giovedì 13 aprile 2023

Sproloqui Bergogliani: una SVEGLIA per Dormienti...


Jorge Mario Bergoglio... il Pifferaio magico...

Sebirblu, 13 aprile 2023

Ripropongo, a distanza di cinque anni, questo articolo perché nel post di tre giorni fa QUI ho menzionato l'episodio della disputa di Gesù giovanetto con i Dottori della legge, che Bergoglio ha definito "scappatella" infantile. Qui, ne descrivo i particolari con la corretta interpretazione.

Ciò che sta accadendo alla "Barca di Pietro", sotto la guida indegna del "Nocchiero" che ne tiene in mano il timone, viene incredibilmente accolto e condiviso da gran parte dell'umanità perché mai fino ad ora, e in modo così evidente, essa ha trovato chi la giustifichi e la assolva da qualunque suo comportamento libertino e licenzioso.

Il terreno di coltura preparato ad arte dal Maligno sin dalle "innovazioni" del Concilio Vaticano II con l'infiltrazione della Massoneria ecclesiastica nel cuore della Chiesa Cattolica (ved. QUI, QUI, QUI e QUI), ha fatto in modo che il popolo dei "fedeli" le assimilasse poco a poco come miglioria necessaria, mentre a piccole dosi l'antico Serpente inoculava il suo veleno nelle coscienze assopite e fidenti che tutto fosse legittimo e santo.

Così le masse, adusate a seguire pedissequamente l'insegnamento cristiano impartito loro dal Magistero di Roma, senza sviluppare alcun senso critico personale e di approfondimento spontaneo della Sacra Scrittura, si sono ritrovate completamente sprovviste di difese e suscettibili di inganno davanti agli sproloqui vergognosi del "Falso Profeta" assiso oggi in Vaticano.

Questi, dal quel lontano 13 marzo 2013 ‒ giorno in cui fu invalidamente eletto con l'aiuto della cosiddetta "Mafia di San Gallo" (ved. QUI), non ha cessato di diffonderli "urbi et orbi" come fossero "Vangelo" (e mai termine fu più appropriato di questo) fuorviando gli sprovveduti e gli ignoranti e sospingendo la gran parte dei consacrati nel mondo o allo sconcerto silenzioso (ipocrisia), o all'accettazione supina per questioni di interesse, oppure al timore (fondato) di essere perseguiti.




Eccone qualche esempio:

Il 28 marzo 2017, durante la Messa celebrata a Casa Santa Marta dove risiede, il "Vescovo venuto dalla fine del mondo" come da lui stesso asserito, ha spiegato il brano evangelico dell'uomo paralizzato da 38 anni (che cercava di bagnarsi nella piscina di Gerusalemme, ma non ci riusciva perché tutti gli passavano avanti; ved. Gv. 5, 5-14) e la sua guarigione ad opera di Gesù.

Della piscina probatica si narrava che quando scendeva un angelo e agitava le acque, chi s'immergeva veniva guarito. Gesù, afferma Bergoglio, vedendo il paralitico, gli chiede: «Vuoi guarire?». «È bello ‒ sottolinea il "papa" ‒ Gesù sempre dice questo a noi: "Vuoi guarire? Vuoi essere felice? Vuoi migliorare la tua vita? Vuoi essere pieno dello Spirito Santo? Vuoi guarire?", quella parola di Gesù...

Tutti gli altri che erano lì, infermi, ciechi, zoppi, paralitici avrebbero detto: "Sì, Signore, sì!". Ma questo è un uomo strano, gli rispose: "Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita, mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me"...

La risposta è una lamentela: "Ma guarda, Signore, quanto brutta, quanto ingiusta è stata la vita con me. Tutti gli altri possono andare e guarire... ed io è da 38 anni che cerco ma"...».

Quest'uomo,  osserva il "papa",  era come l'albero piantato lungo i corsi d'acqua,  di cui parla il primo Salmo, «ma aveva le radici secche» e «quelle radici non arrivavano all'acqua, non poteva prendere la salute dall'acqua»: «Questo si capisce dal suo atteggiamento,  dalle lamentele e anche sempre cercando di dare la colpa all'altro».

«Gesù ‒ rimarca Bergoglio ‒ non lo rimprovera, ma gli ingiunge: "Alzati, prendi la tua barella e cammina". Il paralitico guarisce, ma poiché era sabato, i dottori della Legge gli dicono che non gli è lecito portare il lettuccio e gli chiedono chi l'abbia guarito in quel giorno: "Va contro il codice, non è di Dio quell'uomo"».

Il paralitico, commenta il "Falso Profeta", non aveva neanche detto grazie a Gesù, non gli aveva chiesto nemmeno il nome: «Si è alzato con quell'accidia» che fa «vivere perché è gratis l'ossigeno», fa «vivere sempre guardando gli altri che sono più felici di me» e si è «nella tristezza», si dimentica la gioia.

«L'accidia ‒ aggiunge ancora ‒ è un peccato che paralizza, ci fa paralitici. Non ci lascia camminare. Anche oggi il Signore guarda ognuno di noi, tutti abbiamo peccati, tutti siamo peccatori ma guardando questo peccato» dice ad ognuno: «Alzati». [...]




Ora, verifichiamo il testo:

«Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava così, gli chiese: "Vuoi guarire?". Gli rispose il malato: "Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me".

Gesù gli disse: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina". E sull'istante quell'uomo guarì e, presa la barella, cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo guarito: "È sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio". Ma egli rispose loro: Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina".

Gli chiesero allora: "Chi è stato a dirti: Prendi il tuo lettuccio e cammina?". Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel Tempio e gli disse: "Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio."»


