre più appesantendo utilizzando l'arbitrio negativo che lo ha portato a peggiorare sempre più la propria posizione di fronte all'Eterno.

Le sue "scorie" provengono tutte dalla Superbia, cui fanno seguito le altre passioni. (Cfr. QUI e QUI)

Ogni volta che i nostri pensieri non sono concordi con la Legge di Dio, ma lo sono invece con le nostre debolezze, attirano per sintonia vibrazioni analoghe e dunque i vizi vengono ad essere potenziati con conseguenze a volte fatali, come il suicidio e l'omicidio.

Ma senza arrivare a questi estremi, dobbiamo sapere che le "tentazioni" di cui abbiamo sempre sentito parlare, sono messe in atto da entità "afose" che insidiano la psiche dell'uomo che presenta queste "aperture vulnerabili" a livello del corpo eterico-astrale e mentale inferiore (cfr. QUI e QUI), visto che il mentale superiore è illuminato dallo Spirito.


Ben Goossens

Noi siamo circondati da esseri di qualsiasi tipo (cfr. QUI e QUI), a seconda delle nostre virtù o difetti, che vibrano in risonanza con noi. Questa si chiama ‒ Circumsessio ‒ (circumsessione) ed è la forma meno grave di influenza negativa che generalmente riguarda quasi tutti gli uomini.

Ma quando, come abbiamo accennato sopra, c'è un'azione a livello psichico (eterico-astrale e mentale) più invasiva, provocando fobie, idee fisse, concetti sbagliati ed altro,  allora si chiama ‒Obsessio (ossessione).

Per passare poi alla situazione più critica di tutte che si chiama ‒ Possessio (possessione) e che purtroppo richiede, per il mondo, cure psichiatriche e, per la Conoscenza dello Spirito, esorcismo purificatore.

Questa realtà è completamente sconosciuta alla scienza medica e psichiatrica e lo è, sciaguratamente, anche da chi avrebbe il compito di curare le Anime.

Infatti, quei pochi esorcisti rimasti affermano che la possessione diabolica è molto rara e "dirottano" i pazienti alla psichiatria, ignorando che certi disturbi da entità coinvolgono energeticamente anche il corpo fisico, provocando spesso delle malattie, come ci documenta con dovizia di particolari il Vangelo.

Come mai esso è costellato di guarigioni effettuate da Gesù che riguardano di continuo la presenza di spiriti immondi, responsabili di ogni tipo di infermità?

Può essere che la scienza e l'intelligenza razionale dell'uomo abbiano potuto superare la realtà dei fatti descrittici dalle Sacre Scritture?

Certo, non avendo fede e conoscenza alcuna si può obbiettare tutto, ma allora come spiegare certe rivelazioni della cronaca contemporanea, che asseriscono esserci spesso delle "voci" o dei sogni che incitano al delitto?




Chi è preso da raptus dichiara: «Non so cosa mi abbia spinto... Ho sentito una voce... ero come ipnotizzato... impotente... c'era una forza superiore a me...» e frasi simili.

La verità è che viviamo in un immenso oceano di energie, di pensieri e di impulsi completamente invisibili e se non decidiamo di prenderne sveltamente coscienza, alzando le nostre vibrazioni, rendendole più rapide e connettendoci maggiormente alla sfera dello Spirito, non riusciremo ad elevarci a dimensioni superiori, ossia oltre il caos occulto!

È indispensabile conoscere!

L'umanità, o propende ciecamente verso il rigore scientifico e lo scetticismo ateo e intransigente, oppure è incline alla fede miope e dogmatica impartita dal Magistero ecclesiale (che ora non è più credibile nemmeno in questo).

L'una e l'altra posizione sono assolutamente inadeguate alla realtà che ci circonda.

Nel Vangelo c'è scritto: "Avendo convocato i Dodici, diede loro Potenza e Autorità sopra tutti i demoni e potere di guarire le malattie" (Lc. 9, 1).

Questa è stata la missione della Chiesa per tanto tempo, dall'inizio della sua storia. Poi, nel corso dei secoli, il senso della presenza del maligno si è affievolito fino quasi a scomparire.

Oggi per molti cristiani, e anche per diversi sacerdoti e teologi, Satana è solo un simbolo, quindi un concetto astratto. Perciò la sua più grande astuzia è proprio quella di far credere che non esiste.

Ovviamente, questa Forza oscura non gradisce le persone che vanno a disturbare la sua attività e quando qualcuno tocca il suo dominio, gli scatena contro una guerra implacabile.



Ma il Cristo ci incoraggia a proseguire nel Suo nome perché, oltre agli Apostoli, ha esteso a tutti gli uomini di buona volontà il nobile mandato di evangelizzare e di curare i corpi e le anime assediati dalle entità negative:

E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il padrone della messe che mandi operai... (Lc. 10, 2).

Andate, ecco Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. (Mt. 10, 16). [E non come i fanatici musulmani che brandendo la spada sono stati equiparati da Bergoglio, in una recente intervista francese, al proselitismo cristiano! Cfr. QUI e QUI]




Io vi ho dato il potere di camminare sui serpenti e sugli scorpioni e su tutta la potenza del Nemico; e nulla potrà nuocervi». (Lc 10, 19).

Beato colui che animato dal Sacro Fuoco dello Spirito procede sulla via del Servizio malgrado le insidie e i trabocchetti satanici, senza preoccuparsi minimamente della sua vita perché...

"Chi ama la propria vita la perderà" (Gv. 12, 25).


giovedì 26 maggio 2016

Piano dei Galattici per l'Evacuazione del Pianeta




Sebirblu, 25 maggio 2016

La famosa veggente svizzera Silvia Wallimann, diceva: "I prossimi avvenimenti non devono essere intesi come punizione, bensì come un messaggio dell'Amore divino.

Se la nostra reazione non sarà di paura e diffidenza, ma di amore e fiducia, saremo capaci, nel momento decisivo, di farci guidare dalle coscienze più elevate. E allora, senza timore, riconosceremo gli aiuti extraterreni...

Soltanto il nostro crescente orientamento spirituale e la conoscenza interiore della necessaria purificazione planetaria renderanno superflue molte catastrofi fisiche."




Ed ecco uno dei tantissimi messaggi a lei pervenuti:

"Allorché sarete entrati nella grande svolta dei tempi, si manifesteranno segnali in cielo e in terra così come descritti dalla vostra Bibbia.

Le forze dei quattro elementi scuoteranno il vostro mondo e, fintantoché non vi verrà concesso l'aiuto dei Fratelli superiori, grida e lamenti affliggeranno il vostro pianeta.

