sabato 20 settembre 2014

M. Foa e G. Chiesa: Isis, Obama e Guerra in arrivo.




Sebirblu, 19 settembre 2014

Oggi, gentili Lettori, oltre ad un interessante ed esplicativo articolo di Marcello Foa (penna autorevole del giornalismo italiano) riguardante l'Isis, pericolosissima organizzazione politico-religiosa, vi presento un recentissimo video apparso in rete con gli interventi di Giulietto Chiesa e Massimo Mazzucco.

La situazione attuale è così grave, quanto sottovalutata dalla gran parte degli Europei, tanto da richiamare alla memoria lo scenario creatosi nel lontano 1571 con la battaglia di Lepanto che ha segnato lo scontro tra due civiltà sommamente diverse fra loro.

Siccome penso che la maggior parte di noi, distratta e individualista, non sia debitamente informata, vi propongo di prestare molta attenzione soprattutto a quello che dice Giulietto Chiesa dai minuti 9:06 ai 13:36 e dai 28:36 ai 42:57 del suddetto video, affinché possiate rendervene conto.

Il mio invito esclude ovviamente i sempre presenti negatori preconcetti, o debunker, e tutti coloro che insistono ad oltranza a dare per scontato che i mainstream (in special modo le reti TV) diffondano realmente il Vero per informare la gente.



La Battaglia di Lepanto del 1571

Obama, l'Isis e la vera ragione di questa guerra

Marcello Foa, 12 settembre 2014

Siete sicuri di aver capito cosa sta accadendo in Iraq e perché Obama abbia dichiarato guerra all'Isis? Come sempre c'è la verità formale, quella sotto gli occhi di tutti, e quella sostanziale, che è molto diversa ma permette di cogliere, per chi lo desidera, cosa stia avvenendo davvero.

Come ampiamente dimostrato su questo blog (vedi QUI), l'Isis non esce dal nulla ma è un «mostro» religioso e militare che proprio gli Usa e alcuni alleati strategici come il Qatar e l'Arabia saudita negli ultimi due anni hanno incoraggiato e sostenuto.

Fermi tutti e andiamo in profondità. L'Isis rappresenta l'evoluzione naturale dell'Isil ovvero di una forza estremista irachena su posizioni simili a quelle di Al Qaida che nel corso degli anni Duemila combatteva gli americani in Iraq a forza di attentati.

Erano i nemici di ieri. Poi è venuto il tempo delle rivoluzioni colorate. Pacifiche e facili in Egitto e Tunisia, violenta in Libia. E in Siria, dove la protesta di piazza è stata subito repressa e la «rivoluzione popolare» si è trasformata in una guerra civile. Durissima, spietata e sporca.

Combattuta da chi? Da eroici rivoltosi sunniti siriani? Solo in parte. Soprattutto da guerriglieri provenienti da altri Paesi, motivati dal denaro, dalla disperazione e dall'esaltazione religiosa; una forza composta dalle milizie che avevano combattuto in Iraq e che avevano contribuito a rovesciare Gheddafi, un'accozzaglia di fanatici ultra-religiosi e ammiratori di Al Qaida.

Ovvero quell'estremismo terrorista che l'Occidente in teoria combatte dal 2001. Ma, si sa, le regole della politica internazionale non corrispondono a quelle della morale e le alleanze possono essere molto flessibili. Certi nemici, all'occorrenza, possono diventare amici.

E così è stato. Arabia Saudita e soprattutto Qatar hanno fornito aiuti finanziari, gli americani e verosimilmente i turchi assistenza militare e fornitura d’armi. A posteriori Hillary Clinton si è addirittura rammaricata che l'aiuto fosse stato troppo timido.



Ecco un piccolo esempio di come è organizzato 
l'ISIS, che ormai ha un esercito molto pericoloso. 

E nel frattempo l'America era stata sul punto di attaccare la Siria che era stata accusata da tutti di aver usato armi chimiche contro i ribelli, un attacco a cui si oppose con successo Putin con ottime ragioni: oggi sappiamo che a usare le armi chimiche furono proprio i ribelli che l'Occidente smaniava di soccorrere. Quali ribelli? Quelli dell'Isis.

La guerra civile si è prolungata. Assad non è caduto e nella primavera del 2014 i guerriglieri dell'Isis, ben armati e ben finanziati, hanno cercato nuovi sbocchi.

Hanno girato i cannoni e i blindati ed hanno iniziato a scorazzare verso sud ovest, puntando l'Iraq filo-americano, spingendosi fino alle porte di Baghdad e di Mosul; mentre l'America lasciava fare.

Obama snobbava l'Isis – o più verosimilmente faceva finta – sino a definirla una «squadra giovanile». Della serie: non perdiamo tempo, sono delle giovani teste calde che non ci preoccupano.

Riassumendo: dei ribelli tacitamente sostenuti dagli americani e dai loro alleati attaccavano il governo di Baghdad amico degli stessi americani.

Per lunghe settimane Washington ha lasciato fare, decidendosi tardivamente a sostenere il governo iracheno e decisamente controvoglia, ovvero con pochi raid. Intanto Qatar e sauditi continuavano a finanziare l'Isis.

Nelle ultime settimane l'accelerazione, i media hanno iniziato a occuparsi quotidianamente dell'Isis, diffondendo storie umane agghiaccianti, storie di stupri, violenze, brutalità, fino a quando sono state diffuse le drammatiche immagini della decapitazione dei due giornalisti americani per mano di (supposti) occidentali convertiti all'Islam.