Nathan Green

Bene, innanzitutto bisogna sapere che nei Vangeli questo è l'unico caso in cui la guarigione viene elargita senza essere stata richiesta, e ciò stride all'istante con la banalizzazione effettuata da Bergoglio nell'aggiungere: «Sempre Gesù dice a noi: "Vuoi guarire? Vuoi essere felice?..."».

Affinché possa succedere questo infatti, come intervento provvidenziale, bisogna avere tutte le "carte" in regola (ved. QUI). Solo allora la Legge divina dona il suo aiuto con una "prontezza matematica" e con una dolcezza ineguagliabile, ma soltanto quando si è in condizioni di meritarla!

Il legame fra l'Eterno e l'umanità è perenne e dunque Egli sa discernere fra essa chi ha veramente fede e chi non l'ha. Lo storpio non poteva operare perché la sua infermità glielo impediva, ma non si ribellava, anzi emanava il suo pensiero per incoraggiare gli altri a mantenere ferma la speranza in Dio.

Il Cristo vede quest'opera, la fede dalla quale era germogliata e dona quello che non era stato richiesto. Altro che "indolenza" ed "accidia"! Come si può pensare che Egli sia intervenuto per "premiare" con la guarigione un essere così indegno come viene dipinto dal Suo falso "Vicario"? Tutto ciò è assolutamente obbrobrioso!

Ma il brano evangelico contiene un altro importante insegnamento. Quando Gesù lo incontra poco dopo nel Tempio gli dice: "Va, e non peccare più, affinché non ti accada di peggio". L'espressione usata dal Cristo mostra con chiarezza il rapporto esistente fra la malattia, ossia il cattivo stato fisico, e il comportamento contrario alla Legge di Dio.

Nella Sacra Scrittura sono molti gli esempi che ribadiscono questo concetto come, per esempio, quello dell'adultera: "Neppure Io ti condanno; va, e non peccare più...". Il diritto all'acquisizione della libertà da qualsiasi affanno morale o fisico opprimente l'uomo, si può raggiungere soltanto rientrando nella morigeratezza e nell'Ordine voluto dall'Eterno, non nel caos, nel sopruso e nella trasgressione.

Ma tornando all'argomento centrale intrapreso, emerge in tutta evidenza come sia fuorviante la "catechesi" fatta da Bergoglio, purtroppo non unica, in oltre dieci anni di reggenza così tragica e discutibile.




Eccone un'altra:

Il 27 dicembre 2015, il "papa", nella Basilica Vaticana per la festa solenne della Sacra Famiglia, riferendosi all'episodio in cui Gesù fanciullo fu ritrovato al Tempio coi dottori, ha esordito:

«Conosciamo che cosa Gesù aveva fatto quella volta. Invece di tornare a casa con i suoi, si era fermato a Gerusalemme nel Tempio, provocando una grande pena a Maria e a Giuseppe che non lo trovavano più.

Per  questa  sua "scappatella",  probabilmente  anche  Gesù  dovette  chiedere  scusa ai suoi genitori. Il Vangelo non lo dice, ma credo che possiamo supporlo. La domanda di Sua Madre, d'altronde, manifesta un certo rimprovero, rendendo evidente la preoccupazione e l'angoscia sua e di Giuseppe.

Tornando a casa, Gesù si è stretto certamente a loro, per dimostrare tutto il suo affetto e la sua obbedienza. Fanno parte del pellegrinaggio della famiglia anche questi momenti che con il Signore si trasformano in opportunità di crescita, in occasione di chiedere perdono e di riceverlo, di dimostrare l'amore e l'obbedienza».

Ed ecco il brano evangelico riferentesi a Luca 2,41 menzionato dal "papa":

«Ora, i suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il Fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti, ma non avendolo trovato, tornarono in cerca di Lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la Sua intelligenza e le Sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose: "Perché Mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle faccende del Padre Mio?" Ma essi non compresero le Sue parole.

Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini»


"Gesù al Tempio tra i Dottori della Legge" di James Seward

Dunque, secondo Bergoglio, il Piccolo Gesù avrebbe compiuto una "scappatella" chiedendo addirittura scusa ai genitori, e contraddicendo in pieno sia il primo articolo del Decalogo: "Io Sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all'infuori di Me", sia il medesimo Suo insegnamento riportato in Mt. 10,35: "Chi ama il padre o la madre più di Me, non è degno di Me..."

Riflettiamo. Questo Fanciullo, privo di ogni sostegno, di ogni collaborazione, ma depositario di quella Verità che da Lui stesso si dipartiva, si allontana dalla famiglia e per tre giorni resta al Tempio a discutere.

Egli, contro i giganti della Chiesa pronti a schiacciarLo; Egli, Fanciullo inerme, ha la forza e la capacità di ribadire e distruggere i concetti e i preconcetti dei Sacerdoti, ponendo le basi indistruttibili della Nuova Legge.

È una manifestazione di Potenza e non la sfida all'umanità come fatto umano, inusuale per la Sua età, ma la sfida alla tenebra, all'ignoranza, all'ingordigia, al sopruso. Egli osa ciò che nessuno avrebbe osato fare!

E quando, come risulta dai testi antichi, affannosamente viene ritrovato dai Suoi, guarda Sua Madre e chiede: "Che vuoi Tu Donna da Me?" non "Madre" (esattamente come Le si sarebbe rivolto poi alle Nozze di Cana e ai piedi della Croce, con il mandato a Lei e a Giovanni), stabilendo inequivocabilmente la Sua Personalità divina rispetto alla natura umana (seppur angelica; ved. QUI e QUI) di "Maria" che, tra l'altro, sapeva quale sarebbe stato il Compito di suo Figlio dal tempo della profezia del vecchio Simeone. (Lc. 2, 34-35).