Nel Vangelo di Matteo (24,30‒ndr) si legge che apparirà il segno del Figlio dell'Uomo. Voi riconoscerete la verità di queste parole quando osserverete nel firmamento, tutt'intorno al vostro globo, legioni di navi galattiche posizionate a forma di grandi croci.

Quando il Signore vi ammonirà con tutti questi avvertimenti non fatevi sopraffare dal panico, piuttosto elevate gli occhi in alto e ricordatevi che la vostra salvezza è vicina.

In quel mentre, fatevi il segno della croce e restate là proprio dove vi trovate: noi verremo in vostro aiuto. Leggete le parole della Scrittura, che proclamano tutto questo, e non meravigliatevi se vengono fraintese dalle religioni.

‒ Quando inizieranno gli sconvolgimenti, sarà nostro compito precipuo indurre molti uomini in stato di torpore, in una specie di sonno ipnotico. Mi riferisco a quegli abitanti del vostro mondo che abbandoneranno il loro organismo, vale a dire che trapasseranno e,  da Spiriti, verranno da noi condotti in altre dimensioni esistenziali.

Per costoro non è previsto un ritorno sulla Terra. Proseguiranno altrove il loro affinamento e cammino di maturazione su altri piani adatti.

‒ Ci sarà poi un altro gruppo di terrestri che verrà prelevato con il proprio corpo fisico tramite un'azione congiunta ad opera di Esseri stellari.




Si tratterà di quegli individui che non hanno chiuso gli occhi davanti ai segni della Nuova Era e che sin d'ora sono pronti interiormente ad imbarcarsi senza timore sui nostri vascelli, che li porteranno poi sulle gigantesche astronavi-madri.

A seguito dell'evoluzione personale e del lavoro compiuto su sé stessi, tali uomini avranno raggiunto una determinata frequenza vibratoria e potranno così, con l'aiuto dei Fratelli cosmici, accedere ed essere resi idonei all'alta vibrazione che è peculiare alle navi spaziali.

Là sperimenteranno una trasformazione ed una rigenerazione energetica, una catarsi ed una profonda presa di coscienza...

Per coloro che lo desidereranno, è già stato preordinato il giorno in cui avranno l'opportunità di ritornare sulla Terra. Durante il  soggiorno sulle immense astronavi, verranno preparati ai loro futuri compiti terreni tramite un vasto programma di apprendimento.

Una volta tornati sul vostro pianeta, essi dovranno divulgare la conoscenza acquisita e la gente li starà ad ascoltare.




Ora non posso dirvi di più in merito ai grandi e differenziati avvenimenti che si dipaneranno nel corso delle settimane sulle navi-madri e ai numerosi interventi che appartengono al Piano cosmico. Le informazioni già trasmesse mediante questo strumento sono più che sufficienti come notizia e come fardello.

‒ Un terzo gruppo di esseri umani, più esiguo, ma distribuito su tutto il globo terrestre, si rifiuterà di accettare il soccorso e allora rimarrà indietro sulla Terra. È decisivo, infatti, il libero arbitrio di questi uomini ed esso quindi verrà rispettato.

Circa la metà non riuscirà a sopravvivere al cambiamento e alla purificazione del pianeta. Quando essi, dopo una sofferenza di giorni, lasceranno finalmente il loro involucro fisico si ritroveranno nella terza dimensione eterico-astrale.

Invece gli scampati, non appena sopraggiungerà la notte, verranno pur essi indotti nel sonno ipnotico per alcune ore...

Così potranno essere conformati energeticamente alle nuove condizioni di vita, ma quando si sveglieranno, contrariamente a coloro che saranno stati evacuati per un certo periodo, avranno l'aspetto esteriore dei trogloditi dei tempi antichissimi.




(Secondo le comunicazioni ultrafàniche, QUI, il conteggio cronologico per la loro riabilitazione può valutarsi triplicato rispetto a quello trascorso dall'inizio della Caduta,  QUI,  fino all'umanità d'oggi,  ossia tre miliardi di anni terrestri. Ndr).

Questo, perché essendo rimasti prigionieri delle loro passioni saranno tormentati dalle conseguenze dello spaventoso egoismo e avidità.

Le esistenze passate, ma soprattutto la loro vita precedente imperniata soltanto sulla ricerca del potere e del possesso, saranno cancellate dalla loro memoria ed essi, costretti a ripartire da zero, saranno da considerarsi, nel vero senso della parola, alla stregua dei primati della Terra.




Quando il tuono della tempesta cosmica si disperderà e tutto il pianeta si ridesterà dall'immobilità della morte, dalla terra un profondo sospiro penetrerà le dimensioni seguito da un tetro silenzio...

Poi... la Luce finalmente si farà strada e fugherà il grande Buio che ha invaso tanto a lungo il vostro profanato mondo, la vostra Terra. (Cfr. QUI)

La Natura rigenerata riprenderà di nuovo vita e sarà percorsa dalle vibrazioni armonizzanti delle  entità  eteriche  preposte  ad  essa  per  il  suo  rinnovamento. (Cfr. QUI, QUI e QUI; ndr)

Gli uomini, allora evacuati, saranno ricondotti indietro dai loro salvatori galattici... Per il vostro pianeta come per gli uomini che vi ritorneranno dopo essere stati istruiti sulle astronavi inizierà quindi, ricco di promesse, il regno millenario della Coscienza Cristica, con un nuovo ciclo cosmico di 26.500 anni.

Noi, che siamo amici degli esseri umani, non resteremo più sconosciuti. Insieme ad essi, e con forze volutamente unite, ci sforzeremo di avvicinarci alla Meta delle mete: la fusione completa con l'Amore Divino..."




Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

Tratto dal libro di Federico Cellina: "1999-2015  Fine del Mondo?" Mediterranee Ed.

lunedì 23 maggio 2016

Ratzinger: C'è di più sul Terzo Segreto di Fatima




Sebirblu, 23 maggio 2016

I due recenti articoli da me tradotti e curati rappresentano delle "crepe" interessanti sul muro di silenzio formatosi nel corso di quasi cento anni (dal lontano 1917), intorno al Terzo Segreto di Fatima.

Ciò che vi è scritto avvalora ulteriormente tutte le inquietudini e le perplessità che scaturiscono ormai da ogni dove, ma soprattutto da vaticanisti come Tosatti e Magister,  giornalisti  e  scrittori  come  Socci,  Camilleri, Blondet, Gnocchi, Messori... (e potrei proseguire, ma mi fermo qui), su questo pontificato disastroso che sta sradicando la Chiesa dalle sue millenarie radici.