L'espansione dello "Stato Islamico" ISIS, e qui è esclusa la Spagna dove è già arrivato!

E l'Isis è diventato improvvisamente il problema numero uno. L'opinione pubblica occidentale scioccata di fronte a immagini terribili e ad un estremismo religioso che non può trovare giustificazioni, indotta ad invocare una reazione forte contro i fanatici dell'Isis.

La gente comune non segue le sottigliezze geo-strategiche, non conosce gli antefatti, ma reagisce emotivamente ad immagini «che parlano da sole».

E Obama, seguendo uno schema classico dello spin (ritornando cioè ad un concetto già espresso dagli USA dopo l'11/9; ndr), ha risposto all'accorato appello di centinaia di milioni di americani, giustamente preoccupati, annunciando una guerra che sarà naturalmente «lunga», coinvolgendo nello sforzo finanziario proprio quei Paesi, Qatar e sauditi, che fino ad ieri avevano finanziato l'Isis.

Nuovo ribaltamento di fronte: gli ex nemici, diventati amici, tornano ad essere nemici; anzi molto nemici. Gente da annientare.

Risultato: questa zona del mondo, ad oltre 11 anni dalla Guerra Lampo che avrebbe dovuto liberare l'Iraq, non solo non conosce pace ma vede divampare disordine, violenza e morte un po' dappertutto: dalla Libia a Gaza, passando per l'Egitto, la Siria, l'Irak.

E gli americani si trovano «costretti» ancora una volta a portare la liberazione, impiegando, in quello che appare un moto ormai perpetuo, la loro forza militare. La lotta al terrorismo è diventata una guerra perpetua al terrorismo.

E una regione che fino a poco tempo fa era un baluardo di stabilità è diventata il focolaio di crescente instabilità, con conseguenze pesantissime per noi europei, che viviamo non lontano da quelle zone, e per tutti coloro – europei ma anche cinesi e indiani – che del petrolio mediorientale hanno bisogno.

L'America invece di quel petrolio da qui a 6-7 anni non avrà più bisogno, grazie allo shale oil di cui dispone in grande quantità. Capito l'arcano?



Marcello Foa

Ed ecco il video menzionato sopra.




Post Scriptum

Allego pure quest'altro breve video di David Icke perché spiega in termini molto chiari qual è la situazione drammatica venutasi a creare oggi sull'intero Pianeta con l'avanzata dell'Isis.




Relatore: Sebirblu.blogspot.it 

Fonte dell'articolo: blog.ilgiornale.it

martedì 16 settembre 2014

La Sconvolgente NDE di Vicky Noratuk - Nata Cieca!




La Sconvolgente NDE di Vicky Noratuk - Nata Cieca!


Tra il 1947 e il 1952, parecchi bambini sono stati accecati da un eccesso di ossigeno nelle incubatrici, dotate di un erogatore di nuova concezione.

È stata la scoperta della mancata visione periferica, accusata dai piloti che respirano ossigeno attraverso le maschere d'aria, ad indicarne la causa.

«Ero rimasta nel grembo materno 22 settimane, dal dicembre del 1950, quando sono nata all'ospedale San Luca a Pasadena, in California. Non pesavo nemmeno un chilo e mezzo alla nascita, ed era logico che sarei stata messa in una delle nuove incubatrici.

Da allora, per 43 anni, non ho visto alcuna luce né ombra, nulla, dal momento che i nervi ottici dei miei occhi erano stati distrutti. Quando sogno, vivo le medesime sensazioni che provo quando sono sveglia. Non ci sono dati visivi, solo il tatto e il suono.

Ma ho visto come vedete voi. In due episodi sono stata in procinto di morire, e in quelle occasioni, per la prima volta in vita mia ho potuto vedere. Ho lasciato il mio corpo e ho visto. Questo è il resoconto della mia seconda esperienza di premorte.

Il 2 febbraio 1973 lavoravo come cantante e pianista in un ristorante a Seattle, Washington.

Erano le due di notte. Il proprietario, avendo paura di offendere una coppia ubriaca che si era offerta di accompagnarmi a casa ed annullando le mie obbiezioni, aveva insistito che accettassi l'offerta rifiutandosi pure di aprire l'ufficio affinché potessi chiamare un taxi.

Poi se n'era andato e nessun altro avrebbe percorso la mia strada. Ho accettato a malincuore il passaggio. Non appena siamo partiti, il conducente ha detto che stava vedendo doppio. L'auto zigzagava per le strade.

Vicino alla base della collina Queen Anne ho sentito un forte stridìo di gomme e siamo finiti fuori controllo. La moglie del guidatore ha gridato: "Oh mio Dio, ci stiamo schiantando!" Tutto è diventato molto lento. Ho urlato, ed è stata la mia ultima consapevolezza nel corpo fisico.

Stordita e disorientata ho sentito me stessa uscire dalla bocca. Il tempo sembrava ancora rallentare ed estendersi. Mi stavo sollevando in aria, sopra la strada, confusa.




Ho visto il mio corpo brevemente ed ho avuto un momento di incertezza quando una parte di me voleva tornare dentro ed un'altra sentiva che era così bello rimanere fuori! Poi sono rientrata.

È stato come quando si ritorna a casa perché si è dimenticato qualcosa. Non mi ricordo il viaggio all'ospedale di Harborview.