I giganti, perciò, non erano i Sacerdoti, ma il Cristo Bambino, mentre essi erano i pigmei! Altro che "scappatella", "scuse" e "rimprovero", scaturiti dalla mente contorta di questo "pseudo-pontefice" scelto ed introdotto apposta (cfr. QUI e QUI) come "cavallo di Troia", per distruggere la Chiesa Cattolica dal suo interno.




E per finire, ecco un altro "exploit" o meglio un "affondo" verso la Vergine SS. che non gli è per nulla congeniale... guarda caso! (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Lo stesso anno in cui fu eletto, il 20 dicembre 2013, egli si distinse subito per la sua "squisita considerazione" e "conoscenza teologica" riguardante la Madre di Gesù. Nell'omelia tenuta a Casa Santa Marta, infatti, egli ha avuto il "coraggio" di dire:

«Il Vangelo non ci dice nulla: se (la Madonna) ha detto una parola o no... Era silenziosa, ma dentro il suo cuore, quante cose diceva al Signore! "Tu, quel giorno – questo è ciò che abbiamo letto – mi hai detto che sarà grande; tu mi hai detto che gli avresti dato il Trono di Davide, suo padre, che avrebbe regnato per sempre e adesso lo vedo lì!".

La Madonna era umana! E forse aveva voglia di dire: "Bugie! Sono stata ingannata!": Giovanni Paolo II diceva questo, parlando della Madonna in quel momento. Ma Lei, col silenzio, ha coperto il mistero che non capiva e con questo silenzio ha lasciato che questo mistero potesse crescere e fiorire nella speranza»




Ora, a confronto, due brani della Sacra Scrittura:

«Allora Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc. 1,38).

E ancora: «Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima."» (Lc. 2, 34-35).

Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, che Papa Giovanni Paolo II scrisse insieme a Ratzinger, risulta dire esattamente il contrario:

Maria ‒ «Beata colei che ha creduto»

Par. 149: «Durante tutta la sua vita, e fino all'ultima prova, quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce, la sua fede non ha mai vacillato. Maria non ha cessato di credere "nell'adempimento" della parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede.»


E il Papa San Pio X, nell'Enciclica "Ad diem illum" del 2-2-1904, per il 50° anno del dogma dell'Immacolata Concezione ha scritto:

«Tutta la vita di Maria porta la radiosa impronta di queste virtù [la fede, la speranza e la carità, ndr] in tutte le sue fasi; ma esse raggiunsero il più alto grado di splendore nel tempo in cui ella assistette il Figlio suo morente.

Gesù è crocifisso e gli si rimprovera maledicendoLo di essersi fatto Figlio di Dio (Gv. 19,7). Maria con ferma costanza riconosce ed adora in Lui la Divinità. Lo depone, dopo morto, nel sepolcro, senza dubitare un attimo della Sua Risurrezione.»




L'altissima Missione di Maria, la tutta pura, la piena di grazia, la Madre di Dio, Colei che con il Suo "Sì" ha dato inizio al Mistero di Redenzione e per sempre si è abbandonata alla volontà del Padre, Colei che ben sapeva che una spada le avrebbe trafitto l'anima, come suddetto, non può essere banalizzata, umanizzata e svuotata della sua essenza.

Ella è l'esempio perfetto di ubbidienza amorevole e di abbandono incondizionato e totale alla Volontà suprema, come testimoniano le parole da Lei pronunciate nell'annunciazione ‒"Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto" ‒ e nel Magnificat ‒ "Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente".

Come si permette Bergoglio di insinuare il dubbio che la Madonna sia stata ingannata dall'Eterno? E ancora, quale "spirito" gli ha suggerito tale riflessione non avente alcun fondamento né all'interno della Sacra Scrittura, né in coloro che nella storia hanno contribuito a far comprendere e a far vivere, assimilandolo, il sublime Mistero della Vita di Maria?

Conclusione

Con questi tre esempi, per ora mi fermo qui, ma mi riservo, per coloro che ancora insistono a voler mantenere caparbiamente gli occhi chiusi, illudendosi che questo pontificato sia uno dei più straordinari per l'umanità, di tentare almeno, attraverso il confronto con le Sacre Scritture, di far chiarezza su come le cose siano diverse da ciò che appaiono.

Sebirblu.blogspot.it

Brevi spunti presi da: lastampa.it e difendiamolaverita.it

lunedì 10 aprile 2023

Adatto solo per i Fervidi Amanti delle Altezze




Sebirblu, 10 aprile 2023

Proprio come ho espresso nel titolo, il testo che segue è indirizzato soltanto a coloro che con tutto il cuore e in assoluta purezza d'animo sono alla ricerca di risposte e di Conoscenza vera.

Purtroppo, i tempi che stiamo vivendo non aiutano di certo la presa di coscienza, né ci si può aspettare che le indicazioni arrivino dalle cattedre giuste.

I falsi richiami si moltiplicano nel mondo come specchietti per le allodole e l'umanità intera ha perso l'orientamento senza sapere dove andare.

Solo lo Spirito potrebbe salvarla da naufragio sicuro, ma la sua Voce non viene udita, soffocata dagli allettamenti delle sirene e dal fragore della tempesta.




Eppure al "Porto" bisogna ritornare! E quando tutto sembra perduto... ecco che dai cieli  oscuri  arriva  un  raggio  provvidenziale  che  raggiunge  le  anime  in  pericolo.

Persino  la barca di Pietro  è  alla deriva!  Questo  antico  punto  di  riferimento  che  le folle per millenni hanno seguito, si è tramutato in scoglio minaccioso che insidia maggiormente  il  loro navigare.

Ma tutto ciò era scritto... e lo Spirito soffia dove vuole...




...e la Nuova Chiesa avanza...