Non parliamo poi dell'infinità di mistici e veggenti, antichi e attuali, che all'unanimità convergono tutti in un solo punto: siamo in piena Apocalisse e Bergoglio ne è il Falso Profeta. Sì, perché dai "segni evidenti e chiari", purtroppo, non emerge che questo!

La Chiesa di Cristo, fondata e istituita da Lui, sta subendo il più feroce attacco della storia e quel che maggiormente addolora è vedere una così grande moltitudine di gente, in buona fede, cadere nella rete mortale che il Maligno, camuffato da novello pescatore di anime, imitando il vero Pietro, ha messo in atto astutamente.




Mi rivolgo con forza a tutti coloro che "hanno orecchi ed occhi spirituali" per comprendere, dedurre e finalmente decidere da che parte schierarsi. Non è più tempo di compromessi! Tra un po', volente o nolente, ci sarà una sonora SVEGLIA generale (cfr. QUI) e allora, pur nell'angoscia, molti saranno obbligati a farlo: o con Dio, o contro di Lui.

Il mio pensiero vola alto... non si lascia imbrigliare da nessuna pastoia chiesastica o rituale di alcun genere... "Io Sono" assolutamente un essere libero, risvegliatosi alla vera Vita tanti anni fa e che non può venir più condizionato da nulla e da nessuno se non da quella Fonte Purissima dalla Quale tutti noi proveniamo e davanti a cui mi prostro con gratitudine infinita.

Soltanto fuori dalla foschia e dal tumulto del mondo è possibile scorgere nitidamente lo scenario tragico che abbiamo davanti, e coloro che lo vedono sono chiamati ad unirsi strettamente, in nome di quell'Amore Incommensurabile che ci è stato insegnato dal Cristo stesso, per cercare di diffonderlo a cuore aperto affinché i nostri simili trovino la VIA, la VERITÀ e la VITA.




Ora, tornando a noi, eccovi i due articoli suddetti:

Ratzinger disse: 
"Non abbiamo svelato l'intero Terzo Segreto di Fatima"

Lo ha rivelato il 15 maggio 2016 la dr.ssa Maike Hickson, studiosa di cattolicesimo, che ha detto:

«Oggi festa di Pentecoste, ho chiamato padre Ingo Dollinger, un sacerdote tedesco e già professore di teologia in Brasile, dove ora vive, anziano e fisicamente debole. È stato un amico personale del papa emerito Benedetto XVI per molti anni. Padre Dollinger, inaspettatamente, mi ha confermato al telefono i seguenti fatti:

Non molto tempo dopo l'annuncio del Terzo Segreto di Fatima nel giugno 2000, da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinal Ratzinger parlando con padre Dollinger durante una conversazione avvenuta di persona, disse che esisteva ancora una parte del Terzo Segreto che non era stata svelata!

"C'è di più di quanto abbiamo pubblicato" disse Ratzinger. Aggiunse pure che la parte già rivelata era autentica e che l'altra, inedita, parlava di "un Concilio negativo e di una cattiva Messa" che sarebbero dovuti arrivare in un prossimo futuro.

Padre Dollinger mi ha dato il permesso di rendere noti tali fatti in questa ricorrenza dedicata alla discesa dello Spirito Santo e mi ha inviato la sua benedizione.

Egli fu ordinato sacerdote nel 1954 e fece da segretario al vescovo Josef Stimpfle, che era ben rispettato ad Augsburg. Una volta, quando non ero ancora cattolica, incontrai per grazia di Dio questo prelato e rimasi profondamente colpita dalla sua umiltà, il calore e l'accoglienza.

Mi invitò persino a fargli visita in quella città. Durante il processo di conversione, cercai di entrare in contatto con lui, ma poi, con mio dispiacere, scoprii che Mons. Stimpfle era deceduto. (Se ne è sentita molto la mancanza).

Anche padre Dollinger aveva preso parte alle discussioni della Conferenza Episcopale Tedesca negli anni settanta riguardo alla Massoneria, al termine della quale arrivò la dichiarazione che essa non era compatibile con la fede cattolica.


Il Dr. Prof. Ingo Dollinger - (1930) 

In seguito, insegnò teologia morale al seminario dell'Ordine dei Canonici Regolari della Santa Croce che appartiene all'Opus Angelorum. Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Kazakhstan, è membro del medesimo Ordine.

Cosa ancor più importante, è che Padre Dollinger aveva Padre Pio (trapassato nel 1968) come suo confessore, e per diversi anni era rimasto molto vicino a lui. Egli è anche conosciuto personalmente da uno dei membri della mia amata famiglia.

Queste delicate informazioni concernenti il Terzo Segreto di Fatima, in circolazione da qualche anno tra alcuni gruppi cattolici, mi sono state confermate direttamente ora da padre Dollinger, in un momento particolare della Chiesa, in cui sembra essere precipitata in un pozzo di confusione.

Ciò potrebbe chiarire, almeno in parte, perché siamo nella situazione attuale. Soprattutto, mostra la misericordia amorevole della Madre di Dio che mette in guardia noi e prepara i suoi figli alla grande battaglia intestina che la Chiesa si trova a sostenere oggi.

La Vergine, a dispetto della decisione presa dai maggiori responsabili della Santa Sede, ha fatto in modo che la verità più completa fosse di nuovo rivelata e diffusa.

Questa notizia potrebbe pure spiegare il motivo per cui Benedetto XVI (sicuramente in conflitto con sé stesso per le dichiarazioni rilasciate sul Terzo Segreto nel 2000; ndt), una volta diventato papa, abbia cercato di correggere alcune ingiustizie e confuse ambiguità degli accadimenti, tramite la rivelazione di Dollinger.

Ha difeso la Messa tradizionale, ha restituito la dignità alla Fraternità di San Pio X (fondata da Mons. Lefebvre; ndt) e reintegrato l'importanza del messaggio di Fatima. Inoltre, ha anche cercato di affrontare il mistero del Concilio Vaticano II, anche se, a quanto pare, in maniera troppo vaga.

Tra l'altro, ricordiamoci che nel 2010, nel corso di un'intervista concessa in aereo mentre si recava nel luogo delle apparizioni in Portogallo, aveva pubblicamente dichiarato che "sarebbe erroneo pensare alla missione profetica di Fatima come conclusa".

Per quanto riguarda i nuovi aspetti che si possono trovare nel messaggio di oggi, vi è anche il fatto che gli attacchi contro il Papa e la Chiesa non provengono soltanto dall'esterno, ma le sofferenze che sta affrontando giungono proprio dal suo interno, dalla trasgressione satanica esistente all'interno di essa.




In questo contesto, potrebbe essere utile menzionare che io e mio marito eravamo insieme quando sentimmo dire da un sacerdote, che aveva incontrato privatamente Papa Benedetto XVI, come il Pontefice considerasse l'arcivescovo Marcel Lefebvre il più grande teologo del 20° secolo.