Arrivata al pronto soccorso, ero cosciente di trovarmi vicino al soffitto. Potevo vedere di nuovo! Durante quest'esperienza di premorte ero in uno stato continuo di sbalordimento nel poter guardare ogni cosa.

In realtà, era tutto così estraneo a me che diventava una complicazione costante sostenere i miei sforzi. Proprio come capita di ascoltare una lingua straniera che non si comprende, ma che si desidera capire di più.

Sotto di me c'era un corpo su una lettiga e non ero sicura si trattasse di me. Ero sconvolta ed atterrita. La lunghezza dei capelli era la mia, ed una gran parte di essi era stata rasata!

Questo può essere un non senso, ma mi ci è voluto molto tempo per farli crescere, ed ho amato così tanto i miei capelli! È stato come perdere un lato importante di me.

Nelle vicinanze ho visto distintamente un'esponente femminile dell'equipe medica. Mi sono sentita attratta verso di lei e non riesco a spiegare il perché. Ma avevo un gran bisogno di essere capita.

Poi ho sentito una voce maschile asserire che c'era del sangue sul timpano del mio orecchio sinistro, e che avrei potuto diventare sorda. "Io non sono sorda! Non sono sorda!" Gli urlavo. Forse la donna sarebbe stata in grado di dirglielo. "Non mi senti? Sono proprio qui!"

A questo punto, mentre le impressioni visive mi confondevano, diventavano anche secondarie al mio desiderio di comunicare verbalmente, perché questo era il modo principale che avevo utilizzato attraverso la vita.




Poi la dottoressa ha soggiunto: "Non sappiamo quanti danni cerebrali ci siano... e se potrebbe trovarsi in uno stato vegetativo..." Le ho gridato: "Io non sono in uno stato vegetativo!" Ero così frustrata e stizzita perché stavo urlando con tutta la forza che avevo, ma era come se non esistessi!

Volevo solo uscire da lì. Quasi all'istante, come se fosse una risposta al mio pensiero, ho avuto la percezione di essere attirata verso una sorta di "Vooom!" diritta attraverso il soffitto e l'ospedale, proiettandomi nello spazio.

Ho visto delle luci. Non so da dove venissero. Ma non me ne importava, perché mi sentivo così libera! Ero stordita dalla facilità di movimento, come se mi stessi innalzando. Provavo una sensazione incredibile di euforia e di inebriamento.

Questo potrebbe sembrare stravagante, ma mi ricorda lo stato in cui si può trovare un cucciolo quando si rotola sull'erba non curandosi affatto del dove stia rotolando. Poi, a distanza, ho sentito un suono bellissimo, come di campane tubolari.

Conteneva ogni singola nota che si possa immaginare, dalla più bassa alla più alta, tutte mescolate insieme. Come musicista ero incuriosita. C'erano così tante tonalità diverse che non sapevo fosse possibile! Ero in riverente soggezione.

Risucchiata a capofitto in un tunnel buio, sono stata condotta dal vento verso una luce lontana che si ingrandiva. Avevo una sensazione di arieggiamento, come se dei grandi, enormi ventilatori mi sospingessero. La galleria era confortevolmente ampia.

Di tanto in tanto oltrepassavo quelle che parevano essere aperture o finestre lungo le pareti. Attraverso queste, ho potuto intravvedere altri Esseri, sia davanti a me che dietro, in simili tunnel paralleli. Sembravano esprimere lo stesso stupore che stavo vivendo io.

Percepivo dentro di me un calore diffuso e mentre mi avvicinavo al termine del condotto, la luce diventava brillante.




Poco prima di raggiungerne la fine ho udito della gente cantare. Era come se tutti gli inni che mai si fossero sentiti si esprimessero in una sola volta, fondendosi insieme armoniosamente!

Ho considerato che non c'erano stati dei canti su Gesù morente, o carmi tristi di sangue e di dolore. Quelli che sentivo, al contrario, erano lodi di giubilo.

Nell'ascolto, ho potuto memorizzarne un singolo brano. In ogni modo la loro melodia congiunta era bellissima, non dissonante! Era adeguata per essere là e non avrebbe potuto mai essere qua. L'esultanza mi pervadeva.

La mia uscita dal tunnel può essere meglio descritta come il distendersi sull'erba sotto gli alberi in una soave e luminosa scena estiva, luogo brulicante di migliaia di persone che cantavano, ridevano e parlavano.

Alcuni suonavano degli strumenti a corda. C'erano dei fiori ovunque in diverse varietà, tanto che ricordo ancora un profumo di gelsomino nelle vicinanze.

Ho osservato anche, tra gli alberi, che i fiori e gli uccelli sprigionavano luce intorno ad essi ed ho notato pure che, sebbene appartenenti alla stessa specie, alcuni avevano più radianza rispetto ad altri.

Ad intervalli, delle colonne ornate sostenevano quelle che assomigliavano a tettoie, creando dei ripari nel parco. A distanza brillava un cancello enorme, l'oggetto più luminoso nel mio campo visivo.

Poi ho visto Debby e Diane venirmi incontro dalla destra, e il signore e la signora Zilk avvicinarsi dalla sinistra. Ero stata molto vicina a Debby e a Diane alla Scuola di Stato per i Ciechi in Oregon.




Debby era deceduto per una malattia idrocefalica quando aveva 10 anni, e Diane era annegata quattro anni prima nella vasca da bagno accanto alla mia camera, per uno spasmo muscolare.