"E Gesù allora, vedendo la madre sua e accanto a lei il discepolo prediletto, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese con sé." (Gv. 19,26)

Questa è la seconda espressione (di sette) pronunciata dal Cristo sulla Croce e determinante  per  iniziare  a  spiegare  quello  che  oggi  sta  succedendo nella  Chiesa di Roma.

Ebbene, ad una prima analisi, risulta molto strano il modo usato da Gesù per rivolgersi a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» e sembra addirittura irrispettoso, ma i giudizi affrettati spesso ingannano perché il valore sostanziale è altissimo.

Emerge  infatti  con  estrema  chiarezza  il  rapporto esistente  fra  Divinità e Creatura, non tra Figlio e Madre, esattamente come avvenne al Tempio quando, da pargolo, Gesù insegnava ai Dottori della Legge e apostrofò alla stessa maniera sua Madre, sopraggiunta trafelata con Giuseppe perché lo stavano cercando.

(Altro che "scappatella" di Gesù, come dichiarato dal Falso Profeta! Ved. QUI lo sproposito detto, insieme ad altri ancora più madornali, descritti QUI, QUI e QUI). 


(Autore non rintracciato)

Sono proprio questi aspetti, che non vengono considerati, a sollevare i veli su una centralità sconosciuta e talvolta anche negata dagli stolti, che viene però scoperta solo dai semplici, dagli insignificanti, da coloro che il mondo ignora...

"Ti ringrazio Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai grandi e ai sapienti e le hai fatte conoscere ai piccoli." (Mt. 11,25)

Nell'ora  attuale,  le questioni religiose,  ancora presentate col linguaggio  prestabilito e la forma mentale ereditata da secoli di tradizioni rigide e dormienti, vengono semplicemente  accantonate  fuori  dalla  vita.

Ma Cristo resta vivo nel mondo, e l'attuale sistema di liquidarlo senza farlo conoscere in profondità alle masse è il tentativo estremo di una Chiesa in disfacimento ormai preda del Maligno che, sfidandolo, vuole trascinare con sé il maggior numero possibile di "fedeli".

Il pericolo è grande, se persino il conduttore di una Radio Mariana diffusa in tutto il mondo si "arrampica sui vetri" pur di assecondare questo pontificato e i suoi compromessi con il mondo!

E lo stesso vale per il Predicatore ufficiale della Santa Sede quando asserisce, per compiacere le altre correnti religiose, che il culto dato a Maria è "talvolta esagerato e sconsiderato"! (Per non parlare della sua sbalorditiva asserzione, nel corso di una intervista QUI, in cui secondo lui Bergoglio è Gesù!).


Il Tradimento di Giuda di Sir Anthony Van Dyck  (1599 - 1641)

Dice Pietro Ubaldi di avere "la sensazione d'essere come un novello Diogene che va per il mondo con la lanterna, tra i Cristiani, cercando chi segue il Cristo."

(Per sapere chi è il personaggio, QUI e QUI.  Ma il suo nome è pure sulle etichette). 

E aggiunge:

"I superficiali si offenderanno di questo linguaggio che disturba gli accomodamenti, ma i più maturi sentiranno dietro la critica l'ansia di una rivalorizzazione del Cristianesimo in un momento di crisi in cui è necessario ma difficile correre, perché si è gravati da tante ormai insopportabili sovrastrutture medioevali.

Oggi il gregge è diverso. Il mondo si è messo a pensare e vuole capire. La fede non serve per questo, anzi la si usa per proibire l'approfondimento cristico come se ciò fosse una colpa. Allora si fa di tutto un fascio: fede, religione, misteri, perché in questo momento l'incomprensibile non serve alla vita che ha di fronte altri problemi da risolvere.

E visto che le masse, assecondate dalla Chiesa, si sono adattate ad una religione comoda e non sono disposte a rinunciarvi, l'autorità si è abituata a comandare e i fedeli a ridurre al minimo il lavoro interiore, evitando la fatica di riflettere.

Così ciascuno soddisfa il suo desiderio ed è tutt'altro che disposto a cambiare e a fare sacrifici per prendere la spiritualità sul serio.

Una consapevolezza vera, con un Dio presente sempre ed implicante una continua condotta ad Esso relativa, è un peso che non si accetta più e col tempo è diventato addirittura un modo incomprensibile di concepire l'esistenza.

Di fronte ad una Conoscenza sostanziale la massa dei cristiani si è accomodata in un materialismo religioso che in pratica vale quanto essere atei.

Il culto è diventato ambientalismo, politica dell'accoglimento, problema finanziario, azione sociale, autorità, potere temporale; la spiritualità è la cosa di cui meno si parla.

Tutto ciò può dare un'illusione di forza, perché oggi la parte terrena è in auge. Ma così, la Chiesa tradisce il suo mandato, poiché si trova al polo opposto del potere spirituale di Cristo, proprio dalla parte del mondo che Egli più condannò."


Harry Anderson

Ma ritornando alle parole di Gesù sulla Croce e al mandato trasmesso a sua Madre Maria e a Giovanni, viene ad essere svelato il dono più grande che Dio-Amore abbia potuto offrire al genere umano dopo la Caduta iniziale. (Cfr. QUI e QUI).

Alla Vergine in quell'attimo solenne venne affidata l'intera Umanità (rappresentata da Giovanni) della quale diventava la Madre spirituale, mentre il discepolo che sarebbe dovuto "rimanere" nel mondo fino alla Sua Seconda Venuta (Gv. 21, 21-22), ricevette in eredità Maria affinché se ne prendesse cura e la amasse con devozione filiale. (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Ora, siccome il termine "chiesa" significa assemblea, riunione, comunità di fedeli, Maria ne è la Madre, dunque è Madre della Chiesa di Cristo, proprio per espresso desiderio di Gesù.