Entrambi possiamo testimoniare di aver udito queste parole dal quel consacrato che, a sua volta, le aveva udite dal papa nell'àmbito di un discorso riferentesi alla proposta di reintrodurre a pieno titolo l'insegnamento lefebvriano nella Chiesa cattolica.

Mentre riflettiamo sulla gravità delle omissioni e dei ritardi concernenti il rilascio effettivo dell'intero Terzo Segreto, quando il Cielo aveva domandato di diffonderlo non più tardi del 1960, siamo grati allo Spirito Santo che ha reso ora possibile questa positiva conversazione telefonica, proprio oggi che ricorre la festa dello Spirito Santo disceso sugli apostoli e Maria SS.»




Ed ecco il secondo articolo, che potrei definire complementare al primo.

La dr.ssa Alice Von Hildebrand getta nuova luce su Fatima

Commento introduttivo di Padre Brian W. Harrison, O.S.

A causa  di  una  mancanza  di  chiarezza  e  di  specificità del capitolo  8  dell'Enciclica di Papa Francesco "Amoris Laetitia", e viste le contraddizioni circolanti sul suo significato riguardante i cattolici che vivono in connubi irregolari, l'attuale Pontefice ha forse preso le distanze dai suoi predecessori che non hanno mai permesso a queste persone di ricevere l'Eucaristia?

Alcuni dicono di sì, altri dicono di no. L'illustre filosofo tedesco Robert Spaemann, amico di Papa Benedetto XVI, in una recente intervista non ha esitato ad affermare che con la promulgazione dell'Amoris Laetitia "Il caos (è stato) elevato a principio mediante un tratto di penna", e che "le conseguenze sono già prevedibili: incertezza e confusione, dalle conferenze episcopali alle piccole parrocchie nel bel mezzo del nulla".

Tale circostanza critica invita ad un'altra seria riflessione sul messaggio della Madonna di Fatima, dal momento che questo venerdì (13 maggio 2016), inizia il 100° anno dalla Sua prima apparizione ai pastorelli portoghesi.

Nel 1980, l'ultima veggente ancora viva, suor Lucia, scrisse una lettera importante a Mons. Carlo Caffarra (ora cardinale), in risposta ad una missiva in cui questi le chiedeva preghiere speciali per un compito affidatogli da Giovanni Paolo II che gli aveva domandato di avviare un nuovo Istituto Pontificio per gli studi sul matrimonio e la famiglia.

Ebbene, recentemente Caffarra ha resa nota la sua sorpresa per aver ricevuto una lunga lettera firmata dalla famosa suora, dove c'è scritto:

"La battaglia finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sul matrimonio e la famiglia, ma non abbiate paura, perché chi lavora per la santità di entrambi sarà sempre sostenuto onde opporvisi in tutti i modi; per questo, è una questione decisiva." E poi ha concluso: "Tuttavia, Nostra Signora gli ha già schiacciato la testa."




Questa rassicurazione è incoraggiante, perché quindici anni dopo che suor Lucia scrisse la lettera, il cardinale Luigi Ciappi (1909-1996), consigliere teologico personale di cinque pontefici, aveva diffuso una sorprendente rivelazione di quel Terzo Segreto che il Vaticano non ha mai rilasciato. (E che evidentemente si riferisce all'enigmatico termine "ecc. nella parte pubblicata del messaggio).

[Per approfondimenti più dettagliati, QUI; ndt)

Sua Eminenza, una delle poche persone che avevano visto il testo completo nel 1995, in una lettera inviata al professor Baumgartner di Salisburgo, scrisse: "Nel Terzo Segreto viene predetto, tra le altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa inizierà dal vertice."

Tale scioccante profezia spiegherebbe perché Suor Lucia abbia confessato di essere rimasta traumatizzata da essa; il motivo per cui Papa Giovanni XXIII abbia deciso di non pubblicarla nel 1960 (malgrado la richiesta precisa della Vergine; ndt); e perché il Cardinale Alfredo Ottaviani del Sant'Uffizio, in risposta alla domanda di un giornalista, abbia dichiarato acidamente: "Il Terzo Segreto è stato relegato in fondo agli archivi vaticani – ed è là dove merita di stare!"

(Nel 1960, un sacerdote che da giovane viveva a Roma mi disse che ricordava distintamente d'aver letto queste parole espresse dal cardinale in un articolo giornalistico.) Come "supervisore dottrinale" della Santa Sede, Ottaviani possedeva la facoltà di valutare che un messaggio così terribile avrebbe potuto turbare la fede di molti cattolici sul Soglio di Pietro, la "Roccia" su cui il Cristo aveva edificato la Sua Chiesa.

Le osservazioni appena citate dovrebbero contribuire ad inquadrare nella giusta prospettiva la testimonianza della dottoressa Alice von Hildebrand, che ho avuto il privilegio di conoscere vent'anni fa.

Ella fornisce una chiara conferma a ciò che venne riferito dal Cardinale Ciappi sul segreto, e che era stato reso noto a lei e a suo marito, il celebre filosofo Dietrich von Hildebrand, ben trent'anni prima che lo stesso alto prelato scrivesse la sua lettera al professore austriaco (Baumgartner; ndt).


Papa Ratzinger e la dr.ssa Alice von Hildebrand

In una e-mail privata all'inizio di maggio, la dottoressa mi aveva parlato di questa conversazione del 1965 a Firenze. Le ho chiesto se mi avesse permesso di far conoscere il contenuto nascosto del comunicato ad un pubblico più ampio e, dopo essersi consultata con il suo direttore spirituale, mi rispose che avevo il permesso di svelarlo.

(Monsignor Mario Boehm, la cui testimonianza viene menzionata più avanti, è stato un membro di spicco della redazione de "L'Osservatore Romano" durante gli anni '30 e '40, quando il conte Giuseppe Dalla Torre ne era il direttore. Boehm ha sempre mantenuto contatti di alto livello a Roma, dopo il suo ritiro.)

Alice Von Hildebrand ha aggiunto che sarebbe stato opportuno che questo scambio relazionale venisse abbinato ad un altro simile, avuto nel 1960 insieme a suo marito, con l'ex agente comunista Bella Dodd.

A mio avviso, trovo tali testimonianze collegate al messaggio di Fatima molto confortanti in questo nostro periodo di crescente caos e di inquietante cambiamento provenienti dai più alti livelli dell'autorità ecclesiastica.

Esse indicano che il Cielo non ha soltanto previsto questa grande crisi, ma ci ha pure avvertiti, al fine di rassicurarci tutti, che qualsiasi cosa fosse accaduta nel futuro immediato, Cristo sarebbe sempre rimasto il Capo inattaccabile della Sua Chiesa.