Anche i bambini non vedenti possono essere crudeli, e siccome Debby, piuttosto in sovrappeso, si muoveva pesantemente e non parlava molto bene, e poiché Diane malediceva di frequente le persone, venivano entrambi evitati e presi in giro dagli altri bambini.

Ero dispiaciuta per entrambi ed ho teso loro una mano per questo.

La signora Zilk era un'anziana vicina di casa che mi accudiva come baby sitter quando mia nonna doveva lavorare. Era stata una vera dolce donna che ha dedicato moltissimo tempo ai miei giochi ricreativi.

Debby e Diane si sono diretti con grazia verso di me. Tutti e due sembravano essere guariti interiormente, o in qualche modo migliorati. Sentivo che mi raggiungevano con amore, Diane sembrava avere un desiderio quasi disperato di dire qualcosa.

In un luogo dove il tempo non può avere alcun significato, c'è stato un momento in cui ho saputo ogni cosa, dove tutto aveva un senso. In quel posto ho trovato le risposte a tutte le domande sulla vita, sui pianeti, su Dio, su tutto.

All'improvviso, ho capito intuitivamente la matematica e la scienza per le quali non sono mai stata incline, e non avevo domande in merito. All'istante ho compreso che le lingue erano diventate irrilevanti. Le conoscevo.

Anche senza fare domande, le risposte mi venivano impartite su ciò che avevo sempre desiderato di conoscere.

Costantemente turbata dal concetto di Trinità, ero consapevole del fatto che il Padre fosse quello che si potrebbe chiamare l'Essere, la Fonte-Dio, che il Figlio ne contrassegnasse l'Azione, e che lo Spirito Santo fungesse da Trasmettitore, da Portatore di Conoscenza.

Ero cosciente che questi Tre Aspetti, visti separati possono apparire anche singoli, proprio nello stesso modo in cui lo sposo e la sposa pur essendo due, in realtà sono uno, essendo complementari l'uno all'altra.

Nell'attimo in cui Debby e Diane si stavano approssimando ed erano quasi a portata di mano, ho percepito un limite attraverso il quale non avrei potuto andare.

Poi è apparso il Cristo... 




La Sua Luce ha saturato la mia visione. Tenendo la mano destra alzata verso di me, ha detto molto nettamente:

"No!", bloccando me e loro dall'avvicinarci gli uni agli altri. Similmente a qualcuno che ci avesse impedito di andare aldilà di una scogliera, oppure di passare oltre un certo punto, poiché non si avrebbe avuta la possibilità di tornare.

Il Suo volto era forte ed amabile. Portava la barba, e i Suoi capelli erano lunghi. La Sua veste, aperta sul petto, aveva una fascia intorno alla vita. Io sto descrivendo una forma, ma l'incredibile Luce che fuoriusciva da Lui la superava in importanza.

Una parte di me poteva a stento reggere la Sua Presenza e potevo a malapena sostenerLa. Era come se la Luce si proiettasse direttamente fuori dal Suo corpo, e questi fosse stato formato da Essa. Ero anch'io luminescente, ma il mio chiarore non era così intenso come il Suo.

Pure Debby e Diane emanavano luce, ma nel Cristo era tutt'intorno a Lui, soprattutto in prossimità della testa dove era circolare, e nel punto delle braccia dove si estendevano raggi luminosi come quelli che si potrebbero vedere da una stella.

Attorno al resto della Sua figura lo Splendore era più uniforme. I Suoi occhi erano penetranti, ma teneri. Avrei quasi voluto distogliere lo sguardo da essi, ma non potevo. Egli sapeva tutto di me, vedeva chiaramente oltre ogni cosa, molto più di quanto io stessa potessi osservare o conoscere.

È stato piuttosto angoscioso essere così totalmente compenetrata, esposta, e nello stesso tempo accettata ed amata. Eppure non desideravo nulla più che essere parte di Lui.

Un tale stato si può paragonare a quelle canzoni che parlano di persone innamorate, dove da un lato vorrebbero fuggire e dall'altro non lo fanno perché attratte.

"Ebbene, ciao," mi ha detto abbracciandomi. Ed io non volevo più stare lontana da Lui, mai e poi mai. Desideravo che mi avviluppasse in qualche modo, per non esserne divisa.




Ero così emozionata per la Conoscenza che avevo appena acquisito, che mi sentivo gorgogliante e leggera mentre cercavo di comunicarglieLo per mezzo di una sorta di trasferimento di pensiero. Ed egli disse: "Non è meraviglioso? Tutto è bello qui, ed armonizza insieme.

Ti accorgerai di ciò, ma ora non puoi starvi. Non è ancora il tuo tempo. Devi tornare indietro". Poi aggiunse: "Guarda qua". E subito dopo, ho visto l'intera mia vita, dalla nascita fino a quel momento.

Sapevo che Egli era con me, ma la consapevolezza di qualsiasi altra cosa mi circondasse era scomparsa. In quel processo ho osservato la realtà di me stessa, così come sono stata cosciente dei miei pensieri e sentimenti e di tutti gli altri Esseri coinvolti in ogni avvenimento della mia vita.

Il Cristo ha lasciato che fossi solo io a valutare le cose, per trarne le dovute conclusioni. Mi sono resa conto di essere molto più intransigente di quanto non lo sarebbe stato Lui.