Ma quale tipo di "chiesa" auspicava il Cristo? Egli lo spiega chiaramente alla donna samaritana incontrata al pozzo di Sichem, QUI, e alla quale aveva chiesto dell'acqua. In Giovanni (cap. 4,1-30) troviamo la frase emblematica:

"Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in Spirito e Verità». (Gv. 4, 23-24).


Simon Dewey

Dunque, la chiesa voluta dal Cristo non è certamente quella che per circa duemila anni è andata sempre più compromettendosi scendendo a patti con "Mammona" (denaro e potere) e irrigidendosi nei dogmi e nei riti, bensì quella umile e povera esemplificata da Francesco d'Assisi! (Cfr. anche QUI, QUI e QUI).

E men che meno il Divino Maestro desidera quella di oggi, con a capo colui che ha osato assumere il nome del santo fraticello e addirittura appropriarsi del «Laudato si'» con un'enciclica impertinente ed estranea al suo ruolo!

D'altra parte, già dai tempi della Sua ineffabile Risurrezione, il Volere supremo si offre all'occhio attento di chiunque aneli realmente alla Luce e alla Verità.

Il Vangelo di Giovanni riporta che sia lui che Pietro corsero al luogo di sepoltura non appena seppero che Gesù era risorto:


Simon Dewey

"Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra vi era stata ribaltata.

Corse dunque e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».

Uscì perciò Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono alla tomba. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro fu più veloce di Pietro e vi giunse per primo. Chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nell'avello e vide le fasce al suolo, e il sudario che gli era stato posto sul capo non vicino alle fasce, ma piegato in un luogo a parte.

Allora entrò anche l'altro discepolo, che vi era giunto per primo, e vide e credette." (Gv. 20,1-8)


Eugène Burnand (1850 - 1921)

Adesso, analizzando l'intero movimento possiamo notare che Giovanni, essendo più giovane, arriva prima al sepolcro ma non vi entra per rispettare la priorità di Pietro, sia come anziano che come capo degli apostoli. Poi, una volta entrato quest'ultimo, vi accede anche lui, subito dopo.

Ebbene, fu in quel momento che iniziò sostanzialmente la Chiesa di Pietro, di Simon Pietro, chiamato "Cefa = Pietra", nome imposto dallo stesso Cristo perché doveva essere il fondamento, la roccia sulla quale si sarebbe edificata la Chiesa temporale:

"E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la Mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa." (Mt. 16,18).

Doveva essere Pietro, dunque, ad entrare per primo nella tomba vuota, come a stabilire una continuità tra il Cristo che aveva appena concluso la sua Missione ed il suo successore che ne diventava il Vicario in Terra.

Pietro, dal temperamento impetuoso e intransigente raffigura la Chiesa di Roma, con la sua incongruenza ed eccessi, ma anche con la sua ottusità e l'attaccamento alla materia tanto che per salvarsi tradì il Maestro.

Ma è Giovanni il Prosecutore effettivo della Chiesa voluta dal Cristo, quella mistica, ardente e vera. Ecco perché è entrato nel sepolcro dopo aver dato la precedenza al capo degli apostoli! (Consiglio di leggere anche QUI, per l'aspetto esoterico di quanto ho descritto, confermato pure, sorprendentemente, a Medjugorje).

Pietro e Giovanni: principio e fine di un movimento inteso come parabola umana, perché sarà proprio la Chiesa di Giovanni, rinnovata e vitale più che mai, ad accompagnare l'Umanità nella nuova dimensione, dove finalmente lo Spirito avrà riconquistato la sua Signoria nel cuore degli uomini ormai incamminati verso un meraviglioso futuro.





Il brano di Pietro Ubaldi è tratto da "La Discesa degli Ideali" ‒ Om Edizioni.

giovedì 6 aprile 2023

La "PASQUA" nel suo significato Umano e Sostanziale

 


Sebirblu, 6 aprile 2023

In questo giovedì santo, in cui Nostro Signore consumò la Sua Ultima Cena prima di essere martirizzato per tutti noi, al fine di riscattare la libertà rubataci dal "Serpente Antico", espongo a Voi, gentili Lettori, insieme all'augurio più fervido di una Buona Pasqua, un messaggio elevatissimo che sarà riconosciuto solo dai cuori vibranti e pronti a ricevere il "Pane dal Cielo".


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La "Pasqua" nel suo significato Umano e Sostanziale

«Non si tratta più, dopo tutto quanto ho detto, di celebrare una ricorrenza, in quanto questo rinnovarsi di date, di tempi, di epoche, deve rappresentare per voi un moto quotidiano, meglio, un movimento  ininterrotto che lega il vostro vivere ad un passato tempestoso e mira a ricondurre questo vivere verso una meta infinita ed eterna.

È interessante, di conseguenza, valutare di nuovo il senso della ricorrenza "Pasqua" in relazione alla parabola umana e alla realtà.

In rapporto alla prima, la Pasqua si raffigura puerilmente. La massa, salvo eccezioni, vede un simulacro scolpito, una Croce che delinea un simbolo, ricordo di ciò che le è stato insegnato nell'infanzia: l'aneddoto della Risurrezione, dell'uscita dall'avello, dal sepolcro; considera poi la ricorrenza come un mezzo atto per evadere fisicamente dalle strettoie della fatica quotidiana.

Questo, salvo le debite eccezioni, è il concetto che per sommi capi è nella mente della gente, degli umani.

Nella sostanzialità è indispensabile non più considerare unicamente quella giornata in sé come punto da analizzare; necessita valutarla nell'intero corso cristico. La Pasqua non è più da considerare soltanto come la Risurrezione della Divinità, bensì come la preparazione e la conclusione della Stessa, formante un Fattore inscindibile che opera sul moto evolutivo dell'umanità.