E non dimentichiamoci che il Cuore Immacolato della Santissima Madre, che per Satana è "terribile come esercito schierato a battaglia" (dal Cantico dei Cantici 6,10; ndt), alla fine trionferà.

La dottoressa Alice von Hildebrand, con i suoi 90 anni ha ora qualche difficoltà a scrivere al computer, quindi ho un po' modificato la sua e-mail originale per maggiore chiarezza. Ha approvato la seguente versione e mi ha dato gentilmente il permesso di pubblicarla.


Santuario di Fatima - Portogallo

E-mail a Padre Brian Harrison, in data 6 maggio 2016:

Caro Padre,

Penso che le due seguenti conversazioni degli anni '60, che ricordo molto bene, siano di particolare interesse oggi, in questi tempi profondamente travagliati di ben mezzo secolo più avanti.

Pare che esse confermino la testimonianza del Cardinale Ciappi riguardo alla parte inedita del Terzo segreto di Fatima in cui Nostra Signora annuncia la scioccante predizione che la grande apostasia avrà inizio proprio "all'apice" della Chiesa. (Cfr. QUIQUI e QUI dove troverete tutti i link su Bergoglio, Falso Profeta; ndt). 

Il primo colloquio avvenne nel giugno del 1965. Eravamo a Firenze, nella casa dove mio marito nacque, e dove trascorsi il mio primo anno sabbatico (concessione data ai docenti universitari, ogni sette anni, per ulteriori ricerche in patria o all'estero; ndt).

Egli invitò un sacerdote, Monsignor Mario Boehm, che aveva incontrato a Roma poco dopo la sua conversione, e che era stato uno dei primi redattori de "L'Osservatore Romano" per molti anni. Il tema di Fatima prese piede.

Mio marito pose la domanda: "Perché il terzo segreto di Fatima non è stato rivelato? La Santa Vergine aveva detto che si sarebbe dovuto farlo conoscere ai fedeli nel 1960."

Don Mario: "Non è stato rivelato a causa del suo contenuto."

Mio marito: "Cosa c'era di così tremendo in esso?"

Monsignor Boehm (ben istruito in Italia) non disse che lo aveva letto, ma lasciò intendere che il contenuto era spaventoso: "Infiltrazione (diabolica) della Chiesa alla sommità".




Questo ci aveva sconvolti, ma ha confermato i timori di mio marito che il modo in cui il Vaticano II era stato interpretato avrebbe esposto la Chiesa a pericoli tremendi. Ahimè, questa paura era assolutamente fondata.

Il secondo colloquio avvenne con Bella Dodd di cui già parlai in precedenti occasioni. La incontrammo nell'autunno del 1965 e ci fece visita qui a New Rochelle - NY, dove vivo adesso, nel 1966 o 1967.

Era stata un'ardente attivista rossa fin dai giorni in cui studiava all'Hunter College – un focolaio del comunismo. (Ecco perché là venni sistematicamente perseguitata [la dottoressa Alice faceva parte del corpo insegnanti; ndt], come ho raccontato nel mio libro "Memoirs of a Happy Failure").

Bella aveva sparso i semi di questa filosofia diabolica ad Hunter, ma poi si era convertita nel 1952 sotto la guida dell'Arcivescovo Fulton Sheen. E qui, riporto la conversazione tra lei e mio marito:

Dietrich von Hildebrand = DVH: "Temo che la Chiesa sia stata infiltrata."

Bella: "Lei ha paura di questo, caro professore; lo so! Quando ero una comunista fervente, lavoravo a stretto contatto con i quattro cardinali che in Vaticano lavorano per noi, e sono ancora molto attivi oggi.

DVH: Chi sono? Mio nipote Dieter Sattler è un tedesco che opera presso la Santa Sede.

Ma Bella, che era sotto la guida spirituale di Monsignor Sheen, si rifiutò di dargli queste informazioni. 

Alla fine, l'unica possibilità che ora abbiamo è la preghiera, e la ferma convinzione che le porte degli inferi non prevarranno. San Matteo, nel cap. 24, ci ha messo in guardia.




In unione di preghiere ardenti. Sono, caro Padre, rispettosamente in Cristo,

Alice von Hildebrand

Post Scriptum

Cari Lettori, dopo il clamore diffusosi rapidamente nel mondo per le ultime notizie sul Terzo Segreto che avete appena letto, puntuale è arrivata la smentita... sembra, tramite una nota della Sala Stampa Vaticana.

Sarà stato proprio il Papa emerito in persona a precisare che quelle di Padre Dollinger sarebbero delle "pure invenzioni"? Mah!... Con tutto quello che sta accadendo sotto i nostri occhi, è molto difficile credere a quanto avrebbe pubblicato la voce della Santa Sede!

Le testimonianze risultano troppo circostanziate e precise, e inoltre provengono da più fonti per accogliere la tesi che siano tutte inventate di sana pianta.  

Ovviamente, ognuno è libero di pensare quello che vuole... Ma è giunta l'ora di essere un po' più critici e smettere di porre fede, in toto, a quanto ci viene "propinato" dalle cattedre religiose e politiche... Non pensate che siamo già stati ingannati abbastanza? 

Notizia dell'ultimo minuto

Ecco cosa scrive Marco Tosatti in relazione alla presunta smentita di Benedetto XVI sulle confidenze fatte a Padre Dollinger sul Terzo Segreto, il quale, essendo ancora vivo, ribadisce con forza quanto asserito e riportato dalla dr.ssa Maike Hickson:

QUI e QUI la reazione indignata del sito di provenienza.




lunedì 16 maggio 2016

L'Incredibile Profezia di Solovëv sull'Anticristo!




Sebirblu, 16 maggio 2016

Vladimir Sergeevič Solovëv nacque a Mosca il 16 gennaio 1853 e decedette ad Uzkoe il 31 luglio 1900. 

Dopo aver terminato gli studi in filosofia e teologia, insegnò all'Università di Mosca e passò poi al Ministero dell'Educazione.

Già in anni precoci iniziò le sue ricerche appassionate sulle "più alte verità" arrivando a prevedere nel nascente '900 un secolo di guerre, il fallimento delle ideologie e gli inutili progressi della scienza e della psicologia che non avrebbero risolto le domande basilari della vita.

Visualizzò la scristianizzazione dell'Occidente e la crescente apostasia, tanto che negli ultimi scritti, si dedicò particolarmente a delineare la figura dell'Anticristo, avvilente e tragico simbolo della peggiore depravazione umana.