In un episodio, quando avevo nove o dieci anni, Sharon, la mia compagna di camera presso la scuola dei non vedenti, mi ha presentato un nuovo vestito che sua madre le aveva appena fatturato.

Quando ha lasciato la stanza, gli ho strappato tutti i bottoni e il bordo di pizzo. Ero arrabbiata perché desideravo essere curata nella maniera in cui sua madre si occupava di lei.

Perciò, quando insieme abbiamo osservato il mio comportamento nella revisione della vita, il Cristo mi ha detto:

"Già, questo non è molto bello. Ma poi hai fatto la cosa giusta comunque." E rideva osservando che in seguito mi ero scusata ed avevo abbracciato Sharon. Durante tutto questo incontro con Lui, ha utilizzato il mio gergo dialettale in maniera da rapportarsi meglio a me.

Il suo ridere era cordiale e sostenitore. Il pensare alla Sua reazione in tale circostanza mi è stato d'aiuto ad essere meno cupa e tesa riguardo alle cose che i miei bambini hanno fatto di non giusto.



Greg Olsen

Dopo mi ha chiesto: "Cos'hai imparato dalla tua vita?" Ho risposto che ho appreso quanto fosse importante essere onesti.

Poi il Signore mi ha precisato: "Devi imparare ed insegnare maggiormente ad amare e a perdonare. Se la gente lo merita o meno, non è questo il punto. Non si dovrebbe cercare di selezionare quelli che pensi siano degni d'essere perdonati dai non meritevoli".

Si riferiva ad una tendenza, nel mio passato, a perdonare soltanto coloro che mi avevano chiesto scusa. Mi ha inoltre confidato prima del mio ritorno che sarebbe stato difficile, ma di ricordare quello che avevo appreso. In seguito, non c'è stato che il nulla assoluto, per quanto tempo non saprei dirlo.

Improvvisamente mi sono sentita pesante e colma di dolore. Alla fine mi sono svegliata in ospedale per scoprire che avevo una frattura al cranio, una commozione cerebrale, una lesione al collo e alla schiena ed una ferita alla gamba.

Gli eventi che ho vissuto dalla mia seconda esperienza di premorte sono stati incredibilmente duri. Ma ho appreso molto da essi. Ho imparato a separare il peccato dal peccatore ma anche quello di giudicare meno e liberarmi di alcuni dei miei passati sensi di compiacimento e di superiorità.

Infine, sto tentando di prendermi cura di me stessa nel non permettere più ai pensieri negativi degli altri di trascinarmi in basso. Come ha detto il Cristo, il cammino è stato arduo, ma nel percorrerlo sento di essere cresciuta.»



giovedì 11 settembre 2014

È Fatta! Il Papa a Capo dell'ONU delle Religioni!?



Danny Hahlbohm

Sebirblu, 9 settembre 2014

Recentemente, ci sono stati due importanti incontri a livello internazionale in Vaticano.

Il primo, al fine di pregare insieme per la Pace, tra il Papa, Shimon Peres, Abu Mazen e il Patriarca Bartolomeo I, ossia i rappresentanti delle quattro correnti religiose principali: cristiana, ebraica, mussulmana e cristiano-ortodossa.

Il secondo, con il leader israeliano che ha prospettato a Bergoglio di assumere la guida di un'inedita istituzione mondiale «l'ONU delle Religioni», che a suo avviso concilierebbe tutto e tutti.

Sembra, e non solo a me, che questa ulteriore mossa sullo scacchiere planetario porti sempre più alla realizzazione di ciò che è stato profetato da molti veggenti.

Tra questi, soprattutto Maria Valtorta famosa per la sua ponderosa Opera di 10 volumi: "Il Poema dell'Uomo Dio", poi corretto dalla Chiesa con un escamotage in: "Il Vangelo come mi è stato rivelato", al fine di prendere "prudentemente" le distanze dalla veridicità delle sue visioni.

Ed è proprio in base a tali visioni, relative ai tempi ultimi, che pubblico questo post dopo l'articolo concernente la visita e la richiesta fatta da Shimon Peres al Papa.




"Fondiamo l'ONU delle Religioni"

L'ex presidente israeliano ha proposto al Pontefice un organismo che raggruppi le principali confessioni e agisca come forza di interposizione nei conflitti.

Fulvio Scaglione, 4 settembre 2014

S. Peres: «In passato, la maggior parte delle guerre erano motivate dall'idea di nazione. Oggi, invece, le guerre vengono scatenate soprattutto con la scusa della religione.

Nello stesso tempo, però, se mi guardo intorno noto una cosa: forse per la prima volta nella storia, il Santo Padre è un leader rispettato come tale non solo da tante persone ma anche dalle più diverse religioni e dai loro esponenti.

Anzi: forse l'unico leader davvero rispettato. Per questo mi è venuta l'idea che ho proposto a Papa Francesco…».

In questa intervista, concessa in esclusiva a Famiglia Cristiana, Shimon Peres, 91 anni, protagonista della fondazione e poi della vita dello Stato di Israele di cui è stato presidente fino al 24 luglio di quest'anno, premio Nobel per la Pace nel 1994 insieme con Yitzhak Rabin e Yasser Arafat, illustra il progetto di cui ha fatto partecipe il Papa nell'incontro di stamattina in Vaticano.




S. Peres: «Oggi ci confrontiamo con centinaia, forse migliaia di movimenti terroristici che pretendono di uccidere in nome di Dio. È una guerra del tutto nuova rispetto a quelle del passato, sia nelle tecniche sia soprattutto nelle motivazioni.