Riportiamoci al colloquio di Gesù con i dottori della Chiesa. Egli, intendendo parlare della propria fatturazione fisica, disse ai dottori: "Se Io volessi far distruggere questo tempio, lo ricostruirei in tre dì".

Non valutiamo ora la realtà nella sua interezza, per la quale la Manifestazione iniziale del Cristo ‒ la "Natività", come voi dite (ved. QUI, QUI e QUI; ndr) ‒ va legata indissolubilmente alla Risurrezione, limitiamoci a considerare quanto strettamente connesso all'evento prodigioso del Risorto.


Nathan Greene

Il Natale è il primo accenno a tale possibilità; il secondo, in questo lasso di tempo, concerne la Cena, durante la quale Gesù parla al mondo del nuovo Patto d'Amore.

Precedentemente vigeva per l'umanità il diritto alla reazione: la scusante dell'«occhio per occhio e dente per dente» era sancita dalla legge mosaica.

Instaurata  dal Cristo  la Legge  di Amore,  veniva  stipulato  un  patto  che  aveva  una impronta tragica, eterna, incancellabile, un sigillo divino: la rinuncia della propria individualità. Non esiste più, come nella Legge Prima, il diritto di reazione, ma si parla di dovere: la Legge cristica non vuole più la reazione e pretende il perdono di ogni offesa.

(Ricordarsi delle Parole: "Io non sono venuto ad abolire la Legge e i profeti, ma a darle compimento" (Mt. 5,17 ‒ ndr).

È il dovere che deve imperare, non il diritto; è l'Amore portato fra le masse al fine di perdonare e redimere, non più l'odio e la zizzania!

L'arco pasquale in analisi si conclude con il "consummatum est", l'ultima espressione dell'Unigenito sulla Croce, che non si riferisce soltanto al Suo Sacrificio, ma all'intero patto di Redenzione nel tempo.

Poi, la Risurrezione, che stabilisce in via definitiva come per arrivare alla Meta sia necessario dapprima giungere ad ogni rinuncia, alla massima rinuncia, in nome della fraternità e dell'amore.

È l'ora del Risorto, che non viene creduto se non dopo essere stato toccato: Tommaso resta l'emblema dell'umanità incredula, e non è un caso a sé stante, in quanto egli la rappresenta seppur abbia veduto.

Da tutto questo emerge la profonda differenza di valore fra la Pasqua sostanziale e quella intesa umanamente, da cui deriva la necessità che pure voi apponiate il sigillo a quel patto stabilito nell'ora della Cena.

(Ossia la distribuzione agli "affamati" e agli "assetati" del Pane d'Anima e del Vino-Spirito, ovvero l'Insegnamento e l'Esempio dato dal Cristo a tutti. Ved. QUI; ndr).

Per ciò vi si chiede l'opera, quell'Opera che costituisce l'abnegazione del Redentore che si donò integralmente per la vostra salvezza di uomini.


Danny Hahlbohm

Dalla valutazione or ora fatta, deriva la necessità di analizzare sé stessi prima che il prossimo, di superare i sessi, i censi, le razze, valutando solamente le anime che alle creature danno vita, non ricordando più solo il Cristo raffigurato sulla Croce, ma nello splendore della Sua Divinità, nella Sua integrità potenziale, nel Suo Amore manifesto.

Non si tratta più di commemorare un evento, ma di immedesimarsi nel concetto del nuovo Patto di Amore e di Carità; di immergersi in tutto il movimento cristico, non considerando più a sé stanti la Natività e la Risurrezione.

La Pasqua (il "Passaggio" dalla morte alla Vita; ndr), indicata dal Cristo, cominciò con la Sua Manifestazione nel mondo, e questo siglò l'inizio di quella che doveva essere la "rinascita" per gli uomini, cioè il nesso fra il primo patto (la Legge di Mosè col Decalogo; ndr) e il secondo, il Patto d'Amore (Il Vangelo, la Buona Novella; ndr) che, a sua volta sarà seguito al giusto tempo dal terzo, il Patto di Giustizia (col Ritorno del Signore o Parusia; ndr).

L'Amore cederà allora il suo posto alla Giustizia e sarà lo stesso Gesù che, giungendo a voi, come Egli dice, sopra un "carro di fuoco", giudicherà gli umani. Quelli che non avranno creduto, perché non sarà stato loro concesso di porre il dito sulla piaga, saranno portati nella Geenna, ossia in un ambiente non certo confortevole come quello terreno, ma angoscioso e fosco, dove l'evoluzione sarà quanto mai dolorosa e inevitabile. (ved. QUI e QUI; ndr).

Coloro che invece avranno creduto, anche all'ultimo, godranno del Perdono divino e dei benefici paradisiaci. Questo ve lo disse lo stesso Dismas , il quale, saturo di colpe umane, riconobbe i propri errori e la Divinità in extremis, ne confermò la Santità e la Bontà, la percepì, sofferse per la sofferenza del Cristo e non per la propria, e dal Cristo invocò pietà e la ottenne, talché il Cristo promise e mantenne: "In verità, in verità ti dico: oggi sarai con Me in Paradiso".

(Si noti la libera decisione dell'Uomo-Dio, che sentenzia inequivocabilmente la sorte del "buon ladrone", senza previa richiesta al Padre come spesso aveva insegnato. Questo sancisce in modo chiaro, e non è l'unico caso, la Sua assoluta Divinità; ndr).


Peter Paul Rubens - Dismas e il Cristo (dettaglio)

Voi, che proponete di portare al mondo la vostra fede, il vostro ardore, il vostro amore, non dovete attendere il limite estremo della vita; il perdono l'avete chiesto, ma non è sufficiente chiederlo: è l'azione che deve chiederlo ed è l'azione che porta alla Risurrezione. ("La Fede senza le opere è morta", dice San Giacomo nella sua lettera 2, 26; ndr).