Ma piuttosto che riportare, seppur nella sua breve interezza, l'opera più famosa di questo prestigioso autore ‒ "Il Racconto dell'Anticristo" ‒ (che troverete QUI), ho scelto di pubblicarne i migliori e più essenziali passaggi contenuti e citati in una approfondita  riflessione  del  cardinale  Giacomo  Biffi,  deceduto  l'11  luglio  2015.


Vladimir Sergeevič Solovëv di Ivan Nikolaevich Kramskoi 

Un Pensatore e un Profeta da riscoprire

La cultura filosofica occidentale non ha prestato finora molta attenzione a Vladimir Sergeevič Solovëv.

Egli è in realtà un autore di grande vigore e di indubbia originalità, che conosce e mette a frutto praticamente tutta la letteratura intellettuale degli ultimi secoli.

Vorrei limitarmi però a raccogliere di lui soltanto un'eredità profetica, che mi pare di qualche rilevanza per l'attualità dei nostri giorni; un monito espresso nell'ultima opera che ci ha lasciato:

"I tre dialoghi sulla guerra, il progresso, la fine della storia universale, e il racconto dell'Anticristo"; monito che potrebbe essere enunciato con queste parole: Attenti a costui!

Il discorso sull'Anticristo appartiene al patrimonio della Rivelazione (Apocalisse) e tutte le generazioni cristiane ne hanno sentito il fascino conturbante.

Già il Cristo aveva preannunziato: «Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi prodigi e miracoli» (Mt. 24,24). San Paolo parla dell'«uomo iniquo», del «figlio della perdizione», di «colui che si contrappone», che dovrà manifestarsi alla fine (2 Ts. 2, 3-4).

Ma è solo Giovanni ad aver usato tale appellativo nella sua prima lettera: «Come avete udito, deve venire l'anticristo; di fatto ora molti anticristi sono apparsi» (1 Gv. 2, 18).

Si vede da questi testi che sin dall'origine si sviluppa un'interpretazione, per così dire, pluralistica: si tratta di molti oppositori al disegno salvifico del Padre, che nelle varie epoche si presentano camuffati da annunciatori del Vangelo e da portatori di salvezza.


"S. Giovanni Evangelista sull'isola di Patmos" di Pedro Orrente (1620)

Solovëv affronta esplicitamente l'argomento dell'Anticristo solo negli ultimi mesi di vita. Ma esso è sempre stato ben vivo in lui, addirittura a partire dall'età infantile.

Da che cosa è connotata questa figura apocalittica nel senso comune del termine? Ci sono alcuni elementi propri e determinanti.

‒ È sostanzialmente e radicalmente un personaggio al servizio del male: il suo scopo è portare l'umanità alla perdizione; il suo mezzo è l'inganno. E poiché l'unico Salvatore del mondo è Gesù Cristo, il Figlio di Dio crocifisso e risorto, è quindi innanzitutto contro di Lui che sarà rivolta la sua azione malefica (cfr. 1 Gv 4,3).

‒ L'Anticristo esternamente appare come dedito al servizio del bene e della nostra salvezza. E dal momento che tale salvezza nel piano di Dio è contenuta nel Vangelo, egli si ammanta di cristianesimo, propugna «valori» che possono essere intesi come evangelici, usa un linguaggio abbastanza conforme a quello di Gesù, «così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti» ( Mt 24,24).

San Paolo parla di «falsi apostoli» che «si mascherano da apostoli di Cristo» (2 Cor 11,13); e aggiunge: «Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce» (2 Cor 11,14).

‒ Per riconoscere l'Anticristo nella sua vera natura, l'elemento decisivo è il suo rapporto con la persona dell'Uomo-Dio crocifisso e risorto. Su tutti gli argomenti egli può parlare quasi come un autentico discepolo del Signore, anzi come il Signore stesso di cui assumerà le sembianze e il linguaggio; ma a proposito dell'evento salvifico dell'incarnazione e della redenzione non gli è consentito di assimilarsi.

Si sa che il cristianesimo non è un sistema di idee, ma una pratica: può dirsi cristiano senza ambiguità non chi condivide in qualche misura e per qualche aspetto la dottrina evangelica, ma chi la attua. Finché si discorre di concetti e di «valori», l'astuzia demoniaca può sempre avere buon gioco, ma davanti all'avvenimento non ci si può travestire.




Ad evitare possibili malintesi, credo utile premettere all'esposizione del pensiero solovëviano, riguardante l'Anticristo, il richiamo di alcuni tratti della stessa concreta personalità del filosofo.

Solovëv è stato un uomo che ha lavorato tutta la vita, al prezzo di molte sofferenze e incomprensioni, al servizio dell'unificazione del genere umano e della pace tra i popoli.

Pur conservando sempre un grande amore per la sua terra e pur avendo una concezione altissima della missione storica del popolo russo, ha lottato decisamente contro le prevaricazioni del nazionalismo e contro ogni forma di rifiuto degli «altri».

La sua generosità con i poveri era proverbiale: arrivava perfino a cedere, durante il rigido inverno russo, scarpe e cappotto ai mendicanti che incontrava per la strada.

I bambini e gli animali erano misteriosamente attratti da lui: gli uccelli parevano addirittura aver ritrovato un redivivo Francesco d'Assisi.

Si nutriva quasi esclusivamente di legumi e di tè. Nella discussione della sua tesi di dottorato del 1880 ammette che sia lecito cibarsi anche di carne, o almeno che la questione è discutibile, ma ribadisce che non è affatto eticamente consentito all'uomo infliggere sofferenze agli animali.

Aveva un grande amore per la natura, e si rattristava nel vederla poco a poco perire sotto i colpi dell'egoismo imprevidente e del potere distruttivo del moderno tecnicismo.

Quando cominciò a scrivere i Tre dialoghi, Solovëv aveva già perso la speranza di veder realizzati i grandiosi progetti per i quali aveva tanto faticato e patito: la libera teocrazia, la riconciliazione delle Chiese, e l'instaurazione in terra del Regno di Dio.

A quarantasei anni ‒ quando stese quelle pagine ‒ era fisicamente stremato e spiritualmente deluso. Ma scoraggiamento non significa affatto perdita della fede, anzi: nel dolore la sua fede si era piuttosto affinata ed essenzializzata, e il suo carisma profetico sembrava essersi fatto più penetrante, almeno a giudicare da alcune sue previsioni.




Puntando lo sguardo sull'incipiente secolo XX, Solovëv lo ha preannunziato come «l'epoca delle ultime grandi guerre, delle discordie intestine e delle rivoluzioni».