Per opporci a questa deriva abbiamo l'Organizzazione delle Nazioni Unite. È un organismo politico ma non ha né gli eserciti che avevano le nazioni, né la convinzione che producono le religioni.

E lo si vede bene: quando l'ONU manda in Medio Oriente dei peace-keepers che vengono dalle Isole Fiji o dalle Filippine e questi vengono sequestrati dai terroristi, che può fare il segretario generale dell'ONU?

Una bella dichiarazione. Che non ha né la forza, né l'efficacia di una qualunque omelia del Papa, il quale nella sola piazza San Pietro raduna mezzo milione di persone.

E allora, preso atto che l'ONU ha fatto il suo tempo, quello che ci serve è un'Organizzazione delle Religioni Unite, un'ONU delle religioni.

Sarebbe il modo migliore per contrastare questi terroristi che uccidono in nome della fede, perché la maggioranza delle persone non è come loro, pratica la propria religione senza uccidere nessuno, senza nemmeno pensarci.

E ritengo che dovrebbe esserci anche una Carta delle Religioni Unite, esattamente come esiste la Carta dell'ONU.

La nuova Carta servirebbe a stabilire a nome di tutte le fedi che sgozzare la gente, o compiere eccidi di massa, come vediamo fare in queste settimane, non ha nulla a che vedere con la religione. È questo che ho proposto al Papa».

Giornalista: "Lei vedrebbe bene Papa Francesco alla guida delle Religioni Unite?"

S. Peres: «Sì, per i motivi che dicevo prima ed inoltre perché lui comunque vi ha già provato, invitando Abu Mazen, il Patriarca di Costantinopoli e me a pregare in Vaticano».



Shimon Peres,  il Patriarca Bartolomeo I,  il Pontefice  e  Abu Mazen

Giornalista: "Eppure c'è stato anche chi ha detto: a che serve pregare, quando c'è gente che uccide?"

S. Peres: «La gente che oggi più spesso spara, quasi sempre dice di farlo in nome di Dio. Quello che serve è appunto un'indiscutibile autorità morale che dica ad alta voce: "No, Dio non lo vuole e non lo permette". Bisogna assolutamente battersi contro questa strumentalizzazione del nome di Dio.

Chi può pensare che Dio sia un terrorista o un sostenitore del terrorismo? Vede, chi fa la domanda che dice lei, è uno che sottostima la forza dell'animo umano.

Non sono pochi quelli che fanno questo errore. Ma non dovremmo diventare cinici. L'uomo è ben lungi dall'essere solo un insieme di carne e sangue».




Il Papa a Capo dell'ONU delle Religioni?

La Bibbia dice (in Ap. 13, 118) che "La Bestia simile ad un agnello sarà al servizio della prima Bestia, e ne consoliderà il potere".

La prima Bestia che sale dal mare, con le sue onde irrequiete, rappresenta il dominio politico e mondano dell'insieme delle Nazioni che è espresso così bene dal Sionismo Massonico.

La seconda Bestia invece, che sale dalla terra, è il simbolo del potere religioso Gesuitico Massonico che perora la causa della prima e la sostiene.

Dunque, colui che nell'Apocalisse riceve il titolo di falso Profeta, sarà probabilmente un usurpatore del Trono pontificio, un usurpatore che si vestirà da Papa.

Durante il suo mandato, la presenza della sua figura sul Trono pontificio offrirà l'illusione di una presenza papale, ma la Cattedra di S. Pietro sarà vacante a causa dell'illegalità di tale presenza.

È impressionante come tale profezia di Don Gobbi nel 1989 rispecchi esattamente la realtà che stiamo vivendo dopo le "dimissioni" di Papa Ratzinger, che coincidono anche con quelle espresse da Caterina Emmerick.

Ma è la Valtorta nei suoi «Quaderni del '43 e del '45» a sorprenderci particolarmente con gli scritti a lei dettati da Gesù stesso:



Maria Valtorta  1897 - 1961

«Ché se poi, nonostante ogni mezzo, la Giustizia avesse a perire e – trascinati sempre più da Satana – dominatori e dominati, per mimetismo malefico, si staccassero sempre più da Dio, allora leverò la Luce e la Verità.

E ciò avverrà quando anche nella Mia dimora – la Chiesa – vi saranno troppi che, per umano interesse e per debolezza indegna, saranno fra i dominati dai seminatori del Male nelle loro diverse dottrine.

Allora conoscerete il Pastore che non si cura delle pecore abbandonate, il Pastore idolo di cui parla Zaccaria».

"Perché, ecco, io susciterò nel paese un Pastore che non si curerà delle pecore che periscono, non cercherà le disperse, non guarirà quelle ferite, non nutrirà le sane, ma mangerà la carne delle grasse, e strapperà loro perfino le unghie. Guai al Pastore stolto che abbandona il gregge!" (Zc. 11,  1617; ndr).

E il messaggio prosegue:

«Ricorda l'Apocalisse di Giovanni. Ricorda il Dragone: il Male generatore dell'Anticristo futuro, il quale ne prepara il regno non solo sconvolgendo le coscienze ma travolgendo nelle sue spire la terza parte delle stelle e facendo degli astri fango. (I consacrati in genere; ndr).