Accingetevi all'opera nel nome di questa Pasqua di Risurrezione, che è la Via che vi segna la Verità divina. Dovete ricordare quanto il Cristo disse: "Io sono la Via, la Verità, la Vita"; tutto si compendia in Lui: la creazione e i creati, gli umani.

Sta a voi saper estrarre da questo moto pasquale la verità che sospinge, accelerandone la spinta; non dovete limitarvi a considerare l'evento come un fatto a sé stante, astratto, perché è legato intimamente ad ogni individualità, non solo alla massa ma ai singoli; è legato in forma dissimile l'una dall'altra, ma indissolubilmente.

Dovete finalmente entrare nella concezione di Figlio Unigenito, di Cristo/Dio, dovete valutare la Sua rinuncia e, di fronte a tale immensa rinuncia, offrire ogni vostra energia. Parlo della sostanzialità del moto, non della materialità.

Cercate di seminare; seminare significa portare tra le tenebre delle masse la Luce di Colui che si immolò, di Colui che risorse per ritornare nei Cieli dai quali si era dipartito come Raggio Unico del Padre (ovvero il Padre stesso; ndr).

Cercate di persuadervi che senza fraternità non vi può essere evoluzione, che il ritmo di questa evoluzione deve essere accelerato e che la sua base è rappresentata dalla Pasqua e dalla rinascita dello Spirito.

Pasqua! Materia che vi si offre, non dico per meditazione da farsi di ora in ora, ma per lo meno per una meditazione di giorno in giorno. Questa meditazione deve partire non dal principio del cammino lungo la Via Crucis sino al Golgota, ma dalla Natività, ed abbracciare tutto il decorso vitale cristico.

Allora potrete vedere la bellezza della parabola divina! L'appellativo di Agnello di Dio conferito dagli uomini al Cristo è valido perché Egli si offerse, discese per offrirsi, partì dal Regno infinito per discendere nel finito ed offrirsi al sadismo umano.

Abbracciando tutto l'arco temporale, voi avrete il concetto più esatto e più santo del significato di questa ricorrenza. Pasqua di redenzione e di rinascita di Spirito che è punto di partenza per il raggiungimento di una Meta che voi stessi avete perduto a suo tempo. (ved. QUI, QUI e QUI; ndr).

I doni divini giungono a voi continui ed ininterrotti, giungono a voi inapprezzati di attimo in attimo, perché vivete in una staticità snervante, deprimente.

Risorgere di Spirito: questo vi disse Giovanni, questo dev'essere fatto, questo è il vostro primo dovere, risorgere di Spirito, incenerire le scorie e poi accingervi a quell'opera di redenzione spirituale che è indispensabile, se volete che a voi giunga quella pace che dall'Unigenito è stata lasciata sul Golgota e che attende di essere raccolta dagli uomini di buona volontà.»




Ecco un vibrante messaggio di Nostro Signore, trasmesso per tutti mediante la sua amanuense fedele.

JNSR:

"Il Signore mi ha detto che devo trasmettervi questo messaggio d'Amore affinché regni nel Mondo il ricordo del suo Riscatto attraverso Gesù, il Cristo".

GESÙ:

«Figlia Mia, se ti si domanda perché tutte queste Croci (di Dozulé, ved. QUI; ndr), tu dirai loro:

Il prezzo per la liberazione dell'umanità fu la Sua Morte di Croce sul Golgota, per cui, guardandone la Luce Gloriosa, voi foste guariti dal Serpente che oggi vi morde e dilania le vostre anime e il cui veleno è nascosto in ogni realtà dall'aspetto buono ed utile. Queste cose, riconoscetelo, lusingano i vostri sensi...

Tutte le tentazioni subdole colpiscono gli esseri fragili e incuranti che si staccano da Dio e cedono ai sette peccati capitali. Voi adorate troppi falsi dei: il denaro e il potere vi incitano a cibarvi del frutto proibito dell'Albero del Male, con la stessa facilità con cui lo fecero i vostri progenitori.

Voi sarete guariti dalla Luce che emana dalla Croce benedetta del Mio Sacerdote. La Luce sarà come il Serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto.

Essa combatte il maleficio che il Serpente, padrone del Male, inoculava nelle anime disobbedienti a Dio. Mosè ricevette così la Mia Luce: quel popolo dalla testa dura doveva vedere con i propri occhi la rappresentazione del suo tentatore per rifiutare il veleno che era in esso. [...]




La Mia Croce, chiesta da Me Stesso a Maddalena Aumont (ma anche a "Conchiglia", ved. QUI; ndr) farà scomparire per sempre il veleno che continua a contaminare la Terra, il veleno che è nato dall'orgoglio dell'uomo che crede di essere Dio.

La disobbedienza, la sua rivolta contro la Mia Legge, contro i Comandamenti divini, si possono paragonare solo alla prima ribellione degli Angeli governati da Lucifero:

‒ l'uomo che grida con tutta la sua forza di non avere né Dio, né maestro; che oggi distrugge la Mia Chiesa disarticolandola, rifiutando le Mie Membra più sacre;

‒ l'uomo che dubita della Mia Presenza reale nel Santo Sacramento dell'Eucarestia, che ha sostituito la Mia Parola divina con parole umane, rinnegando così il Verbo di Dio;

‒ l'uomo che,  in Verità,  si è già seduto sul trono di Pietro,  egli  è  il  bestemmiatore,  il colpevole della più grande eresia, e sta per anticipare la Mia Ora, così egli fa precipitare la sua verso il nulla. [...]