Poche settimane prima di morire confidò ad un amico: «Sento che si avvicinano tempi in cui i cristiani dovranno radunarsi per la preghiera nelle catacombe. La fede sarà perseguitata dappertutto, forse meno brutalmente che ai giorni di Nerone, ma più sottilmente e crudelmente: per mezzo della menzogna, dell'inganno e della falsificazione».

Nella premessa ai Tre dialoghi (datata alla domenica di Pasqua del 1900) egli colse con perfetta lucidità quanto il problema vitale per l'uomo sia quello di prendere sul serio il potere maligno e di credere nella necessità di un intervento salvifico trascendente:

«È forse il Male soltanto un difetto di natura, un'imperfezione che scompare da sé con lo sviluppo del Bene, oppure una Forza effettiva che domina il mondo per mezzo delle sue lusinghe, sicché per una lotta vittoriosa contro di esso occorre avere un punto d'appoggio in un altro ordine d'esistenza?»

Questo è l'interrogativo semplice e drammatico che è posto in apertura del libro; e questa è ancora oggi una delle questioni che più radicalmente turbano e dividono il genere umano.




L'Anticristo

Solovëv previde che, dopo le grandi guerre del secolo XX, i popoli, persuasi dei gravi danni derivati dalle loro rivalità, avrebbero dato origine agli Stati Uniti d'Europa:

«Ma... i problemi della vita e della morte, del destino finale del mondo e dell'uomo, resi più complicati e intricati da una valanga di ricerche e di scoperte nuove nel campo fisiologico e psicologico, rimangono come per il passato senza soluzione. Viene in luce soltanto un unico risultato importante, ma di carattere negativo: il completo fallimento del materialismo teoretico».

Non si può dire però che ciò comporti l'estendersi e l'irrobustirsi della fede. Al contrario, l'incredulità sarebbe stata dilagante. Sicché, alla fine si sarebbe profilata per la civiltà europea una situazione che potremmo definire di vuoto. In questo vuoto si erge appunto e si consolida la presenza e l'azione dell'Anticristo.

Più che la vicenda visualizzata da Solovëv, nella quale l'Anticristo prima di tutto viene eletto Presidente degli Stati Uniti d'Europa, poi è acclamato imperatore romano, quindi si impadronisce del mondo intero e in ultimo si impone anche alla vita e all'organizzazione delle Chiese, emergono le caratteristiche che l'autore attribuisce a questo personaggio.

Era ‒ dice Solovëv ‒ «un convinto spiritualista». Credeva nel bene e perfino in Dio, «ma non amava che se stesso». Era un asceta, uno studioso, un filantropo. Dava «altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza».

Nella sua prima giovinezza si era segnalato come dotto e acuto esegeta: una sua voluminosa opera di critica biblica gli aveva propiziato una laurea ad honorem da parte dell'università di Tubinga.

Ma il libro che gli aveva procurato più fama e consenso unanime portava il titolo: "La via aperta verso la pace e la prosperità universale"...

È vero che alcuni uomini di fede si domandavano perché non vi fosse nominato nemmeno una volta il nome di Cristo; ma altri ribattevano: «Dal momento che il contenuto del testo è permeato dal vero spirito cristiano, dall'amore attivo e dalla benevolenza planetaria, che volete di più?».




D'altronde egli «non aveva per Cristo un'ostilità di principio», anzi ne apprezzava la retta intenzione e l'altissimo insegnamento.

Tre cose di Gesù, però, gli riuscivano inaccettabili.

Prima di tutto le sue preoccupazioni morali. «Il Cristo (affermava) col suo moralismo ha diviso gli uomini secondo il bene ed il male, mentre io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi». Poi non gli andava «la sua assoluta unicità».

«Egli è uno dei tanti; o meglio (diceva a sé stesso) è stato il mio precursore, perché il salvatore perfetto e definitivo sono io, che ho purificato il suo messaggio da ciò che è inaccettabile all'uomo di oggi».

Soprattutto non poteva sopportare il fatto che Cristo fosse vivo, e istericamente si ripeteva: «Lui non è tra i vivi e non lo sarà mai. Non è risorto, non è risorto, non è risorto! È marcito, è marcito nel sepolcro...»

Pacifismo, ecologismo, ecumenismo dell'Anticristo

Ma dove l'esposizione di Solovëv appare particolarmente originale e sorprendente, tanto da meritare la più approfondita riflessione, è nel conferimento all'Anticristo delle qualifiche di pacifista, di ecologista, di ecumenista.

‒ Già s'è visto che la pace e la prosperità sono gli argomenti del capolavoro letterario di questo "eroe" diabolico. Ma sono idee che egli riuscirà anche ad attuare.

La corrente anticristica è già in atto, ad opera del Falso Profeta! (Cfr. QUI).

Nel secondo anno di regno, come imperatore romano e globale, potrà emettere il proclama: «Popoli della terra! Io vi ho promesso la pace e io ve l'ho data». E proprio a questo proposito matura in lui la coscienza della sua superiorità sul Figlio di Dio: «Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace».

A ben capire la visione di Solovëv, su questo punto, gioverà citare quanto egli riferisce nel terzo dialogo per bocca del Signor Z. ‒ l'interlocutore che lo rappresenta: «Il Cristo è stato il riformatore dei popoli, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, io invece sono chiamato ad essere il benefattore di questa umanità, in parte emendata e in parte incorreggibile.

Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo, come moralista, li ha divisi secondo il bene ed il male, mentre io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi.

Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il suo sole e per gli uni e per gli altri e distribuisce la pioggia sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace. Egli ha minacciato alla terra il terribile ultimo giudizio.

Però l'ultimo giudizio sarò io e il mio verdetto non sarà solo di giustizia ma anche di clemenza.» 

[Infatti il Giubileo straordinario della Misericordia (8 dic. 2015 ‒ 20 nov. 2016) è stato proclamato da Bergoglio, il Falso Profeta, che ha espresso il proprio sentire al riguardo, dicendo alle Clarisse:

"Maria sta all'interno della porta del Paradiso; San Pietro non sempre apre la porta quando arrivano i peccatori e allora Maria soffre un po', però rimane lì. E la notte, quando si chiudono le porte del Paradiso, quando nessuno vede e nessuno sente, Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti." Cfr. QUI; ndr].   

‒ L'Anticristo sarà un ecologista o almeno un animalista. Sono termini moderni che ovviamente Solovëv non usa; ma la sua descrizione è abbastanza chiara:




«Il  nuovo  padrone  della  terra  era  anzitutto  un  filantropo, pieno  di compassione, non solo amico degli uomini ma anche amico degli animali. Personalmente era vegetariano, proibì la vivisezione e sottopose i mattatoi ad una severa sorveglianza; le società protettrici degli animali furono da lui incoraggiate in tutti i modi».