Quando questa demoniaca vendemmia avverrà nella Corte di Cristo, fra i grandi della Sua Chiesa, allora, nella Luce resa appena bagliore e conservata come unica lampada nei cuori dei fedeli a Lui – perché la Luce non può morire Io l'ho promesso, e la Chiesa (quella mistica; ndr), anche nei periodi di orrore, ne conserverà quel tanto atto a tornare splendore dopo la prova – allora verrà il Pastore idolo (che è il falso papa, l'impostore per eccellenza, il "papa-fantoccio"), il quale sarà e starà dove vorranno i suoi padroni.

Chi ha orecchie per intendere, intenda. Per i vivi di quel tempo sarà un bene la morte». (Quaderni del '43 pagg. 644 – 645).



«
L'Ultimo Pastore» di Manuel Moschini

E Gesù ne specifica alla veggente anche l'aspetto:

«Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano, ma un astro di una sfera soprannaturale il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l'umiltà, l'ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell'oro dopo l'evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.

Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l'Oscuro. L'Anticristo, per superbia di un'ora, diverrà il maledetto e l'oscuro dopo essere stato un astro del Mio Esercito.

A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della Mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l'aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell'abisso perché lo apra.



Danny Hahlbohm

Ma lo apra del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, in modo che da loro stessi lo invochino Re, e corrano al seguito dell'Anticristo, l'unico che potrà spalancare le porte dell'abisso per farne uscire il Padrone stesso.

Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni potere, e specie ogni potestà di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo.

Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana, e cercherà altri soccorsi nei nemici del Cristo, i quali, saturi di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare angoscia nelle folle, lo aiuteranno finché Dio non dirà il Suo "Basta" e li incenerirà col fulgore del Suo aspetto». (Quaderni del '43 pagg. 147 – 148).

«In verità l'Avversario sta già iniziando il suo lavoro di distruzione della terza parte delle stelle del cielo. La Mia Chiesa non sarà colpita che dalla Chiesa.

Ogni altro nemico sarà vinto da Me. Ma l'abominio nel suo seno Io non lo posso vincere perché sacra Mi è la libertà d'arbitrio di ogni uomo». (Tratto dai Quadernetti, del '48.18, che troverete QUI; ndr).




Conclusione

Come vediamo, nonostante lo scetticismo e l'indifferenza dei più, il progetto escatologico si sta compiendo sotto i nostri occhi, in prevalenza beatamente chiusi.

Ma la cosa peggiore è che pure le "orecchie" d'anima di tutti coloro che si professano "credenti" rimangono ostinatamente sorde, vale a dire con il rifiuto di prestare ascolto persino davanti all'evidenza dei fatti!

Possiamo soltanto pregare e sperare, e mi rivolgo ai Veri Risvegliati, che arrivi presto il tanto sospirato "Avvertimento" ad Opera dello Spirito di Sapienza, affinché tutti, ma proprio tutti, prendano coscienza della singola situazione interiore e seppur nell'enorme choc di vedersi come realmente sono, decidano da che parte stare: o con Dio o contro di Lui, schierandosi quindi con l'Avversario.

Nota: per ulteriori spiegazioni sull'Avvertimento, leggere QUI.

Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte dell'articolo: famigliacristiana.it

lunedì 8 settembre 2014

Perché gli Illuminati svelano la loro Cospirazione




Sebirblu, 7 settembre 2014

Da parecchio tempo ormai possiamo constatare che gli "whistleblowers" o "denunciatori di illeciti" (e per meglio conoscerne il vero significato leggere QUI) si moltiplicano di continuo, contribuendo a completare il grande puzzle dell'allucinante inganno in cui è caduta l'Umanità.

Dai vari Assange, Snowden, Karen Hudes, Fulford, Wilcock e tanti altri, le rivelazioni più o meno autentiche si sono clamorosamente rincorse in tutto il mondo scoprendo sempre più un enorme vaso di Pandora che ci coinvolge e ci presenta un quadro, a dir poco desolante, della situazione planetaria.

A parte il fatto che questo coincide perfettamente con "I Segni dei Tempi" in cui ci troviamo: "Nulla vi è di nascosto che non sarà reso manifesto, né di segreto che non debba essere conosciuto, poiché la Verità verrà annunciata dai tetti" Lc. 10, 2-3, come mai tutti costoro, finora, l'hanno passata liscia?

Anzi, a dire il vero per esempio, la Karen Hudes dopo aver denunciato gli intrighi e le malefatte dei banchieri è stata addirittura reintegrata nella Banca Mondiale in cui lavorava!

Ho letto recentemente l'articolo pubblicato e tradotto dal sito "Iconicon"QUI, ed ho avuto un'ulteriore conferma proprio mentre ne traducevo un altro, molto interessante, del famoso giornalista e scrittore Henry Makow che con il suo solito acume ha centrato, per me, la vera ragione di tutto questo svelamento.

Ecco a voi perciò, anche se in alcuni solleverà indubbiamente qualche perplessità, la riflessione di questo intelligente ed ennesimo divulgatore "lasciato tranquillo" affinché tutti quanti ne prendiamo coscienza ed aumentiamo la distanza tra noi e l'Oscurità il prima possibile.




Perché gli Illuminati rivelano la loro cospirazione?

Henry Makow, 22 agosto 2014

Gli  Illuminati  non  mirano  soltanto  ai  vostri  bambini,  alle  vostre  mogli,  ai  vostri beni e alla vostra libertà.  Il  fatto  di  appropriarsi  dei  vostri  diritti  più  elementari non è sufficiente per questi Satanisti. Anelano alla ricompensa ultima. Vogliono impadronirsi della vostra Anima.