(Queste parole non sono altro che il ritratto preciso di Bergoglio, Falso Profeta; ndr).




Io vengo presto. Svegliatevi, accendete le lampade del Mio Ritorno Glorioso; siate la Luce che annuncia la Mia Venuta sulla vostra Terra. Accendete le Mie Croci d'Amore. Solo l'Amore guarisce le anime e i corpi.

Io discendo dalla Mia Santa Montagna con migliaia di Croci sul Mio Sacro Cuore: accendetele.

Il "Libro della Vita" è nella Mia mano destra. (Ap. 5, 1-14). Formate la Mia strada di Luce affinché con Me arriviate al Tabor: la vostra Trasfigurazione è vicina! (ved. QUI; ndr).

Siamo ancora sulla Mia via Crucis; con voi Io avanzo, pronto a toccare il Golgota. E poi Io vi farò passare in un istante, nello spazio di un secondo del vostro orologio terrestre, dal Golgota al Tabor.

Trasportati come fiocchi di neve, docili, leggeri, sospinti dal vento che soffia, guidati da Colui che è Spirito, Fuoco e Luce, voi passerete attraverso l'ultimo varco che vi resta da superare: la Porta sacra della Mia Croce Gloriosa.

Questo turbine d'Amore vi aiuterà a superarla: essa si apre sul Regno tanto atteso dagli amati Figli del Mio Sacro Cuore e di Maria, uniti dall'Amore trionfante che salva.

Non respingete il Mio Appello. Non ritardate più la vostra decisione di venire a Me, perché Io vi dico in Verità, nemmeno la vostra testardaggine ritarderà la Venuta del Mio Regno d'Amore.

Se rifiutate il Mio invito, molti ciechi e sordi prenderanno il vostro posto prima che vi rendiate conto di avere disprezzato quello che Io vi offrivo al Mio Banchetto Regale.


Danny Hahlbohm

Oggi attiro la vostra attenzione, metto in guardia il vostro Spirito con luce d'uomo, ma quando Io, vostro Dio e Signore, farò apparire la Mia Croce in Cielo, vi dico in Verità, sarà troppo tardi per ricordarvi che vi ho chiamati con il Mio Messaggio d'Amore Unico e Definitivo, e voi non avete risposto. [...]

I figli di Abramo e della Mia Santissima Madre vengono da tutti i paesi del mondo, attirati dal Suo Amore materno. Hanno gli stessi diritti e doveri di coloro che Mi hanno sempre seguito, perché Ella Me li dà guariti.

La Mia Porta d'oro, benedetta e sacra, si aprirà davanti alla Mia Parusia. I Tempi volgono alla fine. Dio decide che essa si spalancherà, come il Mar Rosso, per lasciar passare i figli del Nuovo Regno. Gesù ritorna. La Gerusalemme Nuova è là. Cantate la Mia Gloria.

Attraversando tale Porta, voi non sarete più in questo Tempo che subisce ancora i tormenti del Male: esso non sussisterà più, Io cancellerò il suo ricordo dalla vostra memoria. Voi sentirete la Voce del Padre Mio che vi dirà con tono potente:




"Ascoltate oggi la voce del Mio Figlio prediletto. Egli è l'Amore che vi dono per attraversare quest'ultimo passaggio verso l'agognata Terra promessa, la Nuova Gerusalemme.

Egli viene ad aprirvi il varco... è la Pasqua durante la quale ci si ciba in ginocchio, con la fronte abbassata fino a Terra, poiché Egli è là, davanti a voi, illuminato dalla Sua Gloria, con il Volto splendente di Luce.

Nessuno è degno di guardare il Suo Santo Volto. Egli è rivestito della Luce dell'Altissimo, perché Lui Solo ha ricevuto dal Padre Suo il potere di aprire il "Libro della Vita": di giudicare i Viventi e i Morti. Lui Solo è degno di parlare al Padre Suo a nome di tutti e di ciascuno dei figli della Terra.

Per questo nella Mia Misericordia infinita, vi dono il Figlio Mio prediletto. Egli è la Resurrezione e la Vita, l'Amore che trasfigura coloro che sanno perdonare, coloro che implorano il perdono, coloro che amano e che si lasciano amare."




È venuto il Tempo, in cui Io chiamo tutte le Mie Anime a seguirMi. Lasciate cadere i vostri orpelli. Rivestitevi dei vostri nuovi abiti nuziali: lo Sposo viene a trasfigurarvi. Venite a Me, entrate nella Mia Luce. Venite a bruciare al Fuoco del Mio Amore. Venite ad unirvi al Padre Mio e vostro, che vi attende per stringervi sul Suo Cuore di Padre e donarvi la vostra parte di eredità: nel Regno di Dio i Suoi figli sono dei re.[...]

Vi chiedo di tenervi svegli per il grande Giorno che sta per arrivare. Ma l'ultimo avviso vi verrà dato dopo che avrete attraversato questo Tempo. Io devo infatti lasciar scritto ciò che l'uomo incredulo ha scatenato con la sua mancanza d'Amore, perché il suo cuore arido e la sua anima addormentata non sentivano più la carezza di Dio.

Questa testimonianza sarà preservata per le generazioni future affinché nessuna comunità soccomba più in una disperazione simile per la mancanza d'Amore verso Dio e verso i vostri fratelli.

Che la Santità regni dappertutto, sulla Terra come in Cielo. Il vostro Dio d'Amore e di Carità vi benedice. Amen.»

GLORIA IN EXCELSIS DEO!

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Relazione e cura di Sebirblu.blogspot.it

Brano ultrafànico tratto da: "Scintille dall'Infinito" ‒ 1° vol. (QUI)

Messaggio da JNSR: "Testimoni della Croce" ‒ 4° vol.