‒ L'Anticristo infine si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare «con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza». Convocherà i rappresentanti di tutte le confessioni cristiane ad «un concilio ecumenico da tenere sotto la sua presidenza». (Cfr. QUI; ndr)

La sua azione mirerà a cercare il consenso di tutti attraverso la concessione dei favori concretamente più apprezzati.

«Se non siete capaci di mettervi d'accordo tra voi ‒ dirà ai convenuti dell'assise ecumenica ‒ spero di mettere d'accordo io tutte le parti, dimostrando a tutti il medesimo amore e la medesima sollecitudine per soddisfare la vera aspirazione di ciascuno».

Attuerà praticamente questo disegno, ridonando ai cattolici il potere temporale del papa, erigendo per gli ortodossi un istituto per la raccolta e la custodia di tutti i preziosi cimeli liturgici della tradizione orientale, creando a vantaggio dei protestanti un centro di libera ricerca biblica lautamente finanziato.

È un ecumenismo «quantitativo», che gli riuscirà quasi perfettamente: le masse dei cristiani entreranno nel suo gioco.




Soltanto un gruppetto di cattolici con a capo il papa Pietro II, un esiguo numero di ortodossi guidati dallo staretz* Giovanni ed alcuni protestanti che si esprimono per bocca del professor Pauli resisteranno al fascino dell'Anticristo.

*("Staretz" è un termine russo che riguarda i mistici cristiani ortodossi con séguito, dotati di un particolare carisma, e non necessariamente indicante monaci o religiosi; ndr).

Costoro arriveranno ad attuare l'ecumenismo della verità, radunandosi in un'unica Chiesa e riconoscendo il primato di Pietro. Ma sarà un ecumenismo «escatologico», realizzato quando ormai la storia sarà pervenuta alla sua conclusione:

«Così ‒ racconta Solovëv ‒ si compì l'unione delle Chiese nel cuore di una notte oscura su un'altura solitaria. Ma l'oscurità della notte venne ad un tratto squarciata da un vivido splendore e in Cielo apparve un grande segno: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle».

L'ammonimento profetico di Solovëv

Verranno giorni, ci dice Solovëv ‒ ed anzi sono già venuti, diciamo noi ‒ quando nella cristianità si tenderà a risolvere il fatto salvifico, che non può essere accolto se non nell'atto difficile, coraggioso e razionale della fede, in una serie di «valori» facilmente esitabili (smerciabili; ndr) sui mercati mondani.

Il cristianesimo ridotto a pura azione umanitaria nei vari campi dell'assistenza, della solidarietà, del filantropismo, della cultura; il messaggio evangelico identificato nell'impegno al dialogo tra i popoli e le religioni, nella ricerca del benessere e del progresso, nell'esortazione a rispettare la natura.

La Chiesa del Dio vivente, colonna e fondamento della verità (cfr. 1 Tm 3,15), scambiata per un'organizzazione benefica, estetica, socializzatrice: questa è l'insidia mortale che oggi va profilandosi per la famiglia dei redenti dal sangue di Cristo.

(Non sono forse i tempi che stiamo vivendo con questo papa? Cfr. QUIQUI, e QUI, dove si possono trovare anche tutti i link che lo riguardano; ndr).

Gesù Cristo, il Figlio di Dio crocifisso e risorto, unico Salvatore dell'uomo, non è «traducibile» in una serie di buoni progetti e di buone ispirazioni, omologabili con la mentalità mondana dominante.

Gesù Cristo è una «pietra», come egli ha detto di sé: e su questa «pietra», o affidandosi si costruisce, o ci si va ad inzuccare: «Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà» ( Mt 21,44).




È indubitabile che il cristianesimo sia prima di ogni altra cosa «avvenimento»; ma è altrettanto vero che una simile «svolta» epocale propone e sostiene dei «valori» irrinunciabili.

Non si può, per amore di dialogo, sciogliere il fatto cristiano in una serie di concetti condivisibili dai più; ma non si può neppure disistimare i valori autentici, quasi fossero qualcosa di trascurabile. Occorre dunque il discernimento.

‒ Ci sono dei valori assoluti (o, come dicono i filosofi, trascendentali): questi sono, ad esempio, il Vero, il Bene, il Bello. Chi li ricerca, li onora e li ama, percepisce, onora, ama Gesù Cristo, anche se non lo sa e magari si crede anche ateo, perché nell'essere profondo delle cose Cristo è la Verità, la Giustizia, la Bellezza.

‒ Ci sono valori relativi (o categoriali), come il culto della solidarietà, l'amore per la pace, il rispetto per la natura, l'atteggiamento di dialogo ecc. Questi meritano un giudizio più articolato, che preservi la riflessione da ogni ambiguità.

Solidarietà, pace, natura, dialogo possono diventare nel non cristiano le occasioni concrete di un approccio iniziale e informale a Cristo e al suo mistero.

Ma se nella sua attenzione essi si assolutizzano fino a svellersi del tutto dalla loro oggettiva radice o, peggio, fino a contrapporsi all'annuncio Vero del Cristo, allora diventano istigazioni all'idolatria ed ostacoli sulla strada della salvezza.

Allo stesso modo, nel cristiano, questi stessi valori ‒ solidarietà, pace, natura, dialogo ‒ possono offrire preziosi impulsi all'inveramento (al realizzarsi; ndr) di una totale e appassionata adesione a Gesù, Signore dell'universo e della storia; è, per esempio, il caso di san Francesco d'Assisi.

Ma se lo stesso, per amore di apertura al mondo e di buon vicinato con tutti,  quasi senza  avvedersene  stempera  sostanzialmente  la  giusta Via Cristica  nell'esaltazione e nel conseguimento di tali traguardi secondari, allora egli si preclude la connessione personale col Figlio di Dio crocifisso e risorto, consuma a poco a poco il peccato di apostasia, si ritrova alla fine dalla parte dell'Anticristo.


"La Predicazione dell'Anticristo" di Luca Signorelli

Ebbene, a me pare che anche e soprattutto oggi siamo alle prese con la cultura della pura e semplice «apertura», della libertà senza contenuti, del niente esistenziale. Questa è la più grande tragedia del nostro tempo.

Ma la tragedia diventa ancor più immane quando a questo «niente», a questa sorta di «aperture», si attribuisce per amore di dialogo qualche ingannevole etichetta cristica.

Fuori di Cristo ‒ persona concreta, realtà viva, avvenimento ‒ c'è solo il «vuoto» dell'uomo e la sua disperazione. In Cristo, che è il «pleroma» del Padre, l'uomo trova la sua pienezza e la sua sola speranza.

Card. Giacomo Biffi

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it