Essi ci rivelano la loro cospirazione, perché bramano che diventiamo loro complici. Proprio come i massoni di rango inferiore, gli ebrei, gli americani o gli europei ordinari sono compartecipi attraverso il loro sostegno alla guerra. Pretendono che diventiamo tutti dei demoni.

Danno deliberatamente prova di essere maldestri perché desiderano comprometterci. Non vogliono che possiamo dire: "Mio Dio, noi non ne sapevamo nulla".

Hanno fatto una scommessa con Dio. Intendono attirarci dal lato di Lucifero. Ma devono lasciarci il libero arbitrio, la capacità di fare una scelta.

Questa è la ragione per la quale ci svelano le loro trame. Per esempio i Rockefeller patrocinano la "John Birch Society". Il loro giornale, il "The New American" è sempre una delle migliori sorgenti di informazione riguardo ai progetti dell'Élite.

Questa opposizione controllata presenta anche altre utilità. Permette di circoscrivere la rivolta e di assicurarsi che nessun'altra forma di resistenza venga a svilupparsi.

Ecco perché molti siti come il mio funzionano senza troppe difficoltà e certi altri ricevono pure un sostegno dagli Illuminati. Essi desiderano che ognuno sia al corrente.

Ralph Epperson, l'autore di The Unseen Hand (1985) – La Mano Invisibile – fa delle rivelazioni sul Nuovo Ordine mondiale dagli anni '80. Mi ha confidato di non aver ricevuto mai alcuna forma di coercizione da parte dell'Élite.

È per questo che sono così "poco accorti". Tutti possono vedere che nessun aereo ha urtato il Pentagono, né che si è schiantato a Shanksville in Pennsylvania.

Vogliono comprometterci in modo che accettiamo queste menzogne abbandonando le vittime al loro destino. Così diventiamo moralmente còrrei dei loro crimini.




L'Avvocato del Diavolo

Nel film "L'Avvocato del Diavolo", basato sul romanzo di Andrew Niederman e prodotto da Arnon Milchan e Arnold Kopelson, il Diavolo (Al Pacino) dichiara a Kevin Lomax, l'avvocato ambizioso interpretato da Keanu Reeves:

"Io non faccio che presentare gli eventi, il tuo libero arbitro ne tira le sue proprie fila!"

Egli mostra a Kevin che non può biasimare nessuno al di fuori di se stesso, perché è guidato dal suo forte egoismo e dalla sua venalità.

Kevin ha abbandonato sua moglie nel momento in cui aveva più bisogno di lui, poi ella si è suicidata. Il Diavolo gli ha fatto assolvere molti colpevoli, perché egli "non perde mai".

In seguito il demonio ci presenta il manifesto Luciferino: come l'uomo sia contraddistinto dai suoi appetiti carnali e dalle sue brame (avidità, potere, lussuria), piuttosto che dalla sua Anima e gli ideali spirituali, come la verità, la giustizia e la bellezza.

L'uomo serve Lucifero soddisfacendo queste tentazioni e divenendo complice della sua stessa rovina. Gli Illuminati hanno continuamente difeso l'uomo votato alla soddisfazione delle sue più basse tendenze, chiamandola "liberazione sessuale" e "matrimonio libero".

Questo distrugge la famiglia. La loro psicologia è sempre stata contro ogni forma di "repressione" (ossia di autodisciplina). Una tale concezione che l'uomo sia come Dio e che i suoi desideri siano la misura di tutte le cose, si chiama "umanesimo laico" o "Luciferianismo".

John Milton (il Diavolo nel film) dice: "Perché ti carichi di questi pesi, si può sapere? Dio? È così? Dio? Ebbene, lascia che ti dia un'informazione confidenziale a proposito di Dio. Egli ama guardare. È un guardone giocherellone. Pensaci. Ha dotato l'uomo di istinti...

Ti ha concesso un tale straordinario dono e poi che fa? Per il proprio divertimento cosmico fissa le regole in contraddizione! È lo scherzo degli scherzi. Guarda, ma non toccare... Tocca, ma non gustare... Gusta, ma non inghiottire... Ah ah ah...

E mentre tu saltelli da un piede all'altro, che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate! È un sadico, un moralista! Un padrone assente! Ecco che cos'è! E uno dovrebbe adorarlo? No, mai!"

Kevin Lomax (l'Avvocato) ribatte: "Meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso" non è così?

John Milton: "Perché no? Io sono qui sin dall'inizio dei tempi. Ho sperimentato ogni sensazione di cui l'uomo è stato provvisto. Mi sono occupato di ciò che bramava senza mai giudicarlo. Perché?

Perché non l'ho mai rigettato. Malgrado tutte le sue maledette imperfezioni, sono un fanatico dell'uomo! Sono un umanista... probabilmente l'ultimo degli umanisti. Chi può obbiettivamente negare che il ventesimo secolo sia stato interamente opera mia, Kevin?"

Il Diavolo rivela che è il padre di Kevin e gli domanda di avere un rapporto con la sua graziosa giovane sorellastra in maniera da generare un successore. Piuttosto che cedere a questo invito egli si è dato la morte.

Il semplice fatto di dire "No" sarebbe stato sufficiente. Noi non saremo complici della nostra stessa distruzione. Non venderemo l'Anima al Diavolo.